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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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24 luglio 2010

Amare un libro significa leggerlo



I libri esistono per essere, essenzialmente, letti.
E' oltremodo ridicolo pensare che una casa piena di libri possa fare "l'intellettuale", oppure che un intellettuale sia tale solo perché ha letto molto.
Un libro va letto e, forse, solo dopo, eventualmente conservato.
Un libro può essere feticisticamente annusato, certo, ma se non è letto è praticamente strumento inutile e persino ingombrante.
Oggi esistono quei "cosi" elettronici che non ricordo nemmeno come si chiamano e che fungono da "libri tascabili" attraverso cui puoi "scaricare dal web" una serie di opere..... Ecco, anche quegli strumenti non sono la stessa cosa di un libro da leggere, palpare, annusare, sudare per acquistarlo, sudarci sopra se è estate e ci si accanisce nella lettura per pura passione di lasciarsi avvincere dal conoscere, dal sapere, dal vivere interiormente un'emozione.
Un libro può essere sfogliato, certo, ma se non è letto godi solo per un terzo.
Molto meglio portarlo con sé: in borsa, in valigia, in automobile, sui mezzi pubblici: aprirlo, leggervi anche poche righe, assaporarlo.....
Lasciarlo in giro, se è il caso, così qualcun altro potrà trovarlo e leggerlo a sua volta.
E poi la bellezza di consultare i libri della propria libreria: consultare e/o rinconsultare. Rileggere per rivivere le emozioni che si erano provate quando lo si era letto la prima volta. Rileggere come se fosse la prima volta, come se il nostro cervello fosse ancora vergine alla lettura.
Ecco dunque l'importanza della conservazione dei libri: ma solo dopo averli letti !
Che sciocchezza l'acquistarli solo per poi riporli meramente in anonimi scaffali. Un libro va vissuto !
Anche se regalato, va regalato con la percezione che sarà letto e non solo sfogliato e/o riposto o, peggio, gettato nella cartastraccia.
E poi che meravigliosa invenzione le biblioteche comunali: stanze ricolme di libri da leggere, scroprire, consultare e riconsultare. Luogo ove la parola scritta risuona per mezzo dei cervelli di coloro i quali lo frequentano.
E' estate e, lontano dal caos della città, sorseggiando una bibita, un buon libro è sempre pronto ad accoglierci.
E in città, o nei piccoli paesi ben amministrati, come sarebbe bello che le biblioteche fossero aperte anche in agosto.
Perché una mente attende sempre di leggere ciò che è stato scritto e che rimarrà eterno nella nostra memoria. Individuale e dunque collettiva.

Luca Bagatin



21 maggio 2010

Repubblicani all'avanguardia di un progetto di riforma radicale



Abbiamo finalmente appreso che l'ottobre prossimo si terrà il Congresso del nostro PRI e che sarà organizzato "per tesi".
Nulla di più auspicabile.
E' infatti innanzitutto importante partire dai programmi e, solo poi, decidere ove collocarsi politicamente. Per quanto personalmente sia aprioristicamente contrario ad un'alleanza con i cattocomunisti ed i giustizialisti, lontani anni luce da una prospettiva liberale e democratica.
Con questo mio pezzo vorrei cogliere l'occasione per delineare una serie di punti programmatici e di riforma, che personalmente ritengo utili all'elaborazione delle suddette tesi.
Penso infatti che il Partito Repubblicano, a dispetto della sua consistenza numerica, possa porsi all'avanguardia di un progetto di riforma di ampio respiro.
Progetto che parta innanzitutto da un radicale snellimento della macchina amministrativa e che ponga al primo punto l'abolizione delle Province italiane quali enti politici, l'accorpamento dei Comuni inferiori ai 20.000 abitanti, l'abolizione dei consorzi e delle comunità montane.
Solamente poi potremo anche iniziare a parlare di federalismo fiscale. Non certo prima, pena l'aumento della burocrazia e dei costi a livello locale ed amministrativo.
In seconda battuta è prioritaria una riforma delle pensioni a capitalizzazione, in linea con i Paesi europei e di cui ha più volte parlato l'On. Giuliano Cazzola.
Una volta ridotti i costi, che necessariamente devono prevedere anche un ridimensionamento delle indennità di carica dei vari amministratori locali e nazionali ed uno snellimento del personale amministrativo qualora in esubero, si potrebbe pensare - finalmente - ad una radicale trasformazione del sistema fiscale che, via via, si riduca ad un massimo di due o tre aliquote e che preveda l'innalzamento della cosiddetta "no tax area".
Tutte cose, guarda caso, previste e promesse dal primo Governo Berlusconi con la consulenza dell'ottimo Antonio Martino e degli economisti di scuola liberale e successivamente disattese dallo statalismo neo-democristiano e leghista dei Tremonti e dei Bossi degli ultimi governi a guida berlusconiana.
Venendo alla politica estera, da repubblicani mazziniani, non possiamo non sostenere la trasformazione del Parlamento Europeo in vero e proprio organo con poteri di governo sovranazionali. E non possiamo non rinnovare la nostra amicizia agli Stati Uniti d'America ed allo Stato di Israele. Nonché, in ultima ma forse più importante battuta, non possiamo non scandalizzarci di fronte alla politica neo-sovietica del Presidente russo Vladimir Putin, amico di Berlusconi, estimatore di Stalin e persecutore dei suoi oppositori politici interni. E non possiamo non scandalizzarci della pericolosa politica di amicizia fra Italia e Libia del dittatore Gheddafi.
Non è pensabile che un partito democratico ed occidentale come il PRI possa sostenere una politica estera così smaccatamente anti-americana ed anti-occidentale.
Venendo alla questione dei diritti civili, sarebbe opportuno ricercare una sinergia con le altre forze laiche: dai Liberali di Stefano De Luca e Paolo Guzzanti sino ai Radicali di Pannella e Bonino ed a quei socialisti, sparsi nel centrodestra e nel centrosinistra, che non hanno ancora del tutto ammainato la bandiera del libero pensiero.
Guardando al panorama politico d'oggi, a parte le coraggiose prese di posizione di Gianfranco Fini e della neonata Generazione Italia (interessante che ad essa vi si siano iscritte molte persone che non sono mai state di centrodestra) e qualche timida presa di posizione dell'Udc relativamente alla necessità di abolire le Province, grandi prospettive di respiro democratico, occidentale ed europeista non se ne vedono.
Sembra quasi di vivere in un Paese del Sudamerica, ove il risultato delle elezioni è deciso o a tavolino o mediante slogan facili. Ove non vi sono seri e radicali progetti di riforma, ma boutade messe lì apposta per imbrogliare l'elettorato.
Ecco, dopo 150 anni di un Unità d'Italia che abbiamo contribuito a costruire, è forse venuto il momento per i Repubblicani italiani di rialzare la testa e di combattere con le armi della democrazia, come ci insegnò quel grande combattente partigiano di Randolfo Pacciardi.

Luca Bagatin



19 maggio 2010

A proposito dei manifesti anti-omofobia a Pordenone e Udine.....da quando un bacio può considerarsi aggressivo ?

COMUNICATO STAMPA



Relativamente alla campagna anti-omofobia lanciata da Arcigay e Arcilesbica nei giorni scorsi a Pordenone e Udine, è oltremodo ridicolo che il tutore dei minori - il Consigliere regionale leghista Edouard Ballaman -  consideri un bacio come "una comunicazione eccessivamente aggressiva". Da quanto un bacio può considerarsi, infatti, aggressivo ?
Ritengo invece che questa campagna possa sensibilizzare proprio i minori e far comprendere loro che l'amore va ben oltre l'orientamento sessuale. E poi se un minore avesse pulsioni omosessuali sono proprio campagne di sensibilizzazione come queste che gli permetterebbero di sentirsi "meno solo" in una società che culturalmente sembra considerare "normale" unicamente l'eterosessualità.
Come laici, peraltro, sono decenni che chiediamo l'introduzione di un'ora di educazione sessuale obbligatoria a scuola (ove si insegna fra l'altro che l'amore di due uomini o di due donne è condizione del tutto naturale), come avviene nella gran parte dei Paesi europei e negli Stati Uniti d'America.

Luca Bagatin
componente del direttivo del Partito Repubblicano Italiano della provincia di Pordenone




DA www.ilfriuli.it
del 18 maggio 2010

I commenti a caldo

Telegrafico Luca Bagatin, componente del direttivo del Partito Repubblicano Italiano della provincia di Pordenone, che in una nota afferma "Relativamente all'oscuramento dei manifesti di Arcigay ed Arcilesbica rivendicato dall'esponente de La Destra Ernesto Pezzetta, penso che ci sia davvero di che riflettere relativamente alle legittimazione democratica di movimenti estremisti come il suo, che dimostrano di non rispettare nemmeno le regole del comune senso civico. E' oltremodo ridicolo, pertanto, che egli affermi di rispettare le persone omosessuali".



15 maggio 2010

"PEDOFILIA....da studiare" articolo by Peter Boom

PEDOFILIA: CRIMINE CONTRO L'UMANITA'
presentazione di Luca Bagatin



Gli atti di violenza sessuale contro un bambino sono forse il più atroce dei crimini che un individuo possa compiere contro l'umanità.
E' difficile dire altro se non che chi è colpevole è, non solo giusto che paghi, ma anche che si renda conto del crimine che ha commesso.
Detto ciò andiamo oltre, ma sino ad un certo punto.
Lo scrittore Aldo Busi è stato mediaticamente "messo in croce" in quanto gli è stata attribuita una presunta difesa della pedofilia.
Nulla di più falso.
Aldo Busi ha semplicemente e da sempre distinto fra "bambini e minori" e fra "consenzienti e non".
Distinzione sempre e comunque corretta e di buonsenso.
La Chiesa Cattolica Romana ed Apostolica, magari, non sarebbe necessariamente d'accordo: "Un rapporto sessuale va sempre e soltanto consumato dopo il sacramento del matrimonio".
La Chiesa Cattolcia Romana ed Apostolica ha, oggi, ben altri problemi a cui pensare.
Solidarietà alle vittime della pedofilia. Non certo al Sig. Ratzinger, Papa dei cattolici.
E con ciò vi lascio all'ottimo pezzo di approfondimento - inerente, appunto, al tema "pedofilia" -  dell'amico Peter Boom.

Luca Bagatin (nella foto con Peter Boom)


PEDOFILIA....da studiare
di Peter Boom



La pedofilia è argomento oggi molto dibattuto a causa delle migliaia di casi finalmente usciti fuori nell'ambiente dei preti cattolici, uno scandalo con l'aggravante che proprio loro si vantano di essere i veri detentori di una “alta moralità”. La politica di repressione sessuale attuata dalla gerarchia
del Vaticano ha avuto come risultato che i casi di pedofilia rimanevano per la maggior parte nascosti, quindi impuniti, rendendo così ulteriormente penosi i traumi subiti dalle piccole vittime.
Proprio a causa di questa repressione la maggior parte delle vittime ha paura di sporgere denuncia per non esporsi a vergogne culturalmente imposte. Le vittime del passato dovrebbero invece avere la forza morale di parlare e di denunciare i loro carnefici proprio per impedire che altri innocenti cadano vittime a loro volta.
La pedofilia non è ancora studiata a fondo nei suoi molteplici aspetti, studi difficilmente sponsorizzati da industrie farmaceutiche non essendoci un proficuo tornaconto come esiste invece per anti-influenzali, viagra, etc.
L'età legale dei minorenni non è fissata in modo uguale in tutti i paesi, non sono stati sufficientemente presi sotto la lente i diversi tipi di pedofilia (età diversa, con o senza violenza, con o senza danni fisici, rapporti cercati dai minori, nei riti di iniziazione, nella storia, nell'antropologia, quelli a causa di segregazione ed isolamento, prigionia, risultanti da traumi pregressi, etc.).
Come autore della Teoria e della Filosofia della Pansessualità (www.pansexuality.it ) ho sempre considerato che gli esseri umani in principio portano dentro di sé tutte le opzioni sessuali comprese quelle pedofile.
Naturalmente le possibilità nocive della nostra sessualità devono essere evitate, soprattutto quelle violente e/o senza consenso, come si riscontra spesso nei confronti di minori. Inoltre un minore d'età il più delle volte non è ancora capace di discernere cosa sia dannoso o no e di dare il proprio consenso o meno.
Più problematica si presenta la situazione di bambini poveri, subnormali, handicappati, come quelli sordomuti violentati sistematicamente in un istituto religioso nel nord Italia.
Ho sempre pensato che la pedofilia abbia attinenza con la necrofilia in
quanto né i bambini né quantomeno i morti si possono difendere e si trovano alla mercé di persone che spesso presentano problemi di comunicazione con gli altri.
L'opinione che un atto sessuale su un minore non procuri un trauma o soltanto un leggero stato di confusione sembra del tutto fuorviante. Forse questo potrebbe essere vero al limite soltanto nel caso di bambini più grandi quando sono loro a cercare le prime esperienze sessuali. Una spinta sessuale che sarebbe bene seguire senza imporre troppe regole, soprattutto religiose (sensi di colpa), che potrebbero condizionare negativamente e far insorgere conseguenti complessi psicologici.
Voglio citare qui nove punti  del lavoro di Ellen P.Lacter, psicologa americana da 24 anni specializzata nel trattamento di minori abusati e maggiorenni abusati quando erano minorenni (recentemente pubblicato sul sito del professor Erwin J. Haeberle, Humboldt University-Berlino, www.hu-berlin.de/sexology sotto il titolo “Is pedophilia ever acceptable?” (Wayne R.Dynes).
La psicologa Lacter ha riscontrato nei piccoli pazienti i seguenti disturbi e problemi:(liberamente tradotto dall'inglese)

1) Dolore fisco, qualche volta fortissimo.

2) Un vero disgusto per gli atti sessuali, per la presenza di genitali e
delle emissioni.

3) Paura nei casi di violenza estrema, difficoltà respiratorie, conati di vomito, sensazione di soffocamento.

4) Paura conseguente a minacce alla propria persona, verso le persone amate, verso gli animali prediletti (pet) e altre persone e cose care allo scopo di assicurarsi sottomissione e per contrastare l'ansia di venire scoperta-o.

5) Il terrore basato sul fatto che la persona che abusa non lasci alcuna possibilità di scampo e che non tenga conto delle proteste di finirla.

6) Paura, vergogna e senso di colpa, basate sulla consapevolezza che le parti private del corpo dovrebbero rimanere coperte, la comprensione che il pedofilo o la pedofila fa di tutto per nascondere l'abuso, convincendo, certe volte con ulteriore violenza, il bambino o la bambina che questi atti sono dannosi e moralmente sbagliati e che deve tenerli segreti.

7) Tradimento e dolore nei casi di abuso da parte di persone amate che esigono atti dannosi ed immorali, in molti casi rafforzato dal fatto che i familiari ne sono a conoscenza e  permettono che l'abuso continui.

8) Sensi di colpa e di vergogna per l'incapacità di scappare e di difendersi fisicamente dall'assalitore.

9) L'idea di essere complice a causa dell'accettazione di regali o privilegi speciali da parte dell'abusatore.

La psicologa americana ha con questo enumerato problemi che per la maggior parte incidono sulle vittime vita natural durante.
La violenza sessuale può creare inoltre conseguenze come ansia, pianto, insicurezza, rabbia, insonnia, incubi, fissazioni, paranoia, nevrosi varie, scatti di nervi, desideri di vendetta, comportamenti asociali, problemi di apprendimento, droga, alcool, autolesionismo, aggressività, ed altresì danni fisici, inclusi lacerazioni di organi interni, malattie sessuali, gravidanza, suicidio ed in alcuni casi morte.
Un altro fenomeno da non sottovalutare è la rimozione psicologica che può arrivare fino alla negazione dei fatti avvenuti perfino a sé stesso.
Spesso anche le famiglie, qualora sono a conoscenza dei fatti, preferiscono non parlarne e cercano addirittura di tacitare le piccole vittime. Ogni psicologo sa che la prima condizione per liberarsi di un trauma è di parlarne.
Viene ancora da chiedersi se la pedofilia dev'essere punibile qualora non violenta e col consenso per esempio per un'età che va dai 14 ai 16 anni.
Un rapporto sessuale di una o un diciottenne che va con un quindicenne dev'essere considerato un reato?
Quando non c'è il consenso o nei casi di violenza sussiste in ogni caso il reato, prendendo in considerazione se viene attuato con o senza penetrazione,
con o senza danni fisici e/o psichici. I danni psichici non sono facili da valutare e possono uscire fuori anche dopo molto tempo.
Spero che questo mio articolo serva per approfondire l'argomento e per togliere il vizio di nascondere questo grave peccato.

Peter Boom
http://www.pansexuality.it



6 maggio 2010

YES WE CAN !



CONTRO CONSERVATORI E SOCIAL-BUROCRATI, ALMENO IN GRAN BRETAGNA, CE LA POSSIAMO FARE.
OGGI NEL REGNO UNITO CON NICK CLEGG, DOMANI IN ITALIA CON QUALCUN ALTRO: PER UN TERZOPOLISMO LAICO E LIBERALDEMOCRATICO, LIBERALSOCIALISTA E LIBERTARIO ALL'INSEGNA DEL
"MENO STATO PIU' INDIVIDUO !"
SI', CE LA POSSIAMO FARE - PER LA PRIMA VOLTA - A DIVENTARE IL PRIMO PARTITO !!!!!!

www.libdems.org.uk




26 aprile 2010

Facebook e le domande pruriginose di certe applicazioni del cavolo......


Penso che ai lettori di questo blog siano abbastanza note le mie perplessità relative al social network Facebook.
Sono iscritto da un anno e rotti circa (se consideriamo che mi hanno già - ingiustamente - cancellato una volta, a luglio dello scorso anno), ma ancora non riesce ad entusiasmarmi troppo e riesco a capirlo ancor meno.
Mi sono imbattuto, alcuni giorni fa, in una cosiddetta "applicazione" di Facebook che oggi - misteriosamente - risulta cancellata (cose che capitano, su Facebook. Basta che qualche "buontempone" si metta a segnalare l'applicazione tale o il tizio tale che per qualche motivo "da fastidio" e allora....zac ! sei cassato. Questo è un altro degli aspetti che odio profondamente del social network in questione, visto che nella maggior parte dei casi i "segnalati" non danno fastidio a nessuno, mentre i "gruppi violenti, razzisti e quant'altro" continuano beatamente a rimanere attivi).
L'applicazione in questione proponeva di rispondere ad alcune domande sui tuoi "amici di Facebook" con un SI o con un NO.
Ogni cinquanta risposte (50 bonus !) avevi la possibilità di visualizzare i "tuoi risultati", ovvero che cosa i tuoi "amici di Facebook" avessero chiesto su di te e risposto.
Su di me, curiosamente, le domande erano tutte a carattere sessuale:

Andresti a letto con Luca Bagatin ?
Hai mai avuto una cotta per Luca Bagatin ?
Hai mai sognato Luca Bagatin ?
Secondo te Luca Bagatin è vergine ?


La risposta alle prime tre domande è stata SI. La quarta NO.
Ammetto di essermi, forse anche stupidamente, imbarazzato.
Non perché io sia un pudico o un moralista, ma mi sono chiesto chi cavolo avesse interesse a fare domande di questo tipo....visto anche e considerato che non conosco nemmeno la maggior parte dei miei "amici su Facebook".
Poi c'è il fatto, per nulla trascurabile per un fedelissimo come me (strano ma vero ?), che sono sentimentalmente impegnato.
Che fossa stata Lei a rispondere a queste domande ?
Va beh, per scoprirlo rispondiamo subito a un bel po' di domande "altrui".
Arrivato a cinquanta ho diritto a visualizzare uno dei "miei risultati".
Non ho molto tempo né voglia di rispondere, ma la curiosità è troppa.
Alla fine clikko sulla risposta al primo quesito che mi riguarda: 
Andresti a letto con Luca Bagatin ?
A rispondere sono stati i Cavalieri di Malta.
Scoppio a ridere e mi chiedo - innanzitutto - quanti siano e se, anche a letto, siano bardati con mantello con tanto di Croce di Malta stampata sopra :-)
Rido ancora, poi rinuncio a vedere il risultato delle altre risposte.
Facebook è una vera ciofeca. E non ho alcun interesse a farmi insignire Cavaliere di Malta.




16 aprile 2010

"Inseminando Zizzania": monologo surRenale by Luca Bagatin



Che cosa resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani ?
Niente, neppure una riminescenza.
A Rimini ci andai alcuni anni fa.
Odio il mare. Amo Rimini.
A Rimini si possono ammirare molte cose.
Le bellezze locali in primis.
A Rimini si può ammirare o rimirare ?
Amo le rime. Odio le rane.
Amo la rena di Rimini.
Ricordo quel dì a Montefiore Conca che, però, non è situato in zona marina.
Ricordo il Montefeltro, perché a "Montefeltro" è necessario aggiungere l'articolo.
Non ricordo a quale articolo di codice penale a giurispurdenza arrivammo a rimirare il mare.
Che cosa resta di tutto il dolore che ?
Cosa resta, ecco, appunto.
Poiché in base alle tue parole sarai giustificato in base alle tue parole sarai condannato.
Parole di condanna piovevano, che è forma decisamente più corretta di "piovvero".
Piovvero parole sulla città, che è come dire....una metafora, ecco, appunto.
Duepunti e acCapo.
Dopo il "post scriptum" non ci vogliono i duepunti. Io CE li metto da sempre.
Detesto il singolo puntino - solitario, appunto - apposto dopo la pi e la esse.
Piesseduepunti. La forma che preferisco.
E la forma è anche sostanza.
Sostanzialmente penso che abbia davvero, in questo senso, ragione Aldo Busi.
La forma è anche sostanza.
Che resta di tutto il dolore che abbiamo creduto ?
Abbiamo creduto di provare dolore.
Abbiamo. Creduto.
Creduto di obbedire, ma non di combattere.
Forse, di controbattere.
Abbiamo forse creduto di soffrire da giovani ?
E da vecchi, allora ?
Da vecchi non si soffre forse più ?
Che cosa resta ancora da approfondire di una vita che ha creduto - da giovane - di soffrire ?
Il peggio si riduce a un risolino......di stupore.
E le angoscie di un tempo ci appaiono così lontane da............
Da ritenere Rimini, il Montefeltro, quale metafora di un seminario sulla gioventù e oltre.




29 marzo 2010

PENSA CON LA TUA TESTA ! ESCI DAL BRODO PRIMORDIALE !

BER & BER
MA DAVVERO VOLETE ANCORA CHE QUESTI DUE CONTINUINO A DARVELA A
BERE ???




L'INFANTILISMO PALESE DI UNO CHE HA BRUCIATO LE TAPPE.....
SENZA ARTE NE' (MOLTA) PARTE



POPULISMO ALL'AMATRICIANA



DEFORMATORI PROFESSIONALI



SUPERVIzzIONE CLERICALE



STOP AL CATTOCOMUNCLERICAL(S)FASCISMO

LIBERA LA CREATIVITA'
LIBERTA' E' CREATIVITA'
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VENITE INSIEME !

PENSATE CON LA VOSTRA TESTA
USCITE DAL BRODO PRIMORDIALE

(da "Neuropolitica" del Dr. Timothy Leary)



17 marzo 2010

Aldo Busi lascia l'Isola dei Famosi mostrando tutta l'ipocrisia dei reality......e dell'Italia d'oggi


Aldo Busi, l'unico scrittore e personaggio pubblico italiano che ha avuto il coraggio di smascherare in televisione l'ipocrisia diffusa ad ogni livello in questo nostro povero Paese, ha lasciato l'Isola dei Famosi.
Sì, infatti lui, al reality condotto da Simona Ventura che l'ha visto protagonista (fra gli altri) per tre settimane, si è "prestato" proprio per questo.
Per smembrare pezzo per pezzo questo perverso meccanismo mediatico che vede accapigliarsi personaggi più o meno noti (spesso meno), con poca parte e ancor meno arte: tronisti, poltronisti, estetiste, vecchie glorie del Belpaese a caccia dei loro "minuti di celebrità".
Aldo Busi, durante la puntata andata in onda su Rai Due mercoledì 17 marzo, dimettendosi dal suo ruolo di "naufrago", ha peraltro denunciato apertamente il clericalismo della sinistra italiana, l'omofobia del Vaticano, la vergogna dell'impossibilità - in Italia - che un single possa adottare un bambino, l'ipocrisia dell'italiano medio, la mancata riforma fiscale promessa dall'attuale governo (pagare meno, pagare tutti) e ha persino zittito Mara Venier ed il suo finto buonismo.
Mai, in una rete televisiva nazionale, si era assistito alla sistematica "messa a nudo" della triste realtà italiana.
Una realtà deformata dai reality, dalla mediaticità, dalla mediocrità di una classe di "pseudo-artisti" e di "pseudo-politici", che da troppi anni bada più all'"apparire" che all'"essere" ed al fare (ed al saper fare qualcosa).
E a denunciare con forza, ma anche con simpatia tutto ciò, è Aldo Busi, uno dei più grandi scrittori e traduttori del nostro Paese, che mai si è sottratto alle critiche ed ha fatto del suo libero pensiero una autentica bandiera sin da quando era adolescente.
Lui, a differenza dei molti paraculi, ha iniziato a lavorare a quattordici anni come cameriere e la sua vita non è certo stata comoda (raccontata, per sommi capi, nel suo "Seminario sulla gioventù" del 1984).
Personalmente lo conobbi nel 2003, ad una festa gay-lesbo-simpatizzanti e successivamente lo rividi nel 2007, presso il Teatro Verdi di Pordenone, ove inaugurò una delle edizioni di Pordenonelegge, la kermesse del libro di Pordenone.
Ricordo che lì si spogliò, rimanendo in slip, ed a ruota libera smontò - pezzo per pezzo - la classe politica del nostro Paese: nazionale e finanche locale.
Scoppiò un putiferio "bipartisan". Da destra e sinistra arrivarono fior fior di critiche all'indirizzo di Busi e di chi decise di invitarlo.
Anche allora - il "Re Nudo" - ovvero la nuda verità, diede fastidio (ed io colsi l'occasione per scrivere un comunicato stampa tutto a sostegno di Aldo Busi, che fu pubblicato nella prima pagina del Messaggero Veneto).
"Il vero criminale non è chi commette il crimine, ma chi lo denuncia", ha affermato Busi durante la puntata dell'Isola dei Famosi nella quale ha deciso di abbandonare il gioco.
Mai massima è e fu più adatta: chi mette a nudo l'ipocrisia di fondo di questa nostra società italidiotica, mignottocratica, clericale, illiberale, antilaica, omofoba e anche un po' razzista, è ritenuto un criminale.
A allora siamo con Busi ancora una volta.
Hai fatto bene a lasciare quel reality, caro Aldo, che peraltro senza di te perderà inesorabilmente spettatori.
Eri l'unico capace di renderlo frizzante con le tue battute al fulnicotone, i doppi sensi intelligenti e stuzzicanti, persino irriverenti.
Un'irriverenza comunque capita dai più. Ma odiata dagli sciocchi che non amano sentirsi dire la verità in faccia.
Hai raggiunto il tuo scopo. Hai vinto l'Isola.

Luca Bagatin



16 settembre 2009

Pordenonelegge.it : un inizio sotto i peggiori...auspici



Ora, non si è mai capito bene se a Pordenone, (poco sor)ridente città del Nord Est italico, si legga o meno......nonostante PordenoneleggePuntoIt (la kermesse del libro-incontro con gli Autori, che dal 16 al 20 settembre ci vedrà impegnati in probabili ed improbabili reportage).
Ad ogni modo quest'anno non si poteva iniziare....peggio.
Confermando quanto sostenuto dal grande Ernest Hemingway (che proabilmente delle kermesse letterarie se ne sarebbe impiPPato alla grande), Pordenone, oggi, è stata letteralmente il "pisciatoio d'Italia" con temporali e conseguente pioggia a dirotto prevista anche per i giorni successivi.
Come se non bastasse, uno degli eventi clou della serata è stato il recital dell'attrice Claudia Koll con poesie dedicate alla Madonna in collaborazione con le Edizioni Vaticane (sic !).
Dal pornosoft al clericaleggiante...in salsa comunistarda.
Abbiamo ordunque dato forfait.
Per finire....erano del tutto assenti le piacevolissime bancarelle del libro (presenti solo gli stand vuoti ancora in allestimento) !!!!
Tristo inizio. Non può dunque andare peggio.
Finirà in bellezza il 20 settembre, giornata in cui parlerà Beppino Englaro....nel mitico giorno a ricordo della Breccia di Porta Pia !
Come potrebbe essere diversamente del resto (PordenoneleggePuntoVirgolaDuePuntiAcapo.It o meno) !

Luca Bagatin

PS: un ringraziamento meritato invece allo staff dell'Ufficio Stampa di Pordenonelegge: scritto, diretto ed interetato dall'amica radicale (dai tempi della fondazione della Lista Emma Bonino) Paola Sain e dalla sua socia Daniela Volpe.


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini