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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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21 dicembre 2013

"Boldrin rischia l'oblio grazie ai partiti ?" di Gabriele Maestri per Termometro Politico

Tratto da www.termometropolitico.it

Non sembra esserci pace per Fare per Fermare il declino. Non bastava la scissione di fatto che ha portato l’economista Michele Boldrin a diventare una sorta di dominus di ciò che è rimasto della formazione ultraliberista lanciata poco più di un anno, mentre dall’altra la ex coordinatrice Silvia Enrico e l’avvocato Alessandro De Nicola hanno sbattuto la porta per cercare di recuperare lo spirito delle origini in Ali – Alleanza liberaldemocratica per l’Italia assieme all’ex guida Oscar Giannino.

Lunedì una critica mirata alle ultime mosse di Fare è arrivata da Luca Bagatin, giornalista, blogger e presidente di Amore e Libertà, che aveva apprezzato l’esordio sotto la guida di Giannino e Luigi Zingales (“sembrava un progetto serio, concreto, alternativo alla partitocrazia e non ideologico”), salvo constatare che “quando ci si getta nella mischia partitico-politica, si finisce non solo per contarsi ma anche per doversi misurare con il proprio ego”. E a portare Boldrin sul banco degli accusati sarebbe la “rincorsa alla candidatura alle elezioni europee del 2014": lo scritto, pubblicato nel blog di Amore e Libertà ha circolato molto tra gli aderenti a Fare, provocando un dibattito nel gruppo.

luca bagatin Boldrin rischia l'oblio

Luca Bagatin

Va giù duro Bagatin nel descrivere il progetto “In cammino per cambiare”, cui Fare ha aderito: “Boldrin – dice – ha traghettato il partito nell’ennesima astrusa alleanza partitocratica con ciò che rimane dei partitini pseudo-liberali della galassia politica nostrana”. A varie di quelle formazioni il blogger rimprovera i frequenti cambi di fronte in cerca di posti che non sono arrivati (“fortunatamente” dice lui): “Boldrin è economista troppo serio per imbarcare il banchiere Corrado Passera, il sempreverde Stefano de Luca ed il democristiano Bruno Tabacci, che ricordano piuttosto le accozzaglie fra partitini da zerovirgola che hanno costellato gli ultimi vent’anni di pseudo-democrazia italiana”.

Il giornalista riconosce a Boldrin di “predicare benissimo, sia da economista che da ideologo”, ma di rischiare la condanna all’oblio per sé e i suoi buoni propositi. Rischio che avrebbe corso meno, ad esempio, sostenendo un progetto apartitico, fuori dal Parlamento, per portare avanti da lì le battaglie sulle libertà. Il tutto “senza chiedere o pretendere finanziamenti né pubblici, né tantomeno privati” e guardando più all’Agorà dell’Antica Grecia che alla “dittatura delle élite partitico-burocratico-clientelari dell’Italia di sempre”.

michele boldrin fare per fermare il declino Boldrin rischia l'oblio

L’invito e la riflessione avrebbero potuto esaurirsi lì, se due giorni fa Costantino De Blasi, membro della direzione nazionale di Fare per Fermare il declino, non si fosse preso la briga di rispondere a Bagatin, intervenendo su alcune delle sue osservazioni. La via extrapartitica proposta dal giornalista non convince De Blasi, che la bolla come “una sorta di velleitarismo antipartitico che ponga Fare al di fuori dell’agone politico”, un’azione che in Italia sarebbe sempre rimasta sterilmente autoreferenziale, senza dare risposte ai problemi del paese.

De Blasi rivendica per Fare l’impegno nella quotidianità con banchetti, incontri con le partite Iva e con chi non ce la fa più a tirare avanti “con uno Stato violento e confuso”, ma mette in guardia Bagatin: tutto questo costa, in termini economici e di tempo sottratto alle famiglie e alle professioni. E allora il tempo va usato meglio per non condannarsi all’irrilevanza: “Noi pensiamo di avere buone idee; pensiamo di avere la lucida visione della situazione economica e delle ricette per risolverla – spiega con puntiglio De Blasi -. Se limitassimo la nostra azione alla sterile enunciazione delle stesse molti dei nostri potenziali interlocutori ci accuserebbero, giustamente, di fare filosofia a danno della realtà quotidiana”.

in cammino per cambiare Boldrin rischia l'oblio

Sul capitolo delle alleanze, il dirigente di Fare riconosce la distanza tra il suo progetto e quello di alcuni partiti di “In cammino per cambiare”, ma spiega che si è preferito “provare a superare le differenze per esaltare di contro le affinità”, anche se questo significa rinunciare a parte del proprio orizzonte “per poter essere più forti e rappresentare una vera alternativa”.

Da ultimo, De Blasi assolve in pieno la figura di Corrado Passera: “E’ stato finora uno degli interlocutori più affini e affidabili, avendo condiviso la necessità di imprimere una vera svolta alla politica italiana”. Conoscerebbe bene la macchina statale e le sue criticità, non avendo risparmiato nemmeno il governo Monti di cui faceva parte. “Per ora questo ci basta. Nelle prossime settimane vedremo se anche lui dalla teoria vorrà passare alla pratica”.

torna passera Boldrin rischia l'oblio

La risposta, tuttavia, non soddisfa in pieno Bagatin che, forte della sua lunga militanza nell’area laica, liberale, libertaria e repubblicana, sostiene che l’autoreferenzialità lamentata da De Blasi era vera, ma era stata causata da “dirigenti politici che, anziché inseguire il bene comune, ovvero il buonsenso, hanno preferito o perseguire il proprio tornaconto personale oppure scelte politiche senza alcun costrutto”. Scelte tra cui Bagatin inserisce anche l’operazione in cui si è impegnato Fare e che rischia di finire come i Poli laici e le Case laiche dalla fine poco gloriosa.

Tutto ciò che fate, confondendovi con i partiti e con i partitini – è il monito del blogger - finirà per essere vano“. Per Bagatin è stata un’intera classe politica (insieme al sistema politico-economico) a frodare i cittadini e a far venire meno le energie politiche, per cui l’interesse per la cosa pubblica scema via via: “Inizialmente Fare sembrava un’altra cosa, sembrava puntare sulla società civile e non sulle alleanze partitocratiche, con partiti che peraltro hanno rinnegato la loro Storia da quel dì”. Potenziali successi per “In cammino per cambiare” non ne vede: “L’1% è la soglia massima alla quale ragionevolmente potrete ambire“.

amore e libertà Boldrin rischia l'oblio

Per il giornalista, allora, meglio, molto meglio ”una politica fatta d’amore e con amore. Da persone consapevoli, libere, aperte da ogni condizionamento. Da persone comuni che fanno ciò che fanno unicamente per passione”. Come cerca di fare Bagatin da tempo con il “pensatoio pubblico” Amore e Libertà (lo ha fondato proprio lui, proponendo l’adesione anche a Boldrin), veicolando proposte, senza velleità organizzative né pretese, se non il desiderio di “stimolare le persone a ragionare e proporre”. E ci sarebbe posto anche per le idee economiche e copyleft di Boldrin: “sono preziose e non vanno sprecate/perdute confondendosi con la mera politica-partitica”. Lo ascolterà?



18 dicembre 2013

Risposta della Segreteria di FARE per Fermare il Declino al mio articolo/proposta di alcuni giorni fa. Ovvero: FARE PER FERMARE IL DECLINO "versus" AMORE E LIBERTA'

Oggi la Segreteria di FARE per Fermare il Declino ha risposto al mio articolo/proposta di qualche giorno fa relativo alle scelte politiche di Michele Boldrin e del movimento da lui presieduto.
Di seguito la risposta a firma di Costantino De Blasi, membro della Direzione nazionale di FARE e la mia controreplica.


L.B.


Missiva di Costantino De Blasi
per conto della Segreteria Nazionale di FARE per Fermare il Declino



Caro Luca,

confesso che alcuni passaggi della tua lettera,la stessa vedo pubblicata sul tuo blog, mi lasciano perplesso. Accanto a giuste riserve, quelle ad esempio sull'alleanza con partiti che hanno attraversato la prima e la seconda repubblica e sulla quale tornerò dopo, mi sfugge il senso dell'alternativa che proponi. Quello che intuisco è che la tua proposta consta di una sorta di velleitarismo antipartitico che ponga Fare al di fuori dell'agone politico (fai riferimento all'Agorà greca) altrimenti Boldrin sarà destinato all'oblio della memoria. Ti invito a ragionare sull'impatto che ha avuto sino ad ora Amore e Libertà e su quale seguito potrà in un futuro breve contare. A me non sembra che questo tipo di azione in Italia sia mai riuscito ad uscire dal perimetro di una sterile autoreferenzialità. Non vedo inoltre sul tuo blog alcuna proposta politica concreta né alcun tentativo di dare al Paese risposte ai tanti problemi, soprattutto economici, che lo attanagliano.

Nel tuo invito scrivi "Per essere visibili non sono necessari finanziamenti. Basta darsi da fare nella quotidianità".

Noi lo stiamo facendo. Ci stiamo dando da fare nella quotidianità attraverso banchetti nelle piazze, incontri con il mondo delle partite iva, ascolto delle istanze di fasce della popolazione che non ce la fanno più a tirare avanti con uno Stato violento e confuso. Tutto questo però costa. E costa non soltanto in termini economici ma anche sotto il profilo del tempo che sottraiamo alle nostre famiglie e alle nostre professioni, giacché tutti, dal coordinatore nazionale all'ultimo dei tesserati, siamo dei volontari della politica. Le idee, caro Luca, hanno bisogno di gambe su cui camminare e le gambe hanno sempre bisogno di energia
In Italia, ma non solo in Italia, la politica si fa sia nelle strade che nelle istituzioni perché se si facesse solo nelle strade o sui blog il numero delle persone che ascolterebbero le tue idee sarebbe inevitabilmente trascurabile. 
Noi pensiamo di avere buone idee; pensiamo di avere la lucida visione della situazione economica e delle ricette per risolverla. Se limitassimo la nostra azione alla sterile enunciazione delle stesse molti dei nostri potenziali interlocutori ci accuserebbero, giustamente, di fare filosofia a danno della realtà quotidiana.

Le alleanze.
Alcuni dei partiti con cui stiamo dialogando hanno effettivamente visioni non propriamente coincidenti con le nostre. Abbiamo però voluto provare a superare le differenze per esaltare di contro le affinità e metterle a valor comune. Non sappiamo se questo esperimento avrà successo. I primi segnali ci dicono di si. Tuttavia sentiamo il dovere di rinunciare a un poco del nostro particolare per poter essere più forti e rappresentare una vera alternativa per il maggior numero possibile di elettori. In questo senso Passera è stato fino ad ora uno degli interlocutori più affini e affidabili, avendo condiviso la necessità di imprimere una vera svolta alla politica italiana. Da parte sua c'è il vantaggio di conoscere bene il funzionamento della macchina dello Stato e di aver individuato le criticità strutturali. Contrariamente a quello che affermi, è stato molto critico con il governo di cui ha fatto parte e ha provato, dall'interno, a combatterne le politiche economiche. Per ora questo ci basta. Nelle prossime settimane vedremo se anche lui dalla teoria vorrà passare alla pratica. Se lo farà avremo un partner affidabile e credibile con cui lavorare.

Mi fermo qui per ora, disponibile ad un ulteriore confronto

Cordialità

Costantino De Blasi
Membro della Direzione Nazionale di Fare per Fermare il Declino

Risposta di Luca Bagatin

blogger, giornalista, Presidente fondatore di "Amore e Libertà"


Gentile Costantino,

innanzitutto permettimi di ringraziarti per questa tua risposta.

L'articolo a cui ti riferisci, nella sua prima parte, vuole semplicemente fotografare una realtà.

Una realtà che, peraltro, ho vissuto in prima persona dal 1996 ad oggi, ovvero da quando iniziai a fare politica nell'area laica, liberale, libertaria e repubblicana.

Una realtà che, purtroppo, è diventata sterile ed autoreferenziale a causa di ideologie che la maggior parte dei cittadini non conosce (e ciò è un peccato e non a caso, da anni, propongo di istituire Fondazioni culturali di alto profilo intellettuale, in luogo di partiti o movimenti politici, affinché i giovani possano conoscere la Storia dei partiti storici che hanno fatto grande questo Paese). Ed in particolare a causa di dirigenti politici che, anziché inseguire il bene comune, ovvero il buonsenso, hanno preferito o perseguire il proprio tornaconto personale oppure scelte politiche senza alcun costrutto.

In passato lo abbiamo visto con i vari Poli Laici (di Taradash e Giovanni Negri) e Case Laiche (di Diaconale e Giacalone), con le Rose nel Pugno (di Pannella e Boselli) e, oggi, con quest'improvvisata alleanza di partitini.

Sono cose che sappiamo tutti come sono finite e mi ha davvero stupito che una personalità estranea al mondo politico/partitico come Michele Boldrin si sia lasciata prendere la mano in questo senso.

Detto ciò, passo a risponderti a quanto scrivi: tu mi scrivi "ti invito a ragionare sull'impatto che ha avuto sino ad ora Amore e Libertà e su quale seguito in futuro breve potrà contare".

Il punto è che le tue premesse sono errate. "Amore e Libertà", così come scritto nel nostro Manifesto d'intenti, non ha di queste pretese. Anzi, non ha alcuna pretesa. E' un pensatoio. Un pensatoio pubblico (anche con tutta l'ironia del gioco di parole, poiché è l'ironia che ci fa muovere, non c'erto la competizione). "Amore e Libertà" si limita a veicolare proposte. Un elenco di proposte appannaggio di chiunque. Senza chiedere danari. Senza essere o pretendere di essere un'organizzazione. Come dico sempre: siamo un simbolo (quello di Anita Garibaldi e ciò che la sua figura rappresenta, tutt'oggi, pur nell'ignoranza mediatica generale) ed un manifesto. Non ambiamo ad essere più di questo.

Nel Manifesto d'intenti non ci sono risposte a tutto, certo. Non siamo né una Chiesa né un Partito. Vorremmo solo stimolare le persona a ragionare e a proporre.

In questo senso va la mia proposta a Michele Boldrin ad aderire a questo Manifesto. Le sue idee economiche e sull'abolizione del diritto d'autore sono preziose e non vanno sprecate/perdute confondendosi con la mera politica-partitica.

Tutto ciò che fate, confondendovi con i partiti e con i partitini, finirà per essere vano. Per essere stata una mera perdita di tempo. Lo dico per esserci già passato, ma, ad ogni modo, ciascuno è libero di seguire la propria strada come meglio crede.

Le energie politiche, in questo Paese, sono mancate proprio a causa di una classe politica e di un sistema politico-economico (Ron Paul negli USA insegna, a proposito della sua denuncia del sistema FED) che ha frodato i cittadini.

Ed in questo senso i cittadini si stanno disinteressando alla politica. E lo stanno facendo anche coloro i quali, anni fa, alla politica hanno dato importanti contributi. Non è antipolitica (che oggi è rappresentata unicamente dalle forze che siedono in Parlamento), ma un dato di fatto.

Sembra che ciò vi sfugga completamente. Quantomeno oggi.

Allorquando FARE fu costituito ricordo che scrissi un'entusiastico pezzo che l'amico Cesare Lanza pubblicò sul suo sito ufficiale (http://www.lamescolanza.com/Temp=2012/082012/oscar_giannino=010812.htm). Allora, però, FARE sembrava un'altra cosa. Sembrava puntare sulla società civile e non sulle alleanze partitocratiche (con partiti che peraltro hanno rinnegato la loro Storia da quel dì, da Einaudi sino a Mario Pannunzio...se qualcuno li ricorda ancora).

Tu mi scrivi che i primi segnali di quest'alleanza con i partitini dimostrano che sarà un successo. Un successo di che cosa e di chi (ammesso che riusciate a superare l'1%, che è la soglia massima alla quale ragionevolmente potrete ambire) ?

Sono decenni che si parla di "svolta", ma nessuno declina mai che cosa sia questa "svolta".

La vera svolta, io credo, dovrebbe essere una politica fatta d'amore e con amore. Da persone consapevoli, libere, aperte da ogni condizionamento. Da persone comuni che fanno ciò che fanno unicamente per passione. Sull'esempio di Anita Garibaldi, che, peraltro, morì giovanissima per difendere l'unica vera Repubblica democratica che questo Paese abbia mai conosciuto, ovvero la Repubblica Romana (tradita dalla non-Repubblica dei partiti antirisorgimentali e antilaici, nel 1948).

Ti rinnovo ad ogni modo i ringraziamenti per questa tua missiva, a cui sarà mia cura dare pubblicazione al fine di contribuire al dibattito. Dibattito al quale mi farebbe piacere partecipasse quanto prima anche Michele Boldrin.

Con viva cordialità,


Luca Bagatin


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