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6 settembre 2012

"Nero" di Giancarlo Soldi e Tiziano Sclavi: noir ad alta qualità



I romanzi della mia formazione adolescenziale sono stati, dopo i "Racconti del Terrore" di Edgar Allan Poe, quelli scritti da Tiziano Sclavi, il "papà" di Dylan Dog.
Eh lo so, letture impegnative quelle che costellarono la mia pre e post adolescenza !
Senza di questi, senza dubbio, non mi sarei mai avvicinato al mondo del mistero, della magia, del giallo e del noir. E soprattutto sono stati, per me, una grande fonte di arricchimento culturale e di spunti creativi ed ironici, i quali mi hanno permesso, tempo dopo, di cimentarmi in racconti, storie e soprattutto articoli a tema.
Poi, dopo "Dellamorte Dellamore" e "Nero", sono arrivati anche i fumetti. Di Sclavi, Pratt, Castelli e persino di Pier Carpi, che scoprii un po' più tardi, ma le cui ricerche attorno all'esoterico ed alla Massoneria, sono per me di profonda ed attuale utilità.
Detto ciò e confermato che, dopo la Beat Generation di Kerouac e Ken Kesey, Sclavi ed Andrea G. Pinketts, sono per me i migliori scrittori viventi mai esistiti, passiamo alle cose più contingenti e, dunque, a ciò che voglio davvero raccontarvi.
"Nero", dicevo, è stato, il secondo romanzo di formazione che ho letto. Ed anche il secondo romanzo di Sclavi che mi capitò fra le mani.
Ricordo che lo lessi appena uscito in libreria, nel 1991. Non me lo ricordo moltissimo, in quanto non lo rilessi mai. Parlava, ad ogni modo, di un cadavere in una valigia.
Non avrei mai creduto ne avessero realizzato un film, l'anno dopo, nel '92.
Da qualche giorno mi è capitato di trovarne il dvd e devo dire che mi ha fatto tornare ragazzo. Mi ha messo addosso la stessa adrenalina, la stessa capacità di stupirmi, la stessa voglia di comprendere che cosa si cela dietro all'orrore, ad un certo tipo di orrore. All'orrore vero, celato, come allegorie macabre, in delitti inspiegabili o, forse, sin troppo evidenti nella loro esplicabilità.
Regia di Giancarlo Soldi, sceneggiatura dello stesso Soldi in collaborazione con Tiziano Sclavi, il "Nero" cinematografico è interpretato da un inedito Sergio Castellitto, da una bravissima ed accattivante Chiara Caselli, da un viscido Luis Molteni e da un inatteso Hugo Pratt, mostro sacro del fumetto e padre del celeberrimo "Corto Maltese".
"Nero" è un noir, è un horror urbano, ma è anche una storia d'amore.
La storia fra Federico Zardo (Castellitto) e Francesca Mai (la Caselli). I due sono amanti, allorquando Francesca decide di lasciare il suo ex compagno, che sarà ritrovato morto dissanguato da Federico.
Chi l'ha ucciso ? Forse una insospettabile Francesca, così priva di ombre, così apparentemente innocente, così svagata pur nel suo corpo ispirante erotismo ?
Federico, ad ogni modo, tenta di coprirne il presunto delitto. Nasconde il corpo dell'uomo in una valigia, ne recide la mano in quanto non entra nel bagaglio, nasconde il tutto nel bagagliaio dell'auto...quando viene scoperto dal detective privato D'Ambrosi (Luis Molteni), il quale è stato ingaggiato dalla madre di Federico, al fine di conoscerne la vita privata.
D'Ambrosi, accusando Federico di avere una doppia vita e di frequentare Francesca, un'ex tossicomane e presunta assassina, inizia a ricattarlo. Non prima di averne violentato ed ucciso la madre, in un incendio.
Federico e Francesca, decidono quindi di uccidere D'Ambrosi e...ci riusciranno, certo ma...il cadavere dell'ex uomo di Francesca scomparirà !
Che fine ha fatto ? Ma, poi, chi l'ha ucciso ?
Francesca ? Federico ? D'Ambrosi ?
L'unico con i piedi per terra, in una Milano degli anni '90, zeppa di teppisti dei quali Federico ha una paura folle, sembra il Commissario della Polizia Straniero (Hugo Pratt), il quale, ad ogni modo, rinuncerà presto ad indagare.
E chi è la voce che, al telefono, preseguiterà Federico invitandolo a commettere gli omicidi che avrebbe dovuto commettere D'Ambrosi ?
In un crescendo di sangue e di delitti, fra le arcane paure di Federico e la surrealtà quasi comica di una scanzonata Francesca, fra un teppista piscione, un becchino vestito da hawaiano, una valigia con all'interno un cadavere che scompare, le belle note della canzone "Acque" di Francesco Guccini, scritta appositamente per "Nero" e quelle dei Mau Mau, in dialetto piemontese, che fanno da colonna sonora, il film si conferma, tanto quanto il romanzo originale di Sclavi, una storia grottesca e noir, cruenta e violenta, ma anche ironica ed introspettiva, come un fumetto di Dylan Dog.
Film non banale ed anticipatore, sia sotto il profilo artistico che cinematografico e che merita assolutamente di essere ricercato e visto.
Inizialmente l'idea del regista e co-sceneggiatore, assieme a Sclavi, era quella di realizzare un film su Dylan Dog, così come l'idea di "Nero" di Sclavi, doveva essere quella di realizzarne un fumetto giallo a puntate. Ne è venuto fuori un ottimo romanzo ed un ottimo film. Più noir che giallo. Ove gli autori e gli attori contribuiscono a tenere lo spettatore sul filo del rasoio ed a fargli assaporare le numerose personalità e caratteri della vasta umanità che lo circonda.
La presenza nel film di Hugo Pratt, poi, come nella volontà del regista, segna il passaggio del testiomone fra l'antico eroe Corto Maltese - il marinaio viaggiatore senza bandiera - ed il nuovo eroe degli anni '90 e 2000 Dylan Dog, l'indagatore dell'incubo pieno di paure e fobie, ma capace di risolvere le angosce delle persone che a lui si rivolgono, in quanto capace di ascoltare il prossimo (e si noti, nel film, come le pareti dell'appartamento di Federico e Francesca sono abbellite da stampe tratte proprio dai fumetti di Pratt e Sclavi).

Luca Bagatin



26 giugno 2010

"Pier Carpi ritrovato": intervista a Salvatore Vaglica realizzata da Luca Bagatin

Di Pier Carpi accennai nel numero di Febbraio di “Secreta Magazine” a proposito del sito web a lui dedicato: piercarpi.interfree.it

Egli è certamente l'autore di opere esoteriche che più mi ha appassionato ed ispirato in assoluto...



"Le profezie di Papa Giovanni XXIII" fu il primo suo libro che lessi d'un fiato. Fu solo poi che scoprii che Pier Carpi (pseudonimo di Piero Arnaldo Carpi), emiliano, classe 1940, era prima di tutto conosciuto - specie negli anni '60 '70 - come fumettista e finanche giallista, autore de "Il romanzo di Diabolik", di molte storie a fumetti di Topolino e finanche di qualche numero di "Martin Mystere" della Sergio Bonelli Editore, in collaborazione con l'ottimo Alfredo Castelli, con il quale fonderà anche la rivista "Horror" nel 1970.

Da allora ricercai tutto su di lui, ma trovai ben poco. Quasi tutte le sue opere sono fuori catalogo da tempo, forse finanche da prima della sua prematura morte, avvenuta nel giugno del 2000.

Approfondii in particolare, sulle pagine da lui magistralmente scritte in “Cagliostro il Taumaturgo”, la figura del conte Alessandro Cagliostro (di cui realizzò anche un film, nel 1974, oggi praticamente introvabile), scoprendo che egli era un autentico Grande Iniziato e non l'imbroglione Giuseppe Balsamo come l'Inquisizione avrebbe voluto far credere.

Mi appassionò molto anche "I mercanti dell'occulto", nel quale l'autore smascherò in toto le varie fattucchiere e maghi fasulli sparsi per lo Stivale.

E per finire mi imbattei ne "Il caso Gelli" e ne "Il Venerabile" ove il Nostro raccontò come andarono veramente di fatti relativamente al presunto scandalo P2.

Inutile dire che per anni ho ricercato e continuo a ricercare altre sue "perle" di spiritualità come "Gesù contro Cristo", ma purtroppo senza alcun successo.

Ad ogni modo ho avuto la possibilità e l'onore di conoscere Salvatore Vaglica, grande amico di Pier Carpi e suo collaboratore per dieci anni sin dai tempi della Casa editrice Gribaudo & Zarotti, che, assieme alla scrittrice e vedova Carpi, Franca Bigliardi, ha fondato il Centro Studi che porta il suo nome ed attraverso il quale sta cercando di ripubblicarne le opere e di onorare la memoria di questo autore, scrittore, sceneggiatore e regista controcorrente e "fuori dal coro".

Sono dunque lieto di offrirvi l'intervista che ho potuto realizzare all'amico Vaglica.



Luca Bagatin: Come hai conosciuto Pier Carpi ?

Salvatore Vaglica: Nel 1989 stavo lavorando al progetto Exoteritalia (Salone delle Arti Divinatorie e delle Medicine Integrative) sulla scìa del Parapsy di Parigi, che purtroppo non vide mai la luce per i violenti attacchi della stampa e della chiesa di Torino. Pier Carpi venne a conoscenza del progetto e mi telefonò per offrirmi la sua collaborazione facendomi pervenire la documentazione della sua bibliografia. In quell'occasione mi chiese di dargli un supporto per la presentazione che voleva fare a Torino del volume IL VANGELO DI MARIA (un'imponente raccolta di poesie dedicate alla Vergine) che aveva già suscitato un grande clamore dopo la conferenza stampa tenuta a Milano con Buonassisi, Quasimodo e Valentina Cortese. Diventammo amici e mi coinvolse in tutti i suoi progetti editoriali e cinematografici tra i quali la pubblicazione della seconda edizione de LA BANDA KENNEDY, dalla quale voleva produrre l'omonimo film, e de IL VENERABILE.


Luca Bagatin: Che cosa ti ha spinto ad aprire - assieme alla Sig.ra Franca Bigliardi, vedova Carpi - un Centro Studi a lui dedicato ?

Salvatore Vaglica: Pier Carpi se ne è andato in punta di piedi nel 2000 per un'inspiegabile bagarre clinica e da quel momento ho cercato di aiutare Franca Bigliardi a mettere ordine nelle molteplici problematiche che seguirono la morte dell'adorato marito, sia economiche, sia editoriali. Infatti Pier Carpi non era un buon amministratore e molte case editrici non gli avevano più riconosciuto i diritti d'autore nonostante continuassero a pubblicare i suoi libri mettendolo in una delicata situazione finanziaria che la moglie si è ritrovata a gestire. Quindi mi sono messo all'opera e attraverso il Centro Studi ho scritto a tutte le case editrici per ottenere il riconoscimento dei diritti dovuti ma solo le Edizioni Mediterranee hanno regolarizzato la sua posizione. Oggi sono impegnato a sostenere Franca Bigliardi che si ritrova a sopravvivere con una pensione di 200 euro al mese e con il dolore di essere rimasta sola e dimenticata da quel mondo che Pier Carpi aveva sostenuto con il suo grande lavoro e la sua dedizione. Ho anche intrapreso una lotta titanica, legale e mediatica, con il Comune di Viadana che alla sua morte aveva promesso di realizzare una tomba degna dell'illustre concittadino (suo il Premio Viadana che ha dato lustro e visibilità alla cittadina mantovana) e di aiutare la vedova, ma nulla di tutto ciò è stato fatto. Hanno sempre negato tutto e paradossalmente le promesse furono fatte pubblicamente con articoli sui quotidiani locali... Pier Carpi giace sotto un cumulo di terra e Franca Bigliardi ha dovuto lasciare la sua casa di Viadana e trasferirsi dalla sorella in provincia di Reggio Emilia, svendendo un prezioso archivio bibliografico e molti altri oggetti. La mia volontà è quella di recuperare tutto il patrimonio letterario di Pier Carpi e promuovere l'alta figura ingiustamente emarginata..


Luca Bagatin: Pier Carpi è stato certamente scrittore prolifico e poliedrico. Che cosa l'ha spinto ad occuparsi - fra le molte altre cose - di esoterismo e di misteriosofia, tenendo fra l'altro numerose conferenze in tutta Italia sull'argomento ?

Salvatore Vaglica: Pier Carpi è cresciuto editorialmente parlando occupandosi di enigmi e misteri, di nero ed horror, ed è stato iniziato all'esoterismo avvicinandosi alla Massoneria per studiarne ogni aspetto critico. Si è sempre occupato di studi e ricerche per dare il proprio contributo alla conoscenza di quelle materie in chiave “terrena” e popolare. Ha dato un contributo fondamentale all'editoria esoterica e questo gli è sempre stato riconosciuto con la pubblicazione di numerosi libri sull'argomento. E' partito da Diabolik per finire a Gesù con un itinerario affascinante che non è possibile tracciare in poche righe, ma che è certamente straordinario ed impervio.


Luca Bagatin: Come mai, a tuo parere, Pier Carpi, si è occupato a lungo di figure ritenute dai più "controverse" come il conte Alessandro Cagliostro e, più recentemente, di Licio Gelli ?

Salvatore Vaglica: Pier Carpi era una sorta di Paladino, un Cavaliere con l'idea di comunicare le sue verità attraverso percorsi editoriali anche controversi e fortemente dibattuti. Penso che abbia studiato a fondo sia Cagliostro, sia Gelli, del quale era amico e confidente, prima di lanciarsi nella pubblicazione di testi sull'argomento. La sua grande conoscenza delle vicende legate ai personaggi di cui parliamo gli ha permesso di scrivere puntigliosamente a proposito, anche se oggi sia l'uno che l'altro non gli giovano in tutti i sensi...


Luca Bagatin: Fra le altre cose, è tua personale volontà ripubblicare gran parte delle opere esoteriche di Pier Carpi. Puoi parlarcene più diffusamente ?

Salvatore Vaglica: Sono alla ricerca di un editore che possa restituire alle stampe una buona parte delle opere di Pier Carpi ancora attuali ed intriganti. Ho una procura notarile per la gestione dei diritti d'autore firmata da Franca Bigliardi, sua unica erede, e mi auguro che qualcuno voglia raccogliere il mio invito per restituire i migliori lavori editoriali di Pier Carpi alle nuove generazioni e per dare il mio personale contributo alla diffusione delle opere di un indimenticabile amico.


Luca Bagatin: Sono molti, a tuo parere, oggi, i "nostalgici" di Pier Carpi ? Ovvero di quelli che rimpiangono la sua prematura e triste fine ed anche quella della sua carriera di scrittore ?

Salvatore Vaglica: Da molto tempo ricevo messaggi di posta elettronica all'indirizzo piercarpi.redux@libero.it da chi cerca di tutto e di più su Pier Carpi. Penso che sia incredibile come nessuno sia stato in grado, ad esempio, di riconoscere il valore dei suoi lavori cinematografici come Cagliostro, Un'ombra nell'Ombra e Povero Cristo. Non esistono edizioni in dvd di questi film e centinaia di persone mi chiedono dove possono trovarli. Un mercato che vanta una ricca richiesta ed un'inesistente offerta.. Anche a livello editoriale esiste una notevole richiesta. Basta pensare che Pier Carpi, oltre a Diabolik, ha creato Zakimort e Teddy Bob e che al mercato dei collezionisti questi fumetti vanno letteralmente a ruba, quando se ne trovano... Insomma, un patrimonio artistico e letterario che non può andare nel dimenticatoio, quindi sono fiducioso nel prossimo futuro.


Luca Bagatin



21 dicembre 2009

Un ricordo di Pier Carpi



Dello scrittore, giornalista, regista, fumettista ed esoterista Pier Carpi parlai diffusamente in un mio articolo del 2 settembre 2009, pubblicato anche su questo blog. A distanza di quasi dieci anni dalla sua morte, avvenuta nel più tetro e lugubre silenzio. Un silenzio che, purtroppo, dura ancora e che costringe oggi la vedova Carpi - la scrittrice  Franca Bigliardi - a vivere una situazione economica assai difficile.
Pier Carpi fu personaggio del panorama culturale italiano spesso avversato per le sue prese di posizione "contocorrente" e - per questo - volutamente rimosso in quest'Italia dalla scarsa memoria storica ed ove l'"egemonia culturale" di gramsciana memoria incombe come un macigno, non permettendo quella fondamentale apertura necessaria all'approfondimento, allo scambio ed alla diffusione delle idee.
Di Pier Carpi ricordiamo qui - brevemente - numerosissime opere sulla Storia della Magia, sulle Società Segrete, su Cagliostro di cui realizzò anche un prestigioso film, su Papa Giovanni XXIIIesimo, sulla figura di Gesù e su Licio Gelli, di cui peraltro fu amico.
Pier Carpi realizzò e sceneggiò anche il film horror "Un'ombra nell'ombra", nel 1979, con attrici del calibro di Valentina Cortese ed Irene Papas, nonché collaborò con Alfredo Castelli nella redazione di alcuni numeri del fumetto cult "Martin Mystere" della Bonelli Editore.
Vorrei qui riportarvi un paio di video a lui dedicati: un'intervista all'autore sul suo ultimo libro "Gesù contro Cristo", ed uno spezzone tratto dal film "Un'ombra nell'ombra" (per taluni considerato - a torto - un film di serie B).
Oggi, Pier Carpi, è seppellito a Viadana (MN), sotto un semplice cumulo di terra.
Morì a soli 60 anni nel 2000.

L.B.



2 settembre 2009

Pier Carpi e il Venerabile

STORIA DI UN AUTORE TRISTEMENTE DIMENTICATO A CAUSA DI UNA TRAGEDIA SCRITTA DA GIGANTI, MA RECITATA DA NANI IMPAZZITI (come egli stesso ebbe a dire)
di Luca Bagatin

Ho scoperto Pier Carpi aggirandomi, come spesso mi accade, fra la sezione esoterismo di una nota libreria veneziana.
"Le profezie di Papa Giovanni XXIII" fu il primo suo libro che lessi d'un fiato. Fu solo poi che scoprii che Pier Carpi (pseudonimo di Piero Arnaldo Carpi), emiliano, classe 1940, era prima di tutto conosciuto - specie negli anni '60 '70 - come fumettista e finanche giallista, autore de "Il romanzo di Diabolik", di molte storie a fumetti di Topolino e finanche di qualche numero di "Martin Mystere" della Sergio Bonelli Editore, in collaborazione con l'ottimo Alfredo Castelli, con il quale fonderà anche la rivista "Horror" nel 1970.
Da allora ricercai tutto su di lui, ma trovai ben poco. Quasi tutte le sue opere sono fuori catalogo da tempo, forse finanche da prima della sua prematura morte, avvenuta nel giugno del 2000.
Approfondii sulle pagine da lui magistralmente scritte in “Cagliostro il Taumaturgo”, la figura del conte Alessandro Cagliostro (di cui realizzò anche un film, nel 1974, oggi pressoché introvabile, con la sceneggiatura anche di un'insospettabile Enrica Bonaccorti), scoprendo che egli era un autentico Grande Iniziato e non l'imbroglione Giuseppe Balsamo come l'Inquisizione avrebbe voluto far credere. Mi immersi nel mondo degli imbroglioni dell'occulto con "I mercanti dell'occulto" e consigliai quel libro, con ironia ed una punta di disprezzo, alle varie fattucchiere ed imbonitrici nelle quali - in occasioni sporadiche ed assolutamente accidentali - mi capitò d'imbattermi.
E poi approfondii la figura di Licio Gelli, di cui Pier Carpi fu amico per tutta la vita e che ebbe il coraggio di riabilitare nel saggio “Il caso Gelli”, del 1982, ove dimostrò come l'inchiesta sulla P2 non fosse che una bolla di sapone costruita ad arte dal Potere politico dell'epoca per nascondere le sue malefatte.
E proprio di recente ho avuto la fortuna di trovare ed acquistare uno fra gli ultimi romanzi-verità di Pier Carpi, scritto nel 1993, sulla figura di Gelli: "Il Venerabile", edito dal suo amico tipografo Ivo Zarotti con il quale collaborò in gioventù. Romanzo dal quale avrebbe voluto trarre una sceneggiatura per un film.
Ne "Il Venerabile" Carpi ricostruisce, a mò di romanzo, la biografia di Gelli, ma anche la storia della sua stessa vita. Ovvero di quando Carpi crebbe in un orfanotrofio, maltrattato e vilipeso, e successivamente cresciuto con amore dai frati benedettini. Del suo incontro, a sedici anni, con la moglia Franca Bigliardi che ancora oggi ne onora la memoria.
E poi della sua amicizia-inimicizia con il disegnatore Hugo Pratt, della sua carriera come fumettista, regista e ricercatore del mistero. E dunque le sue ricerche sulla Massoneria che lo portarono a collaborare direttamente con la Loggia P2 del Grande Oriente d'Italia ai tempi della Gran Maestranza di Giordano Gamberini. Loggia discreta, per nulla segreta, come fu erroneamente fatto credere. Visto che nell'Obbedienza di Palazzo Giustiniani non esistono, sino a prova contraria, Logge segrete o presunte tali.
A Pier Carpi capitò infatti di collaborare con la P2 quando ancora Licio Gelli era un Signor Nessuno, per così dire.
In qualità di giornalista, infatti, gli fu chiesto da alcuni membri della P2 di intervistare Vittorio Emanuele - il Re d'Italia in esilio in Svizzera - e Marina Doria. Vittorio Emanuele era allora membro di spicco della P2 e ben presto divenne molto amico di Pier Carpi e della moglie.
A Carpi venne dunque in mente di studiare la questione al fine di far concedere il riconoscimento del Grande Oriente d'Italia da parte della Gran Loggia Unita d'Inghilterra (fondatrice della Massoneria speculativa nel 1717). E pensò di farlo proprio per mezzo di Vittorio Emanuele che, essendo massone d'origine nobile, avrebbe potuto convincere il Duca di Kent, Gran Maestro della Gran Loggia inglese di diritto, a concedere il riconoscimento ufficiale al GOI.
Così puntualmente avvenne. E pochissimi sanno che fu proprio merito del nostro Pier Carpi (tale riconoscimento fu revocato nel periodo successivo al presunto scandalo P2).
Fu così purtuttavia che Pier Carpi si trovò inserito a sua insaputa (lo seppe solo tempo dopo) nelle liste della P2, pur non essendo mai stato iniziato regolarmente alla Massoneria.
Tempo dopo ebbe modo di conoscere Licio Gelli e fu in quell'occasione che diventarono molto amici.
Ne "Il Venerabile", appunto, Carpi ci mostra il Gelli dei tempi del Fascismo, ardito nella Guerra di Spagna e successivamente in Albania. Capo del Fascio di Pistoia, ma anche filantropo nei confronti dei molti ebrei e compaesani partigiani che salvò dalla deportazione nei campi di sterminio nazisti. Un Gelli sicuramente calcolatore, fascista convinto, ma anche umano. Come la Storia - scritta e spesso mistificata sempre dai vincitori - non ce lo ha mai presentato.
Fu allorquando scoppiò il presunto scandalo P2 che Pier Carpi si trovò seriamente nei guai, pur non avendo commesso nulla.
Come amico di Gelli ed iscritto nei registri della Loggia, si vide ingiustamente indagato, vilipeso e non riuscì neppure più a lavorare. Le sue condizioni di salute, peraltro, si aggravarono e lo porteranno, come sopra scritto, ad una prematura morte all'età di 60 anni.
In questo suo romanzo-verità, dunque, egli racconta tutto ciò, non risparmiando nulla. Chiarendo, come successivamente i fatti si incaricheranno di chiarire, che la P2 era una Loggia discreta, non segreta, che di massonico aveva ben poco, certo, ma che non aveva né intenzione di complottare contro lo Stato né altro illecito scopo.
Licio Gelli aveva unicamente in testa l'obiettivo di rendere la Massoneria italiana un'organizzazione potente, come durante il Risorgimento, in grado di infuenzare le scelte politiche per il bene dei cittadini, a suo dire. Questa, se vogliamo, la sua utopia. E sarebbe sufficiente leggere quel fantomatico Piano di Rinascita Democratica da lui elaborato alla fine degli anni '70 per comprendere che in realtà trattavasi di un progetto di riforma, che pur con la Massoneria non c'entrava nulla (visto e considerato anche che la Massoneria, organizzazione spirituale a carattere iniziatico, non si occupa di politica). Un piano che mirava alla creazione di due partiti moderati, alla privatizzazione del carrozzone politicizzato della Rai-Tv, all'indipendenza dei sindacati e della magistratura dal potere politico, alla responsabilità civile dei magistrati e così via....
Pier Carpi, sostanzialmente, queste cose le spiegò ne “Il caso Gelli” e successivamente le riprese nel romanzo-verità di cui stiamo parlando.
Libri che gli costarono davvero l'isolamento fisico e morale nel panorama culturale italiano d'allora, spesso monolitico, poco incline all'approfondimento, chino nei confronti del Potere (quello vero !).
E fu quel Potere politico che si abbattè come una valanga sui galantuomini della P2 e su Gelli che sicuramente era un pessimo massone sotto il profilo iniziatico (per quanto si prodigò presso lo Stato italiano affinché restituisse Palazzo Giustiniani al GOI, legittimo proprietario, sequestrato alla Massoneria ingiustamente dal Fascismo e tentò – con l'ausilio dello stesso Carpi – di far togliere la scomunica papale sulla Massoneria italiana) , ma non certo un criminale come fu detto e scritto, senza alcuna prova tangibile. I fatti si sono dunque incaricati di dimostralo.
Peccato purtuttavia che Licio Gelli, oggi completamente riabilitato, si sia totalmente dimenticato dell'amico Pier Carpi e della moglie, la scrittrice Franca Bigliardi (nota per aver scritto “Il ventre di Maria”) già sopra citata, che si trova oggi in condizioni economiche precarie al punto di essersi trovata costretta a vendere tutti i diritti del marito per pochi euro.
Oggi, di Pier Carpi, ci rimane dunque solo un piccolo Centro Studi (piercarpi.interfree.it) messo in piedi dalla stessa moglie e da Salvatore Vaglica, amico e procuratore dello scrittore, e che vorrei ringraziare per la collaborazione prestatami per la redazione di questo mio pezzo. Entrambi hanno annunciato che sarà presto ripubblicato di Pier Carpi il primo numero del “Romanzo di Diabolik”, nel '67 edito da Sansoni ed oggi curato dalla Larus Edizioni e che sarà distribuito in tutte le librerie.
E' volontà del Centro Studi intitolato a Pier Carpi, dunque, la ripubblicazione di tutte le sue opere, negli anni a venire.
Un primo importante passo per far tornare alla ribalta un grande maestro della letteratura, del cinema, del fumetto e dell'esoterismo serio e chi scrive è sin d'ora ben intenzionato a proseguire la collaborazione con il Centro Studi Pier Carpi per la promozione di tali opere, con profondo senso di gratitudine ed ammirazione.

Luca Bagatin

Un giovane Pier Carpi e, qui di seguito, alcuni dei suoi successi editoriali, fumettistici, cinematografici e saggistici fra gli anni '60 e gli anni '90




6 agosto 2009

BRIVIDI D'ESTATE: "Vicissitudini culinarie di un povero diavolo" by Luca Bagatin


Ve l'ho mai scritto che sono un patito degli horror ? No ?
Strano, visto che di racconti “a tema” ne ho scritti e non certo pochi.
Da bambino leggevo soprattutto Edgar Allan Poe ed il mio fumetto preferito era certamente Dylan Dog, personaggio nel quale mi identifico pressoché in toto tutt'ora (sì, anche in taluni mostri mi identifico, lo confermo).
Oltre ad essere un patito dei film di Dario Argento, visti e rivisti almeno sette volte ciascuno.
L'orrore - il vero orrore - è la quotidianità, come sostiene uno fra i miei scrittori preferiti (superiore - e di molto - a tutti gli autori "Classici"), Tiziano Sclavi.
Sono d'accordo e rilancio. Perché dunque non rilassarsi con una storia horror ben costruita, senza spargimento di sangue gratuito, ma ben ponderato come una gallina che cova l'ovetto ?
Oh yea, miei cari !
Ecco pertanto rivista e ri-adattata una storiella che scrissi l'anno scorso dal sapore dolce e amaro come il sangue che sgorga nelle vostre vene pulsanti pompato dal cuore sino al cervello e ritorno.
Per un'estate da brivido.

Luca Bagatin

VICISSITUDINI CULINARIE DI UN POVERO DIAVOLO
racconto by Luca Bagatin


Ero un bambino cattivo cattivo.
Mia madre diceva che ero "il figlio della colpa", in quanto nato da uno stupro che aveva subito in giovane età.
Avevo tre anni quando fui colto dal mio primo attacco epilettico.
Forze oscure pareva mi trascinassero in giro, trattenendomi per i capelli e cantilenando nelle mie orecchie. Ansimavo e mi contorcevo su me stesso, sbavando e rantolando.
Fu allora che pensai per la prima volta di uccidere mia madre che aveva generato il mostro che ero.
Ma ella morì qualche anno dopo di tubercolosi – malattia assai diffusa in questo nostro secolo - quando mi trovavo al brefotrofio ove ella mi aveva fatto rinchiudere per non pensare più a me.
Le mie giornate passavano grige e monotone, osservando fuori dalla finestra tenerissime bambine con le treccine bionde che, appena mi vedevano, scappavano inorridite.
Ero brutto, evidentemente. Non sapevo, allora, di avere una malattia della pelle che si manifestava con pustole ed eritemi lungo le guance ed il naso.
Non mi era permesso guardarmi allo specchio.
Vissi per anni nella più totale solitudine, fra gli scherni e le botte dei compagni più grandi e quelli delle suore che mi facevano passare lunghe giornate in ginocchio in quanto ....ero il figlio dela colpa.... Sapete com'è....
Come tutti i ragazzi di quell'età, a quindici anni, mi innamorai. La figlia del Direttore era una tenera ragazzina degli occhioni blu nei quali sentivo - per la prima volta - di trovare conforto.
Mary Beth, infatti, sembrava capirmi solo attraverso lo sguardo.
Mi misero al suo servizio: le portavo la colazione, il pranzo e la cena. Inoltre, spazzavo e riordinavo la sua stanza.
Un giorno ella volle parlarmi e per questo chiuse a chiave la porta della sua cameretta.
- Mi fai tanta pena, sai ? -
Io non le risposi. La guardai con durezza. Quelle parole mi ferirono immediatamente, congelando tutta la spina dorsale.
- Scusami....spero di non averti offeso. E' solo che penso dovrei compatire la tua sofferenza. E' una cosa che una ragazza della mia età dovrebbe capire, no ? -
La guardai ancora una volta. Ero allo stesso tempo perplesso e rabbioso. Rabbioso, sì.......
- Insomma, tu sei un servo per me, però.....però dovrei essere più generosa e comprensiva con te se un giorno occuperò una posizione nella società... -
Mi mancava il fiato. Non riuscivo più a reggermi sulle gambe. Piansi.
Mary Beth era riuscita ad affondare la sua lama invisibile nel mio cuore. E l'aveva fatto senza apparente "cattiveria". Solo per "convenzione", per così dire.
- Oh, però, stammi lontano. Le pustole della tua faccia hanno un cattivo odore ! -
Corsi fuori dalla stanza, intenzionato a buttarmi giù dal balcone.
Mr. Beth, il Direttore del brefotrofio, mi fermò e mi diede uno schiaffo in pieno volto facendomi rotolare a terra. Poi ebbi una crisi. Convulsioni.
Poi più nulla.
Non è esatto dire che uccisi la figlia del fornaio. Ne feci dei dolci.
Gettai i pezzi in una pentola, aggiunsi alcuni chili di soda caustica che avevo comprato per fare il sapone e rimescolai il tutto finché il corpo che avevo ben sezionato si sciolse in una scura poltiglia vischiosa con la quale riempii alcune cisterne. Quanto al sangue residuo, aspettai che si coagulasse, lo feci seccare nel forno e lo mescolai per bene con farina, zucchero, cioccolato, latte e uova, oltre a un po' di margarina, impastando il tutto. Feci così una gran quantità di pasticcini che servii al fornaio ed ai suoi clienti.
Feci un figurone ! Elizabeth era prioprio una bambina dolcissima !
Fu quando la signora Livraghi, cantante italiana, mi invitò da lei con la scusa di portarele il pane che, forse, esagerai davvero.
La signora Livraghi, un donnone di cinquant'anni suonati, aveva un debole per i ragazzini. Riuscii a divincolarmi dalla sua presa gettandole un ferro da stiro rovente sul seno. Fu un gioco da ragazzi aprirle la testa in due con la mannaia che il marito utilizzava per scuoiare i maiali.
Una volta fatta a pezzi, finì in un pentolone nel quale la mescolai a uova, burro, farina e cioccolato a volontà. La signora Livraghi amava in dolci. Chissà se si sarebbe mai figurata di poter diventare lei stessa una prelibatezza per il palato......dei bambini !
Mangiai alcuni squisitissimi dolcetti e ne diedi in gran quantità ai bambini della parrocchia che cambiarono ben presto opinione su di me e non mi chiamarono più il mostro per la mia pelle squamosa ed il mio incedere claudicante.
Eh, sì, forse, con la signora Livraghi devo avere esagerato un tantino.....nelle dosi del burro !
Il burro fa male, specie ai bambini. Ne avrei tenuto conto la volta successiva, sicuramente.
Mary Beth si era fatta ormai una donna. Sposata al conte Von Sydow, ella non aveva più nulla da invidiare alle coetanee della buona società.
Fu quando il fornaio mi mandò da lei a recapitarle dei dolcetti (quelli prodotti con il contributo di Elizabeth, se non ricordo male) che la rividi in tutta la sua matura bellezza.
Ella mi riconobbe a causa.....beh.....mi pare ovvio ! Ebbe un fremito di paura.
- Non temere, bella Mary Beth. Prendi un dolcetto...... - le dissi nel mio tono più educato.
Lo mangiò con una certa voluttà, mentre la osservavo estasiato.
Finii per reciderle il collo con un taglio netto per mezzo di un affilatissimo tagliacarte. Zac !
La sua testa, fra le mie braccia, era ancora più bella.....e quei capelli.....
Con essi ne avrei fatto una parrucca per la moglie del fornaio......
Tagliai a pezzi Mary Beth, depositandone accuratamente gli arti, il busto, la testa e le interiora in un sacco di farina che avevo portato con me.
Giunto alla cucina del fornaio, con un po' di uova, riuscii a friggere quelle carni sfrigolanti e a realizzarne dei gustosi antipastini panati con i quali cenai allegramente in compagnia del buon fornaio e della moglie.
Come sono lontani i tempi del brefotrofio......e chi mai avrebbe pensato che la mia qualità più grande fosse quella della cucina !
Mi intristisce solo pensare che, qui, al manicomio criminale, nessuno dei miei compagni di sventura abbia voglia di assaggiare i succulenti piatti che preparo con quel che mi passa la mensa.
Non sanno davvero ciò che si perdono !





Trovo non ci sia nulla di più rilassante, ora, di contemplare una foto di Jennifer Connelly......
Una baby-regina dell'horror italiano old-style



4 giugno 2009

Uno Yankee del Connecticut......



Mark Twain scrittore ed umorista sorprendente.
Per anni è stato relegato ad autore di storie per ragazzi, e talvolta è persino raro trovare nelle librerie edizioni per adulti dei suoi meravigliosi romanzi !
Romanzi filosofici, per lo più. Romanzi del sapore pungente, caustico, persino anticlericale.
Romanzi che si fanno beffe della stupidità di quella che Mark Twain stesso definisce sarcasticamente Razza Umana.
Romanzi di profonda umanità, come Il Principe e il povero, ma anche Uno Yankee del Connecticut alla Corte di Re Artù.
Romanzo pubblicato nel 1889, che si fa letteralmente beffe del Medioevo, dell'aria dogmatica e superstiziosa respirata allora, delle inique leggi dei Sovrani e della Chiesa cattolica.
Ecco che, inventandosi una sorta di viaggio nel passato - il protagonista - uno Yankee del Connecticut appunto, si ritrova catapultato nel VI secolo, alla corte del mitologico Artù.
Qui è considerato una sorta di Mago, più potente dello stesso Merlino (che defenestrerà ben presto, con l'utilizzo della ragione e della scienza, ai tempi arturiani completamente sconosciute) e pertanto avrà il privilegio di divenire primo ministro del Re con l'appellativo da egli stesso scelto: Il Principale !
Il Principale – con l'aiuto di un giovane paggio di corte, il fido Clarence - inizierà ben presto a prendersi gioco della cavalleria di Lancillotto, trasformando i cavalieri in cartelloni pubblicitari ambulanti, ma anche a rendere più progredita e prospera quella società avviando ogni sorta di industrie moderne e persino......avviando una rete telefonica ed un giornale dell'epoca !
Nel corso delle sua avventure lo Yankee, dimostrerà come il diritto divino dei Re non sia che una stupidaggine inventata dalla Chiesa al fine di soggiogare i fedeli-sudditi, costretti a vivere in condizioni più che miserevoli. E dimostereà anche come il Re non sia che un individuo pari a tutti gli altri, solamente con degli atteggiamenti diversi dovuti all'educazione ricevuta.
E così, il Nostro, avrà in mente solo di trasformare quella società medievale in una società pienamente democratica e progredita.....nonostante l'onnipresente Chiesa farà di tutto affinché ciò possa essere ostacolato. Innescando una vera e propria una battaglia all'ultimo sangue contro lo Yankee (è così anche oggi...figuriamoci nel VI secolo...sic) !
Unicamente il genio di Mark Twain può essere giunto a tanto, descrivendo peraltro ottimamente scene strazianti, fatte di torture assai verosimili compiute proprio nel VI secolo d.C.. A dimostrazione di quanto l'umanità possa essere crudele qualora chini la testa di fronte ai soprusi del Potere e del dogma.
Samuel Langhorne Clemens, in arte Mark Twain, è senza dubbio lo scrittore più spassoso dell'800 ed anche il più umano. Eterno Peter Pan, anche in età avanzata, fece della sua vita un'eterna lotta contro la stupidità, l'ignoranza, lo schiavismo, il militarismo. E fu anche grande fautore della scienza (fra l'altro fu molto amico dello scienziato Nikola Tesla, il cui laboratorio frequentò spesso).
Non nascose mai il suo carattere a tratti iracondo, per il quale era noto. Ma la sua indole fu caratterizzata dalla più spassionata bontà (specie con i figli, morti purtroppo in giovane età) e candore al punto che ad un certo punto della sua vita decise di vestire esclusivamente di bianco, quale segno distintivo.
Nacque con l'avvento della cometa di Halley nel 1835 e se ne andò con essa nel 1910, come egli stesso aveva profetizzato.
E profeta fu per tutta la vita. Altro che semplice raccontastorie per ragazzi !

Luca Bagatin (nella foto con il suo fratellino Boris Price Webster, per gli aMici Mirtillo)



21 maggio 2009

La Chiesa cattolica secondo Mark Twain

Quando ancora andavo alle scuole superiori, venne per qualche giorno un supplente di Religione assai simpatico ed abbastanza stravagante.
Si divertiva a farci disegnare alla lavagna degli alberi ed interpretava così la nostra indole psicologica, per così dire.
Un tipo davvero straordinario oserei definirlo !
L'ultimo giorno di supplenza ci assicurò che - se fosse tornato nella nostra classe - ci avrebbe dimostrato l'esistenza matematica di Dio mediante un'equazione.
Ciò non accadde, ma sono certo che quel tipo sarebbe sicuramente riuscito nell'impresa.
Chi è abituato a leggermi sa quanto io sia preplesso se non contrariato nei confronti dell'ateismo e degli atei, che trovo affatto dissimili dai clericali per inclinazione assolutistica ed in quanto - come affermava il clown di Heinrich Boll - finiscono per parlare SEMPRE ed OVUNQUE di Dio.
Ordunque, anni dopo, anche grazie all'amico Bazardelleparole che me lo fece apprezzare, scoprii un autore che avevo tralasciato nei miei anni giovanili di pur lettore accanito: Mark Twain !
Fu così che riuscii a comprendere che, se - forse - era possibile dimostrare l'esistenza matematica di Dio, sicuramente era possibile dimostrarne quella letteraria !
Leggendo e rileggendo Mark Twain, mi rendo conto di quanta essenza Divina ci sia in quel simpatico ometto baffuto, umorista, scrittore, businessman, pacifista, antischiavista, repubblicano, bizzoso ed incazzoso, che tanto trovo mi somigli (ovviamente anche nella presunzione !)......

Vi riporto qui di seguito due ghiottissimi passi tratti da Uno Yankee del Connecticut alla Corte di Re Artù, edito nel 1889.
Potrete notare come le opere di Mark Twain siano dei veri e propri trattati filosofici, altro che delle storielle per ragazzi (che pur sarebbe bene leggessero, e nella versione integrale) ! Andrebbero adottate nelle scuole al posto di mattoni remissivi come I Promessi Sposi, che, francamente, trovo abbiano assai poco da insegnare ad una società già sufficientemente pecoronizzata.

Luca Bagatin



....Qui potete vedere la mano di quel tremendo potere che è la Chiesa Cattolica Romana. In due o tre secolini, essa aveva convertito una nazione di uomini in una nazione di vermi. Prima dell'avvento della supremazia della Chiesa nel mondo, gli uomini erano uomini, e tenevano alta la testa, e avevano l'orgoglio, lo spirito d'indipendenza dell'uomo; e la grandezza e la posizione che una persona raggiungeva le venivano soprattutto dall'opera e non dalla nascita. Ma poi la Chiesa si fece avanti con un interesse privato da servire; ed era saggia ed astuta, e conosceva più di un mezzo per scorticare un gatto - o una nazione; inventò il "diritto divino dei Re", e lo puntellò tutt'intorno, mattone su mattone, con le Beatitudini - strappandole dal loro buon fine per usarle e rafforzarne uno cattivo; predicò (al plebeo), l'umiltà, l'ubbidienza ai superiori, la bellezza del sacrificio di sé stesso; predicò, (al plebeo), la rassegnazione sotto l'insulto; predicò, (ancora al plebeo, sempre al plebeo), pazienza, povertà di spirito, non-resistenza all'oppressione; ed introdusse caste ereditarie ed aristocrazie ed insegnò a tutti i popoli cristiani della terra a prostrarsi davanti a loro e venerarle.



Per prima cosa avevo iniziato una fabbrica di insegnanti ed una quantità di scuole domenicali; come risultato avevo ora in quei luoghi un mirabile sistema di classi e di scuole elementari in pieno sviluppo, e anche una completa varietà di congregazioni protestanti, tutte in condizioni prospere e fiorenti. Ognuno poteva essere il tipo di Cristiano che desiderava; v'era libertà completa in questo campo. Ma io confinai l'insegnamento pubblico religioso nelle chiese e nelle scuole domenicali, non consentendolo negli altri miei edifici d'educazione. Avrei potuto dare la preferenza alla mia propria setta e far tutti presbiteriani senza alcuna fatica. Ma questo sarebbe stato fare un affronto a una legge di natura umana; i bisogni spirituali e gli istinti sono tanto vari nella famiglia umana quanto lo sono gli appetiti fisici, i colori e le fattezze, e un uomo è moralmente vestito con gli abiti migliori quando è munito dell'abito religioso il cui colore e la cui forma e misura meglio si adattano al colorito, alle angolarità e alla statura spirituali dell'individuo che lo indossa; e inoltre avevo paura di una Chiesa unita; essa costituisce una potenza straordinaria, la più straordinaria concepibile, e allora quando essa poco dopo finisce in mani egoiste, come sempre è pronta a fare, ciò significa morte per la libertà umana, e paralisi per il pensiero umano.


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini