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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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24 maggio 2015

Elezioni Amministrative: la necessità del non voto e di una sua rappresentanza popolare

Le elezioni Amministrative sono imminenti e, in assenza di serie rappresentanze popolari, ovvero in presenza di forze politiche oligarchiche ed autoreferenziali, è molto probabile che, ancora una volta a prevalere sarà un sano e auspicabile astensionismo.

Astensionismo che, come dicevamo l'autunno scorso a proposito delle Amministrative di Emilia Romagna e Calabria, meriterebbe un'adeguata rappresentanza cittadina, anziché politico-oligarchica-clientelare-mediatica.

In quale modo ? Attraverso il modello rappresentativo dell'Agorà dell'Antica Grecia, ovvero che preveda l'attribuzione dei seggi dei non votanti a tutti i cittadini aventi diritto al voto, estraendoli a sorte.

Bisognerebbe, in sostanza, far sì che le singole intelligenze delle persone, dei cittadini, possano parlarsi, confrontarsi, approfondire, autogestirsi, attraverso il buonsenso tipico delle Agorà dell'Antica Grecia (Grecia ben diversa da quella attuale).
In questo senso, infatti, nell'ambito del pensatoio “Amore e Libertà” (
www.amoreeliberta.altervista.org - www.amoreeliberta.blogspot.it) ci battiamo da tempo per un sistema elettivo tipico di quel periodo, ovvero la nascita di assemblee popolari estratte a sorte, fra tutti i cittadini compresi fra i 18 ed i 65 anni.

Per la prima volta si permetterebbe così, dunque, alle singole intelligenze, di avere un posto all'interno del Parlamento, dei Consigli Regionali e Comunali. E dunque di costituire, via via, una base per una prima assunzione di responsabilità politica e civile da parte della cittadinanza attiva.
E tutto ciò al di là del solito imbroglio partitico-mediatico-elettorale che, di fatto, rappresenta una vera e propria "delega in bianco" che i cittadini, ormai a larghissima maggioranza, hanno dimostrato e stanno dimostrando di non volere più.


Luca Bagatin



4 marzo 2010

Sulla mancata presentazione di alcune liste non la si faccia tanto lunga



Finalmente la magistratura si è data da fare per beccare i "furbetti der quartierino".
Personalmente ho iniziato a raccogliere firme per la presentazione di liste elettorali quando avevo 17 anni. So che è un lavoraccio e so bene (cosa peraltro tristemente risaputa dagli "addetti ai lavori") che il 99% dei partiti era uso truccare le carte. Con firme e certificati fasulli in primis (anche di morti !) e con presentazioni discutibili (in ritardo ecc....).
Finalmente, questa volta, le cose sono andate diversamente !
Il PdL è fuori a Roma e Formigoni non ha i requisiti di legge per poter presentare la sua lista ?
Ben gli sta ! Evidentemente hanno assunto gente incompetente che non conosce le regole o - peggio - che sperava di farla franca anche questa volta.
Il sottoscritto - per anni - si è fatto il culo per raccogliere le firme e, assieme a pochi altri, ripulirle e andare in giro per i comuni a raccogliere i certificati elettorali. Lo facciano anche gli altri e, se non fanno le cose per bene, è giusto che siano esclusi.
La democrazia è rispetto delle regole, non paraculismo imperante.
Nel caso della lista Liberali & Riformatori nessuno ha gridato allo scandalo. Non hanno raccolto le firme necessarie. Punto e a casa.
Se ammettessero la lista del PdL o quella di Formigoni bisognerebbe davvero smettere di andare a votare. Ed io sarei il primo a voltare le spalle al carro berlusconiano (che pur preferisco all'armata cattocomunista e giustizialista indegna di un Paese civile).
Mancano di competenza e serietà e dovrebbero cospargersi il capo di cenere ammettendo una volta per tutte la loro pochezza.

Luca Bagatin



3 marzo 2010

Per Emma Bonino ? Magari ci fossero stati anche i Liberali ed i Riformatori !



Sono nato a Roma e lì ho vissuto parte della mia infanzia.
A Roma ho ancora degli affetti, passati e più recenti, e confesso che presto mi farebbe davvero piacere ritornare stabilmente nella Città Eterna.
Anche sparsi per il Lazio ho diversi amici, per cui non potevo esimermi dallo schierarmi politicamente - anche per mezzo del mio blog www.lucabagatin.ilcannocchiale.it - nelle elezioni regionali del 28 e 29 marzo che si terranno anche in questa regione, così come ho deciso di fare per la Campania a sostegno del candidato socialista del PdL Stefano Caldoro e del candidato a Sindaco di Venezia Renato Brunetta. Candidature laiche e libertarie, contro la conservazione dilagante.
Ci sono motivi di affetto e di profonda stima politica per Emma Bonino, che sostenni a Pordenone già nel 1999 - assieme solo alla militante radicale Paola Scaramuzza - nella utopistica raccolta di firme per "Emma Bonino al Quirinale".
La sostenni anche alla fondazione della Lista Emma Bonino - nello stesso 1999 - che si tenne presso un hotel di Monastier di Treviso e nell'occasione le regalai anche una mia poesia a lei dedicata.
Condivisi dunque le sue battaglie europeiste, libertarie e liberiste: per le libertà individuali ed economiche.
Condivisi meno lo spirito cocciuto dei radicali pannelliani, che finiranno presto fra le braccia dei cattocomunisti e dei giustizialisti, ma, ad ogni modo, Emma Bonino è tutta un'altra storia. Come recita il suo stesso slogan.
E' un'altra storia rispetto ai conservatori di destra e di sinistra: sempre pronti a difendere lo Stato, il parastato, la burocrazia parassitaria, le Chiese, i dogmi e i pregiudizi.
Emma Bonino, val dunque bene un voto a Governatore del Lazio.
Anche se è sostenuta dai cattocomunisti e dai giustizialisti come Di Pietro: lontani anni luce dalla sua storia e forse più vicini a quella di Renata Polverini, sindacalista di destra conservatrice.
Ma, si sa, il bipolarismo porta spesso ad alleanze contronatura.
Per ovviare purtittavia a questa snaturazione e per rendere coerente la candidatura Bonino con un progetto di "Rivoluzione Liberale", ecco che vi era a suo sostegno la lista dei Liberali e Riformatori: Partito Liberale Italiano e Rinascita Repubblicana uniti, i cui riferimenti web sono: www.liberalieriformatori.ilcannocchiale.it   e   www.liberalieriformatori.com).
Dico "vi era" perché non è riuscita a raccogliere le firme per la presentazione alle elezioni.
Una lista, quella del PLI e di Rinascita Repubblicana, che proponeva: snellimento della burocrazia; riduzione della spesa pubblica improduttiva; promozione del merito; liberalizzazioni; promozione del patrimonio turistico ed artistico.
Una lista laica che richiamava dunque gli ideali storici, mazziniani e civici, dell'indimenticato Sindaco repubblicano di Roma Ernesto Nathan.
Il Segretario del PLI Stefano De Luca ha comunque voluto ritirare l'appoggio alla candidata Bonino in quanto ella non ha accettato che candidati liberali entrassero nel cosiddetto "listino".
E in questo senso si è comportata malissimo.
La mia personale indicazione di voto è dunque quella di votare comunque per la candidata a Governatrice più liberale - ovvero Emma Bonino - ma di utilizzare il voto disgiunto, votando per la lista del Partito Repubblicano Italiano (che pur si presenta nella coalizione della Polverini).


Luca Bagatin



8 febbraio 2010

9 febbraio 1849: proclamazione della Repubblica Romana



Anche quest'anno passerà sotto silenzio la commemorazione della Repubblica Romana, proclamata il 9 febbraio del 1849.
Giuseppe Mazzini ne fu il il propugnatore ed ispiratore politico e fu grazie al valore militare ed al sangue versato dai garibaldini (come Goffredo Mameli) e dal popolo romano, che i moti insurrezionali ebbero successo ed il Papa Pio IX si vide costretto a fuggire a Gaeta.
Passerà sotto silenzio in quest'Italia scarsamente democratica e per nulla liberale, che purtuttavia alla Repubblica Romana dovrà le basi della sua stessa libertà di pensiero, parola ed azione.
La Repubblica Romana, guidata dal trimunvirato: Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini, una volta scacciato il Papa, si dotò infatti immediatamente di una Costituzione liberale la quale, agli Articoli I e II, stabiliva che la sovranità spettasse unicamente al Popolo, il quale si dava per regola tre principi fondamentali: l'eguaglianza, la libertà e la fraternità, senza riconoscere alcun privilegio di casta o di titolo nobiliare.
In tutto il Documento si può peraltro notare come essa ricalcasse perfettamente i principi della Costituzione democratica degli Stati Uniti d'America redatta alla fine del '700, ovvero quanto gli USA avevano scacciato il tirannico regime monarchico inglese. Inoltre si può notare quanto fosse liberale e tutt'altro che antireligioso lo spirito di tale Costituzione, la quale, all'Articolo VIII dei Principi Fondamentali stabiliva che al Papa sarebbero comunque state concesse tutte le "guarentigie necessarie per l'esercizio indipendente del potere spirituale" e, all'Articolo precedente, si stabiliva la piena libertà religiosa dei cittadini della Repubblica.
Oggi certa storiografia clericale, leghista e dunque mistificatrice, tende a descrivere i risorgimentali mazziniani di allora come dei "briganti atei ed antireligiosi". Nulla di più falso e calunnioso, al punto che lo stesso Giuseppe Mazzini ha sempre fatto riferimento nei suoi scritti e discorsi a Dio, inteso come Divinità universale antidogmatica, al di sopra di ogni Potere costituito.
Nella fattispecie la bandiera della Repubblica Romana: il tricolore verde, bianco e rosso, recava al centro la scritta "Dio e Popolo" (che per molti versi ricorda l'iscrizione posta sul Dollaro statunitense "In God We Trust", adottato circa un secolo dopo, ovvero nel 1956), per rimarcare la fede mazziniana e repubblicana nel Popolo sovrano e nella Divinità Universale (e ciò ci rimanda per moltissimi versi al teismo illuminista e volteriano), la quale non può ritenersi privilegio esclusivo della Chiesa cattolica e del Vaticano.
La Repubblica Romana, purtroppo, durò solamente cinque mesi: soffocata nel sangue il 3 luglio 1849, dopo un mese di assedio, dai soldati francesi di Napoleone III alleati con il Papa. Purtuttavia essa fu un evento storico fondamentale e di svolta nelle lotte risorgimentali per l'unità d'Italia nonché per gettare il seme della speranza verso la creazione di uno Stato laico, civile e repubblicano.
Uno Stato libero dall'influenza della Chiesa e di Casa Savoia, entrambe ree di aver gettato gli italiani, specie i popolani e le classi sociali meno abbienti in generale, nel più nero sottosviluppo.
Oggi, a scuola, di tutto ciò si insegna poco o nulla ed è normale che, raggiunta l'età adulta, si sia poco consapevoli non solo della propria storia e quindi delle proprie origini, ma anche dei propri diritti e doveri.
Se, quantomeno nella scuola pubblica, ovvero in quelll'istituzione per la quale i mazziniani si batterono con maggiore tenacia per garantire a tutti l'elevazione intellettuale, morale e spirituale, si studiasse la Costituzione della Repubblica Romana e i "Doveri dell'Uomo" di Giuseppe Mazzini, sono certo che molti giovani comincerebbero a diventare veramente consapevoli del ruolo politico attivo che ricoprono nella società.
Oggi, invece, si preferisce dimenticare o mistificare.
Denigrare la democrazia e la libertà per erigersi a custodi del nuovo dogma: presunte radici cristiane (in realtà greco-romane), recupero del dialetto (pur non conoscendo bene l'italiano), lotta senza quartiere al "diverso" (in quanto frustrati e annoiati da sè stessi).
Un dogma che si fonda sull'ignoranza, sul pecorume, su una massificazione di cervelli assai poco inclini all'approfondimendo.
Anche per questo - a quasi 150 anni dall'Unità d'Italia - non va dimenticato lo spirito della Repubblica Romana ed i principi mazziniani che in essa trionfarono.
Principi ancor più attuali oggi di ieri: democrazia, emancipazione, comprensione del "diverso", fratellanza in quanto riconoscimento del principio universale del "siamo tutti nella stessa barca" e fonte di un'unica origine: il ventre di Madre Natura.

Luca Bagatin

PS: ringrazio di vero cuore l'On. Paolo Guzzanti - già conduttore televisivo e vicedirettore de "Il Giornale", oggi vicesegretario del Partito Liberale Italiano - che stimo da sempre per le sue scelte "eretiche" e controcorrente, per aver, di sua spontanea volontà e con tanto di presentazione, pubblicato - in anteprima il 1 febbraio scorso - questo mio "solitario" articolo sul suo prevegole blog "Rivoluzione Italiana": www.paologuzzanti.it
Quella che segue è la risposta che mi ha fatto pervenire

Carissimo Bagatin

Sono io che la ringrazio, anche per non essersi dispiaciuto di veder pubblicato il suo bell’articolo senza una previa richiesta e autorizzazione. Ma leggendolo non ho saputo resistere: veramente vivo, vero, autentico.
Dunque spero proprio di avere nuove occasioni di leggerla e, se non le dispiace, di pubblicarla.
Inutile dire che tutte le volte che avrà voglia di scrivere sul mio blog io ne sarò semplicemente onorato.
Grazie di nuovo e a presto.

Paolo Guzzanti



31 gennaio 2009

Europee con sbarramento: tormento della democrazia



Qualche giorno fa riflettevo sul fatto che il sottoscritto, da quando ha acquisito il diritto di voto, non è mai riuscito - alle elezioni politiche – ad incidere nell'elezione di un solo deputato o di un solo senatore.
Nessuno dei partiti che ho votato in precedenza è infatti mai riuscito ad andare oltre lo sbarramento previsto dalla legge elettorale maggioritaria per l'accesso alla Camera o al Senato (visto anche che non ho mai votato, in tali elezioni, per partiti coalizzati).
Mi sono sentito e mi sento dunque totalmente esautorato dal voto, ininfluente, impotente politicamente. E dunque, anche alle imminenti elezioni europee, se cambieranno – come pare certo accadrà - la legge elettorale ed introdurranno questi astrusi sbarramenti al 3, 4 o 5%, non avrà alcun senso che mi rechi alle urne. E molti altri elettori con me.
Siamo dunque inorriditi nel sentir parlare, ancora una volta, di riforma della legge elettorale per le elezioni europee.
Già di per sé è stata una truffa nei confronti di noi cittadini-elettori, l'aver introdotto una legge elettorale maggioritaria per le elezioni politiche (abolendo le preferenze pergiunta !).
In Europa, poi, esistono chiare e precise famiglie e tradizioni politiche che in Italia sono state spazzate via da coloro i quali oggi rappresentano il nulla politico e culturale (i due calderoni Pd-PdL).
In Europa vi sono in primis Popolari, Socialisti, Liberali ed ancora Sinistra Europea, Verdi, Nazionalisti ecc....
In Italia il Partito Democratico non ha ancora deciso la sua collocazione fra le tre (fuguriamoci un po' !), visto che a comporlo vi sono iscritti e componenti il gruppo dirigente che appartengono a tutte e tre le famiglie europee.
Il Popolo delle Libertà ha già deciso (più che altro l'ha deciso il suo leader) di collocarsi nella famiglia dei Popolari ed è gia qualcosa. Per quanto eminentissimi esponenti di questo “calderone” siano dichiaratamente Socialisti ed altri Liberaldemocratici.
La Lega Nord si collocherebbe probabilmente fra i Nazionalisti.
Con lo sbarramento al 3, al 4 o al 5 % rischierebbero di entrare nel Parlamento di Strasburgo – ma non è affatto scontato - anche quelli dell'Italia dei Valori (che si dicono liberali....per quanto abbiamo fortissimi dubbi in merito, viste anche le recenti sparate di Di Pietro contro il Quirinale) e quelli dell'UDC che sicuramente sono Popolari.
Sostanzialmente l'Italia rischierebbe di eleggere, così, a spanna, un buon 80% di Popolari, un 10 % di Nazionalisti, il restante 10% non è dato bene di sapere ove o come si collocherà.
Bella democrazia il nostro Paese ! Un Paese senza tradizione Socialista e senza tradizone Liberale, scomparse ufficialmente nel lontano 1992.
E poi, fra l'altro, ultimamente in Parlamento ci si lamenta che i partiti sono troppi, sic !
E si dice anche che questi partitini (ma quali ?) impedirebbero ai governi di governare !
Ma se Silvio Berlusconi ha oggi la maggioranza per fare le riforme necessarie senza che nessuno gli dia fastidio (a parte la Lega, che sull'abolizione delle Province non ci sente), ci chiediamo se il motivo di certe mancate-riforme siano per caso causa del PRI o del Nuovo PSI, noti partitini della maggioranza che oggi si vorrebbero falcidiare con neonate leggi elettorali epurative.
Ma se proprio da quei partitini storici arrivano, ovvero sono arrivati, determinati progetti di riforma portati avanti dal PdL (dal ritorno al nucleare, alle misure sociali, alla riduzione della spesa pubblica, all'abolizione degli enti inutuli) !
Siamo alla schizofrenia politica, ma tant'è.
Chi scrive ha notoria simpatia per Partito Repubblicano Italiano (al quale è iscritto), per il Nuovo PSI e per il Partito Liberale Italiano di Stefano De Luca (che ha votato e sostenuto alle ultime elezioni politiche). Se non vi fossero sbarramenti di sorta (e quindi il rischio di non avere nemmeno un eletto) sarebbe possibile rilanciare una lista della Casa Laica, collocata nell'ELDR (Liberali e Democratici Europei), che comprenda questi tre partiti, candidando solo ed unicamente under 40 e rilanciando il progetto per gli Stati Uniti d'Europa, ovvero per un Europa finalmente politica, che non discuta solo ed unicamente di pere e mele o di burocrazia, bensì di prospettive per noi giovani cittadini europei.
Probabilmente sogno.....come sempre.
Essendo purtuttavia e mio malgrado un tipo estremamente pratico mi immagino ciò che nei fatti – ahinoi - accadrà: sbarramento al 4 o 5%; liste calderone PD-PdL con tanti attori, cantanti, sportivi, mezze calze, cartapecore; l'Europa questa sconosciuta; Strasburgo che formaggio è !
La solita sbobba all'italiana, insomma. Ed allora varrà la pena rimanere a casetta propria, disertando in massa le urne.




Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini