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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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5 aprile 2014

Intervista esclusiva di Luca Bagatin a Gabriele Maestri, giornalista e autore del saggio di imminente uscita "Per un pugno di simboli", relativo alla storia dei simboli di partiti e movimenti politici in Italia

Ma quanti e quali sono i simboli politici di partiti e movimenti presenti in Italia dal 1948 – ovvero da quanto fu fondata la Repubblica dei Partiti, appunto – ad oggi ?

La risposta ce la fornirà a breve l'ottimo giornalista e assegnista di diritto pubblico comparato all’Università di Roma Tre, ovvero Gabriele Maestri, 31enne emiliano.

Con il suo “Per un pugno di simboli. Storie e mattane di una democrazia andata a male” (Aracne Editrice), con prefazione del giornalista e scrittore Filippo Ceccarelli – nota firma di Panorama, La Stampa e La Repubblica – infatti, Maestri descrive per filo e per segno vita, morte e miracoli (soprattutto quest'ultimi !) di partiti, partitini e movimenti vari, che da decenni popolano la vastissima galassia politica dello Stivale.

Una raccolta, pensate, di ben oltre 700 simboli politici - varianti comprese - che, nel volume, saranno tutti riprodotti a colori, con tanto di cronistoria.

Non posso non ricordare qui, brevemente, che Gabriele Maestri ha dedicato un capitolo anche alla mia avventura politica con l’ex parlamentare radicale Ilona Staller in arte Cicciolina alle amministrative romane dello scorso anno ed alcune note le ha dedicate anche al mio movimento-non-movimento “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.altervista.org) che, per la prima volta, viene presentato al grande pubblico attraverso la frizzante penna di questo giovane collega.

E' pertanto mio grande piacere intervistare amichevolmente qui Gabriele Maestri, per conoscere, in anteprima, i retroscena relativi alla sua opera d'inchiesta attorno ad uno degli aspetti più curiosi della politica nostrana.



Gabriele Maestri

Luca Bagatin: La domanda è d'obbligo. Com'è nata l'idea di un libro sulla storia dei simboli politici e/o di partito?


Gabriele Maestri:
L’idea certamente viene da lontano. L’interesse è arrivato quando ero bambino, coi simboli dei partiti che m’incuriosivano, per i colori e le figure, durante le lunghe dirette televisive post-elezioni; quando sono cresciuto la passione è cresciuta, proprio mentre la politica si complicava. Il libro che esce ora, in realtà, arriva dopo che nel 2012 avevo pubblicato la versione accademica di questa stessa ricerca, ovvero “I simboli della discordia “, che studiava per la prima volta sul piano giuridico gli emblemi dei partiti, a partire dalle regole da applicare in caso di scissioni o disaccordi. Avevo già l’idea di giungere a raccontare la storia dei simboli con venature pop, facendosi strada tra dichiarazioni, contraddizioni, liti, spinte, insulti, che non sono mancati in questi anni, furbizie e altri episodi che hanno caratterizzato queste vicende. Da giurista, però, avevo bisogno prima di raccontare una storia “seria” per tecnici, per poi farne una versione rivolta a tutti e, magari, divertente.


Luca Bagatin: Quanto tempo hai dedicato alla raccolta di informazioni relative ai simboli politici italiani ?


Gabriele Maestri:
Tanto tempo. Più di quanto sarebbe stato sano dedicare a questa ricerca: effetti della passione, anche se bisognerebbe controllarsi meglio. Comunque, nel 2010 è nata l’idea del libro “serio” e, per trovare i cumuli di documenti necessari - dagli atti notarili alle sentenze - ci è voluto un anno e mezzo, durante il quale ho cercato e scritto. Altri tre mesi sono stati solo di scrittura e limatura. Dopo il primo libro, per alleggerire i contenuti, c’è stato bisogno di infinite giornate di ricerca negli archivi online dei quotidiani, su libri e altre fonti, le informazioni che servivano, per non parlare delle testimonianze che ho raccolto - a volte macinandomi centinaia di chilometri - perché servivano o potevano completare il quadro. Tra ricerca e scrittura, quella che sembrava una semplice operazione di riscrittura ha richiesto almeno un altro anno. Il lavoro di ricerca dei simboli, tra vecchi e nuovi, invece non finisce mai.


Luca Bagatin: Nel tuo libro ci sono simboli e simboletti, spesso curiosi e coloriti, anche e soprattutto sotto il profilo linguistico. Quali sono i simboli che più ti hanno incuriosito e qual è la storia o il retroscena che ti ha incuriosito di più nell'ambito di questa tua ricerca/inchiesta ?

Gabriele Maestri: Da un certo punto di vista non si poteva non essere incuriositi - pur mettendosi le mani nei capelli - di fronte a quella pletora di emblemi che, a partire dagli anni ’90, sembrava avere trasformato la politica italiana in una dependance di Cartoonia: asinelli, elefantini, coccinelle, leoncini, mucchine col fiore in bocca, parevano davvero essere state tratte dai fumetti o dai cartoni animati e, acuti osservatori come Maria Laura Rodotà e Filippo Ceccarelli, avevano denunciato per tempo il livello preoccupante di regressione cui era arrivata la politica. Ora, in compenso, con una marea di simboli tinti del tricolore e magari anche di azzurro, non si comunica quasi più niente. Dovessi attenermi ai retroscena, citerei necessariamente gli episodi in cui certi simboli sono stati presentati non tanto per partecipare alle elezioni, ma per mettere i bastoni tra le ruote a qualcuno, o almeno per provarci. È capitato nel 2013 con i “cloni” di Grillo, Monti e Ingroia. Era capitato nel 1995 con Lamberto Dini - un caso che ebbe davvero del clamoroso - e con altri. Non posso però fare a meno di dire che, in certi casi, più ancora dei simboli prodotti, è interessante la storia del personaggio che li ha fatti nascere, spesso ricca di particolari imperdibili. L’ultimo capitolo, non a caso, è tutto dedicato agli “eroi simbolici” che meritano di essere narrati a fondo.


Luca Bagatin: Per quanto lo stile che utilizzi nel raccontare la storia dei simboli di cui sopra sia leggero, possiamo dire che il tuo è essenzialmente un libro divulgativo, storico per molti versi e assolutamente non satirico. Quale pensi possa essere il tuo pubblico di riferimento ? I proprietari dei simboli come hanno reagito o come pensi reagiranno allorquando leggeranno il tuo libro ?

Gabriele Maestri: Il taglio è volutamente leggero, per evitare di rendere immasticabile un argomento complesso, che potrebbe risultare pesante. Certamente però la leggerezza non intacca la correttezza dei contenuti - completi non si può essere, corretti sì - e spero che possano trovarsi a proprio agio su queste pagine coloro i quali conoscono gli eventi, magari per averli vissuti, oltre ovviamente a coloro i quali vogliano saperne di più. Il libro è rivolto a tutti gli appassionati della politica e della comunicazione, ma anche solo ai curiosi che vogliano leggere, da un punto di vista particolare, gli ultimi decenni di storia italiana. Generalmente i creatori degli emblemi hanno reagito bene al mio progetto, anche perché troppo spesso il loro ruolo è poco riconosciuto. Quanto ai partiti, nuovi o vecchi, credo che molto dipenderà da come sono stati trattati nelle pagine: forse chi ha ricevuto qualche stoccata gradirà meno, ma io qui parlo da osservatore e da tecnico e non voglio certo offendere qualcuno.


Luca Bagatin: Il tuo libro sarà edito poco prima della data ufficiale delle elezioni europee del 2014. E' una scelta voluta, oppure casuale ?

Gabriele Maestri: Speravo che i miei tempi mi permettessero di anticipare ancora di più l’uscita, arrivando addirittura prima dei giorni per il deposito dei simboli, ovvero domenica 6 e lunedì 7 aprile. Chiaramente la scelta non ha nulla di casuale: in questo periodo, infatti, gli italiani sembrano riscoprire l’importanza degli emblemi, così come alcune persone o alcuni gruppi dimostrano la loro “esistenza in vita” proprio in occasione del deposito del simbolo. Chiaramente quei segni di identificazione e distinzione sono importanti tutto l’anno, ma è indubbio che nel periodo elettorale ci sia più attenzione.


Luca Bagatin: Il fenomeno della proliferazione dei simboli politici e di partito è solo un fenomeno italiano ? Come spieghi questo particolare fenomeno, per molti versi anche di costume, oltre che politico ?

Gabriele Maestri: Più che altro bisognerebbe dire che quello dei simboli partitici è un fenomeno molto italiano. Sono moltissimi, all’estero, i Paesi che non fanno uso di contrassegni per le liste e spesso non si ricorda che anche negli Stati Uniti - in cui si parla di asinelli ed elefanti - quegli stessi animali sono frutto di un’operazione satirica, non certo politica. La frammentazione, nvece, c’è anche all’estero. Persino Paesi che noi consideriamo bipartitici o quasi sono molto più complessi. In Italia però ci si divide su tutto, per cui in fatto di schegge più o meno impazzite siamo decentemente esperti. Sul piano del costume, probabilmente, si può invocare la massima di Ennio Flaiano in base alla quale «L’Italia è una collezione di casi unici». Ci si spacca anche su ragioni microscopiche che sembrano insormontabili e ognuno pretende di continuare a dire la sua. Poi ci sono i burloni e i buontemponi, che nel mezzo riescono a infilare una “Lista Bunga Bunga, o “Noi meridionali” con la croce prestampata. Di fronte ai loro colpi di genio o ci si indigna o si leva il cappello. A ognuno la sua scelta.


Luca Bagatin



5 ottobre 2011

Ranfolfo Pacciardi: il combattente di cui avrebbe bisogno l'Italia di oggi


Randolfo Pacciardi: repubblicano mazziniano, partigiano antifascista, Eroe della guerra civile spagnola, comandante della Brigata "Garibaldi", anticomunista, atlantista, Ministro della Repubblica, Segretario del Partito Repubblicano Italiano prima e poi ingiustamente espulso dal PRI e successivamente ingiustamente accusato di golpismo dai cattocomunisti e dai fascisti. Fondatore del movimento mazziniano Unione Democratica per la Nuova Repubblica, presidenzialista e strenuo difensore della Repubblica laica e liberale. Uomo del popolo ed ascoltato dal popolo, contro la Casta politica già nel 1964 !
Un uomo che oggi potrebbe seppellire culturalmente e politicamente tutta la classe politica di faccendieri e di fannulloni di destra e sinistra, ovvero i nuovi dittatori di questo triste Paese.
Quello che segue è un video a lui dedicato, che si apre con una frase di Giuseppe Mazzini - suo maestro appunto - e si conclude con la massima pacciardiana: "Mi dicono: abbiamo la libertà. Quale libertà ? La libertà di una protesta inutile come quella che faccio io oggi".
Questo video è dedicato a tutti i repubblicani, i mazziniani, i garibaldini, i presidenzialisti puri, agli italiani, in particolare a tutti coloro i quali sono schifati dalla politica di oggi e che, come me, non vanno più a votare per protesta e per vergogna.


15 settembre 2010

Francesco Nucara, i Repubblicani e l'attuale maggioranza di governo



Francamente l'atteggiamento del mio Segretario Nazionale, Francesco Nucara, non mi scandalizza punto, come invece pare scandalizzare la gran parte della stampa e del mondo politico dalla scarsa responsaibilità istituzionale.
Il Partito Repubblicano Italiano fa a pieno titolo parte, dal 2008, dell'attuale maggioranza di governo.
Che oggi il Segretario del PRI, Nucara, annunci la costituzione di un "Gruppo dei responsabili" al fine di evitare le elezioni ed a salvataggio della maggioranza stessa, non è che lealtà nei confronti degli alleati, ma, soprattutto, responsabilità istituzionale.
Le questioni politiche dalle quali non è possibile prescindere, checchè se ne dica, ad ogni modo, sono tre:

a) il gruppo di Futuro e Libertà, ovvero dei finiani, non ancora politicamente forte, non ha alcuna intenzione di far cadere l'attuale maggioranza. Ha solamente voluto contarsi in Parlamento e nei sondaggi e - giustamente - fare la "voce grossa" di fronte ad un Berlusconi appiattito sulle posizioni anti-riformatrici della Lega Nord.

b) se si andasse a nuove elezioni in tempi brevi, come auspicherebbe piuttosto la Lega Nord - con l'attuale legge elettorale - il Paese ne uscirebbe ingovernabile, con un Berlusconi vincente alla Camera, ma incapace di ottenere la maggioranza al Senato. A trarne vantaggio sarebbero unicamente le forze estreme e destabilizzanti: Lega Nord ed Italia dei Valori. Che infatti stanno spingendo per nuove elezioni.

c) il PRI di Nucara sta offrendo al Paese la possibilità di evitare le elezioni anticipate e proseguire l'attuale legislatura con l'unico governo possibile e senza rischi di ingovernabilità.

Che vi siano amici e compagni Repubblicani che abbiano delle perplessità lo posso anche capire.
Ma per costruire un'alternativa all'attuale maggioranza di governo, ormai sicuramente stantia, è necessario lavorare nei prossimi tre anni. Oggi è ancora, purtroppo, prematuro.
E l'alternativa può - come scrivo da tempo - costruirsi per mezzo di una sinergia fra laici, repubblicani, liberali, finiani di Futuro e Libertà, Udc ed Api, capaci di coalizzarsi per un progetto di riforma che preveda almeno cinque punti: abolizione delle Province; riduzione della spesa pubblica improduttiva; riduzione delle imposte a due o tre aliquote; separazione delle carriere dei magistrati e spoliticizzazzione del CSM.
Come ha ricordato Francesco Nucara in questi giorni, rimane poi prioritaria la questione di "contrastare il Vaticano" e le sue ingerenze nella sfera politica e dunque pubblica. Occorre dunque riaffermare o, meglio, costruire lo Stato laico.

Luca Bagatin



20 marzo 2010

Le mie indicazioni di voto per le amministrative del 28 e 29 marzo



Beh, se proprio vi venisse la voglia di disertare vi capirei. Anzi, forse un po' vi incoraggerei pure. Per quel che mi riguarda, lo faccio già da tempo.
Come ha scritto nell'editoriale del 13 marzo scorso sul "Corriere della Sera" Sergio Romano, a proposito delle amministrative del 28 e 29 marzo, di fronte a partiti che si occupano di tutto fuorché di programmi e di questioni amministrative, "anche le astensioni, in questo caso, avranno un significato".
Ad ogni modo e comunque, penso che in Lazio un voto alla radicale Emma Bonino si possa anche dare. Come anche un voto alla sua lista Bonino-Pannella che trovo andrebbe sostenuta anche e soprattutto laddove si presenta quel geniaccio goliardico di Tinto Brass (Lombardia e Veneto, se non vado errando) che è forse l'unico che - di fronte alla bramosia di potere dei "comitati d'affari Pd-PdL" - li irride con un bel sederone sui manifesti e con una politica - come recita il manifesto del suo blog tintobrassblog.blogspot.com - contro la partitocrazia, le ingerenze del Vaticano, lo scippo di legalità e laicità, il politically correct ed il bigottismo di chi lancia il sasso - o il sesso - e poi nasconde la mano.



Altra regione interessante sotto il profilo elettorale è la Campania, ove l'unico candidato progressista e liberale è il socialista Stefano Caldoro, sostenuto dal centro-destra. Per battere i "furbetti del quartierino" Bassolino e Jervolino.
E nello specifico voglio seguire l'indicazione dell'amico repubblicano Carmine Pezzullo (candidato peraltro alla carica di Consigliere comunale di Frattamaggiore), invitando a votare per la lista Nuovo Psi-MpA-Partito Repubblicano con preferenza per il repubblicano Geppino Capasso, che sostiene - appunto - Stefano Caldoro Presidente.



Nei Comuni e nelle Regioni ove è presente l'Edera del PRI, ovviamente, il consiglio che vi do è di votarlo e sostenere questa isola felice di Storia, libertà e laicità.
Altrove astenetevi pure o, quantomeno, al nord, votate ovunque contro i candidati  della Lega Nord, che è la principale responsabile dell'aumento della burocrazia, dei costi e delle baronie a livello locale.
Dite dunque NO alla PADANIA LADRONA.



25 giugno 2009

PALAZZOLANDIA...ovvero Lanfranco Palazzolo: giornalista "dentro" ma "fuori" dal Palazzo



Chi permise che io e Lanfranco Palazzolo ci conoscessimo fu, involontariamente, il giornalista Mauro Suttora.
Entrambi frequentavamo il suo blog: io con le migliori, Lanfranco con le peggiori intenzioni.
Ma lasciamo perdere.
Fatto sta che dopo poco tempo ci scambiammo le mail e fu così gentile da inviarmi anche un libro con dedica, da lui curato, sui discorsi parlamentari di Pannella.
Erano anni che lo ascoltavo a Radio Radicale come giornalista-intervistatore e speaker e la sua voce mi risultava assai simpatica, specialmente la particolare pronuncia della "esse" che lo caratterizza.
Ritrovai Palazzolo sulle pagine de "La Voce Repubblicana" e scoprii che era Repubblicano come me e, quando si candidò alle amministrative di Roma a sostegno del sindaco Alemanno, invitai a votare per lui sotto il simbolo dell'Edera.
Scoprii anche che la sua voce su Wikipedia era ed è ricchissima di informazioni biografiche.
Quella maggiormente di nota, a parer mio, è frutto di un incontro che ebbe con lo scrittore inglese Tim Parks, che lo citò in un libro sulla fede calcistica, pubblicato nel 2002, riportando le seguenti parole:

« E un terzo, molto taciturno, non ha saputo dare nessuna spiegazione [sulla scelta di tifare il Verona, ndr]. Ho poi saputo che fa il cronista parlamentare per Radio Radicale e, dopo un altro po', che si è iscritto al grigio e pressoché estinto partito repubblicano. Mentre quell'uomo lucido ed intelligente parlava della sua radio e dei repubblicani, ho capito che aveva costruito tutta la propria identità sull'adesione a minoranze esigue e combattive e a cause che più perse non si può. Quale altra relazione può esistere tra le Brigate gialloblù, notoriamente di destra e il fondamentalismo laico dei radicali, per non parlare dei seriosi e stravecchi repubblicani? »
Ogni volta che la leggo mi scompiscio dalle risate. Penso al fatto che anch'io sono un fan delle cause perse ed ogni volta mi viene in mente Rett Butler, che in "Via col Vento" decide di combattere con i Confederati quando stanno per perdere la guerra.
Ad ogni modo a me, Lanfranco, non sembra affatto taciturno.
Diciamo che - a differenza di moltissime persone che parlano anche con il pertugio posteriore del loro corpo (uuuuhhh....la lista è lunghissima e con pressoché tutti loro, in un modo o nell'altro, ho fatto in modo di rompere i rapporti) - con Lanfranco si riesce sempre a scambiare quattro chiacchiere in amicizia.
Beh, dopo questo mio post non so.......
Ad ogni modo, il Nostro, ha anche un blog parecchio frequentato (lanfrancopalazzolo.blogspot.com). E vivaddio che esiste ancora qualcuno che apre un blog in tempi di faccedabuco !
Lanfranco poi, ha uno style particolare: ha creato un canale ad hoc per le sue video-chicche con il telefonino, che ti rimanda direttamente a youtube. Fra questi, a parer mio, il più bello è: Pannella contro l'automobile. Ottimo per chi, come me, odia quelle scatole di sardine con quattro ruote brummeggianti ipocritizzate e contestualmente ama le manifestazioni in solitaria, magari fumandosi beatamente una senzafiltro.
Last but not least, il Palazzolo ha aperto un'ulteriore blog che definirei di denuncia.
Palazzolo denuncia Nanni Moretti con Ecce Nanni: eccenanni.blogspot.com
Da fan non sinistrato di Nanni Moretti, ovviamente, potrei dissentire. Ed invece, qui, la dissenteria non mi colpisce punto.
E a capo.
Per inciso dirò che citazione preferita di Lanfranco Palazzolo è dell'economista Keynes, tanto amato da La Malfa padre e figlio: "Nel lungo periodo moriremo tutti".
Resistiamo sin che possiamo, ordunque !

I LIBRI PUBBLICATI DA LANFRANCO PALAZZOLO
questo E' un messaggio pubblicitario
Comprali subito ! Materiale così - purtroppo - se ne trova assai di rado !
Per una cultura Libertaria






29 maggio 2009

Il 6 e 7 giugno vota REPUBBLICANO. Altrimenti puoi anche stare a casa....

EDERA ORA !


Come già annunciato, questo blog è e sarà impegnato politicamente a sostengo dei candidati Amministratori del Partito Repubblicano Italiano in Romagna.
Oggi in Romagna, domani in Italia è lo slogan che abbiamo lanciato.
Oggi candidati a Sindaco o a Presidente di Provincia in terre ove il PRI è radicato, per domani esserlo in tutta Italia.
Candidature sostenute dal PdL o alternative di centro laico e liberaldemocratico ai due schieramenti.
E' questa la chiave vincente per un Partito Mazziniano del Terzo e Quarto Millennio che si propone civismo, buona amministrazione, riduzione degli sprechi, abolizione degli enti inutili.




ED....ERA ORA !

LUIGI DI PLACIDO: candidato Sindaco Repubblicano a Cesena, sostenuto da Pri, Lega Nord e Cesena Domani
www.luigidiplacido.it



VOTA PAOLO MONTESI, amico e sostenitore di questo blog e candidato al Consiglio comunale di Cesena



GIOVANNI LUCCHI: candidato Presidente della Provincia Forlì-Cesena sostenuto dal PRI
www.giovannilucchi.it


LAURO BIONDI: candidato Sindaco Repubblicano a Forlì, sostenuto da PRI e Partito Liberale Italiano

www.laurobiondi.com



ED ANCORA.....

LORENZO COSTA, CANDIDATO SINDACO A LUGO DI ROMAGNA PER IL PRI
www.prilugo.altervista.org


MORALDO FANTINI, CANDIDATO SINDACO DI CERVIA (RA), SOSTENUTO DA PRI, PDL E UDC

E un in bocca al lupo a tutte le liste dell'Edera alle amministrative italiane.

E DUNQUE.....O VOTI EDERA, O PUOI ANCHE STARE A CASA
(perché gli altri non hanno bisogno, né meritano il TUO voto)



5 dicembre 2007

RIFLESSIONI POLITICHE


Da diverso tempo sto riflettendo sulla relazione fra la politica italiana di oggi e quella di ieri e sulla relazione fra la politica di ieri, quella di oggi e l'attuale società italiana.
Perché, infatti, mentre nel 1892 ci fu l'esigenza di costituire un grande partito dei lavoratori denominato Partito Socialista e nel 1895 si costituì un'altro grande partito della democrazia e del lavoro che prese il nome di Partito Repubblicano, con moltitudini di iscritti e simpatizzanti disposti financo a morire per il proprio ideale, oggi abbiamo solo dei contenitori mediocri fatti di parole vuote, composti da molti generali e da poco esercito e soprattutto fondati sullo slogan e su mirate campagne di marketing fini a sé stesse ?
Per carità, non ho nulla contro il marketing: figuriamoci, ne sono un sostenitore. Ma, nel momento in cui, per avere "appeal" si fa un uso pressoché unico di tale strumento di comunicazione allora significa non avere, nei fatti, alcun contenuto.
Ora, sappiamo tutti che le idologie sono crollate, e che per varie vicissitudini si è passati da una Prima ad una Seconda Repubblica.
Non voglio però qui entrare nello specifico, in quanto rischierei di andare anche troppo fuori tema.
Ritorno quindi a bomba: mentre alla fine dell'800 sono sorti dei partiti che miravano all'emancipazione dell'individuo e che sorgevano spesso dalla base dei lavoratori, dei cooperatori, dei piccoli produttori, di intellettuali borghesi....dagli anni '90 ad oggi abbiamo assistito alla nascita di "partiti di plastica", con pochi militanti e molti generali. Partiti basati spesso su figure carismatiche e appoggiati da grandi gruppi industriali, bancari e della comunicazione mediatica.
Questo tanto a "destra" quanto a "sinistra".
Peraltro bisognerebbe aprire una parentesi: dagli anni '90 ad oggi l'Italia conobbe e conosce una strana "destra", tutt'altro che liberale, costituita dagli eredi del fascismo, dai leghisti e da un partito non meglio definito ideologicamente guidato da un imprenditore estraneo alla politica. Allo stesso identico modo il nostro Paese conobbe e conosce una strana "sinistra" capitanata ed egemonizzata da ex comunisti ed ex democristiani.
Le forze della democrazia laica e liberale (Liberali, Socialisti, Repubblicani) erano completamente stati spazzati via, come nel fascismo e tutt'ora faticano a riemergere.
Ecco che oggi assistiamo ad un'ulteriore "mutazione genetica" nei cosiddetti "partiti di massa", ulteriormente svuotati da qualsiasi radice storica e culturale italiana ed europea: da una parte abbiamo un Partito Democratico (fusione fra post comunisti e post democristiani) e dall'altra un Partito delle Libertà.
Curiosa mutazione davvero se pensiamo che questi due "supermercati" di "libertà" e "democrazia" si trovano ad operare in  un Paese a scarsa vocazione democratica e liberale: si pensi specialmente alla sua storia recente e relativamente recente fatta anche di divieti a particolari settori della ricerca scientifica, di regole non certe per quanto concerne la giustizia, di impossibilità per le coppie non sposate di vedersi riconosciuti diritti naturali, di mantenimento di aziende di Stato tutt'altro che in ottima salute, di scarso rispetto ed applicazione della Costituzione Repubblicana e si potrebbe continuare.
Ho cercato così di fotografare la situazione attuale che potrei allargare anche alle varie Costituenti socialiste e liberaldemocratico-repubblicane.
Che senso ha continuare ad affannarsi senza una base militante solida ?
La base militante si forma o si dovrebbe di norma formare su esigenze concrete.
Oggi la base militante è scarsa. In compenso abbiamo moltissimi individui che inseguono facili slogan, promesse di futuri radiosi, e tutto quanto si fa loro bere per mezzo dei mass media.
Un tempo ci si aggregava attorno ad un'idea, ad un progetto, ad un 'iniziativa.
Oggi ci si disgrega di fronte al telegiornale, alla partita di calcio, e nei vari centri commerciali: ciascuno alla ricerca dell'ultimo modello di telefonino.
Ed i prezzi, intanto, sono in aumento. E nessuno si chiede il perché o il percome e ciascuno continua a votare il suo Partito Democratico del Popolo Libero di Bananas.
Mi chiedo quante persone riflettano su queste semplici questioni.
E mi chiedo quante persone abbiano veramente la volontà di studiare ed approfondire la storia e la cultura financo politica del nostro Paese: dal glorioso Risorgimento sino all'Involuzione della Seconda Repubblica. Già sarebbe qualcosa, credetemi.
In questi giorni sul mio blog, non a caso, ho postato un brano tratto da "Lo straniero misterioso" di Mark Twain. In esso si spiega chiaramente come in generale la "maggioranza" sia facilmente preda di una  "minoranza" di individui che fanno più baccano e di come proprio in questo modo le monarchie, le oligarchie politiche e le religioni istituzionalizzate abbiano preso tanto piede nella Storia al punto di soggiogare il popolo bue.
Mi chiedo quanto ancora dovremo vedere ripetersi questa emblematica scena specie un un Paese medievale come il nostro ove si preferisce lanciare il sasso e nascondere la mano e soprattutto tenersi saldo il prosciutto sugli occhi per evitare, spesso, di pensare.



Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini