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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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10 luglio 2012

Tra squadra e compasso - Cento anni della Gran Loggia d'Italia


La Gran Loggia d'Italia degli ALAM, una fra le più grandi ed antiche Obbedienze massoniche italiane, ha compiuto oltre cent'anni.
Nata nel 1910 ad opera del pastore protestante Saverio Fera, garibaldino e Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro del Rito Scozzese Antico ed Accettato, è, oggi, l'unica Obbedienza massonica liberale e adogmatica del nostro Paese.
Essa, oltre ad accettare liberamente le donne al suo interno, non riconosce la Gran Loggia Unita d'Inghilterra, vero e proprio club elitario. Inoltre, da moltissimi anni, anche grazie all'intervento del compianto Padre Rosario Esposito (nominato Maestro Onorario dell'Obbedienza), ha avviato un costruttivo dialogo con La Chiesa cattolica e tutte le altre fedi religiose.
Arnaldo Francia, medico chirurgo e docente di Radiologia all'Università di Torino, nonchè membro effettivo del Supremo Consiglio del Rito Scozzese della Gran Loggia d'Italia, ha dato recentissimamente alle stampe per la casa editrice Tipheret, un ottimo saggio dal titolo "Tra squadra e compasso - Cento anni della Gran Loggia d'Italia".
In esso, l'autore, ripercorre le tappe della nascita della GLDI, sorta dalla scissione dell'allora Grande Oriente d'Italia.
Le cause di tale scissione sono da ravvisarsi, inizialmente, nell'elezione illegale di Achille Ballori a Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese, denunciata da Saverio Fera, allora membro del Supremo Consiglio del Rito Scozzese. La seconda motivazione è da ravvisarsi nell'emendamento alla Camera dei Deputati che presentò il deputato Moschini, massone, al fine di vietare l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole del Regno d'Italia, così come voluto anche dall'allora Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia Ettore Ferrari.
In nome della libertà di culto, Saverio Fera ed i Fratelli massoni a lui fedeli, si ribellarono. Così come si ribellarono all'avanzare dell'ateismo nella Massoneria italiana, propugnato dall'allora Gran Maestro del GOI.
Fu così che, nel 1910, nacque la Serenissima Gran Loggia d'Italia di Rito Scozzese Antico ed Accettato ed alla quale furono successivamente iniziate eminenti personalità fra le quali Gabriele D'Annunzio ed il Principe Antonio de Curtis, in arte Totò.
Poichè la Serenissima Gran Loggia d'Italia era allora l'unica Obbedienza massonica totalmente apolitica, essa ricevette immediatamente, numerosi attestati di riconoscimento e di regolarità da parte delle maggiori Obbedienze massoniche del mondo, particolarmente dagli Stati Uniti d'America, potenza massonica per eccellenza.
Alla Gran Maestranza di Saverio Fera successe Raoul Vittorio Palermi, sul quale furono scritte e diffuse - da parte dei detrattori della Gran Loggia d'Italia -  le cose peggiori, pur totalmente infondate (come l'accusa di collusione con il regime mussoliniano).
Palermi, nel 1925, fu costretto a sciogliere le Logge in quanto il Fascismo vietò la Massoneria su tutto il territorio nazionale ed i fascisti ne bruciarono le sedi, perseguitando i massoni.
Fu lo stesso Palermi che tentò di ricostruire la Massoneria di Rito Scozzese trasformandola in un'istituzione di cultura e beneficienza, intestandola a San Giovanni di Scozia, ma anche questo tentativo fu soppresso dai fascisti.
La ricostruzione della Gran Loggia d'Italia di Piazza del Gesù, avvenne a guerra finita ed in particolare grazie al Gran Maestro Giovanni Ghinazzi, che pur dovette subire una nuova micro scissione in seno all'Obbedienza (i cui membri in pochi anni finiranno nelle file del Grande Oriente d'Italia).
Al Generale Ghinazzi va il merito di aver aperto i Templi massonici alle donne e di aver avviato un dialogo con le maggiori Obbedienze massoniche del mondo, anche per mezzo degli organismi internazionali CLIPSAS e CATENA.
Il saggio di Arnaldo Francia prosegue tratteggiando gli anni più recenti della storia della GLDI, ovvero quelli della Gran Maestranza di Luigi Danesin, il quale contribuì a completare l'opera di restauro di Palazzo Vitelleschi, attuale sede dell'Obbedienza, e quella dell'attuale Gran Maestro Luigi Pruneti, saggista e scrittore, che ha contribuito a far conoscere la Massoneria della GLDI anche all'esterno dei Templi (al punto che, proprio oggi, 10 luglio 2012, sarà inaugurato un Museo massonico all'interno della sede romana dell'Obbedienza, aperto al pubblico).
Il saggio di Francia è impreziosito da piccole biografia degli ex Gran Maestri Giovanni Ghinazzi e Mario Bogliolo ed inoltre un ampio capitolo è dedicato alla storia della rivista massonica piemontese "Delta" (Bastogi edizioni), la quale è, sin dagli anni '70 del secolo scorso, una vera e propria pietra miliare in ambito esoterico.
Chi scrive, pur non essendo piemontese, deve proprio a "Delta" (la cui cara amica Barbara de Munari è ottima direttrice) il primo contatto con il mondo culturale ed intellettuale della Gran Loggia d'Italia degli ALAM, alla quale auguriamo ben oltre mille anni di rinnovati successi.

Luca Bagatin (nella foto con il S.G.C.G.M. della Gran Loggia d'Italia prof Luigi Pruneti, presso la Sala del Tempio dell'Obbedienza di Palazzo Vitelleschi)



24 aprile 2012

Giovanni Ghinazzi: Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia


Il Generale Giovanni Ghinazzi, per quasi venticinque anni, ha retto il Supremo Maglietto della Gran Loggia d'Italia degli ALAM, ovvero ne è stato Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro dal 1962 al 1986.
Nato a Bologna il 9 luglio 1915, Ghinazzi manifestò, sin da giovanissimo, il desiderio di volare. E dunque fece domanda di iscrizione presso la Scuola Allievi Ufficiali Piloti della allora Regia Aereonautica Militare.
Intraprese dunque la carriera militare ed ottenne numerosi riconoscimenti in battaglia, pur non riconoscendosi mai nell'ideale fascista e totalitario.
Nal 1946, a guerra terminata, ottenne il grado di Tenente Colonnello e fu distaccato, prima alla scuola reclute di Macerata e successivamente a Padova e, dunque, potè tornare nella sua Bologna.
Il suo primo incontro con la Massoneria lo ebbe nel 1945, presentato da un amico presso una casa privata ove gli furono illustrati gli ideali massonici e gli fu proposto di costituire una Loggia in Bologna, all'Obbedienza della Serenissima Gran Loggia Nazionale Italiana di Piazza del Gesù, erede della Massoneria liberale di Rito Scozzese Antico ed Accettato fondata, nel 1908, dal Pastore protestante Saverio Fera.
Alla fine della Seconda Guerra Mondiare si trattava di ricostruire la Massoneria da zero, giacché fu perseguitata negli anni del fascismo e le sue Logge furono distrutte e saccheggiate dalle squadracce di Mussolini.
Giovanni Ghinazzi non si lasciò scoraggiare, nella sua Bologna fondò infatti numerose Logge (fra cui la "Ugo Bassi" e la "A. Murri") e, ben presto, giunse ai vertigi della Massoneria di Piazza del Gesù.
Allora, negli anni '50, la Serenissima Gran Loggia era guidata da Tito Ceccherini, con piglio alquanto autoritario e con interessi più politici che massonici, il che, ovviamente, era inammissibile in Massoneria. Oltretutto la sua gestione finanziaria era pessima e causa del dissesto economico della Famiglia di Piazza del Gesù.
Il 14 novembre 1961, anche a causa di ciò, Cecchierini rassegnò le dimissioni e si pose in sonno. Diventò così Reggente il Gran Maestro Aggiunto Giovanni Ghinazzi.
Purtuttavia, il 4 maggio 1962, Ceccherini ritirò le dimissioni e dichiarò di essere il legittimo Gran Maestro, ricevendone, giustamente, la "scomunica" da parte di Ghinazzi.
Cecchierini, per tutta risposta, aprirà una scissione in seno all'Obbedienza, portandosi dietro alcuni Fratelli, mentre Ghinazzi - Gran Maestro legittimo - fonderà quella che ancor oggi prende il nome di Gran Loggia d'Italia degli ALAM di Palazzo Vitelleschi, legittima erede della Massoneria Scozzese di Saverio Fera e sarà dunque nominato Sovrano Gran Commendatore, prodigandosi nel più ampio proselitismo, mantenendo ottimi rapporti con le Massonerie liberali di tutto il mondo, con la Società Teosofica e contribuendo a formare il CLIPSAS, ovvero il circuito internazionale fondato a Strasburgo il 22 gennaio 1961 e che raccoglie tutt'oggi le Obbedienze massoniche liberali e adogmatiche, che dunque non si riconoscono nelle pretese egemoniche della Gran Loggia Unita d'Inghilterra.
Ghinazzi, in particolare, stabilirà ottimi e personali rapporti con la famiglia Reale della Giordania, conferendo alla Regina madre Zein El Sharif, il 33esimo Grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato.
Giovanni Ghinazzi, inoltre, passerà alla Storia della Massoneria per aver aperto le Logge alle donne ed anche per aver tentato un dialogo con il Grande Oriente d'Italia, inviando una fraterna missiva all'allora Gran Maestro del GOI Giordano Gamberini. Purtroppo ne ricevette una laconica e sprezzante risposta e ciò fu un vero peccato per tutta la Massoneria, al punto che ancora oggi vi sono profonde rivalità e differenze fra GOI e Gran Loggia d'Italia. La prima - il GOI - Obbedienza dogmatica e che non accetta le donne, la seconda – la GLDI - adogmatica e liberale, in linea con gli autentici valori massonici di Fratellanza, Ugliaglianza e Libertà di pensiero.
Ad ogni modo il Ghinazzi mantenne sempre un ottimo, fraterno e cordiale rapporto con Lino Salvini, in Gran Maestro del GOI che succedette a Gamberini.
La Gran Maestranza di Ghinazzi fu caratterizzata anche dalla totale apoliticità, per quanto egli avesse orientamenti politici ben precisi.
Laici innanzitutto, nel pieno rispetto della religione cattolica, la quale, purtuttavia, doveva rimanere fuori dalle questioni politiche. In questo senso, infatti, si schierò apertamente in difesa dell'istituto del divorzio. Nutriva poi una certa simpatia per Liberali e Repubblicani, ritenendo, invece, il Partito Socialista interessante, ma ancora troppo legato al marxismo. Aveva invece totale disistima per la Democrazia Cristiana ed in particolare per il Movimento Sociale Italiano, erede del fascismo totalitario e del Partito Comunista, guidato dalla dittatura sovietica.
Ghinazzi fu sempre strenuo difensore della democrazia e della Tradizione massonica, al punto che fu eletto alla Gran Maestranza per ben sette volte.
Và assolutamente citata la sua strenua difesa dell'Istituzione massonica, allorquando scoppiò il falso scaldalo P2 che, come una clava antimassonica, colpirà tutte le Obbedienze d'Italia.
La costosa, inutile e barbarica Commissione d'Inchiesta istituita dall'On. Tina Anselmi fece strage di innocenti fra i massoni e fece sequestrare persino gli archivi della Gran Loggia d'Italia, non trovandovi nulla di rilevante.
Il Generale Ghinazzi difese l'Istituzione sino all'ultimo, persino da campagne stampa denigratorie e diffamatorie lanciate da giornali quali l'Espresso e Panorama e da libelli antimassonici come quello di Roberto Fabiani, "I Massoni in Italia", degni del peggior Léo Taxil.
Giovanni Ghinazzi, continuò, sino alla morte, sopraggiunta il 14 novembre 1986, a rafforzare ed a far crescere la Gran Loggia d'Italia, tanto da essere il Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro più ricordato.
Devo ringraziare l'amico fraterno, prof. Luigi Pruneti, attuale Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM, per aver realizzato l'unico libro biografico - peraltro ricco di immagini e foto d'archivio - dedicato al Generale Giovanni Ghinazzi (Edizioni Giuseppe Laterza) e che mi ha permesso di realizzare questo piccolo articolo in suo ricordo.
A parer mio, il S.G.C.G.M. Luigi Pruneti, è certamente il degno erede del Generale Ghinazzi ed ha contribuito a rendere la Massoneria liberale italiana sempre più vicina alla società ed alla cultura di questo nostro Paese.

Luca Bagatin



16 marzo 2012

Intervista esclusiva di Luca Bagatin al Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM Luigi Pruneti


Luigi Pruneti, classe 1948, scrittore e saggista fiorentino nonché docente di materie umanistiche, fine studioso di Storia, letteratura ed esoterismo, è, dal 2007, Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori (ALAM) e direttore responsabile della rivista di Studi Esoterici "Officinae".

La Gran Loggia d'Italia degli ALAM è l'unica grande Obbedienza massonica italiana ad ammettere al suo interno anche le donne, nonché è diretta prosecutrice della Serenissima Gran Loggia d'Italia, fondata nel 1908 dal pastore protestante Saverio Fera, in polemica con la deriva ateistica ed irreligiosa del Grande Oriente d'Italia allora guidato dal Gran Maestro Ettore Ferrari.

Al suo interno "militarono" esponenti di primissimo piano della letteratura e della cultura italiana quali Gabriele d'Annunzio, gli attori Totò ed Aldo Fabrizi, il fumettista Hugo Pratt e molti altri.

La Gran Loggia d'Italia degli ALAM di cui è massimo rappresentante Luigi Pruneti, è oggi degna rappresentante della Massoneria Liberale e adogmatica in Italia, ovvero lontana dalla tradizione "dogmatica" inglese, nonché è fra i fondatori del C.L.I.P.S.A.S. ovvero l'organizzazione transazionale che raggruppa tutte le Massonerie liberali e a dogmatiche.

Oggi Luigi Pruneti, di cui ricordiamo l'ottimo sito web www.luigipruneti.it, ci ha concesso quest'amichevole intervista per conoscere meglio la Gran Loggia d'Italia, il suo ruolo di Gran Maestro dell'Obbedienza, nonchè il presente e futuro della Massoneria in Italia ed all'estero.

A sinistra Luigi Pruneti e, nella foto a destra il prof. Aldo A Mola, la compianta Anna Giacomini, già direttrice di "Officinae" ed il prof. Pruneti

Luca Bagatin: La Gran Loggia d'Italia degli ALAM, come dicevamo, è la massima esponente della Massoneria Liberale in Italia. In che cosa si differenzia, innanzitutto, la tradizione massonica liberale da quella "dogmatica" di matrice inglese?

Luigi Pruneti: Le Comunioni che si dichiarano liberali rifiutano ogni sorta di sudditanza anche solo formale ad altre Obbedienze; ritengono, infatti, che la Massoneria possa prosperare solo entro una dimensione di libertà, impermeabile ad ogni dogmatismo o diktat. I confini di siffatta dimensione sono la Tradizione iniziatica, i valori latomistici, e il rispetto degli Statuti e regolamenti. I principi della Massoneria liberale sono ben espressi dall'Appello di Strasburgo del 22 gennaio 1961 che dette origine al CLIPSAS, nato per "ristabilire fra tutti i Fratelli la catena d'unione rotta dalle deprecabili limitazioni contrarie alle Costituzioni di Anderson del 1723".


Luca Bagatin: La Gran Loggia d'Italia degli ALAM, a differenza di altre Obbedienze massoniche, riunisce al suo interno sia l'Ordine che il Rito. Ed il Rito seguito è unicamente quello Scozzese Antico ed Accettato. Perché questa regola?

Luigi Pruneti: Le origini della Gran Loggia d'Italia datano 21 marzo 1910, quando fu fondata dal Supremo Consiglio d'Italia di Rito Scozzese Antico ed Accettato. Lo Scozzesismo è dunque il DNA stesso della Comunione che perderebbe la propria identità se dovesse discostarsi da storia da tradizione. Fra l'altro il Rito Scozzese Antico e Accettato è un "ordito massonico" di eccellenza che permette a chi gli si accosta in modo appropriato un percorso spirituale completo e appagante da ogni punto di vista.


Luca Bagatin: Puoi raccontarci, brevemente, in che cosa consiste il ruolo di Gran Maestro di un'Obbedienza massonica importante come la Gran Loggia d'Italia?

Luigi Pruneti: In primo luogo è quello di punto di riferimento e di guida di tutti i Fratelli e di tutte le Sorelle; vi è poi la funzione fondamentale di depositario e d'interprete della Tradizione, di conservatore e di difensore degli Statuti, delle Leggi e dei regolamenti della Comunione. Vi sono poi i ruoli pubblici, amministrativi, di rappresentanza, di difesa dei valori massonici, di coordinamento e di promozione dell'attività' culturale e tanti altri compiti che sarebbero noioso elencare. Ti posso, comunque, assicurare che un Gran Maestro non rischia mai di annoiarsi.


Luca Bagatin: Che cosa è cambiato, oggi, rispetto ai tempi di Saverio Fera? Voglio dire, ha ancora senso, oggi, avere due grandi Obbedienze massoniche in Italia, una di matrice liberale e un'altra - il Grande Oriente d'Italia - che insegue disperatamente il riconoscimento inglese?

Luigi Pruneti: I motivi che portarono alla storica divisione del 1908 sono ormai sepolti dalla polvere, ma in oltre cento anni di percorso separato ciò che erano rami diversi di un unico ceppo sono diventati due piante distinte. Ormai vi sono differenze non solo dettate dalla storia, ma anche dalla struttura organizzativa, rituale, tradizionale. Basti pensare al fatto che la nostra è una Comunione mista o alla già ricordata unicità scozzese che ci caratterizza. Ciò non toglie che un domani possano sussistere rapporti di vicinanza e di collaborazione.


Luca Bagatin: Tu sei autore di numerose opere letterarie ed esoteriche, fra cui molte concernenti l’anti massoneria. Anche oggi, nel 2012, pur nella società dell'informazione, sembra ancora essere prevalente in Italia un forte un sentimento di massonofobia da parte della gran parte delle cultura dominante, dei media e persino della politica. Come mai, a tuo giudizio ?

Luigi Pruneti: Il discorso è così complesso e articolato che necessiterebbe di diverse pagine per essere almeno delineato a grandi linee. Diciamo che la massonofobia peninsulare ha solide fondamenta nel passato giacché si fonda sull'idiosincrasia storica verso l'Istituzione della Chiesa Cattolica,del fascismo e del comunismo. Queste tre componenti ideologiche, seppur in maniera diversa, si fanno sempre sentire. Vi è poi un immaginario collettivo antimassonico che alimentato per oltre tre secoli da distorsioni, pregiudizi e ignoranza ha creato degli stereotipi negativi ad amplissima diffusione. La massoneria possiede inoltre alcune caratteristiche che ne facilitano da parte dell'opinione pubblica l'elezione a capo espiatorio. Pertanto quando vi è una crisi, o assistiamo a episodi inspiegabili, vi è qualcuno che attribuisce tutto ciò a una non ben definita galassia massonica. Infine alcuni non perdonano alla massoneria di impegnarsi per il risveglio delle coscienze, l'autonomia di giudizio, la libertà assoluta di pensiero. Per questo non vi è stata dittatura o tirannide che non abbia combattuta la massoneria.


Luca Bagatin: Fra le prossime attività pubbliche che ha in serbo la Gran Loggia d'Italia degli ALAM, è previsto un convegno su informazione, disinformazione e omologazione. Puoi raccontarci qualche anticipazione?

Luigi Pruneti: Avrei proprio il desiderio di organizzare un incontro su quest’argomento. Vedi la comunicazione sta conoscendo una rivoluzione epocale ma è fondamentale che questa sia corretta e rispettosa del pensiero altrui. La rivoluzione del web è sembrata e sembra una garanzia di libertà e di democrazia. Il mare magnum d’internet è aperto a tutti e tutti possono esprimere il loro pensiero, denunciare, rivelare. Ma siamo certi che questo garantisca una visione completa e rispondente alla realtà? Il linguaggio del web è per sua natura semplice, immediato, si articola sull'indicativo, non vi è spazio per condizionali e congiuntivi. Sentenzia, non facilita riflessioni autonome, caso mai le veicola, le induce. Ciò premesso siamo sicuri che il populismo informativo di Wikipedia, le ondate emozionali dei blog, il contagio umorale della rete sia garanzia di una corretta informazione e dunque supporto di libertà? . Alessandro Barbano in "L'Italia dei giornali fotocopia "scrive: "Il problema della nostra modernità è evitare che il massimo di libertà garantito dallo sviluppo delle nuove tecnologie si traduca nel massimo di omologazione culturale". Su questi e altri temi vorrei aprire un dibattito per comprendere meglio verso quali mete stiamo navigando e individuare i pericoli che ci attendono lungo il tragitto.


Luca Bagatin: Qual è, a tuo giudizio, lo stato dell'arte della Massoneria in Italia e all'estero? Quali le sue prospettive future?

Luigi Pruneti: La situazione delle Comunioni a dogmatiche e liberali, in Europa e nelle altre parti del mondo è buona. Ovunque stanno crescendosi e potenziandosi. L'Obbedienza alla quale appartengo, ad esempio, passa un periodo estremamente positivo: il numero dei Fratelli e delle Sorelle è in costante aumento, sempre più giovani stanno bussando alle porte del Tempio, il coinvolgimento e la partecipazione sono notevoli, come pure l'orgoglio di appartenere alla grande famiglia massonica. Conosco invece poco la situazione delle obbedienze di estrazione e di schema diverso, sulle quali, pertanto, non mi pronuncio.


Luca Bagatin: Un'ultima domanda. Avremo mai, secondo te, un Gran Maestro donna in Italia?

Luigi Pruneti: Non ho una sfera di cristallo nella quale leggere il futuro; ma ritengo che i tempi siano ormai maturi e che prima o poi anche nella Penisola vi sarà un Gran Maestro donna.



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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini