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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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15 maggio 2012

Grandezze e miserie del pensiero liberale

Il liberalismo è molto più che una dottrina economico-politica.
E' un modo di essere, di vivere, di concepire il mondo in totale pieno rispetto del diverso, delle opinioni altrui, purchè, ovviamente, non si tratti di opinioni totalitarie o intolleranti. Il liberale non è un fesso che lascia correre tutto. Nè il liberale è un democratico tout court. Egli antepone la libertà di pensiero (ragionato, argomentato) al mero chiacchiericcio, al mero vociferare di tutti coloro i quali vorrebbero dir la propria: magari senza alcun back ground culturale alle spalle.
Mauro Cascio, giovane giornalista e scrittore, con "Grandezze e miserie del pensiero liberale: da Pericle ai Templari, dal Seicento europeo a John Rawls, da Amartya Sen alla Loggia P2" (Bastogi editrice), inquadra molto bene questi concetti e lo fa per mezzo di uno stringato ma approfondito excursus storico-politico.
L'introduzione del saggio è curata da Licio Gelli, il quale avvisa il lettore che - il saggio di Cascio - "non è una storia dell'ideologia, né un saggio di filosofia politica (…) E' piuttosto una rivendicazione della legittimità di un pensiero fra i più significativi ed importanti della civiltà occidentale...".
Il liberalismo, come ricorda lo stesso Gelli, peraltro, è stata (ed è) l'occasione per salvare la dignità nazionale dagli opposti estremismi.
E così, Mario Cascio, va a ritroso nel tempo e ci fa scoprire che, forse, le radici del liberalismo nascono con Pericle, nato attorno al 550 a.C..
Pericle, nobile politico, il quale introdusse per primo la remunerazione nei pubblici uffici, permettendo così, anche ai cittadini meno abbienti, di accedere al governo della città.
Liberalismo e laicismo non sono nè potranno mai essere due entità separate. L'uno va di pari passo con l'altro e chi non propugna la laicità dello Stato, confondendo principi religiosi con leggi dello Stato, mai potrà dirsi liberale o amante della libertà. Lo sapevano bene filosofi come Pitagora e Socrate. Quest'ultimo, peraltro, al fine di fuggire qualsiasi dogmatismo, non solo non lasciò nulla di scritto, ma non fondò nemmeno una scuola filosofica. Socrate, semplicemente e laicamente, inviterà a porre l'uomo ed i suoi problemi al centro di ogni riflessione.
La filosofia socratica, peraltro, invita a ricercare la verità entro ciascuno e la verità non è mai cosa assoluta, bensì è conquista personale.
Di qui, peraltro, l'assurdità delle pericolose e scarne argomentazioni di coloro i quali combattono ogni tipo di relativismo, in nome di astrusi e/o pericolosi assolutismi (religiosi, politici...).
Ma chi l'avrebbe mai detto che persino i Templari, memori degli antichi insegnamenti, fossero - più che dei monaci-guerrieri a difesa della Cristianità - dei veri ricercatori della Verità entro sè stessi e ciò anche grazie ai viaggi ed alle ricerche esoteriche compiute in Oriente ?
Saranno dunque i Templari, poi bruciati al rogo per motivi sia politici che religiosi, che ispireranno nuove forme di letteratura ed architettura, dando vita, nei secoli successivi, ad un nuovo Umanesimo.
Nuovo Umanesimo propugnato da Federico II di Svevia, in Sicilia, grande cultore di scienze, filosofia e cultura, tanto da dubitare dei dogmi cristiani ed essere scomunicato.
Ma sarà con Erasmo da Rotterdam e, successivamente, con Pico della Mirandola e Marsilio Ficino, che il nuovo Umanesimo avrà il suo massimo splendore e darà vita al più luminoso dei secoli dopo quello del Lumi, ovvero il Rinascimento.
Pico della Mirandola, peraltro, divenne celebre ed illustre, per il suo tentativo di individuare il nucleo di verità fra le tre grandi religioni monoteiste, ovvero Cristianesimo, Ebraismo ed Islamismo. Egli, infatti, tentò di conciliare la Qabalah ebraica con la teologia cristiana, il pensiero filosofico con quello magico, Platone con Ermete Trimegisto.
Siamo all'origine del vero pensiero liberale, ma anche di quello massonico-esoterico-spiritualista che avrà come suo massimo esponente Giordano Bruno, il frate dominicato di Nola, successivamente filosofo ed arso vivo dall'Inquisizione cattolica per aver affermato e dimostrato - fra le altre cose - che l'individuo non è affatto separato da Dio, ma è Dio stesso incarnatosi in uomo. Purtuttavia sarà necessario attendere il 1689, con la pubblicazione dell'Epistola de Tolerantia di John Locke, affinichè si inizi a parlare di tolleranza religiosa.
Da tale tolleranza, ad ogni modo, erano esclusi sia atei che cattolici, entrambi portatori di posizioni dogmatiche ed assolutistiche.
Con l'avvento del XVIII secolo e, dunque, l'Illuminismo, possiamo trovare le posizioni di Montesquieu e di Kant. Il primo propugna la separazione dei poteri statali, mentre il secondo parla dell'esistenza di diversi tipi di fede religiosa, le quali vanno sempre e comunque tollerate.
Possiamo dunque notare come, all'origine del pensiero liberale, questioni politiche e questioni religiose andassero di pari passo, percorse, entrambe, da antichissime correnti filosofiche ed umanistiche.
Fu con Wilhem Von Humboldt, nel 1792, che si iniziò a parlare, in ambito liberale, di riduzione dei poteri e delle prerogative dello Stato.
Humboldt sosteneva infatti che "lo Stato è coercizione e che la società è libertà degli individui che la compongono". Secondo Humboldt, dunque, lo Stato è un male necessario, ma occorre comunque che sia un male minore, ovvero le sue prerogative debbono essere unicamente limitate a garantire la sicurezza da nemici interni ed esterni.
Il filosofo Jeremy Bentham, pressochè contemporaneo di Humboldt, elaborerà invece la teoria dell'utilitarismo, ovvero l'improntare la legislazione e la condotta morale a puri fini utilitaristici, ottenuti mediante la somma algebrica di tutti i dolori e vantaggi e di tutti i piaceri e vantaggi dell'individuo nel corso della sua vita. Tale teoria, peraltro, sarà oggetto di feroci critiche da parte di Giuseppe Mazzini, il quale - diversamente - riteneva che l'individuo dovesse improntare la sua condotta morale sui doveri, prima ancora che sui diritti e sui piaceri.
Altri importanti teorici del pensiero liberale furono Benjamin Constant, Tocqueville e Stuart Mill, i quali, peraltro, riterranno che "il governo della mediocrità è un governo mediocre" e "per infrangere l'oppressione è necessario essere eccentrici".
I liberali, infondo, a differenza dei democratici (che possono anche essere dei mediocri, al punto dal tollerare eventuali "dittature della maggioranza"), sono da sempre degli “eccentrici”. Nel senso buono, s'intende.
Fra costoro il celebre Karl Popper, liberale puro per antonomasia.
Popper, infatti, aveva una fiducia incondizionata nella ragione empirica e riteneva che lo Stato fosse un male necessario, in quanto è un male perché implica un certo grado di coercizione, necessario in quanto indispensabile a risolvere i contrasti sociali. Inoltre egli si definiva "democratico" non in quanto ritenesse che la maggioranza dovesse sempre avere ragione, bensì in quanto "gli istutiti democratici rappresentano il male minore".
Inoltre egli riteneva che le istituzioni liberaldemocratiche, affinchè possano funzionare, devono essere suffragate da solide tradizioni politiche e culturali, in assenza delle quali esse rischiano di scivolare verso la dittatura. Per finire, Popper, affermava chiaramente che, in nome della Tolleranza e della società aperta e liberaldemocratica, si deve essere disposti a negare tale tolleranza agli intolleranti, i quali devono essere sempre e comunque combattuti. Pena il decadimento della società aperta e liberaldemocratica.
L'analisi di Mauro Cascio prosegue, sino a toccare Amartya Sen, celebre economista indiano, e concludere con la Loggia massonica Propaganda 2 di cui fu Venerabile Licio Gelli ed il cui programma (Piano di Rinascita Democratica) è inserito nel saggio stesso, in appendice.
Un programma economico-politico che, come ebbe modo di dirmi il prof. Aldo Alessandro Mola, in una intervista che gli feci nel settembre 2011, se lo si legge senza pregiudizi "esso mirava a consolidare la democrazia ed a conciliare i cittadini".
"Grandezze e miserie del pensiero liberale" è dunque un ottimo testo di approfondimento per ricercare, senza pregiudizi, le origini del liberalismo e comprendere i motivi per i quali, in Paesi scarsamente liberali, come ad esempio l'Italia, fu spesso osteggiato e vilipeso.

Luca Bagatin



23 novembre 2011

Lino Salvini: Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia


Lino Salvini fu sicuramente, dopo Giordano Gamberini, il più eminente Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia del secolo scorso.
A lui è oggi dedicato l'Istituto di Studi "Lino Salvini" di Firenze (www.istitutodistudilinosalvini.com), fondato da Gaetano Tucci e presieduto da Giancarlo Domenichini ed al quale, peraltro, chi scrive è associato.
Di Lino Salvini ci parla un piccolo ma prezioso libro scritto e curato da Aldo Chiarle, già partigiano socialista ed amico di Salvini.
Nel suo "Lino Salvini Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia", edito dalla casa editrice Bastogi - specializzata in opere massoniche - e con prefazione dello stesso Gaetano Tucci, Chiarle ricorda quest'eminente figura di massone fiorentino, nato nel 1925, laureato in Medicina e Chirurgia e libero docente all'Università degli Studi di Firenze.
Salvini divenne Maestro Venerabile nel 1962, presso la Rispettabile Loggia "La Concordia" all'Oriente di Firenze e, dal 1970 al 1979, resse il Supremo Maglietto di Gran Maestro del GOI.
Di ideali socialisti ed iscritto al PSI, il Salvini fu profondamente laico, oltre che rispettoso delle fedi altrui. Di lui, oltre alla battaglia per la rintroduzione del XX Settembre quale festività nazionale, si ricorda l'adesione al Manifesto per il Divorzio nel 1970 ed il suo appello, nel 1974, a difesa della Legge liberale e socialista che istituì il divorzio in Italia e contro i clericali, promotori del referendum per la sua abrogazione.
Lino Salvini fu diretto continuatore della politica diplomatica del suo predecessore Gamberini e riuscì ad ottenere il riconoscimento della regolarità massonica del GOI da parte della Gran Loggia Unita d'Inghilterra il 13 settembre 1972.
Nel libro di Aldo Chiarle, scritto con evidente passione, c'è purtuttavia un'imprecisione storica. Vero è che, il 18 settembre 1973, Salvini riuscì a far confluire nel Grande Oriente d'Italia la Serenissima Gran Loggia d'Italia guidata dal Gran Maestro Francesco Bellantonio, aumentando così i suoi iscritti, ma non è vero - come scrive Chiarle - che ciò pose fine allo scisma del 1908, allorquando vi fu una frattura fra Grande Oriente ed una parte consistente di Fratelli che, in nome della libertà religiosa, costituì una nuova comunione massonica di Rito Scozzese: l'attuale Gran Loggia d'Italia degli ALAM.
Come possiamo infatti notare a pagina 188 degli "Annali" della Gran Loggia d'Italia a cura di Luigi Pruneti ed edita lo scorso anno, è riportato chiaramente che, in data 29 settembre 1973, la Giunta Esecutiva di Piazza del Gesù sancì, con un Ordine del Giorno, che la Gran Loggia d'Italia è incontestabilmente la legittima e diretta continuatrice di Piazza del Gesù conseguente allo scisma del 1908.
Aldo Chiarle, nel suo libro, non può non ricordare inoltre il falso scandalo P2, nel quale fu ingiustamente trascinato anche il Gran Maestro Salvini.
Come già documentato da Pier Carpi e dallo storico Aldo A. Mola, anche Chiarle spiega come la Loggia Propaganda Massonica fosse una loggia regolare del GOI, fondata del 1877 dal garibaldino Giuseppe Mazzoni ed alla quale furono iscritte eminentissime personalità del Risorgimento quali Aurelio Saffi, Giusue Carducci, Ernesto Nathan e Giovanni Bovio ed il suo scopo fosse duplice: unificare massoni che, per motivi professionali, non avevano un domicilio fisso ed anche mantenere riservati i nomi di quei Fratelli che, per motivi sempre legati alla loro professione, potevano essere preseguitati per il solo fatto di essere massoni.
Dopo l'oscurantismo fascista e la messa fuori legge delle Logge massoniche, la Loggia Propaganda fu ricostituita e prese il nome Loggia Propaganda Massonica 2 ed aveva sempre lo scopo di tutelare la riservatezza dei massoni che ne facevano parte, pur non essendo una loggia nè segreta nè golpista come certa stampa e forze politiche andarono dicendo.
Saranno proprio queste forze oscure cattocomuniste, fasciste e clericali a lanciare codesta nuova caccia alle streghe contro presunti piduisti, ovvero massoni regolari.
Ma, allorquando scoppiò il falso scandalo P2, ovvero nel 1981, Lino Salvini non era già più Gran Maestro del GOI e morì prematuramente l'anno successivo e valga per tutti il ricordo del suo successore, il Gran Maestro Ennio Battelli: "La morte di Salvini è una grossa perdita per tutta la Famiglia massonica. Era un uomo che ha sofferto, che ha dato tutto ed ha sempre pagato per tutti. La storia farà giustizia di tutte le calunnie..."
Il volume curato da Aldo Chiarle su Salvini è inoltre impreziosito da importanti immagini, fotografie e documenti. Gli attestati di stima dell'allora Vicepresidente degli USA Gerald Ford, eminente massone, relativamente all'operato di Salvini; fotografie dell'epoca relative alle celebrazioni laiche del XX Settembre o al monumento in ricordo di Garibaldi a New York ed inoltre, di particolare rinomanza, sono le cosiddette "balaustre", ovvero i discorsi ufficiali del Gran Maestro Salvini ai Fratelli del Grande Oriente d'Italia e finanche un'orazione del Fratello Edoardo Di Giovanni a Porta Pia, a ricordo delle lotte anticlericali dei massoni contro il potere temporale.
Ricordi fondamentali, commossi, di una parte d'Italia combattente e di vera passione e fede nell'Umanità, incarnati anche nella figura di Lino Salvini: medico, politico e massone.

Luca Bagatin



13 luglio 2011

Il ramo d'acacia



Dei massoni e della Massoneria si parla spesso a sproposito e male. E spesso è così a causa della non conoscenza di questa grande Istituzione spirituale e dei suoi membri.
Da tempo ero alla ricerca di un romanzo che avesse per protagonista un massone e che parlasse di Massoneria, lontano dai soliti thriller esoterici o dai classici trattati di esoterismo, ovvero ero alla ricerca di una storia che parlasse di un massone comune.
L'ho trovata in "Il ramo d'acacia", l'agile romanzo dell'amico Enrico Proserpio, ambientato durante il periodo fascista e, nella fattispecie, durante le violenza squadriste ai danni dei massoni e della Massoneria.
E' una storia poco conosciuta, quella della massonofobia fascista. E pochi sanno che, oltre ad essere stati devastati Templi e Logge massoniche dai fascisti, molti massoni finirono trucidati nei campi di sterminio nazisti in Germania.
"Il ramo d'acacia" è la storia del giovane Ettore Marchi, massone fiorentino della Loggia Machiavelli all'Ordine della Serenissima Gran Loggia d'Italia. Un ragazzo innamorato ed appassionato della bella Amanda e dell'Istituzione alla quale appartiene.
Istituzione gloriosa durante il Risorgimento - la Massoneria - ma poi divenuta oggetto di persecuzione da parte del nazifascismo, che, in accordo con la Chiesa cattolica, non poteva tollerare la presenza di un'istituzione adogmatica e propugnatrice di ideali laici e democratici.
Fu così che, nel 1925, la Massoneria sarà messa al bando in Italia da Mussolini ed il giovane Marchi, assieme ai suoi Fratelli di Loggia, saranno costretti a riparara all'estero.
Ettore, in particolare, sarà preso di mira dal gerarca fascista Giulio Di Giovanni, il quale si macchierà di atroci delitti che lo stesso Ettore desidererà poi vendicare.
"Il ramo d'acacia", acquistabile unicamente on-line al sito www.lulu.com (digitando nel motore di ricerca il titolo del libro o il nome dell'autore), è un romanzo semplice ma ben scritto.
L'autore, massone a sua volta della Gran Loggia d'Italia degli ALAM, non ha pretese nè storiche nè esoteriche. Egli vuole semplicemente trattare la storia di un massone che, come molti suoi pari durante il triste periodo fascista, fu costretto a fuggire e a difendersi per il solo fatto di appartenere alla Massoneria e propugnare, dunque, gli ideali di Fratellanza, Uguaglianza e Libertà.

Luca Bagatin



21 febbraio 2011

"Intervista esclusiva all'attrice, conduttrice ed autrice televisiva Metis Di Meo": di Luca Bagatin



Di Metis Di Meo non ci occupavamo, purtroppo, da qualche anno e, da allora, come purtuttavia avevamo previsto, di strada ne ha fatta parecchia. Quel che più conta, ad ogni modo, è che ne abbia fatta unicamente con le sue gambe !
L'avevamo previsto già due anni fa, allorquando scrivemmo che questa giovane ex attrice di fotoromanzi, aspirante ballerina a Ballando con le Stelle e aspirante giornalista, bucava il video.
E lo faceva non certo e non solo per la sua naturale bellezza, quanto piuttosto per la sua innata simpatia. Innata simpatia rara nelle giovani ragazze di oggi: aspiranti a tutto ed al contrario di tutto, senza nè arte nè parte, ma con il solo obiettivo di arrivare. Arrivare dove ? Non certo a bucare il video, a dire qualche cosa di intelligente o di raffinato, a divertire con intelligente ironia, ma di avere una vita agiata e comoda: possibilmente senza lavorare, mantenute dal riccastro di turno.
Metis, anche quando ballava sul palco del reality di Milly Carlucci, era goffa e rigida: aveva purtuttavia la capacità di ironizzare e di prendersi in giro. Non pretendeva di essere brava, anzi. Pretendeva di essere sè stessa, di divertire e di divertirsi.
Metis ha poi un grandissimo pregio - rarissimo nel mondo dello spettacolo d'oggi - ovvero non avere "scheletri nell'armadio", scandali a sfondo amoroso o gossip di rilievo.
Metis è solo Metis: cerbiattesca, un po' burlesque, un po' Jessica Rabbit. E poi è profondamente umile.
E' partita dalla gavetta, dai fotoromanzi, dalle piccole parti nelle fiction, senza mai tramutarsi in una preudo-opinionista "prezzemolina" dei programmi tivù d'oggi, il cui livello contenutistico è sotto le scarpe.
Oggi Metis è diventata conduttrice ed autrice televisiva, ma, lasciamo che sia lei a raccontarci i nuovi programmi che la vedranno protagonista, per mezzo di questa amichevole intervista che mi ha rilasciato in esclusiva assoluta.



Luca Bagatin: Parlaci innanzitutto di questo nuovo programma: “Social King”.

Metis Di Meo
: Social King è il primo e unico campionato a squadre del social web.
A presenarlo siamomo io e Livio Beshir, volto di Rai 2 da un paio d'anni.
E' prodotto da Rai Ragazzi ed andrà in diretta ogni sabato e domenica, a partire dal 12 febbraio, dalle 9 alle 10 su Rai 2.
In ogni puntata del programma due squadre, composte da rappresentanti delle più attive community di Facebook e dei social network italiani, nonché dai migliori nuovi talenti emersi su YouTube e in streaming, si sfideranno in quiz e prove di abilità. Il pubblico da casa - o connesso via Internet mobile - influirà in maniera determinante sul risultato, votando in tempo reale i concorrenti e stabilendo così un’innovativa classifica di popolarità “virtuale”.
L’obiettivo finale di ogni puntata sarà quello di eleggere il Re dei Social Network. Il miglior giocatore all’interno della squadra vincente verrà infatti incoronato Social King. Ma la corona è rimessa in palio sin dal giorno seguente, perché attraverso la presenza web del programma il pubblico continuerà tutta la settimana, ventiquattro ore su ventiquattro, ad interagire e spostare gli equilibri del campionato.
La mission di Social King è realizzare infotainment di alto profilo, divertendo, presentando in anteprima i video più amati su internet e al tempo stesso informando gli abbonati sui nuovi media e la cultura digitale.
Con una fortissima presenza sui social network, Facebook, Twitter e i blog, Social King intende avvicinare la Rai al cuore pulsante dell’Internet italiano, offrendo agli spettatori un livello di interattività senza eguali.


Luca Bagatin: Parlaci della tua collaborazione autoriale a quel nuovo programma Rai di cui mi accennasti in privato.

Metis Di Meo: Sto regitrando un programma per Rai 1, che andrà in onda nella prossima stagione. Mi occupo della conduzione e della parte autoriale e creativa, infatti. Si chiamerà “Un giorno in divisa”.
Il programma televisivo racconta il lavoro e la vita quotidiana degli uomini appartenenti alle forze dell’ordine e armate italiane.
Faremo conoscere al grande pubblico non solo la loro professione, ma anche il privato.
Troveremo le risposte alle tante curiosità dei cittadini e spettatori. Incontreremo inoltre questi uomini nelle medesime località dove sono state girate le fiction televisive più famose, come il Maresciallo Rocca, il Commissario Montalbano, il Capitano, Gente di Mare, Don Matteo, la Squadra ecc…. Entreremo anche nelle accademie e nelle scuole militari per scoprire i luoghi dove questi uomini e donne vengono formati.
L’obiettivo sarà quello di scoprire il vissuto dei nostri uomini in divisa, di conoscere le gioie e le preoccupazioni di coloro che sacrificano parte della loro vita per difendere il bene comune
La regia del programma è di Gincarlo Nicotra, uno dei piu' grandi registi televisivi di sempre.


Luca Bagatin: Hai poi una parte nel recentissimo film “Femmine contro Maschi”, se non erro...


Metis Di Meo: Sì, infatti !  “Femmine contro Maschi” è il sequel di “Maschi contro Femmine”, di Fausto Brizzi.
Brillanti commedie di successo dal cast spettacolare e dagli intrecci intraprendenti e comici: Bisio, Brilli, Solfrizzi, Litizzetto, Ficarra e Picone, Cortellesi, Preziosi, Vaporidis, Signoris, De Luigi..insomma una strepitosa partecipazione di tutta la comicità italiana che si diverte in questa guerra dei sessi con storie entusiasmanti e veritiere.
Nella doppia pellicola io interpreto il ruolo di Tatiana, una ragazza simpatica e svampita, soprannominata La bella addormentata nel bosco da Nancy Brilli, ex moglie di Bisio, della quale Tatiana è assistente nel suo studio di chirurgia. A dire il vero, come si vedrà nel film, Tatiana pensa a tutto per lui. La ritroviamo ad organizzare le loro finte vacanze, ma anche ad uscire con Preziosi e mettere zizzania tra lui e la Cortellesi e ad attrarre i due amici di sempre: Chiara Francini e Nicolas Vaporidis, che tendono ad innamorarsi della stessa donna.


Luca Bagatin: Come se tutto ciò non bastasse, sei impegnata anche in un altro programma su Sky...

Metis Di Meo: Sì, conduco con Pino Galliano “Wine Bar”. Un rality culturale dove a tavola il vino è un buon compagno per dialogare di cultura, arte e tanto altro, incontrando a cena, in ogni puntata, persone nuove ed interessanti di particolare spessore legate alle tematiche scelte di volta in volta in giro per l'Italia, nei migliori ristoranti e nelle piu' note aziende della penisola. Va in onda su 53 emittenti Digitali, più canali tematici Sky, 941, 932 web tv e circuiti statali e privati.


Luca Bagatin
: Di strada, dai fotoromanzi della "Lancio" a "Ballando con le Stelle", si direbbe che tu ne abbia fatta parecchia. Ci sveli il tuo segreto ?


Metis Di Meo: Impegno, preparazione e determinazione. Lavoro in continuazione con il massimo dell'energia, lavoro su me stessa, sul procacciarmi il lavoro, sul creare dei progetti, sul conoscere persone con le quali costruire qulacosa insieme. Sono quasi petulante nel seguire le mie utopie. Mi impegno contemporanemanete su dieci progetti nei quali so che ne andrà in porto non più di uno, che di solito non è quello a cui tengo di più. Investire a tutto tondo vuol dire anche seminare e ricevere inaspettatamente ogni tanto, pur fra le tante ingiustizie che ricevo. La meritocrazia ha i suoi buoni risultati, perché le persone preparate, prima o poi, tornano utili. Le persone piacevoli e capaci, prima o poi, vengono chimate. Le persone professionali sostituiscono gli incompetenti....Ogni tanto però...


Luca Bagatin: Come mai la Rai ha pensato di assegnare la conduzione di un programma innovativo come "Social King" - che si occupa di nuovi media - proprio a te ? Sei un'appassionata del web, di blog, di social network ?

Metis Di Meo
: Studio al Dams Discipline dello Spettacolo. Sono preparata sull'argomento del nostro millenio, i nuovi media. Ma essenzialmente sono curiosa: utilizzo in maniera esponenziale sempre più piattaforme, i motori di ricerca sono a portata di smartphone e di conseguenza li utilizzo di continuo, per cultura, curiosità, netta utuilità o semplice scommessa. Il web è la conoscenza del mondo con un click. Un sapere inestimabile in uno spazio intangibile, ma dal valore infinito. La conoscenza è tutto nel nostro mondo: ci rende presenti, partecipi, vivi oltre che semplicemente acculturati come un tempo. Non ti palo di propietà di linguaggio, di dati dimenticati nella memoria dei tempi soltanto, ma di una conoscenza multimediale e poliedrica che riempie la vita a tutto tondo, come la navigazione gps per muoversi, la videomusic per accompaganre un tragitto, le immagini per semplificare un concetto. E qui arriva la condivisione. Abbiamo molti più amici nella vita virtiuale che in quella reale oramai. Come non considerare, essenzialmente, il mondo virtiuale quasi parallelo se non coeso al mondo reale?
Del resto, come posso comunicare a cinquemila amici che sono a Torino, o che sono triste, oppure che sto ascoltando Barry White, ma specialmente che condurro Social King da sabato 12 febbraio ???


Luca Bagatin: Sappiamo che, da qualche anno, curi un visitatissimo profilo Facebook. Hai mai pensato, invece, di curare un blog tutto tuo, nel quale raccontarti e nel quale mantenere un filo più diretto con il tuo pubblico ?

Metis Di Meo: Scrivo molto su Facebook appena sento di voler esprimere qualcosa. A volte è un pensiero generico, a volte voglio solo condividere ciò che faccio con il mondo, altre ancora lancio messaggi ben specifici, ma poco comprensibili per la rete. E spero che i miei pescatori colgano l'amo. Nel mio nuovo sito, metisdimeo.com, aprirò la home con un diary in cui scriverò, senza il limite del social, contenuti personali e lavorativi: con foto, video ed info varie. Non riuscirò a garantire una regolarità calcolando la mia vita, ma la passione e l'intensità di certe mie lunghe digressioni sono sicura che possa già coinvolgere i visitatori del web.


Luca Bagatin
: Dalla prossima stagione ti vedremo non solo nei panni della conduttrice, ma, come hai già accennato prima, persino in quelli dell'autrice nel programma "Un giorno in divisa". Com'è nata l'idea di questo programma ?


Metis Di Meo: Nulla di nuovo ! Scrivo programmi da quando ho iniziato a collaborare per le reti private all'età di sedici anni. Il sogno di una conduttrice ambiziosa e creativa è quello di poter rappresentare con il proprio volto le idee, frutto della propria mente, farcite dal team dei creativi e tecnici televisivi di sua fiducia.
Ho sempre avuto idee da vendere e la capacità di metterle nero su bianco. Il tempo è l'esperienza mi hanno dato modo di comprendere le molteplici esigenze televisive: tempi, target e persino i budget. Ho avuto una certa libertà sulle reti private e satellitari, collaborato ai testi nelle occasioni più importanti. Ho seguito come semplice spettatrice i grandi delle reti generaliste, in cui, nonostante la collaborazione, poco è stato riconosciuto. Nel frattempo non ho mai smesso di scrivere e sognare nuovi format ed eventi. Il mondo sul quale mi sono concentrata negli ultimi anni, dopo l'esperienza della televisione americana, è il virtuale, ovvero il mondo dell'infotaitment giovanile. Target al quale sono molto legata. Poi, le occasioni ti portano nuove esperienze e cosi e' stato per “Un giorno in divisa”. Da un’idea di Nicola Paparusso, Giancarlo Nicotra presenta per i 150 anni dell' Unità d'Italia: dieci puntate itineranti dedicate alle diverse forze dell'ordine, attraverso un intreccio tra vita privata e pubblica, tra fiction e realtà. Un'occasione istituzionale per raccontare in maniera anticonvenzionale un argomento forse già conosciuto, ma in realtà poco noto nella sua vera realtà.


Luca Bagatin: Colgo l'occasione per una personale critica da fare. Non è certo una critica a te, quanto piuttosto ai palinsesti Rai, relativamente al fatto che da sempre - nei programmi e nelle fiction - sono privilegiate unicamente due categorie che ricordano un tantino la trimurti del Ventennio: "Dio - Patria - Famiglia": le Forze dell'Ordine e gli Ordini Religiosi (senza contare le "casalinghe disperate"....). Non pensi che ci siano profonde lacune, invece, per quanto riguardano altri aspetti fondamentali dell'Italia, quali ad esempio gli Eroi del nostro Risorgimento, oppure fiction che abbiano il coraggio di parlare anche delle lotte civili e democratiche (quindi non ideologiche) degli anni '70: sul divorzio, sull'aborto, sull'obiezione di coscienza o, più recentemente, di batttaglie sulla ricerca scientifica e sull'eutanasia, portate avanti rispettivamente da nuovi "martiri" laici come Luca Coscioni e Piero Welby ?

Metis Di Meo: Colgo l'occasione per ringraziare il nostro direttore di Rai Ragazzi, Noferi, un uomo coraggioso. Qui non si parla di ideologie, ma di puro e semplice coraggio verso la sperimentazione. Sarò cinica e concreta, ma ricordiamoci che l'intrattenimento è un intermezzo rispetto agli spazi pubblicitari che la rete vende al pubblico televisivo. Di conseguenza il triumvirato da te eletto rappresenta l'etichetta che la rete vuole usare per richiamare un pubblico in particolare a casa. E' il contrario, sono quelle temetiche che entusiasmano un pubblico che a loro interessa e di conseguenza loro le sfruttano e lavorano. Poi possiamo parlare di tentativi, pochi e di innovazioni, pari al nulla. Il nostro Paese riesce solo ad acquistare format generalmente ben sperimentati all'estero (guarda il mio Dancing Whit the stars o X Factor), in cui i margini di guadagno degli spazi pubblicitari sono già segnati.
Cambiare vuol dire prendersi delle responsabilità: vittoria in caso di successo, decadenza in caso di sconfitta, a volte decesso. Quindi, chi vorrebbe mai sperimentare ? Pochi lo fanno e vanno incoraggiati. Noi ci vogliamo avvalere della facoltà di vantarci di essere i primi in Italia a sperimentare un gioco interattivo sulla tv generalista. In uno scambio di pubblico continuo tra la rete giovane di Mamma Rai e i network più cliccati. Social King vuole confrontare e far incontrare due pubblici diversi che forse hanno gusti più simili di quanto immaginino.

Luca Bagatin



31 dicembre 2009

Problemi di visualizzazione di alcuni post con Explorer ? No problem !

A causa di un problema tecnico della piattaforma, i lettori che- nelle ultime settimane - hanno avuto accesso a questo blog attraverso il browser INTERNET EXPLORER, non hanno avuto la possibilità di leggere alcuni post visibili invece senza alcun problema con il browser FIREFOX (che comunque consiglio caldamente a tutti i lettori di scaricare onde evitare ulteriori problemi di lettura del blog ed anche perché molto più agevole e veloce di Explorer).
Per consentire anche a coloro i quali non hanno avuto la possibilità di leggerli ed eventualmente commentarli, ho approfittato dell'ultimo giorno dell'anno per riproporli integralmente.
Con i miei migliori auguri di BUON 2010 !!!
A risentirci presto !!!!

Luca Bagatin



11 aprile 2008

Segnalazioni pinkettsiane by Luca Bagatin



Vorrei prendermi un po' di spazio.
Anzi, vorrei prendermi questo spazio che peraltro è gia mio in quanto gentilmente concessimi dalle Edizioni il Cannocchiale - www.ilcannocchiale.it
Vorrei prendermi questo spazio per fare delle segnalazioni: 2.
Due segnalazioni in merito ad un amico che pur non sento da una vita: Andrea G. Pinketts.
L'ultima volta (il giorno di Pasqua dell'anno scorso) che lo vidi allo Smouth di Via Buonarroti a Milano, era barbosamente ed incazzosamente appena tornato dall'astigiano ove stava girando le riprese del film "Zoe" di Giuseppe Varlotta.
Dopo un tris di birre, il Nostro, ha vuotato il sacco e mi ha raccontato del film in anteprima. Io ne ho accennato anche in un mio vecchio articolo ma, non voglio dirvi di più: sciroppatevi direttamente il trailer e la trama dal sito www.giuseppevarlotta.com (che è anche da poco fra i link del presente blog).
E quindi la prima segnalazione è fatta.
Andiamo alla seconda: "La fiaba di Bernadette che non ha visto la Madonna". Ovvero l'ultimo romanzo (della madonna) di Pinketts.
Un miscuglio fra avvenenza e contravvenzione.
Un romanzo per Sick Girl e lettori del mio blog oserei dire: per stomaci forti e streghe dissolute in vena di dissolvere uomini paffuti, procacciatori d'affari e poco di buono.
Direttamente dalle Edizioni Il Filo eccovi il video-promo: http://www.ilfiloonline.it/Albatros/2007/lafiabadibernadette.asp
Andrea G. Pinketts: un nome una garanzia. Una minaccia alcoolica di parole alla quale, se non lo aveste letto, non dareste due lire (leggi: due birre).
Eppur fu lui, giornalista investigativo, il protagonista delle inchieste che portarono a sgominare nei primi anni '90 la setta dei "Bambini di Satana" e le infiltrazioni camorristiche nel litorale romagnolo che gli valsero l'onoreficenza di Sceriffo di Cattolica (lui, blasfemo e ateo).
Eppur fu lui che nel 2006 fu insignito dell'onoreficenza di Cavaliere al Merito Culturale della Repubblica Francese (in Francia è ai primi posti nelle classifiche; in Italia solo in quelle redatte da Luca Bagatin, ovvero il sottoscritto).
Eppur fu lui la persona con la quale passai i migliori pomeriggi nei peggiori bar di Milano e con la quale conto di scrivere il mio primo romanzo surRenale (se solo entrambi ne avessimo il tempo).




9 luglio 2007

L'ALTERNATIVA LIBERALE E SOCIALISTA PER L'ALTERNANZA


Vorrei esprimere alcune brevi e personali considerazioni sull'assemblea "per una Costituente Liberalsocialista" che si è tenuta ieri a Chianciano e sul Congresso del Nuovo Psi .
I Socialisti, come i Liberali, non stanno né a destra né a sinistra, ma sempre dalla parte della LIBERTA'.
Questo mi ha insegnato l'amico Aldo Chiarle, partigiano socialista ed opinionista dell'Avanti dal 1945.
Pensare di costituire una forza socialista e liberale in questa sinistra o con al suo interno personale politico antitetico con la storia e la cultura liberale e socialista (penso ad i postcomunisti e ai neodiessini della Cosa Rossa) equivale al tradire non solo la storia del partito che fu di Turati, ma anche impedire la formazione di una forza che vada al di là del socialismo (come io spero) e che guardi alla modernizzazione del Paese.
Pensare poi di aggregare laici, liberali e socialisti all'interno della Casa delle Illibertà (avete letto bene, Illibertà, con la I maiuscola) mi parrebbe parimenti assurdo, controproducente e financo dannoso per motivi che apparirebbero lampanti anche al primo che passa.
Una Terza forza, al di là e contro gli attuali schieramenti conservatori sarebbe l'unica ALTERNATIVA per l'ALTERNANZA Laica, Liberale, Liberalsocialista.
Soluzioni diverse servirebbero solo a tirare a campare garantendo la poltrona a chi ce l'ha già o a chi ambisce ad averla per la mera prosecuzione di un Potere fine a sé stesso.
Ce lo insegnò Gaetano Salvemini nell'articolo "Qualche sasso in capponaia" del 24 dicembre 1949 apparso su "Il Mondo", organo liberale diretto da Mario Pannunzio. Articolo, ahinoi, inascoltato da sempre dall'intellighenzia laica, dall'allora Psi, Psdi, Pri, Pli e oggi dai vari socialisti, liberali, repubblicani i quali preferiscono vendersi o svendersi a questo o quello schieramento al fine di ottenere qualche deputato in più, qualche assessore, qualche ministro, "qualche sasso in capponaia" in più insomma, utile solo a sé stesso.
Perché nei fatti una politica laica e liberale non è portata avanti da alcuno, a parte la buona volontà dei singoli (penso qui a Daniele Capezzone).
Le province italiane sono state abolite ?
Il sistema pensionistico è stato riformato ?
Abbiamo un welfare che garantisca realmente chi ne ha bisogno ?
L'ambiente è realmente tutelato ?
Le opere pubbliche di interesse collettivo sono state portate avanti ?
I diritti civili e la ricerca scientifica hanno fatto passi avanti in questi ultimi anni ?
La risposta a tutti questi questiti mi pare chiara: no.
Ed allora a che cosa serve "qualche sasso in capponaia" laico in siffatta situazione ?
Una vera ALTERNATIVA per una vera ALTERNANZA, al fine di arrestare il declino si impone (e l'alternativa non mi pare certo il governo dell'Unione prodiana come credono da qualche tempo i radicali....).
Lo diciamo da anni ma...tant'è.

Luca Bagatin

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO: per pressoché tutta l'estate sarò impegnato in un progetto professionale top secret che mi vedrà assai occupato. Per cui potrei essere assente dal web per un po'.



9 giugno 2007

Cannocchiale, ma vai un po' a.... Le proteste aumentano (attenzione: contiene un mio articolo sulla libertà)

"Occorre fermare il declino. E il miglior modo per incominciare a farlo è ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulla storia d'Italia dell'ultimo decennio e sulle pagine che ci accingiamo a scrivere".
Enrico Cisnetto

"Il destino di una società dipende sempre da minoranze creative"
Arnold J. Toynbee


PREGO, RIPRISTINARE LA PIATTAFORMA PRECEDENTE IN TUTTE LE SUE FUNZIONI

E' un fatto sufficientemente drammatico (per chi ha investito tempo ed energie, almeno) vedere che con l'avvento della nuova piattaforma del Cannocchiale le impostazioni grafiche di questo e di altri blog sono completamente saltate producendo immagini sconnesse e/o cancellando le stesse (si vedano i post precedenti di questo blog ove le immagini hanno stravolto l'impostazione del testo e altri blog  ove le immagini si sono trasformate in minuscoli "punti di domanda").
Ieri mi hanno contattato diversi blogger fra cui Barazdelleparole (intenzionato a non proseguire nella gestione del suo blog), IlMale e Myriam, tutti scontenti della nuova piattaforma che nei fatti NON ha portato alcuna innovazione sostanziale se non disagi e problematiche di vario tipo: dalla ingestibilità dei post se non mezzo codici html sconosciuti ai "profani"; dalla scomparsa della lista dei preferiti; dall'obbligatorietà di inserire di volta in volta il proprio link nel postaggio dei commenti ecc....
Ora, personalmente non ho alcuna voglia di lavorare in un blog pasticciato per cui personalmente penso proprio che, se fra una settimana non saranno ripristinate le funzioni precedenti, semplicemente smetterò di postare.
Ho già avvisato il Cannocchio ed invito tutti coloro i quali riscontrano un PEGGIORAMENTO ed una INGESTIBILITA' della nuova piattaforma ad inviare formale mail all'indirizzo: info@ilcannocchiale.it con oggetto: PREGO, RIPRISTINARE LA PIATTAFORMA PRECEDENTE IN TUTTE LE SUE  FUNZIONI ed indicando nel testo tutte le vostre problematiche nonché la minaccia di abbandonare completamente il Cannocchiale (il che per loro sarebbe anche un danno economico).
Penso che, se saremo in tanti, ci dovranno ascoltare per forza.
Personalmente sono affezionato al mio blog (ed alla precedente piattaforma che ho sempre giudicato la migliore in assoluto del web e l'ho consigliata ad un sacco di blogger di altre piattaforme) tanto quanto alla mia vita.
Purtuttavia non sono disposto a scrivere e a lavorare creativamente nel "caos".
Di seguito e per i prossimi 6 giorni vi ripropongo e riproporrò i vecchi post (perché di nuovi QUI non mi va di scriverne) che giudico più significativi e che riassumono un po' tre anni di attività politica e soprattutto culturale nel web.

Luca Bagatin




LA LIBERTA' VA CONQUISTATA
by Luca Bagatin
(pubblicato recentemente sul quotidiano di Società Aperta "Terzarepubblica.it" diretto da Enrico Cisnetto)

"Quando il cittadino è passivo è la democrazia che s'ammala"
Alexis Charles de Tocqueville

Chissà se si arriverà mai alla consapevolezza che oggi noi possiamo scrivere sulla stampa, sui nostri blog, sul web, parlare e discutere "liberamente" solo grazie ai sacrifici di chi ci ha preceduto. Ai sacrifici di persone che hanno pagato in prima persona, spesso con la vita, e/o portando su sé stesse i segni del martirio.
Chissà se si arriverà mai alla consapevolezza che la libertà non è mai cosa dovuta, ma che essa va conquistata. Conoscete il significato di questa parola? Mai meritata, questo no. Chissà se si arriverà mai alla consapevolezza che chi si riempie la bocca della parola "libertà" financo a fare di essa uno slogan compie un profondo e subdolo crimine contro l'umanità.
La parola, se non preceduta dal pensiero e seguita dall'azione è menzogna. Essa è illusione. Ed illudere un nostro compagno, amico, fratello, equivale a privarlo della sua dignità di essere vivente. Ci avete mai riflettuto? No? Del resto non vi può essere libertà senza giustizia, né giustizia senza libertà (come diceva Carlo Rosselli. E giustizia e libertà vanno conquistate, ma esse potranno essere conquistate se e solo se prima faranno parte del nostro/vostro essere. Quando saranno da noi/voi interiorizzate. Non fatevi incantare dalle facili promesse ma vivete come se foste completamente soli e non poteste contare su nessuno tranne su voi stessi. Approfondite e non lasciate mai che altri decidano per voi. Aprite gli occhi. Cadete e poi rialzatevi (anche se vi ci vorranno anni e forse più). Testimoniate il vostro essere vivi (quando avrete preso coscienza che sino a ieri eravate solo "ritornanti", "morti viventi"). AscoltateVI.
Cercate di comprendere i vostri Doveri (verso voi stessi, i vostri cari, la vostra nazione, l'Umanità) prima che il pretendere diritti (leggete in proposito "Doveri dell'uomo" di Giuseppe Mazzini, ma non lggetelo come si legge un qualsiasi libro. Interiorizzatene il contenuto. Fatelo vostro). E non credete mai in nulla (a partire da quanto ho qui sopra affermato) se prima non l'avete sperimentato di persona.




7 giugno 2007

Cannocchiale, ma vai un po' a .......

Scrivo questo post di "prova" per due motivi: il primo è per vedere se le nuove impostazioni grafiche del blog hanno irreversibilmente alterato la grafica del blog tanto da renderlo graficamente orribile e poco fruibile.
Il secondo è per protestare con quelle "testine" della redazione del Cannocchiale che hanno deciso di rendere ancora una volta la vita difficile a coloro i quali curano il proprio blog utilizzando computer Machintosh (come il sottoscritto !) senza curarsi minimamente delle loro impostazioni grafiche e senza minimamente rispondere alle loro mail (mai il servizio d'assistenza del Cannocchio ha risposto ad una delle mie numerose mail di richiesta della stessa).
La mai del Cannocchio è la seguente: info@ilcannocchiale.it
Penso che, se questo post di prova ed i seguenti daranno risultati negativi, li inonderò di proteste invitando al boicottaggio.
Ho già notato, postando, che sono state cancellate tutte le immagini che ho raccolto nei tre anni di vita di questo blog.....
Come son felice.... ;-(((((((


Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini