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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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6 maggio 2011

L'Arcigay di Pordenone rilancia le sue iniziative politiche



L'Arcigay di Pordenone rilancia con il bacio gay.
Già l'anno scorso fece "scalpore" nel mondo politico friulano la campagna di manifesti "Civiltà: prodotto tipico friulano" con Giacomo Deperu, Vicepresidente di Arcigay di Pordenone, che si baciava con il suo compagno e, in altro manifesto, due esponenti di Arcilesbica nello stesso atteggiamento affettivo.
Ecco che, a distanza di un anno esatto, il movimento omosessuale friulano rilancia con un confronto pubblico fra i sei candidati a Sindaco di Pordenone, rilanciando anche la campagna dei manifesti a livello nazionale, con il sostegno di sedici associazioni trasversali, fra cui GayLib, il movimento omosessuale che fa riferimento all'area libertaria di centro-destra.
Assente giustificato il candidato Maurizio Salvador dell'Udc che, ad ogni modo, in un comunicato ha fatto sapere che per il suo partito l'unica forma di famiglia possibile è quella eterosessuale.
Esordisce il candidato de Il Ponte, Gianni Zanolin, che plaude all'iniziativa di Arcigay, che, a suo parere, ha rappresentato un forte momento di coesione fra le persone e la comunità, che deve riconoscersi anche in valori come l'affettività. Un'affettività che non ha colore o orientamento sessuale.
Il candidato del centrodestra, Giuseppe Pedicini, non mostra imbarazzi nel sostenere la campagna di Arcigay, nonostante il Presidente della Provincia di Pordenone, il PdL Alessandro Ciriani, abbia con forza negato il patrocinio gratuito all'iniziativa. Pedicini ritiene che un bacio, anche omosessuale, sia oggi accettato dalla nostra società.
Diverso l'atteggiamento del candidato dell'Api e Futuro Pordenone Alberto Rossi, che, da cattolico, ritiene che tale campagna rappresenti un'ostentazione dell'omosessualità e sia, pertanto, inopportuna.
Il candidato di Sinistra e Libertà e Italia dei Valori, Giovanni Del Ben, pensa invece che con iniziative di questo genere siano cadute molte ipocrisie della nostra società e, per finire, il candidato del centrosinistra Claudio Pedrotti chiosa dicendo che è necessario fare molta attenzione alle discriminazioni, anche di tipo sessuale.
Giacomo Deperu di Arcigay, ha poi rilanciato due concrete iniziative, ovvero la necessità di istituire corsi nelle scuole, con personale specializzato, al fine di far conoscere la realtà omosessuale e di combattere il bullismo omofobico e la lodevole iniziativa di istituire una sezione della Biblioteca civica di Pordenone alla letteratura omosessuale, intitolandola al militante dei diritti civili dei gay, recentemente scomparso, Italo Corai.
Le iniziative sono state accolte con entusiasmo da tutti i candidati a Sindaco che, stranamente, si sono anche detti tutti a favore dell'istituzione del registro comunale delle unioni civili.
La cosa mi ha parecchio stupito, considerando che il sottoscritto, che da anni è andato proponendolo anche al centodestra ed al cosiddetto Terzo Polo, ha sempre ricevuto sonori rifiuti e perplessità. Senza poi contare che, tale argomento, nel centrosinistra è stato sempre considerato un tabù (l'unico candidato da sempre a favore è il candidato indipendente e civico Gianni Zanolin e, non a caso, mi sono candidato nella sua lista).
Bravo dunque a Giacomo Deperu, che ha saputo prendere per le corna i politicanti locali, i quali dimostrano spesso di essere lontani anni luce dalla società - cosiddetta - civile, ma, se messi alle strette, finiscono per far decadere le loro ipocrisie e tabù.

Luca Bagatin



10 febbraio 2011

Costruire un nuovo Polo: per l'alternativa



Questa cosa, vorrei chiamarla per ora così, del "Terzo Polo", ovvero dell'unione fra finiani, centristi e laici, mi ha convinto da subito.
Anzi, dirò di più: l'ho auspicata e ne scrivevo diffusamente da diversi anni.
Da diversi anni, infatti, sostenevo e sostengo la necessità di costruire una forza di alternativa. Alternativa a che cosa ? Alla conservazione: di destra e sinistra.
Una forza che potrebbe anche essere il Polo della Nazione di cui ha parlato per primo l'ottimo editorialista Enrico Cisnetto e che Casini ha fatto sua: ovvero la necessità di un ritorno ai fasti dei governi sostenuti da De Gasperi, La Malfa, Sforza, Einaudi, Pacciardi e Saragat. Ovvero quei governi di centro laico e cattolico, che hanno saputo ricostruire l'Italia dalle macerie del fascismo e della Seconda Guerra Mondiale.
Un'alternativa capace, finalmente, di contrastare il compromesso storico fondato da socialcomunisti e clerico-marxisti alla metà degli anni '70 e che ha portato alla falsa rivoluzione giustizialista di Tangentopoli. Un'alternativa capace di contrastare il berlusconismo, ormai sempre più paludoso ed attaccato alle istanze conservatrici e stataliste di Tremonti e della Lega Nord.
Un'alternativa che ricostruisca l'Italia e riscriva la Costituzione fin nei suoi fondamenti: che la renda finalmente liberaldemocratica, abolendo e modificando in senso liberale gli articoli statalisti ed anti-concorrenziali attualmente presenti nella carta costituzionale (a partire dagli articoli 41 e 42).
Un'alternativa che riscriva una legge elettorale che sia coerente: o con il ritorno al proporzionale puro o, ancor meglio, con l'introduzione dei collegi uninominali all'anglosassone e con l'elezione diretta del Presidente della Repubblica con funzioni di governo.
Ecco, quest'alternativa poteva o potrebbe essere questa cosa qui che chiamano impropriamente "Terzo Polo". Che impropriamente si lascia chiamare così, quando in realtà dovrebbe semplicemente rappresentare il primo o il secondo schieramento politico italiano.
Uno schieramento politico oltre gli attuali poli, o, quantomeno, un nuovo Centro-Destra: di ispirazione gollista, ovvero di destra laica, liberale, libertaria.
Ecco, ciò che manca ai Fini, ai Casini e - peggio mi sento - ai Rutelli (ma perché qualcuno non propone il pre-pensionamento per questo eterno giovane che cambia casacca ad ogni tornata elettorale ?), oggi è proprio una prospettiva. Dei contenuti che li rendano diversi dagli altri.
Però è necessario, intendiamoci, costruire questo Polo della Nazione capace di contrastare berluscones e cattocomunistes.
Ed è necessario che stabilisca le sue linee guida a partire da pochi punti di riforma, ma che siano di riforma radicale: abolizione degli enti inutili come le Province, i consorzi e le comunità montane; privatizzazione della Rai; riforma della Costituzione in senso liberaldemocratico, abolendo ogni influenza clerico-marxista; riforma della legge elettorale, da inserire in Costituzione, che preveda l'elezione diretta del Presidente della Repubblica con funzioni di governo; riforma della magistratura che preveda la separazione delle cerriere e la non eleggibilità dei magistrati a cariche politiche.
Ecco, in questo senso, noi laici e liberaldemocratici possiamo avere un ruolo cardine. Se solo sapremo incanalare ed unire le forze.
Diversamente, l'ho detto più e più volte, lasciamo il campo ai conservatori, antilaici ed antiliberali e dissolviamoci del tutto.

Luca Bagatin



20 marzo 2010

Le mie indicazioni di voto per le amministrative del 28 e 29 marzo



Beh, se proprio vi venisse la voglia di disertare vi capirei. Anzi, forse un po' vi incoraggerei pure. Per quel che mi riguarda, lo faccio già da tempo.
Come ha scritto nell'editoriale del 13 marzo scorso sul "Corriere della Sera" Sergio Romano, a proposito delle amministrative del 28 e 29 marzo, di fronte a partiti che si occupano di tutto fuorché di programmi e di questioni amministrative, "anche le astensioni, in questo caso, avranno un significato".
Ad ogni modo e comunque, penso che in Lazio un voto alla radicale Emma Bonino si possa anche dare. Come anche un voto alla sua lista Bonino-Pannella che trovo andrebbe sostenuta anche e soprattutto laddove si presenta quel geniaccio goliardico di Tinto Brass (Lombardia e Veneto, se non vado errando) che è forse l'unico che - di fronte alla bramosia di potere dei "comitati d'affari Pd-PdL" - li irride con un bel sederone sui manifesti e con una politica - come recita il manifesto del suo blog tintobrassblog.blogspot.com - contro la partitocrazia, le ingerenze del Vaticano, lo scippo di legalità e laicità, il politically correct ed il bigottismo di chi lancia il sasso - o il sesso - e poi nasconde la mano.



Altra regione interessante sotto il profilo elettorale è la Campania, ove l'unico candidato progressista e liberale è il socialista Stefano Caldoro, sostenuto dal centro-destra. Per battere i "furbetti del quartierino" Bassolino e Jervolino.
E nello specifico voglio seguire l'indicazione dell'amico repubblicano Carmine Pezzullo (candidato peraltro alla carica di Consigliere comunale di Frattamaggiore), invitando a votare per la lista Nuovo Psi-MpA-Partito Repubblicano con preferenza per il repubblicano Geppino Capasso, che sostiene - appunto - Stefano Caldoro Presidente.



Nei Comuni e nelle Regioni ove è presente l'Edera del PRI, ovviamente, il consiglio che vi do è di votarlo e sostenere questa isola felice di Storia, libertà e laicità.
Altrove astenetevi pure o, quantomeno, al nord, votate ovunque contro i candidati  della Lega Nord, che è la principale responsabile dell'aumento della burocrazia, dei costi e delle baronie a livello locale.
Dite dunque NO alla PADANIA LADRONA.



14 marzo 2010

La Provincia di Pordenone anziché essere abolita si affida ai sondaggi


I sondaggi e l'Assessore al Bilancio della Provincia di Pordenone Giuseppe Pedicini


Come se l'ente Provincia non fosse inutile già di per sé, la Provincia di Pordenone per mezzo dell'Assessore al Bilancio Giuseppe Pedicini, farà spendere ai suoi contribuenti oltre 11.000 euro in sondaggi per "conoscere" il grado di soddisfazione dei cittadini relativamente ai servizi erogati.
Ora: la Provincia è un ente tecnico-amministrativo dalle pochissime competenze reali in termini politici. Sarebbero dunque sufficienti dei moduli posti presso i suoi uffici per "sondare" il gradimento dei cittadini relativamente alla qualità dei trasporti, delle strede e simili, erogate dall'Ente provinciale.
In questo modo si eviterebbero inutili telefonate - talvolta viste persino come un disturbo - dei sondaggisti dell'SWG ed in questo modo si risparmierebbero i danari di cui sopra.
Altro modo per risparmiare drasticamente i danari dei contribuenti sarebbe quello di abolire definitivamente la Provincia come ente politico: eliminando le inutili cariche politiche ad essa collegate: Presidente, Giunta e Consiglieri.
Era una proposta dei Repubblicani di Ugo La Malfa già negli anni '70 ed oggi gradita da oltre il 70 % degli elettori-cittadini.
Dubitiamo, purtuttavia che, con questi poco lungimiranti amministratori - locali e nazionali-  sarà il buonsenso a prevalere.

Luca Bagatin



26 febbraio 2010

COSTITUITA A PORDENONE L'ASSOCIAZIONE LAICA "GIUSEPPE GARIBALDI"

Dopo mesi di discussioni, strappi, ricuciture, rimpasti, contropasti, dopoipasti, il Partito Repubblicano Italiano della provincia di Pordenone ha costituito l'ASSOCIAZIONE LAICA "GIUSEPPE GARIBALDI".
E' stato nominato referente il sottoscritto e per eventuali contatti inviate pure comunicazione all'indirizzo mail  pripordenone@yahoo.it
Quello che segue è il manifesto costitutivo.

L.B.




MANIFESTO DELL'ASSOCIAZIONE LAICA “GIUSEPPE GARIBALDI”



Mai come negli ultimi anni, in questo nostro Paese, viene messo in discussione il ruolo dello Stato laico e repubblicano quale garante delle libertà civili ed individuali.
Mai come in questi anni sono posti sotto attacco i fondamenti della cultura della tolleranza, della razionalità, della distinzione fra pubblico e privato e del rispetto dell’autonomia, della libertà e della responsabilità individuali.
Mai come in questi anni, nel nome di una malintesa - e spesso in cattiva fede - interpretazione del rapporto fra istituzioni laiche e religiose, è stato vilipeso il senso del sempre valido motto liberale “Libera Chiesa in libero Stato”.
La netta separazione fra religione e morale, fra religione e politica, fra reato e peccato, fra potere temporale e potete statuale, o - meglio ancora – civico, rappresenta l’essenza dello Stato laico che affonda le sue radici nell’Umanesimo, nel Rinascimento, nella Riforma Protestante, nell'Illuminismo e che, nella sua declinazione italiana, è stato affermato e difeso dal Risorgimento e dalla Resistenza, che sono alla base della nostra Repubblica democratica, i cui valori fondanti rappresentano conquiste irrinunciabili.
Ecco dunque, per noi cittadini italiani e nella fattispecie del Partito Repubblicano della provincia di Pordenone, l'esigenza di uscire allo scoperto e costituire un’associazione di Libero Pensiero che faccia propri i valori di laicità e di libertà, ovvero di indipendenza delle Istituzioni da qualsiasi influenza di tipo confessionale, dogmatico o clericale sull'esempio dell'Associazione Nazionale di Libero Pensiero “Giordano Bruno” attiva dal 1906 e delle Consulte per la Laicità delle Istituzioni presenti in ben tre capoluoghi cittadini: Roma, Torino e Trieste.
La laicità ed il libero pensiero non sono un sistema di valori rigido o ideologico. Si fondano invece sul confronto franco e diretto fra idee e valori. Ciò implica che le organizzazioni di ogni tipo rinuncino ad imporre alla sfera collettiva, pubblica e politica, i propri principi religiosi ed i propri valori etici assoluti in quanto limitanti l’autonoma espressione delle individualità.
Lo Stato laico, dunque, è l'esatto opposto dello Stato confessionale o etico. Il laico o liberopensatore che dir si voglia, lungi dall'essere necessariamente un ateo o un agnostico, è un credente in primis nella responsabilità e nella libertà di coscienza del singolo individuo.
Il recente, aspro, confronto sulle terapie di fine vita ed il dibattito parlamentare sul testamento biologico - che vede ancora una volta prevalere assurde ed opportunistiche logiche di parte contro la volontà del singolo individuo-cittadino (il quale dovrebbe invece essere l'unico e solo detentore delle proprie scelte di coscienza) -  è un esempio di come sia sempre più necessario intervenire, anche in forma organizzata, per affermare e difendere i principi di autonomia ed autodeterminazione insiti nel nostro ordinamento. Ecco l’utilità, ovvero la necessità, della costituzione di un’associazione laica, trasversale e che sia punto di riferimento nella nostra provincia per tutti coloro i quali ritengono imprescindibile fra l’altro:

- la libertà di ricerca scientifica;
- l’autodeterminazione dell’individuo nelle scelte di cura e di fine vita;
la tutela delle nuove forme di famiglia indipendentemente dal sesso e dall'orientamento sessuale dei componenti;
- la libertà di procreazione consapevole;
- la garanzia che lo Stato non finanzi né direttamente né indirettamente istituti e scuole confessionali, in un’ottica di rilancio della cultura laica e della scuola pubblica;
- l’affermazione e la difesa del principio liberale della tutela delle minoranze e della libertà di culto;
- il superamento del Concordato e dei vincoli che esso pone alla Chiesa Cattolica ed allo Stato italiano.



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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini