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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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13 marzo 2014

Quando la politica fa strage di libertà e non rispetta le sue stesse leggi

L'Italicus...oops...l'Italicum passa alla Camera.

Più che un Italicum, in effetti, ricorda la strage dell'Italicus, come scrivemmo nemmeno un mese fa.

Una strage politica ai danni dei cittadini e della Costituzione. L'ennesima strage.

Una strage che – appunto – fa strage, oltre che di milioni di voti, anche della recente sentenza della Corte costituzionale che aveva bocciato il Porcellum proprio in quanto le liste erano bloccate e si era in presenza di sbarramenti.

Sbarramenti e liste bloccate ancora una volta presenti del pastrocchio Renzusconiano.

Una legge degenere e degenerata dunque l'Italicum, fotografia della classe politica odierna e degli ultimi vent'anni.

Una legge che passa sopra a chiunque pur di proclamare la dittatura del Partito Unico destrocentrosinistrico, ovvero la dittatura del Potere contro l'interesse e la libertà del cittadino.

Una dittatura che va fermata quanto prima, con la legislazione vigente, prima che anche questa sia spazzata via da politicanti che non hanno più il consenso di nessuno ormai da parecchi anni.

A legislazione e a Costituzione vigente, infatti, scrivevamo nel nostro articolo del dicembre scorso: Sarebbe corretto andare al voto, con il proporzionale puro e candidando solo personale politico che non abbia né scritto né mai votato leggi incostituzionali. Sarebbe corretto inoltre che, lo ribadiamo, quelle forze politiche che in tutti questi anni hanno sostenuto, scritto e votato leggi incostituzionali in Parlamento fossero sanzionate (magari pecuniariamente, così da rimpinguare le casse dell’erario con denaro finalmente non proveniente dalle tasche dei contribuenti, bensì da quelle dei politicanti).

La Costituzione repubblicana, piaccia o non piaccia, infatti, prevede solo ed unicamente il proporzionale puro.

E' evidente che Renzi e Berlusconi – ammiratori della Russia di Putin e dei suoi metodi stalinisti - della Costituzione repubblicana non sanno che farsene. Urge fermarli al più presto, attraverso il non voto, l'astensione consapevole alle elezioni europee e politiche e la testimonianza civile e nonviolenta contro una classe politica che sta coprendo l'Italia di vergogna e di ridicolo ogni giorno di più, togliendo ai suoi stessi cittadini la libertà di esprimersi.


Luca Bagatin



1 marzo 2014

Il Socialismo o è libertario o non è. I "socialisti" nelle istituzioni se ne sono completamente dimenticati

Il Partito Democratico entra nel Pse, ovvero nel Partito Socialista Europeo, pur non avendo nulla di socialista.

La cosa grave è che i cosiddetti “socialisti” europei lo accettano nelle loro file.

Il Pd, è storia nota, è un coacervo di postcomunisti e postdemocristiani, peraltro sostenuti da sempre dall'imprenditore Carlo De Benedetti, peraltro Presidente di Sorgenia, l'azienda che sta per rischiare la bancarotta e che controlla il 39% di Tirreno Power, società su cui sta indagando la Procura di Savona per danno ambientale ed omicidio colposo.

Di socialista, nella storia del Pd, dunque, non vi è proprio nulla. Anzi. Vi è un frammisto di conservatorismo economico e destra ideologica.

I comunisti italiani ed i democristiani, ce li ricordiamo infatti e peraltro, come i peggiori nemici del Partito Socialista Italiano di Pietro Nenni prima e di Bettino Craxi poi.

Ma tant'è.

Il Socialismo, peraltro, come vorremmo anche ricordare al Presidente venezuelano Nicolas Maduro - che sta facendo strage del suo popolo e tradendo gli ideali di Bolivar - o è libertario o non è.

Lo sapevano bene i rivoluzionari Giuseppe Garibaldi e Simon Bolivar appunto, che, son il loro sangue ed i loro sacrifici, lottarono per l'emancipazione dei rispettivi popoli e delle classi meno abbienti.

I politicanti pseudo-socialisti mondiali, evidentemente, o non hanno alcuna memoria storica oppure hanno preferito dimenticare la lezione del Socialismo libertario ed umanitario, imponendo un autoritarismo sociale, civile ed economico che fa orrore.

“Il Socialismo è il sol dell'avvenire” dichiarava il Generale Garibaldi, il quale, peraltro – unico uomo politico della Storia – preferì ritirarsi nella sua Caprera a fare il contadino, definendo il Parlamento una “cloaca” ("Quando i posteri esamineranno gli atti del governo e del Parlamento italiano durante il risorgimento, vi troveranno cose da cloaca"), piuttosto che scendere a compromessi con il malaffare politico.

Ve l'immaginate Giuseppe Garibaldi messo a confronto con Matteino Renzi ? Ve l'immaginate Simon Bolivar messo a confronto con il fedifrago François Hollande ?

Abbiamo detto tutto.


Luca Bagatin (nella foto con l'ex deputata Radicale Ilona Staller)



7 novembre 2013

Claudio Martelli: la mia icona laica !



In questi giorni è uscita in libreria "Ricordati di vivere" (Bompiani), l'autobiografia di Claudio Martelli, uno fra i politici riformatori e liberalsocialisti più grandi che l'Italia abbia mai conosciuto e che mai più - ne siamo certi - conoscerà.
In attesa di recensire il volume per questi schermi telenettici, desidero riproporvi l'articolo che scrissi l'11 novembre 2006 a celebrazione dell'"icona-Martelli", che per me in particolare è sempre stato un faro politico in tutti gli anni della mia militanza laica e libertaria.

L.B.



Claudio Martelli : la mia icona laica !
di Luca Bagatin
(articolo dell'11 novembre 2006
)



La scuola elementare che ha ospitato le mie giovani membra di studente pseudo-diligente oggi è stata completamente abbattuta: la Scuola Elementare "Giuseppe Garibaldi" (e chi se no !) di Cecchini di Pasiano provincia di Pordenone che frequentai dal 1985 al 1990 oggi è un cumulo di macerie. E così, dopo essersene andati i mitici anni '80 che non ritorneranno più (la Storia per me è finita con i primi anni '90 per poi dissovversi del tutto negli anni '00), se ne è andato anche un pezzo della mia vita. Ora però posso sempre dire
di essere più giovane di cinque anni.
Ripensando agli anni '80 ed ai primi '90 mi tornano alla mente i miei miti. Al di là di Gigi & Andrea nonché Zuzzurro & Gaspare e la sex symbol Ilona Staller in arte Cicciolina (alla quale dedicai un anno fa un intero post), il mio mito politico era Claudio Martelli.
Era e rimane dovrei dire, anche se da diversi anni Martelli è più defilato: cornuto, mazziato e deluso da una politica (con la P maiuscola) che non esiste più. Oggi si dedica infatti al giornalismo.

Ma, andiamo con ordine e soprattutto cerchiamo di far conoscere questa storica figura di colui che per me incarna il politico ideale, nel bene o nel male.
Alla voce Martelli Claudio, Wilkipedia, l'enciclopedia di internet ci dice: Claudio Martelli (Gessate, MI, 24 settembre 1943) è un uomo politico italiano, esponente storico del Partito Socialista Italiano. Ha frequentato il noto liceo classico Giosuè Carducci di Milano, lo stesso frequentato da Bettino Craxi. Laureato in lettere e filosofia, ha lavorato come assistente nella stessa facoltà di Filosofia dell'Università di Milano.
Ha lavorato come giornalista e preso parte come conduttore a programmi televisivi.
BIOGRAFIA Aderisce all'unità socialista nel 1966 e comincia la carriera nei quadri locali milanesi socialisti. Viene chiamato a Roma da Bettino Craxi nel 1976, lascia la carriera accademica ed entra nella direzione nazionale del Partito Socialista Italiano. Viene poi eletto deputato nel collegio di Mantova e Cremona. In occasione del congresso del PSI a Palermo (1981) diviene uno dei due vicesegretari del partito accanto a Valdo Spini.
Nel 1984 al congresso di Verona diviene vicesegretario unico. È eletto al Parlamento Europeo nel collegio di Roma, Firenze, Perugia, Ancona. È nuovamente rieletto deputato nel 1987 sia nel collegio di Mantova e Cremona, sia in quello di Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta.
Nel luglio 1989 diviene vicepresidente del Consiglio dei Ministri del governo Andreotti, e nel 1991 ministro di Grazia e Giustizia. Durante Tangentopoli, nel 1993, è candidato ad assumere la guida del PSI, ma a seguito di un avviso di garanzia sul 'conto protezione' abbandona la carriera politica. Dopo la sua traumatica vicenda giudizaria, fonda l'associazione umanitaria Opera e quella civile Società Aperta nel 1996. Diventa direttore di Mondoperaio nel 1997.
Nel 1998 è consulente del Ministro Livia Turco nella commissione per le politiche d'integrazione degli immigrati e della consulta degli immigrati, incarico da cui si dimette a seguito di divergenze politiche con il governo. È eletto eurodeputato nel 1999 per lo SDI nella circoscrizione Marche-Umbria-Toscana-Lazio. Esce dallo SDI nel 2000 e successivamente aderisce al Nuovo PSI. È espulso di conseguenza dal gruppo socialista al Parlamento Europeo ed entra in quello liberaldemocratico. Nel 2001 fonda assieme a Gianni De Michelis e Bobo Craxi il Nuovo PSI, di cui diventa portavoce. Abbandona la politica ancora una volta nel 2005, stavolta definitivamente. Nel 2005 conduce i programmi televisivi Claudio Martelli racconta e L'incudine su Italia 1.
CURIOSITA': Giovanni Botero, il protagonista de Il portaborse, il film di Daniele Luchetti interpretato da Nanni Moretti, è stato giudicato una sintesi delle personalità di Claudio Martelli e Gianni De Michelis. (FU CON QUESTO FILM CHE LUCA BAGATIN SMISE DI STIMARE NANNI MORETTI LE CUI FAZIOSITA' POLITICHE DEGLI ANNI SUCCESSIVI - SALVO IN "LA STANZA DEL FIGLIO" - LO INCORONANO SENZA MEZZI TERMINI QUALE "MAITRE A' PENSER DE LA GAUCHE AU CAVIAR").

Wilkipedia dimentica solo la militanza repubblicana di Claudio Martelli prima di approdare al Psi di Bettino Craxi.
Quel Psi che diede nuovo lustro all'Italia nel Mondo attraverso la promozione del Made in Italy, l'abbassamento dell'inflazione attraverso anche l'abolizione della scala mobile e confermò l'Italia fra le maggiori potenze Atlantiche d'occidente.
Quel Psi che mirò da sempre all'unità laica delle forze laiche: Psdi, Pri e radicali e che con la caduta del Muro di Berlino propose l'Unità Socialista al Pds, il quale invece gli scatenò contro le Procure (neanche i postcomunisti fossero onesti e non avessero preso finanziamenti "in nero". Tanto più da una dittatura straniera: l'Urss).
Claudio Martelli ebbe così anch'egli i suoi guai giudiziari durante la "falsa rivoluzione giustizialista di Tangentopoli" montata principalmente dai postcomunisti e dalle loro Procure amiche con il concorso dei soliti Poteri Forti antilaici: Banche, Fiat, De Benedetti, Cgil....
Ciò che ne seguì è storia recente: il Psi e gli altri partiti laici scomparvero dalla scena politica italiana; Bettino Craxi fu costretto ad andare in esilio ad Hammamet ed in Italia nacque un'alleanza pseudo progressista capitanata da Occhetto e dall'altra parte scese in campo un imprenditore parvenu privo di qualsiasi cultura politica: Silvio Berlusconi. La politica non era più in mano ai partiti, bensì alle lobby economiche. Ciò che è ancora oggi con questo bipolarismo all'italiana con all'interno tutto ed il contrario di tutto e ove i due grandi poli sono nei fatti privi di prospettive politiche di lungo termine ed autenticamente riformatrici.
Toranando al mio mito, Caludio Martelli, debbo dire che sin da ragazzino l'ho seguito ed apprezzato. Fu il primo a proporre un'alleanza fra tutti i laici e a portarla avanti con una certa determinazione anche in questi ultimi anni. Da sempre garantista ed antiproibizionista consumatore (fu anche beccato con del "fumo" in Kenya), Martelli rappresenta quella frangia socialista che si contrappone al vecchiume proibizionista dei craxiani doc.
E poi come non dimenticare il Martelli "viveur" in compagnia della soubrette Yvonne Sciò (allora starlette del programma tv "Non è la Rai" di
cui il sottoscritto fece proficua indigestione).
Ora, come sopra scritto, il Nostro, arrivato alla "veneranda" età di 63 anni ha smesso con la politica (a differenza di incapaci politici cammelloni come De Michelis, Signorile, Boselli, Benvenuto ed altri che hanno ucciso definitivamente il socialsimo italiano) per dedicarsi al giornalismo televisivo e carteceo.
Il buon Martelli (che ebbi modo di conoscere personalmente a Pordenone nel 1998 per una comune campagna politica) rappresenta per me un po' un ideale: un frammisto di socialismo liberale, competenza ed amore per la vita ed il giornalismo. Un'icona che, nella mia spiritualità laica pongo a fianco di un altro grande politico ed intellettuale di quell''epoca: Carlo Tognoli ex sindaco Psi di Milano della fine degli anni '70 alla metà degli anni '80.

Luca Bagatin

"L'amore di cui parlo è eros ma non solo, è amore di quel che ci manca e senza il quale non possiamo stare; è anelito a una donna, desiderio di comunione e di fusione, voluttà ma dello scambio totale, tra pari".

(Claudio Martelli, "Ricordati di vivere" pagg. 14-15)



15 aprile 2011

Berlusconi è un prodotto della sinistra cattocomunista


Discutere di politica, ormai, è diventata la pratica più difficile e noiosa del mondo.
Un tempo, almeno sino a vent'anni fa, la politica, appassionava. Oggi annoia al punto che nemmeno io, che pur questa volta sarò candidato in prima persona (alle amministrative di Pordenone, come Repubblicano in una lista civica Indipendente), non ne scrivo più, se non sempre più raramente.
E i discorsi sono sempre gli stessi: tutti a dire il meglio o il peggio di Berlusconi.
Ora, in assenza di argomentazioni consistenti, capisco che sia più facile parlare per tifoserie. Ma lo potrei capire meglio se si parlasse di argomenti che non riguardano grandi approfondimenti, analisi o ragionamenti.
Nella fattispiecie, purtuttavia, non si tratta nemmeno di parlare per tifoserie: si parla di un'unica persona che, francamente, fra cinque-sei anni o forse meno, in Italia, non conterà nemmeno più nulla.
Perché mai non si riesce ad andare oltre il berlusconismo ?

Perché non ci sono argomenti. Perché si preferisce delegare la risoluzione dei problemi agli altri. Perché non esistono più i partiti politici.

Questo stato di cose ha un'origine ben precisa: il biennio giustizialista del '92-'93. Preparato ad arte già alla metà degli anni '70 dal connubio Pci-Dc.
Si approfondisca un po', non ci si lasci ingannare dalle apparenze e si vedrà bene che gli spazi di discussione sono stati ridotti da una classe politica ideologizzata che, da almento trent'anni, fa e faceva riferimento a precise forze eversive.
Berlusconi non è nato a caso e così la Lega: sono le vere costole della sinistra cattocomunista che in Italia, nei numeri, è destinata a perdere, ma dal '94 ad oggi è purtroppo destinata a governare (grazie agli appoggi sottobanco dei vari "Prodinotti" prima ed oggi dei Bersani, Di Pietro, Vendola). Sinistra cattocomunista che è destinata a governare, dicevamo, e a governare male. E si vede.
E ciò sin tanto che non torneremo a parlare di problemi concreti, non si tornerà alla democrazia dei partiti ed a una legge elettorale che consenta il massimo della rappresentatività possibile.
E sin tanto che non nasceranno e cresceranno generazioni che approfondiranno il loro passato ed avranno la capacità ed il coraggio di opporsi a quelle forze estremiste che hanno prodotto l'attuale stato di cose.
Passeranno decenni prima che l'Italia possa tornare ad essere un Paese pienamente liberale, prima ancora che democratico.
E purtroppo c'è chi, in questo stato di cose, ancora ci marcia e ci gode.

Luca Bagatin



7 settembre 2009

Libertà di stampa: forse Berlusconi non ha tutti i torti



Confesso che non avrei voluto parlarne più di tanto.
Questa cosa delle libertà/illibertà di stampa alimentata dal gossip denigratorio sta davvero raggiungendo livelli di insopportabilità.
Saranno gli ultimi rimasugli del caldo torrido di quest'estate ?
Premetto che non entrerò più di tanto nel merito delle questioni, limitandomi a dire che non sono per nulla d'accordo con l'appello dei giuristi Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky, relativamente ad una presunta mancanza di libertà di stampa nel nostro Paese.
Un conto è la libertà di stampa, un altro il killeraggio politico ovvero la denigrazione dell'avversario con illazioni mai provate.
E ciò sarebbe anche possibile, per carità, ma solo se determinati giornali fossero organi dichiaratamente militanti ed i cui giornalisti/collaboratori esprimessero esclusivamente e dichiaratamente la loro personali opinioni.
Se invece si scrivono cose pretendendo di spacciarle per notizie, verità e compagia cantante, con il mostro sbattuto in prima pagina, beh, va a finire che la gente ci crede ed addio informazione libera e trasparente.
E' una cosa veramente becera, questa sì veramente antidemocratica.
Sul caso Boffo personalmente non avrei nemmeno calcato la mano giornalisticamente parlando. E' triste che una persona venga messa a nudo mediaticamente: sia che sia vero o no quel che ha fatto. Idem sul caso di Garlasco, ove quel ragazzo (assassino o meno) è stato messo alla gogna, dato in pasto ai media.
L'Italia non può dirsi Paese democratico, ma più per questo che per altro. Perché il giornalismo nostrano appare piuttosto e troppo spesso sciacallaggio.
E lo sciacallaggio, penso, non abbia nulla a che vedere con la libertà di stampa.
Il giornalismo italiano (ma non solo quello) è uso pressoché da sempre deformare i fatti. Personalmente lo scrissi anche in un mio articolo, affermando che la "formazione" è più importante ed utile dell'"informazione". Ovvero che gli scrittori, i letterati, sarebbero di gran lunga preferibili ai giornalisti. E portai a sostegno di ciò anche quanto scrisse Gurdjieff a proposito della professione di giornalista.
Ovvero: “Il pubblico non sa mai chi è che scrive. Conosce soltanto il giornale, il quale appartiene a un gruppo di esperti commercianti. Che cosa sanno esattamente coloro che scrivono su quei giornali, e che cosa succede dietro le quinte della redazione? Il lettore lo ignora completamente. I rappresentanti della civiltà contemporanea, trovandosi a un grado di sviluppo morale e psichico molto inferiore, sono come dei bambini che giocano col fuoco, incapaci di misurare la forza con la quale si esercita l'influenza della letteratura sulla massa." Ed ancora: "Non posso passare sotto silenzio questa nuova forma letteraria, perché, a parte il fatto che non porta assolutamente nulla di buono per lo sviluppo dell'intelligenza, essa è diventata, a mio avviso, il male de nostri tempi, nel senso che esercita un'influenza funesta sui rapporti umani. Questo genere di letteratura si è molto diffuso i questi ultimi tempi perché - ne sono fermamente convinto - esso corrisponde meglio di ogni altro alle debolezze e alle esigenze determinate negli uomini dalla loro crescente mancanza di volontà".
Il problema è dunque forse a monte.
Quanto Berlusconi, se proprio dobbiamo e vogliamo parlarne qui, ovvero alla sua presenza nei media, io penso che finalmente gli si stia dando il giusto spazio (cosa che non è stata fatta negli anni precedenti, in cui l'ostracismo era profondissimo per questo imprenditore televisivo definito "parvenu" dai maitre à penser nostrani). Penso anche ciò sia dovuto al fatto che per la prima volta egli ha messo in piedi un governo, nel bene o nel male, di gran lunga più riformatore dei precedenti negli ultimi sedici anni.
Io stesso, che pur non ho mai avuto simpatia politica per il centrodestra (ma nemmeno per il centrosinistra, avendo preferito votare per i Radicali, i Socialisti del Garofano o per i Liberali del PLI, quando si presentarono slegati dai due schieramenti, oppure preferendo l'astensionismo, come negli ultimi anni), però oggi sono un sostenitore di questo governo e di questa maggioranza, alla quale alle prossime elezioni sono pressoché certo darò il mio voto.
Lo sono per tutti i motivi che ho scritto nei miei articoli dell'ultimo anno e mezzo ed anche perché ritengo sia l'unico schieramento che ha garantito un minimo di voce a noi laici. Lo dico anche per esperienza personale a livello locale.
Il fatto è che Berlusconi rappresenta, sin dagli anni '80, un nemico per i veri Poteri Forti: le banche, la grande industria, la Rai-Tv....
Berlusconi, come Craxi e come tutti coloro i quali si misero di traverso al Potere Dc-Pci che faceva comodo a daterminati settori economici illiberali ed illiberisti.
La questione della vita privata del Berlusca poi....si rivolterà contro lo stesso Pd (e viene agitata perché l'opposizione non ha ormai più nulla da dire). Ed è anche profondamente triste che si vada a spulcare nella vita privata di un politico solo per denigrarlo (lo pensai anche nel caso Lewinsky, una vera americanata puritana....).
Tutte cose che peraltro ho scritto questa mattina anche ad un amico e che sostengo da anni.
Il problema, ordunque, lo ribadisco, è un altro. E sta a monte. Non certo a valle.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini