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30 gennaio 2012
"La mia vita è un Caos Calmo: Ricordi" monologo by Baglu
Mi ricordo quando avevo 17 anni e frequentavo la sede di Rifondazione
Comunista, al pomeriggio, il sabato pomeriggio. Tutti i sabati. Mi ero anche iscritto ai giovani comunisti, anche se lì, fra quei miei coetanei non è che mi trovassi poi tanto bene. Ci
trovavamo in una stanzetta della sede, saremo stati una decina. C'era
anche una ragazza fra noi, una certa Sonia alla quale, tempo dopo, si
aggiunse Valentina che aveva uno o due anni meno di me. Fumavano
quasi tutti ed io non ho mai sopportato il fumo negli ambienti chiusi,
specie se non ci sono finestre aperte. Qualcuno fumava anche il sigaro,
forse fingendo di imitare Che Guevara. Io me ne stavo spesso in
disparte perché più che discutere loro si divertivano fra frizzi e
lazzi, che a me non è che siamo mai piaciuti
molto. Allora leggevo Marx e nella sede di RC avevo acquistato anche
un libretto di Mao: "I centofiori", che poi non ho nemmeno mai letto. Mi
ricordo che comunque delle volte si discuteva anche, di problematiche
legate alla scuola. Una volta dovevamo preparare un volantino e diedero a
me il compito di redigerlo. Non me ne ricordo il contenuto, ma mi ricordo il titolo: NOI SIAMO CONTRO ! Una
volta stampato mi modificarono il titolo con: NOI CI OPPONIAMO ! ed io
mi ricordo che me la presi con il giovane Segretario, che fra l'altro
era anche più maturo, belloccio e piaceva molto alle ragazze, allora. Gli
dissi che questa cosa dell'"opposizione" non mi piaceva, che noi
comunisti dovevamo andare al governo ed essere "contro", se necessario,
ma non "opporci", così, come se fosse bello stare all'opposizione.
Dovevamo scardinare "il sistema" dall'interno e non starne fuori. Lui non ricordo esattamente che cosa mi rispose...una cosa tipo che
ero preda del conformismo borghese reazionario e che dovevo fare autocritica. Lui
viveva da solo, ma era mantenuto dal padre, primario in qualche
ospedale. Io invece ero figlio di una casalinga e mi ricordo che ero
l'unico a non essere "figlio di papà" e non solo perché un padre non lo
avevo. Quando conobbi Valentina lei mi piacque subito. Ad una festa
con i compagni tentai anche di corteggiarla, ma con scarsissimi
successi, nel senso che allora non sapevo bene come corteggiare. La
guardavo negli occhi ed anche lei mi guardava. Però nulla di più. Poi
un giorno mi ricordo che la chiamai al telefono con una scusa, visto
che lei si era offerta di ricopiarmi al computer un manoscritto su Marx
ed il comunismo che avevo preparato tempo prima. Le chiesi, semplicemente, se voleva mettersi con me e lei mi rispose che ci avrebbe pensato. Ci
rivedemmo, in sede, un sabato pomeriggio, ma Valentina non mi disse
nulla ed allora, all'uscita, le chiesi se ci aveva pensato.
Mi rispose che...ah, sì, beh, meglio se rimaniamo amici.
Mi ricordo che Andrea, il Segretario di noi giovani comunisti, un giorno
mi disse che voleva realizzare un cortometraggio sulla gioventù
bruciata e l'emarginazione sociale e voleva che io interpretassi il
protagonista, ovvero un ragazzo triste e deluso, idealista, che gira per
la città osservando i giovani dediti a bere nei bar alla moda, che lo
deridono.
Mi ricordo che l'idea non mi piaceva perché in quel personaggio mi
riconoscevo sin troppo e non mi andava di interpretarlo in una
pellicola.
In realtà non mi piacevo, avrei voluto essere più leggero, magari anch'io alla moda, a divertirmi.
Però non mi è mai riuscito.
In quegli anni avevo i capelli un po' più lunghi di oggi, mossi, non portavo la barba nè gli occhiali ed ero molto più magro.
Se oggi riguardo le foto di allora mi vedo con il pugno sinistro alzato,
vicino a Sonia e in un'altra foto vicino a Stefano: portavo un maglione
rosso a V. In una foto sono anche ritratto da solo, sorridente, accanto
ad un quadro di Lenin.
Alcuni dei miei ex compagni sono finiti male, qualcuno ha avuto anche
qualche processo per varie ragioni, motivi abbastanza futili, "da
ragazzi".
Mi ricordo che una volta, Andrea, ci aveva invitati nella sua casa in
montagna e mi prendeva in giro perché mi diceva che mi avrebbe lasciato
la camera matrimoniale affinchè ci potessi dormire con Valentina, alludendo a qualche cosa di sessuale.
Mi ricordo che mi sono messo a discutere con lui, perché non mi piaceva il suo tono
canzonatorio e poi gli spiegai che non ero il classico ragazzo che scopava le ragazze così, tanto per scoparle.
Poi alla fine in montagna non ci siamo andati, nè io nè Valentina.
Mi ricordo che volantinavo fuori dalle fabbriche. Sì, quella è stata la prima volta che mi ricordo di aver volantinato.
Adesso stavo pensando ad una cosa molto triste e cioè che ci sono asili nido in
Italia - ma temo che il fenomeno possa essere diffuso anche all'estero - in cui le educatrici picchiano i bambini. Bambini piccolissimi, di pochi
mesi.
Poi ho appreso che ci sono anche case di riposo in cui ci sono anziani ad essere maltrattati.
Ora, io mi chiedo, ma perché devono essere i deboli ad essere
maltrattati ? Lo so, dirò una banalità, ma perché a me questa banalità,
ogni volta che la sento, ne parlo o ne scrivo, fa stare male ?
Mi potrete anche dire, sì, vabè, ma sono casi isolati...però sono casi.
Casi come quel caso di quel disabile inglese che è stato maltrattato ed
abusato sin dalla più tenera età e poi è morto a 26 anni. La cosa
peggiore è che la sua storia era nota, persino alle forze dell'ordine,
ma nessuno lo ha aiutato.
Però poi se ti fai un giro in rete vedi che di storie come questa, che
potrebbe sembrare di fantasia, da film dell'orrore, ce ne sono tante.
Ed allora a me vengono sempre in mente i campi di sterminio nazisti, sì, quelli che in televisione non riesco a guardare.
Mi si arresta il pensiero.
Mi ricordo che una volta ho partecipato ad una manifestazione contro la
pena di morte, a Trieste, e sono stato aggredito da persone che non la
pensavano come me.
Sono finito a terra, c'era del fumo anche se facevo parte di un
gruppetto di dieci persone "armate" solo di un cartello ciascuna con su scritto: NESSUNO TOCCHI CAINO.
Poi un'altra volta, eravamo in cinque o sei, vicini al Partito Radicale,
manifestavamo per una giustizia giusta davanti al Tribunale e siamo
stati "aggrediti" a parole dai girotondi che in quegli anni andavano di
moda. Non ho mai capito bene perché...mi ricordo solo la solita
storiella dell'essere "borghesi reazionari"... Poi mi ricordo cose che non vorrei qui ricordare.
Penso che più ad una cosa pensi e più si radica la convinzione che tu abbia più passato che futuro.
E forse è vero, ma è triste morire senza figli.
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28 gennaio 2012
Marco Pannella. Biografia di un irregolare
Sarà anche sin troppo elogiativa, ma, la biografia di Marco Pannella
scritta dal giornalista Valter Vecellio,
"Marco Pannella. Biografia di un irregolare", edito dalla Rubbettino, è
indubbiamente il primo ed unico documento che racconta per filo e per
segno chi è e chi fu il leader radicale. Potrebbe apparire strano che
una biografia sia scritta prima della dipartita dell'attore principale,
ma ciò non fa che renderla contemporanea, attuale. Come attuali sono le battaglie che conduce il Partito Radicale o
come cavolo si chiama di volta in volta (Lista Pannella, Lista Bonino, Rosa nel Pugno...). Il
Partito Radicale di Pannella, come ci racconta lo stesso Vecellio, può
dirsi continuatore, per molti versi, di quel Partito Radicale dei
Liberali e dei Democratici che fu messo in piedi gli intellettuali laici
che, negli anni '50, si raccolsero attorno al
settimanale liberale "Il Mondo": Mario Pannunzio, Ernesto Rossi,
Gaetano Salvemini, Niccolò Carandini, Leopoldo Piccardi, Ugo La Malfa e
molti altri. Il "primo" Partito Radicale, era forse un po' più
"austero", ma aveva gli stessi caratteri di lotta ai privilegi ed alle
corporazioni del partito radicale pannelliano. L'avventura degli
Amici del Mondo si concluderà presto e quei radicali finiranno chi nel
Partito Repubblicano (la maggioranza), chi nel Partito Socialista, chi
fonderà il Partito Radicale che erediterà Pannella. La biografia di
Vecellio parte dalle origini del Nostro: abruzzese di Teramo nato il 2
maggio 1930, battezzato Giacinto in ricordo dello zio ma chiamato dalla
madre, Andrea Estechon, di famiglia svizzera francese, Marco. Sarà
dunque la madre ad iscrivere il figlio in una delle tre scuole
Montessori d'Italia, prima che siano bandite dal fascismo, assieme alla
sua fondatrice. Nel 1938, il bambino Pannella, seguirà
corsi di scherma e violino, sotto l'insegnamento del professor
Righetti, antifascista e repubblicano, e sarà proprio da lui che
inizierà a respirare la prima aria liberaldemocratica. Pannella, di
quegli anni, come racconta a Vecellio, ricorda ancora la sua prima
fidanzatina, Adria, che un giorno però non incontrò più e scoprì in
seguito che se ne era dovuta andare con la famiglia perché ebrea: erano
gli anni delle leggi razziali e quell'episodio fu decisivo per Pannella e
per le battaglie per i diritti umani che intraprenderà negli anni a
venire. Un altro episodio segnerà la sua futura connotazione
politica, ovvero quando fu ospite di una coppia, nell'alta Savoia, ove
era stato spedito dalla famiglia per studiare. La coppia era così mal
assortita che litigava tutte le sere e fu allora che iniziò a sentir
parlare di divorzio e poi persino di obiezione di coscienza perché, in
quegli anni, il figlio della coppia era partiti militare e
temava lo scoppio della Guerra. E' così che, durante la Seconda
Guerra Mondiale, il giovane Marco inizia a leggere "Risorgimento
Liberale", il foglio clandestino antifascista del Partito Liberale
Italiano, fondato e diretto da Mario Pannunzio.
Marco Pannella si sente dunque un liberale, in particolare ricordando
che l'Unità d'Italia l'hanno fatta i liberali, mentre l'altro punto di
riferimento dell'epoca, ovvero il comunismo, non lo attira a causa della
dittatura bolscevica. Il giovane Pannella matura anche l'idea di
andare a parlare con il filosofo Benedetto Croce, per convincerlo ad
appoggiare la marcia per Trieste italiana e liberale e ci riesce. A
Napoli, a casa di Croce, scopre persino di essere legato a lui da
lontana parentela. Da allora, Pannella, inizierà la militanza nel
PLI, ovvero nella Giovane Sinistra Liberale e nell'Unione Goliardica
Italiana, che allora raccoglieva laici, liberali, socialisti e
repubblicani nelle Università. Sono gli anni '50 e di qui
all'incontro con gli Amici del Mondo e dunque alla fondazione del
Partito Radicale dei Liberali e dei Democratici (che comprenderà
liberali di sinistra ed ex del Partito d'Azione), il passo è breve. Non manca, nella biografia di Vecellio su Pannella, un capitolo dedicato agli amori del Nostro. Pannella
ne ha avuti molti, vista anche la sua prestanza fisica ed i suoi occhi
azzurri. Affascina, con il suo sguardo, persino Paola Fallaci, sorella
di Oriana, la giornalista Natalia Aspesi e Sabina Ciuffini, allora
valletta di Mike Bongiorno. Ma l'amore della sua vita è e rimane Mirella
Parachini, di ventisei anni più giovane di lui, con la quale ha vissuto
sempre un rapporto franco ed aperto. E poi, ma chi l'avrebbe mai
detto che Marco Pannella, abituato agli scioperi della fame, fosse in
realtà un abile cuoco ? Fra i radicali sono ancora molti, come documenta
Vecellio, che ricordano i suoi conditissimi ed abbondanti piatti di
spaghetti. Cucinati anche
quando lui faceva i digiuni. Digiuni di dialogo, a sentire Pannella.
Mai ricattatori. Digiuni che hanno origine con i famosi Sathyagraha di
Gandhi, per lottare in maniera nonviolenta contro gli inglesi
oppressori. Il primo digiuno Pannella lo portò avanti a Parigi, negli
anni '60, quando era corrispondente del quotidiano "Il Giorno", per la
libertà dell'Algeria. In Francia diverrà così popolare che persino il
celebre scrittore e drammaturno Eugnène Ionesco ne diverrà amico e si
iscriverà al Partito Radicale. Saranno, del resto, moltissimi gli
intellettuali che daranno fiducia a Pannella ed al PR: Leonardo
Sciascia, Elio Vittorini, Pier Paolo Pasolini, Vladimir Bukowskij e numerosi altri.
Sciascia sarà persino eletto deputato radicale in Parlamento ed a lui,
così come ad Enzo Tortora, Pasolini, Pannunzio e Rossi sarà dedicato un
capitolo a parte. Pannella non è dunque solo il paladino dei diritti
civili, del divorzio, dell'aborto, del voto ai diciottenni,
delle primissime lotte per gli omosessuali con il FUORI! e quelle
femministe, ma anche colui il quale, attraverso il determinante
contributo di Luca Coscioni, negli anni 2000, porrà al centro della
politica la libertà di cura per i malati. Malati di sclerosi laterale
amiotrofica come Luca, e non solo. Luca Coscioni, ricordano Pannella e
Vecellio, fu censurato dalla classe politica italiana: a sinistra non
vorranno candidare Liste Luca Coscioni, mentre a destra, non vorranno
parlare di libertà di cura. Però quella battaglia, quelle battaglie,
non sono mai morte, al punto che oggi, in Parlamento, siede la vedova di
Luca: Maria Antonietta Farina Coscioni, una fra le parlamentari più
presenti e produttive. Nelle biografia scritta da Vecellio, di
Pannella c'è molto, molto altro: c'è il rapporto con i socialisti di
Craxi, ma anche quello con i comunisti. L'utopia pannelliana era e
forse sarebbe quella di rinnovare la sinistra, o, meglio, di
democratizzarla. Ci provò persino con Berlusconi, nel '94, quando
sembrava l'erede di quella destra storica, che in realtà è la sinistra
liberale. Ci ha provato con Bersani, tentando di democratizzare il Pd,
anche qui, fallendo. Il Partito Radicale sopravviverà a Pannella, si chiede l'ultimo capitolo della biografia ? Mah, chissà. La
cosa fondamentale e prioritaria è, ad ogni modo, quella di conoscere la
storia, le storie radicali, così vilipese e nascoste dalla vulgata
partitocratica e mediatica. Storie di un'Italia libera e democratica, che, purtroppo, è inconsapevole di sè stessa.
 Luca Bagatin
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25 gennaio 2012
Appello ai laici italiani: unitevi, sciogliete i vostri partitini in un unico soggetto, aggregatevi al Terzo Polo e candidate solo giovani
E' almeno dal 2006 che lo vado dicendo e scrivendo. Non mi interessa avere la primogenitura di alcunchè, ma, francamente, sono stanco. E ritengo che ad essere stanchi siamo in molti. Sono
stanco di un Paese come l'Italia ove la laicità, le libertà economiche,
civili, sociali, sono negate ed ove i laici sono preda di classi
dirigenti vecchie, inascoltate, pressochè ininfluenti. Sono stanco di chi, in Parlamento, si garantisce poltrona e pensione. Magari con slogan
e promesse alle quali non crede più nessuno. Già nel 2006 scrivevo
agli amici e compagni laici, liberali, libertari, liberalsocialisti,
radicali, repubblicani e suggerivo un progetto di ampio, ampissimo
respiro, assai lontano dalla partitocrazia, dal mero elettoralismo,
dalle poltrone. Evidentemente, sono rimasto inascoltato, visto che i vecchi
vizi sono duri a morire e l'ininfluenza dell'area laica regna sovrana. Ieri come oggi proponevo due cose semplici, alle quali, oggi, ne vorrei aggiungere un'altra. Scioglietevi,
sciogliamoci, in un unico soggetto politico: trasformate, trasformiamo,
i vostri/nostri vecchi partiti e partitini in fondazioni e circoli
culturali, smettetela/smettiamola di difendere Edere, Garofani, Foglie
di fico. Lasciatele/lasciamole alla Storia ed alla cultura, ma oggi,
parlate/parliamo alle persone di cose più concrete. Tirate/tiriamo fuori
programmi concreti che ce ne sono e ce ne sarebbero. E soprattutto unitevi.
Uniamoci. Non più Liberali, Repubblicani, Radicali, Socialisti, ma Laici Uniti. Mandate/mandiamo
in pensione, oltre che le nostre classi dirigenti, anche il PRI, PLI,
Radicali, socialismi sparsi. Unitevi/uniamoci in un unico soggetto e
candidate/candidiamo solo giovani. Solo giovani dai 18 ai 35 anni,
nella misura del 100, 90, 85%. E sicuramente a capo di questo nuovo
soggetto politico: sia nella Direzione nazionale che in Parlamento. Basta ai partitini laici fatti di reduci e di mummie da Antico Egitto. Stop
all'autoreferenzialità ed all'ininfulenza. Stop a risultati elettorali da zerovirgola. E
soprattutto pensiamo alle alleanze, perché, con qualsiasi sitema
elettorale se ne uscirà, esse sono sempre e comunque prioritarie. Aggregatevi/aggreghiamoci
al Terzo Polo, perché è l'unica coalizione oggi in grado di dimostrare
moderazione ed equilibrio e maggiormente aperta al liberalismo ed alla
laictià (pensate solo alla presenza dell'associazione Libertiamo e di
Gay Lib in Futuro e Libertà). Contrastate/contrastiamo gli
estremisti, la destra e la sinistra italiane che, nei fatti,
rappresentano il pantano della politica degli ultimi vent'anni. Prendete
e prendiamo esempio dal Parti Radical francese (www.partiradical.net)
di Jean-Louis Borloo, che è alleato all'Unione per il Movimento Popolare
di Sarkozy, rappresentandone l'anima laica, repubblicana, liberale e
liberalsocialista. E poi prendiamo esempio dal candidato libertario
alle primarie del Partito Repubblicano
americano, ovvero Ron Paul, che sta risalendo sempre più nei consensi,
con il suo programma liberale in economia e libertario nei diritti
civili.
Occorre contrapporsi alla social-Burocrazia ed al conservatorismo. Dobbiamo
costruire un grande movimento laico-liberale-libertario che sia parte
integrande di un più ampio schieramento riformatore, moderato e
liberale. Ne abbiamo tutte le possibilità, se solo sapremo e vorremo
sfruttarle. Per quanto riguarda il nostro possibile programma unitario è presto detto:
- Introduzione della flat tax al 20% ed innalzamento della no tax area per i redditi sino ai 12.000 euro annui
- Abolizione degli Ordini professionali
- Privatizzazione della Rai
- Pagamento dell'ICI da parte del Vaticano sui relativi immobili
- Abolizione di qualsiasi tipo di finanziamento pubblico a partiti e sindacati
- Aumento delle pensioni sociali
- Ammortizzatori sociali per chi non ha un lavoro
- Abolizione delle Province, delle Comunità
Montane e dei Consorzi
- Privatizzazione delle Municipalizzate
-
Riforma elettorale che preveda l'elezione diretta - a turno unico - del
Presidente della Repubblica con funzioni di governo e del Parlamento
con sistema proporzionale
- Separazione delle carriere dei magistrati
- Introduzione della responsabilità civile dei magistrati
- Legalizzazione di cannabis e derivati
- Legalizzazione dell'eutanasia
- Introduzione di programmi medici che prevedano la somministrazione controllata di eroina ai tossicodipendenti
- Legalizzazione della prostituzione
- Legge sulle unioni civili ed il matrimonio omosessuale, con conseguente possibilità di adozioni
Queste alcune possibili proposte di un movimento fusionista laico.
Chiamatelo, chiamiamolo Laici Uniti, oppure Unione Democratica Liberale,
come piacerebbe a me, oppure ancora Partito Radicalsocialista, oppure
Partito Radical-liberale.
Non sono importanti i nomi, le sigle, ma i contenuti, la fusione dei soggetti, la candidatura di soli giovani e giovanissimi.
Diversamente, cari laici, candidatevi e candidiamoci alla scomparsa,
all'estinzione, in un'Italia che non ha mai fatto prigionieri.

Luca Bagatin
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24 gennaio 2012
L'AVANTI! C'E' (in edicola con Il Riformista)
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21 gennaio 2012
"La mia vita è un Caos Calmo": Riviste al maschile per uomini inesistenti": monologo sociologico by Baglu
In questi giorni mi sono trovato fra le mani una copia di una nota
rivista "al maschile". Il numero
di gennaio. In copertina un belloccio zeppo di muscoli, a petto
nudo, in blue jeans. Titolone ad effetto: "La dieta fabbrica
muscoli". Più sotto: "Sesso: stanotte toccala qui (e qui). Vabè, andiamo
oltre, sfogliamola un po'. Trovo un articoletto, di poche righe, in
cui si parla di Facebook e di come uno studio della University College
di
Londra abbia dimostrato che, più amici hai in quel social network e più
il tuo cervello sarebbe sviluppato. Si dice, infatti (?!?), che se hai
tanti amici su Facebook allora vuol dire che anche nella vita di tutti
giorni sei propenso ad avere molti amici...Mah, sarà vero questo studio ?
Nella vita reale sono un orso, su Facebook ho molti amici
perché non voglio far torto a nessuno ed accetto tutti, ma nella vita
reale sono scarsamente propenso ai rapporti sociali. E sicuramente non
sono un cervellone. Passiamo oltre e non mettiamola sul personale. Ecco
che si sprecano gli articoletti (sempre di poche righe) in cui ti
invitano a fare palestra, sollevamento pesi, mangiare sano e tornare
alla natura anche se abiti in un monolocale in pieno centro a Milano. Ah,
ecco la rubrichina dedicata al sesso o, quantomeno, una delle tante. E'
curata da una sessuologa. C'è Matteo, un ragazzo di Roma, di 30
anni, che dice di avere una relazione con una ragazza da quattro anni e
chiede alla sessuologa se esistono sostanze naturali che aiutino a
ritrovare il desiderio e diano vigore alla vita di coppia. Non ho
ancora letto la risposta della dottoressa, ma Baglu gli risponderebbe:
ma a che ti servono ? Hai trent'anni, cazzo ! Perché ti fai di queste
paranoie ? Stai con una ragazza da
quattro anni: inventati qualcosa ! Non ci stai bene ? Poniti delle
domande. Non ti ecciti più con lei ? Lei non è più eccitata da te ? Ed
allora andate in analisi e non fate domande sceme ! La sessuologa
pare molto più posata di Baglu. Risponde che sì, queste sostanze
esistono, ma non aiutano ad aumentare il desiderio (che scoperta, neh
!), ma aiutano solo l'eccitazione sessuale. Conclude dicendo: "Iniziate a
divertirvi più insieme". Grande scoperta che un ragazzo di
trent'anni nel 2012 non ha ancora trovato. Triste e molto. Poi, un
certo Gianni di Vicenza, scrive che la sua ragazza - dopo tre anni - gli
ha confessato che fa la spogliarellista in webcam, ma solo per soldi.
Ne è geloso e soprattutto si chiede se lei non possa passare dal
"virtuale al reale". Ma lo chiede ad una rivista. Ma perché non lo
chiedi alla tua ragazza, caro Gianni di Vicenza ? Parlane con lei che
poi, mi chiedo, dopo tre anni dovresti anche conoscere bene.
La sessuologa della rivista gli risponde più o meno come gli avrei
risposto io. Baglu non è un genio, nè ha mai conseguito lauree in
sessuologia. Però si porrebbe quesiti un po' più seri e sicuramente non
lo farebbe per mezzo di una rivista patinata modaiola. Ecco, sì,
modaiola, perché alla pagina successiva cosa vedo ? La rubrica del
"prima" e "dopo", con un ragazzo che prima ci mostra com'era,
sovrappeso, e poi com'è oggi, dopo palestre e diete. Che tristezza. Baglu
va fierissimo dei suoi chili di troppo (ed un giro vita in crescita:
viva le praline al cioccolato post-natalizie !!!) perché si piace in
quanto uomo, persona, essere umano pensante. C'è chi, invece, si inventa
rubriche per invitare ragazzi a dire quanto sono felici oggi, più
magri. Come se la virtù di un uomo si misurasse con il giro vita. Beh,
in effetti nella pagina successiva c'è la pubblicità di un vasetto di
integratori per massa muscolare con tre gusti
sorprendenti (minchia !) al cioccolato, fragola e vaniglia. Ma il
vecchio uovo sbattuto della nonna no ? Magari con l'aggiunta zucchero e
qualche goccia di rhum come piace a me no ? No, non fa cool. E
soprattutto non fa vendere milioni di prodotti inutili e, alla lunga,
persino dannosi (molto di più delle mie abbuffate di Sacher Torte
mattutine, oh yeah). Vado oltre, anche se mi sto rendendo conto che
il mio nervosismo cresce e così la mia perplessità mista a tristezza. E' questa
la sbobba che si beve la mia generazione e quella dei miei figli e magari,
peggio ancora, dei figli dei miei figli ? Aspettate, c'è ancora
tempo per incazzarsi sul serio. C'è una pagina della rivista,
infatti, in cui ti appioppano una tabellina con le calorie delle varie
gomme da masticare. Sì, quelle che magari ti mastichi la sera, se sei
incazzato e vuoi evitare di ingurgitare mezzo chilo di frittelle alla
crema (visto che siamo nel periodo carnevalesco), oppure se
così, vuoi concederti una pausa senza per forza fumarti una sigaretta.
Ecco che scopri che proprio le gomme da masticare che mangi tu, che ti
piacciono e che costano meno delle altre, contengono un fottio di
calorie ! Ecco che una rivistina del put ti fa sentire in colpa e ti
"consiglia" di acquistare quelle con il frloruro del menga o con il
sodio di potassio che fa tanto bene alle arterie del tuo cervello anche
se sei un'ameba. Ufffffff......mi mastico una gomma delle più
caloriche e proseguo nell'analisi sociologica di questo prodotto
editoriale ad alto contenuto diseducativo ed innervosente per maschi
che, sono arrivati a trent'anni per capire che sono stati trent'anni
sprecati. Ecco la pagina con le donnine seminude. Brasiliane e nelle
pose più scontate ed imbarazzanti. Ecco poi la pagina del belloccio in
copertina muscoloso. Apprendo che è un noto (ah sì ?) rugbysta che
nell'intervista dice che era mingherlino (ma comunque alto !) e
che lo sport lo ha fatto diventare così. Un uomo bionico per il quale
non proviamo nessuna invidia: preferiamo un corpo normale ad una corazza
di muscoli nei quali ci sentiremmo troppo stretti. E soprattutto
qualcun altro. Magari un rugbysta ex mingherlino, ma comunque alto. La
successiva rubrica del cocktail è modaiola, ma comunque degna di
interesse. Ma siamo a metà rivista. Sorvoliamo sui consigli
relativi al sollevamento pesi per approdare al "toccala qui, lì, per
dilà e falla godere". La rubrica, invero, si chiama "Navigatore
erotico". C'è una donna nuda, a mò di mappa, tanto per far capire al
lettore su "che cosa" andrà a "navigare". Le labbra per il "navigatore
dell'orgasmo facile" sono "il centro del mondo": ma quale scoperta !!!
Beh, in effetti in giro ci sono maschi convinti che "il centro del
mondo" sia il punto G: salvo non sapere ove esattamente si trovi. Poi
si passa al seno ed ai capezzoli, ovvero a come e perché
stimolarli e poi, viva via, al resto del corpo. Ora, io mi chiedo:
ma non è più bello, per un uomo o per un ragazzo, magari alle prime armi
(perché certi consigli mi sembra possano valere solo per inesperti o
giù di lì), soprire via via il piacere di fare l'amore (non uso il
termine sesso, perché non mi piace e sono un bacchettone in certe cose)
con una donna ? Scoprire il piacere di eccitarla massaggiandole il
collo, anche con le labbra, i capezzoli, il seno, le orecchie, i glutei e
via via discorrendo ? Occorre il "Navigatore erotico"
preconfezionato su carta patinata con tanto di illustrazioni ????
Accanto al "Navigatore" c'è una rubrichina patetica che dovrebbe far
sorridere, con aforismi volgari quanto privi di ilarità:
"LA VERITA' SALTA...FUORI: L'uomo
lavora...duro !"
"IL DADO E' TRATTO: Un contatto con
tette procura un con-tatto coatto a prescindere dall'impatto che sia
duro o con-tatto". Ma l'apice della mia tristezza è raggiunta
con al famosa "dieta fabbrica muscoli" che ti fa perdere solo grasso. Ed
anche la voglia di farla, aggiungerei io. Si parte dalla prima
colazione, che ti invitano assolutamente a fare, perché altrimenti ti
abbufferai a pranzo. Cheppalle ! E ti invitano, soprattutto, a bere alla
mattina, appena
sveglio. Mi dica chi di voi riesce a bere, la mattina, appena
sveglio. Bere acqua, dico, non un semplice caffè. Ricordati, poi, di
mangiare cibo integrale, la mattina !!!! Non la Sacher Torte con la
panna che, è tanto buona e che ti farà vivere e morire contento, no !!!!
Mangia la sbobba per cavalli ! Mangia pane integrale, con un velo di
burro e marmellata o miele e soprattutto: tostalo prima ! Insomma, è un
cibo triste, se sei una buona forchetta, ma ti conviene fartelo
piacere. Ah e: non dimenticare di misurare il girovita ogni mattina !
Così ti sentirai in colpa se supererai i 102 cm. Se però sei Baglu o
come Baglu, te ne fregherai altamente ed anzi, lo troverai un traguardo
da superare, ogni giorno, tanto per mandare a quel paese - a colpi di
panciate - i fighettini delle riviste patinate per maschi insicuri. Vabè,
poi passiamo agli spuntini: mangiare ogni tre ore. Ma come fai a
mangiare ogni tre ore, io dico. Lavori e, dopo
tre ore, mangi ? Ma che schifo. Ma ti distrai, ma ti fa venire sonno,
ma ti fa sentire così pieno che a pranzo non avrei voglia di
mangiare.... Ecco, lo scopo è proprio questo: mangiare poco a pranzo
(sob..sob...). Se proprio devi andare al bar prendi una barretta di
cereali. La regola insomma è sempre quella: mangia come i cavalli.
Guardali, sono slanciati, belli, con una folta chioma, hanno il muso
lungo...ecco, appunto, hanno il muso lungo. Noi siamo uomini, dico
io, e non siamo fatti per vivere come cavalli e se proprio vuoi
diventare come un cavallo allora guardati "Cavalli si nasce" di Sergio
Staino, almeno ne uscirai con un po' di cultura in zucca. Ma, siamo
al pranzo fuori casa: carni bianche, pasta di grano duro a basso indice
glicemico (stop all'ottima pasta all'uovo, magari fatta in casa, senza
le merdacce industriali a basso contenuto del put). Tralascio un
sacco di punti che però mi sono letto, tutti alquanto tristi per
ottime forchette che vogliono vivere da uomini anzichè come bruti
cavalli capelloni...per arrivare al punto che mi ha fatto letteralmente
gridare: "cena dai giapponesi". NOOOOOOOOOOOOO AHHHHHHHHHHHHHH AHAHAHAHAHAHAHA Sì,
mi sono messo a gridare, poi a ridere convulsamente. Non ce l'ho fatta,
ho gettato a terra la rivista e mi sono persino rotolato sul pavimento
(vale come esercizio fisico ?). Questa moda del giapponese addafinì !
Sarà leggera quanto vuoi, sarà buona, ipocalorica, ma non siamo in
Giappone. E non siamo cavalli. Questi i due punti fermi della nostra
analisi che ci è costata qualche ingrossamento del fegato, parecchie
gomme da masticare e qualche sigaretta. La rivista non è terminata,
ma, sfogliandola, ho trovato anche i consigli per eliminare i "difetti
che non sopporti", con anche inviti alla chirurgia estetica. E poi pare
che uno studio abbia rilevato che il 50% dei maschi non sia contento del
proprio aspetto
fisico, soprattutto giovani. Beh, sappiate, cari membri di questo
50% che, sin tanto che continuerete a pensarla in questo modo, non
sarete uomini, ma business. Business utile alle rivistine patinate, alle
industrie farmaceutiche orientate all'estetica (quale estetica ?
secondo quale modello ?), dei prodotti per aumentare il tono muscolare,
per aumentare il desiderio sessuale, per sembrare più belli, ma in
realtà più idioti. Curate la vostra interiorità, cari maschietti,
specie più giovani, che è sempre più assente. Le donne - strano ma
vero per qualcuno - si conquistano con l'intelletto, prima che con il
fisico. Prima lo capirete e prima crescerete. Chi vi scrive, a 14
anni, non si piaceva. Eppure, a detta dei più, era "un figurino". Ma la
sua interiorità era sgraziata, assente, da maschio-ameba. Una volta
curata quella, vedrete che vi sentirete bellissimi. Bellissimi perché
voi stessi, con la vostra panzetta, con le vistre
fossette al mento, con le borse sotto agli occhi, con la vostra
muscolatura cadente. Ma sarete sicuri di voi stessi, ovvero smaglianti
proprio perché ve ne fregate delle smagliature: vostre ed altrui. E
sù, non rompete tanto le palle con la storia della cura del corpo:
pensate a Charlie Chaplin ed alle sue conquista sino a tarda età senza
ricorrere a chirurgia estetica, a diete o al Viagra. Sorridete di voi
stessi e fate sorridere. Ed avrete successo. I miei consigli,
ovviamente, sono come sempre gratuiti e per questo, forse, più sinceri di tanti altri.
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20 gennaio 2012
AFORISTICA di Paolo Bianchi
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17 gennaio 2012
A dodici anni dalla scomparsa di Bettino Craxi...

Sono passati dodici anni dalla
scomparsa del leader socialista Bettino Craxi, morto in esilio, ad
Hammamet. Sì fu un esilio forzato, il suo, a causa di una
giustizia italiana parziale che - unico caso al mondo in un Paese
occidentale - fece sì che sul finire del 1993 scomparissero tutti i
partiti liberali e democratici: la Dc, il Psi, il Pri, il Psdi ed il
Pli. Bettino Craxi, nel suo ultimo discorso alla Camera dei
Deputati del 29 aprile 1993, fu l'unico ad avere il coraggio di
denunciare, in una sede istituzionale, il finanziamento illegale alla
politica ed affermare che tutti i partiti, dal dopoguerra sino al
allora (oggi è anche peggio), si erano finanziati illegalmente,
ovvero avevano preso danari in nero: chi, come il Psi, da privati,
chi, come il Pci, persino dalla dittatura sovietica. Era un
sistema che la stessa magistratura conosceva bene, ma, in tanti anni,
non era mai intervenuta. Lo denunciarono per primi i radicali di
Mario Pannunzio ed Ernesto Rossi, negli anni '60 e, successivamente,
quelli di Marco Pannella. Inascoltati, perché così era
"conveniente" fare. Era un sistema che però ebbe un
unico capro espiatorio: Bettino Craxi. L'unico che si oppose con
forza al compromesso storico Dc-Pci, l'unico che voleva l'alternanza
fra progessisti e conservatori e che pertanto propose, negli anni '90, un'unione fra
socialisti e gli altri laici ed i postcomunisti che allora sembravano
democraticizzarsi, per, al fine, contrapporsi alla Dc ed al
Msi. Bettino Craxi, come il già citato Pannella, era però un
illuso. Si illudeva che quelli, i comunisti, si stessero
democraticizzando per davvero. Ed invece furono proprio costoro che
gli scatenarono contro una giustizia politicizzata che allora non
aveva eguali nel resto d'Europa, ove pure i partiti si finanziavano
sottobanco. Pensiamo ai Kohl, ai Gonzales, ai Mitterrand: tutti ladri
oppure grandi leader democratici ? L'Italia aveva in più il
problema del difendersi dalle infiltrazioni sovietiche, con un
Partito Comunista oltre il 30 %. Come combatterlo in casa socialista
e laica ? Con i finanziamenti privati che, peraltro, Craxi avrebbe
voluto portare alla luce del sole, come negli Stati Uniti
d'America. Ciò, purtroppo, non fu possibile: Craxi fu bollato
come ladro, Andreotti come mafioso, i partiti laici e democratici
saranno liquidati. L'Italia vivrà i suoi anni più terribili dopo
quelli del terrorismo ed al Potere saliranno i postfascisti, i
leghisti ed un nuvo personaggio, Berlusconi che allora sembrava
proporre un'alternativa liberale...per poi inciuciare con quei
postcomunisti che, a parole, diceva di voler combattere. Oggi
l'Italia è l'unico Paese democratico a non avere un Partito
Socialista ed un Partito Liberale. Molto probabilmente non li avrà
nemmeno più, per quanto quegli ideali di laicità dello Stato,
emancipazione sociale e libertà civili, economiche ed individuali,
siano sempre validi ed attuali nel pantheon della sinistra
democratica ed anticomunista. Una sinistra che, purtuttavia, in
Italia è morta per sempre nel 1993. Ad ogni modo e comunque, il
19 gennaio di quest'anno rinascerà, grazie al lavoro della rivista
Critica Sociale, il quotidiano l'"Avanti!", diretto da Rino
Formica e da Stefano Carluccio ed il cui primo numero sarà allegato
al quotidiano "Il Riformista". Sarà un quotidiano
libero, autofinanziato, di tutti i socialisti e che anche un liberale
mazziniano come me sente già come suo e vi collaborerà. Forse
c'è ancora spazio, in questo pur triste Paese, per raccontare alle
nuove generazioni come sono andati i fatti e per ricostruire l'Italia
su basi democratiche. Quell'Italia che Bettino Craxi ha sempre
amato e difeso.
 Luca Bagatin
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14 gennaio 2012
L'INTERVENTO a cura del prof. Aldo A. Mola
Con lo spirito laico e libertario che anima questo blog, desidero pubblicare l'intervento dell'amico Aldo A. Mola che, pur su posizioni storico-politiche differenti dalle mie, pone una questione di grande rilevanza storica che il popolo risorgimentale, mazziniano e garibaldino, dovrebbe e potrebbe cogliere e, dunque, accogliere. Luca Bagatin

APPELLO DELLA
CONSULTA ALLE ISTITUZIONI DELLO STATO:
RICONGIUNGERE IN ITALIA LE SALME
DI
VITTORIO EMANUELE III E DELLA REGINA ELENA
Vittorio
Emanuele III è sepolto nella chiesa di Santa Caterina, ad
Alessandria d’Egitto, ove morì il 28 dicembre 1947. La Regina
Elena, sua Consorte, è tumulata a Montpellier, in Francia, ove si
spense il 28 novembre 1952.
Sicura
di interpretare il comune sentire dei cittadini, anche non
monarchici, la Consulta dei senatori del regno esorta il Capo dello
Stato e i presidenti dei due rami del parlamento e del governo a
promuovere la traslazione delle loro salme in Italia, a coronamento
del 150° dell’unità.
Vittorio
Emanuele III morì cittadino di pieno diritto, prima che la
Costituzione vietasse ai re, alle loro consorti e ai discendenti
maschi il rientro e il soggiorno in Italia. Universalmente rimpianta,
la Regina Elena si spense libera da interdizioni.
La
Consulta auspica che, sia pure tardivamente, le supreme istituzioni
concorrano a sanare antiche divisioni con un gesto esemplare e ormai
doveroso di umanità: il ricongiungimento in Italia delle salme dei
sovrani, accomunati alle famiglie dei compatrioti nelle gioie e nei
dolori, come ricorda la straziante morte della Principessa Mafalda
di Savoia-Assia, il 28 agosto 1944, prigioniera nel campo di
concentramento tedesco di Buchenwald.
Ogni
cittadino valuta e valuterà il mezzo secolo di regno di Vittorio
Emanuele III su ricordi propri e alla luce di studi in corso di
maturazione. Il giudizio della storia è libero. La traslazione delle
reali Salme in Italia è invece priorità di civiltà.
Mentre
tutte le Repubbliche d’Europa hanno reso e rendono omaggio agli
antichi sovrani dei loro popoli, la Consulta auspica che le supreme
istituzioni ricordino nei modi dovuti il terzo Capo dello Stato
italiano.

Il Presidente della Consulta dei Senatori
del Regno Aldo A. Mola
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12 gennaio 2012
"La mia vita è un Caos Calmo: Rimorsi e rimpianti" monologo by Baglu
Un giorno, era periodo di campagna elettorale, quando mi capitò fra le
mani un volantino di un candidato sindaco del mio paese e nel quale,
sfogliandolo, trovai questa frase: "Preferisco avere rimorsi piuttosto
che rimpianti". Fui certo che io, un tizio così, non solo non l'averi
mai votato, ma ne provai addirittura vergogna: per lui e per tutti i
suoi elettori.
Che frase schifosa.
Ma come si fa, io dico, a preferire i rimorsi ai rimpianti ! E la cosa
triste è che la maggioranza di voi, lettori di questo post, magari dirà
che sì, è giusto così, che la vita va vissuta a fondo, che sì, si può
anche passare sopra al prossimo pur di non negarsi la propria
felicità... Massì, dai, avete ragione: facciamo le scarpe al nostro
collega, fottiamoci la ragazza del nostro amico, giustifichiamo il
pedofilo che, sì, adesca e violenta i ragazzini, ma lo fa per non avere
rimpianti ! Poi chissenefrega se ha dei rimorsi, vero ? Se commetterà
questo crimine.
Giustificiamo i ladri e gli assassini, ma no, perché non diventiamo
anche noi ladri ed assassini ? Non avremo il rimpianto di non essere
diventati ricchi rapinando una banca o, perché no, ucciso il nostro
peggior nemico !
Massì, evviva i rimorsi, abbasso i rimpianti !
Pensate che sia giusto ? Che sia positivo tutto ciò ? Pensate che io sia un moralista ?
Eh no, cari amanti del rimorso, ma non del rimpianto. Cari amanti della "felicità ad ogni costo" pur di non avere rimpianti.
Sapete che anch'io ho un rimorso ? Una cosa se volete sciocca, ma che mi
rode ancora la coscienza e che ancora oggi, nonostante la cosa fosse
sciocca e sia stato perdonato dalla persona interessata, no, non riesco
ancora a perdonarmi ?
Guardate che non dovete nemmeno giustificarvi con me, che sto qui,
seduto su questa panchina e, pergiunta, sono un personaggio di fantasia.
Sì, voi che non la pensate così mi fate un po' schifo, ma il problema
non è certo mio. Ma vostro.
Magari, chissà, sono proprio la vostra Coscienza. Magari una Coscienza
l'avete ancora, nonostante abbiate buttato una vita a credere di fare
gli edonisti, sempiterni ragazzini deficienti rottinculo, abbiate
insegnato persino ai vostri figli o ai figli dei vostri figli che sì,
"meglio avere rimorsi che rimpianti".
Tanto...la vita è una sola, no ?
Con tutto il mio più profondo disprezzo umano ed i miei più sentiti calci nel deretano.
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10 gennaio 2012
Il "progetto liberaldemocratico", così come delineato, è velleitario. Occorre più pragmatismo.
"Progetto liberaldemocratico", da troppo tempo sento, in casa Repubblicana e laica, parlare di questa cosa. Lodevolissimo
progetto, per carità, il quale, però, non è mai stato declinato, ovvero
non se ne è mai parlato nello specifico se non per tramite di paroloni
altisonanti, privi di fattivo contenuto. A quanto mi è perso di
capire si tratta dell'ennesima riproposizione della
forza di ispirazione Liberaldemocratica
europea, in Italia. Peccato che progetti di questo tipo, dal '93 ad
oggi, ce ne siano stati a bizzeffe e nemmeno uno sia sopravvissuto per
più di qualche mese. Bene che sia andata. Mi ricordo l'alleanza
PRI-PLI alle elezioni europee del 1989; successivamente ricordo, nel
1999 la fondazione della Lista Emma Bonino, che raccoglieva anche laici e
liberali; poi
ancora, nel 2000 la fondazione del Polo Laico, con Giovanni Negri ed
Arturo Diaconale; successivamente, nel 2004, l'idea di Diaconale e
Davide Giacalone della fondazione della Casa Laica, che si sostanziò
purtroppo nella mera presentazione di liste comuni alle regionali:
PRI-PLI-NUOVO PSI (risultato: meno dell' 1%); poi ancora, la Rosa nel
Pugno nel 2006 e successivamente, in Triveneto, nel 2007, ci inventammo
il Coordinamento dei Liberaldemocratici e poi ancora, un paio di annetti
fa, con un amico, mi inventai persino l'Associazione Laica Giuseppe
Garibaldi, che raccoglieva repubblicani, radicali e qualche liberale del
Pd e del PdL. Tutti progetti svaniti entro pochissimo tempo: pochi mezzi, poche persone, pochi voti e sostegni. In
Italia, sia chiaro una volta per tutte, noi liberali e laici siamo
degli appestati, l'arretratezza regna sovrana e gli sprechi in politica
nemmeno si contano più. Ora, a parer mio, il PRI, il PLI e quanto è
rimasto dei partiti laici dovrebbero una volta per tutte sciogliersi in
un nuovo
unico partito: chiamatelo come volete, ma sappiate che con qualcuno,
con qualsiasi legge elettorale vogliate, si deve alleare. Se va da solo
perde e prende l'ennesimo zerovirgola, anche se nessuno ve lo vorrà
raccontare con franchezza. Ma dove vogliamo andare con Segretari che,
con tutto il rispetto, hanno un'età da pensione ? No perché oggi, se
parlo di PRI, PLI, radicali ecc... ancora mi sento rispondere: Nucara,
De Luca, Pannella, la Bonino La Malfa, la Sbarbati...ed invece io vorrei
sentire: Oscar Giannino, Cecchi Paone, Di Placido, Montesi, Kahlun,
Palazzolo e qualche altro nome, magari ancor più sconosciuto, di persone
che hanno sempre pagato di tasca loro per la politica e mai intascato
un euro da essa. Che vivono d'altro. Ma dove vogliamo andare con
fantomatici "progetti liberaldemocratici", con troppe idee ma senza una
prospettiva di lungo, lunghissimo periodo che duri almeno dieci o
vent'anni minimo ? Veniamo alle alleanze, perché ci si dovrà pur pensare. Con chi
vuoi allearti ? Con i cattocomunisti retrogradi attaccati al loro posto fisso, ma che non vogliono garantirlo ai giovani ? No. Con i berluscones, peones, scilipotones, legisti e filo-statalisti del caravanserraglio "pseudo" centro-destrorso ? No. Beh, rimangono i democristi, sì, certo. Ed anche i finiani. Con
i democristi i laici hanno governato dal 1948 al 1992. Con fasi
alterne, certo, ma sicuramente non c'era alternativa. Fini invece è
cambiato, si è dato una ripulita liberaldemocratica e Rutelli possiamo
anche sopportarlo. Infondo nell'Api c'è anche Valerio Zanone che è
comunque un amico. La risposta ve/ce la siete/siamo dati da soli. Il "progetto liberaldemocratico", insomma, è un progetto velleitario. Un
progetto di fusione laica, liberaldemocratica, liberalsocialista, che
faccia da quarta gamba del Terzo Polo, invece, è l'unica alternativa
pragmatica. Prenderemmo il 2 %, benissimo che ci vada, ma almeno
otterremo una cospicua rappresentanza
parlamentare. Staremo in coalizione con i moderati, che è sempre meglio
di stare con gli estremisti di sinistra e di destra. Non ci perderemo
in feticismi di partito, perché i nostri vecchi partitini saranno messi
in soffitta, fra i nostri ricordi più cari, magari li trasformeremo in
Fondazioni o Circoli culturali, ma non più entità politiche/partitiche. Forse,
magari, a quel punto l'Italia sarà un po' più laica, più libera
economicamente, meno spendacciona, perché saremo presenti uniti e non
più divisi in mille rivoletti ideologici e un tantino feticisti.
 Luca Bagatin
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