.
Annunci online

  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


Ultime cose
Il mio profilo


EDIZIONI MEDITERRANEE
Margheritando il Cuore
M.
IL MIO LIBRO: Universo Massonico
IL MIO (secondo) LIBRO: Ritratti di Donna
Eduard Limonov
FRENTE TRANSVERSAL Peronista y Kirchnerista
Alianza Pais
FEMEN
Movimiento Evita
PATRICIA VEZZULI
Nathalie Cardone
DEBDEASHAKTI: la Dea che viene da Venere
Studio Stampa
FRENTE AMPLIO
Lettera e Spirito - Rivista di Studi Tradizionali
TRE EDITORI
Partido Socialista Unido de Venezuela
ISTITUTO JUAN DOMINGO PERON
La Vera Cronaca
SERENA MARZUCCHI
Ursula Davis Hula Hop
ARCHIVIO PERONISTA
Mattatoio N. 5
AMORE E LIBERTA' Official Website
Amore e Libertà Blog
Ilona Staller per Roma 2013
DEBDEASHAKTI
Ente Nazionale Protezione Animali
LAVINIA GUGLIELMAN
Massimilano Giannocco
FONDAZIONE "CHE" GUEVARA
Domenico Mazzullo
ASSOCIAZIONE MOANA POZZI
Francesca Veronica Sanzari
PARTITO DELL'AMORE
Partido Justicialista
LA GAUCHE MODERNE
Venexia Editore
ELENA OVECINA
Dignitas
MELAGIOLI
Il Gioco dell'Eroe by Gianluca Magi
ALAIN DE BENOIST
LA VOZ DEL SANDINISMO
PETER BOOM
Imperial Club
CAOS TRA LE PENTOLE
Book Crossing
ORLANDO
George Washington Masonic Memorial
ALDO GRITTI
Museo di Simbologia Massonica
LUIGI PRUNETI
Notiziario Massonico Italiano
ERICA MELARGO
Parti Radical (France)
C.L.I.P.S.A.S.
Venezolana de Television
RON PAUL 2012
Montichiari CONTRO GREEN HILL
LIBERILIBRI
Scaffale Massonico
ENRICA BONACCORTI
Editions Maconniques Castelli
ISTITUTO DI STUDI "LINO SALVINI"
IlSudEst
Grand Orient De France
EVO MORALES Presidente
Socrate 2000
L.I.C.E.
Metis Di Meo
SENTIERI REPUBBLICANI
Moreno Neri
MU'AMMAR GHEDDAFI
Evita Peron
Mouvement Européen pour la Démocratie Directe
Hugo Chavez
EDGARDO SOGNO
Ipertesto Edizioni
CARLO MANCOSU EDITORE
Bocca di strada
EROS E' LIBERAZIONE: Tinto Brass blog
Manfredi Pomar
FRANC MAçONNERIE MAGAZINE
Loggia Heredom 1224
GRAN LOGGIA D'ITALIA UMSOI
Regime Scozzese Rettificato
PSICOSINTESI
Rondò Veneziano
ILARIA DRAGO
Blog maçonnique d un jeune franc-maçon sur la Franc-Maçonnerie en France
PIER CARPI: UN MAESTRO
Secreta Magazine
BYE BYE BEAUTIFUL
Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici
QUATUOR CORONATI
SECRETA: il forum
CUATRO F Periodico del PSUV
Padre Anthony Elenjimittam
LA LETTERA G
FEDERAZIONE GIOVANILE REPUBBLICANA di Romagna
A.M.O.R.C.
Gruppo Studi Swedenborghiani
PORTOBELLO by Enzo Tortora
Hiram Blog
ALICE BAILEY
ROSSLYN CHAPEL
Gran Loggia Italiana
POLAR FRANC-MACON
BLOG DEL RITO DI YORK
Ho fatto SPLASH !
Delitti sotto la cenere by Nathan Gelb: il video
NATHAN GELB
Cagliostro e il Rito Egizio
MAURIZIO NICHETTI
Nuova Carboneria Italiana
RITO DI YORK
Un simpatico gioco McCain Vs Obama
DOVE ERAVAMO RIMASTI ?
Helena is Red
PAMELA SAINO
Ordine Iniziatico dei Cavalieri della Luce
LOGGIA 33
Per il Diritto ad una Morte Dignitosa
ENZO TORTORA
SATHYA SAI BABA Bhajans
Scuola Internazionale della Rosacroce d'Oro
LANFRANCO PALAZZOLO
Giovannino senza paura
ANGELO PEZZANA
ELENA ORLANDO
L'Italia è la mia Patria: Ambra
DISINCANTO
Patrizia D'Amico
CRISTINA KIRCHNER
Pansessualità
PETER BOOM
Giuseppe Varlotta
SICK GIRLS
Kuthuma: periodico di Alchimia e Tradizione Iniziatica Occidentale
MAX BUNKER Press
Blog di Giordano Bruno Guerri
OMBRA D'ARGENTO
Libertarian Party
BrUNO BoZzettO
IL PADRETERNO
Spincon
TRACINGBOARDS: A MASONIC SITE
Amici di Garibaldi
Bombay !!!
GIORDANO BRUNO GUERRI
Solo Pittori Artisti Mutilati
JUPITER EDIZIONI
Non è la Rai
NON E' LA RAI: X ANNI DOPO
Il Mistero di Paul McCartney
LE DROIT HUMAIN
Robert Lomas
Fratellanza Bianca Universale
STORIA DI IERI, OGGI E DOMANI
The Buick Brothers
GIUSTIZIA GIUSTA
IL TIBETANO: Le Scuole Iniziatiche dell'Antica Saggezza
REMO REMOTTI
Mito di Donna: LUCIA "REHAB" CONTI
Partito d'Azione Liberalsocialista
MINA "VAGANTE" WELBY
Il Silenzio Infranto
SEMPRE SULLA BRECCIA
ALACRAN EDIZIONI
Decidere.net
SOCIALISMO LIBERALE PROGRESSISTA
Socialisti.net
MISS WELBY: LA NIPOTE SEGRETA DEL CALIBANO
MARIA MONSE'
Radicali italiani
ITALIA LAICA
La Voce Socialista
L'OPINIONE DELLE LIBERTA'
Fondazione Craxi
ANDREA G. PINKETTS
Il Blog di Panther
Sai Baba
Società Teosofica
UNO STORICO MILITANTE SOCIALISTA: PIER LUIGI BAGLIONI
Laetitia Casta
ASSOCIAZIONE MAZZINIANA ITALIANA
Gran Loggia d'Italia
ASSOCIAZIONE REDUCI GARIBALDINI
Ordo Templi Orientis
SITO DEL PROF. CLAUDIO NICOLINI
Sito di Davide Giacalone
QUADERNI RADICALI
Il Riformista
ANTICLERICALE.NET
Associazione Luca Coscioni
CENTRO MARIO PANNUNZIO
Antiproibizionisti.it
ALESSANDRO CECCHI PAONE
ESOTERIA: Massoneria e dintorni
Grande Oriente d'Italia
G. MAZZINI 2005
Psychomedia: Salute Mentale e Comunicazione
LIBERALCAFE
Un simpatico gioco pro-referendum sulla ricerca scientifica sulle cellule staminali
IO CI METTO LA FACCIA
Lega del Filo d'Oro
ITALIALAICA: IL GIORNALE DEI LAICI
Jiddu Krishnamurti
RIFORMATORI LIBERALI
Giordano Bruno
CARBONERIA
Rito Scozzese Antico ed Accettato
LA TRADIZIONE INIZIATICA TRA ORIENTE ED OCCIDENTE
La Loggia Montesion
WOODY ALLEN
La Melagrana: pagina di cultura esoterica
RITO SIMBOLICO ITALIANO
Federazione dei Liberaldemocratici
CARMELAAAAAA!!!
Ordine Martinista Universale
MOVIMENTO SUFI
Massoneria Italia
IL MANDIR DELLA PACE
Angelologia
LEGA ITALIANA ABOLIZIONE CONCORDATO
Movimento Federalista Europeo
LIBERTA' DI SPIRITO
Aislinn: la Fata-blogger
BAZARDELLEPAROLE
Picaresco: la BloggeRivista
NUVOLAROSSA: PASIONARIO DEL REPUBBLICANESIMO
DAL TRAMONTO ALL'ALBA: PORTALE DEL MISTERO
AKHENATON
MARTIN RUA: un blog massonico
Gran Loggia Regolare d'Italia
UNA STRONZA PERFETTA
Rito Orientale di Misraim e Memphis
BETTY FORD CENTER
Alice è sempre Alice
CALZETTA CHE PASSIONE
Bastogi: Casa Editrice esoterica
FILMOGRAFIA TRASH DI ANDREA G. PINKETTS
Pagine corsare di P.P. Pasolini
GIANFRANCO FUNARI
Le Trottoir
BerCamp: esperimenti democratici
OGGETTISTICA MASSONICA
Radicali di Sinistra
PROFONDO ROSSO STORE
LibMagazine
L'ORLANDO IL PORTENTO
Valeria la Vera
VIOLA VALENTINO
Valeria Manieri
LO SCIAMANO
Fuoco Sacro
AUTISMO ON-LINE
Epilessia Web
EDIZIONI TEOSOFICHE
Democrazia Laica
PER LA ROSA NEL PUGNO
Twin Peaks
TRENITALIA
Facciamo Breccia
Blog Italia
PLASTIC SOLDIER REVIEW
Arcana Intellego
IL FATTO ON LINE: BOLLETTINO D'ATTUALITA' ECO-COMPATIBILE
Severino Mingroni
SABRINA MARINANGELI
Critica Sociale
POLITICALINK
Massoneria sulla stampa
CHIESA EVANGELICA VALDESE
Capanno Garibaldi
SOCIETA' PER LA CREMAZIONE - TORINO
Cremazione.it
BLOG LAICI
Maria Montessori

cerca
letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
 


6 dicembre 2010

Sfiduciare Berlusconi, costruire l'Unione Democratica Liberale ed una nuova coalizione di Centro riformatore



Il 15 settembre lodavo il tentativo del mio Segretario nazionale, Francesco Nucara, leader del Partito Repubblicano Italiano, di tentare di "salvare il salvabile", ovvero l'attuale maggioranza di governo. Confermo questa lode ma oggi, a pochi giorni dal voto di fiducia al governo, ritengo che non ci siano oggettivamente più le condizioni per tenere in piedi una compagine governativa guidata da un Berlusconi che ha fatto e sta facendo di tutto per risultare impresentabile (a se stesso, al Parlamento, oltre che agli elettori).
Berlusconi, infatti, lo dissi già qualche tempo fa, è la principale causa del suo stesso mal.
Da quando si è messo in testa di seguire la Lega Nord ed il Ministro Giulio Tremonti relativamente alle controriforme "social-burocratiche", è finita la parabola del leader liberale e liberista quale si presentò agli elettori nel 1994, contrapponendosi all'ingloriosa "macchina da guerra" di Achille Occhetto & Compagni che, fortunatamente, allora fu sconfitta.
Come se ciò non fosse sufficiente - Berlusconi -  ha proseguito nella sua amicizia interessata con il leader russo - già agente non pentito del KGB ed estimatore del dittatore comunista Stalin - Vladimir Putin; con il leader comunista bielorusso Aleksandr Lukashenko (noto non certo per il suo democraticismo) e con il dittarote libico Mu'ammar Gheddafi.
Che oggi vengano fuori certe "rivelazioni" di Wikileaks sul Cavaliere, non deve certo stupire: le aveva già fatte il giornalista Paolo Guzzanti, già deputato PdL e Presidente della Commissione Mitrokhin ed oggi Vicesegretario del PLI, nella sua biografia su Berlusconi edita un anno fa da Aliberti editore.
Se a tutto ciò aggiungiamo anche l'ipocrisia di un Berlusconi che, sotto le lenzuola si comporta in un modo, mentre pubblicamente si permette di "bacchettare" gli omosessuali e quanti non rispettano i dettami di Santa Romana Ecclesia.....
Beh, ne consegue che il Cavaliere di Arcore deve essere sfiduciato e sostituito da un governo di responsabilità nazionale che escluda a priori le estreme - Lega Nord ed Italia dei Valori - e che approvi una legge elettorale decisamente più democratica e con il ritorno alle preferenze (meglio di tutto sarebbe una legge o proporzionale pura, senza sbarramenti o, al massimo, una legge maggioritaria pura, con l'uninominale all'anglosassone, senza doppi turni).
Meglio ancora potrebbe essere indetta un'Assemblea Costutiente eletta su base proporzionale che riscriva le regole del gioco.
Detto ciò, passiano a "noi". A "noi" repubblicani, laici, radicali, liberali e liberalsocialisti.
E' prioritario costruire una nuova aggregazione nella quale fonderci e che potrebbe chiamarsi Unione Democratica Liberale. Nel 150esimo dell'Unità d'Italia sarebbe davvero il momento di far cadere gli steccati che dividono le forze di ispirazione risorgimentale, unite comunque dal laicismo che ha fatto dell'Italia un Paese moderno.
E' il momento di unire il Partito Repubblicano Italiano, il Partito Liberale Italiano, i Radicali, i Socialisti sparsi a destra e sinistra in un'Unione Democratica Liberale che in Europa si riconosca nell'ELDR, ovvero nell'Internazionale dei Liberali e dei Riformatori.
E per questo è il momento di parlare assieme di diritti civili, libertà individuali ed economiche, laicità, rigore nei conti pubblici, riforma della magistratura in senso garantista.
Sia ben chiaro, dunque, che non vogliamo morire democristiani, ma, per governare, sappiamo bene che i nostri interlocutori privilegiati sono e devono essere loro: i Popolari europei.
E' per questo che è necessario, una volta costruita quest'Unione, aprire un dialogo con Futuro e Libertà, Api ed Udc (evitiamo, magari, di aprire all'Mpa di Lombardo, filo leghista, secessionista e neoborbonica) e, assieme a loro, costruire una forte coalizione di governo per un nuovo Centro riformatore e liberaldemocratico, capace di guardare oltre la destra e la sinistra.
Forse, chissà, a quel punto, il nostro Paese, diventerò un po' più moderno, un po' più europeo.

Luca Bagatin



22 novembre 2010

Ecco perché, oggi, la politica non ti permette di usare la tua testa



Possibile che non si possa costruire, dal basso, un'alternativa, un progetto costruttivo su pochi - ma condivisi - punti programmatici ?
Un Coordinamento di forze che, che so, fondi le sue basi sulla laicità, i diritti civili, le libertà individuali, l'etica pubblica ?
E' un progetto che ho inseguito per un decennio abbondante.
Mi sono pertanto permesso, recentissimamente, da non-politico iscritto al Partito Repubblicano Italiano di Pordenone, di avanzare questa proposta a chi, in queste zone, rappresenta due partiti/movimenti con i quali sarebbe possibile costruire qualche cosa su basi programmatiche condivise.
E' l'ennesima proposta che, da anni, vado facendo a livello locale, come ho sopra descritto.
Le risposte sono state, in pressoché entrambi i casi, che le loro rispettive forze politiche debbono "seguire una linea politica che non può prescindere dal nazionale e che pertanto occorrerà verificare gli sviluppi prossimi delle alleanze che ancora non sono ben definite".
Ecco, è la risposta che ricevo sin da quando, a 17 anni, iniziai a fare politica, magari con la mia testa, ovvero cogitando e progettando qualche cosa di concreto, dal basso. Fregandomene degli equilibri nazonali e questo per il preciso motivo che, se delle persone sono concordi su un decalogo di punti, possono mettersi assieme a prescindere da quello che decidono i Generalissimi per i loro eventuali tornaconti personali.
Ecco perché da diversi anni sostengo che sia inutile fare politica attiva. E seguito a scrivere, ad impegnarmi in ambito culturale, a non andare a votare ed a pensare con la mia testa. Invitando a fare altrettanto.

Luca Bagatin



17 novembre 2010

Non tarpate le ali a Roberto Saviano



La Rai non è servizio pubblico. Non lo è mai stato: nè nella Prima nè tantomeno nella Seconda Repubblica.
E' un'azienda di Stato da sempre politicizzata ed andrebbe, come previsto peraltro da un referendum vinto a maggioranza nel 1995, privatizzata in toto.
A parte questa premessa, stupisce davvero che i politici della Seconda Repubblica, oltre a gestire la Rai come da prassi consolidata, si permettano di censurare programmi e/o di querelare questo o quel presentatore televisivo.
Fu celebre il caso di Sabina Guzzanti e di Daniele Luttazzi, comici e professionisti della satira. Oggi tocca allo scrittore Roberto Saviano che, come noto, avrà anche delle idee politiche, ma è e rimane un narratore, un uomo di cultura.
E va bene, si dirà anche che "Vieni via con me" di Fazio e Saviano è schierato politicamente a sinistra, ma dov'è lo scandalo in una televisione di Stato politicizzata e che si spartisce equamente, da decenni, gli spazi ? Un tempo la tivù di Stato era divisa fra democristiani, socialisti e comunisti. Oggi la tivù di Stato è lottizzata da PdL, Pd e Lega Nord.
E' uno scandalo, ma tale è e rimarrà sin tanto che l'azienda non sarà messa sul mercato. Tre reti pubbliche poi....ma dove si è mai visto ?
Il punto è che è davvero scandaloso che un politico quereli un comico, un artista, un uomo di cultura per il lavoro che svolge. E' un fatto che non accade davvero in nessun Paese dell'Occidente democratico.
Nello specifico, poi, lo scrittore Roberto Saviano ha semplicemente riportato i fatti di un'inchiesta antimafia che riferisce come e perché la mafia si sia infiltrata in Lombardia. Si è infiltrata anche per mezzo della Lega Nord ? Può essere. Lo dimostrerà l'inchiesta. La Lega Nord non è il partito degli onesti, tanto più che non è ancora stato dimostrato che in Italia e/o altrove esista un "partito degli onesti". I partiti, come ogni organizzazione, anche la più ridicola, sono fatti da individui. Ed ogni individuo è diverso dall'altro: ci sono onesti e disonesti.
Il Ministro dell'Interno Roberto Maroni si indigna per queste dichiarazioni e querela Saviano.
Ma chi mai ha chiamato in causa Maroni ? Maroni può anche essere un ottimo Ministro dell'Interno, ma, forse, proprio le dichiarazioni di Saviano dovrebbero suonargli da campanello d'allarme e, anzichè querelare lo scrittore (che, come tale, sarà anche pur libero di narrare i fatti), dovrebbe invece aprire un inchiesta in Lombardia proprio all'interno del suo stesso partito per verificare come stanno i fatti.
E magari espellere le mele marce dalla Lega Nord ed agevolare le indagini.
Il programma di Saviano, peraltro, è stato seguito da oltre nove milioni di telespettatori che, stranamente, hanno preferito un programma culturale (che può essere fazioso quanto volete, ma non è questo il punto) ad un programma di mero intrattenimento demenziale come ad esempio il Grande Fratello.
Questo dovrebbe far riflettere in primis la classe politica odierna. Forse il "popolo bue" non è così idiota come sembra.
E' curioso, poi, come fra le nefandezze che caratterizzano la Seconda Repubblica rispetto alla Prima, ci sia proprio questa supponenza nei confronti degli artisti. Questa gara a chi querela di più. Questa volontà di chiudere programmi ritenuti "scomodi".
Prassi che sarebbe stata impensabile ai tempi di De Gasperi, Einaudi, Saragat, Craxi, Andreotti. Pensiamo ad esempio a Giulio Andreotti, democristiano non certo di vedute aperte, quando era Sottosegretario allo Spettacolo, era solito giungere a compromessi con gli artisti cercando il più possibile di evitare censure.
Oggi invece sembra che i politici, ma non certo solo loro, provino piacere ad intasare i già intasati Tribunali italiani con le loro querele.
E' davvero triste, peraltro, che a uno scrittore giovane come Roberto Saviano, che peraltro vive da qualche anno sotto scorta per le sue inchieste sulla mafia, si tarpino così le ali.
Non sarà davvero la metafora dei giovani meritevoli d'oggi ?

Luca Bagatin



15 settembre 2010

Francesco Nucara, i Repubblicani e l'attuale maggioranza di governo



Francamente l'atteggiamento del mio Segretario Nazionale, Francesco Nucara, non mi scandalizza punto, come invece pare scandalizzare la gran parte della stampa e del mondo politico dalla scarsa responsaibilità istituzionale.
Il Partito Repubblicano Italiano fa a pieno titolo parte, dal 2008, dell'attuale maggioranza di governo.
Che oggi il Segretario del PRI, Nucara, annunci la costituzione di un "Gruppo dei responsabili" al fine di evitare le elezioni ed a salvataggio della maggioranza stessa, non è che lealtà nei confronti degli alleati, ma, soprattutto, responsabilità istituzionale.
Le questioni politiche dalle quali non è possibile prescindere, checchè se ne dica, ad ogni modo, sono tre:

a) il gruppo di Futuro e Libertà, ovvero dei finiani, non ancora politicamente forte, non ha alcuna intenzione di far cadere l'attuale maggioranza. Ha solamente voluto contarsi in Parlamento e nei sondaggi e - giustamente - fare la "voce grossa" di fronte ad un Berlusconi appiattito sulle posizioni anti-riformatrici della Lega Nord.

b) se si andasse a nuove elezioni in tempi brevi, come auspicherebbe piuttosto la Lega Nord - con l'attuale legge elettorale - il Paese ne uscirebbe ingovernabile, con un Berlusconi vincente alla Camera, ma incapace di ottenere la maggioranza al Senato. A trarne vantaggio sarebbero unicamente le forze estreme e destabilizzanti: Lega Nord ed Italia dei Valori. Che infatti stanno spingendo per nuove elezioni.

c) il PRI di Nucara sta offrendo al Paese la possibilità di evitare le elezioni anticipate e proseguire l'attuale legislatura con l'unico governo possibile e senza rischi di ingovernabilità.

Che vi siano amici e compagni Repubblicani che abbiano delle perplessità lo posso anche capire.
Ma per costruire un'alternativa all'attuale maggioranza di governo, ormai sicuramente stantia, è necessario lavorare nei prossimi tre anni. Oggi è ancora, purtroppo, prematuro.
E l'alternativa può - come scrivo da tempo - costruirsi per mezzo di una sinergia fra laici, repubblicani, liberali, finiani di Futuro e Libertà, Udc ed Api, capaci di coalizzarsi per un progetto di riforma che preveda almeno cinque punti: abolizione delle Province; riduzione della spesa pubblica improduttiva; riduzione delle imposte a due o tre aliquote; separazione delle carriere dei magistrati e spoliticizzazzione del CSM.
Come ha ricordato Francesco Nucara in questi giorni, rimane poi prioritaria la questione di "contrastare il Vaticano" e le sue ingerenze nella sfera politica e dunque pubblica. Occorre dunque riaffermare o, meglio, costruire lo Stato laico.

Luca Bagatin



22 agosto 2010

E' il momento di una coalizione laica e liberale



Chi l'avrebbe mai detto che la situazione politica italiana sarebbe mutata sotto il sole d'agosto ?
Sarà che il Berlusca era stufo dei continui "distinguo" laici e liberali di Gianfranco Fini e della sua componente; sarà che per far contenta l'inconcludente Lega Nord ha fatto in modo di espellere la truppa finiana dal PdL; sarà che, come se non bastasse, contro Gianfranco Fini ha persino scatenato l'immancabile stampa-killer facendogli piovere addosso (stranamente solo ora !) accuse ancora tutte da provare, in perfetto stile giustizialista.
Sarà, forse, che Silvio Berlusconi non ha più nulla da dire, dopo aver ampiamente tradito egli stesso il patto elettorale con i cittadini che l'hanno votato.
Perché mai ? Detto fatto.
Non ha abolito le costosissime Province; non ha ridotto la burocrazia statale; non ha ridotto di un centesimo la spesa pubblica improduttiva; non ha abbassato le imposte nè tantomeno ridotto l'imposizione fiscale a due o tre aliquote; non ha introdotto - nonostrante la crisi che ha colpito molte famiglie italiane - congrui ammortizzatori sociali; non ha riformato la giustizia introducendo la separazione delle carriere dei magistrati e spoliticizzando il CSM.
L'elenco potrebbe continuare.
Ora, se un Gianfranco Fini, un Fabio Granata, un Benedetto Della Vedova, un Luca Barbareschi, alzano la voce per riportare il governo al proprio mandato, ecco che l'espulsione è immediata.
Triste, triste davvero.
E l'Umberto-Senatur-Bossi che fa ? Grida alle elezioni anticipate se Fini non si dimette da Presidente della Camera !
Ora, o Bossi non capisce nulla di politica, oppure è in totale malafede.
Un Presidente della Camera è espressione del Parlamento e non del governo. Dunque, non ha alcun obbligo nei confronti della maggioranza di governo ed in questo senso, Fini, è più che legittimato a stare dove sta.
Il punto è che a Bossi, visti i sondaggi, andare ad elezioni anticipate farebbe più che comodo. Idem all'Italia dei Valori di Di Pietro.
Aprite gli occhi, dunque, gente !
Non fatevi intortare da questi furbettini del quartierino sostenuti da "Il Giornale", da "Libero" e compagnia cantante in perfetto stile - lo ribadiamo - marxista-leninista (non sarà che le troppe frequentazioni del Berlusca in casa Putin hanno finito per condizionare anche la sua truppa e consacrarla ad un nuovo stalinismo ?).
Occorre qui costruire una coalizione di laici e liberali da contrapporre a conservatori e furbetti.
"Futuro e Libertà per l'Italia" potrebbe essere un'ottima partenza.

Luca Bagatin



4 agosto 2010

Con Gianfranco Fini per un nuovo Centro-Destra: laico e liberale



Gianfranco Fini è decisamente cresciuto. Politicamente, si intende.
Non è più il vecchio missino e postfascista che conoscevamo sino a qualche anno fa, ma il portavoce di una destra che mira ad essere moderna, europea, laica, liberale e forse anche un tantino libertaria.
Una destra che guarda a David Cameron e Nicolas Sarkozy: aperta verso le minoranze, gli omosessuali, disposta a dare il voto agli immigrati regolari, ad abolire finalmente le Province e a ridurre la spesa pubblica improduttiva.
I sassolini dalle scarpe, Fini ed i suoi di Generazone Italia, se li sono finalmente tolti al punto che sono stati espulsi dal Partito di cui è Padre Padrone il Cav. Silvio Berlusconi, sostenuto dai cortigiani Bondi, Capezzone e Cicchitto.
Un partito, il PdL, che non rappresenta più gli interessi della collettività e che ha rotto da tempo il mandato con i suoi stessi elettori.
Il PdL, oramai al soldo del Padre Padrone di cui sopra e della Lega Nord alla quale il Ministro Tremonti è disposto a concedere tutto, è, nemmeno nato, già finito. Tutto come previsto per un partito che, come il suo omologo Pd, non è altro che un cartello elettorale senza storia e cultura.
E così ecco aprirsi un varco per i finiani. Un varco che potrebbe vedere la nascita di un nuovo e diverso Centro-Destra (con il trattino, ben intesi !).
Una coalizione che potrebbe vedere protagonisti i finiani, l'Udc, l'Api di Rutelli e Tabacci e noi laici, liberali, repubblicani, radicali e socialisti sparsi.
Una coalizione che potrebbe unirsi da subito attorno a pochi, ma necessari punti programmatici: abolizione delle Province, riforma elettorale con il ritorno alle preferenze, riduzione della spesa pubblica improduttiva e conseguente abbassamento delle imposte ed innalzamento della soglia della no-tax area per favorire i redditi più bassi.
Quanto ai temi laici e di diritto civile, si lasci a ciascuno libertà di coscienza in Parlamento: che i laici facciano i laici e che i cattolici giochino la loro parte conservatrice.
Ora tutto si giocherà sui numeri ed io penso che una coalizione di questo tipo, vista la crisi endemica del Pd e del PdL, non possa raccogliere meno del 20 - 25 % e giungere finanche a condizionare gli equilibri politici.

Luca Bagatin



21 maggio 2010

Repubblicani all'avanguardia di un progetto di riforma radicale



Abbiamo finalmente appreso che l'ottobre prossimo si terrà il Congresso del nostro PRI e che sarà organizzato "per tesi".
Nulla di più auspicabile.
E' infatti innanzitutto importante partire dai programmi e, solo poi, decidere ove collocarsi politicamente. Per quanto personalmente sia aprioristicamente contrario ad un'alleanza con i cattocomunisti ed i giustizialisti, lontani anni luce da una prospettiva liberale e democratica.
Con questo mio pezzo vorrei cogliere l'occasione per delineare una serie di punti programmatici e di riforma, che personalmente ritengo utili all'elaborazione delle suddette tesi.
Penso infatti che il Partito Repubblicano, a dispetto della sua consistenza numerica, possa porsi all'avanguardia di un progetto di riforma di ampio respiro.
Progetto che parta innanzitutto da un radicale snellimento della macchina amministrativa e che ponga al primo punto l'abolizione delle Province italiane quali enti politici, l'accorpamento dei Comuni inferiori ai 20.000 abitanti, l'abolizione dei consorzi e delle comunità montane.
Solamente poi potremo anche iniziare a parlare di federalismo fiscale. Non certo prima, pena l'aumento della burocrazia e dei costi a livello locale ed amministrativo.
In seconda battuta è prioritaria una riforma delle pensioni a capitalizzazione, in linea con i Paesi europei e di cui ha più volte parlato l'On. Giuliano Cazzola.
Una volta ridotti i costi, che necessariamente devono prevedere anche un ridimensionamento delle indennità di carica dei vari amministratori locali e nazionali ed uno snellimento del personale amministrativo qualora in esubero, si potrebbe pensare - finalmente - ad una radicale trasformazione del sistema fiscale che, via via, si riduca ad un massimo di due o tre aliquote e che preveda l'innalzamento della cosiddetta "no tax area".
Tutte cose, guarda caso, previste e promesse dal primo Governo Berlusconi con la consulenza dell'ottimo Antonio Martino e degli economisti di scuola liberale e successivamente disattese dallo statalismo neo-democristiano e leghista dei Tremonti e dei Bossi degli ultimi governi a guida berlusconiana.
Venendo alla politica estera, da repubblicani mazziniani, non possiamo non sostenere la trasformazione del Parlamento Europeo in vero e proprio organo con poteri di governo sovranazionali. E non possiamo non rinnovare la nostra amicizia agli Stati Uniti d'America ed allo Stato di Israele. Nonché, in ultima ma forse più importante battuta, non possiamo non scandalizzarci di fronte alla politica neo-sovietica del Presidente russo Vladimir Putin, amico di Berlusconi, estimatore di Stalin e persecutore dei suoi oppositori politici interni. E non possiamo non scandalizzarci della pericolosa politica di amicizia fra Italia e Libia del dittatore Gheddafi.
Non è pensabile che un partito democratico ed occidentale come il PRI possa sostenere una politica estera così smaccatamente anti-americana ed anti-occidentale.
Venendo alla questione dei diritti civili, sarebbe opportuno ricercare una sinergia con le altre forze laiche: dai Liberali di Stefano De Luca e Paolo Guzzanti sino ai Radicali di Pannella e Bonino ed a quei socialisti, sparsi nel centrodestra e nel centrosinistra, che non hanno ancora del tutto ammainato la bandiera del libero pensiero.
Guardando al panorama politico d'oggi, a parte le coraggiose prese di posizione di Gianfranco Fini e della neonata Generazione Italia (interessante che ad essa vi si siano iscritte molte persone che non sono mai state di centrodestra) e qualche timida presa di posizione dell'Udc relativamente alla necessità di abolire le Province, grandi prospettive di respiro democratico, occidentale ed europeista non se ne vedono.
Sembra quasi di vivere in un Paese del Sudamerica, ove il risultato delle elezioni è deciso o a tavolino o mediante slogan facili. Ove non vi sono seri e radicali progetti di riforma, ma boutade messe lì apposta per imbrogliare l'elettorato.
Ecco, dopo 150 anni di un Unità d'Italia che abbiamo contribuito a costruire, è forse venuto il momento per i Repubblicani italiani di rialzare la testa e di combattere con le armi della democrazia, come ci insegnò quel grande combattente partigiano di Randolfo Pacciardi.

Luca Bagatin



29 aprile 2010

Le scorrettezze giornalistiche de "Il Secolo d'Italia" (non sarà pensiero unico ?)



Domenica scorsa ho pensato di inviare a "Il Secolo d'Italia" - organo ufficiale di Alleanza Nazionale - l'articolo che ho scritto e pubblicato sul mio blog del 22 aprile scorso, dal titolo: "Costruire con Gianfranco Fini l'alternativa Gollista e Liberaldemocratica per l'Italia".
Ho deciso di inviarlo senza pensare peraltro che l'avrebbero pubblicato, ma mi sembrava doveroso alimentare il dibattito nel principale organo di riferimento del Presidente della Camera.
Il mio pezzo è stato pubblicato martedì 27 aprile, ma, con mia somma amarezza, oltre ad essere stato tagliato nelle sue parti fondamentali (ove proponevo un'alleanza fra finiani, laici, liberali, repubblicani, Udc ed Api), è stato anche completamente stravolto per quanto concerne i contenuti.
Piuttosto che incorrere in certe scorrettezze, infatti, sarebbe stato preferibile che il pezzo in questione non fosse pubblicato.
Ad ogni modo, passo ad evidenziarvi le frasi/concetti "incriminati".
La redazione de "Il Secolo d'Italia" ha modificato - stravolgendola - la mia frase: "Gianfranco Fini, è vero, proviene dalle file del principale partito della destra italiana. Un partito, il Msi prima e An poi, che certo non ha mai avuto nulla a che spartire con la destra liberale europea" con la frase: "Fini, è vero, proviene dalle file del principale partito della destra italiana. Un partito, il Msi prime e An poi, che certo non ha mai avuto nulla a che vedere con la gestione del potere".
Ma quando mai ? Il Msi, partito neo-fascista, non si sarà mai spartito poltrone, ma era un partito di picchiatori che i liberali li schifava alquanto. Ed An non è certo partito che non ha gestito o che non gestisce il potere. Anzi.
In seconda battuta, quelli de "Il Secolo d'Italia", hanno pensato bene di "annacquare" la mia frase: "Il che, infatti, gli (riferito a Fini) è costata la scissione dei fascisti della destra sociale di Storace e della Santanchè", con la frase "Il che gli è costata la scissione dei populisti ed estremisti alla Storace e alla Santanché".
Populisti ? A me risulta che Storace e la Santanché siano storicamente dei fascisti della destra sociale e ne vadano anche fieri. Non è certo un insulto, ma un dato di fatto. Dato di fatto che, chissà mai perché, a quelli del "Secolo" non piace. E così si passa alla mistificazione delle lettere altrui ! Sic !
Proseguendo nelle modifiche che quelli del "Secolo d'Italia" hanno apportato al mio articolo - ormai ridotto a letterina a loro stesso uso e consumo quasi fossi un loro collaboratore prezzolato - il mio "destra liberale" si è trasformato in "destra innovatrice" (evidentemente la parola "liberale" è ritenuta proppo "progressive" per chi si sta avvicinando ai valori liberali solo da un anno e solo grazie al suo leader) ed il mio auspicare una coalizione di centro-trattino-destra si è trasformato in "coalizione di centrodestra" a guida finiana.
"Il Secolo d'Italia" ha dunque ben pensato di rimuovere ogni mio riferimento ad una auspicabile spaccatura del PdL, alla creazione di un Movimento di Fini e alla costituzione di una coalizione a quattro con Laico-Liberali; Udc ed Api.
Martedì 27 stesso, ho pensato bene di inviare una mail di rettifica auspicandone la pubblicazione. Ad oggi non solo non è stato pubblicato nulla, ma quelli del "Secolo" non si sono nemmeno pregiati di scrivere due righe di scuse.
Confesso che un simile trattamento non me lo sarei mai aspettato da un foglio - "Il Secolo d'Italia", appunto - che negli ultimi tempi sembrava essersi evoluto, aver fatto autocritica ed essere passato dal corporativismo fascista alla scoperta dei diritti civili, della cultura libertaria e beatnik, con tanto di recensioni ai libri di Thoreau sulla disobbedienza civile.
Evidentemente tale evoluzione è ancora lunga e le recenti "ragioni di Stato" hanno forse messo il freno anche allo stesso Gianfranco Fini.
Ad ogni modo ciò non giustifica certa mancanza di rispetto nei confronti dei lettori e certe palesi mistificazioni ed arbitrarie modifiche.

Luca Bagatin



27 aprile 2010

LEZIONI DI PENSIERO ILLIBERALE

IL NUOVO EURO-COMUNISMO




Da www.ilsole24ore.com (le note in grassetto sono del sottoscritto):

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha annunciato che Vladimir Putin (già agente del KGB e noto estimatore del dittatore sovietico Josef Stalin, oltre che oppositore di ogni forma di dissenso nei confronti della sua politica autoritaria n.d.r.) sarà il primo docente dell'Università del pensiero Liberale (dottrina economica e sociale insompatibile con il comunismo n.d.r.) che sarà aperta a Villa Gernetto, la villa settecentesca acquistata dal premier dove oggi si è tenuto il vertice Italia-Russia.
«Questa villa - ha detto Berlusconi (amico di Putin e sostenitore della sua politica estera neo-sovietica n.d.r.) concludendo la conferenza stampa - sarà la sede dell'Università del pensiero liberale dove verranno personalità da tutto il mondo che nei loro paesi hanno ricoperto ruoli di prestigio. Ho detto a Putin di mandare anche giovani russi e l'ho invitato ad essere il primo professore a tenere una lezione in questa università. Da come ha accolto questa mia proposta ho capito che sarebbe contento di farlo»



17 giugno 2009

Perché suggerisco di andare a votare al referendum del 21 giugno e di votare per il SI


Ho sempre avuto forti perplessita, se non contrarietà, relativamente all'esistenza del quorum per quanto concerne i referendum.
Lo trovo una vera e propria presa in giro nei confronti degli elettori-contribuenti e poco importa se è previsto dalla Costituzione.
Intendiamoci: che cosa si direbbe se si introducesse un quorum per le elezioni politiche ? Se non si raggiungesse la metà più uno degli aventi diritto al voto che cosa si farebbe ? Elezioni annullate ? L'anarchia ? Il caos ? La dittatura ?
Non è serio e stupisce davvero che, quando si parla di riforma della Costituzione, non si pensi mai all'unica cosa veramente da abolire in quanto indecorosa: la presenza del quorum nei referendum.
O una persona vota per il SI o vota per il NO. Altre scappatoie sono mere furbate della classe politica nazionale. E' sempre stato così in questi ultimi anni e, personalmente, a questo gioco non ho mai accettato di starci.
Mi dispiace che moltissimi esponenti politici a me vicini - persone preparatissime e che stimo profondamente - dell'area liberale e repubblicana e relativi partiti, preferiscano aggregarsi in un comitato unitario per battere il referendum del 21 giugno- come affermano loro – mediante il non voto.
Si può essere o meno d'accordo sui singoli quesiti, ma il voler far fallire un referendum significa aver buttato danari pubblici dalla finestra. Specie se a vincere saranno i SI: indipendentemente dal numero degli elettori.
E' già successo con il referendum sulla procreazione assistita, allorquando la Chiesa cattolica ed i suoi accoliti fecero campagna per l'astensione e mi ricordo gli amici repubblicani, liberali e radicali (ed io con loro) schierati a dire che no, chi faceva campagna elettorale per l'astensione rifiutava il confronto aperto.
Ora sono io che affermo: cari amici e compagni, ora siete voi che temete l'esito delle urne !
E francamente non capisco nemmeno perché, visto che non è l'attuale legge elettorale che riuscirà mai a rappresentarvi in Parlamento.
E non è nemmeno vero che i tre questiti referendari del 21 giugno peggioreranno la situazione, in sé.
I primi due quesiti stabiliscono semplicemente che alla Camera ed al Senato vincerà il partito che ha raccolto più voti. Non mi pare ci sia nulla di scandaloso in sé, visto che ciò accade già nei Paesi anglosassoni. Posso contestare al massimo la presenza comunque degli sbarramenti – 4% per la Camera e 8% per il Senato – ma essi esistono anche nell'attuale legge elettorale.
Il problema dell'attuale legge elettorale e che il referendum vuole cancellare, è che favorisce due soli partiti: la Lega Nord ed il partito di Di Pietro. Due partiti populisti ed estremisti che condizionano pesantemente le
coalizioni (avrei capito se si fosse trattato di partiti liberali o moderati....ma così evidentemente non è).
In particolare, se passasse il SI ai due quesiti referendari, la Lega Nord vedrebbe definitivamente sbarrarsi il passo e non sarebbe più legittimata a governare e dunque a bloccare le riforme dell'attuale governo come quella dell'abolizione degli enti inutili. Province in testa.
E' a quel punto che dal PdL, partito che rimarrebbe in sella a lungo vista l'incapacità del Pd a progettare riforme credibili, potrebbe ridisegnarsi il nuovo bipolarismo per mezzo di una spaccatura costruttiva al suo interno. Da una parte potremmo così avere i Liberali (Renato Brunetta in testa seguito da Antonio Martino e con un ruolo da protagonisti di tutti i repubblicani, radicali e socialisti sparsi) e dall'altra i Conservatori (fra i quali potrebbero anche aggregarsi Rutelli e Franceschini che vedrei benissimo accanto a Maurizio Lupi ed a Bocchino).
Quanto al terzo quesito referendario, esso non prevede altro che una cosa sacrosanta e tanto invisa alle forze politiche attuali (fra cui i radicali che anche a queste ultime elezioni europee ne anno abusato): l'abolizione delle candidature multiple. Ovvero la possibilità di candidarsi in più circoscrizioni e quindi frodare implicitamente l'elettorato (un po' come la candidatura di Berlusconi in tutte le circoscrizioni italiane, quando si sapeve peraltro benissimo che egli non avrebbe potuto fare il Parlamentare europeo ! Sic !).
Ordunque non mi scandalizzerei più di tanto per i tre quesiti referendari del 21 giugno.
Mi scandalizzano ben di più il quorum e queste forze politiche, che dagli anni '90 ad oggi hanno prodotto leggi elettorali assolutamente scandalose, ovvero veri e propri scippi nei confronti degli elettori, al punto che oggi molti di loro non si recano nemmeno più alle urne.
Certo, nessuno dei quesiti referendari prevede il ritorno alle preferenze e questo è l'ennesimo scandalo italiano (anche qui lo zampino della Lega Nord c'è tutto) al quale andrà presto posto rimedio.
Ad ogni modo ciò che temo è che questi referendum andranno disertati e gli italiani si ritroveranno ancora una volta con una legge elettorale
ad hoc per il partito localista di Bossi e Calderoli. Il che, scusate, non è né il massimo né il minimo.

Luca Bagatin


sfoglia     novembre        gennaio






"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini