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8 febbraio 2010
9 febbraio 1849: proclamazione della Repubblica Romana
Anche quest'anno passerà sotto
silenzio la commemorazione della Repubblica Romana, proclamata il 9
febbraio del 1849. Giuseppe Mazzini ne fu il il
propugnatore ed ispiratore politico e fu grazie al valore
militare ed al sangue versato dai garibaldini (come Goffredo Mameli) e
dal popolo romano, che i moti insurrezionali ebbero successo ed il Papa Pio
IX si vide costretto a fuggire a Gaeta.
Passerà sotto silenzio in quest'Italia scarsamente democratica e per
nulla liberale, che purtuttavia alla Repubblica Romana dovrà le basi
della sua stessa libertà di pensiero, parola ed azione. La Repubblica Romana, guidata dal trimunvirato: Giuseppe
Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini, una volta scacciato il Papa, si dotò infatti immediatamente di una
Costituzione liberale la quale, agli Articoli I e II, stabiliva che la
sovranità spettasse unicamente al Popolo, il quale si dava per regola
tre principi fondamentali: l'eguaglianza, la libertà e la fraternità,
senza riconoscere alcun privilegio di casta o di titolo nobiliare. In
tutto il Documento si può peraltro notare come essa ricalcasse perfettamente i
principi della Costituzione democratica degli Stati Uniti d'America
redatta alla fine del '700, ovvero quanto gli USA avevano scacciato il
tirannico regime monarchico inglese. Inoltre si può notare quanto fosse
liberale e tutt'altro che antireligioso lo spirito di tale
Costituzione, la quale, all'Articolo VIII dei Principi Fondamentali
stabiliva che al Papa sarebbero comunque state concesse tutte le
"guarentigie necessarie per l'esercizio indipendente del potere
spirituale" e, all'Articolo precedente, si stabiliva la piena libertà
religiosa dei cittadini della Repubblica. Oggi certa storiografia
clericale, leghista e dunque mistificatrice, tende a descrivere i risorgimentali mazziniani di allora come
dei "briganti atei ed antireligiosi". Nulla di più falso e calunnioso,
al punto che lo stesso Giuseppe Mazzini ha sempre fatto riferimento nei
suoi scritti e discorsi a Dio, inteso come Divinità universale
antidogmatica, al di sopra di ogni Potere costituito. Nella
fattispecie la bandiera della Repubblica Romana: il tricolore verde,
bianco e rosso, recava al centro la scritta "Dio e Popolo" (che per
molti versi ricorda l'iscrizione posta sul Dollaro statunitense "In God
We Trust", adottato circa un secolo dopo, ovvero nel 1956), per
rimarcare la fede mazziniana e repubblicana nel Popolo sovrano e nella
Divinità Universale (e ciò ci rimanda per moltissimi versi al teismo
illuminista e volteriano), la quale non può ritenersi privilegio
esclusivo della Chiesa cattolica e del Vaticano. La Repubblica
Romana, purtroppo, durò solamente cinque mesi: soffocata nel sangue il 3 luglio
1849, dopo un mese di assedio, dai soldati francesi di Napoleone III
alleati con il Papa. Purtuttavia essa fu un evento storico fondamentale
e di svolta nelle lotte risorgimentali per l'unità d'Italia nonché per
gettare il seme della speranza verso la creazione di uno Stato laico,
civile e repubblicano. Uno Stato libero dall'influenza della Chiesa
e di Casa Savoia, entrambe ree di aver gettato gli italiani, specie i
popolani e le classi sociali meno abbienti in generale, nel più nero
sottosviluppo. Oggi, a scuola, di tutto ciò si insegna poco o nulla
ed è normale che, raggiunta l'età adulta, si sia poco consapevoli non
solo della propria storia e quindi delle proprie origini, ma anche dei
propri diritti e doveri. Se, quantomeno nella scuola pubblica,
ovvero in quelll'istituzione per la quale i mazziniani si batterono con
maggiore tenacia per garantire a tutti l'elevazione intellettuale,
morale e spirituale, si studiasse la Costituzione della
Repubblica Romana e i "Doveri dell'Uomo" di Giuseppe Mazzini, sono
certo che molti giovani comincerebbero a diventare veramente
consapevoli del ruolo politico attivo che ricoprono nella società.
Oggi, invece, si preferisce dimenticare o mistificare.
Denigrare la democrazia e la libertà per erigersi a custodi del nuovo
dogma: presunte radici cristiane (in realtà greco-romane), recupero del
dialetto (pur non conoscendo bene l'italiano), lotta senza quartiere al
"diverso" (in quanto frustrati e annoiati da sè stessi).
Un dogma che si fonda sull'ignoranza, sul pecorume, su una massificazione di cervelli assai poco inclini all'approfondimendo.
Anche per questo - a quasi 150 anni dall'Unità d'Italia - non va
dimenticato lo spirito della Repubblica Romana ed i principi mazziniani
che in essa trionfarono.
Principi ancor più attuali oggi di ieri: democrazia, emancipazione,
comprensione del "diverso", fratellanza in quanto riconoscimento del
principio universale del "siamo tutti nella stessa barca" e fonte di
un'unica origine: il ventre di Madre Natura.

Luca Bagatin
PS: ringrazio di vero cuore l'On. Paolo Guzzanti - già conduttore televisivo e vicedirettore de "Il Giornale", oggi vicesegretario del Partito Liberale Italiano - che stimo da sempre per le sue scelte "eretiche" e controcorrente, per aver, di sua spontanea volontà e con tanto di presentazione, pubblicato - in anteprima il 1 febbraio scorso - questo mio "solitario" articolo sul suo prevegole blog "Rivoluzione Italiana": www.paologuzzanti.it Quella che segue è la risposta che mi ha fatto pervenire
Carissimo
Bagatin
Sono io che la ringrazio, anche per non essersi
dispiaciuto di veder pubblicato il suo bell’articolo senza una
previa richiesta e autorizzazione. Ma leggendolo non ho saputo
resistere: veramente vivo, vero, autentico. Dunque spero
proprio di avere nuove occasioni di leggerla e, se non le dispiace,
di pubblicarla. Inutile dire che tutte le volte che avrà voglia
di scrivere sul mio blog io ne sarò semplicemente onorato. Grazie
di nuovo e a presto.
 Paolo Guzzanti
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6 febbraio 2010
Morgan fra ipocrisie pubbliche, private e politiche
Tanto perché si alzino gli ascolti della 60esima edizione del Festival
di Sanremo - il sempre più inguardato show musicale che mammaRai ci
propina, stancamente, ogni anno - ecco arrivare il "caso Morgan".
L'ipocrisia piove come melassa.
La droga fa male.....Lo slogan più agitato in questi giorni in questo
Paese ove pare che i suoi cittadini-sudditi-contribuenti-spettatori
siano dei bimbetti scemi da addomesticare.
Sì, dei bimbetti scemi che vanno dietro a qualsiasi cosa. A qualsiasi moda.
Come se il problema droga fosse solo il problema coca, eroina ecc....
Il problema è molto più complesso e lo sanno bene lorsignori.
Il problema è che la televisione è e può diventare una droga.
Ma lo è anche il cibo, a diversi livelli e....molte altre cose.
La droga più pericolosa è purtuttavia l'abitudine all'ipocrisia ed alla menzogna.
Morgan, che purtuttavia ora fa ipocritamente marcia indietro anche lui, che cosa aveva detto infondo ?
Che a lui la coca fa bene. Fatti suoi.
Che Freud - padre della psicanalisi - ne faceva uso e che la prescriveva. Verissimo, e allora ?
E allora dov'è lo scandalo ?
Lo scandalo è quello di un Paese che ha avuto il peggior '68 del mondo
Occidentale, dove si scimmiottavano gli hippies e non si conoscevano
punto i beat (come Kerouac, Ferlinghetti, Burroughs e tutti i grandi
come loro).
Un Paese ove le ricerche libertarie del Dr. Timothy Leary sull'LSD sono
pressoché sconosciute e così quelle - sul piano letterario - dello
scrittore Aldous Huxley.
Un Paese che mangia le ostie della Televisione di Stato come accadeva nell'Urss o accade oggi nel Venenzuela di Chavez.
Un Paese ove è lo Stato - ovvero la politica - a giudicare ciò che è bene e ciò che è male. Così si fa, così no.
Un Paese controriformatore che da secoli cerca riforme che non si faranno mai: spirituali prima ancora che politiche.
Un Paese con una classe dirigente che ha paura dell'antiproibizionismo
sulla cannabis, sull'hashish e su tutte queste non-droghe (sia detto una
volta per tutte), ma che - di nascosto - è capacissima di farsi d'altro.
Un Paese di frequentatori di transessuali....nel privato, ma di bigotti nel pubblico. Per il bene della nostra amata famiglia !
Un Paese che non ama legalizzare la prostituzione perché l'illegalità - tutto sommato - fa comodo (sic !).
Ecco, l'illegalità.
L'illegalità è sinonimo spessissimo di proibizione dei costumi, di
qualche cosa che si preferisce tenere nascosto agli occhi dei più.
Qualcosa che agevola pochi a danno dei molti.
Il nostro Paese pare amare tale eterna ipocrisia di fondo. Ipocrisia
impensabile in un Paese anglosassone e luterano (e dunque Riformato),
ove è la responsabilità individuale a dettare l'agenda morale di
ciascuno.
Responsabilità individuale che prevede, infatti, il
concetto di "libertà individuale", di "libertà di coscienza" e non
quello di "ipocrisia collettiva" e/o di "moralismo diffuso".
Mai come in questi mesi un discorso di questo tipo è più attuale.
Il Re, come si diceva un tempo, è nudo. Più nudo che mai.

Luca Bagatin
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5 febbraio 2010
MASSIME ED AFORISMI (caustici) sui genitori by Luca Bagatin
Di recente qualcuno mi ha messo una pulce nell'orecchio.....metaforicamente parlando.
Mi ha messo in testa che io potrei diventare padre e che - addirittura - potrei anche essere un ottimo genitore !
Ora, poiché mi conosco bene da almeno sei lustri, posso assicurare,
confermare ed attestare di avere un pessimo carattere, al punto che
riverserei su dei miei ipotetici figli tutto il mio rancore nei
confronti della Razza Umana.
Sarei infatti un padre geloso, specie con le figlie femmine (e quindi sessista !), autoritario (si torna a casa entro le 23, è chiaro ?!?!?!?), apprensivo (è vietato chiudere un solo occhio sino al ritorno a casa dello scapestrato in giro a far baldoria come al solito !).
Sarei dunque un padre odioso e detestabile prima di tutto a me stesso e
quindi un pessimo padre-padrone che si meriterebbe solo pacche sul
groppone !
Immerso in queste riflessioni mi sono uscite dalla penna elettronica quattro simpatici aforismi....sui genitori degeneri come me.
 Luca Bagatin (con, a sinistra, suo fratello Mirtillo da bambino)
Dio ci creò a Sua immagine e somiglianza. I nostri genitori cercarono di plasmarci a loro immagine e somiglianza. Per fortuna Dio creò anche la ribellione e la disubbidienza: concetti basilari anche per i nostri genitori quando a loro volta si trovarono a vivere la condizione di figli.
Per crescere nella rettitudine è indispensabile ascoltare gli insegnamenti dei propri gentori. Per crescere nella bontà è indispensabile ascoltare gli insegnamenti dei propri gentori. Per crescere nella lungimiranza è indispensabile ascoltare gli insegnamenti dei propri gentori. Per crescere è necessario non ascoltarli troppo.
Da qualche giorno sento parlare della necessità dei genitori di impartire ai propri figli l'educazione sentimentale.
Verrebbe da chiedersi chi sarebbe in grado di valutare il grado di frustrazione sessuale del genitore stesso!
Recentemente qualche politico buontempone alla ricerca di pubblicità,
aizzato dai solito genitori moralisti, vorrebbe far vietare nelle
scuole elementari la lettura del "Diario di Anna Frank", rea di aver
descritto in esso "minuziosamente le sue parti intime, il che potrebbe
sconvolgere le menti dei piccoli".
Non sapevamo che i bambini - dalla culla all'adolescenza - nascessero e
crescessero completamente asessuati al punto da non saper distinguere
un pene da una vagina !
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3 febbraio 2010
Jules Verne: un viaggio straordinario nell'esoterismo
JULES VERNE: UN VIAGGIO STRAORDINARIO NELL'ESOTERISMO di Luca Bagatin tratto dal numero 2 (maggio-agosto 2009) di YR MAGAZINE organo ufficiale del Gran Capitolo dell'Arco Reale - Rito di York in Italia  Quanti di noi, da ragazzi, hanno letto i Viaggi Straordinari di Jules
Verne, ovvero sono discesi sino al centro della Terra, hanno raggiunto
la Luna, fatto il giro del Mondo in 80 giorni in compagnia di Phileas
Fogg e di Passepartout e finanche hanno scoperto il mistero celato
dietro al Castello dei Carpazi ? Storie avvincenti, misteriose, ma anche saldamente legate al positivismo ottocentesco. Ebbene, miei cari, non è proprio così. Michel
Lamy, con il suo "Jules Verne e l'esoterismo" (Edizioni Mediterranee), svela il vero
significato delle opere dello scrittore di Nantes: un opera legata al
mondo massonico, rosacrociano ed occultistico. Per coloro i quali
avranno la pazienza e la volontà di addentrarsi in questo approdondito
volume, alternandolo alla lettura e/o alla rilettura delle opere
verniane, si aprirà un nuovo universo letterario. Un vero e proprio
universo capovolto. Verne,
nello scrivere i suoi romanzi, era solito utilizzare la cosiddetta
"lingua degli uccelli", ovvero un linguaggio criptato fatto di giochi
di parole e di simboli. E
così scoprirete che egli era a conoscenza
di misteri legati all'esoterismo cataro e templare ancora oggi non del
tutto chiari, come quello di Rennes- le-Chateau ed il suo tesoro
segreto, nonché il simbolismo della chiesa stessa ed i suoi legami con
Maria Maddalena ed il Sacro Graal. Verne era a conoscenza di tutto ciò
e lo dichiara e racconta con dovizia di particolari (ovviamente per chi
avrà la pazienza e la voglia di decrittare il "linguaggio degli
uccelli")
nel suo romanzo "Clovis Dardentor" . Questo è solo uno degli
innumerevoli esempi presentati dal Lamy che ripercorre la vita
esoterica del Verne, mostrandocene un lato del tutto insolito: iniziato
alla Massoneria, adepto dei Rosa+Croce e appartenente alla segretissima
Società Angelica - detta anche La Nebbia - legata al raggiungimento
della Divinità per mezzo dello studio e dell'approfondimento della
Natura, così come la Gnosi. E
così, Jules Verne, ha celato nei suoi celebri "Viaggi", elementi che si
rifanno a questi antichi insegnamenti occulti (come ad esempio la
credenza gnostica e teosofica della Terra Cava, ovvero la teoria
secondo la quale la Terra sarebbe popolata da un misterioso popolo
sotterraneo, quello di Agarthi). Molto probabilmente spinto dal suo
editore, Pierre Jules Hetzel, anch'egli legato alle sopra citate
società esoteriche. Il volume di Michel Lamy è al contempo semplice
come un romanzo, ma allo stesso tempo complesso come un testo di alta
filosofia esoterica. Merita di essere letto almeno due volte per
essere meglio compreso, per quanto non sia del tutto in grado di
fornirci alcune determinanti domande che naturalmente ci sovvengono. Qual era lo scopo ultimo di
Verne e/o dell'editore Hetzel nel voler celare determinati elementi esoterici in
semplici romanzi popolari ? Perché
Jules Verne subì un attentato da parte del nipote, il quale poco prima
lo avvertì dicendogli: "Ti seguono, vogliono ucciderti !" ? Chi voleva
uccidere Jules Verne e soprattutto, perché ? Perché, prima di morire, Jules Verne distrusse tutto il suo archivio ? Che
collegamento di può essere fra l'opera verniana e l'avvento di Thule e
quindi del nazismo, ventilata nel volume del Lamy stesso ? A questa
domanda, a dire il vero, vorrei dara una risposta. Una risposta che do
anche a coloro i quali confondono la Massoneria, la Teosofia e il
Rosacrocianesimo con Thule e l'esoterismo che diede origine al più
grande abominio della Storia: il nazismo. L'Ottocento, pur essendo
un secolo sostanzialmente legato al positivismo ed alla scienza, fu
anche un secolo nel quale nacquero e si costituirono numerosissimi
circoli e cenacoli esoterici ed specificatamente occultistici, ovvero
legati allo spiritismo ed al paranormale, come mezzo per comprendere la
realtà che ci circonda. Fu così che tornarono in auge le
antiche teorie gnostiche derivanti dalle più Antiche Civilità apparse
sulla Terra, con particolare riferimento a quella Egizia.
Vi fu pertanto un rinnovato interesse (in realtà mai sopito) per i
Rosa+Croce, specie fra i letterati del tempo quali Bulwer-Lytton (che
ne fece uno splendido romanzo: "Zanoni") e George Sand, legata alla
Società Teosofica.
Ovvero un rinnovato interesse per la conoscenza diretta del Divino per
mezzo dello studio del Simbolismo, della Natura, degli Elementi
visibili ed invisibili. Conoscenza diretta che avrebbe potuto
traghettare l'Umanità verso quella nuova Età dell'Oro profetizzata dai
Veda, ovvero gli Antichi testi Sacri indù (invero in ogni tradizione
antica si parla dell'Età dell'Oro o di Era dell'Acquario).
Da qui lo studio dell'Oriente, del catarismo e del cristianesimo gnostico.
Taluni stolti pensarono bene che le teorie buddisthe, gnostiche e
teosofiche, fossero il modo più rapito per ascendere al Potere sulle
masse.
Fu così che a Monaco di Baviera (e qui vi è una stretta connessione con
gli Illuminati della Baviera, società infiltrata nella Massoneria di
fine '700 per costituire un sanguinario moto rivoluzionario. Le idee
degli Illuminati influenzarono pesantemente il marxismo prima ed il
nazismo poi, come scritto anche nel volume di Lamy) Rudolf Glauer, nel
1918, fondò la società segreta Thule, la quale deformò e stravolse
completamente le dottrine esoteriche di Madame Blavatsky e della
Società Teosofica e le rielaborò a suo uso e consumo.
Thule preparò quindi l'ascesa del nazismo caratterizzandosi per il suo
arianesimo quale razza superiore rispetto a quella semitica (gli
adepti di Thule ritenevano che i Semiti, ovvero gli ebrei, possedessero
delle conoscenze e dei poteri occulti che avrebbero potuto annientare
la presunta razza ariana). E' dunque in questo contesto che si confonde l'esoterismo con l'occultismo teosofico e con il nazismo.
La Storia e l'Umanità è piena di organizzazioni che affondano le loro
origini e dottrine nelle Antiche Civiltà pre-cristiane. Talune operano
per il bene ed il progresso (Massoneria, Rosa+Croce, Teosofia),
talaltre contro di essi (nel '700 gli Illuminati di Baviera, poi Thule,
il Ku Klux Klan, le Bestie di Satana e molte altre non ancora del tutto individuate ed individuabili...).
Jules Verne e le sue opere si situano dunque in questo contesto. Che
meriterebbe davvero anni di studio ed approfondimento per tutti coloro
i quali sentono l'esigenza di comprendere la realtà e la Storia per mezzo del
simbolismo che ci circonda.
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1 febbraio 2010
Al via la nuova rassegna di "Pordenone Jazz Koinè"
Siamo all'avvio della nona edizione di "Pordenone Jazz Koiné", la
rassegna di musica afroamericana organizzata dall'Associazione Odeia di
Pordenone, che si terrà per tutto il mese di febbraio - ogni week end -
a partire dal giorno 6 sino al 27 febbraio.
Patrocinata dall'ente Provincia, dal Comune di Sacile, da quello di
Prata e della Fondazione Crup, "Pordenone Jazz Koinè" 2010 sarà
dedicata agli artisti, per così dire, "fuori tono"
Quest'anno, il tema della rassegna, origina da ben due anniversari: i
cinquant'anni dall'uscita del disco di Ornette Coleman - "Free Jazz" - ed
i quarantacinque anni dall'uscita di “Ascension”, l'opera di John
Coltrane che ha cambiato totalmente la poetica del jazz.
Con le loro opere “fuori tono” - appunto - tali musicisti hanno dato
origine al movimento della “New Thing” che, con alterne fortune, ha
caratterizzato il jazz moderno sino ai nostri giorni. Rappresentandone
l'ala più innovatrice.
"Fuori tono" saranno dunque, sia gli artisti coinvolti direttamente
nelle esibizioni, che gli artisti, presenti e passati, a cui le serate
saranno dedicate.
Come ogni edizione di "Pordenone Jazz Koinè" che si rispetti, la musica
non sarà l'unica arte presa in considerazione, ma anche quest'anno la
direzione artistica curata dall'ottimo Giuseppe Intelisano e quella
tecnica di Paolo Piuzzi, hanno previsto un'interazione fra varie forme
d'espressione artistica, senza dimenticare purtuttavia che “Pordenone
Jazz Koinè” è e rimane una rassegna di musica jazz. Anzi, una rassegna
di “Jazz biologico”, come amano definirla i curatori stessi.
La prima serata è dunque prevista per sabato 6 febbraio alle ore 21.15,
presso il Teatro Don Bosco di Pordenone, con il “Lunar Quartet” di John
Tchicai, Enzo Carpentieri, Greg Burk e Marc Abrams. Evento che sarà
arricchito da una performance multimediale e che, oltre a
presentare il nuovo disco ‘Look to the Neutrino’ di imminente uscita,
ospiterà anche l’artista Michele Sambin alle prese con la “pittura
digitale”.
Il secondo appuntamento, previsto per sabato 13 febbraio, vedrà
protagonista uno fra i più rigorosi artisti pordenonesi: Massimo De
Mattia, flautista, musicista e compositore.
Massimo De Mattia sarà protagonista di altri due eventi molto
particolari. Sabato 20 febbraio - nell'ex chiesa di San Gregorio a
Sacile - l'artista si esibirà, assieme a Luca Grizzo, in una
performance musicale dedicata a Demetrio Stratos.
Il solo De Mattia, sarà invece interprete - presso la Casa Zecchin di
Maniago Libero (Pn) - di una perfomance ad invito dal titolo
Hendrixiana, dedicata al tipico modo di suonare degli anni 70,
rivisitato e reinterpretato con il flauto.
La rassegna si concluderà sabato 27 febbraio al Teatro Pileo di Prata
di Pordenone con un concerto che vedrà protagonisti gli Stefano Maltese
Open Sound Quartet. Il quartetto è composto dallo stesso Maltese, Keith
Tippett, Giuseppe Guarrella, Antonio Moncada e presenterà il progetto
The Lion is dreaming, un'opera segnata da un forte lirismo e dalle
notevoli capacità interpretative dei suoi stessi protagonisti.
Lo staff di Odeia ha previsto inoltre, durante tutto il mese di
febbraio, molti altri eventi ad ingresso libero. Primo fra tutti un
concerto alla Sala Consiliare della Provincia venerdì 26 febbraio ore
21.00 con Enrica Bacchia Ensemble (Enrica Bacchia, Vincenzo Muriano,
Yannik Da Re, Ennio Marchesi, Alessandro Turchet). Il 9 febbraio sarà
poi inaugurata una collettiva d'arte al Caffè Letterario di Piazza
della Motta, che sarà ospitata per tutto il corso della rassegna.
Biglietti e prevendite sono reperibili presso la sede di Odeia in Viale Trento 34 a Pordenone.
Buon ascolto e buon divertimento !

Luca Bagatin
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29 gennaio 2010
MARIO PANNUNZIO: GRANDE LIBERALE DEL NOVECENTO. Intervista di Luca Bagatin al prof. Pier Franco Quaglieni
 da sinistra: Mario Pannunzio, Arrigo Olivetti, Nicolò Carandini Quest'anno ricorre il centenario della nascita di Mario Pannunzio, grande giornalista rigoroso e liberale che fondò due storiche testate: "Risorgimento Liberale" ed "Il Mondo". "Risorgimento Liberale", fondato nel 1944, fu organo del Partito Liberale Italiano e fu il primo giornale in Italia a schierarsi apertamente - oltre che contro il totalitarismo fascista e nazista - anche contro quello comunista e stalinista e a denunciare la tragedia delle foibe. Quanto a "Il Mondo", fondato nel 1949, mai testata giornalistica fu più laica e liberale di questa, nonostante tale esperienza durò solo diciassette anni. Diciassette anni di battaglie libertarie e riformatrici in un’Italia da sempre (oggi ancor più di ieri, peraltro) pasticciona, burocratica, clericale, socialcomunista e socialfascista. Diciassette anni di denunce di un "sistema" corrotto e corruttore fatto di sottogoverno delle maggioranze (che videro protagonisti Dc e Pci in primis); di ingerenza vaticana (per quanto allora fosse in qualche modo arginata dalla Dc alla quale va dato comunque il merito di essere un partito di gran lunga più laico degli attuali Pd e PdL) e di connubio fra mondo politico e mondo economico (aspetto che oggi ha raggiunto l’apice al punto che è l’economia – guidata da un capitalismo straccione, antiliberista ed antiliberale - a governare la politica !). E così a "Il Mondo", collaborò la créme del giornalismo liberaldemocratico e liberalsocialista italiano. Pensiamo ai padri del liberalismo italiano Benedetto Croce e Luigi Einaudi, agli azionisti Ernesto Rossi, Gaetano Salvemini e Aldo Garosci; al liberista Panfilo Gentile, ai repubblicani Ugo La Malfa ed Adolfo Battaglia. E tutti contribuirono a creare le basi per una cultura "alternativa" e "dell’alternativa" al monolitismo conservatore democristiano e marxista che permeava la società italiana da poco uscita dal fascismo, di cui proprio democristiani e marxisti furono i diretti continuatori sotto il profilo ideologico, politico e culturale. E così "Il Mondo" ospitò fra le sue colonne intellettuali del calibro di Orwell, Thomas Mann, Ennio Flaiano e Alberto Arbasino, nonché, dal 1955, organizzò i "Convegni del Mondo" come risposta laica ai problemi che attanagliavano l’Italia di quegli anni (ed, è il caso di dirlo, l’Italia di questi anni): dal rapporto fra Stato e Chiesa al nucleare; dalla lotta ai monopoli alla questione della scuola sino all’unificazione europea di cui "Il Mondo" fu tra i più accesi sostenitori. Mario Pannunzio, padre de "Il Mondo", fu rarissimo esempio di professionismo giornalistico: egli leggeva personalmente ogni singolo articolo, si occupava personalmente della stesura dei titoli e delle didascalie nonché della scelta delle foto e dell’impaginazione. Ogni settimana ne uscive così un giornale, a detta anche dei maggiori critici dell’epoca, "elegante", "raffinato" ed "europeo". Certo l’indipendenza dal potere economico e politico del giornale costò cara al punto che esso dovette chiudere prematuramente nel ‘66 con grande felicità di tutti i suoi denigratori (missini e comunisti in primo luogo). Certo "Il Mondo" lasciò il solco nel mondo laico. Esso fu il primo a teorizzare la costituzione di una Terza Forza comprendente liberali, repubblicani, socialisti e socialdemocratici capace di contrapporsi alla Dc ed al Pci (ricordiamo in questo senso l’articolo "Qualche sasso in capponaia" di Gaetano Salvemini, pubblicato nel dicembre del 1949). Grazie al contributo ideale di questo piccolo-grande settimanale liberale e attraverso una scissione del Partito Liberale Italiano, nacque il Partito Radicale dei Liberali e dei Democratici, il cui simbolo era la Minerva con il berretto frigio, e che recuperò la tradizione risorgimentale di Felice Cavallotti e prima ancora quella di Giuseppe Mazzini e le cui battaglie politiche si concretizzarono nella lotta alla speculazione edilizia, nella lotta ai Poteri Forti (in particolare negli intrecci fra la Dc e la Federconsorzi) e nelle battaglie per uno Stato ed una scuola laica e pubblica. La battaglia radicale, rarissimo esempio di volontà di modernizzazione e di occidentalizzazione del nostro Paese, rimase tuttavia puro velleitarismo ed "Il Mondo" si trovò costretto a ripiegare nella teorizzazione del Centro-Sinistra (l’unico vero Centro-Sinistra che l’Italia conobbe mai) attraverso la proposta di far entrare il Psi nella coalizione di Governo, all’indomani della Rivoluzione d’Ungheria del ‘56 in cui esso aveva condannato lo stalinismo e si avviava verso l’abiura del marxismo). Il resto, è Storia più recente. Con la falsa rivoluzione giustizialista di Tangentopoli che ha spazzato via i partiti laici, la Dc, quell'unico vero Centro-Sinistra. Mario Pannunzio appare dunque da quasi tutti dimenticato, anche nel suo centenario. Ma perché mai ? Forse per la scomodità delle posizioni affrontate dagli organi di stampa da lui diretti. Forse per il rigore delle proposte politiche che egli stesso lanciava, anche per mezzo dei suoi ottimi collaboratori. Vediamo di approfondire la figura di Pannunzio attraverso l'intervista amichevole che ho voluto fare al prof. Pier Franco Quaglieni, docente e saggista di storia contemporanea e fondatore, assieme ad Arrigo Olivetti ed a Mario Soldati - amici e collaboratori di Mario Pannunzio - del "Centro Pannunzio" (www.centropannunzio.it) di cui è anche attuale Presidente e che oggi è l'unica istituzione che tiene vivo il ricordo di questo grande del giornalismo e della cultura laica in Italia.
  Il prof. Pier Franco Quaglieni e una prima pagina del settimanale "Il Mondo" Luca Bagatin: Il Centro Pannunzio si definisce, fra le altre cose, una libera associazione anticonformista. Che cosa intendete per cultura anticonformista oggi ?
Pier Franco Quaglieni: Per anticonformista si intende libera da pregiudiziali ideologiche e confessionali. Una cultura laica, diceva Pannunzio, è una cultura senza aggettivi. Anzi, noi andiamo oltre: ad un certo livello, la cultura è solo cultura e basta. La sottocultura è quella invece che, per giustificarsi, deve suonare il piffero per la rivoluzione per dirla con Vittorini, e trasformarsi in guardia svizzera del Papa… Negli della devastazione sessantottina c’è stato poi il conformismo dell’anticonformismo, cioè il rovesciamento sistematico anche di alcuni valori condivisi che sono fondanti di una società, che, come diceva Croce a De Gasperi, potrebbe essere “laica non laica che sia”.
Luca Bagatin: Quanto ha pesato la cultura clericale e comunista nella chiusura definitiva di un settimanale come "Il Mondo" ?
Pier Franco Quaglieni: Ha pesato certo il disprezzo clericale verso la cultura laico-liberale del “Mondo” da parte dei cattolici integralisti: Scelba parlava di “culturame laico”;così come ha pesato l’attacco forsennato contro i “visi pallidi” del “Mondo” dei comunisti, dei loro compagni di strada, degli “utili idioti” che, spiace doverlo ricordare, dopo un periodo trascorso al “Mondo” hanno trovato più comodo trasmigrare sotto le bandiere del Pci. Ma Pannunzio nel ’66 sentì l’aria dell’irrazionalismo,del sociologismo, dell’ideologismo che stava per arrivare e che scoppiò già nel 1967 in alcune università e si evidenziò in tutta la sua portata negativa nel 1968,l’anno in cui Pannunzio morì ,volendo - lui laico- come compagno dell’ultimo viaggio il grande libro di Alessandro Manzoni che i contestatori avrebbero voluto bruciare in piazza senza leggerlo perché catto-borghese e moderato.
Luca Bagatin: Qual è – secondo te – il modo migliore per ricordare Mario Pannunzio ?
Pier Franco Quaglieni: Scrissi sulla “Nuova antologia” di Spadolini nel 1978 un lungo saggio in cui esaminai il silenzio dei libri di testo su Pannunzio ed anche sul “Mondo”. Quel saggio, per l’autorevolezza della rivista, ebbe qualche effetto: in “Guida al Novecento”, Salvatore Guglielmino corresse il tiro. Persino Asor Rosa scrisse del “Mondo”, ma lo attribuì, sbagliando, alla cultura azionista. Oggi siamo tornati alla quasi totale ignoranza . Un noto critico letterario - sorvolo sul nome - in una monumentale storia della letteratura i venti tomi ha citato “Il Mondo” (non di Pannunzio, ma quello che ne riprese la testata negli anni '70, senza neppure lontanamente riprenderne la tradizione civile e culturale) per citare un articolo ivi pubblicato da Pier Paolo Pisolini, uno scrittore lontanissimo, anzi estraneo totalmente alla cultura di Pannunzio. Speriamo che il centenario della nascita di Pannunzio smuova le acque anche se sono dubbioso. Temo che la proposta avanzata dal Centro Pannunzio di digitalizzare “Risorgimento liberale “ e “Il Mondo” e di mandarlo in rete al fine di consentire a tutti di poterlo leggere senza intermediazioni interessate ed oracolari di Scalfari e nuovi altri “scalfarini” alla Teodori, dicevo temo che la proposta avrà difficoltà a passare perché ci sono persone che vogliono cogliere il centenario per farsi belli a spese di Pannunzio con passerelle mediatico-convegnistiche destinate a durare lo spazio di un mattino. Chi ama Pannunzio per davvero, dovrebbe usare il centenario per incentivare la conoscenza della sua opera e l’avvio di studi seri in merito.
Luca Bagatin: Che cosa ci rimane, oggi, dell'eredità di Mario Pannunzio e delle battaglie politiche, economiche ed ideologiche degli "Amici del Mondo" ?
Pier Franco Quaglieni: Non rimane quasi nulla.Pannunzio ha vinto sul terreno culturale, su quello politico è stato un vinto. E’ inutile nasconderlo in modo ipocrita. Il Paese forse era immaturo,ma il disegno della Terza forza non era praticabile. E Malagodi, Segretario del PLI negli anni '50 e '60, dobbiamo aggiungere, non era il mostro che alcuni dipingevano. Rimane un grande magistero etico-culturale a cui ci siamo richiamati nel 1968 noi del Centro Pannunzio rispetto di pannunzini da centenario che per quarant'anni anni hanno ignorato o tradito Pannunzio.
Luca Bagatin: A tuo parere, vi è lo spazio - oggi - per un'esperienza politico-editoriale come quella de "Il Mondo" di Pannunzio ?
Pier Franco Quaglieni: Assolutamente no. Oggi il giornalismo si è involgarito anche perché i lettori si sono involgariti. La televisione ha delle grosse responsabilità in merito a questo processo degenerativo. Un giornale elegante, ben scritto come quello di Pannunzio avrebbe oggi un numero di lettori inferiore a quello degli anni ’50. Spiace doverlo dire, ma è così. Una scuola post- sessantottina che ha cresciuto generazioni di ignoranti è la seconda o forse la prima responsabile insieme alla Tv. L’Italiano usato nelle pagine del “Mondo” sarebbe incomprensibile ai più. Oggi sarebbe un giornale ancora più elitario.
Luca Bagatin: E' nota la tua polemica con Eugenio Sclafari, fondatore del quotidiano "La Repubblica", il quale si ritiene erede della tradizione pannunziana e così il suo giornale. Che cosa pensi di lui e del gruppo editoriale del quotidiano che ha fondato ?
Pier Franco Quaglieni: Io ritengo Scalfari un epigono abusivo del “Mondo” per dirla con Battista, ma riconosco in lui il grande giornalista-manager che non fu Pannunzio. Scalfari riuscì a costruire una carriera brillante ed altamente remunerativa sul piano economico. Pannunzio- si può dire – morì povero perché non badò mai al successo ed agli agi materiali, ma alla sua indipendenza di giudizio.
Luca Bagatin: Mario Pannunzio, a tuo parere, avrebbe previsto un fenomeno così antidemocratico e forcaiolo come la presunta "rivoluzione di Tangentopoli" ?
Pier Franco Quaglieni: Pannunzio era un garantista: lo dimostra lo scandalo che riguardò il laeder democristiano Attilio Piccioni a causa del figlio accusato si essere coinvolto nella vicenda Montesi. Me lo ricordava spesso Saragat durante i nostri colloqui. Pannunzio rifiutò sempre di fare dello scandalismo su Piccioni come invece fecero i comunisti ed i fascisti. Pannunzio io penso che si sarebbe schierato negli anni di Tangentopoli contro i vari Pool che architettarono un vero colpo di Stato per via giudiziaria. Pannunzio era un uomo della Prima Repubblica di cui denunciò il marcio con coraggio in anni difficili, ma di cui si sarebbe eretto a difensore perché la Prima Repubblica aveva ricostruito l’Italia dopo la sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale.
Luca Bagatin: E' possibile, a tuo parere, una rinascita dell'area laica e liberaldemcoratica, nella Prima Repubblica rappresentata da PRI, PLI, PSI, PSDI e Radicali ?
Pier Franco Quaglieni: Io auspico la rinascita (o meglio la nascita) di un’area laico-liberale, ma la ritengo molto difficile. Fino a poco tempo fa tutti si dicevano liberali a destra ed a sinistra. Oggi non c’è più nessuno che si dica liberale e la contesa tra liberali veri o falsi è finita. Non è un buon segno. La prospettiva storico-politica è all’insegna di due blocchi di potere ,espressione di un’era post-ideologica e pasticciata. Il passaggio ad una Terza Repubblica è difficile e problematico. I laici ed i liberali dovrebbero impegnarsi in questa direzione. Laici e liberali minoritari ci sono in tutti gli schieramenti, anche nel PD bisogna andarli a cercare con il lanternino.
Luca Bagatin: Quali sono, secondo te - oggi - i partiti che maggiormente si richiamano all'esperienza de "Il Mondo" e che potrebbero essere davvero credibili nella ricostruzione di una forte area laica e liberaldemocratica ?
Pier Franco Quaglieni: Credo il PRI di Nucara e il PLI di De Luca. Ma io ritengo che la battaglia da fare sia prima una battaglia culturale, anche se la stessa battaglia culturale è resa difficile dai personalismi. Pensa a Piero Craveri che non è uno storico del Risorgimento che prima rifiuta e il giorno dopo accetta la presidenza del comitato nazionale per le celebrazioni a Cavour, fomentando polemiche che un nipote di Croce non dovrebbe neppure pensare. E’ anche questo un segno dei tempi. Neppure sul nome di Cavour si riesce a trovare un’intesa perché ci sono personaggi ormai paleo –politici che si scannano persino su Cavour. E non farmi aggiungere altro. Sicuramente è estranea alla tradizione pannunziana la Bonino che ha perso ogni connotato radical-liberale per convertirsi ad un trasformismo di stampo Doroteo, pur di mantenere il potere. epilogo davvero curioso per una donna che si battè per la 194. Nel guazzabuglio della sua coalizione elettorale laziale consiglierei alla Bonino di imbarcare anche Marrazzo: qualche voto potrebbe ancora portarlo.
Ringrazio di vero cuore l'amico Pier Franco Quaglieni, del quale condivido peraltro pressoché totalmente il pensiero.. Un pensiero libero ed indipendente come questo blog. E tale rimarrà negli anni a venire. In alternativa alla mediocrità ed alla mediaticità. Anche a costo di essere letto da pochi, pensanti, non rassegnati liberali ed anticonformisti che non hanno nulla da perdere, ma un futuro più civile da conquistare.
 Luca Bagatin
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27 gennaio 2010
LA MEMORIA E LE MEMORIE. Per non dimenticare. Mai.
Per non dimenticare.
Mai.
L.B.
La Memoria e le Memorie di Luca Bagatin da "L'Opinione delle Libertà" del 01/01/2008
Il 27 gennaio di ogni anno si commemorano le vittime della barbarie
nazifascista ed è stata scelta proprio questa data in quanto il 27
gennaio 1945, con l'entrata delle truppe sovietiche ad Auschwitz, si
scoprì per la prima volta l'esistenza in Germania di campi di sterminio
di massa.
E' una triste storia quella dei campi di sterminio di massa. Una storia
che ha visto uniti nazisti, fascisti e comunisti: ieri come oggi.
Ieri con i campi di concentramento disclocati in tutto il Terzo Reich
per eliminare e disumanizzare: ebrei, dissidenti politici, zingari,
omosessuali, testimoni di geova; ieri con i gulag sovietici che
mieterono 80 milioni di vittime in tutta l'Asia ed oggi ancora con le
barbarie commesse in Cina, a Cuba ed in tutti i Paesi ove regna
l'orrore marxista leninista che vuole imporre una "società perfetta e senza classi".
Ma, come dimenticare le vittime del Potere di Santa Romana Ecclesia perpetrato per tutto il Medioevo sino all'800 per eliminare e "redimere" i cosiddetti "eretici":
catari, templari, gnostici, liberi pensatori, scienziati: condannati a
torture paragonabili alla ferocia dei nazisti ed il tutto in quanto "eretici",
ovvero avevano scelto strade diverse rispetto al dogma ed al
monolitismo della Chiesa cattolica che ha sempre imposto le sue
astrusità financo contrarie al Verbo di quel Gesù detto il Cristo che
afferma di rappresentare per mezzo di un uomo che siede nel trono
papale ornato riccamente ed al quale financo il Parlamento italiano da
ascolto !
E dell'Islam fondamentalista ne vogliamo parlare ?
Tutte le religioni e le chiese istituzionalizzate (comprese le
ideologie politiche totalitarie come nazismo, fascismo e comunismo che
sono delle vere e proprie fedi messianiche) sono foriere di barbarie e
di annientamento delle coscienze individuali.
Esse impongono i loro astrusi credi alle masse al fine di soggiogarle e
di far loro un vero e proprio lavaggio della mente. Le svuotano dalla
loro individualità, le fanno sentire partecipi di gloriosi progetti
universali che porteranno il Mondo ad essere migliore ! E il tutto per
mantenere saldo il potere dei pochi a danno dell'umanità intera
perpetrando violenze, sopraffazioni, indebite ingerenze nelle vite
financo private dei cittadini.
Così sono sorte le ideologie messianiche che hanno preso alla lettera
il Verbo dei loro profeti e lo hanno strumentalizzato annientando tutti
gli eventuali oppositori interni ed esterni.
Nel caso del marxismo, Marx stesso fu il fondatore di una Chiesa antiumanitaria che, come aveva predetto Giuseppe Mazzini nel suo "Discorsi sulla democrazia in Europa", avrebbe asservito un popolo agli interessi di uno Stato schiavista, livellatore e avido.
Altro che società perfette e in armonia !
Le società perfette non sono che illusioni di menti limitate o precisi disegni di menti criminali.
La società è fatta di individui. Questo basta. Ogni individuo ha una
sua mente, una sua coscienza, una sua individualissima creatività e
proprio attraverso questa ed il suo libero arbitrio può decidere quel
che sarà di lui.
E non c'è Stato, Chiesa, dogma, ideologia che può renderlo schiavo pena l'annientamento del suo essere "persona", donna o uomo che sia.
E' per questo che oggi, che sia il 27 gennaio o meno, ogni sincero
democratico, ogni sincero liberale, ogni sincero individuo pensante non
può non ricordare il passato dei suoi avi barbaramente massacrati. Di
suoi pari in quanto persone.
E non può quindi non continuare a battersi contro il nuovo fascismo, il
nuovo comunismo, il nuovo clericalismo di ogni credo religioso.
Nei fatti non vi è nulla di "nuovo".
Cambiano i nomi, i presunti "leader", i simboli forse, ma per il resto
i disegni di queste ideologie totalitarie e messianiche sono gli
stessi: fame di Potere e Dominio (specie delle menti e delle coscienze)
e desiderio ultimo di raggiungere (impossibili e improbabili) società "perfette" e livellatrici di orwelliana memoria.
 
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25 gennaio 2010
L'anticonformismo di un voto amministrativo contro il conformismo cattocomunista
Sono anni che non vado a votare e questo a causa di leggi elettorali
nazionali profondamente antidemocratiche e che di fatto mi hanno
esautorato del voto e, come me, milioni di cittadini.
Posto questo non mi rassegno - quando posso - a fare dichiarazioni di
voto e nella fattispecie le voglio fare dando esplicita
indicazione/suggerimento ai lettori di questo blog - che sarà anche un
blog culturale, ma non riuncia al suo ruolo politico - in vista delle
elezioni regionali del 28 e 29 marzo prossimi.
Innanzitutto ritengo sia serio votare e sostenere possibilmente
candidati locali e che propongono programmi relativi a problematiche
locali. Guardo pertanto con un certo fastidio a "candidature calate
dall'alto" che, nei fatti, sono spesso prese in giro nei confronti
degli elettori stessi.
Ho in questo senso qualche remora a suggerire agli elettori del Lazio
di votare per Emma Bonino - eterna candidata quando si vuol salvare il
salvabile - ma di fronte al nulla val bene una tenace laica e radicale
come lei, anche se candidata del carro cattocomunista.
Essendo comunque possibile il voto disgiunto potete comunque
sbizzarrirvi nel votare le liste del Partito Repubblicano Italiano -
qualora fossero presenti - quelle della Lista Bonino-Pannella oppure
del PdL, per dare comunque un segnale di opposizione all'attuale
opposizione inconcludente.
In Toscana non vi sono dubbi: il fotografo e creativo Oliviero Toscani,
laico, libertario, repubblicano, radical-socialista e candidato per la
Lista Bonino-Pannella. E' stato un vero peccato che il PdL non abbia
accettato di appoggiarlo come proposto da Toscani stesso: c'era davvero
il rischio di battere i cattocomunisti al governo della regione da
sessant'anni. In Campania suggerisco di votare per Stefano Caldoro, socialista
candidato alla presidenza della Regione nelle liste del PdL. Un segnale laico, oltre che forte, in alternativa ai furbetti del quartierino Jervolino e Bassolino ! Infine per il Comune di Venezia ecco candidato a Sindaco il liberalsocialista Renato Brunetta per il PdL. Investitura scontatissima di cui questo blog vi diede notizia in anticipo già alla fine di agosto 2009. Ci auguriamo solo - come in agosto rilevammo - che questo non sia utile a taluni al fine di togliersi di torno il rigoroso Brunetta dal Governo e da una possibile futura leadership.
Le possibilità di ottenere più che buoni risultati per questi candidati Presidente vi sono tutte.
Vi terrò ulteriormente aggiornati per altre candidature laicamente
rilevanti. L'indicazione che, sopra ad ogni altra voglio dare, è
comunque di dare priorità nel firmare per la presentazione delle liste
del Partito Repubblicano Italiano ed invitare a votarle.
PURTROPPO LA CANDIDATURA DI OLIVIERO TOSCANI E' STATA RITIRATA DA LUI STESSO CHE HA ANNUNCIATO «Non ho avuto risposta dal PdL alla mia proposta di correre per la
presidenza della Regione Toscana anche per loro. Quindi, non ho voglia
di andare al macello, di andare a perdere in un sistema di potere che
non c’è neppure nella Cuba di Fidel Castro. Per questo mi sono tirato
indietro».

Luca Bagatin
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22 gennaio 2010
L'On. Paolo Grimoldi, Anna Frank e la sessuofobia
Non conoscevamo l'On. della Lega Nord
Paolo Grimoldi e forse, oltre che a noi, era sconosciuto anche a più di
qualcun altro. Ad ogni modo e comunque è salito alla ribalta
della cronaca, una cronaca nerissima come la pece, per aver sollevato
la pretestuosa polemica relativa a "Il Diario di Anna Frank",
che, a suo dire, non andrebbe proposto nelle scuole elementari come
invece è avvenuto in una scuola del Comune di Usmate Velate
(Monza). Il motivo ? Detto diario conterrebbe pagine hard che turberebbero le menti dei bambini, in
quanto la piccola Anna Frank - ragazza ebrea diventata simbolo
della Shoah, trucidata nel campo di sterminio di Bergen-Belsen nel
1945 - avrebbe descritto, in esso e minuziosamente, le sue parti
intime. Ora, sarà anche che l'On. Grimoldi aveva proprio voglia
di farsi conoscere (e soprattutto riconoscere) al grande pubblico, ma
ci pare che la sua proposta surreale comprenda in sé un tasso di
sessuofobia considerevole. "Il Diario di Anna Frank"
racconta della vita di un'adolescente ebrea costretta dai nazisti,
assieme alla famiglia, alla clandestinità. Ed è l'unico mezzo che
ella ha avuto per esprimersi, per esprimere le sue pulsioni e
sentimenti di ragazza che......non diventerà mai grande. Un
documento che proprio i più giovani dovrebbero leggere, perché,
infondo, Anna non è che una di loro. Che l'On. Grimoldi si
soffermi su presunte "pagine hard" come le definisce, ciò
forse può significare che non abbia per nulla compreso il
significato di tale documento (e così i genitori di quella scuola che hanno sollevato il caso), oppure che non ricordi punto la sua
adolescenza, fatta anche e proprio della scoperta del proprio corpo,
della propria sessualità, delle proprie pulsioni erotiche. Del tutto naturali. E' per
questo che, nelle scuole elementari andrebbe invece introdotta un'ora
obbligatoria di educazione sessuale e sentimentale. Senza tabù o
pregiudizi, ma con profonda apertura e spirito di curiosità. Solo
culture primitive e dogmatiche hanno timore del sesso in quanto non
hanno o non hanno mai voluto affrontare apertamente tale tema. E
così, approfondendo Freud, Jung e tutti i Padri della psicanalisi,
si comprenderà che con i tabù sessuali si produrranno perversioni,
distorsioni, complessi, omofobia, sessuofobia. E che una corretta
educazione sessuale è il miglior antidoto alla violenza ed alla
prevaricazione. Quando la classe politica ed il panorama culturale
del nostro Paese lo comprenderanno avremo fatto un passo verso le
democrazie liberali, laiche ed occidentali. Sino a quel momento
consideriamoci pure e tristemente, ancora un Paese medievale, arretrato e finanche complessato sessualmente.
 Luca Bagatin
PS: scusate l'intrusione ma proprio non riesco a non rendervi partecipi di quest'assurdità. Al link http://poteriocculti.mastertopforum.biz/articolo-di-luca-bagatin-vt277.html pare che abbiano il tempo di discutere del sottoscritto....e in maniera veramente esilarante. Divertitevi a leggere ad esempio questo commento che fa quasi paura....Sono definito come una sorta di Tinto Brass del sadomaso AHAHAHAHA.... :-)))
Amici
ho dato un'occhiata al sito di questo ragazzo, Luca Bagatin.
Penso che queste siano le persone veramente pericolose, perché intelligenti.
Ma la loro intelligenza non è devoluta al bene, al vero, bensì ad
ideologie retrograde (che caspita vuol dire liberal-repubblicanesimo
mazziniano, se non confusione eletta a sistema?).
Il sito contiene immagini violente: un'arma, arti insanguinati, ed
adombra gusti sessuali sado-maso. Tutte le foto di donne presenti
richiamano il sado-masochismo.
Il top lo ha raggiunto nell'indicare come suo maestro televisivo il noto pedofilo Gianni Boncompagni! Un vero maestro!
Ma i pensieri di questi anonimi forumisti chi li ha prodotti ? Il Sessantotto ? La televisione di oggi ? La mancanza di ideali e di valori (visto che non sanno nemmeno che significa liberal-repubblicano ! sic !) ???? Io ci rido davvero, non so voi. Ma ci sarebbe molto da piangere e da rabbrividire.
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20 gennaio 2010
L'OMOSESSUALITA' POLITICAMENTE TRASVERSALE by Peter Boom
Voglio ringraziare ancora una volta l'amico Peter Boom per i preziosi contributi che fornisce a questo blog, ormai sempre più visitato anche dall'estero (con significative visite dagli Stati Uniti d'America, dalla Francia, dalla Gran Bretagna e persino dall'Asia). Senza i contributi di Peter Boom, infatti, molto spesso, talune notizie non sarebbero presenti nel panorama mediatico e ne è un esempio il ricordo di Alfredo Ormando della settimana scorsa. Di seguito, ancora una volta, l'amico Peter, riprende infatti l'argomento.
L. B.
L'OMOSESSUALITA', POLITICAMENTE TRASVERSALE di Peter Boom La commemorazione del sacrificio di Alfredo Ormando (immolatosi davanti al sagrato del tempio della cristianità cattolica il 13 gennaio 1997) davanti alle transenne anticristiche dello stato del vaticano quest'anno è stata sentita poco dagli stessi omosessuali e poco pubblicizzata. Il motivo di questo disinteresse sta probabilmente nel timore conscio ed inconscio del suicidio che non vuole venir giustificato da persone tra le quali il pensiero al suicidio affiora più frequentemente di altri. Infatti, rappresenta uno spettro che viene rimosso il più possibile. La vita da gay in Italia viene vissuta da molti in modo traumatico a causa dei tanti tipi di emarginazione. Emarginazioni che a volte si traducono in violenze estreme soprattutto contro transessuali, travestiti e/o persone che mostrano apertamente le loro tendenze. La colpevole mancanza governativa nel non far approvare una legge contro l'omofobia ha ulteriormente aggravata la situazione. Uno dei più lampanti esempi è il caso del quasi mortale accoltellamento di un gay a Roma. L'aggressore la mattina dopo stava di nuovo a casa. Nessuno potrà negare che questo per un paese civile è quantomeno anomalo e oltremodo scandaloso. Ora è stato condannato, ma in fondo lui è stato educato in un clima di disprezzo per gli omosessuali, incoraggiato tuttora dalla chiesa cattolica e da una parte della politica, una vittima di malvagio lavaggio di cervello. I mandanti immorali non sono stati condannati! Invece sembra che i tempi cambino persino in Italia, anche perché si vede una parte dell'estrema destra inclusiva di persone omosessuali. Lo stesso Presidente della Camera Gianfranco Fini si è espresso in termini molto liberali ed aperti. D'altronde le leggi devono essere uguali per tutti, in uno società civile i diritti civili ed umani non possono essere sottoposte a deroghe. La Lega Nord oggi è incomprensibilmente all'antica, razzista ed anti-omosessuale, mentre in passato si era dimostrata abbastanza tollerante da sembrare quasi moderna. Nella gerarchia vaticana sopravvive ancora una anticristica chiusura mentre parlando con i semplici preti questo atteggiamento dogmatico non mi pare sia condiviso da una buona parte del clero e neanche dal popolo cristiano cattolico. Elementi intolleranti militano sia nella sinistra come nella destra, ma mi sembra di percepire che la loro nefasta influenza discriminatoria stia scemando. A questo proposito vorrei segnalare due siti su internet, politicamente in contrasto tra loro, ma che tutt'e due hanno pubblicato articoli molto belli ed aperti proprio per commemorare degnamente Alfredo Ormando. http://www.lucabagatin.ilcannocchiale.it/?r=132168 e http://www.reset-italia.net/2010/01/12/sesso-e-fuoco-a-piazza-san-pietro
UN SEGNALE DI LUCE !
 Peter Boom www.pansexuality.it
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