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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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21 giugno 2015

Attualità di Giuseppe Mazzini a 210 anni dalla nascita. Un convegno dell'Associazione Mazziniana Italiana

Che cos'è il sentimento repubblicano del Dovere ?

Che cosa può insegnarci ancora oggi, nel 2015, Guseppe Mazzini ?

Giuseppe Mazzini questo sconosciuto o, meglio, conosciuto solo superficialmente come uno dei propugnatori e fautori dell'Unità d'Italia, che, ad ogni modo, fu anche filosofo, grande pensatore illuminato, teosofo, democratico in un periodo storico nel quale la democrazia era pressoché assente.

Mazzini che, rivolgendosi agli operai italiani, insegnava che i Doveri, prima ancora della pretesa dei diritti, erano la chiave di volta per una società di liberi, eguali, per una civiltà ove a prevalere fosse il sentimento spirituale dell'amore fraterno, del libero scambio umano e non del mero e freddo scambio economico, con tutto ciò che ne consegue in termini di egoismo ed accumulazione della ricchezza.

Mazzini, colui il quale criticò pesantemente tanto il marxismo quanto il liberalismo, proponendo una terza strada, contrassegnata dall'associazionismo e dalla cooperazione.

Di tutto questo e di molto altro, si è parlato sabato 20 e domenica 21 giugno scorsi, presso la Sala Margana di Piazza Margana a Roma, grazie ad un interessante convegno organizzato dall'Associazione Mazziniana Italiana, presieduta dal dott. Mario Di Napoli ed alla presenza del prof. Sebastiano Maffettone, filosofo di formazione liberale.

Il Presidente Di Napoli ha esordito sottolineando il contesto nel quale ci troviamo a vivere e ad operare. Un contesto dalle molteplici crisi (economiche, sociali, etiche...).

Il prof. Maffettone ha focalizzato invece l'attenzione su ciò che egli ritiene essere la radice della crisi, ovvero la crisi dell'etica pubblica, della presenza di persone che sono ormai complessivamente sfiduciate, di persone che hanno perduto il senso del rapporto fra merito e impegno e quindi che hanno smesso di credere nella possibilità di investire sul cosiddetto “capitale umano”. E ciò ha dunque portato la nostra società a ricercare facili “scorciatoie” e quindi ad un sistema di corruzione diffusa.

Contro la corruzione servono degli ideali”, questa la ricetta del prof. Maffettone, per quanto egli prosegua affermando che “è difficile costruirsi degli ideali in un mondo già corrotto”, ma, ad ogni modo, egli ritiene che è proprio in presenza di molteplici crisi – la fine della Seconda Guerra Mondiale ed il successivo boom economico insegnano - che l'individuo propende verso il miglioramento di sé.

In questo senso Mario Di Napoli ha parlato di “mazzinianesimo come ideologia della crisi” in quanto formatosi in un periodo di forti sconvolgimenti storico-politici e dunque nella necessità di un ritorno ai Doveri dell'Uomo mazziniani, in quanto ciascuno ha il dovere di conquistare - con le proprie forze - la propria libertà attraverso, dunque, una vera e propria filosofia dell'azione.

Milena Mosci ha aperto poi la discussione facendo presente che il progresso dell'individuo è un processo molto lento ed in termini di etica pubblica, di etica del dovere, occorre non già fare bene qualche cosa semplicemente per averne un riconoscimento e/o comunque un tornaconto personale, ma in quanto utile proprio allo stare bene con sé stessi e con la propria intima coscienza.

Alla discussione ho voluto partecipare anch'io, come militante mazziniano e garibaldino da sempre, facendo presente che quella che viviamo sembra essere piuttosto una crisi umana, di valori umani che sono sempre più assenti. Una crisi di sentimenti, sui quali proprio Mazzini – peraltro teosofo e spiritualista come Garibaldi - faceva leva, contrapponendoli al piacere effimero ed alle facili conquiste. In questo senso ho parlato del pensatoio che ho fondato due anni fa, “Amore e Libertà”, di cui uscirà a breve un saggio, che ha per simbolo Anita Garibaldi, una donna, una rivoluzionaria brasiliana morta in Italia a soli ventotto anni per amore della libertà e dei popoli oppressi. Un pensatoio, “Amore e Libertà”, che ha fra i suoi ispiratori, oltre ai Garibaldi ed a molti altri, anche e proprio Giuseppe Mazzini. Ho proseguito facendo poi presente che, molto probabilmente, oggi, Mazzini e Garibaldi non si riconoscerebbero in questa Unione Europea e la combatterebbero, liberandola dalla tirannia del danaro e dall'egoismo dei governi, dei banchieri, della BCE, delle multinazionali e del Fondo Monetario Internazionale, attraverso un recupero di quei principi cardine della Prima Internazionale dei Lavoratori del 1864 che loro contribuirono a fondare, fondati sulla cooperazione, sulla fratellanza e sull'autogestione della cosa pubblica e delle imprese. Superando, di fatto, la concezione marxista e liberale che tendono purtroppo a mercificare e ad economicizzare ogni processo: umano, civile, storico, politico.

Il convegno è poi proseguito con gli interventi di Giovanni Vetritto della rivista Critica Liberale, il quale ha tentato di trovare una chiave di confronto e di sintesi fra il pensiero liberale classico e quello repubblicano mazziniano; di Pietro Finelli, esponente di spicco dell'Associazione Mazziniana Italiana e di molti altri iscritti e simpatizzanti fra i quali quello di Federico Picca Orlandi, esponente dello scautismo laico - non fattosi fagocitare da quello cattolico - il quale ha posto la necessità di una sinergia fra associazioni scout laiche o comunque fra associazioni che si occupano di valori umani, e l'Associazione Mazziniana Italiana, proprio allo scopo di diffondere cultura, educazione e formazione che vada poi ad incidere nell'etica pubblica.


Luca Bagatin


Il sottoscritto e Mario Di Napoli, Presidente della Mazziniana



15 marzo 2008

L'unico voto utile se non sei inciucista, fascista, comunista o clericale è semplicemente.....LIBERALE !



Ebbene sì: alle politiche del 13 e 14 aprile le liste del Partito Liberale Italiano saranno presenti in tutta Italia nelle schede di Camera e Senato. Da laici, laicisti e autentici democratici quali pensiamo di essere, non vedevamo l'ora e vogliamo denunciare con fermezza la palese violazione della Legge sulla par condicio da parte di Rai e Mediaset e dei maggiori organi d'informazione nel rifiutarsi di far conoscere ed invitare esponenti dell'unica presenza Liberale alla competizione elettorale.
Detto ciò, andiamo avanti per la nostra strada: infondo esistono i blog e gli organi di stampa laica attraverso i quali possiamo inteloquire e fare informazione senza peli sulla lingua.
Ricordiamo qui che il Partito Liberale di Stefano De Luca si è staccato da tempo dalla Casa delle Libertà e si è recentemente federato con il Partito Repubblicano di Giorgio La Malfa e fu l'unico che inserì nel suo simbolo la dicitura "Casa dei Laici" proprio all'indomani di quel bellissimo pamphlet intitolato "Democrazia e Libertà  - Riflessioni laiche" che uscì nel 2004 (edito da Rubettino a cura di Arturo Diaconale e Davide Giacalone ed al quale collaborai anch'io con alcuni scritti),  che mirava proprio alla costituzione di una Casa Laica, Liberalsocialista e Liberaldemocratica contro il bipolarismo conservatore.
Lo storico PLI, fondato nel 1943 dal filosofo Benedetto Croce, sarà presente alle prossime elezioni con il coraggio di chi vuole denunciare in primis "il rischio che la democrazia rappresentativa italiana precipiti in una pericolosa deriva plebiscitaria di stampo sudamericano", come recita il Comunicato Stampa ufficiale della Segreteria del PLI.
Il voto al PLI è, peraltro, l'unico possibile voto utile per il cittadino tartassato (visto che lo stesso EURISPES raccomanda vivamente la Liberale "flat tax" al 20%) che, malgovernato in questi 15 anni sia da Berlusconi che dall'armata Brancaleone di Veltroni ha visto ridotti i suoi introiti senza aver ricevuto alcun reale servizio pubblico (si pensi anzi agli enti inutili da abolire subito quali Province e comunità montane veri e propri carrozzoni succhiasoldi). Il voto al PLI è poi l'unico voto utile per il cittadino che vuole che siano rispettate le sue scelte e volontà individuali, senza interferenze dogmatiche di questa o quella fede religiosa, la quale è sempre e comunque un fatto privato; per il cittadino che ritiene che il ruolo dello Stato debba essere limitato ai servizi essenziali e che quei servizi dovrebbero essere comunque realmente percepiti dall'utenza e, infine, per il cittadino che crede nella scuola pubblica ed in una cultura laica e pluralista, ma senza interferenze stataliste.
Tanto il Pdl quanto il Pd hanno fatto di tutto per soffocare le voci laiche, liberali e riformatrici al loro interno.
Il Berlusca ha rinunciato a candidare Daniele Capezzone, il liberale Alfredo Biondi,  il repubblicano Antonio Del Pennino (che molto aveva fatto per la revisione della legge sulla procreazione medicalmente assistita e per la ricerca scientifica), Dario Rivolta e molti altri laici. Il Pd ha imbaracato "qualche sasso in capponaia" radicale (ma alla fine sono 6, 7 o 8 i deputati radicali sicuri ?) viste le insopportabili insistenze di Marco Pannella ed Emma Bonino che evidentemente temevano che i loro rischiassero di rimanere fuori dal Parlamento e quindi: addio ai lauti rimborsi elettorali ed alla possibilità di un po' di visibilità mediatica (sic !).
Quanto al programma del Partito Unico Veltrusconiano è noto a tutti: più Stato e meno mercato; più Chiesa e meno individuo; più Potere alle oligarchie e meno al cittadino.
Morale della favola: "a regazzì, lassatece lavorà !"
E' per questo che, dal basso della nostra umile passione politica dodecennale, invitiamo coloro i quali non si rassegnano allo status quo (e quindi non solo i laici, liberali, liberalsocialisti, radicali non irregimentati e repubblicani) a votare e sostenere l'unica presenza Liberaldemocratica sulla scheda elettorale: l'unico voto utile a tutti noi per non scadere definitivamente ed irreversibilmente in un nuovo autoritarismo messmediatico e populista in un Paese che è già controriformatore (come ebbe a dire il grande riformatore e leader repubblicano Ugo La Malfa) di per sé .



Luca Bagatin



10 marzo 2008

IL 13 E 14 APRILE VOTA PARTITO LIBERALE ITALIANO



Se non sei inciucista, fascista, comunista o clericale: il 13 e 14 aprile VOTA semplicemente LIBERALE




WWW.PARTITOLIBERALE.IT

COMUNICATO STAMPA

Il Partito Liberale Italiano presenta liste in tutta Italia sia alla Camera dei deputati che al Senato della Repubblica, al di fuori degli schieramenti.
Questa decisione coraggiosa costituisce innanzitutto un atto di denuncia rispetto al rischio che la democrazia rappresentativa italiana di precipitare in una pericolosa deriva plebiscitaria di stampo sudamericano.

Le due maggiori formazioni politiche hanno, di fatto raggiunto un accordo per eliminare le forze minori, anche quelle di grande tradizione culturale, invocando il “voto utile” onde governare poi insieme o, comunque, fare di comune accordo, una riforma costituzionale autoritaria, che trasformerebbe il parlamento in un luogo di “operai volenterosi ed ubbidienti” con l’unico compito di schiacciare bottoni.
Dopo aver occupato l’informazione, le banche, le assicurazioni, gran parte delle società di costruzione, alcuni grandi gruppi finanziari stanno cercando la complicità affaristica della politica dominante per completare il saccheggio in corso del Paese.

Gli italiani, tartassati dalla pressione fiscale, dagli aumenti dei prezzi, dalla crisi economica, hanno perso ogni fiducia in una classe dirigente, di destra come di sinistra, che non ha saputo né voluto avviare la necessaria modernizzazione del Paese.
Il PLI si pone come obiettivo quello di proseguire la competitività, il riconoscimento del merito, l’alleggerimento delle pastoie .burocratiche con i relativi costi, la riduzione del carico fiscale, le liberalizzazioni e privatizzazioni, soprattutto nei servizi pubblici locali per ridurre i costi a carico dei cittadini e garantire lo sviluppo.

Quella liberale intende porsi come una alternativa radicale di chiarezza e trasparenza, rispetto al progmatismo, dai contorni confusi , dilagante, rimettendo l’individuo al centro della società e restituendogli in pieno la sovranità, prevista dalla costituzione, cominciando dalla reintroduzione del voto di preferenza.


sfoglia     maggio        luglio






"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini