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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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17 febbraio 2012

Lino Salvini: l'uomo, il medico, il politico ed il massone



Dell'ex Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia Lino Salvini si parla sempre troppo poco, anche nello stesso GOI. Sembra quasi figura dimenticata, del passato, dalla quale a volte prendere le distanze. E certo Lino Salvini non meritò nè merita tanto distacco, tutt'altro.
Fortunatamente ad onorarne la memoria è stato costituito, nel 1987, l'Istituto di Studi Lino Salvini di Firenze, che ogni anno pubblica ottimi volumi di cultura massonica ed umanistica, riservati ai soci ed a quanti, inviando un piccolo contributo, desiderano riceverne copia.
In particolare, nel 1992, fu pubblicato un bel libro commemorativo interamente dedicato alla figura di Lino Salvini: uomo, politico, medico e massone e recante le firme di Filippo Alfano, Raul Verreschi, Giancarlo Domenichini ed Aldo Chiarle.
Lino Salvini nacque a Firenze il 21 luglio 1925 e, giovanissimo, intraprese la carriera di medico, occupandosi in particolare di problemi legati alla tiroide ed in tal senso dando un fondamentale contributo alla scienza medica, dando alla luce, peraltro, fra il 1950 ed il 1963, numerose pubblicazioni scientifiche e fondando, nel 1966 la Società Italiana per l'Automazione in Medicina.
Lino Salvini non nascose mai la sua passione per la politica, sin da quando, studente liceale, fondò l'associazione LOTO, ovvero Libera Organizzazione Tendenti Omnia, ovvero un cenacolo aperto ad ogni discussione dello scibile.
Nonchè fu attivissimo nell'Unione Goliardica Italiana, ovvero l'organizzazione studentesca di matrice laica, liberale e socialista.
Liberalsocialista Salvini lo sarà tutta la vita, non rinunciando alla tessera del PSI nemmeno quando ricoprirà la carica di Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia.
Lontano anni luce dal marxismo, Salvini credeva nel liberalsocialismo dei fratelli Carlo e Nello Rosselli, ovvero nella libertà individuale, capace di andare di pari passo con la giustizia sociale. Credeva, in sostanza, in una sinistra democratica e per questo - nei settori comunisti e para comunisti - era ritenuto uomo "di destra".
Lino Salvini fu eletto Gran Maestro del GOI il 13 gennaio 1970, ma ricordiamo che divenne Maestro Venerabile nel 1962, presso la Rispettabile Loggia "La Concordia" all'Oriente di Firenze.
Salvini fu diretto continuatore della politica diplomatica del suo predecessore Giordano Gamberini e riuscì ad ottenere il riconoscimento della regolarità massonica del GOI da parte della Gran Loggia Unita d'Inghilterra il 13 settembre 1972.
Aldo Chiarle, nella sezione che dedica alla Gran Maestranza di Salvini, commette purtuttavia un'imprecisione storica. Vero è che, il 18 settembre 1973, Salvini riuscì a far confluire nel Grande Oriente d'Italia la Serenissima Gran Loggia d'Italia guidata dal Gran Maestro Francesco Bellantonio, aumentando così i suoi iscritti, ma non è vero - come scrive Chiarle - che ciò pose fine allo scisma del 1908, allorquando vi fu una frattura fra Grande Oriente ed una parte consistente di Fratelli che, in nome della libertà religiosa, costituì una nuova comunione massonica di Rito Scozzese: l'attuale Gran Loggia d'Italia degli ALAM.
Come possiamo infatti notare a pagina 188 degli "Annali" della Gran Loggia d'Italia a cura di Luigi Pruneti ed edita lo scorso anno, è riportato chiaramente che, in data 29 settembre 1973, la Giunta Esecutiva di Piazza del Gesù sancì, con un Ordine del Giorno, che la Gran Loggia d'Italia è incontestabilmente la legittima e diretta continuatrice di Piazza del Gesù conseguente allo scisma del 1908.
Lino Salvini, purtroppo, sul finire della sua Gran Maestranza,
sarà ingiustamente trascinato nel falso scandalo P2.
Volendo infatti ricostruire i fatti, la Loggia Massonica Propaganda (P) era infatti una loggia regolare (e per nulla segreta) del GOI, fondata del 1877 dal garibaldino Giuseppe Mazzoni ed alla quale furono iscritte eminentissime personalità del Risorgimento quali Aurelio Saffi, Giusue Carducci, Ernesto Nathan e Giovanni Bovio ed il suo scopo fosse duplice: unificare massoni che, per motivi professionali, non avevano un domicilio fisso ed anche mantenere riservati i nomi di quei Fratelli che, per motivi sempre legati alla loro professione, potevano essere preseguitati per il solo fatto di essere massoni.
Dopo l'oscurantismo fascista e la messa fuori legge delle Logge massoniche, la Loggia Propaganda fu ricostituita e prese il nome Loggia Massonica Propaganda Nr. 2 ed aveva sempre lo scopo di tutelare la riservatezza dei massoni che ne facevano parte, pur non essendo una loggia nè segreta nè golpista come certa stampa e forze politiche andarono dicendo.
Saranno proprio queste forze oscure cattocomuniste, fasciste e clericali a lanciare codesta nuova caccia alle streghe contro presunti piduisti, ovvero massoni regolari.
Ma, allorquando scoppiò il falso scandalo P2, ovvero nel 1981, Lino Salvini non era già più Gran Maestro del GOI e morì prematuramente l'anno successivo e valga per tutti il ricordo del suo successore, il Gran Maestro Ennio Battelli: "La morte di Salvini è una grossa perdita per tutta la Famiglia massonica. Era un uomo che ha sofferto, che ha dato tutto ed ha sempre pagato per tutti. La storia farà giustizia di tutte le calunnie..."

Il lavoro umano, medico, politico e massonico, di Lino Salvini, merita certamente di essere ricordato, studiato, approfondito. Affinchè non prevalgano le tesi dei "cacciatori di streghe" e dei novelli oscurantisti il cui credo nel dogma è più saldo persino della loro stessa umanità. Semmai ne possedessero una.

Luca Bagatin



17 settembre 2011

XX Settembre: la festa di tutti gli italiani

Quest'anno si sono festeggiati i 150 anni dell'Unità d'Italia.
Ad essere precisi, purtuttavia, dovremmo dire che si sono festeggiati i 150 anni che sono intercorsi dalla proclamazione del Regno d'Italia (17 marzo 1861) ad oggi.
L'Unità d'Italia si ottenne infatti il 20 settembre del 1870, allorquando i bersaglieri entrarono a Porta Pia, mettendo fine al potere temporale dei Papi e Roma fu proclamata Capitale d'Italia.
Il 20 settembre non è più festa nazionale dall'avvento del fascismo e questa è la più grande vergogna della nostra Repubblica che, dal 1946 ad oggi, non l'ha più ripristinata.
Il 20 settembre è e dovrebbe essere la festività laica più importante, poichè vide uniti - per la prima volta nella Storia d'Europa - repubblicani e monarchici, massoni e cattolici, nobili e popolani, ebrei e protestanti, donne e uomini, in nome dell'Italia e della libertà religiosa.
Il 20 settembre di ogni anno a Porta Pia si recano, in onore di quelle antiche gesta, solamente i radicali ed i massoni del Grande Oriente d'Italia. Quasi che tale festività fosse una manifestazione "di parte", per pochi intimi.
Così non è e non dovrebbe essere e sarebbe ora che il Popolo sovrano chiedesse a questa putrescente classe politica (senza più speranze) ciò che loro spetta: il ripristino del 20 settembre quale festa nazionale di riconciliazione fra le fedi e le ideologie, sotto la bandiera dell'Unità nazionale e della laicità dello Stato.
"Libera Chiesa in libero Stato", diceva il conte Camillo Benso di Cavour e, finalmente, nel 1871, fu approvata la "Legge delle Guarentigie", che stabiliva precise garanzie per il Papa dei cattolici, il quale diventava suddito dello Stato italiano.
Sarà successivamente il fascismo a spazzare via tale liberale norma e ad introdurre il fascistissimo Concordato, inserito poi in Costituzione con i voti dei cattocomunisti e rinnovato nel 1984 da Craxi.
Triste destino, quello dell'Italia laica e liberale e, dunque, quello della libertà e della pace religiosa.
E' per tutto ciò che, dal prossimo 20 settembre, vorrei vedere sfilare a Porta Pia, non solo i soliti radicali ed i soliti esponenti del GOI, ma i repubblicani del PRI e dell'Associazione Mazziniana Italiana assieme ai monarchici dell'Unione Monarchica Italiana; i massoni del GOI e quelli della Gran Loggia d'Italia degli ALAM (che, nel 1910, fu la prima, per mezzo di Saverio Fera, a comprendere la necessità di un dialogo con la Chiesa cattolica); l'Unione delle Comunità Ebraiche assieme agli esponenti della Conferenza Episcopale Italiana; musulmani assieme a buddhisti, induisti e valdesi; donne e uomini; omosessuali ed eterosessuali.
Vorrei dunque che, a Porta Pia, ogni 20 settembre, ci fosse tutto il popolo italiano unito: in nome dell'amore per l'Italia, la libertà e la laicità.
Sarebbe la festa più bella. La più importante ed affratellata d'Italia.


Luca Bagatin



16 dicembre 2010

Ciao Bent !

Ad un anno dalla scomparsa di Bent Parodi di Belsito, vorrei qui di seguito ricordarlo con l'articolo che pubblicai su questo blog il 31 dicembre del 2009



Ho appreso con profonda tristezza della morte di Bent Parodi di Belsito, giornalista, compagno Repubblicano e Grande Oratore Aggiunto del GOI, nonché ultimo discendente della nobile famiglia siciliana dei Gattopardo.
Ho avuto modo di conoscerlo fra il 9 ed il 10 novembre 2008, partecipando entrambi come relatori alla conferenza "Massoneria di Popolo o Massoneria d'Elite ?", organizzata dal Rito Simbolico Italiano del Grande Oriente d'Italia a Montefiore Conca in provincia di Rimini.
Di lui ricordo il temperamento gioviale, le sane mangiate a pranzo, cena e colazione, nonché le fumate di sigaretta che ci siamo piacevolmente fatti trovandoci ad alloggiare nel medesimo hotel, l'uno con la stanza accanto all'altro. E soprattutto ricordo con molto piacere le chiacchierate su esoterismo e massoneria e ciò che mi disse a proposito del mio cognome - Bagatin - che egli sosteneva derivasse da "Bagatto", la nota carta dei Tarocchi che rappresenta il prestigiatore che si evolverà in Mago.
Rimanemmo poi in contatto telefonicamente al punto che in questi giorni lo cercai al telefonino per gli auguri del Solstizio d'Inverno, comprensibilmente senza alcun successo.
Voglio ricordare Bent Parodi con una frase che mi disse proprio in hotel, prima della conferenza che tenemmo: "Per me lo scopo ultimo della Massoneria è quello di far diventare l'Umanità intera un'elite di persone migliori ed affratellate fra loro".
Una frase che non scorderò mai e che porterò sempre con me, come il ricordo di questo grande Maestro.

Luca Bagatin (nella foto accanto a Bent Parodi)



20 novembre 2010

Simbolica massonica del Terzo Millennio

"Simbolica Massonica del terzo millennio" – di Irène Mainguy - è sicuramente l'opera più completa oggi in commercio per tutti coloro i quali - Massoni, studiosi o semplici curiosi - desiderano approfondire appieno il cammino iniziatico del Libero Muratore.


La curatrice - bibliotecaria e documentarista in carica presso la prestigiosa obbedienza massonica del Grande Oriente di Francia - Irène Mainguy, con questa sua "Simbolica", ha decisamente aggiornato, rivisto ed ampliato "La simbologia massonica" del massone francese Jules Boucher, che, dal 1948, è stata per decenni la pietra miliare di ogni buon Figlio della Vedova.
Edita dalle Edizioni Mediterranee e curata in Italia dal famoso alchimista e massone Paolo Lucarelli (noto negli ambienti esoterici per i suoi profondi studi sui misteri delle cattedrali, oltre che per quelli alchemico-gnostici), "Simbolica Massonica del terzo millennio" è un agile testo arricchito da preziose allegorie massoniche e diviso in capitoli e brevi sottocapitoli ove è possibile approfondire tutto lo scibile liberomuratorio: dalla simbologia di base passando per l'abbigliamento del massone; dai segni rituali ai toccamenti massonici sino alle parole sacre e "di passo"; dagli strumenti utilizzati dai massoni con il relativo significato simbolico, sino alle funzioni degli Ufficiali in Massoneria, alle virtù etiche ed ai doveri del massone. Un intero capitolo è inoltre dedicato alle Obbedienze presenti in Francia ed ai loro relativi riti; un altro è dedicato al Rito Scozzese Antico ed Accettato ed al Rito inglese di stile Emulation e l'ultimo alle principali Obbedienze massoniche in Italia.
“Simbolica Massonica del terzo millennio” è dunque sicuramente un testo di studio, ma anche e profondamente operativo, ovvero che va all'essenza della ritualità iniziatica senza perdersi troppo in dissertazioni storiche.
Impareggiabile, inoltre, la prefazione all'edizione italiana curata dallo stesso Paolo Lucarelli, il quale, lodando il lavoro di Irène Mainguy, affronta anche con massima apertura e competenza il tema della donna in Massoneria, ovvero esponendo due questioni fondamentali: nei cantieri operativi dei muratori medievali - a differenza di quanto erroneamente si tende a credere - vi erano anche donne ed inoltre i culti solari - come quello liberomuratorio, appunto - erano officiati soprattutto da sacerdotesse (si pensi ad esempio al culto di Apollo e Dioniso).
"Simbolica Massonica del terzo millennio", è infatti manuale che, forse per la prima volta nella Storia della Massoneria, si rivolge equanimemente a Massoni uomini e donne.
Figli e figlie di un unico Essere Supremo alla continua ed incessante ricerca del Buono, del Bello e del Vero, per mezzo della scuola di perfezionamento più antica e prestigiosa al mondo.

Luca Bagatin



12 agosto 2010

Questionando attorno al Grande Oriente d'Italia ed al "Grande Oriente Democratico"



Tempo fa, verso la fine di aprile, mi è capitato di scoprire e lodare l'attività del gruppo "Grande Oriente Democratico", una corrente interna alla Massoneria del Grande Oriente d'Italia fondata da Gioele Magaldi che si proponeva di riformare il GOI il senso democratico e libertario.
Ho anche sottoposto loro alcuni miei scritti in tal senso e, gentilmente, li hanno pubblicati sul loro sito che ho anche pensato di linkare sul mio blog.
Da qualche tempo mi capita di leggere e sentire il sig. Magaldi sui media nostrani. E di sentirlo parlare, più che di valori massonici ed esoterici, di politica, di Berlusconi, del Gran Maestro del GOI Gustavo Raffi che sarebbe berlusconiano (cosa assai improbabile vista la sua comprovata fede repubblicana mazzinana), eccetera.
Ed allora ho cominciato a pensare che questo "Grande Oriente Demcoratico" non fosse altro che l'ennesima associazione politica e/o para-politica che, francamente, con l'esoterismo e la Massoneria c'entra come il due di picche.
Magaldi, che ama molto esporsi sui media, parla di Berlusconi come del "Fratello Silvio", quando è stato ampiamente dimostrato anche da un recente saggio del prof. Aldo Mola, che Berlusconi, come molti della P2 di Gelli (loggia regolare, certo, ma che di massonico aveva poco o nulla), ricevette al suo indirizzo una semplice "tesserina" del GOI senza ricevere alcun rituale massonico e senza alcuna serietà sotto il profilo iniziatico-esoterico. Dunque: Berlusconi non è un massone.
E poi il sig. Magaldi parla, nei suoi recenti scritti che si possono leggere tranquillamente sul sito www.grandeoriente-democratico.com, di voler costruire un'Associazione politico-culturale che si proponga come obiettivo una "nuova coalizione di centro-sinistra". Più che legittimo, per carità. Ma non si confonda la politica con la Massoneria. E non è per nulla simpatico l'utilizzare il vessillo massonico a scopi politici o personali.
La Massoneria, infatti, è un'organizzazione spirituale che raccoglie persone dalle più varie fedi religiose ed anche dai più vari ideali politici. Non è possibile, nel suo seno, discutere nè di politica nè tantomeno di religione, proprio allo scopo di salvaguardare l'antidogmaticità dell'associazione e la più ampia concordia fraterna.
Sarebbe piuttosto da chidersi se questo "Grande Oriente Democratico" si stia muovendo più in vista delle prossime elezioni politiche - fiancheggiando quel Pd che condanna, al suo interno, i massoni - che per il rinnovamento della Massoneria italiana.
Massoneria italiana che necessiterebbe un ritorno alle sue origini gnostiche ed esoteriche, mandando del tutto a farsi un bagno le questioni meramente politiche (che francamente hanno, negli ultimi quindici anni, raggiunto il loro livello più basso) e profane.

Luca Bagatin



9 agosto 2010

Sei anni di blog.......



Sono passati esattamente sei anni.
Sei anni da quando ho aperto questo blog che, inaspettatamente, macina ogni giorno circa seicento visite e che ha raccolto - complessivamente - un milione circa di visitatori.
Un vero record se penso che, quando avevo ancora venticinque anni e correva il 9 agosto del 2004, contavo più che altro di realizzare una sorta di "contenitore" di miei racconti e qualche barzelletta inventata lì per lì presso il call center nel quale lavoravo allora (e che ancora rimpiango, sia detto per inciso).
Statistiche a parte, penso davvero di aver profuso tutte le energie possibili per costruire questa piccola "isola felice" (o a tratti triste, a seconda dei gusti e dei momenti).
Ho iniziato a scirivere presso la sede di un'associazione culturale che oggi non esiste più. Ho proseguito fra i tavoli di un bar che sta quasi per chiudere e poi presso la sede di un'altra associazione con la quale continuo, pur saltuariamente, a collaborare.
Oggi, da un annetto, scrivo finalmente da casa, dopo che ho tempestato Telecom Italia di lettere (una al mese circa) affinché portasse anche qui a casa mia l'indispensabile adsl (se attendevo la triste amministrazione comunale di Pasiano di Pordenone, con il suo "bravo" sindaco - passato dal Pd al PdL nel giro di qualche anno - stavo veramente fresco).
Questa, dunque, spero possa essere anche la vostra "isola".
L'isola di quelli che non hanno peli sulla lingua e che non discriminano nessuno. Nemmeno gli ipertricotici
Un'isola nella quale penso d'aver parlato di tutto ciò di cui nessuno parla o ama parlare, ovvero di tutto ciò che i mass media nemmeno hanno interesse commerciale e men che meno politico a "tirar fuori dal loro cappello".
Penso di aver dato e spero di dare ancora voce a quell'area laica, mazziniana, garibaldina, liberalsocialista e liberaldemocratica che nel nostro Paese è sottorappresentata e schiacciata dalle Chiese cattocomuniste, clericofasciste, giustizialiste e giacobine.
Ho parlato e conto di parlare ancora, senza tabù alcuno, di esoterismo, massoneria e quant'altro. Dimostrando, forse e finalmente, che non vi è alcun mistero se non che ciascuno di noi esseri umani è un mistero in sè stesso.
Ho parlato, come forse si faceva solo durante i mitici '60 e '70 (quando gli individui non erano ancora rincoglioniti dalla televisione, dai media, dalle tette e dai culi utilizzati a scopo meramente commerciale) di libertà sessuale e dunque anche omosessuale, attraverso l'ottima rubrica di Peter Boom e della sua Teoria della Pansessualità.
Ho scritto racconti e sceneggiature horror. Ho curato recensioni editoriali e cinematografiche.
Ho intervistato scrittori, autori, attrici, musicisti, show girl, più o meno conosciuti, con l'unico scopo di promuovere il loro talento.
Ho ricordato, visto che nessuno si era mai preso la briga di farlo, lo scrittore Pier Carpi, gli eroi della Resistenza partigiana Randolfo Pacciardi ed Edgardo Sogno ed il giornalista liberale Mario Pannunzio.
Personalità fuori dagli schemi, eretiche, profondamente democratiche perché antifasciste ed anticomuniste. E per questo volutamente lasciate all'oblio.
Spero e mi auguro di poter continuare a fare tutto ciò.
Perché mi piace, certo, ma anche perché ho scoperto - negli anni - che questi argomenti interessano oltre ogni possibile aspettativa. Ed aprono nuovi orizzonti. Nuovo punti di vista, alimentando una discussione che, altrimenti, non avrebbe mai avuto luogo.
Obiettivamente non so mai come concludere questo mio post annuale.
Vorrei che le conclusioni, magari, le traesse ciascuno di voi lettori, commentandomi qui sotto. Se lo vorrete fare.



18 giugno 2010

"Alle radici gnostiche della Massoneria" di Luca Bagatin

In un mondo che sta cominciando a prendere consapevolezza della mancanza di solide certezze per il domani, ecco riaffiorare antiche domande: “Chi siamo ? Da dove veniamo ? Dove stiamo andando?”

Obiettivamente c'è una gran “fame” di quelle risposte che potremmo racchiudere nelle parole: Conoscenza, Ricerca, Verità, Gnosi.



Il principale degli approcci a queste dimensioni, è certamente quello passato alla Storia ed alla letteratura con il sostentivo esoterico, ovvero un approccio che và alla ricerca delle radici profonde della nostra cultura e civiltà.

Per approccio esoterico, intendiamo ovviamente quello che si occupa dello studio e dell'approfondimento del simbolismo che ci circonda e che è giunto a noi dalle Antiche Civiltà che ci hanno preceduto e che hanno forgiato l'Umanità così come si presenta oggi.

Per ricercare le radici di questo approccio dobbiamo dunque andare molto indietro nel tempo: sino almeno all'Antica Grecia: ovvero allorquando i greci ereditarono i misteri gnostici dagli Egizi.

I culti misterici, tanto in Egitto che nell'Antica Grecia, erano riservati a pochi iniziati e miravano all'”estasi Divina” o “unione con il Divino”. Si veda bene che fra questi culti d'Occidente vi è una significativa analogia e similitudine con la spiritualità vedica e buddhista d'Oriente.

L'influenza della cultura gnostico-iniziatica influenzò tutta la civiltà occidentale dei millenni a venire, la quale sosteneva sostianzialmente che tutte le arti, le scienze e le filosofie dovevano necessariamente tendere al Bello, al Buono ed al Vero. Questa era dunque l'essenza della conoscenza e solo la conoscenza poteva ritenersi Divina (da qui il ripudio degli gnostici per il “Dio della Bibbia” e la loro empatia verso la figura allegorica del Serpente, simbolo esoterico di Conoscenza e quindi di liberazione da ogni peccato: primo fra tutti l'ignoranza).

Fu così che la conoscenza permise lo sviluppo e la piena espansione della civiltà greca prima e successivamente dell'Impero Romano.

Ciò almeno sino al Concilio di Nicea del 325 d.C. proclamato dall'Imperatore Costantino, il quale dichiarò eretica la Gnosi e decretò la fede cattolica quale unica religione dell'Impero. E si noti bene come il cattolicesimo facesse leva soprattutto sull'ignoranza e sugli animi semplici, ostacolando e vilipendendo qualsiasi tipo di conoscenza e di progresso interiore ed esteriore dell'essere umano.

Fu così che gli gnostici entrarono in clandestinità e così fecero anche le famiglie che si richamavano agli insegnamenti iniziatici di Gesù – l'Esseno - detto “Il Cristo”, le quali presero il nome di Rex Deus.

Dei Rex Deus – che all'apparenza continuarono a praticare il cattolicesimo - fecero parte le più grandi famiglie nobiliari del Medioevo fra cui i reali sassoni d'Inghilterra, i capetingi di Francia (che rivendicarono la loro discendenza diretta da Maria Maddalena - sposa del Cristo - e da Gesù stesso) ed i St. Clair di Roslin (la stirpe che fece edificare la misteriosa Cappella di Rosslyn).

Non fu dunque un caso che i Cavalieri Templari dell'Alto Medioevo furono un ordine cavalleresco-militare sorto con l'appoggio dei Rex Deus e che divennero quindi i custodi della gnosi cristiana, mantenendo comunque su ciò – ufficialmente - l'assoluto riserbo.

Un'altra corrente gnostica che entrò in contatto diretto con i Templari fu quella dei Sufi islamici, i quali si riteneva avessero avuto un ruolo fondamentale nella costruzione del Tempio di Re Salomone, che è peraltro simbolo all'origine della moderna Massoneria.

I culti misterici dei Sufi, peraltro avezzi anche alla Cabala ebraica, si fusero con le conoscenze templari e queste, a loro volta, si fusero con quelle delle Corporazioni muratorie medievali, prima fra tutti quella denominata i Figli di Salomone, i quali erano esperti nella cosiddetta geometria sacra, ovvero quella disciplina che attribuiva un significato mistico ai rapporti matematici nella realizzazione delle opere d'arte ed architettoniche.

Tale Corporazione fu alla base della costruzione delle più significative cattedrali gotiche fra cui quella di Chartres, Rheims ed Amiens, così ricche di simbolismo gnostico che servì appunto agli iniziati a tramandare la Tradizione.

Fu così che, sostanzialmente, fu possibile mantenere in vita l'esistenza di scuole filosofiche e psicologiche antichissime (come la già citata scuola dei Sufi islamici), capaci di contrapporsi al bigotto Medioevo impregnato di superstizione.

Il tutto celato.....nel simbolisimo delle Cattedrali gotiche cristiane !

Fu così che nacquero le prime saghe del cosiddetto Santo Graal, che altro non era che il tramandarsi degli insegnamenti esoterici conosciuti anche dallo stesso Gesù, che fu, secondo questa Tradizione, un Grande Iniziato agli Antichi Misteri.

Significativamente ricca di simbolismo esoterico è la Cappella di Rosslyn, in Scozia.

Fatta costruire nel XV secolo dal conte William St. Clair di Roslin (si noti bene che Roslin, in antica lingua gallica significa: “antica conoscenza tramandata di generazione in generazione”), un mecenate provieniente da una fra le più influenti famiglie Rex Deus dell'epoca, Rosslyn pullula letteralmente di simboli ed allegorie gnostiche, rosacrociane e libero muratorie.


Pensiamo ad esempio alla testa scolpita di Ermete Trimegisto, considerato dagli Egizi il Dio Toth, così come l'arco all'esterno della Cappella decorato da numerosi compassi simbolo della Massoneria; ma anche la scultura di Baphomet – idolo gnostico caro ai Templari – e finanche un cavaliere templare che conduce un uomo bendato tirandolo con una fune.....a rappresentare un'iniziazione massonica ante litteram ! E potremmo continuare citando i tre pilastri interni alla Cappella che indicano rispettivamente il pilastro dei tre gradi della Massoneria azzurra: quello dell'Apprendista, del Compagno d'arte e del Maestro.

Invero i riferimenti al cristianesimo, nella Cappella di Rosslyn, sono assai pochi e trascurabili.

Forse una delle curiosità di Rosslyn è la presenza di sculture raffiguranti piante conosciute solo nelle Americhe come il granoturco e l'aloe. E questo a commemorare i viaggi dell'antenato di William St. Clair, il conte Henry, il quale approdò nelle coste del Nord America cento anni prima di Cristoforo Colombo, sbarcandovi, molto probabilmente, stando alle prove documentali del volume “Il segreto dei Templari” scritto dallo studioso William F. Mann, con una flotta di Cavalieri Templari.

La Massoneria pare dunque essere la depositaria principale della tradizione gnostica tramandata di generazione in generazione dalle famiglie Rex Deus. Possiamo dunque dire che, le origini di questa Confraternita, sono dunque ben più antiche rispetto a quelle ufficiali che la fanno risalire al 1717, allorquando fu fondata la Gran Loggia d'Inghilterra presso la “Taverna dell'Oca e della Graticola”.

Questa commistione fra Rex Deus e Massoneria è fortemente sostenuta specialmente dagli studiosi e massoni Christopher Knight e Robert Lomas, i quali teorizzano anche che la leggenda di Hiram Abif, costruttore del mitico Tempio di Re Salomone alla quale si rifanno tutti i Liberi Muratori, non è altro che un'allegoria dell'omicidio di Giacomo il Giusto, fratello di Gesù: custode degli insegnamenti misterici degli Esseni ed uno fra i primi membri storici dei Rex Deus. Gli studiosi portano a sostegno di ciò numerose tesi nel loro libro “Il secondo Messia” edito in Italia da Mondadori.

E' grazie ai Rex Deus e dunque ai primi Massoni, se si è progressivamente usciti dall'oscurantismo medievale per approdare al Rinascimento con la sua rinnovata estetica nelle arti e con una rinnovata ricerca del progresso sicentifico e della conoscenza.

Pensiamo ad esempio all'opera dei massoni Elias Ashmole, ma anche a Sir Isaak Newton, noti alchimisti e uomini di scienza e cultura, nel fondare la Royal Society per la promozione della scienza scevra da dogmi.

La Massoneria, una volta costituita ufficialmente nel 1717, si diede delle regole o Landmark che fra gli altri stabilivano che nelle tornate rituali non si sarebbe potuto parlare né di politica né di religione e ciò per evitare divisioni fra i suoi membri.

Purtuttavia sappiamo come vi furono eminentissimi uomini politici che ingrossarono le file massoniche. Ciò ad ogni modo non significa affatto che la Massoneria influenzò la politica, per quanto è di fondamentale importanza storica rammentare come la Costituzione degli Stati Uniti d'America - che è la più antica costituzione statuale esistente - sia stata fondata su principi inequivocabilmente massonici: a partire dal concetto secondo cui tutti gli uomini nascono eguali e che un governo ha autorità solo con il consenso del popolo.

I Padri fondatori degli Stati Uniti d'America erano infatti inequivocabilmente massoni che vollero imprimere quanto di buono la tradizione gnostica dei Rex Deus aveva loro trasmesso.

E' invece completamente da sfatare il mito relativo alla Rivoluzione Francese quale motto popolare sorto da volontà massoniche: si veda bene come i massoni - in Francia - fossero allora per la maggior parte fra le file aristocratiche e medio borghesi, molti fra i quali ci rimisero la testa sulla celebre ghigliottina !

Abbiamo dunque tentato testè di illustrare le radici della principale e forse più antica Istituzione che, nel mondo occidentale, si occupa di tradizione esoterica.

Abbiamo infatti potuto scoprire come la sua millenaria storia si fonda e a tratti si confonda con le tradizioni: egizia, greco-romana e giudaico-cristiana, alla luce delle loro conoscenze gnostiche e misteriche.

Un viaggio in piena regola ricchissimo di spunti di rinnovata ricerca storica ed introspettiva, che è forse l'unica più autentica ricerca sulla strada del mitologico Santo Graal.


Bibliografia:

Christopher Knight – Robert Lomas: “La chiave di Hiram” Mondadori

Christopher Knight – Robert Lomas: “Il secondo Messia” Mondadori

Tim Wallace-Murphy: “I massoni” Logos

William F. Mann: “Il segreto dei Templari” Newton Compton


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di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini