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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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10 agosto 2014

Debdeashakti intervista Luca Bagatin a proposito di "Ritratti di Donna" (Ipertesto Edizioni) - Prima parte




Il video è stato filmato dal giornalista Gabriele Maestri e realizzato da Debdeashakti.
La seconda parte sarà online nei prossimi giorni

Per acquistare "Ritratti di Donna" clikka qui:
http://www.iperedizioni.it/dettaglio.aspx?l=253&h=1



12 aprile 2014

"Quando definiresti una donna, una bella donna ?": monologo/ritratto di donna di Luca Bagatin

Quando definiresti una donna, una bella donna ?

Prima di tutto non definirei mai una donna, una bella donna. E' una definizione banale e, per quanto io possa risultare banale, non mi limiterei mai a banalizzare la descrizione di una donna.

Definirei, al massimo, una donna "affascinante", ritenendo per "affascinante" così tante imprecettibili caratteristiche da non poter essere nemmeno descritte minuziosamente.

Gli occhi di una donna mi colpiscono. Specie se chiari, verdi o azzurri che siano.

Ma questo è e rimane un aspetto limitatissimo del tutto.

Trovo affascinante una donna che sorride e al contempo è misteriosa. Persino malinconica, a tratti.

Una donna che sappia tenermi testa è forse la donna che riesce anche a farmela perdere, la testa.

Non è un argomento facile, quello che sto cercando di affrontare e non voglio nemmeno troppo affrontarlo.

Al massimo mi limito e mi limiterò a scriverne, anche attraverso un saggio che a breve vedrà la luce nelle librerie italiane.

La bellezza, in senso relativo, può non essere rara. Ma il fascino che cerco io, ovvero l'assoluto che ricerco anche in una donna (e lo ricerco in una donna perché le donne sono gli unici esseri che, sin da ragazzino, riescono ad emozionarmi davvero), è qualche cosa di quasi introvabile. Impercettibile. Indescrivibile e che io stesso non riesco o, meglio, mi rifiuto addirittura di descrivere.

Mi si dirà che la mia apparente cripticità nasconde solo una percezione distorta della realtà. Del resto lo sapevo che, presto o tardi, qualcuno mi avrebbe dato addirittura del drogato.

Ebbene sì, forse sono drogato. Drogato da una passione che non sono mai riuscito ad afferrare e che mi pervade il corpo, lo spirito, l'anima. Passione per una donna che, anni fa, quando aprii questo blog (a causa della perdita di una donna), definivo Donna che Non ho.

E' per questo che le passioni preferisco spesso tenerle a freno o, meglio, sublimarle attraverso la scrittura, oppure attraverso progetti talmente ambiziosi da non sembrare veri, talvolta al limite dell'oscenità/eresia.

"I più" non mi hanno mai compreso.

E di ciò vado molto fiero, perché, se avessi voluto essere compreso "dai più", sarei stato un amante del "pop". Ed invece tutto ciò che viene comunemente definito "pop" per me è solo merda e vuoto di pensiero.

Chi ricerca l'assoluto non può certo accontentarsi, anche se dev'essere consapevole di essere destinato a soffrire per tutta la vita.

E' evidente che sono fra costoro.

Mi accendo un sigaro Antico Toscano, lo stringo fra i denti, tiro qualche boccata e passa la paura.


Dipinto di Barbara Pierno



20 febbraio 2014

Intervista esclusiva di Luca Bagatin a Miss Lili Marlene, artista, performer ed ideatrice del GlamourLesque

Miss Lili Marlene, al secolo Enrica Petrongari, affascinante e colta ragazza romana che ricorda un po' Marylin Monroe e un po' il celebre Angelo Azzurro di cui porta il nome, è l'ideatrice del GlamourLesque, ovvero un'alternativa creativa sia al glamour che al burlesque.

Laureata in Scienze Politiche alla LUMSA di Roma, sin da bambina nutriva una spiccata passione e propensione per l'arte nelle sue poliedriche forme che, negli anni, l'ha portata a specializzarsi in fashon stylist e fashon photography.

Blogger, modella, ballerina, spogliarellista di GlamourLesque (appunto !), stilista e attrice, Miss Lili Marlene è la dimostrazione vivente che non occorre essere filiformi per essere piacenti, affascinanti, realizzate.

Anzi, possiamo dire che è proprio la sua fisicità e la passione che pone in ogni cosa che fa, che la rendono davvero unica nel suo stile e, dunque, nell'ambito della sua attività professionale e comunicativa.

Oggi ho la possibilità di intervistarla amichevolmente, cogliendo l'occasione per annunciare che i suoi ironici e onirici occhi saranno i protagonisti della copertina del mio prossimo libro, dedicato proprio all'universo femminile, ovvero “Ritratti di donna”.


Luca Bagatin: Dunque Lili, raccontaci innanzitutto come mai hai scelto proprio questo pseudonimo.

Miss Lili Marlene: Quando studiavo all'Università mi sono interessata in particolare del dramma sociale, ma anche evolutivo, che il mondo femminile ha vissuto durante le due Guerre Mondiali. Icona di stile e spettacolo è stata sempre per me Marlene Dietrech. Una donna meravigliosa che ha saputo donare, con la sua calda voce momenti di speranza ai giovani soldati. Dunque, per me, le arti e la bellezza possono essere viste come strumento di speranza in momenti di crisi sociali e politiche come quelle che stiamo vivendo oggi in Italia e nel Mondo.


Luca Bagatin: Come nasce il personaggio “Miss Lili Marlene” ? Quali sono le sue/tue peculiarità/particolarità artistiche ?

Miss Lili Marlene: Il personaggio Miss Lili Marlene nasce da un mio bisogno esasperato di dover dare forma alla donna che è stata sempre in me, ben nascosta dai riflettori e da ogni tipo di esibizionismo pubblico e fotografico. Le mie peculiarità artistiche, dunque, nascono proprio da tale esigenza, in cui spesso mi ritrovo a posare per servizi fotografici bondage di fama mondiale, oppure mi trovo ad incarnare la sex symbol del curvy italiano nell'ambito del fashion. Mi piace variare. Sono una grande trasformista e mettere in risalto - attraverso l'arte visiva - ciò che pensavo fosse un difetto, è stato il mio successo !


Luca Bagatin: Puoi spiegarci che cos'è il GlamourLesque e come e perché nasce questa nuova corrente artistico-comunicativa da te ideata ?

Miss Lili Marlene: GlamourLesque è un marchio registrato regolarmente. E' nato dalla collaborazione artistica di un gruppo di cool hunting ed insieme abbiamo creato un nuovo modo di proporre la moda nel Mondo, ossia attraverso le “non regole”, attraverso le quali ciascuno, con la propria creatività e ispirazione personale, rende omaggio o a stilisti internazionali o al proprio stile, oppure ancora alla proprio cultura, sempre attraverso più arti assieme come ad esempio il burlesque, la fotografia, la pittura, il ballo, la recitazione, il canto, abiti, stoffe e accessori vari.


Luca Bagatin: Recentemente hai fatto parte del cast del film di Ettore Scola “Che strano chiamarsi Federico”, in ricordo della vita del celebre Fellini. Com'è stata questa tua esperienza ?

Miss Lili Marlene: Luca, è stata la più bella esperienza che ho mai fatto, credimi ! Lavorare al fianco del Maestro Scola, anche se per pochi giorni, mi ha riportato indietro ai tempi della Dolce Vita... Di quando Cinecittà era la meta di tanti registi e attori di grande calibro. Mi sono sentita coccolata da tutto lo staff, come una piccola stella del cinema.


Luca Bagatin: So che sei una felliniana doc, non a caso. In questo senso so che ami il tipo di donna che Federico Fellini proponeva sullo schermo, ovvero onirica, fantasiosa/fantastica e fuori dagli schemi. Una donna vista come soggetto e non più come madre e casalinga.

Miss Lili Marlene: Certamente è la mia visione di vita e come tale è rappresentata bene da Sandra Milo in Giulietta degli Spiriti. Una donna evoluta, libera dai pregiudizi sociali, pronta a vestirsi e sedurre in modo pittoresco l'universo maschile. Anche la prostituta non deve vergognarsi, poiché è presa come spunto di riflessione in molti film del Maestro Fellini, il quale girava di notte per le strade di Roma a raccogliere testimonianze di queste donne da lui poi descritte in modo grottesco e quasi buffo. Donne a volte grasse e sboccate, altre volte donne di classe, ma sognatrici e surrealiste. Ammaliatrici dell'Uomo di ieri e di oggi .


Luca Bagatin: Che tipo di donna sei ? Come ti definiresti ?

Miss Lili Marlene: Sensibile, dolce, erotica, ma anche guerriera.



Luca Bagatin



19 gennaio 2014

Aforismi by Luca Bagatin



Non sempre l'uomo di scienza è anche uomo di Conoscenza

La vera democrazia è la possibilità di decidere del proprio destino, delle proprie scelte individuali, con la propria coscienza, senza che politici prezzolati prendano decisioni che solo a noi competono

Chi tradisce la persona che ama o ha amato, non potrà che tradire il prossimo e dunque l'umanità intera





7 gennaio 2014

"Parodia". Monologo by Baglu

Fingo semplicemente di non pensarci, ma in realtà non riesco a dimenticarla.

Succede, capita.

Però l'importante è fingere.

Fingere quantomeno di non pensarci.

Così come non voglio pensare ad altri aspetti. Tipo a Blondie che mi ha scritto che posso considerarla unicamente per affari e/o per un rapporto lavorativo.

Non è per presunzione, è solo che non faccio affari con nessuno. Credo ad aspetti desueti, o forse utopistici come l'amicizia e l'amore. Anche con le persone con cui decido, eventualmente, di collaborare.

Non amo le etichette, così come non amo che mi si dica che fisicamente (o moralmente) sono così o colà. Di voi potrei dire molto peggio e dimostrare, dati alla mano, ciò che affermo.

Ho un pessimo rapporto con il mio fisico e, credo, a ragion veduta. A differenza di voi, faccio autocritica (la mia è una formazione marxista, rammentatelo).

Non sono narcisista, al massimo ne sono la studiata parodia.

Perché tutto ciò che ci circonda, in realtà, è una grande, immensa parodia di una cosa che chiamiamo - per convenzione (e purtroppo, spesso, per convinzione) - vita.

Che posso dire ancora ?

Che mi piacerebbe conoscere meglio una persona. Una donna. Di cui in realtà so molto poco e ne so volutamente poco (forse le reticenze a farsi conoscere sono più da parte sua, credo per carattere), perché non è il caso che alla mia età e con le mie esperienze pregresse, me ne innamori. E, poi, sarebbe un innamoramento a senso unico, figuriamoci.

Le fiabe sono molto, molto belle. Sono la parodia di un ipotetico Paradiso che sappiamo tutti non esistere.

Occorre razionalizzare ed avere altre priorità. Anche a costo di sembrare freddi e distaccati. Oppure di apparire fastidiosamente ironici.



15 ottobre 2013

"La mia vita è un Caos Calmo: Fumetto a tinte fosche". Monologo by Baglu

Ormai ho smesso di stupirmi del mio prossimo.

Ci sono amici che credevo amici ed invece.

Invece mi ero, mi sono illuso.

Del resto mi è sempre capitato anche nelle storie d'amore.

Ah no, non credo di essere necessariamente sfortunato io. Penso invece, piuttosto, di essere uno che cerca sempre di andare al di là delle apparenze.

Mi bastano piccoli gesti perché questi mi creino disappunto. E mi offendano.

Conoscendo il mio pessimo carattere, solitamente, cerco di andare oltre e tendo a giustificare sempre l'altra persona.

Potrei fingere, così, un rapporto per anni. Ma a che pro ?

La cosa che più mi dispiace, alla fine, è che le mie storie sono finite non per colpa mia.

La verità è che sono un entusiasta deluso. Deluso da cose in cui ho creduto e che oggi mi creano solo disgusto e, spesso, rabbia.

So ciò che voglio dalla vita, per carità, ma so anche che, per arrivarci, devo percorrere strade che non mi va di percorrere.

Non sono il tipo dei compromessi, delle menzogne, della superficialità. Per questo, a tutto ciò, preferisco una vita di disillusioni, pensando a quel suicidio che medito da anni.

Eppure sono ancora convinto, dentro di me, che la vita sarebbe molto più semplice. Peccato che gli esseri umani non ne ne rendano conto. L'orgoglio è una puttanata. Così anche come l'amor proprio. Per vivere consapevolmente bisognerebbe arrivare ad odiarsi. Forse, allora, si odierebbe meno il prossimo.

Un amico mi ha chiesto perché ho deciso di rimanere single. Gli ho risposto che non sono più disposto a scendere a compromessi con la vita. Perché essa stessa sento che non mi appartiene.

Sono passati quattro anni da quando la conobbi. Non credevo avrei mai potuto innamorarmi così. Da allora non mi mai più successo. Con il tempo, mi dicono, le cose cambiato, megliorano, passano. Per me questo assioma non vale né funziona. 



26 agosto 2013

"La mia vita è un Caos Calmo: Alla ricerca della Donna Selvaggia". Monologo by Baglu

Lo so, forse a Lei non dovrei più pensare.

Dovrei capire più cose sulla "Donna Selvaggia" e sul perché le donne ingenue preferiscono l'uomo predatore.

Io predatore non lo sono mai stato, così come non sono mai stato preda. Sentimentalmente parlando almeno.

Degli eventi forse sì ed anche delle eventualità. 

Eventualmente pensavo che...no, non pensavo. O, meglio, ho pensato di aprirmi a nuove possibilità, per poi subito, scoraggiato dagli eventi, richiudermi alle medesime.

Pensieri e parole. Da scrivere e da meditare.

Le donne della mia vita mi dicono che sono "esagerato". Una sola o forse due, mi ha definito "appassionato".

Appassionato mi piace. Esagerato no, anche perché dà quella connotazione negativa che limita. O, meglio, che delimita.

Non capisco perché questa necessità di molte donne di "delimitare". Parlo ovviamente dei miei rapporti con alcune di loro.

Oh, beh, ma la mia è pura curiosità sociologica. Non mi lascio più trascinare dalle correnti da almeno...forse tre anni ?

Da due anni sono seduto su questa panchina. Non aspetto. Osservo.

Talvolta prendo appunti, raccolgo materiale, semmai la cosa fosse utile a me e/o a qualcun altro.

Mi pongo molte domande, ma non saprei rispondere a nessuna. Eppure sono così bravo nel dare consigli agli altri ed a risolvere i loro problemi. Forse perché quelli altrui sono più semplici. Ma non tutti lo sono ed allora mi chiedo perché...perché c'è chi si rifiuta di aprire il suo cuore a me, che tanto vorrei accoglierlo ?

Non credo riuscirò più ad innamorarmi. Dico per davvero. Per finta è più facile. Innamorarsi per finta è forse la cosa che accade nella maggior parte dei rapporti. Rapporti fatti di "prede" e "predatori", in una spirale senza fine della quale non mi è mai piaciuto far parte.

Non credo né alla capacità di essere predatori né a quella di essere prede. Credo alla spontaneità appassionata dei rapporti e dei nonrapporti. Anche sessuali.

Credo all'assurdità degli stessi ed agli approcci lontani, preduti. A quelli che non ti aspetti.

Perché, allorquando aspetti qualche cosa, ecco che allora le aspettative sono disattese. Personalmente ho aspettato o, meglio, mi sono aspettato molte cose dalla e nella vita. Non ho mai ottenuto nulla, però mi sono sempre inventato tutto. E, almeno un po', ho fatto sorridere, talvolta, forse, sognare.

Ma se la vita dev'essere come un lavorìo continuo di invenzioni, di scorribande, di illusioni, di di di...di altro, allora si giunge ad un punto in cui ci si chiede: perché ? O, meglio, per chi ?

Per Lei.

Ormai senza nome, senza volto, senza.

Ma al profumo di lavanda.



21 giugno 2011

"La mia vita è un caos calmo: nubi": emozioni narrate by Baglu



Osservo video, ascolto canzoni (Battiato, la Bertè e la Caselli) e lo faccio con quel senso di nostalgia che mi sale addosso. No, forse non è giusto chiamarla nostalgia. Rabbia sarebbe meglio.
Però anche profonda tranquillità. Mi fumo una sigaretta e mi godo questo inizio estate ancora fresca, fra piogge e cieli azzurri, assolati.
Penso...sì ci penso ma non risponderò.
Non rispondo più a nessuno. Specie da quando Il Commissario è morto.
A me il telefono piace, ma per fare chiamate. Rispondere mi è sempre stato difficile e lo facevo solo quando mi chiamava Il Commissario. Cioè, in realtà nemmeno sempre.
Il telefono squilla ed io rimango lì, a fissare la parete. Poi mi alzo, bevo un bicchiere d'acqua, lo scaravento a terra e lancio un grido.
No, non è vero. Non lancio un grido, non ne avrei la forza. Magari rido fra me e me, fingendo di raccontarmi una barzelletta.
Canticchio una canzone, ovviemante solo l'aria, perché io le parole delle canzoni proprio non me le ricordo.

Ne abbiamo avute di occasioni, perdendole.

Mah, non so, anzi, forse lo so. So che io le occasioni non le ho mai perse, però ultimamente preferisco comportarmi diversamente, ovvero preferisco perderle perché così evito di investire quella parte di me che è già stata materialmente/fisicamente investita troppe volte.
La verità è che io mi devo difendere.

Cercavo in te la tenerezza che non ho.

Oggi un vecchio amico mi ha detto che io appaio in un modo, ma in realtà sono un'altra persona: appaio come un "chierichetto" (sue testuali parole che ora mi imbarazzo anche a scrivere, ma tant'è), ma in realtà trasgredisco le regole e le convenzioni. Talvolta anche le convinzioni. Altrui.

Le nubi sono già più in là.

La verità è che molte cose mi mancano, che la morte mi fa paura, che Lei mi manca e che mi manca anche Il Commissario (sussurro interiore: Dio, cheppalle le cose che finiscono ! Basterebbe quest'affermazione per comprendere il non-senso della vita. Comefaiasopravviveresapendochenonpuoipiùsentirliforseleggerli
forsecommentarli
eilcommissariononpotràpiù
nemmenodarmiconsiglietirarmisuilmorale).
Se è vero che non posso far tornare indietro le lancette dell'orologio, è vero anche che il mio cuore - almeno lui - non è muto.




9 ottobre 2009

Questione di fi....(ling)


Alla gatta morta, preferisco di gran lunga la topa viva !





28 settembre 2009

DIFFERENZE SESSUALI NELL'ATLETICA E NELLA SOCIETA': by Peter Boom

DIFFERENZA E INDIFFERENZA
presentazione by Luca Bagatin

Uomo, donna, transgender, ermafrodito....eccetera.
Peter Boom riesce sempre a focalizzare l'attenzione su aspetti che appaiono - ai più - o banali o indicibilmente sconcertanti.
Ma qual è o dov'è lo sconcerto ?
La differenza non è solo di gran lunga migliore rispetto all'indifferenza, ma è finanche quell'aspetto che ci permette di riconoscere nell'altro il nostro IO più profondo.
Le differenze, infatti, non sono presenti a caso. Ed esistono da sempre e per sempre.
Ovviamente non parlo solo di differenze sessuali.
Nella fattispecie, ad ogni modo, l'amico Peter, ci parla di un fatto passato un tantino in sordina, ovvero il caso dell'atleta Caster Semenya.
Buona lettura e conseguente riflessione.

Luca Bagatin



Differenze sessuali nell'atletica e nella società

Peter Boom – http://www.pansexuality.it

Tutti dovremmo sentirci solidali con la diciottene Caster Semenya, la grande atleta alla quale, dopo essersi meritata la medaglia d'oro con la vittoria degli 800 metri ai campionati mondiali di atletica a Berlino il 18 agosto di quest'anno, vogliono togliere la medaglia adducendo che lei non sia donna. Lei ora si sentirà come messa alla gogna davanti a tutto il mondo e ne soffrirà moltissimo, infatti un'altra atleta tempo fa si è suicidata a causa di questa stessa ragione.
Purtuttavia ritengo che non bisogna chiedere una oramai impossibile "privacy" per lei ed altri casi simili e non dovremmo parlare più neanche di "deviazioni" o "cure" per cambiare sesso. Disordine o disforìa di genere non sono belle espressioni e ci fanno sentire malati. Dovremmo parlare soltanto di differenze sessuali e infatti... siamo tutti differenti, diversi.
Ciò che deve cambiare è la società! Bisogna farla finita con una mentalità spesso imposta da religioni sadiche attraverso i secoli.
Dovremmo altresì tenere presente che circa il 15% delle persone possiedono in misura considerevole ( qualcuno dice ancora "anormale") le caratteristiche del sesso opposto. In tempi antichi gli ermafroditi furono stimati e visti come fiori rari. Non li avrebbero mai trattati con ormoni, terribili operazioni e non meno invasive cure psicologiche per adattarli ad una società ipocrita.
Se vogliono togliere la medaglia d'oro alla Caster Semenya dovrebbero prima dividere gli atleti partecipanti alle gare in innumerevoli categorie. Per altezza, peso, lunghezza delle gambe, per differenze ormonali, addirittura per la lunghezza del pene, dei piedi, etcetera, etcetera. Questo sarebbe praticamente impossibile e ci vorrebbero tantissime medaglie d'oro in più!


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini