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30 settembre 2011

"Parenzo e Bugia": scemeggiato cacchiofonico a puntate by Madido di Sudore


Jessica Brugali: Miss Padania 2000erotti, che vidi per la prima volta nella trasmissione "Avanti un altro" ed il cui sorriso mi ispirò simpatia.
Punto e a capo, ma, soprattutto, non faccio commenti politici.
Solo, al massimo, opere di Pinketts

Di Lei mi rimangono due profumi...

Ecco, così sarebbe iniziato un monologo di Baglu che, se permettete, è diametralmente diverso dal sottoscritto che, più che fare monologhi, preferisce andare al sodo.
Sodo come un uovo di Colombo o, meglio, di colomba.
Anche se non siamo a Pasqua.
Sono felice. Come mia zia Pasqualina, nata a Tel Aviv.
Mi sono innamorato di Jessica Brugali, Miss Padania duemilaeciappelo.
E' di Bergamo come la mia ex ex ex ex ex ex, ma vota Lega Nord che, di certo, non è un mio "ex voto".
Nessuno è privo di difetti. Qualcuno, infatti, ha dei difetti "importanti".
Ma che importa.
Mi chiamo Parenzo, chiamo da Trieste e, in teoria, sono il promesso sposo di una mula di nome Bugia.
Parenzo e Bugia: da fare invidia a quel gran manzo di romanzo di Manzoni.
Ho fatto la spesa: 45 euri di Manzotin che, se l'IVA fosse stata ancora al 20 %, sarebbero stati 40. Euri.
Euridice Brugarelli è una mia ex: 190 di altezza, misure 90 -60 - 90 che, con uno come me, alto non più di 45 centimetri (come gli euri di cui sopra), era un bel figurino. Da figurine Panini oserei dire. Quelle rare.
Ordunque dicevamo: Euridice Brugarelli non è certo Jessica Brugali, per quanto, le prime tre lettere dei rispettivi cognomi, abbiano un che di similare, un che di cacofonico. Che cacchio sto addì ?
Trieste, addì, 24 settembre 2011. Ore 15.04. Giornata di sole.
Attenzione, quindi, alle fregature.



9 agosto 2011

Sette anni di blog. Della serie: dal 9 agosto 2004 con furore



Questo è un post consueto e che arriva una volta l'anno.
Questo è un post talvolta ameno che, però, quest'anno, avrei volentieri fatto a meno di scrivere.
Questo è un post di bilanci.
Ecco, appunto.
Sono passati sette anni dall'apertura di questo blog e, come di consueto, sono a fare il punto della situazione. Della mia situazione che, del resto, è correlata alla situazione di questo blog. E viceversa.
Il 2011 è stato un anno triste. E' come se la fine del mondo, profetizzata dai Maya, per me, fosse stata anticipata di oltre un anno e mezzo.
Il 2011 mi ha regalato almeno due batoste che mi avevano quasi persuaso a chiudere questo blog e a ritirarmi a vita privata. Di ogni comfort.
Ovviamente, quando si tergiversa e si utilizzano giochi di parole c'è sempre un motivo. A volte nascosto, a volte intuitivo. Come canterebbe Adriano Celentano di cui, pur non condividendo nulla delle sue idee politiche (semmai ne abbia mai avute), è e rimane un punto di riferimento musicale importante. Per me.
Il 2011 ha visto la fine di una bella storia con una lei ("Lei" ?!?) di cui non vi ho mai parlato nè intendo parlarvi.
Il 2011 mi ha portato via anche un carissimo amico e collaboratore di questo blog: Peter Boom, con il quale avevo fondato la rubrica sulla "Teoria della Pansessualità" che trattava di libertà sessuali e diritti civili.
Due batoste dalle quali, nonostante il tono (apparentemente) giocoso di questo post, non credo riuscirò a riprendermi veramente mai del tutto (e non dite che "la vita continua" perché sa di presa per il culo e mi fate solo incazzare).
Detto questo, ovvero la parte più difficile del post, passiamo alla cose facete.
In sette anni di blog abbiamo superato abbondantemente le 2 milioni di visite, con un'ottima media giornaliera che va dalle 300 alle 500 visite.
In sette anni di blog abbiamo scritto oltre 400 articoli, pubblicati su quotidiani nazionali e riviste specializzate di Storia, letteratura ed esoterismo.
In sette anni di blog abbiamo scritto, compreso il presente, 1145 post di cui: 45 racconti misti; 19 racconti dell'orrore; 47 poesie; 57 fra articoli e post sulla spiritualità e...una miriade di altre cazzate che non sto qui ad elencare.
In sette anni di blog ci siamo avvalsi della collaborazione ed amicizia, oltre che di Peter, di Lucia "Rehab" Conti, vocalist dei "Betty Poison", ormai di livello internazionale; della showgirl Metis Di Meo, che ha creduto in questo blog, rilasciando in esclusiva un paio di interviste e di Francesca Vigni, autrice dell'unico libro sulle donne e la Massoneria pubblicato in Italia.
In sette anni di blog abbiamo organizzato diversi convegni ed incontri su Pannunzio, la laicità ed il repubblicanesimo.
In sette anni di blog abbiamo ricevuto il plauso delle maggiori Obbedienze massoniche italiane che, talvolta, ci hanno anche invitati come relatori.
In sette anni di blog abbiamo cercato di dare visibilità a chi era stato dimenticato ed a quegli argomenti mai o mal o poco trattati dal panorama culturale nostrano.
In sette anni di blog non abbiamo avuto pretese, per quanto più di qualcuno avrebbe voluto pretendere (ma è stato rispedito al mittente con tanto di "vaffa").
In sette anni di blog non siamo andati in Tibet, per quanto è lì che - presto o tardi - vorremmo ritirarci.
In sette anni di blog verrebbe la voglia di dire che siamo entrati in crisi: del settimo anno.
Ma non siamo sposati, per cui, possiamo anche proseguire.
Risorgere nello spirito ed insorgere nel corpo. Psicosessualmente parlando.
E, dunque, come ogni anno, dopo queste premesse, eccoci arrivati all'angolo delle promesse: poche, ma che siamo certi di mantenere.
Promettiamo ai lettori, per i mesi a venire, almeno due cose e mezzo, anzi tre:

1) Un'intervista al maggiore storico della Massoneria in Italia: Aldo A. Mola

2) Un'intervista ad un'amica, la modella Erica Melargo, volto nuovo dello spettacolo, che vorremmo contribuire a promuovere

3) Il sottoscritto diventerà il personaggio del nuovo trhiller di un noto scrittore statunitense


Il prof. Aldo A. Mola; Erica Melargo; il sottoscritto

Ho detto tutto.
Pensavo sarebbe stato più difficile e che non ce l'avrei fatta.
Ed invece, anche per quest'anno, è andata.



2 luglio 2011

Come diceva mia nonna, l'Egidia Bertolo: "Me vien A(l)fano de stomego !"

Angelino Alfano è stato eletto per acclama-zione.
Lo Zione ha acclmato la folla e il Gigi D'Alessio della politica nostrana è stato eletto al grido:




ANGELI', SITTUTTINOI !!!!



30 giugno 2011

"La mia vita è un caos calmo: perché quello innamorato è sempre quello sfigato": testo recitato by Baglu



Con il caldo tendo a perdere la testa, ad arrabbiarmi oltremodo, ad avere attacchi d'ansia più forti del solito che mi mettono lo stomaco in subbuglio (come se io stessi bene di stomaco in generale).
L'estate non è mai stato un bel periodo. Se potessi attraversarla indenne, sarebbe già qualcosa.
Non è mai accaduto.
Notti insonni, sudore sulla faccia, senso di apatia e di mancamento del respiro. E' un fenomeno spesso psicosomatico, lo so.
Per uno che, come me, fra l'altro, vive in un seminterrato senza finestre non è per nulla facile.
E poi, specie la notte, cominciano ad affiorare quei pensieri che non dovrebbero affiorare.
Ed i ricordi, come ad esempio quando ero bambino e, con la scolaresca, andammo a visitare una mostra sulla "Sohah".
Vedere quei corpi magri, martoriati, tristi, spesso di bambini...Mi ricordo che singhiozzavo fra me e mè, poi cominciavo a piangere a dirotto, mentre gli altri miei compagni mi indicavano e ridevano: "Ahahah, Baglu sta piangendo ! Maestraaaa maestraaaa, ahahahah, Baglu piange !".
Sì, piangevo e nemmeno la maestra riusciva a calmarmi. Nemmeno a casa riuscivo a calmarmi. Andavo nella mia stanza e mi infilavo sotto le coperte. A piangere e a chiedermi: "Ma perché ?" Come potevano dei bambini trovarsi lì, tristi, magri, torturati, privati dei loro genitori e con i loro genitori che subivano la loro stessa sorte.
No, non mi dite che studiando la Storia certe cose si capiscono meglio. Io non le ho mai capite al punto che non riesco più a guardarle le immagini dei campi di sterminio, perché riesco a star male anche solo pensandoci.
Ecco, anche adesso sto piangendo a dirotto. E' un modo per affrontare i miei fantasmi ? Una forma di sadomasochismo quella di pensare a certe cose che mi fanno star male ? No, talvolta è solo il caldo che fa riaffiorare certe cose, certi pensieri.
Il fatto è che il caldo è solo una scusa che serve a me stesso per non dire che certi pensieri mi sono entrati dentro e non se ne sono più andati.
I lutti della Storia, i lutti delle storie di vita quotidiana.

Sono stato lasciato, il Commissario è morto ed anche mia madre morirà.

Forse non ve l'ho mai detto, ma io, la cronaca nera, sui giornali o al telegiornale, non riesco a seguirla. Senza vomitare tutto quello che ho mangiato.
Sì, lo so, è facile dire "tu Baglu sei uno che non accetta". Ah sì ? Perché voi accettate che vostro figlio finisca sotto un'automobile, che vostra nipote si getti dal settimo piano di un grattacelo, che vostra madre muoia di tumore al fegato ?
Io no. E questa è la mia battaglia. Non lo accetto perché se mi dicono che certe cose fanno parte della vita io rispondo quello che rispondevo a sette anni dopo aver visto le immagini della Shoah, con le lacrime agli occhi: "La vita è brutta".
Sin da bambino ti abituano alle frasi consolatorie e di circostanza: "Hai tutta la vita davanti"; "Sei giovane" (anche se hai quarant'anni suonati !); "Chiusa una porta si aprirà un portone"; "L'anima è immortale, lui/lei sarà sempre con noi"; "Bisogna essere sereni".
Mi chiedo quale mente malata possa partorire certe stronzate. Io a certe cose non ci ho mai creduto nè ho mai voluto crederci.
Tutti devono avere il diritto all'infelicità, perché è l'infelicità la base della vita. Se non sei infelice non sei vivo, sei solo un automa.

Non puoi stare sereno se l'inquietudine è l'unica cosa che ti rende vivo.

Non affezionarti mai a coloro i quali vuoi bene: prima o poi ti lasceranno.

Sono stato lasciato molte volte, un po' come tutti/e.
Non si è mai verificato che, chiusa una porta, si è aperto un portone.
Si sono aperte altre ferite, al massimo. E poi si è accumulato questo senso di inquietudine mista ad inutilità.
E' curioso constatare che diverse fra le mie ex abbiano detto, anche a distanza di tempo, che per loro sono "stato importante". Ecco, questo verbo al passato...che fitta al cuore.
Peferirei essere ricordato come...sono "stato una merda", piuttosto che questo "stato importante".
Sì, lo sono stato al passato. Che angoscia.
Ma non sarebbe stato meglio non essere stato nulla ? No perché questo concetto di "nullità" mi si addice molto di più.

(Ora dovrei fare l'elenco di tutte le cose che non sono, ma preferisco risparmiarmelo perché sarebbe troppo lungo e doloroso).

Comunque il punto non è che io sia stato così importante, che io sia stato così perfetto, il problema è che il resto dell'universo maschile è totalmente imperfetto.
Dai, ma come si fa a tradire una donna a cui vuoi bene ? Ma come si fa a farci dei figli, magari, e a trombare con la segretaria ? Ma come si fa ad uscire con una un giorno ed il giorno dopo con un'altra ? Come si fa a fare lo stronzo e ad essere adorato da tutte ?
Ecco, io il genere maschile lo odio alquanto e talvolta più di quello femminile. Non lo capisco e mi fa pensare ai nazisti che torturavano gli ebrei, che ci posso fare ?

Poi c'è un'altra cosa: questo non volermi definire da parte delle mie ex....amico....no, amico no, con gli amici ci si scopa ogni tanto. Amante....Baglu amante ? Ahahahahah (risate di sottofondo).
Meglio non definirlo, Baglu, molto meglio.
Infondo chi ha mai voluto conoscerlo davvero, questo Baglu ?
Quanto ve ne è fregato di me ?
Non sapete nemmeno chi sono perché io stesso non lo so. Ma voi ci avete davvero provato a capirmi ?
Non ho più nulla da dire perché non ho più nulla da dare.

Una volta una certa Luisa, di diciassette anni quasi diciotto, mi disse che in me aveva trovato il "principe azzurro". Mi lasciò qualche tempo dopo dicendo che mi lasciava perché ero troppo perfetto e che non era quello che voleva veramente e che voleva uno che la facesse stare sulle spine.
Sulle spine ci rimasi io.
E compresi il dolore del Cristo sulla croce.

La cosa che accomuna le donne fra loro sono le mestruazioni, disse Isabelle Adjani in una delle scene del film "Possession" ed io non posso capire le donne perché non ho mai avuto le mestruazioni.




19 ottobre 2009

Che fine ha fatto Roberta Carrano ? (una testimonianza)


A sinistra: Ambra Angiolini e Roberta Carrano
A destra: parte del cast di Non è la Rai


C'è una rubrica che langue su questo blog.
Anzi, una rubrica che languiva.
Chi ha incastrato Peter Pan, francamente, poco c'importa e - per inciso - Capitan Uncino ci stava pure simpatico. Ordunque se anche è stato lui, buon pro gli faccia.
Nel dicembre 2007 - ovvero quasi due anni fa - ci chiedemmo:

CHE FINE HA FATTO ROBERTA CARRANO ?

Ed aprimmo "ad hoc" una rubrica su questi schermi telenettici blogghizzati con lo scopo ultimo di farla riapparire (urka burka !!).
Grazie alle nostre molteplici risorse ed alla nostra provata capacità pinkettsian-alanfordian-investigativa tentammo anche di scovarla, ma....senza alcun successo (scovammo solo Giovanni Negri che, se permettete, non è la stessa cosa).
Ma, andiamo con ordine.
Chi è Roberta Carrano ?
Quelli della mia degenere generazione, allora denominata X, se la ricordano bene come una delle ragazze più esuberanti di "Non è la Rai", il programma d'intrattenimento a tratti surreale dell'intramontabile Gianni Boncompagni, che andò in onda su Canale 5 nei primissimi anni '90 e presentato da Enrica Bonaccorti.
Un programma con ragazze giovanissime, ma per nulla ammiccanti o discinte e finanche divertente.
Un programma che lanciò numerosissime soubrette poi diventate attrici come Ambra Angiolini, Sabrina Impacciatore, Ivonne Sciò, Antonella Elia, ed anche il giornalista Antonello Piroso, oggi personaggio punta dei programmi di approfondimento de La7.
Personalmente non me ne persi una puntata ed imparai a memoria tutto il repertorio di Lucio Battisti e Gianna Nannini. Oltre al tormentone: "Please don't go", ovvero plisdongò, come andava di moda chiamarlo ai tempi (correva l'anno 1992).
Fatto sta che di Roberta Carrano, dal 1994, ovvero da quando "Non è la Rai" terminò definitivamente, non se ne seppe più nulla.

Alcuni giorni fa mi scrive un ragazzo, Dario Morenghi di Piacenza, che mi racconta di aver conosciuto personalmente Roberta Carrano e la sua famiglia, sino al 1999, e poi ad un certo punto.....sparita.
Beh, non mi dilungherò oltre in quanto voglio farvi leggere il messaggio-appello che Dario mi ha inviato e che ha accettato di far pubblicare qui assieme anche ad alcune foto che lo ritraggono con Roberta stessa.
E di questo lo ringrazio immensamente.
E' uno spaccato di vita di quegli anni, se posso permettermi di dire. Quando quelle ragazzine dolcissime ci avevano fatti innamorare tutti con la loro semplicità, i loro sorrisi, il loro non essere per nulla formose. Il loro essere sé stesse davanti alle telecamera, cantando, ballando, talvolta prendendosi anche in giro.
Dario mi ha fatto ricordare tutto questo.
E mi auguro davvero che la sua testimonianza possa far sì che Roberta si faccia viva, magari anche solo per un saluto.
Se non a me, almeno a Dario, che - come scrive - vuole in particolare chiederle "scusa".

Luca Bagatin



Ciao Luca,

Cerchero’ di spiegarti brevemente come sono andate le cose , perche’ altrimenti dovrei scrivere un libro.

L’ho conosciuta nel 1993 quando avevo 17 anni.

Io sono di Piacenza , ma ho i parenti a Roma e per questa ragione ho potuto andare tante volte a trovarla , visto che poi me ne stavo a dormire da loro.

Ero andato fuori di testa per lei e dopo centinaia di lettere e di “ricerche sul campo” avevo scoperto dove abitava e ho passato diversi pomeriggi ad aspettarla sotto casa , quando ancora non eravamo entrati in confidenza.

Non sono mai stato ossessivo o insistente con lei , forse e’ per questo che incontro dopo incontro lei mi ha concesso la sua fiducia.

Io andavo a trovarla 4 / 5 volte l’anno , questo dal 1994 al 1999 circa.

E’ sempre stata molto gentile , sia lei che la sua famiglia e il suo fidanzato ( che all’inizio nel '93 non aveva )

Un paio di volte c’era anche mia mamma.

Io mi accontentavo di passare un’oretta con lei , di questa sorta di amicizia che per me era ovviamente importantissima.

Ci sentivamo anche al telefono , una volta al mese piu’ o meno.

Io cercavo di non esagerare mai ne’ con le chiamate ne’ quando ci vedevamo di persona , pero’ ultimamente notavo ( dal 1998 al 1999 ) che facevo sempre piu’ fatica a parlarle.

Avevo l’impressione che si negasse o che non me la volessero piu’ passare.

Ti giuro che ancora adesso mi chiedo perche’.

A quel punto , spinto dalla rabbia e dalla delusione , le ho lasciato dei messaggi in segreteria un po’ troppo nervosi e credo che questo sia stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Ho chiesto spiegazioni a sua madre , ma lei diceva che mi sbagliavo.

Non sono + riuscito a trovare il suo indirizzo ( dal '93 al '98 ha cambiato casa almeno 3 volte ) e il suo numero di telefono.

Mi dispiace moltissimo.

Vorrei tanto avere sue notizie.

Tutto quello che avevamo costruito insieme ( poco per lei forse , ma immenso per me ) e’ stato credo rovinato e ancora oggi non ne capisco il motivo.

Se lei mi leggesse in qualche modo ( io non ho il computer a casa ) , vorrei chiederle scusa , ma lei sa quanto le ho voluto bene e cosa rappresentava per me.

Se hai qualche curiosita’ Luca , a me fa molto piacere parlarne.

Ciao

Dario Morenghi


La foto sotto casa sua e’ datata giugno 1994 , avevo 17 anni ( e i capelli un po’ portoricani ).

Lei stringe l’album di foto di cui ti avevo parlato.

La foto dentro casa sua e’ datata Marzo 1996.

C’e’ anche una dedica sul retro di una foto.

Ciao

Grazie.

E grazie a Dario. Non so se questo poliedrico blog riuscirà a fare la carrambata, ma, ad ogni modo, non potremo dire di non averci provato.

L.B.



14 agosto 2009

UNA GONNA SENZA L'UOVO: surRenalità d'agosto


A Meri Lao, a Roberta Tatafiore, a tutte le femministe non fancazziste
Agli uomini come me che non amano le donne che li odiano
Alla fallocrisia, che è l'ipocrisia di colui il quale pensa che le dimensioni contino qualche cosa. Specie quanto perde una partita sotto il tavolino.
A Novembre, quando la città si accende in un istante.....nonostante a dicembre risulti ben più illuminata.
Ma soprattutto ai bambini che, innocentemente, hanno scoperto il gusto per la beSTIEmmia.
Perché Dio è, prima di tutto, un bambino che l'ha fatta grossa. E ne va pure fiero ! (anvedi un po'...mortacciSua).

Baglu - Libero Marinaio dell'Inverno che tarda a venire

Una donna senza uomo è...
E’ come un naso senza officina
Un capitombolo senza la mitria
Un dizionario senza benzina
Un parafulmine senza la cipria
Una donna senza uomo è
Un perizoma senza pignatta
Un pipistrello senza culatta
Un pomodoro senza ciabatta
Un purosangue senza cravatta Una donna senza uomo è
Un paralume senza bagnino
Un palissandro senza orecchino
Un palinsesto senza zerbino
Un partigiano senza girino
Una parentesi senza diuretico
Donna è
Una pellicola senza capezzolo
C’est une femme
Una piramide senza solletico
Woman is
Una polemica senza corbezzolo
Es mujer
Mentre un uomo senza donna
Mentre un uomo senza donna
Che cazz’è
Che cazz’è
Che cazz’è...

di Meri Lao per "La città delle donne" di Federico Fellini




Una gonna senza l'uovo
parafrasando uno
Sfogo figo di una figa
monologo suRenale apparentemente illogico
ma ontologicamente onto (dal Veneto: unto)

by Baglu

Una donna senza un uomo, diciamocelo pure chiaramente, checché se ne dica, vive meglio e - forse - anche più a lungo.
Una donne senza uomo è come un naso senza officina.
Ma soprattutto un perizoma senza pignatta. Orsù, e diciamocelo: ma che ci fa un perizoma con la pignatta ! Mica è sexy una pignatta con un perizoma !
Capirei una pignatta con il capezzolo con l'orecchino o un palissandro senza la mitria (quella del prete zoroastriano ?).
Ma un purosangue senza cravatta ! Ma dove si è mai visto un purosangue senza cravatta signoramia !
E poi quella storia di Lei che è dietro al bancone e lui le dice: hai una nuova pettinatura anche oggi ?
E lei: che te tu non ha niente da fare, bellino ?
Accipicchiaripicchia ! M'ha chiamato bellino !
E quello lì comincia a fantasticare........ Ecco, perché un uomo, oggi, sa solo fantasticare.
Mica sa crearsi un futuro: prendi la legna, appoggia la legna, riprendi la legna, riappoggia la cazzuola.
E i figli ? Mica possiamo affittare il furuto (il FU-RU-TO) dei nostri figli a Lucia Rizzi !
E pensare che c'è chi non farebbe un passo senza i consigli di Lucia Rizzi che sì, vabè, assomiglia a ......(non ricordo) ma con i bimbi ci sa fare eccome !
E poi mica possiamo diventare vecchi e sbavare dietro alla barista sexy vestita come arlekkino ad Harlem e chiederle: per favore UNA CONA !
Una che ? (ti chiede la barista stronza che si diverte a farti fare la figura del fregnone).
Una CONA, che si dice tale in quanto (che) non ho ancora mangiato abbastanza gelato da vomitare.
Se l'avessi fatto mi sarebbe venuto un CONato. E allora sì che sarebbe stato maschile !
Questa guerra fra i sessi !
Ordunque dicevamo: che cazz'è un uomo senza officina o una donna senza la cipria ?
O una donna che urla: sono fieVa delle mie Vughe ! Non ho paura d'invecchiare, non ho paura di morire e trovo che l'amore E' meraviglioso !
TUTTE LE DONNE SON GIOVANI
TUTTE LE DONNE SON BELLE !
TUTTE LE DONNE HANNO PAURA D'INVECCHIARE CON UN PANTOFOLAIO ROTTINCULO CHE UNA VOLTA STUFO DI LORO LE FA APPEZZI E LE FICCA DIETRO A UN MURO !
TUTTE LE DONNE HANNO VENT'ANNI.....NON COME LA DICCI' CHE A VENT'ANNI ERA GIA' COSI' PUTTANA !



22 giugno 2009

EVVIVA LE VELINE (metafora patafisica contro la catarsi dei falsi moralisti de noantri)



Veline, Velone, Vele, Velette.
Un tempo c'erano le Vallette e già loro erano additate dalla Pubblica Piazza dei Moralisti de noantri come oche pocodibuono. Sic !
Oggi, il nuovo maschilismo talvolta camuffato da veterofemminismo antilaico ed antilibertario tanto caro ai "politically correct" di certa sinistra cattocom (ovvero quella conservatrice), ma anche di molta destra clericale e bigotta, è tutto in fermento contro....le Veline appunto !
Bum bum bum cicabumbumbum ! Chioserebbe il Gabibbo.
Questa storia delle Veline l'hanno fatta addirittura diventare una questione politica quando di strettamente politico, qui, non c'è proprio nulla.
E se c'è una categoria del mondo dello spettacolo che và salvata è proprio quella della Velina. Lasciate che lo dica uno che ritiene programmi come il Grande Fratello, Buona Domenica e Amici (quest'ultimo diretto dall'ultimo dei Sessantottini non pentiti Paolo Pietrangeli...guarda caso)  una riedizione nemmeno troppo lontana di "Le 120 giornate di Sodoma" del marchese De Sade.
Ovvero il contrario dell'intelligenza e della creatività individuale. Il trionfo dell'ipocrisia e della follia collettiva di una gioventù mal rappresentata. Ma che forgia modelli oltremodo diseducativi (ultimo retaggio del '68 italiano antilaico ed antilibertario, ovvero l'opposto della cultura beatnik ed hippy americana ? Molto probabile, riteniamo).
La Veline sono cosa ben diversa. Lo spiega lo stesso Antonio Ricci che le ideò: sono un'astrazione patafisica, come definì lo scrittore surrealista Alfred Jarry, "quanto vi è di grottesco nell'universo" (per inciso, per chi ancora non se ne sia accorto, questo stesso mio blog - nella sua poliedricità culturale - utilizza canoni prettamente patafisici a partire dal frontespizio).
E il filone surrealista, nonsense e patafisico nella televisione nostrana - che pur di pecche ne ha moltissime - lo seguì a suo tempo anche l'ottimo Gianni Boncompagni.
Criticatissimo per i suoi programmi pieni di colore, musica e soprattutto ragazze giovanissime.
Ragazze, ricordiamolo per i più, che non avevano nulla di ammiccante, di provocante, di sensuale. Che erano semplicemente loro stesse, si divertivano e divertivano nella surrealtà del contesto televisivo creato da Boncompagni stesso.
Moltissime fra loro, peraltro, hanno fatto carriera unicamente grazie alle loro intrinseche capacità artistiche. Pensiamo alla cantante Giorgia, all'attrice comica Sabrina Impacciatore, all'attrice impegnata Yvonne Sciò, alla poliedrica Ambra Angiolini, a Nicole Grimaudo..... E la lista è lunghissima, cari i miei Moralisti da Pubblica Piazza.
Ed allora finitela un po' con questa storia del dare addosso alla Velina !
Iniziate a guardare una ragazza per le sue doti artistiche e lasciate da parte le vostre pruderie sessuali che vi accompagnano sin dagli anni '60: quando davate addosso alle minigonne ed alle piperine !
Quando per voi un atto sessuale era un atto politico....ma era pur sempre l'uomo a comandare !
Si può discutere sul fatto che in televisione del corpo femminile si faccia ampio mercimonio. E' vero ed è una vergogna. Ma le Veline o le ragazze di Non è la Rai dei vecchi tempi non c'entrano un piffero.
C'entrano piuttosto certi altri programmi che ho citato ben prima e che fanno delle pruderie sessuali (leggi: della morbosità), il segreto del loro successo.
Ora, io non so se abbia ragione Lele Mora quando afferma che la tv trash è quanto il pubblico desidera. Fatto sta che è ciarpame, che non ha nulla di creativo e che si avvicina piuttosto a certo catartisimo orgiastico tipico delle opere del Divin Marchese di cui sopra.
Si dirà: sei un moralista anche tu allora ! Affatto, sono semplicemente obiettivo.
Un conto è una ragazza (ma potrebbe essere benissimo anche un ragazzo, nulla in contrario, figuriamoci !) che canta e balla, senza troppi ammiccamenti ed in un contesto divertente e a tratti surreale. Un altro è esibizione di carne.....da macello in un contesto di macellai del gossip.
La differenza è abissale. Ed anche qui, il caso è tutto, tristemente e preoccupantemente italiano (con le sue influenze clericali, marxiste, fasciste...).


Luca Bagatin



28 aprile 2009

Intervista esclusiva alla showgirl Metis Di Meo per www.lucabagatin.ilcannocchiale.it by Luca Bagatin

In un mio articolo di alcuni mesi fa l'avevo definita come “un'icona burlesque anni '50”: un po' come Betty Page con la capigliatura alle Jessica Rabbit.
E avevo anche scritto che – a parer mio – è una ragazza che sarà destinata a bucare il video negli anni a venire.
Che io abbia esagerato non saprei francamente dire, ma, ad ogni modo, non ritratto una parola.
Parlo di Metis Di Meo: attrice romana, ventitreenne, conduttrice tanto poliedrica quanto ancora poco conosciuta ai più che - da quando l'ho vista la prima volta in video - mi ha davvero artisticamente ammaliato (e non credasi sia cosa facile !).
Con mio grande piacere ed onore, Metis, mi ha concesso un'amichevole intervista in esclusiva per e su questi schermi telenettici spumeggiatamente bloggizzanti.



Luca Bagatin: Dunque, Metis.....iniziamo dal tuo nome, certamente non comune e che fa spettacolo già di suo. E' il tuo nome vero ?


Metis Di Meo
: Assolutamente sì! Metis dal greco antico vuol dire saggezza, prudenza, astuzia…è il nome di una delle più ancestrali dee della Mitologia greca: prima moglie di Zeus e madre di Atena. Io preferisco tradurlo come “le astuzie dell’intelligenza”, la definizione che i greci davano di Ulisse.
I miei genitori, italianissimi e fantasticamente estrosi, mi hanno dato questo dono d'originalità sin dalla nascita e hanno fatto ancor meglio con mio fratello Joas, il mio amore: un combina guai di quattordici anni, maturo, creativo simpatico e molto spigliato !


Luca Bagatin
: Studi recitazione sin da ragazzina ed hai anche recitato in alcuni film per la televisione. Piccole parti, ma sempre meglio che niente. Come è nata la passione per questo mestiere ?


Metis Di Meo
: Mio padre è un ex cineasta, prima attore, poi regista, poi produttore e poi...finalmente ha cambiato lavoro dieci anni fa ! Mia madre tuttora è una tersicorea professionista  ed attrice.
Sono cresciuta nel loro ambiente, Cannes, l’Opera…
Mangiavo film a colazione, trovavo sceneggiature su ogni tavolo...la merenda si faceva a teatro e la sera una bella commedia teatrale prima di andare a dormire.
Il richiamo delle Muse era forte: la spigliatezza sfrontata, il carattere intraprendente, la sensibilità romantica e sognatrice, la voglia ardente d'imparare e quel pizzico di eccentrico egocentrismo.
La prima esperienza lavorativa l’ho avuta ad otto anni, un film.
Poi pubblicità e teatro, tante compagnie teatrali di generi diversi.
Mi sono innamorata e rifugiata a teatro per tutta la mia adolescenza, credendolo il mio mondo estemporaneo dei sogni in cui solo lì si era davvero felici e perdendo la propria identità ci si trovava davvero nella naturalezza di poter essere “stranamente” sé stessi.
Dopo la delusione nell'approccio al mondo del lavoro, nei teatri off di Roma, quando avevo sedici anni, mi è capitata un'opportunità. Così ho iniziato a presentare serate: concorsi di bellezza, sfilate di moda, prime teatrali e letterarie, serate di beneficenza, spettacoli di cabaret.
Funziona così: se lavori bene le persone ti richiamano, si passano parola, ti notano.
Ho iniziato a lavorare in televisione, chiacchierona e secchiona com'ero ho trovato tanti spazi fra le reti private. Così ho condotto una decina di programmi televisivi in Italia ed all'estero, format disparati (talk show, quiz show, entrateinemaint...)
Pochi giorni dopo la mia maturità, prima di partire per un po per New York, il mio primo vero provino per Rai Uno. Da lì “Domenica In”, poi Canale 5 (“Ciao Darwin”, “Fattore C”), Italia1 (“Talent1”, “One night” ) e La7 (“Bombay”) per poi tornare da mamma Rai, rete ammiraglia, programma dell'anno: “Ballando con le stelle”.
Insomma, credo che nella vita il lavoro sia un mezzo per vivere meglio, che non ci possa essere niente di più entusiasmante del poter rendere le proprie passioni ed ambizioni il motore della vita, di trasformare in lavoro ciò che più ti entusiasma, ti diverte, ti soddisfa, ti stimola la creatività, ti rende appagata, umanamente ed anche economicamente per essere autonoma ed essenzialmente...felice!!!


Luca Bagatin
: I fotoromanzi sono un genere alquanto arcaico nel mondo dell'editoria, per quanto abbiano lanciato numerosissime attrici, attori ed anche presentatori diventati poi famosi (mi viene in mente Enzo Tortora, al quale umanamente mi sono sempre sentito molto legato). Fra le tue esperienze nel mondo dello spettacolo – guarda caso - vanti quella di attrice per i fotoromanzi della “Lancio”.
Che ne pensi di questo genere ? Trovi sia ancora attuale ed abbia un suo mercato ?


Metis Di Meo
: Ho iniziato a fare fotoromanzi a quattordici anni per “Cioè”, il magazine adolescenziale per eccellenza.
Erano i miei primi lavori ed univano alla perfezione il lavoro di attrice a quello di fotomodella che mi dava i primi guadagni.
La “Lancio”, poi, mi ha adottata per svariati anni, insegnandomi il mestiere e per questo le sono molto affezionata.
Avventure entusiasmanti, grandi personaggi da interpretare con attori professionisti ed una troupe che ha visto nascere e crescere questo fenomeno e ha svezzato tutti gli attori e le attrici italiani e non solo: dalla Lollobrigida alla Parietti.
Vivere ogni episodio per me era sempre intraprendente ed emozionante, ma con il tempo mi sono trasformata anche in una lettrice.
Nonostante il boom di vendite sia andato scemando, è presente con ardente entusiasmo un folto gruppo di fedeli ed appassionati lettori, giovani e meno giovani, in ogni parte del mondo.


Luca Bagatin
: Se ti dico teatro, cinema o tv tu che cosa mi rispondi ?


Metis Di Meo: Ai miei occhi il teatro rappresenta la mi adolescenza e la mia crescita interiore....il cinema un'utopia e la televisione il mio odierno, oserei dire, impiego. (Mi fa sorridere perché il termine è, scusami l'azzardo, folkloristico, ormai, quasi come la parola spettacolo. Sono dei rifugi lessicali nei quali si intende tutto e nulla, ma nella realtà al suo interno ci sono campi diversi e ben distinti.)
Nella vita di tutti i giorni ne fanno tutte parte in maniera diversa;
Sono una telespettatrice anomala: guardo saltuariamente ogni programma e recupero attraverso la rete o i giornali le migliori informazioni o spezzoni. Il teatro lo vivo con passione, seguendo solo ciò che mi entusiasma. Il cinema con regolarità e ottima frequenza.


Luca Bagatin
: Sono persuaso del fatto che una ragazza attraente che fa spettacolo sia assolutamente completa solo se è in grado di far ridere. Penso ad esempio a Sabrina Impacciatore o ad Ambra Angiolini.
Tu qualche anno fa hai presentato su Europa 7 il programma comico “Seven Show”. Com è stata quell'esperienza ? Pensi che il genere comico possa essere quello più adatto a te ?


Metis Di Meo: Mi sono divertita molto ed ho conosciuto tanti artisti che ancora seguo. Il “Seven Show” è un programma di culto ed è stata una delle mie migliori esperienze fra le reti televisive private. Mi ha permesso di utilizzare tutta la mia autoironia della vita di tutti giorni, che sul lavoro tendevo a nascondere per il semplice clichè che essendo una ragazza giovane, spigliata e carina le aspettative e pretese da me non erano delle migliori, quindi dovevo mostrare al meglio il mio valore con il massimo della severa professionalità. In quel programma ho capito che, anche a costo di non essere capita, il pubblico và appassionato. Ed il metodo più antico e sempre valido è una semplice risata ! Così ero buffa, svampita, scoordinata spesso..ma divertente ed ho messo orgoglio e serietà da parte per lasciarmi andare, ma solo nelle situazioni giustamente adeguate, altrimenti si dà soddisfazione a tutti coloro che credono e vogliono quel clichè. Mantenere questo equilibrio precario, fra autoironia-rispetto-professionalità-stima, di fronte agli occhi del pubblico e quello dei tuoi collaboratori non è per niente semplice, te lo assicuro...


Luca Bagatin
: E' arcinoto che sei reduce dall'esperienza di “Ballando con le Stelle” condotto da Milly Carlucci. Un reality show nel quale una ciurma di vip o aspiranti tali si cimentano nel ballo.
Converrai con me che c'è differenza fra “reality” e “reality”.....
Che cosa ne pensi, dunque, dei reality show ? Come mai secondo te attirano così tanto il pubblico ?


Metis Di Meo: Partiamo dal presupposto che con i miei compagni, capitanati dal nostro Generale, al secolo Milly Carlucci, siamo d'accordo sul non poter definire “BCLS” (come lo chiamano gli appassionati) un reality, ma un'elegante talent show dai particolari connotati. In quattro ore di diretta, pochi momenti di vita vissuta e la veridicità dei nostri rapporti interni non possono renderlo tale, specialmente perché in Italia chi con orgoglio tiene stretto questo titolo riempie quelle ore di spettacolo di litigi, maldicenze, insulti, urla, mani, cattiverie, flirt liberi e niente più.
La televisione imperversa di reality di ogni genere, tutti format stranieri che i nostri canali acquistano con gioia pur di assaporare l'ipotetico fatturato pubblicitario riscosso all'Estero.
Ognuno di questi ha l'intento di colpire, rompere qualche tabù, sdoganare qualche riserva comportamentale, oppure conquistare con la drammaturgia, dalla sua armi letali come la pena, la compassione, il pianto, la disperazione.
Ed infine, ormai purtroppo ultimo e dimenticato, il compito supremo: divertire.
Perché mai un reality è tanto seguito? Secondo me noi viviamo le nostre vite, quando siamo troppo stanchi o annoiati o infastiditi dalla vita entriamo in quella parallela: la televisione.
Qui seguiamo le emozioni. Vogliamo sognare e conoscere l'uomo o la donna dei sogni, eccitarci, arrabbiarci e sfogarci di tutto quello che abbiamo accumulato, consolarci dei nostri mali con quelli degli altri ecc.... In poche parole chi riesce con il proprio programma ad essere più rappresentativo e coinvolgente vince !


Luca Bagatin: Ho una stima sconfinata per Andrea Roncato. Pensa che da bambino, con il mio migliore amico sin dai tempi delle elementari, giocavamo ad impersonare l'accoppiata comica Gigi e Andrea.
Io, più burlone, ovviamente, impersonavo Andrea ! Ho anche letto il suo recente libro biografico.
Dopo questa premessa apparentemente divagatoria.....andiamo un po' più sul personale.
Si dice che “Ballando” abbia fatto scoccare la scintilla fra te e Roncato.....


Metis Di Meo: L'ho sentito dire....sai chi ha il peso di essere nominato come latin lover....deve veder narrate le sue gesta per non perdere il titolo! Ma non sono nell'elenco....insomma Andrea è una delle più belle scoperte di “Ballando”. Quando sono partita per questa avventura non mi sarei mai aspettata di trovare un gruppo così entusiasmante. Tra di loro ho stretto molte amicizie (come Manuela, Viky, Andrea Junior, Simone ecc... e ci vediamo spesso insieme) e sicuramente Andrea è tra le migliori in assoluto.
E' una persona adorabile, pieno di energia, un instancabile burlone e insieme ci divertiamo.
Ma come gli dico sempre: sono troppo vecchia per lui (e pure viceversa...) quindi....niente trippa Miao!!


Luca Bagatin: Su Facebook scrivi che sei compulsiva ed ossessiva..... Puoi spiegarci meglio ?

Metis Di Meo: Ma com'è bello.....perdere a momenti la coscienza e poi riacquistarla sulla consapevolezza della potenza dei mezzi di comunicazione. Ovvero scrivi su Facebook, parli con il mondo, ma non sempre te lo ricordi, sta di fatto che coinvolgi tutti su tutto.
Ma nel tuo essere criptico ed ermetico sai chi ti capirà.
Dicevamo...sì, compulsiva ossessiva....ne sono al corrente anche se non ricordo l'occasione precisa...ma la definizione mi appartiene. Lucidamente direi che sono disordini mentali, nervosi, agitati, che prendono possesso della tua mente in maniera ossessiva senza che tu riesca più a gestirli liberamente. Sei così portato a compiere azioni o meccanismi grazie ai quali cerchi di riattappare o neutralizzare i pensieri. Tra i tentativi si creano meccanismi psichici di difesa e disturbi della personalità. Detto così sembrerebbe complicato, ma in realtà ci coinvolge un po' tutti, chi più chi meno. Ma la vera differenza sta nel conoscersi, autopsicoanalizzarsi e sapersi gestire.
Ne ho a bizeffe.... Ti nomino una delle più blande che mi affligge: l'insonnia, anche se non esiste maggior rappresentazione a riguardo, secondo me, dell'Amore. In preda all'Amore la nostra testa è ossessionata da queste idee, le compulsioni ti portano ad avere certi pensieri e fare certe azioni di cui non riesci a fare a meno, senza mai riuscirtene a liberare! Insomma direi che calza a pennello...


Luca Bagatin: Domandina conclusiva di rito: a che cosa aspiri nel prossimo futuro ? E' vero che sei un'aspirante giornalista ?


Metis Di Meo
: Nel mio prossimo futuro ci sono delle fiction. Continuo la preparazione interpretativa in maniera completa. Se proprio devo osare, sognerei qualche grande storia romantica in costume (esce fuori la mi anima waltdisneyana...)
Ma parlando di progetti concreti, la mia indole pragmatica e vitale ha come sogno nel cassetto qualche conduzione televisiva di programmi nuovi, alternativi, con linguaggi diversi, giovani nelle idee non solo nelle comparse in prima fila. Programmi anticonvenzionali nel saper osare non oltre il buon costume, ma oltre le barriere mentali, capaci di entusiasmare e informare, divertire ed appagare allo stesso tempo. Si, diciamo che non c'è niente di più soddisfacente del poter rappresentare ciò che si scrive. L'ho già fatto nei miei programmi e serate e vorrei continuare, insieme ad un team di esperti, a tirar fuori idee creative per metterle in pratica.
Ho sempre scritto molto, dopo il liceo classico (100/100) ho continuato, favoreggiata dai miei lavori, a scrivere su free press e giornali locali e ritengo che diventare giornalista professionista come prendere la laurea nella mia facoltà, discipline dello spettacolo, sia valore aggiunto al ruolo che vorrei avere di conduttrice.



Confesso che dall'intervista con Metis sono rimasto colpito e a tratti stupito. Ha una capacità d'espressione notevole. E poi ad ogni domanda dà una risposta davvero esaustiva e sembra quasi voler continuare, all'infinito e oltre. E' una secchiona, lo afferma lei stessa. E vuole persino sia riportata la sua votazione finale del liceo: 100 su 100 !
Personalmente, da amante delle cattive compegnie delle quali ho talvolta fatto parte, a scuola detestavo i secchioni e – soprattutto – le secchione. Ma, qui, rinnovo il mio interesse artistico per Metis, specie dopo aver ascoltato la sua ultima risposta.
Quest'idea di un programma anticonvenzionale, che sappia coniugare divertimento, entusiasmo, informazione.....beh, è un sogno che ho sempre coltivato anch'io, forse sin da bambino (a 9 anni sognavo di diventare regista, poi, crescendo, ho sognato e sogno tutt'ora di fare l'autore televisivo o radiofonico, con un occhio di riguardo alla regia).
Un sogno che a tratti ho cercato e cerco di coniugare con questo blog da quasi cinque anni e che Metis ha saputo esprimere con le sue semplici, incisive parole.
Direi, riassumendo: non tanto in-formazione, quanto piuttosto form-azione. Ovvero azione della forma. Che è quindi sostanza.
Di sostanza, la nostra Metis, sembra averne in abbondanza. E mi auguro, qui, di aver permesso ai più - ed anche ai meno - di conoscere una ragazza che fa spettacolo con passione, al di là del suo aspetto fisico.
Ringrazio davvero Metis Di Meo per questa esclusiva ed è con piacere che su questo blog ho appena aperto una sezione interamente dedicata a lei. Una sorta di fan club di cui questa intervista è parte integrante e che farà compagnia alla rubrica dedicata alla ricerca di Roberta Carrano – ex di Non è la Rai -, a quella della nostra amica ed icona noir-fuck'n roll Lucia “Rehab” Conti, nonché alla rubrica pansessuale di Mr. Peter Boom.

Luca Bagatin



31 marzo 2009

ERRORAZIO CORRIGE !!!!

Facebook serve a qualche cosa.
A poco, ma ad ogni modo a qualche cosa - tutto sommato - serve.
Mi scrive lì testé la bella e simpatica Metis Di Meo scusandosi di non avermi potuto rispondere alla mail che le inviai a suo tempo.



ciao luca...mentre ripulivo l'email intasata...ho trovato una tua email sulle mie spam..non so bene perchè da quelle parti...
parlavi di un tuo articolo su di me...mi sa che non era recentissima...ho trovato una tua personale gruduatoria...in cui hai nominato una mia mancata risposta a non so quale articolo...che dal link forse inesatto non ho potuto commentare...:-)

Le devo pertanto le mie scuse in diretta su questi schermi telenettici-pixellizzati !
Questo la porta ad un bel 7 + nella classifica da me stilata qualche giorno fa.
Right, dopo questo la smetto con i voti.
E ordunque non chiamatemi più...Baglu dalla Penna Rossa !

Luca Bagatin



15 febbraio 2009

TRENTENNALE BAGATINIANO

15 febbraio 1979 - 15 febbraio 2009



Morte e risurrezione delle ossa (con ciccia annessa....sopratTutto)

IL TRENTENNALE
(ballata un po' stonata e a tratti esaGItTata)

IL TRENTENNALE
A Carnevale
Non è un maiale

IL TRENTENNALE
Ogni scherzo vale
E poi no, no, CHE non fa male

IL TRENTENNALE
Un po' di pepe &... un po' di sale
Vado dar cinese.... a cucinaLe

La vita è la vita e lo sai perché ?
Non devo render conto.... nemmeno a teeeee

Quando mi sveglio alla mattina
E capisco che è una giornata strana
Mi sento così..... un po' una ranaaaaa

Penso e ripenso alla mia età
Do cosìììì.... un bacio alla mia metààààà (sai com'è ieri  - che era San Valentino - s'era magnata er baccalà)
E partecipe la rendo del triste lutto
Che poi se ci pensi bene non è così bruttooooo

Sono arrivato a 30
Non posso più mangiar caramelle alla menta
Ed allor.....dico che ne ho 15 !

(quindiciiiiii)

IL TRENTENNALE
Festeggio col caviale
No, no, non credo....che faccia così male

IL TRENTENNALE
CHE TEMPORALE !
Non riesco quasi a parlare

IL TRENTENNALE
Che rotta di ba...e

IL TRENTENNALE
Che rotta di ballllll !!!!!!

BI-BI-BI-BI
DU BA DU'

DUUUUUUUUUUUUUU'



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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini