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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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29 maggio 2015

Il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale "Amore e Libertà" compie due anni. E presto diventerà anche un saggio. Il terzo saggio di Luca Bagatin

Due anni fa nasceva il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà” per la Civiltà dell'Amore, rappresentato dall'effige di un'Anita Garibaldi rivoluzionaria, che imbraccia una bandiera rossa.

Pensatoio politico, storico, sentimentale, erotico, spirituale. Un'alternativa alla politica dell'ultimo Ventennio ed alla partitocrazia antirepubblicana dell'ultimo secolo, così come recita l'home page del sito ufficiale www.amoreeliberta.altervista.org.

E così due anni fa ne stilai il Manifesto d'intenti e, oltre al sito, aprii anche il blog ufficiale www.amoreeliberta.blogspot.it.

Nel corso di questi due anni abbiamo raccolto impressioni, teorie, materiale storico, culturale, spirituale. E siamo persino stati citati nel saggio del giornalista Gabriele Maestri “Per un pugno di simboli” (Aracne Editrice), ove, per la prima volta, è raccontata in un libro la storia di “Amore e Libertà”.

E proprio prossimamente sarà edito dalla Ipertesto Edizioni in e-book ed in versione cartacea, su richiesta, il saggio “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell'Amore” da me scritto e che ha ottenuto la bellissima prefazione del principe Antonio Tiberio di Dobrynia.

Ed è così che, in anteprima, desidero proporvi alcuni stralci della prefazione medesima, che fornisce già un'anticipazione del saggio stesso.

Saggio di strettissima attualità che propone una visione critica, ma soprattutto alternativa, dell'attuale sistema politico-economico-sociale. Alla luce non già delle vecchie e dogmatiche ideologie novecentesce, ma di una rinnovata visione spirituale dell'individuo e dell'Umanità intera.


Luca Bagatin - Presidente e fondatore di "Amore e Libertà"

Dalla prefazione di Antonio Tiberio Dobrynia al saggio “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell'Amore” (Ipertesto Edizioni)

(…) Eretico: così si definisce Luca Bagatin nell’incipit di questo suo nuovo saggio. E lo è, senza finzioni o maschere di compiacenza, tanto da farne della sua “eresia” intellettuale un sistemico progetto. (...) Da qui sorge l’idea da parte dell’Autore di fondare il movimento “Amore e Libertà” - eresia per eccellenza! - un “pensatoio” fuori dai luoghi comuni, fuori da rotte sclerotizzate, che scorre irrefrenabile su nuove carte nautiche dell’anima; coniugando costellazioni politiche, storiche, massoniche, sentimentali, erotiche, spirituali, laiche, creative, visionarie, in alternative alchimie antisistema che possano approdare a quell’isola felice (che ancora non c’è) della “Internazionale dell’Amore”, contrapposta alle terre morte e devastate della perdente ideologia materialista del “Lavoro”, da superare con formule e algoritmi “spaventosamente” semplificati, in una sola definizione: con la “Civiltà dell’Amore”.

Se vogliamo risalire alle idee di liberazione della coscienza alla base del pensiero di Luca Bagatin, a ritroso nel tempo occorre andare sulle tracce di quella cultura underground newyorkese degli anni ’50-’60 che nel fenomeno della Beat Generation trovò il massimo esponente nello scrittore Jack Kerouac, le cui opere hanno segnato un tempo mitico, insieme a Ginsberg, Corso, Ferlinghetti, scuotendo le certezze di un mondo in decadimento con versi forti urlati dalla strada, dagli inchiostri acidi, sui ritmi esistenziali di musiche affacciate all’immaginario, e restituendo all’individuo un valore altro d’indipendenza interiore, e sostituendo all’abbattimento psicologico provocato da un marcio sistema politico e finanziario, un’alternativa e sana “follia”: capace di ribaltare sterili dogmi e riconquistarsi e riconoscere “le proprie stelle”.

(…) L’anima dei Popoli ribolle, ma l’evoluzione è ribelle: la politica dell’America Latina ha saputo affrancarsi dalle logiche partitocratiche, dai poteri forti che annientano le società civili; da qui dall’oceano, per contro, l’Europa ancora soggiace allo sguardo dell’invisibile Medusa, e l’unione delle genti da tanti intellettuali auspicata, è ancor miraggio nella desertica schiavitù morale ed economica degli stati sopraffattori. Nella letteratura anti sistema, l’Autore non dimentica di argomentare anche con il filosofo francese Alain De Benoist, e il suo “J’accuse” al “mostro dalle mille facce” del potere bancario e di certa mala politica che lo sostiene, che domina incontrastato il mercato, il libero commercio, la speculazione internazionale, il debito pubblico, controllando e lucrando sulla moneta di scambio come fosse sua esclusiva proprietà, così conducendo gli stati privati della loro sovranità nazionale a perire sotto una montagna di debiti insanabili, e spingendo i popoli inconsapevoli verso il baratro di crisi economiche spesso volute a tavolino, individui da tartassare, dissanguare e distruggere alle fondamenta della loro libertà, dignità, diritti umani.

Una “terza via” possibile, verso la dorata “Civiltà dell’Amore”, è necessario ricercare, ma interclassista, e non più di scontro di ideologie perverse franate ormai sotto i colpi di una mutata realtà che anela riprendersi sé stessa, interamente, libera d’orpelli di cattivi pensatori e dommatiche zavorre, sì che possa risvegliarsi libera ed evolvere, dal cencio imprigionato d’ogni Adamo, una Umanità Nuova.



31 marzo 2015

"Politica VS Sensualità": riflessioni (anti)politiche e (contro)culturali by Luca Bagatin

"Ragazzo e ragazza, l'uno tra le braccia dell'altra, Maggie e Jack, nella triste pista da ballo della vita, già demoralizzati, gli angoli della bocca pieni di rinuncia, le spalle che si afflosciano, accigliati, le menti prevenute - l'amore è amaro, dolce è la morte"

(Jack Kerouac)
Viviamo in un'epoca di apparente ricchezza e di reale povertà (interiore, economica...). Questa la conseguenza della globalizzazione e del capitalismo. Ovvero dell'egoismo.
Un tempo si chiamavano usurai e falsari. Oggi si chiamano banchieri.
L'alternativa alla crisi economica mondiale può essere l'esproprio e la conseguente nazonalizzazione/socializzazione del sistema bancario privato.
Prima lo si comprende meglio è.
Ogni qual volta sento proferire dalla bocca di un politico o di un imprenditore le parole "crescita", "innovazione" e "competitività" dalla mia bocca fuoriesce un rutto.
Le battute a sfondo sessuale non hanno mai fatto male a nessuno. Anzi.
E' la malizia che fa male, tanto quanto l'ipocrisia umana.
Due aspetti che rifuggo il più possibile.
Barack Obama paragonò il Colosseo di Roma ad un campo da baseball.
Questo il livello culturale del Presidente di una Repubblica federale che con la cultura ha sempre fatto a cazzotti.
Perdendo inesorabilmente.
Più conosco "sexy star" e più mi rendo conto di quanto siano interessanti e diverse dagli "stereotipi", dalla "vulgata" che le vorrebbe tutte corpo e nulla di più.
La parte più erotica di una "sexy star" (e di una donna, in generale) è l'anima.
Ed è la parte che mi piace sempre scoprire...di più.




29 marzo 2015

Intervista sbarazzina ed esclusiva di Luca Bagatin alla "sexy star" Marika Vitale



Marika Vitale è una simpatica amica che, già dal cognome, sprizza una certa vitalità.

Marika Vitale è un'assicurazione sulla vita, praticamente un vitalizio di erotismo.

Marika Vitale è di origine siciliana, ma vive a Firenze ed il suo accento con l'”h” sensualmente aspirata, non la tradisce.

Marika Vitale sembra una ragazza immagine, ma, in realtà, è una ragazza che non ti immagineresti mai. Come a dire: oltre alle gambe ed anche al resto, c'è di più.

Come amo dire, anche se, puntualmente, non vengo creduto (ma non necessariamente smentito !) trovo che la parte più erotica di una "sexy star" (e di una donna, in generale) sia l'anima.
Ed è anche la parte che mi piace scoprire...di più.

Per questo quella che segue è la mia intervista in esclusiva a Marika Vitale. Senza pretese, priva di malizia, ipocrisia e tabù.



Luca Bagatin: Chi è Marika Vitale ? Presentati brevemente.

Marika Vitale: Marika Vitale è una ragazza ambiziosa e che ha degli obiettivi....un po' stramba a volte...difficile capirla !


Luca Bagatin: Che cosa significa essere una “sexy star” ? Ovviamente c'è differenza fra “sexy star” e “pornostar”...

Marika Vitale: Si c'è differenza ! Noi sexy star facciamo spettacoli hard e sottolineo solo spettacoli nei locali di lap dance o night club, assolutamente non privati ! La pornostar, invece, gira anche film porno.


Luca Bagatin: Come hai iniziato la tua carriera da “sexy star” ?

Marika Vitale: Ho iniziato come tutte facendo lap dance e guardavo sempre le ospiti quando venivano nei locali dove lavoravo e...le ammiravo ! Cosi ho preso coraggio e mi sono buttata. Volevo anch'io essere un'icona erotica.


Luca Bagatin: Che cos'è per te l'erotismo ? E la sensualità ? Per te c'è differenza ?

Marika Vitale: Secondo me non c'è differenza. L'erotismo e la sensualità cercano di esprimere la stessa cosa: la passione....è differente dalla volgarità.


Luca Bagatin: Che cos'è per le la volgarità ?

Marika Vitale: Il porno ad esempio.


Luca Bagatin: Molti pensano che le “sexy star” siano “ragazze facili” nella vita privata. I più informati – come me, che amo tutto ciò che è erotico, ovvero non pornografico – sanno che non è così. Vuoi sfatare questa triste “leggenda metropolitana” ?

Marika Vitale: Le persone che pensano così sono solo degli ignoranti. Mi dispiace dirlo, poverini... Per carità ci sono sexy star che fanno anche le escort che hanno anche gli annunci nei siti, ma non tutte per fortuna !


Luca Bagatin: Quali sono i tuoi interessi, le tue passioni ?

Marika Vitale: Ne ho molte ! Sono un'amante dell'arte e della Storia antica. Amo la letteratura italiana e molte altre cose...


Luca Bagatin: Ma dai ! Che autori preferisci ? Mi interessa molto.

Marika Vitale: Amo Dante Alighieri, il Vate della letteratura ! Lo rileggerei all'infinito !


Luca Bagatin: Riscuoti grande successo fra noi maschietti, ma il tuo rapporto con le donne com'è ?

Marika Vitale: Beh la risposta è ovvia: le ragazze che non fanno o che non hanno mai fatto parte di questo settore ti giudicano e puntano il dito su di noi, del tipo: "l'ira funesta si abbatterà su di voi" !!!! Nel nostro mondo c'è molta concorrenza, c'è chi invidia, c'è chi no... Io personalmente non invidio nessuno. Sono quella che sono.


Luca Bagatin: Come si vede Marika Vitale “da grande” ?

Marika Vitale: Da grande ? Penso di essere già vecchia ! Ahahahah scherzo ! Non ne ho idea...forse vorrei aprire dei negozi, non so, magari diventerò un imprenditrice ! Ok sto sognando !

Luca Bagatin: Se mi posso permettere, io ti auguro di rimanere sempre così come sei. Non omologarti mai !


Luca Bagatin



26 marzo 2015

Riflessione di "Amore e Libertà" sull'economia capitalistica

“Amore e Libertà” - pensatoio (anti)politico e (contro)culturale che ho fondato ben due anni fa richiamando nel simbolo e nel Manifesto gli ideali e le battaglie di Anita, oltre che di Giuseppe Garibaldi e di molte altre eroine ed eroi, intellettuali e liberi pensatori - ritiene che la prima vera forma di prostituzione sia lo sfruttamento del corpo e della mente e dunque ritiene forme di prostituzione: la pubblicità commerciale, la quale induce nell'individuo bisogni altrimenti superflui; il cosiddetto “libero commercio”, che nei fatti è condizionato dalla pubblicità, dai mercati internazionali e dal sistema capitalista, che è un sistema fondato sull'egoismo e sull'accumulazione, anziché sulla condivisione e sull'amore fraterno.

La prostituzione dei corpi, poi, non è che una conseguenza di tale stato di cose e potrebbe essere completamente debellata attraverso una sana educazione sentimentale e sessuale, che vada a superare ogni forma di egoismo/possessivismo/repressione, tipiche dell'individuo senza alcuna aspirazione spirituale, senza alcuna coscienza umanitaria e sociale.

Ed in questo senso è assolutamente necessario ribaltare la storica massima dell'economista scozzese Adam Smith nei seguenti termini, ovvero: "Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio, che noi ci aspettiamo la nostra cena, ma dal loro rispetto nei confronti dell'umanità affamata.
Noi ci rivolgiamo alla loro umanità ed al loro amor proprio, e parliamo loro delle necessità della Donna e dell'Uomo, ovvero del loro/nostro bisogno di dare e ricevere Amore".

Una Civiltà dell'Amore possibile può essere fondata solo su queste basi, ovvero su una riflessione profonda delle abitudini socio-economico-politiche degli individui e su un loro radicale cambio di rotta.

Credere che astrusi sistemi politico-economici di “destra” o di “sinistra”, “capitalisti” o “comunisti”, possano farci uscire dalla crisi - che prima di tutto è umana - è assolutamente fuorviante e ridicolo.


Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it
www.amoreeliberta.altervista.org
www.amoreeliberta.blogspot.it



16 febbraio 2015

"La (anti)politica dell'Amore": aforismi e riflessioni by Luca Bagatin

Ancora ci si stupisce della commistione fra affari privati e politica, fra sistema bancario-imprenditoriale e politica...mah.
Ovvero ancora non si comprende che la politica rappresenta la morte civile e che il potere ne è la massima rappresentazione.
Per questo, da parecchi anni, preferisco parlare di donne e di belle donne.
Ponendole al centro di un progetto (anti)politico e (contro)culturale.
Perché è da lì che può rinascere una società fondata sull'eros, in luogo di una società fondata sul danaro e sulla mercificazione. Ovvero una società fondata sull'autodistruzione e sulla stupidità.
Ho un forte nonsenso delle Istituzioni !
L'idea dell'amore fatto in un cimitero m'intriga molto e la trovo tutt'altro che blasfema.
La vita che si fonde e confonde con la morte è un'immagine molto filosofica.
Un inno ad entrambe.
"Vivi per chi ti ama , affronta chi ti sfida e ignora chi non ti merita"
Ovvero: ama poche persone, perché poche meritano davvero il tuo amore, ignorane molte e le sfide affrontale sempre di petto, talvolta anche di pancia se necessario.



12 febbraio 2015

Su Chavez e dintorni



Alcuni giorni fa ho ricevuto dalla Redazione del quotidiano con cui collaboro, ovvero "L'Opinione delle Libertà", una lettera di protesta relativa ad un mio articolo - apparso sul medesimo quotidiano -  relativo alla figura ed alla storia politica dell'ex Presidente del Venezuela Hugo Chavez e sul Socialismo del Ventunesimo secolo.
Il mio articolo lo potete reperire a questo link: http://www.opinione.it/politica/2015/02/05/bagatin_politica-05-02.aspx
La persona che ha inviato la lettera non ha voluto accettare la mia proposta di un confronto pubblico, ad ogni modo ritengo utile comunque pubblicare la mia lettera di risposta che, comunque, mi è costata del tempo.
Dell'universo chavista, così come il mondo latinoamericano in genere ed il fenomeno del Socialismo del Ventunesimo secolo (che molto, a parer mio, avrebbe da insegnare allo pseudo-socialismo di casa nostra, che ha perduto ogni collegamento con la Prima Internazionale dei Lavoratori, fondata, fra gli altri, da Garibaldi e Mazzini, che per me sono e rimangono dei punti di riferimento politico-intellettuale e spirituale imprescindibili) in Italia si parla davvero molto poco e davvero molto male, per cui ogni occasione di confronto può risultare positiva.
Del resto lo scontro, in luogo del confronto, specie in un'epoca che necessita di un autentico superamento dell'ideologia per approdare ad un recupero dell'idea, non ha mai scaturito alcunché di buono.

L.B.



Sono felice di poter rispondere a chi ha inviato una lettera di critica relativa al mio articolo che spiega, per filo e per segno, pur nella doverosa stringatezza giornalistica, le politiche adottate dal Presidente Hugo Chavez in Venezuela ed il Socialismo del Ventunesimo Secolo.

Ne sono felice per due ragioni. La prima è che il confronto è sempre positivo. Esso contribuisce alla riflessione e denota rispetto nei confronti dell'interlocutore, pur nella differenza di opinioni.

La seconda ragione è che mi permette di ringraziare il quotidiano L'Opinione per lo spazio che sempre concede ai miei articoli, proprio in quanto organo liberale, ovvero non servile nei confronti di qualsivoglia padrone o ideologia precostituita e proprio per questo concede spazio anche a chi, anziché seguire la corrente della cultura mediatica dominante, preferisce approfondire e permettere ai lettori di farsi un'opinione che possa andare al di là di quanto i media tradizionali propinino quaotidianamente loro.

Si possono avere opinioni di pregiudizio nei confronti dello chavismo, certo, ma non si può dare del dittatore a chi è stato eletto democraticamente, come lo fu Chavez a suo tempo (dal 1998 sino alla sua morte, nel 2013) oppure al Presidente Maduro.

Il Venezuela, in sostanza, non ha nulla a che vedere con la dittatoriale e sanguinaria Corea del Nord paventata dalla persona che ha inviato la lettera e pur difesa da più di qualche nostro parlamentare (sic !).

Personalmente non sono fra coloro i quali nutre dei pregiudizi, specie non prima di aver approfondito una realtà. E, da quando ho iniziato ad approfondire la realtà latinoamericana – che con la nostra Storia risorgimentale e garibaldina ha molti punti in comune, per non parlare delle comuni radici - debbo riconoscere che essa ha molto da insegnarci. Sia in termini di democrazia partecipativa – come ho scritto anche nel mio articolo – che di prospettive sociali.

E lo dico da persona che non ha nulla a che spartire con il comunismo, ma che trova parimenti interessanti e di rottura, tanto le prospettive offerte dal Socialismo del XXIesimo secolo, ovvero una vera Terza Via fra capitalismo e comunismo, che il libertarianesimo proposto da Ron Paul negli USA, il primo a denunciare le politiche truffaldine della Federl Reserve.

Prospettive che, per quanto riguarda la fattispecie del mio articolo riguardante il Venezuela, pur fra mille difficoltà hanno dato i loro frutti.

Non ho affatto negato che la criminalità non sia dilagante, così come ho parlato di un'alta inflazione. Purtuttavia il tasso di povertà è stato ridotto, per non parlare dell'analfabetismo.

Non risulta, ad ogni modo, che la situazione precedente all'avvento di Chavez al governo, fosse così rosea, al punto che la corruzione era di molto superiore a quella attuale ed alle classi meno abbienti, oltre che alle periferie, non pensava davvero nessuno.

Sulla nazionalizzazione del petrolio posso dire: è meglio che le risorse siano sfruttate da una multinazionale, oppure è meglio che a gestire il tutto sia uno Stato ? Meglio sarebbe che a gestire le risorse di una nazione siano i cittadini/lavoratori medesimi, direi io.

Purtuttavia se queste risorse sfruttate dallo Stato possono dare benefici ai meno abbienti, ben venga che ciò accada. Ben venga che siano avviate delle Missioni sociali, piuttosto che inseguire la fredda legge del mercato che da tempo immemorabile ci sta rendendo tutti quanti schiavi.

Possiamo semmai riconoscere che il Venezuela, a differenza di Bolivia o Brasile ha incentrato quasi esclusivamente le sue politiche sociali solo sugli introiti derivanti dal petrolio. E ciò è stato un errore, certo.

Ci sono luci e ombre in Venezuela, come ve ne sono in tutti gli Stati. Ma dobbiamo tenere presente che quel Paese, come tutta l'America Latina, ha vissuto una storia di sfruttamento. Prima coloniale e successivamente dittatoriale o semi dittatoriale. Da qualche decennio qualche spiraglio di luce si è visto. E si è visto in tutto quel continente, dal quale da noi provengono notizie solo parziali. Viene visto come una “realtà lontana” quando in realtà le radici sono comuni. E sono latine. Noi siamo latini, non anglosassoni, nonostante la cultura che nei secoli ci è stata imposta dalla politica e dall'economia e ci ha voluto rendere eguali agli anglosassoni, con tanto di politiche speculative importate da quelle realtà. Politiche speculative che sono all'origine della crisi economica mondiale.

Una crisi che però è prima di tutto umana.

Il Socialismo del Ventunesimo Secolo – slogan ideato dal sociologo Dieterich, che ne spiegò il fenomeno in un saggio purtroppo non pubblicato in Italia – ed avviato con la prima elezione di Chavez (e con le successive elezioni di Lula in Brasile, dei Kirchner in Argentina, di Morales in Bolivia, di Mujica in Uruguay ecc...), ha offerto per la prima volta ad un continente sfruttato una via di liberazione.

Una via di liberazione nazionale e non globalista, ovvero che non è detto possa andare bene per tutte le realtà mondiali, che non vuole essere necessariamente esportata, come avvenuto sia per l'imperialismo sovietico che per quello capitalistico. Una via di liberazione che affonda le sue radici non nel comunismo – come i media e la vulgata dominante vorrebbero farci credere - bensì nel socialismo libertario, nel cristianesimo delle origini, persino nelle influenze che il nostro Garibaldi ebbe in quelle terre, al punto che l'Eroe dei due Mondi è l'eroe simbolo dell'America Latina ed è secondo solo a Simon Bolivar.

Ora, non so e non posso sapere se il quotidiano “L'Opinione” deciderà di non pubblicare più le mie “falsità”, come le ha chiamate qualcuno, che ha peraltro deciso di non accettare alcun confronto pubblico. “Falsità” comunque di studioso appassionato che ha trovato in quella realtà così apparentemente lontana, ma così culturalmente vicina, l'unica reale prospettiva per uscire dalla crisi attraverso la ricerca del sentimento umano, attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini, pur fra mille difficoltà e limiti causati dai meccanismi del potere politico stesso.

Sinceramente mi auguro che “L'Opinione” possa essere e rimanere la voce di tutti le voci. Della mia, come di coloro i quali la pensano diversamente da me. E me lo auguro anche perché oggi, al pensiero “eretico” e libertario – che non vuole essere né collocarsi a sinistra o a destra e che è disgustato dagli pseudo-movimenti alla Grillo – non viene data più alcuna voce.


Luca Bagatin



14 gennaio 2015

Intervista dell'artista Daniele Pacchiarotti allo scrittore, giornalista e attivista (anti)politico Luca Bagatin

Nell'intervista - a braccio, senza filtri e senza tagli - fattami dall'artista Daniele Pacchiarotti e realizzata dal fotografo Antonello Ariele Martone - parliamo di temi di scottante attualità: Massoneria, politica, (anti)politica, religioni e fondamentalismo, donne, mass-media, Risorgimento, Amore e Libertà, libertà civili e sessuali, arte, erotismo e molto altro.



20 dicembre 2014

Aforismi e riflessioni garibaldine, chaviste, peroniste, (anti)politiche. By Luca Bagatin

Ridicole le varie sigle politiche della nostra "gauche au caviar", fra vari comunismi, pseudo socialismi e fantomatiche "liste Tsipras"....E poi non ci si lamenti se abbiamo un politicante autoritario come Renzi al governo !
Occorre, semmai, una lista Garibaldi, una lista Chavez, una lista Peron !
Ma non sulle schede elettorali (con le quali possiamo anche pulirci il didietro), bensì nel cuore di ciascuno !
Se la politica è mafiosa allora significa che ad essere mafiosa è anche la società medesima, le persone nel loro complesso. E' aspetto sul quale non si riflette mai e ciò spesso per mera ipocrisia.
Quando e se pubblicherò mai un nuovo saggio, questo avrà fra le sue eroine-protagoniste anche Evita Peron.
Trovo che Raul Castro sia da sempre inconsistente.
Quanto a Obama e Mr. Bergoglio, trovo che siano due starlette televisive da quel dì.
Non riesco a "gioire" per questo disgelo mediatico. Hasta Siempre Comandante !
L'Italia è una Repubblica affondata sul jobs act.
Francamente non comprendo coloro i quali, a Roma, pretendono che vi siano nuove elezioni.
Altro che elezioni: COMMISSARIAMO I POLITICI ! AUTOGESTIAMO LE CITTA' !
Sono disgustose le strumentalizzazioni della figura di Evita Peron da parte della destra fascista italica.
Evita, come Peron, non sono MAI stati né a destra né a sinistra, ma sempre e solo dalla parte del popolo!
Politicanti italici: fatevene una ragione e vergognatevi, visto che il popolo non siete mai stati in grado di rappresentarlo, né lo rappresenterete mai!!!



5 dicembre 2014

Amore, populismo e libertà ! (aforismi e riflessioni by Luca Bagatin)

Non smetterò mai di ripetere che "qualunquismo" e "populismo" sono due grandi valori umanitari e libertari.
Il primo deriva dal partito fondato dal già repubblicano mazziniano Guglielmo Giannini – il Fronte dell'Uomo Qualunque - di ispirazione liberale e libertaria, ad esaltare l'azione di ogni singolo cittadino.
Il populismo, allo stesso modo, significa "esaltazione del popolo" ed è tipico della democrazia partecipativa di ispirazione socialista, garibaldina, peronista, chiavista e bolivariana, ove il popolo è alla base di codesti progetti politici.

Non è il mercato a doversi autoregolare, ma le singole persone, le quali dovrebbero imparare ad autogestirsi, vivere in armonia, amare ed amarsi reciprocamente.

Evadere le tasse sarà immorale, ma non lo è ancor di più uno Stato che le impone, a fronte di NESSUN servizio pubblico serio e funzionante ?



12 settembre 2014

Anita, Evita e Moana: tre donne eretiche ed eroiche. Tre rivoluzionarie per l'emancipazione dei Popoli e dell'Umanità

Nel corso della Storia sono esistite tre donne, trasgressive, eretiche, eroiche, che sono morte fra i 28 ed i 33 anni ed hanno lasciato, nel ricordo di chi le ha amate, un vuoto incolmabile.
Tutte e tre si sono battute, spesso accanto agli uomini che hanno amato, per l'emancipazione sociale e civile dei Popoli e dell'Umanità.
I loro nomi: Ana Maria (detta Anita), Eva (detta Evita) e Anna Moana Rosa (detta Moana).
Anita Garibaldi, Eva Peron e Moana Pozzi sono quelle tre donne che, una volta accettato il ruolo di eroine (anti)politiche lo hanno assolto sino infondo e sino alla fine dei loro giorni.
Contro l'odio, la violenza ed il Potere.
Per l'Amore e la Libertà.


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