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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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9 febbraio 2015

Prostituzione: più che "tollerare" sarebbe ora di legalizzare. Oltre che istituire i Parchi dell'Amore

Ben vengano gli operatori sanitari e le unità di strada, del resto sono cose di cui si è sempre occupato anche il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, fondato a Pordenone negli Anni '80 da Pia Covre e Carla Corso ed al quale collaborò anche la femministra Roberta Tatafiore oltre che, pur per un breve periodo, anche il sottoscritto.

Ben vengano perché coloro le quali o i quali decidono di prostituirsi sono persone, tanto quanto lo sono i loro rispettivi clienti. Detto ciò: abbasso il moralismo e l'ipocrisia e l'etica lasciamola fuori dalle lenzuola, per cortesia ! Pensiamo alle persone, ai loro bisogni ed alla loro salute prima di tutto !

La proposta del Sindaco di Roma Ignazio Marino di "tollerare" la prostituzione in un'area specifica dell'EUR – lontana dalle abitazioni - fa discutere ed ancora non si è ben compreso come sarà attuata. Ciò che si sa è che costerà cinquemila euro mensili, ma non si comprende a che cosa servirà. Forse solo a “controllare” un fenomeno, ma quando la politica ci mette troppo lo zampino (specie sotto le lenzuola !) rischia sempre di fare dei danni. E di farli anche pagare a tutti quanti.

Quando con l'On. Ilona Staller mi candidai come indipendente nelle liste del Partito Liberale alle elezioni comunali di Roma del 2013, fummo gli unici (pur pressoché ignorati anche all'interno del partito che ci “ospitò”) a proporre l'istituzione dei cosiddetti “Parchi dell'Amore”, sull'esempio di molti Paesi europei ed anche di diverse città italiane. Ovvero dei luoghi attrezzati, verdi e gestiti dal Comune nei quali le coppie possono appartarsi, senza essere molestate da nessuno, rischiare aggressioni o altro.

Ecco un modo civile e oltretutto remunerativo per le casse del bilancio comunale, ad esempio, per evitare il manifestarsi di situazioni pericolose e di degrado pubblico e urbano.

Quanto alla prostituzione: si legalizzi, punto e basta ! Basta all'ipocrisia dei molti e dei troppi.

Ma lo si faccia in modo adeguato, senza che sia legalizzato lo sfruttamento della prostituzione. Ovvero si legalizzi la prostituzione nella forma dell'autogestione.

A che cosa serve, infatti, tollerare la prostituzione in una piccola area della città se non a ghettizzare ? E poi, che cosa c'è da tollerare ?

Intollerabile è che vi sia lo sfruttamento della prostituzione da parte della malavita ! Intollerabile è che un Comune multi il cliente, ma non faccia di tutto per contrastare il racket della prostituzione: legalizzando, oltre che permettendo i controlli igienico-sanitari opportuni.

Intollerabile poi - ma qui ci permettiamo una digrassione - è che in una società apparentemente “evoluta” come la nostra ci sia ancora l'esigenza di andare a prostitute (o a prostituti, si intende). Una società fatta da persone che sanno che cosa sia l'amore, che sanno amare anziché passare il loro tempo a chattare su Facebook o su Watshapp o a rincoglionirsi davanti alla televisione, certamente non necessiterebbe di altro se non dell'amore in tutte le sue forme. Perché sarebbe una società sessualmente evoluta.

Una società in cui l'educazione sessuale e sentimentale venisse insegnata nelle scuole, anziché delegata ad altro tipo di “insegnamento”, forse sarebbe ben più sana.

Una società in cui ci fosse, peraltro, l'assitenza sessuale ai disabili (e forse ci stiamo arrivando...speriamo !), ovvero fosse garantito anche al diversamente abile la possibilità di fare del sesso, sarebbe una società ben più evoluta della nostra.

Forse certe questioni, certe problematiche, sono originate proprio da questo: ci sentiamo evoluti, ipertecnologici, multimedializzati, mentre in realtà siamo solo repressi, ipocriti, isolati gli uni dagli altri.

Chissà che tornare a parlare nuovamente di certe tematiche non serva, quantomeno, a riflettere un po' di più su noi stessi e su coloro i quali ci circondano, anziché puntare il dito contro qualcuno, ghettizzarlo, dire “questo non si fa”. La proibizione non ha mai fatto bene a nessuno se non a coloro i quali, con il proibizionismo, hanno creato imperi economici sulle spalle della povera gente.

E, purtroppo, continuano – ogni giorno – a farlo.


Luca Bagatin



11 aprile 2014

"Mi ricordo quattro anni fa...": monologo by Baglu

Quanti anni sono passati ?

Quattro.

Quattro esatti o quasi.

Stavamo ancora assieme e ancora rimpiango il fatto di non aver fatto in tempo a conoscere tuo padre.

Venni a Roma, in quei giorni, ricordi ?

Tuo padre morì lo stesso giorno in cui io arrivai.

Quando me lo discesti scoppiai in lacrime e, ancora oggi, quando ci ripenso, mi accade.

Non conobbi mai R., ma mi sarebbe piaciuto. Secondo me saremmo diventati amici.

Forse addirittura, a volte, ti avremmo rimproverata entrambi. Eheh, lo so, ho sempre avuto con te questo atteggiamento da padre, che forse hai sempre odiato. Mi avessi lasciato per questo, forse, avrei anche capito.

Mai sentirsi il padre della propria donna. Eh, che ci vuoi fare. Ho sempre pensato che sarei stato un pessimo padre, però l'istinto paterno (o, meglio/peggio, paternalistico) l'ho sempre avuto.

Ricordo quando andammo al mare, a Torvaianica. Passeggiavamo sulla spiaggia. Conservo ancora le foto di quei giorni, che spesso rivedo. Com'è accaduto anche ieri.

Eravamo forse un po' diversi da come siamo ora. Io sono peggiorato. Perdo i capelli, anche se sono molto più lunghi di allora. Però eravamo una bella coppia, credo.

Ripenso a quei giorni con tristezza e nostalgia.

Non avrei mai voluto che R. vi lasciasse. Di fatto, credo, non lo abbia mai fatto. La sua anima ha fatto una scelta. E vai mai a capire la ragione per cui le anime fanno certe scelte.

Ricordo una foto, in cui tu, bambina, stavi sulla pancia di tuo padre. Sorridevate entrambi. Credo di averla conservata da qualche parte, quella foto. Sicuramente nella mia memoria.

Qualche giorno dopo vidi Peter e andammo a mangiare ad un cinese del centro. Peter mi fu vicino anche quando mi lasciasti. Oggi Peter non c'è più. E' volato via anche lui.

Tutti volano via. Magari sono liberi, mi chiedo spesso ? E mi rispondo “sì, lo sono”.

Qui, noi, lo saremo invece mai ?

Mi sono sentito libero, quando sono stato accanto a te.

Non lo dimentico e non ti dimenticherò, qualsiasi cosa accada o stia accadendo.

Perché le cose accadono, ci scivolano addosso. A volte nelle cose ci scivoliamo noi stessi.

Per quel che mi riguarda cerco di rimanere con i piedi per terra. Pervaso dai ricordi.




26 aprile 2013

CICCIOLINA: "Il malaffare politico lo denunciai già negli Anni '80" (tratto da "Le Città" www.lecitta.it)

ROMA CAPITALE

Cicciolina. «Malaffare politico lo denunciai già negli anni '80»

«Quando fui eletta in Parlamento, negli Anni '80, denunciai, prima e meglio di Beppe Grillo, la crisi della partitocrazia ed il malaffare politico - afferma in una nota Ilona Staller, candidata alle amministrative di Roma con il Partito Liberale -. Oggi la situazione è ulteriormente peggiorata e così, assieme all'amico scrittore, giornalista e blogger Luca Bagatin - che mi ha presentata al Partito Liberale – e che ha ideato la mia candidatura e che sarà candidato con me in lista, ho deciso di tornare ad impegnarmi concorrendo alla carica di consigliere comunale. Sempre dalla parte dei cittadini e sempre con idee libertarie. Vorrei una Roma diversa rispetto a quella degli ultimi vent'anni. Una Roma senza burocrazia, senza clientelismo, alternativa rispetto a coloro i quali l'hanno governata in questi anni.  Destra e sinistra, in Italia ed a Roma, praticamente, si assomigliano. Fingono di litigare fra loro, ma, alla fine, si spartiscono il potere. E' quanto accade ed è accaduto, per questo ho deciso – con Luca Bagatin – di presentarmi, come già feci in passato, in un partito diverso: il Partito Liberale Italiano, che ha una storia antica e porta avanti ideali di libertà, al di fuori del Pd e del PdL. Roma è una metropoli, ma non ha raggiunto ancora livelli europei di vivibilità. Pensiamo ai trasporti pubblici: dopo le 22 di sera le metropolitane finiscono la loro corsa e, la domenica, i mezzi pubblici sono ridottissimi. Come fa un povero cittadino o un turista ad andare da una parte all'altra della città? Poi c'è la questione della continua cementificazione del territorio: si continua a costruire da decenni, senza criterio e l'ambiente non è salvaguardato. E a guadagnarci sono solamente i grandi costruttori e non certo la povera gente, che cerca casa ma non la trova se non a prezzi elevatissimi».
«E' fondamentale poi - prosegue la Staller -, eliminare gli sprechi di danaro pubblico dell'amministrazione Capitolina, destinando risorse ai più bisognosi e meritevoli, accorpando magari anche le varie circoscrizioni. Un'altra mia storica battaglia è quella della regolamentazione della prostituzione. I comuni sono pronti ad incassare i miliardi di euro che si avrebbero da una prostituzione censita, fiscalizzata e controllata, evitando così prelievi “pornografici” come l'Imu. Voglio quindi istituire un comitato elettorale fuori dai partiti e trasversale, magari proprio a partire da Roma. Con Luca Bagatin e Soraya Roselli, entrambi candidati con me nella lista del Partito Liberale a mio sostegno, proponiamo poi la realizzazione dei Parchi dell'Amore, sull'esempio dei Paesi più civili d'Europa, destinate ad attività sessuali in piena sicurezza.  Poi, sempre assieme a Bagatin ed a Roselli, ho sottoscritto ieri la piattaforma "Per Roma Gay Friendly", proposta dalle associazioni Gay Center, Arcigay Roma, ArciLesbica Roma e Azione Trans, che si sostanzia in questi punti fondamentali: riconoscimento e tutele per le coppie di fatto. Roma, dove c’è una delle maggiori realtà metropolitane italiane, deve adoperarsi per sostenere la famiglia recependo la definizione che ne dà il DPR 223/89. Con tale definizione, si ricomprendono infatti nel concetto di famiglia anche le coppie di persone dello stesso sesso conviventi e ad esse si attribuiscono i medesimi diritti che hanno tutte le famiglie. In questo modo è possibile rafforzare e incrementare i servizi per tutte le forme familiari, a prescindere dal tipo di riconoscimento giuridico, come ad esempio per l’assegnazione delle case popolari o il sostegno alle giovani coppie».
«E' poi necessario dedicare più attenzione agli aspetti culturali del mondo LGBT incentivando, sviluppando e sostenendo progetti per la realizzazione di spazi culturali, mostre, cinema, teatro e di tutte le forme artistiche che si propongono di diffondere una cultura dell’inclusione e delle differenze. Roma deve riconoscere e valorizzare le iniziative a temativa LGBT di aggregazione e visibilità nei quartieri della città, così come le attività turistiche e commerciali aperte a tutte e a tutti, per superare ogni forma di discriminazione, partendo dalla attuale Gaystreet, favorendo tale modello anche in altre zone della città. Bisogna migliorare i servizi di assistenza e di prevenzione relativi alle malattie a trasmissione sessuale. Un particolare riguardo va riservato alle persone sieropositive all'HIV o affette da AIDS, per le quali vanno migliorate l'assistenza domiciliare e gli altri servizi sociali. Sono infine necessarie specifiche campagne e iniziative di informazione e comunicazione tese a contrastare il pregiudizio omofobico e transfobico e le discriminazioni, soprattutto attraverso interventi nelle scuole e promozione di buone pratiche» conclude Cicciolina.

www.lecitta.it

www.ilonastallerperroma.blogspot.it

Il 26 e 27 maggio, alle comunali di Roma hai ben tre scelte possibili: Luca Bagatin (nr. 4); Soraya Roselli (nr. 39); Ilona Staller (nr. 42).
Vota i candidati dell'Amore e dell'Eros nella lista Liberale e Repubblicana per Roma Capitale !!!!! ;)))

http://www.romatoday.it/politica/elezioni/comunali-roma-2013/partito-liberale-italiano-nomi-candidati.html




14 gennaio 2013

Appello per Marco Pannella alla Presidenza della Repubblica

A maggio 2013 sarà eletto il nuovo Presidente della Repubblica italiana.
Il Presidente della Repubblica dovrebbe, o, quantomeno, avrebbe dovuto rappresentare il garante massimo della Costituzione repubblicana, oltre che figura imparziale della politica italiana. Dal 1948 non lo è pressoché mai stato.
E' per questo che, a maggio 2013, vorremmo che le cose andassero diversamente e che fosse eletto un Presidente della Repubblica espressione degli alti valori ispirati dal Risorgimento e dalla Resistenza.

Valori di onestà, laicità, rigore morale, trasparenza, spirito di abnegazione.
E' per questo che vorremmo proporre la figura dell'On. Marco Pannella, quale candidato ideale alla Presidenza della Repubblica.
Le battaglie civili, democratiche, liberali e nonviolente dell'On. Pannella, condotte - spesso a rischio della sua stessa vita ed incolumità fisica - con rigore morale e passione civile, senza alcun tornaconto personale, ce lo rendono candidato ideale a garantire una Costituzione repubblicana - spesso violata, in passato, anche dalle stesse Istituzioni - conquistata con il sangue dei martiri del Primo e del Secondo Risorgimento.
Le denunce al sistema dell'illegalità partitocratica e della mancanza di informazione plurale nel nostro Paese, rendono l'On. Marco Pannella personalità ideale a garantire il corretto svolgimento di un'attività politico-istituzionale, improntata a valori di onestà e trasparenza, ai quali tutti gli attori in campo dovrebbero attenersi ed uniformarsi.
E' per questo che, attraverso il mio blog politico e culturale - www.lucabagatin.ilcannocchiale.it - vorrei lanciare tale appello, affinché possa essere diffuso, letto e sottoscritto da tutti coloro i quali - personalità pubbliche o della società italiana nel suo complesso - lo condividono e desiderano dunque appellarsi a partiti ed Istituzioni, affinché sappiano accoglierlo pienamente ed eleggano l'On. Marco Pannella nuovo Presidente della Repubblica italiana.

Luca Bagatin

scrittore, autore e collaboratore di testate giornalistiche

Per aderire inviatemi una mail all'indirizzo: burroughs279@yahoo.it autorizzandomi ad apporre il vostro nome in calce all'appello.



27 giugno 2011

Massoneria e Risorgimento italiano


La Massoneria è la più grande confraternita spirituale esistente al mondo.

Essa non si occupa nè di religione nè di politica, purtuttavia, nel corso della Storia, molti massoni, animati dai principi di emancipazione spirituale ed individuale da essa insegnati, hanno contribuito a cambiare il corso degli eventi.

E' il caso del nostro Risorgimento italiano, che, senza l'apporto di numerosi Liberi Muratori e di società segrete come la Carboneria, non avrebbe avuto pieno compimento.

La Carboneria è infatti una società segreta di derivazione massonica. Il suo rituale, che si ispira al simbolismo dei boschi ed all'iconografia cristiana, è in parte mutuato a quello della Libera Muratoria.

La Carboneria, libera associazione segreta sorta unicamente in Italia, fu la prima società segreta che direttamente si attivò al fine di liberare il nostro Paese dal giogo straniero con i celebri moti carbonari del 1820 – 21.

Come mai Carboneria e Massoneria offriranno l'humus necessario agli italiani di ogni ceto e classe sociale per sollevarsi contro l'Impero Asburgico, l'Impero di Napoleone III, lo Stato della Chiesa ed il Regno delle due Sicile ?

Perché queste due associazioni iniziatiche, proprio per il loro carattere adogmatico e di libero pensiero, permisero a persone diversissime fra loro di incontrarsi.

Come tutt'oggi in Massoneria dialogano pacificamente, come veri e propri Fratelli, il cattolico ed il musulmano, l'ebreo e l'induista, nell'Ottocento italiano dialogavano liberali, democratici, radicali, moderati, monarchici e repubblicani. Tutti animati da un'unica fede: quella verso il Grande Architetto dell'Universo e gli ideali di Fratellanza, Libertà ed Uguaglianza che la Libera Muratoria mutuò non già dalla Rivoluzione Francese, bensì dal celebre motto del conte Alessandro di Cagliostro.

Come ci ricorda lo studioso Aldo A. Mola, il conte di Cagliostro, peraltro, utilizzava - nell'ambito delle sue Logge di Rito Egizio - nastri verdi, bianchi e rossi. Pochi sanno, infatti, che il Tricolore italiano fu coniato proprio dal celebre Mago massone e successivamente fu scopiazzato, anni dopo, dal Segretario Generale della Repubblica Cispadana, ovvero il prete spretato Giuseppe Compagnoni.

Molti studiosi, tutt'oggi, si interrogano ancora sull'appartenenza o meno alla Libera Muratoria dell'Apostolo dell'Unità d'Italia, ovvero di Giuseppe Mazzini.

Il Mazzini, infatti, aveva una concezione spirituale gnostica e teosofica non dissimile dall'insegnamento massonico e, oltre al fatto che molte sue lettere iniziano con il celebre “Fratelli...”, rivolegendosi ai patrioti massoni, c'è chi assicura che fu iniziato “sulla spada” - ovvero senza alcun rituale regolare - dal massone Francesco Antonio da Passano nel carcere del Priamar a Savona.

Ad ogni modo, non vi sono prove della sua appartenenza alla Massoneria. Per quanto si può affermare con certezza che egli, nonostante non lesinasse critiche a tale istituzione in quanto da lui considerata troppo elitaria, fu un Grande Iniziato che insegnò moltissimo, in termini filosofici e morali, ai massoni del suo tempo ed a quelli d'oggi (si pensi ad esempio ai suoi studi su Dante, ma anche alla sua celebre opera politica e spirituale “Doveri dell'Uomo”).

Chi massone fu, con orgoglio e ricoprì persino la carica di Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia e, caso unico al mondo, Gran Maestro dell'Umanità, fu il Generale Giuseppe Garibaldi.

Iniziato in una Loggia massonica irregolare a Montevideo, in Uruguay, Garibaldi conobbe una rapidissima ascesa nella comunione massonica. Egli fu colui il quale definì la Massoneria “la Grande Umanitaria” e si adoperò, da Gran Maestro, per renderla sempre meno elitaria e sempre più aperta alla società ed alle opere umanitarie.

Dobbiamo peraltro al Gran Maestro Garibaldi le prime iniziazioni femminili - stabilite con un suo decreto nel 1864 - e dunque il decadimento (purtroppo durato solamente il tempo della sua gran maestranza e quella del Gran Maestro Ernesto Nathan, alla fine dell'800, sempre di ideali repubblicani mazziniani) di quegli astrusi dogmi barocchi imposti in Inghilterra dal Reverendo James Anderson nel 1723.

Il dogma della non iniziazione delle donne in Massoneria è assolutamente smentito, peraltro, dal grande massone, esoterista ed alchimista moderno Paolo Lucarelli, purtroppo recentemente scomparso, nella pefazione italiana a "Simbolica Massonica per il terzo millennio" di Irène Mainguy (edito in Italia dalle prestigiose Edizioni Mediterranee), il quale ricorda che nei cantieri operativi dei muratori medievali - ai quali si rifanno gli odierni Libero Muratori - vi erano anche donne. Ed inoltre, sempre il Lucarelli, ricorda che vi erano culti solari - come ad esempio quello di Apollo e Dioniso - che erano officiati soprattutto da sacerdotesse.
Ciò fu peraltro confermato già nei primi del '900 anche dal reverendo Cherles W. Leadbeater, trentatreesimo grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato ed autore del volume "La Massoneria e gli Antichi Misteri" (edito in Italia dalla Athanor).

La professoressa Francesca Vigni, autrice del testo “Donne e Massoneria in Italia”, dedica ampi capitoli alla presenza di Logge massoniche femminili durante il Risorgimento. Donne massone e carbonare, come ad esempio Enrichetta Caracciolo: nobile napoletana, prima obbligata a farsi monaca e successivamente ardente patriota, massona ed esponente della Chiesa evangelica.

Il rapporto fra massoni, patrioti, ovvero fra Massoneria e Risorgimento è così stretto che noi italiani dobbiamo persino il nostro Inno nazionale agli ideali della Libera Muratoria.

Colui che lo scrisse, ovvero il giovane patriota della Repubblica Romana, Goffredo Mameli, era massone e quel “Fratelli d'Italia” è un chiarissimo e palese riferimento agli ideali di Fratellanza, Uguaglianza e Libertà, che accomunava i massoni durante le lotte mazziniane e garibaldine per la liberazione dal giogo straniero e clericale.

Il “Canto degli Italiani” o “Inno di Mameli” sarà successivamente musicato da un altro massone: Michele Novaro, ligure anch'egli, il quale, dopo una vita di stenti nella quale destinò molti dei suoi proventi di musicista alle imprese garibaldine, morì in completa povertà.

L'Italia diventerà unita, dunque, nel 1861 e lo divenne completamente, con Roma Capitale, nel 1870.

Diventerà unita, dunque, e libera dal giogo straniero e clericale, ma non repubblicana e non, dunque, un Paese completamente civile.

Gli ideali mazziniani, garibaldini, carbonari e massonici, non avevano dunque trionfato nella politica politicante, bensì nel cuore del popolo italiano.

Quel popolo italiano che non avrà ancora diritto ad eleggere i propri rappresentanti a suffragio universale diretto.

Quel popolo italiano che mal sopporterà, al Nord come al Sud, il giogo monarchico dei Savoia.

Quel popolo italiano che, a Roma, eleggerà con grande entusiasmo l'indimenticato Sindaco Ernesto Nathan, erede di Mazzini e Garibaldi: repubblicano, massone, ebreo, laico ed anticlericale.

Nel 1896, Ernesto Nathan, venne eletto Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, succedendo ad Adriano Lemmi, ed inizierà un processo di rinnovamento dell'Istituzione massonica, rafforzandola e mettendola al servizio dell'etica laica e dell'emancipazione delle classi popolari.
Quale Sindaco della Città Eterna, Nathan, istituì le municipalizzate tutt'ora funzionanti: l'Atac e l'Acea; promuoverà l'istituto dei referendum per permettere alla cittadinanza di partecipare direttamente alla gestione della cosa pubblica; ostacolerà gli speculatori ed i proprietari terrieri che si opponevano al nuovo piano regolatore; aumenterà il numero delle scuole e promuoverà la cultura laica.
Celebre il suo discorso - a Porta Pia - del 20 Settembre 1910, ove denunciò l'oscurantismo della Chiesa cattolica e la sua scarsissima sensibilità nei confronti del ceti meno abbienti.
Nel 1914, il "Blocco popolare" guidato da Nathan, prese il nome di "Unione liberale democratica", riconfermando per le amministrative di Roma l'alleanza fra repubblicani, radicali e socialisti. E nello stesso anno, in Nostro, prese posizione a favore dell'entrata in guerra dell'Italia contro gli Imperi centrali, necessaria a completare il processo di Unità nazionale e di emancipazione dagli Asburgo.
Il suo irredentismo fu così acceso che decise, nel 1915, di arruolarsi volontario nell'esercito, nonostante i suoi settant'anni e sarà assegnato ai reparti di Croce Rossa.
Infine, nel 1919, si dimise dalla carica di Gran Maestro del GOI per dedicarsi alla cura dell'Edizione Nazionale delle opere di Giuseppe Mazzini.
Morì nel 1921 e gli fu così risparmiata la sciagura del fascismo che spazzò via, tristemente, ogni residuo di cultura laica e risorgimentale, mettendo all'indice gli ideali mazziniani (arrivando persino a distorcerli e ad utilizzarli ad uso e consumo del fascismo), radicali, socialisti e mettendo fuori legge la Massoneria.
Con questo breve cenno ad Ernesto Nathan, possiamo dire che si chiude il ciclo risorgimentale che va dai moti carbonari del 1820 sino alla Prima Guerra Mondiale.

Se l'Italia è dunque oggi un Paese un po' più libero rispetto a duecento anni fa, lo dobbiamo dunque ai mazziniani, ai garibaldini e dunque ai massoni di ogni colore politico e fede religiosa.

Ciò - come ci ricordano anche gli autori del bel libro storico di recente pubblicazione per la casa editrice Bastogi “Fratelli d'Italia” (ovvero Maurizio Del Maschio, Stefano Momentè e Claudio Nobbio) - è incarnato da tre simboli fondamentali e nazionali: il Tricolore che rappresenta la Libertà; l'Inno di Mameli che rappresenta la Fratellanza e la nostra Carta Costituzionale che, per quanto andrebbe profondamente riformata, incarna comunque l'Ugliaglianza del nostro popolo sovrano.


Luca Bagatin


Bibliografia:

  • Giuseppe Schiavone: “Massoneria Risorgimento Democrazia” Editrice Bastogi

  • Giuseppe Schiavone: “Scritti massonici di Ernesto Nathan” Editrice Bastogi

  • Francesca e Pier Domenico Vigni: “Donne e Massoneria in Italia” Editrice Bastogi

  • Del Maschio, Momentè, Nobbio: “Fratelli d'Italia” Editrice Bastogi

  • Officinae” numero 4 e 1 Dicembre 2010 e Marzo 2011: organo ufficiale della Gran Loggia d'Italia degli ALAM


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini