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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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6 maggio 2013

Discorso dell'On. Elena Ilona Anna Staller del 29 luglio 1989 (dedicato alla memoria del "Cicciolino" Andreotti e di quelli che rimangono, sordi, ancora una volta, all'appello del misero. Ovvero ai "nipotini" di Andreotti, oggi al Potere, come ieri)

ON. ELENA ILONA ANNA STALLER: Signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, vedo con piacere che dopo due mesi di crisi, risse e litigi, avete trovato il modo di dividervi le poltrone. Spero che adesso ve ne starete un po’ tranquilli, almeno fino al 1992. Spero che adesso per un po’ lascerete in pace la gente; quella gente che è sempre più delusa, ha sempre meno speranze e sta comprendendo sempre di più che tutti questi inutili litigi in famiglia servono solo a chi cerca il potere e vuole usarlo senza essere controllato.

Il nostro è il paese europeo in cui i governi e le legislature durano di meno, i cui elettori sono chiamati più spesso a votare, in media una volta ogni tre anni, ma in questo caso abbiamo rischiato di interromperla dopo neanche due anni dal suo inizio: un record dei record. Credo che denunciare tutto ciò sia molto importante per tutti. Il nostro rischia di diventare l’ultimo paese in Europa e questo non certo a causa mia, cioè della strega Cicciolina, ma per queste crisi continue che servono solo a chi vuole trovare nuovi equilibri di potere, ignorando completamente i contenuti, le proposte, le cose da fare. Le formule di Governo cambiano, ma le vostre facce rimangono sempre le stesse. C’è sempre Gava, c’è sempre Mammì, c’è sempre Misasi, c’è sempre cicciolino Andreotti. Siete sempre gli stessi, e la cosa più grave è che anche i problemi sono sempre gli stessi, ma voi fate finta di niente e continuate a chiedere voti, a far cadere i vostri stessi governi e a farli resuscitare. Gli anni passano e le vostre facce restano. Le facce di chi avrebbe potuto fare e non ha mai dato, di chi è sempre stato sospettato ma non è mai stato condannato, di chi si fa schiaffeggiare con finta tolleranza, di chi ha sempre promesso e non ha mai mantenuto.

A proposito di promesse non mantenute: quando era Presidente del Consiglio, Ciriaco De Mita promise che avrebbe cacciato le pornostar dal Parlamento. È passato qualche mese, lui se ne è andato ed io sono rimasta.

[Ilona Staller parla di violenza sulle donne, di aborto, di Aids, di pari opportunità, di libertà di opinione, d'espressione, della libertà della cultura, del diritto dei detenuti alla sessualità, poi conclude...]
  Cari colleghi, abbiamo un nuovo Governo: è un Governo vecchio, vecchio negli uomini, vecchio nei programmi, vecchio nelle parole; è un Governo vecchio, composto dagli stessi uomini che sono colpevoli di avere permesso che le periferie delle nostre grandi, grandi città diventassero simili a villaggi messicani e i nostri mari a insalate di alghe. Governi vecchi come questo ne abbiamo avuti tanti che votare la sfiducia a tutti alla lunga è anche faticoso. Cosi, giuro che mi era venuta la tentazione di votargli la fiducia, giusto per regalargli il voto della pornostar di cui tutti quanti avete molta paura. Sarebbe un regalo che imbarazzerebbe un po’ tutti i bigotti che ci sono tra voi; sarebbe un brutto regalo sicuramente, però ve lo sareste meritato. Poi ci ho ripensato: la fiducia è meglio darla solo al governo ombra di Achille Occhetto, il vostro è solo un’ombra di Governo e nulla merita.

Ma io spero che cicciolino Andreotti mi smentisca prima della fine della legislatura.



15 aprile 2013

EMMA FOR PRESIDENT !

A giorni si terranno le prime votazioni per il nuovo Presidente della Repubblica.
E, almeno questa volta, in questo particolare momento storico di crisi politico-culturale-economica, è necessario che il nuovo Presidente sia VERO garante della Costituzione e dello Stato italiano.
Chi scrive -  assieme all'amica Ilona Staller - lanciò, solo pochi mesi fa, la proposta di candidare l'ultimo Padre Storico dell'Italia repubblicana ed antifascista, ovvero Marco Pannella.
Marco, oggi, non è fra i cosiddetti "papabili" al Quirinale, per cui, assieme ad Ilona, abbiamo pensato di rilanciare la campagna EMMA FOR PRESIDENT, per Emma Bonino al Quirinale.
In questo senso, vorrei e vorremmo cogliere l'occasione per riportare qui un articolo che pubblicai il 27 dicembre 2004, che racconta un po' la campagna che, assieme ad alcuni amici, lanciammo a Pordenone - nel 1999 - sposando l'iniziativa di Caterina Caselli e degli amici Radicali.
Una campagna, oggi, attuale come non mai.



EMMA FOR PRESIDENT (primavera 1999)
di Luca Bagatin

Nel gennaio 1999 alcuni utopisti lanciarono l'idea di candidare a Presidente della Repubblica la pasionaria appassionata radicale Emma Bonino, allora Commissara europea.
In quel periodo scrissi una poesia che venne poi pubblicata sulla stampa pordenonese:

"Emma for President"

Emma Bonino, una dei tanti radicali scalzi
che popolavano negli anni ‘70 le piazze delle città
per affermare i diritti di tutti, anche dei più derelitti di questo mondo,
contro un regime violento, burocratico, partitocratico e clericale,
che aveva in gloria solo la gestione del Potere: la poltrona sicura di Ministro, Cardinale o Presidente.
Emma Bonino: una donna, un simbolo dell’Europa e per l’Europa, a dispetto di chi ha cercato e cerca di oscurarla con ogni mezzo.
Emma Bonino: oggi di nuovo alla ribalta come degna Commissaria europea, sempre in prima linea per l’affermazione dei diritti umani, civili e politici, come ieri, più di ieri.
Loro, i Potenti, forse ti saranno avversi, ma è certo che la gente è con te
e con le tue battaglie di libertà e legalità.
Un augurio di cuore!
Una speranza dal profondo!
....magari una piacevole utopia: Emma for President


Nel marzo dello stesso anno si costituirono alcuni comitati spontanei a sostegno della candidatura di Emma a Presidente. Il sottoscritto ne costituì uno a Pordenone, assieme ai radicali storici John Fischetti (oggi nel direttivo nazionale dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica) e a Paola Scaramuzza.
Raccogliemmo in quattro sabati circa 500 firme a sostegno della candidatura. Emma non fu Presidente, ma il Parlamento preferì Carlo Azeglio Ciampi, un Presidente a mio giudizio poco imparziale e mediocre. Ovvio, quasi scontato. Ma fu il lancio dell'estenuante campagna "Emma for Europe". Obiettivo: Stati Uniti d'Europa.
Nell'aprile '99 partecipai anch'io, presso il Park Hotel Villa Fiorita, assieme a John ed a Paola (e come dimenticare Marco Gentili, Mirta Grilli...) all'Assemblea di Monastier di Treviso dal titolo: "Libertà di Lavoro ed impresa" per il lancio della campagna referendaria liberale e liberista.
Fu proprio nel corso dell'Assemblea che conobbi personalmente Emma e le diedi la poesia che le avevo scritto: "Grazie, grazie" mi disse lei con una pacca sulle spalle, stanchissima, stressata, fra tanta gente... E conobbi Marco Pannella del quale conservo ancora la foto che facemmo insieme, sorridente, gentilissimo, accanito fumatore, che, come Emma, pretendeva gli si desse del "tu" (mai dare del "lei" ad un radicale!).
E proprio tale Assemblea sancì la nascita della Lista Emma Bonino per le elezioni europee di giugno. E come posso dimenticare di aver chiacchierato io e Lilli (figlia di Paola), con Antonio Russo, giornalista di Radio Radicale assassinato l'anno seguente in Cecenia...
Caro Marco, cara Emma...cara Lilli, caro John, cara Paola...soprattutto cara Paola, ricordi io e te a raccogliere le firme in piazza per i referendum nel caldo maggio e giugno? Io e te soli nell'indifferenza completa dei mass-media locali! Io e te a distribuire volantini inneggianti "Emma for Europe" e ad attaccare manifesti sui tebelloni elettorali? E poi, in quel torrido 13 giugno '99, il tripudio!!! 8,5% nazionale alla Lista Bonino. 14,5% a Pordenone alla Lista Bonino! Il secondo partito in provincia! Io e te, Paola, due quasi emeriti sconosciuti abbiamo conquistato la prima pagina del Gazzettino e grande spazio nel Messaggero Veneto!
Il merito era quasi tutto di Emma, certo, lo sapevamo. E noi lì a spiegare che l'Italia dei referendum non era morta! Che l'Italia del divorzio, che l'Italia del concepire con amore anziché procreare come bestie, che l'Italia proiettata verso un'economia più liberale e verso gli Stati Uniti d'Europa (dell'Europa di Ernesto Rossi, di Altiero Spinelli...) era viva più che mai.
E' stata una stagione intensa. E le battaglie successive, questo blog compreso, io credo, non sono che un prosieguo di quella stagione, di quelle stagioni.


Luca Bagatin



8 febbraio 2011

Adele Faccio: una militante libertaria contro l'oscurantismo italico


Ve la ricordate Adele Faccio ? No ???
Beh, sappiate, cari miei, che senza di lei - oggi - l'Italia vivrebbe ancora nel Medioevo.
Sì, lo so, non abbiamo fatto passi da gigante come altri Paesi occidentali e democratici. Gli Stati Uniti d'America, la Gran Bretagna, la Svizzera, i Paesi Bassi, la Francia, la Spagna, sono Paesi molto più civili del nostro.
E' vero: per moltissimi versi viviamo ancora nel Medioevo per colpa di quei politici italiani - e sono la maggioranza - che ascoltano le siocchezze che provangono dalla Città del Vaticano. Notissimo piccolo staterello estero che, francamente, sotto il profilo geopolitico, vale come il due di picche.
Ma torniamo ad Adele che, l'8 febbraio del 2007, è venuta a mancare. Adele era una militante radicale e libertaria, che ha fatto sognare molte donne (e uomini) negli anni '70.
Grazie ad Adele (nonché ad Emma Bonino e a Marco Pannella), oggi, le donne sono più libere e consapevoli dei loro diritti. Grazie al carcere che ha dovuto affrontare per aver dichiarato pubblicamente di aver interrotto volontariamente una gravidanza, infatti, oggi, vi è una legge sull'aborto che tutela le donne e le loro scelte consapevoli. Una legge grazie alla quale, fra l'altro, gli aborti si sono ridotti e quelli clandestini, praticati in condizioni inumane, sono pressoché completamente scomparsi.
Come non equiparare Adele Faccio ai grandi del Risorgimento e della Resistenza antifascista liberale e libertaria.

Luca Bagatin



27 febbraio 2010

Lara Cardella e i manifesti di Tinto Brass: ma quanto moralismo in quest'Italia bigotta !



Ve la ricordate la scrittrice Lara Cardella, quella dell'anticonformista romanzo anni '80 "Volevo i pantaloni" che si ribellava al maschilismo tipico di una società familista e sessuofobica come la nostra ?
Ecco, appunto.
Oggi la Cardella su Facebook sta facendo di tutto per mettere i bastoni fra le ruote a Tinto Brass e a tutti coloro i quali sostengono la sua altrettanto anticonformista ed antisessuofobica campagna elettorale nelle liste Bonino-Pannella in Lombardia e Veneto. Anche per mezzo di un gruppo "ad hoc" dal sapore alquanto antidemocratico: "Rimozione dei manifesti elettorali di Tinto Brass" (pare che la Cardella sia anche arrivata a far oscurare temporaneamente il gruppo su Facebook a sostegno di Tinto Brass...al quale io stesso mi sono dovuto reisicrivere, come segnalatomi dai fondatori....sic !)
Tinto Brass è "reo" - a detta della Cardella - di aver tappezzato le città del Veneto e della Lombardia con udite udite "sederi femminili" con la dicitura "Meglio un culo che una faccia da culo".
Beh ? E allora ? Dov'è lo scandalo ? Brass riecheggia così il maschilismo ?
Ma andiamo.
Pensiamo poi che a candidarlo sono proprio quei Radicali che negli anni '70 costituirono il Movimento di Liberazione della Donna - primo movimento femminista italiano (questo lo sa la Cardella ?) - criticatissimo in particolare da certa sinistra cattocomunista in quanto esaltava valori ritenuti "borghesi" come il diritto al divorzio ed alla maternità consapevole.
Emma Bonino, Adele Faccio ed altri militanti radicali si fecero giorni di galera nell'ambito della battaglia nonviolenta contro gli aborti clandestini. E' bene ricordarlo.
I provocatori e goliardici manifesti di Tinto Brass sono peraltro stati anche elogiati dal quotidiano "Il Clandestino" di oggi (27 febbraio) per merito dell'articolo dell'ottimo Federico Vespa, che sostanzialmente li definisce una genialata comunicativa.
In un'Italia ove la politica con la P maiuscola è morta da un quindicennio abbondante e ove i mass media sono pieni di nudità gratuita, morbosa, pomposa, priva di ogni verve erotica, ben venga la provocazione dei Radicali e di Tinto Brass.
E una Lara Cardella, moralista, che negli anni 2000 sembra preferire i mutandoni della nonna piuttosto che i pantaloni, davvero, non ce la saremmo mai aspettata.

Luca Bagatin



15 marzo 2008

L'unico voto utile se non sei inciucista, fascista, comunista o clericale è semplicemente.....LIBERALE !



Ebbene sì: alle politiche del 13 e 14 aprile le liste del Partito Liberale Italiano saranno presenti in tutta Italia nelle schede di Camera e Senato. Da laici, laicisti e autentici democratici quali pensiamo di essere, non vedevamo l'ora e vogliamo denunciare con fermezza la palese violazione della Legge sulla par condicio da parte di Rai e Mediaset e dei maggiori organi d'informazione nel rifiutarsi di far conoscere ed invitare esponenti dell'unica presenza Liberale alla competizione elettorale.
Detto ciò, andiamo avanti per la nostra strada: infondo esistono i blog e gli organi di stampa laica attraverso i quali possiamo inteloquire e fare informazione senza peli sulla lingua.
Ricordiamo qui che il Partito Liberale di Stefano De Luca si è staccato da tempo dalla Casa delle Libertà e si è recentemente federato con il Partito Repubblicano di Giorgio La Malfa e fu l'unico che inserì nel suo simbolo la dicitura "Casa dei Laici" proprio all'indomani di quel bellissimo pamphlet intitolato "Democrazia e Libertà  - Riflessioni laiche" che uscì nel 2004 (edito da Rubettino a cura di Arturo Diaconale e Davide Giacalone ed al quale collaborai anch'io con alcuni scritti),  che mirava proprio alla costituzione di una Casa Laica, Liberalsocialista e Liberaldemocratica contro il bipolarismo conservatore.
Lo storico PLI, fondato nel 1943 dal filosofo Benedetto Croce, sarà presente alle prossime elezioni con il coraggio di chi vuole denunciare in primis "il rischio che la democrazia rappresentativa italiana precipiti in una pericolosa deriva plebiscitaria di stampo sudamericano", come recita il Comunicato Stampa ufficiale della Segreteria del PLI.
Il voto al PLI è, peraltro, l'unico possibile voto utile per il cittadino tartassato (visto che lo stesso EURISPES raccomanda vivamente la Liberale "flat tax" al 20%) che, malgovernato in questi 15 anni sia da Berlusconi che dall'armata Brancaleone di Veltroni ha visto ridotti i suoi introiti senza aver ricevuto alcun reale servizio pubblico (si pensi anzi agli enti inutili da abolire subito quali Province e comunità montane veri e propri carrozzoni succhiasoldi). Il voto al PLI è poi l'unico voto utile per il cittadino che vuole che siano rispettate le sue scelte e volontà individuali, senza interferenze dogmatiche di questa o quella fede religiosa, la quale è sempre e comunque un fatto privato; per il cittadino che ritiene che il ruolo dello Stato debba essere limitato ai servizi essenziali e che quei servizi dovrebbero essere comunque realmente percepiti dall'utenza e, infine, per il cittadino che crede nella scuola pubblica ed in una cultura laica e pluralista, ma senza interferenze stataliste.
Tanto il Pdl quanto il Pd hanno fatto di tutto per soffocare le voci laiche, liberali e riformatrici al loro interno.
Il Berlusca ha rinunciato a candidare Daniele Capezzone, il liberale Alfredo Biondi,  il repubblicano Antonio Del Pennino (che molto aveva fatto per la revisione della legge sulla procreazione medicalmente assistita e per la ricerca scientifica), Dario Rivolta e molti altri laici. Il Pd ha imbaracato "qualche sasso in capponaia" radicale (ma alla fine sono 6, 7 o 8 i deputati radicali sicuri ?) viste le insopportabili insistenze di Marco Pannella ed Emma Bonino che evidentemente temevano che i loro rischiassero di rimanere fuori dal Parlamento e quindi: addio ai lauti rimborsi elettorali ed alla possibilità di un po' di visibilità mediatica (sic !).
Quanto al programma del Partito Unico Veltrusconiano è noto a tutti: più Stato e meno mercato; più Chiesa e meno individuo; più Potere alle oligarchie e meno al cittadino.
Morale della favola: "a regazzì, lassatece lavorà !"
E' per questo che, dal basso della nostra umile passione politica dodecennale, invitiamo coloro i quali non si rassegnano allo status quo (e quindi non solo i laici, liberali, liberalsocialisti, radicali non irregimentati e repubblicani) a votare e sostenere l'unica presenza Liberaldemocratica sulla scheda elettorale: l'unico voto utile a tutti noi per non scadere definitivamente ed irreversibilmente in un nuovo autoritarismo messmediatico e populista in un Paese che è già controriformatore (come ebbe a dire il grande riformatore e leader repubblicano Ugo La Malfa) di per sé .



Luca Bagatin



10 marzo 2008

IL 13 E 14 APRILE VOTA PARTITO LIBERALE ITALIANO



Se non sei inciucista, fascista, comunista o clericale: il 13 e 14 aprile VOTA semplicemente LIBERALE




WWW.PARTITOLIBERALE.IT

COMUNICATO STAMPA

Il Partito Liberale Italiano presenta liste in tutta Italia sia alla Camera dei deputati che al Senato della Repubblica, al di fuori degli schieramenti.
Questa decisione coraggiosa costituisce innanzitutto un atto di denuncia rispetto al rischio che la democrazia rappresentativa italiana di precipitare in una pericolosa deriva plebiscitaria di stampo sudamericano.

Le due maggiori formazioni politiche hanno, di fatto raggiunto un accordo per eliminare le forze minori, anche quelle di grande tradizione culturale, invocando il “voto utile” onde governare poi insieme o, comunque, fare di comune accordo, una riforma costituzionale autoritaria, che trasformerebbe il parlamento in un luogo di “operai volenterosi ed ubbidienti” con l’unico compito di schiacciare bottoni.
Dopo aver occupato l’informazione, le banche, le assicurazioni, gran parte delle società di costruzione, alcuni grandi gruppi finanziari stanno cercando la complicità affaristica della politica dominante per completare il saccheggio in corso del Paese.

Gli italiani, tartassati dalla pressione fiscale, dagli aumenti dei prezzi, dalla crisi economica, hanno perso ogni fiducia in una classe dirigente, di destra come di sinistra, che non ha saputo né voluto avviare la necessaria modernizzazione del Paese.
Il PLI si pone come obiettivo quello di proseguire la competitività, il riconoscimento del merito, l’alleggerimento delle pastoie .burocratiche con i relativi costi, la riduzione del carico fiscale, le liberalizzazioni e privatizzazioni, soprattutto nei servizi pubblici locali per ridurre i costi a carico dei cittadini e garantire lo sviluppo.

Quella liberale intende porsi come una alternativa radicale di chiarezza e trasparenza, rispetto al progmatismo, dai contorni confusi , dilagante, rimettendo l’individuo al centro della società e restituendogli in pieno la sovranità, prevista dalla costituzione, cominciando dalla reintroduzione del voto di preferenza.



8 marzo 2008

MUGHINIPENSIERO


Giampiero Mughini è certamente un "intellettuale contro" ma, forse, neanche poi tanto. Egli è, in verità, un "intellettuale pro-sé-stesso", ovvero "pro-libero pensiero": specie se si tratta del suo.
Mughiniano sino al midollo, Giampiero Mughini, più che un fenomeno giornalistico è fenomenale in sé, tanto che il 7 marzo scorso, presso l'"Auditorium della Regione" di Pordenone, è stato un vero e proprio fiume in piena condensando in neanche due ore di tutto e di più: dalla politica allo spettacolo, dal cinema alle donne, dal giornalismo alla massmediologia.
Invitato dall'Associazione Culturale "Eureka", il Nostro, ha esordito raccontando la sua carriera di ex giornalista (oggi, teoricamente, non lo è più): da fondatore del quotidiano comunista "il Manifesto" con Valentino Parlato e Rossana Rossanda ad opinionista libertario di "Libero" di Vittorio Feltri.
"Un percorso coerentissimo" afferma egli stesso: dagli "eretici del comunismo" che volevano collocarsi alla sinistra del più grande partito comunista d'Occidente agli "eretici e basta".
E così, Mughini, il quale si vanta di non aver avuto altra tessera se non quella dell'autobus, è orgoglioso di dirsi completamente "al di fuori del sistema politico, dei partiti e delle lobby".
"Scrivo quello che voglio e mi faccio, se possibile, anche pagare bene perché il mio curriculum culturale e professionale non è affatto da buttar via. E poi non sono certo nato ricco !" risponde agli interivstatori dell'"Eureka" con la sicurezza che lo contraddistingue in televisione. Del resto egli è uno che "aborrisce gli schemi".
Catanese, di padre toscano e madre siciliana, Mughini non può che essere carattere fumantino e bizzoso (per quanto, lasciatemelo dire, anche un romano di madre friulana come me non è certo da meno) e la sua mimica eccentrica tutt'altro che costruita è lì a sottolinearlo (nell'ora e mezza di conversazione si è più volte sbracciato, ha appoggiato più volte le ginocchia sulla scrivania e, se avesse continuato per un'altra oretta sono certo che avrebbe accavallato bellamente le gambe sopra al tavolo della conferenza come a dire: "non c'è niente di più bello al mondo che essere sé stessi nella propria intima spontaneità !").
Ma, veniamo alla politica: "E' prioritario abolire il valore legale della laurea: non serve a nulla. Guardate me che sono laureato in lingue e letteratura moderna e mi occupo di tutt'altro !" e scoppia una risata ed un fragoroso applauso della platea. E, poi, sull'odiato Ordine dei Giornalisti racconta la sua personale vicenda di radiato: "Unicamente per aver recitato in uno spot televisivo di una nota marca di telefonini (e pure malpagato !)". "L'Ordine dei giornalisti va abolito. Con la loro espulsione mi ci sono pulito le scarpe e ho continuato a scrivere articoli. Scrivere articoli è, sino a prova contraria, un diritto costituzionale !". Come non essere d'accordo con questo spirito genuino che, come spiega, non ha mai avuto bisogno o voglia di essere raccomandato da nessuno.
Poi prosegue attaccando il Berlusconi politico: "Berlusconi mi è umanamente simpaticissimo e ho il piacere di conoscerlo da anni, ma è inconcepibile che un editore di giornali e televisioni si candidi alla carica di Premier o abbia fatto il Premier !", sentenzia. E, ancora, la butta sul gossip definendo Fabrizio Corona "Semplicemente un pagliaccio !".
Provocato dagli intervistatori, Mughini svela che, assieme ai libri ed al calcio, l'altra sua grande passione sono le donne e qui, tuttavia, si definisce un "vero maschilista" nel senso che è orgogliosissimo della sua identità di maschio che comunque si "mette a confronto con l'identità femminile, con l'altra metà del cielo". Cita quindi il suo penultimo libro "Sex Revolution" in cui racconta gli anni '60 ed in particolare la liberazione sessuale di cui le donne sono state protagoniste incontrastate e pare quasi avere nostalgia per quegli anni al punto che definisce molte delle soubrette ventenni che si vedono oggi in televisione come la loro esatta antitesi in quanto "prive di qualsiasi profondità: aspettano solo il calciatore di turno".
E, a questo punto, sbotta sul cosiddetto ruolo dell'"opinionista televisivo" nel quale rifiuta totalmente di riconoscersi: "L'opinionista televisivo è colui che apre la bocca e fa rumore", "Nel circolo massmediatico funziona unicamente ciò che è "rapido" e "facile"", "Manca completamente l'approfondimento, la profondità di pensiero". Del resto, Mughini, va in televisione certo, ma con un ruolo del tutto particolare e, quando parla di calcio, è veramente ferrato in materia (non posso dire altrettanto per cui preferisco tralasciare del tutto l'argomento).
Torna poi a parlare di politica, la sua antica passione di giornalista da "il Manifesto" a "Lotta Continua, a "Paese Sera" sino a "Mondoperaio" ovvero dalla stampa comunista a quella socialista pur senza mai aderire né all'extraparlamentarismo di sinistra al né al Psi, ma sapendo cogliere i tratti libertari di entrambe le culture. Specie negli anni del divorzio, una battaglia che diede finalmente alle coppie la possibilità di ricostruirsi un futuro sentimentale.
Un po' diversa, forse, la questione dell'aborto che lo stesso Mughini visse come un dramma allorquando accompagnò la fidanzata di allora da una mammana, non sentendosi entrambi in gradi di assumersi la responsabilità di crescere un figlio non desiderato. "L'aborto andrebbe assolutamente evitato, meglio certamente la prevenzione" afferma con un filo di amarezza e tristezza per quanto anch'egli ritenga che  l'attuale legislazione sull'aborto abbia arginato un fenomeno incontrollato e bestiale come l'aborto clandestino.
Sulla politica d'oggi pensa che siano sicuramente meglio "le facce collaudate" rispetto a quelle cosiddette "nuove".
"Giuliano Amato è certamente un grande professionista e mi spiace moltissimo che non si sia ricandidato" e, nonostante uno spettatore in platea gli faccia notare che Amato in questi ultimi anni si è legato allo schieramento che "ha ucciso il Psi e Bettino Craxi", Mughini è irremovibile: "Non sono assolutamente d'accordo. Certo, Amato non è mai stato un leader ma è stato il miglior consigliere di Craxi ed è oggi uomo di grande levatura politica ed intellettuale".
Conclude parlando degli anni in cui ha collaborato al Foglio ed in particolare di Giuliano Ferrara (che "conosco meglio delle mie tasche", assicura), e della sua pessima idea di mettersi in politica con una lista antiabortista: "Ferrara butta sempre il suo peso fisico in tutto ciò che ha fatto e fa: dai tempi in cui era comunista sino a quando divenne craxiano ed oggi ateo devoto che incontra Ratzinger guardandolo come se fosse la Madonna", "La vita è una cosa troppo complessa per essere utilizzata in campagna elettorale".
Con un colpo di teatro si alza, aglita le spalle con la sua consueta mimica e saluta il pubblico in visibilio che, forse, pensava che in un'Italia così conformista e medievale, uno spirito libertario capace di far sorridere e al contempo pensare fosse ormai più raro della neve a ferragosto.

Luca Bagatin



1 marzo 2008

I Laici, Liberali e Riformatori alle elezioni del 13 e 14 aprile e la posizione ufficale assunta da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it


Arturo Diaconale, direttore storico dell'Opinione delle Libertà, nel suo editorale del 26 febbraio ha fotografato ottimamente la situazione dei laici, liberali e riformatori italiani i quali non avranno pressoché rappresentanza alle prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile.
Questo bipartitismo-bipolarismo coatto (in tutti i sensi) che vede contrapporsi due grandi calderoni con all'interno di tutto e di più come da un quindicennio a questa parte, oltre a non offrire la possibilità di un voto autenticamente laico e liberale, non offre alcuna vera alternativa al declino del Paese che ha urgente bisogno non tanto di assegni per i bebé o di sostegno alle coppie sposate quanto piuttosto di una sensibile riduzione delle imposte dirette ed indirette per rilanciare i consumi e gli investimenti (l'Eurispes stesso suggerisce la liberale "flat tax" ovvero l'imposta unica sulle persone fisiche al 20%); una seria e radicale riforma delle pensioni; l'abolizione degli enti inutili e dispendiosi come le Province, le Comunità Montane e la Tv di Stato; nuovi investimenti nella scuola pubblica e nella ricerca scientifica senza pregiudizi, preconcetti o elucubrazioni mentali dettati da chissà quale dogma religioso. E poi è indispensabile una lotta senza quartiere alla criminalità organizzata, alla pedofilia, alla violenza sulle donne e sui minori ed ai clientelismi di ogni colore politico.
Gli italiani si sentono sempre meno sicuri e rischiano financo di scadere in un assurdo e becero razzismo proprio in quanto sono pressoché totalmente abbandonati da uno Stato che preferisce continuare ad alimentare sé stesso ed i suoi privilegi piuttosto che scendere nel concreto ed affrontare radicalmente tali questioni, spesso trattate superficialmente sia da Berlusconi che da Veltroni e dai loro sodali.
E, per concludere, i temi cosiddetti "etici" (anche se personalmente detesto questo termine che mi fa pensare allo "Stato etico" di hitleriana, mussoliniana e staliniana memoria).
Ma è possibile che l'Italia sia così indietro anche in questo settore, ovvero che non abbia una legge che consenta le unioni civili delle coppie eterosessuali ed omosessuali; che non abbia una legge che consenta la commercializzazione delle pillola RU486; una normativa che consenta la regolamentazione delle non-droghe ovvero della cannabis e dei suoi derivati togliendo così alla criminalità questo mercato senza alcun controllo e, per finire, una normativa che permetta di garantirsi una morte dignitosa consentendo l'eutanasia (che significa letteralmente "buona morte") e quindi il pieno diritto del malato terminale e sofferente ad un'"uscita indolore" ?
Le uniche forze che storicamente hanno posto nei loro programmi tutti i progetti e prospettive citate in questo articolo, sono proprio quelle che saranno scarsamente o pressoché non rappresentate nel prossimo Parlamento della Repubblica Medievale e Mediatica d'Italia.
Penso al PRI che, forse, avrà 3 deputati nelle liste di Berlusconi; penso ai Radicali che avranno 8 deputati per essersi svenduti ai cattocomunisti del Pd; penso ai Riformatori ed ai Liberali come Capezzone che, se tutto va bene, avranno un seggio o due; ed infine penso ai socialisti sparsi: a quelli berlusconiani che forse avranno un paio di seggi ed a quelli boselliani che è molto probabile che non raggiungano nemmeno la soglia minima per entrare in Parlamento (e che in tutti questi anni sono stati gli "utili idioti" di Romano Prodi, D'Alema, Veltroni & Co. e da loro sempre trattati a pesci in faccia).
Mi è tuttavia giunta ieri la voce (dall'amico giornalista Aldo Chiarle che ha ricevuto un'entusiastica  telefonata direttamente dal Segretario del Partito Liberale, Stefano De Luca), oggi confermata dal web, che il PLI presenterà in tutta Italia l'unica lista Laica e Liberaldemocratica come auspicato anche in un mio articolo in data 16 febbraio scorso.
Non siamo certi che riuscirà a raccogliere il 4%, però vogliamo sostenerla con forza ed entusiasmo anche alla luce del suo programma (che trovate al link http://www.partitoliberale.it/page4/page4.html). Tutto ciò considerato anche che il PLI pone fra i suoi obiettivi un coerente incontro fra tutti i Repubblicani (ha recentemente siglato un patto federativo con il PRI....pecceto però che quest'ultimo, alle politiche, abbia scelto ancora una volta di presentarsi sotto le insegne berlusconiane); i Socialisti e tutte le altre componenti Laiche e Riformatrici riprendendo la formula anni '80 del Lib-Lab ovvero dell'incontro fra Liberali e Socialisti (altro che l'aberrante incontro fra laici e cattolici, utilissimo solo al Vaticano per imporre le sue astruse elucubrazioni religiose in politica e nella società fortunatamente secolarizzata e democraticizzata) contro il conservatorismo di destra e sinistra nostrane.
Un discorso che sosteniamo da lunghissimo tempo, utile all'Italia, all'Europa e all'Occidente.
Una prospettiva semplicemente Laica, Liberale, Libertaria e Riformatrice.


Luca Bagatin



25 febbraio 2008

TERRORISTI DEMO-GRAFICI: Crudités ou Cruauté ?



14 febbraio 2008

IL VOTO INUTILE E PERICOLOSO



Hanno imbarcato (quasi) tutto e (quasi) tutti e continueranno a farlo: atei devoti, laici pentiti, cattolici democratici e "liberali", cattolici clericali, abortisti, riformisti e riformatori inconsapevoli, radical-capezzoniani, neofascisti, berlusconian-brambillisti, prodian-cattocomunisti....
Da 15 anni ci governano e l'Italia sta retrocedendo su tutta la linea.
Ci hanno raccontato che questo è il NUOVO che avanza.
Che dite allora: cerchiamo di FARLI RETROCEDERE ?
Un voto a Lorsignori del resto significa, non solo sprecare il proprio voto, ma anche danneggiare ulteriormente il nostro Paese già agli ultimi posti in Occidente per quanto concerne la ricerca scientifica, i servizi pubblici, i diritti civili e l'innovazione.
Un'alternativa EUROPEA, OCCIDENTALE, CIVILE, LIBERALDEMOCRATICA E REPUBBLICANA si impone.
Perché no ?


Luca Bagatin per una Costituente Laica e Liberaldemocratica SUBITO contro la conservazione BerlusconianVeltroniana


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini