.
Annunci online

  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


Ultime cose
Il mio profilo


EDIZIONI MEDITERRANEE
Margheritando il Cuore
M.
IL MIO LIBRO: Universo Massonico
IL MIO (secondo) LIBRO: Ritratti di Donna
Eduard Limonov
FRENTE TRANSVERSAL Peronista y Kirchnerista
Alianza Pais
FEMEN
Movimiento Evita
PATRICIA VEZZULI
Nathalie Cardone
DEBDEASHAKTI: la Dea che viene da Venere
Studio Stampa
FRENTE AMPLIO
Lettera e Spirito - Rivista di Studi Tradizionali
TRE EDITORI
Partido Socialista Unido de Venezuela
ISTITUTO JUAN DOMINGO PERON
La Vera Cronaca
SERENA MARZUCCHI
Ursula Davis Hula Hop
ARCHIVIO PERONISTA
Mattatoio N. 5
AMORE E LIBERTA' Official Website
Amore e Libertà Blog
Ilona Staller per Roma 2013
DEBDEASHAKTI
Ente Nazionale Protezione Animali
LAVINIA GUGLIELMAN
Massimilano Giannocco
FONDAZIONE "CHE" GUEVARA
Domenico Mazzullo
ASSOCIAZIONE MOANA POZZI
Francesca Veronica Sanzari
PARTITO DELL'AMORE
Partido Justicialista
LA GAUCHE MODERNE
Venexia Editore
ELENA OVECINA
Dignitas
MELAGIOLI
Il Gioco dell'Eroe by Gianluca Magi
ALAIN DE BENOIST
LA VOZ DEL SANDINISMO
PETER BOOM
Imperial Club
CAOS TRA LE PENTOLE
Book Crossing
ORLANDO
George Washington Masonic Memorial
ALDO GRITTI
Museo di Simbologia Massonica
LUIGI PRUNETI
Notiziario Massonico Italiano
ERICA MELARGO
Parti Radical (France)
C.L.I.P.S.A.S.
Venezolana de Television
RON PAUL 2012
Montichiari CONTRO GREEN HILL
LIBERILIBRI
Scaffale Massonico
ENRICA BONACCORTI
Editions Maconniques Castelli
ISTITUTO DI STUDI "LINO SALVINI"
IlSudEst
Grand Orient De France
EVO MORALES Presidente
Socrate 2000
L.I.C.E.
Metis Di Meo
SENTIERI REPUBBLICANI
Moreno Neri
MU'AMMAR GHEDDAFI
Evita Peron
Mouvement Européen pour la Démocratie Directe
Hugo Chavez
EDGARDO SOGNO
Ipertesto Edizioni
CARLO MANCOSU EDITORE
Bocca di strada
EROS E' LIBERAZIONE: Tinto Brass blog
Manfredi Pomar
FRANC MAçONNERIE MAGAZINE
Loggia Heredom 1224
GRAN LOGGIA D'ITALIA UMSOI
Regime Scozzese Rettificato
PSICOSINTESI
Rondò Veneziano
ILARIA DRAGO
Blog maçonnique d un jeune franc-maçon sur la Franc-Maçonnerie en France
PIER CARPI: UN MAESTRO
Secreta Magazine
BYE BYE BEAUTIFUL
Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici
QUATUOR CORONATI
SECRETA: il forum
CUATRO F Periodico del PSUV
Padre Anthony Elenjimittam
LA LETTERA G
FEDERAZIONE GIOVANILE REPUBBLICANA di Romagna
A.M.O.R.C.
Gruppo Studi Swedenborghiani
PORTOBELLO by Enzo Tortora
Hiram Blog
ALICE BAILEY
ROSSLYN CHAPEL
Gran Loggia Italiana
POLAR FRANC-MACON
BLOG DEL RITO DI YORK
Ho fatto SPLASH !
Delitti sotto la cenere by Nathan Gelb: il video
NATHAN GELB
Cagliostro e il Rito Egizio
MAURIZIO NICHETTI
Nuova Carboneria Italiana
RITO DI YORK
Un simpatico gioco McCain Vs Obama
DOVE ERAVAMO RIMASTI ?
Helena is Red
PAMELA SAINO
Ordine Iniziatico dei Cavalieri della Luce
LOGGIA 33
Per il Diritto ad una Morte Dignitosa
ENZO TORTORA
SATHYA SAI BABA Bhajans
Scuola Internazionale della Rosacroce d'Oro
LANFRANCO PALAZZOLO
Giovannino senza paura
ANGELO PEZZANA
ELENA ORLANDO
L'Italia è la mia Patria: Ambra
DISINCANTO
Patrizia D'Amico
CRISTINA KIRCHNER
Pansessualità
PETER BOOM
Giuseppe Varlotta
SICK GIRLS
Kuthuma: periodico di Alchimia e Tradizione Iniziatica Occidentale
MAX BUNKER Press
Blog di Giordano Bruno Guerri
OMBRA D'ARGENTO
Libertarian Party
BrUNO BoZzettO
IL PADRETERNO
Spincon
TRACINGBOARDS: A MASONIC SITE
Amici di Garibaldi
Bombay !!!
GIORDANO BRUNO GUERRI
Solo Pittori Artisti Mutilati
JUPITER EDIZIONI
Non è la Rai
NON E' LA RAI: X ANNI DOPO
Il Mistero di Paul McCartney
LE DROIT HUMAIN
Robert Lomas
Fratellanza Bianca Universale
STORIA DI IERI, OGGI E DOMANI
The Buick Brothers
GIUSTIZIA GIUSTA
IL TIBETANO: Le Scuole Iniziatiche dell'Antica Saggezza
REMO REMOTTI
Mito di Donna: LUCIA "REHAB" CONTI
Partito d'Azione Liberalsocialista
MINA "VAGANTE" WELBY
Il Silenzio Infranto
SEMPRE SULLA BRECCIA
ALACRAN EDIZIONI
Decidere.net
SOCIALISMO LIBERALE PROGRESSISTA
Socialisti.net
MISS WELBY: LA NIPOTE SEGRETA DEL CALIBANO
MARIA MONSE'
Radicali italiani
ITALIA LAICA
La Voce Socialista
L'OPINIONE DELLE LIBERTA'
Fondazione Craxi
ANDREA G. PINKETTS
Il Blog di Panther
Sai Baba
Società Teosofica
UNO STORICO MILITANTE SOCIALISTA: PIER LUIGI BAGLIONI
Laetitia Casta
ASSOCIAZIONE MAZZINIANA ITALIANA
Gran Loggia d'Italia
ASSOCIAZIONE REDUCI GARIBALDINI
Ordo Templi Orientis
SITO DEL PROF. CLAUDIO NICOLINI
Sito di Davide Giacalone
QUADERNI RADICALI
Il Riformista
ANTICLERICALE.NET
Associazione Luca Coscioni
CENTRO MARIO PANNUNZIO
Antiproibizionisti.it
ALESSANDRO CECCHI PAONE
ESOTERIA: Massoneria e dintorni
Grande Oriente d'Italia
G. MAZZINI 2005
Psychomedia: Salute Mentale e Comunicazione
LIBERALCAFE
Un simpatico gioco pro-referendum sulla ricerca scientifica sulle cellule staminali
IO CI METTO LA FACCIA
Lega del Filo d'Oro
ITALIALAICA: IL GIORNALE DEI LAICI
Jiddu Krishnamurti
RIFORMATORI LIBERALI
Giordano Bruno
CARBONERIA
Rito Scozzese Antico ed Accettato
LA TRADIZIONE INIZIATICA TRA ORIENTE ED OCCIDENTE
La Loggia Montesion
WOODY ALLEN
La Melagrana: pagina di cultura esoterica
RITO SIMBOLICO ITALIANO
Federazione dei Liberaldemocratici
CARMELAAAAAA!!!
Ordine Martinista Universale
MOVIMENTO SUFI
Massoneria Italia
IL MANDIR DELLA PACE
Angelologia
LEGA ITALIANA ABOLIZIONE CONCORDATO
Movimento Federalista Europeo
LIBERTA' DI SPIRITO
Aislinn: la Fata-blogger
BAZARDELLEPAROLE
Picaresco: la BloggeRivista
NUVOLAROSSA: PASIONARIO DEL REPUBBLICANESIMO
DAL TRAMONTO ALL'ALBA: PORTALE DEL MISTERO
AKHENATON
MARTIN RUA: un blog massonico
Gran Loggia Regolare d'Italia
UNA STRONZA PERFETTA
Rito Orientale di Misraim e Memphis
BETTY FORD CENTER
Alice è sempre Alice
CALZETTA CHE PASSIONE
Bastogi: Casa Editrice esoterica
FILMOGRAFIA TRASH DI ANDREA G. PINKETTS
Pagine corsare di P.P. Pasolini
GIANFRANCO FUNARI
Le Trottoir
BerCamp: esperimenti democratici
OGGETTISTICA MASSONICA
Radicali di Sinistra
PROFONDO ROSSO STORE
LibMagazine
L'ORLANDO IL PORTENTO
Valeria la Vera
VIOLA VALENTINO
Valeria Manieri
LO SCIAMANO
Fuoco Sacro
AUTISMO ON-LINE
Epilessia Web
EDIZIONI TEOSOFICHE
Democrazia Laica
PER LA ROSA NEL PUGNO
Twin Peaks
TRENITALIA
Facciamo Breccia
Blog Italia
PLASTIC SOLDIER REVIEW
Arcana Intellego
IL FATTO ON LINE: BOLLETTINO D'ATTUALITA' ECO-COMPATIBILE
Severino Mingroni
SABRINA MARINANGELI
Critica Sociale
POLITICALINK
Massoneria sulla stampa
CHIESA EVANGELICA VALDESE
Capanno Garibaldi
SOCIETA' PER LA CREMAZIONE - TORINO
Cremazione.it
BLOG LAICI
Maria Montessori

cerca
letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
 


16 ottobre 2012

"IL (non) MORTO: racconto horror by Baglu



Non avrei mai pensato che qui fosse così buio.
Il buio mi piace certo. E' riposante e non necessita di occhiali per vederci.
Da bambino amavo nascondermi in luoghi bui. Da adulto poi...il buio mi ha sempre accompagnato.
Ma, andiamo con ordine. Iniziamo con il dire che ieri notte mi sono ucciso.
Come ? Ho trovato il coraggio di farlo, nell'unica maniera possibile, indolore e sufficientemente rapida (ovvero senza dover attendere che quelli di Dignitas, in Svizzera, valutassero la mia richiesta di suicidio assistito): ho ingurgitato cinquanta delle pasticche antiepilettiche che abitualmente utilizzavo da vent'anni.
Credo di essermi addormentato. Poi credo di non essermi più svegliato o, meglio...diciamo che la mia coscienza è sveglia, ma il mio corpo non risponde. O, meglio ancora, il mio corpo non c'è.
La mia coscienza è avvolta dal buio e, francamente, non è che la cosa mi entusiasmi.
Mi aspettavo un mondo alternativo, dopo la morte. Magari un paradiso pieno di donne, oppure un inferno pieno di diavolesse. O, più semplicemente, mi auguravo di ritrovare Merlino, Mabus, Silvestro, Paffy e tutti gli amici gatti che ho perduto, da quando ero bambino.
Vorrei piangere, ma non mi è possibile: la coscienza non può piangere.
Mi chiedo se sarà così per tutta l'eternità...ovvero se sarò condannato a rimanere sveglio (si fa per dire) in eterno !
Mi manca bere e fumare. I miei sigari. E bere la mia birra, con la quale meditavo di farmi fuori in un primo tempo. Ma la cirrosi epatica poteva attendere...evidentemente.
Immagino vorrete (vorrete ? ah sì ? perché, ho un pubblico ?) sapere il motivo per il quale mi sono ucciso.
Non è che ci sia molto da dire. Potrei dire che i motivi erano due: la mia vita era abbastanza inutile e, soprattutto, non mi andava di vivere in un mondo di stronzi.
Non avevo nulla da dire né da dare. Soprattutto non avevo un soldo, ma questa è un'altra storia. E pare che abbia l'eternità per raccontarvela. Se vorrò e deciderò di farlo.
Da dove posso cominciare ? Avevo sei anni che mi prendevano in giro per via del fatto che ero pieno di peli sulla testa e sulla faccia. Mia madre, anche per questo, mi odiava. E, una volta tornato a casa da scuola, mi legava alla catena assieme al cane. Bobi (mia madre non ha mai avuto una grande fantasia per i nomi. Del resto io mi chiamo Baglu). Mio padre, invece, era assente e, quando c'era, mi ignorava.
Per questo ho fraternizzato subito con i gatti. Loro erano le uniche persone (sì, persone, orkozzeus !!!!) che mi capivano. Ci scambiavamo le pulci vecendevolmente, un po' come i miei compagni di classe si scambiavano le figurine Panini.
A dieci anni mi innamorai. Lei era alta, era bella e soprattutto era buona. O almeno sembrava tale. Mi sorrideva e ciò era già di per sé strano.
Finì sotto un'automobile senza che io sia mai riuscito a parlarle. Del resto non l'avrei comunque mai fatto. Non ricordo nemmeno come si chiamava. Anzi no, l'ho dimenticato. Così come ho dimenticato molte cose. Il bello della morte è che aiuta a dimenticare ciò che ci ha fatto soffrire.
Qualcuno, una volta, mi pare di ricordare che mi disse che la sofferenza rafforza gli animi. Credo di non aver mai sentito una stronzata più grande in tutta la mia vita.
Ad ogni modo, ora che mi trovo qui, trapassato, posso confermarlo: non esiste nessun Dio. E non esiste nemmeno San Pietro con le chiavi, Buddha, le vergini del Corano e, evidentemente, nemmeno la reincarnazione. C'è solo buio.
A meno che questo non sia il "purgatorio dei suicidi" e, beh, questo non lo saprò mai. Qui non c'è anima...viva !
Da quanto tempo mi troverò qui ? Non è che sono in coma e prima o poi mi sveglierò in un ospedale ? No, dai, speriamo di no. Non voglio svegliarmi e, soprattutto, mi vergognerei come un ladro (perché, se nella mia vita ne ho fatte di cotte e di crude, compreso mangiare cibo per gatti, non ho mai rubato). Se sei un suicida, in questo Paese di merda che mi pare chiamarsi Italia, così come se sei un alcolista o un tossico, ti guardano con disprezzo misto e pietà. Secoli di cultura caZZolica (ovvero del cazzo, come la medesima Chiesa alla quale tale organo riproduttivo fa capo), hanno condannato un sacco di individui al pubblico disprezzo da parte di milioni di stronzi !
No, non posso, non voglio e soprattutto non devo sveglirmi. Sono morto, infondo, no ?
E' tutto nero, ma riesco a pensare. Confesso che è l'unica cosa che mi da noia davvero. Quand'ero vivo, l'unica cosa che mi faceva stare bene era dormire. Qui pare non ci sia verso di chiudere occhio...anche perché credo di non avere più degli occhi, né di averne tantomeno bisogno.
Uhm. Nessun rumore. Che pace. Potrei mettermi a cantare, nella mia mente, quanche motivetto. Infondo non posso essere stonato, con il pensiero.
Bah. Questa è la morte ? La morte è davvero una condanna a vivere, allora ! Eccheccazzo !
Però di positivo c'è che non ho più fame. Non posso più ingrassare e/o dimagrire a dismisura. E poi, qui, nessuno noterà più i lunghi peli che cospargevano il mio corpo !
Tutto sommato è un bilancio in pareggio: mi annoierò per l'eternità, ma, in compenso, non sarò più infelice !
Beh, che parola grossa. Che cos'è la felicità ? Bertrand Russell sosteneva che la felicità dell'uomo è data dal divertimento e dalla tranquillità di spirito...due cose che io non ho mai conosciuto, almeno forse non nei termini auspicati da Bertrand Russell.
Uhm, ma che cosa ne so io di Bertrand Russell, che ho appena la licenza di terza media ? Non sarà che, dopo la morte, si acquisiscono davvero conoscenza e saggezza ?
E a che scopo ? Per educare il buio che ci/mi sta avvolgendo ?
Uno pensa di morire e di scoprire il significato della vita. Ed invece, eccolo ancora lì a porsi domande.
Se prima era la vita a non avere un senso, ora sono persuaso che anche la morte, di senso, ne abbia pochino.





17 agosto 2011

ANNEXIA: racconto by Luca Bagatin e Lucia "Rehab" Conti

Il racconto horrorifico/fantascientifico che segue lo scrissi il 28 ottobre 2006, a quattro mani, assieme alla cantante Lucia "Rehab" Conti ed è tratto da un mio soggetto.
Il titolo con il quale lo editammo allora era "Niente è mai come sembra". Oggi ho deciso di ribattezzarlo.

L.B. (nella foto con D.A.)



ANNEXIA
di Luca Bagatin e Lucia "Rehab" Conti




Una scritta luminosa appare alla nostra vista ad indicare il nome della città. Un altoparlante dal quale proviene una leziosa voce femminile ci annuncia: "Benvenuti ad Annexia signore e signori. Anche quest'oggi una nuova giornata si apre per voi nella metropoli urbana che tutto il Pianta c'invidia..." Una ragazza a piedi nudi percorre il pulitissimo ed ordinato viale principale. Si gira verso l'altoparlante: "Ha proprio rotto questa STRONZA !". Si toglie dalla bocca il cewingum che sta masticando e lo appiccica energicamente all'apparecchio che prosegue comunque la sua litania. "Cazzate !" Ci volta le spalle e se ne va verso il Grande Edificio: l'Università.
Ligeya è una fuoricorso senza troppa voglia di emergere dalla massa né di studiare. E' una tipa di poche parole che cerca di farsi gli affaracci suoi quando non le rompono gli zebbedei. Cosa che purtroppo le capita abbastanza spesso: lei è "diversa" e sempre più spesso oggetto di derisione ed antipatia da parte delle sue compagne di corso (l'Università è unicamente femminile). Ligeya veste sempre di nero che ad Annexia è considerato il colore della sporcizia. Ciò, unito alla sua abitudine di andarsene in giro a piedi scalzi, scandalizza profondamente talune sue compagne abituate a vestire Prada o Yves Saint Laurent. Ligeya sorride e lancia loro sguardi fra il malizioso ed il maligno forse più espliciti delle parole: "Siete delle sgualdrinelle. Vi sgozzerei una ad una se ne avessi voglia. Non prima però di avervi stuprate con il collo di una bottiglia ! Ahahahahahah...". Questo il suo pensiero post adolescenziale ogni volta che le vede sghignazzare alle sue spalle o mentre parlano del belloccio di turno che si è fatto Litz o Betty.
Linda Blow è l'insegnante di lettere più temuta e rispettata del Grande Edificio. Una cinquantenne tirata come un sacchetto sottovuoto. Bocca a culo di gallina e trucco pesante. Corporatura asciutta ma imponente. Sul suo conto giravano le storielle più bizzarre, anche se l'unica accertata è quella che il marito si è suicidato con un colpo di pistola diretta al cuore dopo aver scoperto i ripetuti tradimenti di lei con il suo miglior amico.
Ligeya non ama lo studio, dicevamo, (ad Annexia la frequenza ai corsi universitari è considerata un “BENEFICIO OBBLIGATORIO”) né perché abbia scelto psicometria dei ratti di fogna. Forse per prendere le misure del suo stesso cervello (quei simpatici roditori torvi e asociali in fondo le somigliano…) e sentirsi un po' più "normale" dopo il periodo dell'ospedale psichiatrico in cui fu ricoverata a seguito di un coktail di Xanax alla banana e Southern Comfort  che la sparò direttamente in uno stato onirico tra il catatonico ed il comatoso (aveva scelto il Southern Comfort perché dei suoi vecchi amici, recentemente giustiziati in base alla legge sull’eliminazione fisica dei borderlines irrecuperabili, avevano avuto un tempo una band clandestina di “kick-rock” e il loro pezzo
di punta si chiamava proprio “Il conforto del sud”…).
Ligeya in ogni caso ha un'idiosincrasia per Linda Blow e la cosa appare reciproca. Due opposti che non si incontreranno mai.
Baglu è l'inserviente/magazziniere del Grande Edificio. Un uomo taciturno e dedito al suo lavoro il cui unico vizio è quello del fumo. Purtuttavia è costretto dalla legge a nasconderlo

Ah...non vi avevamo detto che la Legge di Annexia prevede sanzioni sino all'ergastolo per i trasgressori della Legge sulle Droghe. Sono considerata Droghe tutte le sostanze considerate pericolosissime  per la salute ovvero tabacco, alcool, allucinogeni, benzadrina, bibite gasate analcoliche, cibi con un elevato contenuto calorico nonché tutti i cibi transgenici. Il livello di salutismo di Annexia è massimo. Ed il Governo Democratico-Cristiano-Conservatore-Islamico ha stabilito che "il salutismo è la religione del nostro Stato indipendente". Baglu è un ex galeotto a suo tempo internato per tentato omicidio. Accusa infondata ma....la Legge è per tutti la stessa ad Annexia e la Cultura del Sospetto è materia di studio nelle scuole medie inferiori e superiori dello Stato.
Baglu simpatizza subito con Ligeya con per la quale prova una certa comprensione. Potrebbe esserle padre, purtuttavia Baglu ad Annexia non potrà mai diventarlo in quanto sono inibiti i rapporti sessuali con l'altro sesso agli ex galeotti. Pena il taglio netto dei genitali. "Una società evoluta non può permettersi di..." recita la vocina femminile leziosa dell'altoparlante che ha aperto la nostra storia.
Linda Blow non è il tipo che fa sconti a nessuno. E' un'insegnante tutta d'un pezzo ("pezzo di merda" sostiene Ligeya) che dimostra di credere fermamente nella Civilità di Annexia (ella fra l'altro è stata collaboratrice della Presidenza dello Stato in qualità di Responsabile della Comunicazione). La Civiltà di Annexia si fonda principalmente sulla superiorità delle convenzioni piuttosto che su quella delle convinzioni. "Essere educati e sorridenti con tutti nonché perseguire un ritmo di vita sano ed equilibrato, sono le regole auree..." ci ricorda la stronza dell'altoparlante di cui sopra.
Un giorno di un mese non meglio precisato Linda Blow chiama Ligeya nel suo ufficio. "Signorina Meringa, mi pare che il suo comportamento nei confronti dello studio e delle altre compagne di scuole sia deprecabile. Come assolutamente deprecabile è il suo abbigliamento vergognosamente oltraggioso nei confronti di questa Istituzione. Devo pertanto annunciarle un periodo di sospensione dalle lezioni da trascorrere presso l'Ospedale Riabilitativo della Città."

Ligeya fa un palloncino con la gomma da masticare il cui schiocco risuona nella stanza. Guarda l'insegnante tenendola in pugno con lo sguardo: l'una di fronte all'altra. A bruciapelo le sferra, con la pianta del piede scalzo, un calcio in piena faccia con una mossa da simil- judoka professionista rompendole il setto nasale. Il sangue dal naso della Blow esce copioso. La prof. preme un pulsante rosso e compaiono in pochi istanti dei ragazzini con le pupille dilatate che fanno rabbrividire Ligeya.
Linda Blow le prende i polsi e li stringe forte: "Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...." le dice con voce nasale e gutturale dilatando anch'essa le pupille. I ragazzini ripetono a loro volta in una litania continua: Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...".
Sulla porta compare Baglu, armato della sua fedele ramazza. Si infila una mano in tasca ed in un nanosecondo spara un colpo con una Bodeo anni '60 colpendo il cranio di uno dei ragazzini. "Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto..." prosegue la nenia in un crescendo fobico ossessivo. (Le armi sono vietate ad Annexia).

Dissolvenza.....

Baglu e Ligeya corrono lungo i viali della città inseguiti da Linda Blow (che nel frattempo si è trasformata in un mutante della specie dei Rettiliani) alla testa dei ragazzini (nel frattempo trasformatisi in esserini grigi detti appunto, i Grigi).
“Come va?” chiede Baglu
“Incazzata!” soffia Ligeya
“Incazzata?”
“Sì incazzata, odio tutto questo e odio l’urinoterapia, i massaggi drenanti e le unghie quadrate cazzo!!! E quei Grigi rompicoglioni. E la stronza che li guida, ovvio. Avrei dovuto mirare a quella bella testa di biscia…”

Voce fuoricampo: "Perché...no..."

Entrano nel primo edificio che si presenta loro aperto. Si tratta di un modernissimo palazzone bianco la cui hall è completamente spoglia e vuota. Si presenta loro davanti un nanetto deforme e ballerino vestito di rosso.

"itunevneB...etinev noc em". Lo seguono passando attraverso delle ampie tende rosse poste alla fine dell'atrio.

Dissolvenza.

Voce fuoricampo: "oN !"

Nero. Rosso.

Voce di Baglu: "Annexia era una terra felice....ecilef ! enoizazzinoloC.... Colonizzazione...."
Ligeya: "ALIENI !"
Attorno a loro file interminabili di bianchi letti d'ospedale. Corpi inanimati. Donne e bambini urlanti vestiti di nero a piedi nudi. Uomini deformi. Sono entrati in un manicomio.

Il manicomio di Annexia si chiama in realtà "Ospedale Riabilitativo della Città" (O.R.C.). In esso sono internati tutti gli esseri umani che un tempo abitavano la città ora colonizzata da mutanti e demoni d'ogni specie. Non si sa esattamente in che modo sia avvenuta tale colonizzazione. Probabilmente in modo pacifico. Il danaro fine a sé stesso, la pubblicità ossessiva e massificante, la perdita di creatività da parte degli individui, la mancanza di sicurezze interiori, potrebbero essere alcune possibili cause della sconfitta dell'umanità di fronte alla nuova Civlità Mutante di Annexia.

Voce fuoricampo: "Sono le vicissitudini della vita..."


Baglu e Ligeya entrano indisturbati nel Palazzo del Governo.

Voce fuoricampo: "Perche no ?"

I due cominciano a sparare all'impazzata contro i mutanti ed i demoni che li hanno nel frattempo circondati all'interno dell'edificio (dove avranno trovato le armi ad Annexia vietate ?). Incredibilmente riescono ad abbatterli. Ligeya con la solita mossa della judoka abbatte una solida porta in ferro con su scritto: "Ufficio del Grande Vecchio". "Benvenuti ad Annexia signore e signori. Anche quest'oggi una nuova giornata si apre per voi nella metropoli urbana che tutto il Pianta c'invidia...". Trovano una giovane e minuta donnina seduta ad un tavolo con un microfono "on air". Si avvicina loro il nanetto di cui sopra: "etneiN è iam emoc arbmes". Ligeya: ".....la stronza dell'altoparlante !" La donnina sorride loro e si schermisce: "Mi dispiace....questo è il prezzo da pagare per avere una Civiltà evoluta. Eliminare la curiosità e la creatività. Garantire la sopravvivenza del Popolo. Assecondare gli istinti del Popolo evitando che esso possa trasgredire regole prestabilite. La Colonizzazione......l'hanno voluta gli umani." BANG !


Dissolvenza.          

BI-BI-BI-BIP...BI-BI-BI-BIP..BI-BI-BI-BIP.. !!!!!!!
Miss Meringa si sveglia di soprassalto. Yvonne detesta le sveglie e lo svegliarsi presto la mattina.
"Edgar sarà già al lavoro...ahhhhunnnn...che sonno !".
Edgar è suo marito. "Che cazzo di sogno ho fatto ! La Colonizzazione....io che mi chiamavo come quella tipa di quel racconto di Poe....Quel Baglu poi...che nome buffo ! Ed il nanetto...brr...che impressione ! E il cronicaio...e quella troietta dalla voce metallica...."
DRIIIIIINNNN !!!! DRIIIIIINNNN !!!! DRIIIIIINNNN !!!! Suonano alla porta.
Yvonne va ad aprire. Una dottoressa in camice bianco le afferra i polsi ed un energumeno vestito da infermiere le tappa la bocca con un panno al cloroformio. "Sono Linda Blow, signorina Meringa, la dottoressa che la ha in cura....ricorda ? Ci spiace l'intrusione in casa sua, ma....lei non può fuggire dall'ospedale così, senza avvertire. Si calmi. La sua sindrome borderline merita di essere curata. Siamo qui per curarla".

Yvonne cade fra le braccia dell'energumento, priva di coscienza. La Dott.ssa Blow le pratica un'iniezione. Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.
Primissimo piano sull'ago della siringa.


Dissolvenza.

Il nanetto danzante vestito di rosso ci viene incontro e con voce gioviale ci informa:  "Niente è mai come sembra".


Luca Bagatin & Lucia "Rehab" Conti



1 novembre 2010

"Notte senza sogni": racconto horror by Luca Bagatin



Un gruppo di ragazzini aveva appena preso a calci un gattino nero.
Era la notte di Halloween e tutto, in Virgina, era lecito.
Dopo averlo preso a calci l'avrebbero strangolato, gli avrebbero cavato gli occhi e sgozzato con un temperino. Fra schiamazzi e risate.
Sarebbero tornati a casa nelle loro comode villette e l'avrebbero raccontato ad altrettanto ridanciani genitori, i quali erano appena tornati da esclusive feste in maschera.
Che cosa ci facesse in Virginia la Strega dal Manto Rosso, proprio non lo sappiamo.
Solitamente lei abitava la mente dei bambini malati.
Si era fermata davanti alla carcassa senza vita e mutilata del gattino nero. L'aveva preso fra le mani, baciato, leccato lasciandogli addosso una vischiosa bava verdastra e......rianimato.
Piccoli miagolii e, poi, il gattino fu nuovamente libero di correre.
Primo piano sugli occhi senza vita della Strega.
Visione dall'alto del centro abitato.
La porta di una delle villette abitate dai piccoli bulli si spalancò. Un vento gelido spazzò via la mobilia e, con essa, gli abitanti della casa: mamma, papà e figlio, che andarono a finire contro la parete. Urtandovi fragorosamente.
La Strega dal Manto Rosso entrò.
Non ci mise molto a cavar loro gli occhi e a lasciarli completamente ciechi.
Riservò lo stesso trattamento agli altri bulletti ed allo loro famigliole.
Un sorriso beffardo si stampò sul viso della Strega: nessuno, sino ad allora, l'aveva mai vista ridere.




23 ottobre 2010

"Nel buio della (mia) mente" racconto horror by Luca Bagatin



Era bassa, molto bassa, vecchia, con un naso sporporzionato rispetto al suo viso. Il mento sporgente, gli occhi chiari rabbiosi, i capelli crespi e grigi.
La incontravo ogni notte nei miei sogni: la Strega dal Manto Rosso.
Non so perché si chiamasse così, in quanto nei miei sogni appariva sempre vestita di nero e bianco. Metà del suo abito era nero e l'altra metà bianco.
M fissava sempre, ogni volta che ci trovavamo sull'atrio della sua casa: un'antica villa in disuso. O apparentemente in disuso.
Sapevo che il suo nome era "la Strega dal Manto Rosso". Lo percepivo dentro la mia mente, anche se lei non proferiva mai parola.
Si limitava a fissarmi e a ghignare. Cercavo di sostenere il suo sguardo, ma ogni volta non vi riuscivo: mi osservava in un misto di odio e terrore.
Allora avevo solo sei anni ed ero soggetto a violente crisi epilettiche che mi facevano spesso perdere conoscenza durante il giorno.
Crescendo, l'isolamento al quale ero costretto dai medici a causa della mia malattia, mi risultò sempre più insopportabile.
Fu allora che i miei incubi si popolarono di una nuova "creatura": la Donna Alta.
Era spaventosa nei suoi quasi tre metri di altezza e nella sua magrezza spettrale che mi permetteva di vederle le ossa, le costole, un seno appena abbozzato e cadente, con due capezzoli avvizziti e bianchissimi.
I lunghi capelli biondi e grigi, gli occhi impercettibili e trasparenti.
Cantava una dolcissima melodia. Ne avevo paura.
Una notte la Donna Alta e la Strega dal Manto Rosso mi apparvero, nel medesimo sogno.
Volevano strangolarmi.
Solo allora mi accorsi di possedere dei poteri psichici che mi permettevano, durante il sogno, di tenerle lontane, riuscendo a scaraventarle contro invisibili pareti nere. O quantomeno così apparivano al mio occhio.
Mi svegliai in preda al panico e dalla mia bocca uscirono copiosi fiotti di sangue che sporcarono il cuscino e le bianche lenzuola del mio letto.
Non riuscivo a proferire parola. I miei muscoli erano paralizzati.
La Strega dal Manto Rosso era lì con me: era mia madre.
Mi guardava dall'alto.
Lì, accanto a lei, la Donna Alta: era mio padre.
Abbozzarono un sorriso.
Poi scoppiarono a piangere: il mio letto si era trasformato nella mia tomba, con tanto di lapide.
La vista mi si annebbiò.
Dissolvenza in nero.
Nero.
Scrivo dal buio, con il solo ausilio della mia mente.
Pur consapevole che non c'è nessuno che mi possa sentire.




28 maggio 2010

My Band: Betty Poison

Che fine ha fatto Lucia Rehab Conti ?
Aprii qualche anno fa, su di lei, una rubrica apposita su questo blog.
Con Lucia scrissi a quattro mani anche qualche racconto noir e grottesco (pubblicati sia sul blog che altrove. Un amico ci sta anche lavoricchiando per realizzarne un cortometrtaggio-cartone animato), in linea con la sua personalità fuori dagli schemi, profondamente colta, a tratti malinconica, onirica, sospesa fra Edgar Allan Poe e David Lynch.
Da parecchio tempo le nostre strade si sono pressoché divise e purtroppo non ho più avuto modo di sentirla. E questo, lo confesso, mi spiace molto.
Oggi lei, da vocalist dei Betty Ford Center - il piccolo gruppo fuck'n roll di Frosinone nato nel 2005 - è vocalist dei Betty Poison, ormai conosciuti a livello internazionale.
Lucia e i suoi compagni, diciamola tutta, se lo meritano davvero.
Vorrei dedicare a lei, ai Betty Poison ed a tutti voi lettori, la pubblicazione di questa video-intervista che vede protagonista la stessa Lucia che, alla fine del video, riassume la sua filosofia "politicamente scorretta": "L'Italia deve diventare più agile...eliminando molte dissertazioni....e provare a suonare".
Come non condividerla !

L.B.



6 agosto 2009

BRIVIDI D'ESTATE: "Vicissitudini culinarie di un povero diavolo" by Luca Bagatin


Ve l'ho mai scritto che sono un patito degli horror ? No ?
Strano, visto che di racconti “a tema” ne ho scritti e non certo pochi.
Da bambino leggevo soprattutto Edgar Allan Poe ed il mio fumetto preferito era certamente Dylan Dog, personaggio nel quale mi identifico pressoché in toto tutt'ora (sì, anche in taluni mostri mi identifico, lo confermo).
Oltre ad essere un patito dei film di Dario Argento, visti e rivisti almeno sette volte ciascuno.
L'orrore - il vero orrore - è la quotidianità, come sostiene uno fra i miei scrittori preferiti (superiore - e di molto - a tutti gli autori "Classici"), Tiziano Sclavi.
Sono d'accordo e rilancio. Perché dunque non rilassarsi con una storia horror ben costruita, senza spargimento di sangue gratuito, ma ben ponderato come una gallina che cova l'ovetto ?
Oh yea, miei cari !
Ecco pertanto rivista e ri-adattata una storiella che scrissi l'anno scorso dal sapore dolce e amaro come il sangue che sgorga nelle vostre vene pulsanti pompato dal cuore sino al cervello e ritorno.
Per un'estate da brivido.

Luca Bagatin

VICISSITUDINI CULINARIE DI UN POVERO DIAVOLO
racconto by Luca Bagatin


Ero un bambino cattivo cattivo.
Mia madre diceva che ero "il figlio della colpa", in quanto nato da uno stupro che aveva subito in giovane età.
Avevo tre anni quando fui colto dal mio primo attacco epilettico.
Forze oscure pareva mi trascinassero in giro, trattenendomi per i capelli e cantilenando nelle mie orecchie. Ansimavo e mi contorcevo su me stesso, sbavando e rantolando.
Fu allora che pensai per la prima volta di uccidere mia madre che aveva generato il mostro che ero.
Ma ella morì qualche anno dopo di tubercolosi – malattia assai diffusa in questo nostro secolo - quando mi trovavo al brefotrofio ove ella mi aveva fatto rinchiudere per non pensare più a me.
Le mie giornate passavano grige e monotone, osservando fuori dalla finestra tenerissime bambine con le treccine bionde che, appena mi vedevano, scappavano inorridite.
Ero brutto, evidentemente. Non sapevo, allora, di avere una malattia della pelle che si manifestava con pustole ed eritemi lungo le guance ed il naso.
Non mi era permesso guardarmi allo specchio.
Vissi per anni nella più totale solitudine, fra gli scherni e le botte dei compagni più grandi e quelli delle suore che mi facevano passare lunghe giornate in ginocchio in quanto ....ero il figlio dela colpa.... Sapete com'è....
Come tutti i ragazzi di quell'età, a quindici anni, mi innamorai. La figlia del Direttore era una tenera ragazzina degli occhioni blu nei quali sentivo - per la prima volta - di trovare conforto.
Mary Beth, infatti, sembrava capirmi solo attraverso lo sguardo.
Mi misero al suo servizio: le portavo la colazione, il pranzo e la cena. Inoltre, spazzavo e riordinavo la sua stanza.
Un giorno ella volle parlarmi e per questo chiuse a chiave la porta della sua cameretta.
- Mi fai tanta pena, sai ? -
Io non le risposi. La guardai con durezza. Quelle parole mi ferirono immediatamente, congelando tutta la spina dorsale.
- Scusami....spero di non averti offeso. E' solo che penso dovrei compatire la tua sofferenza. E' una cosa che una ragazza della mia età dovrebbe capire, no ? -
La guardai ancora una volta. Ero allo stesso tempo perplesso e rabbioso. Rabbioso, sì.......
- Insomma, tu sei un servo per me, però.....però dovrei essere più generosa e comprensiva con te se un giorno occuperò una posizione nella società... -
Mi mancava il fiato. Non riuscivo più a reggermi sulle gambe. Piansi.
Mary Beth era riuscita ad affondare la sua lama invisibile nel mio cuore. E l'aveva fatto senza apparente "cattiveria". Solo per "convenzione", per così dire.
- Oh, però, stammi lontano. Le pustole della tua faccia hanno un cattivo odore ! -
Corsi fuori dalla stanza, intenzionato a buttarmi giù dal balcone.
Mr. Beth, il Direttore del brefotrofio, mi fermò e mi diede uno schiaffo in pieno volto facendomi rotolare a terra. Poi ebbi una crisi. Convulsioni.
Poi più nulla.
Non è esatto dire che uccisi la figlia del fornaio. Ne feci dei dolci.
Gettai i pezzi in una pentola, aggiunsi alcuni chili di soda caustica che avevo comprato per fare il sapone e rimescolai il tutto finché il corpo che avevo ben sezionato si sciolse in una scura poltiglia vischiosa con la quale riempii alcune cisterne. Quanto al sangue residuo, aspettai che si coagulasse, lo feci seccare nel forno e lo mescolai per bene con farina, zucchero, cioccolato, latte e uova, oltre a un po' di margarina, impastando il tutto. Feci così una gran quantità di pasticcini che servii al fornaio ed ai suoi clienti.
Feci un figurone ! Elizabeth era prioprio una bambina dolcissima !
Fu quando la signora Livraghi, cantante italiana, mi invitò da lei con la scusa di portarele il pane che, forse, esagerai davvero.
La signora Livraghi, un donnone di cinquant'anni suonati, aveva un debole per i ragazzini. Riuscii a divincolarmi dalla sua presa gettandole un ferro da stiro rovente sul seno. Fu un gioco da ragazzi aprirle la testa in due con la mannaia che il marito utilizzava per scuoiare i maiali.
Una volta fatta a pezzi, finì in un pentolone nel quale la mescolai a uova, burro, farina e cioccolato a volontà. La signora Livraghi amava in dolci. Chissà se si sarebbe mai figurata di poter diventare lei stessa una prelibatezza per il palato......dei bambini !
Mangiai alcuni squisitissimi dolcetti e ne diedi in gran quantità ai bambini della parrocchia che cambiarono ben presto opinione su di me e non mi chiamarono più il mostro per la mia pelle squamosa ed il mio incedere claudicante.
Eh, sì, forse, con la signora Livraghi devo avere esagerato un tantino.....nelle dosi del burro !
Il burro fa male, specie ai bambini. Ne avrei tenuto conto la volta successiva, sicuramente.
Mary Beth si era fatta ormai una donna. Sposata al conte Von Sydow, ella non aveva più nulla da invidiare alle coetanee della buona società.
Fu quando il fornaio mi mandò da lei a recapitarle dei dolcetti (quelli prodotti con il contributo di Elizabeth, se non ricordo male) che la rividi in tutta la sua matura bellezza.
Ella mi riconobbe a causa.....beh.....mi pare ovvio ! Ebbe un fremito di paura.
- Non temere, bella Mary Beth. Prendi un dolcetto...... - le dissi nel mio tono più educato.
Lo mangiò con una certa voluttà, mentre la osservavo estasiato.
Finii per reciderle il collo con un taglio netto per mezzo di un affilatissimo tagliacarte. Zac !
La sua testa, fra le mie braccia, era ancora più bella.....e quei capelli.....
Con essi ne avrei fatto una parrucca per la moglie del fornaio......
Tagliai a pezzi Mary Beth, depositandone accuratamente gli arti, il busto, la testa e le interiora in un sacco di farina che avevo portato con me.
Giunto alla cucina del fornaio, con un po' di uova, riuscii a friggere quelle carni sfrigolanti e a realizzarne dei gustosi antipastini panati con i quali cenai allegramente in compagnia del buon fornaio e della moglie.
Come sono lontani i tempi del brefotrofio......e chi mai avrebbe pensato che la mia qualità più grande fosse quella della cucina !
Mi intristisce solo pensare che, qui, al manicomio criminale, nessuno dei miei compagni di sventura abbia voglia di assaggiare i succulenti piatti che preparo con quel che mi passa la mensa.
Non sanno davvero ciò che si perdono !





Trovo non ci sia nulla di più rilassante, ora, di contemplare una foto di Jennifer Connelly......
Una baby-regina dell'horror italiano old-style



19 gennaio 2009

"QUELLA VOLTA IN CUI IL MONDO SCOMPARVE DENTRO A FACEBOOK ED IO PENSAVO SOLO A TETTARE": monologo surRenale by Luca Bagatin



Ma davvero la città era deserta ?
Pareva proprio fosse così: tutti su Internet, tutti su Facebook, tutti dietro al Piccolo Schermo !
Chissà se anche la cassiera bionda del supermercato Saponette Blu si trovava lì.....
Inghiottita anche lei.
Ed io dovevo salvarla. Sì ! Io, novello superer.....
Ma no, che dico....non ci siamo, mi ci vuole un'idea.
Ma che idea e idea.....
La comunicazione E' importante mi diceva Fatquack.
Acciderbo e anche lina se lo è !
La comunicazione – riminiscenze di scuola, dico – può essere VERBALE o NON VERBALE.
Ecco, ci siamo quasi.
Dunque, ad ogni modo.... Com'è nata questa roba dell'incomunicabilità ?
Pensiamo ad esempio all'incomunicabilità fra i sessi.
No, intendiamoci. Non intendo il fatto che l'organo genitale maschile e quello femminile PARLINO fra loro. Quello è e sarebbe un altro discorso....
Pensiamo al fatto che quando un uomo e una donna si vedono e si piacciono...iniziano a costruire barriere su barriere, costruzioni su costruzioni neanche fossimo alla Lego.
SOVRASTRUTTURE insomma.
Cerco di spiegarmi meglio: io vedo lei, lei vede me. Io le parlo, lei mi risponde. Io la invito da qualche parte cercando di non essere troppo invadente, lei mi dice di sì o di no o di forse.
Lei dice di sì ma pensa: “non penserà mica che sono una facile ?!?”.
Lei dice di no ma pensa: “però questo qui mi piace....spero che non pensi che lo schifo !”
Lei dice di forse ma pensa: “devo parlarne con un'amica. Lei sì saprà darmi un consiglio su come accalappiarlo !”
Che casino !
E poi c'è l'incomunicabilità fra amici e prima ancora fra parenti: se io dico così chissà poi lui o lei che cosa penserà e allora forse è meglio che sto zitto o zitta, mando giù, mando sù, mando affan...., mando una lettera, una cartolina, mando Lino a suonare il sax....
Insomma, lo capite o no che la città è DESERTA !!! DE-SER-TA.
Tutti su Facebook.
Tutti lì a stringersi la mano virtualmente: vuoi essere mio amico ? No ? E perché no ? Sì ? E perché sì ?
E poi ci sono anche le tette delle mamme che allattano, che Facebook sta provvedendo a rimuovere in quanto turberebbero i sonni di qualcuno che non trova più la......CA(L)MOMILLA !!!!
E poi ci sono i fanS dei mafiosi che fanno a gara per vedere chi ha più potere CONTATTuale !!!
E poi c'è la questione della PRAIVASI. Per anni abbiamo combattuto contro questa malattia della nostra psiche sovrastrutturata. Per anni siamo rimasti ossessionati dal fatto che qualcuno potesse sapere TUTTO di noi. Oggi con Facebook ciò NON è più possibile..... E (FINALMENTE) non ce ne frega più niente !
E poi...eccoli lì tutti i miei amici...on-line: posso CHATTurare la loro attenzione scrivendo cose tipo...ciao, come stai ? Da quanto tempo non ci sentiamo/vediamo/trombiamo/chattiamo... E potremo averne, come risposta: bene e tu ? Eh sì, proprio da tanto tempo.
PASSO E CHIOSO.
Io al massimo ricordo quella poesia del cavallo sul treno che vuole tettare. Sì, la poesia del cavallo e delle ciliege che mi ha raccontato Fatquack.
E' stato poco prima che la città fosse inghiottita da Internet. E' stato poco prima che tutti quanti se ne andassero per SEMPRE.
E' stato prima che mi innamorassi della cassiera bionda del supermercato Saponette Blu.
E' stato prima che potessi rivederla in carne ed ossa.
E' stato prima.
Ciò che mi chiedo oggi è se ci sarà ancora un poi.




sfoglia     settembre        novembre






"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini