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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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9 ottobre 2015

Quando mi candidai alle Amministrative di Roma con la Staller e contro Marino e Alemanno

Nel 2013 mi candidai, repubblicano mazziniano, libertario, chavista e peronista, nelle liste del Partito Liberale Italiano, rilanciando la figura di Ilona Staller in politica, alle elezioni Amministrative di Roma.

Lo feci perché Ilona era un'amica che stimavo da sempre e mi intrigava l'idea di rilanciare l'area laica con un programma "radicale" e di "estrema sinistra", che solo Ernesto Nathan avrebbe potuto portare avanti e mi intrigava farlo con un'icona hippie e fricchettona come Cicciolina, così simile al mio modo di vedere la vita e la politica.

Con Ilona, per tutta la campagna elettorale, dicemmo e scrivemmo: "Dobbiamo impedire a Marino ed Alemanno - ovvero i riferimenti romani dell'inciucio nazionale - di vincere queste elezioni comunali (...). All'antipolitica dell'inciucio destra-sinistra, contrapponiamo le politiche in favore di disabili, degli anziani, dei bambini, degli omosessuali, delle prostitute, delle donne sole, dei senzatetto e degli animali. All'antipolitica dell'inciucio, contrapponiamo gli ultimi, i più bisognosi, che necessitano di strutture socialmente utili, parchi, asili nido sempre più insufficienti, reddito di cittadinanza, trasporti efficienti e meno costosi. Tutte cose che potrebbero essere attuate abbattendo del 50% gli stipendi di Sindaco, Assessori, consulenti e funzionari pubblici".

Lo dicemmo, pur inascoltati anche dagli stessi compagni di lista.

Oggi assistiamo alle dimissioni di Marino, che, secondo noi, non avrebbe dovuto nemmeno essere eletto.

Così come non doveva essere eletto, a suo tempo, Gianni Alemanno.

I romani facciano ammenda. La causa del loro mal sono i politici, certo, ma anche loro stessi che li hanno eletti.

Si diano da fare, cambino mentalità. Siano più solidali, puntino all'autogestione delle imprese pubbliche ATAC e ACEA. Siano rivoluzionari, così come cercammo di fare noi nell'ambito di quella folle campagna elettorale.

Non ci illudiamo, certo.

La Roma di oggi è e rimane una città servile, lontanissima dai fasti dell'Impero Romano e dai tempi di Ernesto Nathan. Occorrono spiriti liberi e coraggiosi. Altrimenti continuerà ad essere la Capitale, sì, ma dello sfacelo di questo Paese.


Luca Bagatin (nella foto con Ilona Staller)



23 agosto 2015

A Roma va in onda la fiera dell'ipocrisia

A Roma va in onda non tanto e non solo un funerale in stile hollywoodiano-kitsch come è stato definito, ma anche la fiera dell'ipocrisia.

L'ipocrisia di una politica che finge di scandalizzarsi, quando invece era tutto autorizzato. Dal Comune, dai vigili, dall'AMA. Tutti sapevano, ma solo il giorno dopo tutti costoro hanno iniziato a scandalizzarsi, a stracciarsi le vesti. A scoprire che a Roma comanda la mafia, zingara o meno, da quel dì.

Del resto ci sono tanto di foto storiche che ritraggono noti politicanti e noti burocrati accanto a noti mafiosi. E tutti assieme cenano allegramente.

La mafia a Roma, del resto, è un fenomeno antico quanto il mondo. Lo stesso Impero Romano si reggeva sula corruzione e sul malaffare.

La mafia, del resto, è una certa mentalità ipocrita, dedita alla ricerca del guadagno facile, dell'edonismo senza faticare. La mentalità del “fotti il prossimo e godi”. Una mentalità diffusa e difficilmente sradicabile. Una mentalità familista e omertosa.

Una mentalità che si riverbera nella politica odierna, una politica effimera, che ha ucciso il pensiero, fondata sugli slogan, sulla disonestà intellettuale e sull'autoritarismo prima berlusconiano e poi renziano. Una politica fondata sul “gioco delle tre carte” che fa il paio con l'altrettanto ipocrita Chiesa cattolica che anche oggi finge di stracciarsi le vesti, la quale nel 2006 non autorizzò il funerale del povero Piero Welby, la cui memoria è stata ancora una volta oscurata. Dal malaffare diffuso. Dalla disonestà intellettuale e morale. Dalla bestemmia di coloro i quali hanno usurpato il Verbo del Cristo.

Non sappiamo come se ne potrebbe uscire. Forse iniziando a legalizzare droghe e non droghe, togliendone alla criminalità il monopolio. Forse abolendo per sempre gli appalti per le opere pubbliche e facendo realizzare i lavori ad aziende pubbliche e autogestite dai cittadini stessi. Forse istituendo comitati popolari composti da cittadini estratti a sorte, come nell'Agorà Greca, abolendo partiti ed elezioni politiche, portatrici di corruttela, clientelismo, dittatura della burocrazia.

Ad ogni modo tutto ciò sarebbe solo parzialmente risolutivo del problema. Occorre un cambio radicale di mentalità e di atteggiamento.

Sin tanto che il popolo sarà ipocrita, tendente alla corruzione ed alla corruttela, ovvero baserà la propria vita sull'egoismo anziché sull'amore per il prossimo, ovvero baserà la sua vita sul guadagno anziché sul dono; sino a che gli individui condurranno una vita ove ammirano chi ha di più anziché chi utilizza il proprio tempo libero per godere dei piaceri della natura e lavora onestamente...sin tanto che ciò tenderà a prevalere, la mafia continuerà ad avere la meglio.

E, come al solito, chi è causa del suo mal, pianga sé stesso.


Luca Bagatin



22 maggio 2015

"Cuore e Rivoluzione": pensieri e riflessioni by Luca Bagatin


La "società del piacere" inneggia al tradimento, eleva al rango di starlette persone inutili e immonde, si fonda sul danaro, sul potere, sulla banalità, sulla morbosità, sulla pornocrazia, sul sesso senza sentimento, sulla prostituzione delle menti e dei corpi.
L'esatto opposto della Civiltà dell'Amore.
(prossimamente uscirà in merito il mio saggio "Amore e Libertà - Manifesto per la Civiltà dell'Amore" (Ipertesto Edizioni), con prefazione del principe Antonio Tiberio Dobrynia).
Penso che la libertà di parola debba essere conquistata e mai concessa a tutti. Altrimenti si scade nello sdoganamento dell'ignoranza, della banalità, della superficialità.
Il comunismo è un prodotto del capitalismo. Se non ci fosse il capitalismo, il comunismo non esisterebbe neppure. Per questo ritengo che un anticomunista non possa che essere, necessariamente, anticapitalista. Una società senza danaro, senza Stati né governi, ovvero senza egoismo e prevaricazione è quanto di più vicino ci possa essere ad una possibile Civiltà dell'Amore. Post-ideologica e libertaria.

Evita Peron è l'eroina che ha saputo, come Anita Garibaldi e Moana Pozzi, coniugare Amore e Rivoluzione. Ogni Uomo ed ogni Donna degni di questo nome dovrebbe tenerla nel cuore.




24 febbraio 2015

"Civiltà dell'Amore" VS "società commerciale" by Luca Bagatin

Non accetto offerte commerciali per principio.

Al massimo rapporti di collaborazione reciproca, ove prevalga il piacere di condividere e l'intelligenza reciproca.

Penso che il commercio sia l'esatto contrario rispetto all'Amore. E quando parlo di Amore parlo di un ampio progetto di costruzione della "Civiltà dell'Amore" post-ideologica e post-moderna.

Benchè favorevole alla legalizzazione, per principio sono anche contrario alla prostituzione come forma di mercificazione.

Ciascuno è libero di fare ciò che vuole, ma quando comprendi che le persone non possono essere considerate (s)vendibili, perché soggetti detentori di sentimenti che meritano piuttosto di essere esternati, comprendi che il commercio è una delle pratiche più aberranti ideate dall'essere umano.

La stessa cosa vale per i beni prodotti e consumati e quindi frutto del lavoro delle persone. Meritano rispetto e condivisione, non mercanteggiamento.

Ma quando mai giungeremo a capire davvero che cos'è il rispetto, in questo mondo ?




Ringrazio la modella Maria José Peon Marquez per la compartecipazione
alla nostra fotocomposizione artistico-aforistica



9 febbraio 2015

Prostituzione: più che "tollerare" sarebbe ora di legalizzare. Oltre che istituire i Parchi dell'Amore

Ben vengano gli operatori sanitari e le unità di strada, del resto sono cose di cui si è sempre occupato anche il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, fondato a Pordenone negli Anni '80 da Pia Covre e Carla Corso ed al quale collaborò anche la femministra Roberta Tatafiore oltre che, pur per un breve periodo, anche il sottoscritto.

Ben vengano perché coloro le quali o i quali decidono di prostituirsi sono persone, tanto quanto lo sono i loro rispettivi clienti. Detto ciò: abbasso il moralismo e l'ipocrisia e l'etica lasciamola fuori dalle lenzuola, per cortesia ! Pensiamo alle persone, ai loro bisogni ed alla loro salute prima di tutto !

La proposta del Sindaco di Roma Ignazio Marino di "tollerare" la prostituzione in un'area specifica dell'EUR – lontana dalle abitazioni - fa discutere ed ancora non si è ben compreso come sarà attuata. Ciò che si sa è che costerà cinquemila euro mensili, ma non si comprende a che cosa servirà. Forse solo a “controllare” un fenomeno, ma quando la politica ci mette troppo lo zampino (specie sotto le lenzuola !) rischia sempre di fare dei danni. E di farli anche pagare a tutti quanti.

Quando con l'On. Ilona Staller mi candidai come indipendente nelle liste del Partito Liberale alle elezioni comunali di Roma del 2013, fummo gli unici (pur pressoché ignorati anche all'interno del partito che ci “ospitò”) a proporre l'istituzione dei cosiddetti “Parchi dell'Amore”, sull'esempio di molti Paesi europei ed anche di diverse città italiane. Ovvero dei luoghi attrezzati, verdi e gestiti dal Comune nei quali le coppie possono appartarsi, senza essere molestate da nessuno, rischiare aggressioni o altro.

Ecco un modo civile e oltretutto remunerativo per le casse del bilancio comunale, ad esempio, per evitare il manifestarsi di situazioni pericolose e di degrado pubblico e urbano.

Quanto alla prostituzione: si legalizzi, punto e basta ! Basta all'ipocrisia dei molti e dei troppi.

Ma lo si faccia in modo adeguato, senza che sia legalizzato lo sfruttamento della prostituzione. Ovvero si legalizzi la prostituzione nella forma dell'autogestione.

A che cosa serve, infatti, tollerare la prostituzione in una piccola area della città se non a ghettizzare ? E poi, che cosa c'è da tollerare ?

Intollerabile è che vi sia lo sfruttamento della prostituzione da parte della malavita ! Intollerabile è che un Comune multi il cliente, ma non faccia di tutto per contrastare il racket della prostituzione: legalizzando, oltre che permettendo i controlli igienico-sanitari opportuni.

Intollerabile poi - ma qui ci permettiamo una digrassione - è che in una società apparentemente “evoluta” come la nostra ci sia ancora l'esigenza di andare a prostitute (o a prostituti, si intende). Una società fatta da persone che sanno che cosa sia l'amore, che sanno amare anziché passare il loro tempo a chattare su Facebook o su Watshapp o a rincoglionirsi davanti alla televisione, certamente non necessiterebbe di altro se non dell'amore in tutte le sue forme. Perché sarebbe una società sessualmente evoluta.

Una società in cui l'educazione sessuale e sentimentale venisse insegnata nelle scuole, anziché delegata ad altro tipo di “insegnamento”, forse sarebbe ben più sana.

Una società in cui ci fosse, peraltro, l'assitenza sessuale ai disabili (e forse ci stiamo arrivando...speriamo !), ovvero fosse garantito anche al diversamente abile la possibilità di fare del sesso, sarebbe una società ben più evoluta della nostra.

Forse certe questioni, certe problematiche, sono originate proprio da questo: ci sentiamo evoluti, ipertecnologici, multimedializzati, mentre in realtà siamo solo repressi, ipocriti, isolati gli uni dagli altri.

Chissà che tornare a parlare nuovamente di certe tematiche non serva, quantomeno, a riflettere un po' di più su noi stessi e su coloro i quali ci circondano, anziché puntare il dito contro qualcuno, ghettizzarlo, dire “questo non si fa”. La proibizione non ha mai fatto bene a nessuno se non a coloro i quali, con il proibizionismo, hanno creato imperi economici sulle spalle della povera gente.

E, purtroppo, continuano – ogni giorno – a farlo.


Luca Bagatin



24 ottobre 2014

Matteino Renzi, la legge di (in)Stabilità e altri balzelli ai danni dei cittadini

E' di queste ore la notizia di un possibile aumento dell'IVA al 25% nel corso dei prossimi anni, se la cosiddetta “spending review” prevista dal Governo con l'ultima legge di (in)Stabilità non sarà sufficiente a comprimere la spesa pubblica.

In sostanza, a pagare, saranno sempre e solo tutti i cittadini italiani: sia coloro i quali hanno avuto il bonus degli 80 euro, sia coloro i quali – magari disoccupati e/o nullatenenti, ma che pur devono mangiare – quel bonus non l'hanno mai ricevuto (e mai lo riceveranno).

Ecco, dunque, l'ennesimo proposito del Governo più antisociale ed autoritario che la storia della nostra povera Repubblica abbia mai avuto.

Certo che Matteino Renzi - l'ultimo televenditore che l'Italia ha acquisito - ha un bel coraggio nel seguitare a prendere in giro gli italiani parlando di riduzione delle imposte, visto peraltro che anche per quanto riguarda l'Irap non è affatto vero che l'imposta sarà diminuita per le aziende a conduzione famigliare o con dipendenti con contratto a tempo determinato o atipico. Oltretutto l'imposta – per le aziende che hanno dipendenti con contratti a tempo indeterminato - sarà ridotta nel 2015, mentre l'imposta del 2014 è stata aumentata retroattivamente dal 3,5% al 3,9%, come riportato dal quotidiano economico “Il Sole 24 Ore”.

E tutto ciò perché ? Per non tagliare la vera spesa pubblica improduttiva, ovvero quella dei politicanti e dei numerosi enti inutili, a cominciare dalle Province che, di fatto, non sono ancora state abolite. Oltre che per seguitare a dar credito al fallimentare progetto dell'Unione Europea che, di fatto, ha impoverito le economie di quasi tutti i Paesi, portando benefici unicamente alle elite economico-politiche (Angela Merkel ed i sigg. Van Rompuy e Mario Draghi in testa) che, di fatto, fanno il bello ed il cattivo tempo sulle spalle dei popoli.

Questa Unione Europea, nei fatti, è l'esatto opposto degli Stati Uniti d'Europa proposti da Giuseppe Mazzini e da Giuseppe Garibaldi prima e successivamente da Ernesto Rossi, Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni. Non è un'unione di popoli affratellati, bensì è un'Unione di politicanti e banchieri affamapopoli e lo stiamo sempre più osservando man mano che la crisi economica - causata anche e proprio da questo sistema economico privo di ogni logica umana – sta mietendo le sue vittime, fra lavoratori ed imprenditori. Molti dei quali hanno anche perso la vita, oltre che la speranza.

Occorre invertire la tendenza e smettere di credere ai soliti “incantatori di serpenti” ed ai soliti “pifferai di Hamelin”. E' l'ora dei popoli. Dei popoli fratelli, contro le elite e le ruberie di Stato.


Luca Bagatin



20 ottobre 2014

A "La Croce" contrapponiamo la Delizia. Anzi, la Letizia !

Al bigottismo ideologico neo-clericale ed anti-cristiano, che dei miti del progresso fa la sua bandiera, fingendo pergiunta di contrapporvisi, in una bagarre mediatico-mediocre dal sapor anti-sentimentale, contrapponiamo la Delizia, anzi, la Laetitia !
Come sempre profondamente Casta, oltre che storicamente (anti)Diva.





21 maggio 2014

STOP AI SUICIDI PER MANCANZA DI LAVORO ! VOGLIAMO UN MONDO DIVERSO E NON PIU' PERVERSO ! (ed i politici chiedano scusa e se ne vadano a casa ! Tutti !) tratto da www.amoreeliberta.blogspot.it

Ieri un ragazzo indiano, in un piccolo paese della provincia di Pordenone, avendo perduto il lavoro da tempo, ha tentato il suicidio ed è ricoverato in ospedale, in fin di vita.
I suicidi ed i tentati suicidi - nel Nordest italiano (e non solo) - stanno aumentando a dismisura e ciò non è ammissibile.

Non possiamo pensare che le persone oneste, che vogliono lavorare onestamente per vivere, si tolgano la vita.

Perché ? Per chi ?

La classe politica dovrebbe quantomeno scusarsi, anziché seguitare a chiedere il voto per promesse non mantenute e per imbrogli di ogni tipo e genere.

Scusarsi e vergognarsi. Magari anche dimettersi e mai più presentarsi alle elezioni.
Ed i Comuni dovrebbero SMETTERLA di tartassare il cittadino. I Sindaci paghino di TASCA LORO gli ammanchi di cassa, oppure taglino gli sprechi !

Occorre non tanto un'Europa diversa, quanto piuttosto un MONDO DIVERSO E NON PIU' PERVERSO !!! Occorre un mondo in cui le persone si amino e si aiutino. Ove non esista più il profitto, il Potere ed il bisogno. Ove i cittadini si autogovernino da sé. Con il buonsenso dell'Amore.

Per questo vogliamo e lottiamo per la CIVILTA' DELL'AMORE (clikka il link relativo) !

“Amore e Libertà”

www.amoreeliberta.altervista.org

www.amoreeliberta.blogspot.it



14 gennaio 2014

Ricordando Moana Pozzi

Sto rivedendo in questi giorni, in dvd, la miniserie - trasmessa da Sky del 2009 - “Moana” di Alfredo Peyretti dedicata alla figura di Moana Pozzi.

La miniserie, in sé, non è un granchè. E' eccessivamente macchiettistica - specie nell'interpretazione di personaggi chiave quali Riccardo Schicchi, Ilona Staller Cicciolina e Mauro Biuzzi, mal interpretati e resi praticamente ridicoli dagli attori Fausto Paravidino, Giorgia Wurth e Giampiero Judica – ma, a parte questo, rende giustizia alla figura di Moana, egregiamente interpretata dall'affascinante Violante Placido.

Violante Placido – con il suo sguardo sensuale e malinconico - incarna infatti molto bene la figura di Moana Pozzi.

Personaggio poliedrico ed inquieto quello dell'attrice, della showgirl, della pornodiva e successivamente dell'intellettuale e della leader politica genovese Moana Pozzi.

Divenuta celebre quale pornoattrice, grazie al contributo di Riccardo Schicchi e di Ilona Staller che ne scopriranno il talento nel 1985 (come ricordò la stessa Ilona in un'intervista che recentemente le feci) Moana spiccherà presto il volo e, accanto a film hard ed erotico/pornosoft (quali “Provocazione” di Piero Vivarelli, assieme a Ursula Davis Hula Hop e Petra Scharbach e “Diva Futura – L'avventura dell'Amore”, sempre con Hula e per la regia di Ilona Staller), sarà nel cast di “Ginger e Fred” di Federico Fellini (che affettuosamente la chiamerà “Moanina”), in quello di “Borotalco” di Carlo Verdone, in “...e la vita continua” di Dino Risi, oltre che nel cast di numerose trasmissioni televisive comico-surreali e di intrattenimento quali “Tip Tap Club” (da lei condotto assieme a Bobby Solo), “Matrioska” e “L'Araba Fenice”, dirette e ideate da Antonio Ricci, padre di “Striscia la Notizia”.

Negli Anni '90 ecco il suo tentativo di smarcarsi dal mondo dell'hard, attraverso un film quasi autobiografico, ovvero “Amami” di Bruno Colella, la storia di una ragazza ripudiata e poi riconciliatasi con un padre che non accetterà la sua carriera nel porno.

Tormentata, infatti, sarà la vita di Moana con la madre, la quale non accetterà mai del tutto le scelte professionali della figlia.

Purtuttavia Moana non è e non fu tanto e solo un'icona del porno. Il porno, forse, fu un trampolino di lancio per esprimere meglio sé stessa. Il suo senso di libertà al di là del perbenismo borghese, che combatterà per tutta la vita.

La lotta ai pregiudizi sarà incarnata da Moana in tre momenti precisi della sua vita, a cavallo fra il 1987 ed il 1993: quando parteciperà attivamente alla campagna elettorale di Cicciolina nelle liste del Partito Radicale; quando deciderà di scrivere “La filosofia di Moana” ed “Il sesso secondo Moana” ed infine quando accetterà di diventare leader del Partito dell'Amore, fondato da Riccardo Schicchi e da Mauro Biuzzi nel 1991. Leader e simbolo del partito stesso, visto che il suo volto – racchiuso in un cuore rosa – sarà l'emblema del partito stesso.

Attualissime sono, ancora oggi, le parole di Moana Pozzi scandite nelle varie tribune elettorali dell'epoca, sia allorquando con il suo partito si candidò alla Camera dei Deputati (1992), sia allorquando Moana fu candidata a Sindaco di Roma, nel 1993, contro Gianfranco Fini e Francesco Rutelli.

Moana sognava una Roma ed un'Italia pulita, libera dalla corruzione, onesta, ove tutti potessero avere un alloggio ed essere liberi dai pregiudizi.

Mauro Biuzzi, oggi curatore testamentario di Moana, ricordò a tal proposito - in un'intervista che gli feci nel febbraio del 2013 - che Moana ha concluso la sua vita facendo politica e senza usare i potenti mezzi del Potere (Denaro, Media, Spettacolo, Scienza, Cultura, Politica, Religione, ecc), ma al contrario mettendo la sua popolarità al servizio di una piccola formazione come il Partito dell'Amore, che aveva come scopo quasi suicida quello di opporsi ai poteri forti partendo da zero.

E proprio Biuzzi assieme alla madre di Moana, Giovannina Alloisio, fondarono, nel 1999, l'Associazione Moana Pozzi (www.moanamoana.it), a tutela e promozione dell'immagine dell'attrice.

Molte sono le cose che, in questi anni, si sono dette e scritte a proposito (e spesso a sproposito, per ragioni meramente mediatiche) della sua prematura morte, a soli 33 anni, avvenuta a Lione il 15 settembre del 1994.

Noi, a tal riguardo, preferiamo invece tacere e ricordare Moana Pozzi per quel che ha rappresentato e per quel che rappresenta.

Moana diva-antidiva passata, presente e futura. Che vive ancora, certamente. Nel cuore di chi la ama e l'ha amata.


Luca Bagatin



20 dicembre 2013

"Racconti d'Eros e d'Amore" by Luca Bagatin

LA VITA E' SENZ'ALTRO MERAVIGLIOSA
surRenalità by Luca Bagatin

(del 26 marzo 2006)



La vita è senz'altro meravigliosa, scrive Ted Berrigan il quale asserisce peraltro che "Quando si è innamorati sempre ci si annoia". Poi, in un'altra sua poesia, il buon Ted, si mette a parlare di sesso...del fatto che si scoperebbe i suoi amici anche se non è omosessuale.
Adriano, acuto osservatore, afferma che Ted Berrigan "si fa di viaggi mentali".
Andrea G. Pinketts, invece, si fa di assenzio.
La vita è senz'altro meravigliosa anche in assenza dell'assenzio.
Quando sono innamorato solitamente mi annoio in quanto raramente sono corrisposto. Funziono di più, diciamo, con gli amori per corrispondenza.
Io sono uno che scrive ! Sono uno scrivano, io ! La vita è per me meravigliosa quando ricevo innumerevoli e quotidiane lettere di ammiratrici sconosciute (e forse bellissime...mah) da Stoccolma, Parigi, Atene...Malta.
Sono anche poliglotta, ve l'ho mai detto ? Poliglotta politicante amante del 6. Del 6 politico. Purtuttavia il numero che preferisco è il 69. Con o senza prefisso. Con o senza suffisso. Con o senza soffitto. Il tetto è aperto. Le tette della Vanda, invece, sonoo prorompenti. Prosopopeiche e, direi, financo O-NO-MA-TO-PEI-CHE. Sembra infatti che facciano BLOMP BLOMP nel mentre in cui la Vanda mi passa accanto.
La Vanda è la mia segretaria.
Sono uno scrivano e ho bisogno di una segretaria.
La Vanda mi piace e ne sono innamorato.
Ovviamente non sono corrisposto. Tuttavia, un giorno, le ho lasciato un biglietto anonimo sulla scrivania. Un biglietto di sola andata per la Vita.
La vita è senz'altro meravigliosa. La vita della Vanda è stretta. E' un vitino. Taglia 42 e 6a di seno. Seno, coseno e tangente. Di tangenti non ne ho mai prese ed in geometria sono sempre stato una schiappa.


FOSCO E NUTA
racconto by Luca Bagatin
(Pubblicato sulla fanzine "Officina" - ottobre 2002)




La ragazza che ho incontrato ieri era proprio carina. Nuta. Mi pare che si chiamasse così.
Ho davvero delle grosse amnesie sui nomi. Quando me li dicono me li dimentico subito.
I nomi. I volti no, e nemmeno i corpi.
Nuta era decisamente…superiore ad ogni mia facoltà immaginativa. Nel senso che…Ma poi perché sto sempre qui chiuso in camera a fantasticare…Il fatto è che, cazzo, faccio schifo !
Eppoi che ci vado a fare là fuori?
L’altra sera al bar mi ci ha portato l’unico amico che ho. Lo conosco dai tempi della scuola. Io non ci volevo andare fra tutta quella gente.
Chissà che avranno pensato di me poi ! “Ma guarda quello sfigato con gli occhialini da Archimede (quello dei fumetti)” “Saranno froci quei due ?” e finezze di questo genere. Ma che ci posso fare io se sono brutto e sfigato?
Eppoi è arrivata quella ragazza, Nuta, con i suoi lunghi capelli biondi e le sue labbra rosse come una rosa, con il suo profumo… Me l’ha presentata il mio amico. “Ciao io sono Nuta” (Nuda ? Avevo all’inizio capito io nella mia confusione ormonale. Macché nuda !)
“Ciao io sono Fosco” sono le uniche parole che mi sono uscite di bocca. Eppoi lei mi ha parlato di una certa Lidia che le aveva parlato di me…di meeee ?!? E chi è ‘sta Lidia ??? Ma se le uniche persone del “mio giro” (per così dire) sono il mio amico Alberto e sua sorella Grimilde !!!
A quel punto la mia ansia congenita mi ha impedito di risponderle e, dicendole che non mi sentivo niente bene mi sono fatto riaccompagnare a casa da Alberto. 
Tornando a casa siamo passati per la pedemontana, in quel tratto in cui dicono che ci sono gli “alberi dei desideri” in cui chiunque può appendere un messaggio….una cosa da ragazzini insomma. Ma domani voglio tornarci… eppoi sono anch’io un ragazzino nel cuore e ci voglio appendere un bel desiderio, un bel sogno, una bella utopia.
“Cara Nuta, di ragazze ne ho viste tante nella vita. Conosciute poche. In realtà non mi ha mai filato nessuna vista la mia imbranataggine e il mio fisico mingherlino. Tu potresti essere una delle tante ma … non so, da quando ti ho incontrata mi sono sentito riemergere e ho ricominciato a sperare. A sperare di poter conoscere una come te, che per uno come me sarebbe il massimo! Sarebbe come chiedere di avere in regalo dai propri genitori un viaggio per il Nepal di sola andata ! Sarebbe come…per un bambino avere in regalo montagne di gelati! Sarebbe…sarebbe troppo per me. E soprattutto per te. Ma nel senso negativo. Che te ne faresti della brutta copia di Woody Allen Vabbé ma avere un piccolo sogno nel cassetto non è mica reato, no ? E allora lo butto lì anch’io il mio sogno. Vorrei conoscerti e sposarti e fuggire insieme a te incontro al sole dell’avvenire che con i suoi caldi raggi brucia tutte le amarezze della vita. Con amore, Fosco.”
Ho appeso questo messaggio ad un albero. Accanto al mio ce n’era uno di Nuta.
“Caro Fosco, ti ho visto appena ma è come se ti conoscessi da sempre. Hai aperto una ferita che credevo non mi appartenesse più, così profonda da farmi rabbrividire. Eppure guardo i tuoi occhi, vita pura, il tuo volto che non smette di emozionarmi. Mi piacerebbe che si potesse dare un nuovo corso alle cose, agli eventi. So che non è possibile, sento il mio limite, mi sento fuori pista, non pronta, perdente. Rimango chiusa nel guscio di noce ascoltando la tua carezza lontana. Con amore, Nuta.”
Posso ricominciare a sperare. Possiamo ricominciare a sperare. Le nostre ferite possono finalmente chiudersi in un tenero abbraccio benedetto dal sole.



IL SAPORE DEGLI OCCHI
flusso d'incoscienza by Luca Bagatin
(del 18 ottobre 2006)




Tu lo accogli fra le tue labbra. S’insinua nella tua bocca vermiglia e la tua lingua, carezzandolo con piccole pennellate, lo scioglie pian piano. Io ti guardo, tu alzi lo sguardo. I nostri sensi visivi e tattili s’incrociano in un profondissimo abbraccio d’Amore. Ed io mi perdo nei tuoi occhi azzurri e nel morbido delle tue labbra che amorevolmente sciolgono il mio ardore. E’ possibile perdersi oltre l’orizzonte ? E’ possible giungere là ove infiniti spazi sembrano aprirsi ed improvvisamente richudersi ? E’ possible credere e crescere un’illusione all’interno di un collant marca Golden Lady ? Ricordi quel quadro ? Ci perdemmo in esso. Ricordi ? Ricordi i tuoi occhi ?  I tuoi occhi sono lo specchio riflesso di ciò che si perde all’interno di esso. Io temo i tuoi occhi. Io temo gli occhi. Io credo che gli occhi possan financo parlare. Oppure...soltanto amare.


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