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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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7 gennaio 2014

"Parodia". Monologo by Baglu

Fingo semplicemente di non pensarci, ma in realtà non riesco a dimenticarla.

Succede, capita.

Però l'importante è fingere.

Fingere quantomeno di non pensarci.

Così come non voglio pensare ad altri aspetti. Tipo a Blondie che mi ha scritto che posso considerarla unicamente per affari e/o per un rapporto lavorativo.

Non è per presunzione, è solo che non faccio affari con nessuno. Credo ad aspetti desueti, o forse utopistici come l'amicizia e l'amore. Anche con le persone con cui decido, eventualmente, di collaborare.

Non amo le etichette, così come non amo che mi si dica che fisicamente (o moralmente) sono così o colà. Di voi potrei dire molto peggio e dimostrare, dati alla mano, ciò che affermo.

Ho un pessimo rapporto con il mio fisico e, credo, a ragion veduta. A differenza di voi, faccio autocritica (la mia è una formazione marxista, rammentatelo).

Non sono narcisista, al massimo ne sono la studiata parodia.

Perché tutto ciò che ci circonda, in realtà, è una grande, immensa parodia di una cosa che chiamiamo - per convenzione (e purtroppo, spesso, per convinzione) - vita.

Che posso dire ancora ?

Che mi piacerebbe conoscere meglio una persona. Una donna. Di cui in realtà so molto poco e ne so volutamente poco (forse le reticenze a farsi conoscere sono più da parte sua, credo per carattere), perché non è il caso che alla mia età e con le mie esperienze pregresse, me ne innamori. E, poi, sarebbe un innamoramento a senso unico, figuriamoci.

Le fiabe sono molto, molto belle. Sono la parodia di un ipotetico Paradiso che sappiamo tutti non esistere.

Occorre razionalizzare ed avere altre priorità. Anche a costo di sembrare freddi e distaccati. Oppure di apparire fastidiosamente ironici.



31 dicembre 2013

"Tra Napolitano e Grillo, meglio Amore e Libertà ?" intervista di Gabriele Maestri a Luca Bagatin

Fra un comunista di Palazzo (che nel 1956 sosteneva che l'Urss in Ungheria portasse la pace...con i carrarmati, sic !) ed uno pseudo-comico cresciuto in Rai (e sostenuto da un imprenditore della comunicazione) ecco inserirsi AMORE E LIBERTA'.

Che alle spalle ha Anita Garibaldi (il cui vero nome era Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva), un'eroina straniera italianizzata, morta a soli 28 anni combattendo per la Repubblica.

Quella vera.

Non per la burletta che ci trasciniamo dal 1948 ad oggi.


L.B.


"Tra Napolitano e Grillo, meglio Amore e Libertà ?"

intervista di Gabriele Maestri a Luca Bagatin


Dunque il conto alla rovescia è iniziato: mancano poche ore allo scontro all'OK Corral di fine anno. Prima del cenone, si consumerà un duello silenzioso, senza spargimento di sangue. Da una parte, coloro che continueranno a seguire come sempre il discorso di Giorgio Napolitano, dall'altra quelli che preferiranno il controdiscorso di Beppe Grillo. E dall'altra ancora tutti quelli che non seguiranno né l'uno né l'altro, magari per pensare solo al cibo, o perché non li soddisfa nessuno dei due. E se l'alternativa tra l'istituzione e la controistituzione fosse votarsi all'amore e alla libertà, anche come proposito per il nuovo anno? La chiave la fornisce Luca Bagatin, che di Amore e Libertà è il fondatore e presidente. Un partito? Nient'affatto. Casomai un "pensatoio pubblico" per battaglie ideali con l'individuo rigorosamente al centro.



Gabriele Maestri: Luca, cos'è Amore e Libertà?

Luca Bagatin: Amore e Libertà è un progetto culturale, alternativo ai partiti ed ai movimenti politici. E' una “tendenza politica”, se vogliamo, un po' come lo furono il “partito d'azione” fondato da Giuseppe Mazzini nel 1853, oppure il “partito comunista” ideato da Marx ed Engels e spiegato nel calebre Manifesto del 1848.
Il Manifesto di Amore e Libertà (scaricabile all'indirizzo  http://www.amoreeliberta.altervista.org/html/manifesto.htm, ndi) ne spiega l'idea ed i punti fondanti. Punti programmatici che si sostanziano nella ricerca o, meglio, nella tendenza della ricerca di una Civiltà dell'Amore (come Mazzini il cui scopo ultimo era la “società repubblicana” o Marx il cui fine ultimo era il “socialismo”). 


Gabriele Maestri: Bello il fine, ma rischia di essere un po' utopico, sbaglio?

Luca Bagatin: Forse è una grande utopia, come quella della ricerca del Socialismo o del Repubblicanesimo, appunto, ma un'utopia necessaria all'individuo, da sempre. In particolare oggi in cui le ideologie messianiche sono crollate e non hanno effettivamente arricchito l'individuo delle uniche cose di cui ha davvero bisogno, ovvero: amicizia, fratellanza e libertà, che solo un sentimento come l'Amore vero può rendere attuabili.


Gabriele Maestri: Il programma è interessante: gli italiani potrebbero sceglierlo votandolo sulla scheda elettorale?

Luca Bagatin: Amore e Libertà non è né sarà né diventerà mai un partito politico e non apparirà mai in alcuna scheda elettorale. Ciò semplicemente perché non crede alla politica dei partiti, dei parlamenti e dei governi. E crede che sia proprio la politica, ovvero l'antipolitica basata sulla divisione fra fazioni e sulla ricerca del potere, del dominio, del danaro (tipica della società mediatica e dei bisogni/consumi indotti) l'origine della vera crisi che stiamo attraversando ormai da decenni. Una crisi che è prima di tutto umana e civile.


Gabriele Maestri: Qual è, secondo te, il vero male della politica oggi e come si potrebbe rimediare?

Luca Bagatin: I partiti ed i conseguenti governi dividono e gestiscono gli individui a loro esclusivo piacimento. Amore e Libertà vorrebbe spezzare questo circolo vizioso e restituire all'individuo consapevole la possibilità di autogestirsi e di vivere in armonia con il cosmo, senza mediazioni dall'alto. In questo senso Amore e Libertà crede nella possibilità che le singole intelligenze possano parlarsi, confrontarsi, approfondire, autogestirsi, attraverso il buonsenso tipico delle Agorà dell'Antica Grecia. In questo senso Amore e Libertà trova interessante il sistema elettivo tipico di quel periodo, ovvero la nascita di assemblee popolari estratte a sorte, fra tutti i cittadini compresi fra i 18 ed i 65 anni, oppure, proprio come avveniva nell'Antica Grecia, fra i maggiori di 30 anni. La visione politica di Amore e Libertà è peraltro tipica dei movimenti libertari e beatnik, sviluppatisi in particolare negli USA negli Anni '60 e che si sostanzia nella ricerca della libertà e dunque della responsabilità individuale, sul rispetto reciproco e sul rispetto della natura e di ogni forma vivente.


Gabriele Maestri: Quali sono allora i punti fondamentali del vostro agire?

Luca Bagatin: I punti cardine di AeL sono i seguenti:
- piena trasparenza delle Istituzioni (anche attraverso l'Anagrafe pubblica degli eletti)
- che ogni carica pubblica/istituzionale torni ad essere al servizio del cittadino, ovvero percepisca uno stipendio onesto, in linea con la professione svolta prima del precedente incarico e non eccedente.
- che la meritocrazia, l'onestà intellettuale e l'amore universale diventino non solo o non tanto "termini di moda", ma siano praticati quotidianamente

- lotta ad ogni forma di discriminazione, ovvero lotta al razzismo, all'omofobia, alla massonofobia e all'odio religioso
- attuazione di politiche in favore della disabilità, con accesso delle strutture pubbliche e private da parte dei disabili, anche per quanto concerne l'aspetto ludico e sessuale
- introduzione di una legislazione che consenta il matrimonio omosessuale e che garantisca a tutte le coppie i medesimi diritti delle coppie sposate. Adozioni comprese.
- introduzione di una legislazione che consenta l'eutanasia legale ed il suicidio assistito, in apposite strutture e con personale medico specializzato, anche sotto il profilo psicologico, sull'esempio svizzero.
- introduzione di una legislazione che legalizzi cannabis e derivati, con tutti i benefici che ne possono derivare anche sotto il profilo industriale e ambientale.
-istituzione dei parchi dell'amore
- lotta alla vivisezione, rispetto di ogni forma di vita e difesa dell'ambiente
- legalizzazione della prostituzione
-introduzione, nelle scuole, dell'ora di educazione sessuale
-introduzione, nelle scuole, in luogo dell'”ora di religione”, l'”ora di Storia delle religioni”
- abolizione degli enti inutili quali Province, consorzi, comunità montane
- abolizione del diritto d'autore al fine di eliminare il monopolio intellettuale e liberare così la creatività.


Gabriele Maestri: Hai scelto che a rappresentare Amore e Libertà fosse Anita Garibaldi: perché?

Luca Bagatin: Per almeno tre ragioni: 1) Anita è un'eroina dimenticata, che morì a soli 28 anni per la Repubblica, quella vera, quella Romana, fondata sul Popolo Sovrano. Una Repubblica diametralmente opposta rispetto alla Repubblica dei partiti imposta da essi nel 1948; 2) Anita fu moglie del primo Socialista e Repubblicano senza tessere e/o ideoligie di partito e come lui lottò per tutta la vita per la libertà e l'emancipazione umana e spirituale degli individui; 3) La vicenda storico-affettiva di Anita e Giuseppe Garibaldi sono esempio per tutti di ricerca incessante di Amore e di Libertà, senza condizionamenti esterni, pur fra mille peripezie e sofferenze.


Gabriele Maestri: Quali altre figure metteresti "nel pantheon" di Amore e Libertà?
Luca Bagatin: Oltre ad Anita, Amore e Libertà ha, fra i suoi “ispiratori”, moltissime altre figure che vanno dal già citato Giuseppe Mazzini sino a Gandhi, passando per Cristo e Buddha, sino ad arrivare ad attivisti ed attiviste per le libertà civili e sessuali quali Peter Boom, Moana Pozzi ed Ilona Staller. Figure che – come scritto nel Manifesto d'Intenti – sono solo apparentemente slegate fra loro. Figure rivoluzionarie e trasgressive che hanno fatto della loro vita una costante ricerca evolutiva di Amore e di Libertà.


Gabriele Maestri



29 dicembre 2013

Femen ed il recupero del libertarismo beatnik-hippie-cyberpunk contro una società massificata e mercificata. Ovvero Femen come Ilona e Moana

Femen, noto gruppo di attiviste anti-discriminazioni sessuali e contro le ingiustizie sociali sorto in Ucraina nel 2008, viene, spesso a torto a parer mio, visto come un fenomeno di mero “esibizionismo” femminile. Sarà perché Femen sono solite manifestare a seno nudo, inneggiando al “SeXtremismo”. Sarà perché Femen, anche di recente, hanno manifestato all'interno di luoghi di culto con scritte precise sul petto, ovvero “I am God” (Io sono Dio).

Sarà che la società post-marxista (che non ha mai compreso nulla di Marx, oppure, volutamente, ne ha distorto il pensiero), ovvero post-neo-comunista dell'Est, non è abituata a certe manifestazioni tipicamente libertarie, beatnik, hippie e cyberpunk.

Sarà che Femen ricordano una donna che proprio dall'Est comunista proveniva, ovvero Cicciolina-Ilona Staller, che delle manifestazioni contro le ingiustizie, per i diritti civili e umani si è sempre battuta: a seno nudo e con una coroncina di fiori sulla testa.

Sarà che è più facile, in ogni dove, ad Est come ad Ovest (e Ilona, negli Anni '80 brucerà, in segno di protesta contro la Guerra Fredda, le bandiere di USA ed URSS), dimenticarsi di icone libertarie come Timothy Leary (che il Presidente Nixon bollò come “l'uomo più pericoloso d'America”) oppure dimenticarsi dell'esperienza di Diva Futura di Riccardo Schicchi e della stessa Staller e dell'esperienza del Partito dell'Amore di Moana Pozzi. Esperienze uniche e trasgressive che, attraverso la “società dello spettacolo”, in realtà, ne mettevano a nudo le contraddizioni e le perversioni.

Oggi, purtroppo, sembra più facile digerire fenomeni “pop”, ovvero commerciali, figli della società di massa e dei consumi, della globalizzazione, delle Banche Centrali, dell'arte e della musica rese appannaggio di tutti in quanto banalizzate. Fatte in serie, per cervelli amebizzati o da amebizzare.

In questo senso hanno prevalso i fenomeni mediatici e mediocri alla Lady Gaga, che non a caso ultimamente collabora con Jeff Koons, artista “neo-pop”, avendo realizzato con lui un album intitolato proprio “Artpop”. Hanno prevalso pseundo-icone quali Belen Rodriguez e Jorge Mario Bergoglio, ovvero un certo divismo/buonismo mediatico-televisivo da Mulino Bianco-Cinepanettone.

Il Pop, in sostanza e in questo senso, è la massima manifestazione della massificazione mediatico-pubblicitaria. Koons e Lady Gaga assieme, in sostanza, fanno marketing (visto che è il loro ambito lavorativo, peraltro), non incrementano alcuna cultura, non fanno alcuna liberAzione politica. Tutt'altro. Fanno cassa e grancassa.

Il Pop in questo senso, massifica l'arte e la musica, rendendole sì accessibili a tutti ma nel senso più scadente del termine (in quanto facili da produrre/riprodurre). Commercialmente il Pop è un business che vale miliardi di dollari ed è anche di basso costo/fruizione. Ma ha amebizzato milioni di cervelli e volutamente fatto cadere nell'oblìo culture millenarie.

Parlando in termini di icone culturali/controculturali/erotico-politiche, possiamo dire che l'icona libertaria-hippie Cicciolina (con alle spalle Riccardo Schicchi, uno che, lo ricordiamo, nel 1979 ideò il primo partito verde-ambientalista d'Italia e che riuscì a combattere quello che era definito “comune senso del pudore”) e quella post-hippie, ovvero cyberpunk Moana Pozzi – icona e leader del Partito dell'Amore di Schicchi e Mauro Biuzzi - sono state sostituite dal caravanserraglio commerciale "pop" Lady Gaga-Koons-Belen Rodriguez-Jorge Mario Bergoglio. Nell'ambito di questa involuzione spirituale e dei costumi, di evolutivo - nel mondo ingiustamente globalizzato - possiamo osservare solamente il fenomeno Femen.

Fenomeno che, non a caso, nasce in un Paese dell'Est, ovvero un Paese prima reso schiavo dal Regime sovietico-comunista ed oggi reso schiavo dalla società globalizzata dei consumi e dei nuovi ricchi, dediti anche al turismo sessuale e, dunque, ad un nuovo sfruttamento dei corpi e delle menti.

Le attiviste di Femen, in questo senso, sono esempio della controcultura di oggi (che attinge alle controculture di ieri, libertarie, beatnik, hippie e cyberpunk), ancora purtroppo minoritaria e ancora una volta volutamente censurata e/o sottovalutata. Una controcultura che si batte, da sempre, per una società libera dalla politica dei Governi e del Danaro, ovvero libera dai Media e dallo sfruttamento commerciale/sessuale delle menti e dei corpi.


Luca Bagatin (nella foto fra Ilona Staller e Ursula Davis)



25 dicembre 2013

Natale dello (nello) Spirito



“Il sacerdote accende il falò e le candele ai quattro angoli, e tutti intonano l'inno:
Io che sono morto, oggi sono di nuovo vivo.
Questo è il compleanno del Sole !
Questo è il giorno in cui nasce la vita, l'amore e le ali,
e dei grandi festeggiamenti gioiosi su tutta la Terra.
Siamo rinati, e vivremo di nuovo!
Il Sole Bambino, il Re nato in inverno!
Create un canto di potere, concentratevi sul risveglio di tutta la vita. Fate festa e divertitevi, l'ideale sarebbe sino all'alba. Prima di terminare, la Sacerdotessa dice:
Il Dio Oscuro è passato attraverso il cancello,
è rimnato per mezzo della Madre,
Assieme a lui, tutti noi siamo rinati! (…) “

(Starhawk – La Danza a Spirale)


OMAGGIO A PETER BOOM
(1936 - 2011)




Sono nero, giallo, bruno, meticcio, bianco albino.

Sono un ebreo, sono vecchio, malato, bambino.

Sono arabo, sono nato nel Sud, di un'altra religione, di nessuna religione.

Sono omosessuale, cieco e amo la natura.

Non so chi è mio padre, mia madre forse puttana.

Sono donna, sono povero, sono paria e andicappato.

La mia sedia a rotelle è questa società.

Sono un indiano, e sono meno di te e son strano, diverso.

La mia squadra di calcio non è la tua. Peccato.

Porto i capelli fuori moda e vestiti rattoppati.

Sono un animale, una pianta e rispetto la natura.

Sono tutto questo, sono la maggioranza!

E poi sono razzista, ma solo con i razzisti!

(Peter Boom)



23 dicembre 2013

23 dicembre: giornata dell'Orgoglio Massonico !!!

Siamo in pieno Solstizio d'Inverno o Festa della Luce (il Natale non è che una rievocazione cristiana di tale antica festività gnostica) e dunque.....



"Nella ricorrenza di San Giovanni Evangelista, uniamoci con tutti gli altri Massoni del mondo ! Sventolando un vessillo, mettendo una spilla o una cravatta, mostriamoci orgogliosamente Massoni ! In questo giorno onoreremo e ricorderemo tutti i Massoni e la Massoneria stessa ! Saremo la voce dei Fratelli che vivono oppressi da regimi tirannici e faremo loro sapere che non sono soli, adesso né mai".

Personalmente, come di consueto, estendo l'invito a tutti coloro i quali si sentono davvero Fratelli e Sorelle senza distinzione di sesso, colore politico, razza, credo religioso, orientamento sessuale...
Perché l'Umanità intera possa diventare un'Elite di Illuminati (non necessariamente con il grembiule).



20 dicembre 2013

"Racconti d'Eros e d'Amore" by Luca Bagatin

LA VITA E' SENZ'ALTRO MERAVIGLIOSA
surRenalità by Luca Bagatin

(del 26 marzo 2006)



La vita è senz'altro meravigliosa, scrive Ted Berrigan il quale asserisce peraltro che "Quando si è innamorati sempre ci si annoia". Poi, in un'altra sua poesia, il buon Ted, si mette a parlare di sesso...del fatto che si scoperebbe i suoi amici anche se non è omosessuale.
Adriano, acuto osservatore, afferma che Ted Berrigan "si fa di viaggi mentali".
Andrea G. Pinketts, invece, si fa di assenzio.
La vita è senz'altro meravigliosa anche in assenza dell'assenzio.
Quando sono innamorato solitamente mi annoio in quanto raramente sono corrisposto. Funziono di più, diciamo, con gli amori per corrispondenza.
Io sono uno che scrive ! Sono uno scrivano, io ! La vita è per me meravigliosa quando ricevo innumerevoli e quotidiane lettere di ammiratrici sconosciute (e forse bellissime...mah) da Stoccolma, Parigi, Atene...Malta.
Sono anche poliglotta, ve l'ho mai detto ? Poliglotta politicante amante del 6. Del 6 politico. Purtuttavia il numero che preferisco è il 69. Con o senza prefisso. Con o senza suffisso. Con o senza soffitto. Il tetto è aperto. Le tette della Vanda, invece, sonoo prorompenti. Prosopopeiche e, direi, financo O-NO-MA-TO-PEI-CHE. Sembra infatti che facciano BLOMP BLOMP nel mentre in cui la Vanda mi passa accanto.
La Vanda è la mia segretaria.
Sono uno scrivano e ho bisogno di una segretaria.
La Vanda mi piace e ne sono innamorato.
Ovviamente non sono corrisposto. Tuttavia, un giorno, le ho lasciato un biglietto anonimo sulla scrivania. Un biglietto di sola andata per la Vita.
La vita è senz'altro meravigliosa. La vita della Vanda è stretta. E' un vitino. Taglia 42 e 6a di seno. Seno, coseno e tangente. Di tangenti non ne ho mai prese ed in geometria sono sempre stato una schiappa.


FOSCO E NUTA
racconto by Luca Bagatin
(Pubblicato sulla fanzine "Officina" - ottobre 2002)




La ragazza che ho incontrato ieri era proprio carina. Nuta. Mi pare che si chiamasse così.
Ho davvero delle grosse amnesie sui nomi. Quando me li dicono me li dimentico subito.
I nomi. I volti no, e nemmeno i corpi.
Nuta era decisamente…superiore ad ogni mia facoltà immaginativa. Nel senso che…Ma poi perché sto sempre qui chiuso in camera a fantasticare…Il fatto è che, cazzo, faccio schifo !
Eppoi che ci vado a fare là fuori?
L’altra sera al bar mi ci ha portato l’unico amico che ho. Lo conosco dai tempi della scuola. Io non ci volevo andare fra tutta quella gente.
Chissà che avranno pensato di me poi ! “Ma guarda quello sfigato con gli occhialini da Archimede (quello dei fumetti)” “Saranno froci quei due ?” e finezze di questo genere. Ma che ci posso fare io se sono brutto e sfigato?
Eppoi è arrivata quella ragazza, Nuta, con i suoi lunghi capelli biondi e le sue labbra rosse come una rosa, con il suo profumo… Me l’ha presentata il mio amico. “Ciao io sono Nuta” (Nuda ? Avevo all’inizio capito io nella mia confusione ormonale. Macché nuda !)
“Ciao io sono Fosco” sono le uniche parole che mi sono uscite di bocca. Eppoi lei mi ha parlato di una certa Lidia che le aveva parlato di me…di meeee ?!? E chi è ‘sta Lidia ??? Ma se le uniche persone del “mio giro” (per così dire) sono il mio amico Alberto e sua sorella Grimilde !!!
A quel punto la mia ansia congenita mi ha impedito di risponderle e, dicendole che non mi sentivo niente bene mi sono fatto riaccompagnare a casa da Alberto. 
Tornando a casa siamo passati per la pedemontana, in quel tratto in cui dicono che ci sono gli “alberi dei desideri” in cui chiunque può appendere un messaggio….una cosa da ragazzini insomma. Ma domani voglio tornarci… eppoi sono anch’io un ragazzino nel cuore e ci voglio appendere un bel desiderio, un bel sogno, una bella utopia.
“Cara Nuta, di ragazze ne ho viste tante nella vita. Conosciute poche. In realtà non mi ha mai filato nessuna vista la mia imbranataggine e il mio fisico mingherlino. Tu potresti essere una delle tante ma … non so, da quando ti ho incontrata mi sono sentito riemergere e ho ricominciato a sperare. A sperare di poter conoscere una come te, che per uno come me sarebbe il massimo! Sarebbe come chiedere di avere in regalo dai propri genitori un viaggio per il Nepal di sola andata ! Sarebbe come…per un bambino avere in regalo montagne di gelati! Sarebbe…sarebbe troppo per me. E soprattutto per te. Ma nel senso negativo. Che te ne faresti della brutta copia di Woody Allen Vabbé ma avere un piccolo sogno nel cassetto non è mica reato, no ? E allora lo butto lì anch’io il mio sogno. Vorrei conoscerti e sposarti e fuggire insieme a te incontro al sole dell’avvenire che con i suoi caldi raggi brucia tutte le amarezze della vita. Con amore, Fosco.”
Ho appeso questo messaggio ad un albero. Accanto al mio ce n’era uno di Nuta.
“Caro Fosco, ti ho visto appena ma è come se ti conoscessi da sempre. Hai aperto una ferita che credevo non mi appartenesse più, così profonda da farmi rabbrividire. Eppure guardo i tuoi occhi, vita pura, il tuo volto che non smette di emozionarmi. Mi piacerebbe che si potesse dare un nuovo corso alle cose, agli eventi. So che non è possibile, sento il mio limite, mi sento fuori pista, non pronta, perdente. Rimango chiusa nel guscio di noce ascoltando la tua carezza lontana. Con amore, Nuta.”
Posso ricominciare a sperare. Possiamo ricominciare a sperare. Le nostre ferite possono finalmente chiudersi in un tenero abbraccio benedetto dal sole.



IL SAPORE DEGLI OCCHI
flusso d'incoscienza by Luca Bagatin
(del 18 ottobre 2006)




Tu lo accogli fra le tue labbra. S’insinua nella tua bocca vermiglia e la tua lingua, carezzandolo con piccole pennellate, lo scioglie pian piano. Io ti guardo, tu alzi lo sguardo. I nostri sensi visivi e tattili s’incrociano in un profondissimo abbraccio d’Amore. Ed io mi perdo nei tuoi occhi azzurri e nel morbido delle tue labbra che amorevolmente sciolgono il mio ardore. E’ possibile perdersi oltre l’orizzonte ? E’ possible giungere là ove infiniti spazi sembrano aprirsi ed improvvisamente richudersi ? E’ possible credere e crescere un’illusione all’interno di un collant marca Golden Lady ? Ricordi quel quadro ? Ci perdemmo in esso. Ricordi ? Ricordi i tuoi occhi ?  I tuoi occhi sono lo specchio riflesso di ciò che si perde all’interno di esso. Io temo i tuoi occhi. Io temo gli occhi. Io credo che gli occhi possan financo parlare. Oppure...soltanto amare.



16 dicembre 2013

Michele Boldrin e gli inutili accordi partitocratici e pseudo-liberali di Fare per Fermare il Declino


Francamente pensavo che quello di Michele Boldrin, ottimo economista che lo scorso anno peraltro intervistai a Pordenone, fosse un progetto interessante.

“Fare per Fermare il Declino”, quando ancora comprendeva Oscar Giannino e Luigi Zingales, sembrava, lo scorso anno almeno, un progetto serio, concreto, alternativo alla partitocrazia e non ideologico. Poi tutto andò in vacca, a causa dei suoi stessi dirigenti.

Ciò che accadde allora, forse, avrebbe dovuto insegnare qualche cosa. Ovvero che, quando ci si getta nella mischia partitico-politica, si finisce non solo per contarsi ma anche per doversi misurare con il proprio ego.

L'ego giocò a Giannino un brutto scherzo, a causa di sue dichiarazioni non rispondenti a verità relativamente al suo curriculum di studi.

La rincorsa alla candidatura alle elezioni europee del 2014, invece, rischia di giocare un brutto scherzo a Boldrin, attuale Presidente di “Fare per Fermare il Declino”, il quale ha traghettato il partito nell'ennesima astrusa alleanza partitocratica con ciò che rimane dei partitini pseudo-liberali della galassia politica nostrana.

Partitini che, in tutti questi anni – lo ricordiamo – sono transitati da destra a sinistra sino al centro, pur di rosicare qualche posto che, fortunatamente, non sono mai riusciti ad ottenere.

Michele Boldrin è economista troppo serio per scivolare in queste cose (ed imbarcare nel suo progetto il banchiere - già sodale di Monti - Corrado Passera, il sempreverde Stefano de Luca ed il democristiano Bruno Tabacci), che ricordano piuttosto le accozzaglie fra partitini da zerovirgola che hanno costellato gli ultimi vent'anni di pseudo-democrazia italiana.

Michele Boldrin predica benissimo, sia da economista che da ideologo, quando ad esempio parla di abolizione del diritto d'autore e/o di libertà economiche. Purtuttavia finirà, come molti politicanti nostrani, per essere dimenticato da tutti, come rischiano di essere dimenticati anche i suoi buoni propositi.

Solo qualche giorno fa, dal blog del movimento “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.blogspot.it) che ho fondato alla fine di maggio, gli proponevo di abbracciare la nostra causa: ovvero sostenere un progetto a-partitico, al di fuori dal Parlamento, per le libertà civili, economiche, sociali, sessuali, l'abolizione degli enti inutili e del diritto d'autore.

Ovvero un progetto serio, senza chiedere o pretendere finanziamenti né pubblici, né tantomeno privati. Un progetto oltre le ideologie e gli steccari partitici. Che miri ad un sistema politico che guardi piuttosto all'Agorà dell'Antica Grecia e non alla dittatura delle élite partitico-burocratico-clientelari dell'Italia di sempre.

Pur temendolo, ci auguriamo che Michele Boldrin (di cui abbiamo grande stima) - per citare una celebre frase tratta dall'”Opera da tre soldi” di Bertolt Brecht - non rimanga sordo all'appello del misero. Ed inverta, pertanto, la rotta di marcia.


Luca Bagatin



15 dicembre 2013

"Il sadismo dell'orrore" by Ladymarica

Questo racconto horror di Ladymarica ci è piaciuto davvero molto.
Sia per l'idea, sia per lo stile.
Nella sua crudezza nasconde, peraltro e tutto sommato, un fondo di umanità, con tratti d'ironia.
E' per questo che desideriamo ripubblicarlo qui ed offrirlo "in pasto" (è proprio il caso di dirlo !) ai nostri lettori.

L.B.



Il sadismo dell'orrore
by Ladymarica

La gola umana quanto poteva essere profonda? Sicuro scivolosa. Mi chiedevo se a un certo punto ci si scontrasse con tutte le parole che sentivo loro dire, sempre, continuamente, come se non ne potessero fare a meno.

Avevo sentito Nicolas vantarsi con gli amichetti di quanto gli piacesse la mia sofferenza. Bé, non proprio la mia. Per lui non era liberarsi di quegli esserini neri che avevano fatto nido nella sua casa, per lui era di più. Era sentirsi Dio, giocare da Dio, decidere se gli andava la vita o la morte a merenda. Poi c'era la paura, quella se la beveva insieme al pasto.
Ogni scarafaggio della mia famiglia caduto, per errore, distrazione o voglia di avventura, vicino ai suoi piedi viveva quella tragica esperienza. Quasi tutti alla fine morivano schiacciati, certo, qualcuno di morte veloce, qualcuno prima terrorizzato a dovere. Alcuni si salvavano pure. Era il massimo godimento di Nicolas, sono arrivata a pensare, il salvarne uno ogni tanto, il sapere di poter decidere non solo come ucciderli, ma persino di salvargli la vita: lui, il miracoloso, il misericordioso.
Quando uno dei miei cadeva nelle sue ore di noia, Nicolas si divertiva a inseguirli; o con l'ombra dei piedi o con bastoncini acuminati o con qualsiasi cosa avesse a portata di mano.
Ogni volta, per uno scarafaggio, vedere quel piede che si abbassava improvvisamente era “stare per morire”. E ogni volta era sopravvivere unicamente per rivivere quella perifrastica attiva un secondo dopo. Tanti secondi tutti appiccicati che parevano voler dimenticare la logica del tempo.
A me non dispiaceva, non sempre. Ma perché ero più vecchia dei miei compagni e sapevo come scappare. Mi piaceva sentirmi completamente senza speranza ogni tanto, ma poi riprendermela.
Mi faceva arrabbiare, mi disgustava, mi dava dolore essere umiliata da quel moccioso di 6, forse 7 anni, dovergli scappare, divertirlo con la mia angoscia, ma proprio per questo non potevo farne a meno.

Ci fu un momento in cui divenne troppo. Un giorno Nicolas catturò uno di noi, uno dei piccoli e, invece del classico gioco vita-morte, lo rinchiuse in un barattolo. Lo torturava regolarmente, per farlo muovere, per farsi divertire. Lo affamava, lo umiliava mostrandolo ai suoi amici. Di notte noi della tribù sentivamo piangere il piccolo scarafaggio. Immaginavamo la sua paura, la sua solitudine. Grida strazianti provenivano dal barattolo, grida irriconoscibili e non riconosciute dalle orecchie degli umani. Passarono due giorni, sentivo le grida indebolirsi sempre di più, il pianto diventare un lamento soffocato.
Lo affogò. Pochi giorni dopo, una domenica mattina. Assistemmo all'esecuzione da dietro una tenda. Nicolas iniziò con poche gocce. Il piccolo cercava di fuggire, si arrampicava ma subito le pareti lisce lo riportavano alla tortura. Non ho mai sentito un pianto così disperato e una risata così divertita nello stesso momento. Poi le gocce divennero cascate, finché il barattolo non fu quasi pieno.
Nicolas avvitò il tappo mettendo fine sia alla sua risata che al pianto dello scarafaggio.

Una sensazione di fastidio, di dolore profondo e sconfinato, di rabbia, di impotenza, di violenza mi arrivò dritta alla testa. Dovevo fargliela pagare, dovevamo.
Studiai un piano che avesse come unico scopo quello di far provare al ragazzino la stessa enorme paura, lo stesso enorme senso di umiliazione e di dolore che lui aveva fatto provare a noi.
Il piano era semplice, anche se suicida. Partimmo in massa, a tarda notte, verso la stanza da letto che Nicolas condivideva con la sorellina più piccola, una bionda creaturina, ingenua e perfettamente sacrificale, scivolando piano sul pavimento gelido, compatti e senza svegliare nemmeno i mobili del corridoio. Eravamo mille, forse di più, contavo la paura nelle file dei soldati. Arrivati in camera ci arrampicammo sul letto, piano, silenziosi. Insetti ovunque: tra le lenzuola, tra i capelli dell'ignara bambina, macchine nere che agli uomini sanno di conati di vomito. Vedevo la paura come se non fosse più solo un sentimento ma un'immagine.
Eravamo ben attenti a non sfiorarle la pelle per non allarmarla con il solletico delle nostre esili zampe. Poi un cenno, lieve mio fruscio. Mille, o forse più, scarafaggi si gettano sulla bocca addormentata della bambina. Unica massa nera in caduta libera. Scivolano tra le sue labbra, nella gola profonda. Vedo gli occhi di lei spalancarsi per il terrore, prova a gridare. Il suono si ferma sulla barriera degli insetti, ostruito, chiuso, inascoltabile. La bambina si agita, consuma l'ossigeno che le è rimasto con più fretta, il terrore la fa piangere.

Nicolas si sveglia, accende una luce e guarda l'orrore. Grida quasi immediatamente “mamma”. Prima che i genitori riescano a capacitarsi dell'urlo, la bambina soffoca, tra gli insetti che ha ingurgitato e quelli che schiaccia coi denti. Sente tutto lo schifo, fino in fondo. Soffoca nel suo stesso provare schifo.

Nicolas è impietrito, in lacrime. I genitori si muovono convulsi. Dicono cose, non li sento. Sento solo Nicolas che ora, finalmente, riesce ad ascoltare il pianto disperato del piccolo scarafaggio che ha torturato per giorni, ora improvvisamente gli pare di non poterlo sopportare e di volerlo risentire.
Io, persa in tutto quell'orrore, in quella disperazione, in quell'immondo, finalmente riesco a godere.




9 dicembre 2013

Ciao Riccardo !

Un anno fa si spegneva un fotografo, un artista, un talent scout, un libertario ed un politico spesso bistrattato dall'intellighenzia (in)culturale italica.
Vogliamo ricordarlo anche così, fra le sue eroine: Hula, Baby Pozzi, Moana e Cicciolina.

E vogliamo anche ricordare il suo intervento, alla prima conferenza stampa del Partito dell'Amore, nel 1992.


3 dicembre 2013

"Johannes delle Grandi Sabbie": un illuminante romanzo di Pier Carpi

Immaginate un mondo senza guerre, senza povertà, senza carestia, senza contrapposizioni fra religioni, ma anche senza autentica libertà, soggiogato da esseri alieni da oltre un secolo.

Questo lo scenario di “Johannes delle Grandi Sabbie” (Malipiero editore), il romanzo per ragazzi scritto da Pier Carpi nel 1979, di cui sono venuto in possesso tramite un amico, già collaboratore dello scrittore e che ne conserva la memoria storica e l'archivio in quel di Mantova.

Johannes è un ragazzo che vive la realtà sopra descritta, come se per lui fosse la normalità. Una normalità imposta dai Vis, appunto, gli esseri alieni che da un secolo hanno invaso il pianeta Terra.

Ma com'era la Terra prima dell'invasione dei Vis ?

Un pianeta ove la violenza, le guerre ed il potere dei governi soggiogava l'individuo. Un pianeta ove la scienza era al servizio del potere e non già dell'essere umano. Un pianeta ove, ad ogni modo, un forte movimento di giovani, di attivisti per la pace e per l'ambiente si stava costituendo e stava prendendo coscienza di sé. Un movimento contro i governi e contro la scienza al servizio del potere, per un nuovo umanesimo spirituale.

Purtuttavia accadde che la Terra fu invasa dai Vis. I quali portarono ordine al caos, abolirono la violenza gratuita, ma stabilirono che le guerre dovessero essere “programmate”. Si istituirono pertanto delle guerre organizzate in appositi Stadium, ove gli individui potevano scegliere liberamente di combattere fra loro per questa o quell'altra fazione.

I Vis inoltre, oltre ad aver reso la Luna completamente nera, abolirono il danaro, lo sostituirono con delle conchiglie che diedero in abbondanza a tutti i popoli della Terra. I Vis imposero alle grandi Religioni della Terra di abolire la sepoltura dei corpi ed imposero la cremazione, purtuttavia incontrando la disapprovazione di quasi tutte le Religioni. E, via via, i Vis vollero addirittura cancellare negli individui la stessa idea di Dio.

Ma chi era in realtà Johnannes, il giovane abitante delle Grandi Sabbie ? E chi era Magda, la ragazza che incontrerà nel suo cammino e gli farà prendere coscienza di sé e delle sue vere origini ?

Johannes non è un ragazzo di questa Terra, bensì è figlio del Resuscitatore e della Strega Dema, scacciata da tutti – sulla Terra - solamente in quanto aveva sul corpo una voglia di pipistrello.

Johannes, aiutato da Magda (anche nelle vesti de La Suprema-guerriera amazzone) e dall'uomo a cui Dema l'aveva affidato da bambino, ovvero il saggio Cornelius, riuscirà a comprendere che un mondo apparentemente perfetto, ma privo di libertà e di spiritualità, non è un mondo nel quale vale la pena vivere.

Per cui Johannes deciderà di combattere il potere dei Vis e scoprirà il vero volto di suo padre, il Resuscitatore, ovvero lo scienziato Aldous Ghermal, colui il quale si rivelerà essere il capo dei Vis, ovvero la mente di una grande cospirazione mondiale che aveva fatto credere agli uomini di essere soggiogati dagli alieni.

I Vis, in realtà, non erano altro che scienziati ribellatisi al potere dei governi mondiali e, attraverso la loro scienza, avevano deciso di creare un mondo perfetto, costruendo ad arte una finta invasione aliena. Aldous Ghermal, purtuttavia, si era pentito di quel progetto che, nei fatti, soggiogava l'umanità e la costringeva ad una nuova schiavitù. Per questo risvegliò in Johannes la sua coscienza e gli propose di scegliere: Johannes solo, quale ultimo vero erede dei Vis, aveva ora il potere di decidere se prolungare il dominio degli scienziati-Vis sulla Terra, oppure farla tornare alle origini.

Johannes, con saggezza, fece tornare la Luna di nuovo bianca ed i campi tornarono rigogliosi di grano. Il libero arbitrio era ripristinato.

“Johannes delle Grandi Dabbie”, opera minore di Pier Carpi, che pur con essa vinse il Premio Selezione Bancarellino del '79, più che un romanzo per ragazzi è un romanzo spirituale, filosofico, finanche religioso e politico. E' un romanzo alla ricerca dei nostri limiti, dei limiti umani e delle scelte che l'individuo si trova a compiere durante il suo cammino. Ovvero il mistero della vita. Una vita intrisa - prima di tutto - di spiritualità, della ricerca del Divino, ovunque Egli sia.


Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini