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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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12 luglio 2013

"Aforismi bagatiniani: "Libertà massima" by Luca Bagatin

La Chiesa cattolica predica, ma non conosce il perdono.
Per questo, sin da quando avevo 10 anni, non perdonerò mai alla Chiesa cattolica di esistere e di razzolare male.
La Corte Costituzionale ha bocciato l'abolizione delle Province.
Non sarà il caso di abolire la Corte e tutti i cortigiani ?
Un consiglio agli aspiranti giovani giornalisti: per prima cosa fatevi pagare, dopodiché scrivete un bell'articolo.
Diversamente pubblicate i vostri meravigliosi scritti gratuitamente. La libertà di scrivere non ha prezzo e, se lo ha, merita il pagamento anticipato e non le fregature.
Penso che "Amore e Libertà" avrà successo nel panorama cultural-politico-erotico, perché questi due valori sono sempre stati meta di ricerca dell'animo umano, senza mai essere stati attuati o raggiunti.
La politica è una cosa sporca.
Abbattiamola e sostituiamola con qualche cosa di colorato.
Altrimenti seguiteremo a vivere come pecore in uno Stato senza prospettive.
Alcune cose non le posso più sopportare.
Ho raggiunto il limite.
Dopodiché scomparirò.
Ma voglio decidere io il come e il quando.



3 aprile 2013

"La mia vita è un Caos Calmo: Non tutti sono uguali". Racconto by Baglu


Dicono, mi dicono anzi, che molte donne preferiscono l'uomo stronzo, indifferente, superiore, quello che fa soffrire la sua donna.
Ci sono però uomini che amano davvero le loro donne,
che non fanno mai mancare loro conforto, sostegno, comprensione.
Ci sono uomini che non alzano mai le mani contro le loro donne
se non per accarezzarle e stringere loro le mani.
Ci sono uomini che sanno calmare il respiro delle proprie donne -
dettato dalla preoccupazione - attraverso il loro stesso respiro.
Ci sono uomini che soffrono quando le loro donne
li abbandonano (eh sì, perché anche gli uomini vengono abbandonati !)
e non smettono mai di pensarci.
Ci sono uomini il cui sogno è sposare le loro donne
e vivere per sempre felici.
Ci sono uomini che, sin da bambini, pensano che sarebbe semplice vivere felici se solo
ci fosse un po' di buonsenso.
Quel buonsenso che manca al mondo.
Un mondo malato, che è causa del suo stesso autoannientamento.
Penso di far parte di questa categoria di uomini anche se, me ne rendo conto, sono solo un personaggio di fantasia. Scaturito, però, dalla fantasia di un uomo che...a sua volta, è forse il prodotto della fantasia di qualcun altro.
Baglu, dopo aver fatto queste riflessioni, si siede per terra, portando le ginocchia al volto, mettendosi in posizione fetale, nell'angolo più buio della stanza.
Il suo autore, dopo aver vuotato l'ultimo bicchiere di Bourbon ed aver tirato l'ultima boccata di Antico Toscano, non riesce a trattenere una lacrima che, dopo aver percorso il suo volto, finisce sulla tastiera del suo computer portatile.



11 ottobre 2012

Le istituzioni democratiche, quelle vere, NON commettono violenze sui minori



Relativamente a quella triste storia di quel bambino di Padova, di dieci anni, prelevato a forza dalla polizia per essere portato in una casa-famiglia, dopo essere stato affidato - con provvedimento di un giudice - al padre, ci sarebbero ben poche cose da dire.
Poche ma ferme. Di fronte a questa violenza, ai soprusi subiti da un minore, quel giudice e quelle persone della polizia - Ispettore in primis - che lo hanno prelevato, non hanno alcuna giustificazione.
Baglu si augura che tali persone, se così possono ancora definirsi, siano sospese immediatamente dai loro incarichi e che i loro nomi, alla faccia della privacy, siano resi pubblici.
Un bambino di dieci anni, in barba alle leggi di questa Repubblica monarchica, tutt'altro che liberale e democratica, quale è la nostra, deve avere la possibilità di scegliere dove e come stare, dove e con chi vivere. E soprattutto non dovrebbe subire violenze da parte di agenti di polizia. E ciò dovrebbe accadere ovunque, non solo in Italia.
Ed i genitori, qualsiasi genitore al mondo, dovrebbe, prima di separarsi dal convivente o dal coniuge, pensarci non una, ma mille, magari anche duemila e/o tremila volte. Non si rendono conto, io mi chiedo, di quanto male tali genitori possano fare ai propri figli ?
Io, purtroppo, credo di no.
E penso un'altra cosa. Penso che ogni uomo ed ogni donna, prima di mettere al mondo una vita, dovrebbero pensarci seriamente. E non prenderla alla leggera, come troppo spesso fanno. La felicità propria non va confusa con quella altrui.
Perché altrimenti si condannano tutti quanti, società compresa, all'infelicità.

Baglu - Libero Marinaio dell'Inferno Virtuale



11 luglio 2012

"La mia vita è un Caos Calmo": Una volta c'erano le nugatine, oggi, invece, c'è crisi di sentimenti e valori: monologo al vento by Baglu



Sì, lo so, sono un utopista.
Credo ancora nei sentimenti, nei valori, nell'amicizia, nell'amore, nel sesso fatto con chi si ama. In cose così, che, proprio perché ci credo, tengo sufficientemente distanti come la peste.
In realtà mi fido molto poco delle persone, forse perché ne conosco troppe e molte mi hanno lasciato addosso troppe ferite.
Ah già, è vero, le ferite me le sono fatte da solo.
Vabè, poco importa.
E' che io sono di quelli che vorrebbe un mondo diverso, avete presente ?
No, non quello da Mulino Bianco (odio la pubblicità, che è la peggior forma moderna di corruzione della mente). Vorrei un mondo che non ti aspetti, quello che ti stupisce perché fatto da persone che ti stupiscono.
Persone che, ad esempio, non pensano che sia giusto "usare altre persone" e/o "esserne usati".
Purtroppo è un concetto diffuso, questo. Ed è triste ed è spesso all'origine del fatto che esiste un "mercato" delle menti prima ancora che dei corpi.
Ed è anche all'origine di fenomeni come il berlusconismo (e a dirlo è uno che non ha mai votato non solo per Berlusconi, ma nemmeno per coloro i quali gli si sono (fintamente) opposti).
Intendiamoci, io non ho nulla contro la prostituzione, anzi. In passato ho collaborato con il Comitato Nazionale per i Diritti Civili delle Prostitute, figuratevi un po'. Ma il punto non è questo.
Il punto è quando ad essere corrotta è la mente, prima ancora che il corpo: quando ci si lascia soggiogare dall'altro e si soggioga, a sua volta, l'altro.
Quando si è preda di pulsioni e passioni da basso ventre e non si va in profondità. O perché se ne ha paura e/o perché è più facile fare diversamente. Lasciandosi dietro maree di sofferenze e facendo soffrire. Anche se non ci si rende conto di ciò (il che è ancora peggio).
Il mondo va avanti così. Pensiamo anche ai rapporti di lavoro, ove la creatività va a farsi benedire e la prostituzione della mente e del corpo è all'ordine del giorno, in un mercato drogato dai bisogni indotti (e a scriverlo non è certo un marxista, tutt'altro).
Sin da bambini si cresce con il concetto di "mio", di un "mio" astratto. Spesso anche incoraggiato dagli stessi genitori (a loro volta indottrinati da disvalori più o meno indotti, da generazioni passate, magari sconfitte sotto il profilo storico).
Ma perché (cazzo !), non si va in profondità ? Perché non si sviluppano concetti più concreti, fatti di sentimenti, emozioni, profondità interiore.
Io questo non l'ho mai capito, ma forse è anche facile, per me, non averlo mai capito.
A sei anni leggevo Edgar Allan Poe e me ne stavo da solo su di un banco di scuola, possibilmente isolato dagli altri. Non mi interessava giocare con loro in una sorta di gioco del "mio".
A me interessava leggere, capire, approfondire. E mi piaceva anche una bambina che si chiamava Martina e con la quale a volte, alle feste di carnevale della scuola, riuscivo anche a ballare.
Avrei voluto baciarla. Non credo che sia successo. Non lo so, non mi ricordo.
Ma soprattutto gli altri mi prendevano in giro per questo, perché pensavano fosse più importante "possedere" le figurine Panini del tal calciatore oppure, le ragazzine volevano "possedere" l'ultimo modello di Barbie e Ken.
Ecco, io non volevo "possedere" nulla. Volevo solo un bacio. Da Martina.
Poi sono cresciuto ed è andata anche peggio.
Ma vabè, capita, se poi scegli di fare della tua vita la tua professione, ovvero scrivere ed approfondire e magari anche aprire uno studio da psicanalista associato.
Ed allora comprendi meglio le persone e, infondo, capisci che sono tutte uguali (non tutte tutte, intendiamoci !) e che non hanno, invero, nulla da raccontarti che tu già non sappia.
E che ti angoscia.
Però, ribadisco, non è sempre così, anche se la corruzione della mente è dietro l'angolo. Perché ecco arrivare le mode, ecco arrivare i modelli, ecco arrivare i nuovi (pseudo)valori che hanno sostituito la beat generation, le nugatine, Dylan Dog e persino le Esportazione senza filtro, che erano le prime sigarette che fumavo perché, allora, costavano appena tremila lire.
Una volta c'era chi era capace di morire per un ideale (sarà mai questa una delle ragioni per le quali il mio corpo è disseminato di ferite di arma da taglio ed il mio primo romanzo - mai pubblicato - ho scelto di terminarlo tragicamente ?). Oggi, al massimo, c'è chi muore in un incidente stradale per eccesso di velocità o perché si è impasticcato. Ci sono, ad ogni modo, anche vecchi porci - spesso (in)felicemente sposati - zeppi di Viagra che muoiono nel corso di forsennati amplessi con anonime troiette o con transessuali sfruttati da un mondo che non li ama, perché li considera "diversi" (sic !).
Già negli anni '80 c'erano i primi morti per overdose.
Bella fine (sic !).
Ecco perché allora penso che ci siano persone che hanno fallito e non vogliano ammetterlo. Soprattutto non vogliono ammettere di avere fallito con i priopri figli, generazioni vissute nella pseudo-illusione che avranno sempre il culetto coperto.
Ed invece non è né sarà così.
E a dirlo è anche uno che il culetto non lo ha mai avuto coperto, ma ha dovuto farselo a prezzo di vivere in case fatiscenti, fredde e umide, dovendosi rimboccare le maniche un giorno sì e l'altro pure.
Ma che ne so io, che in questo momento mi trovo su una panchina, direte. E infatti non lo so.
Non so nemmeno perché siamo al mondo, anche se (cazzo !), vorrei scoprirlo.
Non necessariamente stasera.



28 marzo 2012

"La mia vita è un Caos Calmo: Il monologo degli amori perduti" monologo by Baglu



Due rarissime foto di Baglu bambino, con il suo primo fratellino Fulmine


Qualche settimana fa sono rimasto colpito da una frase che un certo Sergio NonSoCheCosa mi ha scritto su un forum su internet. Mi ha scritto una cosa tipo che io faccio "propaganda frocista".
Ecco, io di solito i forum ed in gruppi sul web non riesco a seguirli. Mi fanno innervosire, perché sono persuaso che lì si annidi tutta la frustrazione e la stupidità umana, già scarsamente repressa nella vita di tutti i giorni.
Era il 1986, allora avevo 7 anni e nella mia classe, nella scuola elementare G. Garibaldi di .... tutta la 2A o quasi, si faceva beffe di un ragazzino rom, della nostra età, che era finito nella nostra classe in quanto il circo della sua famiglia era di passaggio nel paese.
Lo schernivano, gli dicevano che era diverso, che era scuro e parlava una lingua strana. Fu la prima ed ultima volta che feci a botte con un gruppo. Le diedi, ma, ovviamente, soprattutto le presi.
Da allora iniziarono a trattarmi come un tipo strano, anzi no, in qualche modo già lo facevano perché, a differenza degli altri, non ho mai avuto un padre (io ovviamente consideravo gli altri strani...e assai poco raccomandabili, specie dopo la vicenda del ragazzino rom).
Dal 2001 al 2003 ho frequentato gli Hare Krishna ed ho anche praticato diversi tipi di buddismo. Portavo i capelli un po' più lunghi di oggi e persino la mia barba era più lunga di oggi. Leggevo Kerouac e Burroughs. Ascoltavo mantra vedici e i Beatles ed anche i Grateful Dead. Avevo un passato di giovanissimo militante di estrama sinistra prima e poi nel Partito Radicale e nei movimenti ambientalisti, liberali e libertari. Avevo persino organizzato raccolte di firme e manifestazioni in solitaria.
Rovistando nei miei cassetti ho ritrovato delle vecchie lettere che Alice mi scriveva. Mi scriveva cose tipo "mi scopo il tuo cervello ogni volta che ti leggo e poi in testa giro filmini degni di Liala". Era il 2004 e, allora, Alice era una dei miei pochi lettori di allora.
Poi mi scriveva anche di non arrendermi e mi chiamava "Uomo", quello che in 28 anni di vita non aveva mai incontrato.
Mah...Mi stupiva allora, mi stupisce oggi. E mi commuove.
Sfogliando le cose che mi scriveva trovo anche parole tipo: "Gli uomini che catturano il mio interesse sono pochi. O meglio nulli. Banali, ripetitivi, volgari e maleodoranti. Epperò... tu, mi sembri l'opposto".
E concludeva con: "Mi piace il tuo cervello. Ecco, tu non sei un uomo. Sei un'essenza velata di cose, ideali, sogni e lotte. Tutto ciò per cui io vivo e ansimo".
Ancora oggi quelle parole mi emozionano. E non so nemmeno se davvero merito.
So che questi miei ideali, sogni e lotte mi hanno fatto molto soffrire nel corso della vita. E scavato voragini profondissime, che so per certo non si rimargineranno.
Alcuni giorni fa ho trovato un gattone nero. Ero convinto fosse mio fratello Mirtillo ed invece...ed invece si trattava di un altro gatto che, inizialmente pur non sapendolo, ho portato a curare dal veterinario.
E' stata la prima volta, per me, da un veterniario. Non voglio più tornarci. Ho avuto le vertigini nel vedere gattini, cagnolini e persino un coniglio sofferenti. Pensavo avrei vomitato l'anima e non ero nemmeno provvisto di sigarette per...sfogarmi un po'.
Non sono riuscito a piangere. Il mio sguardo era perso nel vuoto.
Al "mio" gatto è stato diagnosticato un trauma cranico, con totale lesione al sistema nervoso.  A rischio morte o paralisi.
Nel tornare a casa è stata grande la mia gioia nel trovare il mio Mirtillo a casa, festoso. Il gattone che avevo portato dal veterinario era un suo perfetto sosia.
L'ho curato per due giorni, senza alcun risultato. Le sue condizioni già gravi, sono peggiorate, con emorragia interna. Questa notte è spirato.
Ciao, piccolo gattone nero.
Ho pianto. Forse per la prima volta dopo molto tempo.
C'è una cosa che non riesco a sopportare e a superare: la morte delle persone care. La perdita delle persone a me care.
E' una cosa che non supererò mai ed alla quale penso da almeno 25 anni. Lasciamo perdere le teorie sulla vita e la morte. Posso crederci anche, ma non posso accettare.
Al massimo, posso solo rassegnarmi.
Come per la fine del mio rapporto con Lei. Spesso ci penso e rimango completamente muto, silente, solo con il mio cuore.
E' ormai passato quasi un anno...ma so che la ferita non si rimarginerà mai. Come quelle che porto sul mio corpo: al massimo si tramutano in cheloidi.
Alcune settimane fa un killer ha ucciso dei bambini. A Tolosa. In una scuola ebraica. Ancora odio, ancora odio razziale. Ma come si fa, dico io. Possibile che nessuno si renda conto di come l'uomo sia l'unico essere vivente che nasce stupido e spesso rimane tale per tutta la vita ? E che spesso rifiuta ogni tipo di educazione, di approdondimento, di...amore ?
Non posso accettare l'odio razziale. Non posso accettare l'uccisione di dei bambini. Non posso accettare chi abusa di bambini. Non posso accettare chi commette violenza su soggetti più deboli.
Penso commetterei una pazzia se fossi presente ad atti di questo tipo. Ma sono presuaso anche che non si tratterebbe di pazzia, bensì di reazione. Legittima.
Mi dicono che in Italia i partiti politici stanno completamente perdendo ogni tipo di fiducia da parte del loro elettorato. Mi dicono anche che, per le prossime elezioni amministrative, stanno fioccando le liste civiche...ove sicuramente si nasconderanno i soliti politici impuniti, vecchi, stantii, con le loro proposte vuote e la loro bramosia di potere.
Non sono mai stato d'accordo con quella norma che prevede, a livello amministrativo, di dare più potere ai Sindaci. Ci sono Sindaci che stanno depredando i loro Comuni e che li stanno impunemente distruggendo. Senza che nessuno dica nulla, anzi, pare che questa sia la legge.
Ed io mi chiedo se ciò sia giusto e mi dico che no, non lo è.
Ma nessuno si ribella. In Italia nessuno lo farà mai e, se qualcuno lo farà, lo farà solo perché indottrinato da qualche astrusa teoria fondamentalista. E pericolosa.
Non sopporto, poi, la gente che sale sul carro del vincitore. E di questa gente ne è pieno lo Stivale. Ipocrisia...bugie...ecco i nuovi reati da perseguire. Le situazioni artefatte, ovvero fatte ad arte.
Una volta si sono rifiutati di farmi entrare ad un convegno in quanto mi mancava la "tessera associativa". Quella è stata la prima volta in cui mi sono sentito davvero discriminato ed ho capito quanta ipocrisia ci possa essere in certe parole altisonanti che vengono ripetute in maniera vuota e senza essere interiorizzate.
Concetti come "Fratellanza" prima si interiorizzano e poi, forse, solo molti decenni dopo (o molte vite dopo, chissà), possono essere proferiti. Ma nessuno vuole comprenderlo.
Non lo so. Temo di aver parlato troppo. Di aver annoiato qualcuno ed anche me stesso.



4 febbraio 2012

MASSIME ED AFORISMI (caustici) by Luca Bagatin



"Tu non rifletti !": disse la donna al capellone, preferendogli l'uomo calvo.

Una bella morte è certamente preferibile ad una brutta vita

Le coppie di fatto sono coppie di diritto...salvo nei Paesi incivili

Da bambino sognavo di diventare come Al Pacino.
Che non è propriamente ciò che è accaduto...



21 dicembre 2011

"La mia vita è un Caos Calmo: Natale 2011" monologo by Baglu



Non lo so perché, ma io questo Natale non riesco a sentirlo, non riesco a percepirlo come lo percepivo, ad esempio, da bambino.
Vabè, è normale, ma mi accontenterei di percepirlo almeno come lo precepivo sino all'anno scorso.
Non lo so perché. Sarà che quest'anno non ha fatto ancora abbastanza freddo.
Sono qui, su questa panchina, da solo, ad osservare ciò che mi circonda.
Da anni non riesco a guardare i telegiornali. In particolare la cronaca nera. Però, anche da questa panchina,  giungono comunque le notizie. E poi leggo regolarmente i giornali e l'occhio cade anche laddove non vorrebbe.
Come si fa a morire a sedici anni ricevendo un pugno da un tuo amico ? Come si fa ad obbligare la propria figlia sedicenne ad andare regolarmente del ginecologo per controllare la sua illibatezza ?
Come si fa a dare fuoco a campi nomadi ove vi sono, fra l'altro, anche dei bambini ? Come si fa a sparare contro dei venditori ambulanti solo perché hanno il colore della pelle diverso ?
Io non lo so e mi chiedo sempre come mai i centri di igiene mentale non siano sovraffollati. Mi chiedo quanti siano i malati di mente che affollano le nostre strade e magari, proprio in questi giorni, sono a caccia degli ultimi regali natalizi.
Ma sono davvero malati di mente, costoro, oppure dei veri assassini a piede libero ? Ce ne sono tanti, lo so. Ed io perché mi dispero, io che sto qui, su questa panchina a leggere e a guardare la gente che passa ?
Molti di costoro, di questi assassini, hanno persino dei figli, sì.
Ad una ragazzina di Trento i suoi genitori volevano che abortisse, mentre lei non voleva. Alla fine lei lo ha fatto.
Ci sono altri deficienti che si chiedono come mai delle ragazze, a sedici anni, non si ribellano ai loro genitori. Preferisco non rispondere ad una questione sin troppo ovvia.
Oggi ho visto un bambino con i suoi genitori. Mi sorrideva, mentre io me ne stavo qui a leggere. I suoi genitori gli hanno detto qualcosa, guardandomi in malo modo. Una cosa tipo: "Non dare confidenza agli estranei". Mah, vabè.
Poi i suoi genitori si sono distratti un attimo e lui è venuto verso di me è mi ha chiesto: "Ma tu ci credi a Babbo Natale ?". Io ho distolto lo sguardo dal giornale e l'ho osservato, sorridendo, ma un po' imbarazzato.
"Sì, io ci credo", gli ho risposto.
"No, perché il mio babbo e la mia mamma mi dicono che non devo credere a queste cavolate, ma io ci vorrei credere. E' che loro pensano che altrimenti crescerei deficiente".
"Ah ecco, giusta teoria...", gli faccio io stupito pensando a quando da bambino, a casa mia, arrivavano i doni di San Nicolò, Santa Lucia, Babbo Natale e la Befana. Piccoli doni, niente di che, ma che alimentavano la mia fantasia di bambino, appunto.
"Ma tu hai detto che Babbo Natale esiste...e sei anche uno grande...".
"Grande e non deficiente, pergiunta ! Sì, ecco, vedi, io sono diventato così grande proprio perché credo a Babbo Natale. Sai, nella mia famiglia non siamo mai stati ricchi, però non ci è mai mancato lo spazio per un minimo di fantasia. Per esempio: lo vedi quell'albero laggiù ? Non ti sembra una specie di fata verde ?"
"Sì, è vero...e quell'altro un orco e quel cespuglio un elfo..."
.
"Ecco, lo vedi ? A me, pensa, la maestra strappava i disegni perché disegnavo Babbo Natale che volava. Ma io sapevo che Babbo Natale volava, con le sue renne !"
.
"E' vero ! Ma che maestra avevi !".
"Eh, una come i tuoi genitori. Una che non lasciava la porta del suo cuore aperta all'immaginazione, che è parte della nostra vita. Tu, che cosa vorresti per Natale ?".
"Vorrei che i miei genitori facessero pace. Litigano sempre, mio babbo è sempre fuori per lavoro e la mamma è nervosa e se la prende con me".
"Ecco, vedi, fra poco è Natale e magari Babbo Natale andrà a parlare con i tuoi genitori e cercherà di farli far pace".
"Dici davvero, signor.... ?".
"Baglu, mi chiamo Baglu. Sì, certo, ciao piccolo".

"Ciao, Baglu !"
Prima di Natale fermerò quei due signori, marito e moglie, che mi guardano sempre in cagnesco e che passano sempre davanti alla mia panchina. Parlerò con loro e cercherò di trovare una soluzione. Lo devo a quel bambino, che mi ricorda tanto me da piccolo e tutti quei bambini che hanno il diritto di sognare e di costruirsi un'avvenire migliore di quello al quale questo triste mondo li ha destinati.
Se i genitori parlassero più spesso ai loro figli, forse, crescerebbero molto più sani caratterialmente.
Pensiamo di dare tutto ai figli regalando loro la prima Barbie, il primo robot, la Playstation, i primi trucchi, lo scooter a quindici anni, la patente a diciotto... Ma in realtà non sappiamo niente di loro, non li aiutiamo a sognare, a costruire una loro personale interiorità.
A volte si impara di più stando su una panchina, ricordando quell'estate alla Festa del Mare di Torvaianica: Lei ed io e delle buonissime crepes al cioccolato.


15 giugno 2011

"La mia vita è un caos calmo: voglio il diritto all'infelicità !": racconto monologale by Baglu




Come stai ?
Abbastanza male, grazie.
Ad ogni modo, non ne voglio parlare.
Voglio il diritto all'infelicità.
Voglio rimanere con il mio dolore, non perché ci sto bene, ma, perché, non ci sto poi così male.
E' lacerante aprire e riaprire le vecchie ferite.

Elenco delle cose che non voglio riaprire:

il cassetto dei ricordi
le mie casse piene di libri, già imballate per un eventuale trasloco
i rapporti chiusi non da me
i rapporti chiusi da me
quella porta
lo scomparto del freezer: è troppo pieno e rischia di cadermi addosso la vaschetta di gelato che ho faticosamente tentato di piazzare
le discussioni vuote

Quali sono le discussioni vuote ?
Quelle politiche, ormai, da qualche tempo.

Ho interrotto l'elenco. Sì, lo so.
Magari lo riaprirò, forse, in seguito.

Sono un avvocato, o, meglio, utilizzo valigette da avvocato.
Nere, sicure, talvolta con combinazione, talvolta in pelle, talaltra in cuoio.
Rigorosamente nero.
Che cosa ci porto dentro ? Strumenti da lavoro, scartoffie...
In realtà ci porto dentro solo una foto di mio figlio.
Oggi ho visto un padre ed una madre che camminavano, fieri e sicuri, impettiti, lasciando dietro loro il loro figlio di dodici anni circa. E lui a gridare loro: "Aspettatemi !", mentre loro, niente...lì ad ignorarlo e ad andare avanti, oppure a guardarlo in cagnesco.
I figli vanno amati.
Confesso che avrei voluto spaccare la faccia a quei due genitori e l'avrei fatto se non fosse che mi sono fermato qualche secondo prima. Ho gridato al ragazzo: "Ehy !" e l'ho salutato, sorridendogli.
Lui ha ricambiato il sorriso.
Vabè, il mondo è pieno di stronzi. Peccato solo che ce ne siano troppi e che non esista un referendum per abrogarli.
Viviamo in democrazia ed io troppo democratico non lo sono mai stato.
No perché non è che puoi far parlare tutti, che puoi lasciare spazio anche a quelli che rompono le palle, che se ne fottono dei propri figli, a quelli che dicono la loro perché si annoiano di stare a pensare ai fatti loro.
Lo so, sono snob. Sono profondamente snob, ma mi va bene così.

Ve la ricordate Roma negli anni '80 ?
D'estate, dopo le sei di sera, il sole, la calura, i palazzi, camminare da bambini, per le strade di Trastevere o del Gianicolo.
Io me la ricordo. E' uno dei miei ricordi più belli.
A me l'estate non piace punto, però, l'estate, a Roma, negli anni '80 era tutta un'altra cosa.
Era l'83 o '84, era dopo i Mondiali. Faceva caldo, non pioveva, noi ragazzini ridevamo, giocavamo, mangiavamo all'aperto.
Mi sembra passato un secolo e, forse, è così.

Elenco delle cose che mi piacevano da bambino:

i dolci
le ragazze più grandi
il gelato al pistacchio
le torte
le caramelle, soprattutto mou
Asterix
le figurine Panini
la Roma
il soldato romano (mi se che non era così però) delle monete da cento lire
il giardino interno della palazzina di mia zia in Via Monte del Gallo
i soldatini
i gatti, anche quelli randagi, soprattutto quelli randagi
Pippo
i gelati Eldorado
il colore giallo
Kunta Kinte
Il libro della giungla



2 ottobre 2010

"Maria Montessori": una biografia di Paola Giovetti



Paola Giovetti, giornalista e scrittrice specializzata nel campo dell'esoterismo e della spiritualità, con il suo "Maria Montessori - una biografia", edita dalla prestigiose Edizioni Mediterranee, ha realizzato un'opera agile e completa sull'educatrice italiana per eccellenza.
Maria Montessori (1870 - 1952) è stata, infatti, pioniera nell'educazione dei bambini - a cominciare da quelli disabili - e nel massimo sviluppo della loro creatività, psiche e spiritualità.
Paola Giovetti, oltre a raccontare la vita di Maria Montessori, dalla nascita sino alla sua sua attività professionale in campo medico e pedagogico, ci parla del fondamentale rapporto fra la Montessori e la Società Teosofica, istituzione spirituale fondata in India alla fine dell'800 da Madame Blavatsky e dal Colonnello Henry Olcott e di come questo rapporto abbia fortemente condizionato il suo metodo educativo. Metodo fondato sull'osservazione dei bambini e sullo sviluppo massimo della loro personalità, lontano da ogni tipo di autoritarismo o costrizione.
Paola Giovetti ci racconta infatti i dieci lunghi anni passati da Maria Montessori e dal figlio Mario in India, ospiti proprio dei teosofi e del loro Presidente George  S. Arundale e della moglie Rukmini Devi, allorquando furono costretti all'esilio dall'Italia fascista.
E nel libro un'ampia sezione è dedicata proprio a Mario Montessori, figlio che Maria ebbe da una relazione con il medico Giuseppe Montesano. Mario, infatti, fu praticamente il primo insegnante del "Metodo" Montessori in India, nonché Presidente dell'Associazione Montessori Internazionale finchè visse, ovvero sino al 1982.
Nella biografia scritta da Paloa Giovetti, si incrociano personalità quali il Mahatma Gandhi ed il poeta Rabrindanath Tagore, che furono fra i primi a sostenere - a livello internazionale - il "Metodo" educativo Montessori ed a ritenerlo il principale passo per un'educazione fondata sulla pace e la fratellanza universale fra gli individui.
Lontana da ogni dogmatismo, Maria Montessori, fu fervente femminista, teosofa pur rimanendo cristiana, ma si contrappose anche pubblicamente ai dogmi della Chiesa cattolica. E degno di nota è il rapporto che la Montessori ebbe con la Massoneria (di cui, peraltro, la Società Teosofica è parte integrante), in particolare quella statunitense, al punto che il suo primo discorso negli Stati Uniti d'America lo tenne presso il Tempio Massonico di Washington nel 1914.
Maria Montessori, fondatrice delle "Case dei Bambini" nel 1907, ci ha lasciato, dunque, un'eredità importante e che, purtroppo, è riconosciuta più all'estero che nella nostra Italia. E ci ha lasciato un'importantissima massima che anche Paola Giovetti rammenta: "Il bambino è il padre dell’uomo, perché ognuno di essi è in realtà il padre dell’adulto che sarà; il futuro ed il progresso dell’umanità non dipendono più dalla trasmissione del sapere e dei modelli comportamentali da parte dell’adulto ai bambini, diventano i bambini i veri protagonisti dell’evoluzione del progresso civile, i soggetti che a pieno titolo sono portatori del loro progetto di auto-educazione e rinnovamento sociale.
Questa capacità creativa è comune a tutti i figli dell’uomo, in qualsiasi parte della terra, in qualunque condizione sociale o culturale si trovino".

Luca Bagatin



31 maggio 2010

"Maturità": piccole poesie in versi liberi di Luca Bagatin



Notte nella quale rifugiarsi
Notte buia ma sicura
Notte illuminata dalla luna
Oppure no
Notte di lucciole o di lanterne
Notte d'inverno oppur d'inferno
Notte, che questa notte, mi porti via lontano.

Correre liberi quel tanto che ancora si può
Assaporare la giovinezza senza rimanerne legati
Crescere senza credere troppo ad un futuro che ci siamo costruiti
Nella mente.

Salpare con la nave della fantasia
E' forse questa l'ultima magia che ci resta di quando eravamo bambini ?
Correre, giocare, ridere ?
Non tutti i bambini hanno avuto un'infanzia felice
Qualcuno non l'ha nemmeno avuta
Un'infanzia
E sono molti
E sono troppi
Condannati dagli adulti.




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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini