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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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11 luglio 2015

Amore e Libertà: Manifesto per la Civiltà dell'Amore. Il libro - terzo saggio di Luca Bagatin - è online e scaricabile gratis !



Nella filosofia del dono, della condivisione (reale, non virtuale, come quella proposta dagli a-socialnetwork), della diffusione delle idee senza lucro, rilanciata da "Amore e Libertà", abbiamo deciso di rendere pubblico in anteprima e almeno per l'estate, il terzo saggio di Luca Bagatin "Amore e Libertà - Manifesto per la Civiltà dell'Amore" (Edizioni clandestine Amore e Libertà), con prefazione del principe A. Tiberio di Dobrynia.


Il libro, che ormai è molto più di un e-book, bensì uno strumento di militanza attiva, è scaricabile al seguente link:

https://drive.google.com/file/d/0B5hvm8jRoLWYNnBXZTZuYnZweVk/view?usp=sharing


Per eventuali problemi di visualizzazione contattate l'Autore all'indirizzo e-mail: burroughs279@yahoo.it


tratto da: http://amoreeliberta.blogspot.it/2015/07/amore-e-liberta-manifesto-per-la.html


Recensione di Enza D'Alonzo, Presidente della Società delle Donne di Ipazia

Conosco Luca, la sua onestà intellettuale di profondo e serio pensatore, scevro da logiche e scelte partitiche ma animato solo dalla sua immacolata ideologia libertaria...

In questo suo terzo saggio - “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell'Amore”, che il principe Antonio Tiberio di Dobrynia che ne ha curato la prefazione definisce “un critico e irriverente pamphlet sociopolitico” - l'autore si sofferma tra le altre cose sul movimento da lui fondato, “Amore e libertà”, che è un “pensatoio politico, storico, sentimentale, erotico, spirituale” - ed io aggiungerei anche “eroico”, perché le battaglie che porta avanti il Nostro sono quelle battaglie incruente, ma non per questo meno dure, che si affrontano solo se si è animati da uno smodato desiderio di verità, di libertà dai tanti vincoli e laccioli politici, sociali, convenzionali, di comodo, di facciata, di partitocrazia; predicando, di contro, la pulizia intellettuale, la lotta ad ogni forma di discriminazione, l'attenzione ai disabili, ai diversi, agli emarginati, agli invisibili, ai disperati. Un’opera, questa, in cui Luca Bagatin, partendo sempre come riferimento più alto da una “Civiltà dell'Amore”, considera attentamente i vari aspetti del sociale, rilevando che, ahinoi, di amore e tolleranza ce n’è ben poco.

C’è da chiedersi, dunque, sino a che punto l'essere umano sia veramente libero, se privato del suo piacere, sottomesso suo malgrado ad interessi forti, ai quali importa ben poco della sua salvezza, del suo benessere.

Tutta la nostra vita è regolata da rapporti economici, che nulla lasciano alla spontaneità, all'amore, alla tolleranza reciproca, al mutuo soccorso. Una società malata, dove i rapporti umani sono regolati da fredde regole pragmatiche: “do ut des”. E tutto ciò senza tener presente i veri e imprescindibili bisogni dell'essere umano: dell'enorme potenziale dell'affratellamento dei popoli, dell’innegabile desiderio di ognuno di amare ed essere amato.

Tanti sono i temi, i più disparati, trattati dall'autore. Ci si interroga, ad esempio, sul problema delle baby prostitute, vere e proprie “merci” in una realtà massificata a cui dare un valore (commerciale, purtroppo) e quindi un prezzo. Saggio invito, a questo punto, ad una più sana consapevolezza sessuale e sociale, da principiare già nelle scuole. Un invito ad una riscoperta di antiche forme di sacralità sessuale: la ineffabile potenza del rapporto tantrico uomo/donna, rigorosa risposta al “soubrettismo religioso dei Bergoglio e delle Belen”.

L’autore si spende anche a favore di “Femen” (il saggio è dedicato anche alla loro leader Inna Shevchenko), il noto movimento fenomenalistico nato in Ucraina, ove attiviste nude si battono e manifestano contro la globalizzazione dei consumi, contro il turismo sessuale, e così via.

E ancora: per quanto concerne l'utilizzo dei media, ci si chiede quanto di “affettivo” e di creativo si possa raggiungere a livello umano, comunicando sentimenti solo dietro una fredda tastiera di un computer malvestiti e malcelati. Fermo no alla discriminazione sessuale; alla guerra di religioni, “che non conoscono Dio” e si nascondono dietro i monoteismi, quando l'unico vero messaggio di Gesù il Cristo fu: eguaglianza tra la gente, amore e libertà tra i popoli; sì, invece, all’(anti)politica fondata sull’associazionismo dei popoli. Perché “Non si può governare senza amore”.

A seguire, poi, l'autore prende in considerazione le grandi personalità della storia, passando egregiamente in rassegna il pensiero sempre attuale di certe vette, quali: Marx, Bakunin, Mazzini, Garibaldi, pur affermando però che al contrario dei primi, Mazzini e Garibaldi avevano una visione “sentimentale e spirituale della vita”. Tra le altre leggendarie figure del passato, che con le loro gesta e pensieri gli hanno ispirato ideali, sogni, albe di nuovi orizzonti e spunti importanti per il suo movimento “Amore e Liberta'”, Luca Bagatin non dimentica: Bolivar, Angelica Balanoff, D'Annunzio, Peron e la dottrina peronista, José "Pepe" Mujica, Chavez, sino a Riccardo Schicchi, a Moana Pozzi ed all'esperienza del Partito dell'Amore. Tutte personalità eretiche e libertarie che cercarono di tenere fede al loro grande e visionario progetto di libertà e amore verso i popoli.

E’ possibile una terza via tra capitalismo e marxismo? Una terza posizione che, come afferma il filosofo francese Alain de Benoist, è critica nei confronti della globalizzazione, della dittatura del denaro, sarebbe oggi più che mai necessaria. Ed anche di ciò ci parlano le brillanti pagine di Luca Bagatin, sospese tra storia e società, introspezione psicologica e analisi sociologica e politica, costumi attuali e simboli profondi di un’umanità errante, da tempo a tempo sempre e soltanto raggrumata in un due unici possenti aneliti e grida arcane: Amore e Libertà !

Enza D'Alonzo



11 febbraio 2015

Gilettate grondanti ipocrisia (e viva ora e siempre Mario Capanna, ultimo Mohicano !)

C'è chi fa tanto la morale a Mario Capanna, ex deputato di Democrazia Proletaria e dei Verdi che, oltre ad essere stato eletto in Parlamento per più legislature e con voti di preferenza veri (ai suoi tempi la legge elettorale, per fortuna, non prevedeva ancora i parlamentari "nominati"), ha sempre portato avanti battaglie molto serie sull'ambiente, i diritti civili e sociali.
C'è chi, oltre a fare la morale, si permette anche di gettare con spregio a terra un libro (quello di Capanna, appunto), in diretta televisiva, rievocandoci alla memoria ben altri "roghi".
Purtuttavia chi getta il libro e fa la morale sul vitalizio da parlamentare di Capanna, dimentica di dire che - oltre ad essere pagato dai contribuenti con i soldi del canone Rai - è anche fidanzato con un'attuale parlamentare italiana !
Mai ipocrisia fu più manifesta.



Di Giletti, Cesare Lanza che ben lo conobbe, disse -  in tempi non sospetti - del resto:
http://blog.libero.it/Daniela65/6760661.html

Noi, diversamente, preferiamo invitare alla lettura di qualche cosa di ben più serio ed utile.
Specie per coloro i quali si sono involuti, negli anni, a suon di televisione italidiotica



Dalla resistenza contro le derive sociali e politiche del boom economico alla difesa dei diritti fondamentali dell’uomo, dall’intensa attività parlamentare all’incontro e confronto costanti con studenti e giovani, dalle ripetute missioni di pace a quelle ecologiste, dalla tutela della biodiversità al lavoro dei campi e all’apicoltura, dall’attività di fine e autorevole saggista a uomo del dialogo e del confronto con credenti e non credenti, comunisti e fascisti… le “storie” dell’impegno di Mario Capanna attraversano e incrociano la storia da oltre cinquant’anni. Oggi, che di anni ne ha settanta, le comuni vie d’uscita da lui prospettate nel corso del tempo continuano a risultare fresche, innovative e praticabili, e soprattutto non smettono di dare impulso e speranza alla coscienza delle nuove generazioni.
Con testimonianze di: Vittorio Agnoletto, Dario Capanna, Ivana Carboni, Vittorio Feltri, Umberto Galimberti, Marco Janni, Gianni Letta, Uliano Lucas, Romano Màdera, Eugenio Melandri, Lidia Menapace, Fabio Minazzi, Giovanni Minoli, Emilio Molinari, Salvatore Natoli, Luciano Neri, Gaspare Nuccio, Gaetano Pecorella, Franco Piperno, Guido Pollice, Antonio Ricci, Stefano Rodotà, Giovanni Russo Spena, Emanuele Severino, padre Bartolomeo Sorge, Luigi Vero Tarca, Fabio Treves, don Celestino Vaiani, Marcello Veneziani, Ivan Verga, padre Alex Zanotelli.



5 luglio 2014

"Ritratti di Donna" di Luca Bagatin, il libro che non ti aspetti. Articolo di Giancarlo Bertollini



Luca Bagatin e Debdeashakti presentano il saggio "Ritratti di Donna" (Ipertesto Edizioni)
presso il Melargo Caffè di Roma


Ritratti di Donna” (Ipertesto Edizoni), il libro che non ti aspetti o, quantomeno, non ti aspetti che in un libro siano racchiuse tematiche che vanno dal femminismo sino all'eros, passando per la psicologia, la politica, i diritti dei disabili ed il diritto alla morte. E quindi alla vita.

Il 4 luglio scorso - l'autore del libro Luca Bagatin e l'autrice della prefazione allo stesso, Debdeashakti al secolo Debora De Angelis – presso il prestigioso Melargo Caffè di Via Milano, nel pieno centro di Roma, hanno dato vita a qualche cosa di inusitato.

“Parlare di donne non è argomento facile” - ha esordito Bagatin - “le donne sono da secoli bistrattate oppure oggetto di morbosità da parte di una società patriarcale, maschilista, frustrata, dedita alla ricerca di un piacere effimero e del guadagno facile”.

Debora De Angelis lo incalza: “Come mai hai voluto parlare di donne ed in particolare hai intervistato donne così diverse fra loro, ovvero musiciste, studiose, artiste dell'eros, attrici...?”

“Perché da sempre amo le donne, ovvero amo il mistero che emanano. In particolare amo un certo tipo di donna. Una donna che sia bella fuori perché bella dentro, che abbia qualche cosa da dare e da dire alla società. Per questo il mio saggio si conclude con Il mito della Donna Selvaggia. Il mio modello ideale è una donna libera e liberata. Libera dai condizionamenti esterni tipici della cultura patriarcale e dalla modernità senza alcuna anima, senza spiritualità. La Donna Selvaggia postmoderna è, a parer mio, la donna che sarà libera dal potere, dal danaro, dalla religione, ovvero che saprà recuperare la cultura tipica delle antiche civiltà della terra”.

Come hai incontrato la Donna Selvaggia ?”, domanda sempre Debdeashakti.

Per caso, direi, anche se, di fatto, il caso non esiste. Il fato ha voluto che una donna che mi piace molto e che è per me fonte di grande ispirazione creativa, Alessia, un anno fa stesse leggendo un saggio che non conoscevo “Donne che corrono coi lupi”, della professoressa Clarissa Pinkola Estés. Una psicanalista junghiana. Accidenti, mi sono detto ! Jung fa parte dei miei studi esoterici ! L'ho letto e ho capito che la Donna Selvaggia era esattamente il modello di donna che inseguivo, posso dire sin da bambino. La donna che, consciamente o meno, ho sempre amato come uomo che ricerca, incessantemente, la sua metà da amare per tutta la vita”.

Debora De Angelis rimane sul pezzo e continua ad incalzare, con domande via via sempre più dai risvolti sociali e politici: “Nel tuo saggio sono presenti diverse tipologie di donne, ovvero artiste nel senso convenzionale del termine (attrici, cantanti, modelle), che da tempo vedono riconosciuto il loro ruolo nella società contemporanea; non è così per altro tipo di donne di cui pur parli, penso a donne che si sono occupate di politica, di esoterismo, di erotismo...in altre parole: se fosse il femminile a guidare la politica e la religione sia nei suoi aspetti di massa che esoterici, che mondo ne verrebbe fuori ?”.

Bagatin risponde, con una certa passione, facendo un lungo ragionamento: “Ritratti di Donna in questo senso è un libro eretico, che vuole ribaltare le regole del gioco, ovvero tornare alle origini. La politica, da molti anni, è finita. E ciò non solo in Italia. Occorre tornare all'Agorà Greca, all'abolizione di governi e parlamenti, ovvero alla creazione di assemblee di liberi ed eguali, formate da persone estratte a sorte. Occorre un ritorno ai partiti veri, visti come scuole di pensiero, di formazione culturale, intellettuale, morale. Il modello al quale tendo e del quale parlo nell'ambito del movimento (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà” che ho fondato un anno fa, è il partito d'azione di Giuseppe Mazzini ed il partito comunista di Marx ed Engels: grandi contenitori di idee che trovano il loro senso nell'analisi della storia, dell'economia, della società nella quale viviamo. Le donne in politica, se si comportano come gli uomini, ovvero rincorrono il potere, sono altrettanto dannose. Il punto è che il potere va abbattuto e questo le Donne Selvagge, libere da ogni condizionamento, lo sanno bene. Perché loro sanno che il vero potere sta nella nostra anima, nella nostra psiche, nel nostro cuore.

Per questo in Ritratti di Donna parlo di donne che la politica l'hanno fatta, ma non in modo convenzionale. Per questo il saggio è dedicato anche alla memoria di Moana Pozzi, che definisco donna eretica, erotica ed eroica. Moana era una Donna Selvaggia, che ha voluto allontanarsi dal mondo della pornografia e dei media per reinventarsi, per fare altro. Per fare politica con l'unica formazione politica che, nella storia dei partiti, ha proposto nelle sue liste persone comuni: il Partito dell'Amore. Altro che Movimento Cinque Stelle ! Beppe Grillo ha copiato Moana Pozzi, lo ammetta ! Anzi, l'ha scimmiottata, perché lui è un uomo dei media, mentre Moana era un'eroina delle persone comuni. E l'invidia fa sì che ancora oggi si infanghi la sua memoria con dicerie mediatiche assurde. E poi teniamo anche conto che la Storia ha avuto delle grandi eroine nel passato. Penso ad Anita Garibaldi, che non a caso ho voluto quale simbolo di “Amore e Libertà”, una brasiliana morta a soli 28 anni per l'unica Repubblica che l'Italia abbia mai conosciuto, ovvero la Repubblica Romana. E poi, permettetemi una piccola digressione-provocazione. Lo ammetto, sono innamorato della ministra Maria Elena Boschi, ma la mia passione va oltre il fisico che pure è affascinante ed in linea con il mio canone di bellezza femminile. Penso che la Boschi possa essere una potenziale Donna Selvaggia in politica, le cui ali oggi le sono tarpate dal potere politico, dal Patriarca Matteo Renzi, al quale ne attribuiscono, ingiustamente, una relazione. E questo perché Maria Elena Boschi è donna ed è una donna affascinante ed intelligente. Il mio obiettivo è di aiutarla, in futuro, magari anche attraverso un'intervista, a liberarsi da ogni condizionamento. E diventare una nuovella Anita Garibaldi. A proposito delle religione, invece, occorre dire che le Religioni Monoteiste Isituzionalizzate hanno fatto strage e cancellato ogni aspetto legato agli antichi miti della terra, alle conoscenze gnostiche ed esoteriche, all'erotismo, alla cultura matriarcale. Le religioni, in sostanza, non sono dissimili dai partiti politici e dai prodotti commerciali: sono specchietti per le allodole, senza alcun contenuto, senza alcun messaggio spirituale autentico. Cristo, Buddha, Maometto e Krishna, invece, predicavano profondi messaggi spirituali e ben si guardavano dall'istituire delle religioni !”

Debdeashakti passa poi ad un altro argomento, molto trattato nel saggio di Bagatin, ovvero la disabilità e qui racconta del progetto che la vede protagonista, ovvero LoveGiver, un progetto che promuove l'assistenza sessuale ai disabili.

La disabilità è uno dei tabù per la nostra società di cui tratto nel saggio” - esordisce Bagatin e prosegue “La nostra società ci vorrebbe, da sempre, tutti sani, belli, vitali, magari però superficiali,

grezzi. Nel mio saggio parlo di sociale e disabilità e lo faccio attraverso figure trasgressive quali puoi essere tu Debora che, non a caso, hai accettato di scrivere la prefazione al libro. Tutti abbiamo diritto alla sessualità ed all'affettività. Ciò fa ancora scandalo, ma è questa la cosa che a me scandalizza di più ! E per questo ne parlo e ne scrivo. In Ritratti di Donna parlo anche di altri tabù, oltre a questo. Parlo del suicidio e lo faccio raccontando la vicenda di Roberta Tatafiore, una scrittrice e femminista, nota in particolare a cavallo fra gli Anni '70 e '90. Il vissuto politico di Roberta è simile al mio. Entrambi frequentatori, sin da giovani, dell'area laica e libertaria. Prima la militanza a sinistra, poi l'approdo al centrodestra, ma senza esserne iscritti, sempre da outsider. Ed infine il disgusto per i partiti, ovvero la riscoperta del fatto che si può trattare certe tematiche – dalla prostituzione ai diritti delle donne, dalla battaglia per l'eutanasia ed il suicidio assistito sino ai diritti delle coppie non sposate – senza necessariamente fare politica nelle istituzioni che, spesso, sono foriere di prostituzioni (vere !).

Roberta Tatafiore, nel 2009 ha deciso di suicidarsi. Come scrivo nel mio saggio, non la giudico, ma comprendo il suo atto. Il suo: salto nel vuoto di chi non sa adeguarsi alla norma, come lo definì lei stessa nel suo diario, pubblicato postumo da Rizzoli e recensito in Italia pressoché solamente da me. Così come solo da me è stato recensito il film di Cesare Lanza “La perfezionista”, che ha trattato il medesimo argomento.

Debora De Angelis pone la sua ultima domanda a Bagatin, forse la più spinosa: “Le donne in massoneria, i tuoi legami con la massoneria e il tuo precedente libro sulla massoneria. Facciamo un po' di chiarezza, dato che questa famigerata istituzione incute parecchio timore, ma suscita anche attrazione per via dell'aura misteriosa di cui si ammanta, ma infondo nessuno sa mai con precisione di che cosa si tratta.”

Innanzitutto cominciamo con il dire che la Massoneria è una scuola filosofica, spirituale, morale” - esordisce Bagatin - “che con tutti i complotti che le attribuiscono non ha nulla a che vedere. Nel mio primo saggio ne parlo diffusamente, qui mi limito a parlare dei rapporti fra donne e Massoneria. E lo faccio per mezzo delle interviste a Francesca Vigni, unica persona in Italia ad aver pubblicato un saggio sulle donne in Massoneria e l'intervista a Gabriella Bagnolesi, ex Gran Maestra della Gran Loggia Massonica Femmiline d'Italia che, pochi sanno, fu fondata dall'attrice Franca Bettoja, moglie di Ugo Tognazzi. Le donne in Massoneria possono assolutamente entrare e non perché lo dico io, ma perché lo dicono gli antichi misteri ai quali la Massoneria si rifà. Gli antichi culti solari erano officiati da sacerdotesse ed inoltre nei cantieri dei muratori operativi medievali vi erano anche donne. E poi oggi esiste una fra le maggiori Obbedienze massoniche italiane che, almeno dagli Anni '60, inizia alla Massoneria anche le donne, ovvero la Gran Loggia d'Italia degli ALAM, oggi retta dal Gran Maestro Antonio Binni. Così come, peraltro, ad iniziare le donne per primo in Massoneria fu il Gran Maestro Giuseppe Garibaldi, uno fra i pochi uomini della Storia ad infrangere molti tabù perché dotato di profondo senso di umanità, giustizia e fratellanza”.


Giancarlo Bertollini
www.studiostampa.com







16 giugno 2014

Telecom ed i suoi disservizi

E' capitato a me, ma poteva capitare a chiunque. Se non è già, di fatto, capitato anche a voi.

Capita in Italia. In un'Italia che non funziona e non solo a causa della classe politica, ma anche di una classe imprenditoriale - parliamo delle grosse aziende, specie quelle un tempo pubbliche ed oggi privatizzate, svendute, smembrate, distrutte – incapace e menefreghista. Oltre che del personale incapace che assume, senza alcun merito e criterio.

Parliamo di Telecom e di come per me sia stato difficile, trasferitomi nella Capitale (e sottolineo che parliamo della Capitale e non di uno sperduto paese situato chissà dove), avere una connessione ADSL. Nonostante il fottìo di pubblicità propinato da questa azienda ad ogni angolo di strada, nei messaggi del cellulare, in televisione.

Parliamo di come alla fine di maggio contatto il call center del settore commerciale di Telecom, per ordinare una linea ADSL. Mi propongono la nuova offerta con fibra ottica. Accetto, fornisco tutti i miei dati (compreso il mio indirizzo, fornito per l'ennesima volta...sic !), fisso l'appuntamento con il tecnico per...il 6 giugno.

In quella data non posso essere in casa. Ritelefono al call center per spostare l'appuntamento e qui scopro che... “Gentile utente, non possiamo metterle l'ADSL come da lei richiesto perché ci risulta che lei abbia Alice Casa”. Rimango sbigottito e rispondo: “Ci dev'essere un errore. Ho semplicemente una normalissima linea telefonica, senza ADSL, altrimenti non ve l'avrei richiesto”. Dall'altra parte, un po' spazientiti rispondono: “Mi dispiace, ma ci risulta che lei ha Alice Casa e quindi non possiamo assolvere alla sua richiesta”. “Ma scusate” - rispondo io - “quindi se non vi avessi chiamati per cambiare la data dell'appuntamento con il tecnico, voi non mi avreste mai chiamato per dirmi di questa cosa...di questo disguido....”. Silenzio dall'altra parte. Riprendo il discorso, risoluto: “Senta, io ho bisogno di una connessione ad internet ! Mi serve per lavoro ! E non mi venga a dire che ho Alice Casa perché è una balla che vi siete inventati voi !”. Dall'altra parte, con calma: “Provvederò a segnalare la cosa”.

La conversazione finisce e riprende, sullo stesso tono, nei giorni successivi, per almeno una settimana (e parliamo di più telefonate al giorno). Loro a dirmi che “forse qualche collega ha erroneamente processato un ordine Alice Casa (che, fra parentesi, non è nemmeno più commercializzato...sic !)” “che, gentile utente, deve attendere la fine del processo...forse fra qualche giorno...meglio fra una settimana...sicuramente per il 18 giugno”. “18 giugno ?!? Ma siete matti ?”. Dopo l'ennesima chiamata su questo tono passo alle minacce: “Cari signori, sarà mia cura segnalare la mia vicenda ai giornali, visto che, sui giornali ci scrivo anche”. Poche ore dopo ecco un sms sul mio cellulare che suona pressappoco così: “Gentile utente, la informiamo che abbiamo preso in carico la sua richiesta per l'ADSL”. Chiamo il call center e – finalmente – riesco a fissare un appuntamento con il tecnico !

Purtuttavia mi richiedono (per l'ennesima volta !) il mio indirizzo. Qualche giorno fa mi contatta il tecnico e mi richiede l'indirizzo, dicendo che quelli del call center non glielo hanno fornito.

Oggi mi contatta il vettore per l'invio dei cordless previsti nel pacchetto dell'offerta Telecom che ho sottoscritto e...mi richiede nuovamente il mio indirizzo ! Ma, ca...volaccio, ma al call center Telecom dormite ? L'indirizzo ve l'ho comunicato in aprile per iscritto, ve l'ho comunicato almeno cinque o sei volte per telefono...ma, dormite davvero o mi/ci state prendendo per i fondelli ????

Come se non bastasse, fra le varie telefonate al call center scopro (solo perché l'ho chiesto io) che la mia richiesta scritta – fatta, badate bene, alla metà di aprile - di addebito delle bollette sul mio conto corrente bancario non è andata a buon fine. Mancano il mio documento d'identità ed il mio codice fiscale. Ma avvisarmi per telefono per tempo, no ????

Un giorno poi, magari, aprirò il capitolo ENI ed i disservizi relativi....ma per ora mi fermo qui, segnalando peraltro che – cosa unica in un Paese civile – vi sono un sacco di zone in Italia senza alcuna copertura ADSL...anche all'interno dello stesso Comune di Roma, peraltro ! Telecom latita sotto ogni punto di vista.

Stanti così le cose non chiediamoci tanto quando o come finirà la crisi, ma perché l'Italia è in crisi da quel dì. Non scandalizziamoci nemmeno o solo per i giri di tangenti del Mose e di quelli storici e storicizzati, quanto che cosa hanno fatto questi signori, siano essi politici o imprenditori delle varie società di telecomunicazioni, del gas, della luce eccetera.

Fra un po', peraltro, delocalizzeranno pure i call center, con relativi problemi connessi. Linguistici e non solo.

Meno offerte a poco prezzo, cari signori, più servizi di qualità !

Meno puttanate pubblicitarie e maggiore serietà nelle persone che assumete !

Il che vuol dire: meritocrazia e trasparenza. Due concetti ostici, spesso, all'italiano medio che in questi giorni è tutto preso nel guardare un mondiale che, indipendentemente dal risultato, non cambierà la vita di nessuno.

Sarà l'ennesima illusione-disillusione mediatica ove a guadagnarci saranno solo gli sponsor e gli operatori della deformazione. In barba al cittadino-consumatore che rimarrà lì, inebetito, a lamentasi ma a seguitare a non fare nulla per cambiare le cose...sic !


Luca Bagatin



18 dicembre 2013

Risposta della Segreteria di FARE per Fermare il Declino al mio articolo/proposta di alcuni giorni fa. Ovvero: FARE PER FERMARE IL DECLINO "versus" AMORE E LIBERTA'

Oggi la Segreteria di FARE per Fermare il Declino ha risposto al mio articolo/proposta di qualche giorno fa relativo alle scelte politiche di Michele Boldrin e del movimento da lui presieduto.
Di seguito la risposta a firma di Costantino De Blasi, membro della Direzione nazionale di FARE e la mia controreplica.


L.B.


Missiva di Costantino De Blasi
per conto della Segreteria Nazionale di FARE per Fermare il Declino



Caro Luca,

confesso che alcuni passaggi della tua lettera,la stessa vedo pubblicata sul tuo blog, mi lasciano perplesso. Accanto a giuste riserve, quelle ad esempio sull'alleanza con partiti che hanno attraversato la prima e la seconda repubblica e sulla quale tornerò dopo, mi sfugge il senso dell'alternativa che proponi. Quello che intuisco è che la tua proposta consta di una sorta di velleitarismo antipartitico che ponga Fare al di fuori dell'agone politico (fai riferimento all'Agorà greca) altrimenti Boldrin sarà destinato all'oblio della memoria. Ti invito a ragionare sull'impatto che ha avuto sino ad ora Amore e Libertà e su quale seguito potrà in un futuro breve contare. A me non sembra che questo tipo di azione in Italia sia mai riuscito ad uscire dal perimetro di una sterile autoreferenzialità. Non vedo inoltre sul tuo blog alcuna proposta politica concreta né alcun tentativo di dare al Paese risposte ai tanti problemi, soprattutto economici, che lo attanagliano.

Nel tuo invito scrivi "Per essere visibili non sono necessari finanziamenti. Basta darsi da fare nella quotidianità".

Noi lo stiamo facendo. Ci stiamo dando da fare nella quotidianità attraverso banchetti nelle piazze, incontri con il mondo delle partite iva, ascolto delle istanze di fasce della popolazione che non ce la fanno più a tirare avanti con uno Stato violento e confuso. Tutto questo però costa. E costa non soltanto in termini economici ma anche sotto il profilo del tempo che sottraiamo alle nostre famiglie e alle nostre professioni, giacché tutti, dal coordinatore nazionale all'ultimo dei tesserati, siamo dei volontari della politica. Le idee, caro Luca, hanno bisogno di gambe su cui camminare e le gambe hanno sempre bisogno di energia
In Italia, ma non solo in Italia, la politica si fa sia nelle strade che nelle istituzioni perché se si facesse solo nelle strade o sui blog il numero delle persone che ascolterebbero le tue idee sarebbe inevitabilmente trascurabile. 
Noi pensiamo di avere buone idee; pensiamo di avere la lucida visione della situazione economica e delle ricette per risolverla. Se limitassimo la nostra azione alla sterile enunciazione delle stesse molti dei nostri potenziali interlocutori ci accuserebbero, giustamente, di fare filosofia a danno della realtà quotidiana.

Le alleanze.
Alcuni dei partiti con cui stiamo dialogando hanno effettivamente visioni non propriamente coincidenti con le nostre. Abbiamo però voluto provare a superare le differenze per esaltare di contro le affinità e metterle a valor comune. Non sappiamo se questo esperimento avrà successo. I primi segnali ci dicono di si. Tuttavia sentiamo il dovere di rinunciare a un poco del nostro particolare per poter essere più forti e rappresentare una vera alternativa per il maggior numero possibile di elettori. In questo senso Passera è stato fino ad ora uno degli interlocutori più affini e affidabili, avendo condiviso la necessità di imprimere una vera svolta alla politica italiana. Da parte sua c'è il vantaggio di conoscere bene il funzionamento della macchina dello Stato e di aver individuato le criticità strutturali. Contrariamente a quello che affermi, è stato molto critico con il governo di cui ha fatto parte e ha provato, dall'interno, a combatterne le politiche economiche. Per ora questo ci basta. Nelle prossime settimane vedremo se anche lui dalla teoria vorrà passare alla pratica. Se lo farà avremo un partner affidabile e credibile con cui lavorare.

Mi fermo qui per ora, disponibile ad un ulteriore confronto

Cordialità

Costantino De Blasi
Membro della Direzione Nazionale di Fare per Fermare il Declino

Risposta di Luca Bagatin

blogger, giornalista, Presidente fondatore di "Amore e Libertà"


Gentile Costantino,

innanzitutto permettimi di ringraziarti per questa tua risposta.

L'articolo a cui ti riferisci, nella sua prima parte, vuole semplicemente fotografare una realtà.

Una realtà che, peraltro, ho vissuto in prima persona dal 1996 ad oggi, ovvero da quando iniziai a fare politica nell'area laica, liberale, libertaria e repubblicana.

Una realtà che, purtroppo, è diventata sterile ed autoreferenziale a causa di ideologie che la maggior parte dei cittadini non conosce (e ciò è un peccato e non a caso, da anni, propongo di istituire Fondazioni culturali di alto profilo intellettuale, in luogo di partiti o movimenti politici, affinché i giovani possano conoscere la Storia dei partiti storici che hanno fatto grande questo Paese). Ed in particolare a causa di dirigenti politici che, anziché inseguire il bene comune, ovvero il buonsenso, hanno preferito o perseguire il proprio tornaconto personale oppure scelte politiche senza alcun costrutto.

In passato lo abbiamo visto con i vari Poli Laici (di Taradash e Giovanni Negri) e Case Laiche (di Diaconale e Giacalone), con le Rose nel Pugno (di Pannella e Boselli) e, oggi, con quest'improvvisata alleanza di partitini.

Sono cose che sappiamo tutti come sono finite e mi ha davvero stupito che una personalità estranea al mondo politico/partitico come Michele Boldrin si sia lasciata prendere la mano in questo senso.

Detto ciò, passo a risponderti a quanto scrivi: tu mi scrivi "ti invito a ragionare sull'impatto che ha avuto sino ad ora Amore e Libertà e su quale seguito in futuro breve potrà contare".

Il punto è che le tue premesse sono errate. "Amore e Libertà", così come scritto nel nostro Manifesto d'intenti, non ha di queste pretese. Anzi, non ha alcuna pretesa. E' un pensatoio. Un pensatoio pubblico (anche con tutta l'ironia del gioco di parole, poiché è l'ironia che ci fa muovere, non c'erto la competizione). "Amore e Libertà" si limita a veicolare proposte. Un elenco di proposte appannaggio di chiunque. Senza chiedere danari. Senza essere o pretendere di essere un'organizzazione. Come dico sempre: siamo un simbolo (quello di Anita Garibaldi e ciò che la sua figura rappresenta, tutt'oggi, pur nell'ignoranza mediatica generale) ed un manifesto. Non ambiamo ad essere più di questo.

Nel Manifesto d'intenti non ci sono risposte a tutto, certo. Non siamo né una Chiesa né un Partito. Vorremmo solo stimolare le persona a ragionare e a proporre.

In questo senso va la mia proposta a Michele Boldrin ad aderire a questo Manifesto. Le sue idee economiche e sull'abolizione del diritto d'autore sono preziose e non vanno sprecate/perdute confondendosi con la mera politica-partitica.

Tutto ciò che fate, confondendovi con i partiti e con i partitini, finirà per essere vano. Per essere stata una mera perdita di tempo. Lo dico per esserci già passato, ma, ad ogni modo, ciascuno è libero di seguire la propria strada come meglio crede.

Le energie politiche, in questo Paese, sono mancate proprio a causa di una classe politica e di un sistema politico-economico (Ron Paul negli USA insegna, a proposito della sua denuncia del sistema FED) che ha frodato i cittadini.

Ed in questo senso i cittadini si stanno disinteressando alla politica. E lo stanno facendo anche coloro i quali, anni fa, alla politica hanno dato importanti contributi. Non è antipolitica (che oggi è rappresentata unicamente dalle forze che siedono in Parlamento), ma un dato di fatto.

Sembra che ciò vi sfugga completamente. Quantomeno oggi.

Allorquando FARE fu costituito ricordo che scrissi un'entusiastico pezzo che l'amico Cesare Lanza pubblicò sul suo sito ufficiale (http://www.lamescolanza.com/Temp=2012/082012/oscar_giannino=010812.htm). Allora, però, FARE sembrava un'altra cosa. Sembrava puntare sulla società civile e non sulle alleanze partitocratiche (con partiti che peraltro hanno rinnegato la loro Storia da quel dì, da Einaudi sino a Mario Pannunzio...se qualcuno li ricorda ancora).

Tu mi scrivi che i primi segnali di quest'alleanza con i partitini dimostrano che sarà un successo. Un successo di che cosa e di chi (ammesso che riusciate a superare l'1%, che è la soglia massima alla quale ragionevolmente potrete ambire) ?

Sono decenni che si parla di "svolta", ma nessuno declina mai che cosa sia questa "svolta".

La vera svolta, io credo, dovrebbe essere una politica fatta d'amore e con amore. Da persone consapevoli, libere, aperte da ogni condizionamento. Da persone comuni che fanno ciò che fanno unicamente per passione. Sull'esempio di Anita Garibaldi, che, peraltro, morì giovanissima per difendere l'unica vera Repubblica democratica che questo Paese abbia mai conosciuto, ovvero la Repubblica Romana (tradita dalla non-Repubblica dei partiti antirisorgimentali e antilaici, nel 1948).

Ti rinnovo ad ogni modo i ringraziamenti per questa tua missiva, a cui sarà mia cura dare pubblicazione al fine di contribuire al dibattito. Dibattito al quale mi farebbe piacere partecipasse quanto prima anche Michele Boldrin.

Con viva cordialità,


Luca Bagatin



4 novembre 2013

La mia scelta laica eretica-erotica

Confesso, che poi non è nemmeno una confessione per chi mi conosce bene, di essere sempre stato un eretico.

Eretico in politica, nella vita privata ed in ambito culturale.

Ho fatto parte, sin da quando avevo sedici anni, di molti partiti politici ad esempio. Ne sono stato iscritto e talvolta ho ricoperto anche diverse cariche pubbliche, per così dire. Purtuttavia ho sempre e solo pensato con la mia testa e sono sempre rifuggito dalle ideologie e dai feticismi-fanatismi di partito.

Per me concetti quali “centralismo democratico”, oppure “disciplina di partito” sono sempre stati estranei ed astrusi.

Ho sempre avuto di fronte e per scelta personale, invece, poche ma chiare idee: libertà individuale spasmodica, laicità, onestà intellettuale e morale, arte e bellezza.

Allorquando queste prospettive collimavano con il tal partito, solo allora mi inscrivevo e iniziavo a lavorare...per portare avanti questi e solo ed unicamente questi princìpi.

Entrai così nei Verdi (salvo un rapidissimo passaggio nei giovani comunisti di Rifondazione, ma solo perché a sedici anni avevo letto quasi tutto Marx e ne rimasi affascinato...pur per un brevissimo lasso di tempo), successivamente bazzicai fra i Radicali, poi mi iscrissi ai partiti della galassia liberalsocialista ed infine approdai al Partito Repubblicano Italiano e, più recentemente, prima dando una mano al movimento di Oscar Giannino e poi riproponendo Ilona Staller in politica - ideandone la candidatura - mi candidai con lei nel Partito Liberale Italiano alle Amministrative romane, sperendo così di “erotizzare” gli “sclerotizzati” laico-liberali (che, fu subito evidente, preferirono rimanere "sclerotizzati").

Frequentai così, e per bene, le varie anime della sinistra, almeno quella autentica, libertaria e laica. Pur discostandomi sempre dalla ideologia e dalle visioni ideologiche, feticistiche e voyeuristiche del partitismo.

Invero, alla fine della fiera, nell'ambito di tali partiti non riuscii a soddisfare appieno i miei princìpi e così, in quasi vent'anni di militanza, me ne discostai totalmente, preferendo non avere più tessere di partito.

Del resto nell'ambito dei medesimi partiti feci sempre di testa mia: prima teorizzando (anticipando i tempi su quella che sarebbe diventata la Rosa nel Pugno) un'unificazione fra Verdi-Radicali e Socialisti e, successivamente, puntando ad un polo laico che si battesse per le libertà civili, sessuali, sociali ed economiche, contro il Potere Pd-PdL (anticipando per molti versi le denunce del Movimento Cinque Stelle). Ciò non avvenne né, credo ormai, in ambito politico-partitico, potrà mai avvenire.

I partiti ragionano secondo regole fisse, alchimie stantìe e di Potere, senza alcuna onestà morale ed intellettuale, mentre il sottoscritto crede nell'eresia, nell'erotismo e dunque anche nell'erezione, che è aspetto condannato e combattuto dalla “cultura” dominante del Potere-Prepotente-Impotente (PPI).

I Radicali, almeno per ciò che attiene al periodo dei mitici Anni '60 e '70 (e per certi versi '80), furono gli unici a comprendere la necessità di un linguaggio diverso. Un approccio nuovo alla politica-partitica-sclerotica. Introdussero l'arte, l'erotismo, la goliardia nelle loro battaglie di libera-Azione, ovvero di liberazione. Il Partito Radicale fu, per decenni, il partito delle donne, degli ecologisti, degli omosessuali, dei transessuali, delle prostitute, dei libertari, liberisti, libertini, anarcosocialisti, degli spiritualisti e delle pornostar.

Fu il partito del sincretismo fra Sacro e Profano. Dell'intelligenza controculturale che, negli USA, affondava le sue radici nella cultura beatnik, mai approdata davvero (nonostante i contributi di Nanda Pivano) nelle coste della buonista, bigotta, conformista, clericofascista e cattocomunista Italia.

Purtroppo anche i Radicali, con gli anni, si sono mutati e globalizzati. Ovvero inglobalizzati in un sistema conformista-consumista e di Potere al punto che – e non è un caso – oggi Emma Bonino siede al governo della Famiglia Letta-Berlusconi.

Quanto ai verdi, socialisti, liberali e repubblicani, si sono divisi equamente le poltrone elargite loro dal Potere dei Prodi, dei D'Alema e dei Berlusconi, dimenticando totalmente le loro antiche battaglie e oggi rimanendo addirittura con il cerino in mano, visto che non esistono più né verdi, né socialisti, né liberali, né tantomeno repubblicani-mazziniani.

E' anche per questo che ho smesso di andare a votare e farmi prendere per il deretano. La libertà, l'eresia non hanno prezzo.

Mai rinunciare al pensare con la propria testa, attraverso un constante studio ed approfondimento della realtà.

Mai rinunciare a ciò per il Potere, ovvero per quella che chiamano “politica” che, nei fatti, ne è la sua più becera espressione e che da secoli danneggia l'intelligenza umana.


Luca Bagatin



21 ottobre 2013

Intervista esclusiva di Luca Bagatin all'attrice Patricia Vezzuli, protagonista del dramma erotico "La Sottoveste Rossa"

Patricia Vezzuli è una cara amica che intervistammo già alcuni anni fa, ammaliati dalla sua seducente eleganza.

Bravissima attrice milanese, già finalista a Miss Italia del 2001, molto espressiva, con già alle spalle una lunga carriera di interprete teatrale, oltre che televisiva, sia in ruoli comici in sit-com per la tv, sia in ruoli drammatici, in soap soap opera quali "Vivere", ove divenne celebre al grande pubblico interpretando il ruolo di Marianna Ponti.

Oggi, a distanza di alcuni anni da quell'intervista (era la primavera del 2009), Patricia interpreterà, per la prima volta, un ruolo erotico, nel dramma teatrale "La Sottoveste Rossa" del regista Claudio Boccaccini e di Rosario Galli, drammaturgo, sceneggiatore, regista e attore (da ricordare una sua piccola interpretazione nel film "Ginger e Fred" di Federico Fellini, del 1985, sceneggiato dallo scrittore Tonino Guerra).

"La Sottoveste Rossa" andrà in scena al Teatro Belli di Roma del 28 gennaio al 16 febbraio 2014 e noi siamo intanto onorati di avere la possibilità di intervistare, ancora una volta in esclusiva, la protagonista Patricia Vezzuli.

Luca Bagatin: Dunque Patricia, dai ruoli più drammatici del teatro, ma anche delle soap e delle fiction televisive italiane, ad un ruolo erotico, come protagonista de "La Sottoveste Rossa". Quanto è dovuta cambiare Patricia per calarsi nella parte ?

Patricia Vezzuli: La Sottoveste Rossa rappresenta per me una sfida artistica notevole. Durante lo spettacolo sono sempre in scena e per la maggior parte del tempo interagisco con una voce esterna. Quando lessi il testo per la prima volta me ne innamorai subito e ora avere la possibilita’ di farlo mi da’ molta soddisfazione, ma è anche una grande responsabilità. Il mio personaggio è pieno di sfaccettature e subisce cambiamenti profondi che lo portano ad essere tante donne diverse nel corso della storia. Inutile dire che trovo tutto questo molto stimolante.


Luca Bagatin: Puoi raccontarci la trama del dramma di Rosario Galli e tratteggiarci, per sommi capi, gli interpreti principali ed i loro ruoli ?

Patricia Vezzuli: E’ la storia di un’ attrice di nome Clelia che sta aspettando di sostenere un provino. Dopo attese interminabili si ritrova sola ad aspettare e spazientita decide di andarsene. In quel momento la voce del regista - che sarà interpretato dall’ attore e doppiatore Angelo Maggi- irrompe sulla scena e tutto cambia…Inizia un dialogo serrato e tra i due e cominciano ad accadere diverse cose, una donna algida e misteriosa di nome Evra compare improvvisamente davanti a Clelia e…e di più non si può dire ma ci saranno molte immagini suggestive ed intriganti….


Luca Bagatin: Dalla locandina de "La Sottoveste Rossa" si evince che reciterai completamente nuda. Hai avuto qualche imbarazzo ?

Patricia Vezzuli: Ho sempre avuto un bellissimo rapporto col mio corpo, quindi la nudità non ha mai creato in me alcun imbarazzo. Non credo che sentirsi a proprio agio dipenda dall’abito che si indossa. In un preciso momento dello spettacolo sarò nuda per esigenze di copione, ma sarà anche un momento estremamente drammatico.


Luca Bagatin: Che cos'è l'erotismo per te, oggi ? Può essere ancora oggi uno strumento per rompere i tabù, ovvero andare oltre la censura, il comune senso del pudore ?

Patricia Vezzuli: Considero erotico tutto ciò che stimola il desiderio e la fantasia sessuale. L’erotismo è una sessualità vissuta più a livello cerebrale che carnale. Anche uno sguardo o un semplice gesto può avere una valenza erotica potente. Per quanto riguarda il concetto di pudore è difficile stabilire quale sia il comune senso del pudore nella nostra società. Che cosa è scandaloso ? Cosa si può considerare immorale ? Per quanto mi riguarda la mia risposta è senza dubbio “la meschinità”.


Luca Bagatin: Ne "La sottoveste rossa", se non erro, il tuo antagonista è il "Regista". Un regista voyeurista che osserva l'attrice esibirsi, osservandola attraverso delle telecamere nascoste. E' un po' la metafora del Grande Fratello, sia di orwelliana memoria che quello televisivo, intendo ?

Patricia Vezzuli: Ovviamente in questo dramma la componente voyeuristica è predominante e sì, in un certo modo rispecchia una caratteristica ormai molto presente nelle nostre vite. Personalmente trovo triste che molte persone abbiano rinunciato a vivere la propria vita da protagonisti assumendo un atteggiamento passivo rispetto ad essa. Credo che il voyeurismo imperante ci abbia fatto perdere il senso della realtà e abbia danneggiato notevolmente i rapporti umani.

Luca Bagatin: Il finale sarà a sopresa....qualche possibile anticipazione ?

Patricia Vezzuli: Non posso anticipare nulla….ma posso dire che ci sarà un colpo di scena finale che rimetterà in discussione tutta la storia e….e poi venite a TEATRO !!!!!


Luca Bagatin



21 agosto 2013

Perché i laici ed i fautori della libertà non vincono e non vinceranno mai ? (all'ombra degli a-socialnetwork)



"Sincretismo di follie", opera di Fabio Siena

Divisioni.

Divisioni storiche, politiche, antropologiche forse.

Mentali, diremmo, piuttosto.

Perché mai i cosiddetti “laici”, ovvero coloro i quali si battono da sempre per un mondo più libero, non bigotto, ove l'individuo sia al centro della politica e non viceversa, sono da sempre una cultura minoritaria in Italia ?

Me perché prevalgono da sempre inutili ed assurde divisioni.

E' così, sin dai tempi in cui i mazziniani volevano contrapporsi ai garibaldini e viceversa. Eppure entrambi si battevano per un'Italia unita, libera, laica, sovrana e repubblicana.

Anche le più recenti astruse contrapposizioni fra i sostenitori di Ilona Staller e quelli di Moana Pozzi hanno fatto sì che le battaglie sulle libertà sessuali, la lotta alla corruzione ed al malaffare politico, fossero meno incisive.

Eppure si alimentano, tanto per il gusto di alimentarle, anche alla faccia di persone che non sono più in vita. Pace all'anima loro.

Osserviamo, del resto, chi abbiamo al Governo e quali sono i nostri “rappresentanti” (chiamiamoli pure così), in Parlamento. I rappresentanti della cultura antilaica, antiliberale, antilibertaria, mediatica e bigotta del nostro Paese.

Ora, forse si dirà che sto semplificando, ma, nella mia semplificazione, scrivo semplicemente ciò che vedo e che ho visto in diciotto anni di attività-osservazione politica.

Un'osservazione che mi ha portato, all'età di trentaquattro anni, alla più totale disillusione e a stracciare la mia tessera elettorale.

Cari laici, stiamocene a casa. Lasciamo perdere e diciamocelo pure chiaramente: hanno vinto gli altri.

Se dobbiamo dividerci allora tanto vale che lo facciamo onanisticamente sul web, oppure facendo una partita a carte o a monopoli. Ma non disturbiamo il “Manovratore”, peccarità !

Chi scrive, ovviamente, è un disilluso abbastanza annoiato da queste divisioni.

Chi scrive crede, diversamente, nel “sincretismo progettuale”, ovvero nella possibilità di far coesistere storie e culture anche diverse, ma unite su un elenco di punti programmatici laici, libertari, civici.

Allorquando il Sacro si fonderà con il Profano, armoniosamente, allora un piccolo spazio per la Civilità dell'Amore e della Libertà, nascerà. Diversamente prevarranno solo le divisioni ideologiche e gli sterili onanismi intellettuali.

Ma quanta acqua dovrà passare sotto ai ponti ? Chi scrive non lo sa e non è nemmeno ottimista.

Seguitiamo ad osservare e a proporre, alla finestra degli “a-socialnetwork”.


Luca Bagatin



9 agosto 2013

Nove anni di blog e oltre 4.000.000 di visite ! (dedicato a Ilona e Hula)



Sono passati esattamente nove anni da quando ho aperto questo blog senza pretese, ove Sacro e Profano si fondono e confondono, talvolta anche sessualmente.
Un blog che parla - per così dire - di tutto ciò che non troverete altrove. Parla e dà voce a chi non ha voce in capitolo perché, in questo luogo-nonluogo elettronico, non ci sono capitoli ma veri e propri flussi di cosciente incoscienza raccolti in un unico tomo lungo quasi dieci anni.
Un tomo in cui, senza peli sulla lingua né altrove (sono sufficienti quelli del suo autore, ricoperto di peli da capo a piedi), si tratta di cose serie, tavolta scherzando proprio per la serietà degli argomenti trattati.
Parliamo di politica, costume, società, massoneria, esoterismo, erotismo, sessualità, eutanasia, suicidio. Vita e morte condensate in una manciata di pagine web.
Perché la vita e la morte sono gli unici due argomenti di cui ha senso parlare. Senza prenderli troppo sul serio. Sdoganando aspetti che - dai più - sono ritenuti tabù. Ecco, noi questi tabù, vogliamo renderli totem. Non da adorare, ma da comprendere e contemplare.
Se volessimo fare un bilancio di questo ultimo anno bloggifero, scritturifero e cultural-personale - che è poi ciò che facciamo ogni 9 agosto, sin dal 2004 - possiamo dire che il bilancio è oltremodo positivo. 
Abbiamo pubblicato un libro, "Universo Massonico" (Bastogi editore), che è un compendio nato proprio e anche sulle pagine di questo blog. Un compendio di tutto ciò che c'è da sapere sulla Massoneria. Ovvero tutto ciò che non vi è mai stato svelato, depurato dai falsi complotti che vorrebbero che il sottoscritto fosse la reincarnazione di Mark Twain oppure uno dei sostenitori del Nuovo Ordine Mondiale.
Abbiamo parlato, su questo blog, della terribile dinastia dei Kennedy, ovvero la dinastia più nazifascista e mafiosa che la Storia abbia mai conosciuto ed abbiamo dimostrato come questa crisi economica globale sia frutto non delle politiche liberiste, bensì delle politiche keynesiane, stataliste e guerrafondaie dei "liberals" (fighettini di "sinistra") americani e di casa (cosa) nostra. Dei Roosvelt, dei già citati Kennedy e dei Lyndon Johnson, oltre che dei Bush, padre figlio e spirito...satanico ! E di un Obama salva-banche e condanna cittadini.
Abbiamo pertanto dato voce alle teorie ed idee del libertario statunitense Ron Paul, non a caso oscurato dai media internazionali.
Abbiamo rilanciato le battaglie culturali e politiche sulle libertà sessuali, i diritti civili, i diritti dei disabili, dei bambini  e degli anziani, assieme all'amica Ilona Staller, ideando la sua candidatura alle elezioni amministrative di Roma. E con Ilona proseguiremo a batterci per questo e molto altro.
Anche e soprattutto artisticamente parlando.
Abbiamo ideato il movimento-nonmovimento "Amore e Libertà" che ha un solo scopo: costruire la Civiltà dell'Amore dalle macerie dell'attuale inciviltà dell'odio e del dolore.
Stiamo per iniziare nuove collaborazioni giornalistiche nell'ambito di un nuovo giornale online diretto dall'ex caporedattore del TG5 Paolo Di Mizio, con una rubrica online intitolata -  presumibilmente e non a caso -  "Sacro e Profano".
Proseguiamo, dunque, l'attività che abbiamo iniziato con il compianto amico Peter Boom, attraverso questi ed altri compagni di strada. Con Ilona, Ursula Davis Hula Hop e altri.
Siamo giunti, in nove anni di blog, a superare i 4.000.000 (quattromilioni) di visite e ogni tanto ci chiediamo anche - goliardicamente - chi siano coloro i quali ci visitano.
Non promettiamo dunque nulla, quest'anno, per l'anno a venire, ai nostri fedeli lettori.
Solo di continuare, se lo vorranno, se lo vorrete, a seguirci in quest'avventura contro i pregiudizi, i falsi pudori, la criminalità politica e comune e la stupidità umana.

Luca Bagatin



21 luglio 2013

Elogio del gioco d'azzardo




La vita potrebbe essere vista come un gioco.

E ogni gioco, si sa, ha la sua dose di rischio, casualità, fortuna, sfortuna, abilità.

“Il gioco insegna a saper vincere e a saper perdere”, scrive Cesare Lanza nel suo “Elogio del gioco d'azzardo”, pubblicato in edizione limitata per la sua casa editrice “L'Attimo fuggente”.

Un libro apparentemente provocatorio in questo momento di “crisi” e di profonda critica alle sale da gioco, alle slot machines o ai grattaevinci. Un libro che, ad ogni modo, vuole abbattere quell'assurdo pregiudizio sociale, ma anche politico e religioso, che vorrebbe demonizzare il gioco ed in particolare il gioco d'azzardo, quale fosse la causa di tutti i nostri mali.

“La demonizzazione del gioco d'azzardo è sintomo di ignoranza”, scrive Lanza e non a torto, visto che le case da gioco e persino il gioco online proliferano e sono fonte di lavoro, attrazione turistica, nonché di introiti per l'erario.

Piuttosto che pagare una tassa diretta allo Stato, infatti, è molto meglio pagarla indirettamente e volontariamente, per mezzo dell'acquisto di un grattaevinci, oppure attraverso il gioco del Lotto. Allo Stato, infatti, dovrebbe spettare unicamente il compito di evitare che tali giochi finissero nelle mani della criminalità organizzata. Questa, in sintesi, l'analisi di fondo dell'ottimo Lanza il quale si definisce e non a torto “un liberale assoluto” e, personalmente lo condivido in toto.

Cesare Lanza, nel suo saggio, analizza praltro il fatto che il gioco esiste da sempre e da sempre è presente nella Storia dell'uomo, sin dai tempi precedenti alla nascita di Cristo; che il gioco esiste in tutte le società occidentali e che è bandito, invece, nei regimi illiberali e sottosviluppati, ove, peraltro, esiste comunque ma in forma illegale e criminale.

Lanza, peraltro, fa presente quanto nella società italiana il gioco d'azzardo sia diventato motivo di sciocco pregiudizio, al punto che, anche mediaticamente, persino all'attentatore Luigi Preiti (quello che sparò ad alcuni carabinieri di fronte a Palazzo Chigi durante il giuramento del Governo Letta), si affibbino ben due etichette: il fatto di essere “calabrese” ed il fatto di essere “giocatore d'azzardo compulsivo e schiavo delle macchinette”, cosa poi rivelatasi non vera, in quanto il Preiti era un semplice appassionato del gioco del biliardo.

A rincarare la dose del pregiudizio contro il goco d'azzardo anche l'onnipresente Chiesa cattolica e, per questo, il libero pensatore Lanza, pubblica nel suo saggio interi stralci tratti dai discorsi del Cardinale Bagnasco relativi a ciò. Discorsi moralistici ed a questo punto Lanza si chiede perché la Chiesa non dedichi, invece, maggiore attenzione a ben più “raccapriccianti egoismi”, come ad esempio le guerre o la pedofilia, vera piaga che investe la Chiesa cattolica da decenni.

Cesare Lanza, tornando a parlare degli immensi benefici del gioco d'azzardo in termini di posti di lavoro ed economici, per l'erario, fa notare come ad esempio il Governatore dell'Illinois Pat Quinn, abbia introdutto una tassa di scopo sulle licenze dei concessionari di giochi d'azzardo, la quale andrà a favore dei progetti di pubblica utilità, eventi culturali ed investimenti relativi a scuola ed istruzione. La medesima cosa, peraltro, sta avvenendo via via nel nostro Paese, anche se non in maniera ancora così incisiva. Così come, a favore di interventi di pubblica utilità, sono destinati i proventi del gioco d'azzardo nel Regno Unito (28%) ed in molti Stati USA.

Ordunque, senza gioco d'azzardo, si avrebbero minori entrate per l'erario pubblico e, dunque, occorrerebbero maggiori manovre finanziarie e maggiori tasse per i contribuenti. In questo senso sono totalmente fuori luogo le demonizzazioni provenienti dagli ambienti politici ed ecclesiastici del nostro Paese.

L'”Elogio del gioco d'azzardo”, lungi dall'essere un trattato economico relativo al gioco, è un saggio interessante anche per le sue divagazioni in fatto di cultura, arte, letteratura e cinema, relative al gioco d'azzardo e non solo. Da Caravaggio a Cezanne, da Dostoevskij a Scorsese, l'Arte – in tutte le sue forme - è zeppa di riferimenti al gioco ed al piacere umano per il rischio. Rischio che è fonte di piacere e godimento per l'anima, ma solo evitando gli eccessi.

E, a tal proposito, un intero capitolo è dedicato di “Dieci comandamenti” che Lanza, da giocatore consumato, riporta a beneficio del giocatore e che qui riassumiamo:

  1. Stabilire quanto danaro, al massimo, si vuole rischiare.

  2. Non insistere mai, nel gioco, se si inizia a perdere. Nemmeno per tentare di “rifarsi”.

  3. Se si sta vincendo, non temere di osare e rischiare: se si perde non si rischia di rimpiangere la vincita buttata via, in quanto il danaro perduto non era vostro, ma del banco o dei vostri avversari. Viversa, non si vincerà mai, in maniera significativa, se non si avrà mai il coraggio di rischiare.

  4. Non giocare mai se si è stanchi, ubriachi, con i nervi a pezzi o pensando ad altro.

  5. Non fare mai debiti per procurarsi danaro per continuare a giocare.

  6. Essere sempre precisi e gentili con gli impiegati delle case da gioco.

  7. Sino a che non si sta vincendo, puntare sempre la stessa (piccola) somma.

  8. Mettere sempre da parte una piccola vincita.

  9. Mai contabilizzare il danaro vinto o perduto nelle partite precedenti.

  10. Inventarsi un proprio “personale” metodo di gioco.

Questi, in sostanza, i dieci comandamenti che il giocatore Cesare Lanza dà ai suoi lettori, ovviamente dettati dall'esperienza e spesso dal non aver egli stesso rispettato questi punti, pentendosene amaramente.

“Elogio alla follia”, oltre ad essere impreziosito, al centro del volume, da belle fotografie e riproduzioni di opere pittoriche e cinematografiche dedicate al gioco d'azzarzo, presenta un interessante racconto narrativo, già pubblicato dal settimanale “Panorama” quando era diretto da Giuliano Ferrara, ove Lanza racconta di una memorabile partita alla quale ha assistito presso il casinò di Saint-Vincent. Una partita di chemin de fer nella quale è possibile immedesimarsi negli attori, ovvero nei giocatori, nelle loro emozioni, nelle loro frustrazioni, nel loro godimento. Posso garantire che, anche un non appassionato di giochi di carte come me, è rimasto rapito dalla narrazione e dal “brivido” del gioco narrato.

Il volume termina con una carrellata di film con trame incentrate sul gioco d'azzardo e con interessanti Allegati relativi alla lotta alla criminalità in fatto di giochi d'azzardo, oltre che un Allegato relativo ad aneddoti storici scovati nel web, sempre relativi al gioco.

Cesare Lanza è un caro amico di cui condivido profondamente e totalmente lo spirito libertario e fuori dagli schemi. Ho assistito molto volentieri alla presentazione di questo volume, il mese scorso, presso il Palazzo Santa Chiara a Roma, alla presenza, come relatori, del cantautore Pupo, dello psicanalista Domenico Mazzullo, di Vittorio Sgarbi e Paola Binetti. Ho ascoltato la conferenza con grande piacere e, con il medesimo piacere, ho recensito questo agile ed intelligente volumetto.

Penso che, allo stesso modo dell'opera prima cinematografica di Lanza, “La Perfezionista”, andato in onda in seconda serata su Canale 5 esattamente un anno fa, che trattava il tema dell'eutanasia e del suicidio, anche “Elogio del gioco d'azzardo” meriti diffusione, persino nelle scuole.

La lotta al pregiudizio, all'ignoranza, al bigottismo ed alla stupidità parte anche e soprattutto dalla diffusione della cultura e della conoscenza.


Luca Bagatin

*ELOGIO DEL GIOCO D'AZZARDO (tratto da www.cesarelanza.com)

Diego Gabutti su "Sette" e Luca Bagatin sul suo blog http://lucabagatin.ilcannocchiale.it  hanno dedicato al mio pamphlet "Elogio del gioco d'azzardo" due recensioni molto interessanti: potete leggerle, qualora lo vogliate, su www.lamescolanza.com. Desidero ringraziarli (insieme con i recensori del Foglio, del Corriere della Sera e del Giornale) anche perché appartengono alla ristretta categoria di liberi pensatori. Mentre, forse, ipermoralisti e demonizzatori (lo scrivo, credetemi, senza acidità, se no che liberale sarei?) si stanno dimostrando altri colleghi, da cui mi aspettavo qualche riflessione, finora non pervenuta.


Cesare Lanza


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