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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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22 giugno 2009

EVVIVA LE VELINE (metafora patafisica contro la catarsi dei falsi moralisti de noantri)



Veline, Velone, Vele, Velette.
Un tempo c'erano le Vallette e già loro erano additate dalla Pubblica Piazza dei Moralisti de noantri come oche pocodibuono. Sic !
Oggi, il nuovo maschilismo talvolta camuffato da veterofemminismo antilaico ed antilibertario tanto caro ai "politically correct" di certa sinistra cattocom (ovvero quella conservatrice), ma anche di molta destra clericale e bigotta, è tutto in fermento contro....le Veline appunto !
Bum bum bum cicabumbumbum ! Chioserebbe il Gabibbo.
Questa storia delle Veline l'hanno fatta addirittura diventare una questione politica quando di strettamente politico, qui, non c'è proprio nulla.
E se c'è una categoria del mondo dello spettacolo che và salvata è proprio quella della Velina. Lasciate che lo dica uno che ritiene programmi come il Grande Fratello, Buona Domenica e Amici (quest'ultimo diretto dall'ultimo dei Sessantottini non pentiti Paolo Pietrangeli...guarda caso)  una riedizione nemmeno troppo lontana di "Le 120 giornate di Sodoma" del marchese De Sade.
Ovvero il contrario dell'intelligenza e della creatività individuale. Il trionfo dell'ipocrisia e della follia collettiva di una gioventù mal rappresentata. Ma che forgia modelli oltremodo diseducativi (ultimo retaggio del '68 italiano antilaico ed antilibertario, ovvero l'opposto della cultura beatnik ed hippy americana ? Molto probabile, riteniamo).
La Veline sono cosa ben diversa. Lo spiega lo stesso Antonio Ricci che le ideò: sono un'astrazione patafisica, come definì lo scrittore surrealista Alfred Jarry, "quanto vi è di grottesco nell'universo" (per inciso, per chi ancora non se ne sia accorto, questo stesso mio blog - nella sua poliedricità culturale - utilizza canoni prettamente patafisici a partire dal frontespizio).
E il filone surrealista, nonsense e patafisico nella televisione nostrana - che pur di pecche ne ha moltissime - lo seguì a suo tempo anche l'ottimo Gianni Boncompagni.
Criticatissimo per i suoi programmi pieni di colore, musica e soprattutto ragazze giovanissime.
Ragazze, ricordiamolo per i più, che non avevano nulla di ammiccante, di provocante, di sensuale. Che erano semplicemente loro stesse, si divertivano e divertivano nella surrealtà del contesto televisivo creato da Boncompagni stesso.
Moltissime fra loro, peraltro, hanno fatto carriera unicamente grazie alle loro intrinseche capacità artistiche. Pensiamo alla cantante Giorgia, all'attrice comica Sabrina Impacciatore, all'attrice impegnata Yvonne Sciò, alla poliedrica Ambra Angiolini, a Nicole Grimaudo..... E la lista è lunghissima, cari i miei Moralisti da Pubblica Piazza.
Ed allora finitela un po' con questa storia del dare addosso alla Velina !
Iniziate a guardare una ragazza per le sue doti artistiche e lasciate da parte le vostre pruderie sessuali che vi accompagnano sin dagli anni '60: quando davate addosso alle minigonne ed alle piperine !
Quando per voi un atto sessuale era un atto politico....ma era pur sempre l'uomo a comandare !
Si può discutere sul fatto che in televisione del corpo femminile si faccia ampio mercimonio. E' vero ed è una vergogna. Ma le Veline o le ragazze di Non è la Rai dei vecchi tempi non c'entrano un piffero.
C'entrano piuttosto certi altri programmi che ho citato ben prima e che fanno delle pruderie sessuali (leggi: della morbosità), il segreto del loro successo.
Ora, io non so se abbia ragione Lele Mora quando afferma che la tv trash è quanto il pubblico desidera. Fatto sta che è ciarpame, che non ha nulla di creativo e che si avvicina piuttosto a certo catartisimo orgiastico tipico delle opere del Divin Marchese di cui sopra.
Si dirà: sei un moralista anche tu allora ! Affatto, sono semplicemente obiettivo.
Un conto è una ragazza (ma potrebbe essere benissimo anche un ragazzo, nulla in contrario, figuriamoci !) che canta e balla, senza troppi ammiccamenti ed in un contesto divertente e a tratti surreale. Un altro è esibizione di carne.....da macello in un contesto di macellai del gossip.
La differenza è abissale. Ed anche qui, il caso è tutto, tristemente e preoccupantemente italiano (con le sue influenze clericali, marxiste, fasciste...).


Luca Bagatin



31 ottobre 2008

Reazionari scontri di piazza contro la Riforma Gelmini.....mentre il problema rimane un altro



Ciò che sta accadendo da alcune settimane fra studenti estremisti contro la Riforma Gelimini della scuola è assolutamente increscioso e deprecabile.
La violenza non è mai ammissibile. Quella fra giovani studenti fa veramente accapponare la pelle, peraltro.
Non ritorna il '68 con la "fantasia al potere" (uno slogan che in realtà si tradusse in ben altro con i protestatari di allora oggi classe dirigente di questo martoriato Paese), bensì la violenza di piazza gratuita che è sempre incivile ed antidemocratica.
Come antidemocratiche ed incivili sono le occupazioni abusive  delle stazioni dei treni, delle strade bloccando il traffico e delle scuole impedendo a coloro i quali vogliono entrare a scuola, di farlo.
Lo è ancor più in quanto il nocciolo della questione della protesta è assolutamente pretestuoso: si contestano i tagli alla scuola come se questi non ci fossero mai stati con i governi precedenti.
Il sottoscritto si battè a suo tempo e continua a farlo contro i finanziamenti diretti ai diplomifici ed alle scuole private confessionali. Lo fece e continua a farlo democraticamente, cercando di spiegare che è uno spreco di risorse in quanto coloro i quali hanno i mezzi per andare nelle cosiddette scuole private, è corretto che ci vadano a spese loro. Diversa è la questione di chi sceglie di andare alla scuola privata, ma ha un reddito famigliare che non gli consente questa possibilità di scelta. A quel punto si intervenga pure, ma con un semplice bonus scuola sul servizio (e non con un finanziamento diretto a pioggia alla scuola in questione).
Ora, si noti bene che determinati tagli alla scuola sono ed erano auspicabili. Mi pare assurdo contestare la reintroduzione del "maestro unico". Tutti noi, oggi trentenni e oltre, abbiamo imparato benissimo anche con un unico maestro. Marco Pannella ha colto nel segno quando ha detto che i "tre maestri" erano utili ad accontentare i relativi sindacati di riferimento: Cgil, Cisl e Uil.
Non si tratta di licenziare, ma di bloccare le assunzioni e di giungere a garantire uno stipendio dignitoso a degli ottimi e preparati insegnanti. Che siano anche giustamente rigorosi come vuole proprio questa Riforma.
Una Riforma che blocchi il lassismo fra i banchi, causa forse anche dell'autonomia scolastica introdotta da un quindicennio, la quale ha messo in concorrenza le scuole pubbliche al punto da renderle assai simili a dei diplomifici.
Ora, probabilmente, il fulcro della questione è un altro: abbiamo un corpo insegnante universitario gerontocratico (con insegnanti dai doppi e tripli lavori) ed un sistema di assistenti universitari che divengono dei veri e propri portaborse (il cosiddetto "baronismo").
Su questo quasi nessuno dice nulla. Non sarebbe forse il caso di approfondire la questione e di aprire un dibattito su questo e magari anche sull'abolizione del valore legale del titolo di studio, affinché uno studente sia valutato per le sue capacità e buona volontà e non per il "titolo" in sé ?
Non sarebbe forse il caso di parlare di una vera riforma delle Università che premi effettivamente le Università più produttive e con gli studenti effettivamente meritevoli (e non gli amici degli amici, i figli dei figli ecc...) ?
Interrogativi, ahinoi, senza risposta da tempo.
Ma su tutto ciò nessuna protesta.

Luca Bagatin



8 marzo 2008

MUGHINIPENSIERO


Giampiero Mughini è certamente un "intellettuale contro" ma, forse, neanche poi tanto. Egli è, in verità, un "intellettuale pro-sé-stesso", ovvero "pro-libero pensiero": specie se si tratta del suo.
Mughiniano sino al midollo, Giampiero Mughini, più che un fenomeno giornalistico è fenomenale in sé, tanto che il 7 marzo scorso, presso l'"Auditorium della Regione" di Pordenone, è stato un vero e proprio fiume in piena condensando in neanche due ore di tutto e di più: dalla politica allo spettacolo, dal cinema alle donne, dal giornalismo alla massmediologia.
Invitato dall'Associazione Culturale "Eureka", il Nostro, ha esordito raccontando la sua carriera di ex giornalista (oggi, teoricamente, non lo è più): da fondatore del quotidiano comunista "il Manifesto" con Valentino Parlato e Rossana Rossanda ad opinionista libertario di "Libero" di Vittorio Feltri.
"Un percorso coerentissimo" afferma egli stesso: dagli "eretici del comunismo" che volevano collocarsi alla sinistra del più grande partito comunista d'Occidente agli "eretici e basta".
E così, Mughini, il quale si vanta di non aver avuto altra tessera se non quella dell'autobus, è orgoglioso di dirsi completamente "al di fuori del sistema politico, dei partiti e delle lobby".
"Scrivo quello che voglio e mi faccio, se possibile, anche pagare bene perché il mio curriculum culturale e professionale non è affatto da buttar via. E poi non sono certo nato ricco !" risponde agli interivstatori dell'"Eureka" con la sicurezza che lo contraddistingue in televisione. Del resto egli è uno che "aborrisce gli schemi".
Catanese, di padre toscano e madre siciliana, Mughini non può che essere carattere fumantino e bizzoso (per quanto, lasciatemelo dire, anche un romano di madre friulana come me non è certo da meno) e la sua mimica eccentrica tutt'altro che costruita è lì a sottolinearlo (nell'ora e mezza di conversazione si è più volte sbracciato, ha appoggiato più volte le ginocchia sulla scrivania e, se avesse continuato per un'altra oretta sono certo che avrebbe accavallato bellamente le gambe sopra al tavolo della conferenza come a dire: "non c'è niente di più bello al mondo che essere sé stessi nella propria intima spontaneità !").
Ma, veniamo alla politica: "E' prioritario abolire il valore legale della laurea: non serve a nulla. Guardate me che sono laureato in lingue e letteratura moderna e mi occupo di tutt'altro !" e scoppia una risata ed un fragoroso applauso della platea. E, poi, sull'odiato Ordine dei Giornalisti racconta la sua personale vicenda di radiato: "Unicamente per aver recitato in uno spot televisivo di una nota marca di telefonini (e pure malpagato !)". "L'Ordine dei giornalisti va abolito. Con la loro espulsione mi ci sono pulito le scarpe e ho continuato a scrivere articoli. Scrivere articoli è, sino a prova contraria, un diritto costituzionale !". Come non essere d'accordo con questo spirito genuino che, come spiega, non ha mai avuto bisogno o voglia di essere raccomandato da nessuno.
Poi prosegue attaccando il Berlusconi politico: "Berlusconi mi è umanamente simpaticissimo e ho il piacere di conoscerlo da anni, ma è inconcepibile che un editore di giornali e televisioni si candidi alla carica di Premier o abbia fatto il Premier !", sentenzia. E, ancora, la butta sul gossip definendo Fabrizio Corona "Semplicemente un pagliaccio !".
Provocato dagli intervistatori, Mughini svela che, assieme ai libri ed al calcio, l'altra sua grande passione sono le donne e qui, tuttavia, si definisce un "vero maschilista" nel senso che è orgogliosissimo della sua identità di maschio che comunque si "mette a confronto con l'identità femminile, con l'altra metà del cielo". Cita quindi il suo penultimo libro "Sex Revolution" in cui racconta gli anni '60 ed in particolare la liberazione sessuale di cui le donne sono state protagoniste incontrastate e pare quasi avere nostalgia per quegli anni al punto che definisce molte delle soubrette ventenni che si vedono oggi in televisione come la loro esatta antitesi in quanto "prive di qualsiasi profondità: aspettano solo il calciatore di turno".
E, a questo punto, sbotta sul cosiddetto ruolo dell'"opinionista televisivo" nel quale rifiuta totalmente di riconoscersi: "L'opinionista televisivo è colui che apre la bocca e fa rumore", "Nel circolo massmediatico funziona unicamente ciò che è "rapido" e "facile"", "Manca completamente l'approfondimento, la profondità di pensiero". Del resto, Mughini, va in televisione certo, ma con un ruolo del tutto particolare e, quando parla di calcio, è veramente ferrato in materia (non posso dire altrettanto per cui preferisco tralasciare del tutto l'argomento).
Torna poi a parlare di politica, la sua antica passione di giornalista da "il Manifesto" a "Lotta Continua, a "Paese Sera" sino a "Mondoperaio" ovvero dalla stampa comunista a quella socialista pur senza mai aderire né all'extraparlamentarismo di sinistra al né al Psi, ma sapendo cogliere i tratti libertari di entrambe le culture. Specie negli anni del divorzio, una battaglia che diede finalmente alle coppie la possibilità di ricostruirsi un futuro sentimentale.
Un po' diversa, forse, la questione dell'aborto che lo stesso Mughini visse come un dramma allorquando accompagnò la fidanzata di allora da una mammana, non sentendosi entrambi in gradi di assumersi la responsabilità di crescere un figlio non desiderato. "L'aborto andrebbe assolutamente evitato, meglio certamente la prevenzione" afferma con un filo di amarezza e tristezza per quanto anch'egli ritenga che  l'attuale legislazione sull'aborto abbia arginato un fenomeno incontrollato e bestiale come l'aborto clandestino.
Sulla politica d'oggi pensa che siano sicuramente meglio "le facce collaudate" rispetto a quelle cosiddette "nuove".
"Giuliano Amato è certamente un grande professionista e mi spiace moltissimo che non si sia ricandidato" e, nonostante uno spettatore in platea gli faccia notare che Amato in questi ultimi anni si è legato allo schieramento che "ha ucciso il Psi e Bettino Craxi", Mughini è irremovibile: "Non sono assolutamente d'accordo. Certo, Amato non è mai stato un leader ma è stato il miglior consigliere di Craxi ed è oggi uomo di grande levatura politica ed intellettuale".
Conclude parlando degli anni in cui ha collaborato al Foglio ed in particolare di Giuliano Ferrara (che "conosco meglio delle mie tasche", assicura), e della sua pessima idea di mettersi in politica con una lista antiabortista: "Ferrara butta sempre il suo peso fisico in tutto ciò che ha fatto e fa: dai tempi in cui era comunista sino a quando divenne craxiano ed oggi ateo devoto che incontra Ratzinger guardandolo come se fosse la Madonna", "La vita è una cosa troppo complessa per essere utilizzata in campagna elettorale".
Con un colpo di teatro si alza, aglita le spalle con la sua consueta mimica e saluta il pubblico in visibilio che, forse, pensava che in un'Italia così conformista e medievale, uno spirito libertario capace di far sorridere e al contempo pensare fosse ormai più raro della neve a ferragosto.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini