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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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13 maggio 2009

TOPOLIN TOPOLIN I MILLE MILLE SOGNI DI UN.......(ba)GAT(t)TIN !



Non ho mai bene capito perché, ma questo blog continua a macinare consensi (cribbio !).
Và avanti a vele spiegate da quasi cinque anni con una media di 800 visite al dì, con punte delle 1200, raccontando di tutto e di più. Soprattutto di tutto.
E pensare che inizialmente doveva essere solo un contenitore di racconti !
Ad ogni modo comunque (Dino Buzzati docet) il merito penso possa dirsi in gran parte anche dei suoi ispiratori diretti e/o indiretti, che, in questi anni (specialmente ultimi) con la loro presenza, la loro amicizia ed i loro spunti mi hanno inevitabilmente accompagnato in quest'avventura scrittur-immaginifica.
Sicuramente sono molti di più di quelli che elenco qui sotto ma.....vedremo di rimediare prossimamente.
Ad ogni modo comunque (quanto adoro questa frase che non vuol dire nulla, in sé, è quindi vuol dire tutto per me) eccoVi una carrellata di codesti amici-ispiratori versione DYSNEIANA a tratti redattori più o meno involontari di questo luogo telenettico pSYchellizzato denominato con un vocabolo a tratti gutturale e purtroppo alquanto asettico: blog (che comunque è sempre meglio di FACCIA DI BUCO !!! Terminologicamente eloquente, direi).

ME MEDISIMO: Topolino (il nano benefico)



DARIO "BAZARDELLEPAROLE" MARINI: Pippo (vecchio compagno d'avventure)



LUCIA "REHAB" CONTI: Amelia (magico hard-rock !)



LANFRANCO PALAZZOLO: Paperino (direttamente dagli invisibili teleschermi di Radio Radicale, quella senza Veline)



METIS DI MEO: Minnie (la rossa che dà la scossa !)



MAURO SUTTORA: Gastone (dalla Cina con furore)



SBRICIOLINA: Paperina (erotismo in radio e non solo)



PETER BOOM: Commissario Basettoni (vigilantes dei diritti delle minoranze)



EMANUELA BATTIGELLI: Ariel, la Sirenetta (musica per l'Anima)



9 ottobre 2008

"PORNizzazioni FUNculizzanti": pensieri sparsi BEAT by Luca Bagatin



Very cara, Very bella
ti amo più di una sorella
ti amo più della mia vita
e anche di una matita....

Verusca io ti amo,
io ti adoro più dell'oro
e ti amo più di un amo che si perde in una mano....

Queste le due sCrofe di una canzoncina-poesia che scrissi per Verusca De Pol, una ragazzina mia coetanea che a 14 anni neanche mi filava.
Ovviamente è una poesia stupida come lo ero io a quell'età.
Stupido e innamorato: pessimo connubio.
Crescendo, però, si può sempre evolvere e diventare psicotici ed indifferenti....ma non fu il mio caso.
Diciamo che oggi scrivo altro.
Per Verusca ricordo che scrissi anche il mio primo romanzo tutt'ora inedito: "Un amore senza fine". Una sorta di polpettone semi-avventuroso ambientato nella Prussia del '700 e che anticipa quel polpettone televisivo chiamato "Elisa di Rivombrosa".
L'unica cosa positiva di quella stesura fu l'anticipazione di un fenomeno mediatico. Per il resto è una totale panzana che è bene rimanga inedita.
Lo scrissi a mano per ben due volte ed una copia la regalai a Verusca, la quale penso non lo lesse mai.
Ah...quante lettere le scrissi in quel periodo ! Eh, sì, ero proprio cotto marcio.
Più marcio direi....in effetti puzzavo di cadavere da qui a un miglio.
L'anno in cui soffrii di più per amore fu però il 2003. Allora avevo 24 anni.
Me lo ricorda or ora la mia biografa Arabella Zanzarella: "Luca Bagatin soffrì indicibilmente per amore a 24 anni, patì in compagnia del suo amico Porzio il Pelato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno risorse e sedette alla destra di Bazardelleparole che di sinistra, lui, è sempre stato".
Eh, sì, a 24 anni si innamorarono di me ben 3 ragazze. Per quanto non contemporaneamente.
Tutte e tre un tantino più giovani di me, ma certamente più infide.
Ora non sto a raccontarvi per filo e per segno, visto anche che sto cercando di dimenticare dedicantomi alla scrittura psiconometrica iconoclastica.
Basti sapere che per me fu un'esperienza che mi segnò. Il braccio destro con tre bruciature di sigaretta.
Successivamente mi misi a fumare il sigaro. Lo fumo tuttavia solo quando ho abbastanza tempo da dedicarGLI.
Oggi un amico blogger mi viene fuori con quella storia di quel tizio inglese che si vuole suicidare e finisce per farlo incitato dalla folla che lo PORNizza su youtube.
Quest'amico blogger dice che è colpa dell'indifferenza della gente. Io invece gli dico che quella gente era meglio se stava al posto suo e se ne FUNculizzasse, così da non pornIZZARE nessuno.
I suicidi meritano rispetto, no ?
Che cappero ne sa la folla del suicidio se non di quello collettivo perché questa si mette a frequentare Sette del cazzo con le loro psicotiche fantasmagorie da bestie da prima elementare !
Pecore che non sono altro !
PORNizzatevi voi su YUTTUB ! PORNizzatevi prima che lo faccia io riprendendo la vostra immensa ignoranza e psicosi mentale dall'adolescenza sino alla tomba causata anche dai vostri degeneri genitori.
Meglio sarebbe chiedersi da dove nasce l'istinto al suicidio. E di coraggio ce ne vuole, cazzo !
Chiedetelo ad uno che ha fegato da vendere e vi risponderà che un suicida racchiude in sé una quantità di disperazione tale da FANculizzare intero pianeta in un nanosecondo (visto che se lo meriterebbe, un giorno sì e l'altro...perché no ?).
I giovani d'oggi sono sempre più tristi, depressi, obesi.
Quelli di ieri lo erano un po' meno e quelli dell'altro ieri erano spensierati o giù di lì.
L'ansia da prestazione....ma non venite a raccontarmi bubbolate ragazzini anni '00 come la farina insapore e incolore !
Oggi se non sei "in" sei "out". Devi essere al "top" per non essere un "topo di fogna".
Ma che raXXa di psicotico informe ha inventato queste baggianate assurte (assurDe) a Modello UniversalPeople Bove !
Bazardelleparole, da sinistro sessantottardo me ne parlava a proposito del Ciclo: "Nasci, Consumi, Produci, Crepi" ed io preferivo cercare delle crepe fra questi tre Elementi ovvero: perché nasci ? Perché ti mettono al mondo ? Perché consumi Determinate Cose e non determinate altre ? Perché Produci rabbiosamente cercando di Fottere il tuo Vicino ? Perché Crepi nel dolore e non accetti Sorella Morte come la più Dolce Porta di Passaggio verso una nuova Vita capace di garantirti nuove possibilità di Scelta ?
No, qui siamo ancora all'ansia da prestazione, all'ansia da Catena di Montaggio, all'ansia da Battuta Brillante da dire alla Battona o al Magnaccia che sposerai garantendo una prole a questo porco-Circo Barnum chiamato Mondo Terrestre !
No, non ditemi che sono irritante.
Dite piuttosto che sono irritato irroraro dal sangue che mi sgorga nelle vene del cervello fintanto che funzionerà e prima che si ottenebri del tutto a causa di cibo malsano e tabacco da 2 euri.
Non ho ri-letto ciò che ho scritto. Siamo ai soliti pensieri sparsi in libertà.
Mi va così. Un tempo avrei delegato il mio socio Baglu a parlare per me.
Ora non mediatizzo: immediatizzo.
Mi faccio portatore, corpo, capro, veicolo, vettore, convettore, confessore, confusore, infusore, professore, processore.
Circonferenza Vita-Morte.




7 ottobre 2008

Pensieri sparsi ESOrBEAT-Anti ! by Luca Bagatin

PORTENTONE: PISCIATOIO DEL MONDO



Portentone, che bella città !
Pisciatoio d'Italia, la definiva Ernest Hemingway. Non so se per la pioggia battente da ottobre a dicembre o per l'aria che si respira.
Qui non è d'uso salutare il prossimo se non lo si conosce bene.
Qui non è d'uso fermarsi a chiacchierare: si perde tempo !
Un tempo che, come dicevamo, in autunno è spaventevolmente triste e l'estate e umida da farti vomitare l'anima la notte e soffocare il giorno.
No, non ce l'ho con Portentone in sé. Forse ce l'ho con i portentonesi e dintorni esperti nella pronuncia delle vocali aperte.
Anche Bazardelleparole ha quella particolarità linguistica....ah, ricordo: a Svanito al Tegumento, così come a Cazzano Deciso, si ha questa particolare pronuncia.
Portentone: la città dell'UnaBomber e di quel delitto legato (slegato ? maTTodaSLEgare ?) per sommi capi anche ad una PseudoSettAstrale BenNutrita di Persone Perbene.
Bazar mi ha raccontato anche che a Portentone si producono fior fiore di Filmini Pornografici distribuiti in tutta Italia.
Per me Portentone è famosa per le automobili ad ogni piè sospinto financo sui marciapiedi e sulle piste ciclabili. Parcheggiate come sardine. StromBazzanti come idiotiche macchinette da caffé sbuffanti Pece Nera.
Mi vengono in mente, poi, i Portentonici Palazzoni Vecchi e Grigi ospitanti le puttane e i loro papponi. All'ingresso i tossici e gli alcoolizzati strafatti: dai 16 ai 50 anni ti aspettano....."C'hai venti centesimi ?".
Ricco Nord Test.
Test Alcoolemico nel Sangue di Padri Snaturati che Procreano Prole Porconando.
Porconare è il verbo più diffuso a Portentone e dintorni. Spesso è utilizzato anche come avverbio e proverbio, ma, più spesso, è utilizzato come souvenir per i turisti che affollano la città unicamente durante Portentonelegge (legge ?!? Più Ordine direi).
Portentone, a suo tempo, scriveva anche.
Con Bazar e la sua GrassaGracchianteNonScuoladelleCiliegieDeiCavalli.
Poi arrivò l'estate.
Tutto finì quando facemmo giardino in un un grande Parco chiamato La Miseria.

GENERAZIONI



E' curioso come, più mi avvicino ai trent'anni, e più mi piacciano le ragazze giovani e giovanissime.
E' una cosa che non avrei mai creduto potesse accadermi.
Specie superata la Pubertà delle Delusioni Amorose.
La Pubertà delle Delusioni Amorose fu per me momento di grande riflessione e di catarsi romantica.
Da allora divenni infatti irrimediabilmente misogino, più umorale (ozzeus, non che prima non lo fossi !), ma anche più Corazzatamente Potemkin al punto di essermi rasato completamente la lingua e giungere a dire, quando è il caso, che cos'è - a parer mio - una cagata pazzesca o meno.
Questa notte ho sognato Pamela Saino, attrice classe 1987. Eravamo in un immenso ed estesissimo prato verde a chiacchierare. All'orizzonte tanta acqua: un fiume o...il mare forse (che cosa c'è oltre l'orizzonte ? Domanda ricorrente. Ricordarsi di NON riavvolgere il nastro).
Non ho ancora capito che cos'è la TV On Demand (non ho ritenuto utile o opportuno fare alcuna ricerca su Google), né so se esiste una TV On Rispost.
Bazardelleparole, qualche anno fa, disse di essere riuscito ad entrare in contatto telenettico con Diego Abatantuono. Quel tale che fece quel film di quel tale Pompucci. In sequel.
"CamerierEEEEE !!!! Mi porti il conto !". Please.
Dissi quella volta in cui mi trovavo a cena con....
Perché le bambine "cattive" delle fiabe o dei collegi risultano indicibilmente affascinanti ? Solitamente si chiamano Lavinia oppure sono io a chiamarle così.
C'è una bionda Lavinia: magrissima ed altissima (specie per un nano EMOC me) che non mi degna di uno sguardo da almeno un mese.
Sono attratto dalle stronze senza cervello.
Ma non le adoro: le detesto pur essendone attratto.
Una donna sexy dovrebbe saper far sorridere ed avere ancora la capacità di imbarazzarsi senza preoccuparsene.
Non ci sono più le Principesse.
Sarà che ho 30 anni, ma me ne sento 16 o forse 3 e vorrei ancora TETTARE come un CavAAALLoooooo !!!
Jean Arp, cazzo !
Mi è rimasSo in preSso, Baz. Anche quella sera con.....lo leSSi.
Principesse 2 - elleXelle - è il sito della comunità lesbica italiana.
La prima volta che lessi un romanzo di lesbiche avevo 19 anni.
Lo prestai poi alla mia ex bisex.
La nostra la chiamarono Generazione ICS e allora Ambra Angiolini conduceva l'omonimo programma che io giammai vidi.
Mai avrei creduto di diventare un simpatizzante di Ambra: è proprio brava.
Non riesco ad immaginare attrice più comica e seducente.
Mi hanno anche detto che è un'icona lesbo. E presto diventerà icona lesbo-sick.
Che mondo, ragazzi !
Si stava decisamente meglio 20 anni fa. Ed io non ho alcuna voglia di crescere (se non di Circonferenza-Giro-Vita-Morte).




9 luglio 2008

NOI, BAMBINI DI IERI


Il fanciullo è, più spesso di quanto non si creda, "il padre dell'uomo"
da "Zanoni" di Edward Bulwer Lytton






Il little Bazardelleparole ed il grande Dario Marini sosia di Veltroni
La simpatica little Annina Esposito e la grande Vulvia
Lo svedese little Bagatin e l'evergreen Baglu
La vispa little Rehab e la grande bomba Lucia Conti



22 dicembre 2007

Ma 'ndo vai se Verena Modigliani nun cell'hai ?



Ho una vera passione per i nomi femminili composti: Edelfa Chiara, Maria Riccarda, Maria Carla, Maria Antonietta, Francesca Romana...
Non parliamo poi dei nomi e cognomi composti: Maria Antonietta Farina Coscioni, Donatella Pecci Blunt, Francesca Romana Miceli Picardi, Roberta Modigliani Ghinazzi....
Chissà poi perché il cognome Modigliani è sempre posticipato o anticipato da un altro cognome o financo da un doppio nome come nel caso di: Giuseppe Emanuele Modigliani, Alessandro Litta Modigliani, Amedeo Clemente Modigniali, Sveva Casati Modigliani che però in realtà si chiama Sveva Casati "ModiGNani" e, in tutta franchezza, non si chiama nemmeno così, essendo il nome d'arte della coppia di coniugi Bice Cariati e Nullo Cantaroni.
Che c'entra direte voi ? C'entra eccome ! Parliamo di "Bice" e di "Nullo": due nomi assolutamente rari e inusitati !
Ed io ho una vera passione anche per i nomi rari ed inusitati. Specie se femminili.
La mia vita è circondata da Zaire, Verusche, Tatiane e financo da Verene.
Verene, sì. Anzi.....a dirla proprio tutta, la Verena in questione è solo una: e tanto basta.
La conobbi in una di queste fredde serate alla fermata dell'autobus e, per un paio (o forse due paia) di volte, la convinsi a prendere il mio stesso bus: 77, le gambe delle donne (benché sempre più storte negli ultimi tempi).
Conversammo amabilmente (espressione non mia, ma presa in prestito dall'amico Gianfranco Cosatti che sicuramente NON mi querelerà per avergliela rubata e per averlo simpaticamente citato, visto che, cadute le ultime frontiere ad est, si merita proprio questa "esposizione internettica") per qualche giorno finché....non la vidi più.
Probabilmente: o ha cambiato bus o ha terminato il suo stage presso la Cassa Rurale dell'Agricoltura sita in Via della Breccia di Porta Pia numero 20.
Facendo una rapida ricerca come solo io so fare quando mi travesto da "detective" (cappello Borsalino annesso), sono riuscito a reperire il suo cognome e, avendo una certa dimestichezza con gli elenchi telefonici (dopo anni di call center nelle vesti di team leader vorrei ben vedere !), anche a scoprire che di persone con il suo cognome in tutto il circondario ce ne sono solo quattro.
Ora non mi restava che decidermi a chiamare quelle quattro persone chedendo di lei.....se solo il mio amor proprio non mi avesse fatto vacillare e nicchiare: stavo facendo una cazzata ?!?
Beh, non che il coraggio mi manchi o mi mancasse: alle superiori era una cosa che facevo regolarmente quando una ragazzina mi interessava. Diciamo che detesto il telefono come mezzo di comunicazione di massa, ma ho sempre avuto una certa dimestichezza con i telefoni fissi (parlare poco - andare al sodo).
Però, infondo......è ed era una cazzata lo stesso. Ho visto Verena solo quattro volte in tutto e.... che mi metto a chiamarla a casa spiegandole anche come sono riuscito a risalire al suo cognome, al suo numero e patatin pataton ?
Naaaaaaa !!!
E poi, diciamocela tutta: ne vale veramente la pena ?
Infondo le ho lasciato il mio indirizzo mail e quello del presente blog e lei non mi ha mai contattato.
E poi sicuramente è già occupata ed io non ho alcuna intenzione d'esserlo.
E poi, le donne, oggi giorno (dato aggiornato al 22 dicembre 2007), sono veramente troppo difficili e complesse.
Non sanno mai cosa vogliono veramente, hanno un sacco di complessi insensati, hanno troppe aspettative....
Per carità, lo so, ora il mio socio in affari Bazardelleparole mi accuserà di maschilismo spinto rétro. Però si consideri che Bazar è di un'altra generazione rispetto alla mia e lui stesso diche che "oggi non c'è più condivisione".
Oggi si preferisce dividere e dividersi.
Oggi c'è Carla Bruni che dice che, quando è innamorata, vuole fare e farsi fare molte promesse: anche se saranno poi inesorabilmente tradite
Personalmente di promesse non ne ho mai fatte, come a sua volta non ho mai avuto grandi aspettative (tranne forse quando avevo 15 anni, il periodo più brutto della mia vita) nei confronti dell'altra persona. Le aspettative e le promesse sono la base per la rottura di un rapporto amoroso. Statene certi.
Quindi, tornando a Verena, poiché "ogni lasciata è persa": lasciamo perdere.
Se ella vorrà, mi troverà sintonizzato sulle frequenze cannocchialesche di questo blog anche nel periodo natalizio.
Ho in serbo grandi novità per il progresso e l'avvenire dell'Italia intera, NON come il latte scremato o parzialmente tale.



Luca Bagatin



4 agosto 2007

COGITO, QUINDI SONO. Racconto estivo e pRocelloso by Luca Bagatin

SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Luca Bagatin lievemente ispirato dall'amico Andrea G.Pinketts
PERSONAGGI E INTERPRETI NELLE FOTO: Balgu (Marcello Mastroianni); Valentine Spumacchioni (Sbriciolina); Lucilla Contarini (Lucia "Rehab" Conti dei Betty Ford Center).
I luoghi e i nomi sono di fantasia ma al contempo reali. L'autore, essendo a malapena responsabile di sé stesso (e forse del suo gatto Silvestro) declina ogni responsabilità su tutto e su tutti.


Il mitico bar Woody di Via XXX Aprile venne chiuso quell'estate.
Panico e terrore per me che dovrò cercarmi un altro posto in cui andare a scrivere le mie inchieste cittadine.
Come se non bastasse, l'amico Bazardelleparole m’aveva abbandonato dopo essersi sposato con una ragazza spagnola ed aver con lei figliato.
Del resto, dopo mezzo secolo di vita, è anche normale che uno come Bazar metta la testa apposto. Cercavo così di consolarmi.
Mi trovavo, insomma, più nei casini del solito.
Dopo aver sgominato una banda di commercianti di auto rubate con sede presso una ditta di telecomunicazioni prestanome in quel di Bordellons in Folponia orientale (Bi-Fol(c)ponia orientale per l'esattezza) e retta dall'ingegnere civile Adalberto Granbiscotto, avevo deciso di prendermi una pausa di riflessione e di smettere per un po' di fare inchieste che fra l'altro non mi facevano guadagnare pressoché un sesterzio.
Quell'estate, l'estate del giudizio e del pregiudizio, decisi per cui di chiamare Valentine Spumacchioni, una graziosissima ballerina di Asola, provincia di Mantova


A dire il vero non sapevo nemmeno io perché Valentine mi piacesse. Forse per la sua avvenenza, forse perché era di Asola e ciò mi ricordava le mitiche brioches “asolane” del Mulino Bianco e financo le olive ascolane di Ascoli Piceno.
Fatto sta che la chiamai.
“Pronto, Vale, che fai di bello ?”
“Ma ciaooooooo mio piccolo e porcelloso porcellinooooo ! Che mi racconti di bello ?”
(Non avevo bene inteso se ella aveva proferito “porcelloso” o “procelloso” ovvero “tempestoso”. Come le cime).
“Beh…di bello niente, a parte il fatto che fra le idee balzane che mi balzano al cervello c’è quella di scrivere un libro antifemminista, machista e misogino per Uominiveri ma anche per Donnevere in risposta a quello sessantottardo della Balestra “Porci con le ali”. Il mio pensavo di intitolarlo: “Porci dei con le ali ai piedi – ovvero come passare dallo stato porcelloso a quello divino badando bene di fuggire qualora la vostra Lei voglia mettervi i piedi in testa oltre che da altre parti”.
“Bellooooo !!! Miticooooo !!!! Vuoi ridere ? La mia amica Marcella oggi….”
Prima che Valentine attaccasse con la sua interminabile e fluttuante concatenazione di eventi fatti di amiche sadomaso, laureandi ipertricotici e musicisti da sballo, la fermai.
“All right, baby, vieni qui che ne parliamo a quattr’occhi e magari anche a quattro palmenti. Solito indirizzo: Portentone Via XXX Aprile….eeeehhhhmmmm…no, rettifico. Mi hanno chiuso la Via.
Troviamoci in Via della Colonna Infame, al Kebab gestito da una mia amica”.
“Ehhhmmm….c’è un piccolo problemino Baglu tesorino….io sono di Asola e soprattutto i miei non so se sarebbero d’accordo che io….”
“No problem. Ho già provveduto io ad informarli”…bluffai, cercando di “fare giardino”.
“Ah si ? E quando ?” mi fregò lei.
“Tu non preoccuparti, metti in moto l’automobile o vai alla stazione e raggiungimi. Potrebbe essere una questione di vita o di morte. Soprattutto di morte. La mia.”
Non so se io piaccia veramente a Valentine Spumacchioni e se lei sia davvero così tanto invaghita di me, in ogni caso, mi vuole un gran bene. Penso che mi veda un po’ come un secondo padre o comunque come un fratello maggiore del 33esimo grado di rito scozzese antico ed accettato. Il che incute sempre un certo rispetto.
Fu così che ci incontrammo la mattina del 4 agosto al Kebab gestito da Lucilla Contarini, italianissima e d’antiche e nobili origini veneziane che risalivano addirittura agli omonimi Dogi di Venezia.

Lucilla era davvero un gran bel pezzo di figliola di quelle che piacciono a me: magra quasi filiforme, capelli lunghissimi neri, naso pronunciato, labbra intriganti e soprattutto occhi chiari nei quali mi perdevo ogni volta per ritrovarmi dopo alcuni minuti in una sorta di trip acido.
Lei sosteneva si somigliare ad “un topo”, mentre io amavo i gatti ed i gatti, guarda (anvedi !) un po’, amano i topi. I conti, insomma, tornavano tutti. Ed anche i Contarini.
Valentine, nel suo abitino a fiori più succinto si sedette di fronte a me senza perdere tempo e facendomi piedino imminentemente sotto al tavolo.
“Calma, ragazza, ho bisogno prima di sfogarmi in un altro modo”
Non ci fu verso. In men che non si dica si sedette sulle mie ginocchia ed iniziò tanto a palpeggiarmi quanto a sbaciucchiarmi.
Ricordo che nell’attesa della sua venuta (Valentine è evidentemente un po’ come lo era Bazar, una “tipa messianica”) stavo leggento un articolo dal titolo “Le femministe son cambiate – Non volevano l’uomo, ora lo usano”, nel quale l’articolista sosteneva ciò che io nella mia misoginia triste (subentrata dopo essere stato sedotto-e-abbandonato almeno una decina di volte ininterrottamente e non avendo più né rivisto né tantomeno sentito le tipe in questione che, negli anni, potrebbero essere anche andate a Casablanca per un cambio di sesso) sostenevo già da un decennio a questa parte: le donne di una volta non esistono più. Oggi esistono quelle di oggi che, una volta che ti accalappiano, fanno di te quello che vogliono e, quando si stufano, ti mollano con spiegazioni che non hanno né del serio né tanto meno del faceto.

Memore di tale articolo e del nervosismo che covavo dentro a causa della chiusura della mia “Sancta Sanctorum” scribacchesca mi scrollai di dosso Valentine e mi accesi una senzafiltro (nel Kebab di Lucilla Contarini si può ancora fumare e, se qualcuno vuole sostenere il contrario, deve vedersela con lei che, sarà minuta, ma mena botte da orbi).
Al Kebab giunsero anche Martin Rua e Riformistalchemico con tanto di cappuccio in testa.
“Ehi, raga ! Guardate che così tutti sapranno che siete massoni ! Levatevi quella roba dal capo !”
Rifo, in perfetto accento emiliano: “Mo è vero ! Oh, Martin, siamo usciti dalla Loggia e neanche ci siamo ricordati di levarceli ! Roba che pensino che siam dei ladri o dei banditi !”
Martin, imbarazzato, levò subito il suo dal capo e così Rifo.
“Eh, raga, già questi fascistoni ignoranti pensano che i massoni lo siano a prescindere. Ma io dico: c’è uno in quel di Bordellons che si fotte le auto e le rivende e va ai drogaparty, ma è anche sposato e va in Chiesa tutte le domeniche e tutti lo rispettano. Ed invece ci sono altri che si fanno-i-cazzi-propri parlando liberamente…che so…di fratellanza….magari anche di uguaglianza….e per finire anche di libertà….è c’è qualche fottuto ********** che dice che questi qui sono ladri, banditi e che andrebbero banditi….”
“Baglu, peffortuna che ci stai tu che sui giornali parli bene di noi”
“Lascia perdere, Martin. Sai benissimo che quel che scrivo io conta poco e nulla e mi causa solo una montagna di cause penali e civili nonché di disturbo della pubblica quiete. Soprattutto da quando mi hanno beccato fuori dalla discoteca Coliseum mentre mi baciavo con Miss Welby, la nipotina segreta del Calibano !”
“Ti baciavi ?” intervenne prontamente e gelosamente Valentine.
“Beh…baciavo….va bé stavamo facendo anche altro ma che importa ?”
“Mmmm…tu non me la conti giusta patuflino !”
Adoravo quando Valentine mi riempiva di vezzeggiativi e mi scioglievo sempre in un brodo di giuggiole e così mi accoccolai sul suo prorompente seno incurante degli altri amici.
“Mo vabé Baglu, scusa il disturbo. Volevamo salutarti, io e Martin andiamo in ferie con le nostre rispettive consorti ed io anche con la figliolanza, sai com’è, i bambini…sole, mare, pallone…”
“Eh, posso immaginare caro Rifo. Ho sempre pensato che saresti stato un buon padre anche per me”. E così ci salutammo ed io caddi in una sorta di commozione quasi cerebrale rammentando di non aver mai conosciuto mio padre di persona. Lo conobbi solo in foto ed allo specchio tutte le mattine visto che io sono sputato a lui salvo l’altezza. Io sono basso 170 cm, lui lo era 160.
Trillò il mio cellulare: la “Primavera” di Vivaldi.
“Pronto, ciao Alice !”
“Ciao Baglu, come stai ? E mia soré ? Sta sempre al banco ?”
“Se se se….sta sempre al banco del Kebab ed io la tengo sempre d’occhio. Soprattutto ora che è libera”
“A Baglu, ma lassa perde ! A proposito…quand’è che organizziamo lo spettacolo al Woody ?”
“Ehm…no…guarda…per me anche domani. Il fatto è che il Woody è stato chiuso per sempre. Il proprietario ha vinto al lotto ed è emigrato alle Mauritius. Bazar poi…beh…lui si è sposato ed ha un figlio e chi lo vede più ? E’ barricato a Svanito al Tegumento con la famiglia. Fra l’altro pare anche che sia intenzionato a votare Udc, e questo è il peggio !”
“Vabbé, nun t’abbatteeeeee….eddaiiii che te vojo bbene uguale ! E poi l’organizzamo quest’artranno. Oh, mò devo scappà in piazza che ce sta Cecchi Paone che arringa la folla. Te saluta anche Marta. Ciao nì.”
E così anche lo spettacolo “Fare giardino” per la regia del sottoscritto e sceneggiatura di Andrea G. Pinketts è rinviato.
Trillino del cellulare. Un sms. E’ Calzetta che mi scrive dall’isola di Ponza: “Bacio*******”
Valentine, giustamente, comincia a spazientirsi.

Fu così che la presi per mano e l’accompagnai in una delle stanze abusive del Kebab (che funge anche d’albergo, abusivo, appunto) e qui ci sciogliemmo in un fiume di sesso sfrenato con tanto di sfrizzi, lazzi e ca*** nostri.
“Finisce sempre così fra noi, eh Baglu ?”
“Beh, chi ben finisce è già a metà dell’opera dico io. E ciò significa che nulla finisce mai del tutto, ma tutto è in continuo inizio ed evoluzione” proferii io senza sapere veramente ciò che stavo dicendo.
“Sei il mio filosofo preferito…..” e mi baciò sulla bocca slinguazzosamente.
Dimenticai per qualche tempo la mitica Via XXX Aprile per aprirmi e Via della Colonna Infame, pensando, sommessamente, che probabilmente Lucilla Contarini (sorella acquisita di Alice, ma è comunque una storia lunga) era proprio il mio tipo.
Si può tradire con il pensiero ?
Penso, quindi sono.
Ed è già qualche cosa dopo aver per anni ritenuto di Non essere, pur continuando a pensare, agire e reagire.
Soprattutto la terza che ho detto.


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini