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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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3 maggio 2014

Massoneria e Chiesa cattolica. Un ricordo della figura di Padre Rosario F. Esposito

Massoneria e Chiesa cattolica. Due istituzioni apparentemente inconciliabili fra loro, ma perché mai ?

Entrambe, infatti, promuovono la fratellanza fra i popoli e l'eguaglianza di fronte a Dio. Solamente la prima – ovvero la Massoneria – Dio lo chiama Grande Architetto dell'Universo e non ha dogmi.

Purtuttavia tanto bastò perché, nel corso dei secoli, dal XVIII secolo sin quasi ai giorni nostri, i Papi cattolici la considerassero la Sinagoga di Satana e dessero ascolto a tutta la letteratura antimassonica prodotta: da quella dell'abate Barruel passando per Léo Taxil e poco importa se tale letteratura sia stata ampiamente sconfessata con prove documentate.

In Italia è Guglielmo Adilardi, giornalista e scrittore oltre che studioso di Massoneria, ad essersi prevalentemente occupato del fenomeno relativo ai rapporti fra Massoneria e Chiesa cattolica.

A lui va infatti il merito dei numerosi volumi dedicati a tale argomento, negli anni aggiornati.

L'ultimo saggio in merito è stato edito solo pochi giorni fa dall'Istituto di Studi Lino Salvini (www.istitutodistudilinosalvini.com), recante le prefazioni di Paolo Giuntini, presidente dell'Istituto e del prof. Aldo A. Mola, avente per titolo “Massoneria e Chiesa cattolica – Dalla Humanum genus (1884) al dialogo”.

Il saggio è breve, ma molto interessante perché – oltre a presentare la bolla papale che condannò per l'ennesima volta e con forza massoni e Massoneria, dal titolo “Humanum genus”, del 1884, emanata da Leone XIII e la risposta alla stessa del Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico ed Accettato degli Stati Uniti d'America Albert Pike, ricorda figure indimenticabili del mondo cattolico e massonico che - in particolare in Italia - intessero per la prima volta un franco dialogo ed una franca collaborazione reciproca.

Fra queste si ricorda il paolino Padre Rosario Francesco Esposito (1921 - 2007), il quale, dopo aver inizialmente scritto saggi sulla Massoneria tutt'altro che lusinghieri, proseguì gli studi in merito e comprese che, per essere buoni cattolici, occorrerebbe anche essere buoni massoni.

Padre Esposito comprese, in sostanza, che la fede in Cristo non era diversa rispetto alla fede nel Grande Architetto dell'Universo e che sia la Chiesa cattolica che la Massoneria promuovevano e promuovono i medesimi valori di fratellanza, di diffusione della cultura della pace, del dialogo, della tolleranza, dell'amore e delle beneficenza.

Fu ad ogni modo alla metà degli Anni '60 che la Massoneria del Grande Oriente d'Italia – per mezzo dell'allora Gran Maestro Giordano Gamberini, già vescovo valdese – ricercò il dialogo con le gerarchie cattoliche, le quali inviarono in “avanscoperta” Padre Rosario Esposito, Padre Giovanni Caprile, Padre Vincenzo Miano e Padre Franco Molinari. E fu nel 1969 che ci fu un primo ufficioso incontro fra prelati e massoni, ovvero fra Padre Rosario Esposito ed il Gran Maestro Gamberini e da allora nacque una vera e propria collaborazione fra il prete paolino e la Massoneria, che lo porterà a difendere la doppia appartenenza cattolica e massonica sino alla morte, nonostante il permanere della scomunica papale prima e, allorquando la scomunica sarà tolta da parte della Chiesa cattolica nei confronti dei massoni, comunque il permanere dello “stato di peccato grave”.

Ma quale “peccato” possono mai commettere i massoni che Padre Esposito definiva, affettuosamente, “lebbrosi miei compagni di ricovero” ?

L'unico peccato, forse, è una certa concorrenza spirituale, diciamo noi. Sia la Libera Muratoria che la Chiesa cattolica, perseguono l'universalismo. La prima, purtuttavia, non ha dogmi e non è unica, visto che esistono – nel mondo – numerose massonerie: cristiane, atee, mistiche... E nell'ambito della Massoneria è vietatissimo disquisire non solo di politica, ma anche di religione. E ciò per permettere al massone di seguire le proprie personali inclinazioni, senza alcuna imposizione.

La Chiesa cattolica, diversamente, pone spesso paletti invalicabili, forse un po' in contraddizione con la stessa concezione di libertà insegnata dal Cristo.

E proprio gli insegnamenti originari del Cristo hanno animato tutta la vita di Padre Rosario Esposito che, nel 2006, all'età di 85 anni, aderì alla Massoneria della Gran Loggia d'Italia degli ALAM – Obbedienza di Piazza del Gesù, con preghiera di un'iniziazione semplice. E fu così che l'allora Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Luigi Danesin lo nominò Maestro Libero Muratore Onorario, per quanto ciò costò al Padre paolino pesanti critiche da parte della Società San Paolo, per bocca del superiore generale don Silvio Sassi.

Oggi, invero, esistono numerosissimi casi non solo di cattolici massoni, ma anche di preti massoni. Recente è il caso del religioso francese Padre Pascal Vesin, massone del Grande Oriente di Francia.

Del resto, come ricordava una fra le più alte autorità massoniche mai esistite, ovvero il già citato Albert Pike, la Massoneria ha santi patroni cristiani, ovvero San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista ed i suoi rituali sono spesso allegorie della Bibbia, che è anche il libro sacro per eccellenza delle logge massoniche cristiane.

Eminenti studiosi cattolici lo sanno e lo sapevano, pur nell'ignoranza generale della gran parte dei Vescovi, specie italiani.

Come scrive Guglielmo Adilardi nelle conclusioni del suo saggio: "Finché la Chiesa cattolica manterrà un atteggiamento di avversità preconcetta, quale quello odierno, la gran massa del popolo italiano sarà sempre avversa alla massoneria".

E tale avversione non porta né porterà certamente nulla di buono per coloro i quali necessiteranno di accostarsi alla spiritualità, all'amore per Cristo e per l'Uomo.

Disse Padre Rosario Esporito (il quale peraltro considerava la Santa Messa un atto iniziatico), di fronte ai confratelli, prima di essere iniziato massone: "Carissimi Fratelli, ho partecipato a tante cerimonie dell'uno e dell'altro gruppo massonico italiano e sempre mi sono sentito profondamente commosso, ma questa mattina davanti ad una manifestazione così, come dire, corale, io sto ringraziando il Grande Architetto dell'Universo che non mi ha fatto commuovere fino al pianto. (...) Fratelli siete e Fratelli vi ho sempre considerato, anche quando ho dovuto sorbire il calice amaro dell'incomprensione, non da parte vostra, mai, ma da parte dei miei, perché io presentavo a loro una pozione non facile da assumere e bene o male, con maggiore o minore sforzo, ho sempre fatto accettare il mio diritto a chiamarvi Fratelli".

Ciò di cui parlava Padre Esposito era il senso di quella Fratellanza dell'Umanità senza distinzioni che dovrebbe essere alla base di tutte le fedi, di tutte le tendenze religiose e spirituali, senza preconcetti, senza steccati, in un mondo che voglia essere unito ed alla ricerca di una piena concordia fra i popoli. Sarebbe bene che tutti quanti se ne ricordassero più spesso.


Luca Bagatin (nella foto con l'ex Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Luigi Danesin)



7 agosto 2013

"Il settimo templare": un incontro fra Storia e Massoneria

Questa volta è la Newton Compton Editori a pubblicare in italiano il nuovo gustosissimo romanzo di Eric Giacometti e Jacques Ravenne, due fra i migliori autori di thriller a sfondo massonico ed esoterico che esistano al mondo.

“Il settimo templare” è infatti il quinto romanzo del duo francese pubblicato in Italia dopo “Il rituale dell'ombra”, “I Fratelli oscuri”, “La congiura Casanova” e “La setta del Kaos”. Il pubblico italiano si attendeva anche gli altri due libri di Giacometti e Ravenne, già pubblicati in Francia dalla Fleuve Noir (“Lux Tenebrae” e “Apocalypse”), ma probabilmente dovremo ancora attendere.La trilogia del commissario Antoine Marcas in Francia è diventata un vero culto, al punto che ne stanno anche realizzando un ottimo fumetto.Antoine Marcas, commissario di polizia francese del dipartimento Beni Culturali, è un massone dichiarato appartenente al Grande Oriente di Francia.
E' lui l'avventuroso protagonista dei romanzi di Giacometti (noto per aver condotto diverse inchieste giornalistiche sulla Massoneria) e Ravenne (Maestro massone di Rito Francese) che, attraverso la sua cultura esoterica, riuscirà a risolvere intricati enigmi.
Ne “Il settimo templare” Marcas si troverà a dover risolvere l'enigma relavito alla decapitazione del Fratello massone Jean Balmont, peraltro stranamente appartenente all'Ordine dei Gesuiti (da sempre in lotta contro la Massoneria) e fondatore della Loggia di derivazione templare Secreti Templum, composta da sette templari massoni legati alla Chiesa cattolica, i quali si dice custodiscano il segreto relativo alla vendetta dei Cavalieri Templari nei confronti di Re Filippo Il Bello e di Papa Clemente V, rei nel 1307, di aver fatto arrestare e condannare a morte i Cavalieri del Tempio per meri intrighi di potere e di ricchezza.
Che cosa si cela dietro al motto della Loggia Secreti Templum, ovvero “Sette Templari, tre porte, un'unica Verità” ?
Come mai il Vaticano ha assoldato dei pericolosi terroristi dell'Est allo scopo di conoscere il segreto di tale Loggia ?
Dove si trova il mitico tesoro che i Templari fuggiti alla persecuzione si dice siano riusciti ad occultare ?
Come sempre i romanzi di Giacometti e Ravenne sono scritti su due livelli narrativi: uno storico e l'altro ambientato ai giorni nostri. La terribile persecuzione ai danni dei Templari e la loro conseguente vendetta si mescolano agli avvenimenti odierni. Così come i rituali dei Templari che, secoli dopo, saranno mutuati dalle Logge massoniche, sono perfettamente descritti tanto quanto i rituali della moderna Massoneria.
Il lettore, dunque, più che in un romanzo qualsiasi, sembra di vivere la Storia. Una Storia che si tramanda – nel secretum – anche ai giorni nostri. La spiritualità templare e massonica contrapposta alla religione cattolica, fondata piuttosto sul potere e sulla ricchezza, piuttosto che su solide basi gnostiche e spirituali.
I romanzi di Giacometti e Ravenne si soffermano molto su che cos'è la Massoneria e sul suo ruolo storico e moderno. Per questo possono essere di assoluto interesse, sia per l'Iniziato che per il profano che di Massoneria ed esoterismo serio mastica poco o ne ha solo sentito lontanamente parlare.
Oggi, in particolare nei Paesi mediterranei quali Francia e Italia, i massoni sono spesso e anche a ragione, ritenuti anticlericali. Ma anticamente poteva dirsi così ? Si pensi che i massoni del XV secolo erano profondamente credenti in Cristo che si dice essere stato anch'egli un Libero Muratore. Fu poi l'ortodossìa cattolica a renderli anticericali, in quanto questa si discostò profondamente dal messaggio cristiano di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza che ancora oggi è alla base della moderna Massoneria .
Ne “Il settimo templare” vedremo come nel 1314 i Cavalieri Templari – per sfuggire all'Inquisizione cattolica - divennero muratori operativi e portarono nelle Logge le conoscenze provenienti da Oriente. E scopriremo come mai nella Chiesa di Saint-Merri, costruita a Parigi nel XVI secolo, sia ben visibile una statua raffigurante il Bafometto dei Templari, ovvero una sorta di “demone androgino”, che, secondo molti occultisti, potrebbe simboleggiare il “Padre della Conoscenza”.
Scopriremo anche il significato del grado massonico praticato nel Rito Scozzese Antico ed Accettato, ovvero il grado di Cavaliere Kadosh, simbolo della vendetta templare ai danni di Trono (potere statuale) ed altare (potere temporale), ovvero i due poteri che negarono da sempre le conoscenze gnostiche dell'Antichità portate avanti dai cosiddetti “eretici”, fossero questi Bogomili, Catari, Templari, Alchimisti o Liberi Muratori.
Antonie Marcas in quest'avventura si avvarrà inoltre della collaborazione di Gabrielle, una Sorella massona della Gran Loggia Femminile di Francia ed anche tale particolare elemento non può che essere di sicuro interesse per il lettore che desidera addentrarsi nella conoscenze delle Obbedienze massoniche femminili che, banché ritenute minoritarie, sono invece, sia in Francia che nella nostra Italia, molto attive.

Luca Bagatin



31 luglio 2013

PERCHE’ “PAPA” FRANCESCO CONTRO LA MASSONERIA ? SE SA PARLI ! di Aldo A. Mola

Riporto qui di seguito le riflessioni dell'amico fraterno Aldo A. Mola - storico di fama nonché Direttore del Centro per la Storia della Massoneria - a proposito delle recenti assurdità proferite dal Sig. Jorge Mario Bergoglio - proclamato papa dei cattolici con il nome di Papa Francesco - a proposito di presunte lobbies gay e massoniche.

Il Sig. Bergoglio dovrebbe piuttosto prendersela con una ed una sola lobby, potentissima e dannosissima da secoli, ovvero la lobby Vaticana.

La verità, ad ogni modo, presto o tardi si farà strada.

L.B.




PERCHE’ “PAPA” FRANCESCO CONTRO LA MASSONERIA? SE SA PARLI!

di Aldo A. Mola

Da Pio XII al 29 luglio 2013, nessun papa aveva più nominato la Massoneria in alcun documento della Chiesa cattolica. L’attuale vescovo di Roma, Francesco (Bergoglio) S.J., che non tiene al titolo di papa, dichiara che non “condanna” gli omosessuali in cerca della Chiesa cattolica ma la (o le?) loro (quali?) lobbies; e, per chissà quale strana associazione di pregiudizi, deplora altre lobbies, inclusi i massoni. A quali fatti documentati si riferisce? Se sa parli! Anzi, si rivolga ai tribunali competenti. Oppure eviti condanne generiche, fonite di ben note discriminazioni e persecuzioni.

V’è da domandarsi quali letture il vescovo di Roma abbia fatto sulla Massoneria, oltre ai romanzi di Antonio Bresciani, e quali ubbie conservi al riguardo. Auspichiamo che in cartella, accanto al rasoio (attrezzo pericoloso e minace) il vescovo di Roma metta anche uno specchietto per vedervi riflesse altre lobbies e la memoria delle sofferenze che uomini liberi e di buoni costumi hanno vissuto solo perché aggregati in un Ordine, la massoneria, un umanesimo filantropico ed educante che, pur tra errori e discontinuità, affratella al di là di ogni discrimine: di etnia, ideologie, lingua e religione. Non v’è motivo di farsi trascinare da una provocazione, forse non occasionale, forse strumentale. Gli uomini liberi guardano con indulgenza decine di vescovi che si sbracciano in inni e canti; sanno di dover tutelare il diritto di non associarsi al coro, la libertà di tenersi lontani dalle piazze, teatri di fanatismo; e continuano a percorrere la via maestra della razionalità. In silenzio operoso.

Aldo A. Mola
Direttore del Centro per la Storia della Massoneria



14 dicembre 2012

E' uscito "Universo Massonico": compendio di Massoneria ed Esoterismo di Luca Bagatin con prefazione del Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM prof. Luigi Pruneti



E' finalmente uscito il  volume "Universo Massonico" (Bastogi editrice), che raccoglie gran parte degli articoli che ho pubblicato, dal 2005 ad oggi, in riviste specializzate esoteriche e soprattutto su questo blog.
Questo mio primo (e forse ultimo, chissà) libro sulla Massoneria, consta peraltro di una bellissima ed approfondita prefazione del Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM prof Luigi Pruneti.
"Universo Massonico" percorre e ripercorre le origini della Massoneria, trattando poi del significato dell'Iniziazione, del simbolismo massonico ed esoterico; dei simboli massonici ed esoterici disseminati nella letteratura ed in alcune opere musicali contemporanee, arrivando sino al falso scandalo P2 ed alla nefasta inchiesta Cordova, sfatandone e demolendone tutti gli aspetti complottistici, che ancora oggi girano nei mass media deformatori ed in rete.

Un'importante sezione raccoglie le biografie di Grandi Iniziati e massoni, restituendo loro lo spazio e l'importanza che meritano nel panorama spirituale, quali Cagliostro, Madame Blavatsky, Albert Pike, Ernesto Nathan, Saverio Fera, Giovanni Ghinazzi, Giordano Gamberini e Lino Salvini.
La parte finale comprende interviste che ho realizzato ad esperti del settore quali Nathan Gelb, autore di trhiller massonici di livello internazionale; Aldo A. Mola, massimo storico della massoneria in italia; Francesca Vigni, autrice dell'unico libro sulle donne e la massoneria; il prof. Luigi Pruneti, Gran Maestro della GLDI e la Gran Maestra della Gran Loggia Massonica Tradizionale Femminile d'Italia Gabriella Bagnolesi.

Per ricevere il volume direttamente a casa (15 euro la copia) si può effettuare il pagamento alle seguenti coordinate, intestando il tutto a BASTOGI EDITRICE ITALIANA (specificando, nella causale "RICHIESTA DEL VOLUME "UNIVERSO MASSONICO" DI LUCA BAGATIN):

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Appena effettuato è IMPORTANTE, per evitare ritardi o disguidi, che inviate copia della ricevuta del pagamento al numero di fax 0881/728119 oppure all'indirizzo mail bastogi@tiscali.it
Per eventuali contatti con il sottoscritto, potete scrivermi all'indirizzo mail burroughs279@yahoo.it



7 novembre 2012

Donne e Massoneria: intervista esclusiva alla Gran Maestra Gabriella Bagnolesi

Donne e Massoneria.
Può una donna entrare in Massoneria al giorno d'oggi ?
Certamente sì.
A riprova le stesse dichiarazioni che rilasciò il prof. Aldo A. Mola, massimo storico della Massoneria in Italia, al sottoscritto, in un'intervista dell'anno scorso: “Non è mai stata fornita una motivazione chiara dell’esclusione delle femmine dall’accettazione in loggia, né quindi si comprende per quale motivo la Massoneria debba ancora attenersi a tale vincolo. La Massoneria non conosce dogmi; le sue norme possono essere modificate. Le Costituzioni di Anderson sono documento di un’epoca, ma come tutte le leggi umane sono soggette alle decisioni sovrane di quanti le hanno accettate e che, nella loro sovranità di persone libere, possono modificarle. La Massoneria non si fonda su una Rivelazione ma su una Convenzione, su Regole deliberate e condivise sino a quando non se ne decida la modifica”.
Pensiamo, peraltro, che il primo a pretendere l'Iniziazione femminile, in Italia, fu il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia Giuseppe Garibaldi, poi seguito, decenni dopo, da Ernesto Nathan.
Ma nel Grande Oriente d'Italia di oggi, purtroppo, le donne non possono entrare. Diversa, invece, la questione nella Gran Loggia d'Italia degli ALAM, rappresentate ufficiale della Massoneria Liberale e Adogmatica del Belpaese.
Stupisce, peraltro, che in Italia oggi esista un solo libro che tratti diffusamente della questione donne e Massoneria, scritto dalla prof.ssa Francesca Vigni, che già intervistammo qualche anno fa e dal titolo, appunto, "Donne e Massoneria in Italia", edito da Bastogi.
Nel nostro Paese, ad ogni modo, vi sono Obbedienze massoniche esclusivamente femminili quali, ad esempio, la Gran Loggia Massonica Femminile d'Italia, fondata nel 1990 a Roma, che deriva da una scissione dell'Obbedienza femminile fondata da Marisa Bettoia e di cui è Gran Maestra l'attrice Franca Bettoia, già moglie del compianto attore Ugo Tognazzi. La Gran Loggia Massonica Femminile d'Italia è riconosciuta non solo all'estero, ma anche dalla stessa Gran Loggia d'Italia degli ALAM.
La Gran Loggia Massonica Femminile d'Italia dispone peraltro di un utile sito web, nel quale è possibile approfondirne la storia, i principi e contattare le varie Logge presenti nel Paese: www.granloggiafemminile.it. Abbiamo il piacere e l'onore di intervistare qui la Gran Maestra, Gabriella Bagnolesi.

Luca Bagatin: Dunque, parlare di Massoneria, in questo nostro Paese bigotto e poco informato (sarebbe il caso di dire, molto "deformato") è sempre difficile. Come mai, secondo te ?

Gabriella Bagnolesi: Credo che si tratti di una concomitanza di diversi fattori, la Chiesa, il periodo fascista che oscurò totalmente la Massoneria, fino a distruggere importanti documenti storici, gli attacchi gratuiti dei media che si sono ripetuti negli anni. Anche la tradizione di riservatezza della Massoneria che spesso viene (volutamente) scambiata per segretezza...e in fine il fatto che per molti “quello che non si riesce a capire, meglio combatterlo”.


Luca Bagatin: Perché, a tuo parere esistono ancora oggi Obbedienze massoniche - e non solo in Italia - che inibiscono il loro accesso alle donne ? E' vero, come sostengono alcuni esoteristi, che taluni rituali sono stati scritti e predisposti unicamente per essere praticati da persone di genere maschile ?

Gabriella Bagnolesi: Non mi permetto di mettere in discussione la tradizione e le scelte delle Obbedienze che non ammettono le Donne, quello su cui, ovviamente, non concordo è il mancato riconoscimento per la Donna al diritto alla iniziazione. Accetto e condivido la scelta di molte Obbedienze che hanno deciso per percorsi separati fra Uomini e Donne, ma non accetto che, con il pretesto di quanto riportato nelle Costituzioni di Anderson, documento scritto in tempi storici, sociali e politici molto diversi, si possa negare il diritto che ogni essere umano ha all’iniziazione.


Luca Bagatin: Un'Obbedienza tutta al femminile, quella da te magistralmente guidata. Come mai questa scelta ? Voglio dire, qual è la differenza fra l'operare in un'Obbedienza mista ed una unicamente femminile ?

Gabriella Bagnolesi: Io sostengo che Massoni si nasce, alcuni hanno poi la possibilità di entrare in una Obbedienza e proseguire il proprio percorso interiore individuale condividendolo con suoi simili. Io non ho scelto una Obbedienza Femminile, ho incontrato, nel lontano 1978 persone appartenenti ad una Obbedienza Femminile e da qui ho iniziato e proseguito il mio percorso. Se fossi entrata in contatto con Sorelle o Fratelli di una Obbedienza Mista chi sa? La mia lunga esperienza di Massoneria mi porta comunque a credere che sia giusto fare percorsi separati, perché gli uomini hanno già fatto un lungo percorso in Massoneria, le Donne no, non sarebbe giusto che si trovassero a ripercorrere un percorso tracciato da altri. Ma posso affermare che la condivisione è una bellissima esperienza.


Luca Bagatin: Permettimi questa piccola provocazione, ma non si rischia, come avviene nel GOI, di discriminare qualcuno, al contrario, in base al sesso ?

Gabriella Bagnolesi: La nostra Obbedienza non accetta uomini, ma riconosciamo i Fratelli, li riceviamo ai nostri lavori senza nessuna discriminazione di sesso.


Luca Bagatin: Siete un'Obbedienza in crescita nel numero delle iscritte, ma ancora non siete molto visibili all'esterno, nonostante il vostro ottimo sito web. E' una precisa scelta, oppure vi troveremo presto in prima fila, anche nell'organizzazione di convegni pubblici, come fanno le maggiori Obbedienze italiane ?

Gabriella Bagnolesi: In molte occasioni abbiamo organizzato convegni, che magari hanno avuto meno visibilità e risonanza di quelli maschili, ma che hanno avuto comunque un notevole riscontro. Proprio il 13 ottobre scorso abbiamo presentato a Firenze il Centro Studi sulla Massoneria, interamente pensato e voluto dalla nostra Obbedienza, io ne sono la Presidente, la Dottoressa Stefania Pavan la Direttrice Responsabile. Alla presentazione erano presenti le scrittrici Irene Mainguy e la Dottoressa Anna Maria Isastia della Università La Sapienza di Roma. Ci siamo prefisse obiettivi importanti.


Luca Bagatin: Come mai, a tuo parere, la questione delle Donne in Massoneria, in Italia, è sottovalutata al punto che esiste un solo libro che ne parla ?

Gabriella Bagnolesi: Forse perché la storia della Massoneria Femminile è ancora troppo recente, ma stiamo raccogliendo molto materiale e credo che presto potremo avere una altro importante documento sulla storia della Massoneria Femminile in Italia.


Luca Bagatin: Quale a tuo giudizio, il futuro della Massoneria italiana ed in particolare di quella femminile ? Il Grande Oriente d'Italia, unica grande Obbedienza a non volere le donne al suo interno, comprenderà che la strada che sta adottando è piuttosto discriminatoria e poco iniziatica ?

Gabriella Bagnolesi: La Massoneria continuerà il proprio cammino in Italia e nel mondo perché rappresenta una risposta importante alle necessità dell’animo umano, soprattutto in un momento storico come quello attuale nel quale i valori morali non hanno più grande importanza. Io vorrei che fra le grandi Obbedienze presenti in Italia fosse possibile la creazione di una federazione di Obbedienze come già esiste in Francia e il Belgio, ogni Obbedienza libera nella propria specificità, ma con percorsi paralleli e fini comuni. La posizione del GOI dipende da motivazioni storiche e da scelte “politiche” di cui non conosco i meccanismi e non mi permetterei mai di giudicare, credo però che il GOI non potrà, in eterno, mantenere la propria posizione nel non riconoscere alle Donne il diritto alla iniziazione, al dì là del fatto di rimanere Obbedienza maschile. Dovrà riconoscere le Donne, riceverle come Sorelle, cosa che molti Fratelli del GOI già fanno.

Luca Bagatin



26 agosto 2012

Emanuel Swedenborg nell'opera musicale di Fabio Mengozzi: spiritualità in musica



Emanuel Swedenborg (1688 – 1772), importante figura del panorama scientifico, filosofico e mistico-spirituale svedese, visse alla corte di re Carlo XII di Svezia di cui divenne anche consulente per le applicazioni militari (pensate che suo è il primo prototipo dell'attuale Hovercraft in uso dalla marina militare).

Swedenborg, come ricorda Lino Sacchi nella sua raccolta di biografie di massoni famosi edita dalle Edizioni Età dell'Acquario, fu massone di Rito Scozzese Antico ed Accettato e, ben presto, sarà conosciuto in tutto l'universo spirituale del XVIII secolo per le sue doti di chiaroveggenza e la sua capacità di sperimentare particolari stati di coscienza molto simili al samadhi della tradizione vedica, con visioni, capacità di preveggenza e medianiche (in particolare legate alla possibilità di comunicare con gli Angeli).

Fu così che elaborò una particolare tecnica di meditazione legata alle varie parti del corpo, molto simile a quella praticata dagli Yogin Himalayani e, tali meditazioni, lo porteranno ad elaborare uno specifico rituale massonico denominato tutt'oggi Rito di Swedenborg o Rito Svedese, diffuso e praticato in Islanda e nei Paesi Scandinavi.

Agli studi ed agli scritti di Swedenborg (oggi disponibili, in Italia, per le Edizioni Mediterranee “Cielo e Inferno” e “Conversazioni con gli Angeli”, volumi che racchiudono la descrizione pressoché completa ed esaustiva delle sue visioni medianiche) si ispirarono numerosissimi intellettuali e studiosi, fra cui lo psicanalista Carl Gustav Jung che nel mistico svedese vide un precursore della psicanalisi, l'insigne filosofo Immanuel Kant, lo scrittore Goethe e – in tempi più recenti – il poeta Jeorge Luis Borges.

A Swdenborg, alcuni anni fa, si è ispirato anche lo scrittore friulano Carlo Sgorlon che, per Mondadori, ha dato alle stampe il romanzo filosofico "Il circolo Swedenborg" e persino l'ambiente musicale è rimasto toccato dall'opera swedenborghana al punto che, un giovane compositore, pianista e direttore d'orchestra quale è l'astigiano Fabio Mengozzi, che mi ha di recente contattato, ha realizzato un brano ove ha applicato la cosiddetta "Dottrina delle Corrispondenze" di Swedenborg.

Tale "Dottrina" è descritta nell'opera "Arcana Coelestia", scritta poco prima del 1750 dal mistico svedese. Essa intende mettere, appunto, in corrispondenza il mondo materiale con quello spirituale. Ogni nostra scelta terrena, infatti, è legata e corrispondente a ciò che ci accadrà quando saremo defunti. I nostro pensieri e le nostre azioni terrene, dunque, sceglieranno se ci collocheremo in quello che Swedenborg definisce "Cielo", oppure nell'"Inferno". Ciò ricorderà a molti la dottrina vedica del karma, non a caso.

Ebbene, Fabio Mengozzi, classe 1980, diplomatosi in pianoforte all'età di 19 anni al Conservatorio di Torino - presentandosi da privatista - avvaldendosi delle relazioni matematiche fra le note, ovvero dei procedimenti numerici cari a Pitagora per trasformare i numeri in musica, ha realizzato - ispirandosi alla mistica swedenborgiana - "Dieci frammenti celesti", una composizione fatta di sonorità inedite e mistiche (ascoltabile su youtube), realizzata, oltre che con il pianoforte, anche con bulloni, viti, gomma e cartone, secondo il metodo ideato dal compositore John Cage.

Fabio Mengozzi mi ha confessato che per lui "il Numero và colto per il suo significato qualitativo oltre che quantitativo". Ed esso è inevitabilmente necessario nelle composizioni musicali, in particolare se si rifanno alla Tradizione.

Il musicista, per Fabio Mengozzi, è, infatti, una sorta di alchimista che mette Ordine al Caos, poiché "Tutto è stato creato nel numero, nel peso e nella misura".

Ed è in base a tale ricerca mistica per mezzo della musica che Fabio Mengozzi si è avvalso, per realizzare la sua musica swedenborgiana, della cosiddetta Successione di Fibonacci, che è connessa con la Sezione Aurea (o Proporzione Divina) che conoscevano molto bene i matematici dell'Antica Grecia e dell'Antico Egitto, oltre che i mistici, i Sufi ed i Costruttori delle Cattedrali...antichi progenitori degli attuali Liberi Mutartori.

L'opera di Mengozzi, ancora purtroppo poco conosciuta, in particolare in Italia, lo ha ad ogni modo messo in contatto con la Swedenborg Scientific Association, che, in Pennsylvania si occupa di divulgare ed approfondire il pensiero filosofico di Emmanuel Swedenborg, nonché gli ha permesso di presentare il brano "Dieci frammenti celesti", in prima assoluta, presso la prestigiosa Winchester Modern Gallery di Victoria, in Canada.

Penso ci sia molto da imparare attraverso l'opera di Fabio Mengozzi.

Innanzitutto permette di comprendere, anche ai ricercatori dello Spirito più navigati, quante applicazioni possa avere la Sezione Aurea e quanto determinati Rituali, anche massonici, siano tutt'altro che inventati o slegati dalla realtà materiale e mistica nella quale viviamo ed alla quale possiamo attingere anche per mezzo dei suoni e della musica. Oltre che della meditazione.

In secondo luogo richiama alla mente l'opera di Swedenborg che fu forse il primo, in Occidente, ad approfondire la tradizione Vedica ed Indù e ad introdurla pesino nel mondo massonico, con perfezione scientifica, senza voli pindarici o ciarlatanerie tipiche dei tanti pseudo-mistici e pseudo-alchimisti di ieri e di oggi.

In terzo luogo, l'opera di Mengozzi, apre le porta ad una riflessione più ampia nel panorama musicale, che non è solo o tanto legato al gusto personale, all'"avere orecchio", come si diceva un tempo. La musica è, come la scrittura, perfezione e responsabilità e, dunque, in particolare se vuole essere efficace a livello "sottile", a livello spirituale, deve contenere le giuste proporzioni, così come è accaduto per la costruzione degli Antichi Templi come quello di Salomone, il Santuario di Asclepio, le Piramidi egizie, le Cattedrali gotiche.

Questo, gli Antichi, lo sapevano bene e questo è il lavoro delle moderne Confraternite spirituali di oggi e di sempre. Mantenere vivo il fuoco della Gnosi, della Conoscenza, in un mondo ove la materialità rischia di offuscare e controllare le menti, svuotandole di ogni intrinseca intelligenza.


Luca Bagatin



3 agosto 2012

"Massoneria": un nuovo saggio riassuntivo sull'argomento del prof. Aldo A. Mola


La Massoneria è, per molti, indice di mistero, per altri di segretezza, per altri ancora addirittura di nefandezze.
Nulla di più sbagliato e, ancora una volta, a chiarirlo ai lettori italiani, è il prof. Aldo Alessandro Mola, medaglia d'oro per la Cultura, la cui "Storia della Massoneria Italiana" (Bompiani), è giunta ormai all'VIII edizione.
Con l'agile volumetto "Massoneria", edito da neanche un mese da Giunti nella collana Storia Poket, il Mola riassume, anche per il lettore più frettoloso, che cos'è e che cosa non è la Massoneria.
Da fine studioso dell'epopea risorgimentale italiana qual è il prof. Mola, egli ricorda la pubblicazione, nel 1908, del bellissimo "Libro del massone italiano" di Ulisse Bacci, direttore della Rivista Massonica del Grande Oriente d'Italia. Libro che, in Italia, per la prima volta, spiegava tutti i "segreti e misteri" della Massoneria.
Scartando origini fantastiche e mitologiche, il Bacci, raccontò, senza fronzoli, le autentiche origini gnostiche ed esoteriche della Massoneria, partendo dallo Zoroastrismo, il Brahamanesimo, il culto di Iside, i Misteri Eleusini, Pitagora, le sette druidiche, i Templari, sino a giungere ai Rosacroce.
L'opera del Bacci, inoltre, per la prima volta, riportava i rituali massonici che, evidentemente, nulla avevano del satanismo di cui erano tacciati dalla Chiesa cattolica e da ex massoni farlocchi come Léo Taxil.
La Massoneria, come ricorda il Mola, ufficialmente nacque il 24 giugno 1717, a Londra e, via via, si diffonderà, nel corso del '700, in tutta Europa e, con grande successo, anche nelle Americhe.
La prima Loggia massonica italiana fu installata a Firenze nel 1730 e, purtroppo, sarà proprio l'Italia a conoscere le uniche vittime della persecuzione antimassonica, operata in particolar modo dalla Chiesa cattolica. Tommaso Crudeli e Alessandro Cagliostro saranno infatti barbaramente torturati ed incarcerati con un'unica accusa: quella di essere massoni.
Invero, la Massoneria, non essendo una religione, non avrebbe mai potuto porsi in competizione con alcuna Chiesa, purtuttavia, nonostante ciò, per molti anni, la scomunica papale si abbattè sul capo dei massoni cattolici e tutt'oggi, putroppo, la ferita non è ancora sanata.
La Massoneria, considerata "eretica" persino nel periodo della Rivoluzione francese, conoscerà un vero splendore durante il periodo napoleonico, il quale, peraltro, sarà all'origine dell'idea di unificazione nazionale italiana.
Aldo A. Mola, infatti, racconta come i primi patrioti italiani, massoni a loro volta, quali Gian Domenico Romagnosi e Francesco Saverio Salfi, preconizzarono l'unificazione nazionale in nome della Roma pagana degli antichi, contrapposta alla Roma bigotta dei papi.
La Massoneria ed il Risorgimento, troveranno ad ogni modo in Giuseppe Garibaldi, nominato Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, il più grande simbolo di libertà sino al punto che, Garibaldi, fu il primo Gran Maestro a volere l'entrata delle donne nelle Logge massoniche, cosa ancora oggi tristemente vietata nel GOI (ma ammessa nella Gran Loggia d'Italia degli ALAM).
Una volta ottenuta l'unificazione nazionale, finalmente, la Massoneria riuscì non solo ad ottenere quel respiro che le era mancato per troppo tempo, ma persino a proporre le sue idee in seno al Governo ed al Parlamento, in quanto molti dei suoi rappresentanti erano eminenti massoni. E non certo di idee turpi trattavasi, bensì di riforme come quella dell'istruzione elementare laica e gratuita per tutti, l'assistenza sociale per i meno abbienti e la creazione della Direzione generale per la sanità.
Non mancarono polemiche anticlericali in seno all'istituzione massonica, ciò che portò il Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese Antico ed Accettato Saverio Fera, nel 1908, a staccarsi dal Grande Oriente d'Italia per fondare la Serenissima Gran Loggia d'Italia, su posizioni liberali ed aperte a qualsiasi orientamento religioso, senza alcuna polemica con la Chiesa cattolica.
Un ampio capitolo del saggio "Massoneria" di Aldo A. Mola è dedicato, giustamente, all'Antimassoneria e, dunque, a tutte le persecuzioni che i massoni dovettero subire dalla creazione delle prime Logge sino ai giorni nostri, allorquando fu montato ad arte il falso scandalo P2, ove peraltro tutti i suoi componenti saranno assolti, con sentenze definitive della Corte di Assise di Roma del 1994 e del 1996. Per non parlare poi, dall'inchiesta antimassonica del giudice Agostino Cordova, anch'essa finita con assoluzioni piene, ma che costò la gogna mediatica per i massoni ingiustamente coinvolti ed accusati.
Mi si deve consentire un ringraziamento particolare al prof. Aldo A. Mola, per avermi fatto dono di questo suo ultimo lavoro che ho qui brevemente recensito ed in particolare per la toccante dedica che ha voluto farmi e che non scorderò mai: "A Luca Bagatin, che ama la ricerca e non teme la verità né il dubbio. Con fraterna amicizia. Aldo A Mola".

Luca Bagatin



10 luglio 2012

Tra squadra e compasso - Cento anni della Gran Loggia d'Italia


La Gran Loggia d'Italia degli ALAM, una fra le più grandi ed antiche Obbedienze massoniche italiane, ha compiuto oltre cent'anni.
Nata nel 1910 ad opera del pastore protestante Saverio Fera, garibaldino e Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro del Rito Scozzese Antico ed Accettato, è, oggi, l'unica Obbedienza massonica liberale e adogmatica del nostro Paese.
Essa, oltre ad accettare liberamente le donne al suo interno, non riconosce la Gran Loggia Unita d'Inghilterra, vero e proprio club elitario. Inoltre, da moltissimi anni, anche grazie all'intervento del compianto Padre Rosario Esposito (nominato Maestro Onorario dell'Obbedienza), ha avviato un costruttivo dialogo con La Chiesa cattolica e tutte le altre fedi religiose.
Arnaldo Francia, medico chirurgo e docente di Radiologia all'Università di Torino, nonchè membro effettivo del Supremo Consiglio del Rito Scozzese della Gran Loggia d'Italia, ha dato recentissimamente alle stampe per la casa editrice Tipheret, un ottimo saggio dal titolo "Tra squadra e compasso - Cento anni della Gran Loggia d'Italia".
In esso, l'autore, ripercorre le tappe della nascita della GLDI, sorta dalla scissione dell'allora Grande Oriente d'Italia.
Le cause di tale scissione sono da ravvisarsi, inizialmente, nell'elezione illegale di Achille Ballori a Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese, denunciata da Saverio Fera, allora membro del Supremo Consiglio del Rito Scozzese. La seconda motivazione è da ravvisarsi nell'emendamento alla Camera dei Deputati che presentò il deputato Moschini, massone, al fine di vietare l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole del Regno d'Italia, così come voluto anche dall'allora Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia Ettore Ferrari.
In nome della libertà di culto, Saverio Fera ed i Fratelli massoni a lui fedeli, si ribellarono. Così come si ribellarono all'avanzare dell'ateismo nella Massoneria italiana, propugnato dall'allora Gran Maestro del GOI.
Fu così che, nel 1910, nacque la Serenissima Gran Loggia d'Italia di Rito Scozzese Antico ed Accettato ed alla quale furono successivamente iniziate eminenti personalità fra le quali Gabriele D'Annunzio ed il Principe Antonio de Curtis, in arte Totò.
Poichè la Serenissima Gran Loggia d'Italia era allora l'unica Obbedienza massonica totalmente apolitica, essa ricevette immediatamente, numerosi attestati di riconoscimento e di regolarità da parte delle maggiori Obbedienze massoniche del mondo, particolarmente dagli Stati Uniti d'America, potenza massonica per eccellenza.
Alla Gran Maestranza di Saverio Fera successe Raoul Vittorio Palermi, sul quale furono scritte e diffuse - da parte dei detrattori della Gran Loggia d'Italia -  le cose peggiori, pur totalmente infondate (come l'accusa di collusione con il regime mussoliniano).
Palermi, nel 1925, fu costretto a sciogliere le Logge in quanto il Fascismo vietò la Massoneria su tutto il territorio nazionale ed i fascisti ne bruciarono le sedi, perseguitando i massoni.
Fu lo stesso Palermi che tentò di ricostruire la Massoneria di Rito Scozzese trasformandola in un'istituzione di cultura e beneficienza, intestandola a San Giovanni di Scozia, ma anche questo tentativo fu soppresso dai fascisti.
La ricostruzione della Gran Loggia d'Italia di Piazza del Gesù, avvenne a guerra finita ed in particolare grazie al Gran Maestro Giovanni Ghinazzi, che pur dovette subire una nuova micro scissione in seno all'Obbedienza (i cui membri in pochi anni finiranno nelle file del Grande Oriente d'Italia).
Al Generale Ghinazzi va il merito di aver aperto i Templi massonici alle donne e di aver avviato un dialogo con le maggiori Obbedienze massoniche del mondo, anche per mezzo degli organismi internazionali CLIPSAS e CATENA.
Il saggio di Arnaldo Francia prosegue tratteggiando gli anni più recenti della storia della GLDI, ovvero quelli della Gran Maestranza di Luigi Danesin, il quale contribuì a completare l'opera di restauro di Palazzo Vitelleschi, attuale sede dell'Obbedienza, e quella dell'attuale Gran Maestro Luigi Pruneti, saggista e scrittore, che ha contribuito a far conoscere la Massoneria della GLDI anche all'esterno dei Templi (al punto che, proprio oggi, 10 luglio 2012, sarà inaugurato un Museo massonico all'interno della sede romana dell'Obbedienza, aperto al pubblico).
Il saggio di Francia è impreziosito da piccole biografia degli ex Gran Maestri Giovanni Ghinazzi e Mario Bogliolo ed inoltre un ampio capitolo è dedicato alla storia della rivista massonica piemontese "Delta" (Bastogi edizioni), la quale è, sin dagli anni '70 del secolo scorso, una vera e propria pietra miliare in ambito esoterico.
Chi scrive, pur non essendo piemontese, deve proprio a "Delta" (la cui cara amica Barbara de Munari è ottima direttrice) il primo contatto con il mondo culturale ed intellettuale della Gran Loggia d'Italia degli ALAM, alla quale auguriamo ben oltre mille anni di rinnovati successi.

Luca Bagatin (nella foto con il S.G.C.G.M. della Gran Loggia d'Italia prof Luigi Pruneti, presso la Sala del Tempio dell'Obbedienza di Palazzo Vitelleschi)



9 luglio 2012

"Novità storiche nel museo della Gran Loggia d'Italia" di Aldo A. Mola

NOVITA’STORICHE NEL MUSEO DELLA GRAN LOGGIA D’ITALIA

di Aldo A. Mola

Nella foto, a sinistra, il Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia prof. Luigi Pruneti e, a destra, particolare della sala del Tempio della GLDI


Paolo Thaon di Revel, ministro della Marina nei primi anni del governo Mussolini e Duca del Mare, cinse ai fianchi il grembiulino di massone e, col 33° grado, fu membro del Supremo Consiglio del Rito scozzese antico e accettato. E’ una delle rivelazioni offerte dal Museo della Massoneria, aperto da martedì 10 luglio in Roma, a Palazzo Vitelleschi (via S. Nicola de’ Cesarini 3), sede della Gran Loggia d’Italia, che in questi giorni ospita l’Associazione internazionale dei musei massonici. Oltre a cimeli, libri rari, diplomi, un ritratto autografato da “Joseph Mazzini” e molti gioielli di loggia, il Museo anticipa alcuni dei ventimila e più nomi elencati in registri matricolari tra il 1915 e il 1925. Il Piemonte vi ha parte di spicco. Tra gli affiliati alla Gran Loggia figurano infatti Vittorio Valletta, che per decenni fu lo stratega della Fiat e rimase al suo comando anche quando, su istigazione di Giorgio Amendola, i “partigiani” volevano ammazzare sia lui sia Giovanni Agnelli, “epurato” dal rango di senatore ed estromesso dall’impresa da lui stesso fondata. Era un’Italia difficile quella: va ricordato in tempi nei quali si rischiano risparmi e proprietà, ma almeno la vita pare ancora al sicuro.

Tra altri massoni iniziati o regolarizzati nelle file della Gran Loggia, di orientamento monarchico e “istituzionale”, figura il poi Maresciallo d’Italia Ugo Cavallero, di Casale Monferrato: una terra che dette molti militari, da Tancredi Saletta a Pietro Badoglio (massone secondo Dunstano Cancellieri, ma senza prova documentaria) e Angelo Gatti (iniziato alla “Propaganda massonica”). In una loggia di Torino entrò Italo Balbo, che poi passò alla “Savonarola” di Ferrara, alla quale aderì Edmondo Rossoni, massimo sindacalista mussoliniano, massone all’indomani della dichiarazione di incompatibilità tra Logge e Partito nazionale fascista. Della “Cavalieri di Scozia” di Torino fece parte Matteo Ceirano, pioniere dell’industria automobilistica, come suo fratello Giovanni Battista (che invece fu membro della “Giordano Bruno”). Tante storie diverse, perché così è degli uomini: puntini nello Spazio.

Fortemente voluto da Luigi Pruneti, gran maestro della Gran Loggia, e arricchito con la sciarpa massonica di Ernesto Nathan, sindaco di Roma, lettere di Pietro Nenni, Filippo Turati, Carlo Rosselli e una miriade di documenti, il Museo della Gran Loggia non ha certo la dotazione dell’Archivio Segreto Vaticano, però, grazie ad Annalisa Santini, presenta tutte le bolle di scomunica della massoneria, da Clemente XII a Benedetto XIV, da Pio VIII a Leone XIII: umori antichi, lontanissimi dalla serenità espressa da papa Benedetto XVI all’ascolto della Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven, la “più massonica” tra le opere del grande compositore.

Questi cimeli illustrano quasi tre secoli di massoneria in Italia, un Paese su questa frontiera un po’ attardato rispetto a Gran Bretagna, Francia e alla stessa Spagna che conta una banca dati perfettamente ordinata, un Museo virtuale e un corso di laurea in storia della massoneria presso l’Uned (Università nazionale di educazione a distanza).

Iniziative culturali di questo taglio diffondono tolleranza in un Paese nel quale qualcuno ancora sospetta che i massoni abbiano volto di capro e coda di Belzebù. L’antimassonismo – ricorda Daniel Pipes in Il Lato oscuro della storia (Lindau) - è sempre stato il balsamo di chi crede al “grande complotto” quale motore della storia. Quando le cose vanno male si cerca un capro espiatorio anziché domandarsi chi dove come e quando ha sbagliato. Credere nel Maligno è più comodo che capire e fare con senso di responsabilità. E’ quanto insegna questo Museo. Esso non impone, propone. Non detta ma dialoga e auspica il concorso di chi serba documenti e voglia valorizzarli. La storia d’Italia è fatta anche di queste carte, di simboli, gioielli indossati da persone che dettero via alla grande Italia, dal Settecento di Vittorio Alfieri all’Ottocento di De Sanctis Carducci e Pascoli, al Novecento di Quasimodo, Totò, Claudio Villa ( affiliato alla P2 di Licio Gelli!) e tanti altri come il saluzzese Nino Bolla, scrittore e sceneggiatore, monarchico tutto d’un pezzo, affiliato alla Loggia Nazionale, o Curzio Malaparte. Quanto ne traluce, anche da una visita sommaria, dice che questo Museo non è sepolcreto di anticaglie ma vita.


Aldo A. Mola



21 giugno 2012

Una visita presso la sede della Massoneria italiana Gran Loggia d'Italia degli ALAM - Palazzo Vitelleschi (parte prima)


Luca Bagatin con il Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Massoneria italiana Gran Loggia d'Italia - Palazzo Vitelleschi prof. Luigi Pruneti

Luca Bagatin con l'ex Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della GLDI - Palazzo Vitelleschi Luigi Danesin



Targa in ricordo del Gran Maestro Adriano Lemmi, conservata presso la sede dell'Obbedienza della Gran Loggia d'Italia degli ALAM - Palazzo Vitelleschi



Particolare del Tempio massonico della Gran Loggia d'Italia - Palazzo Vitelleschi



Luca Bagatin nel Tempio massonico della Gran Loggia d'Italia degli ALAM, accanto alla Bibbia ed alla Squadra e Compasso: le Tre Grandi Luci della Massoneria



Luca Bagatin con, alle spalle, un quadro raffigurante Saverio Fera
, fondatore della Gran Loggia d'Italia degli ALAM e Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese Antico ed Accettato



Teca con all'interno paramenti, medaglie e preziosi appartenuti al Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Giovanni Ghinazzi



Con Amelia, nella sala del Tempio della Gran Loggia d'Italia - Palazzo Vitelleschi



Nel Tempio, con, alle mie spalle, un labaro del Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico ed Accettato


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini