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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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29 novembre 2013

Intervista esclusiva di Luca Bagatin all'attrice e performer Damiana Verdemare Fiammenghi

Damiana Verdemare Fiammenghi, ventinovenne romana di nascita, ma abruzzese d'origine.

Bellissimi occhi verdi dal sapore mediorientale e labbra dolcemente carnose, che le hanno anche permesso di vincere un concorso come “Sosia ufficiale di Angelina Jolie”.

A parere di chi scrive, Damiana, ad ogni modo, è assolutamente più dolce e femminile della Jolie e, se è vero che una donna è veramente bellissima quando è senza trucco, Damiana incarna perfettamente tale tipo di donna.

Damiana è un'attrice dall'ampio curriculum, oltre che un possibile futuro da cantante quale solista di band/rock, che l'ha portata a partecipare, fra l'altro, al “Festival della canzone romana”.

Inizia a lavorare a diciannove anni, in teatro, con “La moglie ingenua e il marito malato” di Achille Campanile, diretta da Claudio Capecelatro. Prosegue poi la sua carriera fra spot, teatro, televisione e cinema, anche in ruoli da co-protagonista nel film sull'antisemitismo “Tutto quel che abbiamo vissuto”, per la regia di Ciro Formisano e Giangiacomo Scocchera e da protagonista nel recente cortometraggio “Swan”, per la regia di Daniele Misischia.

Oggi abbiamo la possibilità di intervistarla, sia relativamente alla sua carriera artistico-professionale, sia relativamente alla sua personalità.


Luca Bagatin: So che ti piace farti chiamare “Verdemare”, piuttosto che Damiana, come mai ?

Damiana Verdemare Fiammenghi: Non è esattamente così, amo entrambi i nomi. “Verdemare” era il nome di battesimo della mia nonna materna, nonché mio secondo nome. Ero molto legata a mia nonna, era una delle poche persone che credeva fermamente e pienamente in me e mi sosteneva completamente nelle mie scelte. L’ho amata e l’amo tuttora alla follia: usare il suo nome per me equivale a renderle omaggio, a ringraziarla e, in un certo senso, a farla rivivere in me e con me. Anche uno dei miei tatuaggi “porta” il suo nome.

Luca Bagatin: Iniziasti a recitare e a lavorare in teatro già a diciannove anni, ovvero appena maggiorenne. Come nasce la tua passione per la recitazione ?

Damiana Verdemare Fiammenghi: Fin da piccola ho sempre amato guardare film e ho sempre provato una grandissima ammirazione per quelle “persone” che vedevo sul grande schermo o dentro quella “scatoletta” che abbiamo in casa che chiamiamo televisione. Li ammiravo perché riuscivano a farmi ridere, a farmi piangere, a emozionarmi: era tutto così vero ! Pensavo: “certo che questo deve essere davvero un mestiere difficilissimo ! Come faranno ?”.Inoltre, ogni mattina passavo davanti agli studi di Cinecittà per prendere la metro per andare a scuola e ogni volta provavo ad immaginare tutto quello che c’era e che succedeva lì dentro, set, attori, registi, scenografi, macchine da presa... Lo immaginavo perché non ci ero mai entrata e mi chiedevo se un giorno mi si sarebbero mai aperte le porte di quel “Paese dei Balocchi”. Il penultimo anno del liceo venne organizzato dalla mia scuola un laboratorio teatrale diretto da Claudio Capecelatro, appunto. E fu proprio lì che cominciai a trasformare in azione quello che fino a quel momento era semplicemente rimasto racchiuso nei miei pensieri.

Luca Bagatin: Ho letto che da bambina volevi fare la veterinaria, visto il tuo spasmodico amore per gli animali. Come mai poi cambiasti idea?

Damiana Verdemare Fiammenghi: Io amo in una maniera quasi morbosa gli animali, ogni specie, ogni razza, belli, brutti...tutti !!! Purtroppo però per fare un lavoro delicato come quello non basta l’amore che provi nei loro confronti, ma bisogna affrontare un duro e impegnativo percorso di studi e diciamo che io sono stata “rapita” da altro (sorride)...

Luca Bagatin: Oltre a recitare, avendo tu una bellissima voce, ho scoperto che canti anche molto bene. Sei un'autodidatta della canzone oppure hai studiato canto ? Pensi che il canto potrà essere il tuo futuro?

Damiana Verdemare Fiammenghi: Non ho mai studiato canto. Mi ha trasmesso questa passione mio padre Marcello, cantante di canzoni romane. Cantare mi fa sentire bene e mi piace da matti ! Vorrei includere il canto nella mia carriera, mi piacerebbe molto, infatti, fare musical, che raggruppa più discipline artistiche. Come ogni cosa però va affrontata con preparazione, quindi inizierò presto a prendere delle lezioni per perfezionare questa dote che mi è stata regalata.

Luca Bagatin: Attualmente - come già in passato peraltro – se non erro, ti occupi anche di organizzare eventi e workshop in qualità di ufficio stampa. In che cosa consiste questo tuo lavoro ?

Damiana Verdemare Fiammenghi: Parallelamente al mio percorso artistico ho sempre portato avanti altre esperienze lavorative, in modo particolare l’organizzazione di eventi e la comunicazione. Ho aperto una società che si occupa proprio di questo: organizzazione di eventi, servizi e ufficio stampa. Ho, però, integrato il tutto con l’organizzazione di workshop per attori. Grazie agli studi che periodicamente faccio a Los Angeles, ho avuto l’opportunità di entrare in contatto con bravissimi professionisti e ho pensato di “importare” il loro talento artistico per dare la possibilità a chi non può allontanarsi dall’Italia di poter entrare in contatto con loro e di imparare da loro, senza dover per forza trasferirsi all'estero. Ho anche coinvolto grandi professionisti del panorama italiano sia in ambito recitativo, della regia, della scrittura, del make up, del giornalismo. La cosa che più mi interessa e che più mi preme è offrire dei prodotti di qualità; i nostri allievi devono aver voglia di tornare da noi, perché si sono resi conto di essere davvero cresciuti professionalmente. Restando sempre nell’ambito della formazione collaboro con la nuova Scuola di Cinema “Accademia Studios”, sita proprio all’interno degli Studios (ex De Paolis), la quale dà l’opportunità agli aspiranti attori, registi e/o sceneggiatori di imparare il cinema dove si fa cinema, che mi sembra un’opportunità unica e straordinaria!

Luca Bagatin: Pensi che oggi sia difficile, per una donna, sfondare nel mondo dell'arte ? Ritieni, inoltre, che ci siano molte rivalità fra donne, in generale ?

Damiana Verdemare Fiammenghi: Penso che oggi le donne facciano fatica ad emergere non solo nel nostro ambito, ma un po’ in tutti gli ambiti. Ad occupare posti di potere sono ancora prevalentemente gli uomini, un po’ per maschilismo e un po’ per colpa di un pregiudizio nei confronti delle donne, che spero venga scardinato presto. Rivalità ? Sicuramente sono presenti, anche se fortunatamente è una cosa che non mi appartiene. Sono una grande sostenitrice della solidarietà e della collaborazione fra donne, credo davvero che unite potremmo creare un mondo migliore: John Lennon una volta disse:“Un sogno che fai da solo è solo un sogno, ma un sogno che fai insieme diventa realtà.” Se dovessi raccogliere il mio pensiero in tre parole griderei:“VIVA LA SORELLANZA !”

Luca Bagatin: Per finire ti chiedo: come si definirebbe Damiana Fiammenghi ? Che tipo di donna, oltre che di artista, intendo.

Damiana Verdemare Fiammenghi: Questa è una domanda difficile. Dunque, sono una donna tenace, determinata, alla quale piacciono le sfide e la pressione mi aiuta a dare il meglio di me. Credo nel pensiero positivo e nella buona energia e questa è una cosa che cerco nelle persone che mi circondano. Sono convinta che quando dai ricevi il doppio, sempre. Sono grata, tutti i giorni: anche nella peggiore delle giornate la mia giornata sarà comunque più bella e fortunata di quella di tante persone al mondo. La mia famiglia è al primo gradino della piramide, un punto di riferimento fondamentale. Sono perfezionista ed esigente, a volte troppo. Credo nel sorriso, la miglior cura che esista; credo nell’amore, che muove il mondo; credo nei sogni e nella assoluta possibilità di realizzarli perché “La distanza tra i nostri sogni e la realtà si chiama azione” e tutti abbiamo l’opportunità di agire.

Luca Bagatin



1 febbraio 2013

"Intervista esclusiva all'attrice e modella Francesca Veronica Sanzari" di Luca Bagatin



Francesca Veronica Sanzari, romana, giovane attrice e modella, ha già all'attivo diverse esperienze professionali sia in ambito cinematografico ("Bevenuti al Sud" di Luca Miniero e la commedia "Bombolone", oltre che diverse apparizioni in fiction per la tv) che musicale, essendo fra l'altro stata la protagonista - nel 2010 - del musical "Evolution", per la regia di Pierpaolo Zampini, oltre che avendo preso parte a numerosi video musicali.
Colpiti in particolare dalle suggestive foto contenute nel suo sito web www.francesca-sanzari.com, oggi abbiamo il piacere di intervistarla.



Luca Bagatin: Dunque, Francesca, quando e come inizia il tuo percorso professionale ?

Francesca Veronica Sanzari: 2004, "Mania", uno dei locali più in voga del centro storico perugino. Vi incontro una ragazza. Mi mostra delle foto. Le sue. Le guardo. Le chiedo chi gliel'avesse fatte. Mi dice il nome del fotografo. Avevo un buco di ricordi fotografici di alcuni anni. Decisi, allora, di volermi ricordare attraverso uno scatto. Ma gli scatti escono travolgenti e il fotografo mi suggerisce di posare. Da allora, e grazie a lui, non è più finita. Grazie Daniele.

Ah, quegli scatti non esistono più. Proprio quelli. Ah, non esiste nemmeno più "Mania".


Luca Bagatin: Quali i sogni di Francesca da bambina ?

Francesca Veronica Sanzari: Volevo danzare. Mio padre mi disse che mi sarebbero venuti i piedi a papera. Ho capito l'antifona e ho lasciato perdere. Poi volevo recitare, ma a questo giro col cavolo che gliel'ho detto. Infatti è andata meglio. Bella papà !


Luca Bagatin: Nei tuoi book fotografici, ciò che attrae di più, a parer mio, è il tuo sguardo. Profondo, capace, in molti scatti, anche quelli più erotici, di esprimere una profonda sofferenza. Talvolta persino rabbia. Che cosa vuoi esprimere, in particolare, con le tue foto ? Per te è solo un lavoro oppure è diventato un vero e proprio modo per esprimere la tua interiorità ?

Francesca Veronica Sanzari: Voglio esprimere esattamente ciò che trasmetto. Ultimamente la fotografia ha assunto una funzione catartica, è diventata un modo per esorcizzare la mia inquietudine e per testimoniare la mia esistenza. Ogni foto è come fosse uno schiaffo.


Luca Bagatin: Viste le tue poliedriche esperienze nel mondo dello spettacolo, preferisci fare la modella oppure recitare ?

Francesca Veronica Sanzari: L'approccio è totalmente differente. La fotografia è duttile. Nella recitazione sei sempre un burattino, non sei mai protagonista, te stesso, e anche se hai un ruolo da protagonista stai sempre sempre dietro un copione. La fotografia mi rende libera. In foto sono io.


Luca Bagatin: Ho visto che hai avuto modo di lavorare anche all'estero. Quali differenze hai riscontrato fra il lavorare all'estero ed in Italia ? All'estero, a tuo parere, ci sono maggiori o minori prospettive professionali nell'ambito del tuo lavoro ?

Francesca Veronica Sanzari: Non so se all'estero le prospettive sono maggiori. Sicuramente le condizioni sono migliori. All'estero c'è un' attenzione e un approccio all' arte e alla cultura più serio che qui, dove è pura velleità. Vi è dignità, decoro. Inoltre c'è rispetto per la donna, "la Madre". La fotografia italiana rappresenta pari pari come l'uomo pensa e vede la femmina. E le donne che si fan fotografare come manichini sono esattamente l'espressione dei loro melensi click.


Luca Bagatin: Come si immagina Francesca Veronica Sanzari fra venti o trent'anni ?

Francesca Veronica Sanzari: Il mio ultimo respiro ha un suono. Da qui ad allora, sempre come adesso.



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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini