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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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10 agosto 2014

Debdeashakti intervista Luca Bagatin a proposito di "Ritratti di Donna" (Ipertesto Edizioni) - Prima parte




Il video è stato filmato dal giornalista Gabriele Maestri e realizzato da Debdeashakti.
La seconda parte sarà online nei prossimi giorni

Per acquistare "Ritratti di Donna" clikka qui:
http://www.iperedizioni.it/dettaglio.aspx?l=253&h=1



30 aprile 2013

Ilona Staller in Campidoglio ? (tratto da www.prismag.eu)

ilona stallerDopo l’elezione del papa e del Presidente della Repubblica, nella città eterna è ora di eleggere anche il primo cittadino (ed annesso consiglio comunale). E, se è stato eletto un papa di un altro continente, dovremmo essere anche pronti per una consigliera comunale trasgressiva.

Parliamo di Ilona Staller – Cicciolina, candidata alle amministrative insieme a Luca Bagatin e Soraya Roselli nelle liste del Partito Liberale Italiano (ovvero fuori dalla destra e dalla sinistra, come dichiarano in un comunicato stampa). Qualche mese fa l’avevano data per morta (leggi QUI). Lei, invece, torna alla carica.

Una Roma senza ruberie e senza politica corrotta, è cio che si prefigge il Partito Liberale Italiano. Una città in cui nessuno debba compiere gesti estremi, come quello avvenuto qualche giorno fa di fronte a Palazzo Chigi. Una città senza burocrazia, senza clientelismo, ed alternativa rispetto a tutti quelli che l’hanno governata negli anni precedenti.

Destra e sinistra in Italia, e a Roma, si assomigliano. Fingono di litigare tra loro ma, alla fine, si spartiscono il potere” dice Cicciolina, aggiungendo che “Roma è una metropoli, ma non ha raggiunto ancora livelli europei di vivibilità. Per esempio, i trasporti pubblici: dopo le 22 la metropolitana non funziona e la domenica quasi non ci sono mezzi. Come fa un povero cittadino o un turista a spostarsi da una parte dall’altra della città?”

Cicciolina (con Bagatin e Roselli) promette anche di lottare contro la cementificazione del territorio e salvaguardare l’ambiente, in una città in cui si continua a costruire da decenni, senza alcun criterio e dove gli unici a guadagnare (e molto) sono i grandi costruttori, e non i cittadini normali, che cercano casa ma non la trovano, se non a prezzi gonfiatissimi.

Terzo punto del programma è l’eliminazione degli sprechi pubblici dell’amministrazione Capitolina, facendo una ridistribuzione più equa, destinando risorse a chi

Luca Bagatin

Luca Bagatin

più ha bisogno (ed ai più meritevoli), magari accorpando anche le varie circoscrizioni.

Come consuetudine per Cicciolina, particolare attenzione è rivolta ai disabili e all’adeguamento della città alle loro necessità, in modo tale da rendere loro la vita meno complicata.

Vale la pena soffermarsi un attimo sulla personalità di Ilona Staller. Nella sua carriera política è sempre stata coerente (dote, ormai, più unica che rara) e si è sempre occupata della povera gente. Impegnata da sempre nel sociale, è stata la precursora del Movimento di Beppe Grillo, perchè si è occupata di molto di ciò di cui oggi si occupa Grillo, ma decenni prima di lui.

Nonostante ciò, non prevedo un risultato eccellente alle elezioni. Perchè la gente italiana (e così anche i cittadini di Roma, ma spero di sbagliarmi) non riesce a scindere la carriera artística di Ilona Staller dalla sua attività política, e giudica spesso a prescindere dal programma che Ilona possa presentare.

Cicciolina è sempre stata una donna davanti al suo tempo. Coraggiosa, provocatrice ma anche rivoluzionaria e controcorrente. Trasparente, come i suoi vestiti, non ha mai nascosto nulla (anche questa, una rarità per chi si occupa di política), ma apprezzabile perchè non si è mai venduta al trash televisivo, come avrebbe potuto. Una donna che ha cercato di dare il suo apporto al cambiamento. Una persona che, anche attraverso la sua attività di spettacolo, ha sempre cercato di lottare contro quella malattia così diffusa in tutta Italia, che è il moralismo.



24 giugno 2012

Perché, alle prossime elezioni, è importante sostenere le liste "Radicali Bonino-Pannella" e "Democrazia Natura Amore" di Ilona Staller (dialogando con il Movimento Cinque Stelle)



Siamo giunti ad una fase di stallo.
O la politica muore, oppure si rinnova: dalle ceneri dell'attuale sfacelo.
Uno sfacelo durato troppo tempo, almeno dal 1993, quando la democrazia subì un duro colpo e - caso unico nell'Occidente democratico - i partiti di governo furono falciati via.
Quelli erano partiti di governo, però.
Questi di oggi, invece ? Lasciamo stare.
Macchine mangiavoti e mangiadanari, autoreferenziali, prive di qualsiasi cultura e prospettiva. Prive di qualsiasi remora morale ed amore per il cittadino.
Fra queste macerie, purtuttavia, assistiamo alla nascita di un movimento organizzato della società civile, il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. Un movimento di cui non condividiamo magari molto, ma, ad ogni modo, rappresenta un segnale di contrapposizione all'antipolitica eversiva dei Bersani, degli Alfano, dei Di Pietro, dei Vendola, dei Maroni e dei Casini.
Ma noi crediamo in altro. Da liberali, laici e libertari. Crediamo in un ampio movimento di onestà morale ed intellettuale dalle solide radici che, ancora una volta, sembra sostanziarsi nell'esistenza dei Radicali di Marco Pannella ed Emma Bonino.
Un partito-movimento, quello Radicale, che viene da lontano, a rappresentare sia la Destra Storica liberale che la Sinistra più pura, tanto da collocarsi alla "sinistra" dello stesso Partito Comunista Italiano, in un dialogo continuo con le forze dell'alternativa extraparlamentare trotzkista, nonviolenta, liberalsocialista e libertaria.
E come non pensare che, oggi, sono proprio i Radicali a meritare questa nostra fiducia. La fiducia che abbiamo riposto in loro, negli anni del divorzio, dell'aborto, dell'obiezione di coscienza. Quando i Radicali si facevano arrestare, per garantire i nostri diritti. I Radicali, amici di Pasolini, Sciascia, Vittorini, Tortora. Intellettuali e giornalisti onesti e non magnaccioni, come ce ne sono e ce ne erano troppi, allora ed oggi.
I Radicali che cambiarono il costume italiano e lo resero civile, europeo, occidentale. I Radicali che, per primi, candidarono nelle loro liste omosessuali e transgender, quando a "sinistra", i comunisti, li chiamavano "froci" (questo, Nichi Vendola, non lo ricorda. O finge di non ricordarselo).
I Radicali che, per primi, parlarono di libertà di lavoro e di impresa, di Europa unita, ma prima sotto il profilo politico. Che per primi parlarono di ambiente e diritti degli animali, fondando le primissime liste verdi.
Che parlarono e parlano di diritti dei disabili e di ricerca scientifica per i malati.
Che parlarono e parlano di diritto all'eutanasia ed al suicidio assistito, in un Paese, il nostro, ove i corpi sembrano essere di proprietà dello Stato e del Vaticano (oppure le due cose coincidono !?!).
I Radicali. ancora oggi, ci sono e, negli ultimi sondaggi, raccolgono oltre il 3,5%.
E, poi, lasciatemi spezzare una lancia in favore di Ilona Staller, ex pornostar, ex radicale, da sempre vicina alle battaglie per i diritti civili ed umani e per le libertà sessuali.
Se oggi scendesse in campo, con il suo movimento Democrazia Natura Amore (DNA), come non sostenerla ? Personalmente, dopo quindici anni di politica attiva e tante delusioni, sono anche disposto a candidarmi nelle sue liste e le ho già personalmente assicurato il mio appoggio.
L'alternativa all'arroganza di Potere Pd-PdL-Sel-IdV-Udc-Lega Nord è, oggi, sostenere Emma Bonino alla Presidenza della Repubblica, contro nuovi candidati cartapecoriti ed autoreferenziali.
L'alternativa all'arroganza di Potere Pd-PdL-Sel-IdV-Udc-Lega Nord è, oggi, votare e sostenere le liste Radicali e di Democrazia Natura Amore. Auspicando un dialogo anche con il Movimento Cinque Stelle, all'insegna dell'onestà e della trasparenza civica.
L'alternativa all'arroganza di Potere Pd-PdL-Sel-IdV-Udc-Lega Nord è, oggi, invitare i nostri cari partiti e partitini laici e liberali (il mio PRI, oggi purtroppo autoreferenzialissimo, ma anche il PLI, i socialisti sparsi, i socialdemocratici ed i finiani), ad intraprendere un dialogo con i Radicali e con il movimento di Ilona Staller, invitando Repubblicani, Liberali, Socialisti e Futuristi a candidare loro rappresentanti nelle liste Radicali e del DNA.
Non è il momento di Edere, Garofani o foglie di fico, bensì di unità laica delle forze contro l'arroganza di Potere Pd-PdL-Sel-IdV-Udc-Lega Nord.
La vera Costituente Liberaldemocratica, peraltro, oggi, è rappresentata dai soli Radicali che sono gli unici a raccogliere oltre il 3% dei consensi. E sono sempre più in crescita nei sondaggi.
Occorre un nuovo Parlamento pulito, con una compagine governativa che comprenda menti libere quali Oscar Giannino, Antonio Martino, Enrico Cisnetto, Lanfranco Palazzolo, Ilona Staller, Paolo Montesi, Luigi Di Placido, Matteo Renzi (ma che cavolo ci fa ancora nel Pd ???), Roberta Culiersi e molti, moltissimi giovani della rete, del Movimento Cinque Stelle.
Utopia ? Forse.
Ma un'utopia concretamente alternativa alla nuova dittatura partitocratica. Che dura da troppo tempo e che dobbiamo, finalmente, abbattere.

Luca Bagatin



26 maggio 2012

"Una battaglia contro l'handicap e la pietà assistenzialistica" di Rita Bernardini

Sono articoli come questo che riescono ancora a commuovermi ed a smuovermi. Politicamente e umanamente (L. B.)


Una battaglia contro l'handicap e la pietà assistenzialistica

di Rita Bernardini

Lo rivedo come se fosse oggi: Bruno che entra per la prima volta nella mia classe. E’ il nuovo professore di tecnica bancaria. Il chiasso diviene improvvisamente silenzio. Bruno guadagna a fatica la cattedra aiutato dal suo bastone, su di essa quasi si piega e con non poco sforzo sale sulla pedana e inizia a parlare. Ci sa fare con ragazzi e ragazze poco più che adolescenti. Identifica subito il più esuberante, quello che gli piace fare casino portandosi dietro tutti gli altri… a suo modo un leader. Lo chiama presso di sé e gli chiede di copiare alla lavagna un grafico con tanto di spiegazioni e didascalie. Stefano ricopia diligentemente, anche se ogni tanto si gira verso di noi facendo risatine a presa in giro. Nel frattempo Bruno spiega alla classe come intende impostare il suo corso di insegnamento. Ci dice che vuole improntarlo sull’attualità, propone che in classe circolino i quotidiani, ci vuole critici, curiosi, contestatori. Alla fine, chiede a Stefano di spiegare alla classe il grafico che aveva riprodotto sulla lavagna. “Boh, non c’ho capito niente…”, risponde. “Ecco, caro Stefano, non devi mai accettare di fare cose che non comprendi solo perché te le chiede un adulto, un professore”.
Un capolavoro: in un quarto d’ora aveva conquistato la classe, messo in riga ma senza umiliarlo il più scalmanato e fatto quello che nessun professore aveva mai provato a fare prima: spiegare la prestazione che era chiamato ad offrire a noi studenti rendendoci partecipi di quel lavoro che necessariamente doveva essere fatto assieme per essere utile, fruttuoso, costruttivo.
Mi ricordo che dissi alla mia compagna di banco, Alessandra, “ecco, io uno così me lo sposerei subito”. Non potevo immaginare neppure lontanamente che, qualche tempo dopo il conseguimento della maturità, io e Bruno ci saremmo messi assieme condividendo per ben undici anni il percorso delle nostre vite. Undici anni che rivendico tutti come bellissimi persino negli ultimi giorni quando abbiamo compreso, tra le lacrime, che la nostra storia insieme era finita – direi “compiuta” - e che sarebbe stato un delitto trascinarla seppure ancora per poco tempo.
Ci ha unito il Partito Radicale. Le lotte per i diritti civili dalla metà degli anni ‘70, divorzio, aborto, obiezione di coscienza sono state il nostro pane quotidiano per anni. Insieme abbiamo fatto centinaia di tavoli referendari; nel 1977 a Piazza Venezia per 90 giorni consecutivi con il nostro tavolo del Fronte Radicale Invalidi (F.R.I.) abbiamo raccolto oltre diecimila firme per gli “8 referendum contro il regime”. Costituimmo il F.R.I. dopo aver frequentato un’associazione che si occupava di invalidi civili. Fondamentalmente non ci piaceva né l’assistenzialismo né il piangersi addosso dei suoi aderenti. Dai radicali avevamo subito imparato che i problemi dovevamo affrontarli dal punto di vista della legalità. Legalità da affermare, nel caso di leggi vigenti ma disattese; legalità da conquistare, nel caso di leggi ingiuste che non corrispondano ai principi costituzionali e alla Dichiarazione Universale dei diritti umani. Altre cose avevamo appreso frequentando Marco Pannella e i radicali, scoprendo che corrispondevano al nostro sentire profondo: la prima “il personale è politico”, la seconda “la politica è cultura o non è politica, e la cultura è politica o non è nemmeno cultura”. I corpi, i sentimenti, le vite, le contraddizioni, i problemi fino ad allora tenuti a debita distanza dalla politica, vi entravano a piè pari coinvolgendola e facendosi coinvolgere nell’unico luogo in cui ciò fosse possibile: il Partito Radicale.
La nonviolenza nella sua espressione della disobbedienza civile ci apparve immediatamente il metodo adeguato, per esempio, per rendere vigente l’ottima ma inapplicata legge (L. 118/71) nella parte in cui prevedeva il superamento delle barriere architettoniche. Le incriminazioni che ci arrivano per aver realizzato uno scivolo davanti ad un ufficio pubblico come l’Anagrafe di Roma erano le stesse che sarebbero dovute arrivare (ma arrivavano di rado) ai palazzinari romani: “costruzione abusiva su suolo pubblico”. Certo, i processi non venivano celebrati a nostro dispetto: sarebbe stato bellissimo per uno come Bruno Tescari poter dimostrare in un’aula di Tribunale che a fare carta straccia della legge era lo Stato stesso che avrebbe dovuto farla rispettare e non i militanti radicali che, invece, rendevano viva la parola in essa contenuta.
Se questa lezione di vita è arrivata fino ai nostri giorni – e penso all’Associazione Luca Coscioni e alla testardaggine e bravura del suo attuale co-presidente Gustavo Fraticelli - sono convinta che lo si debba anche alla straordinarietà umana, civile e politica di Bruno Tescari. Non si può ricordare Bruno senza immaginarselo assieme a qualcuno, sia che questo qualcuno ne condividesse le idee o le contrastasse. Tutto nella sua vita Bruno lo ha fatto “con” e “per”.



5 dicembre 2011

Intervista di Luca Bagatin a Marta Pellizzi: ideatrice di ALLforFASHION


Marta Pellizzi è una ragazza di 22 anni come molte altre.
Nata al sud, vive attualmente ad Imola ed è diplomata all'Istituto tecnico per geometri della sua città. Ama essere creativa, realizzare rose di carta crespa, la moda e fare volontariato.
Marta ha però un problema da quattro anni: è ipovedente.
Ciò, purtuttavia, l'ha spronata a darsi da fare proprio nei settori che ama di più: la moda ed il volontariato. E li ha voluti fondere nel progetto ALLforFASHION, ovvero un'iniziativa con lo specifico scopo di integrare al mondo della moda chi è disabile.
Ma cerchiamo di capire, proprio da lei, gli scopi del progetto e qualche cosa di più della sua vita e delle sue ambizioni.

Luca Bagatin: Dunque, Marta, raccontaci qualche cosa in più di te. Ad esempio: come è nata la tua passione per la moda ?

Marta Pellizzi: Fino a qualche anno fa non immaginavo nemmeno lontanamente di avere a che fare con questo mondo, lo sentivo distante da me e non lo percepivo come mio. Poi un giorno, dopo parecchi mesi che entrai nel mondo della disabilità, incominciai ad informarmi su come la moda si interessasse alle persone con un handicap e feci molte ricerche sul tema. Scoprii come il mondo delle passerelle non citava nemmeno chi ha un problema, venni a conoscenza solo di rari casi come concorsi aperti a chi è in sedia a rotelle o casi di sfilate che hanno visto modelle con disabilità come protagoniste. Mi resi conto che c'era bisogno di uno scossone, di qualcosa che potesse attirare l'attenzione. Decisi di seguire un corso di portamento e di informarmi leggendo articoli di moda. Creai quindi questo innovativo progetto che unisce la disabilità al mondo che la esclude. La mia, più che passione, è voglia di rivincita in un ambiente che tende ad escludere le persone apparentemente imperfette. Trovo che non sia giusto escludere una bellezza “diversa”, in fondo la bellezza è un qualcosa di soggettivo, che può avere varie forme ed è per questo che seppur diversa rimane tale.


Luca Bagatin: Non pensi che la moda tenda a massificare gli individui ? A condizionarne troppo le scelte individuali, a partire proprio dal personalissimo gusto nel vestire ?

Marta Pellizzi: La moda tende ad uniformare gli individui, ma non per questo non deve essere seguita. A mio avviso la moda, intesa come sfilate e grandi stilisti, dovrebbe mandare messaggi più vasti che parlano anche di disabilità e cioè dovrebbe avere nuovi orizzonti da varcare ed obiettivi da raggiungere. Se la moda introducesse più modelle e modelli con disabilità, la società verrebbe in qualche modo sensibilizzata e si vedrebbe con meno pena chi ha un handicap. In realtà ciò non viene fatto.


Luca Bagatin: Ad ogni modo, oltre alla moda, hai la passione per la scrittura, per il giornalismo. Puoi parlarcene ?

Marta Pellizzi: Scrivere è una passione a cui non rinuncerei per nulla al mondo. Ho incominciato a scrivere i primi articoli a marzo di quest'anno e poi, vedendo che i pezzi venivano apprezzati, ho continuato. Principalmente mi interesso di argomenti che coinvolgono il tema della disabilità, iniziative socio-culturali e di organizzazioni. Scrivo molto per i quotidiani online, anche se ho ottenuto numerose pubblicazioni su giornali cartacei. Nonostante io non abbia una preparazione specifica ho studiato da autodidatta l'argomento e mi esercito molto con la scrittura e la lettura. Di certo non voglio limitarmi a questo, ma aspiro a diventare una giornalista professionista. Mi iscriverò presto all'Università e intraprenderò la facoltà di lettere e filosofia a Bologna.

Luca Bagatin: Che cosa significa essere ipovedenti ? Quando ti sei resa conto di esserlo diventata ?

Marta Pellizzi: L'ipovedenza non è una malattia, ma è una condizione per cui si ha una ridotta capacità visiva. Io vedo molto poco, inoltre il mio campo visivo è molto, ma molto ridotto. Questa mia condizione è una conseguenza ad un grave problema di salute che mi ha portata a perdere la vista. Mi sono accorta di avere questo grave problema proprio perché avevo perso quasi totalmente la vista. Se non fosse per la perdita della vista non mi sarei mai accorta di quello che avevo e forse non sarei nemmeno qui a parlarne.

Luca Bagatin: Il progetto ALLforFASHION intende dunque includere qualsiasi tipo di disabilità ? Al momento vi sono molte modelle e modelli che ne fanno parte ?

Marta Pellizzi: Il progetto, vorrei specificare, in concreto vuole realizzare una sfilata di alta moda preceduta da sessioni formative di portamento e dalla realizzazione di un book fotografico per i partecipanti. La sfilata è fissata per settembre 2012 e sarà realizzata a Bologna, ci saranno sette modelle e sette modelli, ognuno con diversa disabilità. Per partecipare alla sfilata ed essere quindi scelti per partecipare al corso gratuito di portamento, posare per il book anch'esso gratuito e sfilare, bisogna superare una selezione. Questa selezione, chiamata anche casting, avverrà a gennaio-febbraio ad Imola. Le iscrizioni al casting sono aperte e si chiuderanno a fine dicembre, per cui sono bene accette le candidature di chi fosse interessato. Si possono trovare informazioni sul casting visitando il sito www.allforfahion.it. Le iscrizioni e le richieste di iscrizioni fino ad pervenute sono numerose, anche se noto che le richieste da parte dei maschietti sono in numero minore rispetto a quelle delle ragazze.

Luca Bagatin: Il tuo è sicuramente un progetto ambizioso e che sicuramente necessita di ingenti risorte umane ed economiche. Come intendi farvi fronte ? Sei supportata anche da qualche associazione di volontariato ?

Marta Pellizzi: A questo progetto lavoro da mesi ormai e sono ben consapevole delle risorse che sono necessarie per la realizzazione. Per le risorse umane mi appoggerò alle associazioni che frequento e ciò per avere un supporto nella sfilata e nelle attività che la precedono. Per il resto si, ho sino ad ora raccolto l'appoggio dell'associazione di promozione sociale MapAbility che ha sede a Pavia e che con entusiasmo ha condiviso gli ideali e lo spirito dell'iniziativa. Ho anche dei partner e l'appoggio della nota Accademia di Moda di Napoli che si è resa disponibile per la realizzazione degli abiti da sera da far indossare alla sfilata. Insieme a me c'è anche il direttore artistico Pasquale Esposito che si occuperà della direzione artistica di tutto ciò che riguarda la sfilata. Per le risorse economiche non ho ancora raccolto i fondi necessari, sono infatti da poco alla ricerca di sponsor che possano supportare il progetto e el spese necessarie. Colgo infatti l'occasione per comunicare che si accettano proposte da parte di aziende che vogliano aiutare la realizzazione dell'evento ed invito tutti a visitare il sito dedicato al progetto: www.allforfashion.it. Mi preme ricordare che il progetto non ha finalità lucrative ma ha scopi di sensibilizzazione ed integrazione.


Luca Bagatin



21 aprile 2009

MIRACOLO ! by Peter Boom

MIRACOLO !
di Peter Boom

Quando a Bagnaia ci sono le feste (quelle sante e no) gli handicappati sono miracolati, di punto in bianco vengono considerati guariti da tutti i loro mali o ... piuttosto vengono considerati figli di ...nessuno.
Le insegne stradali che indicano i posti di parcheggio riservati a loro vengono coperti da sacchi neri della mondezza addirittura con anticipo di circa 24 ore per cui in sostanza tutti si potrebbero mettere su questi posti riservati, ma temporaneamente annullati e già tanto usurpati da automobilisti senza scrupoli ed altamente incivili.
I cosiddetti portatori di handicap vivono in queste occasioni le feste come momenti di grande difficoltà e se fosse veramente necessario di liberare le strade e piazze si chiede che almeno vengano a loro riservati e messi a disposizione posti di parcheggio facili da raggiungere.
I vigili urbani, evidentemente incapaci di risolvere il problema ed infastiditi, in più occasioni mi hanno risposto di non avere tempo. Probabilmente sarebbe incostituzionale levare i pochi parcheggi a questi "privilegiati" che possiedono il contrassegno o il permesso di parcheggiare, ma questo è un problema del quale si devono occupare certe istituzioni che certamente sono molto carenti nell'assistenza a persone bisognose in genere.
Questo è l'Italia, paese nel quale esistono tre milioni di case abusive, non accastate e che non pagano le tasse. Dove, grazie a politici (volutamente???) incompetenti, spesso corrotti, il sistema fiscale è inefficiente così come l'apparato giudiziario che a causa della farraginosità e la conseguente lunghezza dei processi dà ampia possibilità di sfuggire alle condanne a chi può permettersi buoni avvocati ( frodi edilizie - terremoti - etcetera, etcetera). Ho sentito dire addirittura che quasi nessun imprenditore sia scampato al dover pagare tangenti o far comunque favori a trasversali politici nel caso di appalti pubblici.
Così i palazzi nuovi, i ponti e le autostrade continueranno a crollare ad ogni scossa moderata di terremoto e anche gli handicappati potranno dirsi fortunati di venir miracolati almeno durante le feste.



POSTFAZIONE
Quando mi chiesero come mi sarei figurato il Paradiso, risposi:
"Senza rompiballe ed automobili !"
by Luca Bagatin


Ebbene non è forse solo una questione di feste, caro Peter.
I disabili sono purtroppo snobbati da tutti in questo nostro Paese e personalmente sono persuaso a ritenere autenticamente handicappati solo coloro i quali li snobbano e non mettono loro a disposizione adeguate strutture.
Siamo indietro anche qui a Pordenone che si dice essere la prima città che ha abbattuto le barriere architettoniche  in Italia (essendo un pedone ed un camminatore militante, guardandomi in giro, noto che non è affatto così).
Quanto ai parcheggi di cui tu parli....è anche un problema di educazione. Ed è raro già di per sé trovare un parcheggiatore e/o un automobilista educato (ma lasciamo perdere. Non è il caso qui di parlare dei miei pregiudizi non del tutto infondati sugli automobilisti e sulle automobili. Mezzi che, se posso, frequento il meno possibile).
Quanto al resto è vero: l'Italia è drammaticamente il Paese dell'impunità e/o del punizionismo a senso unico (vedi Tangentopoli) che colpisce solo chi fa comodo buttando via non solo l'acqua sporca....ma anche il bambino !
Ed è anche un Paese moralista senza morale: moralista nel pubblico, immorale nel privato.
Ciò è anche il retaggio di certa cultura dogmatica.... vabé, lo sappiamo.
Mai delegare ad altri se puoi fare da te. Ovvero: non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te, ovvero ancora: fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te.
Ed ancora: vivi e lascia vivere !
Semplici detti che sarebbero sufficienti a rendere più vivibile la vita di ciascuno nell'Italia d'oggi, di ieri e di domani.


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini