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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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2 maggio 2015

"I trafficanti di armi tolgono il cibo al Terzo Mondo con i loro sprechi...". Dal film "Diva Futura, l'Avventura dell'Amore"

"La vita non dev'essere divisa a spazi. Concentriamoci anche nel cibo. La nutrizione dev'essere assimilazione erotica.
I trafficanti di armi tolgono il cibo al Terzo Mondo con i loro sprechi. In Occidente i governi vogliono toglierci il piacere ! Noi invece abbiamo il coraggio di godere e nutrirci con amore.
Amore senza limiti, maledetti bigotti ! Senza limiti.
Hanno paura del sesso solo perché non sanno amare, allora lo censurano.
Il sesso è un atto naturale. Non può essere censurato"

(Ursula Davis Hula Hop dal film "Diva Futura, l'Avventura dell'Amore". Regia di Ilona Staller)




9 dicembre 2013

In memoria di Riccardo Schicchi

Il 9 dicembre del 2012 moriva Riccardo Schicchi, soprannominato il “Re del porno”.

In realtà Schicchi detestava la parola “pornografia”, preferendole il termine “erotismo” e “trasgressione”.

Trasgressione delle regole imposte da una (in)cultura bigotta e repressa, quella italica, che lui combatterà per tutta la vita, attraverso il suo lavoro e le sue iniziative.

Riccardo Schicchi ed Ilona Staller-Cicciolina, fondando l'Agenzia Diva Futura, nei primi Anni '80, sdoganarono l'erotismo e lo portarono persino il televisione ed in politica, scatendando così una delle più grandi provocazioni che siano mai state ideate e realizzate nel nostro Paese.

Fecero forse ciò che oggi, nei Paesi dittatoriali o pseudo-democratici, fanno le attiviste di “Femen”, mostrando i loro seni nudi, per contrapporsi alla violenza della politica antidemocratica, antilaica, antilibertaria.

Pochissimi, anzi quasi nessuno sa o ricorda che fu Riccardo Schicchi a ideare la prima lista verde-ambientalista in Italia, nel 1979, ovvero la Lista del Sole e a realizzarne il simbolo, ovvero quel Sole che Ride che, attualmente, è di proprietà dei Verdi (dopo essere transitato per i Radicali).

La Lista del Sole, infatti, fu il primo tentativo del duo Schicchi-Staller di fondare un partito libertario-ambientalista in un Paese incivile come il nostro. Quell'esperienza, del resto, portò Schicchi ed Ilona a candidarsi nelle liste del Partito Radicale, nel 1987, ove Cicciolina sarà eletta con ben 20.000 preferenze.

Un'esperienza diversa e alternativa, che farà sì che in Parlamento di discutsse finalmente di educazione sessuale nelle scuole, di affettività e sessualità per i detenuti, di introduzione dell'ora di storia delle religioni in luogo dell'ora di religione. Un'esperienza che pur non fu colta appieno nemmeno dai Radicali (specie i più bigotti), i quali rimarranno contrariati dal libertarismo del duo Schicchi-Staller e che, tempo dopo, nel 1991, porterà alla nascita del Partito dell'Amore – fondato da Riccardo Schicchi e da Mauro Biuzzi – ed il cui leader carismatico diverrà Moana Pozzi.

Riccardo Schicchi rimarrà ad ogni modo celebre per aver lanciato e promosso numerose artiste dell'eros e – grazie al suo amore per i “contrasti” ed un'ammirazione spasmodica per l'universo femminile - per averle trasformate in vere e proprie “eroine eteree”. Mai volgari. Quasi delle fatine uscite da un libro per ragazzi, solo in chiave erotica. Pensiamo a Ilona Staller-Cicciolina, appunto, vera e propria “fricchettona romantica”, a Ursula Davis-Hula Hop (che recitò anche in un film del celebre regista Piero Vivarelli), a Ramba, a Petra, a Baby Pozzi ed alla stessa Moana.

Donne che rimangono e rimarranno nella memoria di coloro i quali le amano e le hanno amate.

L'esperienza artistica di Diva Futura, oltre che quella politica di Riccardo Schicchi penso non debbano essere dimenticate e tantomeno relegate a quello che comunemente viene definito “trash”.

Il trash, la vera pornografia, come amava ricordare lo stesso Schicchi, era altro. Era la disonestà intellettuale e morale della politica e di certa cultura “ufficiale”.

Quella politica e quella cultura che, nemmeno in punto di morte, resero omaggio a questo grande fotografo, artista, talent scout, libertario e politico italiano.


Luca Bagatin (nella foto fra Ilona Staller-Cicciolina e Ursula Davis-Hula Hop)



15 novembre 2013

ILONA STALLER PARLA A TUTTO CAMPO DI MOANA POZZI. Intervista esclusiva di Luca Bagatin



Nessuno meglio di Ilona Staller in arte Cicciolina ha conosciuto Moana Pozzi.

Moana la pornodiva, ma anche la showgirl, cantante, scrittrice (scrisse "La filosofia di Moana"), attrice amata da Federico Fellini (che la chiamava affettuosamente "Moanina") e politica italiana leader del primo partito politico italiano ad inneggiare apertamente all'Amore (erano gli anni immediatamente successivi alla caduta del Muro di Berlino): il Partito dell'Amore, appunto.

Un personaggio, quello di Moana, rimasto eterno nel cuore degli italiani sia per la sua bellezza, che per la sua profondità d'animo ed arguzia. Oltre che per il fatto di essere morta a soli 33 anni.

Oggi abbiamo la possibilità di intervistare l'amica Ilona Staller, talent scout di Moana assieme al compianto Riccardo Schicchi.




Moana Pozzi, Riccardo Schicchi, Ilona Staller, Ursula Davis e Baby Pozzi


Luca Bagatin: Come hai conosciuto Moana Pozzi ?

Ilona Staller: Mi è stata presentata da Riccardo Schicchi, presso l'Agenzia Diva Futura, che avevo costituito con Riccardo alla fine degli Anni '70. Sarà stato il 1985. Allora Moana aveva già fatto un film porno: “Valentina ragazza in calore”.


Luca Bagatin: Credetti subito in lei, nel suo personaggio ?

Ilona Staller: Certo ! Con Moana legammo subito. Pensa che facemmo stampare, con Riccardo, dei manifesti con su scritto “Moana, raccomandata da Cicciolina”. Io allora ero popolarissima in tutto il mondo e Moana voleva seguire le mie orme. Realizzammo anche diversi fotoromanzi per il giornalino TILT. Eravamo una sorta di Charlie's Agnels erotiche (Ilona ride).


Luca Bagatin: Producesti anche i suoi primi spettacoli, se non erro...

Ilona Staller: Certo ! Ho prodotto tutti i suoi spettacoli e le sue canzoni, oltre che, naturalmente, i costumi di scena. Sia quelli di Moana che di Ramba, altra ragazza molto promettente dell'Agenzia Diva Futura.


Luca Bagatin: Com'era il tuo rapporto con Moana ?

Ilona Staller: Moana veniva spesso a mangiare a casa mia. Allora vivevo con Riccardo. Vivevamo assieme sin dal 1975, in una palazzina proprio accanto all'Agenzia. Moana amava quel posto, tanto che acquistò l'attico proprio di fronte a casa mia, dove oggi abita una famiglia con bambini. Pensa che il nostro condominio è stato costruito sopra ad un cimitero etrusco ! A Moana piaceva moltissimo la mia cucina ungherese. In particolare quando le preparavo il gulash ed il pollo con i peperoni. Ad ogni modo Moana non mangiava moltissimo perché teneva molto alla sua forma fisica, amava correre e fare molta ginnastica. Direi che era una “donna bionica” ! Altissima, a volte aveva un modo di incedere quasi militare e, accanto a me, sembrava la mia sorella maggiore...nonostante fosse più giovane di me (Ilona sorride).


Luca Bagatin: Che cosa ricordi, in particolare di lei ?

Ilona Staller: Ricordo che era molto intelligente e parlava molto bene in italiano. Era molto colta. Leggeva le sceneggiature dei film e se le ricordava subito ! Mentre io, povera me, dovevo leggerle anche quattro o cinque volte prima di impararle ! (Ilona ride) E poi amava molto la natura e l'ambiente, come me e Riccardo.


Luca Bagatin: Quando vi siete viste l'ultima volta ?

Ilona Staller: Ci siamo riviste quando entrambe siamo tornate dagli Stati Uniti, nel 1994. Io con mio figlio Ludwig e Moana con il marito. Più che altro è giusto dire che ci siamo appena intraviste. Una comune amica che viveva nel nostro palazzo, Katia, mi invitò ad andarle incontro in piscina. Ricordo una Moana cambiata, diversa, irriconoscibile...quasi moribonda. Moana non voleva farsi vedere in quelle condizioni, per cui se ne andò e da allora non la rividi mai più. Era partita per la clinica di Lione, in Francia, dove poi morirà.


Luca Bagatin: Da allora non hai avuto più contatti con nessuno della famiglia di Moana ?

Ilona Staller: Ricordo che, appena dopo la morte di Moana, sua madre venne da me e mi invitò a visitare la casa della figlia. Fu molto gentile, tanto che mi invitò a prendere un oggetto appartenuto a Moana. Presi degli stivali tigrati, che ancora conservo.


Luca Bagatin: Da diversi anni c'è chi afferma che, in realtà, quella di Moana, fu una morte simulata e lei sia invece ancora viva. Che ne pensi ?

Ilona Staller: Tutte bugie ! Tutte speculazioni ! Addirittura c'è chi ha tirato in ballo i servizi segreti, ma figuriamoci ! Mi dispiace che ci siano persone che strumentalizzano, per scopi pubblicitari e mediatici, la morte di Moana. E' come se domani mi mettessi a dire che Schicchi è vivo ed è rifugiato a casa mia ! Oppure che Moana è nascosta nella mia casa di Budapest, magari protetta dal Kgb, che fra l'altro non esiste nemmeno più ! Siamo seri, orsù !

Moana è e rimane un grande personaggio storico. Il fatto poi che sia morta a soli 33 anni la accomuna, per molti versi, ad un altro grande personaggio del passato, che ha fatto una tragica fine: Marylin Monroe.


Luca Bagatin (nella foto fra Ilona Staller e Ursula Davis)



24 agosto 2013

Selvaggia Lucarelli come Moana ? Ma fateci il piacere !


Nella foto: Ursula Davis, Baby Pozzi, Moana Pozzi, Riccardo Schicchi e Ilona Staller
(foto dell'Archivio Staller)

Di Selvaggia Lucarelli ricordiamo solo la presenza "prezzemolina" come "opinionista" nell'Isola dei Famosi di una decina di anni fa. Ed anche allora preferivamo gli interventi scanzonati dell'amico scrittore Andrea G. Pinketts, purtroppo ripetutamente zittito da Simona Ventura.
Oggi c'è chi vorrebbe paragonare la grande Moana Pozzi a Selvaggia Lucarelli e, da estimatori della prima, non possiamo non rimanerne perplessi.
Di Moana, infatti, ricordiamo l'impegno civile e politico nel primo Partito dell'Amore (quello ove era peraltro Presidente onorario Ilona Staller, prima di dovervi rinunciare per impegni e ragioni famigliari) e nella campagna elettorale amministrativa del 1993, ove Moana fu candidata a Sindaco di Roma.
Moana Pozzi, nella sua pur breve esperienza politica, prese più preferenze dei leader politici nazionali in auge allora, quali ad esempio Umberto Bossi e Francesco Rutelli. Ed il suo programma civico, sociale, libertario ed ambientalista è tutt'ora validissimo.
La Lucarelli, da "opinionista", saprebbe mai eguagliare Moana ?
Lo dubitiamo fortemente. Ma tant'è. Tutto è buono per fare gossip...purtroppo.



18 febbraio 2013

"Intervista esclusiva a Mauro Biuzzi, leader del Partito dell'Amore" di Luca Bagatin

A sinistra: Mauro Biuzzi, oggi, con il sibolo del Partito dell'Amore, recante il volto di Moana Pozzi; a destra: Moana Pozzi e Mauro Biuzzi nella campagna elettorale del 1992


Moana presenta il simbolo del suo partito

Ti credo capace di ogni male: perciò voglio da te il bene;

La pornografia è una cosa troppo importante per lasciarla fare ai pornografi;
Solo il Partito dell’Amore, che ha saputo liberare la pornografia in Italia, può anche liberare l’Italia dalla pornografia.
Queste solo alcune delle citazioni di Mauro Biuzzi che ci hanno subito incuriosito, al punto dal volergli proporre quest'intervista, che parla non solo o tanto di lui, quanto piuttosto del suo progetto “alter-politico” - contenuto nel programma politico-culturale del Partito dell'Amore - ed il suo ricordo della celebre attrice Moana Pozzi, tragicamente e prematuramente scomparsa nel 1994.

Mauro si definisce un' “attivista antipolitico” che, con vari mezzi, espressivi – che vanno dall'architettura, alla fotografia, al cinema alla politica e persino alla teologia – pratica, da oltre trent'anni, una critica al linguaggio dei media, della pornografia e della politica.

Già fra i primi obiettori di coscienza al servizio militare di leva, negli Anni '70, Mauro Biuzzi è iscritto alla Lega Obiettori di Coscienza, fondata su iniziativa del Partito Radicale.

Architetto ed artista poliedrico, Biuzzi, nel 1980, fonda e partecipa alla rivista di cultura romana indipendente“Braci” e, sempre sull'onda della controcultura artistica e letteraria dell'epoca Cyberpunk, fonda, nel 1991, il primo partito politico - per così dire -“antipolitico”, ovvero il Partito dell'Amore, assieme a Riccardo Schicchi, Ilona Staller e Moana Pozzi.

Non a caso il personaggio di Mauro Biuzzi è interpretato e rappresentato (a parer mio male ed in modo totalmente macchiettistico, così come sono mal interpretati i ruoli di Riccardo Schicchi ed Ilona Staller) nella fiction che Sky ha dedicato a Moana Pozzi dal titolo, appunto, “Moana”, di Alfredo Peyretti, con l'ottima (lei sì davvero !) Violante Placido.

Mauro Biuzzi – oggi leader del Partito dell'Amore (www.partitodellamore.it) e fondatore dell'Associazione Moana Pozzi (www.moanamoana.it) - è un simpatico amico -  peraltro già in passato in contatto con il nostro amico e collaboratore fraterno Peter Boom profondamente colto, intelligente ed arguto.

Oggi abbiamo il piacere di intervistarlo, in esclusiva (per completezza dell'informazione desideriamo segnalare che i link contenuti nell'articolo, le parole in maiuscolo, corsivo e grassetto sono state appositamente e volutamente inserite dall'intervistato Mauro Biuzzi).


A sinistra: lo staff del Partito dell'Amore con, al centro, Moana Pozzi; a destra: Ilona Staller, Marcella Zingarini e Mauro Biuzzi



Moana Pozzi candidata a Sindaco di Roma nel 1993 con il Partito dell'Amore

Luca Bagatin: Quando hai conosciuto per la prima volta Moana Pozzi ?

Mauro Biuzzi: Il nostro primo scambio di battute è stato a Roma, i primi giorni di gennaio 1992, nel comprensorio di palazzine in Via Cassia, dove c’era la Diva Futura e dove abitavano lei, Schicchi e la Staller. La prima sede del PdA era in un appartamento indipendente in una di quelle palazzine, nel quale io ho diretto la campagna politica del 1992. Per la campagna alle amministrative del 1993, invece, la sede del PdA si spostò nel superattico sopra all’appartamento di Moana, giacché volevamo entrambi una totale indipendenza dalle attività di Schicchi. Torniamo alla prima volta con Moana. Era appena arrivata da Milano la diffida della Staller ad usare il suo volto nel simbolo del Partito dell’Amore [http://www.partitodellamore.it/diva_patria/politiche/006/d001.html]. Pioveva e, poiché aveva un pacco di copie della sua Filosofia e non aveva l’ombrello, Schicchi mi chiese se volevo accompagnarla alla palazzina dove si trovava il suo attico. Lei mi disse subito: “Peccato dover sprecare tutto il lavoro che hai fatto per il simbolo !”. In ascensore le dissi: “Potrebbe dipendere anche da te…”. Lei, che non aveva la minima idea di impegnarsi in quest’avventura politica che stimava come un’ennesima “pagliacciata” di Riccardo (parole sue), sulla porta di casa mi disse: “Ci penso.”. Ci pensò. Pochi giorni dopo, in una riunione a quattro (Schicchi, Moana, io e mia moglie Marcella Zingarini), con il solo voto contrario di Riccardo, è rinato il vero Partito dell’Amore e questa volta aveva il volto di Moana. Il PdA di Schicchi/Staller era durato solo un mese.


Luca Bagatin: Chi era, secondo te, Moana Pozzi, veramente ?

Mauro Biuzzi: Moana fu un raro esemplare di genio italiano. Una donna, cioè, la cui eccezionale forza fisica e logica la spinsero sempre a fare scelte anti-conformiste.


Luca Bagatin: Ricordo che in un'intervista che Piero Chiambretti ti fece nel suo programma, alcuni anni fa, dicesti che, secondo te, Moana Pozzi dovrebbe essere ricordata nei libri di Storia. Puoi spiegarcene meglio il motivo ?

Mauro Biuzzi: Perché Moana ha concluso la sua vita facendo politica e senza usare i potenti mezzi del Potere (Denaro, Media, Spettacolo, Scienza, Cultura, Politica, Religione, ecc), ma al contrario mettendo la sua popolarità al servizio di una piccola formazione come il PdA, che aveva come scopo quasi suicida quello di opporsi ai poteri forti partendo da zero. E la Storia in Occidente, da Cristo in poi, si fa senza i potenti mezzi. Non troverai nessuna “diva” che, al vertice della sua carriera, abbia corso un tale rischio d’immagine. E che, dopo la prima sconfitta e contro l’opinione di tutti, che abbia voluto assolutamente ritentare quasi da sola (ovvero solo con me), nella campagna elettorale per il Sindaco di Roma del 1993, riuscendo a concludere la raccolta firme in condizioni disperate e riuscendo a portare per la seconda volta il simbolo del PdA nella scheda elettorale. Una tempra da Giovanna D’Arco, che sola spiega la sua beatificazione postuma. Anch’io che l’ho seguita e guidata passo passo in questa lucida follia, certe volte penso che me la sia sognata, che Moana non è mai esistita. Ma la vera politica, quella che fa Storia, è quella che non teme di realizzare l’impossibile. Altro che economia politica !


Luca Bagatin: Che cosa ti ha spinto ad ideare, assieme a Riccardo Schicchi, il Partito dell'Amore ?

Mauro Biuzzi: La scommessa che si potesse sfidare sul suo terreno, quello di una campagna elettorale - ma fatta senza spendere una lira pubblica - il peggior consociativismo partitico della Repubblica Italiana: quello che aveva resistito al Movimento Studentesco del 1968, alle Brigate Rosse del 1978, ma che poi aveva ceduto qualcosina solo nei primi anni Novanta nell’inchiesta detta Tangentopoli. Con il PdA - per la prima volta - una formazione dichiaratamente antipolitica ha dominato per tre mesi una campagna elettorale italiana, se si escludono i precedenti referendum sull'aborto e sul divorzio. Voglio qui precisare che l’accostamento del PdA all’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini, è un’approssimazione idiota, di quelle che si leggono su Wikipedia. Oggi sono tutti qualunquisti meno il PdA.


Luca Bagatin: Ma il simbolo del Partito dell'Amore lo ideasti tu o Riccardo Schicchi ? Che cosa rappresenta, nello specifico ?

Mauro Biuzzi: L’icona nel cuore, che avevo già usato dal 1987 in mie azioni pubbliche [http://www.partitodellamore.it/diva_patria/politiche/001/d009.html], la proposi a Schicchi nel 1991 in una versione adatta ad essere presentata come simbolo in una campagna elettorale. Fu, infatti, ammesso dal Ministero degli Interni nel 1992, anche se dovetti discutere un’obiezione di ammissibilità dell’ufficio competente che riteneva blasfemo l’accostamento tra una croce e il volto di una pornostar. Feci notare che non era “una pornostar” ma la cittadina Moana Pozzi. E il simbolo fu ammesso dalle Istituzioni [http://www.partitodellamore.it/diva_patria/politiche/009/d004.html]. Ma non dagli elettori italiani, il cui concetto di cittadinanza era ancora ristretto a quello indicato dai Partiti e dai mass-media dell’epoca.


Luca Bagatin: Quali i punti salienti del programma cultural-politico del Partito dell'Amore ?

Mauro Biuzzi: Dichiarammo subito sul retro del volantino di Moana [http://www.partitodellamore.it/diva_patria/politiche/011/d02.html ]che la nostra logica politica non era riducibile a quella di programma, come nella politica di matrice sindacal-contrattuale. E invece preferimmo una Politica di Immagine piuttosto che di Parola, che fu poi tipica dei movimenti no-global ma anche del terrorismo islamico (intendo sul piano dell’uso dei mezzi di comunicazione). Nessuna chiacchiera moraleggiante. In particolare io avevo ed ho i miei riferimenti nelle declinazioni nazionali della rivoluzione punk, che come tutti sanno, si oppose a quella hippie sessantottina e che riemerse all’inizio degli Anni Novanta. Anche su questo piano di Immagine si è consumata la separazione del PdA di Mauro Biuzzi e di Moana Pozzi dalla precedente esperienza politica della Diva Futura di Riccardo Schicchi e Ilona Staller, legata all’ideologia della Rivoluzione Sessuale degli anni settanta. Nel 1991 gli effetti della caduta del muro di Berlino erano ormai evidenti e noi lanciammo per primi una sfida al Pensiero Unico sul suo terreno: quello della simulazione della politica e della sua morte simbolica, dell’anti-partito, come dissi nella mia tribuna elettorale del 1992 [http://www.youtube.com/watch?v=ye4tvQk1TQ8]. La cosa interessò, infatti, tutto il mondo e con Moana raccogliemmo oltre duecento articoli di stampa estera, da ogni parte del mondo [http://www.partitodellamore.it/diva_patria/politiche/015/index.html]. Moana rappresentò uno sperpero di visibilità politica contro la riduzione della politica all’economia. Una festa orgiastica della morte della politica contro la simulazione tragicomica della crisi economica mondiale. Generazione X. Tentativo riuscito di fare di Moana una bellissima e terribile pausa in cui si sente solo il rumore dello strappo di una moquette: quella con cui l’economia politica borghese silenzia da qualche secolo ogni Realtà che gli somigli come la sua immagine rovesciata nello specchio, un’immagine che simuli la sua morte simbolica, un’immagine fuori controllo. E Moana era esattamente questo: non la diversità ma l’alterità, non la trasgressione ma la seduzione fatale. Come il Don Giovanni, il Gattopardo, il Marchese del Grillo, l’aristocrazia francese o russa che misero fine ad una tirannia cortigiana ed oligarchica di cui erano la maggior espressione e che conoscevano molto bene. Moana rimarrà una delle maggiori icone del tramonto dell’Occidente in Italia, insieme a Mamma Roma e ad Accattone.


Luca Bagatin: Il Partito dell'Amore esiste tutt'oggi, ma, dal 1993, non si presenta alle elezioni politiche, come mai?

Mauro Biuzzi: Perché il PdA è un partito cristiano-dionisiaco, nel senso che proprio con il parlare silenzioso del corpo di Moana ha dato l’esempio di un leader politico che pratica il diritto/dovere di tacere su ciò di cui non si può parlare. Con ciò opponendosi radicalmente all’idea tutta mass-mediatica che il politico sia un opinionista televisivo, un inarrestabile nastro trasportatore di Doxa, un continuo parolibero che vomita contratti programmatici. In tal senso la cultura realista del PdA, in contrasto con il cosiddetto diritto alla libertà d’espressione, si oppone anche all’obbligo per tutti ad avere un’opinione su tutto. Dittatura della Doxa che si esprime ai suoi massimi livelli nei social network, veri campi di concentramento dell’autismo cronachistico di massa (oltre che mezzo d’intercettazione e di controllo): crimine perfetto di istigazione dell’umanità alla masturbazione espressiva travestita da “libertà di espressione”, proprio come tra gli adolescenti nativi digitali l’esperienza della masturbazione via cam sta sostituendo quella del primo rapporto sessuale. Insomma, il PdA ha dato alla borghesia “protestante” italiana la spiacevole notizia che il sesso è nato molto prima del diritto. E che non se ne può fare libero commercio “liberandolo”, quasi peggio di come hanno fatto i preti “vietandolo”.


Luca Bagatin: Il Partito dell'Amore, fra gli altri, si ispira al socialista umanitario Giuseppe Garibaldi, come mai?

Mauro Biuzzi: Perché Garibaldi ha fondato la nostra Repubblica credendo, parlando e scrivendo di un socialismo del cuore che certamente Biuzzi e Moana, da patrioti e credenti, hanno praticato prima ancora che capito. Capiamo invece perché l’algida e frigida borghesia televisiva italiana possa chiamare populismo ciò che arriva alla gente in forma commovente e affettiva. Un politico che è amato dalla popolazione indispettisce i pragmatici che ormai ci governano, come il caso di Pier Paolo Pasolini ancora dimostra. Perché i progressisti e i pragmatici possono avere ragione, ma amore no.


Luca Bagatin: Oggi vi presentate come "Partito dell'Ex Voto", ovvero invitate gli elettori all'astensionismo ed alla dissidenza "alter-politica". In che cosa consiste questo nuovo modo di fare politica da voi inaugurato?

Mauro Biuzzi: Per l’esattezza oggi invitiamo all’obiezione di coscienza elettorale, che è tutt’altra cosa dalla scheda bianca. Per quanto ho già detto, noi ci proponiamo sempre come critici dello spettacolo elettorale, e in particolare, critici della comunicazione pornografica come modello di propaganda della nostra epoca. Come nel secolo scorso ogni persona faceva due mestieri, il suo e quello di critico cinematografico, il PdA ha profetizzato la nascita del “critico politico”. Beppe Grillo non è “un comico che fa politica” ma è un cittadino che interrompe momentaneamente il suo mestiere per fare il critico della politica. E così dicasi per i militanti del suo Movimento. Una rivoluzione antropologico-culturale cominciata con il sottoscritto e con Moana Pozzi. Questa novità determinò il contrasto con Schicchi e Staller, che furono espulsi dal PdA nel 1992 [http://www.partitodellamore.it/diva_patria/politiche/014/d001.html] proprio perché praticavano ancora una politica di conflitto d’interesse tra il proprio mestiere e le alleanze politiche. Questa evoluzione di Moana maturò, infatti, nella campagna per le amministrative di Roma nel 1993 nella quale, liberi ormai dalla vecchia equazione sesso = politica, formammo la prima lista civica di candidati della Seconda Repubblica. Fu costituita candidando oltre cinquanta aspiranti consiglieri comunali tutti provenienti dalla società civile romana e senza alcun “precedente” politico, ed io fui nominato capolista su proposta di Moana [http://www.partitodellamore.it/diva_patria/amministrative/004/s02.html]. In conclusione, direi che la caratteristica dei cittadini ai quali il PdA si rivolse per primo (nel quadro della crisi della politica che dura da Tangentopoli ad oggi), è quella di essere dei “critici politici” irriducibili alla Doxa politica e al marketing mediatico. Cittadini irriducibili alla definizione asfittica di elettori, essendo ormai caduto miseramente il vincolo che legava politica e lavoro (alla faccia dell’art.1 della Costituzione). Cittadini-stalker delle mappe interstiziali che ancora ostacolano l’urbanizzazione a tappeto del territorio. Cittadini-mutanti residuali della cittadinanza repubblicana, nel quadro della modernizzazione fondata sul capitalismo avanzato e sull’immigrazione/deportazione di massa. Insomma, non più cittadini collaborazionisti, deleganti, qualunquisti, pessimisti, clandestini o resistenti, ma attivisti e patrioti che si riprendono la loro sovranità nel pubblico e soprattutto nel privato. Cittadini che, al di là della modernizzazione coatta e ricattatoria tipica del dopoguerra e del suo portato d’ingerenze e di embarghi (che ancora chiamiamo esportazione della democrazia, una specie di Pax romana fatta da bottegai e top-guns), riprendono il cammino della libertà repubblicana universalista, in Italia e nel mondo.


Luca Bagatin: Che cosa ne pensi della politica di oggi ? Ci sarebbe spazio, nel panorama politico-culturale e mediatico per una personalità libera e libertaria come Moana Pozzi ?

Mauro Biuzzi: Ho già detto che nelle nostre socialdemocrazie la politica si è ridotta ad economia politica. In questo senso ritengo che l’economia politica sia troppo stretta per Moana come per qualunque altro cittadino che non sia un Attore di questa nuova oligarchica. Che non sia cioè un finanziere, un industriale, un editore, un autore/pubblicitario, un politico ovvero una Vedette al servizio della Governance mondiale. Moana (come Marilyn o Pasolini) non è riducibile a nessun bipolarismo imperial-democratico (tipo progressisti/conservatori), come si è rappresentato da Jacqueline Kennedy a Carla Bruni ex-Sarkozy (che guarda caso sono donne). Moana è la parte vitale e negativa del bipolarismo, la parte maledetta e anti-borghese, la parte anti-sociale e anti-edipica, come alle origini lo furono Van Gogh o Rimbaud (che guarda caso sono maschi). Il PdA, con la posizione di estremo-centro, si libera per primo anche del retaggio ideologico della distinzione destra/sinistra o di quella maschile/femminile, con tutti i primati di genere ad essa collegati strumentalmente e darwinianamente (schiavo/padrone, vittima/carnefice, disoccupato/salariato). Insomma, l’Estremo-centro di Moana sfugge ad ogni sistema binario e cibernetico (i codici seriali 0/1, senza centro e senza estremi per definizione). Il PdA è per la ciclicità, per l’estremo ritorno del principio dell’eguale, per la Terra e contro il Territorio. Il PdA sostiene Moana come simbolo della Repubblica Italiana, dalle Alpi alla Sicilia. Sostiene Moana come Cuore della nostra Patria. Cuore della questione mediterranea, cuore del rapporto nord/sud.


Luca Bagatin: Pensate che in futuro ci potrà essere spazio, in Italia, per il Partito dell'Amore ?

Mauro Biuzzi: Non ci sarà futuro per nessuna libera repubblica e per nessun popolo che si riconosce in essa, se non si farà ovunque una “critica politica” ai rappresentanti del mondialismo finanziario che ovunque si insediano nei governi nazionali, per espropriarli progressivamente della loro sovranità culturale e popolare, vero motivo della crisi della rappresentanza elettorale (in Italia come in Grecia come in Spagna). Insomma, dopo i manager, le pornostar, i papi e i centravanti “stranieri”, tra quanto tempo il liberismo aprirà anche il mercato della politica-spettacolo ? E perché non lo ha ancora fatto ? E che fine farà la cultura diffusa in Italia sotto i colpi dell’internazionalizzazione del Made in Italy ? Per non parlare dello sterminio della cultura contadina di Pasoliniana memoria, dell’olocausto delle api pronube, dei fondamenti stessi della corretta alimentazione dei popoli, tutto spazzato via a colpi di aree metropolitane e grande distribuzione. Il Partito dell’Amore, lungi dall’essere un partito nazional-socialista, è stato certamente un primo segnale tutto italiano dell’inizio di una crisi irreversibile del primato della politica trans e multinazionale. Il PdA ha profetizzato nel 1992, l’avvento in Italia di una Videocrazia senza uguali al mondo e la necessità di affrontare il “discorso sul Massimo Sistema Pornografico”. Quel Sistema che, dall’11 settembre del 2001, ha cominciato a parlare, all’interno di tutti i linguaggi locali, con il linguaggio politico del nuovo Impero finanziario mondiale. Quindi, nessun futuro senza il Partito dell’Amore, che ha avuto sempre la missione di voler restituire agli italiani la loro verginità stuprata (culturale e ambientale). Questo noi intendiamo con cristiano-dionisiaco: la difesa della nostra cultura mediterranea da quella Mondialista. E il più grande successo del PdA è stato quello di riuscirci almeno con la sua prima candidata, Moana, che da iper-pornostar all’americana è diventata cittadina comune e prima donna-leader di una piccola formazione indipendente (e non la solita testimonial dello Spettacolo candidata dal Padrone di turno a questo o quel Partito politico che fa i suoi interessi a Montecitorio). L’Italia è una giovane Repubblica fondata sulla resistenza Risorgimentale alle occupazioni militari, e agli stupri simbolici e materiali che sempre ne conseguono. A mio modesto avviso, la nostra Moana con la fascia tricolore davanti all’Altare della Patria a Roma è uno dei simboli più significativi della volontà di emancipazione di una Repubblica nata nel clima di occupazione morale e materiale conseguente agli esiti della Seconda Guerra Mondiale. E in seguito cresciuta nello “sviluppo senza progresso”, la cui entità è data proprio dal livello insopportabile raggiunto oggi dal nostro debito pubblico sotto la pressione speculativa internazionale [http://www.partitodellamore.it/diva_patria/amministrative/003/i01.html]. In quell’immagine, che ho realizzato con lei nel novembre 1993 per il suo unico manifesto politico, Moana cessa di essere la pallida imitazione di una diva del cinema americano (che tanto piace ai critici sessantottini che sostengono il Trash all’italoamericana), per diventare la vera icona del cammino che la nostra Repubblica sta facendo attraverso i tanti disastri civili del dopoguerra. Certo, di una Repubblica nata orfana, e che continua ad essere considerata figlia di madre ignota. Proprio come Moana, la nostra Biancaneve che ora dorme con il milite ignoto, con l’italiano futuro.


Luca Bagatin



12 febbraio 2013

Ilona Staller Cicciolina: una vita sofferta alla ricerca dei propri sogni, dell'amore e della libertà. Per sè e per gli altri.



Elena Ilona Anna Staller, in arte Cicciolina.

Una fra le più celebri e più pagate pornodive al mondo. Ungherese di nascita ed italiana di adozione.
Una vita che è più di un'avventura. A tratti drammatica, a tratti emozionante, a tratti commovente.
Chi conosce bene Ilona sa che la sua è ed è stata una vita alla ricerca di sogni da vivere e realizzare. Sogni spesso infranti dalla violenza e dalla stupidità altrui.
Ilona nasce a Budapest nel 1951, in piena Guerra Fredda e con l'Ungheria sotto il controllo comunista sovietico. Ilona nasce in una famiglia poverissima, nel quartiere periferico Kobanya, in un palazzo-dormitorio umido e senza luce.
Suo padre, Laszlo Staller, è un donnaiolo infedele, mentre la madre - anche lei di nome Ilona - cresce lei e i suoi fratelli Valeria, Laszlo e Attila, nel migliore dei modi, senza far loro mancare nulla, ma con il sogno di abbandonare la miseria e la mancanza di libertà del regime comunista ungherese.
Con il secondo marito, Ignac Magyari, la madre di Ilona ed i suoi fratelli, trovano una certe stabilità e tentano tentano persino la fuga nell'Occidente democratico, ma senza successo. Vivono persino i terribili momenti della Rivoluzione d'Ungheria del 1956, con le vie di Budapest zeppe di cadaveri causate dai carri armati sovietici, i quali sopprimono ben presto i rivoltosi. Ilona aveva solo 5 anni allora, ma quei momenti di terrore - stretta fra i suoi fratellini ed alla ricerca dispetata di cibo – li ha ben impressi ancora oggi nella sua mente.
Nel '57 tentarono la fuga, passando in Jugolsavia, ma saranno presto rispediti a casa.
Crescendo, Ilona, diventerà un'avvenente ragazza bionda con gli occhi azzurri. Inizierà a lavorare come cameriera in un albergo, sfruttata e costretta a sfacchinare dalla mattina alla sera. Sarà qui, ad ogni modo, che il servizio segreto comunista ungherese la noterà e la inviterà a diventare una spia del regime. Lei non può fare altrimenti e così inizierà a riferire ai servizi segreti gli spostamenti dei vari ambasciatori americani in visita a Budapest.
Ben presto, ad ogni modo, lascierà quella vita da Mata Hari e, incoraggiata dalla madre, contatterà l'agenzia pubblicitaria M.T.I, la quale stava selezionando ragazze per una campagna pubblicitaria ed inizierà così la carriera di fotomodella.
Nel 1970 Ilona incontrerà Salvatore Mercuri, un calabrese non particolarmente avvenente ma che a lei piacque subito e così lo sposò andando a vivere con lui a Milano.
Il matrimonio si rivelò ben presto un vero disastro e Salvatore non certo il principe azzurro che Ilona aveva sognato, ma un uomo che la costringeva a cucinare tutto il giorno, senza concederle un minimo di libertà. Fu così che lasciò Salvatore e se ne andò a lavorare a Roma, per un nuovo servizio fotografico e qui iniziò – finalmente - una nuova vita.
Fu infatti alla fine degli Anni '70 che la carriera e la vita di Ilona Staller ebbero ad ogni modo una svolta luminosa e ciò grazie all'incontro con l'ancora sconosciuto Riccardo Schicchi, un curioso e stravagante fotografo, dai modi a tratti infantili, il quale, dopo averla tempestata di telefonate, si presentò di fronte a casa sua, sulla Cassia.
E si presentò ad Ilona in una buffissima posizione yoga, con le gambe per aria (come ebbe modo di raccontarmi recentemente, in un'intervista) !
Da allora, ad ogni modo, nacque un vero e proprio sodalizio fra Ilona e Riccardo. Un sodalizio fatto di amore per la natura, i tramonti, gli animali, l'erotismo e la voglia di rompere ogni tabù legato al pudore ed alla sessualità.
Riccardo Schicchi era letteralmente stregato da Ilona Staller e le coniò il simpatico nomignolo "Cicciolina", per il suo modo di fare naif, anche se Ilona - come mi confidò nella nostra recente intervista - non si innamorò mai di lui.
Fu così che, con Riccardo Schicchi, fondò "Radio Luna", la prima radio libera che parlava di sesso e sessualità ad un vasto pubblico e fu proprio in quell'occasione che inventò il nome d'arte "Cicciolina". Nel 1979, con Schicchi, fondò poi la "Lista del Sole", il primo partito ambientalista d'Italia che per simbolo aveva il Sole che sorride (oggi divenuto di proprietà dei Verdi) e, nel 1983, l'agenzia di casting "Diva Futura", alla quale iniziarono a lavorare future artiste dell'eros quali Ursula Davis, Milly D'Abbraccio, Moana Pozzi, Ramba, Baby Pozzi ed altre.



Sempre assieme a Schicchi, Ilona, animata dal sogno di cambiare il comune senso del pudore, le leggi contro la censura, migliorare l'ambiente e combattere ogni forma di violenza, intraprenderà la carriera politca candidandosi nelle liste del Partito Radicale. Schicchi non sarà eletto, ma lei, nonostante sia quasi ultima nella lista dei candidati, sarà eletta al Parlamento italiano, nel 1987, con 20.000 voti di preferenza, presentando peraltro numerose proposte di legge per la tutela dell'ambiente, degli animali, fu forse la prima a presentare proposte di legge contro la violenza sulle donne, per i diritti delle prostitute e dei detenuti.
Inoltre fu la prima a bruciare, in segno di protesta sia contro al Guerra Fredda che contro il terrorismo, le bandiere di USA ed URSS recanti entrambe la stella rossa delle Brigate Rosse. Ciò, ad ogni modo, le costò un'incriminazione per attentato alla bandiera di due Stati esteri, nonché l'impossibilità - per parecchi anni - di recarsi negli Stati Uniti d'America in quanto “ospite indesiderata”.
Oltre a ciò, Ilona Staller, partecipò - in qualità di Parlamentare italiana - ad una serata di beneficienza per la ricerca scientifica relativa alla lotta all'AIDS, a Tokyo, consegnando l'equivalente di un milione di euro al Ministro della Sanità giapponese. Parte del ricavato, peraltro, fu devoluto al campo profughi vietnamita-laotiano.
A cavallo fra la fine degli anni '80 ed i primi anni '90, Ilona Staller continuerà a "dare scandalo" con i suoi spettacoli erotici i quali le costeranno - come mi ha raccontato nell'intervista - oltre cinquanta denunce penali, ma contribuendo a far cadere così l'ipocrita reato di "offesa al comune senso del pudore".
E' triste, ad ogni modo, apprendere che pochi deputati Radicale solidarizzavano con lei. Molti la trovavano solamente "scandalosa" e nulla di più. Con Ilona, non molto tempo fa, chiacchierando come talvolta ci capita di fare, abbiamo ricordato le sole figure radicali che l'hanno sostenuta e difesa veramente. Tre donne coraggiose e combattive, che oggi purtroppo non ci sono più: Adele Faccio, Adelaide Aglietta e Roberta Tatafiore.
Peccato che, anche fra i Radicali, albergasse un certo bigottismo che poco si confaceva alle loro battaglie...



Nel 1992, a fine legislatura, tenterà ad ogni di rilanciare la sua immagine politica, proponendo il Partito dell'Amore, poi lasciato in eredità a Moana Pozzi. In quel periodo, infatti, Ilona partorirà Ludwig, il figlio che aveva concepito dall'artista statunitense Jeff Koons, suo marito dal 1991.
Un altro uomo sbagliato della sua vita. Un uomo che Ilona, nel suo libro edito da Mondadori "Per amore e per forza", descrive come iracondo, geloso, violento, il quale portò persino via Ludwig a Ilona contro il parere dei giudici italiani, accusando Ilona - nei processi per l'affidamento del piccolo – di essere una cattiva madre e persino una pedofila !
Per fortuna, nonostante il calvario passato da Ilona Staller in quegli anni, tutto andò a finire per il meglio ed oggi Ludwig Koons - che ha vent'anni - vive con la madre, la quale ne è affettuosamente orgogliosa, come è giusto che sia.
Ilona Staller, Cicciolina, è ed è stata per molti di noi un'icona fricchettona, hippie, capace di lottare in modo tenace contro una vita spesso avversa.
Posso dire per certo che di rado ho conosciuto una persona, come lei, incapace di odiare anche il suo più acerrimo nemico. Una persona che, pur avendo affrontato molte avversità ed una vita davvero piena in tutti i sensi, è ancora oggi capace di credere in un mondo migliore. Un mondo nel quale, come ama dire lei: "combattere tutti insieme per un mondo pieno di gente sorridente e felice. Un mondo che lasci intravedere un futuro con tutti i colori dell'arcobaleno".
Ora, io non so se un giorno questo sogno si realizzerà mai. Ciò che so è che Ilona Staller Cicciolina ha trovato, già da tempo, un posto nel mio cuore fra le persone più care che conosco. E che la aiuterò a lottare per i suoi sogni, che sono da sempre anche i miei. Sogni che fanno parte della nostra storia di utopici utopisti, liberali e ambientalisti fricchettoni, eroticamente qualificati, amorevolmente senza tabù ed alla ricerca di una libertà possibile. Credibile, necessaria.

Luca Bagatin



Ringrazio Ilona per avermi fornito gran parte del materiale fotografico - parte del quale inedito - che, per motivi di spazio, non ho potuto qui pubblicare per intero a corredo di questo articolo.
Non mancherà certo occasione per pubblicare ancora articoli e foto relative alla sua storia, passata e recente.



10 febbraio 2013

"Intervista esclusiva alla cantante, attrice ed artista dell'eros Ursula Davis in arte Hula Hop" di Luca Bagatin

Ursula Davis - conosciuta dal pubblico con lo pseudonimo Hula Hop - cantante, attrice, fumettista, artista dell'eros di origini finlandesi e nipote della celebre attrice statunitense Bette Davis, è stata fra le principali star di "Diva Futura", l'agenzia di casting fondata negli anni '80 dal compianto Riccardo Schicchi e da Ilona Staller.
Il suo stile trasgressivo "Anni Sessanta" la fa amare subito dal pubblico, così come le sue battaglie contro i falsi pudori, combattute in un frammisto di fascino ed ironia.
Ursula, oltre ai suoi spettacoli teatrali, ha recitato in numerosi film erotici pornosoft quali "Provocazione", "Desideri inconfessabili", "Diva Futura", "Visioni erotiche", "Obsession" e "Top model 2" ed ha inoltre collaborato al mensile "Diva Futura", realizzando fumetti erotici ed ironici assieme.
Oggi abbiamo il piacere e l'onore di intervistarla amichevolmente.



Ursula Davis, Baby Pozzi, Moana Pozzi, Riccardo Schicchi ed Ilona Staller Cicciolina

Luca Bagatin: Per cominciare, una domanda classica, ovvero come inizia la tua carriera artistica ?

Ursula Davis: Sin da piccola ho manifestato uno spiccato senso artistico. Amavo trascorrere ore ed ore a disegnare e dipingere. Ho frequentato, poi, il Liceo Artistico e l'Accademia di moda e da li è stato tutto un susseguirsi di cose... Ma io, più che "carriera" lo definirei un percorso di vita dettato dalla mia natura, dalla mia voglia di fare o non fare determinate cose.


Luca Bagatin: Come mai questo soprannome, "Hula Hop" ?

Ursula Davis: "Hula" altro non è che il diminutivo di uno dei miei tre nomi, ovvero Ursula. L'idea di anteporre l''"H" mi è venuta intorno gli otto anni quando per firmare i miei dipinti preferivo una lettera esteticamente più armonica della "U". "HULA HOP", invece, è il personaggio dello show creato con Riccardo Schicchi. Desideravo mantenere il mio nome e al contempo portare in giro per le discoteche uno spettacolo che rispettasse la mia personalità. Un personaggio fresco, giovane, divertente, frizzante e sconvolgentemente provocatorio. Basi musicali anni '60, costumi coloratissimi, scenografie giocose e tanti fluorescenti hula hop, naturalmente.


Luca Bagatin: E' vero che sei la nipote della celebre attrice degli Anni '60 Bette Davis ? In effetti, peraltro, le somigli molto...

Ursula Davis: Dicono che "dove c'è fumo c'è fuoco"...


Luca Bagatin: Da cantante e ballerina al pornosoft e poi al fumetto erotico. Una carriera poliedrica direi. Come è nata l'idea di diventare disegnatrice e fumettista ? Tu definisci i tuoi fumetti ironici ed erotici. Ovvero ?

Ursula Davis: Come premesso ho sempre amato disegnare, ma non mi definirei una "fumettista". Fu solo una piccola parentesi. L'idea dell'erotico/ironico è molto semplice da spiegare: lo scopo era quello di portare l'immaginazione del lettore ad alti livelli, esasperare la sua sessualità e poi farlo piombare in uno stato comico/ironico. Dietro ad ogni storia c'era una trama sottile con un finale "ironico" o delle immagini divertenti. Un'idea valida per abbracciare un pubblico più ampio.


Luca Bagatin: A tuo parere, oggi, con l'avvento di internet, il fumetto erotico cartaceo, può avere ancora il suo fascino ?

Ursula Davis: Sì, certamente sì. Io lo trovo molto più intrigante ed eccitante perché dà spazio all'immaginazione di ognuno.


Luca Bagatin: Hai lavorato per moltissimi anni a fianco di Riccardo Schicchi, recentemente scomparso. Qual è il tuo più bel ricordo di lui ?

Ursula Davis: Non è che ho lavorato per moltissimi anni a fianco di Riccardo Schicchi, ho lavorato per lui e con lui nel suo "periodo d'oro", nel suo "momento magico". Dopo, a livello lavorativo, mi sono allontanata, un po' per motivi personali e in parte perché trovavo che il suo modo di lavorare più che artistico e pieno di ideali stava diventando piuttosto commerciale, ma i contatti sono sempre rimasti. Di Riccardo ho molti bei ricordi, doverne scegliere solo uno mi rimane piuttosto difficile... Potrei risponderti così: Riccardo è uno dei miei ricordi più belli.


Luca Bagatin: L'anno prossimo ricorrerà il ventennale dalla morte di Moana Pozzi. Tu lavorasti anche con lei, se non ricordo male. Com'era Moana ? Cosa sarebbe potuta diventare ?

Ursula Davis:
Si, ho lavorato con Moana in diverse occasioni, film soft, l'hard non l'ho mai fatto. L'esperienza più incisiva è stata certamente durante le riprese del film di Piero Vivarelli "Provocazione". Abbiamo avuto modo di parlare a lungo su vari argomenti. Io Moana, a dire il vero, l'ho sempre trovata un po' particolare. C'era un lato di lei oscuro che non sono mai riuscita a decifrare. Lei dentro era inquieta, insofferente, ma in pubblico non lo dava certo a vedere. Non credo che sarebbe diventata altre cose oltre quello che già era. Penso che si sarebbe ritirata appena il fisico non le dava più quella sicurezza su cui basava la sua forza.


Luca Bagatin: So che sei un'amante della natura e degli animali. Oltre, peraltro, ad aver contribuito a rompere molti tabù sessuali in un'epoca molto più bigotta di quella attuale. Hai mai pensato di impegnarti, politicamente, come fece la nostra comune amica Ilona Staller (ad anche Moana Pozzi, negli ultimi anni di vita, peraltro), per questo tipo di battaglie ambientaliste e di libertà ?


Ursula Davis:
La natura e gli animali sono al top delle mie preferenze, ma penso che si possa agire senza necessariamente far politica. In Italia la democrazia è un'utopia e fare una politica pulita, equa, sobria è impossibile. Io credo che ci voglia una vera sterzata, una rivoluzione vera propria non una semplice battaglia. La vita mi ha insegnato a non aspettarmi nulla da nessuno per non andare incontro a delusioni e mi domando spesso se l'unione fa la forza o chi fa da sé fa per tre ? Io ero con Ilona il giorno della presentazione del suo partito. Ero spesso da Riccardo quest'estate in ospedale...O con gli anziani e i disabili, con donne arabe malmenate dai mariti e con i ragazzi libici sparati e mutilati...eppure, dimmi, hai mai sentito parlare di me ? Hai mai visto una mia foto ? Eppure esisto e agisco. Autonomamente. L'importante è essere fedeli a sé stessi altrimenti si diventa bandiere in balìa del vento.

Luca Bagatin



26 dicembre 2012

"Intervista esclusiva all'On. Ilona Staller in arte Cicciolina" di Luca Bagatin

Ilona Staller in arte Cicciolina, classe 1951, ungherese di nascita e italiana di adozione. Prima pornostar eletta in Parlamento - peraltro con 20.000 voti di preferenza, tutti conquistati sul campo - nelle file del Partito Radicale, nel 1987.
"Scoperta" in Italia del recentemente scomparso Riccardo Schicchi, fotografo e regista italiano che seppe innovare il costume del bigotto e apparentemente "perbenista" Stivale e con lui ideatrice della prima lista ambientalista nel nostro Paese, la "Lista del Sole", nel 1979 e successivamente del Partito dell'Amore, che portò poi avanti Moana Pozzi.
Ilona è una nostra carissima amica, solare, simpatica, gentile e soprattutto intellettualmente onesta. Lontana da certa frivolezza che le viene talvolta malignamente attribuita.
Ed abbiamo pertanto il piacere di intervistarla.

ANNI '80: a sinistra con Riccardo Schicchi destra con Nastassja Kinski e Marco Pannella


Luca Bagatin:
Dunque, Ilona, iniziamo da un tuo ricordo di Riccardo Schicchi, con il quale hai convissuto peraltro per molti anni, sino al 1988.
Ilona Staller: Con Riccardo ci siamo conosciuti nel '74. Allora in Italia erano uscite le mie prime foto, in quanto lavoravo come modella a Milano ed avevo un amico che lavorava nel cinema e mi faceva fare piccole parti. Abitavo a Roma, in Via Gaudenzio, sulla Cassia e c'è questo Riccardo, che ancora non conoscevo, che mi bombardava di messaggi, anche in segreteria, proponendomi vari servizi fotografici... Un mattino uscii con il mio cagnolino "Bubu" e mi trovai sotto casa questo ragazzo, giovane quasi quanto me (allora avevamo una ventina di anni), che mi si presentò in una posizione yoga, a testa in giù e con le gambe per aria (Ilona ride...).
Rimasi molto colpita e da allora non ci separammo più. Riccardo amava chiamarmi: "romantica fricchettona" (Ilona sorride). Fricchettoni e trasgressivi eravamo tutti e due, infondo ! (ride).

Schicchi, poi, era innamorato di me e della mia immagine di “ragazza bionda con gli occhi azzurri. Io invece lo vedevo più come un padre, visto che nella mia adolescenza mi era mancata una figura paterna.


Luca Bagatin: Iniziasti quindi a lavorare con lui...
Ilona Staller:
Sì, Riccardo amava fotografarmi, sia nuda che vestita. Anni dopo fondammo l'agenzia di casting "Diva Futura" in cui lanciammo varie modelle e pornoattrici come Moana Pozzi, Ursula Davis, Baby Pozzi e altre.


Luca Bagatin: Che cosa univa te e Riccardo, in particolare ?
Ilona Staller: L'amore per la natura, la rottura dei tabù e dei pregiudizi, soprattutto nel sesso. Amavamo i tramonti e viaggiare in posti esotici. Una volta, nel '75, in un viaggio, scoprii che soffriva di diabete ed ebbe anche una crisi. Non ci innamorammo mai, anche se facevamo sesso, ma non scoccò mai il vero amore che trovai anni dopo, nel '91, quando mi sposai con Jeff Koons, grande artista americano dell'arte contemporanea e dal nostro amore nacque mio figlio Ludwig, il 29 ottobre 1992. Oggi ha vent'anni ed è bellissimo !


Luca Bagatin: Una carriera professionale, ma anche politica quella tua e di Riccardo Schicchi...
Ilona Staller: Sì, certo ! Credevamo molto in quello che facevamo e capimmo subito che fare politica voleva dire darsi da fare sul serio. Fondammo il primo partito ambientalista italiano, la Lista del Sole, prima ancora della nascita dei Verdi, che oggi usano lo stesso simbolo che inventammo noi, ovvero il sole che sorride. Il mio slogan era: “Scaldiamoci con il sole e con l'amore. NO ALL ENERGIA NUCLEARE”. Amavamo la natura e lottavamo per la pace e contro il militarismo. Facemmo un sacco di manifestazioni, con me nuda, per provocare e trasgredire, una volta anche vestita tutta di verdura (Ilona sorride)...
Io poi sono stata la prima a battermi contro la bomba al neutrone e, quando ero nel Partito Radicale, ad invitare i militari italiani a non andare a combattere in Iraq. Allora mi beccai una denuncia per vilipendio alla Patria...


Luca Bagatin: Che poi, di denunce, ne hai collezionate parecchie nel corso della tua carriera politica...
Ilona Staller: Sì, almeno cinquanta, per fortuna tutte amnistiate. Negli anni '70 ed '80 io e Riccardo fummo denunciati per "offesa del comune senso del pudore", si diceva a quei tempi. Oggi per fortuna è un reato che non esiste più ! Pensa che sono finita anche in carcere, a Bruxelles, dopo uno spettacolo, solo perché avevo mostrato appena appena qualche pelo pubico !


Luca Bagatin: Possiamo quindi dire che, se oggi in Italia ci sono un po' meno tabù ed i costumi sono più liberi, lo dobbiamo a te ed a Schicchi.
Ilona Staller: Sì, abbiamo contribuito a far cadere quello che veniva chiamato "comune senso del pudore". Quello con Riccardo, posso davvero dirlo, è stato per me più di un matrimonio.


Luca Bagatin: Puoi raccontarci, brevemente, la tua esperienza da parlamentare radicale ?
Ilona Staller: Sono stata in carica dall'87 al '92 ed ero molto presente a Montecitorio. Ho presentato molte proposte di legge, ancora oggi validissime. E poi voglio anche dire che il 60% del mio stipendio di parlamentare andava al Partito Radicale. Non mi sono arricchita con la politica, anzi. Ero più ricca quando lavoravo come pornodiva. Oggi, anche se abbiamo preso strade diverse, sono comunque vicina alla battaglia che sta combattendo Marco Pannella in difesa dei detenuti.


Luca Bagatin: E poi c'è stato anche il tuo impegno nel sociale...
Ilona Staller: Sì, quando ero deputato, ho raccolto fondi per la lotta all'AIDS, a Tokyo, assieme a Riccoardo Schicchi, donando l'equivalente di circa un milione di euro al Ministero della Sanità giapponese.
Poi nel '91 mi sono sposata e ho avuto poco tempo per la politica... Il Partito dell'Amore infatti rimase in eredità a Moana.


Luca Bagatin: Per concludere, c'è una cosa che proprio non riesci a sopportare ?
Ilona Staller: Sì, gli estremi, gli eccessi. Nel fumo e nell'alcool soprattutto. E anche gli estremismi. Fanno sempre male. Anche in politica.



L'On. Staller al Parlamento giapponese. Ilona Staller oggi.


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini