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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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29 settembre 2014

"Il garibaldinismo non è certo il renzismo": aforismi e riflessioni by Luca Bagatin

  VERSUS
Matteo Renzi dichiara di non essere massone.
Infatti in Massoneria ci sono solo uomini liberi e di buoni costumi, animati da ideali quali la Fratellanza, l'Uguaglianza e la Libertà (e non già l'autoritarismo e/o la negazione dei diritti sociali).
Alla Massoneria sono stati affiliati anche grandi condottieri e rivoluzionari, quali ad esempio Simon Bolivar, Giuseppe Garibaldi e Gabriele D'Annunzio; persone dotate di grande spiritualità quali Madame Blavatsky, Annie Besant e il Mahatma Gandhi; oltre che fini menti politiche quali George Washington, il conte di Cavour, Ernesto Nathan e molti altri.
Uomini e donne, insomma, fatti d'una pasta ben diversa e distante rispetto a quella di persone come Matteo Renzi ed i tanti politicanti che da troppo tempo popolano il mondo. Al servizio della FED e della BCE e lontani anni luce dai popoli e dai principi di Fratellanza, Uguaglianza e Libertà.
Per l'Italia, l'Europa ed il mondo intero vorrei la memoria di Anita Garibaldi alla Presidenza della Repubblica, la memoria di Moana Pozzi alla Presidenza del Consiglio, l'anima di Evita Peron nel cuore di tutti.
Ed il potere al popolo, attraverso il sistema dell'autogestione.
Riflettevo sul fatto che al Commendator Licio Gelli sono state attribuite le peggiori nefandezze italiane (mai dimostrate), purtuttavia - durante la Resistenza - pur essendo sempre stato un fascista dichiarato e decorato, ha salvato dalla deportazione degli ebrei e dei partigiani.
A differenza del tanto osannato On. Palmiro Togliatti, che, quando era Ministro della Giustizia, amnistiò i gerarchi fascisti.
Corrado Passera vuole scendere in politica e diventare il nuovo Berlusconi, contrapponendosi a Matteo Renzi.
Come se non avessimo già abbastanza problemi.
Due o più persone la possono pensare diversamente, ma comunque imparare l'una dall'altra, confrontandosi.
Per questo sono assolutamente convinto che le guerre siano unicamente frutto del potere e dello sfruttamento economico-politico dell'uomo sull'uomo.
La Costituzione di una vera Repubblica (garibaldina) dovrebbe essere fondata sull'Amore e sulla Felicità.
Chi ruba le idee altrui è evidentemente privo di originalità.



27 settembre 2014

Quei regolamenti per i dipendenti pubblici che...sono poco rispettosi della libertà d'associazione !

Non molte settimane fa avevo scritto un articolo a proposito del nuovo codice etico che i dipendenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri dovranno seguire.

In proposito, fra le altre cose, scrivevo: Un “codice etico” che sa molto di Stato Etico di fascista memoria. Un “codice etico” che, come nel periodo mussoliniano, prevede fra le altre cose l'obbligo da parte del dipendente di dichiarare l'appartenenza a qualsiasi associazione, anche riservata, esclusa l'appartenenza a partiti e sindacati (che, però, ricordiamolo, sono le uniche associazioni che non possiedono personalità giuridica).

E' chiaro che tale norma voglia colpire l'appartenenza dei dipendente ad associazioni riservate (ma non certo segrete !) quali la Massoneria.

Alcuni giorni fa, un caro amico dirigente provinciale da trent'anni, mi fa notare che un regolamento simile esiste già – per tutti i pubblici dipendenti – ed è contanuto nel DPR 62/2013 dal titolo, appunto, “Codice di comportamento dei dipendenti pubblici”. All'Articolo 5 leggiamo infatti, testualmente, al comma 1: Nel rispetto della disciplina vigente del diritto di associazione, il dipendente comunica tempestivamente al responsabile dell'ufficio di appartenenza la propria adesione o appartenenza ad associazioni od organizzazioni, a prescindere dal loro carattere riservato o meno, i cui ambiti di interessi possano interferire con lo svolgimento dell'attività dell'ufficio. Il presente comma non si applica all'adesione a partiti politici o a sindacati.

In sostanza, se un dipendente aderisce ad una qualsiasi associazione, sia essa un'Obbedienza massonica oppure semplicemente Legambiente, Arcigay, Club degli Amici del Gambero o vattelapesca, sarebbe obbligato a dichiararlo al responsabile del suo ufficio.

Il che, nei fatti, va a ledere il diritto alla riservatezza di ciascuno. Ridicolo, poi, che tale obbligo non sussista per chi aderisce ad un partito...visto che è proprio semmai un partito politico che ha qualche “rapporto privilegiato” con il potere e potrebbe essere in contrasto con lo svolgimento dell'attività dell'ufficio pubblico in questione ! Per quanto, in nome della libertà di associazione, personalmente ritenga che ciascuno possa riservarsi di aderire a qualsiasi tipo di associazione egli voglia, senza che debba comunicare gli affari suoi ad alcuno.

Curioso che, sino ad oggi, nessuno abbia ancora sollevato “il caso” e mi auguro che, da oggi, qualcuno inizi a scandalizzarsi poiché, ancora una volta, lo Stato italiano (ed i suoi relativi legislatori) si qualifica per quel che è, in sostanza. Poco rispettoso delle libertà dei suoi cittadini.


Luca Bagatin



25 settembre 2014

Disinformazione antimassonica. Un articolo molto discutibile del giornalista Paolo Brogi ed un confronto su Facebook con il sottoscritto



Mi segnalano un articolo del giornalista Paolo Brogi, già firma de "L'Europeo" e del "Corriere della Sera".
Il link all'articolo è il seguente:
E' l'ennesimo articolo di disinformazione antimassonica e vorrei andare oltre se non fosse che...sin dal titolo comprendo che non posso non intervenire, con dei commenti, proprio per far notare - all'articolista ed ai lettori - che quanto si scrive è palesemente non rispondente alla verità.
Il titolo del pezzo è, infatti, "Nella Massoneria niente donne e allora il prossimo Presidente della Repubblica sia una donna".
Ora, si da il caso che io abbia scritto un saggio - "Universo Massonico" (Bastogi editrice) - che parla anche delle donne in massoneria, oltre al fatto che nel medesimo saggio parlo anche del fenomeno P2, spiegando che il vero complotto fu politico e ordito ai danni della Massoneria...e non viceversa !
Peraltro si da il caso che proprio quest'anno abbia scritto un altro saggio - "Ritratti di Donna" (Ipertesto edizioni) - in cui parlo anche e proprio di donne e massoneria, oltre che di Femminino Sacro, esoterismo e universo massonico.
Come se non bastasse, della presenza di una donna alla Presidenza della Repubblica, scrissi già nel 1999 (allora avevo vent'anni), quando raccolsi le firme - a Pordenone - per Emma Bonino al Quirinale.
Premesso tutto ciò, desidero riportare per intero il confronto pubblico che ho avuto con il sig. Brogi su Facebook in proposito:

Scopro questo Paolo Brogi, giornalista, che scrive l'ennesimo articolo antimassonico senza essere informato...scrivendo persino che le donne in Massoneria non ci sarebbero.
Mah....Se questa è l'informazione in Italia
Mi piaceMi piace · · · circa un'ora fa · Modificato ·
  • Luca Bagatin Evidentemente lei non è informato.
    Le donne in Massoneria ci sono eccome.
    Tralascio sul resto.

    Le suggerisco il mio saggio “Universo Massonico” (Bastogi editrice).
  • Luca Bagatin Magari, se le avanza tempo, si legga anche il mio secondo saggio “Ritratti di Donna” (Ipertesto Edizioni).
    Lì si parla anche e non solo di donne e massoneria, ma anche di Femminino Sacro e dei suoi rapporti con la Massoneria.


    Temo che, con certa disinformazione o mal conoscenza dell’argomento, persone come Renzi, Verdini o, peggio ancora, la Merkel e tutto il sistema economico-politico (che va dalle Banche Centrali al Fondo Monetario Internazionale), continueranno a prosperare.
    Alla faccia dei popoli.
  • Paolo Brogi Vabbè...sono privo di grembiulino e quindi qualcosa mi sfugge. Non il fatto però che il Grande Oriiente d'Italia sia accreditato comunemente di 22 mila aderenti. La Grande Loggia Regolare da lei citata se non sbaglio è intorno ai 3 mila. Perciò, se in qualche altra loggia ci sono donne ciò non toglie che nel principale gruppo di massoni in Italia donne non ce ne siano. Io chiuderei questo bel dibattito qu,
  • Luca Bagatin No, gentile Paolo Brogi, non è il grembiulino che le manca. Sprovvisto ne sono anch'io ma almeno sono anni che approfondisco la tematica. E, prima di scriverne un saggio, ho studiato, intervistato ed ascoltato per almeno dieci anni. Ed io ho 35 anni, mentre lei ha l'età di mia madre. Ribadisco, lei ha dimostrato ampiamente ed in poche righe di non conoscere l'argomento. Sarebbe sufficiente lo riconoscesse e magari facesse informazione corretta e completa, non crede ?
  • Luca Bagatin Peraltro le faccio anche notare che La Gran Loggia d'Italia degli ALAM che inizia le donne non è molto distante dai numeri del GOI e, come se non bastasse, esiste anche la Gran Loggia Femminile d'Italia (ci cui parlo nei miei saggi) ed il Droit Humain.
  • Luca Bagatin La invito, ad ogni modo, a non censurare i miei commenti sul suo blog. Non sarebbe nel suo spirito democratico, ritengo.
  • Paolo Brogi Io non ho censurato un bel niente. Passano prima sulla mia mail. Non appena li vedrò provvederò a pubblicarli
  • Luca Bagatin Bene, ne sono lieto.



24 settembre 2014

La centralità dell'amore nei rapporti di coppia e a proposito delle adizioni a single o a coppie omosessuali

E' un tema di cui scrissi molti, moltissimi anni fa.

L'adozione ai single e/o alle coppie omosessuali. Ricordo che, moltissimi anni fa – parliamo di almeno sedici anni fa – su “Il Gazzettino” di Pordenone ne scrissi infatti un articolo.

Girando in rete mi imbatto, talvolta, in “maitre à penser” del nostro secolo - per così dire - che con piglio ideologico e non poca veemenza si battono contro questo tipo di possibilità, peraltro già di fatto negata nel nostro Paese.

Fra i commenti di un blog di uno di questi “maitre à penser”, in particolare, mi imbatto in Francesca, commentatrice arguta con cui trovo interessante da qualche giorno uno scambio di battute.

Lei la pensa all'opposto rispetto a me e trovo interessante il dibattito proprio per questo.

Purtuttavia ciò che lei scrive, a parer mio, ci allontana dal fulcro centrale della questione.

Lei scrive, riporto testualmente: I bambini non sono cose, non sono oggetti di diritto, non possono essere comprati, ceduti, venduti, regalati (a chi TU ritieni possa amarli di più).
E' immorale - oltre che violenza inaudita - pretendere di comprimere fino ad annullare i diritti dei bambini solo per accontentare le persone omosessuali e i loro “presunti diritti”.
Ciascun essere umano ha il diritto naturale di stare con i propri genitori, di avere un padre e una madre e - nel caso li abbia perduti - due persone che svolgano per lui il ruolo materno e paterno. Non è logico né morale, anzi fatto di gravissima violenza - che per assecondare il desiderio di due adulti si neghi al bambino il diritto di avere un papà e una mamma.
Un diritto è tale solo se non calpesta il diritto di un'altra persona. Nessuno ha il diritto di far nascere o di rendere volontariamente un bambino orfano di padre o di madre.

Penso che Francesca vada davvero fuori tema, nel senso che, nel suo discorso, esclude il tema principale della questione: l'amore. L'amore per il prossimo, in questo caso per un bambino, per un figlio. Figlio che può essere “naturale”, secondo la vecchia dicitura, oppure no.

In realtà io penso che tutti i figli siano naturali, nel senso che – naturalmente – sono persone che hanno il diritto di essere amati. Indipendentemente se da due o da una persona soltanto (come ad esempio è stato per me).

L'amore – come rispondo anche a Francesca - viene prima delle cazzate "tradizionaliste" di una famiglia ormai impunemente disgregata (specie da chi ha nel suo curriculum, divorzi e spesso neo-matrimoni).

Bisognerebbe chiedersi, invece, perché le famiglie si disgregano. Perché si divorzia e/o ci si risposa. Magari ad oltranza. Ed a pagarne le conseguenze, sono sempre gli altri: i figli, ma anche le mogli o i mariti presenti, passati o futuri.

Forse perché non vi è amore. E bisognerebbe anche chiedersi, ancor prima di fare danni nella propria o nella vita altrui, perché ci si forma una famiglia: lo si fa perché si ama, oppure perché si ha paura di rimanere soli ?

Ecco, io tali quesiti me li pongo e li porrei anche al vasto pubblico, alle famiglie o, meglio, alle non-famiglie ed a tutte le coppie, siano esse eterosessuali o omosessuali.

E' nella mancanza d'amore, trovo, che vi sia immoralità e violenza, ed è un aspetto che viviamo OGNI giorno ed in OGNI luogo. E non ci si stupisca dei casi di stalking o di violenza domestica ! Piuttosto si faccia una riflessione nella, della e/o delle coppie.

La Civiltà dell'Amore – come scrivo da tempo - non è la società del piacere, fondata sul Potere, sulla prevaricazione, fondata sulle scelte della politica, dell'economia, basata sul danaro, sulla religione, ovvero fondata sull'inciviltà dell'odio e del dolore. La Civiltà dell'Amore non è fondata nemmeno su che cosa è morale o che cosa non lo è (e chi decide, poi, che cosa è morale e che cosa non lo è ? La religione ? Il danaro ? La politica ? Dio ? L'economia ? Matteo Renzi ? La Merkel ?).

Ed in questo senso - come ho scritto anche alla mia intelocutrice - non parlo di diritti, come invece tende a fare lei nel suo discorso, badate bene, ma di amore. Che è cosa ben diversa e che fa rima con doveRE. Quello che insegnava Giuseppe Mazzini nei suoi "Doveri dell'uomo", ad esempio.

Perché l'amore prevede responsabilità. Nei confronti di sé stessi, della propria compagna, del proprio compagno, del proprio figlio (anche, eventualmente, adottivo) e del proprio prossimo.


Luca Bagatin



22 settembre 2014

"(R)evolution is Evolution": aforismi e riflessioni by Luca Bagatin



Sono assolutamente convinto che, se oggi fossero ancora vivi Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi, avrebbero da tempo organizzato un nuovo Partito d'Azione per boicottare e cacciare i governanti tecnocratici europei (per nulla europeisti) - dalla Merkel a Renzi passando per Rajoy e Hollande - così come a suo tempo fecero con Napoleone III, i Borbone, gli Asburgo e Pio IX.

A volte mi chiedo se vadano eliminate, preferibilmente, la burocrazia, i burocrati o i politici.
Mi persuado sempre che sarebbe opportuno eliminare tutti e tre questi elementi.
Non lamentiamoci del fatto che le cose non funzionano, almeno sin tanto che sussisteranno quantità indescrivibili di leggi e regolamenti (e relativi governanti/parlamentari che le producono impunemente).
Nel nostro Paese lo Stato di Diritto, nei fatti, è un vero manrovescio per i cittadini !
Per fortuna di Matteo Renzi non sono né un confessore né un prete.
Perché, lo fossi stato, non avrei mai assolto gli atti impuri del suo (mal)Governo

C'è una differenza abissale fra l'essere cristiano e l'essere democristiano.
Nel primo caso vi è Amore, l'Amore del e per il Cristo.
Nel secondo caso vi è solo ipocrisia e mancanza di rispetto per l'intelligenza e le libertà altrui.

Mario Capanna profetizza un nuovo '68.
Personalmente auspicherei un '69.
Ma, sin tanto che ci saranno queste facce tristi e questi spiriti spenti al Governo è più probabile che Capanna abbia ragione.

Se, anziché immedesimarsi ed emulare l'Eroismo di uomini quali Garibaldi e Mazzini, si preferisce seguitare a lasciarsi trasportare dal vento della destra o della sinistra, allora è sicuro che il Potere dei malgoverni avrà sempre il sopravvento sul popolo e sulla sua libertà di autogestirsi.




19 settembre 2014

"Iris & Lily" di Angela e Julie Scipioni: storia di due sorelle e di due donne alla ricerca dell'amore e della libertà

Decido che non mi interessa Michael Dobbs. Il signore dei castelli di carte.

Non amo i politici, specie se “perbenino” e che si beano e compiacciono nello sdoganare l'arrivismo dei politici stessi. Anche se solo in un romanzo di...apparente fantasia.

Non amo nemmeno i festival letterari-vetrina che sembrano pressoché sponsorizzati da Sky.

Amo le storie. Amo le donne e le loro storie e, poiché non credo al caso, alla casualità degli eventi, all'uscita dalla conferenza stampa con Andrea De Carlo, incontro Angela Scipioni, americana di origine italiane.

Angela ha scritto, assieme alla sorella Julie, il suo primo romanzo: “Iris & Lily – due sorelle si raccontano”, edito da Bompiani.

Angela e Julie raccontano, attraverso questo libro autobiografico durato quattro anni di lavoro, la loro anima e, indirettamente, l'anima di tutte le donne.

Di Angela mi colpiscono molto l'ampio sorriso e gli occhi verdi. Parla con l'entusiasmo e la schiettezza della ragazza che ha vissuto un'epoca intensa. Il suo romanzo è ambientato a cavallo degli Anni '60 – '70. Parla di due sorelle molto diverse, che, dopo molti anni che non si frequentano, ricominciano a parlarsi attraverso una serie di e-mail.

Iris è l'alter ego di Angela ed è la sorella – per così dire – che si considera o che viene considerata più fortunata.

Durante le loro conversazioni via web e nei loro recenti incontri, ripercorrono l'infanzia e la loro storia. Una storia di anime represse sin da piccole: vissute in un ambiente rigido e cattolico ove alle femmine sono stati imposti nomi di fiori, mentre ai maschi sono stati imposti nomi di Re.

E' in tale contesto che Iris e Lily sviluppano un carattere da sognatrici, alla ricerca di un amore mancato.

Amore che Lily, rimasta negli Stati Uniti, sposatasi molto giovane, troverà in un uomo con il vizio del gioco, oppressivo e geloso alla follia.

Iris, invece, lo troverà in Italia, nella Liguria che tanto ama, ma il suo matrimonio non sarà altrettanto fortunato. Suo marito, infatti, è altrettanto oppressivo, ma in modo più subdolo, per così dire. La riempie di attenzioni, la accudisce sino al punto da non volere che lei lavori affinché non si stanchi troppo e vuole modellarla secondo il suo personale ideale di donna.

E così, il romanzo di Angela e Julie Scipioni diventa il pretesto per denunciare i modelli tipici della cultura patriarcale ed oppressiva: la famiglia borghese, il cattolicesimo, il maschilismo che, anziché amare la donna, ne vuole distruggere l'autostima.

Sono forme di violenza anche queste”, mi confessa e conferma Angela, sorridendo, ma con aria un po' malinconica.

Il messaggio di fondo del romanzo è comunque la capacità delle due sorelle e di tutte le donne in generale, di risollevarsi attingendo dalla propria forza interiore, senza essere vittime del proprio passato.

Ma, secondo lei, Angela, possono esistere delle coppie in grado di amarsi davvero ? Può esserci, insomma, quella che io chiamo la “pace dei sessi” ? Su che cosa può basarsi un giusto equlibrio fra donne e uomini ?”. Le chiedo.

Il giusto equilibrio può basarsi sul rispetto reciproco, sull'amore vero, ovvero lasciando all'altra persona – sia essa donna o uomo – la possibilità di esprimere sé stessa, di sviluppare appieno i suoi talenti, senza opprimerla o ostacolarla. Questo è un modo anche per sostenersi a vicenda, senza invadere l'uno la sfera dell'altra”. Mi risponde, con il suo ampio sorriso.

Il mito junghiano della Donna Selvaggia, in sostanza, pare essere sempre la chiave di lettura giusta nei rapporti interpersonali.


Luca Bagatin (nella foto con Angela Scipioni)



19 settembre 2014

Incontro con Andrea De Carlo ed il suo "Cuore primitivo"

Ivo aveva un cuore primitivo.

Ma Ivo un cuore lo aveva, anche se magari non era istruito e faceva il costruttore.

“Cuore primitivo” è il titolo dell'ultimo romanzo di Andrea De Carlo, pubblicato da Bompiani.

Ricordavo Andrea De Carlo per aver letto un suo romanzo, ormai credo almeno quindici anni fa: “Di noi tre”.

Ricordo che mi era piaciuto, anche se a tratti era malinconico. E' così che decido di andare alla conferenza stampa che lo vede protagonista, a Pordenone, in una kermesse del libro che non amo particolarmente. Ma tant'è.

Andrea De Carlo mi piace. E' sorridente, a volte anche eccessivamente, ma non lo fa per ingraziarsi noi giornalisti che riempiamo la sala stampa. Si nota che trasuda di entusiasmo ed il suo “Quando scrivo ho bisogno di sognare, di vivere una dimensione irreale, di distacco” si nota che è sincero. Si comprende che quella dimensione lui la vive davvero. O, al massimo, è un bravo dissimulatore.

La copertina del suo ultimo romanzo mi piace molto: c'è un cuore, pulsante, rosso, primitivo, come dice lui.

Primitivo come Ivo, appunto, il costruttore protagonista del romanzo assieme a Craig – antropologo inglese razionalissimo – e Mara, scultrice di grandi gatte di pietra, sognatrice, istintuale.

Gli chiedo se Mara rappresenti un po' il mito della Donna Selvaggia. L'autore mi risponde di sì, che lei stessa ama sottolineare che lei è scultrice non di gatti, ma di gatte. Che attraverso le sue opere esprime quella rabbiosità tipica di chi vuole liberare la sua femminilità da aspetti che la rendono oppressa. La razionalità di Craig, in questo senso. Ma non solo, forse.

Mara – prosegue Andrea De Carlo – parla per onomatopee e si lascia dominare dagli istinti; Ivo non usa i congiuntivi e forse è istinto puro; Craig invece razionalizza tutto e dagli istinti non si lascia proprio dominare.

Un triangolo curioso attraverso cui l'autore esprime un po' i vari aspetti di sé stesso, un po' l'anima delle persone di oggi, alle prese con nuove pulsioni e sentimenti.

Alla fine della conferenza non manca una critica alla televisione, o, meglio, alla Rai: politicizzata, specchio dell'Italia, burocratica.

Forse, penso io, anche di questo pecca la nostra cultura: di primitività, di istinti, è preda della ragione. Di uno Stato morto e sepolto. Di un'anima che stenta a rinascere.


Luca Bagatin



18 settembre 2014

Roberta Valentini: una donna gentile con l'anima guerriera. Per la serie: colloquiando con Luca Bagatin

Avevo 26 anni ed allora vivevo un periodo sentimentale travagliato” - così esordisce lei, bionda, occhi azzurri, con il suo fare un po' ingenuo ma determinato - “fu allora che sognai di trovarmi in una foresta del Sud America, in piena guerriglia. Nel sogno ero insieme all’uomo che frequentavo in quel momento, alla mia amica del cuore ed il suo allora fidanzato. Ad un certo punto, trovandoci in piena guerriglia, non sapevamo più che fare e come ritornare nelle nostre case !”.

La mia curiosità aumenta e lei prosegue nel raccontarmi il sogno: “Arriva alle mie spalle una donna nera, un'enorme donna nera tutta nuda. Mi prende per mano e mi conduce con lei, staccandomi dai miei amici e dalla persona che a quel tempo faceva parte della mia vita, che evidentemente rimangono preda della guerriglia”.

Immagino la scena. E' chiaramente la Donna Selvaggia, quella che le è apparsa in sogno.

Roberta, dunque, prosegue: “Le corro dietro e ad un certo punto mi trovo in un lungo corridoio con una finestra in fondo. La donna nuda apre la finestra e al di sotto è situata una ferrovia. Mi invita dunque a buttarmi sopra al treno che sta per passare. Io salto e rimango sdraiata sul tetto del treno, finché non giungo in una stazione tranquilla e piena di gente”.

Bel sogno davvero, Roberta !

Lei è Roberta Valentini e, quando la conobbi ormai non molte sere fa a casa di un comune amico, ne rimasi affascinato. Il suo sogno mi aveva davvero colpito proprio perché del mito junghiano della Donna Selvaggia avevo parlato nel mio ultimo saggio, “Ritratti di Donna”.

Ed ora ecco arrivare Roberta e non posso non intervistarla, visto anche che facciamo lo stesso mestiere, per quanto in settori molto diversi.

Qualche tempo dopo il sogno che feci, iniziai come a rinascere e decisi di seguire un corso – finanziato allora dalla CEE - dedicato a ragazze che volevano diventare giornaliste nel settore della moda”. Ho sempre amato la moda, al punto che mia sorella mi chiama “la Regina dei saldi”! Il corso durò nove mesi e subito dopo fui contattata per entrare a far parte della redazione della rivista settimanale per teenager “Cioè”. Successivamente diventai redattrice del settimanale di gossip “Vip”, allora diretto da Paolo Mosca e vi lavorai sino al 2012. Poi c'è stato il picco discendente, anche se proseguo con le mie collaborazioni giornalistiche”.

E' difficile per tutti, Roberta. La crisi...i lettori sono sempre meno...il gossip poi... Cerco di rassicurarla e proseguo, con fare sincero: so che tu lavori nel gossip, ma ti dirò che personalmente non lo amo proprio.

Eh, Luca, ti dirò che a me il gossip becero disgusta. Preferirei parlare dell'anima delle persone, più che dei loro pettegolezzi. Vorrei che le storie che racconto, le storie delle persone che intervisto, possano essere di insegnamento al lettore”.

So che hai intervistato Costantino Della Gherardesca – le chiedo - un tipo molto arguto, mi pare. “Sì, Costantino è una persona molto carina. L'ho intervistato via Skype e mi ha raccontato della sua paura per gli spazi aperti, l'agorafobia, che per molti versi è riuscito a vincere partecipando a Pechino Express, che oggi conduce”.

Interrompo un attimo Roberta e cerco di cambiare discorso, fumando ormai il mio secondo sigaro, incuriosito dalla mia interlocutrice. Dicevamo prima che è difficile, oggi, lavorare nel mondo del giornalismo...

Eh già ! Ho quarant'anni e passa e mi trovo a vivere come una venticinquenne, senza certezze !”.

Ma da dove ha origine questa crisi, secondo te ? Le chiedo a bruciapelo.

Secondo me un po' è una scusa per pagare meno il dipendente. Poi c'è da dire che anche internet, in questo senso, ha fatto sì che molti giornali perdessero ampie fette di mercato. Oggi poi tutti vogliono apparire, sgomitare, emergere anche a scapito degli altri... A me questa cosa non piace molto ! Sarà che ho un'anima un po' naif ed ingenua, ma l'ambizione non fa per me. Amo scrivere, anche perché è meglio che andare in miniera, diciamocelo !”

Ridiamo di gusto alla battuta, e non possiamo dire che non sia vera.

Poi le pongo la mia ultima domanda. Il pomeriggio a chiacchierare e ad intervistarla scorre ormai via, così come il fumo dei miei sigari Antico Toscano. Che ne pensi dell'universo femminile ?

Penso che purtroppo ci sia troppa competizione e poco lavoro di squadra. A volte anche troppi pettegolezzi, specie con le donne della mia generazione. Preferisco relazionarmi con donne più piccole di me di qualche anno, sinceramente”.

Penso che tutto sommato abbia ragione e a dirlo è uno come me che ama davvero le donne e cerca di penetrarne il mistero.

Oggi, quantomeno, ho cercato di tirare fuori, svelare, per molti versi, l'anima di Roberta. Una donna gentile con l'anima guerriera. Una Donna Selvaggia, a suo modo.


Luca Bagatin (nella foto con Roberta Valentini)



17 settembre 2014

Aforismi e riflessioni per la Rivoluzione dell'Amore. By Luca Bagatin



Ciò che non hanno mai compreso gli economisti ed i politici, è che - per uscire dalle crisi (economiche, civili, umane, sociali) - è necessario sostutuire i rapporti economici, di classe, geopolitici e politici, con rapporti d'amore, sentimentali e sessuali.
Questo governo è così poco credibile che, per ogni atto che fa, è costretto ad inserire la parola "buona": "svolta buona", "buona scuola"...
Ma dubito che i cittadini italiani siano così cretini dal lasciarsi abbindolare.

Matteo Renzi che parla di meritocrazia mi pare più che un ossimoro.

Solo chi ha conosciuto davvero l'Inferno può pensare di aspirare al Paradiso.
L'unico mistero sulla vita e sulla morte di Moana è che i media, il giornalismo (ed il giornalettismo) d'accatto, non l'hanno mai amata né compresa.
A differenza delle persone comuni.
Le regole servono a chi non sa regolarsi. Per tutti gli altri valga il motto: Fai ciò che vuoi sarà tutta la legge.



15 settembre 2014

Finalmente il PSE (ed i suoi rappresentanti) se ne va dall'Internazionale Socialista. Il Socialismo, infatti, vive nell'amore e nella libertà dei popoli !


Il volto triste dei paraculi del socialismo europeo


Il volto sorridente degli eredi della tradizione Socialista libertaria, umanitaria e nazionale di Simon Bolivar, Giuseppe Garibaldi, Juan Domingo Peron:
Kirchner, Morales, Lula, Chavez


Il PSE, ovvero il partito che da decenni usurpa e sporca il termine “socialista” in Europa, finalmente decide di uscire dall'Internazionale Socialista.

Un'Internazionale, peraltro, che già aveva accolto nel suo seno, vent'anni fa ed impunemente, gli eredi del comunismo sovietico...sic !

L'Internazionale, secondo il Generale Giuseppe Garibaldi, era il Sol dell'Avvenire. Questi “para-socialisti”, ovvero paraculi del “socialismo au caviar”, venduti alla Banca Centrale Europea, alla Federal Reserve ed al Fondo Monetario Internazionale (il fedifrago Dominique Strauss-Kahn, già direttore generale dello stesso, insegna), diversamente, con l'Internazionale dei Lavoratori non avevano nulla a che vedere.

Parliamo di personaggi quali Martin Schulz, François Hollande (altro noto fedifrago e chi è infedele con chi ha scelto di amare...non può che esserlo anche con il suo popolo !), Matteino Renzi (noto democristiano demitiano, peraltro !), Ed Milliband eccetera...

Parliamo di personaggi per nulla eroici e noti più per le politiche rigoriste applicate nei loro rispettivi Paesi, che per le inesistenti politiche sociali, in favore dei lavoratori e dei meno abbienti.

Oggi questi signori vogliono far parte di una fantomatica Alleanza Progessista, che in Italia ricorda tanto la sfigatissima “gioiosa macchina da guerra” messa in campo da Occhetto nel '94, alleata ai Poteri Forti ed al sistema bancario ed industriale italiano. Ed infatti siamo lì.

Ora, l'Europa si sa, ha rinunciato da tempo alla sua indipendenza e sovranità. Almeno dagli Anni '50 e '60, ovvero sin da quando si rifiutò di accettare la sfida anti-imperialista lanciata dal Generale Charles De Gaulle, alternativa al blocco statunitense e sovietico.

Come scrivevamo in un articolo di luglio: la nostra Europa non è l'Europa dei Popoli e delle Repubbliche sorelle che sognavano Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini; non è l'Europa degli Stati Uniti d'Europa che sognavano Ernesto Rossi, Eugenio Colorni ed Altiero Spinelli. E' l'Europa della Merkel e di Van Rompuy. E' l'Europa degli Schulz e dei Matteo Renzi. E' un'Europa senz'anima e senza fratellanza, che se ne frega dei suoi stessi cittadini i quali sono considerati solo merci di scambio, meri individui utili solo a pagare le imposte ed a reggere un sistema bancario senza via d'uscita, visto che alimentato dal sistema del signoraggio, ovvero dello stampare moneta a più non posso – senza alcun collegamento con l'economia reale, ovvero senza tenere conto dei beni e servizi effettivamente prodotti - e del conseguente debito pubblico impagabile.

E' l'Europa di questi falsi socialisti, ovvero di questi veri politicanti venduti alle banche ed alle elite.

Nel medesimo articolo e in un articolo successivo, ponevamo l'attenzione sui possibili Stati Uniti dell'America Latina. Stati che hanno e si stanno via via emancipando dal Fondo Monetario Internazionale e dalla criminale ed imperialistica politica Statunitense (che ha dimenticato la lezione dei suoi nobili Padri fondatori, da Washinghton a Jefferson).

Gli unici veri leader del Socialismo mondiale, libertario ed umanitario, infatti, sono altri e spesso vivono proprio in America Latina. Sono gli eredi di Juan Domingo Peron, gli eredi di Hugo Chavez, gli Evo Morales, i José Mujica – Presidente dell'Uruguay che ha deciso di vivere in povertà - e tutti coloro i quali da decenni si oppongono ad una globalizzazione che ingloba l'individuo, anziché emanciparlo. Che lo costringe ad un nuovo sfruttamento del lavoro e/o alla disoccupazione endemica. Eredi di una tradizione che va da Simon Bolivar passando per Giuseppe Garibaldi e che nasce proprio in luoghi e territori sfruttati, vilipesi, ove i diritti e la dignità dei lavoratori e dei popoli venivano e continuano ad essere calpestati. Parliamo di Argentina, Bolivia, Uruguay, Venezuela ecc...

E non conta la destra o la sinistra, visto che gli eredi di questa gloriosa tradizione andavano e vanno ben oltre le ideologie. La loro unica ideologia era ed è il benessere del popolo ed il governo del popolo.

Aspetti che questi sedicenti “socialisti europei”, neo regressisti pseudo progressisti, conservatori e reazionari da sempre – ovvero gli Schulz, i Renzi, gli Hollande - non hanno mai voluto comprendere e fare propri. Costoro, per nulla in sintonia con l'anima profonda dei loro popoli, seguitano ed hanno seguitato nella loro realpolitik fatta di tasse, austerità, tagli, a tutto vantaggio dei loro amici e sodali banchieri.

Costoro, infatti, rappresentano – assieme ai loro sodali “popolari” e “liberali” (per nulla popolari e/o liberali, nei fatti) – il volto triste di un'Europa delle elite, che sta condannando noi europei alla povertà e ad una nuova forma di sfruttamento.


Luca Bagatin



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