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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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27 settembre 2014

Quei regolamenti per i dipendenti pubblici che...sono poco rispettosi della libertà d'associazione !

Non molte settimane fa avevo scritto un articolo a proposito del nuovo codice etico che i dipendenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri dovranno seguire.

In proposito, fra le altre cose, scrivevo: Un “codice etico” che sa molto di Stato Etico di fascista memoria. Un “codice etico” che, come nel periodo mussoliniano, prevede fra le altre cose l'obbligo da parte del dipendente di dichiarare l'appartenenza a qualsiasi associazione, anche riservata, esclusa l'appartenenza a partiti e sindacati (che, però, ricordiamolo, sono le uniche associazioni che non possiedono personalità giuridica).

E' chiaro che tale norma voglia colpire l'appartenenza dei dipendente ad associazioni riservate (ma non certo segrete !) quali la Massoneria.

Alcuni giorni fa, un caro amico dirigente provinciale da trent'anni, mi fa notare che un regolamento simile esiste già – per tutti i pubblici dipendenti – ed è contanuto nel DPR 62/2013 dal titolo, appunto, “Codice di comportamento dei dipendenti pubblici”. All'Articolo 5 leggiamo infatti, testualmente, al comma 1: Nel rispetto della disciplina vigente del diritto di associazione, il dipendente comunica tempestivamente al responsabile dell'ufficio di appartenenza la propria adesione o appartenenza ad associazioni od organizzazioni, a prescindere dal loro carattere riservato o meno, i cui ambiti di interessi possano interferire con lo svolgimento dell'attività dell'ufficio. Il presente comma non si applica all'adesione a partiti politici o a sindacati.

In sostanza, se un dipendente aderisce ad una qualsiasi associazione, sia essa un'Obbedienza massonica oppure semplicemente Legambiente, Arcigay, Club degli Amici del Gambero o vattelapesca, sarebbe obbligato a dichiararlo al responsabile del suo ufficio.

Il che, nei fatti, va a ledere il diritto alla riservatezza di ciascuno. Ridicolo, poi, che tale obbligo non sussista per chi aderisce ad un partito...visto che è proprio semmai un partito politico che ha qualche “rapporto privilegiato” con il potere e potrebbe essere in contrasto con lo svolgimento dell'attività dell'ufficio pubblico in questione ! Per quanto, in nome della libertà di associazione, personalmente ritenga che ciascuno possa riservarsi di aderire a qualsiasi tipo di associazione egli voglia, senza che debba comunicare gli affari suoi ad alcuno.

Curioso che, sino ad oggi, nessuno abbia ancora sollevato “il caso” e mi auguro che, da oggi, qualcuno inizi a scandalizzarsi poiché, ancora una volta, lo Stato italiano (ed i suoi relativi legislatori) si qualifica per quel che è, in sostanza. Poco rispettoso delle libertà dei suoi cittadini.


Luca Bagatin



21 luglio 2014

In difesa del matrimonio omosessuale, dell'eutanasia e del suicidio assistito. Ovvero in difesa dell'Amore

Mi lascia davvero perplesso e basito leggere che addirittura c'è chi scrive libri e fonda circoli per proibire cose che già di fatto in questo retrogrado e corrotto Paese sono proibite, ovvero il matrimonio omosessuale, il suicidio assistito e l'eutanasia. E vuole addirittura proibire ogni forma di aborto, costringendo la società, di fatto, al ritorno all'aborto clandestino, con tutto ciò che ne conseguirebbe.

Personalmente ho sempre pensato che la mentalità proibizionista sia il prodotto della mancanza d'amore, ovvero di profonde ferite psichiche e dell'anima della persona proibizionista. E' in effetti assurdo che una persona possa imporre la sua personale visione della cose ad altre persone, attraverso la promozione di leggi punizioniste/proibizioniste.

Tanto più se a proporlo sono magari persone divorziate e che in passato hanno persino ammesso di essersi innamorati di persone diverse dal proprio partner !

La fedeltà e l'impegno coniugale – indipendentemente dal sesso dei contraenti – riteniamo sia un valore umano molto profondo. E chi non lo rispetta, beh, affar suo, ma sappia che qualche problemino in ambito sentimentale e umano ce l'ha.

Vi sono coppie omosessuali che questo problema non l'hanno mai avuto e sono sentimentalmente stabili da anni. Perché negare loro l'adozione di un figlio che sono in grado di accudire ed amare ?

I politicanti pensano mai al concetto di “amore” allorquando propongono e talvolta impongono le loro leggi al popolo inconsapevole e inerme ?

Verrebbe davvero da chiederselo.

Verrebbe da chiedersi perché due persone non possono liberamente amarsi, convivere e vedere i loro diritti legalmente riconosciuti. Verrebbe da chiedersi perché una persona che soffre non può avvalersi dell'eutanasia o del suicidio medicalmente assistito con tanto di consulenti psicologici di supporto.

Verrebbe da chiedersi, in sostanza, se l'Italia sia un Paese civile e democratico e la nostra risposta è da sempre la medesima: non lo è.

E, se a ciò aggiungiamo il fatto che vi sono attivisti invasati ed ideologizzati (figli di una cattiva interpretazione del messaggio del Cristo, che non conoscono punto, in quanto non in grado di amare il prossimo) che si accaniscono contro aspetti che già nel nostro Paese non sono legali, allora c'è davvero di che preoccuparsi.

Quando fondammo “Amore e Libertà”, oltre un anno fa, pensammo anche a questo. A quanta strada il nostro Paese debba fare prima di potersi dire progredito, civile, umano. Siamo forse diversi sall'Iran o da molti altri Paesi proibizionisti e teocratici ? L'unica strada, l'unica via d'uscita dalla società proibizionista e teocratica è la diffusione di una cultura umanitaria e sentimentale. Legata al diritto di ogni singolo individuo di autogestirsi e di autodeterminarsi secondo le leggi della natura e non già secondo quelle dell'autoritarismo, della religione, dell'economia e del Potere.

La strada è ancora lunga, certamente, ma non smetteremo di batterci in ogni luogo sia possibile farlo.


Luca Bagatin
Presidente e fondatore di “Amore e Libertà” (nella foto con Debdeashakti)
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it
www.amoreeliberta.altervista.org
www.amoreeliberta.blogspot.it



26 aprile 2013

CICCIOLINA: "Il malaffare politico lo denunciai già negli Anni '80" (tratto da "Le Città" www.lecitta.it)

ROMA CAPITALE

Cicciolina. «Malaffare politico lo denunciai già negli anni '80»

«Quando fui eletta in Parlamento, negli Anni '80, denunciai, prima e meglio di Beppe Grillo, la crisi della partitocrazia ed il malaffare politico - afferma in una nota Ilona Staller, candidata alle amministrative di Roma con il Partito Liberale -. Oggi la situazione è ulteriormente peggiorata e così, assieme all'amico scrittore, giornalista e blogger Luca Bagatin - che mi ha presentata al Partito Liberale – e che ha ideato la mia candidatura e che sarà candidato con me in lista, ho deciso di tornare ad impegnarmi concorrendo alla carica di consigliere comunale. Sempre dalla parte dei cittadini e sempre con idee libertarie. Vorrei una Roma diversa rispetto a quella degli ultimi vent'anni. Una Roma senza burocrazia, senza clientelismo, alternativa rispetto a coloro i quali l'hanno governata in questi anni.  Destra e sinistra, in Italia ed a Roma, praticamente, si assomigliano. Fingono di litigare fra loro, ma, alla fine, si spartiscono il potere. E' quanto accade ed è accaduto, per questo ho deciso – con Luca Bagatin – di presentarmi, come già feci in passato, in un partito diverso: il Partito Liberale Italiano, che ha una storia antica e porta avanti ideali di libertà, al di fuori del Pd e del PdL. Roma è una metropoli, ma non ha raggiunto ancora livelli europei di vivibilità. Pensiamo ai trasporti pubblici: dopo le 22 di sera le metropolitane finiscono la loro corsa e, la domenica, i mezzi pubblici sono ridottissimi. Come fa un povero cittadino o un turista ad andare da una parte all'altra della città? Poi c'è la questione della continua cementificazione del territorio: si continua a costruire da decenni, senza criterio e l'ambiente non è salvaguardato. E a guadagnarci sono solamente i grandi costruttori e non certo la povera gente, che cerca casa ma non la trova se non a prezzi elevatissimi».
«E' fondamentale poi - prosegue la Staller -, eliminare gli sprechi di danaro pubblico dell'amministrazione Capitolina, destinando risorse ai più bisognosi e meritevoli, accorpando magari anche le varie circoscrizioni. Un'altra mia storica battaglia è quella della regolamentazione della prostituzione. I comuni sono pronti ad incassare i miliardi di euro che si avrebbero da una prostituzione censita, fiscalizzata e controllata, evitando così prelievi “pornografici” come l'Imu. Voglio quindi istituire un comitato elettorale fuori dai partiti e trasversale, magari proprio a partire da Roma. Con Luca Bagatin e Soraya Roselli, entrambi candidati con me nella lista del Partito Liberale a mio sostegno, proponiamo poi la realizzazione dei Parchi dell'Amore, sull'esempio dei Paesi più civili d'Europa, destinate ad attività sessuali in piena sicurezza.  Poi, sempre assieme a Bagatin ed a Roselli, ho sottoscritto ieri la piattaforma "Per Roma Gay Friendly", proposta dalle associazioni Gay Center, Arcigay Roma, ArciLesbica Roma e Azione Trans, che si sostanzia in questi punti fondamentali: riconoscimento e tutele per le coppie di fatto. Roma, dove c’è una delle maggiori realtà metropolitane italiane, deve adoperarsi per sostenere la famiglia recependo la definizione che ne dà il DPR 223/89. Con tale definizione, si ricomprendono infatti nel concetto di famiglia anche le coppie di persone dello stesso sesso conviventi e ad esse si attribuiscono i medesimi diritti che hanno tutte le famiglie. In questo modo è possibile rafforzare e incrementare i servizi per tutte le forme familiari, a prescindere dal tipo di riconoscimento giuridico, come ad esempio per l’assegnazione delle case popolari o il sostegno alle giovani coppie».
«E' poi necessario dedicare più attenzione agli aspetti culturali del mondo LGBT incentivando, sviluppando e sostenendo progetti per la realizzazione di spazi culturali, mostre, cinema, teatro e di tutte le forme artistiche che si propongono di diffondere una cultura dell’inclusione e delle differenze. Roma deve riconoscere e valorizzare le iniziative a temativa LGBT di aggregazione e visibilità nei quartieri della città, così come le attività turistiche e commerciali aperte a tutte e a tutti, per superare ogni forma di discriminazione, partendo dalla attuale Gaystreet, favorendo tale modello anche in altre zone della città. Bisogna migliorare i servizi di assistenza e di prevenzione relativi alle malattie a trasmissione sessuale. Un particolare riguardo va riservato alle persone sieropositive all'HIV o affette da AIDS, per le quali vanno migliorate l'assistenza domiciliare e gli altri servizi sociali. Sono infine necessarie specifiche campagne e iniziative di informazione e comunicazione tese a contrastare il pregiudizio omofobico e transfobico e le discriminazioni, soprattutto attraverso interventi nelle scuole e promozione di buone pratiche» conclude Cicciolina.

www.lecitta.it

www.ilonastallerperroma.blogspot.it

Il 26 e 27 maggio, alle comunali di Roma hai ben tre scelte possibili: Luca Bagatin (nr. 4); Soraya Roselli (nr. 39); Ilona Staller (nr. 42).
Vota i candidati dell'Amore e dell'Eros nella lista Liberale e Repubblicana per Roma Capitale !!!!! ;)))

http://www.romatoday.it/politica/elezioni/comunali-roma-2013/partito-liberale-italiano-nomi-candidati.html




1 aprile 2012

WWW.PETERBOOM.IT: il sito ufficiale che raccoglie la vita e le opere di Peter Boom


Questo blog - lo scriviamo in particolare per i non lettori e/o per i neolettori -  è dedicato a Peter Boom, il quale, ieri, avrebbe compiuto 76 anni.

Peter ha collaborato a questo blog per ben tre anni, oltre che è stato per me un grande amico.

In occasione del suo compleanno, l'amico Francesco Uda, ha aperto un sito web interamente dedicato a lui: al suo mestiere di attore, artista, scrittore, libero pensatore. Un sito bellissimo e, per così dire professionale:

    www.peterboom.it


da Wikipedia e www.peterboom.it:

Peter Joan Boom nasce in Olanda il 31 marzo 1936. 
Arriva in Italia nel 1956 per studiare canto e recitazione, sue grandi passioni ereditate dalla madre, amante sia della musica che dell'Italia. Gli studi lo portarono a diventare attore, cantante, doppiatore, paroliere e scrittore (lavorando in cinque lingue: olandese, italiano, inglese, tedesco e francese). All'età di 23 anni scopre la propria omosessualità, non ne fa un dramma ma anzi l'accetta subito e volentieri. Il suo spirito libero gli impedisce di nascondersi malgrado siamo alla fine del 1950 in un'Italia non troppo aperta a questioni sessuali. Lo fa presente alla famiglia che senza pregiudizi si rammarica sapendo che l’essere gay gli renderà la vita difficile. Infatti il dire apertamente di essere omosessuale non lo aiuta sicuramente nella vita lavorativa dove gli vengono sempre preclusi ruoli importanti, viene addirittura licenziato da dove lavorava. Queste difficoltà, invece di indebolirlo, ne rafforzano il carattere e la voglia di combattere.
Il 5 e 6 aprile 1972 si svolge a Sanremo un congresso di sessuologia promosso dal CIS che vorrebbe fare una legge che renderebbe reato l’omosessualità. Peter insieme ad altri scese in piazza per protestare sollevando un caso nazionale e facendo fallire il congresso e la relativa proposta di Legge. Ormai la battaglia per i diritti gay da parte di Peter Boom è diventata una sua missione e nel 1972 scrisse le parole per il primo 45 giri gay italiano “Lui ama Lui” e ”Fuori”, con testi molto espliciti. Tutto era pronto per registrare ma quando si trovarono in sala incisione ed i responsabili si accorsero che il disco era di natura gay non vollero più registrare; dopo molte proteste riuscirono ad avere solo i cinque minuti necessari per un'unica registrazione senza prove ne repliche. Il 45 giri venne ugualmente prodotto ma per un cavillo subito sequestrato.
Nel 1976 venne rivelata l’omosessualità di Paolo VI da parte del diplomatico e scrittore Roger Peyrefitte subito smentita dal Papa. Peter Boom intervenne su Radio Antenna Musica affermando: "Non so se papa Montini sia omosessuale o meno, ma se lo fosse sarebbe la persona più abietta e ipocrita del mondo". Questa affermazione gli costò immediatamente una perquisizione con accuse infamanti e ovviamente false. Successivamente uno strano ‘incidente’ gli provocò fortunatamente solo diverse abrasioni.
Peter Boom, dato il suo carattere forte e autoritario, non si fa intimidire anzi continua più forte la sua lotta per i diritti gay e delle minoranze. Fonda l’Arcigay di Roma insieme al fondatore di Arcigay Don Marco Bisceglia, Niki Vendola, Franco Grillini, Maria Silvia Spolato e altri, collabora con Massimo Consoli alla nascente Gay House.
Poi si sposterà a vivere fuori Roma prima a Bagnaia di Viterbo poi Nepi per poi ritornare definitivamente a Bagnaia ad esclusione di un periodo di un anno dove, stanco dell'Italia troppo chiusa, fece ritorno in Olanda, era il 1999. La vita in provincia non è ugualmente tranquilla, non nasconde mai la propria omosessualità anzi, ne fa un suo biglietto da visita; una leggenda vuole che si presentasse cosi: "Sono gay e mi chiamo Peter Boom". 
A Nepi su un giornale locale rivela la vita sessuale "segreta" e omosessuale della cittadina provocando le ire dei benpensanti. Ma la goccia che fa traboccare il vaso è quando porta davanti al sindaco una coppia gay chiedendogli di sposarli. Troppo per un piccolo centro bigotto.
Alfredo Ormando nel 1988 si diede fuoco in Piazza San Pietro per protesta contro l’oppressione omofobica della chiesa cattolica. Peter ne rimane estremamente colpito e ne promuove la ricorrenza in ogni lingua riuscendo a farne la “Giornata nazionale contro la discriminazione omosessuale su base religiosa” che si celebra ogni anno il 13 gennaio in Piazza San Pietro a Roma.
La salute precaria, a causa di un incidente operatorio, non gli impedisce di andare nel 2002 a Limassol - Cipro ad un congresso di sessuologia quale relatore della Teoria e filosofia della pansessualità e nel 2008 al congresso europeo di sessuologia a Roma. Collabora con il professor Erwin Haeberle che fonda la più grande biblioteca mondiale di sessuologia ed a cui aveva desiderio andassero in dono, una volta morto, i suoi libri sulla sessuologia. Collabora con altri sessuologi di ogni parte del mondo tra cui il Pakistan con il Professor Dr. R. Y. Jalali, direttore del "South AsiaInstitute for Human Sexuality (SAIHS)".
Negli ultimi anni, dal 2008 al 2011, collabora al blog culturale e politico di Luca Bagatin curando la rubrica "Teoria della Pansessualità".
La lotta per i diritti gay resterà sempre nei suoi intenti principali ma anche tutte le discriminazioni sono contrarie alla sua natura di uomo libero e "LIBERO PENSATORE".

In qualità di attore ha lavorato nei seguenti film:

La montagna della paura (regìa di Emilio Marsili), l'Agnese va a morire (Giuliano Montaldo), von Buttiglione Sturmtruppenführer (Mino Guerrini), Quel maledetto treno blindato (Enzo G. Castellari), Il vizietto (Edouard Molinarò), Orient express (Marcel Moussy), Dimenticare Venezia (Franco Brusati), Il fiume del grande caimano (Sergio Martino), L'importante è farsi notare (Romolo Guerrieri), Arrivano i gatti (Stefano Vanzina), La disubbidienza (Aldo Lado), Canto d'amore (Elda Tattoli), Le ciel est leur métier (J. Pierre Decourt), Delitto al ristorante cinese (Bruno Corbucci), Ciro, Anna e Compagnia (RAI), Il buon soldato (Franco Brusati), Sturmtruppen II (Salvatore Samperi), Concorde affair (Ruggero Deodato), Starcrash - Scontri stellari oltre la terza dimensione (Luigi Cozzi), Il treno per Istanbul (Franco Mingozzi), Pope John Paul II (Robert Wise), I ragazzi di celluloide (Sergio Sollima), Il peccato di Lola (Bruno Gaburro), Qualcosa di biondo (Maurizio Ponzi), Non ci resta che piangere (Massimo Troisi - Roberto Benigni), "RICORDATI CHE DEVI MORIRE", Vacanza all'italiana (Sigi Rothemund), Zonetroopers (Danny Bilson), Padre Brown (Vittorío De Sisti), Attentato al Papa (Giuseppe Fina), Mino il piccolo alpino (Gianfranco Albano), Der Tod des Empedokles (Jean Marie Straub e Danièle Huillet), The day before (Giuliano Montaldo), Etoile (Peter del Monte), Maux croises (Claude Chabrol), Una cosa fatta bene (Dante Maiorana), Vanille fraise (Gerard Oury), Sicher ist sicher (Peter Weck), Am dreizehnten Tag (Gernot Friedel), La vita è un paradiso (Stefania Casini) Dio vede e provvede (Enrico Oldoini), Leo e Beo (Rossella Izzo), Il chicco d'oro (Alvaro Passeri), Bodyguards (Neri Parenti) Habemus Papam (Nanni Moretti) con Michel Piccoli e Margherita Buy,. Appartamento ad Atene (Ruggero Dipaola) con Laura Morante, tratto dall'omonimo romanzo di Glenway Wescott.  Ha lavorato tra l'altro con: Sofia Loren, Nino Manfredi, Mel Ferrer, Burt Lancaster, Joseph Cotten, Erland Josephson.

Muore, stroncato da un infarto, nella Sua abitazione a Bagnaia (VT) il 26 maggio 2011 e, come Sue disposizioni, viene inumato nel cimitero di Viterbo dopo una cerimonia laica. Per ricordarlo viene organizzata, poco dopo, la FESTA voluta da Peter.
Nella lapide si legge:

PETER JOAN BOOM
LIBERO PENSATORE



16 maggio 2011

Lotta all'omofobia, promozione di una sessualità consapevole: le sfide per il Paese del domani


E' incredibile come, proprio a distanza di pochi giorni dal 17 maggio - giornata mondiale contro l'omofobia - si sia scatenata un'ondata di casi di inciviltà omofobica gratuita.
Vediamoli nell'ordine.
Il rappresentante friulano del movimento politico neofascista La Destra, Ernesto Pezzetta, dichiara di voler oscurare i 15.000 manifesti contro l'omofobia promossi da Arcigay e da quindici associazioni.
Un ragazzo omosessuale triestino è stato aggredito a Lubiana.
A Brindisi è stata rifuitata la patente ad un ragazzo in quanto omosessuale. La stessa medesima cosa era peraltro già accaduta a Catania.
Vicende di ordinaria inciviltà, di ordinaria incultura, i cui responsabili andrebbero sanzionati con pene severe.
Sarebbe già un primo passo verso la civiltà, in un Paese come il nostro che, purtroppo, civile non lo è mai stato completamente.
Arcigay, Arcilesbica, GayLib e numerose altre associazioni per i diritti civili, sono da tempo impegnate in campagne di sensibilizzazione sulla questione omosessualità, anche nelle scuole.
E' fondamentale che ciò sia fatto: in ogni città, in ogni Comune, in ogni quartiere.
L'omofobia non è che frutto della non conoscenza del fenomeno. Un fenomeno del tutto naturale, visto che, l'omosessualità, è un orientamento sessuale assolutamente normale.
Rimango spesso stupito quando sento dire, anche da qualche rappresentante di partiti laici (a me è capitato con un amico, ad esempio), che "l'omosessualità va accettata quando non è ostentata".
Posso garantire che nessun omosessuale al mondo "ostenta" la sua omosessualità. E che la maggioranza degli omosessuali non è come è dipinta dall'immaginario collettivo: una macchietta effemminata.
L'omosessuale sei tu, sono io, siamo tutti noi. Persone qualsiasi.
E questo, a chi non conosce la questione, fa paura. Fa paura perché è molto facile associare l'omosessuale all'esibizionista, a colui che può mettere le mani addosso a chiunque. All'effemminato sculettante.
E' facile farlo perché molti non riescono a pensare ad altro che al sesso come ad una cosa morbosa.
Sono assolutamente scandalizzato quando sento persino dire che le Veline del programma satirico e di approfondimento "Striscia la Notizia" mercificano il loro corpo. Mai sciocchezza mediatica fu più grande.
Il punto è sempre quello: il corpo altrui, il corpo di una bella ragazza non ammiccante, visto semplicemente come aspetto morboso.
Penso sia il momento di educare le nuove generazioni ad una sessualità sana, a partire dalle scuole. Ove insegnare ai ragazzi che del proprio corpo non ci si deve vergognare, che sono belli tutti i corpi e che la morbosità è una cosa da malati di mente.
Che l'omosessuale è la variante dell'eterosessuale e che entrambi concorrono a costruire la nostra variegata società. Una società ove ciascuno vive appieno la propria sessualità, nel pieno rispetto gli uni degli altri.
Poi c'è l'aspetto squisitamente politico.
Perché devono esistere coppie di serie A e coppie di serie B ?
Perché due uomini o due donne che si amano debbono avere meno diritti rispetto ad un uomo e ad una donna ?
Perché dobbiamo lasciare che i sessuofobi ed i morbosi continuino a legiferare in maniera così scriteriata ?
Occorre il registro delle unioni di fatto. Direi di più: occorre garantire i medesimi diritti a tutte le coppie che decidono di contrarre un vincolo di amore reciproco. Anche nelle adizioni, certo.
Perché è assurdo pensare che due donne o due uomini non siano in grado di fornire un'esistenza sana ad un bambino.

Poi c'è la questione dei Parchi dell'Amore: perché non aprirne uno in ogni città ove ciascuno, in totale sicurezza ed igiene, possa appartarsi con il/la proprio/a partner ?
Ci arriveremo anche in Italia ?
La sfida è dunque fra rimanere un Paese che guarda al medioevo o va incontro alla civiltà.
Alla civiltà dell'amore e della sessualità consapevole.

Luca Bagatin



6 maggio 2011

L'Arcigay di Pordenone rilancia le sue iniziative politiche



L'Arcigay di Pordenone rilancia con il bacio gay.
Già l'anno scorso fece "scalpore" nel mondo politico friulano la campagna di manifesti "Civiltà: prodotto tipico friulano" con Giacomo Deperu, Vicepresidente di Arcigay di Pordenone, che si baciava con il suo compagno e, in altro manifesto, due esponenti di Arcilesbica nello stesso atteggiamento affettivo.
Ecco che, a distanza di un anno esatto, il movimento omosessuale friulano rilancia con un confronto pubblico fra i sei candidati a Sindaco di Pordenone, rilanciando anche la campagna dei manifesti a livello nazionale, con il sostegno di sedici associazioni trasversali, fra cui GayLib, il movimento omosessuale che fa riferimento all'area libertaria di centro-destra.
Assente giustificato il candidato Maurizio Salvador dell'Udc che, ad ogni modo, in un comunicato ha fatto sapere che per il suo partito l'unica forma di famiglia possibile è quella eterosessuale.
Esordisce il candidato de Il Ponte, Gianni Zanolin, che plaude all'iniziativa di Arcigay, che, a suo parere, ha rappresentato un forte momento di coesione fra le persone e la comunità, che deve riconoscersi anche in valori come l'affettività. Un'affettività che non ha colore o orientamento sessuale.
Il candidato del centrodestra, Giuseppe Pedicini, non mostra imbarazzi nel sostenere la campagna di Arcigay, nonostante il Presidente della Provincia di Pordenone, il PdL Alessandro Ciriani, abbia con forza negato il patrocinio gratuito all'iniziativa. Pedicini ritiene che un bacio, anche omosessuale, sia oggi accettato dalla nostra società.
Diverso l'atteggiamento del candidato dell'Api e Futuro Pordenone Alberto Rossi, che, da cattolico, ritiene che tale campagna rappresenti un'ostentazione dell'omosessualità e sia, pertanto, inopportuna.
Il candidato di Sinistra e Libertà e Italia dei Valori, Giovanni Del Ben, pensa invece che con iniziative di questo genere siano cadute molte ipocrisie della nostra società e, per finire, il candidato del centrosinistra Claudio Pedrotti chiosa dicendo che è necessario fare molta attenzione alle discriminazioni, anche di tipo sessuale.
Giacomo Deperu di Arcigay, ha poi rilanciato due concrete iniziative, ovvero la necessità di istituire corsi nelle scuole, con personale specializzato, al fine di far conoscere la realtà omosessuale e di combattere il bullismo omofobico e la lodevole iniziativa di istituire una sezione della Biblioteca civica di Pordenone alla letteratura omosessuale, intitolandola al militante dei diritti civili dei gay, recentemente scomparso, Italo Corai.
Le iniziative sono state accolte con entusiasmo da tutti i candidati a Sindaco che, stranamente, si sono anche detti tutti a favore dell'istituzione del registro comunale delle unioni civili.
La cosa mi ha parecchio stupito, considerando che il sottoscritto, che da anni è andato proponendolo anche al centodestra ed al cosiddetto Terzo Polo, ha sempre ricevuto sonori rifiuti e perplessità. Senza poi contare che, tale argomento, nel centrosinistra è stato sempre considerato un tabù (l'unico candidato da sempre a favore è il candidato indipendente e civico Gianni Zanolin e, non a caso, mi sono candidato nella sua lista).
Bravo dunque a Giacomo Deperu, che ha saputo prendere per le corna i politicanti locali, i quali dimostrano spesso di essere lontani anni luce dalla società - cosiddetta - civile, ma, se messi alle strette, finiscono per far decadere le loro ipocrisie e tabù.

Luca Bagatin



11 marzo 2011

Ciao Italo !



Ho appreso ora della morte di Italo Corai, scrittore pordenonese e mio maestro politico (nonostante da diversi anni ci fossimo allontanati).
Avevo visto Italo solo venerdì scorso, alla presentazione del volume del suo caro amico Angelo Pezzana "Un omosessuale normale". Era allegro ed entusiasta nel vedere così tanti militanti gay riuniti assieme, che avevano finalmente il coraggio di mostrare la loro faccia in pubblico.
Ricordava, lui, primo militante omosessuale del Friuli Venezia Giulia - nota terra bigotta -
come ai suoi tempi gli omosessuali fossero guardati con sospetto e sberleffo. E di come anche lui, allora insegnante di matematica, fosse stato spesso discriminato.
Conobbi Italo nel 1996, quando avevo diciassette anni. Allora, dopo una lunga militanza nel Partito Radicale, ricopriva la carica di Portavoce dei Verdi di Pordenone. Fu lui ad insegnarmi i rudimenti della militanza politica e se oggi ho un carattere più sicuro di allora, lo devo a lui ed al suo piglio coriaceo.
Io, in cambio, gli insegnai ad utilizzare il computer ed i primi ridumenti di internet.
Ci eravamo persi da anni, ma eravamo felici di esserci rivisti, anche solo per un saluto, alcuni giorni fa.
Ciao Italo.

Luca



5 marzo 2011

Angelo Pezzana a Pordenone per affermare la normalità dell'essere omosessuali


Angelo Pezzana negli anni '70 ed Angelo Pezzana oggi
dalla quarta di copertina del suo libro "Un omosessuale normale" (Stampa Alternativa)

Un centinaio abbondante di partecipanti alla serata del 4 marzo scorso, alle ore 20.30, presso la saletta convegni dell'ex convento di San Francesco a Pordenone, per affermare la normalità del proprio orientamento sessuale.
"Un omosessuale normale", il titolo del libro edito da Stampa Alternativa presentato ieri alla presenza dell'autore, Angelo Pezzana, primo militante omosessuale in Italia e fondatore, nel 1971, del Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano ! (FUORI !) federato al Partito Radicale.
A moderare l'incontro (organizzato dal Club Ernesto Rossi e da Arcigay e patrocinato dal Comune di Pordenone, rappresentato per l'occasione dall'Assessore Giovanni Zanolin) Tommaso Cerno, editorialista de L'Espresso, coadiuvato da Italo Corai, leader storico del movimento omosessuale pordenonese e Giacomo Deperu, Viceresidente di Arcigay di Pordenone e Udine.
Platea in visibilio ad ascoltare le parole di questo militante omosessuale assolutamente normale, ordinario, lontanissimo da certo "macchiettismo" con cui la gran parte dei mass-media cerca di dipingere il gay.
Angelo Pezzana ha ricordato, infatti, l'inizio della sua militanza in solitaria (raccontato, peraltro, nella sua autobiografia edita da Sperling & Kupfer nel '97 "Dentro & Fuori"), quado ancora gli omosessuali erano considerati dei malati psichici, ovvero da curare.
Pezzana ha esordito raccontando la prima uscita pubblica del FUORI !, movimento tutt'altro che di scalmanati che volevano cambiare il Sistema, come si diceva in quegli anni in gergo, ma di singoli individui, per lo più borghesi, animati dall'affermazione della propria sessualità. E così i militanti del FUORI ! si iscrissero ad un convegno di psichiatri, tenutosi presso il Casinò di Sanremo, per contestare pubblicamente la proposta di legge, caldeggiata da molti medici, di mettere fuori legge l'omosessualità, ovvero di considerarla come una malattia mentale.
Interruppero il convegno con cartelli inneggianti il motto "Nessuno può reprimere la nostra sessualità" e con il lancio a terra di fialette puzzolenti che fecero scappare gli psichiatri.
Da allora, racconta Pezzana, i giornali furono costretti a non ignorare più il fenomeno omosessuale ed a scrivere - per la prima volta in Italia - la parola "omosessuale" a chiere lettere. E, da allora, nessun convegno psichiatrico si permise più di considerare gli omosessuali come dei malati.
Sarà dunque un crescendo di lotte di pochi, ma convinti ed uniti militanti gay e lesbiche provenienti da tutta Italia. Militanti che avranno persino il coraggio di manifestare nei Paesi ove era vietata (e lo è tutt'ora) l'omosessualità, come l'Unione Sovietica e l'Iran. Saranno arrestati, vilipesi, ma successivamente sempre rilasciati. Ed otterranno lo scopo voluto: fare una rivoluzione del costume in un'Italia ed in relatà retrograde, ignoranti e chiuse.
Ecco perché, oggi, Pezzana ha deciso di scrivere questo suo libro. Una sorta di diario con anche riflessioni di cronaca. Non un libro retorico e di ricordi, bensì uno strumento per l'affermazione della normalità dell'essere omosessuale, così come dell'essere eterosessuale, bisessuale, polisessuale o transgender.
Pezzana rimarca molto questo concetto. E lo rimarca affermando che: "Noi abbiamo dovuto lottare per far riconoscere la nostra identità. Oggi è necessario lottare per affermare la nostra normalità".
E non fa sconti alla Chiesa cattolica, affermando che, anche se per molti versi oggi le cose sono cambiate, il Cristianesimo ha commesso molti crimini ed anche oggi il Vaticano ha votato - all'ONU - esattamente come i Paesi islamici per la condanna dell'omosessualità.
Angelo Pezzana, coadiuvato dal suo eterno amico Italo Corai, ha concluso che, più che leggi contro l'omofobia, oggi, occorrono leggi per l'affermazione di diritti delle coppie di fatto e per l'adozione ai singoli ed agli omosessuali. E, soprattutto, occorre agire molto a livello culturale, in modo da far comprendere a tutti che i gay non sono una "specie protetta", bensì persone come tutte le altre. Con i medesimi diritti e doveri.

Luca Bagatin



27 febbraio 2011

Un omosessuale normale a Pordenone

Abbiamo sentito le ennesime recenti sciocchezze  - in merito a gay ed adozioni ai single - del già cattocomunista amico dei dittatori, antilaico ed oggi omofobo Silvio Berlusconi.
Ce le aspettavamo, anche se, siamo convinti una volta di più, che ciò non faccia onore ad un'Italia che si vorrebbe laica e liberale.
Sarà che Berlusconi ha frequentato troppo, in questi anni, la dacia del già Kgb Vladimir Putin o la tenda del Colonnello Gheddafi ed ha completamente perso il senso di che cosa sia la civiltà e la libertà.
Detto ciò, passiamo ad un invito.



Organizzata dal Club Ernesto Rossi e dall'Arcigay di Pordenone e Udine, venerdì 4 marzo prossimo, a Pordenone, alle ore 20.30, presso la saletta convegni dell'ex Convento di San Francesco, si terrà la presentazione dell'ultimo libro di Angelo Pezzana: "Un omosessuale normale", alla presenza dello stesso Pezzana e con interventi del giornalista Tommaso Cerno, dello scrittore e già esponente del FUORI ! Italo Corai e del Vicepresidente di Arcigay di Udine e Pordenone Giacomo Deperu.
Angelo Pezzana fu, assieme a pochi altri (come il nostro amico Peter Boom, che in questo blog - da qualche anno - cura un'interessante rubrica sulla Pansessualità ed i diritti civili), il primo militante del movimento omosessuale italiano.
Pezzana, infatti, fondò, negli anni '70 il Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano ! (F.U.O.R.I. !), federato al Partito Radicale.
Di lui, peraltro, ho parlato in un approfondito articolo alcuni anni fa e che potete trovare al link:

http://lucabagatin.ilcannocchiale.it/?TAG=luxemburg

Angelo Pezzana è, inoltre, intellettuale di lungo corso attivo da anni nell'ambito dell'Associazione Italia-Israele ed è stato collaboratore del quotidiano "Libero".

ATTENDOVI NUMEROSI !!!



19 maggio 2010

A proposito dei manifesti anti-omofobia a Pordenone e Udine.....da quando un bacio può considerarsi aggressivo ?

COMUNICATO STAMPA



Relativamente alla campagna anti-omofobia lanciata da Arcigay e Arcilesbica nei giorni scorsi a Pordenone e Udine, è oltremodo ridicolo che il tutore dei minori - il Consigliere regionale leghista Edouard Ballaman -  consideri un bacio come "una comunicazione eccessivamente aggressiva". Da quanto un bacio può considerarsi, infatti, aggressivo ?
Ritengo invece che questa campagna possa sensibilizzare proprio i minori e far comprendere loro che l'amore va ben oltre l'orientamento sessuale. E poi se un minore avesse pulsioni omosessuali sono proprio campagne di sensibilizzazione come queste che gli permetterebbero di sentirsi "meno solo" in una società che culturalmente sembra considerare "normale" unicamente l'eterosessualità.
Come laici, peraltro, sono decenni che chiediamo l'introduzione di un'ora di educazione sessuale obbligatoria a scuola (ove si insegna fra l'altro che l'amore di due uomini o di due donne è condizione del tutto naturale), come avviene nella gran parte dei Paesi europei e negli Stati Uniti d'America.

Luca Bagatin
componente del direttivo del Partito Repubblicano Italiano della provincia di Pordenone




DA www.ilfriuli.it
del 18 maggio 2010

I commenti a caldo

Telegrafico Luca Bagatin, componente del direttivo del Partito Repubblicano Italiano della provincia di Pordenone, che in una nota afferma "Relativamente all'oscuramento dei manifesti di Arcigay ed Arcilesbica rivendicato dall'esponente de La Destra Ernesto Pezzetta, penso che ci sia davvero di che riflettere relativamente alle legittimazione democratica di movimenti estremisti come il suo, che dimostrano di non rispettare nemmeno le regole del comune senso civico. E' oltremodo ridicolo, pertanto, che egli affermi di rispettare le persone omosessuali".


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini