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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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25 febbraio 2013

Fine della politica. Evoluzione della Coscienza.


L'ultima immagine a destra è tratta dal sito (amico) del Partito dell'Amore

Non so, non sappiamo, forse nemmeno immaginiamo come siano o possano essere andate queste elezioni politiche invernali, a poche ore di risultati definitivi.
Ciò che sappiamo è che questa campagna elettorale ci ha delusi profondamente. Non abbiamo visto alcun entusiasmo di piazza, escluso quello mediatico-indottrinatorio di Beppe Grillo, che, a nostro parere, farà il pienone nelle urne a dimostrazione di quanto sia facile, ancora una volta, imbrogliare ed imbrigliare le masse (già imbrigliate ed imbrogliate dal Berlusconismo e dal Cattocomunismo in questi ultimi decenni).
Abbiamo visto pochi manifesti; abbiamo sentito molti dire che avrebbero votato "turandosi il naso", altri a dire che non sarebbero andati a votare per la prima volta. Perché non si sarebbero comunque sentiti rappresentati.
Chi scrive è rimasto basito. Basito dal comportamento di Oscar Giannino, alquanto poco comprensibile. Oltre che basito dal comportamento di Luigi Zingales, a pochi giorni dal voto.
Se non puoi fidarti nemmeno degli amici...si direbbe che tu debba contare, ancora una volta, sulle tue forze.
Sull'alternativa politica, ovvero sull'alternativa controculturale alla politica. Sull'utilizzo della politica per veicolare idee e progetti millenari di Libertà e Liberazione. Questo solo ha, da sempre, un senso.
Lo ha avuto alla fine degli Anni '50, negli Anni '60 e '70 statunitensi, attraverso le controculture letterarie ed artistiche Beatnik e Hippie (Liberazione dal Militarismo, Liberazione Sessuale, Liberazione dal Dogma e dal Potere, Liberazione Spirituale e riscoperta della Spiritualità Neopagana e Gnostica)  e, successivamente, negli Anni '80, con l'avvento del Cyberpunk, che ha dato vita all'avvento del web e della comunicazione globale, svincolata dai mass-media.
Da sempre, in sostanza, gli autentici cabiamenti coscienziali e sociali, non sono mai avvenuti attraverso la politica tradizionale ("Se le elezioni cambiassero qualcosa non ce le lascerebbero fare"- Mark Twain), bensì, attraverso singole intelligenze creative. Correnti artistiche, letterarie, erotiche, individualiste.
Questo blog, nel suo piccolo, ha sempre cercato, da quasi dieci anni a questa parte - con ottime e poliedriche collaborazioni di alta qualità artistica - di creare tale alternativa controculturale.
Da eredi della trazione risorgimental-garibaldin-mazziniana e, quindi, Azionista, non molleremo !

Luca Bagatin



24 luglio 2012

"La mia vita è un Caos Calmo": "We Shall Overcome". Ricordi by Baglu



"We Shall Overcome" è il titolo di una canzone di protesta, che divenne l'inno dei diritti civili negli USA, ma è anche il titolo di un film, che ho visto alcune sere fa.
Un film che non conoscevo, con protagonista un bambino danese che si batte contro le ingiustizie commesse dal preside della sua scuola, violento come il sistema sclastico di allora, alla fine degli anni '60, ma non solo.
Mi ricordo che nel 1987 fui picchiato per ben due volte, rispettivamente dalla maestra e, tempo dopo, dal maestro di musica e ginnastica. Ancora me li ricordo gli schiaffi, spesso ripetuti. La maestra nel 1988 morì di tumore ed io, lo confesso ancora oggi, nei fui contento (così come ne fu contento il protagonista del film, quando il preside morirà di infarto).
Non ero certo un tipo che si faceva mettere sotto, già allora.
Ero un ribelle ? Dentro di me, forse, lo ero. In generale ero semplicemente uno che si faceva in fatti suoi e non amava essere disturbato.
I compagni di classe ridevano, così come ridevano i compagni di classe di Fritz, il ragazzino protagonista del film, quando qualcuno veniva picchiato. Fritz, invece, contestava animatamente questo loro sciocco atteggiamento.
La violenza gratuita non mi è mai piaciuta. Specie se verbale.
Allora mi ricordo che nella nostra classe, per un periodo, era arrivato un ragazzino rom, della nostra età, la cui famiglia gestiva un circo, allora di passaggio.
Erano gli anni Ottanta, ed il razzismo, anche se non ne avevamo mai sentito il termine, era percepibile.
I miei (stronzi) compagni di classe (non tutti, forse, ma quasi e gli altri, ad ogni modo, non dissero o fecero nulla) non facevano che prenderlo in giro perché era diverso, scuro...uno "zingaro".
Fui l'unico che lo difese. Mi picchiarono, ma le diedi anch'io. Non fu la prima volta, nella mia vita, nella quale mi sono battuto per una causa giusta. Anche rimanendone sconfitto. Ma mai pentito.
Vedendo quel film danese mi ci sono riconosciuto davvero in Fritz, capelli lunghetti e pettinati in modo strano (altro motivo comune di presa in giro), che già allora corteggiava una ragazzina (altro movito ancora di presa in giro. Pare che, se sei un bambino, tu non possa avere pulsioni sessuali e sentimentali....mah che idiozia !).
Poi c'è una cosa che Fritz dice nel film, ovvero: "Vorrei che non ci fossero più ingiustizie. Vorrei che nessuno debba più aver paura di qualcuno".
Mi sono stupito e commosso nell'ascoltare parole che ho fatto mie sin dall'età di 7 anni. E che, forse, hanno aperto, nel corso della mia vita, ferite irrimarginabili ed una profonda diffidenza nei confronti del prossimo.
E' dura, se decidi di lottare contro la società o, quantomeno, contro buona parte di essa in una sorta di "evoluzione permanente".
Evoluzione, mai rivoluzione. La rivoluzione la fanno i violenti che vogliono prendere il potere. Non certo chi, del potere, non sa cosa farsene. Perché, fra cent'anni, non avrebbe comunque alcun senso l'essersi accaparrato "quel" potere. Che è aspetto che, gli uomini di potere, ad esempio, non comprendono in quanto si ritengono, illusoriamente, "eterni".
"We Shall Overcome" è ambientato ai tempi delle battaglie degli hippie per i diritti civili, la fine della guerra in Vietnam e Fritz ammira profondamente Martin Luther King e la sua lotta antirazzista, raccogliendone scritti, articoli, discorsi. Ha un padre malato di nervi che, purtuttavia, lo sosterrà sempre ed ancor più della madre.
Il rapporto fra padre e figlio è toccante, in particolare alla fine del film. Che è tratto da una storia vera. La storia, anche, forse, di molti di noi beatnik, utopici utopisti non ancora domati dalla sopraffazione e dalla stupidità umana.



15 giugno 2011

"La mia vita è un caos calmo: voglio il diritto all'infelicità !": racconto monologale by Baglu




Come stai ?
Abbastanza male, grazie.
Ad ogni modo, non ne voglio parlare.
Voglio il diritto all'infelicità.
Voglio rimanere con il mio dolore, non perché ci sto bene, ma, perché, non ci sto poi così male.
E' lacerante aprire e riaprire le vecchie ferite.

Elenco delle cose che non voglio riaprire:

il cassetto dei ricordi
le mie casse piene di libri, già imballate per un eventuale trasloco
i rapporti chiusi non da me
i rapporti chiusi da me
quella porta
lo scomparto del freezer: è troppo pieno e rischia di cadermi addosso la vaschetta di gelato che ho faticosamente tentato di piazzare
le discussioni vuote

Quali sono le discussioni vuote ?
Quelle politiche, ormai, da qualche tempo.

Ho interrotto l'elenco. Sì, lo so.
Magari lo riaprirò, forse, in seguito.

Sono un avvocato, o, meglio, utilizzo valigette da avvocato.
Nere, sicure, talvolta con combinazione, talvolta in pelle, talaltra in cuoio.
Rigorosamente nero.
Che cosa ci porto dentro ? Strumenti da lavoro, scartoffie...
In realtà ci porto dentro solo una foto di mio figlio.
Oggi ho visto un padre ed una madre che camminavano, fieri e sicuri, impettiti, lasciando dietro loro il loro figlio di dodici anni circa. E lui a gridare loro: "Aspettatemi !", mentre loro, niente...lì ad ignorarlo e ad andare avanti, oppure a guardarlo in cagnesco.
I figli vanno amati.
Confesso che avrei voluto spaccare la faccia a quei due genitori e l'avrei fatto se non fosse che mi sono fermato qualche secondo prima. Ho gridato al ragazzo: "Ehy !" e l'ho salutato, sorridendogli.
Lui ha ricambiato il sorriso.
Vabè, il mondo è pieno di stronzi. Peccato solo che ce ne siano troppi e che non esista un referendum per abrogarli.
Viviamo in democrazia ed io troppo democratico non lo sono mai stato.
No perché non è che puoi far parlare tutti, che puoi lasciare spazio anche a quelli che rompono le palle, che se ne fottono dei propri figli, a quelli che dicono la loro perché si annoiano di stare a pensare ai fatti loro.
Lo so, sono snob. Sono profondamente snob, ma mi va bene così.

Ve la ricordate Roma negli anni '80 ?
D'estate, dopo le sei di sera, il sole, la calura, i palazzi, camminare da bambini, per le strade di Trastevere o del Gianicolo.
Io me la ricordo. E' uno dei miei ricordi più belli.
A me l'estate non piace punto, però, l'estate, a Roma, negli anni '80 era tutta un'altra cosa.
Era l'83 o '84, era dopo i Mondiali. Faceva caldo, non pioveva, noi ragazzini ridevamo, giocavamo, mangiavamo all'aperto.
Mi sembra passato un secolo e, forse, è così.

Elenco delle cose che mi piacevano da bambino:

i dolci
le ragazze più grandi
il gelato al pistacchio
le torte
le caramelle, soprattutto mou
Asterix
le figurine Panini
la Roma
il soldato romano (mi se che non era così però) delle monete da cento lire
il giardino interno della palazzina di mia zia in Via Monte del Gallo
i soldatini
i gatti, anche quelli randagi, soprattutto quelli randagi
Pippo
i gelati Eldorado
il colore giallo
Kunta Kinte
Il libro della giungla



14 gennaio 2009

Bettino Craxi: l'ultimo statista dell'Italia repubblicana



Sono passati nove anni dalla morte di Bettino Craxi, l'ultimo grande statista della Prima Repubblica.
Forse sarebbe meglio dire: l'ultimo grande statista dell'Italia repubblicana.
Dopo la sua dipartita fisica ed ancor prima politica, avvenuta questa nei primi anni '90, nessun politico è riuscito ad eguagliarlo per risultati conseguiti.
Ci duole ricordare che la fine politica di Craxi avvenne per mezzo di quella che egli stesso definì la “falsa rivoluzione” giudiziaria, che vide convergenti parte della magistratura, i Poteri Forti, la sinistra democristiana ed i post-comunisti: coalizzatisi tutti contro la ventata d'aria nuova portata dal garofano socialista craxiano.
I soliti moralisti e gli pseudo moralizzatori della politica, oggi autoproclamatisi “democratici”, hanno così creduto di sostituirsi agli unici partiti democratici che l'Italia abbia mai avuto dal dopoguerra: la Dc, il Psi, il Pri, il Psdi ed il Pli ed invece sono stati ripetutamente sconfitti dal Cavalier Berlusconi, che peraltro fu intimo amico dello stesso Bettino Craxi che, come è noto, nel governo oggi da lui stesso presieduto, ha dato grande rilievo alla componente socialista liberale.
Ho recentissimamente visto su Canale 5 il documentario girato da Paolo Pizzolante e scritto anche in collaborazione con lo storico Ugo Finetti su Bettino Craxi e dal titolo “La mia vita è stata una corsa”.
Tale documentario ha ripercorso le esperienze politiche più significative della vita di Craxi: dalla sua gavetta come allievo di Pietro Nenni, passando per il ricordo di Salvador Allende al cimitero di Vina del Mar in Cile nel quale lo stesso Craxi si trovò puntati contro i fucili del regime di Pinochet, passando ancora per il “contratto con gli italiani” lanciato da Craxi nel 1979 (ben 22 anni prima di quello proposto da Silvio Berlusconi) nel quale egli chiedeva un voto al Partito Socialista Italiano per garantire il rinnovamento del Paese.
Ed un rinnovamento Bettino Craxi lo impresse di certo: nominato nel 1983 Presidente del Consiglio di una rinnovata coalizione di pentapartito (Dc, Psi, Pri, Psdi, Pli), dichiarò da subito che il suo non sarebbe stato un governo conservatore. Esaltò i caratteri del socialismo liberale, del liberalismo repubblicano e quelli del cristianesimo sociale, che erano le radici fondanti dell'unico centro-sinistra che l'Italia ebbe ed ha mai potuto conoscere.
Attraverso la sua azione di governo si svilupparono via via le piccole e medie imprese: il cosiddetto “Made in Italy”; si ridusse l'inflazione grazie al taglio di alcuni punti della scala mobile (contro il volere dei comunisti e dell'onnipresente e conservatrice Cgil); si restituì prestigio all'Italia a livello internazionale garantendole pari dignità con gli altri Paesi europei e con gli Stati Uniti d'America; si sancì che la religione cattolica non era più religione di Stato (per quanto il Nuovo Concordato stipulato da Craxi con il Vaticano concesse a quest'ultimo immensi privilegi, fra cui il sistema dell'8 per mille ancora oggi in vigore) e, per finire, l'Italia divenne la quinta potenza mondiale per Prodotto Interno Lordo.
Bettino Craxi propose addirittura la cosiddetta Grande Riforma, la quale puntava ad un rafforzamento dei poteri del governo per garantire la governabilità e nel settore della giustizia puntava alla separazione delle carriere del magistrati e ad uno stop alla politicizzazione della magistratura.
Risultati e proposte inimmaginabili per quegli anni, ma oggi di strettissima attualità. Risultati che non piacquero certamente ai Poteri Forti, alla magistratura, alla sinistra democristiana di Ciriaco De Mita, né piacquero tantomeno al Partito Comunista che diverrà poi Partito Democratico della Sinistra con Occhetto, D'Alema e Veltroni alla guida, una volta caduto ad Est il Muro di Berlino.
E pensare che Bettino Craxi stesso aveva proposto negli anni '90 una convergenza con i post-comunisti, lanciando un progetto di Unità Socialista (Claudio Martelli - delfino di Craxi - aveva peraltro lanciato una costituente di sinistra che potesse comprendere Psi, Pds, Radicali, Pri e Psdi).
Sdoganò addirittura i post-comunisti facendoli entrare nell'Internazionale Socialista  !
Sbagliò ed ebbe modo di pentirsene.
I post-comunisti gli diedero addosso additandolo quale conservatore e ladro. La magistratura politicizzata gli diede contro e così la stampa legata ai Poteri Forti che tanto Craxi aveva combattuto.
Il resto è Storia che conosciamo e che vede un Bettino Craxi in esilio forzato ad Hammamet in Tunisia, un Partito Socialista fatto a pezzi, così come la Democrazia Cristiana, il Partito Repubblicano, quello Liberale e quello Socialdemocratico. Un'intera classe politica democratica falcidiata solo perché finanziava illegalmente i propri partiti.....come facevano tutti ! Compresi i comunisti ed i partiti minori di ogni colore politico !
Bettino Craxi lo dichiarò pubblicamente nei suoi ultimi discorsi in Parlamento. Fu l'unico ad avere il coraggio di ammettere che dal dopoguerra tutti i partiti violavano la legge sul finanziamento ai partiti.
Craxi la violò anche per finanziare cause e battaglie di liberazione dei popoli oppressi in tutto il mondo. Ma questo allora, ovviamente, non lo disse nessuno.
C'era una lotta politica che durava dal dopoguerra: da una parte i partiti democratici occidentali finanziati dagli Stati Uniti d'America e da privati vicini all'area di governo e dall'altra un Partito Comunista finanziato dalla dittatura sovietica e poi, via via, sostenuto dai Poteri Forti. Altro che superiorità morale dei comunisti !
Questo il sistema di finanziamento illegale dei partiti politici al quale, come sostenuto anche da Craxi, si poteva porre rimedio in Parlamento senza scomodare i magistrati e soprattutto senza falcidiare un'intera classe dirigente. Sostituita peraltro poi da un'altra meno colta, meno competente e non certamente più onesta.
Oggi le indagini giudiziarie stanno colpendo coloro i quali allora si contrapposero a Craxi ed alla sua azione riformatrice. Era forse ora che si indagasse anche lì, ma la questione è e rimane comunque politica.
E forse non è un caso che dal 1994 ad oggi gli eredi del socialismo liberale, del liberalismo repubblicano e del cristianesimo sociale, si ritrovino per la maggior parte nella coalizione guidata da Silvio Berlusconi.
Una coalizione che non è certo la panacea e che abbisognerebbe di una grande spinta laica e libertaria nel solco dei Turati, degli Einaudi, dei Pannunzio, dei La Malfa, dei Pacciardi e dello stesso Craxi, ma che in ogni caso oggi può garantire ciò che altri – pseudo democratici, moralisti e pseudo moralizzatori “de sinistra”– non hanno e non saprebbero comunque garantire. Né oggi né mai.

Luca Bagatin



28 maggio 2008

Michele Boselli VS Luca Bagatin: una (impari) lotta fra erotomani in quel di Porno Eden

Il soggetto qui sotto nella foto è quel travesta di Michele Boselli, in arte Miss Welby (www.misswelby.blogspot.com), il quale manca da Pordenone da tempo immemorabile.
Il suo nome mi ronza nelle orecchie da quando avevo 17 anni, ovvero da quando raccoglievo firme con i Club Pannella Riformatori assieme a persone equivoche che negli anni che furono adoravano scatenarsi in forsennati spogliarelli pubblici a sostegno di Ilona Staller in arte Cicciolina, eletta nel Parlamento italiano nei gloriosi anni '80.



Il soggetto qui sopra nella foto che scorrazza allegramente sul radical-trabiccolo, non si sa dove abiti oggi né di che cosa si occupi esattamente.
Voci di corridoio affermano che egli si occupi di spettacolo in rinomati locali "en travesti" a Londra. Altre voci mi parlano di lui come di un callcenterista e/o un venditore porta a porta.
Fatto sta che la galassia radicale è piena di fancazzisti.



Il soggetto con gli occhi pieni di borse di cui in queste foto è sempre lui: versione capelli e versione peli pubici.
Fatto sta che il Boselli di cui sopra (l'unico Boselli per cui potrei mai simpatizzare) mi ha definito BARBOSO EROTOMANE e mi ha dedicato questo lungo sproloquio in un barbaro linguaggio a me pressoché quasi del tutto sconosciuto (un po' come il friulano ed il triestino, linguaggi che mi lasciano del tutto basito).
Sproloquio che riporto interamente (con breve carrellata di mie recentissime foto, per la gioia di Sbriciolina !):


This disgusting individual with the piggy eye is the horribly failed Italian blogger Luca Barbatin. Nowadays you can't possibly visit any of the best and most beautiful fellow Italian liberal bloggers - such as Valeria, Vulvia and many others - without stumbling in his sickening comments asking them to bare their breasts, show up in high heels, or plainly proposing (actually begging) to have sex with him.
Which is the most unlikely thing on this planet - except for me winning the lottery or the planet itself being visited by aliens -, as Barbatin's penis is no bigger than his blog's pagerank or authority: close to zero.
Barbatin lives nearby Pordenone, a small town in North-East Italy which, coincidentally, you'll easily anagram into Porno Eden. Every single day he travels by bus to Pordenone in order to connect to the internet and sistematically harass any female blogger he finds by phishing in my blogroll, and yours'.
Mind you: not just women. He's also obsessed with journalist Mario Suttora and other masculine fellow bloggers. Anyone, anything he can pleasure himself with in front of a screen. I felt we must do something to relieve him out of his misery: kill him. My friend Londradical is a professional hitman who's going to take care of the pitiful case.


Michele Boselli, è, insomma, un genio.
Un genio della comicità internettica capace di inventarsi Miss Welby, la nipotina segreta di Piergiorgio detto il Calibano, e di trasformare quella desolatissima landa del NordEst chiamata Pordenone in Porno Eden.
Porno Eden come terra di mezzo.
Pordenone come terra da zappare.
Porno Eden come patria adottiva di Luca Barbatin (che infatti è nato a Roma).
Pordenone come patria adottiva dei suonatori di claxon a tutte le ore, come patria delle automobili che se possono ti investono SOPRATTUTTO se passi sulle striscie e con il verde pedonale (Luca Barbatin è fra i pochi che utilizzano ancora i mezzi pubblici che, come disse Bruno Lauzi, sono il mezzo di trasporto dei liberali).
Porno Eden come fucina della politica sexy.
Pordenone come fucina della politica spaccamaroni ai cittadini.
Porno Eden come la terra di quelli che da ragazzini raccoglievano firme antiproibizioniste, inneggiavano alla diversità di orientamento sessuale, andavano a cena con Mario Puiatti e sopportavano i suoi insopportabili rimproveri impartiti con cadenza marziale.
Pordenone come la terra di quei ragazzini che neanche conoscono il significato della parola "tazebao" (magari pensano sia un neologismo friulico o triestico. Sic !).
Ad ogni modo, BASTA !
Non querelerò Michele Boselli, ma gli erigerò un munumento !
Però erotomane.....iooooo ?!?
Ma dai, Londradical, che stai a dì ?
Al massimo, beh, sì, sono internetticamente perdutamente innamorato di tre DONNE.
Eccheddonne !



(beh, a dire il vero....nel caso specifico di quella sulla destra è lei che è internetticamente perdutamente persa per me...mentre io nicchio alquanto anzichenò. Per quanto, a suo dire, tutti pensano che io e lei siamo andati a letto. E forse non hanno tutti i torti....chi può dirlo !
Dora Pezzilli forse ?)



19 gennaio 2008

BETTINO CRAXI: A OTTO ANNI DALLA MORTE


Otto anni fa moriva Bettino Craxi, uno fra i più grandi statisti che l'Italia abbia mai conosciuto. Moriva ad Hammamet, in Tunisia, in esilio forzato a causa della Falsa Rivoluzione giustizialista che aveva colpito in particolare lui: il nemico da abbattere, colui il quale era inviso ai Poteri Forti, alla sinistra democristiana, ai postcomunisti, ai "maitre à penser au caviar", ai postfascisti ed ai leghisti.
Bettino Craxi: protagonista dell'Italia degli anni '80, quella "cha cambia", tanto per citare lo slogan del Psi di quegli anni. Un'Italia che allora entrava fra i Grandi della Terra, famosa per il "Made in Italy", con un'inflazione ridotta ad una cifra. Un'Italia di Pentapartito (retta infatti da una coalizione comprendente Dc, Psi, Psdi, Pri e Pli) con la voglia di nuova modernizzazione proprio grazia a Craxi che resse uno fra i governi più longevi della Repubblica (dal 4 agosto 1983 all'1 agosto 1986).
Politico dal pugno di ferro e dal piglio genuinamente autoritario, fu l'unico leader socialista capace di trasformare il Psi in un partito autenticamente europeo ed europiesta, innovativo ed interclassista, capace di coniugare i simboli della tradizione (con il Garofano, simbolo della Comune di Parigi) con quelli della modernità (si pensi alle sfarzose scenografie dei Congressi del Psi di quegli anni realizzate dall'architetto Filippo Panseca).
Vilipeso dai conservatori si ogni colore sin dalla sua affermazione in politica alla fine degli anni '70, Craxi riuscì a tenere testa sia ai Poteri Forti rappresentati dalla grande industira (Fiat in primis), dai grandi gruppi bancari ed editoriali; sia all'ingerenza degli Stati Uniti nel nostro Paese con l'"affaire Sigonella"; sia alla sinistra conservatrice rappresentata dal più forte Partito Comunista d'Occidente, quello del moralista Enrico Berlinguer; sia al terrorismo internazionale; sia alla logora e vetusta Rai Tv, arrivando a contrapporle le nascenti e frizzanti reti Fininvest di Silvio Berlusconi, agevolando la loro ascesa.
Senza Bettino Craxi, poi, il Partito Socialista Italiano sarebbe sicuramente morto alla metà degli anni '70, fagocitato dai comunisti ai quali i predecessori di Bettino strizzavano l'occhio da tempo. Ed invece, la nuova generazione autonomista dei quarantenni, i nenniani, quella che aveva conosciuto la Rivoluzione anticomunista ed antiautoritaria d'Ungheria del '56, riuscì a conquistare e a ricostruire il partito.
Dal '76 al '92, Bettino Craxi fu leader indiscusso del socialismo italiano, mediterraneo (quello più anticomunista ed antiautoritario dei Gonzales, dei Soares e dei Papandreu) ed internazionale.
Il resto, è storia recente: vilipeso dal conservatorismo e dall'autoritarismo italiano, nonostante avesse denunciato in Parlamento (fu l'unico a farlo, nel silenzio più totale dell'Aula) che il sistema di finanziamento ai partiti era illegale per TUTTI i partiti e che non riguardava solamente i partiti democratici di governo (anzi, i comunisti erano abbondantemente foraggiati, non solo da codesto sistema, ma addiritttura dalla dittatura sovietica), per evitare il linciaggio (alimentato dai mass media) ed il carcere quale unico capro espiatorio, decise di abbandonare l'Italia per raggiungere la Tunisia, Paese che lo aveva sempre amato ed accolto, ove possedeva una casa tutt'altro che faraonica (altro che villa, come spacciato dai mass media dell'epoca !).
Oggi Betttino Craxi è stato, per così dire, "riabilitato" e non c'è libreria che non ospiti sue biografie o volumi a lui dedicati.
Personalmente non penso che egli abbia mai avuto bisogno di fantomatiche "riabilitazioni". Il Nostro fu vero leader e seppe dimostrarlo sino alla fine.
Di fronte a lui fanno davvero sorridere i vari Veltroni, Prodi, Berlusconi, tutti i traditori dell'"Italia che cambia", dell'Italia craxiana della Prima Repubblica: quella dell'innovazione.
Oggi, non a caso, il nostro Paese è ad un punto morto: il lavoro è sempre più raro e precario; i prezzi e le imposte aumentano sempre di più e la presenza dello Stato nella vita privata dei cittadini è sempre più insostenibile. Diciamocela tutta: l'Italia sta diventando davvero un Paese di serie B.
Quanto al socialismo....oggi esistono sin troppi partitini che si richiamano al Psi di Craxi, ma nessuno può dirsene vero erede. Coloro i quali li hanno costituiti, o non sono ancora veri leader a causa della loro giovane età, oppure, nella maggior parte dei casi, sono vetusti arnesi che già ai tempi gloriosi del Garofano hanno avuto tutto dal partito (fama, danaro, potere), ma hanno abbandonato Bettino nel momento del bisogno....per poi ricomparire nella Seconda Repubblica quando i cattocomunisti o i clericofascisti, saliti al Potere, hanno avuto loro da dare qualche cadrega (sic !).
Gli unici socialisti che personalmente stimo moltissimo sono davvero pochi: Paolo Pillitteri, ex sindaco di Milano, che ho avuto modo di conoscere personalmente qualche anno fa nella redazione milanese del quotidiano l'Opinione e che da tempo si è ritirato dalla politica per dedicarsi al giornalismo, nonché recentissimamente ha pubblicato la biografia degli anni giovanili di Craxi: "Quando Benedetto divenne Bettino"; Carlo Tognoli, altro ex sindaco di Milano ed ottimo storico del Socialismo italiano e per finire Aldo Chiarle, mio amico personale, ex partigiano e fervente opinionista dell'Avanti dal 1945.
Tutte persone che furono sempre vicine a Craxi, sino all'ultimo.
Ciò che possiamo augurarci, proprio grazie al materiale che oggi abbiamo sulla storia del Psi di Craxi, è che le nuove generazioni abbiano la voglia e la pazienza di approfondire questa storia italiana. Mai come oggi c'è bisogno di spirito craxiano (ma anche lamalfiano, degasperiano, einaudiano, saragattiano), ovvero politicamente e genuinamente appassionato per ridare al nostro Paese la dignità che merita.

Luca Bagatin



30 agosto 2007

Icone anni'80 dimenticate: Anja Pieroni e Antonella Interlenghi

Erano molto belle, ma chi le ha più viste ?
Anja Pieroni e Antonella Interlenghi erano due promettenti quanto sconosciute attrici degli anni '80 che recitarono in piccoli ruoli in film horror e/o leggeri.
Anja Pieroni, poi, era famosissima per essere l'allora amante di Battino Craxi, il grande statista socialista, nonché "regina" della GBR, una piccola ma influente emittente televisiva di Roma.
Bella come poche, Anja, negli anni '80 studentessa di liceo, recitò in diversi film di successo di Dario Argento quali "Tenebre 2" ed "Inferno", e fu probabilmente il suo sguardo "vampiresco" ad ispirare il vate dell'horror all'italiana. Anche Neri Parenti la volle in un suo film, accanto all'intramontabile Paolo Villaggio, nel 1985, a recitare la parte della compagna del Conte Dracula in "Fracchia contro Dracula". Poi, di lei, non si seppe più nulla.
Solo un articolo del maggio 2001 apparso sulla rivista "Capital", ci riferisce che si è trasferita a Montecarlo per amore di un facoltoso avvocato svizzero che ha poi sposato...e oggi la vediamo così in questa foto, un po' ingrassata magari, ma pur sempre piacente.

Antonella Interlenghi, invece, nota anche con il nome d'arte di Almanta Keller, l'abbiamo potuta rivedere nel 2000 nella fiction "Valeria medico legale" a fianco di Claudia Koll, oltre che di recente su "Incantesimo". Ma molti di noi la ricordano, giovanissima (in realtà giovane lo è anche oggi essendo nata nel 1961 !) nell'83 in uno dei primi "Vacanze di Natale" dei fratelli Vanzina con Jerry Calà e Christian De Sica, nonché in una piccola parte a fianco degli indimenticabili Ugo Tognazzi e Michel Serrault in "Matrimonio con vizietto" dell'85. Come indimenticabile è il suo sguardo malinconico, nonché le sue labbra e la sua voce seducente.
Due attrici ormai dimenticate, forse. Soprattutto da coloro i quali, oggi giovanissimi, non hanno mai visto quei film che noi, pur ragazzini allora, ricordiamo distintamente.
Andavamo pazzi per la televisione di vent'anni fa: quella dei "Ragazzi della Terza C" e di "Classe di Ferro", quella di "Telemike" e di "Okay il prezzo è giusto", quella di "DomenicaIn" di Gianni Boncompagni e di "Portobello" diretta dal mitico Enzo Tortora e dai mille film con Tognazzi, Pozzetto, Gastone Moschin, Gigi e Andrea.....
Una televisione "fatta in casa", magari un po' alla buona e a tratti un po' vuota, sciocca financo. Per carità, nulla da dire.
Ma volete mettera l'allora con l'oggi ?
Oggi per la maggiore i programmi sono importati dall'estero, i reality e la virtualità fine a sé stessa impazza e i comici fanno un uso crescente del turpiloquio per far ridere (chi ?)...
E gli ascolti subiscono di conseguenza sempre maggiori flessioni.
Noi, sommessamente, fra le macerie della tv d'oggi, preferiamo ritirare fuori dal cappello due "vecchie icone", quasi passate inosservate ai più anche allora, quali la Pieroni e la Interlenghi. Due icone che amammo e di cui fummo anche allora "segretamente", ovvero simpaticamente, "innamorati" e di cui, ahinoi, nemmeno il web pare pressoché oggi ricordarsi.

 
Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini