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22 marzo 2015

La necessità di una critica alla globalizzazione, alla dittatura del danaro, dell'egoismo, dello sfruttamento

Occorre lanciare o, forse, rilanciare un'autentica Terza Via o, meglio, una Terza Posizione fra capitalismo e marxismo o, meglio ancora, fra liberalismo e social-burocrazia. Una Terza Posizione che sia, come afferma l'intellettuale francese Alain De Benoist, critica nei confronti della globalizzazione, della modernità senza radici, della dittatura del danaro che, di fatto, ha reso schiavi i popoli in una spirale di sfruttamento senza fine da parte dell'economia e della politica delle élite.

Da tempo osservo, in questo senso, l'evoluzione dell'America Latina e trovo sia un esempio, un laboratorio di nuova emancipazione sociale e popolare iniziato alla fine degli Anni '90 con l'elezione di Hugo Chavez a Presidente del Venezuela e proseguito con l'elezione di Evo Morales in Bolivia, dei Kirchner in Argentina, di Lula e della Roussef in Brasile, di Pepe Mujica e Vasquez in Uruguay, di Correa in Equador.

Ne parlavo proprio alcuni giorni fa con l'On. Liberale Stefano De Luca, su posizioni molto lontane dalle mie sulla questione, facendogli notare come Matteo Renzi non sia affatto un nuovo “caudillo” latinoamericano, bensì l'ennesimo figlio delle Banche Centrali e del Fondo Monetario, come lo sono stati i Roosvelt, i Kennedy, i Bush negli USA e come lo sono gli Juncker, le Merkel, gli Hollande e gli Sarkozy in Europa.

I popoli latini degli ultimi decenni e le classi dirigenti che hanno eletto, tutte espressione delle periferie più povere– diversamente - hanno compreso, prima di noi, la necessità di mettere al primo posto dell'agenda politica l'emancipazione sociale, la lotta all'analfabetismo ed alla fame, la sovranità nazionale, gli insegnamenti umanitari del Cristo, anche in un rinnovato contesto laico che ha visto il riconoscimento del matrimonio omosessuale e delle unioni civili in Brasile, Argentina, Uruguay ed in quest'ultimo è stata anche legalizzata la cannabis.

Non hanno messo affatto al primo punto scoraggianti politiche di austerità, politiche di riduzione di un debito pubblico che – come per tutti i debiti pubblici degli Stati del mondo – è e rimarrà comunque impagabile e che di fatto è utile solo a mantenere schiavi i cittadini, obbligandoli a pagare imposte, tasse ed interessi ed a lavorare incessantemente per ripagare i debiti, sia contratti dagli Stati (con le banche), sia da loro stessi, attraverso l'accensione dei mutui. Un sistema che, non a caso, ha generato l'attuale crisi mondiale che molto probabilmente sarà destinata a non avere fine.

Esempio storico ed illuminante di alternativa (anti)politica o di Terza Via al di là del liberalismo e della social-burocrazia, ce lo diede del resto anche il Poeta Soldato, il Vate della Letteratura italiana Gabriele D'Annunzio, allorquando, occupando nel 1919 la città di Fiume con un drappello di legionari, costituì la libertaria Repubblica del Carnaro, redigendo la famosa Carta del Carnaro assieme al sindacalista rivoluzionario Alceste De Ambris.

La Carta del Carnaro fu un documento avanzatissimo per l'epoca, prevedendo: libertà di associazione, libertà di divorziare, libertà religiosa e di coscienza al punto che furono proibiti i discriminatori crocifissi nei luogi pubblici, assistenza ai disoccupati ed ai non abbienti, promozione di referendum, promozione della scuola pubblica, risarcimento dei danni in caso di errore giudiziario, inviolabilità del domicilio.

Come scrissi anche in un mio articolo dell'agosto scorso, D'Annunzio lanciò anche invettive ai governanti dell'Europa, non dissimili da quelli di oggi. Frasi oggi attualissime, se osserviamo la geopolitica mondiale, europea, oltre che i flussi di migranti che approdano giornalmente sulle nostre coste, costretti ad emigrare a causa di una crisi voluta dai Governi e dal sistema economico-monetario: “In tutta Europa, in tutto il mondo, il potere politico è al servizio dell'alta banca meticcia, è sottomesso alle impostazioni ignobili dei rubatori e dei frodatori costituiti in consorzi legali. Neppure nel peggior tempo dei barbareschi e dei negrieri le genti furono mercanteggiate con così fredda crudeltà. Le nazioni sono cose da mercato. La vita pubblica non è se non un baratto immondo esercitato nel cerchio delle istituzioni e delle leggi esauste. Fino a quando ?”.

Già all'epoca, dunque, D'Annunzio e De Ambris, avrebbero sostenuto la necessità di un'alternativa a questo sistema economico-politico di sfruttamento dei popoli da parte dei governi e delle élite economico-finanziarie.

Che cosa è accaduto da noi in Occidente, in Europa ed in Italia in particolare ? Negli Anni '90 – grazie anche alla falsa rivoluzione di Tangentopoli - si è privatizzato in modo indiscrimunato, in favore di banche e multinazionali, svendendo un patrimonio pubblico strategico e di fatto trasformando aziende ex pubbliche in società private spesso poco trasparenti.

Si abbattuto il Partito Socialista Italiano, che era la punta di diamante del Socialismo Euromediterraneo assieme a quello francese e greco, molto diverso dalle social-burocrazie del Nord-Europa e dagli pseudo-socialisti di oggi.

E si è istituita una Banca Centrale Europea, non dissimile dalla Federal Reserve statunitense, unificando l'Europa unicamente sotto il profilo economoco e di fatto facendo perdere sovranità ai cittadini dei singoli Stati.

Si è favorito un'immigrazionismo senza regole che di fatto ha favorito la criminalità organizzata che costringe spesso gli immigrati clandestini a pagare ingenti somme di danaro per approdare sulle nostre coste ove a loro volta vengono sfruttati da aziende europee come manodopera a basso costo.

Si è favorita la delocalizzazione delle imprese, con conseguente perdita di posti di lavoro nei Paesi sovrani e sfruttamento della manodopera a basso costo in altri Paesi.

Alain De Benoist nel suo “La fine della sovranità” scrive giustamente: "Il capitalismo non riconosce alcun limite e neppure alcun ostacolo politico, etico, sociale o economico, e uno dei suoi effetti diretti è stato l'affidamento del potere concreto ai rappresentanti di Goldman Sachs e di Lehman Brothers. Vanno in tal senso anche le decisioni prese dall'Unione europea con il Meccanismo europeo di stabilità (MES), il Trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance (TSCG) e il Partenariato transatlantico sul commercio e sugli investimenti (TTIP), che equivalgono a un totale esproprio di ciò che rimaneva della sovranità delle nazioni. I parlamenti nazionali - palesemente subalterni, e quindi complici - si vedono amputare una delle loro principali ragioni d'essere: il potere di decidere le entrate e le spese dello Stato, ruolo ormai trasferito alla Commissione europea, mentre i contenziosi tra gli Stati diventano ormai di competenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea, così come la totale deregolamentazione del commercio euroatlantico, nel perverso connubio con gli interessi della NATO, porta alla mercificazione dell'economia. Una dittatura del denaro, che toglie la sovranità ai Popoli."

Ecco la situazione nella quale viviamo oggi, che è tutt'altro che idilliaca, che è drammatica e che vìola costantemente i diritti politici, umani e civili dei cittadini.

Forse, come ho scritto all'inizio di questa mia lunga riflessione sull'attualità politica, occorre ricercare un'alternativa che può fondare le sue radici solo nel risveglio della coscienza dei singoli popoli nazionali, i quali devono riscoprire le proprie radici, la propria cultura, formarsi politicamente e culturalmente, oltre che non lasciarsi più imbrogliare dalla politica dei governi, delle multinazionali, dei venditori di una “modernità di plastica” sottoforma di smartphone, di selfie e di (a)socialnetwork.

Le estreme periferie del mondo e l'America Latina con il suo Socialismo del Ventunesimo Secolo, in particolare, ribadisco, ha molto da insegnarci e persino un Papa dei cattolici come quello attuale, Jorge Mario Bergoglio - che pur all'inizio mi lasciava perplesso - oggi sembra essere un faro di speranza emancipatoria e d'amore in un mondo che l'amore sembra volerlo vendere solo al supermercato.


Luca Bagatin


La foto documenta il mio confronto con l'On. Stefano De Luca.
Al centro la giustamente perpessa Amelia Scrocco osserva l'On. De Luca



12 marzo 2015

"Nuda varietà !": aforismi e riflessioni sull'ipocrisia, la nudità, l'erotismo, l'eroismo, la politica di ieri e di oggi by Luca Bagatin

Che cosa c'è di offensivo in un corpo nudo ? Solo la mente di chi lo guarda con malizia.

Nudità è verità. E' l'opposto metaforico dell'ipocrisia. E credo anche che la nudità rappresenti un ritorno allo stato di natura, di cui parlava anche Henry David Thoreau. La nudità ci rende tutti ugualmente bellissimi, perché reali, realistici, non mediati né mediatici. Liberi, insomma, non solo dall'ipocrisia e dalle pruderie, ma anche dai mezzi cadotico-tecnologici, che ci rendono diversi (e spesso più brutti e ipocriti) da ciò che siamo realmente. Nemmeno un video pornografico trovo sia offensivo, ma una forma d'arte. Certo, un conto è la forma d'arte e l'altra lo sfruttamento dei corpi e quindi anche delle menti. Ma il sistema economico-politico nel quale viviamo, non è anch'esso una forma di sfruttamento, che andrebbe - pertanto - abbattuto ?

Mazzini e Garibaldi non sono mai stati iscritti ad un partito elettoralistico ! Mazzini ha fondato un partito di combattenti !
(dall'intervento al Congresso del Partito Repubblicano Italiano, 7 marzo 2015)
Ma i bilanci dei partiti non dovrebbero essere pubblici ?
Francamente non ho mai trovato democratica la realtà dei partiti elettoralistici. Che, come tali, andrebbero sciolti e sostituiti da persone pensanti e comuni, che si battano per i loro diritti civili e sociali.
Amo molto gli Stati Uniti d'America, ovviamente quando ancora non si chiamavano così ed erano abitati dai legittimi popoli: i Nativi.
Poi sono arrivati gli "incivilizzatori" dall'Europa...e sappiamo come è finita.

I popoli latini dovrebbero riaffermare la loro indipendenza e sovranità di fronte agli yankee, che non hanno nulla, ma proprio nulla da insegnare a nessuno ! Solidarietà al Venezuela e al Chavismo !

Mazzini e Garibaldi non si scannavano in Parlamento. Erano degli eroi e dei combattenti, sprezzanti del pericolo e della loro stessa vita, per il benessere collettivo.
Garibaldi - in polemica con la politica ed i politicanti della sua epoca - rinunciò addirittura al suo seggio parlamentare, ritirandosi a Caprera a fare l'agricoltore.
Questi sono uomini degni di essere chiamati tali.
Da imitare, onorare, ricordare, tenere nel cuore.


Ringrazio la modella Maria José Peon Marquez per la compartecipazione
alla nostra fotocomposizione artistica



10 marzo 2015

Intervento di Luca Bagatin - Presidente e fondatore di "Amore e Libertà" - al 47esimo Congresso del PRI (tratto da Radio Radicale)




8 marzo 2015

L'unico Partito Repubblicano mazziniano in Italia è "Amore e Libertà"

E' UNA CERTEZZA ORMAI !

L'unico Partito Repubblicano mazziniano, in Italia, è "Amore e Libertà"

ELETTA SEGRETARIA AD INTERIM
LA "MEMORIA DI ANITA GARIBALDI"




UN'EROINA BRASILIANA MORTA A SOLI 28 ANNI, COMBATTENDO
PER DIFENDERE l'UNICA VERA REPUBBLICA
CHE L'ITALIA ABBIA MAI CONOSCIUTO:
LA REPUBBLICA ROMANA (1849)


AMORE E LIBERTA'
PER LA CIVILTA' DELL'AMORE
www.amoreeliberta.altervista.org

www.amoreeliberta.blogspot.it

A questo link - tratto da Radio Radicale - fra gli altri l'intervento di Luca Bagatin - Presidente di "Amore e Libertà" - al 47esimo Congresso di ciò che rimane del vecchio Partito Repubblicano Italiano:

http://www.radioradicale.it/scheda/435418



Marco Pannella e Luca Bagatin



5 marzo 2015

Alcune riflessioni a proposito del 47esimo Congresso del Partito Repubblicano Italiano

Dal 6 all'8 marzo si terrà a Roma il 47esimo Congresso del Partito Repubblicano Italiano.

Il PRI è l'ultimo partito al quale sono stato iscritto e, trovandomi a Roma, passerò certamente a salutare i vecchi amici e compagni.

L'ultima volta che ho scritto del PRI già non condividevo più da tempo la linea politica intrapresa da questo partito, che pur dovrebbe ispirarsi a Giuseppe Mazzini e a Giuseppe Garibaldi ed al quale avevo aderito anche in quanto partito di ispirazione rivoluzionaria – molto di più rispetto a quello socialista – al punto che le sue bandiere sono, tutt'oggi, rosse.

L'ultima volta che ho scritto del PRI, dicevo, è stato il 24 marzo del 2014 (io ne ero uscito già da alcuni anni), a proposito della partecipazione del partito alle elezioni europee nella peggior accozzaglia partitocratica possibile, denominata “Scelta Europea”.

Nell'articolo scrissi come non avesse alcun senso, innanzitutto, una lista che si ispirava alla liberaldemocrazia in Europa e come non fosse assolutamente utile (anzi !) una lista che appoggiasse “questa” idea di Europa in mano alla Banca Centrale Europea, alle multinazionali e all'alta finanza.

Nella fattispecie scrissi, fra le altre cose: “...ci chiediamo a che cosa serva una lista liberale (ma anche una socialista, popolare o comunista o grillina o neofascista) in Europa, visto che l'Unione Europea è di fatto governata dalla Banca Centrale Europea e, per decidere della lunghezza delle zucchine, ripetiamo, non servono liberali, socialisti o popolari !”.

E proseguii affermando: “Diverso sarebbe se i liberali, quelli duri e puri però, contaminati da un sano liberlsocialismo e da un sano repubblicanesimo mazziniano e garibaldino, che conoscono le battaglie di Ernesto Rossi, Mario Pannunzio, Ernesto Nathan e ancor prima quelle di Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini per un'Europa affratellata, ove il Popolo governa sull'economia e sulle ruberie politico-bancarie, iniziassero una sana battaglia extraparlamentare.

E' ciò che da lungo tempo ho proposto loro, così come lo propongo a tutti i cittadini pensanti (magari anche ai dissidenti ex grillini, se non rimanessero sordi all'appello del loro stesso elettorato) allorquando ideai “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.altervista.orgwww.amoreeliberta.blogspot.it), che non è un partito elettoralistico, bensì è un Partito d'azione. D'azione extraparlamentare in primis, per la Civiltà dell'Amore, per un'Europa affratellata, per i diritti sociali e politici che possono essere ottenuti fornendo ai cittadini una sovranità che non è mai stata fornita loro. Attraverso l'autogestione e la libertà di scelta: del proprio corpo, delle attività economiche, della circolazione delle idee (attraverso lo sviluppo del copyleft e l'abolizione del copyright), dell'autogestione dei capitali attraverso l'unione fra capitale e lavoro di mazziniana memoria.

Sono le medesime cose che penso oggi ed una volta di più, rammentando anche la lezione di Randolfo Pacciardi.

Sono le medesime cose che mi fecero abbandonare un PRI autoreferenziale, capitanato da un Francesco Nucara appiattito su posizioni berlusconiane prima, montiane poi ed oggi, forse, filo renziane, come filo-renziani sono quelli come la Ministra Stefania Giannini – candidata allora in “Scelta Europea” - e che oggi sta per assicurare il precariato a moltissimi insegnanti e distruggendo quel che rimane della scuola pubblica.

Questo non è spirito mazziniano e garibaldino ! E' spirito antisociale, autoritario, autoreferenziale.

Sono le medesime cose che cercai di far capire al PRI, ma anche a Fare per Fermare il Declino ed al PLI, quando mi candidai in quest'ultimo alle amministrative di Roma del 2013, proponendo a costoro di candidare a Sindaco della città Ilona Staller in arte Cicciolina, con un programma che avrebbe potuto, come scrissi allora: rilanciare la cultura dei diritti sociali e civili; rendere Roma finalmente una città vivibile, civile, europea, sessualmente intrigante, con parchi dell'amore, luoghi attrezzati per disabili, anziani, bambini e animali; erotizzare la cultura laica e liberale, ovvero rendere nuovamente vitale un partito o più partiti (visto che la medesima proposta la lanciai anche al PRI e a tutta l'area laica) ormai morti, ovvero auto-suicidatisi per aver dato credito a Segreterie nazionali senza alcun costrutto né prospettiva.

Tutte cose che i cosiddetti “liberaldemocratici”, fossero del PRI o del PLI, non compresero minimamente, candidandosi, ancora una volta, a prendere lo 0,00% dei (non)consensi.

L'alternativa mazziniana e garibaldina, oggi, non può essere che – come durante il Risorgimento – extraparlamentare e contro l'Europa delle Elite.

Mazzini e Garibaldi furono fra i fondatori della Prima Internazionale dei Lavoratori, assieme ad anarchici e socialisti. E non è un caso. Non è un caso se oggi occorre ripartire proprio da lì, per evitare di ritrovarci preda dell'opposto estremismo da una parte e ritrovarci ancora una volta al governo i servi della Banca Centrale Europea e del Fondo Monetario Internazionale, che stanno facendo strage dei diritti sociali e civili e che stanno condannando alla disoccupazione ed alla precarietà endemica milioni di persone, oltre che stanno attuando politiche immigrazioniste di sfruttamento e senza alcuna regola, foriere di criminalità e di ulteriore insicurezza sociale.

E non è un caso se da diverso tempo sono pressoché l'unico, in Italia ed in sede politico-culturale e giornalistica, a raccontare ciò che di positivo è accaduto, diversamente e in questi decenni, in America Latina con l'avvento di Presidenti di ispirazione bolivariana, repubblicana, socialista, garibaldina, peronista. Paesi che hanno saputo liberarsi dal giogo della dittatura militare, dal giogo delle multinazionali straniere, dal giogo dell'imperialismo yankee. Paesi governati da Presidenti laici e spesso libertari: il Venezuela di Chavez e Maduro; il Brasile di Lula e Roussef; l'Uruguay di Mujica e Vasquez, l'Equador di Correa, l'Argentina dei Kirchner.

E tutto ciò nonostante la disinformazione che giunge nel nostro Occidente pseudo-democratico, che vuole bollare quei Paesi e quei Presidenti come dittatoriali, quando, invece, rischiano di subire golpe militari da un momento all'altro. Golpe che riporterebbero quei Paesi nuovamente ad una situazione di sfruttamento da parte delle multinazionali straniere, in nome del Dio Danaro e contro la volontà dei popoli.

In questi giorni, al Congresso del PRI, da osservatore esterno, con amici ed ex compagni, vorrei parlare anche di questo e, nel mio piccolo, rammentare che oggi, eroi come Mazzini e Garibaldi, si collocherebbero – ancora una volta – dalla parte dei popoli e dei cittadini: contro i governanti d'Europa, le banche centrali e contro le multinazionali straniere. Siano queste statunitensi, russe o cinesi.


Luca Bagatin



7 ottobre 2014

Eroine ed eroi ai quali dovrebbero ispirarsi l'Italia e l'Europa per costruire un'unità basata sulla sovranità e sull'emancipazione dei popoli e non già sulle ruberie dei politicanti e del sistema economico-finanziario









11 settembre 2014

Riflessioni ed aforismi quotidiani. By Luca Bagatin



Ho iniziato ad interessarmi e ad appassionarmi di Massoneria da ragazzino (avevo 10 anni), sull'onda della mia passione per il Generale Giuseppe Garibaldi.
A quattordici anni, ad ogni modo, lessi tutta la "Storia della mia vita" di Giacomo Casanova, entusiasta massone anch'egli e via via iniziai, con gli anni, ad interessarmi del conte di Cagliostro.
Dopo anni di ricerche e di studi, ancora una volta, sono certo che Garibaldi, Casanova e Cagliostro - forse proprio in quanto anime trasgressive per i loro stessi tempi - siano stati gli unici, nella Storia della Libera Muratoria, ad incarnare davvero i principi di LIBERTA' (Casanova), UGUAGLIANZA (Garibaldi) e FRATELLANZA (Cagliostro).

Il giudizio pregiudica !

Il progresso non va arrestato, va semplicemente ignorato.

La vera barbarie è la politica dei governi o, meglio, dei malgoverni.
Poco importa se eletti o meno "democraticamente" (ammesso che i sistemi elettorali siano sistemi considerabili democratici).

Corrado Passera scrive "Io Siamo".
Che cosa sia la passera ben lo sappiamo.
Su Passera, invece, preferiamo soprassedere.

La dimostrazione del fatto che la coscienza popolare sta crescendo, in luogo dell'incoscienza dei politicanti, è il fatto che gli scozzesi stanno - finalmente - per decretare la loro indipendenza !





21 agosto 2014

Aforismi, riflessi e riflessioni su politica e mass-media, autogestione, erotismo, Amore e Libertà. By Luca Bagatin

Non sono un simpatizzante della ministra Giannini (tutt'altro). Purtuttavia debbo dire che, con il suo topless, inizierò a rivalutarla.
Come donna libera e di buoni costumi.
Sarebbe interessante li applicasse anche in politica.
I popoli, anziché continuare ad eleggere e/o a seguire pedissequamente i propri rappresentanti, dovrebbero raggiungere un livello di evoluzione umana tale da imparare ad autogestirsi e ad auto-governarsi.
Le cose migliori da fare se si è malinconici/disillusi per natura sono le seguenti: gettarsi a capofitto nelle proprie passioni oppure lottare per una giusta causa. Spesso entrambe le cose coincidono.
L'obiettivo di massima di Amore e Libertà è l'Internazionale dell'Amore, che vada a recuperare gli ideali della Prima Internazionale dei Lavoratori del 1864 promossa allora da mazziniani, garibaldini, anarchici e socialisti e vada a sanarne le divisioni storico-politiche, in una nuova visione/dimensione spirituale e sentimentale.
Il simbolo possibile è un cuore bianco realizzato con le pagine di un libro aperto, a rappresentazione del connubio sentimento & cultura.
Il senso e lo scopo di ciò che da diverso tempo vado scrivendo e delle battaglie che sto conducendo negli ultimi anni, è ricercare una nuova dimensione spirituale ed una nuova visione del mondo.
Una dimensione che guardi alla donna come fulcro centrale di una nuova umanità ed all'erotismo, oltre che all'esoterismo, quali nuove forme di non-potere e di non-ideologia.

Michele Boldrin vira a destra. Già diversi mesi fa, con Amore e Libertà, gli consigliammo di pensare alla passera e non a Passera !

L'uomo cerca di imitare gli animali. E' questo il suo dramma. Invece dovrebbe semplicemente imparare ad amarli.

Charles de Gaulle ebbe molto da insegnarci. Un Presidente autenticamente democratico che si oppose agli imperialismi. Peccato che l'Europa abbia preso una strada diversa.

La relazione più avventurosa che possa essere intrapresa è quella con sé stessi. Nel senso che, quando hai compreso che tutto è relativo, puoi iniziare a ricercare - all'esterno - l'assoluto.

Irridi e denigra i fanti (specie quelli che si divertono a far la guerra e ad ammazzare innocenti), ma ricordati delle Sante !
   



21 dicembre 2013

"Boldrin rischia l'oblio grazie ai partiti ?" di Gabriele Maestri per Termometro Politico

Tratto da www.termometropolitico.it

Non sembra esserci pace per Fare per Fermare il declino. Non bastava la scissione di fatto che ha portato l’economista Michele Boldrin a diventare una sorta di dominus di ciò che è rimasto della formazione ultraliberista lanciata poco più di un anno, mentre dall’altra la ex coordinatrice Silvia Enrico e l’avvocato Alessandro De Nicola hanno sbattuto la porta per cercare di recuperare lo spirito delle origini in Ali – Alleanza liberaldemocratica per l’Italia assieme all’ex guida Oscar Giannino.

Lunedì una critica mirata alle ultime mosse di Fare è arrivata da Luca Bagatin, giornalista, blogger e presidente di Amore e Libertà, che aveva apprezzato l’esordio sotto la guida di Giannino e Luigi Zingales (“sembrava un progetto serio, concreto, alternativo alla partitocrazia e non ideologico”), salvo constatare che “quando ci si getta nella mischia partitico-politica, si finisce non solo per contarsi ma anche per doversi misurare con il proprio ego”. E a portare Boldrin sul banco degli accusati sarebbe la “rincorsa alla candidatura alle elezioni europee del 2014": lo scritto, pubblicato nel blog di Amore e Libertà ha circolato molto tra gli aderenti a Fare, provocando un dibattito nel gruppo.

luca bagatin Boldrin rischia l'oblio

Luca Bagatin

Va giù duro Bagatin nel descrivere il progetto “In cammino per cambiare”, cui Fare ha aderito: “Boldrin – dice – ha traghettato il partito nell’ennesima astrusa alleanza partitocratica con ciò che rimane dei partitini pseudo-liberali della galassia politica nostrana”. A varie di quelle formazioni il blogger rimprovera i frequenti cambi di fronte in cerca di posti che non sono arrivati (“fortunatamente” dice lui): “Boldrin è economista troppo serio per imbarcare il banchiere Corrado Passera, il sempreverde Stefano de Luca ed il democristiano Bruno Tabacci, che ricordano piuttosto le accozzaglie fra partitini da zerovirgola che hanno costellato gli ultimi vent’anni di pseudo-democrazia italiana”.

Il giornalista riconosce a Boldrin di “predicare benissimo, sia da economista che da ideologo”, ma di rischiare la condanna all’oblio per sé e i suoi buoni propositi. Rischio che avrebbe corso meno, ad esempio, sostenendo un progetto apartitico, fuori dal Parlamento, per portare avanti da lì le battaglie sulle libertà. Il tutto “senza chiedere o pretendere finanziamenti né pubblici, né tantomeno privati” e guardando più all’Agorà dell’Antica Grecia che alla “dittatura delle élite partitico-burocratico-clientelari dell’Italia di sempre”.

michele boldrin fare per fermare il declino Boldrin rischia l'oblio

L’invito e la riflessione avrebbero potuto esaurirsi lì, se due giorni fa Costantino De Blasi, membro della direzione nazionale di Fare per Fermare il declino, non si fosse preso la briga di rispondere a Bagatin, intervenendo su alcune delle sue osservazioni. La via extrapartitica proposta dal giornalista non convince De Blasi, che la bolla come “una sorta di velleitarismo antipartitico che ponga Fare al di fuori dell’agone politico”, un’azione che in Italia sarebbe sempre rimasta sterilmente autoreferenziale, senza dare risposte ai problemi del paese.

De Blasi rivendica per Fare l’impegno nella quotidianità con banchetti, incontri con le partite Iva e con chi non ce la fa più a tirare avanti “con uno Stato violento e confuso”, ma mette in guardia Bagatin: tutto questo costa, in termini economici e di tempo sottratto alle famiglie e alle professioni. E allora il tempo va usato meglio per non condannarsi all’irrilevanza: “Noi pensiamo di avere buone idee; pensiamo di avere la lucida visione della situazione economica e delle ricette per risolverla – spiega con puntiglio De Blasi -. Se limitassimo la nostra azione alla sterile enunciazione delle stesse molti dei nostri potenziali interlocutori ci accuserebbero, giustamente, di fare filosofia a danno della realtà quotidiana”.

in cammino per cambiare Boldrin rischia l'oblio

Sul capitolo delle alleanze, il dirigente di Fare riconosce la distanza tra il suo progetto e quello di alcuni partiti di “In cammino per cambiare”, ma spiega che si è preferito “provare a superare le differenze per esaltare di contro le affinità”, anche se questo significa rinunciare a parte del proprio orizzonte “per poter essere più forti e rappresentare una vera alternativa”.

Da ultimo, De Blasi assolve in pieno la figura di Corrado Passera: “E’ stato finora uno degli interlocutori più affini e affidabili, avendo condiviso la necessità di imprimere una vera svolta alla politica italiana”. Conoscerebbe bene la macchina statale e le sue criticità, non avendo risparmiato nemmeno il governo Monti di cui faceva parte. “Per ora questo ci basta. Nelle prossime settimane vedremo se anche lui dalla teoria vorrà passare alla pratica”.

torna passera Boldrin rischia l'oblio

La risposta, tuttavia, non soddisfa in pieno Bagatin che, forte della sua lunga militanza nell’area laica, liberale, libertaria e repubblicana, sostiene che l’autoreferenzialità lamentata da De Blasi era vera, ma era stata causata da “dirigenti politici che, anziché inseguire il bene comune, ovvero il buonsenso, hanno preferito o perseguire il proprio tornaconto personale oppure scelte politiche senza alcun costrutto”. Scelte tra cui Bagatin inserisce anche l’operazione in cui si è impegnato Fare e che rischia di finire come i Poli laici e le Case laiche dalla fine poco gloriosa.

Tutto ciò che fate, confondendovi con i partiti e con i partitini – è il monito del blogger - finirà per essere vano“. Per Bagatin è stata un’intera classe politica (insieme al sistema politico-economico) a frodare i cittadini e a far venire meno le energie politiche, per cui l’interesse per la cosa pubblica scema via via: “Inizialmente Fare sembrava un’altra cosa, s