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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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24 giugno 2012

Perché, alle prossime elezioni, è importante sostenere le liste "Radicali Bonino-Pannella" e "Democrazia Natura Amore" di Ilona Staller (dialogando con il Movimento Cinque Stelle)



Siamo giunti ad una fase di stallo.
O la politica muore, oppure si rinnova: dalle ceneri dell'attuale sfacelo.
Uno sfacelo durato troppo tempo, almeno dal 1993, quando la democrazia subì un duro colpo e - caso unico nell'Occidente democratico - i partiti di governo furono falciati via.
Quelli erano partiti di governo, però.
Questi di oggi, invece ? Lasciamo stare.
Macchine mangiavoti e mangiadanari, autoreferenziali, prive di qualsiasi cultura e prospettiva. Prive di qualsiasi remora morale ed amore per il cittadino.
Fra queste macerie, purtuttavia, assistiamo alla nascita di un movimento organizzato della società civile, il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. Un movimento di cui non condividiamo magari molto, ma, ad ogni modo, rappresenta un segnale di contrapposizione all'antipolitica eversiva dei Bersani, degli Alfano, dei Di Pietro, dei Vendola, dei Maroni e dei Casini.
Ma noi crediamo in altro. Da liberali, laici e libertari. Crediamo in un ampio movimento di onestà morale ed intellettuale dalle solide radici che, ancora una volta, sembra sostanziarsi nell'esistenza dei Radicali di Marco Pannella ed Emma Bonino.
Un partito-movimento, quello Radicale, che viene da lontano, a rappresentare sia la Destra Storica liberale che la Sinistra più pura, tanto da collocarsi alla "sinistra" dello stesso Partito Comunista Italiano, in un dialogo continuo con le forze dell'alternativa extraparlamentare trotzkista, nonviolenta, liberalsocialista e libertaria.
E come non pensare che, oggi, sono proprio i Radicali a meritare questa nostra fiducia. La fiducia che abbiamo riposto in loro, negli anni del divorzio, dell'aborto, dell'obiezione di coscienza. Quando i Radicali si facevano arrestare, per garantire i nostri diritti. I Radicali, amici di Pasolini, Sciascia, Vittorini, Tortora. Intellettuali e giornalisti onesti e non magnaccioni, come ce ne sono e ce ne erano troppi, allora ed oggi.
I Radicali che cambiarono il costume italiano e lo resero civile, europeo, occidentale. I Radicali che, per primi, candidarono nelle loro liste omosessuali e transgender, quando a "sinistra", i comunisti, li chiamavano "froci" (questo, Nichi Vendola, non lo ricorda. O finge di non ricordarselo).
I Radicali che, per primi, parlarono di libertà di lavoro e di impresa, di Europa unita, ma prima sotto il profilo politico. Che per primi parlarono di ambiente e diritti degli animali, fondando le primissime liste verdi.
Che parlarono e parlano di diritti dei disabili e di ricerca scientifica per i malati.
Che parlarono e parlano di diritto all'eutanasia ed al suicidio assistito, in un Paese, il nostro, ove i corpi sembrano essere di proprietà dello Stato e del Vaticano (oppure le due cose coincidono !?!).
I Radicali. ancora oggi, ci sono e, negli ultimi sondaggi, raccolgono oltre il 3,5%.
E, poi, lasciatemi spezzare una lancia in favore di Ilona Staller, ex pornostar, ex radicale, da sempre vicina alle battaglie per i diritti civili ed umani e per le libertà sessuali.
Se oggi scendesse in campo, con il suo movimento Democrazia Natura Amore (DNA), come non sostenerla ? Personalmente, dopo quindici anni di politica attiva e tante delusioni, sono anche disposto a candidarmi nelle sue liste e le ho già personalmente assicurato il mio appoggio.
L'alternativa all'arroganza di Potere Pd-PdL-Sel-IdV-Udc-Lega Nord è, oggi, sostenere Emma Bonino alla Presidenza della Repubblica, contro nuovi candidati cartapecoriti ed autoreferenziali.
L'alternativa all'arroganza di Potere Pd-PdL-Sel-IdV-Udc-Lega Nord è, oggi, votare e sostenere le liste Radicali e di Democrazia Natura Amore. Auspicando un dialogo anche con il Movimento Cinque Stelle, all'insegna dell'onestà e della trasparenza civica.
L'alternativa all'arroganza di Potere Pd-PdL-Sel-IdV-Udc-Lega Nord è, oggi, invitare i nostri cari partiti e partitini laici e liberali (il mio PRI, oggi purtroppo autoreferenzialissimo, ma anche il PLI, i socialisti sparsi, i socialdemocratici ed i finiani), ad intraprendere un dialogo con i Radicali e con il movimento di Ilona Staller, invitando Repubblicani, Liberali, Socialisti e Futuristi a candidare loro rappresentanti nelle liste Radicali e del DNA.
Non è il momento di Edere, Garofani o foglie di fico, bensì di unità laica delle forze contro l'arroganza di Potere Pd-PdL-Sel-IdV-Udc-Lega Nord.
La vera Costituente Liberaldemocratica, peraltro, oggi, è rappresentata dai soli Radicali che sono gli unici a raccogliere oltre il 3% dei consensi. E sono sempre più in crescita nei sondaggi.
Occorre un nuovo Parlamento pulito, con una compagine governativa che comprenda menti libere quali Oscar Giannino, Antonio Martino, Enrico Cisnetto, Lanfranco Palazzolo, Ilona Staller, Paolo Montesi, Luigi Di Placido, Matteo Renzi (ma che cavolo ci fa ancora nel Pd ???), Roberta Culiersi e molti, moltissimi giovani della rete, del Movimento Cinque Stelle.
Utopia ? Forse.
Ma un'utopia concretamente alternativa alla nuova dittatura partitocratica. Che dura da troppo tempo e che dobbiamo, finalmente, abbattere.

Luca Bagatin



23 giugno 2012

Luca Bagatin a Radio Radicale



Devo ringraziare l'amico Lanfranco Palazzolo, giornalista di Radio Radicale, per questo splendido servizio fotografico, interamente visibile (e scaricabile ahahahahah), al link:

http://lanfrancopalazzolo.blogspot.it/2012/06/luca-bagatin-radio-radicale.html




PERCHE' RADIO RADICALE E' L'UNICA SENZA MEDIAZIONI, SENZA FILTRI (come le Stop, ve le ricordate ???!!!), SENZA VELINE.
PERCHE' RADIO RADICALE E' DENTRO, MA FUORI DAL PALAZZO.

MICA CALZETTONI !!!!

(visibile, a Roma, anche sul digitale terrestre al canale 118)



17 giugno 2011

Una manciata di riformette liberali e libertarie utili per ridurre i costi della pubblica amministrazione, le imposte, riformare radicalmente la giustizia e garantire le libertà civili ed individuali



RIFORMA DELLA MACCHINA AMMINISTRATIVA

Introduzione dell'aliquota fiscale unica per tutti al 20 %.
Esenzione dal pagamento delle imposte per chi ha un reddito annuo inferiore ai 20.000 euro.

Abolizione delle Province, dei Consorzi e delle Comunità montane


Accorpamento dei Comuni con un numero di abitanti inferiore a 15.000


Privatizzazione del carrozzone radiotelevisivo Rai


SISTEMA ELETTORALE E RIFORMA ISTITUZIONALE

Sistema elettorale con due schede.
La prima che preveda l'elezione diretta del Presidente della Repubblica con funzioni di Governo e con potere di nomina e revoca dei Ministri
La seconda, su base proporzionale pura, senza sbarramenti, per l'elezione del Parlamento, con funzioni legislative e di controllo


RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

Separazione delle carriere dei magistrati: i PM fanno i PM, i giudici i giudici e seguono entrambi carriere separate

Elezione diretta dei componenti del CSM che devono rispondere non al potere politico, ma unicamente agli elettori

Introduzione della responsabilità civile dei magistrati: il magistrato che sbaglia paga di tasca sua


DIRITTI CIVILI E LIBERTA' INDIVIDUALI

Introduzione delle unioni civili per le coppie etero ed omosessuali

Legalizzazione della cannabis in appositi locali pubblici sul modello olandese

Somministrazione controllata di eroina sul modello svizzero

Legalizzazione della prostituzione




20 dicembre 2010

Militanti politici intelligenti e pensanti cercansi !



Pensare con la propria testa penso debba essere l'imperativo categorico, non solo di ogni persona civile, intelligente e di buon senso, ma anche e soprattutto di coloro i quali sono impegnati ad ogni grado e livello politico.
Ciò, troppo spesso, purtroppo, non avviene.
Ci si lascia più facilmente "fagocitare" da decisioni prese da qualcun altro, magari agli "alti vertici" per questioni di opportunità, opportunismo o, più semplicemente, perché non si ha alcuna voglia di prendere una posizione coerente con la propria intrinseca intelligenza.
Oppure ci si lascia condizionare da altri, dai media ad esempio, oppure dalle "mode del momento". Ogni scusa è buona, insomma, per non pensare con la propria testa.
Abbiamo assistito, in questi giorni, a violentissimi scontri di piazza fomentati da una frangia di studenti estremisti e da black bloc, un po' come nel 2001 avveniva a Genova o come avvenne a Milano nel 2006 e come sta avvenendo anche a Londra.
Ecco, tali eventi che non ho mai esistato a definire squadristi e fascisti, nascono proprio anche da un certo "delegare il proprio cervello" a minoranze organizzate e/o a facinorosi che, anziché utilizzare la loro intrinseca materia grigia, preferiscono danneggiare, lanciare bombe, violentare interi quartieri, saccheggiare, magari credendo che ciò possa essere utile a smuovere i tronfi culoni che siedono in Parlamento ed al Governo.
Stagioni di questo tipo le abbiamo già vissute, in Italia, dalla fine degli anni '60 a tutti gli anni '70, quando invece negli Stati Uniti d'America erano piuttosto in voga i coloratissimi, nonviolenti e creativi "figli dei fiori" o Hippie, capeggiati da quel geniaccio di Timothy Leary, temutissimo dalla conservatrice Amministrazione Nixon, che non a caso lo bollò come "l'uomo più pericoloso d'America" solo perché organizzava comunità beatnik, antiproibizioniste e nonviolente contro la guerra e per i diritti civili.
Qui in Italia, dal '68 al '77, abbiamo piuttosto assistito agli opposti estremismi di destra e sinistra contro un "Sistema" che, in realtà, proprio grazie a tali violenti estremismi si rafforzava. Il "Sistema" di potere Dc-Pci, con tutto quanto ne conseguiva in termini di conservazione civile, sociale ed individuale.
Eppure sarebbe così semplice, mi sono sempre detto io.
Sarebbe così semplice se i singoli militanti politici si ribellassero, nonviolentemente e civilmente, ai loro Generalissimi e, con la forza della parola e dell'irrisione li scalzassero dalle loro sedie.
Ve li immaginate i militanti "intelligenti e pensanti" del PdL ad un comizio del Berlusca che lo prendono in giro perché và in giro a stringere la mano ai peggiori dittatori para-comunisti ?
Ve li immaginate i militanti "intelligenti e pensanti" del Pd che, ad un comizio di Bersani, gli ricordano che il suo partito è praticamente inesistente in Parlamento ?
Ve li immaginate i militanti "intelligenti e pensanti" della Lega Nord che, con il dito medio alzato, irridono a Bossi & Calderoli per le loro mancate promesse: dall'abbattimento della spesa pubblica sino all'abbattimento delle tasse ?
Ve li immaginate i militanti "intelligenti e pensanti" dell'IdV che ricordano a Di Pietro che di sola invettiva contro Berlusconi non si campa ?
Ve li immaginate i militanti "intelligenti e pensanti" di questo ipotetico "Polo della Nazione" che chiedono a Fini, Casini e Rutelli se hanno davvero intenzione di costruire un'alternativa al Berlusca e, diversamente, qualora le promesse siano tradite, sono disposti a - parafrasando Bart Simpson - mostrare loro il deretano ad un prossimo comizio ?
Ecco, forse non ve li immaginate. Io sì e sono da sempre convinto che sia l'unico sistema possibile per modificare politicamente, individualmente e dunque socialmente le cose.
Pensate con la vostra testa e non lasciate che il vostro cervello venga gettato all'ammasso.
iscrivetevi in massa ad un qualsiasi partito che ritenete "più simpatico" ed iniziate a scalzare i vostri "Generali". Ve lo meritate. E' l'ora di un ricambio non solo generazionale, ma anche e soprattutto di mentalità.
Creativa, irriverente, democratica, civile, individuale, liberale e libertaria.
Sono con voi da sempre, carissime moltitutini (spero !) di militanti "intelligenti e pensanti".
OH YEAH !

Luca Bagatin



6 dicembre 2010

Sfiduciare Berlusconi, costruire l'Unione Democratica Liberale ed una nuova coalizione di Centro riformatore



Il 15 settembre lodavo il tentativo del mio Segretario nazionale, Francesco Nucara, leader del Partito Repubblicano Italiano, di tentare di "salvare il salvabile", ovvero l'attuale maggioranza di governo. Confermo questa lode ma oggi, a pochi giorni dal voto di fiducia al governo, ritengo che non ci siano oggettivamente più le condizioni per tenere in piedi una compagine governativa guidata da un Berlusconi che ha fatto e sta facendo di tutto per risultare impresentabile (a se stesso, al Parlamento, oltre che agli elettori).
Berlusconi, infatti, lo dissi già qualche tempo fa, è la principale causa del suo stesso mal.
Da quando si è messo in testa di seguire la Lega Nord ed il Ministro Giulio Tremonti relativamente alle controriforme "social-burocratiche", è finita la parabola del leader liberale e liberista quale si presentò agli elettori nel 1994, contrapponendosi all'ingloriosa "macchina da guerra" di Achille Occhetto & Compagni che, fortunatamente, allora fu sconfitta.
Come se ciò non fosse sufficiente - Berlusconi -  ha proseguito nella sua amicizia interessata con il leader russo - già agente non pentito del KGB ed estimatore del dittatore comunista Stalin - Vladimir Putin; con il leader comunista bielorusso Aleksandr Lukashenko (noto non certo per il suo democraticismo) e con il dittarote libico Mu'ammar Gheddafi.
Che oggi vengano fuori certe "rivelazioni" di Wikileaks sul Cavaliere, non deve certo stupire: le aveva già fatte il giornalista Paolo Guzzanti, già deputato PdL e Presidente della Commissione Mitrokhin ed oggi Vicesegretario del PLI, nella sua biografia su Berlusconi edita un anno fa da Aliberti editore.
Se a tutto ciò aggiungiamo anche l'ipocrisia di un Berlusconi che, sotto le lenzuola si comporta in un modo, mentre pubblicamente si permette di "bacchettare" gli omosessuali e quanti non rispettano i dettami di Santa Romana Ecclesia.....
Beh, ne consegue che il Cavaliere di Arcore deve essere sfiduciato e sostituito da un governo di responsabilità nazionale che escluda a priori le estreme - Lega Nord ed Italia dei Valori - e che approvi una legge elettorale decisamente più democratica e con il ritorno alle preferenze (meglio di tutto sarebbe una legge o proporzionale pura, senza sbarramenti o, al massimo, una legge maggioritaria pura, con l'uninominale all'anglosassone, senza doppi turni).
Meglio ancora potrebbe essere indetta un'Assemblea Costutiente eletta su base proporzionale che riscriva le regole del gioco.
Detto ciò, passiano a "noi". A "noi" repubblicani, laici, radicali, liberali e liberalsocialisti.
E' prioritario costruire una nuova aggregazione nella quale fonderci e che potrebbe chiamarsi Unione Democratica Liberale. Nel 150esimo dell'Unità d'Italia sarebbe davvero il momento di far cadere gli steccati che dividono le forze di ispirazione risorgimentale, unite comunque dal laicismo che ha fatto dell'Italia un Paese moderno.
E' il momento di unire il Partito Repubblicano Italiano, il Partito Liberale Italiano, i Radicali, i Socialisti sparsi a destra e sinistra in un'Unione Democratica Liberale che in Europa si riconosca nell'ELDR, ovvero nell'Internazionale dei Liberali e dei Riformatori.
E per questo è il momento di parlare assieme di diritti civili, libertà individuali ed economiche, laicità, rigore nei conti pubblici, riforma della magistratura in senso garantista.
Sia ben chiaro, dunque, che non vogliamo morire democristiani, ma, per governare, sappiamo bene che i nostri interlocutori privilegiati sono e devono essere loro: i Popolari europei.
E' per questo che è necessario, una volta costruita quest'Unione, aprire un dialogo con Futuro e Libertà, Api ed Udc (evitiamo, magari, di aprire all'Mpa di Lombardo, filo leghista, secessionista e neoborbonica) e, assieme a loro, costruire una forte coalizione di governo per un nuovo Centro riformatore e liberaldemocratico, capace di guardare oltre la destra e la sinistra.
Forse, chissà, a quel punto, il nostro Paese, diventerò un po' più moderno, un po' più europeo.

Luca Bagatin



22 novembre 2010

Ecco perché, oggi, la politica non ti permette di usare la tua testa



Possibile che non si possa costruire, dal basso, un'alternativa, un progetto costruttivo su pochi - ma condivisi - punti programmatici ?
Un Coordinamento di forze che, che so, fondi le sue basi sulla laicità, i diritti civili, le libertà individuali, l'etica pubblica ?
E' un progetto che ho inseguito per un decennio abbondante.
Mi sono pertanto permesso, recentissimamente, da non-politico iscritto al Partito Repubblicano Italiano di Pordenone, di avanzare questa proposta a chi, in queste zone, rappresenta due partiti/movimenti con i quali sarebbe possibile costruire qualche cosa su basi programmatiche condivise.
E' l'ennesima proposta che, da anni, vado facendo a livello locale, come ho sopra descritto.
Le risposte sono state, in pressoché entrambi i casi, che le loro rispettive forze politiche debbono "seguire una linea politica che non può prescindere dal nazionale e che pertanto occorrerà verificare gli sviluppi prossimi delle alleanze che ancora non sono ben definite".
Ecco, è la risposta che ricevo sin da quando, a 17 anni, iniziai a fare politica, magari con la mia testa, ovvero cogitando e progettando qualche cosa di concreto, dal basso. Fregandomene degli equilibri nazonali e questo per il preciso motivo che, se delle persone sono concordi su un decalogo di punti, possono mettersi assieme a prescindere da quello che decidono i Generalissimi per i loro eventuali tornaconti personali.
Ecco perché da diversi anni sostengo che sia inutile fare politica attiva. E seguito a scrivere, ad impegnarmi in ambito culturale, a non andare a votare ed a pensare con la mia testa. Invitando a fare altrettanto.

Luca Bagatin



6 settembre 2010

Da Mirabello Gianfranco Fini si smarca definitivamente dall'accozzaglia berlusconian-leghist-statalista



Con il discorso alla Festa Tricolore di Mirabello, gremita - sia detto per la cronaca - anche di numerose bandiere del movimento omosessuale GayLib a rappresentare il mutamento in senso libertario del movimento della nuova destra italiana, Gianfranco Fini ha tracciato definitivamente un solco fra il suo raggruppamento - Futuro e Libertà per l'Italia - e l'accozzaglia berlusconiana, definita, giustamente dall'attuale Presidente della Camera, "stalinista".
Accozzaglia berlusconiana, quella raccolta attorno a ciò che rimane del PdL, che preferisce seguire il "capo" e la conservatrice Lega Nord, ma che da oggi in poi dovrà fare i conti con un alleato più forte, ovvero con il nuovo movimento del Presidente della Camera che presto diventerà a tutti gli effetti un partito.
Fini ed i suoi hanno capito perfettamente - a differenza della Bindi e di Di Pietro che strparlano - che solo stando al governo è possibile logorare Berlusconi ed inoltre scongiurare elezioni anticipate che regalerebbero voti unicamente ai partiti estremisti e destabilizzanti: Lega Nord, Italia dei Valori, beppegrilliani in salsa neo-squadrista.
E così, Futuro e Libertà per l'Italia, rappresenterà - almeno per ora - l'area liberale e riformatrice di questo governo.
E' oltre un anno che personalmente aspettavo (scrivendone, peraltro) un momento del genere, ovvero una scomposizione del quadro politico a partire da quella che allora definivo "una spaccatura costruttiva del PdL", che potrebbe finalmente portare a disegnare un nuovo bipolarismo: da una parte i riformatori ed i liberali raccolti oggi attorno al movimento di Fini-Della Vedova-Chiara Moroni (al quale potrebbero ben presto coalizzarsi anche il nostro Partito Repubblicano, il Partito Liberale, i radicali, i socialisti sparsi, l'Api di Rutelli e l'Udc) e dall'altra i conservatori e gli statalisti, raccolti attorno all'asse Berlusconi-Tremonti-Bossi-Cicchitto. Il tutto con una marginalizzazione dalla scena politica del Pd e dell'IdV, oramai senza alcuna prospettiva di ampio respiro.
Si giunga alla fine della legislatura e si vedrà. Tempo tre anni: i finiani si organizzino con un programma di riforme liberali in economia, laiche nei diritti civili ed atlantiche in politica estera; si coalizzino con noi repubblicani guidati dall'ottimo Francesco Nucara, con i liberali di De Luca e Guzzanti, con i radicali ed i socialisti sparsi e con i centristi di Rutelli, Tabacci e Casini. Tempo tre anni e saremo una macchina elettorale e democratica pronta a concorrere per il governo del Paese in alternativa a berluscones, leghisti, giustizialisti, grilliani e cattocomunisti.
Sto correndo troppo ? Lo scrivevo anche un anno fa e però qualcuno, alla fine, questa "spaccatura costruttiva del PdL" l'ha attuata davvero.

Luca Bagatin



23 maggio 2009

Sulla libertà ed i liberali. In relazione all'articolo dell'On. Paolo Guzzanti



Il 13 maggio, su "Il Giornale", il simpatico battitore libero Paolo Guzzanti, oggi Vicesegretario del Partito Liberale Italiano, ha scritto un interessante articolo sulla "libertà", partendo anche dal fatto che oggi tutti si dicono liberali. Anche chi, ovviamente, non lo è mai stato o non lo è affatto (e sono i più, purtroppo).
L'ottimo Guzzanti si pone anche una banale, ma emblematica domanda: che cos'ha la libertà di speciale ? E, a sua volta, cerca di rispondere con un'ulteriore domanda: libertà di che cosa ?
Libertà di scegliere. Ovviamente fermo restando il dovere alla responsabilità. Conclude sostanzialmente il Nostro, elogiando il libero arbitrio e la conoscenza.
Tutto bene. Però, per quanto lo stesso Guzzanti affermi in conclusione che il discorso è appena iniziato e che un articolo non è un saggio noioso, ci pare che il discorso - in sé - sia un tantino limitato e forse anche a tratti semplicistico.
In effetti trovo che la domanda che ci si dovrebbe porre allorquando si disquisice di libertà sia: libertà da che cosa ? E non già di che cosa.
Libertà dalla paura, dalla fame, dal bisogno, dall'ignoranza, dal dogma, dal pregiudizio. Si potrebbe rispondere continuando su questo tono in un crescendo emancipatorio.
Ed il libero arbitrio, se hai la pancia vuota o sei oppresso, è assai difficile che ti possa essere d'aiuto.
E' forse anche per questo che il nostro Giuseppe Mazzini affermava il primato del "dovere" sul diritto e dunque il dovere verso sé stessi e verso l'Umanità. Emancipazione individuale, quindi, che diviene successivamente ed inevitabilmente emancipazione collettiva.
Emancipazione individuale per mezzo della ricerca di sé stessi, ma anche dell'unità fra capitale e lavoro e che condanni la lotta fra le classi sociali, fra le nazioni, fra i popoli. Emancipazione spirituale e non già meramente materiale e materialistica.
Oggi è assai facile parlare di "libertà di scelta", al punto che siamo così tanto bombardati dalle infinite scelte che ci propinano la televisione, i media, il supermercato, magari anche il parente e/o il vicino di casa che....talvolta facciamo addirittura fatica a scegliere....e spesso evitiamo anche di farlo (delegando magari qualcun altro per noi, un classico) !
Abbiamo forse perduto l'autentico significato del concetto di "libertà". Che è intrinsecamente legato a quello di "individualità", ovvero di ricerca di noi stessi liberati da tutti gli orpelli che una società massificata-marketingizzata intrisa di pregiudizi, di superstizioni, di astruse ed ancestrali credenze, di fobie collettive, di messaggi ad effetto, di slogan fini a sé stessi, inconsciamente ci impone in quanto essa stessa vittima in primis.
Tutto ciò dunque, non vuole minimamente contrapporsi al pensiero di Paolo Guzzanti, che apprezziamo da sempre e sosteniamo con amicizia, ma semplicamente completarlo ed ampliarlo.
Ritenendo che i “finti liberali” che si aggirano da un quindicennio a sinistra, al centro e a destra nella politica italiana, farebbero bene ad approfondire prima di tutto la Storia onde evitare di fare quantomeno la figura degli ignoranti, se non degli inopportuni adescatori di voti.
Giuseppe Mazzini ed anche il buon conte Camillo Benso di Cavour sono là a ricordarcelo.

Luca Bagatin



29 novembre 2008

Governo Berlusconi IV: il Nuovo Centro-Sinistra italiano



Il PDL vola, mentre il PD accumula brutte figure pur stando all'opposizione.
Il caso Villari appare emblematico: il Senatore in questione, eletto per dispetto, oggi se lo ritrovano saldamente ancorato alla poltrona di Presidente della Commissione di Vigilanza Rai. E fa benissimo, visto che è stato democraticamente eletto ! Ma questi "democratici" qui pretenderebbero che ora si dimettesse per lasciare il posto a Zavoli. Ma se volevano Zavoli che lo avessero eletto prima ! Chi pensano di prendere in giro se non sé stessi ?
E poi ci spieghino un po' a che cosa serve la Vigilanza del "carrozzone" Rai-Tv, che da anni attende solo di essere giustamente privatizzato con il sano beneplacito del contribuente sovrano, oggi raggirato dai soliti lottizzatori partitocratici.
Poi c'è la questione del Vice-capogruppo del PD al Senato - Latorre - che passa in diretta tv un "pizzino" al suo oppositore Bocchino del PDL per mettere in difficoltà il dipietrista Donadi (alleato del PD !). Che classe ! Che aplomb ! E nemmeno il coraggio di spiegare agli elettori il significato del suo gesto pressoché dichiaratamente "inciucista".
Proseguendo con le gaffes in casa "democratica" potremo discutere sulla strumentalizzazione che il PD ha fatto del caso della scuola "Darwin" di Rivoli, il cui controsoffitto - secondo i cattocom - sarebbe crollato a causa dei tagli introdotti dal decreto Gelmini che secondo loro taglierebbe i fondi anche per la manutenzione delle scuole ! Inaudito ! Pretestuoso ! Vergognoso !
Mai la sinistra di matrice cattocomunista in Italia era giunta sino ad affermazioni di tale grave irresponsabilità. Mentre i tagli della Gelmini sono - diversamente - dei veri e propri tagli agli sprechi che la sinistra cattocom non ha mai pensato di fare, continuando ad aumentare non solo la spesa pubblica improduttiva, ma financo le imposte.
Stendiamo invece un velo pietoso sulle "democratiche" elezioni dei Giovani "Democratici" e sulle giuste proteste ed osservazioni della radicale Giulia Innocenzi (alla quale, tuttavia, continuiamo a rimproverare bonariamente il fatto che ella si collochi ancora in quel partito ed area politica conservatrice).
Il PDL ed il Governo Berlusconi IV, diversamente, volano, dicevamo appunto !
Volano così in alto da aver garantito la nascita del primo vero Governo di Nuovo Centro-Sinistra degli ultimi quindici anni.
Eh sì, non trattasi di una provocazione, bensì di un dato di fatto.
Con l'abolizione dell'Ici sulla prima casa (già proposta da Rifondazione Comunista, ma mai attuata dai governi Prodi-D'Alema-Amato), la detassazione degli straordinari, la lotta ai fannulloni, il decreto Gelmini contro le baronie universitarie e gli sprechi nella scuola pubblica ed oggi con il decreto anti-cisi che prevede: l'intoduzione della Social Card per i pensionati meno abbienti (con bonus equi ed in proporzione al reddito ed al numero di componenti il nucleo famigliare); l'introduzione di nuovi ammortizzatori sociali anche per i co.co.pro., nonché il blocco delle tariffe di luce e gas ed agevolazioni nel pagamento dei mutui; il Governo Berlusconi IV è certamente un Esecutivo liberalsocialista sotto il profilo economico-sociale (ha al suo interno - peraltro - un numero di ministri e parlamentari dichiaramentente e storicamente liberalsocialisti e laici davvero impressionante).
Vogiamo continuare ? Ma certo.
Per le imprese il decreto prevede la deducibilità dall'Ires della quota Irap del 10% riferita al costo del lavoro ed al costo del danaro; l'abbattimento di tre punti dell'acconto Irpef ed Ires; lo sblocco di sei miliardi di rimborsi dei crediti d'imposta, nonché il pagamento dell'Iva al momento dell'effettivo incasso della fattura e non al momento della sua emissione (per le imprese con un fatturato sino ai 200 mila euro annui).
Con questi risultati - francamente - intristisce vedere Berlusconi che fa appello al PD per l'unità.
Che il PD continui ad andare per la sua strada conservatrice come hanno sempre fatto prima il PCI e poi la sinistra DC ed i loro sodali.
Chi scrive si augura che alle prossime elezioni il PD sia ridimensionato al 15 o 20 % massimo dei consensi. Cosa - peraltro - non così improbabile.
Il Centrodestra (ma siamo poi così sicuri che - dati i risultati sociali e liberali - questo governo possa definirsi di destra ?), invece, merita un rafforzamento che certo otterrà sin dalle prossime elezioni europee della primavera del 2009.
Personalmente auspico che tale rafforzamento possa essere capitalizzato mediante una "spaccatura" del PDL e del Centrodestra stesso: una "spaccatura" purtuttavia costruttiva.
Nascita quindi di due anime: una liberalsocialista-liberaldemocratica (un tempo si sarebbe detto "Lib-Lab") guidata da Brunetta, Tremonti, Sacconi, Francesco Nucara, Antonio Martino, Bendetto Della Vedova e tutti coloro i quali si riconoscono nella liberaldemocrazia europea e nel liberalsocialismo; l'altra di centrodestra classico e moderato guidata da Gianfranco Fini, Maurizio Lupi e tutti coloro i quali si riconoscono nel popolarismo e nel conservatorismo europeo.
Due anime - dunque - capaci di ridisegnare il nuovo bipolarismo italiano.
Due anime unite nei momenti di crisi come quello che stiamo vivendo, ma pronte a contrapporsi nei periodi di espansione e di "vacche grasse" specie per quanto riguarda i temi etici e sui diritti civili verso i quali i conservatori ed i popolari italiani non sono mai stati sensibili.
Da una parte i Liberali e dall'altra i Conservatori, quindi.
Dell'anima conservatrice e popolare, peraltro, potrebbe far parte anche a pieno titolo l'UDC, erede della DC degasperiana.
Arrivati a questo punto, forse se non certamente, si riuscirebbe finalmente a scalzare la Lega Nord ed a liberarsi di questo partito socialburocratico e statalista che difende ancora l'esistenza delle Province, delle comunità montane e dei piccoli Comuni e che continua ad insultare l'Italia e la sua Storia di emancipazione.
Concludendo vorrei dare un consiglio al Cavalier Berlusconi: resista sin che può. Aiuti i suoi alleati ad evolversi e laicizzarsi sempre di più ed a costruire un nuovo bipolarismo italiano senza influenze cattocom.
Non faccia appelli al mantenimento degli stili di vita spreconi tipici dell''italiano medio: predichi una sana austerità perché le risorse economiche sono sempre poche.
E soprattutto si ricordi di Ugo La Malfa: abolisca le Province quale ente politico e faccia guadagnare così all'erario e quindi alla collettività ben sedici miliardi all'anno.
La forza politica non le manca. Non ci deluda Presidente !

Luca Bagatin



1 marzo 2008

I Laici, Liberali e Riformatori alle elezioni del 13 e 14 aprile e la posizione ufficale assunta da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it


Arturo Diaconale, direttore storico dell'Opinione delle Libertà, nel suo editorale del 26 febbraio ha fotografato ottimamente la situazione dei laici, liberali e riformatori italiani i quali non avranno pressoché rappresentanza alle prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile.
Questo bipartitismo-bipolarismo coatto (in tutti i sensi) che vede contrapporsi due grandi calderoni con all'interno di tutto e di più come da un quindicennio a questa parte, oltre a non offrire la possibilità di un voto autenticamente laico e liberale, non offre alcuna vera alternativa al declino del Paese che ha urgente bisogno non tanto di assegni per i bebé o di sostegno alle coppie sposate quanto piuttosto di una sensibile riduzione delle imposte dirette ed indirette per rilanciare i consumi e gli investimenti (l'Eurispes stesso suggerisce la liberale "flat tax" ovvero l'imposta unica sulle persone fisiche al 20%); una seria e radicale riforma delle pensioni; l'abolizione degli enti inutili e dispendiosi come le Province, le Comunità Montane e la Tv di Stato; nuovi investimenti nella scuola pubblica e nella ricerca scientifica senza pregiudizi, preconcetti o elucubrazioni mentali dettati da chissà quale dogma religioso. E poi è indispensabile una lotta senza quartiere alla criminalità organizzata, alla pedofilia, alla violenza sulle donne e sui minori ed ai clientelismi di ogni colore politico.
Gli italiani si sentono sempre meno sicuri e rischiano financo di scadere in un assurdo e becero razzismo proprio in quanto sono pressoché totalmente abbandonati da uno Stato che preferisce continuare ad alimentare sé stesso ed i suoi privilegi piuttosto che scendere nel concreto ed affrontare radicalmente tali questioni, spesso trattate superficialmente sia da Berlusconi che da Veltroni e dai loro sodali.
E, per concludere, i temi cosiddetti "etici" (anche se personalmente detesto questo termine che mi fa pensare allo "Stato etico" di hitleriana, mussoliniana e staliniana memoria).
Ma è possibile che l'Italia sia così indietro anche in questo settore, ovvero che non abbia una legge che consenta le unioni civili delle coppie eterosessuali ed omosessuali; che non abbia una legge che consenta la commercializzazione delle pillola RU486; una normativa che consenta la regolamentazione delle non-droghe ovvero della cannabis e dei suoi derivati togliendo così alla criminalità questo mercato senza alcun controllo e, per finire, una normativa che permetta di garantirsi una morte dignitosa consentendo l'eutanasia (che significa letteralmente "buona morte") e quindi il pieno diritto del malato terminale e sofferente ad un'"uscita indolore" ?
Le uniche forze che storicamente hanno posto nei loro programmi tutti i progetti e prospettive citate in questo articolo, sono proprio quelle che saranno scarsamente o pressoché non rappresentate nel prossimo Parlamento della Repubblica Medievale e Mediatica d'Italia.
Penso al PRI che, forse, avrà 3 deputati nelle liste di Berlusconi; penso ai Radicali che avranno 8 deputati per essersi svenduti ai cattocomunisti del Pd; penso ai Riformatori ed ai Liberali come Capezzone che, se tutto va bene, avranno un seggio o due; ed infine penso ai socialisti sparsi: a quelli berlusconiani che forse avranno un paio di seggi ed a quelli boselliani che è molto probabile che non raggiungano nemmeno la soglia minima per entrare in Parlamento (e che in tutti questi anni sono stati gli "utili idioti" di Romano Prodi, D'Alema, Veltroni & Co. e da loro sempre trattati a pesci in faccia).
Mi è tuttavia giunta ieri la voce (dall'amico giornalista Aldo Chiarle che ha ricevuto un'entusiastica  telefonata direttamente dal Segretario del Partito Liberale, Stefano De Luca), oggi confermata dal web, che il PLI presenterà in tutta Italia l'unica lista Laica e Liberaldemocratica come auspicato anche in un mio articolo in data 16 febbraio scorso.
Non siamo certi che riuscirà a raccogliere il 4%, però vogliamo sostenerla con forza ed entusiasmo anche alla luce del suo programma (che trovate al link http://www.partitoliberale.it/page4/page4.html). Tutto ciò considerato anche che il PLI pone fra i suoi obiettivi un coerente incontro fra tutti i Repubblicani (ha recentemente siglato un patto federativo con il PRI....pecceto però che quest'ultimo, alle politiche, abbia scelto ancora una volta di presentarsi sotto le insegne berlusconiane); i Socialisti e tutte le altre componenti Laiche e Riformatrici riprendendo la formula anni '80 del Lib-Lab ovvero dell'incontro fra Liberali e Socialisti (altro che l'aberrante incontro fra laici e cattolici, utilissimo solo al Vaticano per imporre le sue astruse elucubrazioni religiose in politica e nella società fortunatamente secolarizzata e democraticizzata) contro il conservatorismo di destra e sinistra nostrane.
Un discorso che sosteniamo da lunghissimo tempo, utile all'Italia, all'Europa e all'Occidente.
Una prospettiva semplicemente Laica, Liberale, Libertaria e Riformatrice.


Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini