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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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8 ottobre 2012

"Ad A.": poesia by Baglu



Amo guardare i tuoi occhi verdi,
perdermici per poi ritrovarmi.
Amo scriverti, anche senza riceverne risposta,
perché essa è dentro di me.
Amo pensare che le tue labbra, così carnose,
così morbide, possano aprirsi un giorno e raccontarmi di te.
Amo vederti sorridere
e mi chiedo se quel sorriso riuscirò un giorno a vederlo davvero.
Amo pensare che esisti,
anche se forse non avrò mai l'ardire di conferire, a viva voce, con te.
Amo chiedermi che cosa c'è nel tuo cuore,
anche se questo rimarrà per me sempre un mistero.
Amo pensare di scriverti una poesia,
senza pretendere che sia compresa, che abbia un senso, che sottenda qualche cosa.
Amo immaginarmi con te,
sotto la pioggia, a danzare, a baciarti lungamente, a far l'amore.
Sin tanto che i nostri corpi si inzuppino del tutto.
Amo non chiederti nulla più di quanto tu non voglia dire,
non voglia dirmi.
Amo quando mi ringrazi,
anche se ti rimprovero, spesso, di farlo.
Amo di te tutte queste cose
e forse altre ancora.
Ora le ho dette.
Posso tornare alla mia dimora.






17 agosto 2011

ANNEXIA: racconto by Luca Bagatin e Lucia "Rehab" Conti

Il racconto horrorifico/fantascientifico che segue lo scrissi il 28 ottobre 2006, a quattro mani, assieme alla cantante Lucia "Rehab" Conti ed è tratto da un mio soggetto.
Il titolo con il quale lo editammo allora era "Niente è mai come sembra". Oggi ho deciso di ribattezzarlo.

L.B. (nella foto con D.A.)



ANNEXIA
di Luca Bagatin e Lucia "Rehab" Conti




Una scritta luminosa appare alla nostra vista ad indicare il nome della città. Un altoparlante dal quale proviene una leziosa voce femminile ci annuncia: "Benvenuti ad Annexia signore e signori. Anche quest'oggi una nuova giornata si apre per voi nella metropoli urbana che tutto il Pianta c'invidia..." Una ragazza a piedi nudi percorre il pulitissimo ed ordinato viale principale. Si gira verso l'altoparlante: "Ha proprio rotto questa STRONZA !". Si toglie dalla bocca il cewingum che sta masticando e lo appiccica energicamente all'apparecchio che prosegue comunque la sua litania. "Cazzate !" Ci volta le spalle e se ne va verso il Grande Edificio: l'Università.
Ligeya è una fuoricorso senza troppa voglia di emergere dalla massa né di studiare. E' una tipa di poche parole che cerca di farsi gli affaracci suoi quando non le rompono gli zebbedei. Cosa che purtroppo le capita abbastanza spesso: lei è "diversa" e sempre più spesso oggetto di derisione ed antipatia da parte delle sue compagne di corso (l'Università è unicamente femminile). Ligeya veste sempre di nero che ad Annexia è considerato il colore della sporcizia. Ciò, unito alla sua abitudine di andarsene in giro a piedi scalzi, scandalizza profondamente talune sue compagne abituate a vestire Prada o Yves Saint Laurent. Ligeya sorride e lancia loro sguardi fra il malizioso ed il maligno forse più espliciti delle parole: "Siete delle sgualdrinelle. Vi sgozzerei una ad una se ne avessi voglia. Non prima però di avervi stuprate con il collo di una bottiglia ! Ahahahahahah...". Questo il suo pensiero post adolescenziale ogni volta che le vede sghignazzare alle sue spalle o mentre parlano del belloccio di turno che si è fatto Litz o Betty.
Linda Blow è l'insegnante di lettere più temuta e rispettata del Grande Edificio. Una cinquantenne tirata come un sacchetto sottovuoto. Bocca a culo di gallina e trucco pesante. Corporatura asciutta ma imponente. Sul suo conto giravano le storielle più bizzarre, anche se l'unica accertata è quella che il marito si è suicidato con un colpo di pistola diretta al cuore dopo aver scoperto i ripetuti tradimenti di lei con il suo miglior amico.
Ligeya non ama lo studio, dicevamo, (ad Annexia la frequenza ai corsi universitari è considerata un “BENEFICIO OBBLIGATORIO”) né perché abbia scelto psicometria dei ratti di fogna. Forse per prendere le misure del suo stesso cervello (quei simpatici roditori torvi e asociali in fondo le somigliano…) e sentirsi un po' più "normale" dopo il periodo dell'ospedale psichiatrico in cui fu ricoverata a seguito di un coktail di Xanax alla banana e Southern Comfort  che la sparò direttamente in uno stato onirico tra il catatonico ed il comatoso (aveva scelto il Southern Comfort perché dei suoi vecchi amici, recentemente giustiziati in base alla legge sull’eliminazione fisica dei borderlines irrecuperabili, avevano avuto un tempo una band clandestina di “kick-rock” e il loro pezzo
di punta si chiamava proprio “Il conforto del sud”…).
Ligeya in ogni caso ha un'idiosincrasia per Linda Blow e la cosa appare reciproca. Due opposti che non si incontreranno mai.
Baglu è l'inserviente/magazziniere del Grande Edificio. Un uomo taciturno e dedito al suo lavoro il cui unico vizio è quello del fumo. Purtuttavia è costretto dalla legge a nasconderlo

Ah...non vi avevamo detto che la Legge di Annexia prevede sanzioni sino all'ergastolo per i trasgressori della Legge sulle Droghe. Sono considerata Droghe tutte le sostanze considerate pericolosissime  per la salute ovvero tabacco, alcool, allucinogeni, benzadrina, bibite gasate analcoliche, cibi con un elevato contenuto calorico nonché tutti i cibi transgenici. Il livello di salutismo di Annexia è massimo. Ed il Governo Democratico-Cristiano-Conservatore-Islamico ha stabilito che "il salutismo è la religione del nostro Stato indipendente". Baglu è un ex galeotto a suo tempo internato per tentato omicidio. Accusa infondata ma....la Legge è per tutti la stessa ad Annexia e la Cultura del Sospetto è materia di studio nelle scuole medie inferiori e superiori dello Stato.
Baglu simpatizza subito con Ligeya con per la quale prova una certa comprensione. Potrebbe esserle padre, purtuttavia Baglu ad Annexia non potrà mai diventarlo in quanto sono inibiti i rapporti sessuali con l'altro sesso agli ex galeotti. Pena il taglio netto dei genitali. "Una società evoluta non può permettersi di..." recita la vocina femminile leziosa dell'altoparlante che ha aperto la nostra storia.
Linda Blow non è il tipo che fa sconti a nessuno. E' un'insegnante tutta d'un pezzo ("pezzo di merda" sostiene Ligeya) che dimostra di credere fermamente nella Civilità di Annexia (ella fra l'altro è stata collaboratrice della Presidenza dello Stato in qualità di Responsabile della Comunicazione). La Civiltà di Annexia si fonda principalmente sulla superiorità delle convenzioni piuttosto che su quella delle convinzioni. "Essere educati e sorridenti con tutti nonché perseguire un ritmo di vita sano ed equilibrato, sono le regole auree..." ci ricorda la stronza dell'altoparlante di cui sopra.
Un giorno di un mese non meglio precisato Linda Blow chiama Ligeya nel suo ufficio. "Signorina Meringa, mi pare che il suo comportamento nei confronti dello studio e delle altre compagne di scuole sia deprecabile. Come assolutamente deprecabile è il suo abbigliamento vergognosamente oltraggioso nei confronti di questa Istituzione. Devo pertanto annunciarle un periodo di sospensione dalle lezioni da trascorrere presso l'Ospedale Riabilitativo della Città."

Ligeya fa un palloncino con la gomma da masticare il cui schiocco risuona nella stanza. Guarda l'insegnante tenendola in pugno con lo sguardo: l'una di fronte all'altra. A bruciapelo le sferra, con la pianta del piede scalzo, un calcio in piena faccia con una mossa da simil- judoka professionista rompendole il setto nasale. Il sangue dal naso della Blow esce copioso. La prof. preme un pulsante rosso e compaiono in pochi istanti dei ragazzini con le pupille dilatate che fanno rabbrividire Ligeya.
Linda Blow le prende i polsi e li stringe forte: "Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...." le dice con voce nasale e gutturale dilatando anch'essa le pupille. I ragazzini ripetono a loro volta in una litania continua: Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...".
Sulla porta compare Baglu, armato della sua fedele ramazza. Si infila una mano in tasca ed in un nanosecondo spara un colpo con una Bodeo anni '60 colpendo il cranio di uno dei ragazzini. "Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto..." prosegue la nenia in un crescendo fobico ossessivo. (Le armi sono vietate ad Annexia).

Dissolvenza.....

Baglu e Ligeya corrono lungo i viali della città inseguiti da Linda Blow (che nel frattempo si è trasformata in un mutante della specie dei Rettiliani) alla testa dei ragazzini (nel frattempo trasformatisi in esserini grigi detti appunto, i Grigi).
“Come va?” chiede Baglu
“Incazzata!” soffia Ligeya
“Incazzata?”
“Sì incazzata, odio tutto questo e odio l’urinoterapia, i massaggi drenanti e le unghie quadrate cazzo!!! E quei Grigi rompicoglioni. E la stronza che li guida, ovvio. Avrei dovuto mirare a quella bella testa di biscia…”

Voce fuoricampo: "Perché...no..."

Entrano nel primo edificio che si presenta loro aperto. Si tratta di un modernissimo palazzone bianco la cui hall è completamente spoglia e vuota. Si presenta loro davanti un nanetto deforme e ballerino vestito di rosso.

"itunevneB...etinev noc em". Lo seguono passando attraverso delle ampie tende rosse poste alla fine dell'atrio.

Dissolvenza.

Voce fuoricampo: "oN !"

Nero. Rosso.

Voce di Baglu: "Annexia era una terra felice....ecilef ! enoizazzinoloC.... Colonizzazione...."
Ligeya: "ALIENI !"
Attorno a loro file interminabili di bianchi letti d'ospedale. Corpi inanimati. Donne e bambini urlanti vestiti di nero a piedi nudi. Uomini deformi. Sono entrati in un manicomio.

Il manicomio di Annexia si chiama in realtà "Ospedale Riabilitativo della Città" (O.R.C.). In esso sono internati tutti gli esseri umani che un tempo abitavano la città ora colonizzata da mutanti e demoni d'ogni specie. Non si sa esattamente in che modo sia avvenuta tale colonizzazione. Probabilmente in modo pacifico. Il danaro fine a sé stesso, la pubblicità ossessiva e massificante, la perdita di creatività da parte degli individui, la mancanza di sicurezze interiori, potrebbero essere alcune possibili cause della sconfitta dell'umanità di fronte alla nuova Civlità Mutante di Annexia.

Voce fuoricampo: "Sono le vicissitudini della vita..."


Baglu e Ligeya entrano indisturbati nel Palazzo del Governo.

Voce fuoricampo: "Perche no ?"

I due cominciano a sparare all'impazzata contro i mutanti ed i demoni che li hanno nel frattempo circondati all'interno dell'edificio (dove avranno trovato le armi ad Annexia vietate ?). Incredibilmente riescono ad abbatterli. Ligeya con la solita mossa della judoka abbatte una solida porta in ferro con su scritto: "Ufficio del Grande Vecchio". "Benvenuti ad Annexia signore e signori. Anche quest'oggi una nuova giornata si apre per voi nella metropoli urbana che tutto il Pianta c'invidia...". Trovano una giovane e minuta donnina seduta ad un tavolo con un microfono "on air". Si avvicina loro il nanetto di cui sopra: "etneiN è iam emoc arbmes". Ligeya: ".....la stronza dell'altoparlante !" La donnina sorride loro e si schermisce: "Mi dispiace....questo è il prezzo da pagare per avere una Civiltà evoluta. Eliminare la curiosità e la creatività. Garantire la sopravvivenza del Popolo. Assecondare gli istinti del Popolo evitando che esso possa trasgredire regole prestabilite. La Colonizzazione......l'hanno voluta gli umani." BANG !


Dissolvenza.          

BI-BI-BI-BIP...BI-BI-BI-BIP..BI-BI-BI-BIP.. !!!!!!!
Miss Meringa si sveglia di soprassalto. Yvonne detesta le sveglie e lo svegliarsi presto la mattina.
"Edgar sarà già al lavoro...ahhhhunnnn...che sonno !".
Edgar è suo marito. "Che cazzo di sogno ho fatto ! La Colonizzazione....io che mi chiamavo come quella tipa di quel racconto di Poe....Quel Baglu poi...che nome buffo ! Ed il nanetto...brr...che impressione ! E il cronicaio...e quella troietta dalla voce metallica...."
DRIIIIIINNNN !!!! DRIIIIIINNNN !!!! DRIIIIIINNNN !!!! Suonano alla porta.
Yvonne va ad aprire. Una dottoressa in camice bianco le afferra i polsi ed un energumeno vestito da infermiere le tappa la bocca con un panno al cloroformio. "Sono Linda Blow, signorina Meringa, la dottoressa che la ha in cura....ricorda ? Ci spiace l'intrusione in casa sua, ma....lei non può fuggire dall'ospedale così, senza avvertire. Si calmi. La sua sindrome borderline merita di essere curata. Siamo qui per curarla".

Yvonne cade fra le braccia dell'energumento, priva di coscienza. La Dott.ssa Blow le pratica un'iniezione. Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.
Primissimo piano sull'ago della siringa.


Dissolvenza.

Il nanetto danzante vestito di rosso ci viene incontro e con voce gioviale ci informa:  "Niente è mai come sembra".


Luca Bagatin & Lucia "Rehab" Conti



28 maggio 2010

My Band: Betty Poison

Che fine ha fatto Lucia Rehab Conti ?
Aprii qualche anno fa, su di lei, una rubrica apposita su questo blog.
Con Lucia scrissi a quattro mani anche qualche racconto noir e grottesco (pubblicati sia sul blog che altrove. Un amico ci sta anche lavoricchiando per realizzarne un cortometrtaggio-cartone animato), in linea con la sua personalità fuori dagli schemi, profondamente colta, a tratti malinconica, onirica, sospesa fra Edgar Allan Poe e David Lynch.
Da parecchio tempo le nostre strade si sono pressoché divise e purtroppo non ho più avuto modo di sentirla. E questo, lo confesso, mi spiace molto.
Oggi lei, da vocalist dei Betty Ford Center - il piccolo gruppo fuck'n roll di Frosinone nato nel 2005 - è vocalist dei Betty Poison, ormai conosciuti a livello internazionale.
Lucia e i suoi compagni, diciamola tutta, se lo meritano davvero.
Vorrei dedicare a lei, ai Betty Poison ed a tutti voi lettori, la pubblicazione di questa video-intervista che vede protagonista la stessa Lucia che, alla fine del video, riassume la sua filosofia "politicamente scorretta": "L'Italia deve diventare più agile...eliminando molte dissertazioni....e provare a suonare".
Come non condividerla !

L.B.



11 maggio 2010

C'è un luogo ove da ragazzino......



C'è un luogo, qui, nella provincia di Pordenone, ove andavo a rifugiarmi da ragazzino quando avevo voglia di riflettere sul mondo, sulla vita, sulle cose e soprattutto avevo bisogno di nuovi spunti creativi, alla ricerca di rinnovati mondi alla Lewis Carroll e persino alla David Lynch.
Mondi abitati unicamente da prati, alberi, acqua e qualche ancestrale o insonsueto elemento architettonico, per così dire.



Mi recavo lì per leggere, scrivere e persino correre a perdifiato nella più assoluta tranquillità.
Ci sono tornato alcuni giorni fa, nel Parco di Villa Varda a San Cassiano di Brugnera di Pordenone, dopo un quindicennio circa di assenza.
Nulla era cambiato a parte la triste scoperta di quanto poco sia oggi curato il bellissimo stagno (che per decenza ho preferito non fotografare). Di quanto sia sporco come la coscienza di taluni amministratori locali che, ne sono da sempre convinto, ovunque essi amministrino, andrebbero destituiti per legge. Una legge che proviene dal basso, inappellabile, ontologicamente sovrana.





Il Parco di Villa Varda rimane purtuttavia un luogo ameno in una cittadina di provincia tanto ricca, zeppa di gran villone ed industrie, quanto triste e povera di interiorità e di luoghi di ritrovo e comunicazione interpersonale e ciò che del Parco mi ha colpito di più, tornandoci, è stata l'iniziativa di alcuni volontari di adibire l'ex serra della Villa, a stanza "book crossing", ovvero di libero scambio di libri e riviste. Una stanza dalle enormi finestrone di vetro, completamente avvolta nel verde circostante............




19 giugno 2009

PRIMA PERDERSI POI RITROVARSI: sceneggiatura per mediometraggio by Luca Bagatin



Luci soffuse su fondo viola.
Ilona (Staller) all'arpa. Valentina (D'Agostino) vestita da angelo e sorretta da una corda. Metis (Di Meo) al centro della scena vestita con un lungo abito verde.
Dale Cooper (un sosia di Kyle MacLachlan, magari più giovane) al centro, di fronte a Metis, e con le mani intrecciate dietro la nuca.
- Okay, ragazzi ! Per oggi abbiamo finito ! - grida Baglu dalla cabina di regia.
La penultima scena del film sembrava perfetta.
Gli attori non si muovono dalla scena. Baglu scoppia in una fragorosa risata.
Parte una musica jazz di sottofondo. Entra in scena Lucia (Lucia “Rehab” Conti). Il sottofondo jazz si interrompe e lei inzia a suonare e cantare il suo pezzo, Psychovicious dei Betty Ford Center.
Ilona posa l'arpa. Guarda in alto verso la cabina di regia. Inizia a muovere lentamente la testa ora a destra, ora a sinistra.
Valentina canta, seguendo Lucia.
Metis stringe a sé Dale Cooper.
Baglu osserva, in silenzio. Poi, dopo essersi acceso un sigaro, scoppia in una fragorosa risata.



Nella scena successiva una bambina con il cappotto rosso prende per mano Baglu che continua a fumare il sigaro.
- Andiamo -
- Andiamo ? -
- Sì, andiamo -
- Non abbia paura -
- No.... -
- No -
- Devo mostrarle delle cose..... -
- Sì -
- Certo....signor Baglu -
- Andiamo.... -
- Sì, andiamo -

Dalla nebbia (molto simile al fumo del sigaro di cui sopra) appare un grande cancello ed una scritta ARBEIT MACHT FREI........
Moltitudini di uomini e donne scarni e nudi dietro al reticolato.
Parole gutturali...tedesco forse.....suoni disturbati.....
Un uomo indifeso è percosso dal calcio del fucile di un soldato.
Ad una donna viene strappato un bimbo che stava allattando ed al quale è fracassato il cranio contro un'incudine.
Baglu ora ha gli occhi rossi di pianto.

- Ma non è successo veramente – lo rassicura la bambina
- N....No ? - risponde Baglu a fatica
- Non proprio. E' successo molto di più. Qui.....e in tutto il mondo..... Non ricorda ? -
- S....Sì -
- Che ne pensa ? -
- Che gli uomini sono dei bastardi -
- Non dica così, signor Baglu. Tutti possono sbagliare.... -
- Sbagliare ? -

Ora le moltitudini di uomini e donne sono separati in due file....pronti ad andare dritti dritti verso le cambere a gas.
Bambini in divisa da carcerato singhiozzano.

- No ! Io devo fare qualcosa ! -
- Signor Baglu, le ricordo che lei non può far nulla. Non siamo in una delle sue storie. Siamo nel bel mezzo della Storia -
- Perché mi hai portato qui, piccola ?-

La bambina con il cappotto rosso abbassa lo sguardo. Singhiozza. Piange.
Il cuore di Baglu batte forte, all'impazzata.
- Devo.....devo fare qualcosa ! -

Irrompe nella scena e si scaglia contro uno dei soldati. Lo percuote. E' un manichino.
Un altro soldato lo colpisce in pieno stomaco. Baglu cade a terra.
E' subito denudato e messo nella fila degli uomini.
- Non ho paura di morire.....Non l'ho mai avuta. Salvo quando ero bambino -
Uno dei crucchi gli intima di fare silenzio.
- Non è questo il problema. Il problema è quello che viene prima, durante.....insomma, la sofferenza..... -
Il soldato lo spintona, lo getta a terra. Gli sferra un calcio in pieno volto facendogli sanguinare il naso.
- Non è questo il punto, dicevo..... -

La bambina con il cappotto rosso gli viene incontro.....
- Signor Baglu ! -
La prendono in un batter d'occhio e la spintonano verso gli altri bambini.

- NOOOOOOOOOOOOOOOO -

Baglu sferra un pugno in pieno volto al soldato che ha di fianco.
Gli uomini diretti alle camere a gas cercano di dissuaderlo:
- No, signor Baglu, no. Lasci stare.... -
Baglu prende uno dei fucili ed inizia a sparare contro i soldati. Li colpisce uno ad uno.
Finiti i colpi riesce a recuperare i fucili dei soldati morti e così avanti.
Sino a che uno dei crucchi lo colpisce.....

La scena si interrompe con Baglu, nudo, che sta per cadere a terra.



Terza scena. Nuovamente Baglu che tiene per mano la bimba con il cappotto rosso.
- Hey Baglu, non mi dire che hai avuto paura ! -
- Anni fa avrei detto che....sono un duro ! -
- Voglio dire.....sai che è tutta un'illusione. Anche se sono cose accadute VERAMENTE ! -
- La vita è tutta un'illusione. Ma ciò non significa che sia meno vera o meno reale -
- Bravo ! L'importante è andare sempre dritti alla meta anche se non sempre ci si ritrova in un bosco pieno di lamponi ! -

Baglu sorride.
Ora la bambina si trasforma in un angelo. Anzi, in Valentina vestita da angelo.
Questa volta però non c'è nessuna corda a sorreggerla. Vola da sé.
Baglu la segue, volando a sua volta.

Voce fuoricampo (megafono): SAREBBE BELLO PERDERSI NEI TUOI OCCHI E RITROVARSI SUL TUO SORRISO

Ultimissima scena. Il numerosissimo pubblco che stava guardando il film di cui sopra sbotta:

- E' un assurdità ! Ridateci i soldi del biglietto ! -

Uomini e donne si alzano e vanno verso l'uscita del cinema, arrabbiatissimi, disgustati, bellicosi.
Ad attenderli al botteghino la bigliettaia, Metis. Li guarda sorpresa.....poi li risarcisce uno ad uno.
Sono una moltidudine, un migliaio di persone circa che esce quasi di corsa dal cinema, quasi a prendere una boccata d'aria.
Gli attori Ilona, Valentina, Lucia, Kyle, sorridenti e festanti, all'uscita, lanciano al pubblico manciate di coriandoli e stelle filanti. A loro si aggiunge anche Metis.
Un elicottero è sopra le loro teste. Vola a bassa quota ed all'interno vi è Baglu che scarica addosso al pubblico un sacco pieno zeppo di coriandoli.
Ride a squarciagola.
Il pubblico è ricoperto di coriandoli. Ora tutti sorridono o quasi.
La telecamera inquadra in un Primissimo Piano una bambina. Indossa un cappotto rosso, ci saluta e fa l'occhiolino.
Psychovicious è la colonna sonora finale.   




1 maggio 2009

"LUI, LEI, CIOE' NOI": racconto surRenale by Luca Bagatin

Presentazione concludentemente sconclusionata
by Luca Bagatin

Non so preché, per questo racconto, ho utilizzato come titolo quello di un vecchio film (l'unico, se non erro !) di Luciano Secchi in arte Max Bunker.
Non so perché. Forse perché non sono mai riuscito né a vedere né a rintracciare una qualche copia di quell'introvabile film.
O forse perché Max Bunker mi ricorda la mia infanzia fatta di antieroi di carta che sognavo di emulare.
Antieroi più che supereroi. Perché, mentre i secondi già si sapeva che avrebbero sempre vinto (cheppalle !), ai primi era dato il beneficio del dubbio.
I primi saranno gli ultimi.
Ma, fra un piatto di pastasciutta al sugo ed un secondo, nel primo caso, non rischi di mangiarti il cadavere cotto di un animale che – tutto sommato – non ti ha fatto nulla.
I primi sono dunque sempre i primi.
E dunque....FUORI i secondo, cazzo !



LUI, LEI, CIOE' NOI
racconto surRenale by Luca Bagatin




Forse quella sera ero troppo stanco per rientrare a casa.
Anzi no, senza il forse.
Senza il forse, diciamo pure che: ero stanco per rientrare nella mia lercia casa vuota.
Fu così che feci una puntatina al Woody Speed Biliardo Bar.
Il Woody Speed, un tempo, era solo il bar Woody di Via XXX Aprile. Ora era un bar-salagiochi-biliardo, sito in Viale Treviso 1.
Inutile dire che non so giocare né a quelle dannate macchinette chiamate videopoRker, né tantomeno a biliardo. Al Woody ci andavo più per nostalgia (canaglia !), per noia e soprattutto per sport.
Per bar sport.
Ordinai un paio di birre gelate e fu lì che incontrai Giada Martinis Marinetti dei Colonnati. Adoro i nomi composti. Figuriamoci i congomi !
“Piacere Giada”
“Piacere Giuda”
“Giuda....?”
“Giuda e basta. Per gli amici Iscariota, ma non è il mio vero cognome”
“Io sono Giada Martinis Marinetti dei Colonnati”
“Marinetti il futurista ?”
“Quello era un mio pro-pro-pro zio”
“Prosit !”. Brindai con lei alla nostra reciproca conoscenza.
“Che fai nella vita, Giuda ?”
“Faccio libri e li vendo. Un po' come quel tal Dal Moro....che pubblicava anche una rivistina “Ellin Silae”, se non ricordo male”
“Ah ! Sei un intellettuale !”
“No, sono uno scrivano”
“Ma scrivano vuol dire anche parassita....”
“Ecco, Giada, vedo che capisci al volo !”
La ragazza mi guardò con stupore.
Ma....scusate. Ho dimenticato il più, ovvero di descrivervela: capelli fluenti di un biondo ramato (sicuramente tinti, ma non si dice !); altezza mediamente alta per uno come me che non arriva neanche al metro (sono 98 cm esatti); occhi cerbiattescamente azzurri; guance bambinescamente rosse; denti conigliescamente sporgenti.
Praticamente il mio tipo: un mostro di eccessi e vistosità (se sommati, poi, anche al cognome composito....).
Glielo dissi. Lei rise.
Immaginai di strangolarla. Lei mi prese in braccio....le sferrai un calcio sull'occhio (non dire braccio se non ce l'hai nel sacco !).
Urlò: “OrkoGiuda !”
Mi divincolai e caddi a terra con il sedere (AHIA ! Fottuta cervicale !).
La redarguii: “Vedi che sei stata tu a prendermi in giro !”
“Ma và ! Ridevo solo perché mi trovi attraente. Di solito mi giudicano eccessiva”.
“Vabé, e che cosa dovrei dire io che sono nano ?”, la guardai con disprezzo accendendomi una senzafiltro (al Woody mi hanno sempre lasciato fumare. Nella vecchia, come nella nuova gestione. Nella buona, come nella cattiva sorte. E poi ero incazzato becco !).
“Nano.... Tu sei solamente terribilmente permaloso !”
“Beh ? E allora, baby ?”. Rincarai con il mio sguardo incarognito (Urka ! Burka !)
“E allora non ti sei accorto che i due tizi che sedevano vicino a te ti hanno fottuto il portafoglio che avevi sul bancone”
“Orkogiudaikocretino che non sono altro ! Ma tu perché non mi hai avvertito ?”
“Stavo per farlo, ma tu mi hai sferrato quel calcione nell'occhio.....”
“Pardonne moi !”
“Figurati, dai. Come si dice....è acqua gassata ! Offro io le birre, non preoccuparti”
Finimmo la serata a tarallucci e vino nel suo letto a baldacchino.
Lei sopra io sotto.
Adoro le metafore sessuali se almeno si concretizzassero. Qui la vedevo dura per quanto io ami le dure.
Eravamo sbronzi entrambi ed entrambi non ci reggevamo in piedi.
Ordunque ci sedemmo. Entrambi sui rispettivi letti.
“Cazzo Giada, sembriamo allo specchio ! Tutti e due che facciamo gli stessi gesti !”
“Mmmm....non riesco a dormire. E' che penso che domani dovrò svegliarmi alle 7 per un ricevimento organizzato dai miei con parentado ed il Vescovo e non ho nessuna voglia di andarci !”
“Puff..... Vabé, dai, ti accompagno”
“Ma non hai neanche l'abito adatto !”
“L'abito non fa il monaco. E soprattutto, come dicono a Venezia, l'abito non fa il mona. Io sono sufficientemente affascinante da risultare elegante anche nudo. E tieni conto che il “fascino” non ha nulla a che vedere con la “bellezza” ! Che è come dire: sono un cesso, ma un cesso dell'Hilton Hotel ! La classe non è acqua, ma nemmeno vin brulé !”
“Ok, andremo assieme. Ma nudo no, Giuda, ti prego !”
“Non pregarmi, baby. Sono sempre Giuda. Mica Gesù, Buddha, Maometto, Krisha...o, che so, Renato Brunetta !”.
“Sei simpatico, Jude !”
“Hey Giada ! Non ti allargare. E soprattutto: non diciamo cazzate. Non sono simpatico, al massimo cerco di evitare le ostilità”.
Scesa dal letto, per mezzo della scaletta, Giada mi baciò sulle labbra, a bruciapelo (ma pungendosi con i MIEI di peli. Quelli della barba !).
“Urka ! Burka !”
“Hai un buon sapore, Giuda”
“Anche tu, Giada”
Facemmo l'amore per tutta la notte ed il giorno dopo ancora. Non ci recammo, dunque, al ricevimento, né rispondemmo al telefono che continuò a squillare per tutta la giornata.
Alla fine le feci una promessa solenne: “Non ti tradirò mai, baby”.




18 marzo 2009

DIMENSIONE ONIRICA: cortometraggio by Luca Bagatin



Ogni notte, prima di addormentarmi, da quasi un anno, pratico una particolare forma di meditazione da me completamente ideata. Mi serve per conciliare il sonno, ma soprattutto per mantenermi mentalmente creativo.
Sono sotto le coperte, sdraiato, la mente completamente libera dai pensieri. Ricettiva, vuota.
Respiro profondamente, mi rilasso.
Inizio ad immaginare, ogni notte, la stessa scena: mi trovo in una stazione ferroviaria.
Inizio ad immaginare gli stessi personaggi. Solitamente personaggi di serial televisivi che mi sono sostanzialmente simpatici (ma con nomi e ruoli completamente diversi da quelli del serial).
La scena iniziale è sempre la stessa: io scendo da un treno ed incontro Amanda......
Poi le situazioni prendono vita.....senza che la mia mente intervenga consapevolmente. Entro in una sorta di dimensione onirica
L'altra notte.....
Bacio profondamente Amanda Newton...........
“Oh, Roger, come mi sei mancato !”
“Anche tu, bambina”
Amanda si trasforma in Mey........ Non so chi sia Mey, in realtà, né perché si chiami così (lei non fa parte – evidentemente – dei personaggi che fanno parte del “cast” canonico). Ma so che la ragazza che ora ho di fronte a me è Mey.
Indossa un maglione a collo alto che dà sul verde ed un giubbino jeans blu. Oh....che bei capelli neri ! Adoro quella frangetta ! I capelli dietro sono raccolti....ma non del tutto. Con la mano sinistra se li accarezza.....
Mi guarda con simpatia. Ha dei lineamenti perfetti (che mento perfetto !). I suoi occhi sembrano assenti..... Il suo sguardo triste.....
Vorrei baciarla sulle guance. Mi sembra di assaporare il suo profumo.
Mi parla: “Mr. Thornhill......?”
“Sì, Roger Thornhill, in persona !”
Ride. Sorride.
“Lei non è scappato dal g.d.r., vero ?”
La guardo un po' sorpreso. Non so che cosa voglia dire.
Le prendo le mani nelle mie. Voglio baciarla.
Scompare.
Al suo posto di nuovo Amanda.
Scandiamo i gradini del sottopassaggio. Nel sottopassaggio incontriamo la mia ex moglie, Christina, assieme all'amica Betty.
“Ciao Chris !”
“Sei il solito stronzo ipocrita, Roger !”
Betty sorride, imbarazzata. Amanda sorride a 32 denti, da oca.
Mi sento improvvisamente triste. Poi inizio a correre e a salire i gradini per ritrovarmi sul primo binario.
“Ehy, ciao Daniel !” (Daniel è il direttore di una nota rivista di moda)
“Ciao Roger, come te la passi vecchia volpe ?”
“Benone direi”
Una ragazza armata di coltello a serramanico mi si avventa contro (è Charlie, tutte le notti la stessa scena). Il poliziotto occhialuto la ferma (come al solito ! Charlie non riesce mai ad uccidermi !) e la porta al fresco (mi chiedo dove la porti, in realtà. Dalla stazione non si può uscire....visto che è una proiezione – per quanto onirica – della mia mente. Una notte mi riprometto di seguirli).
Poco dopo incontro Wilhelmina, una snob di colore, direttrice creativa della rivista di moda “Mode”.
“Ciao Wilhy !”
“Ci conosciamo, giovanotto ?”
“No.... Però io so chi sei. Sai, sono uno dei vostri più grossi inserzionisti !”
Wilhelmina mi guarda schifata (sono completamente demodè anche nella mia dimensione onirica, a quanto pare).
“Inserzionista ? Lei ? Di “Mode” ?”
“Sì, l'80% della pubblicità della rivista è da me commissionata. Sono Roger Thornhill. Mi occupo di..... No, non mi occupo, però acquisto. Pagine pubblicitarie di cibo per gatti”
“Mmmm....in effetti mi sono sempre chiesta che cosa c'entrassero tutte quelle pubblicità di cibo per gatti con una rivista di alta moda come la nostra.....”
“Però vi pago bene”
Wilhy scompare.
Nuovamente Mey. Nuovamente i suoi occhi assenti, a tratti sognanti, a tratti tristi.
“Penso che tu sia un buon amico”
“Penso che tu sia bellissima”
“Penso che tu sia un tipo religioso”
“Penso che tu sia più curiosa di me”
Eccola nuovamente scomparsa. O forse no, sono io che mi sono addormentato.
Non so chi sia Mey, né da quale anfratto della mia mente sia sbucata. O, forse, è vero ciò che mi diceva il mio Maestro, Althotas.
Le menti ed i loro pensieri sono tutte connesse da una sottilissima rete. Come un grande web !
Per cui i pensieri altrui possono penetrare nei nostri e.....viceversa.
Chi sei, Mey ?
Perché durante le due volte che ti ho vista ho percepito addosso una sensazione che non provavo da anni ?
Riuscirò a rivederti in quella dimensione onirica ?
Vorrei baciarti........
Fu l'ultimo pensiero prima che mi ritrovassi al manicomio criminale di Baltimora.         
Una certa Charlie di Tucson era stata uccisa con un coltello conficcato nella schiena. Le impronte digitali trovate sul coltello corrispondevano, inequivocabilmente, alle mie.





25 febbraio 2009

PALPITAZIONI: cortometraggio by Luca Bagatin



Mi trovavo a teatro....ascoltavo quel concerto jazz....tutti quei musicisti e....quella cantante di colore.
Che profondità nella voce.
Amo il jazz, voglio dire, non che io non riesca a non ascoltare altra musica, solo che Duke Ellington.....
Non riesco a capire come sia potuto accadere: addormentarmi al secondo pezzo e ritrovarmi in quella specie di foresta con Emma.
Emma era bella, con la sua dolce arpa, i suoi capelli neri, il suo sguardo da bambina.
Mi ricordavo di lei al tempo del College. Avevamo avuto una storia, nulla di importante....almeno per lei.
Ah...era difficile per me tornare indietro di quasi trent'anni. Preferivo così lasciarmi cullare dalle sue note: Haydn, Mozart, Bach....con Emma che mi sorrideva nel suo abito rosso.
No, non era rosso. Era la mia Coscienza alterata a farmelo percepire tale. Lei era in bianco e nero.
Fu terribile ritrovarmi d'incanto sul palco, con i musicisti jazz attorno e con tutto quel sangue a terra. Con...quella donna che mi osservava, il suo sguardo truce... Lei non era Emma.
Pallida, emaciata, capelli nerissimi, occhi profondi, labbra rosse e carnose.
Ma...riecco la scena con Emma: la foresta, la cascata, l'arpa.
Ci baciammo.
Fu un attimo bellissimo interrotto da un forte dolore al dito mignolo della mia mano destra.
Eccolo lì, a terra, sul palco del teatro. Sanguinante.
Lei, lo raccoglie. Se lo porta alle labbra e lecca tutto il sangue. Lei non è Emma, è l'altra.
Ligeya, mi sussurra all'orecchio.
Lei è Ligeya. Ma chi è Ligeya ?
Intorno a me il vuoto. Le tende rosse. La Loggia Nera.
Vorrei non entrarvi. Desisto. Poi entro.
Emma è lì ad aspettarmi. Ci baciamo. Ancora.
ARBMES EMOC IAM E' ETNIEN
La guardo. Emma si trasforma in Ligeya. Ligeya mi bacia.
Annuisco. Grido. Cado a terra con un coltello conficcato nel mio cuore.
I musicisti del teatro mi guardano e sorridono. Duke Ellington, guardandomi da sopra, reclina la testa: prima a destra e poi a sinistra. Ride. Scompare.
- Emma ! -, chiamo.
Suono d'arpa. Sempre più forte. E' nel mio orecchio.
Sono in acqua. Nuoto anche se ricordo che prima di allora non avevo mai saputo farlo. La cascata bagna e lava la mia testa. Mi rinfresca, ma poi sento freddo.
- E' il freddo della morte –, dice Ligeya, nuda, di fronte a me
- Consolante –, rispondo ironico io.
In realtà vorrei capire ciò che sta accadendo. Sto sognando oppure no ?
E perché mi trovo in questa strana dimensione onirica, con uno strano torpore addosso ?
- La risposta è sopra al Tempio: Do you know yourself ? - mi dice, ridendo, Ligeya.
Scuoto la testa in segno di negazione.
Due mani afferrano le mie.... per un attimo temo il peggio ed un brivido scuote la mia schiena.
Sono di nuovo seduto a teatro, al concerto jazz in onore di Duke Ellington. Accanto a me c'è Emma.
Mi prende la mano amorevolmente carezzandomela. Recide il mignolo della mia mano destra con un coltellino d'argento molto affilato, sorridendo. Getta il dito a terra.
La macchina da presa lo inquadra in un Primissimo Piano.



Con uno speciale ringraziamento a Emanuela Battigelli (Emma; prima foto a sinistra ed alla fine del racconto) ed a Lucia "Rehab" Conti (Ligeya; prima foto a destra
)



24 ottobre 2008

Aspettando Halloween.......

Through the darkness of future past
The magician longs to see.

One chants out between two worlds

Fire walk with me.



Inquietanti presenze, fra i boschi di Twin Peaks......quelle che vivono nella Loggia Nera, la stanza con le Tende Rosse....ricordate ?
Sì, inquietanti presenze maligne che vivono attorno a noi e.....in taluni di noi.
Chi è Bob ?
Io le ho incontrate....sono prodotte da.....dal male scaturito dalla mente umana....dai pensieri negativi......dall'odio.....dall'ego......si insinuano nella mente e nelle viscere di chi ha PAURA.
E' la PAURA che le fa vivere, crescere, fortificarsi....
Chi è Bob ?
Io le ho incontrate.....questi "Esseri" possono.....possono essere combattuti con.....l'Amore.....la Fratellanza della Loggia Bianca.....la Fratellanza ci può salvare.....
Laura.....Laura.....
Perché  ?
Perché no ?
Vi siete mai chiesti perché qualcuno compie una strage senza alcun motivo....apparente ? Gli Esseri della Loggia Nera.....si insinuano nella mente......fanno compiere gesti orribili......
Non posso dire di più.....e non commenterò mai oltre questo mio scritto......
What is Bob ?
Laura.....Laura....
Why ?
Because.....si insinuano......la paura....ricordate.....non abbiate MAI paura.



31 maggio 2008

Chi ha ucciso Annalaura Pedron ?


Pordenone.
Twin Peaks.
Annalaura Pedron.
Laura Palmer
Seconda metà degli anni '80.
Anni '90.



Sono passati 20 anni dal delitto che ha sconvolto la piccola cittadina di Pordenone, nel Friuli Venezia Giulia e che ha visto come vittima una solare ragazza di vent'anni trovata morta nella casa ove lavorava come baby sitter, con la camicetta slacciata, i pantaloni e le mutandine abbassate sino alle caviglie, tagli sul collo e sul petto causati, pare, dal coccio di un paralume.
Annalaura Pedron: una degli adepti del movimento spirituale Telsen Sao che molti hanno definito "setta", fondata da Renato Minozzi proprio a Pordenone e Portogruaro.
Ma, andiamo con ordine.
Renato Minozzi, oggi pittore "astrale" settantenne, nella seconda metà degli anni '80 mise a punto un sofisticatissimo laboratorio per effettuare dei cosiddetti "viaggi astrali", ovvero la possibilità di sdoppiare il proprio corpo ed entrare in contatto con altre dimensioni spazio-temporali e con esseri provenienti da altre dimensioni. Una pratica diffusa anche e specie nelle culture orientali mediante particolari tecniche di meditazione.
Minozzi ha raccontato più volte ai media ed anche nel suo sito web (www.minozzi2023.com), di avere avuto l'intuizione di fondare questo movimento anni dopo aver avuto delle cosiddette "esperienze extracoropree" avvenute all'indomani del coma causatogli da un'emorragia cerebrale negli anni '70.
E così, da bancario, si è trasformato nella guida spirituale di un movimento a metà strada fra il cristianesimo, il paranormale, la tecnologia e lo studio degli extraterrestri.



Un movimento in cui gli adepti (tutti o quasi tutti provenienti da famiglie della cosiddetta ricca borghesia pordenonese) praticavano particolari rituali, spesso presi a prestito dal cristianesimo (lo stesso Minozzi rientrerà, per così dire, in seno alla Chiesa cattolica nel 1993 incontrando peraltro personalmente Papa Giovanni Paolo II), alternati da viaggi astrali effettuati con parcolarissimi e ipertecnologici macchinari. Adepti tutti rigorosamente vestiti con uniformi simil-militari, da "paracadutisti" potremo dire.
Non vogliamo esprimere alcun giudizio sul movimento Telsen Sao, come spesso hanno fatto e fanno invece i mass media. Ciascuno è libero di scegliere e di percorrere le strade che meglio gli si confanno, umanamente e spiritualmente.
Il gruppo Telsen Sao è stato sciolto da anni, ma oggi ritorna alla ribalta dei media proprio in quanto si torna a parlare del delitto di Annalaura.
Lei, di Telsen Sao, ne faceva entusiasticamente parte.
Oggi l'inchiesta, come abbiamo detto, è stata riaperta e si è giunti ad individuare il presunto colpevole. David Rosset, un ragazzo di 34 anni, allora 14enne e frequentante il movimento assieme alla madre Rosalinda, allora membro di spicco (c'è chi l'ha definita una "sacerdotessa") del movimento di Minozzi. E proprio la madre, oggi, è accusata di vilipendio di cadavere e di aver tentato di coprire il delitto del figlio avvenuto con un cuscino premuto ripetutamente che avrebbe soffocato la vittima.
David pare fosse innamorato di Annalaura che l'ha respinto.
La madre, spinta presumibilmente dall'amore per il figlio, pare l'avrebbe coperto per 20 anni ed avrebbe alterato la "scena del crimine" giungendo financo a posizionare il cadavere della ragazza nella posizione tipica che le donne di Telsen Sao avrebbero dovuto assumere durante particolari rituali.
E poi, come documentato anche dal video mostrato due settimane fa dalla trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?", nell'ambito di un "viaggio astrale", la stessa Rosalinda ha descritto minuziosamente le fasi del delitto e l'appartamento ove si trovava Annalaura.
Si è parlato per anni anche di presunti abusi sessuali che si dice avvenissero all'interno del movimento di Telsen Sao. Di ciò ne ha parlato diffusamente il settimanale Panorama la settimana scorsa che si è beccato anche una querela da parte di Minozzi, e taluni ritengono che il 14enne Rosset possa essere stato influenzato dalla presunta promiscuità sessuale all'interno del movimento.
Ovviamente tutto ciò non è mai stato accertato, forse solo chiacchiere per screditare Renato Minozzi e i suoi affiliati, chissà.
Ciò che ci interessa qui rilevare è in realtà altro.
C'è un forte parallellismo che nessuno ha tuttavia rilevato negli ultimi anni, fra l'omicidio Pedron ed il serial televisivo che spopolò in Italia nei primissimi anni '90: "I segreti di Twin Peaks", scritto e diretto dall'ottimo David Lynch (curiosamente anch'egli di nome David, curiosamente anch'egli pittore "surreale" e dedito alla meditazione trascendentale).



In "Twin Peaks", piccolissima e tranquilla cittadina al confine con il Canada, è ritrovato seminudo il corpo senza vita di Laura Palmer avvolto in un telo di plastica. Ad indagare sul caso sarà l'agente dell'FBI Dale Cooper il cui metodo investigativo si rifà quasi sempre al soprannaturale - il cosiddetto "metodo tibetano" - fatto di visioni premonitrici e di "viaggi" che potremo definire, perché no, "astrali" avvalendosi financo dei "messaggi" della cosiddetta "Donna Ceppo" (una bizzarra signora con un ceppo in mano dal quale afferma di ricevere messaggi premonitori) e del maggiore Briggs, il militare della Nasa che ad un certo punto del serial afferma di essere stato rapito da forze aliene e di avere delle importanti comunicazioni riguardanti il delitto, proprio per Dale Cooper.
Cooper scopre ben presto che sotto l'apparente tranquillità di Twin Peaks si nascondono pulsioni inconfessabili: quasi tutti gli abitanti hanno almeno un'amante; Laura Palmer ha una doppia vita: studentessa modello di giorno e dedita alla droga ed al sesso sfrenato di notte; il signor Horne, il ricco del paese, mira alle segherie Pakard, di proprietà della vedova Pakard, a sua volta amante dello sceriffo della città; il ragazzo di Laura, Bobby, è coinvolto in un traffico di droga e a sua volta ha un'amante: Shelley, sposata al violento Leo.
L'anima nera della città, viene, insomma, a galla.
Un'anima nera che troverà la sua apoteosi nel momento in cui Cooper scoprirà che ad uccidere Laura Palmer è stato il padre Leland posseduto da "Bob", uno spirito maligno che, nell'ultima puntata della serie televisiva, si impossesserà dell'anima dello stesso agente Cooper.
Lo spirito maligno della città ?
In "I segreti di Twin Peaks" non ci sono giudizi morali in sé. Lynch non è un moralista per natura, peraltro. Il bene ed il male, qui, sono due facce della stessa medaglia e fanno parte della natura umana. Di chiunque, appunto.
E' forse questo ciò che spaventa ? Che ci spaventa ? Che ci lascia increduli e pieni di dubbi ?
Chi ha ucciso Laura Palmer, quindi ? Uno spirito maligno ? L'anima nera della cittadina di provincia ?



Chi ha ucciso Annalaura Pedron, dunque ?
Perché i presunti imputati dell'omicidio si barricano dietro ad un inquietante silenzio tombale ?
Il bene ed il male si fondono e confondono, come sempre.
Un ragazzo innamorato, una madre che vuole proteggerlo, una ragazza che si difende.....ma finisce per rimanere uccisa. Forze occulte e misconosciute, né buone né cattive. Aliene forse ?
O forse incredibilmente terrene e umane, fatte di carne ed ossa e menti complesse ed apparentemente imperscrutabili ?
Qual è la vera anima di Twin Peaks ?
E quella di Pordenone ?


Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini