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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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17 gennaio 2015

"Al Potere mostriamo il sedere ! Al complottismo contrapponiamo l'esoter-erotismo !" Aforismi by Luca Bagatin

« Nell'insegnamento che ti impartirò io ti sospingerò a tutte le sconsacrazioni possibili, alla mancanza di ogni rispetto per ogni sentimento istitutivo. Tuttavia il fondo del mio insegnamento consisterà nel convincerti a non temere la sacralità e i sentimenti, di cui il laicismo consumistico ha privato gli uomini trasformandoli in brutti e stupidi automi adoratori di feticci. »

(Pier Paolo Pasolini)


« Chi si scandalizza è sempre banale: ma, aggiungo, è anche sempre male informato. »

(Pier Paolo Pasolini)




Quando mi chiedono perché ho iniziato a scrivere e perché continuo a farlo, la mia risposta è sempre la stessa: per piacere a una donna.

L'amicizia è una cosa troppo seria per essere concessa a tutti. Sarà per questo che a tutti ho sempre negato la mia.

Il mondo o quantomeno l'Italia diventerà più vivibile allorquando le compagnie telefoniche saranno autogestite dai cittadini-utenti medesimi.

Non è che non credo nell'Europa. Non credo nei politici europei.

I complottisti all'italiana sono un fenomeno stranissimo. Prima chiacchierano a destra e a manca, fingono di contestare i Potenti, diffamano, infangano. Successivamente scrivono libelli di dubbia veridicità. Ed infine...fondano un partito/movimento politico, per magari poi finire per essere eletti e pesare sulle tasche della collettività !
Al Potere, che anche costoro rappresentano, ad ogni modo, noi come sempre preferiamo mostrare un bel sedere !




17 novembre 2014

Venerabili nullità

C'è chi ama tanto essere definito "Maestro Venerabile", arrivando addirittura ad utilizzare tale titolo per apparire sulla stampa e vendere qualche libro.
C'è chi, invece, per fortuna, al massimo preferirebbe rimanere per tutta la vita "Apprendista" (oppure non avere nemmeno quel titolo) e dei titoli - in generale - se ne è sempre fregato alla grande.



11 luglio 2012

"La mia vita è un Caos Calmo": Una volta c'erano le nugatine, oggi, invece, c'è crisi di sentimenti e valori: monologo al vento by Baglu



Sì, lo so, sono un utopista.
Credo ancora nei sentimenti, nei valori, nell'amicizia, nell'amore, nel sesso fatto con chi si ama. In cose così, che, proprio perché ci credo, tengo sufficientemente distanti come la peste.
In realtà mi fido molto poco delle persone, forse perché ne conosco troppe e molte mi hanno lasciato addosso troppe ferite.
Ah già, è vero, le ferite me le sono fatte da solo.
Vabè, poco importa.
E' che io sono di quelli che vorrebbe un mondo diverso, avete presente ?
No, non quello da Mulino Bianco (odio la pubblicità, che è la peggior forma moderna di corruzione della mente). Vorrei un mondo che non ti aspetti, quello che ti stupisce perché fatto da persone che ti stupiscono.
Persone che, ad esempio, non pensano che sia giusto "usare altre persone" e/o "esserne usati".
Purtroppo è un concetto diffuso, questo. Ed è triste ed è spesso all'origine del fatto che esiste un "mercato" delle menti prima ancora che dei corpi.
Ed è anche all'origine di fenomeni come il berlusconismo (e a dirlo è uno che non ha mai votato non solo per Berlusconi, ma nemmeno per coloro i quali gli si sono (fintamente) opposti).
Intendiamoci, io non ho nulla contro la prostituzione, anzi. In passato ho collaborato con il Comitato Nazionale per i Diritti Civili delle Prostitute, figuratevi un po'. Ma il punto non è questo.
Il punto è quando ad essere corrotta è la mente, prima ancora che il corpo: quando ci si lascia soggiogare dall'altro e si soggioga, a sua volta, l'altro.
Quando si è preda di pulsioni e passioni da basso ventre e non si va in profondità. O perché se ne ha paura e/o perché è più facile fare diversamente. Lasciandosi dietro maree di sofferenze e facendo soffrire. Anche se non ci si rende conto di ciò (il che è ancora peggio).
Il mondo va avanti così. Pensiamo anche ai rapporti di lavoro, ove la creatività va a farsi benedire e la prostituzione della mente e del corpo è all'ordine del giorno, in un mercato drogato dai bisogni indotti (e a scriverlo non è certo un marxista, tutt'altro).
Sin da bambini si cresce con il concetto di "mio", di un "mio" astratto. Spesso anche incoraggiato dagli stessi genitori (a loro volta indottrinati da disvalori più o meno indotti, da generazioni passate, magari sconfitte sotto il profilo storico).
Ma perché (cazzo !), non si va in profondità ? Perché non si sviluppano concetti più concreti, fatti di sentimenti, emozioni, profondità interiore.
Io questo non l'ho mai capito, ma forse è anche facile, per me, non averlo mai capito.
A sei anni leggevo Edgar Allan Poe e me ne stavo da solo su di un banco di scuola, possibilmente isolato dagli altri. Non mi interessava giocare con loro in una sorta di gioco del "mio".
A me interessava leggere, capire, approfondire. E mi piaceva anche una bambina che si chiamava Martina e con la quale a volte, alle feste di carnevale della scuola, riuscivo anche a ballare.
Avrei voluto baciarla. Non credo che sia successo. Non lo so, non mi ricordo.
Ma soprattutto gli altri mi prendevano in giro per questo, perché pensavano fosse più importante "possedere" le figurine Panini del tal calciatore oppure, le ragazzine volevano "possedere" l'ultimo modello di Barbie e Ken.
Ecco, io non volevo "possedere" nulla. Volevo solo un bacio. Da Martina.
Poi sono cresciuto ed è andata anche peggio.
Ma vabè, capita, se poi scegli di fare della tua vita la tua professione, ovvero scrivere ed approfondire e magari anche aprire uno studio da psicanalista associato.
Ed allora comprendi meglio le persone e, infondo, capisci che sono tutte uguali (non tutte tutte, intendiamoci !) e che non hanno, invero, nulla da raccontarti che tu già non sappia.
E che ti angoscia.
Però, ribadisco, non è sempre così, anche se la corruzione della mente è dietro l'angolo. Perché ecco arrivare le mode, ecco arrivare i modelli, ecco arrivare i nuovi (pseudo)valori che hanno sostituito la beat generation, le nugatine, Dylan Dog e persino le Esportazione senza filtro, che erano le prime sigarette che fumavo perché, allora, costavano appena tremila lire.
Una volta c'era chi era capace di morire per un ideale (sarà mai questa una delle ragioni per le quali il mio corpo è disseminato di ferite di arma da taglio ed il mio primo romanzo - mai pubblicato - ho scelto di terminarlo tragicamente ?). Oggi, al massimo, c'è chi muore in un incidente stradale per eccesso di velocità o perché si è impasticcato. Ci sono, ad ogni modo, anche vecchi porci - spesso (in)felicemente sposati - zeppi di Viagra che muoiono nel corso di forsennati amplessi con anonime troiette o con transessuali sfruttati da un mondo che non li ama, perché li considera "diversi" (sic !).
Già negli anni '80 c'erano i primi morti per overdose.
Bella fine (sic !).
Ecco perché allora penso che ci siano persone che hanno fallito e non vogliano ammetterlo. Soprattutto non vogliono ammettere di avere fallito con i priopri figli, generazioni vissute nella pseudo-illusione che avranno sempre il culetto coperto.
Ed invece non è né sarà così.
E a dirlo è anche uno che il culetto non lo ha mai avuto coperto, ma ha dovuto farselo a prezzo di vivere in case fatiscenti, fredde e umide, dovendosi rimboccare le maniche un giorno sì e l'altro pure.
Ma che ne so io, che in questo momento mi trovo su una panchina, direte. E infatti non lo so.
Non so nemmeno perché siamo al mondo, anche se (cazzo !), vorrei scoprirlo.
Non necessariamente stasera.



21 luglio 2011

"Il gioco è bello quando dura tanto": la versione di Madido di Sudore



Le cose che terminano hanno un che di definitivo, di finale tutt'altro che a sorpresa, di taglio netto ad un passato e, soprattutto, ad un presente che non ci sarà più.
Le cose che terminano sarebbe bello che non iniziassero mai, proprio per non doverle finire.
Una torta che finisce e, in frigorifero, non ne hai un'altra, ti mette sempre un po' di tristezza, talvolta di nostalgia. Un po' come il finire di un amplesso.
Fumi per dimenticare oppure, talvolta, dimentichi persino di fumare, perso nei fumi della tristezza.
Il gioco è bello sì, ma quando dura tanto. Altrimenti non vale la candela.
Quando una candela si spegne, si spegne anche il soffio della vita, il fuoco della vita.
Quando una vita si spegne, anche se credi alla stronzata della reincarnazione o alle sedute medianiche, difficilmente si può riaccendere.
Un motore, quando ti lascia in panne, talvolta se non spesso, ci lascia le penne.
Loredana Bertè ricordava che "L'amore che non ha futuro è sempre colpa di uno". Nel mio caso di una, anzi, di più d'una. Ma mai contemporaneamente. Sono un tipo fedele e, quindi, solo come un cane.
Io, infondo, solo ci sto bene ed infatti il punto è un altro. Il punto è che non accetto la fine delle cose ed il fatto che le cose cambino e, soprattutto, che le persone si trasfomino. O, peggio, diventino multiformi.
Per questo amo i soprammobili ed ho sempre odiato i Transformers (quei robottini trasformabili in voga negli anni '80).
Le persone non sono soprammobili e ciò presenta purtuttavia un notevole vantaggio: non sei costretto a spolverarle quotidianamente. Al massimo, se dotate di un paio di tette e di un bel culo, puoi farci la doccia assieme.
Culo non si dice. Si dice sedere, ma a me la parola sedere non piace. Mi ricorda l'imperativo categorico che ti imponevano a scuola: "Siediti !" "Mettiti a sedere !" e c'era chi, ironizzando o ebetizzando, tentava persino di trasformare la sua faccia in un culo: la famosa faccia da.
La mia faccia è sempre stata di bronzo, nel senso di scultorea. Scultorea in un fisico erculeo. Per quanto io misurti non oltre il metro e quaranta di altezza.
Il gioco è bello quando dura tanto ed io, infatti, iniziai a giocare all'età di due anni per non smettere più: si trattasse di gioco di mano (la famosa pratica erotica - parafrasando Woody Allen - con chi si stima veramente) oppure di Gioca Jouer, il famoso gioco cretino ideato da Claudio Cecchetto.
Non smisi più di: dormire, salutare, autostop, starnuto, camminare, nuotare, sciare, spry (?), macho, claxon, campana, okay, baciare, capelli, saluti, saluti, superman...Praticamente di vivere.
La vita, però, ad ogni modo e comunque, ha un suo inizio ed una sua fine.
Le cose che terminano sarebbe bello - però - che non iniziassero mai, proprio per non doverle finire.
La vita è bella, certo, ma solo se Giochi a Jouer.
Se scopri di esserti tramutato in un rospo o in Claudio Cecchetto, beh, soccazzi !



29 novembre 2010

"Consigli surRenali per venire a patti con chiunque. Tranne che con la vostra coscienza" by Baglu



Non scrivete mai la verità su qualcuno, specialmente se questa corrisponde esattamente alla verità dei fatti per come si presentano di fronte anche ad un imbecille. Qualcuno, infatti, potrebbe dirvi che siete saccenti, ignoranti o - peggio - avete la penna in vendita (o in affitto) oppure cercate notorietà.
Se, ad esempio, il Re è nudo: evitate di farglielo notare. Dategli semplicemente ragione ed elogiatelo per il bell'abito che...ehm..."indossa".

Se dovete fare una recensione siate sempre lusinghieri e benevoli, ovvero non criticate mai negativamente il libro che andate recensendo anche se questo è robaccia o, meglio, roba buona solo a nettarsi il deretano.
Diversamente l'autore vi accuserà di non averlo letto o, peggio, di incompetenza e vi additerà come incapace persino a leggere libri o, peggio, a nettarvi il deretano.

Se ricevete l'apprezzamento di qualcuno che, magari, così, per simpatia, decide di pubblicare ciò che avete scritto, RIFIUTATE ! Qualcuno, dotato di particolare "UMILTA'" potrebbe accusarvi di dossieraggio, di killeraggio, di aggiotaggio, di primomaggio !
Se è la festa del lavoro vi consigliamo dunque di passarla a letto. Se è un qualsiasi altro giorno della settimana, ANCHE ! Ogni cosa che scriverete potrà essere usata contro di voi ed ogni singola lettera digitata potrebbe causarvi particolari disturbi gastrointestinali.

Anche se conoscete discretamente bene un argomento o, magari, lo sapete anche a menadito o magari ne siete così curiosi da averlo approfontito per anni: evitate di esprimere un'opinione in merito o, peggio, di parlarne, di scriverne, di discettarne.
Rischierete altrimenti di farvi dare del "tuttologo" o, peggio, dell'"indemoniato".

Già che ci siete, evitate di esprimere opinioni, specie se ben argomentate: non sarete mai abbastanza titolati a farlo quanto qualcun altro.

Qualcuno o qualcun altro sono il vostro Dio.
Voi stessi siete il vostro Satana.
Purificatevi, spurgatevi. E ricordatevi di nettarvi il deretano con particolare cura (se sapete leggere e recensire un libro come si deve !!!!).

Non scrivete mai consigli surRenali. Qualcuno potrebbe adontarsene.



20 marzo 2010

Le mie indicazioni di voto per le amministrative del 28 e 29 marzo



Beh, se proprio vi venisse la voglia di disertare vi capirei. Anzi, forse un po' vi incoraggerei pure. Per quel che mi riguarda, lo faccio già da tempo.
Come ha scritto nell'editoriale del 13 marzo scorso sul "Corriere della Sera" Sergio Romano, a proposito delle amministrative del 28 e 29 marzo, di fronte a partiti che si occupano di tutto fuorché di programmi e di questioni amministrative, "anche le astensioni, in questo caso, avranno un significato".
Ad ogni modo e comunque, penso che in Lazio un voto alla radicale Emma Bonino si possa anche dare. Come anche un voto alla sua lista Bonino-Pannella che trovo andrebbe sostenuta anche e soprattutto laddove si presenta quel geniaccio goliardico di Tinto Brass (Lombardia e Veneto, se non vado errando) che è forse l'unico che - di fronte alla bramosia di potere dei "comitati d'affari Pd-PdL" - li irride con un bel sederone sui manifesti e con una politica - come recita il manifesto del suo blog tintobrassblog.blogspot.com - contro la partitocrazia, le ingerenze del Vaticano, lo scippo di legalità e laicità, il politically correct ed il bigottismo di chi lancia il sasso - o il sesso - e poi nasconde la mano.



Altra regione interessante sotto il profilo elettorale è la Campania, ove l'unico candidato progressista e liberale è il socialista Stefano Caldoro, sostenuto dal centro-destra. Per battere i "furbetti del quartierino" Bassolino e Jervolino.
E nello specifico voglio seguire l'indicazione dell'amico repubblicano Carmine Pezzullo (candidato peraltro alla carica di Consigliere comunale di Frattamaggiore), invitando a votare per la lista Nuovo Psi-MpA-Partito Repubblicano con preferenza per il repubblicano Geppino Capasso, che sostiene - appunto - Stefano Caldoro Presidente.



Nei Comuni e nelle Regioni ove è presente l'Edera del PRI, ovviamente, il consiglio che vi do è di votarlo e sostenere questa isola felice di Storia, libertà e laicità.
Altrove astenetevi pure o, quantomeno, al nord, votate ovunque contro i candidati  della Lega Nord, che è la principale responsabile dell'aumento della burocrazia, dei costi e delle baronie a livello locale.
Dite dunque NO alla PADANIA LADRONA.



17 marzo 2010

Aldo Busi lascia l'Isola dei Famosi mostrando tutta l'ipocrisia dei reality......e dell'Italia d'oggi


Aldo Busi, l'unico scrittore e personaggio pubblico italiano che ha avuto il coraggio di smascherare in televisione l'ipocrisia diffusa ad ogni livello in questo nostro povero Paese, ha lasciato l'Isola dei Famosi.
Sì, infatti lui, al reality condotto da Simona Ventura che l'ha visto protagonista (fra gli altri) per tre settimane, si è "prestato" proprio per questo.
Per smembrare pezzo per pezzo questo perverso meccanismo mediatico che vede accapigliarsi personaggi più o meno noti (spesso meno), con poca parte e ancor meno arte: tronisti, poltronisti, estetiste, vecchie glorie del Belpaese a caccia dei loro "minuti di celebrità".
Aldo Busi, durante la puntata andata in onda su Rai Due mercoledì 17 marzo, dimettendosi dal suo ruolo di "naufrago", ha peraltro denunciato apertamente il clericalismo della sinistra italiana, l'omofobia del Vaticano, la vergogna dell'impossibilità - in Italia - che un single possa adottare un bambino, l'ipocrisia dell'italiano medio, la mancata riforma fiscale promessa dall'attuale governo (pagare meno, pagare tutti) e ha persino zittito Mara Venier ed il suo finto buonismo.
Mai, in una rete televisiva nazionale, si era assistito alla sistematica "messa a nudo" della triste realtà italiana.
Una realtà deformata dai reality, dalla mediaticità, dalla mediocrità di una classe di "pseudo-artisti" e di "pseudo-politici", che da troppi anni bada più all'"apparire" che all'"essere" ed al fare (ed al saper fare qualcosa).
E a denunciare con forza, ma anche con simpatia tutto ciò, è Aldo Busi, uno dei più grandi scrittori e traduttori del nostro Paese, che mai si è sottratto alle critiche ed ha fatto del suo libero pensiero una autentica bandiera sin da quando era adolescente.
Lui, a differenza dei molti paraculi, ha iniziato a lavorare a quattordici anni come cameriere e la sua vita non è certo stata comoda (raccontata, per sommi capi, nel suo "Seminario sulla gioventù" del 1984).
Personalmente lo conobbi nel 2003, ad una festa gay-lesbo-simpatizzanti e successivamente lo rividi nel 2007, presso il Teatro Verdi di Pordenone, ove inaugurò una delle edizioni di Pordenonelegge, la kermesse del libro di Pordenone.
Ricordo che lì si spogliò, rimanendo in slip, ed a ruota libera smontò - pezzo per pezzo - la classe politica del nostro Paese: nazionale e finanche locale.
Scoppiò un putiferio "bipartisan". Da destra e sinistra arrivarono fior fior di critiche all'indirizzo di Busi e di chi decise di invitarlo.
Anche allora - il "Re Nudo" - ovvero la nuda verità, diede fastidio (ed io colsi l'occasione per scrivere un comunicato stampa tutto a sostegno di Aldo Busi, che fu pubblicato nella prima pagina del Messaggero Veneto).
"Il vero criminale non è chi commette il crimine, ma chi lo denuncia", ha affermato Busi durante la puntata dell'Isola dei Famosi nella quale ha deciso di abbandonare il gioco.
Mai massima è e fu più adatta: chi mette a nudo l'ipocrisia di fondo di questa nostra società italidiotica, mignottocratica, clericale, illiberale, antilaica, omofoba e anche un po' razzista, è ritenuto un criminale.
A allora siamo con Busi ancora una volta.
Hai fatto bene a lasciare quel reality, caro Aldo, che peraltro senza di te perderà inesorabilmente spettatori.
Eri l'unico capace di renderlo frizzante con le tue battute al fulnicotone, i doppi sensi intelligenti e stuzzicanti, persino irriverenti.
Un'irriverenza comunque capita dai più. Ma odiata dagli sciocchi che non amano sentirsi dire la verità in faccia.
Hai raggiunto il tuo scopo. Hai vinto l'Isola.

Luca Bagatin



16 marzo 2010

EVVIVA IL SEDERE ! ABBASSO IL POTERE !


I goliardici manifesti relativi alla campagna elettorale di Tinto Brass, candidato per le liste Bonino-Pannella, hanno letteralmente spopolato anche su questo mio blog.
"Meglio un culo che una faccia da culo". Mai slogan fu più appropriato in un'Italia sempre più moralista nel privato (altrui) e sempre più immorale in pubblico.
Un'Italia ove la politica, dal 1993, ha perso la verve e la passione che la contraddistingueva grazie al prestigio di leader di razza: da De Gasperi a Craxi passando per Einaudi, La Malfa e persino Marco Pannella.
Un'Italia ove ci vorrebbero costringere a votare o per "il diavolo rosso o per il diavolo blu". Quei Pd-PdL uniti entrambi dalla conservazione.
Contro tali simpatici manifesti si è subito schierata la neo-moralista Lara Cardella, scrittrice, che sulle pagine di Facebook ha lanciato la sua censoria crociata. E che oggi esulta affermando  che sono stati rimossi dal web. Ovviamente non è vero: questo libero e libertario blog è e rimane un'isola felice di goliardia erotico-politica.
Vedere per credere al post:
http://lucabagatin.ilcannocchiale.it/post/2446358.html
Goliardia erotica - quella di Brass - che si rifà, per così dire, alla tradizione controculturale beatnik ed hippy degli USA anni '60 e '70. Una tradizione che parla senza pudori di autodeterminazione del proprio corpo e non già di mercificazione. Mercificazione che è prima di tutto intellettuale.
Mercificazione che aborriamo proprio perché conseguente a certo appiattimento ideale.
C'è un sottile filo rosso - garibaldino e mazziniano - che unisce le antiche battaglie per il divorzio, la maternità consapevole, la scelta di una morte dignitosa, la regolamentazione della prostituzione, la regolamentazione dell'uso delle non-droghe, la denuncia degli sperperi nella pubblica amministrazione, la denuncia dello statalismo e del clericalismo dilagante.
Un filo rosso che in Italia ebbe fra i suoi massimi esponenti Ernesto Nathan, Mario Pannunzio, Ernesto Rossi e molti altri.
Personaggi che forse nemmeno la Cardella sa chi siano.
La Cardella che su Facebook, al mio sostenere la campagna elettorale di Tinto Brass (che negli anni che furono ruppe, cinematograficamente parlando, una certa censura democristiana e andreottiana) mi risponde con il maschilista: "Luca, suca. Semplicemente".
Ma sì, qualcuno potrebbe giudicare questo suo "intellettuale" invito persino sessualmente interessante :-D
Ma sì, sorridiamo anche di questo. Sorridevamo già dell'ex femminista Eugenia Roccella, dei già ex radicali Rutelli, Quagliariello e Capezzone....oggi neoclericali.
All'appiattimento ideale tanto vale rispondere infatti e dunque con una risata e con la voglia di rendere la politica più colorata, più movimentata, più artisticamente rilevante. Persino più pansessuale, come direbbe l'amico Peter Boom che sulle pagine di questo blog ci regala sempre anticonformisti interventi.
Come negli anni '60 e '70 quando le poche minoranze laiche manifestavano in solitaria contro le Chiese Dc e Pci, le loro pastette, il loro consociativismo, l'egemonia culturale di gramsciana memoria che ha portato solo al mero livellamento delle menti sempre più imbarbarite da reality o programmini televisivi dai dubbi contenuti (a proposito, ve lo ricordate il sessantottino non pentito Paolo Pietrangeli ? Ecco, è stato il realizzatore ed il regista del "Maurizio Costanzo Show" e di "Amici"...sic !).
Lanciamo e rilanciamo tutto ciò. Ne va della nostra autonomia di pensiero e della nostra intelligenza.

Luca Bagatin



7 marzo 2010

Al via il decreto "salva incompetenti". Ed il PdL gongola alla grande alla faccia dei suoi elettori onesti.



E' entrato in vigore il decreto "salva incompetenti", in modo da "sanare" le irregolarità degli incompetenti - appunto - che in Lombardia e Lazio non hanno presentato le liste del PdL nei termini di legge.
Diciamo subito che il Presidente della Repubblica non poteva fare diversamente e quindi è assurdo e vergognoso tirarlo in causa: lui, i decreti, è comunque costretto a firmarli per il ruolo istituzionale praticamente ininfluente che occupa.
Vergognoso è invece il comportamento del Governo e del Presidente del Consiglio Berlusconi, che, anziché prendere per le orecchie gli incompetenti (ribadiamo il concetto) del suo partito, materiali responsabili della mancata presentazione delle liste del PdL in Lombardia e Lazio, se la prende con chi la legge l'ha voluta far rispettare. E per la prima volta nell'ambito della raccolta delle firme, visto che - come già dicevamo - le violazioni sono sempre state all'ordine del giorno da parte della stragrande maggioranza dei partiti.
Un decreto che - dunque - dà il via libera all'irresponsabilità di chi decide di cambiare i candidati nelle sue liste all'ultimo momento o preferisce andare a mangiarsi un panino, piuttosto che presentare la sua lista nei termini previsti della legge.
Bell'esempio di meritocrazia davvero !
A questo punto possiamo solamente augurare ai candidati del PdL di Lazio e di Lombardia di perdere sonoramente. Eviterebbero ulteriori brutte figure di fronte al loro stesso elettorato, che confidava in una ventata d'aria nuova ed in una vera rivoluzione meritocratica e liberale.

Luca Bagatin



4 marzo 2010

Sulla mancata presentazione di alcune liste non la si faccia tanto lunga



Finalmente la magistratura si è data da fare per beccare i "furbetti der quartierino".
Personalmente ho iniziato a raccogliere firme per la presentazione di liste elettorali quando avevo 17 anni. So che è un lavoraccio e so bene (cosa peraltro tristemente risaputa dagli "addetti ai lavori") che il 99% dei partiti era uso truccare le carte. Con firme e certificati fasulli in primis (anche di morti !) e con presentazioni discutibili (in ritardo ecc....).
Finalmente, questa volta, le cose sono andate diversamente !
Il PdL è fuori a Roma e Formigoni non ha i requisiti di legge per poter presentare la sua lista ?
Ben gli sta ! Evidentemente hanno assunto gente incompetente che non conosce le regole o - peggio - che sperava di farla franca anche questa volta.
Il sottoscritto - per anni - si è fatto il culo per raccogliere le firme e, assieme a pochi altri, ripulirle e andare in giro per i comuni a raccogliere i certificati elettorali. Lo facciano anche gli altri e, se non fanno le cose per bene, è giusto che siano esclusi.
La democrazia è rispetto delle regole, non paraculismo imperante.
Nel caso della lista Liberali & Riformatori nessuno ha gridato allo scandalo. Non hanno raccolto le firme necessarie. Punto e a casa.
Se ammettessero la lista del PdL o quella di Formigoni bisognerebbe davvero smettere di andare a votare. Ed io sarei il primo a voltare le spalle al carro berlusconiano (che pur preferisco all'armata cattocomunista e giustizialista indegna di un Paese civile).
Mancano di competenza e serietà e dovrebbero cospargersi il capo di cenere ammettendo una volta per tutte la loro pochezza.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini