.
Annunci online

  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


Ultime cose
Il mio profilo


EDIZIONI MEDITERRANEE
Margheritando il Cuore
M.
IL MIO LIBRO: Universo Massonico
IL MIO (secondo) LIBRO: Ritratti di Donna
Eduard Limonov
FRENTE TRANSVERSAL Peronista y Kirchnerista
Alianza Pais
FEMEN
Movimiento Evita
PATRICIA VEZZULI
Nathalie Cardone
DEBDEASHAKTI: la Dea che viene da Venere
Studio Stampa
FRENTE AMPLIO
Lettera e Spirito - Rivista di Studi Tradizionali
TRE EDITORI
Partido Socialista Unido de Venezuela
ISTITUTO JUAN DOMINGO PERON
La Vera Cronaca
SERENA MARZUCCHI
Ursula Davis Hula Hop
ARCHIVIO PERONISTA
Mattatoio N. 5
AMORE E LIBERTA' Official Website
Amore e Libertà Blog
Ilona Staller per Roma 2013
DEBDEASHAKTI
Ente Nazionale Protezione Animali
LAVINIA GUGLIELMAN
Massimilano Giannocco
FONDAZIONE "CHE" GUEVARA
Domenico Mazzullo
ASSOCIAZIONE MOANA POZZI
Francesca Veronica Sanzari
PARTITO DELL'AMORE
Partido Justicialista
LA GAUCHE MODERNE
Venexia Editore
ELENA OVECINA
Dignitas
MELAGIOLI
Il Gioco dell'Eroe by Gianluca Magi
ALAIN DE BENOIST
LA VOZ DEL SANDINISMO
PETER BOOM
Imperial Club
CAOS TRA LE PENTOLE
Book Crossing
ORLANDO
George Washington Masonic Memorial
ALDO GRITTI
Museo di Simbologia Massonica
LUIGI PRUNETI
Notiziario Massonico Italiano
ERICA MELARGO
Parti Radical (France)
C.L.I.P.S.A.S.
Venezolana de Television
RON PAUL 2012
Montichiari CONTRO GREEN HILL
LIBERILIBRI
Scaffale Massonico
ENRICA BONACCORTI
Editions Maconniques Castelli
ISTITUTO DI STUDI "LINO SALVINI"
IlSudEst
Grand Orient De France
EVO MORALES Presidente
Socrate 2000
L.I.C.E.
Metis Di Meo
SENTIERI REPUBBLICANI
Moreno Neri
MU'AMMAR GHEDDAFI
Evita Peron
Mouvement Européen pour la Démocratie Directe
Hugo Chavez
EDGARDO SOGNO
Ipertesto Edizioni
CARLO MANCOSU EDITORE
Bocca di strada
EROS E' LIBERAZIONE: Tinto Brass blog
Manfredi Pomar
FRANC MAçONNERIE MAGAZINE
Loggia Heredom 1224
GRAN LOGGIA D'ITALIA UMSOI
Regime Scozzese Rettificato
PSICOSINTESI
Rondò Veneziano
ILARIA DRAGO
Blog maçonnique d un jeune franc-maçon sur la Franc-Maçonnerie en France
PIER CARPI: UN MAESTRO
Secreta Magazine
BYE BYE BEAUTIFUL
Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici
QUATUOR CORONATI
SECRETA: il forum
CUATRO F Periodico del PSUV
Padre Anthony Elenjimittam
LA LETTERA G
FEDERAZIONE GIOVANILE REPUBBLICANA di Romagna
A.M.O.R.C.
Gruppo Studi Swedenborghiani
PORTOBELLO by Enzo Tortora
Hiram Blog
ALICE BAILEY
ROSSLYN CHAPEL
Gran Loggia Italiana
POLAR FRANC-MACON
BLOG DEL RITO DI YORK
Ho fatto SPLASH !
Delitti sotto la cenere by Nathan Gelb: il video
NATHAN GELB
Cagliostro e il Rito Egizio
MAURIZIO NICHETTI
Nuova Carboneria Italiana
RITO DI YORK
Un simpatico gioco McCain Vs Obama
DOVE ERAVAMO RIMASTI ?
Helena is Red
PAMELA SAINO
Ordine Iniziatico dei Cavalieri della Luce
LOGGIA 33
Per il Diritto ad una Morte Dignitosa
ENZO TORTORA
SATHYA SAI BABA Bhajans
Scuola Internazionale della Rosacroce d'Oro
LANFRANCO PALAZZOLO
Giovannino senza paura
ANGELO PEZZANA
ELENA ORLANDO
L'Italia è la mia Patria: Ambra
DISINCANTO
Patrizia D'Amico
CRISTINA KIRCHNER
Pansessualità
PETER BOOM
Giuseppe Varlotta
SICK GIRLS
Kuthuma: periodico di Alchimia e Tradizione Iniziatica Occidentale
MAX BUNKER Press
Blog di Giordano Bruno Guerri
OMBRA D'ARGENTO
Libertarian Party
BrUNO BoZzettO
IL PADRETERNO
Spincon
TRACINGBOARDS: A MASONIC SITE
Amici di Garibaldi
Bombay !!!
GIORDANO BRUNO GUERRI
Solo Pittori Artisti Mutilati
JUPITER EDIZIONI
Non è la Rai
NON E' LA RAI: X ANNI DOPO
Il Mistero di Paul McCartney
LE DROIT HUMAIN
Robert Lomas
Fratellanza Bianca Universale
STORIA DI IERI, OGGI E DOMANI
The Buick Brothers
GIUSTIZIA GIUSTA
IL TIBETANO: Le Scuole Iniziatiche dell'Antica Saggezza
REMO REMOTTI
Mito di Donna: LUCIA "REHAB" CONTI
Partito d'Azione Liberalsocialista
MINA "VAGANTE" WELBY
Il Silenzio Infranto
SEMPRE SULLA BRECCIA
ALACRAN EDIZIONI
Decidere.net
SOCIALISMO LIBERALE PROGRESSISTA
Socialisti.net
MISS WELBY: LA NIPOTE SEGRETA DEL CALIBANO
MARIA MONSE'
Radicali italiani
ITALIA LAICA
La Voce Socialista
L'OPINIONE DELLE LIBERTA'
Fondazione Craxi
ANDREA G. PINKETTS
Il Blog di Panther
Sai Baba
Società Teosofica
UNO STORICO MILITANTE SOCIALISTA: PIER LUIGI BAGLIONI
Laetitia Casta
ASSOCIAZIONE MAZZINIANA ITALIANA
Gran Loggia d'Italia
ASSOCIAZIONE REDUCI GARIBALDINI
Ordo Templi Orientis
SITO DEL PROF. CLAUDIO NICOLINI
Sito di Davide Giacalone
QUADERNI RADICALI
Il Riformista
ANTICLERICALE.NET
Associazione Luca Coscioni
CENTRO MARIO PANNUNZIO
Antiproibizionisti.it
ALESSANDRO CECCHI PAONE
ESOTERIA: Massoneria e dintorni
Grande Oriente d'Italia
G. MAZZINI 2005
Psychomedia: Salute Mentale e Comunicazione
LIBERALCAFE
Un simpatico gioco pro-referendum sulla ricerca scientifica sulle cellule staminali
IO CI METTO LA FACCIA
Lega del Filo d'Oro
ITALIALAICA: IL GIORNALE DEI LAICI
Jiddu Krishnamurti
RIFORMATORI LIBERALI
Giordano Bruno
CARBONERIA
Rito Scozzese Antico ed Accettato
LA TRADIZIONE INIZIATICA TRA ORIENTE ED OCCIDENTE
La Loggia Montesion
WOODY ALLEN
La Melagrana: pagina di cultura esoterica
RITO SIMBOLICO ITALIANO
Federazione dei Liberaldemocratici
CARMELAAAAAA!!!
Ordine Martinista Universale
MOVIMENTO SUFI
Massoneria Italia
IL MANDIR DELLA PACE
Angelologia
LEGA ITALIANA ABOLIZIONE CONCORDATO
Movimento Federalista Europeo
LIBERTA' DI SPIRITO
Aislinn: la Fata-blogger
BAZARDELLEPAROLE
Picaresco: la BloggeRivista
NUVOLAROSSA: PASIONARIO DEL REPUBBLICANESIMO
DAL TRAMONTO ALL'ALBA: PORTALE DEL MISTERO
AKHENATON
MARTIN RUA: un blog massonico
Gran Loggia Regolare d'Italia
UNA STRONZA PERFETTA
Rito Orientale di Misraim e Memphis
BETTY FORD CENTER
Alice è sempre Alice
CALZETTA CHE PASSIONE
Bastogi: Casa Editrice esoterica
FILMOGRAFIA TRASH DI ANDREA G. PINKETTS
Pagine corsare di P.P. Pasolini
GIANFRANCO FUNARI
Le Trottoir
BerCamp: esperimenti democratici
OGGETTISTICA MASSONICA
Radicali di Sinistra
PROFONDO ROSSO STORE
LibMagazine
L'ORLANDO IL PORTENTO
Valeria la Vera
VIOLA VALENTINO
Valeria Manieri
LO SCIAMANO
Fuoco Sacro
AUTISMO ON-LINE
Epilessia Web
EDIZIONI TEOSOFICHE
Democrazia Laica
PER LA ROSA NEL PUGNO
Twin Peaks
TRENITALIA
Facciamo Breccia
Blog Italia
PLASTIC SOLDIER REVIEW
Arcana Intellego
IL FATTO ON LINE: BOLLETTINO D'ATTUALITA' ECO-COMPATIBILE
Severino Mingroni
SABRINA MARINANGELI
Critica Sociale
POLITICALINK
Massoneria sulla stampa
CHIESA EVANGELICA VALDESE
Capanno Garibaldi
SOCIETA' PER LA CREMAZIONE - TORINO
Cremazione.it
BLOG LAICI
Maria Montessori

cerca
letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
 


4 febbraio 2013

I soliti mass media, anziché occuparsi di cose serie ed andare a fondo della questione Monte dei Paschi di Siena, accusano ingiustamente la Massoneria


COMUNICATO STAMPA DELLA GRAN LOGGIA D'ITALIA DEGLI ALAM

MPS e Massoneria, GM Pruneti: “Aspettando Dan Brown”

“Potremmo intitolarla “Aspettando Dan Brown” la campagna mediatica che si sta animando attorno alla massoneria e al suo presunto ruolo nella vicenda del Monte de Paschi di Siena. In attesa del prossimo libro del maestro americano del thriller, illustri penne del giornalismo italiano (forse in crisi d’astinenza!) ammazzano il logorante intervallo consumano grandi quantità di inchiostro per raccontare le imprese degli “uomini in nero”, i massoni italiani, burattinai di tutti i poteri, forti, meno forti, nazionali, transnazionali e chi più ne ha ne metta”.
Luigi Pruneti, Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia commenta così quanto sta uscendo in questi giorni in alcuni giornali sulla vicenda MPS e sul presunto coinvolgimento della massoneria.
“Pagine e pagine – sottolinea il Gran Maestro - che non fanno altro che alimentare il mistero con il quale da sempre in Italia viene strumentalmente rappresentata la nostra l’Istituzione; dinnanzi alla fantasia di questi giallisti nostrani resta rammarico e delusione.
Perché se nel teatro dell’assurdo con maggior letizia avremmo aspettato Godot, in quello meno serio di certa stampa, e anche di certa politica, dovremmo sopportare ciò che passa il convento. Aspettando il vero Dan Brown”.

Roma 31 gennaio 2012
Comunicazione a cura dell’Ufficio Stampa della Gran Loggia d’Italia
Obbedienza di Piazza del Gesù Palazzo Vitelleschi
Tel. 06/68805831 fax 06/6879840 Cell. 3394435068
www.granloggia.it
Email: ufficiostampa@granloggia.it



7 ottobre 2011

Risposta all'articolo di Liliana Speranza su "La Voce Repubblicana" relativo a Massoneria e P2


Ho letto con attenzione il dotto articolo di Liliana Speranza ("La Voce Repubblicana" del 30 settembre 2011), relativo alla Massoneria ed alla morale. Articolo sicuramente di grande valore ed approfondimento, di cui pur non condivido un aspetto.
Liliana Speranza parla infatti di "trame di Gelli", riferendosi alla P2.
Non capisco, infatti, a che cosa si riferisca, visto che Licio Gelli e gli appartenenti alla P2 furono assolti con formula piena con le sentenze della Corte d'Assise di Roma che, fra il '94 ed il '96, assolsero sia la P2 dalle accuse di "complotto ai danni dello Stato", che lo stesso Gelli per le innumerevoli accuse attribuitegli.

Non è esatto dire, inoltre, che la P2 non praticasse la morale. Semmai non seguiva i Landmark massonici fissati nel 1723, ma, sotto il profilo legale e profano, essa fu ineccepibile.
Sin dalla sua fondazione, nel 1877, quando ancora si chiamava Loggia Propaganda, l'allora Gran Maestro Giuseppe Mazzoni, stabilì che essa dovesse avere scopi eminentemente politici e fu con questa impronta che, il successivo Gran Maestro Adriano Lemmi, la rafforzò.
Allora, il Grande Oriente d'Italia, era considerato una sorta di "partito dello Stato" a rafforzamento degli ideali risorgimentali e patriottici. La Loggia Propaganda, proprio per il suo essere "loggia coperta" (ma non segreta !), ovvero partitolarmente discreta, fu utilizzata proprio all'assolvimento pieno di tale funzione.
Fu così che nella Loggia Propaganda entrarono: Agostino Bertani, Giosue Carducci, Ernesto Nathan, Aurelio Saffi, Menotti Garibaldi, Giuseppe Zanardelli e molti altri: fossero repubblicani-mazziniani o liberali-monarchici, ovvero la "crème" della politica dell'epoca.
Dopo la caduta del fascismo, allorquando fu ricostruita la Massoneria in Italia, con la riedificazione delle Logge, la Propaganda fu denominata Loggia Propaganda 2. Fu ricostituita e rafforzata dal Gran Maestro Giordano Gamberini e, successivamente, con il Gran Maestro Lino Salvini, fu affidata a Licio Gelli. Di scarsissima cultura esoterica, ma di notevoli doti di mediatore e di organizzatore.
Lo scopo della Loggia Propaganda, ovvero della Propaganda 2, nel dopoguerra, doveva essere sempilcemente quello di rafforzare il centrismo al governo, ovvero impedire ai comunisti ed alle forze eversive di destra e di sinistra, di prendere il potere in qualsiasi modo.
Non a caso i suoi aderenti erano tutti di orientamento politico liberale, socialista, repubblicano, socialdemocratico e cattolico liberale.
Ciò lo spiegò chiaramente lo scrittore Pier Carpi in due libri, volutamente dimenticati dall'intellighenzia culturale italiana, ed oggi lo spiega il prof. Aldo A. Mola, anche nell'intervista che gli ho fatto.
Ora, si può dire che la P2 e, prima di essa, la Loggia Propaganda, abbiano poco a che vedere con la Massoneria ed il suo carattere iniziatico e spirituale. Vero.
Il punto però è che tale scelta va attribuita unicamente al Grande Oriente d'Italia che, storicamente, in Italia ebbe un ruolo politico importante nella formazione dello Stato unitario e post-unitario. E lo assolse anche in modo positivo.
Nel 1905, purtuttavia, tale politicizzazione si accentuò a dismisura con il peggior Gran Maestro che il GOI abbia mai avuto, ovvero con Ettore Ferrari, che rafforzò tale carattere politico e per nulla massonico ed iniziatico dell'Istituzione, ovvero allorquando il GOI prese una piega fortemente ateistica ed anticlericale.
Ettore Ferrari impose alle Logge il triplice giuramento: antimonarchico, antimilitaristico e anticlericale ed introdusse apertamente la politica in Loggia, in pieno contrasto con la libertà dai dogmi, di culto e di pensiero politico professata dalla Massoneria sin dalle sue origini.
Fece bene, infatti, il pastore protestante Saverio Fera - Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese Antico ed Accettato - nel 1908, a slegarsi dal GOI, in contrasto con Ferrari, ed a costituire la Serenissima Gran Loggia d'Italia, oggi Gran Loggia d'Italia degli ALAM ed a riportare buona parte della Massoneria italiana al suo scopo originario - gnostico ed esoterico, lontano da ogni politicismo.
Questi, in sintesi, i motivi per i quali la Loggia P2 non può ritenersi nè segreta nè complottistica. Semmai lontana dai Landmark massonici, ma ciò non fu causa diretta di Gelli, bensì dell'evoluzione storica del GOI.

Luca Bagatin



24 febbraio 2011

Il conte di Saint-Germain "svelato" da Paul Chacornac



Paul Chacornac (1884 - 1964) fu l'editore della celebre rivista di studi esoterici "Etudes Traditionnelles", nella quale collaborò anche il celebre scrittore e studioso di simbolismo esoterico e massonico René Guénon.
Chacornac si occupò, nel corso della sua vita, di astrologia ed alchimia sotto il profilo tradizionale, dedicando numerose pubblicazioni a tali tematiche.
Fra queste è purtuttavia presente una singolare biografia, "Il conte di Saint-Germain", ripubblicata negli ultimi anni in Italia dalle prestigiose Edizioni Mediterranee.
Tale biografia tende a sgomberare il campo da tutte quelle leggende metafisiche che hanno accompagnato la storia del conte di Saint-Germain e che lo hanno voluto, di volta in volta: alchimista senza tempo, massone, Maestro dei Teosofi, esponente degli Illuminati di Baviera e dei Rosacroce.
La biografia di Chacornat è dunque la più completa e minuziosa opera dedicata a questo leggendario personaggio che, più che altro, secondo gli studi dell'autore, pare fosse un erudito avventuriero di nobilissima origine spagnola che, nel corso della sua vita, utilizzò vari nomi fra cui l'appellativo di "conte di Saint-Germain" (ovvero il Santo Fratello).
Erudito avventuriero che frequenterà le grandi corti europee del XVIII secolo, talvolta amato e talvolta odiati dai nobili e dagli intellettuali dell'epoca.
Di lui ci ha parlato ad esempio Giacomo Casanova nelle sue "Memorie", in senso totalmente denigratorio, quasi che il Saint-Germain fosse un "mago truffaldino". Per quanto si sa bene che - con tutto il rispetto per il celebre autore - le "Memorie" di Casanova non erano altro che uno zibaldone romanzato, ove l'autore amava punzecchiare e mettere in ridicolo i suoi vecchi nemici.
Il filosofo Voltaire narra al re di Prussia Federico II del conte di Saint-Germain come di un “essere immortale”, ma, probabilmente e secondo la biografia di Chacornac, lo fa in senso metaforico, vista l'ampia cultura ed i modi profondamente cortesi del conte.
Secondo i teosofi Madame Blavatsky ed Annie Besant, il conte di Saint-Germain sarebbe un "adepto", un "iniziato", un "agente della Gran Loggia Bianca" venuto su questa terra per scongiurare il materialismo ed i pericoli della Rivoluzione Francese, pur senza successo.
Chi può mai dirlo ?
Quel che è certo è che tale figura di nobile settecentesco, di cui possediamo un unico ritratto donato dal conte stesso alla marchesa d'Urfé nel 1760 e giunto sino a noi, continua ad affascinare nei secoli.
E l'ottimo studioso Paul Chacornac ha tentato di ricostruirne la storia e le gesta, spogliandolo dalle leggende che lo hanno circondato e lo circondano ed analizzando la sua figura sotto un profilo simbolico-tradizionale alla luce degli insegnamenti di René Guénon.

Luca Bagatin



20 novembre 2010

Simbolica massonica del Terzo Millennio

"Simbolica Massonica del terzo millennio" – di Irène Mainguy - è sicuramente l'opera più completa oggi in commercio per tutti coloro i quali - Massoni, studiosi o semplici curiosi - desiderano approfondire appieno il cammino iniziatico del Libero Muratore.


La curatrice - bibliotecaria e documentarista in carica presso la prestigiosa obbedienza massonica del Grande Oriente di Francia - Irène Mainguy, con questa sua "Simbolica", ha decisamente aggiornato, rivisto ed ampliato "La simbologia massonica" del massone francese Jules Boucher, che, dal 1948, è stata per decenni la pietra miliare di ogni buon Figlio della Vedova.
Edita dalle Edizioni Mediterranee e curata in Italia dal famoso alchimista e massone Paolo Lucarelli (noto negli ambienti esoterici per i suoi profondi studi sui misteri delle cattedrali, oltre che per quelli alchemico-gnostici), "Simbolica Massonica del terzo millennio" è un agile testo arricchito da preziose allegorie massoniche e diviso in capitoli e brevi sottocapitoli ove è possibile approfondire tutto lo scibile liberomuratorio: dalla simbologia di base passando per l'abbigliamento del massone; dai segni rituali ai toccamenti massonici sino alle parole sacre e "di passo"; dagli strumenti utilizzati dai massoni con il relativo significato simbolico, sino alle funzioni degli Ufficiali in Massoneria, alle virtù etiche ed ai doveri del massone. Un intero capitolo è inoltre dedicato alle Obbedienze presenti in Francia ed ai loro relativi riti; un altro è dedicato al Rito Scozzese Antico ed Accettato ed al Rito inglese di stile Emulation e l'ultimo alle principali Obbedienze massoniche in Italia.
“Simbolica Massonica del terzo millennio” è dunque sicuramente un testo di studio, ma anche e profondamente operativo, ovvero che va all'essenza della ritualità iniziatica senza perdersi troppo in dissertazioni storiche.
Impareggiabile, inoltre, la prefazione all'edizione italiana curata dallo stesso Paolo Lucarelli, il quale, lodando il lavoro di Irène Mainguy, affronta anche con massima apertura e competenza il tema della donna in Massoneria, ovvero esponendo due questioni fondamentali: nei cantieri operativi dei muratori medievali - a differenza di quanto erroneamente si tende a credere - vi erano anche donne ed inoltre i culti solari - come quello liberomuratorio, appunto - erano officiati soprattutto da sacerdotesse (si pensi ad esempio al culto di Apollo e Dioniso).
"Simbolica Massonica del terzo millennio", è infatti manuale che, forse per la prima volta nella Storia della Massoneria, si rivolge equanimemente a Massoni uomini e donne.
Figli e figlie di un unico Essere Supremo alla continua ed incessante ricerca del Buono, del Bello e del Vero, per mezzo della scuola di perfezionamento più antica e prestigiosa al mondo.

Luca Bagatin



28 ottobre 2010

Donne e Massoneria: articolo-intervista alla professoressa Francesca Vigni di Luca Bagatin

Donna che indossa paramenti massonici; il volume di Francesca Vigni; Annie Besant - già presidentessa mondiale della Società Teosofica - indossa paramenti massonici

Può una donna entrare in Massoneria ?
Secondo un preciso landmark (o regola massonica) stabilito nelle regole fondanti della Gran Loggia Unita d'Inghilterra - detta anche Loggia Madre del Mondo - redatte dal reverendo inglese James Anderson nel 1723, no.
In quanto il massone deve essere uomo, oltre che libero e di buoni costumi.
Diciamo subito che la Gran Loggia Unita d'Inghilterra è considerata Loggia Madre del Mondo più per questioni più squisitamente storiche che esoteriche. La Massoneria speculativa si è data, infatti, un'organizzazione vera e propria in Inghilterra nel 1717, per quanto tale istituzione sia ben più antica.
Diciamo anche che il reverendo Anderson e molti studiosi di esoterismo hanno ritenuto e ritengono, pur erroneamente, che, poichè l'iniziazione massonica è solare e non lunare, ciò significa che solo i maschi hanno diritto a tale iniziazione.
Ciò, come ha ricordato anche il grande massone, esoterista ed alchimista moderno Paolo Lucarelli nella pefazione italiana a "Simbolica Massonica per il terzo millennio" di Irène Mainguy (edito in Italia dalle prestigiose Edizioni Mediterranee), è assolutamente smentito dal fatto che nei cantieri operativi dei muratori medievali - ai quali si rifanno gli odierni Libero Muratori - vi erano anche donne. Ed inoltre, sempre il Lucarelli, ricorda che vi erano culti solari - come ad esempio quello di Apollo e Dioniso - che erano officiati soprattutto da sacerdotesse.
Ciò fu confermato già nei primi del '900 anche dal reverendo Cherles W. Leadbeater, trentatreesimo grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato ed autore del volume "La Massoneria e gli Antichi Misteri".
Facciamo poi notare che, in Italia, nonostante le fortissime resistenze del Grande Oriente d'Italia relativamente all'ingresso delle donne nelle Logge, già due illustri Gran Maestri del GOI quali Giuseppe Garibaldi ed Ernesto Nathan, contestarono tale discriminazione. Al punto che Garibaldi stesso iniziò donne alla Massoneria.
Attualmente, peraltro, in Italia, solamente la Gran Loggia d'Italia degli ALAM di Palazzo Vitelleschi, inizia anche le donne.
E' di queste settimana, inoltre, la notizia che il neo-eletto Gran Maestro del Grande Oriente di Francia Bar Arcizet Guy, ha deliberato l'ingresso delle donne nella prestigiosa Obbedienza massonica francese. Decisamente un passo avanti.
Sotto il profilo accademico, in Italia, pressochè solo la professoressa ed amica Francesca Vigni ha ben pensato di approfondire la questione donne e Massoneria.
E lo ha fatto con un ottimo volume edito dalla Bastogi nel 1997: "Donne e Massoneria in Italia", ove fa un vero e proprio excursus storico dalle prime Logge femminili o "di Adozione" in Francia nel XVIII secolo sino a quelle napoletane, passando per le donne Carbonare e Massone durante il Risorgimento italiano e che combatterono per l'Unità d'Italia.
Ampi capitoli del volume sono inoltre dedicati alle Gran Logge Femminili presenti in Italia ai nostri giorni.
Francesca Vigni è nata ad Arezzo, è laureata in lingue straniere ed è insegnante di lingua e letteratura inglese e francese. Si è laureata all'Università di Siena proprio con una tesi sulla Massoneria delle donne nella Francia del '700 ed è stata vincitrice del premio "Treves". Dagli anni '80 si occupa dunque della questione ed è un mio grande piacere avere la possibilità di intervistarla oggi.


Luca Bagatin: Come è nato il tuo l'interesse per la Massoneria ?"

Francesca Vigni: L’interesse per la massoneria nasce molti anni fa, quando ero una studentessa universitaria degli anni '80, dalla lettura di libri che avevo sottomano e dedicati al tema verso il quale nutrivo molta curiosità. I libri erano: “Massoneria e rivoluzione francese” di Carlo Francovich, “Storia della massoneria in Italia” di Aldo Mola ( 1972 ) e “Sette enigmi di storia massonica” di Beatrice Bisogni.

Luca Bagatin: Come è nata l'idea del tuo libro sulle donne in Massoneria ?

Francesca Vigni: L’idea nasce in seguito agli studi che avevo compiuto con la mia tesi di laurea dedicata alle logge di Adozione francesi del Secolo dei Lumi e che mi procurarono molta soddisfazione , perché, soprattutto in Francia, fu apprezzata la nuova chiave di lettura che avevo fornito dall’analisi dei documenti tramandati da queste logge. Spinta anche da questo inizio favorevole, pensai di ampliare la ricerca focalizzando l’attenzione all’Italia e cominciai a raccogliere materiale, reperito con molta fatica. Da qui nacque l’idea di scrivere un libro su donne e massoneria in Italia, un libro che in realtà, in Italia mancava.


Luca Bagatin: Come è stato accolto dalla critica ed in particolare dalle due grandi Obbedienze massoniche italiane (Grande Oriente d'Italia e Gran Loggia d'Italia degli ALAM) ?

Francesca Vigni: La critica non si occupò all’epoca (1997) di questo libro anche perché io ero una persona del tutto sconosciuta al pubblico, non lavoravo nell’ambito universitario, non avevo sponsor, il libro non era stato pubblicizzato e la casa editrice, la Bastogi, era conosciuta da un pubblico ristretto. Forse anche il tema affrontato produceva delle riserve. Qualche autrice femminista tuttavia recensì il volume favorevolmente e ciò mi lusingò . Con molta soddisfazione ho notato che in seguito autori che si sono occupati di storia della Massoneria hanno fatto riferimenti al libro, anche autori stranieri. Il Grande Oriente d’Italia non ha mai preso posizioni ufficiali sulla mia pubblicazione, ma lo hanno fatto certi autori che gravitano in questo ambiente con una critica favorevole. Al contrario, la Gran Loggia d’Italia degli ALAM si oppose duramente a questa pubblicazione. Ricordo che all’uscita del libro, la rivista “Officinae” della Gran Loggia di Palazzo Vitelleschi scrisse un articolo molto negativo ed addirittura invitava il pubblico a non leggere il volume, cosa che mi sembrò paradossale, perché come è vero che la critica è ammessa, è anche vero che c’è libertà di stampa, e non si può impedire alla gente di leggere ciò che vuole. La Gran loggia d’Italia non gradì soprattutto l’intervista rivolta alla Gran Maestra della Gran Loggia Tradizionale Femminile d’Italia, intervista ovviamente, inserita nel volume. Non piacquero certe sue affermazioni. Avrei voluto replicare personalmente e dialogare con queste persone. L’occasione poteva esservi nel marzo 1998, precisamente il 27-28 marzo 1998, perché fui invitata ad un convegno dal tema. “Cinquant’anni dalla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, genesi, attualità e prospettive” che si teneva a Torino. Tra i relatori vi era anche una rappresentanza della Gran loggia di Palazzo Vitelleschi con Franco Franchi che all’epoca era il Gran Maestro della Gran Loggia, Luigi Pruneti e altri. Io avevo preparato il mio intervento, ma all’ultimo momento, mi fu detto chiaramente di non partecipare al convegno, perché la mia presenza non era gradita dalla Gran Loggia. E dire che io ero stata invitata. Qualche tempo dopo, in occasione di un convegno a Perugia organizzato dal Rito di Memphis e Misraim ed al quale partecipai, fui avvicinata da un “Fratello” della Gran Loggia di Palazzo Vitelleschi, il quale mi spiegò che il libro aveva provocato una discussione tra i fratelli e le sorelle di questa comunione massonica.


Luca Bagatin: Sei stata in qualche modo supportata dalle Gran Logge Femminili presenti in Italia ?

Francesca Vigni: Una Gran loggia Femminile mi ha supportato fornendomi la documentazione , cioè il materiale, indispensabile per scrivere la seconda parte del libro senza mai rivelare che c’era questo libro in preparazione.


Luca Bagatin: Il Grande Oriente d'Italia - maggiore e più antica Obbedienza massonica italiana - a tuo parere, aprirà presto i suoi Templi anche alle donne come è avvenuto recentemente in Francia ?

Francesca Vigni: La domanda non è di facile risposta , bisognerebbe davvero chiederlo al GOI. Secondo me, da un parte c’è la questione del Landmark contenuto nel terzo articolo delle costituzioni massoniche redatte nel 1723 e da te ricordato . Il terzo articolo dichiara che i massoni sono uomini liberi e di buoni costumi, non schiavi, nè donne, nè uomini immorali. Ora, il Landmark è una pietra di confine, un limite che ha tre caratteristiche: l’universalità, l’immutabilità e l’antichità. Ciò fu inserito nell’ elenco dei “principi fondamentali” redatti a Londra nel 1929 e seguiti da quelle Grandi Logge e dai Grandi Orienti che si attengono a questi principi. Dall’altro c’è la questione dell’iniziazione massonica che il mondo massonico dichiara di essere di essenza maschile, anche se su questo punto forse, la massoneria del XXI secolo dovrebbe operare un’altra riflessione con un’ottica più moderna. E’ anche vero, però, che in Italia dovrebbe esservi un mondo massonico femminile più convincente, più presente e più numeroso. Forse, con una presenza più massiccia di donne massoni operose, il GOI potrebbe cominciare a riflettere su certe posizioni. Questa realtà al momento non c’è presso le Gran Logge Femminili. La presenza più consistente di donne massoni è solo all’interno della Gran Loggia d’Italia di palazzo Vitelleschi.


Luca Bagatin: Che cosa ne pensi, in generale, dei massoni e della Massoneria ?

Francesca Vigni: Della Massoneria penso che abbia un bellissima storia, molto affascinante, che è un Ordine animato da importantissimi principi e che alla sua nascita e alla sua diffusione in Europa , in Italia e nel mondo, ha rivestito un grande ruolo. Dei massoni penso che forse dovrebbero studiare più a fondo la storia della loro istituzione e riflettervi sopra.


Luca Bagatin: Quale sarà, secondo te, l'avvenire della Massoneria, in particolare di quella italiana ?

Francesca Vigni: Se penso al periodo storico in cui viviamo attualmente in Italia, al problema della questione morale, per esempio, o al divario tra nord e sud, penso, ma questa è solo la mia opinione personale, che potrebbero essere temi sui quali la Massoneria italiana potrebbe portare un proprio contributo. E questo potrebbe rappresentare il suo avvenire. Altrimenti non riesco a vedere un grande avvenire della Massoneria italiana, se non quello di rimanere prigioniera di polemiche con certe parti politiche che la riporta ad un certo passato o chiusa nei templi ad istruirsi al rituale maschile.



4 ottobre 2010

VATICANO, IOR, PEDOFILIA: articolo di Peter Boom

LIBERISSIMA CHIESA IN CLERICALISSIMO STATO....sic !
presentazione di Luca Bagatin

L'amico Peter Boom torna alla grande a curare la sua consueta rubrica di diritti civili e liberazione sessuale su questo blog.
In un Paese come il nostro che - con l'avvento del fascismo e la caduta in disgrazia dei laici presenti nei governi della Prima Repubblica -  ha cancellato pressoché ogni traccia di liberalismo cavouriano e repubblicanesimo mazziniano, ecco che Peter, attore olandese che vive in Italia dagli anni '50, ci riporta ad una triste realtà: tutt'altro che civile.

L.B.


VATICANO, IOR, PEDOFILIA
di Peter Boom


L'oro del Vaticano è il titolo di un libro, 271 pagine, scritto da uno studioso della storia e delle faccende vaticane fino ai nostri giorni. Vengono elencati i tesori e le opere d'arte accumulate nei secoli da una chiesa potentissima e molto spregiudicata. Claudio Rendina, l'autore, supera Dan Brown nello descrivere duemila anni di imbrogli, delitti e mercimonio unendo una precisa sintesi storica ad aneddoti e curiosità che rendono questo libro interessantissimo e leggibile per tutti (Newton Compton Editori).
Ne esce una storia nascosta dello Stato vaticano veramente vergognosa, che non molti anni fa non sarebbe potuto uscire a causa di censure e pressioni sugli editori.
Una strana realtà fa tuttora che in Italia i governi di destra e di sinistra hanno fornito alla chiesa cattolica sempre più agevolazioni, finanziarie etc., mentre la legge difficilmente riesce ad indagare sulla banca vaticana (IOR – Istituto Opere Religiose o meglio Istituto Opere Riciclaggi), fatto che fa pensare che oltre alle diverse mafie anche molti politici, sia italiani che esteri, abbiano investito soldi neri nel suddetto istituto bancario, una ragione per cui potrebbero risultare ricattabili. Insomma, sotto il manto della bontà cristiana si cela una delle centrali del crimine più potenti del mondo che tuttora sembra quasi intoccabile.
In Italia, soprattutto a causa della confusione nel sistema fiscale e giudiziario, evidentemente voluto così dalla politica, è facile per i potenti, servendosi di buoni avvocati, di scampare a condanne definitive (leggi prescrizione).
L'Italia è un paese bellissimo e anche ricchissimo, ma dove si vive male grazie ad una burocrazia spesso incapace (raccomandati!), con 120 miliardi di euro evasi ogni anno, dove la chiesa cattolica non paga tasse (la sola ICI calcolata in circa 2 miliardi annui) e fa quindi concorrenza sleale ad alberghi, negozi, etcetera.
L'Italia se governata bene potrebbe avere strade bellissime, ferrovie efficienti, una Alitalia gloriosa, internet gratis per tutti, un sistema sanitario efficiente, energie alternative da coprire quasi il fabbisogno, una natura pulita, un turismo sempre crescente e tante altre cose ancora, troppe da enumerare.
La gente, grazie ad un sistematico controllo sui mass-media è poco informata e perciò incapace di reagire contro il malgoverno diffuso. Il popolo inoltre è stato sempre represso da capi e chiesa che lo rendeva suddito e non cittadino, ma questo si potrebbe considerare un fatto storico culturale.
Una gran parte dei giovani oggi è senza lavoro e senza alcuna prospettiva per il futuro, ai giovani laureati, ai cervelli, l'unica possibilità è di lasciare questo paese che tanto ha dato a tutto il mondo come cultura, scienza ed arte.
Che peccato!!!

Peter Boom
http://www.pansexuality.it



30 agosto 2010

"MACCHE' GENIO ! SE ERA SOLTANTO UN BIDONE" di Pier Carpi

E SE LEONARDO DA VINCI FOSSE STATO UN INCAPACE ?
presentazione di Luca Bagatin

Chi è abituato a leggere questo mio blog, sa che ho da sempre una profonda ammirazione per il compianto scrittore, giornalista, regista e fumettista Pier Carpi.
Tale ammirazione nasce dal fatto che egli, oltre ad avere utilizzato nelle sue opere uno stile romanzesco, si è sempre occupato di personaggi controversi (Leonardo da Vinci, Cagliostro, i Kennedy, Licio Gelli....) e sempre con punti di vista nuovi, documentati, diversi da quanto "la vulgata" ha voluto raccontarci di loro.
Oggi, a curarne la memoria e gli scritti, oltre alla moglie Franca Bigliardi, c'è l'amico Salvatore Vaglica, con il quale sono in contatto da un anno e che recentemente mi ha fatto pervenire questo scritto inedito su Leonardo da Vinci, appunto.
Lo scritto non è tutto sommato lungo, ma la documentazione raccolta da Pier Carpi è sicuramente notevole.
Personalmente non prendo posizione in merito. Mi limito solamente ad offrirvi un ulteriore strumento di approfondimento.

Luca Bagatin

MACCHE' GENIO ! SE ERA SOLTANTO UN BIDONE
di Pier Carpi

Furbo e intrigante, non fu né ingegnere né architetto, non capiva nulla di matematica e di anatomia, plagiò le sue celebri invenzioni, non conosceva l'affresco ed era semianalfabeta. Ecco come la storiografia più aggiornata ha ridimensionato il mito leonardesco.

Messer Liunardo da Vinci, il nostro geniale Leonardo, poteva diventare il più grande pittore di ogni tempo. Sicuramente fu uno tra i massimi disegnatori. Ma rinunciò alla carriera per motivi venali: il mestiere di "dipintore" non rendeva abbastanza e gli artisti vivevano alla giornata nelle loro botteghe, come testimonia lo stesso Verrocchio, quando si lamenta che " un cuoco guadagna più di un dipintore". non aveva torto, poichè alla sua morte, trovò sepoltura soltanto grazie alla generosità di un ricco allievo, che ospitò il suo corpo nella cappella di famiglia. Botticelli e il Ghirlandaio non ebbero miglior fortuna.
Scrive Kenneth Clark, uno dei massimi esperti vinciani, dell'Università di Yale : " Possiamo presumere che Leonardo, al pari di altri giovani di talento, trascorse gran parte della sua vita a non fare assolutamente niente ". Infatti, quando Leonardo venne assolto nell'ingiusto processo per sodomia, Verrocchio rimane stupito nel vedere che, nonostante la non più giovane età, non si decideva ad aprire bottega per conto suo. Non sapeva che il maturo allievo aveva ben altri progetti. Arricchire, e alla svelta. Intanto, pensava di vendicarsi di colui che lo aveva denunciato all'urna di Palazzo Vecchio. E preparava un veleno, iniettando sostanze in un alberello, che avrebbe germogliato pesche letali e che lui avrebbe fatto pervenire al suo calunniatore. non sappiamo se il progetto giunse a termine. Ma sappiamo pultroppo che Leonardo, rinunciano al mestiere di dipintore, sprecava il suo unico talento, riscontrabile oggi in pochissime opere, come la Monna Lisa, la Vergine delle Rocce e la Sant'Anna. Altri quadri, come La Vergine e il bambino ( orribile per i vistosi errori anatomici ) il San Giovanni, Il Bacco Androgino, sono decisamente brutti e comunque in gran parte opera di suoi allievi. Da tempo il mito leonardesco è stato scalfito da studiosi qualificati tutt'altro che di parte, come il vinciano professor Auguste Koyré, dell' Istitute For Advanced Studies di Princeton, che scrive: " Benché Leonardo sia stato definito un grande scienziato e studioso, i moderni storici respingono quasi unanimemente tale interpretazione" . Eppure l'agiografia continua a presentarci un Leonardo. Come genio assoluto, summa scientifica, faro del Rinascimento. Si improvvisò scultore, combinando disastri e non scolpi mai nulla, perché ne era incapace. Si tramandava la sua leggendaria fama di architetto e costruì soltanto una stella. Si favoleggia delle sue invenzioni e armi segrete, che furono plagi di lavori già noti o banali fantasticherie, e quando si tentò di attuarle portarono al ridicolo. Si parla di lui come di grande ingegnere, ma si limitò a tentare una ridicola e costosissima deviazione dell'Arno, che non si poté terminare perché contro ogni legge scientifica e naturale. Odora ancora di zolfo per la sua fama di astrologo, ma lasciò scritto di ritenere l'astrologia una gran fandonia, e le sue imprese occulte furono a metà tra la sete di vendetta e il puro intrattenimento per le corti compiacenti. E' considerato un grande anatomista, per i suoi studi e disegni sul corpo umano, e invece non ne capiva nulla : per fortuna rimasero i disegni, i migliori della sua produzione. Lo si saluta come l'ideatore del volo umano, ma i suoi tentativi, basati su antichi disegni altrui, caddero nel ridicolo. tutt'al più si può parlare di Leonardo come del precursore del mondano deltaplano, Inoltre era semianalfabeta, scriveva in modo rozzo quanto presuntuoso, con macroscopici errori e con linguaggio contadino. Afferma il professor Giorgio De Santillana, dell'Università di Harvard, nel suo A man without letters, dedicato al problema specifico : " Leonardo scrive esattamente come i contadini del suo tempo e come quelli odierni. La sua ortografia è quella di una domestica" Il fatto di scrivere da sinistra a destra era considerato da lui un codice impenetrabile e, accanto a simili ingenuità non lesinava gli incensamenti alla propria grandezza, alla smania di gloria e soprattutto di denaro.
Leonardo si potrebbe definire con la famosa frase di Robespierre : Che cos'è questo miscuglio di genio e volgarità ? " certamente era in buona fede, rafforzato dalla massima presunzione . Sentendosi genio incompreso. Sentendosi genio incompreso e inaccettato, fece in modo di essere compreso, accettato e ben pagato, senza essere un genio. In questo riuscì grazie alla sua capacità istrionesca di convincere chiunque delle proprie fantasie, col talento di un moderno press-agent di se stesso. Sapeva vendersi bene, non esitava a bluffare e anche a barare e soprattutto seppe essere un cortigiano impareggiabile. Si scatenava nell'allestire feste e fuochi d'artificio, spettacoli e divertimenti per il signore di turno, mentre sceglieva sempre il partito migliore, nelle diverse fazioni. Tagliò le gambe ai nemici, fu sempre puntiglioso e vendicativo, come ricorda in The tragic pursuit of perfection, l'esperta vinciana Antonine Vallentin : " Leonardo aveva una sua irresponsabile passione per i tiri mancini " Capì che il successo era dovuto alla protezione delle grandi amanti, e se ne fece servo, lacchè, persino ruffiano, non esitando a cambiar padrona non appena una prediletta cadeva in disgrazia.Tutto questo per un solo scopo : vedere riconosciuti i suoi meriti di onnisciente, di genio dei geni. Se fece di tutto, sbagliando sempre, fu per la sua smania di arrivare, di stupire, di arricchire: solo una immensa fortuna, pensava e scriveva, gli avrebbe consentito di dedicarsi alle grandi opere in ogni campo dello scibile, che altrimenti non avrebbe potuto compiere. Purtroppo non fece nulla: ci ha lasciato pochi quadri, molti bellissimi disegni e tante follie disegnate e descritte nei suoi celebri codici. Ma tra tutti, c'è rimasto il suo capolavoro: Leonardo, lui stesso, la luce del Rinascimento. Era riuscito almeno in questo, a creare la propria leggenda. Il suo semianalfabetismo è dovuto al fatto di aver appreso a leggere e a scrivere dalla modesta matrigna Albiera, che in seguito morì di parto. Trascurato da un padre che lo odiava, il giovane Leonardo frequentò poco la scuola, per disertarla poi completamente. presto a bottega dal Verrocchio, cerco di rifarsi da autodidattica, ma commise l'errore di studiare sul testo De re militari di Vitruvio. Non imparò né latino né italiano, ma fu affascinato dalle armi e dalle macchine di guerra, tanto da plagiare da quel testo antichi congegni bellici di cui si attribuì l'invenzione. A bottega, lavorava poco e malvolentieri, soprattutto alle tavole del Verrocchio. Molti sono i lavori di quel periodo attribuiti a Leonardo. Forse, l'angelo del Battesimo di Cristo, ma esperti come Morelli, Thiis, Cruttwell, Grizzoni, Siren e Bodner negano che gli altri dipinti a lui attribuiti siano di sua mano, in particolare l'Annunciazione, già erroneamente attribuita al Ghirlandaio, i due ritratti della Vergine e il quadro della dama nobile, attualmente negli Stati Uniti, nel museo di Detroit, il cui curatore, il professor W.R. Felentiner, dichiara : " il primo dipinto senza alcun dubbio di mano di Leonardo è lo schizzo dell'Adorazione dei Magi, da lui eseguito all'età di trent'anni".
Il Verrocchio, che aveva simpatia per il non più giovane allievo che non concludeva nulla, lo presentò a Lorenzo il Magnifico, sollecitandogli un incarico.Ebbe un anticipo vistoso, di ben venticinque fiorini, per dipingere un San Bernardo in una pala d'altare. Molte altre volte prese anticipi e non realizzò nessun lavoro, facendosi anche condannare dai tribunali. Non aveva ancora iniziato la pala quando, dopo la congiura dei pazzi e la dichiarazione di guerra a Firenze da Parte di Papa Sisto, vide la possibilità di mettere finalmente in mostra il proprio genio. Presentò alla Signoria i suoi progetti di armi micidiali e di macchine belliche, garantendo la sconfitta nemica. Ma il Gonfaloniere respinse il tutto, sottolineando come si trattasse di strumenti già in uso presso gli antichi Persiani e gli stessi Romani, inattuabili e addirittura pericolosi. Tra gli altri, il vecchio sistema persiano di mettere lame alle ruote dei carri di guerra, per falciare la cavalleria nemica. Già all'epoca venne scartato poichè otteneva l'effetto opposto, quello di distruggere i carri amici e di falciare la propria cavalleria. Consigliato di dedicarsi alla pala, naturalmente tornò ai suoi studi, alla ricerca della grande scoperta che potesse renderlo famoso. Si impegnò negli studi scientifici e nelle elaborazioni matematiche, credendo di aver raggiunto risultati eccezionali. Scrive il matematico George Sarton dell'università di Havard, nel suo Art and science: "Nonostante tutte le asserzioni del contrario, Leonardo non era un matematico. nel prodigioso campo della matematica era unicamente in grado di brancolare come un cieco". infatti, fini per costruire uno stravagante strumento musicale, un liuto, che incuriosì Nannina Rucellai, sorella di Lorenzo. Il Magnifico, che non voleva saperne di Leonardo che lo aveva truffato con una pala d'altare, poi con una seconda, per la quale aveva versato un altro forte anticipo senza vedere nulla, fu costretto dalla sorella a ricevere il genio. Ascoltò l'esibizione con quello strano strumento e colse l'occasione per liberarsi di Leonardo: si disse pronto a pagarlo, purché fosse lui stesso a recarlo in dono a Ludovico Sforza, a Milano. Leonardo arrivò così alla corte ducale, carico di sogni e di progetti. Il liuto doveva essere soltanto la chiave per entrare nel cuore del nuovo signore e assumere ben altri ruoli di protagonista. Il duca ricevette Leonardo, ascoltò annoiato l'esibizione con il liuto e lo congedò. Ma il genio trasse all'iprovviso un documento e pretese di leggerlo, tra la noia generale: in esso, con una presunzione incredibile, si presentava come detentore di segreti di guerra, ingegnere matematico, architetto, scienziato in ogni campo, persino come scultore. Sapendo che il duca aveva in progetto la costruzione di un monumento equestre in bronzo in onore del padre, si disse in grado di eseguirne uno impareggiabile, lui che non aveva mai scolpito nulla. Ma nessuna sua proposta colpì Ludovico : né le armi da guerra, come le navi inattaccabili dagli esplosivi e dal fuoco, né le bombarde a retrocarica, né i ponti mobili, né il monumento equestre. Non offrì nessun posto al postulante e lo congedò bruscamente. Sarebbe stata la miseria, se alcuni individui non avessero trovato per il genio un forte anticipo per la solita pala d'altare che non sarebbe mai stata dipinta.

Quando a Milano esplose la peste Leonardo si buttò con impegno a risolvere il problema. Per avere un idea della sua follia, oltre che dell'inconsistenza delle leggende che lo vogliono esperto in medicina e grande architetto, basterà ricordare le idee che lui propose al duca, per debellare il flagello. partendo dall'assurda convinzione che la peste si trasmettesse via aria, consigliò semplicemente di radere al suolo Milano e far costruire al suo posto, dieci città, di trentamila abitanti l'una, da sistemare lungo il Ticino. Le disegnò puntigliosamente: una parte in superficie, per i ricchi, una parte sottoterra, per i poveri. Sistemò le fognature con scarico nel Ticino, dimenticando che in estate, con l'abbassamento delle acque, i risultati sarebbero stati terrificanti. E non curandosi del fatto che i poveri delle città sotterranee dovessero vivere nelle fogne, al buio. Non ricevette mai risposta, mentre gli arrivavano pressioni per la pala d'altare nemmeno iniziata. Però riuscì ad avvicinare l'amante del duca, Cecilia Gallerani, ottenendo di farle il ritratto. Attraverso lei, ebbe finalmente l'incarico di realizzare il monumento equestre a Francesco Sforza. Accettò con incoscienza: detestava la scultura, non aveva mai scolpito , non sapeva nulla della fusione in bronzo. Non solo, ma non si curò del fatto che tutti gli artisti già interpellati avessero rifiutato l'incarico, per l'impossibilità di fondere in bronzo una statua dalle dimensioni enormi, come il duca pretendeva. Anzi, sbalordì tutti con l'annuncio che la sua statua sarebbe pesata cinquantamila chili e il suo cavallo, senza il cavaliere, sarebbe stato alto quindici metri e in grado di reggersi soltanto sulle sue zampe posteriori. Una follia da realizzare in due anni. Due anni dopo, non c'era nulla, nemmeno dei disegni, tanto che il duca protestò con Lorenzo de' Medici, chiedendo che mandasse qualcuno a eseguire il lavoro al posto di quell'incapace. Il Magnifico non trovò in Firenze un solo scultore che accettasse di sostituire o aiutare Leonardo, a nessun prezzo, e si limitò a inviare due disegni del Pollaiuolo, che il genio naturalmente buttò via con disprezzo. Stava per essere licenziato quando, per sua fortuna, in vista delle nozze del figlio del duca, si ammalò l'addetto ai festeggiamenti e assunse quel ruolo.Nel quale seppe dare il meglio di se stesso, facendo dimenticare cavallo e pala. Risale a quei giorni l'unica opera architettonica veramente eseguita da Leonardo. Una scuderia per cavalli arabi, per conto del generale Sanseverino, comandante dell'inesistente esercito di Milano. Vezzeggiato a corte, prese a vestirsi con eleganza, a impomatarsi e incipriarsi e persino a lavorare. Rimise mano al cavallo con altri sistemi, ridimensionandolo ma non cambiando nulla, e riprese i suoi studi di anatomia. Basta vedere i disegni del tempo, per constatare quanta fosse la sua ignoranza in materia. Nella celebre rappresentazione del coito, nel pene sono disegnati due canali, uno per sperma e urina e un altro per una non meglio precisa anima. Intanto il duca cambiò amante e Leonardo si affrettò ad attaccarsi a lei, per non perdere il posto di festaiolo di corte, abbandonando la vecchia benefattrice. E ottenne l'incarico di dipingere la celebre Ultima Cena. Aveva accettato con la consueta incoscienza, poiché non aveva mai dipinto su muri e non conosceva nemmeno i rudimenti della tecnica. Intascò l'anticipo e pensò ad altre invenzioni, che potessero arricchirlo: una industria con macchine capaci di affilare aghi, in grado, scrive lui stesso, di fruttargli ben sessantamila fiorini l'anno; un orditorio, ancora più redditizio, quindi una macchina per cuscinetti a rulli. Ma ecco la realtà scuoterlo: il re di Francia marciava alla conquista di Milano. Doveva salvare il ducato e le sue prebende, fece progetti di difesa, disegnò macchine di guerra. Ma ricevette soltanto l'incarico di sistemare i tubi di riscaldamento nel bagno della duchessa. Ridotto a idraulico, rinunciò. Ma solo perché non era riuscito a risolvere nemmeno quel piccolo problema. Inoltre era preoccupato per l'Ultima Cena, che già andava sgretolandosi, perdendo i colori, deformandosi. L'opera è celebre e sin troppo lodata, ma in effetti è molto brutta. Il famoso critico Bernard Berenson tra i massimi esperti vinciani, scrive "E' un'assordante, fragorosa lite su una pizza di mercato napoletano ". Il disegno è sbagliato, con vistosi errori di calcolo, estremamente rozzo, per un dipinto privo di senso religioso e platealmente teatrale. Già guardando le mani si può capire quali siano gli errori del disegno di base. Come scrive Kenneth Clark, già poco dopo che l'affresco fu ultimato, il muro era già screpolato e crepato in modo disastroso. Ciò che vediamo dell'Ultima Cena " è oggi in gran parte opera del tempo e dei restauratori. Le smorfie sono solo ciò che il tempo e il restauro ci hanno lasciato ".Incapace di risolvere il problema idraulico della duchessa, Leonardo ottenne udienza da Ludovico. Ci fu una lite per compensi arretrati, dopo le proposte per il fallito monumento, ma il duca temeva soprattutto i francesi. Chiese a Leonardo di fare tutto il possibile per difendere la città e gli donò una vigna. Il genio militare visitò le fortificazioni e, dopo giorni e giorni di riflessioni, concluse testualmente " Poiché il potere delle artiglierie è aumentato di un terzo, i bastioni dovranno essere fatti d' un terzo più forti ". Il problema per lui era così risolto. Attese l'arrivo dei francesi e si mise al loro servizio. Fu introdotto presso Cesare Borgia, che lo lodò per le fortificazioni di Milano. Leonardo si tenne gli elogi, ben guardandosi dal rivelare che il costruttore non era affatto lui. Si disse onorato di servire anche la famiglia Borgia, si fece fissare un lauto stipendio e rimase in attesa di ordini. Ma ecco tornare Ludovico, con un esercito di svizzeri e tedeschi. Leonardo coi suoi collaboratori fuggi a Mantova. Incontrò il matematico fracescano Luca Pacioli, che lo indusse a mettere i suoi segreti militari al servizio di Venezia, minacciata dai Turchi. Leonardo non esitò, raggiunse la Serenissima e giurò che grazie alle sue invenzioni e armi segrete, avrebbe affondato la flotta di Reis Kemal Pascià, ancorata in laguna. Presentò il suo progetto del palombaro, che in realtà aveva copiato dai disegni del senese Giacomo Mariano. Ebbe denaro e collaborazione, mise in mare i suoi " sommozzatori ", ma nessuna nave nemica venne affondata o scalfita e Leonardo dovette fuggire. Chiamato da Cesare Borgia, lavoro per lui, con i soliti risultati. Disegnò un progetto allucinante e irrealizzabile per prosciugare le paludi di Piombino, quindi fu incaricato di far saltare la fortezza di Arezzo, che resisteva al Valentino. Predispose nuovi formidabili esplosivi che non ebbero nessun risultato, tanto che la città fu presa per fame. Anche il Borgia si stancò di quell'individuo inconcludente ed esoso, che finì per tornare a Firenze: dell'Ultima Cena si parlava molto e siccome nessuno l'aveva vista, poteva vivere campando di tanta fama. Ma il suo incontro con Niccolò Machiavelli lo distolse dal sogno di passare una serena vecchiaia dipingendo. C'era la guerra con Pisa e Leonardo fu incaricato di usare i suoi segreti militari a favore di Firenze. Il genio considerò che i pisani potevano combattere solo perchè ricevevano viveri e rifornimenti via acqua, sull' Arno. Così decise di deviarne il corso . E fu preso sul serio. Machiavelli si lasciò convincere dall'idea di non far passare più l'Arno per Pisa e concesse a Leonardo denaro, cantieri, uomini a volontà. I comandanti militari risero dell' impresa, ma dovettero obbedire e ci misero tutto l'impegno. Mentre essi lavoravano, Leonardo studiò un altro progetto, per due canali d'Arno verso Firenze: uno per fare arrivare le merci direttamente dal mare, l'altro per legare via mare le città alleate, come Pistoia, Serravalle, Prato. Nonostante la delusione per lo stallo della deviazione dell'Arno, la Signoria si lasciò convincere anche in questa seconda assurda impresa, per la quale Leonardo aveva calcolato un guadagno di ben duecentomila fiorini l'anno. Intanto assunse anche l'incarico di dipingere la Battaglia di Anghiari, impresa che finì miseramente per incapacità, così come caddero nel ridicolo le costose e folli deviazioni dell'arno e i canali. Per arrivare a Serravalle, l'acqua avrebbe dovuto salire di ben centocinquanta metri e Leonardo pensò di costruire una enorme pompa aspirante, che non si fece mai. Scrive il professor Ralph Raeder, studioso vinciano e ingegnere: " Il progetto e i disegni per il canale d'Arno formano una pagina di calcoli labirintici, un documento di delirio matematico" .

Ma venne la resa dei conti. La Signoria pretese che terminasse i lavori per i quali era stato pagato, cominciando dalla Battaglia di Anghieri. Contemporaneamente una secca dell'Arno interruppe i lavori dei canali e della deviazione, poiché le acque non potevano essere manovrate. I lavoratori protestarono e si rifiutarono di proseguire nella folle impresa. La Signoria ordinò che proseguissero. E fu il disastro. Le piogge, quasi un diluvio travolse tutto. in un amibente sempre più ostile, Leonardo pensò di risolvere tutti i propri problemi diventando ricco grazie alla realizzazione del volo umano. Sono sin troppo note le disavventure in proposito, mentre progetti e disegni non avevano alcuna consistenza e tantomeno possibilità di realizzazione. Scrive Ivor B. Hart, direttore dei servizi didattici del Ministero dell'aviazione britannica: " Si può affermare senz'altro che, nel complesso, i disegni di macchine volanti eseguiti da Leonardo sono di scarsa incidenza scientifica.Si tratta di semplici curiosità, di splendide illustrazioni eseguite da un genio con la passione della meccanica, che si abbandona senza remore ai propri sogni, speranze, illusioni" . Anche la leggenda del Leonardo precursore dell'elicottero è smentita autorevolmente, sia dagli studi del Professor Ladislao Reti sugli elicotteri e i giroplani, sia da H. C Gibbs - Smith, nell'analisi specifica fatta in Origins of the Helicopter. inoltre un primordiale elicottero è dipinto persino su un quadro sacro, con Gesù Bambino intento " a giocare con un oggetto simile a un elicottero", del 1460 e oggi conservato nel museo di Le Mans. Dopo la famosa contesa con la Signoria e il conseguente sequestro dei centocinquanta fiorini lasciati in garanzia per i lavori non eseguiti, Leonardo fu ancora a Milano presso il vicerè. Riprese il suo adorato ruolo di cortigiano e organizzatore di grandi feste. Ma non smise mai con i suoi sogni di genialità e ricchezza. Nemmeno quando, usurpando una fama di costruttore e architetto, seguì il re di Francia, riuscendo finalmente a vivere in un castello, come un principe. Pensava a nuove invenzioni, come una lacca indelebile, a costruire armi micidiali, trabocchetti diabolici da sistemare in sotterranei. Propose di costruire una nuova reggia, che per fortuna non gli fu affidata. Riprese i suoi studi sul corpo umano, lasciando testimonianze patetiche: " La lunghezza dei palmi è stessa di quella del piede... La lunghezza del dito più lungo è uguale a quello della larghezza della bocca... La larghezza del calcagno è uguale a quella del polso... Il piede è lungo quanto l'intera testa di un uomo... Dall'ombelico ai genitali vi è la lunghezza di una faccia..." Ma non costruì nulla, nemmeno la torre traforata nel castello di Blois, che gli venne erroneamente attribuita. Disegnò progetti di palazzi e giardini all'italiana, la ricostruzione della reggia, parti anatomiche, lavorò alla seconda tavola della Vergine delle Rocce e portò a termine quella Monna Lisa che doveva renderlo immortale. La vera testimonianza di un genio e di un talento sprecati. A ricordarci che davvero Leonardo avrebbe potuto diventare uno dei massimi pittori di ogni tempo, c'è appunto la Monna Lisa. Una tela che il re, dopo la scomparsa dell'artista, incamerò senza versare un soldo. In quella solitudine principesca, integro nei suoi sogni non realizzati e quindi vivi, messer Liunardo da Vinci riceveva ospiti, parlava, dissertava, teneva una sua corte, si compiaceva di insegnare ciò che non aveva mai saputo. Era la sua ultima grande festa di corte, ma stavolta da protagonista. Ma ormai, senza più illusioni, aveva scritto " Ho sprecato le mie ore".

Pier Carpi



17 agosto 2010

"Antoine Marcas: un Ispettore di polizia massone protagonista dei romanzi di Eric Giacometti e Jacques Ravenne": articolo tratto dal nr. 4 di "Secreta Magazine" Aprile 2010. Di Luca Bagatin

Antoine Marcas: un Ispettore di polizia massone protagonista dei romanzi di Eric Giacometti e Jacques Ravenne

di Luca Bagatin


Sono decisamente gli autori di thriller massonici più preparati e coinvolgenti.

Il loro primo romanzo - "Il rituale dell'ombra" – ha letteralmente spopolato in Francia (pubblicato da Fleuve Noir) ed anche in Italia ha avuto un ottimo successo pubblicato dalle edizioni Piemme.


Jacques Ravenne e Eric Giacometti

Sto parlando del giornalista d'inchiesta Eric Giacometti - che fra l'altro ha denunciato nel suo Paese numerosi scandali legati alla malasanità - e del Maestro massone Jacques Ravenne.

Insieme, prima di scrivere "Il rituale dell'ombra", non si erano mai occupati di Massoneria. A questo romanzo se ne sono poi succeduti altri come "I Fratelli Oscuri" ed il recentissimo "La congiura Casanova".

E tutti con protagonista l'Ispettore parigino e Maestro massone affiliato al Grand Orient de France Antoine Marcas.

Questi, almeno, i thriller pubblicati in lingua italiana sino ad oggi.

In Francia sono già usciti anche "La Croix des Assassins" ed "Apocalypse", dall'anno prossimo disponibili anche in Italia e sempre editati dalla Piemme. E hanno già in serbo un'altra chicca....."Il simbolo ritrovato", una sorta di risposta francese ad "Il simbolo perduto" di Dan Brown !

Cominciamo con il dire che la differenza fra i romanzi di Giacometti e Ravenne con quelli di Dan Brown è abissale.

Innanzitutto nello stile: decisamente meno puerile quello del duo francese, che peraltro forniscono al lettore - in appendice - un'accurato glossario massonico ed un'accurato profilo dei personaggi storici appartenenti alla Massoneria ai quali, di romanzo in romanzo, fanno riferimento.

Per quanto anche nei thriller di Giacometti e Ravenne ci sia ampissimo spazio per la fantasia degli autori, non viene mai meno il preciso riferimento alla storia dell'Istituzione massonica ed ai suoi rituali.

Riferimenti ai quali è peraltro legatissimo il protagonista - Antoine Marcas - il quale, pur laico e razionalista convinto, trae vera ispirazione dal simbolismo massonico e dalle Tornate di Loggia che frequenta.

Si noti bene che Giacometti e Ravenne si sono avvalsi peraltro – nello scrivere le loro opere - della consulenza dell'ex Gran Maestro del Grand Orient de France Jean-Michel Quillardet, il che contribuisce a rafforzare l'autorevolezza delle fonti e dei temi trattati.

Ed hanno anche messo in piedi due bellissimi siti web in lingua francese: www.polar-franc-macon.com e www.giacometti-ravenne.fr, molto curati sotto il profilo grafico e dei contenuti.

Nell'ultimo thriller, "La congiura Casanova", l'Ispettore Marcas si trova ad indagare in merito a delle morti bizzarre causate da ancor più bizzarre "estasi sessuali" indotte da particolari rituali ritrovati in un antico manoscritto (attribuito a Giacomo Casanova) dai membri di una setta che si rifà al controverso mago vittoriano Aleister Crowley (che si autonominò La Grande Bestia 666).

Antoine Marcas si troverà così a difendere Anais, una giovane donna che il capo della setta, Dioniso, cercherà di rapire in tutti i modi ed al contempo dovrà difendere la sua stessa Obbedienza massonica nella quale si sono infiltrati membri della setta al fine di screditarla.

Fra la Sicilia, Parigi, Granada e Venezia, erotismo, esoterismo, magia ed alchimia, riuscirà Antoine Marcas a prendere in mano la situazione anche con l'aiuto dei suoi Fratelli massoni che sono sempre disponibili ad aiutarlo nei momenti del bisogno ?

I thriller di Giacometti e Ravenne sono decisamente delle opere raffinate, dirette sia ad un pubblico massonico che profano. Romanzi dunque non banali e scontati, ricchissimi di simbolismo ed avventura e che fanno anche comprendere al lettore quanto il senso di fratellanza massonica sia qualcosa di veramente profondo ed incomunicabile.

Decisamente nulla a che vedere con le fantasie da cinematografo di Dan Brown.

Luca Bagatin



17 febbraio 2010

HAR TZION MONTESION: un viaggio nella Cabala e oltre

HAR TZION MONTESION: un viaggio nella Cabala e oltre
di Luca Bagatin
tratto dal numero 3 (settembre-dicembre 2009) di YR MAGAZINE
organo ufficiale del Gran Capitolo dell'Arco Reale - Rito di York in Italia




La Loggia Har Tzion Montesion del Grande Oriente d'Italia , fondata con decreto dell'allora Gran Maestro Giordano Gamberini nel 1969, si occupa principalmente della Tradizione Esoterica della Cabala ebraica.


Tradizione che si rifà in toto alla letteratura sacra ebraica, la Cabala, è un insegnamento mistico e teosofico il cui scopo ultimo è quello di penetrare l'Inconoscibile.

Aspetto peraltro tipico di ogni tradizione gnostica d'Oriente ed Occidente.

La Loggia Har Tzion Montesion, attivissima ed avanzatissima dal punto di vista dei suoi studi in materia, ha - allo scopo - un bellissimo sito web divulgativo e d'approfondimento - on line da quasi dieci anni - curato dal webMaestro Federico Pignatelli: www.montesion.it

All'apertura del sito vi troverete immediatamente di fronte alle due colonne rituali dell'allegorico Tempio di Re Salomone: Boaz e Jakin.

Entrate, dunque, e senza indugio !

Fra immagini allegoriche di cherubini ed apprendisti dediti allo sgrossamento della Pietra Grezza, eccovi dunque nella sezione di presentazione della Loggia, dei suoi seminari, attività e studi (comprendenti anche ampi stralci sull'Astrologia e l'Alchimia cabalistiche). Clikkate dunque su ciascuno degli argomenti in questione per saperne di più.....e vi assicuro che le informazioni non mancherenno, e così i continui riferimenti alle cosiddette Tavole Architettoniche, che sono una vera e propria sezione che raccoglie moltissime Tavole di Loggia su tutto lo scibile massonico: dal significato della simbologia della Squadra e del Compasso al Rito Emulation; dagli studi sulla Torah all'Ermetismo.

Nella prima barra in alto – dunque - quella posta sulla sinistra, possiamo trovare le varie Sezioni di cui consta il sito con le Tavole di cui abbiamo appena parlato, ed i Manoscritti relativi alle origini della Cabala e della Trazione massonica.

Proseguendo, abbiamo dunque la sezione relativa ai Contatti mail per interagire con la Loggia Montesion; il Libro degli Ospiti in cui lasciare un breve commento o porre una domanda alla redazione; la sezione degli Appuntamenti della Loggia (indicati con un vero e proprio calendario).

Di particolare utilità la sezione relativa alle Novità, con gli aggiornamenti relative alle notizie dell'ultimo bimestre inerenti la Loggia stessa, l'attività del Grande Oriente d'Italia e gli ultimi articoli inseriti (da segnalare e di particolare interesse il Commento all'Asino d'Oro di Apuleio del dott. Jesboama e Le origini della Massoneria dal 1710 all'Arco Reale). Nella sezione delle Novità il neofita può trovare anche delle pagine permanenti con specifiche notizie relative al perché ed al come entrare in Massoneria ed una Mappa del Sito per – per così dire – orientarsi nella complessità di questo spazio web che noi qui cerchiamo sommariamente ed umilmente di raccontare.

Come poteva mancare la sezione delle cosiddette Frequently Asked Questions – per gli amici FAQ – ovvero quella delle domande ricorrenti degli utenti ? Eh sì, perché il webMaestro di Montesion ha previsto anche questo: dando libero sfogo alle richieste dei lettori che gli pongono domande su taluni termini massonici, sul simbolismo, sulla Cabala ed anche richieste specifiche sulla musica utilizzata nel sito stesso (Atlanta Fugiens, del 1617, con indicazioni ove scaricarla direttamente sul sito). Una sorta di vademecum per andare ancor in profondità nell'universo massonico e magico-cabalistico presentato dalla Har Tzion Montesion con grande generosità, apertura e disponibilità.

Ultima, ma non certo meno importante (anzi, tutt'altro !), la sezione dei Servizi.

Qui troviamo il Forum ove inteloquire, non solo con i curatori del sito, ma anche con tutti i suoi utenti e visitatori (molto commovente, in questa sezione, il ricordo del Fr. Paolo Lucarelli, scrittore e saggista, che nel 2005 fu fra gli animatori del forum stesso); la Chat: alla quale – per accedervi – è necessario registarsi al sito; le Cartoline di Montesion (che per inciso è la sezione anche amo di più e con la quale mi rifaccio gli occhi volentieri) nella quale sono contenute numerose e coloratissime cartoline animate ad indicare i principali strumenti dell'Arte Muratoria e le allegorie stesse della Libera Muratoria: impreziosite da poesie e pensieri profondissimi (quella che ritengo più significativa è quella inerente alla figura della Squadra, scritta dal Fr. Palmiro Premoli: Dov'è una lacrima - dov'è un dolore splende ivi il raggio - del nostro amore: Ivi e pei tramiti - del mondo interova il nostro simbolo - bello e severo: e va senz'odio - e va senz'armi forte dell'impeto - de la virtù. Non vanti, non glorie, - non sogni d'eroi: le nostre vittorie - stan chiuse tra noi. Fidenti prudenti - ne l'opre e nel dir guardiam gli eventi, - guardiam l'avvenir).

Sempre fra i Servizi troviamo l'archivio delle News sull'attività del Grande Oriente d'Italia diviso per annate; i Testi che leggiamo, ovvero i libri consigliati dalla Loggia delle case editrici esoteriche più prestigiose quali la Athanor, la Arktos, le Edizioni Mediterranee ecc..., ma anche romanzi a tema libero muratorio quali quelli dell'amico Nathan Gelb che abbiamo peraltro piacevolmente intervistato per questa rivista.

Il sito della Montesion mette poi a disposizione degli utenti la possibilità di scaricare bellissimi ed inconsueti font di cui è sprovvisto qualsiasi sistema operativo in commercio: dai font medievali a quelli massonici, passando per quelli graci, alchemici e finanche angelici. E per finire la possibilità di scaricare programmi utili non solo all'apertura di file contenuti nel sito stesso, ma anche per il proprio computer di casa. Il tutto completamente a titolo gratuito.

Sino a qualche tempo fa nel sito Montesion era possibile persino inviare SMS gratis..... è ad ogni modo un servizio che non ci manca vista comunque la vastità e completezza di quelli già di per sé offerti !

Ogni volta che chiacchiero con un amico che si interessa di esoterismo o con un Fratello massone, finisce sempre che prima o poi questo mi parli del sito della Montesion.....o che gliene parlo io !

Dopo aver letto questo articolo e certamente visitando direttamente il sito stesso, ne avrete compreso il motivo.



18 dicembre 2009

In ricordo di Bent Parodi di Belsito


Il sottoscritto, Bent Parodi di Belsito, Moreno Neri ed Aldo Chiarle
a Montefiore Conca (Rimini) il 9 novembre 2008
 

Ho appreso con profonda tristezza della morte di Bent Parodi di Belsito, giornalista, compagno Repubblicano e Grande Oratore Aggiunto del GOI, nonché ultimo discendente della nobile famiglia siciliana dei Gattopardo.
Ho avuto modo di conoscerlo fra il 9 ed il 10 novembre 2008, partecipando entrambi come relatori alla conferenza "Massoneria di Popolo o Massoneria d'Elite ?", organizzata dal Rito Simbolico Italiano del Grande Oriente d'Italia a Montefiore Conca in provincia di Rimini.
Di lui ricordo il temperamento gioviale, le sane mangiate a pranzo, cena e colazione, nonché le fumate di sigaretta che ci siamo piacevolmente fatti trovandoci ad alloggiare nel medesimo hotel, l'uno con la stanza accanto all'altro. E soprattutto ricordo con molto piacere le chiacchierate su esoterismo e massoneria e ciò che mi disse a proposito del mio cognome - Bagatin - che egli sosteneva derivasse da "Bagatto", la nota carta dei Tarocchi che rappresenta il prestigiatore che si evolverà in Mago.
Rimanemmo poi in contatto telefonicamente al punto che in questi giorni lo cercai al telefonino per gli auguri del Solstizio d'Inverno, comprensibilmente senza alcun successo.
Voglio ricordare Bent Parodi con una frase che mi disse proprio in hotel, prima della conferenza che tenemmo: "Per me lo scopo ultimo della Massoneria è quello di far diventare l'Umanità intera un'elite di persone migliori ed affratellate fra loro".
Una frase che non scorderò mai e che porterò sempre con me, come il ricordo di questo grande Maestro.

Luca Bagatin


sfoglia     gennaio        marzo






"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini