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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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2 gennaio 2016

Lettera aperta a Gianroberto Casaleggio da parte di Luca Bagatin, Presidente di "Amore e Libertà" (tratta da www.amoreeliberta.blogspot.it)


Casaleggio "guarda" ad "Amore e Libertà" ?

Gentile Gianroberto Casaleggio,


da qualche tempo si parla del suo recente saggio “Veni vidi web” che, mi dicono, abbia trovato pessime recensioni sulla stampa e finanche nel movimento da lei fondato, il Movimento Cinque Stelle, in pochi ne vogliano parlare.

Non nutro alcuna simpatia per il Movimento da lei fondato e ne ho spiegato le ragioni in innumerevoli articoli, ma le dirò che, poiché non amo i pregiudizi di nessun genere, ho voluto approfondire le cose da lei scritte nel suo testo e vi ho trovato diverse assonanze con le cose che andiamo dicendo nell'ambito del pensatoio che ho fondato nel maggio 2013, ovvero “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.altervista.orgwww.amoreeliberta.blogspot.it).

Unitamente alle assonanze ho trovato anche parecchie dissonanze e assurdità non di poco conto. La prima il suo contrapporre Garibaldi a Gandhi (che poi mi dicono che in realtà lei vorrebbe sostituire le statue di Garibaldi con quelle di Gengis Khan, più che con quelle di Gandhi !).

Si dà il caso che, tanto Garibaldi che Gandhi siano figure ispiratrici del nostro pensatoio che, peraltro, ha per simbolo una illustre Garibaldi, ovvero la combattente e combattiva Anita.

Forse lei ignora che Giuseppe Garibaldi e il Mahatma Gandhi furono entrambi teosofi, oltre che massoni. Appartenenti proprio a quella Massoneria che il suo Movimento Cinque Stelle tanto contesta e che vorrebbe rendere illegale e che, invece, è associazione spirituale sulla quale possono fondarsi le basi di un'autentica Fratellanza, Uguaglianza e Libertà fra le persone ed i popoli.

Forse lei e il suo sodale Beppe Grillo ignorate che in realtà fra Garibaldi e Gandhi vi sono fortissime assonanze ed un nome che li unisce: Giuseppe Mazzini. Altra figura ispiratrice del nostro “Amore e Libertà”.

Giuseppe Mazzini fu infatti autore di un testo visionario per l'epoca, ovvero i “Doveri dell'Uomo”. Testo rivolto agli operai ed alla povera gente, che parlava, per la prima volta, di associazionismo, di autogestione, di unione fra capitale e lavoro e di fratellanza fra i lavoratori ed i cittadini. E, molto prima di Lei e di Grillo, parlava di Cittadini liberi ed eguali. Oltre che poneva una seria critica al sistema politico dell'epoca.

Si dà il caso che i “Doveri dell'Uomo”, oltre ad aver ispirato Garibaldi – il quale fu, assieme a Mazzini, fra i fondatori della Prima Internazionale dei Lavoratori nel 1864 – ispirò il Mahatma Gandhi che ne fu avido lettore al punto di fondare la sua Rivoluzione nonviolenta e l'India da lui immaginata, su principi mazziniani, oltre che teosofici.

Forse lei ignora peraltro il fatto che Garibaldi abbandonò il suo seggio in Parlamento per tornare a fare l'agricoltore proprio perché non condivideva affatto le “pastette” dei politicanti di allora, non dissimili da quelle di oggi. Garibaldi, infatti, fu forse il primo esponente (anti)politico che l'Italia abbia mai conosciuto !

Dunque le statue di Garibaldi, Eroe non solo italiano ed europeo, ma anche latinoamericano di quell'America Latina che si è poi ispirata al Socialismo del XXIesimo secolo ed al Peronismo, non vanno sostituite. Ma accanto ad esse vanno aggiunte statue di Giuseppe Mazzini, oltre che di Gandhi. E accanto a queste andrebbero aggiunte statue di Anita Garibaldi, Eroina dei Due Mondi, che morì per l'unica vera Repubblica che l'Italia abbia mai conosciuto, ovvero la Repubblica Romana del 1849.

Precisato questo, che non ci pare affatto cosa da poco, vorremmo andare oltre.

Lei profetizza un sistema elettorale di estratti a sorte tanto quanto lo auspichiamo noi da quando siamo nati (ed ancora oggi ci prendono per pazzi) e per questo siamo contrari ad ogni tipo di sistema elettorale ed invitiamo gli elettori ad astenersi ad ogni tornata elettorale. Addirittura noi sosteniamo che i voti non espressi alle elezioni, ovvero il numero degli astenuti, andrebbe ripartito ed assegnato a cittadini comuni estratti a sorte. Purtuttavia non è cosa che fa il movimento da lei fondato: il Movimento Cinque Stelle, infatti, avalla il sistema elettorale e si presenta alle elezioni eleggendo deputati, senatori, consiglieri di ogni tipo. Peraltro dando precise indicazioni di “comportamento” ai suoi eletti. Cosa che, in un sistema democratico, ovvero di rappresentanza popolare diretta, senza mediazioni ai sorta, non dovrebbe avvenire: ciascun cittadino dovrebbe essere libero di votare come meglio gli detta la sua coscienza.

Lei poi nel suo saggio si pone “contro il mercato”, ma è in palese contraddizione essendo lei stesso un imprenditore, peraltro un imprenditore della comunicazione. Noi di “Amore e Libertà”, diversamente, come si evince dal nostro Manifesto d'intenti (http://amoreeliberta.altervista.org/html/manifesto.htm), ci poniamo in antitesi rispetto al mercato ed alla società di mercato proponendo il sistema della cooperazione e dell'autogestione diretta delle imprese da parte dei lavoratori, sostenendo peraltro la socializzazione di imprese ex pubbliche, municipalizzate e/o pubblico/private (dall'Eni alla Telecom/Tim sino all'Acea ed alla Rai) e la conseguente autogestione di esse da parte di tutti i cittadini. Non mi pare che lei ed il suo Movimento proponiate altrettanto e, se fosse davvero coerente con quanto afferma, dovrebbe lei per primo abbandonare il mercato e cedere la sua azienda ai suoi dipendenti, che diventerebbero i nuovi proprietari associati e dunque i nuovi produttori.

Oltretutto noi parliamo di introduzione dell'economia del dono e del baratto, tipica delle Società Matriarcali ancora oggi esistenti. Unica alternativa all'economia fondata sul capitale e sull'egoismo, ovvero sulla speculazione.

La visione prospettata dal suo saggio, che è poi quella che pratica assieme a Beppe Grillo nel suo Movimento, è in realtà una visione piuttosto autoritaria ed imposta dall'alto. Lo vediamo con le continue espulsioni nei confronti di coloro i quali “non seguono la linea” da voi dettata e stabilita.

Diversamente, la visione di “Amore e Libertà”, essendo una visione sentimentale e non ideologica, è l'unica visione autenticamente democratica, perché permette a chiunque di autogestirsi e di tentare di comprendere, anche attraverso gli errori, il proprio prossimo.

E' chiaro che, per elevare le coscienze, più che delle “rieducazioni forzate” come lei prospetta, noi proponiamo la costituzione di scuole di formazione politica, culturale, spirituale ecc... totalmente gratuite ed accessibili a tutti. I partiti elettoralistici stessi – che perderebbero ogni loro funzione - e le loro Fondazioni potrebbero essere riconvertiti in scuole di formazione politica sin da ora !

Vi sono innegabilmente aspetti comuni fra il suo pensiero ed il nostro, ma noi non dimentichiamo di dire – e lo ricordiamo sempre - che sono aspetti che hanno radici antiche e traggono lifa dal pensiero gnostico, esoterico, spirituale, oltre che socialista libertario, mazziniano, anarchico, finanche massonico. Dalle Società Matriarcali (vedi il punto relativo alla cura dei figli disagiati da parte della comuità, oltre che l'aspetto dell'economia del dono) sino al socialismo di Saint Simon (al quale si rifaceva anche Garibaldi); dalla Teosofia sino al pensiero mazziniano, passando persino per talune battaglie storiche del Partito Radicale prima maniera e del Partito dell'Amore di Moana Pozzi.

Noi di “Amore e Libertà”, ad ogni modo, siamo coerenti e conseguenti. Non siamo un partito elettoralistico, ma un libero pensatoio che è consapevole – sin dal suo simbolo rappresentato da Anita Garibaldi su fondo rosso, contornata da una miriade di cuori bianchi – di avere radici antiche.

Voi del Movimento Cinque Stelle, in realtà, sembrate più che altro parte del Sistema che noi e solo noi, al momento, vorremmo modificare.

Se quanto le ho scritto le accenderà qualche “lampadina” e le “risuonerà” in qualche modo, saremmo pronti ad un serio confronto sul presente e sul futuro di quanto ci circonda.

Diversamente sarà l'ennesima occasione perduta.


Cordiali saluti.


Luca Bagatin

www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

www.amoreeliberta.altervista.org

www.amoreeliberta.blogspot.it



9 ottobre 2015

Quando mi candidai alle Amministrative di Roma con la Staller e contro Marino e Alemanno

Nel 2013 mi candidai, repubblicano mazziniano, libertario, chavista e peronista, nelle liste del Partito Liberale Italiano, rilanciando la figura di Ilona Staller in politica, alle elezioni Amministrative di Roma.

Lo feci perché Ilona era un'amica che stimavo da sempre e mi intrigava l'idea di rilanciare l'area laica con un programma "radicale" e di "estrema sinistra", che solo Ernesto Nathan avrebbe potuto portare avanti e mi intrigava farlo con un'icona hippie e fricchettona come Cicciolina, così simile al mio modo di vedere la vita e la politica.

Con Ilona, per tutta la campagna elettorale, dicemmo e scrivemmo: "Dobbiamo impedire a Marino ed Alemanno - ovvero i riferimenti romani dell'inciucio nazionale - di vincere queste elezioni comunali (...). All'antipolitica dell'inciucio destra-sinistra, contrapponiamo le politiche in favore di disabili, degli anziani, dei bambini, degli omosessuali, delle prostitute, delle donne sole, dei senzatetto e degli animali. All'antipolitica dell'inciucio, contrapponiamo gli ultimi, i più bisognosi, che necessitano di strutture socialmente utili, parchi, asili nido sempre più insufficienti, reddito di cittadinanza, trasporti efficienti e meno costosi. Tutte cose che potrebbero essere attuate abbattendo del 50% gli stipendi di Sindaco, Assessori, consulenti e funzionari pubblici".

Lo dicemmo, pur inascoltati anche dagli stessi compagni di lista.

Oggi assistiamo alle dimissioni di Marino, che, secondo noi, non avrebbe dovuto nemmeno essere eletto.

Così come non doveva essere eletto, a suo tempo, Gianni Alemanno.

I romani facciano ammenda. La causa del loro mal sono i politici, certo, ma anche loro stessi che li hanno eletti.

Si diano da fare, cambino mentalità. Siano più solidali, puntino all'autogestione delle imprese pubbliche ATAC e ACEA. Siano rivoluzionari, così come cercammo di fare noi nell'ambito di quella folle campagna elettorale.

Non ci illudiamo, certo.

La Roma di oggi è e rimane una città servile, lontanissima dai fasti dell'Impero Romano e dai tempi di Ernesto Nathan. Occorrono spiriti liberi e coraggiosi. Altrimenti continuerà ad essere la Capitale, sì, ma dello sfacelo di questo Paese.


Luca Bagatin (nella foto con Ilona Staller)



5 gennaio 2015

Assenteismo e disservizi ? Autogestiamo i servizi pubblici !

La città di Roma, a dispetto della sua Storia millenaria, della sua arte, della sua cultura, del suo essere Capitale di un Paese storicamente glorioso, del suo essere una fra le più grandi metropoli al mondo, è una città che – oggettivamente – ha numerosi e gravi problemi strutturali, infrastrutturali, di organizzazione politica, logistica eccetera eccetera.

Il problema è annoso e risale almeno sin dai tempi dell'avvento della Partitocrazia, ovvero allorquando l'Italia divenne una pseudo-Repubblica in balìa dei partiti e di politicanti talvolta corrotti, talaltra senza scrupoli.

Lontani sono, in sostanza, i fasti della Roma Antica e di quella post-Risorgimentale governata dal Sindaco mazziniano Ernesto Nathan.

Non parliamo poi dell'ultimo Ventennio neo-burocratico: da Rutalli a Veltroni passando per Alemanno e Marino. Quattro sindaci che, oltre a non aver risolto nemmeno un decimo dei problemi di questa città, l'hanno addirittura completamente rovinata. E non ci si stupisca – infatti – dei vari Fiorito e dell'inchiesta“mafia Capitale” !

La mafia, a Roma, in sostanza, è stata quasi legalizzata. E non ci si stupisca nemmeno del recente assenteismo dei vigili urbani, dei disservizi dell'Ama, dell'Acea, dell'Atac, ovvero di gloriose aziende pubbliche fondate proprio da Ernesto Nathan a beneficio dei cittadini - specie meno abbienti - e che nei primi anni del '900 erano il fiore all'occhiello della città ed oggi invece sono spesso fonte di disagio per il cittadino-contribuente.

Come tentare, quantomeno, di risolvere/arginare il problema ? In modo ovviamente radicale e non con i renziani “decreti salva-Roma” che di fatto sono stati dei “decreti salva politicanti da strapazzo” e che sono costati ai contribuenti fior fior di quattrini !

Innanzitutto occorrerebbe chiamare a rispondere di tasca propria i Sindaci e le giunte che hanno malgovernato la città, facendo loro ripianare quantomeno parte del disavanzo pubblico e dei disservizi, oltre che dichiarandoli incandidabili ed ineleggibili per tutte le future tornate elettorali.

Occorrerebbe poi abolire il perverso sistema delle gare d'appalto, foriero nel nostro Paese di corruttela, ovvero occorrerebbe far gestire i servizi pubblici direttamente ai cittadini stessi, attraverso apposite assemblee alle quali i residenti dei rispettivi Municipi potrebbero partecipare. In questo modo, ovvero rendendo i vari enti (Ama, Atac, Acea...) completamente autogestiti dai cittadini medesimi, il personale preposto – composto a sua volta di cittadini con pari diritti e doveri – diverrebbe a quel punto responsabile diretto nei confronti del servizio offerto. Se un dipendente è sgarbato o inefficiente, insomma, ne dovrebbe direttamente rispondere al cittadino a cui ha offerto il servizio inadeguato, pena una decurtazione dello stipendio o un possibile rischio di licenziamento.

In questo modo, finalmente, i vari enti pubblici – a Roma, ma volendo questa cosa potrebbe essere estesa a tutte le città italiane – non sarebbero più soggetti al controllo politico, ovvero non rientrerebbero più nella cosiddetta “macchina del consenso” che, spesso, ha favorito l'assunzione dei cosiddetti “amici degli amici”.

Le assunzioni potrebbero anzi avvenire semplicemente in modo trasparente, diretto, controllabile da parte di ogni cittadino residente, anche online volendo. Ed i servizi erogati, essendo controllati/autogestiti dai cittadini medesimi, difficilmente potrebbero risultare scadenti proprio in quanto a scapito del singolo e dunque della collettività nel suo complesso.

Una proposta semplice, radicale, solo apparentemente utopistica in quanto siamo troppo abituati a delegare agli altri, anziché assumerci le nostre responsabilità.

La medesima cosa vale peraltro per i sistemi elettorali: noi deleghiamo sempre ad altri, ai politici, ai governanti, con un voto che, di fatto, va spesso a favorire/eleggere il più ricco, il più paraculo, il politico che sa vendersi (o svendersi) meglio. Ma che, alla fine, si fa gli affari suoi e che spesso non ha mai lavorato in vita sua !

Diversamente, con un sistema ricalcato sull'Agorà dell'Antica Grecia, ovvero fatto di assemblee popolari, di quartiere, senza un governo centrale e centralizzato, il cittadino-contribuente sarebbe costretto ad assumersi le sue responsabilità: civiche, civili, politiche, ideali, pecuniarie e così via.

Esempio di autogestione da parte dei cittadini - anche delle imprese private peraltro, oltre che di diversi servizi pubblici - esistono peraltro da diversi anni in America Latina (in Venezuela e Uruguay in primis). Paesi con una cultura peraltro non così dissimile dalla nostra ed ove sino ad alcuni decenni fa la corruzione politica la faceva da padrone.

Oltretutto è da Porto Alegre in Brasile che si è avuta, nel 1989, la prima esperienza di bilancio parcetipativo, ovvero la parcecipazione attiva dei cittadini nell'elaborazione della politica municipale.

Altro che le solite chiacchiere da bar pseudo-partecipative del Movimento Cinque Stelle che, assieme a Pd e Forza Italia, si spartisce il potere in Parlamento, in sostanza ! Occorrono fatti ed assunzioni di responsabilità da parte di una cittadinanza che deve imparare ad alzare la testa e a smettere di delegare al prossimo la gestione dei servizi di pubblica utilità.


Luca Bagatin



28 dicembre 2014

Viva l'ItaGLIa: il Brut-pa(l)ese ! (aforismi e riflessioni a cura di Baglu)

Gli italiani tutti mammoni, oppure talvolta anche alquanto papponi ?

L'Italia ? Il Brutpa(l)ese !

Il canone Rai in bolletta anche per pc, tablet e smartphone: ovvero come il governo Renzi ha deciso davvero di stangare tutti quanti, senza sconti per nessuno ! Così si combatte l'evasione in Italia: considerando tutti quanti (potenziali) evasori...

Il politico italiano - in genere - prima pensa a sé stesso e poi anche agli altri. Membri della sua famiglia.

Garibaldi fece l'Italia ! Poi ci penseranno le televisioni commerciali, i politicanti della Seconda Repubblica, gli enti pubblici e le società ex pubbliche e poi privatizzate a disfarla...

L'Italia, un tempo Paese di santi, navigatori e poeti ed oggi, con Roberto Benigni a (mal)decantare i Dieci Comandamenti in tv, anche Paese di bischeri pagati dai contribuenti...



20 dicembre 2014

Aforismi e riflessioni garibaldine, chaviste, peroniste, (anti)politiche. By Luca Bagatin

Ridicole le varie sigle politiche della nostra "gauche au caviar", fra vari comunismi, pseudo socialismi e fantomatiche "liste Tsipras"....E poi non ci si lamenti se abbiamo un politicante autoritario come Renzi al governo !
Occorre, semmai, una lista Garibaldi, una lista Chavez, una lista Peron !
Ma non sulle schede elettorali (con le quali possiamo anche pulirci il didietro), bensì nel cuore di ciascuno !
Se la politica è mafiosa allora significa che ad essere mafiosa è anche la società medesima, le persone nel loro complesso. E' aspetto sul quale non si riflette mai e ciò spesso per mera ipocrisia.
Quando e se pubblicherò mai un nuovo saggio, questo avrà fra le sue eroine-protagoniste anche Evita Peron.
Trovo che Raul Castro sia da sempre inconsistente.
Quanto a Obama e Mr. Bergoglio, trovo che siano due starlette televisive da quel dì.
Non riesco a "gioire" per questo disgelo mediatico. Hasta Siempre Comandante !
L'Italia è una Repubblica affondata sul jobs act.
Francamente non comprendo coloro i quali, a Roma, pretendono che vi siano nuove elezioni.
Altro che elezioni: COMMISSARIAMO I POLITICI ! AUTOGESTIAMO LE CITTA' !
Sono disgustose le strumentalizzazioni della figura di Evita Peron da parte della destra fascista italica.
Evita, come Peron, non sono MAI stati né a destra né a sinistra, ma sempre e solo dalla parte del popolo!
Politicanti italici: fatevene una ragione e vergognatevi, visto che il popolo non siete mai stati in grado di rappresentarlo, né lo rappresenterete mai!!!



30 agosto 2014

Disservizi delle imprese ex pubbliche o pubblico/private (da ENI a Telecom, passando per la Rai Tv sino a Trenitalia) e loro necessaria autogestione

Ho tentato, per almeno sette mesi, di fare la voltura del mio impianto a gas.

ENI, per sette mesi, mi ha comunicato che tale impianto risultava chiuso a quelli dell'Italgas, che sono i “distributori” del gas per conto di ENI e che quindi tale voltura non poteva essere effettuata. Per sette lunghi mesi ENI non è riuscita (assurdo ! chissà come mai...) a mettersi in contatto con Italgas al fine di far sì che i loro tecnici venissero a casa mia a verificare che l'impianto fosse sempre stato aperto.

Alcune settimane fa ho pertanto deciso di prendere il toro per le corna e di cercare su internet gli estremi di Italgas. E' stato semplicissimo (anche se al telefono, in un primo tempo, mi hanno detto che non sapevano che pesci pigliare per risolvere la problematica...sic !). Ho scritto loro un fax facendo presente la questione – ovvero che il contatore è sempre stato aperto ed invitandoli a provvedere di conseguenza. Diversamente avrei avvisato le autorità competenti ed adito a vie legali.

Risultato ? In pochi giorni un tecnico Italgas viene a casa mia, visiona il contatore e – come da lettera che Italgas mi ha fatto recentemente pervenire a casa – mi comunicano che la questione è risolta e che si trattava di “un'anomalia del sistema”.

Dunque chiamo ENI e tento di eseguire la voltura. Ci riesco, ma solo in parte. L'operatrice del call center mi comunica che, al fine di concludere l'operazione, un tecnico Italgas deve venire a casa mia ad acquisire la lettura ! Ma come ? Ma se il tecnico Italgas è stato a casa mia solo qualche giorno fa, ha fatto le foto al contatore e dunque eseguito la lettura, con tanto di regolare verbale ?!?

Niente da fare. L'operatrice mi fissa l'appuntamento per la settimana prossima con il tecnico dell'Italgas anche se il sottoscritto la settimana prossima potrebbe anche avere qualche altra cosa da fare...

Bella roba, neh ! E' capitata a me, ma a quanti altri poteva capitare ?

Questa è ed è stata la fine di aziende del patrimonio pubblico. Questa è Italgas e questa è ENI, alla fine di agosto 2014 (e già vi parlai qualche tempo fa delle problematiche che ebbi con Telecom Italia).

Da tempo sostengo che, oltre al fatto che le privatizzazioni e le svendite di Stato degli Anni '90 e 2000 siano state una vera e propria frode ai danni dei cittadini (con costanti aumenti delle bollette, peraltro, e scarso miglioramento del servizio), non hanno portato alcun autentico beneficio alle casse dell'erario. Lo vediamo costantemente.

Interessante sarebbe invece, attuare un processo inverso, ovvero una socializzazione di tali imprese: ENI, ITALGAS, TELECOM, TRENITALIA, RAI TV ecc... ed una conseguente autogestione delle medesime da parte di tutti i cittadini italiani attraverso l'azionariato popolare e la possibilità di partecipare, oltre che agli utili di dette imprese, anche alle decisioni aziendali medesime. Niente più intervento Statale e niente più intervento privato-padronale.

E' una visione moderna, sociale e che viene da lontano. Giusppe Mazzini, con il sistema cooperativistico, diede per primo l'idea dell'unione fra capitale e lavoro che, in un periodo di prepotente crisi come questo, è e sarebbe assolutamente necessario. Nessuno lo ascoltò e nessuno si stupisca della crisi italiana e globale di oggi. Un sistema, quello dell'autogestione delle imprese ex pubbliche o municipalizzate o pubblico/private, che permetterebbe ai cittadini non solo di pagare servizi meno cari e più efficienti, ma anche di guadagnarci.

Alla faccia, peraltro, dei tanti boiardi e manager pubblico/privati che mai hanno fatto l'interesse del cittadino-consumatore. Per non parlare dei nostri governanti, che per decenni hanno privato il cittadino della ricchezza che egli ha ottenuto con anni sacrifici e lavoro !


Luca Bagatin



26 luglio 2014

Riflessioni (anti)politiche d'Amore e Libertà by Luca Bagatin

L'unico Duce (ovvero Dux) che storicamente andrebbe riconosciuto è Giuseppe Garibaldi e, successivamente, Gabriele D'Annunzio durante la Reggenza del Carnaro. Il resto fu solo fuffa e follia ideologica. Non a caso in camicia...nera
E se rendessimo autogestibili società pubbliche o ex pubbliche come Telecom, Eni, Enel, Acea e tutte le municipalizzate, ovvero le facessimo gestire da tutti i cittadini italiani ?
Non sarebbe un incentivo al pagamento delle bollette ed un conseguente calmiere dei prezzi e magari anche una nuova occasione di lavoro - autenticamente cooperativo - per tutti ?
Penso che il cosiddetto "mercato libero" in Italia sia una vera e proprua truffa, ovvero una nuova forma di schiavitù.
Per non parlare di ciò che è diventato nell'Occidente sempre meno democratico.

Il punto non è che Maria Elena Boschi necessita di una compagna come Selvaggia Lucarelli, come quest'ultima va blaterando, tanto per farsi mediaticamente notare. Maria Elena Boschi - come dissi in occasione della presentazione ufficiale del mio saggio "Ritratti di Donna" - necessita di riscoprire la sua natura di Donna Selvaggia al fine di liberarsi dal Patriarca Renzi e riscoprire la centralità politica della sua femminilità.

Berlusconi - anzichè andarsene in pensione - scrive una lettera per unire i moderati (l'ennesima).
Il sottoscritto, diversamente, vorrebbe appellarsi agli immoderati, agli estremisti di centro perché al centro c'è l'individuo, agli (anti)politici extraparlamentari del cuore e dell'amore.
Per abbattere il sistema politico ed economico.
Per il ritorno all'Eden e ad una dimensione umanitaria e spirituale della realtà.

Il simbolo di "Amore e Libertà" è rosso all'interno, contornato da una moltitudine di cuori bianchi. Ciò a rappresentare la passionalità unita e non contrapposta all'amore romantico.



18 giugno 2014

Aforismi (anti)politici ovvero (contro)culturali by Luca Bagatin