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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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22 gennaio 2016

Massoneria e affarismo: due termini incompatibili

Negli ultimi giorni sono apparse le solite dichiarazioni dei politici nostrani (pagati peraltro da noi contribuenti !) e taluni articoli di stampa tendenti a screditare l'Istituzione massonica.

Sarà bene ribadire, se non fosse ancora chiaro, che la Massoneria è un'istituzione iniziatica e spirituale che non si occupa nè si è mai occupata di politica (checché peraltro ne scrivano taluni pseudo massoni, che vogliono per forza farsi notare con amene storie di fantasia). Sarà bene ribadire che la fantomatica P3 non esiste ed è un'invenzione giornalistica. Sarà bene rammentare che i componenti della Loggia Propaganda nr. 2 (detta volgarmente P2) sono stati tutti assolti dalle accuse di cospirazionismo ai danni dello Stato, in quanto non hanno commesso nulla.

Sarà bene chiarire, se non fosse già chiaro, che il sig. Flavio Carboni non rappresenta la Massoneria, se mai ne abbia davvero fatto parte, peraltro.

Detto ciò sarebbe il caso di parlare di cose serie e concrete, anziché di aria fritta che farà vendere copie di giornale e spazi pubblicitari, ma non arricchisce affatto la cultura del nostro Paese, peraltro ridotta ai minimi termini da meri interessi commerciali ed economicistici.

Fra tali cose serie annoveriamo una iniziativa storica, ovvero l'evento che si terrà martedì 26 gennaio prossimo presso il Casinò di Sanremo, che vedrà per la prima volta dal 1908, sedere allo stesso tavolo i rappresentanti delle due maggiori e storiche Obbedienze massoniche italiane: il prof. Antonio Binni, Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM e Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, i quali sono chiamati ad inaugurare la stagione dei “Martedì Letterari”.

I Gran Maestri dialogheranno sul tema “Ideali e uomini della Massoneria per la Costituzione italiana” ed il dibattito sarà moderato dal massimo storico della Massoneria e del Risorgimento in Italia, ovvero l'amico Aldo A. Mola.

L'incontro avrà luogo a partire dalle ore 16.00 e sarà un'occasione in particolare per coloro i quali vorranno sapere qualche cosa in più sulla Massoneria e la sua Storia in Italia e potranno così sfatare ogni falso mito complottistico che aleggia attorno all'unica istituzione al mondo che permette alle persone di dialogare nel rispetto delle reciproche differenze e, proprio per questo, per secoli ed ancora oggi osteggiata e calunniata: dalle chiese, dalle ideologie di ogni colore politico/partitico e da coloro i quali amano fomentare discordia e disordine nella società.


Luca Bagatin



15 gennaio 2016

Le due maggiori Obbedienze Massoniche si confrontano a Sanremo il 26 gennaio 2016

Martedì 26 gennaio 2016, ospite dei “Martedì Letterari”, curati dall’Ufficio Cultura del Casinò di Sanremo, il Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia, Antonio Binni si confronterà, in un pubblico dibattito, avente ad oggetto il tema “Ideali e Uomini della Massoneria per la Costituzione Italiana”, con il Ven.mo e Pot.mo Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia.

L’incontro, coordinato dal Prof. Aldo A. Mola, assume valore storico, per essere, quello programmato, il primo colloquio pubblico fra i Gran Maestri delle due più importanti Obbedienze italiane.

L’occasione è propizia per instaurare un dialogo che, pur nel rispetto più rigoroso delle reciproche specificità, permetterà tuttavia di presentarsi alla società civile come una voce sola, su molti argomenti che potranno essere illustrati, sia pure di scorcio soltanto, durante la trattazione del tema prescelto.

Il che, sia detto non per incidens, consentirà inoltre di emarginare i, purtroppo, numerosi gruppuscoli, che, in termini del tutto abusivi, si sono impadroniti della parola “massoneria”, senza, appunto, un qualsivoglia fondamento e, soprattutto, senza una vera Tradizione e una Storia che possano dar corpo e sostanza a quella indebita appropriazione.

Pure perché il pubblico potrà, a sua volta, porre quesiti, con la conseguenza che, anche per questo tramite, sarà possibile fornire risposte definitivamente chiarificatrici.

Nell’ottica anche del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, questo dovrà costituire soltanto l’inizio di una sequela di incontri, tutti volti a rafforzare gli ideali libero – muratori all’interno della Società italiana, particolarmente in questo momento di totale disorientamento, invero, sempre più bisognosa di valori assoluti in quanto a-temporali, per essere propri dell’Uomo.

L’incontro avrà luogo alle ore 16.00. Per ulteriori ragguagli, anche per quanto concerne le eventuali prenotazioni alberghiere, é possibile contattare la Dott.ssa Marzia Taruffi, Responsabile dell’Ufficio Stampa – Cultura – Martedì Letterari - Casinò di Sanremo, ai seguenti numeri di telefoni mobili 331-6570015 / 333-3977750.

Comunicato tratto da www.granloggia.it



16 dicembre 2015

Licio Gelli e il falso scandalo P2

Di Licio Gelli è stato detto di tutto e quasi tutto è stato detto a sproposito. Un po' per convenienza politica, un po' per invidia, un po' per lanciare scoop a buon mercato da vendere a lettori avidi di mero sensazionalismo senza costrutto.

Oggi Licio Gelli non c'è più e,forse, proprio da oggi in poi sarà possibile fare maggiore chiarezza su un personaggio ritenuto, a torto e solo per depistare l'opinione pubblica dal vero malaffare politico-partitico-economico di questo Paese, quale il “burattinaio” di tutti i mali dell'Italia, se non del mondo.

Qualche anno fa realizzai su Gelli e la Loggia massonica Propaganda nr. 2, una serie di articoli ed una intervista ad uno dei biografi di Gelli oltre che uno dei massimi esperti di Storia della Massoneria in Italia, ovvero al prof. Aldo A.Mola, pubblicati poi nel mio saggio “Universo Massonico” (BastogiEditrice). Saggio che, peraltro, assieme al sottoscritto, è citato anche su Wikipedia alla voce “P2” nella sezione “Giudizi critici sul caso P2”.

Proprio per fare maggiore chiarezza ed evitare che il “pensiero unico antipiduista” prevalga sulla realtà dei fatti, desidero pubblicare qui ampi stralci dei capitoli del mio saggio:

(dal capitolo: “Gelli e la P2 fra cronaca e Storia”)

Di Licio Gelli e della Loggia Propaganda 2 sono state scritte un sacco di cose.
Quasi tutte pressoché a sproposito a cominciare dal fatto che fu una "Loggia segreta".
La P2, Loggia all'Ordine del Grande Oriente d'Italia, fu - diversamente - una Loggia "coperta"di diretta pertinenza del Gran Maestro dell'Obbedienza.
"Coperta" in quanto al suo interno vi erano personalità di spicco (del panorama culturale, politico, artistico ecc...) che - per la loro particolare posizione professionale - preferivano non rivelare l'appartenenza alla Massoneria e dunque figurare unicamente"all'orecchio" del Gran Maestro, come si dice in gergo massonico.
Si pensi solo al fatto che la Loggia Propaganda Massonica (poi P2) fu fondata nel 1877 e di essa vi faceva parteanche il Vate della letteratura risorgimentale Giosue Carducci e l'ottimo ed indimenticato Sindaco di Roma Ernesto Nathan.
Tutto ciò e molto altro ancora è spiegato dettagliatamente e con una ricchissima documentazione e bibliografia dallo storico Alessandro Aldo Mola - Medaglia d'Oro per la Cultura dal 1980 - nel suo ultimosaggio
"Gelli e la P2 fra cronaca e storia" edito dalla Bastogi.
Mola, senza faziosità alcuna, racconta di come il "presunto scandalo" P2 non fu che il pretesto per una lotta senza quartiere contro i massoni e la Massoneria italiana, da semprevista con sospetto da settori clericali, fascisti e comunisti.
Mola ripercorre così - come già fece lo scrittore Pier Carpi nel suo
"Il Venerabile" nei primi anni '90 - la vita di Licio Gelli sin dai tempi della Guerra diSpagna quando combattè a fianco dei franchisti e successivamente in Italia a Capo del Fascio di Pistoia. Sino a quando salvò da mortecerta 62 prigionieri fra ebrei e partigiani, evitando così la loro deportazione nei campi di sterminio in Germania.
Ciò gli vantò un attestato da parte del Comitato di Liberazione Nazionale di Pistoia e gli consentì, a guerra finita, di rifarsi una vita. Prima come commerciante di prodotti di cancelleria e via via, negli anni '50, nell'ambito della Permaflex ove divenne direttore dello stabilimento di Frosinone.
E così, successivamente, come racconta Mola, Gelli decise di farsi iniziare massone negli anni '60 conl'obiettivo di rendere la Massoneria un organismo in grado dirisolvere le controversie internazionali e nazionali. Un po' comedurante il Risorgimento italiano o con la fondazione della Società delle Nazioni e dell'ONU.
Nulla, insomma, di oscuro e di occulto. Anzi.
Un capitolo molto denso del saggio di Mola, oltre a quello dell'amicizia fra Gelli ed il generale Peron, è infatti dedicatoalla fondazione dell'OMPAM da parte di Licio Gelli, ovvero dell'Organizzazione Mondiale Per l'Assistenza Massonica.
Un organismo sovranazionale, appunto, in grado di
"contribuire a soccorrere ed ad elevare le condizioni morali, spirituali e materiali dell'Uomo e della Famiglia umana, operando secondo i principi etici propri dell'insegnamento massonico", come dichiarato dal promotore stesso.
Un organismo che faceva leva proprio sulla fratellanza massonica che era l'unico principio in grado di superare tutte le divisioni in fatto di politica, razza, religione....
Un organismo "alla luce del sole", che fu riconosciuto anche in sede ONU alla stregua della Fao e dell'Unesco e che si proponeva di integrare l'opera umanitaria laddove le giurisdizioni massoniche non disponessero di strutture economicamente e giuridicamente idonee per operare sia all'interno dei singoli Stati che a livello internazionale.
Operazione ambiziosa che purtroppola stampa nostrana omise di far conoscere al grande pubblico. E che si arenò con l'avvento del presunto scandalo P2, nel 1981.
L'OMPAM fu tuttavia un'operazione autonoma di Gelli e per nulla legata al Grande Oriente d'Italia, anche se egli stesso propose all'allora Gran Maestro del GOI, Lino Salvini, di nominare il suo predecessore - Giordano Gamberini - alla carica di Ambasciatore del GOI presso l'OMPAM.
Licio Gelli, sia detto per inciso, allora non era ancora Venerabile della Loggia P2, anche se la P2 era attiva e nota ai Gran Maestri sopra citati ed ai loro predecessori senza scandalo alcuno come spiegato all'inizio di questo articolo.
Gelli fu solamente un personaggio particolarmente attivo sia all'interno che all'esterno della Massoneria. Il che lo porterà ad occuparsi di cose estraneealla stessa Istituzione come ad esempio di politica (si noti bene chele Costituzioni di Anderson del 1723, vietano espressamente ai massoni di occuparsi di politica e religione in Loggia).
Ma ad ogni modo anche qui nessuno scandalo "profano", come rilevato dall'ottimo Alessandro Mola nel capitolo dal titolo "Gelli per la Seconda Repubblica".
Alla metà degli anni '70 - vista l'estrema fragilità e litigiosità della coalizione di Pentapartito e l'incalzante terrorismo rosso e nero - l'Italia si trovò ad un bivio: o una dittatura clericale di estrema destra, oppure un ancor meno auspicabile regime di estrema sinistra.
Licio Gelli stilò così il famigerato "Schema R" (Rinascita), all'indomani dell'avanzata del Pci alle elezioni amministrative del 1975.
Lo"Schema R", come documentato dal saggio di Mola, non fu altro che un piano riformatore, che elaborava la strategia politica per arginare la dilagante avanzata dei comunisti - alleati alla dittatura sovietica - in Italia, per mezzo di un rafforzamento della coalizione di Pentapartito (Dc, Psi, Psdi, Pri, Pli) a partire dalla Democrazia Cristiana, a patto che essa si depurasse da correnti ed alchimie che la rendevano inefficiente ed inefficace.
L'obiettivofinale di Gelli non era altro che un ritorno ai
"fasti ed al prestigio della Segreteria De Gasperi".
Un rafforzamento, dunque, della democrazia centrista e moderata. Altroche autoritarismo filo-fascista tanto sbandierato dalla grande stampa dell'epoca !
Gelli delineò nel suo "Schema", anche un elenco molto preciso di riforme che - peraltro - erano condivise dalla gran parte degli italiani di allora e di oggi e che proprio oggi - trent'anni dopo - sono di scottantissima attualità e dibattito.
Dalla riforma presidenziale all'abrogazione dell'immunità parlamentare; dalla riduzione ad una Camera dei Deputati sino all'abolizione dei ministeri e degli enti inutili quali le Province; dall'introduzione di pene severissime per i reati di corruzione perpetrati da politici, funzionari e pubblici ufficiali sino alla privatizzazione del carrozzone Rai-Tv. Riforme allora necessarie come lo sono oggi.
Al punto che lo stesso Gelli precisò subito che tutto ciò
"non preludeva ad un colpo di Stato", bensì intendeva "scongiurare l'irreparabile jattura di una guerra civile e allontanare dall'Italia il pericolo di un governo dittatoriale di ispirazione comunista o fascista".
Chi accusò Gelli di cospirazione politica sulla base dello "Schema R"o fu in mala fede oppure quello "Schema" non lo lesse punto. Come i fatti - documentati dal Mola - si sono incaricati di dimostrare. Che poi, forse,il Gran Maestro di allora - Lino Salvini – avesse concesso troppo"potere massonico" a Licio Gelli, siamo d'accordo.
Licio Gelli fu elevato al grado di Maestro Venerabile della P2 il 9 maggio1975 e ciò fu un po' un'anomalia visto che la P2 era storicamente di pertinenza del Gran Maestro in carica.
Come un'anomalia massonica fu che Gelli iniziasse gli aspiranti Fratelli "in punta della spada", ovvero senza alcun rituale massonico, come ricordò anche il prof. Claudio Bonvecchio in un recente convegno sulla Massoneria tenutosi a Pordenone. Ma, come il Bonvecchio ed il Mola ricordano: la P2 divenne il capro espiatorio del malaffare di gran parte delle forze politiche di allora, le quali montarono ad arte la famosa "teoria cospirazionista ai danni dello Stato", istituendo addirittura una costosissima ed inutile Commissione Parlamentare d'Inchiesta presieduta da Tina Anselmi e che si concluse con nulla di fatto. Mettendo a nudo unicamente l'ignoranza di gran parte dei politici e dei magistrati di allora in fatto di Massoneria ed Esoterismo.
La P2, dunque, non era affatto una organizzazione segreta, bensì una "Loggia coperta" come ve ne sono moltissime anche all'estero e per i motivi già sopra spiegati.
Il saggio di Alessandro Mola lo chiarisce, citando anche le sentenze della Corte d'Assise di Roma che fra il '94 ed il '96, assolsero siala P2 dalle accuse di "complotto ai danni dello Stato" che lo stesso Gelli per le innumerevoli accuse attribuitegli. (…)


(dal capitolo:“Pier Carpi e il Venerabile”)

(…)
E poi approfondii la figura di Licio Gelli, di cui Pier Carpi fu amico per tutta la vita e che ebbe il coraggio di riabilitare nel saggio “Il caso Gelli”, del 1982, ove dimostrò come l'inchiesta sulla P2 non fosse che una bolla di sapone costruita ad arte dal Potere politico dell'epoca per nascondere le sue malefatte.
(...)
Ne "Il Venerabile" Carpi ricostruisce, a mò di romanzo, la biografia di Gelli, ma anche la storia della sua stessa vita. Ovvero di quando Carpi crebbe in un orfanotrofio, maltrattato e vilipeso, e successivamente cresciuto con amore dai frati benedettini. Del suo incontro, a sedici anni, con la moglie Franca Bigliardi che ancoraoggi ne onora la memoria.
E poi della sua amicizia-inimicizia con il disegnatore Hugo Pratt, della sua carriera come fumettista, regista e ricercatore del mistero. E dunque le sue ricerche sulla Massoneria che lo portarono a collaborare direttamente con la LoggiaP2 del Grande Oriente d'Italia ai tempi della Gran Maestranza di Giordano Gamberini. Loggia discreta, per nulla segreta, come fuerroneamente fatto credere. Visto che nell'Obbedienza di Palazzo Giustiniani non esistono, sino a prova contraria, Logge segrete o presunte tali.
A Pier Carpi capitò infatti di collaborare con la P2 quando ancora Licio Gelli era un
Signor Nessuno,per così dire.
In qualità di giornalista, infatti, gli fu chiesto da alcuni membri della P2 di intervistare Vittorio Emanuele - il Re d'Italia in esilio in Svizzera- e Marina Doria. Vittorio Emanuele era allora membro di spicco della P2 e ben presto divenne molto amico di Pier Carpi e della moglie.
A Carpi venne dunque in mente di studiare la questione al fine di far concedere il riconoscimento del Grande Oriente d'Italia da parte della Gran Loggia Unita d'Inghilterra (fondatrice della Massoneria speculativa nel 1717). E pensò di farlo proprio per mezzo di Vittorio Emanuele che, essendo massone d'origine nobile, avrebbe potuto convincere il Duca di Kent, Gran Maestro della Gran Loggia inglese di diritto, a concedere il riconoscimento ufficiale al GOI.
Così puntualmente avvenne. E pochissimi sanno che fu proprio merito del nostro Pier Carpi (tale riconoscimento fu revocato nel periodo successivo al presunto
scandalo P2).
Fu così purtuttavia che Pier Carpi si trovò inserito a sua insaputa (lo seppe solo tempo dopo) nelle liste della P2, pur non essendo mai stato iniziato regolarmente alla Massoneria.
Tempo dopo ebbe modo di conoscere Licio Gelli e fu in quell'occasione che diventarono molto amici.
Ne "Il Venerabile", appunto, Carpi ci mostra il Gelli dei tempi del Fascismo, ardito nella Guerra di Spagna e successivamentein Albania. Capo del Fascio di Pistoia, ma anche filantropo nei confronti dei molti ebrei e compaesani partigiani che salvò dalla deportazione nei campi di sterminio nazisti. Un Gelli sicuramente calcolatore, fascista convinto, ma anche umano. Come la Storia -scritta e spesso mistificata sempre dai vincitori - non ce lo ha mai presentato.
Fu allorquando scoppiò il presunto scandalo P2 che Pier Carpi si trovò seriamente nei guai, pur non avendo commesso nulla.
Come amico di Gelli ed iscritto nei registri della Loggia, si vide ingiustamente indagato, vilipeso e non riuscì neppure più a lavorare. Le sue condizioni di salute, peraltro, si aggravarono e lo porteranno, come sopra scritto, ad una prematura morte all'età di 60 anni.
In questo suo romanzo-verità, dunque, egli racconta tutto ciò, non risparmiando nulla. Chiarendo, come successivamente i fatti si incaricheranno di chiarire, che la P2 era una Loggia discreta, non segreta, che di massonico aveva ben poco, certo, ma che non aveva né intenzione di complottare contro lo Stato né altro illecito scopo.
Licio Gelli aveva unicamente in testa l'obiettivo direndere la Massoneria italiana un'organizzazione potente, come durante il Risorgimento, in grado di infuenzare le scelte politiche per il bene dei cittadini, a suo dire. Questa, se vogliamo, la sua utopia. E sarebbe sufficiente leggere quel fantomatico Piano diRinascita Democratica da lui elaborato alla fine degli anni '70 per comprendere che in realtà trattavasi di un progetto di riforma, che pur con la Massoneria non c'entrava nulla (visto e considerato anche che la Massoneria, organizzazione spirituale a carattere iniziatico, non si occupa di politica). Un piano che mirava alla creazione di due partiti moderati, alla privatizzazione del carrozzone politicizzato della Rai-Tv, all'indipendenza dei sindacati e della magistratura dal potere politico, alla responsabilità civile dei magistrati e così via....
Pier Carpi, sostanzialmente, queste cose le spiegò ne “Il caso Gelli” e successivamente le riprese nel romanzo-verità di cui stiamo parlando.
Libri che gli costarono davvero l'isolamento fisico e morale nel panorama culturale italiano d'allora, spesso monolitico, poco incline all'approfondimento,
chino nei confronti del Potere (quello vero !).
E fu quel Potere politico che si abbattè come una valanga sui galantuomini della P2 e su Gelli che sicuramente era un pessimo massone sotto il profilo iniziatico (per quanto si prodigò presso lo Stato italiano affinché restituisse Palazzo Giustiniani al GOI, legittimo proprietario, sequestrato alla Massoneria ingiustamente dal Fascismo e tentò – con l'ausilio dello stesso Carpi – di far togliere la scomunica papale sulla Massoneria italiana) , ma non certo un criminale come fu detto e scritto, senza alcuna prova tangibile. I fatti si sono dunque incaricati di dimostralo.
Peccato purtuttavia che Licio Gelli, oggi completamente riabilitato, si sia totalmente dimenticato dell'amico Pier Carpi e della moglie, la scrittrice Franca Bigliardi (nota per aver scritto “Il ventre di Maria”) già sopra citata, che si trova oggi in condizioni economiche precarie al punto di essersi trovata costretta a vendere tutti i diritti del marito perpochi euro. (…)


(dal capitolo:“28 anni dopo: diario di un Piduista”)

Il Colonnello Umberto Granati fu il primo che, allo scoccare del presunto "scandalo P2", nel maggio 1981, dichiarò di essere affiliato a tale Loggia massonica del Grande Oriente d'Italia.
La P2 era infatti una Loggia regolare e per nulla segreta - come invece millantò certa stampa - ideata, come rivela lo stesso Granati, dall'Eroe dei due Mondi Giuseppe Garibaldi e fondata ufficialmente dal Gran Maestro garibaldino Giuseppe Mazzoni nel 1877 al fine di raccogliere personalità di prestigio del mondo della cultura, della politica, della magistratura, delle forze armate, che desideravano mantene reriservata la loro appartenenza all'Ordine liberomuratorio.
Dov'eralo scandalo ? Lo volle sapere lo stesso Col. Granati, il quale non solo informò i suoi superiori della sua appartenenza alla P2, ma persino i Carabinieri.
Fu un fesso ? No, semplicemente un uomo onesto, un Servitore dello Stato, che si rifiutava di dichiarare il falso, come invece furono invitati molto suoi Fratelli di Loggia a fare.
Tutto questo e molto altro è raccontato dallo stessoUmberto Granati - oggi ottantaduenne e Generale di Corpo d'Armata in pensione - nel suo libro: "28 anni dopo: diario di un Piduista", edito dalla casa editrice indipendente Ipertesto Edizioni (www.iperedizioni.it).
Granati era animato da ideali massonici, spirituali e filosofici e si iscrisse alla P2 e dunque alla Massoneria. Non ne poteva trarre vantaggi per il semplice fatto che, nel 1977, data della sua iscrizione, aveva una carriera già ben avviata che si sarebbe conclusa comunque con una promozione pochi anni dopo.
Che cosa ne ricavò, invece ? Nulla, solo guai personali e giudiziari che lo porteranno, come i pochi suoi Fratelli che avevano dichiarato l'appartenenza alla P2 (fra questi lo scrittore e regista Pier Carpi, che sarà emarginato dal mondo letterario ed artistico sino a morire in miseria) all'emarginazione. Per quanto nessuno gli abbia mai attribuito alcun reato.
La P2, come documentato dallo stesso Umberto Granati nel suo libro - ma già anni prima dai saggi di Pier Carpi ("Il caso Gelli: la verità sulla Loggia P2" del 1988 e "Il Venerabile" del 1993) e del prof. Aldo A. Mola ("Gelli e la P2 fra cronaca a storia" del 2008) - divenne il capro espiatorio del malaffare di gran parte delle forze politiche di allora (in particolare le due forze del "compromesso storico"), le quali montarono ad arte la famosa "teoria cospirazionista ai danni dello Stato", istituendo addirittura una costosissima ed inutile Commissione Parlamentare d'Inchiesta presieduta da Tina Anselmi e che si concluse con nulla di fatto e con l'assoluzione piena di tutti i cosiddetti "piduisti" per mezzo delle sentenze della Corte d'Assise di Roma che fra il '94 edil '96, assolsero sia la P2 dalle accuse di "complotto ai dannidello Stato" che lo stesso Venerabile della Loggia, Licio Gelli, per le innumerevoli accuse attribuitegli.
Umberto Granati racconterà la sua vicenda pubblicamente sul Corriere di Siena nel 1987 con degli articoli a puntate dal titolo: "Storia di un piduista". Una vicenda che nel suo recente saggio-documento riprende per intero e non risparmia accuse, non solo al mondo politico di allora, a certi mass media ed a certi settori della magistratura, ma anche allo stesso Licio Gelli, il quale non fece nulla per difendere gli affiliati alla sua Loggia, ma scappò all'estero.
Umberto Granati è infatti convinto che, se tutti imembri della Loggia fossero usciti allo scoperto come aveva subito fatto lui, il caso si sarebbe sgonfiato da solo.
Come potevano,infatti, personalità diverissime fra loro e che non si erano nemmenomai riunite (fra cui il cantante Claudio Villa e l'eroe della lotta al terrorismo ed alla mafia Carlo Alberto Dalla Chiesa), complottare contro lo Stato ?
Altra cosa di cui il Granati è convinto è che il famoso elenco dei "piduisti", diffuso dalla stampa e da internet sia incompleto. Non solo molti dei nomi degli affiliati mancherebbero all'appello, ma persino molti di quelli contenuti nell'elenco sarebbero persone completamente estranee alla vicenda. Persone estranee che, ad ogni modo, ancora oggi vengono ingiustamente additate come "delinquenti e stragisti".
Umberto Granati parla senza reticenze e raccontando una vicenda senza aver nulla nè da perdere nè da guadagnare, anzi.
Racconta ad esempio di quando fu oggetto di insulti e minacce telefoniche da parte di uno sconosciuto che, solo perché componente della P2, lo riteneva un criminale.
Il Colonnello Granati fu insignito nel 1985 dell'Onoreficenza dell'Ordine di Giordano Bruno da parte del Grande Oriente d'Italia ed è oggi Generale di Corpo d'Armata in pensione. Da diversi anni è dedito al giornalismo ed alla redazione di guide turistiche. Nel suo libro racconta di come fu emarginato nel suo ambiente di militare, senza capirne il perché e di come fu ostacolato, assieme a sua moglie, persino nella sua umile attività di giornalista di riviste turistiche.
Di che cosa era infatti accusato lui, che non aveva mai mentito in vita sua e la cui carriera era immacolata ?
Come mai ancora oggi la P2 ed i "piduisti" fra i quali, come dice lo stesso Granati, ci saranno anche state delle pecore nere, ma per il resto erano galantuomini, sono considerati il male assoluto ?
A chi giova tutto ciò ?
Possibile che il Generale Granati, uscitone completamente pulito come molti suoi pari, debba ancora vedere diffuso il suo nome sulla stampa e sul web, come se fosse un pericoloso criminale ?
"28 anni dopo:diario di un Piduista" è un documento prezioso e che getta nuova luce sul caso P2, forse ponendo finalmente la parola fine alla questione e riabilitando degli uomini onesti che hanno pagato la loro appartenenza ad una Loggia massonica regolare.

(dalla mia intervista al prof. Aldo A. Mola del 1 settembre 2011)

Luca Bagatin: Lei è stato fra i pochissimi, assieme allo scrittore Pier Carpi, a“sdoganare” la figura controversa di Licio Gelli e la P2 e lo ha fatto con tanto di prove documentate pubblicate nel suo ultimo saggio, edito dalla Bastogi: “Gellie la P2 fra cronaca e Storia”. Che cosa l'ha portata a parlare, senza pregiudizi, di Gelli e della P2 ?

Aldo A.Mola: Ho scritto quel libro perché, a trent'anni di distanza dal falso scandalo P2, non c'è stato un solo convegno scientifico nel quale si sia discusso criticamente che cosa fu la P2,  l’uso (e abuso) che se ne fece. Né si parla delle vite spezzate con l’accusa, in sé inconsistente, di “piduismo”: un modo come un’altro per continuare a diffondere il mito del complotto ai danni dello Stato, della democrazia, tutte fiabe che oggi lasciano indifferenti i cittadini.

Il mio libro, peraltro, venne recensito con molto favore dal periodico “Humanisme” del Grande Oriente di Francia, ora è tradotto in romeno con prefazione di Constantin Savoiu, gran maestro della Gran Loggia Nazionale di Romania “1880”, una Obbedienza legittima e regolare, che continua coraggiosamente la tradizione dei massoni fondatori della moderna Romania.

La P2 non fu un'associazione segreta. Non organizzò complotti militari o politici. Lo stabilirono, sentenze passate in giudicato.

Il falso scandalo P2 fu, invece, il preludio a Tangentopoli: esso consistette nella criminalizzazione da parte del Partito Comunista Italiano delle forze politiche e di governo di ispirazione risorgimentale e atlantica. Tale criminalizzazione colpì, infatti, gli aderenti alla P2 che appartenevano a tali forze politiche (repubblicani, socialdemocratici, socialisti, liberali e la componente “occidentale” della Democrazia cristiana, tollerante, dialogante).

I partiti democratici e di governo, dunque, vennero screditati e, conTangentopoli, negli anni '90, subirono il colpo finale. Da allora furono elevate agli onori quelle forze politiche ed i politici di ispirazione antiliberale e antiatlantica, come i comunisti ed i democristiani di sinistra, oggi componenti del Partito Democratico. La convivenza tra ex comunisti e sinistra democristiana nel partito democratico è una coabitazione basata su ambiguità e baruffe. I primi tentarono di incriminare persino l'allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga “reo” - così dissero – di non aver mai condannato la P2 e la Massoneria. I cattolici del PD chiesero che venisse formalmente decretata l’incompatibilità tra iscrizione al partito e logge, come già avevano fatto Mussolini e Lenin. Chissà come finirà…


Luca Bagatin




12 novembre 2015

Massoneria a Cuba: Convegno del Grande Oriente d'Italia (comunicato stampa che volentieri diffondiamo)



Giovedì 3 dicembre 2015
Ore 18.15

Casa Nathan
Centro Polifunzionale del
Grande Oriente d’Italia

Piazzale delle
Medaglie d’Oro, 44
Roma

Interverranno

IGNAZIO INGRAO
Giornalista

ALDO GARZIA
Giornalista

RAFFAELE NOCERA
Università di Napoli “L’Orientale”

Sarà presente

STEFANO BISI
Gran Maestro
del Grande Oriente d’Italia

Dopo 54 anni riaprono le relazioni diplomatiche tra Cuba e gli Stati Uniti. La bandiera a stelle e strisce è tornata a sventolare sul lungomare del Malecon. Raul Castro e Barack Obama hanno ringraziato il papa per la mediazione compiuta e Francesco si è recato sull’isola accolto come un trionfatore.
La Massoneria a Cuba ha una presenza rilevante ed unica in quanto è riuscita a convivere con la rivoluzione di Fidel Castro. Le sue 316 logge, a cui appartengono 29.110 Fratelli su una popolazione di poco più di 11 milioni di abitanti, sono il segno della diffusione e del radicamento dell’Istituzione nel tessuto sociale del paese.
Numerosi sono gli interrogativi  che  nascono  a  questo  punto  sul  futuro  dell’isola  e  a  questi  cercheranno  di  rispondere  i giornalisti Ignazio Ingrao e Aldo Garzia e il Professor Raffaele Nocera dell’Università di Napoli “L’Orientale”.
Sarà presente il Gran Maestro Stefano Bisi.
 



9 novembre 2015

La Massoneria, oltre che Fratellanza, è Cultura. Chi sostiene altro o è in malafede o ignora ciò di cui si parla

Qualcuno si ricorderà del nostro articolo di qualche settimana fa relativo al Convegno sulla filosofia dell'Antica Grecia organizzato dalla Massoneria della Gran Loggia degli ALAM, con possibilità di acquisire crediti formativi presso l'Ateneo di Genova.
Nell'articolo elogiavamo l'iniziativa e facevamo presente che, purtroppo, la medesima fu criticata unicamente da taluni politicanti scandalizzati non si vede per quale ragione.
In merito, il quotidiano "La Repubblica", con un servizio di Matteo Macor, ha realizzato un video - che pubblichiamo qui di seguito -  nel quale è intervistato il prof. Antonio Binni, Gran Maestro dell'Obbedienza massonica, oltre che alcuni relatori del Convegno i quali, giustamente, hanno fatto presente le ragioni culturali dell'iniziativa. Vi sono altresì interventi di alcuni studenti intervenuti al Convegno medesimo.
Si noterà come la natura delle polemiche di parte politica fosse totalmente ridicola e strumentale.




23 ottobre 2015

"In cammino verso la Casa della Sapienza": convegno organizzato dalla Massoneria italiana e che dà crediti universitari. Contestato solo dai soliti politicanti nostrani

Finalmente un'Obbedienza massonica – e forse la più prestigiosa, ovvero la Gran Loggia d'Italia degli ALAM – organizza, in collaborazione con l'Associazione culturale AISPES, un convegno filosofico che dà la possibilità, agli studenti di un Ateneo universitario - in questo caso agli studenti delle facoltà dell'Ateneo di Genova – di ottenere crediti universitari.

“In cammino verso la Casa della Sapienza” il titolo del convegno, che darà un'opportunità, per gli studenti, dunque, di approfondire la filosofia dell'Antica Grecia -  culla della democrazia - che è peraltro alla base anche della cultura esoterica della Libera Muratoria.

La Massoneria, infatti, è una scuola filosofica, morale e spirituale ed è più che giusto che organizzi convegni di questo tipo che, ci auguriamo, possano sempre più essere parte dei programmi di studi delle Università e delle scuole italiane nel loro complesso, specie in questo periodo storico di profonda crisi di valori umani, spirituali e di trionfo della più crassa ignoranza.

Il convegno, che si terrà sabato 24 ottobre prossimo a partire dalle ore 9.00 presso l'Hotel Bristol Palace di Via XX Settembre 35 a Genova, sarà aperto dal Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Massoneria italiana della Gran Loggia d'Italia prof. Antonio Binni, il quale ha così commentato in una nota: “Per Epicuro la felicità è vivere con saggezza e questo vuol dire aver trasformato la vita da Bios in Ethos, avere cioè convertito la vita in un valore morale, in un identico comportamento che non deve costituire eccezione, bensì regola. Noi studiamo le vie che portano alla saggezza, una saggezza millenaria, una saggezza profonda, sentita e condivisa che deve essere recuperata, fatta propria dalla collettività. Il nostro impegno è rivolto alla propagazione di valori imprescindibili per l’edificazione di un mondo sempre più giusto, sempre più solidale, sempre più umano e per questo - conclude il Gran Maestro dell’Obbedienza massonica di Piazza del Gesù Palazzo Vitelleschi – il convegno di Genova è una straordinaria occasione per conoscere, riflettere, capire, trovare risposte da dare ad un mondo che crediamo sia riformabile grazie anche e soprattutto a questa saggezza”.

Stupisce che i soliti soloni della politica nostrana, figli dei partiti responsabili peraltro della morte del pensiero e della caduta dei valori morali e spirituali nella quale siamo caduti, non abbiano perso tempo nel criticare questa lodevole iniziativa: dai Pippo Civati che fanno inutili interrogazioni parlamentari, ai Matteo Orfini che si dichiarano “sconcertati” sino ai Giovanni Monchiero che affermano “Incredibile !”. Eppure il Monchiero, chi scrive, lo conobbe personalmente alla sua festa di compleanno dello scorso anno e gli regalò il suo ultimo saggio “Ritratti di Donna”, che parla anche di filosofia massonica. Come Maria Elena Boschi, dunque, anche l'On. Monchiero sembra non averlo letto e...trovare “scandalosa” quella Massoneria che è, in Occidente, pilastro di cultura filosofica millenaria.

Ovvero l'esatto opposto della politica che, nel corso degli anni, è diventata quanto di più lontano ci possa essere dalla cultura, dal merito e dalla moralità.

Siamo dunque lieti dell'iniziativa promossa dalla Gran Loggia d'Italia che vedrà, come relatori: Luisella Battaglia – Professoressa ordinaria di Filosofia Morale – Università di Genova, “Epicuro maestro di saggezza”; Sonia Barillari – Professore associato di Filologia Romanza - Università di Genova, “Luciano e la Storia vera”; Mariano Bianca – Professore ordinario di Filosofia della Scienza - Università di Siena-Arezzo, “L’iniziazione e l’iniziato”; Dino Cofrancesco - Professore Emerito – Scienze Politiche - Università di Genova, “La polis”; Ida Li Vigni – Cultore della materia - Università di Genova e Varsavia, “L’orfismo”; Michele Marsonet - Professore ordinario di Filosofia della Scienza, “L'interpretazione popperiana di Platone”; Oscar Meo – Professore associato di Estetica - Università di Genova, “Il vero e il falso nella teoria platonica dell’immagine”; Paolo Aldo Rossi – Professore ordinario di Storia del Pensiero Scientifico - Università di Genova, “I greci e l’irrazionale”; Davide Susanetti – Professore associato di Letteratura Greca - Università di Padova, “Chi bussa al pensatoio (Nuvole di Aristofane e il Teeteto di Platone)”; Valerio Meattini –Professore ordinario di Filosofia Teoretica - Università di Bari, "Le anime luminose". Filosofia, iniziazione e polis”.

Per informazioni ulteriori: http://www.granloggia.it/ufficiostampa/cammino-verso-la-casa-della-sapienza

Un convegno d'eccezione che non farebbe male anche ai politici o ai politicanti di casa nostra, i quali, anziché passare il week-end oziando, potrebbero finalmente imparare qualche cosa.


Luca Bagatin (nella foto con il prof. Antonio Binni)


Il capogruppo di Scelta Civica Giovanni Monchiero con il mio saggio "Ritratti di Donna".
L'avrà letto ???



22 settembre 2015

Beppe Grillo, la massonofobia ed il nuovo fascismo

Beppe Grillo, tornato dalle vacanze nella sua villa, nel suo lungo sproloquio dal 2042 dell'altro giorno, non dimentica di tirare in ballo la Massoneria, dichiarando che, con il suo partito al governo, essa sarebbe abolita ed i massoni non potrebbero essere candidati.

Ora, come abbiamo scritto più volte, Beppe Grillo ed i suoi adepti si comportano esattamente come fecero i fascisti, i nazisti ed i comunisti autoritari di tutto il pianeta e, prima di loro, i monarchi autoritari ed i clericali: abolire un'istituzione di libero pensiero, nella quale, peraltro, nei Paesi latini, hanno trovato posto e fatto carriera anche noti rivoluzionari e riformatori sociali quali Voltaire, Simon Bolivar, George Washington, Benjamin Franklin, Giuseppe Garibaldi, Che Guevara, Gandhi, Salvador Allende e moltissimi altri.

Tutto ciò o Grillo lo ignora - ma ne dubitiamo - oppure il suo disegno autoritario è completo: mettere il bavaglio a possibili sobillatori della sua autorità indiscussa e quella degli imprenditori Casaleggio & Associati, mica di operai, impiegati, casalinghi qualsiasi !

Si noti come il Paese rischi di finire nelle mani, dopo gli autoritarismi antisociali di Berlusconi e Renzi, nell'ennesimo autoritarismo.

Si noti, peraltro, come il movimento di Grillo sia costituito non solo da un ricco comico già lanciato in Rai da Pippo Baudo e nella quale ha fatto ampia carriera, ma anche da imprenditori quali i Casaleggio, come imprenditore era Silvio Berlusconi (amico, peraltro, dell'oligarca autoritario Vladimir Putin) e come dagli imprenditori è finanziato Matteo Renzi, il premier che, più di tutti, ha attuato leggi antisociali e antidemocratiche. L'esatto opposto, insomma, di forze politiche nate dal basso, dalle esigenze dei diseredati, degli operai e delle operaie, degli impiegati e delle impiegate, dei casalinghi e dei casalinghi, degli insegnanti (martoriati da una riforma della scuola che tende ad escludere e a premiare il demerito e la raccomandazione) e così via.

Tutte forze politiche peraltro - i Cinque Stelle fra questi - elettoralistiche e quindi che non rappresentano affatto la maggioranza degli elettori che, in massa, non a caso, alle elezioni si astengono.

La parola, infatti, dovrebbe passare ai cittadini, ovvero alla vera democrazia diretta, fondata su comitati popolari o assemblee spontanee, volendo anche estratte a sorte, come ai tempi della democrazia ateniese. Abolendo, come sostiene il saggista belga David Van Reybrouck nel suo ultimo saggio, le elezioni che, nei fatti, rappresentano solo i politicanti e le loro lobby economiche di riferimento.

Pensiamo ad esempio alla tanto sbandierata riforma del Senato. Finalmente ci sarebbe la possibilità di dare la parola ai cittadini, rendendo il Senato non già elettivo e composto da politicanti, bensì da cittadini estratti a sorte. Finalmente la parola passerebbe davvero a rappresentanti comuni del popolo e potrebbe fungere da contrappeso agli interessi delle lobby politico-economiche, dei partiti, dei pagati dai contribuenti che impongono le loro leggi. Leggi non decise dai cittadini in primis.

Sappiamo purtuttavia come stanno andando le cose e le varie forze politiche - dal Pd a Forza Italia sino ai Cinque Stelle grillini - stanno studiando una riforma che favorisca questo piuttosto che l'altro partito, in un bailamme autoritario ed antidemocratico, in quanto non deciso dai cittadini.

Del resto, in un Paese addormentato come il nostro, ove la politica e l'economia hanno ucciso il pensiero, le persone hanno smesso di mostrare il loro volto rivoluzionario. Come accadde invece durante il Risorgimento, anche e proprio grazie all'istituzione massonica, guida morale ed intellettuale per e degli spiriti liberi e rivoluzionari. Come durante la Rivoluzione Americana. Come durante la Rivoluzione cubana, ove la maggioranza dei castristi era anche componente della Massoneria, Che Guevara in primis. Oppure durante la Rivoluzione nonviolenta dell'India ove il massone Mohandas Gandhi ispirò la sua azione a quella dei mazziniani e dei teosofi.

Oggi, diversamente, assistiamo a sedicenti massoni o a ex iniziati alla Massoneria che si divertono a scrivere libelli antimassonici, discettando di presunte “Ur-Lodges” (di cui dicono di aver fatto parte) ed il loro scopo è unicamente quello di occupare posti di potere (come fecero quando erano affiliati alle “Ur-Lodges”, peraltro !), fondando ulteriori partiti elettoralistici contigui, peraltro, al caravanserraglio di Beppe Grillo e della Casaleggio & soci.

Occorre che le menti si risveglino. Approfondiscano, studino, lottino con ogni mezzo contro l'avanzare di questo nuovo fascismo fatto, ancora una volta, da gente ricca e che, ancora una volta, vuole comandare su tutti.

Occorre che le menti libere ricerchino l'autogestione e l'autogoverno: delle imprese, della politica, dell'economia, del proprio corpo, della propria anima. Smettendo di andare a votare e imparando a ricercare nuovi (o, meglio, antichi quanto l'Agorà Greca e le società matriarcali) strumenti di governo e di gestione dell'economia. Puntando all'economia del dono tipica delle società matriarcali. Puntando all'abolizione del debito pubblico, all'abolizione del libero commercio (che, nei fatti, è prostituzuone), al ritorno allo stato di natura, ovvero alla ricerca della Civiltà dell'Amore, alternativa a quella attuale dell'odio, del dolore e della prevaricazione del Potere sulle menti e sui corpi.


Luca Bagatin



2 settembre 2015

LiberaMente Massoneria. Incontro pubblico del Grande Oriente d'Italia






5 giugno 2015

Salvador Allende massone: appuntamento a Roma del Grande Oriente d'Italia



MARTEDI’ 9 GIUGNO Ore 18.30

Casa Nathan – Centro Polifunzionale del Grande Oriente d’Italia

Piazzale Medaglie d’Oro, 44 - Roma

Presentazione del volume

ALLENDE MASSONE. IL PUNTO DI VISTA DI UN PROFANO

di Juan Gonzalo Rocha (Mimesis)

Il Presidente Allende partecipa ad una catena di unione in occasione della sua visita alla Loggia “Aurora 6” di Valparaiso, la Loggia Madre di suo nonno il dottor Ramon Allende Padin

 

All’età di 27 anni, Salvador Allende Gossens diviene massone, fedele a una tradizione familiare che risale al nonno paterno, figura indelebile nella memoria del nipote, il dottore Ramón Allende Padín, che pagava le medicine dei suoi pazienti indigenti ed era stato eletto Gran Maestro della Gran Loggia del Cile. Nei discorsi rivolti ai Fratelli, Allende riconosce in sé tutta l’influenza dei valori di questa Istituzione, “né una setta né un partito”, che educa alla tolleranza e al perseguimento dei principi di Libertà, Uguaglianza, Fratellanza. È un socialista che combatte contro le tentazioni discriminatorie ai danni dei massoni nel suo partito, e che altrettanto farebbe all’interno della sua Obbedienza massonica, se essa, errando, dichiarasse delle pregiudiziali politiche. Eppure ciò è un aspetto finora rimasto nell’ombra. Per la prima volta, con tanta ricchezza di documenti, la ricerca di Juan Gonzalo Rocha – giornalista cileno “profano” e obiettivo – dimostra come “la presenza della Massoneria attraversa l’intera esistenza di Salvador Allende, dall’infanzia all’ultimo istante di vita”. Del resto, la storia della Massoneria nell’America Latina è sempre stata intrecciata con le lotte di liberazione nazionale e con il progresso civile dei popoli di questo continente. La correttezza democratica del “compagno Presidente”, la sua onestà politica e intellettuale portata al sacrificio della propria vita, fanno parte di questa storia, sono uno dei suoi più grandi capitoli. Sono il testamento di Allende, massone.

Intervengono: STEFANO BISI Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, GIAN MARIO CAZZANIGA (Università di Pisa), ANDREA MULAS (Saggista), RAFFAELE NOCERA (Università di Napoli “L’Orientale”)

L’attore ACHILLE BRUGNINI leggerà alcuni brani del volume

 

L’ingresso in sala sarà consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili.




22 maggio 2015

La Piramide iniziatica della Massoneria della Gran Loggia d'Italia degli ALAM (tratta da www.granloggia.it)

Nulla di occultistico, mafioso o complottistico. Solo filosofia, cultura e spiritualità.

La GLDI ha una somma di caratteristiche distintive, che contribuiscono a definirne il ruolo peculiare nel panorama delle Obbedienze Massoniche.

E' UNA OBBEDIENZA DI DONNE E DI UOMINI, poiché inizia ed ammette nelle stesse logge sia Fratelli che Sorelle, riconoscendo ad uomini e donne pari dignità nella loro diversità e specificità, uguale potenziale iniziatico e capacità nello svolgimento degli stessi lavori massonici.

E' PARTICOLARMENTE DEDITA ALLO STUDIO ed alla ricerca in àmbito esoterico, poiché attribuisce alla Istituzione massonica l'importante compito di conservare, raccogliere e stimolare una cultura ed una filosofia che sono sintesi di millenni di storia e di civiltà.

HA SCELTO DI RICONOSCERSI IN UN SOLO RITO, quello Scozzese Antico ed Accettato, il quale prevede un cammino sapienziale ed iniziatico che si svolge dal I° al 33° Grado.

NEL RISPETTO DELLA TRADIZIONE E DEGLI STATUTI, VUOLE ESSERE UN' OBBEDIENZA PROGRESSIVA che, pur mantenendo intatto il patrimonio del passato, sa di vivere in un mondo in evoluzione dal quale non può e non vuole rimanere lontana.

LA PIRAMIDE INIZIATICA è insieme la Forma che l'organizzazione massonica assume e il Simbolo del percorso che, nel progredire della Conoscenza della Legge Naturale, tutti i Fratelli compiono con metodo costante di lavoro, per Tradizione, verso la saggezza interiore, la conoscenza, il limite terreno della Verità, immagine del cammino dell'uomo verso il suo bisogno di Infinito.

La Massoneria, in generale, ha principi, costumi, riti, e norme che si perdono nella notte dei tempi. Solo con l'istituzione della Massoneria speculativa (nel 1727), sono apparsi i primi documenti scritti che hanno permesso di conoscere il cammino che le varie obbedienze massoniche nel mondo hanno compiuto per normalizzare i propri Statuti associativi, rendendo così sempre più trasparenti le relative finalità.
La Massoneria postula la capacità dell'uomo di ricercare con i soli propri mezzi il progredire della Conoscenza . A questa ricerca della verità partecipano in vario grado, ma con metodo di lavoro costante per Tradizione, tutti i Fratelli stessi, nel corso delle generazioni.
Ai fini del raggiungimento di queste altissime finalità globali della Massoneria Universale (testimonianza operativa e ricerca speculativa autoreferenziale) è particolarmente importante l'assetto funzionale assunto dalla nostra Obbedienza: l'unione funzionale della Gran Loggia e del Rito Scozzese Antico ed Accettato.

Infatti, la GLDI ha unito in una sola Piramide Iniziatica le finalità che competono rispettivamente all'Ordine - i primi 3 gradi - ed al Rito (secondo il R. Scozzese Antico ed Accettato) costituendo un modello iniziatico ontologicamente completo ed oggettivamente molto importante.
Da un lato, il suo metodo di lavoro perfeziona con questa unitarietà di etica e norma e con il riconoscimento anche alla donna delle stesse responsabilità dell'uomo, quello di più Tradizioni plurisecolari; dall'altro offre, come nessun altro modello sociologico/epistemologico (o evolutivo adattativo) tutte le caratteristiche per essere riconosciuto metafora, laboratorio illuminista, coscienza stessa del cammino ideale che l'umanità dovrebbe intraprendere per migliorarsi. La suddivisione dei vari gradi è la seguente:


sfoglia     dicembre        febbraio






"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini