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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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14 aprile 2015

Insegnante di Terni sospeso dall'insegnamento. Aveva compiuto il dovere civico di rimuovere il crocifisso dall'aula (sic !)

E' vergognoso, scandaloso e aberrante, ma tant'è.

Tant'è che ad un insegnante di lettere di un'Istituto per Geometri di Terni – il prof. Franco Coppoli - si impedisca di insegnare e lo si sospenda per un mese dal percepire lo stipendio.

E' vergognoso, scandaloso e aberrante perché la motivazione è la seguente: ha tolto il crocefisso dall'aula in cui insegnava.

E allora ? Allora ha fatto bene, perché la scuola è un luogo pubblico ed un crocifisso appeso al muro c'entra come un cane in chiesa !

E invece no. Il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, ha deciso che “il comportamento contestato al Sig. Coppoli Franco, nonostante le motivazioni addotte nella difesa, costituisce una violazione dei doveri connessi alla posizione lavorativa cui deve essere improntata l’azione e la condotta di un docente” per cui ha ritenuto “legittimo erogare la sanzione disciplinare della sospensione dall’insegnamento per trenta giorni”.

La medesima cosa era peraltro accaduta al prof. Coppoli nel 2009 e per la medesima motivazione.

Cioè, fateci capire, il fatto di aver compiuto il dovere civico di rimuovere un simbolo inopportuno in un luogo pubblico costituisce...una violazione ???

Ma in che razza di Stato neo-islamico viviamo !!!???

In un articolo del 2011, riportato anche nel mio saggio “Universo Massonico” (Bastogi Editrice), a proposito dell'inopportunità dei simboli religiosi nei luoghi pubblici scrivevo: Ogni simbolo ha un significato primordiale ed insito dentro noi stessi, così come ci ricorda Jung. Purtroppo però, nel corso della Storia taluni, per ignoranza e/o bramosia, hanno deciso di far propri certi simboli e attribuire ad essi altri significati, spesso fuorvianti e deleteri. Non è isolato il caso della croce cristiana, simbolo Egizio (la famosa Ankh o croce ansata) mistificato dall'Imperatore Costantino, autentico fondatore della religione cristiana (Gesù detto Il Cristo fu inchiodato ad una "tau", come in uso al tempo dai Romani e non certo su una croce), ma anche la swastica, simbolo vedico che rappresenta il sole (o, se vogliamo, la Luce, il Divino entro noi stessi, secondo la medesima tradizione), che Hitler trasformò nel simbolo del nazismo.
Personalmente metto in discussione l'utilizzo propagandistico e deleterio di taluni simboli universali, che vengono dati in pasto alle masse così, senza nessun back ground culturale e spirituale alla base. Ogni simbolo ha in sé una valenza molto grande e potente e sono pochi a conoscerne veramente la portata. Ogni simbolo può essere utilizzato a fini buoni come a fini totalmente negativi. Così è stato nei Secoli e così è tutt'ora.
Nella fattispecie parliamo di inopportunità di certi simboli in determinati luoghi. Un crocifisso posto al muro di un locale pubblico ha il medesimo significato della swastica nazista posta in un locale pubblico: l'autorità del simbolo politico-religioso (non nella sua accezione spirituale, ma etica, totalitaria e totalizzante !) su coloro i quali si trovano in quel preciso luogo. Non è un caso che i regimi totalitari abbiano fatto ampio utilizzo di simboli (spesso di origine religiosa-magica-alchemica). Un simbolo, diversamente, dovrebbe essere interiorizzato. Così come una dottrina, un percorso spirituale. Individuale e mai collettivo, pena la collettivizzazione delle menti. Che è ciò che coloro i quali hanno bramosia di Potere meglio preferirebbero. (…).
(…) La laicità, in questo senso, è l'unico strumento per garantire equilibrio e rispetto delle singole individualità. Oltre che rispetto di ogni tradizione e percorso spirituale. (…).

Da gnostico e da cristiano, oltre che da laico, trovo dunque una vera bestemmia l'apposizione in un luogo pubblico - quale è una scuola - di un simbolo religioso, peraltro imposto dall'Imperatore Costantino per “accattivarsi” i cristiani in epoca antichissima (e non dal Cristo, che mai fondò una religione e che mai impose alcun simbolo !).

Il cristiano, del resto, porta la fede dentro il suo cuore, senza la necessità di trovarsi un crocifisso in un luogo “profano”, in un luogo pubblico, ove il suo significato potrebbe essere frainteso o creare sciocche divisioni.

In questo senso il prof. Franco Coppoli, oltre ad aver esercitato il suo diritto/dovere civico nel rimuovere un simbolo religioso da un'aula scolastica, ha esercitato anche il ruolo di educatore di menti giovani che non devono mai essere preda di simboli imposti dall'esterno.

In questo senso la sospensione dall'insegnamento, anche solo di un mese, è profondamente ingiusta, illegittima, diseducativa e degna solamente di un Paese barbaro e incivile.

Auguriamoci che la questione, oltre ad essere già seguita dal sindacato, sia oggetto anche di una tempestiva interrogazione parlamentare. E che, finalmente, i crocifissi, siano rimossi dai luogni pubblici !


Luca Bagatin




10 agosto 2014

Debdeashakti intervista Luca Bagatin a proposito di "Ritratti di Donna" (Ipertesto Edizioni) - Prima parte




Il video è stato filmato dal giornalista Gabriele Maestri e realizzato da Debdeashakti.
La seconda parte sarà online nei prossimi giorni

Per acquistare "Ritratti di Donna" clikka qui:
http://www.iperedizioni.it/dettaglio.aspx?l=253&h=1



3 dicembre 2013

"Johannes delle Grandi Sabbie": un illuminante romanzo di Pier Carpi

Immaginate un mondo senza guerre, senza povertà, senza carestia, senza contrapposizioni fra religioni, ma anche senza autentica libertà, soggiogato da esseri alieni da oltre un secolo.

Questo lo scenario di “Johannes delle Grandi Sabbie” (Malipiero editore), il romanzo per ragazzi scritto da Pier Carpi nel 1979, di cui sono venuto in possesso tramite un amico, già collaboratore dello scrittore e che ne conserva la memoria storica e l'archivio in quel di Mantova.

Johannes è un ragazzo che vive la realtà sopra descritta, come se per lui fosse la normalità. Una normalità imposta dai Vis, appunto, gli esseri alieni che da un secolo hanno invaso il pianeta Terra.

Ma com'era la Terra prima dell'invasione dei Vis ?

Un pianeta ove la violenza, le guerre ed il potere dei governi soggiogava l'individuo. Un pianeta ove la scienza era al servizio del potere e non già dell'essere umano. Un pianeta ove, ad ogni modo, un forte movimento di giovani, di attivisti per la pace e per l'ambiente si stava costituendo e stava prendendo coscienza di sé. Un movimento contro i governi e contro la scienza al servizio del potere, per un nuovo umanesimo spirituale.

Purtuttavia accadde che la Terra fu invasa dai Vis. I quali portarono ordine al caos, abolirono la violenza gratuita, ma stabilirono che le guerre dovessero essere “programmate”. Si istituirono pertanto delle guerre organizzate in appositi Stadium, ove gli individui potevano scegliere liberamente di combattere fra loro per questa o quell'altra fazione.

I Vis inoltre, oltre ad aver reso la Luna completamente nera, abolirono il danaro, lo sostituirono con delle conchiglie che diedero in abbondanza a tutti i popoli della Terra. I Vis imposero alle grandi Religioni della Terra di abolire la sepoltura dei corpi ed imposero la cremazione, purtuttavia incontrando la disapprovazione di quasi tutte le Religioni. E, via via, i Vis vollero addirittura cancellare negli individui la stessa idea di Dio.

Ma chi era in realtà Johnannes, il giovane abitante delle Grandi Sabbie ? E chi era Magda, la ragazza che incontrerà nel suo cammino e gli farà prendere coscienza di sé e delle sue vere origini ?

Johannes non è un ragazzo di questa Terra, bensì è figlio del Resuscitatore e della Strega Dema, scacciata da tutti – sulla Terra - solamente in quanto aveva sul corpo una voglia di pipistrello.

Johannes, aiutato da Magda (anche nelle vesti de La Suprema-guerriera amazzone) e dall'uomo a cui Dema l'aveva affidato da bambino, ovvero il saggio Cornelius, riuscirà a comprendere che un mondo apparentemente perfetto, ma privo di libertà e di spiritualità, non è un mondo nel quale vale la pena vivere.

Per cui Johannes deciderà di combattere il potere dei Vis e scoprirà il vero volto di suo padre, il Resuscitatore, ovvero lo scienziato Aldous Ghermal, colui il quale si rivelerà essere il capo dei Vis, ovvero la mente di una grande cospirazione mondiale che aveva fatto credere agli uomini di essere soggiogati dagli alieni.

I Vis, in realtà, non erano altro che scienziati ribellatisi al potere dei governi mondiali e, attraverso la loro scienza, avevano deciso di creare un mondo perfetto, costruendo ad arte una finta invasione aliena. Aldous Ghermal, purtuttavia, si era pentito di quel progetto che, nei fatti, soggiogava l'umanità e la costringeva ad una nuova schiavitù. Per questo risvegliò in Johannes la sua coscienza e gli propose di scegliere: Johannes solo, quale ultimo vero erede dei Vis, aveva ora il potere di decidere se prolungare il dominio degli scienziati-Vis sulla Terra, oppure farla tornare alle origini.

Johannes, con saggezza, fece tornare la Luna di nuovo bianca ed i campi tornarono rigogliosi di grano. Il libero arbitrio era ripristinato.

“Johannes delle Grandi Dabbie”, opera minore di Pier Carpi, che pur con essa vinse il Premio Selezione Bancarellino del '79, più che un romanzo per ragazzi è un romanzo spirituale, filosofico, finanche religioso e politico. E' un romanzo alla ricerca dei nostri limiti, dei limiti umani e delle scelte che l'individuo si trova a compiere durante il suo cammino. Ovvero il mistero della vita. Una vita intrisa - prima di tutto - di spiritualità, della ricerca del Divino, ovunque Egli sia.


Luca Bagatin



21 dicembre 2012

Buon Solstizio ! Buon Inizio ! Buone Feste (anche con, se vorrete, "Universo Massonico")

Eccoci arrivati al consueto messaggio augurale di questo blog.
Se lo state leggendo significa che il mondo non è ancora finito. O, quantomeno, non in questa frazione di secondo ;-)

Come ogni anno, arrivati a questo punto (fine del mondo permettendo), desidero farVi gli auguri per un Buon Solstizio d'Inverno e di un 2013 ricco di approfondimenti, curiosità, sessualità consapevole, viaggi astrali, mentali, psicodinamici, o puramente fisici.
E, come ogni anno, desidero rammentarVi il significato profondo della festività nella quale stiamo entrando, ripulita dalle astrusità delle Religioni Monoteiste Istituzionalizzate, foriere di menzogna e malafede.
Fra il 21 ed il 25 dicembre, anticamente, si festeggiava il "Natale del Sole Invincibile" o "Sol Invictus", mutuato successivamente anche dalla religione cristiana come data convenzionale della nascita di Gesù detto "Il Cristo".
Anche oggi, gli gnostici, festeggiano la "Festa della Luce" o "Natale del Sole invincibile" in quanto astronomicamente - nell'emisfero nord - il sole sembra fermarsi in cielo ed inverte il proprio moto.
Il buio della notte raggiunge dunque la sua massima estensione e la luce del giorno, la minima.
Subito dopo il Solstizio, la luce del giorno torna ad aumentare ed il buio della notte si riduce sino al solstizio d'estate.
Il sole, dunque, non sprofonda nelle tenebre, ma "rinasce" e diventa "invincibile".
Ecco perché il 25 dicembre è la festa di tutta l'Umanità e di tutte le culture e civiltà del mondo: in Egitto si festeggia la nascita del Dio Horus, in Persia il Dio Mitra, nella cultura vedica la nascita di Krishna e così via Zaratustra, Attis, Adone, Freyr....e dunque Gesù.
E questo da secoli prima del primo Natale cristiano, imposto (in malafede, appunto) dall'Imperatore Costantino nel 330 d.C.
Il 25 dicembre ha dunque un profondissimo valore simbolico e spirituale che abbraccia - forse per la prima volta - tutte le Culture e le Tradizioni del globo, all'insegna dell'Illuminazione esteriore ed interiore.
E' dunque Natale ed occorre vesteggiare la nascita, ovvero la rinascita del Divino in ciascuno di Noi che, anche se non ne siamo consapevoli, siamo il Cristo Cosmico apparso in carne ed ossa su questa Terra e no, non ci lascieremo crocifiggere dai beoti, bensì cercheremo di crocifiggere il nostro ego.
Questo messaggio non smetterò mai di trasmetterlo e di trasmettervelo, perché, altrimenti, nulla avrebbe senso.
E, come ogni anno, desidero fare auguri speciali e ringraziamenti, alle persone che hanno in qualche modo caratterizzato questo mio 2012 e che lo hanno arricchito.
Quest'anno desidero ringraziare Luigi Pruneti; Aldo A. Mola; Lavinia Guglielman; Nathan Gelb (che mi auguro si manifesterà presto, perché lo sto cercando spasmodicamente); Ilona Staller (alla quale faccio i migliori auguri per la sua lista "Democrazia Natura Amore", che questo blog sta sostenendo, alla faccia di tutti i pregiudizi, le ipocrisie ed i clericalismi sessuofobici); Andrea Galatà e Chiara De Caroli e Marcella Andreini. E, un augurio e ringraziamento speciale, voglio farlo anche a Marco Pannella, che, ancora una volta, sta combattendo una battaglia di diritto per tutti noi, novello Gesù, anche se nessuno sembra rendersene conto (e questa è la cosa grave).
Non dimentico poi l'amico Peter Boom, il cui augurio di buon Solstizio d'Inverno, mi manca immensamente.
Anche Baglu vorrebbe dire qualcosa, ma una certa malinconia e nostalgia di chi scrive gli impedisce al momento di esprimersi.

E ora, dopo i discorsi seri, passiamo a quelli feceti.
Si da il caso sia uscito
da qualche giorno il mio libro “Universo Massonico” (Bastogi editrice), con prefazione del prof. Luigi Pruneti, Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM, una fra le maggiori Obbedienze massoniche in Italia.


Il libro tratta di tutto lo scibile massonico: dalle origini ai giorni nostri, con ampi capitoli dedicati a figure di Grandi Iniziati; alla massoneria nella letteratura e nella cultura ed alle nefaste inchieste antimassoniche degli anni '80 e '90 del '900 (falso scandalo P2 ed inchiesta Cordova).

Il libro si conclude con una serie di interviste ad esperti del settore.

Ora, trovandoci in periodo di festività, non mi sembra fuori luogo chiedervi di regalarvelo e di regalarlo ;-)

Fra l'altro notate bene che il libro è stato pubblicato nel dicembre 2012 e forse questo non è propriamente un caso... ;-)

Beh, insomma, intanto che meditate, io vi fornisco gli estremi per ordinarlo e riceverlo, direttamente a casa al modico prezzo di copertina di 15 euro la copia (non vi rovinerete, credetemi, l'ho acquistato anch'io ;-)):


Per ricevere il volume direttamente a casa potete dunque effettuare il pagamento alle seguenti coordinate, intestando il tutto a BASTOGI EDITRICE ITALIANA (specificando, nella causale "RICHIESTA DEL VOLUME "UNIVERSO MASSONICO" DI LUCA BAGATIN):


BANCOPOSTA
IBAN : IT 44 U 07601 1
5700 000011133717


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Appena effettuato è IMPORTANTE, per evitare ritardi o disguidi, che inviate copia della ricevuta del pagamento al numero di fax 0881/728119 oppure all'indirizzo mail bastogi@tiscali.it
Per eventuali contatti con il sottoscritto, potete scrivermi all'indirizzo mail burroughs279@yahoo.it


BUON SOLSTIZIO E BUON INIZIO !



23 novembre 2012

Pier Carpi svela l'Occulto

Di Pier Carpi abbiamo parlato diffusamente in molti articoli, attengendo talvolta ai suoi articoli ed alle sue opere misteriosofiche.
Ancora una volta siamo riusciti a ritrovare una vera e propria "chicca", a proposito degli studi sull'occulto dello scrittore e regista emiliano, ovvero "Occulto", un agile libretto ove sono racconti articoli da lui elaborati, in collaborazione con il Gruppo Ricerche Occulto e pubblicato alla fine degli anni '70.
La particolarità degli studi di Pier Carpi è sempre stata quella di presentare al lettore una realtà misteriosofica semplice e depurata di ogni pregiudizio.
Allorquando Pier Carpi ad esempio ci presenta la cosiddetta "Chiesa di Satana", avendo egli a suo tempo avuto modo di incontrare, in California, il cosiddetto "Gran Capro Lucifer", ovvero il capo di tale congregazione, ci racconta piuttosto la storia di questa curiosa istituzione, senza giudicarla negativamente.
La cosiddetta "tradizione demoniaca" trova terreno fertile nel mondo anglosassone, in particolare quello imperniato da un certo puritanesimo, ove trovano terreno fertile astinenze o, per contro, sregolatezze sessuali, vegetarianesimo e persino fanatismo.
In tal senso l'Inghilterra è zeppa di congregazioni "demoniache" e, fra queste, l'Ordine della Giarrettiera, fondato da Re Edoardo III, già Gran Capro della Chiesa di Satana nel Medioevo.
Come racconta Pier Carpi nel suo libro, si narra, infatti, che Re Edoardo durante un ballo di corte danzasse con la contessa di Salisbury e che a quest'ultima cadesse una giarrettiera rossa dalla gamba sinistra, fra lo sconcerto generale. Il Re la raccolse, la indossò a sua volta alla sua gamba sinistra, sotto il ginocchio, affermando il celebre motto: "Honni soint qui mal y pense", che diverrà poi motto dell'Ordine della Giarrettiera.
Ciò è da interpretare come simbolo magico, ovvero svelò la sua identità "satanica", per così dire, sfidando così l'intera corte, scoprendo anche la sua "succube", ovvero la contessa di Salisbury.
Ciò per quanto riguarda il passato, ma, nell'era moderna, la Chiesa di Satana continua ad esistere e lo stesso Pier Carpi ebbe modo di parlare direttamente con il Gran Capro, alla fine degli anni '70.  L'intervista è riportata interamente in "Occulto", ma non sortirà affatto l'effetto sperato.
In sostanza, come rivelato dal Gran Capro, non vi è nulla di malvagio nel cosiddetto "satanismo", come si è voluto far credere in passato.
Il Gran Capro, secondo la tradizione satanista, è il rappresentante del Demonio sulla terra. Demonio inteso come Lucifero, ovvero Angelo portatore di Luce e Conoscenza.
Il Gran Capro spiegò a Pier Carpi che non è possibile entrare nella Chiesa di Satana, ma si è sempre prescelti da qualcun altro e la Chiesa di Satana segue una tradizione che si collega ai culti misterici dionisiaci, orfici, egizi e babilonesi.
Ingiustamente, come spiega il Gran Capro allo scrittore, furono condannate per secoli le streghe, ma loro non erano affatto delle adepte di Satana come fu fatto credere.
Ma, in sostanza, chi è il Satana sostenuto da questa congregazione ? Non certo quello grottesco della tradizione cristiana, rosso e con la coda, in quanto l'Inferno stesso non esiste, secondo le rivelazioni del Gran Capro. Satana è Lucifero, il quale insegna che uomini e dèi convivono, pur senza saperlo...
Questo, in sostanza ed in sintesi uno degli appassionanti articoli contenuti in "Occulto", ma ve ne sono degli altri, come quello che ricorda le profezie di Papa Giovanni XXIII e del quale parleremo in un articolo ad hoc, dedicato all'omonimo libro che Pier Carpi stesso dedicò al pontefice; il raduno delle Streghe moderne nell'Isola di Man, nel Mare d'Irlanda ed al quale partecipò annualmente anche la Regina Giuliana d'Olanda. Un vero e proprio raduno di appassionati di rituali magici ed esoterici, ma a soli scopi benefici !
"Occulto" ci parla anche di Francesco Racanelli - medico guaritore già amico di Pier Carpi - e dei suoi prodigi; delle ricerche ufologiche del Presidente Jimmy Carter e di sua moglie; del mago Houdini e, interessantissimo il pezzo conclusivo che racconta la vera storia del poverello di Assisi, ovvero San Francesco.
Un vero Iniziato, figlio di un mercante ebreo convertito e di una prostituta, iniziato ai misteri dell'Antico Egitto ed al segreto della Tau dal mistico Gioacchino da Fiore e, successivamente, entrato in contatto con i Templari e con le loro conoscenze gnostiche ed esoteriche apprese in Terrasanta dai Sufi e dalla cosiddetta "Setta degli Assassini", fumatori di hashish.
Frate Francesco, il cui messaggio di ricerca dei Divino in ogni essere scioglierà persino il cuore del Papa e contribuirà a far prendere alla Chiesa dell'epoca una direzione diversa, più umana e più spirituale. Un messaggio tramandato sin dai tempi di Ermete Trimegisto e che anche oggi trova un suo proseguimento simbolico al punto che, racconta Pier Carpi, tutt'oggi vi sono dei discepoli segreti di San Francesco, i quali sono usi intagliare i Tau - simbolo della conoscenza divina - dallo stesso ulivo piantato da Frate Francesco.
Ancora una volta il buon Pier Carpi è riuscito - con il suo "Occulto" - a chiarire ed a svelare aspetti che la Storia e la tradizione cattolica ci hanno tramandato in maniera del tutto errata e distorta.

Luca Bagatin



11 maggio 2012

Storia della Magia


Per noi studiosi di gnosi ed esoterismo, la "Storia della Magia" scritta dal poliedrico genio di Pier Carpi che fu fumettista, giornalista, ricercatore del mistero ed esperto di Massoneria, è certamente un'opera completa, ben scritta e degna d'essere consultata con grande attenzione. Un vero compendio di Storia, cultura, Tradizione magica, alchemica, esoterica. Ed anche ad essa, abbiamo dunque ed inevitabilmente attinto, al fine di percorrere questo lungo viaggio attraverso il mistero.

Pensiamo ad esempio ai Caldei.

Ne avete mai sentito parlare ? Partiamo non a caso dai Caldei, in quanto essi furono l'antico popolo la cui astrologia permetteva loro di raggiungere la Conoscenza, ovvero quella che, secoli dopo, sarà definita Gnosi.

I Caldei, costruttori della mitica Torre di Babele, capace, metaforicamente e misticamente, di unire "il cielo alla terra", un po' come faranno gli scalpellini ed i primi Liberi Mutarori operativi con la costruzione delle Cattedrali.
L'unione fra cielo e terra è la base della Magia per tutti i popoli dell'Universo. La ricerca del Divino, la contrapposizione delle forze del Bene a quelle del Male, così com'era nella dottrina di Zoroastro.
Zoroastro, profeta che apparve nel VII avanti Cristo, predicò appunto la dottrina secondo la quale il Bene avrebbe trionfato sul Male e non a caso tale dottrina influenzò pressochè in toto non solo le dottrine successive, ma in particolare il Cristianesimo che, dallo Zoroastrismo, trasse pressochè ogni simbolo e tradizione (come il culto del 25 dicembre, giorno di nascita di Zoroastro).
Lo Zoroastrismo, dalla Persia si diffuse sino all'Europa, con gli Albigesi, poi sterminati dai cristiani ed il cui culto è oggi comunque ancora vivo in confraternite segrete, che ne custodiscono gelosamente la fede. L'avreste mai sospettato ?
In terra d'Israele, intanto, Salomone iniziava la costruzione del suo Tempio, che sarà fonte di ispirazione spirituale per confraternite quali i Fedeli d'Amore (dei quali fece parte anche Dante Alighieri), i Rosa+Croce, i Templari, gli Gnostici ed i Massoni e, nell'Antico Egitto, la Sfinge sarà oggetto e punto di riferimento di ogni ricercatore dello Spirito e sacerdote dell'epoca.
Il culto dei morti era alla base della religione egizia: la Terra dei Morti era l'Occidente, perché là si spegneva il Sole, identificato con il dio Osiride.
Poco più a nord, nell'Antica Grecia, erano presenti, accanto ai maggiori filosofi del pensiero occidentale, numerosissimi culti misterici che sfuggivano a qualsiasi verifica e/o spiegazione razionale.
Pitagora, ad esempio, codificò la creazione del mondo per mezzo dei numeri e, dunque, il numero fu visto come il simbolo delle cose.
Altro aspetto caratterizzante la magia greca era l'interpretazione dei sogni: celebre in tal senso il libro di interpretazione dei sogni di Artemidoro.
Il più grande mago dell'Antica Grecia, ad ogni modo, era Apollonio di Tiana, il quale viaggiò a lungo, sino in India ed insegnò ai suoi discepoli il metodo per scacciare demoni e folletti, per mezzo dell'insulto e dello scherno, senza averne alcuna paura.
Si racconta, inoltre, di come Apollonio di Tiana si fosse imbattuto in un vampiro e di come riuscì a combatterlo, per mezzo della sua magia.
C'è invece un forte parallellismo fra il culto greco di Orfeo e quello osirideo dell'Antico Egitto ed in esso già troviamo il concetto cristiano del Salvatore, per quanto esso si rivolgesse solo a pochi iniziati, così come i celebri Misteri di Eleusi.
Possiamo notare come in tutti questi culti misterici, ad officiare le cerimonie, ci fossero in particolare donne: a simboleggiare la Terra Madre Gea, la generatrice. E ciò sarebbe bene ricordarlo anche a diversi moderni Massoni, i quali, in talune Obbedienze, si rifiutano di iniziare le donne.
La Magia ebbe purtuttavia difficoltà a penetrare nell'Impero Romano, poiché fu vietata dagli Imperatori, per quanto qualcuno di loro fosse solito rivolgersi ad indovini ed astrologi.
Mentre il Cristianesimo andava propagandosi, invece, esso covava la Gnosi al suo interno. Pensiamo infatti a come le antiche conoscenze della Caldea e dell'Egitto, fossero riuscite a penetrare nel mondo barbaro, sino alla Gallia, i cui Druidi praticavano queste stesse conoscenze e culti. Come ci ricorda Pier Carpi, essi conoscevano - ben prima dell'avvento di Gesù - il concetto di Trinità ed il culto della Vergine (Iside). E' tutto "scritto" nella Cattedrale di Chartres...invero.
Fu così che, durante il Medioevo, iniziò a diffondersi la leggenda del Graal e la leggenda gnostica secondo la quale Adamo ed Eva erano alla ricerca della Conoscenza e dunque il Serpente fosse il vero Dio del Bene, capace di offrirla loro.
Chi fosse riuscito a bere dalla coppa del Santo Graal – visto anche come la Pietra Filosofale degli Alchimisti - sarebbe diventato simile a Dio, avendo raggiunto la Conoscenza ricercata dagli gnostici.
Che cosa sia davvero il Santo Graal non lo sappiamo. La coppa del Cristo ? La Stirpe Reale originata dal Cristo e dalla Maddalena ? Oppure forse la semplice ricerca della Gnosi, della Verità, del Divino insito in ciascuno...

Al fine di porre un freno al diffondersi della Gnosi, Re Carlo Magno istituì la Santa Vheme, una società segreta composta da giudici, la quale aveva il compito di seminare il terrore fra gli gnostici, i druidi, i maghi e dunque di giudicarli segretamente e di farli giustiziare. La Santa Vheme diede, dunque, inizio alla terribile Inquisizione, ovvero il braccio armato della Chiesa Cattolica contro i Ricercatori dello Spirito.

Nelle mani dell'Inquisizione finirono persino i Cavalieri Templari, i quali, sorti come Ordine Cavalleresco fedele al Papa, grazie alla loro ricchezza, divennero preda delle mire di Re Filippo il Bello di Francia, il quale voleva impadronirsene.

I Templari erano inoltre a conoscenza di rituali e conoscenze gnostiche che avevano appreso in Terra Santa e ciò fu la scintilla che portò il Re di Francia a convincere il Papa Clemente V ad accusarli di eresia e, dunque, a sciogliere l'Ordine. I Cavelieri furono torturati e dunque condannati a morte, assieme al loro ultimo Gran Maestro Jaques de Molay.

Celebre fu la profezia del de Molay, arso vivo nella piazza della Concordia a Parigi: “Io muoio da innocente, ma chiamo entro un anno dinanzi al Tribunale di Dio il Papa e l'Imperatore. E l'ultimo discendente di Filippo il Bello morirà in questo luogo, ucciso da un Templare”.

La profezia si avverò: il Re ed il Papa morirono entro un anno e l'ultimo discendente dei Capeto, la famiglia reale di Francia, Luigi XVI, sarà ucciso in piazza della Concordia, ghigliottinato da un boia che dichiarò di appartenere ad una società segreta templare.

Nella storia della Magia giocarono un ruolo importante anche gli zingari, probabilmente discendenti dalla stirpe egizia e, non avendo mai accettato totalmente la fede cristiana, saranno costretti dal Papa a girovagare per il mondo in eterno, senza mai fermarsi. La malafede farà sì che gli zingari saranno accusati delle peggiori nefandezze, mentre in realtà furono semplicemente un popolo da sempre perseguitato per il loro senso di libertà, esattamente come gli ebrei.

Popoli considerati eretici, dunque, gli zingari e gli ebrei, così come erano considerate eretiche le ricerche di San Tommaso d'Aquino relative alla ricerca della Pietra Filosofale ed il suo maestro Alberto Magno, che, si racconta fosse riuscito a costruire un automa meccanico, costruito secondo regole astrologiche e che avesse persino la capacità di parlare.

E' però il Diavolo la figura chiave nella storia della Magia. Figura mitologica che teme i mistici e li vorrebbe combattere. Le adoratrici del Diavolo erano le cosiddette streghe e, per secoli, numerosissime donne innocenti subirono atroci torture e sevizie sino ad essere arse vive per l'infondata accusa di essere delle adoratrici di Satana. E ciò sino all'avvento di Luigi XIV, il Re Sole, che tramutò la condanna a morte in carcere a vita...per quanto l'ultimo rogo per accusa di stregoneria fu acceso nella stessa Francia nel 1856, solo quattordici anni prima della breccia di Porta Pia e della fine del potere temporale dei Papi.

Fra i grandi mistici che operarono nel segreto durante il Rinascimento, ad ogni modo, ricordiamo Paracelso e Nostradamus. Quest'ultimo in particolare per le sue azzeccatissime profezie scritte in quartine, ancora oggi oggetto di studio e di totale attualità, per quanto di difficile interpretazione anche a causa del linguaggio volutamente criptico del mistico francese.

Eredi dirette della tradizione spirituale gnostica sono certamente la confraternita dei Rosa+Croce e la Massoneria.

La prima si collega al personaggio mitologico di Cristiano Rosenkreutz che, all'età di sedici anni, partì per la Terra Santa assieme ad un amico. L'amico morì, ma Cristiano proseguì il viaggio che divenne via via “iniziatico”, alla ricerca degli Antichi Misteri e delle Antiche Tradizioni, la cui riscoperta poteva essere utile all'Umanità per evolversi socialmente e spiritualmente.

I Rosa+Croce, infatti, furono essenzialmente dei riformatori sociali, oltre che dello spirito. La loro confraternita, infatti, si manifestò con l'apparizione dei manifesti denominati Fama Fraternitatis, apparsi a Parigi ed in Germania, nei quali si parlava di antioscurantismo e di riforme sociali.

La Massoneria, diversamente, apparve ufficialmente più tardi, ovvero nel 1717, in Inghiliterra, inizialmente come club al quale potevano accedervi sia muratori operativi che muratori speculativi, ovvero dediti alla speculazione filosofica ed esoterica.

Erede dei costruttori delle Cattedrali ed ispiratasi alla leggenda di Hiram, architatto costruttore del Tempio di Re Salomone, la Massoneria si diffonderà ben presto in tutta Europa e nel Nuovo Mondo, sino a diventare la più grande confraternita mondiale, dedita alla speculazione spirituale, all'umanesimo ed alla beneficenza.

Massone fu anche il celebre conte Alessandro di Cagliostro, di origine portoghese, mago, alchimista e filantropo, ingiustamente e volutamente fatto passare per l'imbroglione siciliano Giuseppe Balsamo. Cagliostro fu torturato ed incarcarato dall'Inquisizione nella rocca di San Leo, per il solo fatto di essere massone e fondatore della Massoneria di Rito Egizio.

Alessandro di Cagliostro fu l'ultima vittima dell'Inquisizione, esattamente come egli aveva profetizzato ed ancora oggi è ricordato e celebrato a San Leo, nel Montefeltro, con una manifestazione “ad hoc” dal titolo AlchimiAlchimie, organizzata con il patrocinio comunale ed in collaborazione con le maggiori Obbedienze massoniche italiane.

E che dire, poi del mitologico conte di Saint-Germain, della Società Teosofica e delle confraternite spirituali fiorite nel XIX secolo ? E del mago Aleister Crowley che si dice fosse una spia al servizio degli inglesi per combattere Hitler ?

Nessuno, peraltro, avrebbe mai potuto sospettare che, durante la Guerra Fredda, USA ed URSS, avessero speso cifre enormi del proprio bilancio per finanziare ricerca nel campo del paranormale. Persino i militari hanno capito che il futuro è nello sviluppo delle potenzialità latenti dell'individuo, nella telepatia, nella levitazione.

Basti pensare che il Nautilus, primo sommergibile atomico della Storia, navigò sotto la calotta polare per mezzo della telepatia. Il comandante del sommergibile – che non aveva altri strumenti per procedere - riceveva infatti ordini di navigazione da un telepatico che si trovava su una nave appoggio.

Chissà come mai, nonostante oggi viviamo in un'epoca ultra-tecnologica e all'apparenza figlia del pisitivismo, la Magia, la ricerca spirituale ed il mistero ad essa correlata, affascinano ancora molto l'essere umano. Probabilmente in quanto, quegli stessi fenomeni inesplicabili che ci attraggono, sono insiti nel nostro stesso inconscio collettivo, come, per molti versi, sosteneva il grande psicanalista Carl Gustav Jung.


Luca Bagatin



24 aprile 2011

Ciao Baba, incarnazione terrena del Divino



Non è un caso che Tu, incarnazione di Krishna, Cristo, Allah, Buddha, Lao Tzu, Ahura Mazda, venuta su questa terra per tutti noi, sia morto il giorno di Pasqua.
Tu ci hai insegnato che nulla accade a caso in questo mondo.
Risorgerai, ancora una volta, per mostrarci la Luce del Divino che è (già) in Noi.
Om Sai Ram.



17 febbraio 2011

Giordano Bruno: martire laico del Libero Pensiero



Giordano Bruno fu un frate domenicano di Nola noto per la sua visione gnostica dell'Universo e condannato al rogo dalla Chiesa cattolica ed arso vivo a Campo de' Fiori in Roma il 17 febbraio 1600, per il solo fatto di aver affermato che: "Cristo non era Dio ma un mago incredibilmente abile" e che "L'universo è infinito e contiene un numero similmente infinito di mondi, e che tutti sarebbero abitati da esseri intelligenti" oltre che per la sua visione di Dio come immanente ovvero che "il Divino che è il Tutto, e del Tutto che è il Divino".
Giordano Bruno fu un libero pensatore gnostico che attinse le sue Conoscenze per mezzo dell'esperienza diretta (unione con il Divino) e dei suoi studi ermetici (da Ermete Trimegisto, il Dio Thot degli Egizi) ed i quali meriterebbero un articolo di approfondimento a parte. Ci limitiamo qui a riportare queste mere nozioni che auspichiamo siano utili a coloro i quali vogliano approfondire l'argomento ed al fine di ricordare questo martire della laicità e del Libero Pensiero.
A ricordarlo, oggi, in Campo de' Fiori, il celebre monumento voluto e realizzato nel 1889 dallo scultore e Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia di fede repubblicana-mazziniana Ettore Ferrari. Il quale, significativamente, volle orientare lo sguardo di Giordano Bruno verso la Basilica di San Pietro in Vaticano: la culla dei suoi accusatori ed assassini.

Luca Bagatin



6 agosto 2010

"Sai Baba: un Maestro spirituale dei nostri giorni". Articolo di Luca Bagatin tratto da "Secreta Magazine" del Marzo 2010

Per il numero 3 del mese di Marzo 2010 della rivista "Secreta Magazine" (Editoriale Olimpia), ho realizzato un interessante ed approfondito articolo sul Maestro spirituale Sai Baba, che vorrei qui di seguito riproporvi.






Sai Baba: un Maestro spirituale dei nostri giorni


Sai Baba e Krishna, il principale Dio della trazione Vedica.
Sai Baba ne è l'attuale incarnazione ?

Chi è Sathya Sai Baba ?
Un mistico ? Un santone ? Un guru ?
Nella poliedrica varietà di sadhu e mistici che popola il vastissimo continiente asiatico, è facile confondere Sai Baba con uno di loro.
Ma Sai Baba è – in realtà - molto di più.

Nato a Puttaparthi - un piccolo villaggio dell'Andra Pradesh, regione dell'India meridionale - il 23 novembre del 1926, sin da bambino, dall'età di 10 anni, dimostra di possedere poteri sovrannaturali.
Sai Baba, studiato da numerosissimi ricercatori da decenni, possiede infatti poteri cognitivi come la chiaroveggenza, la psicodiagnosi, la telepatia; poteri psicocinetici come la capacità di materializzare oggetti, apportarli, moltiplicarli, anche sotto l'occhio vigile di chi gli si trova di fronte.
Ma egli stesso non sembra dare alcuna importanza ai miracoli che compie. Sai Baba sembra compiere miracoli unicamente per focalizzare l'attenzione di chi lo ascolta, per lanciare un messaggio di unità fra tutte le religioni (simboleggiato anche dal Suo vessillo, il Sarva Dharma: un fior di loto contornato dal simbolo dell'Om Indù; dalla Ruota buddhista; dal Fuoco zoroastriano; dalla Stella di David; dalla Luna e la Stella dell'Islam e dalla Croce cristiana).
"Esiste una sola religione", afferma Sai Baba, "la religione dell'Amore. Esiste una sola razza, quella dell'umanità. Esiste un solo Dio, che è onnipervadente".
Questo, in sintesi, il messaggio che Sai Baba vuole trasmettere a chi lo ascolta.
Ho avuto la fortuna, fra il 2002 ed il 2005, di frequentare settimanalmente la casa di due anziani coniugi, da anni abitanti a Pordenone: la romana Gerarda Cesarini, detta amichevolmente Gegè, ed il napoletano verace Oscar Martino. Entrambi citati anche in numerose opere dedicate a Sai Baba, in primis quelle dello psicologo Giancarlo Rosati, massimo studioso italiano del fenomeno Sai Baba.
Gegè ed Oscar sono stati, infatti, i primi fondatori di un Centro intitolato a Sai Baba in Italia, negli anni '60 a Roma, in via Benedetto Musolino, quando ancora era poco conosciuto. Questa simpatica coppia fu anche in assoluto la più ricevuta dal Maestro.
Oggi i Centri Sai Baba in Italia - peraltro tutti senza scopo di lucro e senza alcuno spirito di proselitismo - sono centinaia e nel mondo i devoti del Maestro, sono milioni.
Dal Maestro, sì, perché infondo Sai Baba non è che un Maestro spirituale il cui messaggio va ben oltre i suoi miracoli, per così dire, ed il cui messaggio mira sempre a trasformare il cuore umano.
Sai Baba, come dicevamo, è solo nato in un contesto indù, ma il suo insegnamento - che fonda le sue radici nella concezione gnostica ed esoterica delle Sacre Scritture di tutte le fedi e tradizioni, i Veda in primis e che Baba invita a studiare, a partire dal concetto di Reincarnazione - si basa sulla ricerca della Divinità insita in ciascun individuo per mezzo del canto devozionale, i Bahjan, della ripetizione dei mantra vedici ed in particolare per mezzo del rispetto quotidiano di cinque valori umani: Verità, Amore, Pace, Rettitudine e Nonviolenza.
Per mezzo delle frequentazione dei coniugi Martino, sono rimasto letteralmente rapito nella descrizione delle loro esperienze dirette con il Maestro. Quando ad esempio ad Oscar materializzò un anello d'oro, preziosissimo, sotto i suoi stessi occhi, o quando regalò ad entrambi una cornice d'oro recante la sua effige ricavata dalla povere dorata che Baba stesso lanciò in aria per poi ricomporsi, magicamente, fra le sue mani.
Sai Baba, chissà perchè, amava moltissimo Gegè ed Oscar. Una coppia di teosofi adorabile, semplicissima e sempre pronta a dare una mano al prossimo. Una coppia che fu peraltro, per anni, in contatto con Madre Teresa di Calcutta e con Padre Anthony Elenjimittam, ultimo discepolo vivente del Mahatma Gandhi, alle cui missioni elargirono gran parte del loro patrimonio.
Si recarono in India, a Puttaparthi, sino in età avanzata, 90 anni Oscar e 80 Gegè. E puntualmente, pur fra una marea di devoti in attesa di uno sguardo dal Maestro, furono ricevuti in udienza privata.
Oscar, uomo sensibilissimo, mi raccontò che confidò a Sai Baba che avrebbe voluto morire prima della moglie, perché non avrebbe sopportato il dolore della sua scomparsa. Fu allora che Sai Baba predisse loro che sarebbero morti l'uno a distanza di due soli giorni dall'altra. Prima sarebbe morto Oscar e successivamente Gegè.
La scena mi commosse molto.
Ricordo inoltre ancora con affetto quando - conoscendo la mia golosità - Oscar mi ricopriva letteralmente di dolciumi e Gegè, pur non essendo consigliabile per la sua salute, ne approfittava per mangiarne in quantità.
Volevo molto bene a Gegè ed Oscar, che per me erano come dei nonni ai quali confidavo veramente tutto e fu un duro colpo quando appresi della loro morte.
Il Messaggero Veneto di Pordenone del 10 gennaio 2006 titolava, a tutta pagina: "Muore di dolore due giorni dopo il marito. Gerarda Cesarini e Oscar Martino sono rimasti legati fino all'ultimo da un'incredibile storia d'amore". Nell'articolo, ovviamente, si parlava anche di Sai Baba e della sua previsione e di come la coppia fosse a lui legata.
Persino il prete, in Chiesa, nonostante Sai Baba sia fortemente criticato ed osteggiato dalla Chiesa cattolica, si prodigò in elogi nei confronti di questo particolarissimo Maestro indiano dalla folta e curiosa capigliatura.

Sai Baba distribuisce la vibhuti (leggi più sotto) ai devoti

Sai Baba, lungi dall'essere un fenomeno da baraccone o un santone mediatico, è universalmente noto per la sua opera umanitaria e nel campo del sociale: dalla costruzione di ospedali nei quali si eseguono interventi sofisticatissimi e a titolo completamente gratuito (come il Super Speciality Hospital di Puttaparthi e quello di Whitefield, entrambi inaugurati alla presenza del Primo ministro dell'India) a scuole, centri di accoglienza per indigenti, e numerosi progetti finalizzati a rendere potabile l'acqua nei villaggi rurali e nelle regioni limitrofe ove vi è siccità.

Dagli anni '60 ad oggi, numerosissimi studiosi, abbiamo detto, hanno cercato di approfondire la realtà di Sai Baba.

Su di lui sono stati scritti numerosissimi testi e notiamo come anche gli studiosi più critici, alla fine, si sono convinti che questo curioso Maestro indiano ha qualche cosa di profondamente mistico.

Pensiamo ad esempio al prete cattolico Don Mario Mazzoleni che, partito per Puttaparthi per fare un inchiesta per conto dell'Osservatore Romano, finì per convertirsi al credo di Sai Baba, tanto che venne scomunicato.

Oppure al già citato psicologo Giancarlo Rosati, forse il più prolifico nello scrivere e nel descrivere il fenomeno Sai Baba, tanto che egli lo accosta al Cristo Cosmico annunciato da Gesù nel Vangelo di Giovanni, ma anche al Kalki Avatar, l'ultima incarnazione divina descritta dai Veda.

Invero, Rosati, porta a sostegno di queste affermazioni una serie di coincidenze: il Vishnu Purana annuncia che il Kalki Avatar nascerà nell'India del Sud, in un territorio bagato da tre mari, nel villaggio dei coni o termitai (e Puttaparthi corrisponde esattamente a questa descrizione n.d.a.) e vivrà sino a 95 anni (Sai Baba ha annunciato che vivrà sino a quell'età).

Inoltre nell'Apocalisse di Giovanni il Cristo Cosmico è chiamato “Fedele” e Verace. E guarda caso il nome di nascita di Sai Baba è Satya Narayana, che in sanscrito significa appunto “Fedele” e “Verace”.

Andando oltre, possiamo notare cone il grande mistico indù Sri Aurobindo, il 24 novembre del 1926, un giorno dopo la nascita di Sai Baba, fece l'annuncio che quella notte il Divino si era incarnato portando con sé tutti i poteri divini: l'Onnipotenza, l'Onniscenza e l'Onnipresenza.

Maometto, il fondatore dell'Islamismo, fra le sue profezie, fece la descrizione di quello che chiamò El Mahdi Maoud o il Maestro del mondo. E lo descrisse distintamente: “La sua chioma sarà folta, i capelli neri giungeranno fino alle spalle. Le sopracciglia si uniranno al centro della fronte, che apparirà ampia. Il naso sarà dritto e avrà un infossamento alla radice. Avrà un neo sulla guancia e non porterà mai la barba. I denti centrali saranno separati e allontanati tra di loro. I suoi occhi saranno neri e pungenti. Il suo corpo sarà minuto e le sue gambe saranno quelle di un adolescente. Indosserà due abiti color fiamma, l'uno sopra l'altro (....). Materializzerà piccoli oggetti con la mano (…). Egli vivrà fino a 95 anni.”

Qui, guarda caso, la descrizione fisica è addirittura soprendentemente identica a quella di Sai Baba: dalla chioma sino ai tratti somatici, passando per la bassa statura (Baba è alto all'incirca 150 centimentri) e la materializzazione di oggetti.


Sai Baba, materializza, in primis, una curiosa cenere profumata, chiamata vibhuti.

La vibhuti, secondo l'iconografia indù, è attribuita al Dio Shiva, che la porta sulla fronte e su altre parti del corpo a rappresentare l'immortalità dell'anima.

Sai Baba ne materializza in quantità, unicamente per mezzo del palmo della sua mano che agita in senso orario, così, dal nulla. La dona ai devoti più bisognosi ed essa ha proprietà spesso miracolose, per così dire.

Ora, sappiate che chi scrive – per indole caratteriale – è a prescindere uno scettico. Purtuttavia ho avuto modo di applicare una sola volta della vibhuti sulla zampina malata della mia gattina, che anni fa soffriva di un incurabile tumore, visibilissimo e purulento. Dopo un paio di giorni il tumore le si era completamente riassorbito e quindi scomparso, con grande sorpresa mia e del veterinario.

Questo è solo un banalissimo caso accadutomi personalmente, ma nelle pubblicazioni dedicate a Sai Baba (edite in Italia dalle Edizioni Milesi) se ne trovano a bizzeffe e di molto toccanti.

Ganesh e Sai Baba di Shirdi (reincarnazione dell'attuale Sai Baba)

Sai Baba ha fatto inoltre numerose profezie per gli anni a venire, come quella che - a partire dal 2015 – ci sarà un ritorno all'Età dell'Oro, di pace e prosperità, che dovrebbe avere il suo apice attorno al 2021, anno della morte prevista per Sai Baba stesso.

Numerosissime altre cose ci sarebbero da dire su questo Maestro spirituale che afferma con candore: “Io sono Dio, ma lo sei anche tu”, ma, forse, l'unico modo per comprendere davvero la sua realtà spirituale è quella di accostarsi al Divino, nella forma in cui ciascuno si riconosce maggiormente e continuare a ricercare, entro sé stessi, quella scintilla divina che rende ciascuno di noi – quotidianamente - davvero speciale.


Luca Bagatin



6 gennaio 2010

IL DIVINO CHE E' IN NOI



Penso che lo spirito del Settecento barocco, della Massoneria, della Teosofia, della Gnosi, del Vedanta, del culto del Bello, del Buono, del Vero, sia l'unica autentica espressione gioiosa del Sé individuale.
Penso che l'unica vita che valga la pena di essere vissuta sia quella che mira alla gioia del cuore e del corpo, esplicata attraverso il pensiero orientato al bene, emancipatrio ed emancipante, creativo: umanamente e psicosessualmente. Per mezzo di uno spirito Dionisiaco, antimaterialista, spiritualista, che mira alla ricerca del Divino entro sé stessi ed in ognuno.
Uno spirito che nega la dottrina del Libro, del dogma, della follia papista e di quella statuale.
Penso che veri Grandi Iniziati siano stati Cagliostro e Casanova: l'uno per mezzo dell'amore per il Popolo, l'altro per mezzo dell'amore per le Donne.
E' solo uno specchietto per le allodole il parlare di "partito dell'amore": necessitiamo di un "Partito dell'Individuo", di un "Partito del Sesso", di un "Partito della Gnosi": di liberopensiero e di edonismo. Orientato verso l'Alto.
Verso l'Altissimo. Verso il Dio che è in NOI.
E se l'espressione A.G.D.G.A.D.U. non comprende anche questo allora posso orgogliosamente dirmi un eretico.
Perché l'eretico è sempre colui che sceglie.
E la scelta è la prima fase attraverso cui passa l'Anima Immortale che è in noi.

Luca Bagatin



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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini