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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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5 febbraio 2013

"Paradisi infernali": cortometraggio by Baglu



Esterno giorno.
Giornata grigia ed estremamente fredda.
La telecamera riprende, sullo sfondo, una panchina sulla quale è seduto un uomo. Poi si volta a riprendere un altro uomo, camicia bianca, giacca nera, emaciato, pallido, triste. Ha una pistola in mano, sulla quale la telecamera zumma diverse volte.
"Ciao Francesco", fa l'uomo sulla panchina.
"Ciao Baglu".
L'uomo sulla panchina, barba, occhiali e capelli lunghi, sorride. Ma il suo sguardo sembra perso nel vuoto.
"Come va, Francesco ?".
"Si vive. E tu, Baglu ?".
"Si sta per morire".
"Lo so. E Lei ?".
"Non lo so. E la tua...Lei ?".
"Uhmpf. Procediamo ?".
"E' arrivato il momento...vero ?".
"Sì, Baglu".
Francesco Dellamorte punta la pistola - una Bodeo 1889 - alla tempia di Baglu. Gli spara, con freddezza. Il colpo spappola il cervello dell'uomo, che fuoriesce. Alcuni pezzi di cervello vanno a depositarsi sulla spalla di Francesco, la cui camicia bianca è ormai tinta di rosso.

Una luce.
Bianca. Soffice. Appare dal tunnel.
Una musica.
Lenta. Soffice. Fluisce dal tunnel.
Un profumo.
Soave. Bianco. Si espande dal tunnel.
Una donna gli accarezza il volto, la barba, scostandogli gli occhiali e baciandolo sulle labbra.
E' come se fosse nato per la prima volta. Nessun ricordo. Nessuna paura. Nessun dolore.
Il vento gli accarezza i capelli. La donna svanisce. Lui riesce a librarsi nell'aria.
Sta volando, al di sopra di tutto. Può vedere alberi, fiori, animali che giocano fra loro. Bambini che sorridono. Lui vola, al di sopra di tutto ciò.
Non si pone domande.

Voce fuoricampo: "SVEGLIATI !"
La telecamera inquadra il volto di Baglu, addormentato sulla panchina.
La pioggia gli sta inumidendo i capelli, gli occhiali.
Si alza dalla panchina, allarga le braccia, palmi verso l'alto e guarda verso il cielo, mentre la pioggia scende incessante.
Ora la telecamera inquadra dall'alto il suo volto, completamente fradicio.



31 ottobre 2012

(Una luce prenderò per te là fuori...) Buon Halloween...in compagnia di "Dellamorte Dellamore"



Ieri sera ho ricevuto gli auguri di Halloween da parte della Loggia Har Tzion Montesion nr. 705 Oriente di Roma all'Obbedienza del Grande Oriente d'Italia.
La cosa mi ha fatto particolarmente piacere in quanto mi sento molto legato a questa ricorrenza che celebra, assieme, la Vita e la Morte. Ovvero l'essenza - per eccellenza - del mistero (l'unico che valga davvero la pena di carpire) che pervade l'Umanità.
Nel "biglietto" di auguri c'era anche una piccola spiegazione del termine Halloween e della fastività stessa, che qui di seguito desidero riportarvi:

Il termine Halloween deriva dal fatto che il 31 di ottobre è la vigilia di Ognissanti, ovvero il giorno in cui la tradizione cristiana celebra tutti i santi, in blocco, nessuno escluso. Questa data, il 1° novembre, è denominata in inglese All Hallows' Day. A questo punto occorre tenere presente che presso i popoli antichi (e pure per gli ebrei di oggi) il giorno non incomincia allo scoccare della mezzanotte, bensì qualche ora prima, al tramonto.
Ecco perché, per esempio, si attribuisce tanta importanza alla vigilia di Natale: il 24 dicembre, infatti, non è solo il giorno prima, ma costituisce senza soluzione di continuità la prima parte del Natale stesso.
Ora, per analogia, la vigilia di Ognissanti è denominata All Hallow' Eve (dove "eve" sta per "vigilia"), ma anche All Hallows' Even (che costituisce il concetto di "vigilia" con quello di "sera"); è facile immaginare come quest'ultima definizione si sia contratta in Hallows' Even, e da lì ad Halloween il passo è stato breve.
Le origini di questa festa risalgono all'epoca in cui le isole britanniche erano dominate dalla cultura celtica, prima che l'Europa cadesse sotto il dominio di Roma. L'anno nuovo, allora, cominciava con il 1° novembre, quando i lavori nei campi erano completamente conclusi, il raccolto era al sicuro, ed i contadini potevano finalmente rilassarsi e godersi i doni che gli dei avevano loro concesso. In tale data, quindi, tutte le divinità pagane venivano ricordate ed evocate a titolo di ringraziamento ed auspicio per l'anno entrante; le porte delle dimensioni ultraterrene erano considerate aperte, per quella notte, e tutti gli spiriti erano liberi di vagare sulla terra e di divertirsi insieme agli uomini.
L'aspetto di festa gioiosa, comunque, non dispiacque alla Chiesa, che in un certo qual modo si impadronì della ricorrenza per celebrare tutti i santi del cristianesimo: ecco allora nascere il nostro giorno di Ognissanti (che non a caso, ricordiamo, precede immediatamente il Giorno dei Morti, tanto per ribadire l'inscindibile legame che collega la dimensione terrena con quella ultraterrena, sia essa la sfera celeste o molto più genericamente l'aldilà).
Da allora, l'antica Halloween è divenuta sinonimo di notte stregata, popolata da tutti gli spiriti maligni che la fantasia potesse immaginare.


Ora, spiegazioni fatte, passiamo al faceto, ovvero a quanto di più serio vi possa essere.
E pertanto mi viene in mente uno zombie amico mio, un certo Baglu.
L'ho incontrato proprio ieri e mi ha raccontato di essere stato lasciato dalla sua fidanzata. Una vita fa.
"Mi ha ferito. Non mi ha ucciso. Infondo io sono già morto".
Un grande freddurista questo Baglu, non c'è che dire !
E "freddurista" deriva da Freddy Krueger, ovviamente.
Un po' come quella sulla possibile caduta del governo Monti. Appena cadrà sarà certamente un bel...colpo di schiena !
Oppure quella dell'insegnante in pensione che non passa giorno che non canti: "Nostalgia nostalgia lavagnaaaaaaa...".
Bah, vabè, lasciamo stare.
Per Halloween, anziché un racconto horrorifico (ne ho scritto uno alcune settimane fa e, per ora, accontentatevi anzichenò) ho pensato di postarvi qui di seguito il bellissimo film di Michele Soavi "Dellamorte Dellamore", del 1994.
Inutile dire che è il mio film preferito in assoluto (anche se preferisco il libro omonimo di Tiziano Sclavi) e nel cui protagonista - Francesco Dellamorte - il mio amico Baglu dice di riconoscersi non poco.
Ovviamente non per quanto riguarda lo charme.
Buona visione. Possibilmente dopo il tramonto.



6 settembre 2012

"Nero" di Giancarlo Soldi e Tiziano Sclavi: noir ad alta qualità



I romanzi della mia formazione adolescenziale sono stati, dopo i "Racconti del Terrore" di Edgar Allan Poe, quelli scritti da Tiziano Sclavi, il "papà" di Dylan Dog.
Eh lo so, letture impegnative quelle che costellarono la mia pre e post adolescenza !
Senza di questi, senza dubbio, non mi sarei mai avvicinato al mondo del mistero, della magia, del giallo e del noir. E soprattutto sono stati, per me, una grande fonte di arricchimento culturale e di spunti creativi ed ironici, i quali mi hanno permesso, tempo dopo, di cimentarmi in racconti, storie e soprattutto articoli a tema.
Poi, dopo "Dellamorte Dellamore" e "Nero", sono arrivati anche i fumetti. Di Sclavi, Pratt, Castelli e persino di Pier Carpi, che scoprii un po' più tardi, ma le cui ricerche attorno all'esoterico ed alla Massoneria, sono per me di profonda ed attuale utilità.
Detto ciò e confermato che, dopo la Beat Generation di Kerouac e Ken Kesey, Sclavi ed Andrea G. Pinketts, sono per me i migliori scrittori viventi mai esistiti, passiamo alle cose più contingenti e, dunque, a ciò che voglio davvero raccontarvi.
"Nero", dicevo, è stato, il secondo romanzo di formazione che ho letto. Ed anche il secondo romanzo di Sclavi che mi capitò fra le mani.
Ricordo che lo lessi appena uscito in libreria, nel 1991. Non me lo ricordo moltissimo, in quanto non lo rilessi mai. Parlava, ad ogni modo, di un cadavere in una valigia.
Non avrei mai creduto ne avessero realizzato un film, l'anno dopo, nel '92.
Da qualche giorno mi è capitato di trovarne il dvd e devo dire che mi ha fatto tornare ragazzo. Mi ha messo addosso la stessa adrenalina, la stessa capacità di stupirmi, la stessa voglia di comprendere che cosa si cela dietro all'orrore, ad un certo tipo di orrore. All'orrore vero, celato, come allegorie macabre, in delitti inspiegabili o, forse, sin troppo evidenti nella loro esplicabilità.
Regia di Giancarlo Soldi, sceneggiatura dello stesso Soldi in collaborazione con Tiziano Sclavi, il "Nero" cinematografico è interpretato da un inedito Sergio Castellitto, da una bravissima ed accattivante Chiara Caselli, da un viscido Luis Molteni e da un inatteso Hugo Pratt, mostro sacro del fumetto e padre del celeberrimo "Corto Maltese".
"Nero" è un noir, è un horror urbano, ma è anche una storia d'amore.
La storia fra Federico Zardo (Castellitto) e Francesca Mai (la Caselli). I due sono amanti, allorquando Francesca decide di lasciare il suo ex compagno, che sarà ritrovato morto dissanguato da Federico.
Chi l'ha ucciso ? Forse una insospettabile Francesca, così priva di ombre, così apparentemente innocente, così svagata pur nel suo corpo ispirante erotismo ?
Federico, ad ogni modo, tenta di coprirne il presunto delitto. Nasconde il corpo dell'uomo in una valigia, ne recide la mano in quanto non entra nel bagaglio, nasconde il tutto nel bagagliaio dell'auto...quando viene scoperto dal detective privato D'Ambrosi (Luis Molteni), il quale è stato ingaggiato dalla madre di Federico, al fine di conoscerne la vita privata.
D'Ambrosi, accusando Federico di avere una doppia vita e di frequentare Francesca, un'ex tossicomane e presunta assassina, inizia a ricattarlo. Non prima di averne violentato ed ucciso la madre, in un incendio.
Federico e Francesca, decidono quindi di uccidere D'Ambrosi e...ci riusciranno, certo ma...il cadavere dell'ex uomo di Francesca scomparirà !
Che fine ha fatto ? Ma, poi, chi l'ha ucciso ?
Francesca ? Federico ? D'Ambrosi ?
L'unico con i piedi per terra, in una Milano degli anni '90, zeppa di teppisti dei quali Federico ha una paura folle, sembra il Commissario della Polizia Straniero (Hugo Pratt), il quale, ad ogni modo, rinuncerà presto ad indagare.
E chi è la voce che, al telefono, preseguiterà Federico invitandolo a commettere gli omicidi che avrebbe dovuto commettere D'Ambrosi ?
In un crescendo di sangue e di delitti, fra le arcane paure di Federico e la surrealtà quasi comica di una scanzonata Francesca, fra un teppista piscione, un becchino vestito da hawaiano, una valigia con all'interno un cadavere che scompare, le belle note della canzone "Acque" di Francesco Guccini, scritta appositamente per "Nero" e quelle dei Mau Mau, in dialetto piemontese, che fanno da colonna sonora, il film si conferma, tanto quanto il romanzo originale di Sclavi, una storia grottesca e noir, cruenta e violenta, ma anche ironica ed introspettiva, come un fumetto di Dylan Dog.
Film non banale ed anticipatore, sia sotto il profilo artistico che cinematografico e che merita assolutamente di essere ricercato e visto.
Inizialmente l'idea del regista e co-sceneggiatore, assieme a Sclavi, era quella di realizzare un film su Dylan Dog, così come l'idea di "Nero" di Sclavi, doveva essere quella di realizzarne un fumetto giallo a puntate. Ne è venuto fuori un ottimo romanzo ed un ottimo film. Più noir che giallo. Ove gli autori e gli attori contribuiscono a tenere lo spettatore sul filo del rasoio ed a fargli assaporare le numerose personalità e caratteri della vasta umanità che lo circonda.
La presenza nel film di Hugo Pratt, poi, come nella volontà del regista, segna il passaggio del testiomone fra l'antico eroe Corto Maltese - il marinaio viaggiatore senza bandiera - ed il nuovo eroe degli anni '90 e 2000 Dylan Dog, l'indagatore dell'incubo pieno di paure e fobie, ma capace di risolvere le angosce delle persone che a lui si rivolgono, in quanto capace di ascoltare il prossimo (e si noti, nel film, come le pareti dell'appartamento di Federico e Francesca sono abbellite da stampe tratte proprio dai fumetti di Pratt e Sclavi).

Luca Bagatin



28 ottobre 2011

"La mia vita è un Caos Calmo: E Dio ? Esiste ?" by Baglu



Sono più triste del solito, anzi no, diciamo piuttosto che sono più incazzato del solito.
Trovo che non sia tollerabile il lavorare, lo scrivere, per anni, per poi non ricevere non dico un semplice cenno di ringraziamento, ma riceverne invece direttamente pesci in faccia.
Sono stanco di molte cose. In primis della politica, che oggi è una cosa buona solo per far carriera e soldi facili.
I politici con le escort o i politici sono delle escort ?
Non lo so, non mi interessa.
Io sono qui, seduto su questa panchina, odorando lavanda, leggendo una rivista, spostandomi, talvolta, e chiacchierando con chi ne ha voglia.
Fumandomi anche qualche sigaretta, sì.
Oggi sono tornato a casa, dopo essere stato seduto sulla panchina ed ho composto il numero telefonico del Commissario.
Il Commissario è morto il 27 maggio scorso. Speravo di sentire la sua voce impressa nella segreteria telefonica che sapevo essere ancora attiva.

TUUT-TUUT-TUUT..."Pronto !"
"P...pronto ?"
"Ehy, Baglu, come stai ?"
"Peter ? Ma tu..."
"Sì, sì, lo so, cazzo, sono morto ! Ahahahahah, Baglu, non ti spaventare, mica ha senso avere paura della morte o dei morti ! Ahahahahah"
"Beh, Peter, veramente non è che io mi spaventi, sono solo un po' stupito...". Ecco che un nodo alla gola mi impedisce di parlare.
"Orcamadosca Baglu, non essere triste, sù, sù, coraggio, sarò anche morto, ma ora sono qui che ti parlo e poi non ho mai smesso di seguirti e di leggerti, cazzo !"
Il linguaggio ironico, sorridente e colorito del Commissario, dalla marcatissima inflessione olandese, mi ha sempre messo molta allegria.
"Peter, senti, sono molto giù..."
"Eh lo so. Pensi ancora a Lei."
"Sì, ma non è solo questo...sai, anche quando scrivo..."
"Eh lo so, cazzo ! Tu scrivi cose che stanno sui coglioni a qualcuno, ma che te ne fotte ? Eheheheheh, noi siamo liberi pensatori, mica servi del padrone ? Mica stiamo col Berlusca o col Vaticano noi, cazzo ! Nemmeno tu che stai contro il Pd e Di Pietro, Baglu, lo so bene !"
"Sì, Peter, ma non è questo, ossia, non è solo questo. Io non faccio più politica..." Non riesco a trattenere una lacrima, sentire la voce del Commissario, dopo tanto tempo, mi commuove.
"Ma và, dai, non piangere ! Io ti leggo e ti ringrazio anche per avermi dedicato il blog. Tu sei l'unico che mi ha sempre pubblicato tutto quello che avevo da scrivere, contro il Vaticano, la pedofilia dei preti, lo IOR, la disabilità...Se oggi sono qui e tu senti la mia voce è perché volevo dirti questo ed anche dirti di non mollare, cazzo ! Lasciali perdere i pretofili, quelli che censurano, i sessuofobi, i servi, gli ignoranti...!"
"G...grazie Peter..."
"Senti Baglu, quassù si sta benone. Il Paradiso non è come lo descrivono i preti o tutte le sctronzate che si sentono da quelle parti ! Quassù è pieno di uomini e donne che si amano in libertà. Scopano liberi anche, cazzo ! Poi ci sono animali che giocano fra loro, felici, fra laghetti azzurri, nuvolette e montagne. Poi ci sono anche cose buone da mangiare per chi vuole e, cosa molto importante, ciascuno può dire quello che pensa e ogni opinione viene rispettata. Qui ci sono bianchi, neri, gialli, rossi, tutti i colori e le razze del mondo. Tutti si rispettano e si vogliono bene. Nessuno odia nessuno. Ah, come vi compatisco a voi da quassù !"
"Ma, Peter e...Dio ? Esiste ?"
"Ahahahah, sì, Dio esiste ma non come se lo immaginano tanti o come lo descrivono le religioni. Dio esiste quando io guardo il mio simile, un animale, una nuvola, un lago...Dio è in ognuna di quelle cose."
"Ma..."
"Eh lo so, tu vorresti chiedermi tante cose, ma le scoprirai, caro Baglu, a tempo debito. Mi ha fatto mooooolto piacere sentirti, ma adesso devo salutarti, mannaggialamadosca !"
"Ci sentiremo ancora, Peter ?". Il mio viso è coperto di lacrime.
"Eh temo di no, Baglu. Tu stai lì, mentre io sto quassù ormai. Sono morto, eh, cosa credi ! Ahahahahahahahahah ! Ma non preoccuparti per nessuna cosa al mondo. Ti ricordi che cosa ti ho detto il giorno prima di morire ? Ti ho scritto, sul tuo blog, esattamente queste parole:  Si, è giusto difendersi, ma.... non per questo bisogna non vivere la vita. Bisogna farsi coraggio e rischiare, d'altronde la vita è tutto un rischio, un rischio continuo. Forse io rischio perché da bambino ho vissuto la guerra, ho visto la morte, c'era una fame nera, i pidocchi, le pulci, il freddo, i bombardamenti. Poi anche facendo il militante gay in Italia non era e non è tuttora una bella cosa con in aggiunta un'invalidità e continui dolori, ma... continuo a rischiare e quando morirò sarò contento d' aver rischiato perché ho vissuto.
Ciao Baglu e continua a scrivere e a rischiare, olééééééé !!!!"

La comunicazione si interrompe.
La telecamera inquadra il mio viso che, fra le lacrime, accenna un sorriso.

Ciao Peter




19 ottobre 2011

"La mia vita è un Caos Calmo: l'amore trasparente" by Baglu



L'altro ieri ci siamo sentiti.
Sì, l'ho chiamata. Ho chiamato Lei.
Erano sei mesi, almeno, che non ci sentivamo. Che non le rispondevo, anche perché non sapevo che dirle e non mi sarebbero uscite le parole.
Lei mi ha lasciato, sei mesi fa. Per un motivo che non so, non lo voglio sapere, non me lo ricordo e/o comunque mi fa stare troppo male al punto che la lettera di "commiato" che mi scrisse non la lessi nemmeno.
E' lì, da qualche parte, ma non la leggerò. E' un capitolo che non voglio riaprire anche perché il mio equilibrio è fragile, molto fragile.
"Ti sento bene", mi ha detto Lei.
"Sono un bravo attore, lo sai", le ho risposto io, sorridendo.
Eravamo entrambi molto emozionati.
E' stato bello. Risentirla.
Non ho mai smesso di volerle bene e penso che anche lei provi la stessa cosa per me.
L'ho chiamata quando ho saputo che ha preso la decisione di chiudere il giornale che lei ha fondato e di cui è direttrice da parecchi anni.
Lei è una direttrice di giornale, sì. E li ci scrive anche.
Io l'ho presa malissimo.
Il suo giornale andava, và bene. Vende un sacco di copie, ma soprattutto è bello graficamente e per contenuti.
Nel settore dell'editoria ci lavoro anch'io, per cui qualche cosa ne capisco e Lei lo sa.
Ha deciso di aprirne un altro, in un'altra città, con un'altra sede, con un'altra grafica, con un altro titolo. E poi è sponsorizzato da un ristorante giapponese o di un Giapponese, non ho ben capito.
Odio i ristoranti giapponesi. Ma non è questo il punto.

Elenco delle cose che odio:

i ristoranti giapponesi
gli aperitivi alla moda
gli abiti alla moda
i violenti, specie quando scendono in piazza (l'altra sera, guardando gli scontri di Roma ho pianto, come mi capitava solo guardando i deportati nei campi di concentramento nazisti)
i blog non del Cannocchiale
facebook
i programmi di Barbara D'Urso, Paola Perego e Maria De Filippi
Gigi D'Alessio
altre cose. Sicuramente.

Dice che è cambiata, che ha bisogno di cose nuove, di riconoscersi in una nuova testata giornalistica.
Quando me l'ha detto mi sono sentito male. Veramente. Lo so, sono fatto male, ma sono fatto così.
Il suo giornale funziona. Il suo giornale mi ricorda tante cose. Mi ricorda lei, ma soprattutto mi piaceva leggerlo quotidianamente.
Ora posso solo rileggerlo, rileggerne le ultime copie o quelle passate, ma non è proprio la stessa cosa.
Con Lei sono stato molto chiaro: non compererò mai nessuna copia del suo "nuovo" giornale a meno che lei non tenga aperto anche il "vecchio".
Anzi, vorrei acquistare ancora e solo copie del "vecchio" giornale. Ma non mi piace chiamarlo "vecchio". Del SUO giornale.
Ora ho preso una decisione: ogni giorno mi siederò davanti alla sede del SUO giornale, visto che quella non verrà chiusa.
Lì davanti c'è una panchina ed io mi siederò lì, ogni giorno. Guarderò quelle finestre, quegli alberi, quel campo di lavanda che orna il suo giardino e che fra l'altro mi fece innamorare di lei, visto che lì ci conoscemmo.
Quello è e sarà il mio posto sin tanto che non riaprirà quella sede, sin tanto che non riaprirà il suo giornale.
Io ci sarò.


15 ottobre 2011

"La mia vita è un Caos Calmo: Il resto del mondo non esiste" by Baglu



Che brutta giornata, ragazzi.
Certo che avere una brutta giornata solo standosene comodamente a scrivere al computer...è forse il colmo.
Vabè, dai, sono cose che capitano.
Si chiudono gli amori, muore un tuo parente prossimo, muore un mondo che ti circonda. Un mondo di affetti, di sicurezze interiori in un mondo che non le offre. Che volete che sia !
Tanto esiste sempre facebook, esistono i blog, esiste la televisione, esistono i giornali, esistono le persone, le chiacchiere al bar o al mercato, il lavoro, gli studi, la vita quoditiana.
Massì, facciamo come se non fosse successo niente !
Massì, dai, giustifichiamo l'esistenza ! Giustifichiamo anche i cretini che ci danno degli ignoranti, giustifichiamo i cretini che parlano e che dicono la loro !
Giustifichiamo chi cerca di consolarci quando questi non ne ha alcun titolo, quando questi non ha mai sofferto in vita sua.
Lo so, dovrei calmarmi.
Lo so.
Dovrei sorridere, ecco, così. Labbro destro in sù, labbro sinistro in sù, apriamo pian piano le labbra, sorriso...et voilà !
Scuotiamo un po' la testa a destra e a sinistra, così, faccina da ebete...ecco fatto. Ora siamo apparentemente felici.
Pronti ad affrontare altri cretini e rompicoglioni.
Pronti ad affrontare le delusioni che la naturalità delle cose, ovvero della vita, ci riservano.
Due settimane fa mia zia è morta.
Non che la frequentassi molto, anzi, diciamo pure che in famiglia nessuno si è mai frequentato molto.
Era riversa a terra, mi hanno raccontato. Si è trattato di infarto.
E' capitato così anche al Commissario, quel maledetto 26 maggio scorso.
La naturalità della vita è fatta anche di Perdita Improvvisa delle Persone Care.
Vabè, ora dovrei parlare di Lei.
Non mi va, sarebbe troppo doloroso e proprio per questo sto parlando di altro.
Vabè e quindi ? Che si dice al paese ?
Niente di particolare.
Ci sono novità ?
No, soliti morti.
Ma non mi dicevi che ti eri innamorato ?
No, non è così, anzi, cambiamo discorso. Mi stai mettendo tristezza.
Ehy, Baglu, a proposito, ti ricordi...?
No, non mi ricordo, ho sempre avuto una pessima memoria e sarà anche dovuto al fatto che non mi voglio ricordare.
Ma...
Vabè, ciao, arrivederci.



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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini