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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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27 settembre 2013

"Habemus Papam" di Nanni Moretti e un ricordo di Peter Boom attraverso la sua testimonianza e le recensioni di Ladymarica e Luca Bagatin

Sabato 28 settembre in prima serata Rai Uno trasmetterà, in prima visione televisiva, il bellissimo affresco cinematografico di Nanni Moretti, "Habemus Papam".

Sono molto legato a questo film non solo in quanto Moretti è, in assoluto, il mio regista preferito.

In "Habemus Papam" recitò infatti anche il caro amico fraterno Peter Boom, al quale questo blog è molto legato per il prezioso contributo politico e culturale che Peter seppe infondervi.

A Peter ero personalmente molto legato, così come oggi lo sono ad Ilona Staller. Peter ed Ilona sono per me le uniche due personalità storiche contemporanee che hanno lottato per la liberazione individuale, attraverso molteplici strumenti comunicativi. Per me è un onore, dunque, aver collaborato con Peter per tre proficui anni.

E' per questo che, di seguito, per omaggiare la memoria di Peter Boom, desidero riproporre due recensioni al film "Habemus Papam", una di Ladymarica (del 5 maggio 2011) ed una mia (del 21 aprile 2011), oltre che riportare una testimonianza dello stesso Peter.

Mi tocca ancora molto il cuore rammentare che, poche settimane dopo la proiezione cinematografica del film, Peter morì, passando all'Oriente Eterno, colto da un improvviso infarto.

Ciao Peter !

L.B.


Michel Piccoli, Nanni Moretti e Peter Boom

Una partita a pallavvelenata: Habemus Papam

di Ladymarica

Immaginate un mondo in cui il papa, appena eletto, si scopra ateo.

E non avrete il film di Moretti ma avrete un mio personalissimo sogno del film.

Perché se si può sopportare che il papa sia uomo e debole nel dio che lo perdona, forse non si può sopportare che il papa non abbia dio. Se dio sceglie il papa (nell’assurdo di un suo eventuale esistere dico) come gli viene in mente di scegliere un ateo?

 

A questo pensavo mentre guardavo l’inizio del film di Nanni Moretti.

Arrivo tardi, lo so, ma infondo non scrivo per Repubblica e mi posso permettere di essere l’ultima a trattarne.

 

L’inizio è lento, bisogna ammetterlo. Per questo ho potuto pensare. Uno dei meno coinvolgenti che si ricordi. O che io mi ricordi, al massimo.

Il papa è morto, lunga vita al papa.

E’ che il vero problema, arriva dopo! Arriva se il papa non è morto. E non per me, non faccio la solita atea, arriva per la Chiesa.

Converrebbe munirsi di una rivoltella per certe partite matte, per certe palle avvelenate. Sono certa che più di qualcuno, se lo strano mondo del film, fatto di sicari della fede, burocrati di dio e amministratori delle croci, esistesse, lo avrebbe pensato.

Ma il papa è morto, lunga vita al papa.

Conclave, fumate e campane.

Lento come sul ritmo della chiesa.

 

E’ all’urlo straziante del nuovo eletto papa che si apre veramente il film.

Dovessi scegliere il momento più evocativo, per fare un favore riassuntivo al prossimo mio almeno, sceglierei proprio quello. Quel grido che si alza nel silenzio di una cerimonia che come sempre stava risultando precisa.

Mi ha colpito la risata generale che si è diffusa nella sala.

Io l’ho trovata una scena straziante: questo povero vecchio, canuto, buono, dall’accento incredibilmente pacifico che trema, che si sente addosso una responsabilità troppo grande. Io, nella mia infinita presunzione, credo di capirlo il senso di quel grido. Un uomo che non vede in se stesso la capacità, la forza di guidare la chiesa intera, si chiede come mai il suo dio (che per lui esiste) gli faccia questo, come mai lo scelga per un compito più adatto agli sciacalli che a un uomo buono, si sente perso, mancando la onniscienza del suo dio. Il grido rappresenta il sentirsi spaccato tra il non sapere quanta colpa abbia l’uomo-papa, senza forza sufficiente, senza coraggio sufficiente, e tra il sentire un dio che ha fatto una scelta sbagliata. E un dio onnipotente e onnisciente non sbaglia. Il grido è il frutto del dubbio, l’espressione dolorosa dell’aver perso, almeno un po’, il senso. E proprio per questo drammatico.

 

Il papa, il nuovo papa, soffoca nei suoi vestiti, che sono tutto meno che bianchi, che sono tanti, pesanti, nevrotici, isterici, orrendi. Si sente l’oppressione fino al sedile da dove lo guardo io. Codardia e umiltà si sovrappongono tanto che anche lo spettatore, un certo spettatore, si sente spazziato, non sa se condannare l’uomo che scappa o se salvare l’uomo che sceglie. Finalmente.

Io, personalissimamente, forse, lo salverei. Ma questo perché se avere dubbi, in generale, è intelligente averli nella chiesa, se sei il papa soprattutto, è anche meglio. E lo salverei perché mi piace pensare che non sia mai tardi per levarsi la veste, anche bianca, e fare, boh, l’attore per esempio.

 

La realtà, che pareva tanto normale nel conclave e nelle fumate, nei giornalisti poco svegli e nelle facce dei cardinali, diventa sempre più assurda. A questa realtà possibile nella partenza ma sempre più incomprensibile, stravagante, sempre più tendente all’assurdo, si mischia, come ingrediente separato all’inizio, altro assurdo. La realtà diventa assurdo, già detto, ma parallelamente l’assurdo, un altro assurdo, diventa reale. L’assurdo portato sulla scena, come preso per i capelli, repentino e visibile, dall’analista Moretti.

  

Moretti porta sulla scena i problemi e i caratteri fissi della psicologia, la gioia della cultura (c’è una scena meravigliosa in cui l’analista Moretti rintraccia nella bibbia -l’unico libro che ha trovato lì-  “segni della depressione”), porta sulla scena i problemi dello psicologo che superano e travolgono i problemi dei cardinali-pazienti.

 

Ma più di tutto Moretti porta sulla scene il dramma di una partita di pallavolo senza finale.

Eccolo l’assurdo, che parte assurdo e che subentra ad una realtà che invece diventa assurda più lentamente: i cardinali non finiscono il torneo che Moretti aveva organizzato per loro attendendo che il papa finisse le bizze.

 

E il punto, che io evidenzierei anche un paio di volte, è proprio questa relatività del dramma. E’ un dramma che il papa non voglia far il papa? Ma perché dovrebbe essere un dramma meno grave un torneo di pallavolo interrotto a metà? Chi stabilisce quale sia il dramma maggiore? O anche solo se ce ne sia uno maggiore.

Il dramma di Moretti è una scelta di libertà, fatta dai cardinali, sulle priorità, proprio come il dramma del mondo cattolico con un papa scappato/perduto è per il papa stesso una scelta di libertà, di rimescolamento delle priorità.

 

Proprio questo mi ha affascinata del film, questo mescolamento delle cose importanti alle cose non importanti, in un modo che alla fine dimostri come le une e le altre siano ribaltabili e incredibilmente relative alle esistenze singole.

 

Peccato che la scelta del papa, alla fin fine, non venga rispettata perché, come sempre, come nell’attualità, come nelle aule scolastiche e negli uffici pubblici, quello che la chiesa non riesce a sistemare con la scusa della fede e l’indottrinamento, lo sistema con forza e imposizione. Ma il finale, fortunatamente, è poco prevedibile. Non lasciatevelo anticipare da me!

 

Nonostante io da piccola giocassi a palla avvelenata nel film si dice che è da cinquant’anni circa che non esiste più.  Quanto vorrei, tra cinquant’anni, che si dicesse la stessa cosa della chiesa cattolica! Forza e coraggio, dovevamo iniziare ieri.

Peter rispose, in un commento, alla nostra Lady e le scrisse:

Cara Marica, complimenti per la Tua recensione bellissima. Hai colto proprio nel segno! Peter Boom (ex-cardinale dell'Oceania).
http://www.pansexuality.it


Habemus Papam: un film non antireligioso, bensì umano

di Luca Bagatin


Ho visto in questi giorni, per la prima - e spero non ultima - volta l'atteso film di Nanni Moretti "Habemus Papam", con Michel Piccoli e, fra gli altri, con il mio caro amico Peter Boom, che da anni cura sul mio blog la rubrica sulla Pansessualità ed i diritti civili.
Conoscevo già il contenuto di alcune scene perché proprio Peter me le aveva sommariamente raccontate lo scorso anno, quando mi trovavo a Roma e lui recitava sul set.
"Habemus Papam" è un film semplice, ma profondamente significativo e che merita assolutamente di essere visto più e più volte.
Michel Piccoli è straordinario nella sua verve tragicomica: mostra un Papa dei cattolici per la prima volta umano, denudato dell'ipocrisia del suo ruolo.
Piccoli - Papa dei cattolici
, incarna infatti l'attore che dismette il suo ruolo, per tornare a quello di semplice essere umano.
"Habemus Papam" di Moretti è la rappresentazione cinematografica della realtà dei ruoli pubblici, siano essi quelli di Papa, di politico, di presentatore televisivo: in pubblico fingono come gli attori più consumati, sino a snaturare sè stessi, la loro umanità, per diventare come degli automi nelle mani di altri automi (i Cardinali, il Potere Vaticano, nella fattispecie dei Papi dei cattolici).
Michel Piccoli - Papa
non si sente a suo agio nel ruolo che è stato chiamato a ricoprire. Non sopporta il peso delle sue responsabilità papali, di capo supremo della Chiesa cattolica e, quindi, cade in depressione sino a fuggire, aggirandosi per le vie di Roma.
Lo psichiatra Nanni Moretti, ateo dichiarato, costantemente giudicato ed osservato dal Potere Vaticano dei Cardinali, difficilmente riuscirà a guarirlo. Glielo impediranno proprio loro: gli automi.
Durante la fuga del Papa, purtuttavia, riuscirà ad umanizzare persino i Cardinali, organizzando un grottesco e giocoso torneo di pallavolo. I Cardinali torneranno ad essere bambini ed i bambini, come ricordava Maria Montessori, sono i padri degli uomini.
Da Cardinali seri, grigi, impettiti e persino abusatori di psicofarmaci, tornaranno alle loro origini umane.
Ho amato molto il ruolo interpretato dall'amico Peter Boom: il Cardinale neozelandese O'Neil. Ironicissimo e apparentemente ingenuo nella gestualità e nel modo di porsi. Encomiabile la sua interpretazione durante la partita di pallavolo (nella squadra dell'Oceania, inventata su due piedi dallo psicanalista Nanni).
Non voglio purtuttavia svelarvi il finale del film: il Papa Michel Piccoli, accetterà il suo ruolo di automa fra gli automi, o si avvicinerà a Dio nel modo più naturale possibile, ovvero tornando uomo fra gli uomini ?




HABEMUS PAPAM, una bella avventura

di Peter Boom

Ho vissuto nella parte di un cardinale la lavorazione del film Habemus Papam come una bellissima avventura, ricca di un'autentica e sentita interpretazione artistica e professionale di Nanni Moretti e di tutti gli attori. Il primo ciak per me era per esprimere la paura e la disperazione di venir eletto. E certamente non era per l'enorme responsabilità che in fondo nessun papa è in grado di affrontare e questo si è visto nella storia della chiesa di Roma, ma laddove i cardinali godono ancora di certe libertà i papi sono troppo esposti a controlli e critiche dal interno e da tutta la società.

Il personaggio del papa eletto, interpretato in modo splendido da Michel Piccoli, invece sente profondamente questa responsabilità e non sa come affrontarla in modo giusto e cristiano. Pensiamo ad una morale veramente cristiana, che parla di povertà, di non giudizio e già ci si convince che non è per niente in sintonia con una chiesa che si è dimostrata agli opposti. Il Vaticano infatti non sa affrontare nemmeno un dibattito per un eventuale cambiamento nel senso puramente cristiano e rimane arroccato su politiche anticristiche.

Habemus Papam viene accusato di essere una offesa alla fede cristiana. Sarà un mio parere personale, ma sono proprio i papi ad offendere la figura di un Gesù Cristo, esistito realmente o invece no.

Zeffirelli, che ho conosciuto dai tempi di Rocco e i suoi fratelli (1960) del grande Visconti, parla di un insulto alla fede dei cattolici ed al papa e di un'arruffianata di un regista (Moretti) di sinistra. Ha dimenticato tutto d'un botto che a destra ci stanno molti laici, come a sinistra ci stanno molti cattolici (finti o meno). Visconti era coraggiosamente omosessuale, questo vale anche per Zeffirelli ed io stesso sono un fervente attivista gay o meglio detto “pansessuale” e mi chiedo come faccia Franco Zeffirelli a rispettare una chiesa che lo accusa per omosessualità e blatera a destra e a sinistra allucinanti e fuorvianti giudizi sulla sessualità in genere. Un teologo tedesco ha parlato apertamente dell'omosessualità di papa Ratzingher.

Ho letto l'interessante giudizio del nobile Sforza Ruspoli che dichiara che è lo spirito santo a scegliere i pontefici, dimentico forse che allora le crociate, la caccia alle streghe, l'inquisizione, le atroci torture, il rogo di Giordano Bruno, lo IOR, l'imposizione del segreto sulla pedofilia dei preti e molte altre cose carine sarebbero state ordite ed inspirate in origine da questo loro spirito santo.

Un'altra illuminante esternazione dice che “non è la psicanalisi che salva l'uomo”. Infatti, nel film anche Moretti prende un po' in giro la psicanalisi che invece può aiutare ad approfondire la condizione psichica dell'uomo senza mettere regole o dogmi asfissianti. Pericolosa è invece l'affermazione “gioca con i fanti e lascia stare i santi”, proprio in vista della santificazione di un papa che per diventare santo non avrebbe dovuto sapere niente di ciò che avveniva dentro il Vaticano (IOR, pedofilia, etc., etc.). Forse papa Luciani è morto proprio perché si sentiva più responsabile e volle cambiare certi comportamenti.

Giusta infine la risposta di Nanni: “Vedete prima il film, poi giudicate liberamente!” L'auspicato boicottaggio del film ricorda soltanto il rogo dei libri effettuata dai nazisti nel 1933.




25 ottobre 2010

Il Ministro degli Esteri Frattini si annovera fra le fila dei fondamentalisti



E' curioso notare come, anzichè preoccuparsi del pericoloso estremismo delle Religioni Monoteiste Istituzionalizzate (Cristianesimo, Islamismo, Ebraismo), foriere - storicamente ed attualmente - di divisioni, guerre, genocidi, in nome della trimurti antispirituale: "Dio-Allah-Javè", il nostro Ministro degli Esteri Franco Frattini, dimenticandosi persino delle sue origini socialiste liberali e del fondamento laico e liberale sul quale si fonda il nostro Stato democratico, nato dal Risorgimento cavouriano-mazziniano-garibaldino, scriva un articolo sull'Osservatore Romano - organo del Vaticano - nel quale straparla di "estremismo da contrastare" riferendosi "all'ateismo, al materialismo ed al relativismo", invocando una sorta di alleanza fra cristiani, musulmani ed ebrei.
Chi scrive non è un ateo nè un agnostico, bensì un profondo credente nella spiritualità e nella Divinità insita in ogni individuo e dunque nel Cosmo. Crede fermamente, anche sotto il profilo gnostico e teosofico, che la premessa per la pacifica convivenza civile fra gli individui sia fondata unicamente sulla laicità dello Stato, sulle libertà civili, economiche ed individuali.
E che quindi il problema non stia in chi è ateo o relativista, bensì in chi pretende di imporre - mediante apposite normative - un credo piuttosto che un altro. Una visione del mondo piuttosto che un altra.
In questo senso l'Italia è un Paese profondamente clericale e tendente al teocratico e le dichiarazioni del Minsitro Frattini sono in linea con tale pericolosa ed antidemocratica visione che, peraltro, raggiunge la sua apoteosi nell'elevare il "Crocifisso" a simbolo di laicità. Dimenticando o ignorando per mancanza di nozioni, che il "crocifisso" deriva dalla Tradizione esoterica degli Antichi Egizi e che nulla ha a che vedere con quella cristiana che ha fatto proprio questo ben più antico simbolo (lo ripetiamo, come abbiamo fatto in numerosi altri articoli, che Gesù detto "Il Cristo" fu "crocifisso" su una "tau", come in uso allora dai Romani e non certo su una "croce").
L'Italia, lo ripetiamo, è Paese profondamente clericale e di ciò pochissimi se ne curano se non noi eredi della tradizione Risorgimentale e Liberale.
Pensiamo alla Legge 40 sulla fecondazione assistita. Pensiamo alla mancanza di una normativa sul Testamento biologico o, meglio, sull'eutanasia. Pensiamo alla mancanza di una normativa che introduca le coppie di fatto. Pensiamo alla mancanza di una normativa che regoli le non-droghe come hashish e marijuana e, dunque, blocchi il mercato clandestino e criminale.
L'elenco di normative presenti o mancanti, tutte che hanno accontentato lo straniero Stato della Città del Vaticano, è lungo.
Stato Città del Vaticano che anche recentemente ha strizzato l'occhio persino all'antidemocratico Iran di Ahamadinejad (quello che - lo ricordiamo - nega l'Olocausto e che vorrebbe eliminare fisicamente il democratico e laico Stato di Israele), relativamente ad una possibile lotta contro la laicità.
Ancora una volta, dunque, è minacciata la libertà di pensiero e di coscienza nel nostro Paese e, probabilmente, anche nell'Occidente democratico.
Il nostro è un Paese che finge di preoccuparsi delle minoranze cristiane martoriate e vilipese all'estero e, al pari dei fondamentalisti di altri Paesi, pretenderebbe di voler contrastare chi ha una visione diversa dai cristiani o dai musulmani.
Che il Ministro degli Esteri italiano si aggregasse al carro dei nuovi fondamentalisti, davvero, non ce lo saremmo mai aspettati.

Luca Bagatin

L'amico Peter Boom - ospite fisso di questo blog - mi ha inviato, in merito, questa sua riflessione:

Il ministro Frattini si è così associato ad un'associazione criminale, il Vaticano (IOR, plurifavoreggiamento della pedofilia, etc.). Io sono agnostico (parola peraltro spiegato in modo erroneo sul Treccani) e da sempre sento il fiato sul collo perché affermo di non sapere. Sono olandese e omosessuale ed auguro a tutti i liberi pensatori che il Capo dello Stato Italiano voglia adoperarsi affinché persone indegne non occupino posti di rilevanza in uno Stato che ancora si dichiari democratico. Mi aspetto altresì che L'Unione Europea ed altri Stati esprimino il loro sdegno per quanto dichiarato dal Frattini e pubblicato sull'Osservatore Romano.

Peter Boom



24 maggio 2010

"RACCONTI PER NON IMPAZZIRE" recensione di Peter Boom



Per non impazzire bisogna osservare il mondo, la società, la natura, gli altri esseri umani e naturalmente sé stessi. Il famoso detto “conosci te stesso” ci può aiutare ad ottenere una visione più aperta su quello che realmente siamo e di non credere troppo o almeno di prendere “cum granum salis”, con un certo senso critico ciò che ci sembra infondere la società odierna, attraverso i massmedia manipolatissimi, come convinzioni fisse, politiche, religiose, tradizionaliste, etcetera.
Il libro scritto da Ennio Montesi, "Racconti per non impazzire", ed edito da Mursia, ci affascina e ci induce a pensare, a filosofare e quando abbiamo finito di leggere i suoi racconti essi rimangono vivi nella nostra mente.
Montesi. ateo convinto è fondatore insieme con Luigi Cascioli di Axteismo, un movimento internazionale di libero pensiero.
L'ateismo fa parte del libero pensiero ed è una giusta critica verso i diversi teismi anche se  personalmente preferisco l'agnosticismo (il sapere di non sapere) per il quale il credere o non credere diventa inutile e perde significato.
Gli otto racconti, spaziando tra psicologia e fantasia, invitano il lettore a leggerli tutti d'un fiato. Gli avvenimenti descritti ci fanno comprendere che l'unica sicurezza nostra è l'insicurezza e che 'volens nolens' con questa insicurezza bisogna conviverci.
Montesi scrive di vite vissute e di chi non vive pur essendo in vita. I suoi personaggi, alcuni puri e sprovveduti, non adatti né adattabili a questa nostra società cosiddetta normale ( che brutta parola! ), ci fanno commuovere e suscitano pensieri che ci spingono a scoprire altri orizzonti preziosi  e  considerare le persone altre da noi in modo diverso.

Peter Boom
http://www.pansexuality.it



24 marzo 2010

IN MEMORIA DI LUIGI CASCIOLI articolo by Peter Boom

UNA FORMAZIONE DIVERSA DALLA MIA, MA COMUNQUE DA LIBERO PENSATORE
presentazione di Luca Bagatin


Di Luigi Cascioli ricordo che, anni fa, andai ad una sua conferenza organizzata da un circolo anarchico di Pordenone, nella quale egli presentò il suo libro sulla presunta non esistenza di Gesù: "La favola di Cristo".
Apprezzai il suo argomentare, ma, debbo dire, non mi convinse troppo.
Sarà che la mia forma mentis fa fatica a concepire l'ateismo, che trovo - nel suo aspetto assoluto - così simile al clericalismo,  sarà che i miei studi gnostici e teosofici mi hanno portato a confutare in toto le tesi sostenute da Cascioli.
Ad ogni modo, ben ven venga ogni libero pensatore che dir si voglia.
Peter Boom, che di Luigi Cascioli fu molto amico, ce lo ricorda con questo suo nuovo articolo.

Luca Bagatin

IN MEMORIA DI LUIGI CASCIOLI
di Peter Boom




Luigi Cascioli, nato il 16 febbraio 1934 a Bagnoregio (VT) è deceduto ieri (15 marzo 2010) nella sua casa di Roccalvecce (VT) e con lui abbiamo perso un appassionato ed erudito storico,specializzato soprattutto nel primo periodo cristiano.
Aveva scritto e pubblicato tre libri “La favola di Cristo” (inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù), “La morte di Cristo” e “La statua nel viale”, dei quali sono stati stampati versioni in diverse lingue.
Attraverso approfonditi studi aveva dimostrato che Cristo non era mai esistito ed aveva a proposito denunciato la Chiesa Cattolica, nella persona di Don Enrico Righi, parroco-rettore della ex.Diocesi di Bagnoregio per abuso della credulità popolare (Art. 661 C.P.) e per sostituzione di persona (Art. 494 C.P.).
Ateo convinto, Luigi Cascioli ( http://www.luigicascioli.eu) aveva voluto attaccare il cristianesimo con questa denuncia contro la Chiesa Cattolica, sostenitrice di un'impostura costruita su falsi documenti, quali la Bibbia ed i Vangeli, che aveva imposto con la violenza dell'inquisizione e con il plagio ottenuto con l'esorcismo, il satanismo ed altre superstizioni.
Ultimamente Luigi Cascioli stava preparando un nuovo libro riguardante Fatima, da lui denominato altro grande imbroglio superstizioso-finanziario.
Luigi Cascioli, un uomo coraggioso, fino all'ultimo sulla breccia per divulgare le Sue idee, le Sue tesi storiche, delle quali si parlerà ancora a lungo.
Il Libero Pensiero vola ben oltre la morte terrena e questa consapevolezza ci dà la forza di esporre sempre con grande apertura mentale e la massima onestà le nostre idee. Non abbiamo dogmi e sappiamo tutti di poter sbagliare, ma siamo ben convinti che non si possa imbrigliare il nostro pensiero. Di questo fu grande testimone il filosofo Giordano Bruno, immolato dopo atroci torture sul rogo dall'Inquisizione cattolica.
Oggi il rogo o la pena di morte, almeno nei paesi di civiltà occidentale non esiste quasi più, ma altri
metodi perniciosi per bloccare il Libero Pensiero persistono, bloccando l'informazione su certe idee, frutto di lunghi studi, come quella di Luigi Cascioli sulla non esistenza di Gesù.

Peter Boom



4 agosto 2008

"ZANONI": un romanzo sul mistero dei Rosa-Croce



Chi è Zanoni, l'immortale Caldeo che si aggira per l'Europa di fine Settecento e sconvolge, con i suoi prodigi, la nobiltà napoletana ?
Nell'inquetante cornice costruita da Edward Bulwer Lytton si dipana la storia d'amore che coinvolgerà la bellissima attrice Viola Pisani, il nobiluomo inglese Clarence Glyndon e Zanoni, appunto, il Maestro Rosa-Croce.
Un romanzo di chiara matrice esoterica e misterica, "Zanoni", mette in luce la contrapposizione fra "bene" e "male", ovvero fra "ateismo" e "spiritualità" (quella dei Rosa-Croce appunto) che consente di comprendere il significato più profondo della Vita e del Tutto solo per mezzo del distacco dalla materialità delle cose terrene.
Ed è così che Zanoni, il Caldeo vecchio di 5000 anni, è ancora bello e giovane nel periodo della Rivoluzione francese e dispenserà generosità ed amore in una Napoli borbonica e pervasa dalla superstizione.
E così la vita di Zanoni s'intreccia a quella di Viola Pisani, attrice rimasta orfana e amata dal nobile Glyndon che pur ella respinge assieme al perfido pittore francese Jean Nicot, fervente ateo e sanguinario seguace di Robespierre.
Ed ecco che il romanzo di Bulwer Lytton diventa crocevia fra verità storica e verità occulta e riesce a conciliare la presenza di figure quali il tiranno Robespierre, simbolo del Terrore e dell'annientamento dell'amore umano e spirituale, con figure occulte e mistiche quali il Guardiano della Soglia e l'universo dei Rosa-Croce, la millenaria confraternita dispensatrice della Luce Universale.
Un romanzo inquietante ed allo stesso tempo bellissimo che fa assaporare un universo, ai più sconosciuto. Un universo che riconosce il libero arbitrio umano, che non lo giudica in sé, ma che mostra anche la strada verso la Divinità eterna priva della materialità tipica del mondo visibile.
Edward Bulwer Lytton, romanziere e politico della metà dell'800, fu amico di Charles Dickens e si occupò a lungo di esoterismo e di storia antica.
C'è chi dice che fu egli stesso membro della confraternita dei Rosa-Croce e l'occultista russa Madame Blavatsky - fondatrice della Società Teosofica - lo riconobbe come "uno che è ancora riconosciuto dalla misteriosa Fratellanza in India come un membro della loro organizzazione".
La Blavatsky parla dei Maestri della Fratellanza Bianca, la cui esistenza è attestata da tutte le scuole e tradizioni iniziatiche e gnostiche orientali ed occidentali e che insegnarono anche a lei tutte le arti occulte.
E così, fra letteratura ed esoterismo, "Zanoni" e indubbiamente un romanzo senza tempo (pur inserito in un preciso contesto storico) fondamentale per colui il quale sa scrutare oltre l'orizzonte.





Luca Bagatin



26 novembre 2007

Il Conte Alessandro di Cagliostro visto da Luca Bagatin



Vengo dal vento e per mezzo di esso sono giunto con le Mie spoglie mortali in questo Pianeta.
Le preghiere degli oppressi Mi hanno chiamato, ma anche quelle degli ingiusti, i quali, hanno evidentemente necessità di una guida per redimersi.
Serafina è la compagna alla quale Mi unirò in Terra e con Ella ri-percorrerò tutti i 9 Gradini della Conoscienza e della Purificazione come vuole  la Legge Divina alla Gloria del Grande Architetto.
Ed allora la Rosa ri-fiorirà sulla Croce.
Ed allora chiamerete miracoli le Opere che compirò nella vostra Terra, oh Popolo di Francia, di Germania, d'Inghilterra, d'Italia, ma in realtà saranno solo strumenti della Sua Potenza, del Suo Amore infinito per Sé e, quindi, per tutti Voi fatti a Sua immagine.
Ed allora i Puri di Cuore apriranno gli occhi e lotteranno per la loro stessa liberazione dall'ignoranza, dal dogma, dalla violenza, dalla tirannide umana.
Ma altrettanti uomini, i cosiddetti custodi del Dogma e del Potere fine a sé stesso mi perseguiteranno e martorieranno le mie spoglie mortali sino ad immolarmi quale ultimo martire di quella barbarie che gli uomini chiamano Inquisizione.
Io, Conte Alessandro di Cagliostro, posso assicurarVi che non uccideranno mai né la Mia né la Vostra Anima immortale e non vi potranno essere sofferenze capaci di annientare l'Amore Divino che il Tutto pervade.
Il Male esiste solo ai Livelli Inferiori della Mente ed è in sé un'illusione.
La Realtà è Amore onnipervadente e un giorno la Scienza degli uomini, che incoraggiamo senza pregiudizio, giungerà a scoprirlo e a rendere edotti anche gli atei ed i più scettici fra Voi.
Per quel che mi compete, posso solo rammentarVi l'unica Verità che vale la pena tenere a mente, specie nei momenti di massima difficoltà durante le vicissitudini della vita mortale, ovvero che l'UNO è nel TUTTO.
L'UNITA' è in TUTTE le cose.
Quando sperimenterete ciò avrete Conosciuto il Grande Architetto, sarete diventati Lui e....la Rosa fiorirà sulla Croce.

Il Gran Cofto Conte Alessandro di Cagliostro


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini