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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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25 gennaio 2016

Ivan Mosca. L'uomo, l'artista. l'Iniziato. (riceviamo dal Servizio Biblioteca del Grande Oriente d'Italia e, volentieri, pubblichiamo)

Il Servizio Biblioteca del Grande Oriente d’Italia è lieto di segnalarvi i prossimi appuntamenti

 

GIOVEDI 28 GENNAIO 2016 Ore 18.00

Casa Nathan – Centro Polifunzionale del Grande Oriente d’Italia

(Piazzale Medaglie d’Oro, 44 – Roma)

presentazione del volume IVAN MOSCA. L’UOMO, L’ARTISTA, L’INIZIATO

con prefazioni di Stefano Bisi, Claudio Bonvecchio (Mimesis)

Parmense di nascita, milanese di formazione, romano di adozione, Giovanni “Ivan” Mosca (1915-2005) era un “nobile viaggiatore”, animato da due passioni: l'Arte della pittura, che l'ha fatto apprezzare in tutto il mondo, e la Ricerca esoterica.

Profondo osservatore della Natura, fin da  bambino, s'incantava davanti a foglie, fiori, coccinelle, farfalle, mosche, scarabei e – con pochi tratti di carboncino – sapeva tratteggiarne le forme o trasfigurarle, cogliendone l'essenza su “altri” piani della   manifestazione.

Ivan Mosca aveva il “dono” del colore: gli bastava un attimo per ottenere l'esatta tonalità di ciò che vedeva o di ciò che aveva “intravisto” in quello che lui chiamava “stato di mag”, a metà strada tra magia e contemplazione.

Ivan aveva ricevuto la Luce Massonica il 23 maggio 1947 e, da quel giorno, sembrò non avere pace nello sviscerare – tra Roma, Parigi e Madrid - le discipline della Tradizione occidentale. Dopo aver fondato nel 1969 la R. L. “Monte Sion—Har Tzion”, n. 705 all'Or. di Roma, svolse per 30 anni i “seminari” d'istruzione seguiti da migliaia di Fratelli in Italia, Francia e Spagna. I suoi “Quaderni di Simbologia Muratoria”, editi a cura del Grande Oriente d'Italia fra il 1977 e il 1981, sono – ancora  oggi – fonte di spunti e approfondimenti sapienziali.

Gran Maestro Aggiunto nella Giunta di Ennio Battelli (1978-'82), e poi Gran Maestro Onorario, Ivan Mosca, 33°, membro effettivo “ad vitam” del Supremo Consiglio del R. S. A. A., è stato a lungo Ispettore Regionale per il Lazio.

 Interverranno: FRANCESCO INDRACCOLO (Curatore del volume), LIDIA REGHINI DI PONTREMOLI (Storica dell’Arte), CLAUDIO BONVECCHIO (Grande Oratore del G.O.I.)

Testimonianze di: BRUNO BATTISTI D’AMARIO, MASSIMO CIONI, CHRISTIAN FELLA, VALTER GUANDALINI, VILMA MOSCA

Saranno presenti il SOVRANO GRAN COMMENDATORE DEL RITO SCOZZESE ANTICO ED ACCETTATO LEO TARONI e il GRAN MAESTRO DEL GRANDE ORIENTE D’ITALIA STEFANO BISI



21 dicembre 2014

Perché in questo mondo triste, violento e grigio occorre porre al centro del dibattito pubblico/politico/sociale l'Amore e l'affettività

Colgo l'occasione per riportare, qui di seguito, due articoli pubblicati oggi sul web.
Ritengo sia utile in quanto mai come in questi tempi di profonda crisi umana, sociale e politica, occorre porre al centro del dibattito pubblico/politico/sociale l'Amore e l'affettività, tematiche che già trattiamo da tempo nell'ambito del pensatoio "Amore e Libertà" per la Civiltà dell'Amore.
Il primo articolo è la risposta del sig. Luca Rampazzo - per il sito www.lacritica.org  - al mio pezzo relativo alle cosiddette "Sentinelle in Piedi", il quale mi "accusa" - direi in modo gratuito e privo di argomentazioni serie - di "magistrale banalità" oltre che di "nullismo" (sic !).
Per correttezza e completezza riportiamo per intero il suo articolo qui di seguito:

LE SENTINELLE IN PIEDI CONTRO I MILITI DEL NULLA . Storia di una lotta di libertà

Questo articolo nasce in risposta a mille articoli uguali tra loro ed ugualmente vuoti, ultimo dei quali è il magistralmente banale pezzo di Bagatin su l’Opinione.it. Sono tutti articoli che, con stupore tipico di chi non sa cosa sia la libertà, si meravigliano del fatto che noi Sentinelle non ci siamo ancora suicidate in massa. Sì, il loro problema non è cosa noi pensiamo. Siamo ad un passo precedente. Si stupiscono che noi esistiamo. Il problema va quindi affrontato partendo dalle basi, perchè la malafede dei nostri avversari va esposta senza concedere sconti:

1) Non è vero che il matrimonio, per il Diritto, si basa sull’affettività. Non è mai stato così in 25 secoli. E meno male, dico io. Ve lo vedete uno Stato che decide quanto amate davvero il vostro partner? No, il matrimonio serve a sanzionare un particolare tipo di convivenza, quella aperta alla Vita. E sì, la possibilità di procreare, per lungo tempo, ha definito la validità stessa del vincolo. Oggi abbiamo deciso di far a meno di controlli formali, ma questo non vuol certo dire che la ratio sia cambiata. Il matrimonio è quello. Fatevene una ragione.

2) Se il matrimonio fosse un diritto, cosa che non è, chi sarebbe il soggetto destinatario del dovere corrispondente? Sì, perchè non esistono diritti senza doveri corrispondenti…Anche se vogliamo essere magnanimi, c’è sempre il problema che mi si vuole forzare a riconoscere qualcosa che non voglio riconoscere. Quindi quelle unioni toccano anche me. Non è vero che non siano fatti miei, sono ESATTAMENTE fatti miei. La convivenza non lo è. Il matrimonio sì, perchè mi si impone il riconoscimento. Questo, ovviamente, si aggiunge al piccolo dettaglio che altri soggetti privi di difesa, come i minori abbandonati, potrebbero essere forzati ad un inserimento in qualcosa che famiglia non è…

3) Per chi crede nel welfare, si crea una pericolosa concorrenza tra entità molto diverse che competono per le stesse misere risorse.

4) Qualcuno sta tentando di sanzionarmi per quanto scritto sopra. E’ in discussione un Ddl per cui io rischio la prigione per istigazione a delinquere per la seguente frase: “Chiedo con forza che il mio Sindaco non includa tra le giovani coppie destinatarie di sconti sul costo dei servizi anche quelle omosessuali”. Questa volontà di sterminio intellettuale non è solo demenziale, è direttamente intollerabile.

Come è palese qui ci sono due piani: i punti da 1 a 3 riguardano ragioni sulle quali dissentire è lecito, apprezzabile e sostanzialmente democratico. Il quarto è un punto per il quale si dimostra la vera natura dei Militi del Nulla: incapaci di prevalere con la razionalità, si fanno scudo della forza e del rancore costruito in decenni di propaganda e di semina di odio contro chi non si allinea, contro il diverso, contro chi non si arrende alla loro visione della società e procedono allo sterminio delle libertà dell’avversario. A partire da quella di dissentire. Continuando con quella di esistere liberamente. Non male per i presunti difensori della libertà, vero?

Luca Rampazzo (http://www.lacritica.org/politica-2/le-sentinelle-in-piedi-contro-i-militi-del-nulla-storia-di-una-lotta-di-liberta/)


Il mio commento di risposta - al momento in cui pubblico questo post è ancora in attesa di moderazione - non si è fatto attendere ed è stato il seguente:

La ringrazio per il “magistralmente banale”. Detto da lei è certamente un complimento.
No, non mi stupisco che le Sentinelle esistano, perché il mondo è pieno di persone, ciascuna con una visione differente. Semmai mi sono chiesto a che cosa servano, in un mondo che ha seri problemi di socializzazione e che manca sempre di più d’umanità, ad esempio.
Malafede ? Ah sì ? Mi accusa di malafede ? Uhm…interessante.

Assai triste la sua visione di matrimonio, che, fortunatamente, non è quella delle persone che – pur in un mondo assai triste, violento e gretto – si amano. E magari decidono anche (per quanto purtroppo sia raro), di amarsi per tutta la vita. E decidono, liberamente, di sposarsi.

Uno Stato fatto di persone che amano non si pone nemmeno la questione del welfare o meno: il welfare è semplicemente PANE QUOTIDIANO.
Perché chi ha fame è giusto che sia sfamato.
Ma, purtroppo, viviamo in uno Stato che delle persone non ha alcuna cura. Salvo curarsi di tartassarle.

Io non la odio affatto, al massimo dissento con lei e un po’ mi intristisce pensare che c’è chi esclude l’affettività e l’amore dal dibattito pubblico/politico/sociale.
Se la visione delle Sentinelle è rappresentata da questo suo articolo mi appare assai fredda, una volta di più.

Cordialità.

Luca Bagatin


Il secondo articolo invece è mio ed è stato pubblicato dal quotidiano nazionale per il quale collaboro, ovvero L'Opinione delle Libertà, diretto da Arturo Diaconale.
Nella Roma della Grande Schifezza, della decadenza dei costumi, della perdita di ogni memoria relativa alla grande Repubblica Romana di mazziniana e garibaldina memoria, ecco una nuova ricerca della luce, ovvero un nuovo discrimine: la Roma degli onesti da una parte, ovvero quella dei radicali storici (non pannellian-mediatici, infatti !) Mario Pannunzio ed Ernesto Rossi e del Partito dell'Amore di Moana Pozzi e dall'altra parte quella dei politicanti corrotti, degli affaristi, dei cooperativisti per modo di dire, senza umanità né dignità:

La Roma degli onesti e quella dei corrotti

di Luca Bagatin

21 dicembre 2014POLITICA

 

C'è chi, ancora oggi, si stupisce della corruzione presente nella Capitale, delle infiltrazioni mafiose, della commistione malavitosa fra vip, imprenditori e politici di destra e sinistra. C'è chi, purtuttavia, in tempi non sospetti, quel malaffare lo denunciava già.

Parliamo degli “Amici de Il Mondo”, ovvero dei radicali di Mario Pannunzio – Ernesto Rossi in primis - che, sin dagli Anni '60, denunciavano la speculazione edilizia e la commistione fra politica, criminalità ed imprenditoria. La stessa cosa fece Moana Pozzi alla guida del Partito dell'Amore – unico partito totalmente autofinanziato - allorquando nel 1993 si candidò a Sindaco di Roma. Ancora oggi, su youtube, su Radio Radicale e sul sito www.partitodellamore.it è possibile ritrovare i filmati ed i documenti relativi alle conferenze stampa di quel periodo (una fra queste moderata dal direttore de L'Opinione Arturo Diaconale), ove Moana denunciava e proponeva una sistematica lotta al malaffare, alla corruzione politica ed alla criminalità organizzata infiltrata nella città, oltre che proponeva un progetto per rilanciare le attività culturali romane; proponeva – già vent'anni fa – di chiudere al traffico il centro storico ed iniziative su come rilanciare l'occupazione giovanile e risolvere il problema dei parcheggi.

Moana la pragmatica, ma anche l'inascoltata che, all'epoca, prese solamente lo 0,52% dei consensi e che morì l'anno successivo, pur indimenticata dalle persone che l'hanno seguita ed amata. Il Partito dell'Amore - che non smetteremo mai di dire che non era il partito delle pornostar, bensì il partito delle persone comuni, al punto che l'unica persona popolare in lista era Moana, mentre tutti gli altri candidati erano persone provenienti dalla cosiddetta società civile, fra cui un'insegnante di lettere ed un postino – fu la prima lista civica italiana. Una lista civica che, non avendo rendite di posizione né posti di potere da garantire e/o da auto-garantirsi, andava al cuore dei problemi.

E candidava Moana – simbolo-icona del Partito stesso - che, abbandonata definitivamente la carriera di pornodiva, pur senza rinnegarla, accettava di entrare seriamente in politica, con determinazione e lanciando lo slogan “Governare con più Amore”, ovvero stare più vicino ai problemi della gente comune, come lei stessa ricordava in una video-intervista dell'epoca. La Roma di Moana e del Partito dell'Amore, così come quella degli intellettuali del settimanale “Il Mondo” e del primo Partito Radicale guidato da Mario Pannunzio ed Ernesto Rossi, sarebbe stata certamente molto diversa.

Per uscire dal pantano occorre ripartire da lì.

http://www.opinione.it/politica/2014/12/21/bagatin_politica-21-12.aspx



20 dicembre 2014

Aforismi e riflessioni garibaldine, chaviste, peroniste, (anti)politiche. By Luca Bagatin

Ridicole le varie sigle politiche della nostra "gauche au caviar", fra vari comunismi, pseudo socialismi e fantomatiche "liste Tsipras"....E poi non ci si lamenti se abbiamo un politicante autoritario come Renzi al governo !
Occorre, semmai, una lista Garibaldi, una lista Chavez, una lista Peron !
Ma non sulle schede elettorali (con le quali possiamo anche pulirci il didietro), bensì nel cuore di ciascuno !
Se la politica è mafiosa allora significa che ad essere mafiosa è anche la società medesima, le persone nel loro complesso. E' aspetto sul quale non si riflette mai e ciò spesso per mera ipocrisia.
Quando e se pubblicherò mai un nuovo saggio, questo avrà fra le sue eroine-protagoniste anche Evita Peron.
Trovo che Raul Castro sia da sempre inconsistente.
Quanto a Obama e Mr. Bergoglio, trovo che siano due starlette televisive da quel dì.
Non riesco a "gioire" per questo disgelo mediatico. Hasta Siempre Comandante !
L'Italia è una Repubblica affondata sul jobs act.
Francamente non comprendo coloro i quali, a Roma, pretendono che vi siano nuove elezioni.
Altro che elezioni: COMMISSARIAMO I POLITICI ! AUTOGESTIAMO LE CITTA' !
Sono disgustose le strumentalizzazioni della figura di Evita Peron da parte della destra fascista italica.
Evita, come Peron, non sono MAI stati né a destra né a sinistra, ma sempre e solo dalla parte del popolo!
Politicanti italici: fatevene una ragione e vergognatevi, visto che il popolo non siete mai stati in grado di rappresentarlo, né lo rappresenterete mai!!!



17 dicembre 2014

La Filosofia del Natale nell'ultimo saggio del prof. Claudio Bonvecchio

La filosofia è fondamentalmente amore per la sapienza e la sapienza, già di per sé stessa, trasforma le persone, l'animo umano, arricchendolo.

Queste le premesse del prof. Claudio Bonvecchio – Professore Ordinario di Filosofia delle Scienze Sociali presso l'Università degli Studi dell'Insubria di Varese e Como e Grande Oratore della Massoneria del Grande Oriente d'Italia – che, mercoledì 17 dicembre scorso, a Roma, presso “Casa Nathan”di Piazzale delle Medaglie d'Oro 44 ha presentato il suo ultimo saggio: “Filosofia del Natale” (Alboversorio Editrice).

Incalzato dall'ottimo Gran Bibliotecario del Grande Oriente d'Italia Bernardino Fioravanti, il prof. Bonvecchio ha presentato all'uditorio un testo agile ed unico nel suo genere. Un testo che vuole tornare alle origini spirituali, gnostiche e sacre della festività nazalizia, che trae le sue origini dalla festività pagana del Solstizio d'Inverno, il giorno della Festa della Luce, del cosiddetto “Sole Invincibile” o “Sol Invictus” ovvero il “Dies Natalis Solis Invicti” (Giorno Natale del Sole Invincibile), festeggiato tanto dalle popolazioni indo-iraniche devote al dio del sole Mithra, quanto dagli antichi romani attraverso le celebrazioni dei “Saturnalia” in onore, appunto, di Saturno, il mitico dio della pace e della felicità.

Con l'avvento del cristianesimo, come spiegato anche dal prof. Bonvecchio, per volontà dell'Imperatore romano Costantino, fu deciso di cumulare la festa del Sol Invictus con quella della nascita del Cristo, considerato, appunto, la “Luce del Mondo” e fu così che il 25 dicembre divenne la data ufficiale della festività del Natale. Di quel Natale ricco di simboli antichissimi, dunque, tutti spiegati nella “Filosofia del Natale” del prof. Bonvecchio: dall'Albero natalizio – simbolo dell'unione fra cielo e terra – passando per il significato della stella di Natale, del vischio, dei cibi natalizi, dei canti di Natale e via via sino agli ornamenti dell'albero di Natale stesso e del presepe.

In particolare il prof. Bonvecchio si è soffermato sulla spiegazione del simbolismo della grotta, ovvero della capanna nella quale, secondo quanto scritto nei Vangeli Apocrifi (e non in quelli canonici), nacque il Cristo. La grotta, secondo tutte le tradizioni simboliche, rappresenta infatti l'“uterus mundi”, ovvero il luogo nel quale si trovano le acque primordiali che, come il liquido amniotico per il feto, portano alla nascita/rinascita di una nuova vita. Oltretutto, come spiegato dal prof. Bonvecchio anche nel suo saggio, le grotte erano i luoghi nei quali non solo nascevano le grandi divinità, ma erano anche il santuario nel quale venivano praticati i rituali in onore alla Grande Madre o al dio Mithra, imperniati non a caso sulla morte simbolica e sulla rinascita dell'iniziando.

Altra figura simbolica del Natale è quella relativa a “Babbo Natale”, il quale incarna la figura di San Nicola, vescovo in Asia Minore e protettore dei bambini ai quali, come tradizione vuole, porta in dono dei regali. I bambini, peraltro, secondo tutte le tradizioni simboliche, sono considerati l'incarnazione degli antenati morti che, peraltro, erano i veri protagonisti della festività romana dei “Saturnalia”. E' così che, per allontanare l'immagine della morte dalla società e farci credere nella vita, Babbo Natale colma i bambini di doni, propiziandosi così anche le anime degli antenati defunti.

A conclusione sia del saggio del prof. Bonvecchio, sia dell'incontro di presentazione, una morale di fondo, ovvero una critica serrata nei confronti della cosiddetta secolarizzazione, ovvero l'abbandono dello spirito religioso, della dimensione del sacro da parte di un'incalzante società mercatista e dei consumi che ha trasformato il Natale in un happening del commercio, come giustamente l'ha definito il prof. Bonvecchio. Un happening figlio di una società sempre più relativista, nichilista, fredda, tecnologica, edonista, globalizzata.

Ecco dunque la necessità di invertire la rotta, di ricercare la luce dentro noi stessi, attraverso la riscoperta della dimensione del sacro: restituendo dignità al simbolo, alla simbolica, alla filosofia del Natale, liberando così la società della metaforiche tenebre che l'avvolgono.

Solo allora potremo assistere ad una nuova rinascita del Vero, del Buono, del Bello, ovvero quando ci riapproprieremo dell'autentico significato tanto gnostico quanto cristiano della festività natalizia. Non il Natale del consumismo, dunque, ma il Natale della Luce, del Sole, dell'innocenza dei bambini non più resi adulti da una società senza coscienza, ma aperti alla conoscenza di sé stessi per costruire, da adulti, un mondo d'amore, armonia e fratellanza universale.


Luca Bagatin (nella foto con, a sinistra, il prof. Caludio Bonvecchio)



21 agosto 2012

Alessandro conte di Cagliostro


Alessandro conte di Cagliostro, uno fra i più grandi Iniziati dell'epoca moderna, fu anche l'ultima vittima della cosiddetta "Santa" Inquisizione.
Imprigionato e torturato, morì infatti nella fortezza di San Leo, il 26 agosto del 1795, per il solo fatto di essere massone, così come accadde al suo contemporaneo, il poeta Tommaso Crudeli.
Alessandro conte di Cagliostro, per tutta la sua vita, ebbe un solo scopo: unificare la Massoneria, proponendo il suo Rito Egizio, ovvero un particolare sistema di rituali e catechismi dotati di profondissimi insegnamenti spirituali ed oggi conservato in originale presso il Museo della Gran Loggia di Scozia.
Alessandro conte di Cagliostro, come dimostrato dai suoi massimi studiosi, ovvero Marc Haven, Pier Carpi, Philippa Faulks e Robert L. D. Cooper, non fu l'imbroglione Giuseppe Balsamo, assoldato dalla "Santa" Inquisizione per gettare discredito sulla figura di Cagliostro stesso.
A parlarci di Cagliostro è anche lo storico e filosofo, nonché Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d'Italia Carlo Gentile, nel suo "Il mistero di Cagliostro ed il sistama egiziano", pubblicato per la prima volta negli anni '70 e ripubblicato successivamente dalla casa editrice Bastogi.
Il Gentile racconta la vita e la leggenda di Cagliostro. Il mito che percorse il Secolo dei Lumi, scardinando il materialismo e costringendo gli aristocratici a chinare il capo di fronte ai miseri dell'epoca. Il Gentile, racconta sia le tesi dei cosiddetti "nemici di Cagliostro" (fra i quali il pennivendolo Morande, il letterato Goethe e la Regina Maria Antonietta di Francia), che coloro i quali ne rivalutarono il pensiero, fra cui lo studioso Arturo Reghini ed Helena Petrovna Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica.
Cagliostro imbroglione ? Mago ? Gesuita ? Capo degli Illuminati ? Oppure Iniziato inviato sulla terra dalla Gran Loggia Bianca, così come fu inviato il Cristo ?
Il suo rituale ed i suoi catechismi della Massoneria egiziana, riportati nel testo di Carlo Gentile, parlano per lui. Come avrebbe potuto un semplice ignorante quale era Balsamo, avere una tale conoscenza degli universi spirituali e massonici ? Una conoscenza che, probabilmente, nemmeno gli eminenti massoni ed alchimisti della sua epoca avrebbero potuto avere ?
Il vero ed unico Cagliostro, lontano dall'essere un facinoroso ed un anticlericale, fu amico e confidente di Papa Clemente XIII, successivamente assassinato per aver sciolto l'Ordine dei Gesuiti; nonché fu amico delle maggiori teste coronate del '700, oltre che del popolo, suo unico punto di riferimento, al punto che fu egli stesso a coniare il trinomio "Libertà - Uguaglianza - Fratellanza", successivamente mutuato dalle Logge massoniche e dalla Rivoluzione Francese, con la quale, ad ogni modo, non ebbe nulla da spartire.
Da non dimenticare, poi la graziosissima figura della moglie Serafina (che gli inquisitori vollero scambiare con la prostutita Lorenza Feliciani, moglie di Giuseppe Balsamo), la quale fu iniziata da Cagliostro Gran Sacerdotessa del Rito Egizio, ovvero fu, ufficialmente, la prima donna al mondo ad avere un'alta carica onorifica in Massoneria.
Non è un caso se oggi Cagliostro, in particolare in Italia, non è stato dimenticato, per quanto la sua figura è, purtroppo, ancora guardata con sospetto negli ambienti clericali, i quali, ad ogni modo, hanno sulla coscienza la sua morte, così come hanno sulla coscienza la morte dei tanti, dei troppi liberi pensatori. Un nome per tutti: Giordano Bruno.
Anche quest'anno, infatti, in onore ed in memoria di Cagliostro, dal 24 al 26 agosto, a San Leo (Rimini), si terrà la kermesse sull'alchimia e l'esoterismo dal titolo "AlchimiAlchimie", che vede convergere le due maggiori Obbedienze massoniche italiane: il Grande Oriente d'Italia e la Gran Loggia d'Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori.
Una kermesse prestigiosa, di cultura ed intrattenimento, organizzata in collaborazione con l'Amministrazione Comunale, con spettacoli teatrali, musicali, pirotecnici e convegni ai quali prenderanno parte Alessandro Meluzzi, Claudio Bonvecchio, Moreno Neri, Paolo Aldo Rossi, Padre Orazio Anselmi, l'ufologo Roberto Pinotti ed altri.
In particolare desidero qui segnalare gli eventi organizzati dalla Gran Loggia d'Italia, la quale quest'anno ha proposto un tema di grande attualità ovvero l’apocalisse, con due eventi dal titolo “2012: la fine del mondo, il fine del mondo”:

Venerdì 24 Agosto ore 19.00 alla Fortezza con “Alla locanda del falcone rosso”, una storia del XIII secolo sulla fine del mondo tradotta per il teatro, atto unico a cura della Consulta Giovanile della Gran Loggia d’Italia, testo di Luigi Pruneti.

Sabato 25 Agosto ore 10,30 si terranno due conferenze dedicate alle leggende, ai presagi e alle tante storie che ruotano attorno all’apocalisse.Interverranno alcuni dei massimi esperti dell’argomento tra i quali Paolo Aldo Rossi e Ida Livigni.

Ed anche quest'anno sarà nuovamente occasione per dar battaglia all'ignoranza, alla ciarlataneria, al materialismo. Per dare voce al libero pensiero e far trionfare la vera, autentica, ricerca spirituale.
Di cui l'individuo del 2012 sente sempre più profonda necessità, fra crisi economica e crisi intellettuale, oltre che morale.

Luca Bagatin



24 agosto 2010

Al via AlchimiAlchimie 2010....con qualche polemica clericale



Anche quest'anno si sta tenendo a San Leo (RN), nel Montefeltro, dal 21 al 26 agosto, la kermesse sull'alchimia e l'esoterismo dal titolo "AlchimiAlchimie", che vede convergere, ancora una volta, le due maggiori Obbedienze massoniche italiane: il Grande Oriente d'Italia e la Gran Loggia d'Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori.
Il tutto in onore e ricordo di quel Grande Iniziato che fu il conte Alessandro Cagliostro, che proprio nella fortezza di San Leo fu brutalmente torturato ed imprigionato ad opera dell'Inquisizione cattolica.
Vorrei - brevemente e a tal proposito - segnalare che, in pieno stile clericale, il Vescovo di San Martino-Montefeltro, Luigi Negri, ha espresso le sue perplessità relativamente al sostegno dell'Amministrazione comunale all'iniziativa "AlchimiAlchimie" ed ha inoltre definito i massoni come espressione di una "cultura totalitaria" che "non hanno dato un contributo positivo all'evoluzione di questa nostra società".
Ma guarda un po' !
E pensare che i massoni hanno promosso istituzioni umanitarie come l'Onu, Fao, la Croce Rossa Internazionale, la Lega Italiana per i Diritti dell'Uomo, la Società Umanitaria....e che nei secoli hanno combattuto - pena la morte - contro tutti i dogmatismi ed i totalitarismi e senza mai chiedere nulla in cambio (visto che la Massoneria non fa alcun proselitismo).
Non sarà che il Vescovo Negri preferisce dimenticare che è piuttosto la Chiesa cattolica a doversi vergognare con: la Santa Inquisizione, con i roghi nei confronti dei cosiddetti "eretici" (Templari compresi), con lo spirito anti-italiano ed anti-patriottico durante il Risorgimento, con gli ammiccamenti a nazismo e fascismo, con le discriminazioni nei confronti di ebrei ed omosessuali, con con i recentissimi scandali del pretume pedofilo ?
Piccola ma doverosa parentesi a parte, il programma completo di "AlchimiAlchimie 2010", lo potete trovare anche al sito: www.san-leo.it ed è il seguente:

Ogni giorno dalle 11.00 a tarda notte il mercatino alchemico: per le vie del paese: magie di erbe e di profumi, cristalli e pietre magiche, astrologia e letture di tarocchi, rune, candele, oracoli e talismani.

Ogni giorno sarà contraddistinto da un tema diverso con incontri, mostre d’arte, conferenze e dibattiti a tema, a Palazzo Mediceo e mostre alla Fortezza originali e uniche.

Nelle serate di sabato 21, domenica 22 e giovedì 26  gli spettacoli multiformi, ricercati e indimenticabili fino al  gran finale con l’Incendio della Fortezza.

 

*DI GIORNO: GLI INCONTRI, I WORKSHOP, LE CONFERENZE a PALAZZO MEDICEO*

Sabato 21/8 – La Massoneria e l’unità d’Italia

Come da tradizione, Le conferenze del Grande Oriente d’Italia inaugurano la prima giornata del festival: dalle 10.30 del mattino interventi di Virginio Gastaldi, Marco Novarino, Morris Ghezzi, Claudio Bonvecchio e Stefano Bisi.

 

Domenica 22/8 – Le Nuvole Sapienti. L’immaginario magico nel mondo del fumetto

L’intera giornata è dedicata all’affascinante mondo del fumetto,. Dalle 11 il workshop “Come nasce una sceneggiatura” a cura di Andrea Aromatico, seguito da incontri fra i più importanti autori del fumetto Italiano, collaboratori di case editrici quali Disney a Starcomics,  Eura Editoriale e Sky Fantasy.

 

Lunedì 23/8 – L'Armonia ed il benessere

In collaborazione con l’Istituto di Medicina Naturale di Urbino incontri su wellness e benessere olistico: yoga, fiori di Bach, Feng Shui, inquinamento elettromagnetico, biorisonanza, aura di Kirlian, e la suggestiva cerimonia vedica del fuoco a cura della scuola Satinan con Swami Anandananda Saraswati.

 

Martedì 24/8 – Tarocchi e cartomanzia: carte da gioco o alfabeto del destino?

 “Carte da gioco o alfabeto del destino?” dalle ore 16.00 quattro incontri alla scoperta dell’affascinante mondo delle lame, degli Arcani e dei Trionfi, dal Medioevo a oggi misteriosi e immancabili strumenti per scrutare l’insondabile.

 

Mercoledì 25/8 – L'Antimassoneria

Una giornata a cura della Gran Loggia d’Italia per conoscere da vicino il controverso mito di Giuseppe Balsamo, o Alessandro, Conte di Cagliostro prigioniero illustre nella fortezza di San Leo fino alla sua morte avvenuta nel 1795. Alle 20.30 la tradizionale ed esclusiva Cena Alchemica in Piazza Dante, con prenotazione obbligatoria.

 

Giovedì 26/8 – L’Alchimia e Cagliostro

La data del 26 agosto è dedicata a alchimia, medicina spagirica, filosofia del fuoco con Andrea Aromatico, Giorgio Sangiorgi, Maurizio Di Massimo, Stefano Stefani, Edoardo Tomasi, Elio Occhipinti, Deborah Pavaniello, fino agli inediti quaderni di Giuseppe Balsamo ritrovati a Strasburgo e illustrati da Umberto Nardi.

 

 

*LE MOSTRE alla FORTEZZA*

 

“Alchimia della Ragione” (16 luglio -16 ottobre, Fortezza, piano terra) – lo scultore incontra l’alchimista: mostra di disegni e ceramiche d’arte del maestro Giò Urbinati ispirate e dedicate a Cagliostro

 

 L'Antimassoneria”(20 agosto – 5 settembre, Fortezza, Torre Valadier) – alcuni tra i principali pezzi fra illustrazioni, articoli, vignette, manifesti che documentano la propaganda negativa nei confronti della massoneria.

 

“I guardiani dello spirito(20-19 settembre, Fortezza, secondo piano) 15 pittori e 2 artiste performative, 1 scultore e due fotografi per 54 opere inedite sul rapporto fra gli immaginari esoterici, il mito, il fantastico e la pittura figurativa contemporanea con opere di Dino Valls, Guido Razzi, Saturno Buttò, Rocco Normanno, Ugo Levita, Roberta Serenari, Moreno Bondi e tanti altri.

 

 

* IL POMERIGGIO E LA SERA: GLI SPETTACOLI  (Centro storico, il 21, 22 e 26/8 dalle 16.30 a tarda notte)*

 

AlchimiAlchimie 2010 si arricchisce di spazi e spettacoli dedicati ai piccoli nelle giornate di sabato, domenica e giovedì dalle 16.30: teatro per ragazzi, burattini, storie di elfi, buffoni, diavoli e fate, danza, colore e musica, trampoli, maschere e fuoco. Alcuni titoli: “L’Alchimista”,Bertoldo, Bertoldino e l’allegra brigata”, “Palcoscenico in movimento. Per i più piccini, tutti e sei i giorni c’è Fucinafole: maschere in cuoio di elfi, folletti, buffoni e diavoli con officina dimostrativa, laboratorio narrativo e piccole storie di fate e di streghe a cura di Giorgio de Marchi e Giulia Baldassari

 

Dopo il tramonto è il momento degli spettacoli “clou” di AlchimiAlchimie, epici e originali, capaci di scatenare fantasie inafferrabili, avvengono:

 

Sabato 21/8 -  ALCHIMIA DELLA DANZA

Musica etnica e contaminazioni in collaborazione con l’Associazione Fermento Etnico: dal  Sud Italia, Damadakà, pizzica del Salento, tammurriate del Vesuvio e tarantelle. Dal Nord Italia e Francia: Quinta Rua, giga, Scottish, Mazurca francese e Bourèe.

 

Domenica 22/8 – ALCHIMIA DI CULTURE

Bolle Giganti” l’incanto e la magia iridescente delle creazioni di Simone Melissano

Sospinti da una brezza misteriosa, appaiono all’improvviso i candidi angeli  del Silence Teatro, che attraversano la piazza sollevando mulinelli di emozioni e scaglie di ricordi.

Clou della serata: “A-men”, dall’antica tradizione Maori i Lumen Invoco propongono uno spettacolo Poid Pois di origine neozelandese che mischia danza, fuoco, energia e luce in modo ipnotico e originale.

 

Giovedì 26/8 – ALCHIMIA DEL FUOCO

“Bolle Giganti” l’incanto e la magia iridescente delle creazioni di Simone Melissano

Come Angeli dal Cielo”, con le silenziose e irreali creature alate dei candidi mimi di Silence Teatro.

Clou della serata “Bagliori”, spettacolo di fuoco di Pietro Chiarenza fra trampoli, mostri, serpenti e portali e specchi fiammeggianti con costumi ed effetti in stile tolkeniano

 

Ore 23.30 INCENDIO DELLA FORTEZZA

La Fortezza di San Leo va a fuoco: le fiamme divampano, accendendo il cielo della Valmarecchia in un crescendo mozzafiato di coreografie pirotecniche perfettamente sincronizzate a musiche senza tempo.

Nei giorni di sabato 21, domenica 22 e mercoledì 26 agosto l’ingresso al centro sarà a pagamento dal primo pomeriggio: il biglietto d’accesso di 5 Euro è valido sia per il centro storico che per la Fortezza. Ingresso sempre gratuito per i minori di 10 anni. In serata servizio-navetta gratuito dai parcheggi al centro storico. In collaborazione con Bonelli Bus, servizio bus serale da Gabicce M., Cattolica, Misano, Riccione e Rimini (info: www.bonellibus.com, Tel 0541-662069). Le prenotazioni per la cena in piazza di Mercoledì 25 si ricevono presso l’Ufficio Turistico - IAT di San Leo Tel. 0541-926967, Numero Verde 800 553800, o sul sito del comune di San Leo www.san-leo.it.



23 novembre 2009

GELLI E LA P2 FRA CRONACA E STORIA: una recensione al saggio del prof. Alessandro A. Mola



Di Licio Gelli e della Loggia Propaganda 2 sono state scritte un sacco di cose.
Quasi tutte pressoché a sproposito a cominciare dal fatto che fu una "Loggia segreta".
La P2, Loggia all'Ordine del Grande Oriente d'Italia, fu - diversamente - una Loggia "coperta" di diretta pertinenza del Gran Maestro dell'Obbedienza.
"Coperta" in quanto al suo interno vi erano personalità di spicco (del panorama culturale, politico, artistico ecc...) che - per la loro particolare posizione professionale - preferivano non rivelare l'appartenenza alla Massoneria e dunque figurare unicamente "all'orecchio" del Gran Maestro, come si dice in gergo massonico.
Si pensi solo al fatto che la Loggia Propaganda Massonica (poi P2) fu fondata nel 1877 e di essa vi faceva parte anche il Vate della letteratura risorgimentale Giosue Carducci e l'ottimo ed indimenticato Sindaco di Roma Ernesto Nathan.
Tutto ciò e molto altro ancora è spiegato dettagliatamente e con una ricchissima documentazione e bibliografia dallo storico Alessandro Aldo Mola - Medaglia d'Oro per la Cultura dal 1980 - nel suo ultimo saggio "Gelli e la P2 fra cronaca e storia" edito dalla Bastogi.
Mola, senza faziosità alcuna, racconta di come il "presunto scandalo" P2 non fu che il pretesto per una lotta senza quartiere contro i massoni e la Massoneria italiana, da sempre vista con sospetto da settori clericali, fascisti e comunisti.
Mola ripercorre così - come già fece lo scrittore Pier Carpi nel suo "Il Venerabile" nei primi anni '90 - la vita di Licio Gelli sin dai tempi della Guerra di Spagna quando combattè a fianco dei franchisti e successivamente in Italia a Capo del Fascio di Pistoia. Sino a quando salvò da morte certa 62 prigionieri fra ebrei e partigiani, evitando così la loro deportazione nei campi di sterminio in Germania.
Ciò gli vantò un attestato da parte del Comitato di Liberazione Nazionale di Pistoia e gli consentì, a guerra finita, di rifarsi una vita. Prima come commerciante di prodotti di cancelleria e via via, negli anni '50, nell'ambito della Permaflex ove divenne direttore dello stabilimento di Frosinone.
E così, successivamente, come racconta Mola, Gelli decise di farsi iniziare massone negli anni '60 con l'obiettivo di rendere la Massoneria un organismo in grado di risolvere le controversie internazionali e nazionali. Un po' come durante il Risorgimento italiano o con la fondazione della Società delle Nazioni e dell'ONU.
Nulla, insomma, di oscuro e di occulto. Anzi.
Un capitolo molto denso del saggio di Mola, oltre a quello dell'amicizia fra Gelli ed il generale Peron, è infatti dedicato alla fondazione dell'OMPAM da parte di Licio Gelli, ovvero dell'Organizzazione Mondiale Per l'Assistenza Massonica.
Un organismo sovranazionale, appunto, in grado di "contribuire a soccorrere ed ad elevare le condizioni morali, spirituali e materiali dell'Uomo e della Famiglia umana, operando secondo i principi etici propri dell'insegnamento massonico", come dichiarato dal promotore stesso.
Un organismo che faceva leva proprio sulla fratellanza massonica che era l'unico principio in grado di superare tutte le divisioni in fatto di politica, razza, religione....
Un organismo "alla luce del sole", che fu riconosciuto anche in sede ONU alla stregua della Fao e dell'Unesco e che si proponeva di integrare l'opera umanitaria laddove le giurisdizioni massoniche non disponessero di strutture economicamente  e giuridicamente idonee per operare sia all'interno dei singoli Stati che a livello internazionale.
Operazione ambiziosa che purtroppo la stampa nostrana omise di far conoscere al grande pubblico. E che si arenò con l'avvento del presunto scandalo P2, nel 1981.
L'OMPAM fu tuttavia un'operazione autonoma di Gelli e per nulla legata al Grande Oriente d'Italia, anche se egli stesso propose all'allora Gran Maestro del GOI, Lino Salvini, di nominare il suo predecessore - Giordano Gamberini - alla carica di Ambasciatore del GOI presso l'OMPAM.
Licio Gelli, sia detto per inciso, allora non era ancora Venerabile della Loggia P2, anche se la P2 era attiva e nota ai Gran Maestri sopra citati ed ai loro predecessori senza scandalo alcuno come spiegato all'inizio di questo articolo.
Gelli fu solamente un personaggio particolarmente attivo sia all'interno che all'esterno della Massoneria. Il che lo porterà ad occuparsi di cose estranee alla stessa Istituzione come ad esempio  di politica (si noti bene che le Costituzioni di Anderson del 1723, vietano espressamente ai massoni di occuparsi di politica e religione in Loggia).
Ma ad ogni modo anche qui nessuno scandalo "profano", come rilevato dall'ottimo Alessandro Mola nel capitolo dal titolo "Gelli per la Seconda Repubblica".
Alla metà degli anni '70  - vista l'estrema fragilità e litigiosità della coalizione di Pentapartito e l'incalzante terrorismo rosso e nero - l'Italia si trovò ad un bivio: o una dittatura clericale di estrema destra, oppure un ancor meno auspicabile regime di estrema sinistra.
Licio Gelli stilò così il famigerato "Schema R" (Rinascita), all'indomani dell'avanzata del Pci alle elezioni amministrative del 1975.
Lo "Schema R", come documentato dal saggio di Mola, non fu altro che un piano riformatore, che elaborava la strategia politica per arginare la dilagante avanzata dei comunisti - alleati alla dittatura sovietica - in Italia, per mezzo di un rafforzamento della coalizione di Pentapartito (Dc, Psi, Psdi, Pri, Pli) a partire dalla Democrazia Cristiana, a patto che essa si depurasse da correnti ed alchimie che la rendevano inefficiente ed inefficace.
L'obiettivo finale di Gelli non era altro che un ritorno ai "fasti ed al prestigio della Segreteria De Gasperi".
Un rafforzamento, dunque, della democrazia centrista e moderata. Altro che autoritarismo filo-fascista tanto sbandierato dalla grande stampa dell'epoca !
Gelli delineò nel suo "Schema", anche un elenco molto preciso di riforme che - peraltro - erano condivise dalla gran parte degli italiani di allora e di oggi e che proprio oggi  - trent'anni dopo - sono di scottantissima attualità e dibattito.
Dalla riforma presidenziale all'abrogazione dell'immunità parlamentare; dalla riduzione ad una Camera dei Deputati sino all'abolizione dei ministeri e degli enti inutili quali le Province; dall'introduzione di pene severissime per i reati di corruzione perpetrati da politici, funzionari e pubblici ufficiali sino alla privatizzazione del carrozzone Rai-Tv. Riforme allora necessarie come lo sono oggi.
Al punto che lo stesso Gelli precisò subito che tutto ciò "non preludeva ad un colpo di Stato", bensì intendeva "scongiurare l'irreparabile jattura di una guerra civile e allontanare dall'Italia il pericolo di un governo dittatoriale di ispirazione comunista o fascista".
Chi accusò Gelli di cospirazione politica sulla base dello "Schema R" o fu in mala fede oppure quello "Schema" non lo lesse punto. Come i fatti - documentati dal Mola - si sono incaricati di dimostrare.
Che poi, forse, il Gran Maestro di allora - Lino Salvini – avesse concesso troppo "potere massonico" a Licio Gelli, siamo d'accordo.
Licio Gelli fu elevato al grado di Maestro Venerabile della P2 il 9 maggio 1975 e ciò fu un po' un'anomalia visto che la P2 era storicamente di pertinenza del Gran Maestro in carica.
Come un'anomalia massonica fu che Gelli iniziasse gli aspiranti Fratelli "in punta della spada", ovvero senza alcun rituale massonico, come ricordò anche il prof. Claudio Bonvecchio in un recente convegno sulla Massoneria tenutosi a Pordenone. Ma, come il Bonvecchio ed il Mola ricordano: la P2 divenne il capro espiatorio del malaffare di gran parte delle forze politiche di allora, le quali montarono ad arte la famosa "teoria cospirazionista ai danni dello Stato", istituendo addirittura una costosissima ed inutile Commissione Parlamentare d'Inchiesta presieduta da Tina Anselmi e che si concluse con nulla di fatto. Mettendo a nudo unicamente l'ignoranza di gran parte dei politici e dei magistrati di allora in fatto di Massoneria ed Esoterismo.
La P2, dunque, non era affatto una organizzazione segreta, bensì una "Loggia coperta" come ve ne sono moltissime anche all'estero e per i motivi già sopra spiegati.
Il saggio di Alessandro Mola lo chiarisce, citando anche le sentenze della Corte d'Assise di Roma che fra il '94 ed il '96, assolsero sia la P2 dalle accuse di "complotto ai danni dello Stato" che lo stesso Gelli per le innumerevoli accuse attribuitegli.
Il tutto documenti alla mano, come peraltro - un vent'ennio fa - fece anche lo scrittore e regista Pier Carpi con il suo "Il caso Gelli" (1982) ed il romanzo "Il Venerabile" (1993). Scritti che gli costarono l'esilio da parte del panorama culturale dell'epoca....sic !
Rimane solo una domanda di fondo, che emerge dalla conclusione stessa del saggio di Mola: perché i mass-media tacquero in merito a queste sentenze al punto che ancora oggi Gelli e la P2 sono bollati con marchio d'infamia ?
Quella di "Gelli e la P2 fra cronaca e storia" è senza dubbio una lettura appassionante, dunque, che permette al lettore di addentrarsi in una vicenda mai del tutto trattata per com'è stata nei fatti, con un'analisi dell'Italia degli ultimi trent'anni.
Un'Italia ancora incapace di scrollarsi di dosso il suo pesante passato.

Luca Bagatin



22 marzo 2009

Esoterismo e Massoneria: un convegno con il prof. Claudio Bonvecchio



Nell'ambito della rassegna "Pordenone Pensa" promossa dall'Ente Provincia di Pordenone, venerdì 20 marzo scorso alle ore 20.30 presso la Sala Consiliare della Provincia, si è tenuto il convegno dal titolo "Esoterismo e Massoneria" con relatore il prof. Claudio Bonvecchio e moderato dal prof. Adriano Segatori.
Nutritissima la presenza di pubblico, in particolare giovane e giovanissimo.
Il prof. Bonvecchio è un Libero Muratore del Grande Oriente d'Italia, la più grande ed antica Obbedienza massonica italiana, nonché autore del volume dal quale ha preso il titolo il convegno in questione ed edito da Mimesis.
Claudio Bonvecchio è partito dal concetto di Esoterismo quale disciplina che permette di "andare in profondità" entro sé stessi.
Ha così fatto un excursus delle varie discipline esoteriche dall'alchimia, alla cabala alla magia, tutte comunque lontane da qualsiasi modaiola forma di New Age, in quanto esse sono utili all'individuo unicamente come spunto per la ricerca interiore e dunque la trasformazione di sé.
Ecco dunque l'importanza del Simbolo per i Liberi Muratori, in quanto l'individuo è esso stesso "animale simbolico" immerso in una vita permeata dalla simboligia.
Il prof. Bonvecchio ha successivamente fatto un breve excursus delle origini della Massoneria a partire dalle corporazioni dei muratori medievali sino alla fondazione ufficiale, in Inghilterra, nel 1717.
Ha enunciato così i valori ed i principi cardine dell'essere massone: fare esplicita professione di fede (di qualsiasi fede); non avere pendenze penali; rispettare le leggi dello Stato e giurare fedeltà alla Costituzione dello stesso.
In questo senso la Massoneria non è una dottrina relativista proprio in quanto custode e portatrice di solidi valori spirituali, antimaterialisti e civili, il primo dei quali quello di credere nel valore del Simbolo quale mezzo di trasformazione umana.
Lo scopo della Massoneria è dunque quello di "trasformare il cuore di ciascuno" e di "costruire l'uomo interiore", come anticamente i Massoni medievali costruirono le Cattedrali gotiche attraverso l'utilizzo di simbologie iniziatiche.
Per concludere si è parlato anche della Loggia "eretica" P2 di Licio Gelli.
Il prof. Bonvecchio ha dottamente spiegato come - per ingenuità dell'allora Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia Lino Salvini - Gelli sia diventato Venerabile della Loggia Propaganda 2 e di come questo l'abbia gestita a suo uso e consumo.
A suo uso e consumo al punto da iniziare anche coloro i quali non avevano alcun interesse spirituale nell'ambito massonico, ma magari contavano di ottenerne favori nell'ambito della carriera (mito comunque sfatato dallo stesso Bonvecchio).
Gelli iniziava infatti i Fratelli "in punta della spada", ovvero senza alcun rituale massonico e senza alcun accertamento sulla loro moralità. Non a casi i primi a denunciare Licio Gelli alla Magistratura furono dei massoni del GOI.
Ad ogni modo, nonostante l'ereticità di questa Loggia, la P2 divenne il capro espiatorio di gran parte delle forze politiche di allora, le quali montarono ad arte la famosa "teoria cospirazionista ai danni dello Stato".
Non a caso, come spiegato dal prof. Bonvecchio, la commissione d'inchiesta istituita ad hoc si concluse con un nulla di fatto e la gran parte degli aderenti furono assolti (e quelli colpevoli lo furono a causa della loro scarsa moralità nei loro affari profani).
Claudio Bonvecchio ha salutato la platea ricordando che le visite ai Templi massonici sono da sempre aperte a tutti e che dal 3 al 5 aprile prossimi a Rimini si terrà la Gran Loggia, ovvero la riunione annuale dei Maestri Venerabili del Grande Oriente italiano, aperta al pubblico e che quest'anno avrà per titolo: "Costruttori di sogni possibili".

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini