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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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28 dicembre 2015

Per salvare il Pianeta occorre puntare alla decrescita

La situazione è critica e stiamo forse andando verso un punto di non ritorno.

Mai come in questi ultimi tempi stiamo vedendo e subendo i danni dovuti al surriscaldamento globale, ai cambiamenti climatici ed allo smog: già l'abbiamo visto con un caldo da record l'estate scorsa ed oggi lo vediamo con un inquinamento da record in Pianura padana come non mai nella cosiddetta “terra dei fuochi”; con le inondazioni in Gran Bretagna; con tornado e inondazioni in Texas e continui terremoti in Asia. La lista dei danni causati dal cambiamento climatico è lunga e potrebbe diventare, nel corso dei prossimi anni, davvero critica per l'intero Pianeta. Una situazione, in sostanza, forse ancor più preoccupante del terrorismo dell'Isis perché potrebbe mietere molte più vittime e modificare radicalmente il nostro modo di vivere.

La cosa sembra preoccupare solo di recente i politicanti i quali, a parte qualche misura inuile e palliativa come la circolazione delle automobili a targhe alterne, sembrano non fare altro.

Da tempo poniamo una seria critica al sistema economico globale dell'accumulazione della ricchezza e della crescita economica che, nei fatti, si traduce in industrie di ogni tipo che inquinano. E che, invece, senza tanti giri di parole, andrebbero chiuse e riconvertite. Pensiamo alla situazione critica della Cina capital-comunista, oltre che all'impero del capitalismo globale, ovvero gli USA, massimo responsabile, assieme alla Cina e all'India (ove il pessimo governo ha ridotto i controlli sull'inquinamento delle fabbriche) del surriscaldamento del Pianeta e del cambiamento climatico. Pensiamo alla distruzione della foresta Amazzonica, autentico polmone verde del Pianeta e ad interi ettari di verde, di boschi, di foreste in tutto il globo terrestre in nome di un progresso che, nei fatti, è una vera sconfitta e un vero regresso per tutti gli esseri viventi.

Ci stiamo scavando la fossa con le nostre mani in nome di un benessere effimero e di una crescita che rende solo una piccola parte del pianeta ricco, grasso, grosso e fottutamente opulento alla faccia dei miliardi di persone che da secoli sono sfruttate, private del loro sostentamento, della loro cultura e persino delle loro colture.

Ecco, forse anche noi dovremmo imparare a vivere come loro e tornare alle colture agricole, ovvero alle culture originarie degli antichi popoli della terra. Puntando dunque alla decrescita economica, come prospettato da decenni dall'economista francese Serge Latouche e sostenuto anche dal filosofo Alain De Benoist, il quale afferma, fra le altre cose: “Decrescita non significa arresto di ogni attività economica o la fine della storia. Bisogna solo abituarsi a moderare il nostro modo di vivere, cioè capire che “più” non è sempre sinonimo di “meglio””.

Per vivere meglio e magari evitarci un cancro ai polmoni o altrove, in sostanza, occorre pensare ad un nuovo equilibrio fra uomo e natura, ponendosi il problema della sovrappopolazione de Pianeta e puntando ad un'economia basata sull'autogestione, sulla cooperazione, sul baratto, sulla cosiddetta economia del dono praticata anche ai giorni nostri, peraltro, dalle società matriarcali ancora esistenti. Ovvero un'economia che non crei bisogni indotti, bensì soddisfi i bisogni necessari a vivere. L'esatto opposto dell'economia di mercato che, nei fatti, ci sta portando al baratro sotto il profilo umano, sociale, materiale e, non ultimo, sotto il profilo della salute.

Detta così sembra pura utopia, ce ne rendiamo conto, specie in una società capitalistico-borghese fondata sull'egoismo, sui bisogni indotti e sui bassi istinti, ove i politicanti di turno trovano cosa buona e giusta l'”aumento dei consumi” quando, in realtà, ciò si traduce in una nuova schiavitù del lavoro, in aumento dell'inquinamento (e dunque dei cambiamenti climatici), in accumulo della ricchezza in mano a pochi banchieri e politicanti loro satelliti e sodali.

Ecco che, allora, questa utopia può rappresentare l'unica via di fuga da un punto che rischia di diventare di non ritorno ed ove l'unico responsabile, l'unico terrorista, rischia di essere rappresentato dall'essere umano stesso.


Luca Bagatin



11 settembre 2013

Quando l'Amore spazzerà via ogni 11 settembre del mondo

Quando l'Amore scoppierà, i governi e la politica decadranno da soli.
Quando l'Amore trionferà, le guerre, figlie della politica dei governi, avranno fine.
Quando l'Amore trionferà, i confilitti fra gli esseri umani cesseranno di esistere.
Quando l'Amore avrà voce, il silenzio della pace non avrà più confini.
Quando l'Amore percorrerà le strade che oggi separano la mente dell'individuo dal suo cuore, l'atmosfera sarà purificata ed i sorrisi cederanno il passo alle lacrime. L'odio ed il dolore saranno solo un triste ricordo di un mondo grigio.
Da dimenticare.




18 agosto 2013

L'immondo squadrismo al Potere



C'è chi ancora oggi crede che abbia senso parlare di "sinistra" o di "destra", come se si avesse ancora contezza di che cosa significhino, o, meglio, significassero, questi due termini.

C'è chi oggi difende Berlusconi e si definisce "di destra" e talvolta anche "liberale", ma non si rende conto o fa finta di non rendersene conto, che Berlusconi è il miglior amico dei dittatori filo-comunisti e filo-islamisti d'occidente e oriente e, quando era al governo, ha fatto i suoi interessi e/o quelli della social-burocrazia.

C'è chi oggi parla di diritti e libertà e si definisce "di sinistra", ma al suo interno ha componenti omofobe, fascistoidi, conservatrici sotto il profilo economico-sociale. E governa con Berlusconi.

C'è chi, poi, forte di aver passato anni ad essere imboccato da Mamma-Rai (salvo essere stato stoppato da Craxi e forse giustamente), fa il "figo" gridando alla piazza, foraggiato dal suo sodale capellone che ha deciso che, ogni militante e ogni parlamentare, devono essere delle pedine nelle loro mani.

Sembra di essere in un film di Fellini ed invece è la realtà del Belpaese o, meglio, del Brutpaese alle soglie del 2014.

Ah, fra le altre cose c'è anche chi chiede la grazia per i pluripregiudicati direttamente a Napolitano e chi sta pensando di punire anche chi fuma nella propria automobile e non solo.

E' il nuovo Ventennio, senza più il Duce, ma con tanti ducetti più o meno incompetenti al comando di una nave che affonda.

Eppure sarebbe molto semplice cambiare le cose, senza ideologie, partiti o partitini. Basterebbe il buonsenso. Poche ma chiare regole.

Un possibile decalogo o giù di lì ?

Chi scrive, ovvero il sottoscritto, ha proposto quello di "Amore e Libertà" (www.amoreeliberta.blogspot.it)

1) piena trasparenza delle Istituzioni (anche attraverso l'Anagrafe pubblica degli eletti)

2) che ogni carica pubblica/istituzionale torni ad essere al servizio del cittadino, ovvero percepisca uno stipendio onesto, in linea con la professione svolta prima del precedente incarico e non eccedente.

3) che la meritocrazia, l'onestà intellettuale e l'amore universale diventino non solo o non tanto "termini di moda", ma siano praticati quotidianamente

4) lotta ad ogni forma di discriminazione, ovvero lotta al razzismo, all'omofobia, alla massonofobia e all'odio religioso


5) attuazione di politiche in favore della disabilità, con accesso delle strutture pubbliche e private da parte dei disabili, anche per quanto concerne l'aspetto ludico e sessuale

6) introduzione di una legislazione che consenta il matrimonio omosessuale e che garantisca a tutte le coppie i medesimi diritti delle coppie sposate. Adozioni comprese.

7) introduzione di una legislazione che consenta l'eutanasia legale ed il suicidio assistito, in apposite strutture e con personale medico specializzato, anche sotto il profilo psicologico, sull'esempio svizzero

8) introduzione di una legislazione che legalizzi cannabis e derivati, con tutti i benefici che ne possono derivare anche sotto il profilo industriale e ambientale.

9) istituzione dei parchi dell'amore

10) lotta alla vivisezione, rispetto di ogni forma di vita e difesa dell'ambiente

11) legalizzazione della prostituzione

12) introduzione, nelle scuole, dell'ora di educazione sessuale


13) introduzione, nelle scuole, in luogo dell'”ora di religione”, l'”ora di Storia delle religioni”

14) abolizione degli enti inutili quali Province, consorzi, comunità montane.

Possiamo anche aggiungere: aliquota unica, per tutti, al 20% ed IVA ridotta al 4%; separazione delle carriere dei magistrati e responsabilità civile del giudice; nessun divieto di fumo, nemmeno nei locali pubblici, salvo disposizione diversa del proprietario.

E comunque lo ribadiamo: non c'è destra o sinistra che tengano, né in Italia né in Europa.

Occorrono buonsenso, passione, amore e senso estremo di libertà individuale e dunque collettiva.

Mano Stato, più individuo. Più cuore e mente. Burocrazia ridotta all'osso e nessun incentivo per banche, grande industria e mafie più o meno legalizzate.

Ci riusciremo ? Per ora la strada è in salita e l'odio, l'oppressione e la criminalità...legalizzata regnano sovrane.

Luca Bagatin 



1 maggio 2013

Ilona icona della politica liberale e libertaria

Sono davvero lietissimo ed onorato di collaborare, ormai da diversi mesi, con L'On. Ilona Staller in arte Cicciolina.
Lo sono - fra le altre cose - perché, come scrissi in un mio articolo di parecchi anni fa, senza di lei - eletta nelle liste radicali nel 1987 - molto probabilmente non mi sarei mai avvicinato alla politica.
Allora avevo 8 anni e di politica, come è ovvio, non capivo molto. Però, fra tutti quei grigi pelatoni occhialuti e cravattoni, in televisione e sui giornali spiccava una figura angelicata, una donna bellissima e mozzafiato, vestita di bianco, con una coroncina di fiori sulla testa ed un sorriso smagliante sulle labbra. Una donna che già allora mi fece sperare.
Mi fece sperare in un presente ed in un futuro colorato, per noi bambini degli Anni '80.
Così come mi faceva sperare ed entusiasmare quel capellone di Pannella, che conobbi poi personalmente nel 1999, in occasione della fondazione della Lista Emma Bonino. E così come mi entusiasmò la figura del Generale Giuseppe Garibaldi e dell'Apostolo Mazzini, allorquando studiai il Risorgimento a scuola. Eroi senza macchia e sanza paura, contrpposti alla corruzione del Potere (austriaco, francese, pontificio, borbonico).
Fu così che, giovanissimo, nemmeno maggiorenne, finii quindi per frequentare e militare nell'area laica e libertaria. Sempre pensando con la mia testa, proponendo ed attuando progetti il più possibile controcorrente, discostandomi molto spesso dalle grige "linee di partito", che ho sempre contrastato in quanto negatrici della libertà di pensiero e di azione.
Chi l'avrebbe mai detto che, anni dopo, ovvero nel 2012, avrei conosciuto e iniziato nuovamente a fare politica, ma questa volta a fianco di Ilona, mia icona politica da quasi trent'anni a questa parte.
Ilona è praticamente sulla mia stessa lunghezza d'onda. Non solo la pensiamo allo stesso modo su tutto, ma abbiamo il medesimo modo di operare, ovvero trasgredendo le regole, specie se imposte dall'alto. Odiamo entrambi l'ipocrisia, il bigottismo dei cretini e degli ignoranti. La violenza politica e comune. Il comune senso del pudore, perché non c'è nulla di più bello di un corpo nudo, a testimoniare la Verità. Non c'è nulla di più bello di un amplesso di due amanti da contrapporre ai falsi pudori dei cravattoni pariolini e delle beghine caZZoliche.
Ilona è un'icona. E' l'icona dell'Amore e dell'Eros contrapposta alla stupidità, al malaffare, alla corruzione delle menti e dei corpi. E' il simbolo della lotta per le libertà civili, individuali, per il trionfo della natura e dell'animalismo.
Pensiamo solo che, assieme a Riccardo Schicchi, Ilona, nel 1979, fondò la Lista del Sole, ovvero la prima lista ambientalista in Italia, molto prima dei rissosissimi ed integralisti Verdi di oggi che, una volta conquistato il Potere - con Prodi - se lo sono tenuto fottendosene del resto (non a caso li abbandonai nel 2000).
Pensiamo poi che Ilona rappresentò l'aletrnativa nonviolenta e libertaria alla politica, quando Beppe Grillo ancora faceva il comico di regime nella Rai Tv lottizzata dai partiti.
Ilona e la sua ingenuità smaliziata, simbolo della donna ferita e sfruttata in un mondo di lupi. Ilona che ha rifiutato di accodarsi alla televisione trash degli Anni '90 e '00. Che ha preferito dedicarsi a suo figlio Ludwig e dedicare sé stessa alla costruzione una nuova immagine.
Da pornodiva internazionale a donna per l'emancipazione sociale ed individuale.
Oggi, assieme a me che ho ideato la sua candidatura nelle liste Liberali, siamo candidati al consiglio comunale di Roma nel Partito Liberale Italiano ed è un vero peccato che assieme a noi non ci siano anche i Radicali, i Repubblicani ed i Socialisti Libertari. Ed è un peccato anche che non sia lei il candidato Sindaco, perché allora sì che sarebbe stato un successone.
Ilona-icona della politica liberale, incarna essa stessa il Partito Liberale, così come icarna il Partito Radicale ed il Partito Repubblicano e Socialista. E lo fa molto meglio di molti altri, novella eroina in un'Italia in rovina, senza più ideali né radici. Ove i partiti storici sono defunti, implosi su sé stessi, incapaci di interpretare il cambiamento.
Con Ilona sento che possiamo rilanciare le battaglie che ho combattuto in questi anni con l'amico fraterno Peter Boom, purtroppo recentemente scomparso. Battaglie per i diritti dei disabili, per un ambiente più pulito, per la costituzione dei Parchi dell'Amore, per la lotta alle ruberie, per l'educazione sessuale nelle scuole, per l'abolizione dell'ora di religione, per una Roma ed un'Italia civile, colorata, liberata dalle sovrastrutture pseudo-religiose.

Ilona-icona, così come lo fu Moana Pozzi nel 1993 con il Partito dell'Amore e come lo è stato il caro amico Peter, per tutti gli anni '60-'70-'80-'90-'2000.
Forza ragazze e ragazzi !!!! OLEEEEEEEE !!!!!

Luca Bagatin



12 febbraio 2013

Ilona Staller Cicciolina: una vita sofferta alla ricerca dei propri sogni, dell'amore e della libertà. Per sè e per gli altri.



Elena Ilona Anna Staller, in arte Cicciolina.

Una fra le più celebri e più pagate pornodive al mondo. Ungherese di nascita ed italiana di adozione.
Una vita che è più di un'avventura. A tratti drammatica, a tratti emozionante, a tratti commovente.
Chi conosce bene Ilona sa che la sua è ed è stata una vita alla ricerca di sogni da vivere e realizzare. Sogni spesso infranti dalla violenza e dalla stupidità altrui.
Ilona nasce a Budapest nel 1951, in piena Guerra Fredda e con l'Ungheria sotto il controllo comunista sovietico. Ilona nasce in una famiglia poverissima, nel quartiere periferico Kobanya, in un palazzo-dormitorio umido e senza luce.
Suo padre, Laszlo Staller, è un donnaiolo infedele, mentre la madre - anche lei di nome Ilona - cresce lei e i suoi fratelli Valeria, Laszlo e Attila, nel migliore dei modi, senza far loro mancare nulla, ma con il sogno di abbandonare la miseria e la mancanza di libertà del regime comunista ungherese.
Con il secondo marito, Ignac Magyari, la madre di Ilona ed i suoi fratelli, trovano una certe stabilità e tentano tentano persino la fuga nell'Occidente democratico, ma senza successo. Vivono persino i terribili momenti della Rivoluzione d'Ungheria del 1956, con le vie di Budapest zeppe di cadaveri causate dai carri armati sovietici, i quali sopprimono ben presto i rivoltosi. Ilona aveva solo 5 anni allora, ma quei momenti di terrore - stretta fra i suoi fratellini ed alla ricerca dispetata di cibo – li ha ben impressi ancora oggi nella sua mente.
Nel '57 tentarono la fuga, passando in Jugolsavia, ma saranno presto rispediti a casa.
Crescendo, Ilona, diventerà un'avvenente ragazza bionda con gli occhi azzurri. Inizierà a lavorare come cameriera in un albergo, sfruttata e costretta a sfacchinare dalla mattina alla sera. Sarà qui, ad ogni modo, che il servizio segreto comunista ungherese la noterà e la inviterà a diventare una spia del regime. Lei non può fare altrimenti e così inizierà a riferire ai servizi segreti gli spostamenti dei vari ambasciatori americani in visita a Budapest.
Ben presto, ad ogni modo, lascierà quella vita da Mata Hari e, incoraggiata dalla madre, contatterà l'agenzia pubblicitaria M.T.I, la quale stava selezionando ragazze per una campagna pubblicitaria ed inizierà così la carriera di fotomodella.
Nel 1970 Ilona incontrerà Salvatore Mercuri, un calabrese non particolarmente avvenente ma che a lei piacque subito e così lo sposò andando a vivere con lui a Milano.
Il matrimonio si rivelò ben presto un vero disastro e Salvatore non certo il principe azzurro che Ilona aveva sognato, ma un uomo che la costringeva a cucinare tutto il giorno, senza concederle un minimo di libertà. Fu così che lasciò Salvatore e se ne andò a lavorare a Roma, per un nuovo servizio fotografico e qui iniziò – finalmente - una nuova vita.
Fu infatti alla fine degli Anni '70 che la carriera e la vita di Ilona Staller ebbero ad ogni modo una svolta luminosa e ciò grazie all'incontro con l'ancora sconosciuto Riccardo Schicchi, un curioso e stravagante fotografo, dai modi a tratti infantili, il quale, dopo averla tempestata di telefonate, si presentò di fronte a casa sua, sulla Cassia.
E si presentò ad Ilona in una buffissima posizione yoga, con le gambe per aria (come ebbe modo di raccontarmi recentemente, in un'intervista) !
Da allora, ad ogni modo, nacque un vero e proprio sodalizio fra Ilona e Riccardo. Un sodalizio fatto di amore per la natura, i tramonti, gli animali, l'erotismo e la voglia di rompere ogni tabù legato al pudore ed alla sessualità.
Riccardo Schicchi era letteralmente stregato da Ilona Staller e le coniò il simpatico nomignolo "Cicciolina", per il suo modo di fare naif, anche se Ilona - come mi confidò nella nostra recente intervista - non si innamorò mai di lui.
Fu così che, con Riccardo Schicchi, fondò "Radio Luna", la prima radio libera che parlava di sesso e sessualità ad un vasto pubblico e fu proprio in quell'occasione che inventò il nome d'arte "Cicciolina". Nel 1979, con Schicchi, fondò poi la "Lista del Sole", il primo partito ambientalista d'Italia che per simbolo aveva il Sole che sorride (oggi divenuto di proprietà dei Verdi) e, nel 1983, l'agenzia di casting "Diva Futura", alla quale iniziarono a lavorare future artiste dell'eros quali Ursula Davis, Milly D'Abbraccio, Moana Pozzi, Ramba, Baby Pozzi ed altre.



Sempre assieme a Schicchi, Ilona, animata dal sogno di cambiare il comune senso del pudore, le leggi contro la censura, migliorare l'ambiente e combattere ogni forma di violenza, intraprenderà la carriera politca candidandosi nelle liste del Partito Radicale. Schicchi non sarà eletto, ma lei, nonostante sia quasi ultima nella lista dei candidati, sarà eletta al Parlamento italiano, nel 1987, con 20.000 voti di preferenza, presentando peraltro numerose proposte di legge per la tutela dell'ambiente, degli animali, fu forse la prima a presentare proposte di legge contro la violenza sulle donne, per i diritti delle prostitute e dei detenuti.
Inoltre fu la prima a bruciare, in segno di protesta sia contro al Guerra Fredda che contro il terrorismo, le bandiere di USA ed URSS recanti entrambe la stella rossa delle Brigate Rosse. Ciò, ad ogni modo, le costò un'incriminazione per attentato alla bandiera di due Stati esteri, nonché l'impossibilità - per parecchi anni - di recarsi negli Stati Uniti d'America in quanto “ospite indesiderata”.
Oltre a ciò, Ilona Staller, partecipò - in qualità di Parlamentare italiana - ad una serata di beneficienza per la ricerca scientifica relativa alla lotta all'AIDS, a Tokyo, consegnando l'equivalente di un milione di euro al Ministro della Sanità giapponese. Parte del ricavato, peraltro, fu devoluto al campo profughi vietnamita-laotiano.
A cavallo fra la fine degli anni '80 ed i primi anni '90, Ilona Staller continuerà a "dare scandalo" con i suoi spettacoli erotici i quali le costeranno - come mi ha raccontato nell'intervista - oltre cinquanta denunce penali, ma contribuendo a far cadere così l'ipocrita reato di "offesa al comune senso del pudore".
E' triste, ad ogni modo, apprendere che pochi deputati Radicale solidarizzavano con lei. Molti la trovavano solamente "scandalosa" e nulla di più. Con Ilona, non molto tempo fa, chiacchierando come talvolta ci capita di fare, abbiamo ricordato le sole figure radicali che l'hanno sostenuta e difesa veramente. Tre donne coraggiose e combattive, che oggi purtroppo non ci sono più: Adele Faccio, Adelaide Aglietta e Roberta Tatafiore.
Peccato che, anche fra i Radicali, albergasse un certo bigottismo che poco si confaceva alle loro battaglie...



Nel 1992, a fine legislatura, tenterà ad ogni di rilanciare la sua immagine politica, proponendo il Partito dell'Amore, poi lasciato in eredità a Moana Pozzi. In quel periodo, infatti, Ilona partorirà Ludwig, il figlio che aveva concepito dall'artista statunitense Jeff Koons, suo marito dal 1991.
Un altro uomo sbagliato della sua vita. Un uomo che Ilona, nel suo libro edito da Mondadori "Per amore e per forza", descrive come iracondo, geloso, violento, il quale portò persino via Ludwig a Ilona contro il parere dei giudici italiani, accusando Ilona - nei processi per l'affidamento del piccolo – di essere una cattiva madre e persino una pedofila !
Per fortuna, nonostante il calvario passato da Ilona Staller in quegli anni, tutto andò a finire per il meglio ed oggi Ludwig Koons - che ha vent'anni - vive con la madre, la quale ne è affettuosamente orgogliosa, come è giusto che sia.
Ilona Staller, Cicciolina, è ed è stata per molti di noi un'icona fricchettona, hippie, capace di lottare in modo tenace contro una vita spesso avversa.
Posso dire per certo che di rado ho conosciuto una persona, come lei, incapace di odiare anche il suo più acerrimo nemico. Una persona che, pur avendo affrontato molte avversità ed una vita davvero piena in tutti i sensi, è ancora oggi capace di credere in un mondo migliore. Un mondo nel quale, come ama dire lei: "combattere tutti insieme per un mondo pieno di gente sorridente e felice. Un mondo che lasci intravedere un futuro con tutti i colori dell'arcobaleno".
Ora, io non so se un giorno questo sogno si realizzerà mai. Ciò che so è che Ilona Staller Cicciolina ha trovato, già da tempo, un posto nel mio cuore fra le persone più care che conosco. E che la aiuterò a lottare per i suoi sogni, che sono da sempre anche i miei. Sogni che fanno parte della nostra storia di utopici utopisti, liberali e ambientalisti fricchettoni, eroticamente qualificati, amorevolmente senza tabù ed alla ricerca di una libertà possibile. Credibile, necessaria.

Luca Bagatin



Ringrazio Ilona per avermi fornito gran parte del materiale fotografico - parte del quale inedito - che, per motivi di spazio, non ho potuto qui pubblicare per intero a corredo di questo articolo.
Non mancherà certo occasione per pubblicare ancora articoli e foto relative alla sua storia, passata e recente.



10 febbraio 2013

"Intervista esclusiva alla cantante, attrice ed artista dell'eros Ursula Davis in arte Hula Hop" di Luca Bagatin

Ursula Davis - conosciuta dal pubblico con lo pseudonimo Hula Hop - cantante, attrice, fumettista, artista dell'eros di origini finlandesi e nipote della celebre attrice statunitense Bette Davis, è stata fra le principali star di "Diva Futura", l'agenzia di casting fondata negli anni '80 dal compianto Riccardo Schicchi e da Ilona Staller.
Il suo stile trasgressivo "Anni Sessanta" la fa amare subito dal pubblico, così come le sue battaglie contro i falsi pudori, combattute in un frammisto di fascino ed ironia.
Ursula, oltre ai suoi spettacoli teatrali, ha recitato in numerosi film erotici pornosoft quali "Provocazione", "Desideri inconfessabili", "Diva Futura", "Visioni erotiche", "Obsession" e "Top model 2" ed ha inoltre collaborato al mensile "Diva Futura", realizzando fumetti erotici ed ironici assieme.
Oggi abbiamo il piacere e l'onore di intervistarla amichevolmente.



Ursula Davis, Baby Pozzi, Moana Pozzi, Riccardo Schicchi ed Ilona Staller Cicciolina

Luca Bagatin: Per cominciare, una domanda classica, ovvero come inizia la tua carriera artistica ?

Ursula Davis: Sin da piccola ho manifestato uno spiccato senso artistico. Amavo trascorrere ore ed ore a disegnare e dipingere. Ho frequentato, poi, il Liceo Artistico e l'Accademia di moda e da li è stato tutto un susseguirsi di cose... Ma io, più che "carriera" lo definirei un percorso di vita dettato dalla mia natura, dalla mia voglia di fare o non fare determinate cose.


Luca Bagatin: Come mai questo soprannome, "Hula Hop" ?

Ursula Davis: "Hula" altro non è che il diminutivo di uno dei miei tre nomi, ovvero Ursula. L'idea di anteporre l''"H" mi è venuta intorno gli otto anni quando per firmare i miei dipinti preferivo una lettera esteticamente più armonica della "U". "HULA HOP", invece, è il personaggio dello show creato con Riccardo Schicchi. Desideravo mantenere il mio nome e al contempo portare in giro per le discoteche uno spettacolo che rispettasse la mia personalità. Un personaggio fresco, giovane, divertente, frizzante e sconvolgentemente provocatorio. Basi musicali anni '60, costumi coloratissimi, scenografie giocose e tanti fluorescenti hula hop, naturalmente.


Luca Bagatin: E' vero che sei la nipote della celebre attrice degli Anni '60 Bette Davis ? In effetti, peraltro, le somigli molto...

Ursula Davis: Dicono che "dove c'è fumo c'è fuoco"...


Luca Bagatin: Da cantante e ballerina al pornosoft e poi al fumetto erotico. Una carriera poliedrica direi. Come è nata l'idea di diventare disegnatrice e fumettista ? Tu definisci i tuoi fumetti ironici ed erotici. Ovvero ?

Ursula Davis: Come premesso ho sempre amato disegnare, ma non mi definirei una "fumettista". Fu solo una piccola parentesi. L'idea dell'erotico/ironico è molto semplice da spiegare: lo scopo era quello di portare l'immaginazione del lettore ad alti livelli, esasperare la sua sessualità e poi farlo piombare in uno stato comico/ironico. Dietro ad ogni storia c'era una trama sottile con un finale "ironico" o delle immagini divertenti. Un'idea valida per abbracciare un pubblico più ampio.


Luca Bagatin: A tuo parere, oggi, con l'avvento di internet, il fumetto erotico cartaceo, può avere ancora il suo fascino ?

Ursula Davis: Sì, certamente sì. Io lo trovo molto più intrigante ed eccitante perché dà spazio all'immaginazione di ognuno.


Luca Bagatin: Hai lavorato per moltissimi anni a fianco di Riccardo Schicchi, recentemente scomparso. Qual è il tuo più bel ricordo di lui ?

Ursula Davis: Non è che ho lavorato per moltissimi anni a fianco di Riccardo Schicchi, ho lavorato per lui e con lui nel suo "periodo d'oro", nel suo "momento magico". Dopo, a livello lavorativo, mi sono allontanata, un po' per motivi personali e in parte perché trovavo che il suo modo di lavorare più che artistico e pieno di ideali stava diventando piuttosto commerciale, ma i contatti sono sempre rimasti. Di Riccardo ho molti bei ricordi, doverne scegliere solo uno mi rimane piuttosto difficile... Potrei risponderti così: Riccardo è uno dei miei ricordi più belli.


Luca Bagatin: L'anno prossimo ricorrerà il ventennale dalla morte di Moana Pozzi. Tu lavorasti anche con lei, se non ricordo male. Com'era Moana ? Cosa sarebbe potuta diventare ?

Ursula Davis:
Si, ho lavorato con Moana in diverse occasioni, film soft, l'hard non l'ho mai fatto. L'esperienza più incisiva è stata certamente durante le riprese del film di Piero Vivarelli "Provocazione". Abbiamo avuto modo di parlare a lungo su vari argomenti. Io Moana, a dire il vero, l'ho sempre trovata un po' particolare. C'era un lato di lei oscuro che non sono mai riuscita a decifrare. Lei dentro era inquieta, insofferente, ma in pubblico non lo dava certo a vedere. Non credo che sarebbe diventata altre cose oltre quello che già era. Penso che si sarebbe ritirata appena il fisico non le dava più quella sicurezza su cui basava la sua forza.


Luca Bagatin: So che sei un'amante della natura e degli animali. Oltre, peraltro, ad aver contribuito a rompere molti tabù sessuali in un'epoca molto più bigotta di quella attuale. Hai mai pensato di impegnarti, politicamente, come fece la nostra comune amica Ilona Staller (ad anche Moana Pozzi, negli ultimi anni di vita, peraltro), per questo tipo di battaglie ambientaliste e di libertà ?


Ursula Davis:
La natura e gli animali sono al top delle mie preferenze, ma penso che si possa agire senza necessariamente far politica. In Italia la democrazia è un'utopia e fare una politica pulita, equa, sobria è impossibile. Io credo che ci voglia una vera sterzata, una rivoluzione vera propria non una semplice battaglia. La vita mi ha insegnato a non aspettarmi nulla da nessuno per non andare incontro a delusioni e mi domando spesso se l'unione fa la forza o chi fa da sé fa per tre ? Io ero con Ilona il giorno della presentazione del suo partito. Ero spesso da Riccardo quest'estate in ospedale...O con gli anziani e i disabili, con donne arabe malmenate dai mariti e con i ragazzi libici sparati e mutilati...eppure, dimmi, hai mai sentito parlare di me ? Hai mai visto una mia foto ? Eppure esisto e agisco. Autonomamente. L'importante è essere fedeli a sé stessi altrimenti si diventa bandiere in balìa del vento.

Luca Bagatin



8 giugno 2011

NO ai referendum truffa e contro l'ambiente ! Il 12 e 13 giugno ASTIENITI o vota NO

REFERENDUM CONTRO NATURA
di Davide Giacalone




Tre referendum sono contro l’ambiente, uno è contro Silvio Berlusconi. Quest’ultimo se lo merita, secondo i suoi avversari, ma la natura che ha fatto di male? Eppure uno stormo di demagoghi s’è alzato in volo e tenta di truffare gli elettori, confondendo loro le idee.
A scanso d’equivoci: quelli che vogliono far restare le cose come sono, quelli affezionati all’acqua che si spreca e all’assenza di depuratori, quelli che vogliono un Paese che compra all’estero energia elettrica prodotta con il nucleare, sono i sostenitori del Sì. Mentre quei disgraziati che sostengono il No, se esistono, pretendono che l’Italia cambi e diventi un Paese come gli altri, ma s’illudono che a poterlo fare sia quello stesso legislatore che neanche difende le proprie leggi.

Due quesiti riguardano l’acqua, che nessuno ha mai né pensato né proposto di privatizzare. Qui la turlupinatura raggiunge livelli stratosferici. Posto che fonti e acquedotti, quindi l’acqua, rimangono beni pubblici, si tratta di chiamare il mercato, quindi i privati, ad investire perché quel bene non vada sprecato. Per riportare alla civiltà, e al rispetto dell’ambiente, il nostro sistema idrico servono investimenti rilevanti, nell’ordine di 60 miliardi. Posto che non possono essere investimenti pubblici, per le note ragioni dell’indebitamente statale, o ce li mettono i privati o nisba. Quindi, se passa il referendum ci teniamo l’acqua che esce dai tubi prima di arrivare nelle nostre case, quindi la devastazione ambientale e la sua perdita di qualità.

L’altro quesito è sulle tariffe, volendo impedire che nel fissarle si debba tenere conto della remunerazione dei capitali investiti. Bella roba, allora ci teniamo i soldi pubblici sprecati, le municipalizzate i cui amministratori e dirigenti si fanno pagare come se avessero scoperto quella calda, di acqua, le aziende pubbliche che fanno assunzioni clientelari e ci teniamo pure quei quattro fessi che prima si lamentano, poi impediscono che si cambi, quindi tornano a lamentare gli sprechi. Sono loro, quelli del Sì, i tutori degli sprechi.

Col referendum nucleare c’impediamo di fare un piano energetico. Giusto, a che serve? Tanto si annuncia il ritorno al nucleare e non lo si fa mai. In cambio, ove non si voglia far funzionare la lavatrice a pedali, o pagare l’energia più dei panni che ci mettiamo dentro, facciamo qualche bella centrale a carbone, continuiamo a bruciare petrolio e incentiviamo eolico e solare pagandoli il doppio di quel che producono. Emettiamo una bella paccata di gas serra e li difendiamo con il sole che ride. De che? Nel frattempo continuiamo a comprare energia nucleare dai francesi e ci diamo di gomito, con aria allocca, quando tedeschi e svizzeri annunciano la chiusura delle loro centrali. Come se chi cambia bicicletta, e intanto vince il tour della competitività, fosse paragonabile a chi non ci sa andare.

Tutte queste cose le conoscono benissimo anche a sinistra. I Bersani, i D’Alema, i Veltroni e compagnia cantante ne sono perfettamente consapevoli. Tanto è vero che quando governavano si mossero esattamente nella direzione delle leggi che, ora, vogliono abrogare. Ma gli tocca far la parte di quelli che credono si stia privatizzando l’acqua o che in una centrale italiana si possa fondere il nocciolo (oltre al cervello di chi lo dice), e gli tocca perché così impongono i loro alleati, oramai dominatori. La gran classe di professionisti, i gran dirigenti allevati alla dura scuola e alla severa disciplina del Partito Comunista Italiano, sono finiti al guinzaglio di quattro descamisados latranti.
Non dimentichiamoci dell’ultimo referendum, quello sul legittimo impedimento. Quelli della vecchia sinistra non parlano, per vergogna, ma quelli di questa destra non leggono, per prudenza. Quando si discusse quella legge, inutile, avvertimmo sui suoi rischi e sulla sua mancanza di pregi. Niente, come parlare con il muro. Vigente la legge, Berlusconi non solo ha dovuto piegarsi ai processi, ma ha anche inaugurato quelli del lunedì. Ciò non toglie che l’abrogazione sarebbe uno sganassone in pieno volto. E, come si sa, il setto nasale è già provato e smoccia sangue.
Riassumendo: i referendum sono contro l’ambiente; la sinistra è costretta a sostenerli, pur convinta del contrario, perché altrimenti viene incenerita da alleati prepotenti e vincenti; la destra non ha neanche il coraggio di difendere quel che ha fatto e se la cava con una roba, la libertà di coscienza, che non si sa se fa ridere o piangere; in quanto al quarto referendum l’unica salvezza, per chi votò la legge, sarebbe la mancanza del quorum. In compenso s’è raggiunto un bel risultato bipartisan: la vergogna.

Davide Giacalone


20 aprile 2011

Luca Bagatin: un Repubblicano libertario nel Consiglio comunale di Pordenone, nella lista civica "Il Ponte", con Gianni Zanolin Sindaco








Se sarò eletto nel prossimo Consiglio comunale di Pordenone, mi impegnerò relativamente a queste tematiche


LAICITA' E DIRITTI:


    • Istituzione del registro comunale delle unioni civili per coppie etero ed omo affettive.

    • Opposizione a qualsiasi finanziamento diretto e/o indiretto ad istituti confessionali e religiosi.

    • Promozione e valorizzazione della cultura laica.

    • Politiche a sostegno dei malati, dei disabili e degli anziani.

    • Politiche a sostegno dei diritti degli animali.


RISPARMIO AMMINISTRATIVO:


  • Taglio degli esuberi e degli sprechi nella Pubblica Amministrazione.

  • Riduzione delle indennità di carica di Sindaco ed Assessori del 20 %.

  • Abolizione delle circoscrizioni comunali ed introduzione del Bilancio partecipativo sull'esempio dei molti Comuni italiani (Arezzo, Bergamo, Cinisello Balsamo, Reggio Emilia...).


INVESTIMENTI DI PUBBLICA UTILITA':


  • Costruzione di cinquemila posti auto al di fuori della città.

  • Potenziamento del servizio di bus navetta al fine di collegare i parcheggi esterni al centro città e riduzione delle tariffe del trasporto pubblico urbano.

  • Tutela dei parchi e del verde pubblico e recupero di aree verdi a partire dai Giardini di Piazza IV Novembre.

  • Incentivi al piccolo commercio, con istituzione di mercatini tematici e dell'antiquariato tutte le domeniche.







5 ottobre 2009

ENERGIE ALTERNATIVE E PULITE by Peter Boom

ENERGIE PULITE SI'......ANCHE SE....
presentazione by Luca Bagatin

Come ho già scritto tempo fa, su questo punto concordo solo in parte con l'amico Peter Boom.
Dati alla mano dimostrano che le energie alternative pulite vanno benissimo (da anni peraltro sosteniamo che anche con i derivati della cannabis si potrebbero produrre carburanti meno inquinanti dei derivati del petrolio), ma senza il nucleare - a tutt'oggi - conti alla mano, siamo fritti.
E già l'Italia, che ha sciaguratamente deciso di chiudere a suo tempo le sue centrali nucleari (con la sola opposizione, ai tempi, del nostro Partito Repubblicano Italiano), si trova oggi ad importare energia dall'estero con gravi costi in bolletta. Per quanto si stia finalmente cercando di invertire la rotta.
Ad ogni modo vi propongo quest'articolo dell'amico Peter che è un'ottimo spunto di riflessione nell'ambito delle energie pulite ed alternative sulle quali è sempre e comunque necessario investire.

Luca Bagatin

ENERGIE ALTERNATIVE E PULITE

di Peter Boom

 

Le energie alternative e pulite basterebbero al fabbisogno energetico del mondo intero.

L'energia del vento sta già facendo importanti passi avanti nonostante l'avversione da parte di certi ambientalisti che forse vedrebbero di buon occhio (per un motivo o l'altro) il perdurare delle centrali a carbone, gas, nucleari, etc., che non sono per niente pulite, costano molto e guastano il paesaggio.

Forse non ci sarebbe neanche più bisogno del vento perché si potrebbe inventare una ruota che gira sempre senza vento o altro.

L'energia solare fa importanti passi avanti e sono già stati inventati pannelli solari a costi molto più bassi di quelli finora in commercio. In Italia sono vietati nei centri storici, forse per non togliere spazio ai milioni di antenne e parabole. Esistono già pannelli solari che imitano i caratteristici coppi che coprono i nostri tetti antichi.

Molti altri sistemi alternativi per produrre energia vengono inventati e messi in pratica ed anche questa diversificazione ci dà la speranza di poterci liberare dall'inquinante uso del petrolio, del carbone, del nucleare, etc.

Dal “Club of Amsterdam” mi è giunto un interessante articolo riguardante strade e autostrade ad energia solare. In pratica bisognerebbe collocare su strade, autostrade e parcheggi dei pannelli solari appositamente prodotti per questo scopo invece di continuare a coprire il manto stradale con l'asfalto (inquinante prodotto petrolifero).

I suddetti pannelli solari conterrebbero anche dei “led” (strisce o punti luminosi) con la funzione di rendere visibili da sotto le linee di divisione delle strade, un sistema molto più sicuro soprattutto per la guida durante la notte. I “led” servirebbero anche per dare indicazioni ai guidatori. Inoltre riscalderebbero la superficie stradale per contrastare la formazione di ghiaccio.

Stazioni di rifornimento elettrico toglierebbero di mezzo ogni uso di carburanti inquinanti e l'auto elettrica diventerebbe l'unico ed anche più economico mezzo di trasporto.

Per coprire le superficie asfaltate con pannelli solari super-resistenti nei soli Stati Uniti basterebbero cinque bilioni di dollari (un ottimo investimento!) che renderebbero tre volte il fabbisogno energetico del popolo nord-americano, una quantità di energia quasi abbastanza per il mondo intero.

Un affare enorme anche per le industrie petrolifere che potrebbero convertire i loro sforzi, i loro investimenti in questo storico mega-cambiamento indispensabile per salvare il mondo da un inquinamento irreversibile e dalla sempre meno disponibilità di risorse carburabili.


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini