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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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11 marzo 2011

Ciao Italo !



Ho appreso ora della morte di Italo Corai, scrittore pordenonese e mio maestro politico (nonostante da diversi anni ci fossimo allontanati).
Avevo visto Italo solo venerdì scorso, alla presentazione del volume del suo caro amico Angelo Pezzana "Un omosessuale normale". Era allegro ed entusiasta nel vedere così tanti militanti gay riuniti assieme, che avevano finalmente il coraggio di mostrare la loro faccia in pubblico.
Ricordava, lui, primo militante omosessuale del Friuli Venezia Giulia - nota terra bigotta -
come ai suoi tempi gli omosessuali fossero guardati con sospetto e sberleffo. E di come anche lui, allora insegnante di matematica, fosse stato spesso discriminato.
Conobbi Italo nel 1996, quando avevo diciassette anni. Allora, dopo una lunga militanza nel Partito Radicale, ricopriva la carica di Portavoce dei Verdi di Pordenone. Fu lui ad insegnarmi i rudimenti della militanza politica e se oggi ho un carattere più sicuro di allora, lo devo a lui ed al suo piglio coriaceo.
Io, in cambio, gli insegnai ad utilizzare il computer ed i primi ridumenti di internet.
Ci eravamo persi da anni, ma eravamo felici di esserci rivisti, anche solo per un saluto, alcuni giorni fa.
Ciao Italo.

Luca



5 marzo 2011

Angelo Pezzana a Pordenone per affermare la normalità dell'essere omosessuali


Angelo Pezzana negli anni '70 ed Angelo Pezzana oggi
dalla quarta di copertina del suo libro "Un omosessuale normale" (Stampa Alternativa)

Un centinaio abbondante di partecipanti alla serata del 4 marzo scorso, alle ore 20.30, presso la saletta convegni dell'ex convento di San Francesco a Pordenone, per affermare la normalità del proprio orientamento sessuale.
"Un omosessuale normale", il titolo del libro edito da Stampa Alternativa presentato ieri alla presenza dell'autore, Angelo Pezzana, primo militante omosessuale in Italia e fondatore, nel 1971, del Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano ! (FUORI !) federato al Partito Radicale.
A moderare l'incontro (organizzato dal Club Ernesto Rossi e da Arcigay e patrocinato dal Comune di Pordenone, rappresentato per l'occasione dall'Assessore Giovanni Zanolin) Tommaso Cerno, editorialista de L'Espresso, coadiuvato da Italo Corai, leader storico del movimento omosessuale pordenonese e Giacomo Deperu, Viceresidente di Arcigay di Pordenone e Udine.
Platea in visibilio ad ascoltare le parole di questo militante omosessuale assolutamente normale, ordinario, lontanissimo da certo "macchiettismo" con cui la gran parte dei mass-media cerca di dipingere il gay.
Angelo Pezzana ha ricordato, infatti, l'inizio della sua militanza in solitaria (raccontato, peraltro, nella sua autobiografia edita da Sperling & Kupfer nel '97 "Dentro & Fuori"), quado ancora gli omosessuali erano considerati dei malati psichici, ovvero da curare.
Pezzana ha esordito raccontando la prima uscita pubblica del FUORI !, movimento tutt'altro che di scalmanati che volevano cambiare il Sistema, come si diceva in quegli anni in gergo, ma di singoli individui, per lo più borghesi, animati dall'affermazione della propria sessualità. E così i militanti del FUORI ! si iscrissero ad un convegno di psichiatri, tenutosi presso il Casinò di Sanremo, per contestare pubblicamente la proposta di legge, caldeggiata da molti medici, di mettere fuori legge l'omosessualità, ovvero di considerarla come una malattia mentale.
Interruppero il convegno con cartelli inneggianti il motto "Nessuno può reprimere la nostra sessualità" e con il lancio a terra di fialette puzzolenti che fecero scappare gli psichiatri.
Da allora, racconta Pezzana, i giornali furono costretti a non ignorare più il fenomeno omosessuale ed a scrivere - per la prima volta in Italia - la parola "omosessuale" a chiere lettere. E, da allora, nessun convegno psichiatrico si permise più di considerare gli omosessuali come dei malati.
Sarà dunque un crescendo di lotte di pochi, ma convinti ed uniti militanti gay e lesbiche provenienti da tutta Italia. Militanti che avranno persino il coraggio di manifestare nei Paesi ove era vietata (e lo è tutt'ora) l'omosessualità, come l'Unione Sovietica e l'Iran. Saranno arrestati, vilipesi, ma successivamente sempre rilasciati. Ed otterranno lo scopo voluto: fare una rivoluzione del costume in un'Italia ed in relatà retrograde, ignoranti e chiuse.
Ecco perché, oggi, Pezzana ha deciso di scrivere questo suo libro. Una sorta di diario con anche riflessioni di cronaca. Non un libro retorico e di ricordi, bensì uno strumento per l'affermazione della normalità dell'essere omosessuale, così come dell'essere eterosessuale, bisessuale, polisessuale o transgender.
Pezzana rimarca molto questo concetto. E lo rimarca affermando che: "Noi abbiamo dovuto lottare per far riconoscere la nostra identità. Oggi è necessario lottare per affermare la nostra normalità".
E non fa sconti alla Chiesa cattolica, affermando che, anche se per molti versi oggi le cose sono cambiate, il Cristianesimo ha commesso molti crimini ed anche oggi il Vaticano ha votato - all'ONU - esattamente come i Paesi islamici per la condanna dell'omosessualità.
Angelo Pezzana, coadiuvato dal suo eterno amico Italo Corai, ha concluso che, più che leggi contro l'omofobia, oggi, occorrono leggi per l'affermazione di diritti delle coppie di fatto e per l'adozione ai singoli ed agli omosessuali. E, soprattutto, occorre agire molto a livello culturale, in modo da far comprendere a tutti che i gay non sono una "specie protetta", bensì persone come tutte le altre. Con i medesimi diritti e doveri.

Luca Bagatin



5 marzo 2011

L'ennesima boutade (questa volta in salsa omofoba) di Mario Adinolfi

Tralasciamo qui, per decenza, quanto il "cattocom" Adinolfi ha affermato all'indirizzo del giornalista Alfonso Signorini. Pubblichiamo il resto, non meno imbarazzante.



«Ragiono sulla questione dei figli, sul matrimonio omosessuale e le conseguenti genitorialità 'inventate' contro ogni legge di natura e mi continuo a chiedere perché venga considerata tanto 'de sinistra' l'artificialità di rapporti generati solo per soddisfare un egoismo...è più di sinistra considerare il diritto di ogni bambino a avere una madre e un padre, non due che si possono stufare della 'macchina nuova'»
«e poi, co' 'sta storia degli orfanotrofi...ma per fare del bene a un bambino orfano, sicuri che il modo migliore sia travestirsi da papà e mamma quando si è Gino e Gabriele? I bambini orfani si possono amare concretamente anche senza inventarsi una finta genitorialità contronatura».

Mario Adinolfi




Ogni qual volta ho frequentato il suo blog (www.marioadinolfi.ilcannocchiale.it) mi sono sempre messo le mani nei capelli e vergognato per lui. Per ogni sua opinione (e non sono mai mancati i miei argomentati commenti, che mai hanno ricevuto da lui una risposta. Ho anche smesso di scriverli).
Con le recenti dichiarazioni omofobe di oggi, Mario Adinolfi, più che aver toccato il fondo, ha iniziato a scavare sotto terra.


Baglu
Libero Marinaio dell'Inferno Virtuale (oltre che, naturalmente e talvolta con rammarico, di quello reale)

OMOSESSUALE E' NATURALE !!!!!!



25 maggio 2010

F.U.OR.I. ! TUTTI F.U.O.R.I. ! LIBERTA' ! LIBERTA' SESSUALE !! i primi dischi gay in Italia. Targati Peter Boom ;-)

Carissimi lettori, è con vero piacere che vi presento - quasi in anteprima - i primissimi dischi di liberazione omosessuale pubblicati in Italia negli anni '70. Purtroppo ostacolatissimi dalla censura.
A scriverne i testi ed a cantarli fu Peter Boom, integerrimo difensore dei diritti civili ed allora componente del Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano ! fondato da Angelo Pezzana.
Buon ascolto e buona liberazione psicosessuale !

L.B.




Nota biografica:

Peter Boom, nato nel 1936 a Bloemendaal (Olanda) e residente in Italia dal 1956 ha scoperto la sua omosessualità all'età di 23 anni e pochi mesi dopo l'ha dichiarato in famiglia (1959).
Ha partecipato a riunioni del FUORI a Torino (1971) e anche alla prima manifestazione gay in Italia ( 5 - 6 aprile 1972), nata per contestare un congresso di sessuologìa a San Remo. Il 1 maggio 1972 partecipa al primo raduno omosessuale a Roma a Campo de' Fiori. In quello stesso anno una piccola casa discografica fa uscire il primo disco di lotta gay in Italia con le canzoni FUORI e LUI AMA LUI (Lei ama lei), un 45-giri registrato alla Sonic (RM): Peter può registrare i brani una sola volta a causa della paura del titolare dello studio che temeva carabinieri, ritorsioni, etc.
Erano davvero altri tempi!
Il disco ancora senza copertina veniva sequestrato a causa dell'etichetta "Ciao 2001", che era anche il nome di una nota rivista per giovani, la quale bloccò l'uscita non volendo compromettere il buon nome del periodico.
La carriera di cantante di colonne sonore (dischi, cinema, serate) di Peter venne di colpo bloccata.
Un cantante apertamente gay non poteva ancora essere accettato dalla società italiana.

Peter, oltre ad essere ospite fisso di questo mio blog da oltre un anno, ha attivi ben due visitatissimi siti web:

http://digilander.libero.it/pboom

http://www.pansexuality.it



2 novembre 2009

Intervista esclusiva all'attore e militante per i diritti civili Peter Boom per www.lucabagatin.ilcannocchiale.it by Luca Bagatin

Peter Boom nei panni di un frate "alla Savonarola" nel film di Roberto Benigni e Massimo Troisi "Non ci resta che piangere" del 1984. La sua battuta "Ricordati che devi morire !" rimarrà celebre nella Storia del cinema (e non solo) 

Peter Boom è un caro amico al quale più di un anno fa ho proposto di tenere sul mio blog www.lucabagatin.ilcannocchiale.it la rubrica sulla sua Teoria della Pansessualità nella quale parlare - senza peli sulla lingua e pruderie di sorta - di sessualità, omosessualità e diritti civili.
Peter è nato nel 1936 a Bloemendaal, in Olanda, e vive in Italia dal 1956 ove studiò lirica ed iniziò la carriera di attore, recitando peraltro in numerosi film a cavallo fra gli anni '60 e gli anni '90, accanto a personalità quali Nino Manfredi - di cui fu molto amico - Ugo Tognazzi, Roberto Benigni, Massimo Troisi ed altri.
Nella sua vita si occupò, peraltro, di ricerche di mercato e lavorò anche come investigatore privato.
Gay dichiarato e militante dei diritti civili degli omosessuali, Peter fu fra gli attivisti del Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano ! (F.U.O.R.I. !) federato al Partito Radicale e fondato da Angelo Pezzana sul finire degli anni '60 ed anche oggi si occupa di tematiche inerenti alla Liberazione sessuale, omosessuale e transgender, curando – fra l'altro – il sito web www.pansexuality.it
Ha scritto sino ad oggi due romanzi: il giallo "Vendetta al curaro" e "2020 Il Nuovo Messia", romanzo ricco di simbologia freudiana.
Lo ringrazio dunque di avermi concesso questa amichevole intervista.




Luca Bagatin: Che cosa ti ha portato a trasferirti, dalla libera Olanda, alla casta Italia degli anni '50 ?

Peter Boom: Milano, La Scala, la Lirica, studiavo canto e l'Italia era il non plus ultra alla fine del 1956 in pieno “boom” economico, ma … non tanto casto e prima che li chiudessero sono stato ancora tre o quattro volte nei casini. Circa tre anni dopo ho scoperto di preferire la compagnia di giovani uomini. Ecco là, oltre all'autoerotismo le mie prime esperienze pansessuali.


Luca Bagatin: Ricercatore di mercato, detective, cantante.....ma quante ne hai fatte prima di approdare al cinema ?

Peter Boom: Ehi! Ma il cinema non è mica il bengodi ! Ci sono frequenti periodi di crisi ed anche tutte le volte che non pagavano. Allora vendevo bigiotteria orientale che compravo a Roma dagli ebrei persiani scappati dall'Iran; vendevo enciclopedie; facevo piccoli trasporti; segretariato d'albergo e così via. Poi cantavo, doppiavo nei film, facevo l'interprete e anche qualche traduzione. Non stavo mai fermo.


Luca Bagatin: Qual è il film nel cui ruolo ti sei riconosciuto maggiormente ?

Peter Boom: Nessuno


Luca Bagatin: Mi raccontasti di essere stato molto amico di Nino Manfredi, che peraltro negli ultimi anni della sua vita interpretò il ruolo di un anziano omosessuale ("Un difetto di famiglia", film per la Rai del 2002 con - fra gli altri - Lino Banfi). Puoi raccontarci qualche cosa di lui ?

Peter Boom: Nino era un Ariete come me e forse per questo ci capivamo meglio. Era molto amico degli omosessuali e nonostante facesse benissimo l'effeminato, amava solo le donne e possibilmente quelle giovani. Mi raccontava che era stato la prima volta con una sua zia. A quindici anni soffriva di una grave forma di tisi e da dietro la porta, origliando, aveva sentito dire il dottore a sua madre che non avrebbe resistito più molto e che sarebbe morto da lì a poco. Invece no ! Il suo spirito ha reagito e dopo ne ha fatta di strada.


Luca Bagatin: Veniamo dunque al Peter Boom militante per i diritti civili......che ci racconti in merito ?

Peter Boom: Che ? Devo scrivere un libro ? Sono un ribelle di natura e non ho mai avuto pregiudizi. Oramai sono schiavo della lotta per i gay, per la pansessualità, per le donne, per la gente di colore, etcetera, etcetera e si può evincere benissimo dal breve pensiero poetico “La Dottrina del Disprezzo” (pubblicato spesso anche su www.lucabagatin.ilcannocchiale.it). Nel 1971 incontrai Angelo Pezzana a Torino ed aderii al F.U.O.R.I.. L'anno dopo partecipai alla prima manifestazione gay in Italia a San Remo ed ebbi la pazza idea di produrre e cantare il primo disco di lotta gay in Italia, che poi mi costò la bene avviata carriera di cantante di musiche da film.

Luca Bagatin: Militasti anche nel Partito Repubblicano Italiano, che era ritenuto - dai più - un partito un po' troppo "moralista".
Come mai approdasti al PRI ?

Peter Boom: Approdai al Partito Repubblicano dopo Ugo La Malfa. A Viterbo ho conosciuto Giorgio La Malfa e la combattiva Luciana Sbarbati. Non mi pare che il partito fosse ingiustamente moralista. Mi piaceva perché regnava un'atmosfera di LIBERO PENSIERO. Oggi, almeno mi pare, non esista più nessuna morale in politica. In Italia mancano figure come Obama, come Zapatero e pochi altri. Ora esiste solo una Grande Madre Chiesa che comanda insieme con le diverse mafie. E' pietoso vedere un Paese con sistemi fiscali e giudiziari così confusi, voluti politicamente, ed una famosa banca dentro Roma che tranquillamente ed impunemente ricicla le grosse tangenti ed i capitali della delinquenza. Una situazione dalla quale non sarà facile uscire e che costituisce un pericolo per tutta l'Europa e probabilmente per tutto il mondo.


Luca Bagatin: Con gli anni iniziasti ad elaborare la Teoria della Pansessualità. Com'è possibile che un attore, per quanto poliedrico, inizi - dal nulla - ad occuparsi di argomenti scientifici e psicologici ?

Peter Boom: Embé, no, già da bambino mi interessavo di psicologìa, leggevo molti buoni libri: Freud, Jung, Cronin, Nevil Shute e molti altri. Frequentavo scuole Montessori, grandi esempi di libertà di pensiero e di espressione. Nel periodo del liceo classico vedevamo gli spettacoli di tutti i migliori teatri di prosa venuti da Parigi, Vienna e Londra, inoltre sono cresciuto con la musica classica e con la lirica, che era una passione di tutta la mia famiglia. Ho goduto di una buona formazione culturale, cosa che apprezzo sempre più.

Luca Bagatin: Puoi spiegarci, in poche parole, la tua Teoria della Pansessualità ?

Peter Boom: Più precisa è la mia Filosofia della Pansessualità. In una mezza paginetta ho voluto spiegare il mio pensiero sulle possibilità sessuali che portiamo dentro di noi. Finché c'è vita, nel campo sessuale possiamo fare scoperte ed esperienze strabilianti ed innumerevoli, che magari prima non avremmo nemmeno accettato. Prendo sempre come esempio un nonno 86enne, cattolicissimo, che si innamora perdutamente dell'amico ventenne del nipote. e.... naturalmente non c'è niente di male e … può succedere anche l'opposto, cioè il ragazzo che si innamora del vegliardo.

Luca Bagatin: Anche oggi il tuo impegno sul fronte politico-militante è attivo.....raccontaci.

Peter Boom: Sì, il mio attivismo non viene mai meno, anzi, ora che sopravvivo con una pensione troppo piccola (meno male che possiedo una casa e un computer), solo e libero ho molto più tempo di prima per pensare e scrivere. Sono in contatto con importanti sessuologi e sto comunicando la Teoria e la Filosofia della Pansessualità a tutto il mondo, prima con la mia partecipazione a due conferenze internazionali organizzate dalla European Federation of Sexology, e poi naturalmente attraverso internet. Sto penetrando con le mie idee anche in alcuni paesi a maggioranza musulmana, dove esiste una forte repressione della donna ed una innaturale resistenza ad ogni sessualità diversa.


Ringrazio davvero l'amico Peter per l'intervista che mi ha concesso, impegntissimo com'è nel suo lavoro militante. Come lo ringrazio per ogni volta che interviene dottamente ed umanamente sul mio blog – non solo nell'ambito della sua rubrica – con interessantissimi commenti e per tutte le volte che, spesso telefonicamente, mi propone nuovi spunti di riflessione. Spunti che è sempre mia cura rilanciare in articoli e/o interventi ad hoc nel solco, appunto, della laicità e del Libero Pensiero.


Luca Bagatin



4 agosto 2009

PETER BOOM: una biografia militante



Peter Boom è decisamente un personaggio avventuroso.
Non avrei mai pensato di offrirgli uno spazio su questo blog se non mi avesse colpito subito appena conosciuto. E da subito siamo diventati amici.
Quando lessi i suoi primi pezzi ancora non sapevo bene chi fosse. L'unica cosa che mi aveva incuriosito molto era l'aver appreso che aveva recitato - fra l'altro - nel film "Non ci resta che piangere" con Roberto Benigni e Massimo Troisi, nelle vesti di un frate "alla Savonarola", il cui video potete rivedere al link:

http://www.youtube.com/watch?v=AI96e1vGvpk

Chi mi legge da più di un anno, sa bene quanto preziosi siano i contributi libertari di Peter, specialmente contro l'omofobia ed in favore di una sessualità libera e consapevole.
E' fuor di dubbio che questo blog è, infatti, sessualmente rilevante e psico-politicamente attivo.
Anche per questo e quale omaggio a Peter, di seguito riporto la sua piccola biografia militante che egli stesso mi ha fatto avere, assieme ad alcune foto dell'epoca.
Un'epoca, i '70, irripetibile forse.
Ma il cui spirito continua libertariamente ad aleggiare per una società libera da pregiudizi, da psicopatologie politico-clericali e da puttanate pretofilo-irreligiose.

Luca Bagatin

PETER BOOM: UNA BIOGRAFIA (omosessualmente) MILITANTE



Nel 1972 esce il primo disco gay in Italia con le canzoni FUORI e LUI AMA LUI (Lei ama lei), un 45-giri registrato alla Sonic (RM), cantato da Peter Boom che poté registrare i brani una sola volta a causa della paura del titolare dello studio che temeva carabinieri, ritorsioni, etc.
Il disco ancora senza copertina veniva sequestrato a causa dell'etichetta "Ciao 2001", che era anche il nome di una nota rivista per giovani, la quale bloccò l'uscita non volendo compromettere il buon nome del periodico.
La carriera di cantante di colonne sonore (dischi, cinema, serate) di Peter venne di colpo bloccata.
Un cantante apertamente gay non poteva ancora essere accettato dalla società italiana e purtroppo ancora meno dagli stessi omosessuali.
Peter era apparso su giornali e riviste coperto solo dalla scritta FUORI e nudo su una croce (davanti e di dietro) con invece di INRI la scritta FUORI (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano, federato al Partito Radicale e fondato da Angelo Pezzana n.d.r.).



Intanto Peter era riuscito a salvare una certa quantità dei dischi già stampati e li spedì nel 1975 a molte radio libere, che da poco avevano iniziato le loro trasmissioni in Italia.
A Radio Antenna Musica (Roma) trasmisero il disco e gli fecero un'intervista nella quale dichiarò di non essere sicuro dell'omosessualità di papa Paolo VI, ma che, nel caso costui lo fosse veramente, come affermato da Roger Peyrefitte e da molte altre voci, allora sarebbe la persona più abbietta e ipocrita del mondo, soprattutto dopo quello che aveva scritto sull'HumanaeVitae.
Chiaramente queste parole non erano attaccabili legalmente, come prima non lo erano stati i testi delle canzoni FUORI e LUI AMA LUI, ma evidentemente non venivano perdonate.
Due giorni prima dell'assassinio di Pier Paolo Pasolini Peter subì un attentato che gli costò un dente e diverse abrasioni . Nel mese di aprile 1976 i CC gli ruppero la porta di casa con un mandato che conteneva infamanti accuse. Peter scosso da tutti questi fatti tornò in Olanda dove fece rapporto delle sue disavventure in Italia ad un importante funzionario della Polizia olandese.
Avrebbe voluto denunciare lo Stato Italiano e chiedere risarcimenti per tutti i danni ricevuti.
Tornato a Roma fece parte del primo collettivo omosessuale del quale fecero parte Don Bisceglie (fondatore dell'Arcigay), Nicky Vendola e pochi altri coraggiosi.
E' lì che conosce Franco Grillini e Peter fu uno dei fondatori dell'Arcigay di Roma.
Inoltre frequentava l'Ompos di Massimo Consoli.
Peter, dopo che gli avevano bloccato la carriera di cantante, doveva pur continuare a lavorare e si esibì con I CANTORI MODERNI, fece molti doppiaggi, cinema, teatro e mille altre attività.
Le canzoni FUORI ( su cd: GAY RIGHT COMPILATION - cod.GR/02 - prodotto da GRN, giugno 2002) e LUI AMA LUI si possono ascoltare in un video girato a Nepi "Un barbaro a Nepi" di Marcello Felici e in "Odio i saluti" (Un ricordo di Piera Zanotti) di Julia Pietrangeli.



Il seguente testo uscirà tra poco su un cd, prodotto a Berlino.


LA DOTTRINA DEL DISPREZZO

Sono nero, giallo, bruno, meticcio, bianco albino.
Sono un ebreo, sono vecchio, malato, bambino.
Sono arabo, sono nato nel Sud, di un'altra religione,
di nessuna religione.
Sono omosessuale, cieco e amo la natura.
Non so chi è mio padre, mia madre forse puttana.
Sono donna, sono povero, sono paria e andicappato.
La mia sedia a rotelle è questa società.

Sono un indiano, e sono meno di te e son strano, diverso.
La mia squadra di calcio non è la tua. Peccato.
Porto i capelli fuori moda e vestiti rattoppati.
Sono un animale, una pianta e rispetto la natura.
Sono tutto questo, sono la maggioranza!
E poi sono razzista, ma solo con i razzisti!

Peter Boom

(English Version)
THE DOCTRINE OF CONTEMPT

I'm black, yellow, brown, halfbreed, albino white.
I'm old, I'm a Jew, I'm ill, only a child.
I'm an Arab, born in the South, of another religion,
of no religion.

I'm blind, homosexual, and I love nature.
I don't know my father, my mother perhaps a whore.
I'm a woman, I'm poor, I'm a pariah and handicapped,
my wheelchair is this society.


I'm an indian, I'm less than you and I'm strange, different.
My soccerclub is not yours, sorry.
My haircut is out of fashion and my clothes are patched.
I'm an animal, a plant and I respect nature.
I'm all this, I'm the majority.
And then... I'm a racist, but only with racists.
Peter Boom


FUORI

Musica:Tannis Testo:Boom

Noi usciamo fuori
e con orgoglio al mondo
noi diciam così:
Siamo omosessuali
e siam contenti
di saper amar così!
Via l'ipocrisìa!
E con allegria
noi usciamo fuori
e per l'amor
vogliam la libertà.

Gli omosessuali
son tanti in tutto il mondo
non li sai contar.
Siamo rivoluzionari,
del corpo nostro
disponiamo solo noi.
Via Fallocrazìa!
Via ogni oppressione.
Grideremo insieme
abbasso questa falsa società


LUI AMA LUI (Lei ama lei)

Musica Tannis Testo:Boom

Io amo lui
lui ama me.
La società dice di no!
Ma noi, ce ne freghiamo,
perché l'amore
è più forte
di ogni cosa
al mondo.
Si. Si!

Mio padre disse:"Guai!"
Mia madre singhiozzò.
Non possono capire,
che l'amore, non è far figli.
Un puro amore,
voler bene a lui
con la gioia
nel cuore.
Si. Si!



26 aprile 2009

Roberta Tatafiore: un ricordo



Ricordo che la prima volta che ho sentito parlare di lei è stato......
Avevo 17 anni ed allora ero un verde militante. Fu così che conobbi i primi radicali storici, quelli che avevano vissuto i mitici anni Sessanta, Settanta ed Ottanta con le loro lotte per i diritti civili (divorzio, aborto, obiezione di coscienza alla leva militare, voto ai diciottenni, liberazione sessuale, omosessuale, transessuale, antiproibizionismo su droghe, non droghe, ricerca scientifica, ambientalismo laico, autogestione del proprio corpo e della propria mente....).
Frequentavo la sede dei Verdi di Pordenone, allora sita in Via Rovereto, ove oggi c'è un call center per immigrati. Mi avevano lasciato una copia delle chiavi ed allora mi dilettavo a riordinare il polverosissimo archivio fatto di vecchi numeri di Quaderni Radicali (ne conservo a casa ancora un sacco di copie), di Frigidaire (con un poster di Ilona Staller, al secolo Cicciolina), di Radicalchic (una rivistina radicale di satira che usciva nei primi anni '80), de Il Male, dei vecchissimi numeri di Lotta Continua e.....Lucciola, il giornale dei diritti delle prostitute diretto da lei: Roberta Tatafiore.
Non so perché, ma sono sempre stato attratto dai diritti degli “sconciati”, dei “diversi”, degli “emarginati”. Forse perché, sin da ragazzino, sono sempre stato un tipino abbastanza stravagante, poco incline al conformismo (nei comportamenti, nel modo di vestire, nelle abitudini, nel modo di pensare....), ontologicamente controcorrente.
Per me l'amore per tossici, puttane, disabili, froci e lesbiche e chi più ne ha più ne metta è stato dunque naturale. Più che amore è stata empatia, comprensione. Fra anticonformisti ci si riconosce a pelle.
E' così che ho iniziato a leggere quel vecchio numero di Lucciola, gli articoli della Tatafiore e ricordo persino un buffissimo quanto emblematico fotoromanzo a tema prostituzione con protagonisti la stessa Tatafiore ed un giovanissimo Chicco Testa.
Ma chi era Roberta Tafafiore ? Una femminista, proveniente dal quotidiano “Il Manifesto” e poi una militante radicale in prima linea per i diritti civili delle prostitute e dunque per la loro autogestione.
Ironia della sorte, nel 1999, collaborerò io stesso – lavorativamente parlando, pur per un breve periodo – con il Comitato dei Diritti Civili delle Prostitute, fondato anche con il contributo di quelle battaglie libertarie e con sede nazionale proprio a Pordenone.
Ormai abbandonata la militanza sinistrorsa nei Verdi (che stava diventando sin troppo sinistrorsa ed ideologizzata per un individialista liberale e libertario come me) e anche quella nella Lista Emma Bonino per la quale avevo comunque condotto – con nessun mezzo ed assieme alla radicale storica Paola Scaramuzza – la campagna elettorale per le europee in città (secondo partito a Pordenone con il 14% dei voti: ci dedicarono anche la prima pagina de “Il Gazzettino"), mi sono per molti versi avvicinato al progetto del Polo Laico e poi della Casa Laica. Per un'area libertaria nel centrodestra.
Il Polo Laico era animato da persone che culturalmente e politicamente stimavo molto: Givanni Negri, Arturo Diaconale, Luca Barbareschi e.....Roberta Tatafiore appunto !
Eccola che ritorna. Ascoltai su Radio Radicale anche il suo intervento di fondazione di quel progetto che pur ebbe vita breve.
Come poteva una femminista ex di sinistra avvicinarsi ad un progetto nell'alveo del centrodestra ? Poteva eccome, se era sufficientemente laica e libertaria da rendersi conto che dall'altra parte – nei salotti buoni della gauche au caviar - i “diversi” sono sempre stati trattati come degli appestati (personalmente ricordo che allora, solo con i giovani di Alleanza Nazionale riuscivo a parlare apertamente, in dibattiti pubblici e televisivi, di legalizzazione della cannabis e di somministrazione controllata di eroina ai tossicomani. Io a favore e loro contro. Con i “sinistri” era impensabile, tanto erano attenti a mantenere buoni rapporti con i loro amici cattolici).
Non a caso, lo storico leader del Partito Repubblicano Italiano, Randolfo Pacciardi, preferendo l'alleanza con i clericali piuttosto che quella con i comunisti, affermava: “Meglio una messa al giorno che una messa al muro”. Come non dargli torto !
Ma ecco che comunque, anche lì, fra quegli ingenui clericaloni e parrucconi del centrodestra berlusconiano, i laici, liberali e libertari duri e puri davano fastidio. Solo qualcuno si è salvato quà e là. Mi pare che la stessa Tatafiore abbia aderito ai Riformatori Liberali di Della Vedova e Taradash, ma, ad ogni modo.....non c'è stata trippa pè gatti !
Negli ultimi anni Roberta Tatafiore curava una rubrica  - Thelma e Louise - su “Il Secolo d'Italia”, in cui continuava a parlare libertariamente di femminismo con Isabella Rauti.
In un recente articolo su “La Voce Repubblicana” l'ho persino citata come rappresentante di quei radicali dalla mente libera (come anche Adele Faccio, Angelo Pezzana, Giovanni Negri....), che non hanno chinato la testa di fronte ai deliri pannelliani che hanno portato quella tradizione alla totale distruzione politica e culturale.
In questi giorni, per mezzo di un bellissimo articolo dell'amico Vittorio Lussana su “L'Opinione delle Libertà” (che con la Tatafiore per un periodo ha anche convissuto), vengo a sapere che ella si è tolta la vita all'età di 66 anni. Mi scende una lacrima, poi comprendo e rispetto.
Rispetto una scelta consapevole e rifletto. Rifletto sul fatto che – come andiamo ripetendo da anni - solo noi siamo i padroni della nostra esistenza, solo noi siamo in grado di gestirci ed autogestirci, perché noi siamo “il pilota” della nostra vita, della nostra mente, della nostra coscienza. E' un discorso filosofico, ma anche eminentemente politico. E forse Roberta Tatafiore ha così compiuto il suo ultimo, estremo, atto politico di un'esistenza profondamente coerente, liberale e libertaria.
Penso quindi ad Alex Langer. Poi a Piero Welby ed infine a Beppino Englaro ed a Eluana.
Esperienze che non c'entrano assolutamente nulla fra loro. Non le giudico, sorrido, e penso a quanto sia fortunato ad aver potuto comprendere ed apprendere – nel mio piccolo – qualche cosa dalle loro esistenze.

Luca Bagatin

Su youtube si può trovare questo bel video fotografico in ricordo di Roberta, al link
http://www.youtube.com/watch?v=x2vq7wDy28Q



27 giugno 2008

F.U.O.R.IIIIIIII. ! TUTTI FUORIIIIII !!!!!


Al centro: Angelo Pezzana con Nanda Pivano
Ai lati: due numeri della rivista FUORI !

Quando avevo 17 anni conobbi per la prima volta la sigla F.U.O.R.I. (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano), il che, per un ragazzo eterosessuale nato sul finire degli anni '70, non è poco.
Non è poco anche perché oggi quel movimento è quasi del tutto (se non del tutto) dimenticato dagli stessi omosessuali politicamente impegnati.
A 17 anni conobbi infatti un radicale storico che in Friuli fu fra i primi a manifestare negli anni '60 e '70 per i diritti degli omosessuali, sull'onda di quel piccolo-grande movimento fondato da Angelo Pezzana (il FUORI, appunto) di cui nel '97 lessi l'autobiografia "Dentro & Fuori - Una autobiografia omosessuale" edita da Sperling & Kupfer, che è poi anche la storia del FUORI stesso (movimento federato al Partito Radicale), delle sue lotte, dei suoi militanti.
L'autobiografia di un intellettuale "omo" che fece "outing" e che per mezzo di questo suo "uscire allo scoperto", pose all'attenzione dell'opinione pubblica una questione politica in anni in cui la stessa parola "omosessuale" era bollata con il marchio della depravazione.
Un ribelle intelligente, il Pezzana, che iniziò manifestando in solitaria, financo nella Mosca sovietica in cui l'omosessualità era reato ed infatti fu arrestato e rimpatriato.
Oggi Angelo Pezzana, proprietario e fondatore della più prestigiosa libreria di Torino, la Libreria Luxemburg, prosegue la sua battaglia anche a favore dello Stato di Israele ed è stato per diversi anni collaboratore del quotidiano "Libero" di Vittorio Feltri. Ha inoltre ha aperto il suo sito web: www.angelopezzana.it .
Altri tempi quelli del FUORI. Tempi di cui mi racconta anche l'amico attore Peter Boom ed  ex militante del FUORI, nonché neo-ideatore della Teoria della Pansessualità.
Altri anni, in cui era difficile dichiarare il proprio pensiero e modo di essere in pubblico se non si voleva essere sbeffeggiati, umiliati e financo arrestati.
Oggi è facile per i neo-militanti gay sculettare ai vari Gay Pride. Loro non hanno vissuto né vivranno mai quegli anni.
Oggi la cultura è cambiata, vi sono minori tabù e maggiori libertà proprio anche grazie a quei "vecchi" militanti. Che certo non erano "macchiette".
Di strada ve ne è sicuramente ancora molta davanti per il riconoscimento pieno dei diritti di gay e lesbiche. La mia opinione, in merito, è arcinota a chi mi conosce: unioni civili subito ! Del resto anche i partiti conservatori europei si stanno muovendo in tal senso ! Ad ogni modo la persona che ha colto in pieno ciò che veramente ci vuole è l'amico Aldo Chiarle, partigiano socialista e massone doc: si cambi l'art. 29 della Costituzione che dice al primo comma: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia naturale fondata sul  matrimonio", nel modo seguente: "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia naturale fondata sul matrimonio, qualsiasi sia il sesso dei due contraenti".
Per quanto la stessa parola "sesso" spesso generi ancora "panico" e certe "pruderie" tipiche di telune mentalità morbose, prima ancora che bigotte.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini