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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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2 aprile 2015

La necessità di rilanciare la scuola pubblica, il ruolo degli insegnanti e la formazione


L'immagine è tratta dalla locandina del film-documentario (di cui si parla nell'articolo) "Educazione affettiva"

Ho sempre pensato che la professione di insegnante sia, in assoluto, la professione più nobile e degna che possa esistere.

La formazione, molto più della mera e spesso mediata informazione, è lo strumento di base attraverso il quale un bambino può non solo e non tanto approcciare al mondo adulto, ma raggiungere la piena maturità esistenziale, che gli permetterà di avere tutti gli strumenti – formativi, appunto – per poter essere l'uomo o la donna del domani.

E' veramente triste, invece, assistere da decenni – con il contributo dei Governi e degli Stati, sempre più asserviti alle logiche dei mercati – ad una vera e propria privatizzazione della scuola pubblica – e, dunque, della formazione. Una privatizzazione finalizzata a trasformare gli studenti in nuove generazioni di consumatori/lavoratori passivi e schiavizzati da un sistema che li sta privando, sempre più, di autentiche basi culturali, emotive, affettive e, dunque, formative.

Uno Stato civile e democratico, che ha a cuore il benessere delle persone, non può permettersi di tagliare i bilanci delle scuole. E non può permettersi di far entrare sponsor o privati nelle medesime, che è ciò che, nei fatti, avviene da decenni, inseguendo il modello statunitense che, peraltro, produce da sempre generazioni di somari.

Mi ha fatto molto piacere, dunque, essere stato invitato ieri – presso l'Aula dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati – alla proiezione ufficiale del film-documentario “Educazione affettiva”, di Federico Bondi e Clemente Bicocchi, prodotto dalla Ardaco, una casa di produzione indipendente (www.educazioneaffettiva.com).

Molte le insegnenti e gli studenti presenti ed anche qualche politico ha fatto capolino.

Interessante e leggero il documentario, realizzato dai bambini della quinta elementare della Scuola-Città Pestalozzi di Firenze e dai loro insegnanti, Matteo e Paolo.

Il film-documentario racconta alcuni momenti della vita scolastica della classe, l'ultima gita, le lezioni di educazione affettiva per imparare a rapportarsi con l'altro ed infine i consigli che i maestri danno agli allievi, nel difficile passaggio che accompagna i bambini verso l'adolescenza.

E' un film, a parer mio, che nella sua semplicità aiuta a riflettere sul ruolo centrale dell'insegnante, sin dalle scuole elementari. Ruolo spesso non compreso sia dai genitori dei ragazzi, che dalla classe politica italiana che, forse, non ha nemmeno le basi formative per comprenderlo.

Ruolo spesso marginale o marginalizzato. Così come ritenuta marginale o marginalizzata è l'educazione affettiva ed anche quella sessuale che – salvo una proposta di legge dell'On. Ilona Staller negli Anni '80 ed oggi dell'On. Valentina Vezzali (che presto intervisteremo) – è ritenuta tabù nelle scuole italiane.

Fa piacere che, ogni tanto, anche la politica getti uno sguardo su tali tematiche.

Farebbe ancor più piacere che si invertisse la rotta, ovvero che si iniziasse a fare spallucce di fronte ai tanti vincoli di bilancio e, dunque, si investisse di più nella scuola pubblica, nella formazione degli insegnanti, nella stabilizzazione di tutti i precari (senza costringerli a pagare fior fior di quattrini per abilitarsi !), nell'istituzione di corsi di educazione affettiva e sessuale sin dalle scuole elementari !

Sarebbe una bella utopia, ma un'utopia lucida e concreta, sulla quale sarà opportuno iniziare a ragionare e sulla quale sarebbe urgente attivarsi.


Luca Bagatin



26 febbraio 2015

Sì all'educazione sessuale nelle scuole ! Contro la frustrazione e la violenza dilagante

Già è assurdo che in Italia non vi sia, a differenza dei restanti Paesi dell'Unione Europea.

Parliamo dell'educazione sessuale nelle scuole che in Paesi come l'Olanda esiste da quel dì al punto che ai bambini la si insegna da quando hanno 4 anni, mentre da noi è pressoché un tabù. Oppure è oggetto di dileggio e contestazione da parte di associazioni che si proclamano “Pro-Vita” (ma quale vita ? Quella dei tanti frustrati che già si aggirano minacciosi per le nostre città ?), che addirittura hanno organizzato una petizione – con tanto di ridicolo video “promozionale” - contro l'educazione sessuale nelle scuole e contro il fatto che, a scuola, si spieghi che l'omosessualità è un orientamento sessuale del tutto normale.

Oltre ad essere assurdo è addirittura aberrante il fatto che non si comprenda che è proprio la mancanza di un'educazione sessuale e, aggiungiamo, sentimentale nelle scuole, la causa della frustrazione di molti giovani in ambito sentimentale e sessuale; dei troppi casi di stalking nel nostro Paese; di violenza domestica; di ipocrisia domestica che porta padri di famiglia ad andare a prostitute o a transessuali; di violenza verbale e fisica nei confronti di omosessuali ecc...

E nella posizione delle associazioni cosiddette “Pro-Vita” non vi è nulla di cristiano, non vi è nulla di umano, bensì vi è molto, troppo di ideologico e di contro-natura. Perché la natura ci insegna da sempre ad amare. Così come ce lo insegnava il Cristo.

E sarà la prima cosa che insegnerò anche a mio figlio o a mia figlia, così come gli/le insegnerò a rispettare il proprio prossimo, la propria compagna o il proprio compagno al punto dal fargli comprendere che l'ipocrisia, la violenza ed il tradimento sono frutto della repressione, anche sessuale.

Ed è ciò che consiglio a tutte le famiglie che amano davvero i propri figli; ai padri - come potrei essere io stesso - che amano la propria moglie al punto che non la tradirebbero mai; alle coppie etero o omosessuali, felici semplicemente di amare, pur in uno Stato clericofascista, quello italiano, che sembra voler impedire anche questo.


Luca Bagatin



Ringrazio la modella Maria José Peon Marquez per la compartecipazione
alla nostra fotocomposizione artistico-aforistica



19 maggio 2010

A proposito dei manifesti anti-omofobia a Pordenone e Udine.....da quando un bacio può considerarsi aggressivo ?

COMUNICATO STAMPA



Relativamente alla campagna anti-omofobia lanciata da Arcigay e Arcilesbica nei giorni scorsi a Pordenone e Udine, è oltremodo ridicolo che il tutore dei minori - il Consigliere regionale leghista Edouard Ballaman -  consideri un bacio come "una comunicazione eccessivamente aggressiva". Da quanto un bacio può considerarsi, infatti, aggressivo ?
Ritengo invece che questa campagna possa sensibilizzare proprio i minori e far comprendere loro che l'amore va ben oltre l'orientamento sessuale. E poi se un minore avesse pulsioni omosessuali sono proprio campagne di sensibilizzazione come queste che gli permetterebbero di sentirsi "meno solo" in una società che culturalmente sembra considerare "normale" unicamente l'eterosessualità.
Come laici, peraltro, sono decenni che chiediamo l'introduzione di un'ora di educazione sessuale obbligatoria a scuola (ove si insegna fra l'altro che l'amore di due uomini o di due donne è condizione del tutto naturale), come avviene nella gran parte dei Paesi europei e negli Stati Uniti d'America.

Luca Bagatin
componente del direttivo del Partito Repubblicano Italiano della provincia di Pordenone




DA www.ilfriuli.it
del 18 maggio 2010

I commenti a caldo

Telegrafico Luca Bagatin, componente del direttivo del Partito Repubblicano Italiano della provincia di Pordenone, che in una nota afferma "Relativamente all'oscuramento dei manifesti di Arcigay ed Arcilesbica rivendicato dall'esponente de La Destra Ernesto Pezzetta, penso che ci sia davvero di che riflettere relativamente alle legittimazione democratica di movimenti estremisti come il suo, che dimostrano di non rispettare nemmeno le regole del comune senso civico. E' oltremodo ridicolo, pertanto, che egli affermi di rispettare le persone omosessuali".



22 gennaio 2010

L'On. Paolo Grimoldi, Anna Frank e la sessuofobia



Non conoscevamo l'On. della Lega Nord Paolo Grimoldi e forse, oltre che a noi, era sconosciuto anche a più di qualcun altro.
Ad ogni modo e comunque è salito alla ribalta della cronaca, una cronaca nerissima come la pece, per aver sollevato la pretestuosa polemica relativa a "Il Diario di Anna Frank", che, a suo dire, non andrebbe proposto nelle scuole elementari come invece è avvenuto in una scuola del Comune di Usmate Velate (Monza).
Il motivo ?
Detto diario conterrebbe pagine hard che turberebbero le menti dei bambini, in quanto la piccola Anna Frank - ragazza ebrea diventata simbolo della Shoah, trucidata nel campo di sterminio di Bergen-Belsen nel 1945 - avrebbe descritto, in esso e minuziosamente, le sue parti intime.
Ora, sarà anche che l'On. Grimoldi aveva proprio voglia di farsi conoscere (e soprattutto riconoscere) al grande pubblico, ma ci pare che la sua proposta surreale comprenda in sé un tasso di sessuofobia considerevole.
"Il Diario di Anna Frank" racconta della vita di un'adolescente ebrea costretta dai nazisti, assieme alla famiglia, alla clandestinità. Ed è l'unico mezzo che ella ha avuto per esprimersi, per esprimere le sue pulsioni e sentimenti di ragazza che......non diventerà mai grande.
Un documento che proprio i più giovani dovrebbero leggere, perché, infondo, Anna non è che una di loro.
Che l'On. Grimoldi si soffermi su presunte "pagine hard" come le definisce, ciò forse può significare che non abbia per nulla compreso il significato di tale documento (e così i genitori di quella scuola che hanno sollevato il caso), oppure che non ricordi punto la sua adolescenza, fatta anche e proprio della scoperta del proprio corpo, della propria sessualità, delle proprie pulsioni erotiche. Del tutto naturali.
E' per questo che, nelle scuole elementari andrebbe invece introdotta un'ora obbligatoria di educazione sessuale e sentimentale. Senza tabù o pregiudizi, ma con profonda apertura e spirito di curiosità.
Solo culture primitive e dogmatiche hanno timore del sesso in quanto non hanno o non hanno mai voluto affrontare apertamente tale tema.
E così, approfondendo Freud, Jung e tutti i Padri della psicanalisi, si comprenderà che con i tabù sessuali si produrranno perversioni, distorsioni, complessi, omofobia, sessuofobia. E che una corretta educazione sessuale è il miglior antidoto alla violenza ed alla prevaricazione.
Quando la classe politica ed il panorama culturale del nostro Paese lo comprenderanno avremo fatto un passo verso le democrazie liberali, laiche ed occidentali. Sino a quel momento consideriamoci pure e tristemente, ancora un Paese medievale, arretrato e finanche complessato sessualmente.

Luca Bagatin

PS: scusate l'intrusione ma proprio non riesco a non rendervi partecipi di quest'assurdità.
Al link
http://poteriocculti.mastertopforum.biz/articolo-di-luca-bagatin-vt277.html
pare che abbiano il tempo di discutere del sottoscritto....e in maniera veramente esilarante.
Divertitevi a leggere ad esempio questo commento che fa quasi paura....Sono definito come una sorta di Tinto Brass del sadomaso AHAHAHAHA.... :-)))

Amici

ho dato un'occhiata al sito di questo ragazzo, Luca Bagatin.
Penso che queste siano le persone veramente pericolose, perché intelligenti.
Ma la loro intelligenza non è devoluta al bene, al vero, bensì ad ideologie retrograde (che caspita vuol dire liberal-repubblicanesimo mazziniano, se non confusione eletta a sistema?).
Il sito contiene immagini violente: un'arma, arti insanguinati, ed adombra gusti sessuali sado-maso. Tutte le foto di donne presenti richiamano il sado-masochismo.
Il top lo ha raggiunto nell'indicare come suo maestro televisivo il noto pedofilo Gianni Boncompagni! Un vero maestro!


Ma i pensieri di questi anonimi forumisti chi li ha prodotti ? Il Sessantotto ? La televisione di oggi ? La mancanza di ideali e di valori (visto che non sanno nemmeno che significa liberal-repubblicano ! sic !) ????
Io ci rido davvero, non so voi.
Ma ci sarebbe molto da piangere e da rabbrividire.



14 ottobre 2009

L'omofobia e l'irresponsabilità della classe politica italiana



E' semplicemente assurdo, specie alla luce dei recenti casi di cronaca nera che hanno colpito molti omosessuali, che la legge sull'omofobia non sia passata in Parlamento.
E' invece addirittura vergognoso che l'Udc parli di incostituzionalità della legge stessa.
Ormai è da lungo tempo che i politici di turno tirano in ballo la Costituzione a sproposito, su questioni che con essa non c'entrano nulla, ovvero che essa non contempla (e così si sono rigettati a priori il Lodo Alfano, il matrimonio omosessuale, la castrazione chimica, questa legge sull'omofobia, appunto, tanto per citarne alcune), ad esclusivo loro uso e consumo.
E' veramente ora di smetterla, anche perché questa classe politica - pressoché nel suo complesso - sta dimostrando davvero di non essere all'altezza del compito per il quale è stata....."nominata" (non già eletta, visto che nella nostra attuale legge elettorale - quella sì palesemente anticostituzionale al punto che la Costituzione non prevede un sistema elettorale maggioritario - non sono più previste le preferenze).
E' altresì assurdo che siedano in Parlamento persone che potrebbero meglio tutelare la loro "fede religiosa" nei conventi e nelle parrocchie e non, diversamente, tentare di imporre una loro personalissima visione discriminante ad un Paese che è fatto di molteplici concezioni di vita. Tutte parimenti legittime in quanto non danno fastidio ad alcuno (se non all'intima coscienza di certi benpensanti che, ribadisco, possono benissimo decidere di servire la loro fede nei luoghi adatti allo scopo).
Urge dunque una legge contro le discriminazioni sessuali ed altresì una legge che aggravi le pene nei confronti di stupratori e pedofili, anche arrivando a ridurre i gradi di giudizio e non escludendo aprioristicamente misure quali la castrazione chimica che, a dispetto dell'altisonante nome, è una pratica farmacologica temporanea a base di ormoni che inibisce la produzione di testosterone.
Sono misure che dovrebbero in particolare essere discusse e concordate a livello sovranazionale, europeo, con mano ferma e senza tentennamenti perché non è possibile che a rimetterci la pelle e la dignità siano sempre i soggetti più deboli siano essi bambini, donne o omosessuali.
Questo sì va contro la nostra Costituzione repubblicana (e non già vaticana).
Altra misura da adottare dovrebbe essere quella dell'introduzione nelle scuole, a partire dalle medie inferiori, dell'ora di educazione sessuale. Senza pregiudizi, senza pruderie. In cui parlare anche di omosessualità, che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito essere una condizione umana del tutto naturale (peraltro esistente anche nel mondo animale).
Un'ora di educazione sessuale per responsabilizzare i giovani ed al fine di aiutarli a conoscere il proprio corpo e le sue molteplici funzioni, che non sono certo solo ed unicamente riproduttive.
Sarà la nostra classe politica così responsabile da prendere provvedimenti in tal senso ?
Ce ne auguriamo veramente, perché fra inutili primarie ed inutili inaugurazioni di ponti sullo stretto di Messina.....stiamo francamente perdendo solo tempo.

Luca Bagatin



12 giugno 2008

MESSAGGIO PER IL GAY PRIDE by Peter Boom

Proseguiamo con la rubrica di Peter Boom in esclusiva per questo blog.
Questa volta Peter desidera inviare un messaggio al Gay Pride di Roma che si è tenuto sabato scorso.

Luca Bagatin


MESSAGGIO PER IL GAY PRIDE

di Peter Boom

Finti moralisti, dichiarando di insegnare "la morale" invece di considerare la propria immoralità, continuano imperterriti a falsificare il concetto "Natura".

Ciò che costoro asseriscono sia la Natura, natura non è. Allora succede che alcuni "religiosi" (purtroppo frustrati e deviati dal loro stesso credo) si sfogano con minori innocenti invece di mettersi apertamente con uomini o donne in un reale rapporto di affetto-amore e sessuale.

La pedofilìa è un reato tra i più gravi, una violenza su piccoli esseri umani che ancora non sanno difendersi.

L'attuale capo supremo della cosiddetta religione cristiana (cattolica?) impose il segreto sui suddetti crimini dei suoi sottoposti, i quali venivano soltanto spostati in sedi diverse dove, sapendosi impuniti, potevano ricominciare con ancora maggiore foga.

In termini penali questo si chiama "plurifavoreggiamento della pedofilìa" e sarebbe pertanto perseguibile per legge.

Non ho mai sentito che qualche alto prelato abbia mai obiettato contro tali disposizioni del capo supremo della detta religione e di consequenza se ne deduce che essi tutti sono conniventi.

I delitti, i crimini contro l'umanità, le truffe bancarie e finanziarie, etc., etc., non hanno trattenuto un gran numero di politici italiani dal regalare sempre più soldi (di tutti) al Vaticano (circa 40 miliardi all'anno).

Quanti GLBTQ e/o pansessuali non sono fuggiti verso paesi più liberi, quanti di noi non sono stati avviati verso il suicidio (Alfredo Ormando), verso la disperazione, quanti sono stati ricattati, licenziati, maltrattati, considerati peccaminosi, snaturati, di serie B !!!

No, noi non siamo di serie B, non siamo affatto innaturali! Difendiamoci dalla falsa ideologia clericale, facciamo le nostre manifestazioni in quanto esseri umani liberi e uguali a chiunque altro.

Anch'io sarò presente alla manifestazione di libertà che si tiene a Roma sabato 7 giugno con un corteo da Piazza della Repubblica, concentramento alle ore 15.00 e partenza alle ore 16.00, con gran finale a Piazza Navona.

Peter Boom, militante gay da una cinquantina d'anni, paroliere-cantante del primo disco gay in Italia (Lui ama lui e Fuori - 1972) e fondatore della Teoria della Pansessualità, riconosciuta e pubblicata dalla Federazione Europea di Sessuologìa.

http://digilander.libero.it/pansexuality



30 maggio 2008

AVETE MAI ASSASSINATO MICHELANGELO ? articolo by Peter Boom


Sono 50 anni che faccio il militante gay e onestamente non so più cosa fare per rompere l'orrenda barriera antigay italiana.
Ora, a 72 anni, mi sono veramente stufato e tenterò ancora di richiamare tutti alla propria responsabilità.
A cominciare dall'ex-Capo dello Stato Ciampi, che stimo per molte ragioni, ma che nel 2002 mi sentivo costretto a tirare in ballo nella sua qualità di più alto responsabile politico in Italia.
Lui, aveva nominato gli ebrei, ma non le altre categorie assassinate durante l'olocausto, altri numerosi esseri umani, che ancora sono scomodi e non mi si dica che era una dimenticanza casuale.
Il Capo dello Stato rappresentava il popolo italiano, ma evidentemente non rappresentava Michelangelo e una bella fetta dei residenti passati, presenti e futuri.
Poi c'era, molto più grave ancora, quel capo che si spacciava per "infallibile tramite" tra un Dio cattivissimo e l'umanità. Asserendo di rappresentare Gesù Cristo, questo capo blaterava giudizi dall'alto del suo palazzo imponente indossando sontuose vesti ricamate d'oro e ... il suo successore ancora peggio.
E poi i preti cacciavano via travestiti e femminielli.
Una parte rilevante della popolazione è "panolebi" (pansessuale, omosessuale, lesbico, bisessuale, trans, etc.), gente che viene torturata psicologicamente dal non dire di certi e dalle condanne di altri. Torturati fino alla più nera disperazione, fino al suicidio, soprattutto coloro che vivono in provincia e sono la maggior parte.
A loro è stato insegnato che è meglio nascondere il sesso, l'amicizia, l'affetto, l'amore e a vergognarsi di se stessi.
Ancora oggi Alfredo Ormando non è ancora riuscito a farci vergognare di questa società che si vanta di essere civile e cristiana, neanche bruciandosi vivo in piazza San Pietro.
Quando un omosessuale impazzisce, si droga, si dà all'alcool, si lascia ammazzare o si suicida, allora cercano di nascondere la vera causa di tutto questo. L'omosessuale, anche dopo morto, rimane una vergogna, come era una vergogna fino a non molti anni fa avere un figlio andicappato.
Abito a circa 80 chilometri da Roma, città gloriosa per la sua storia, sede della cristianità e ancora sento dire: "Ammazzerei tutti i froci", "Meglio un figlio drogato che un figlio frocio", "Se mio figlio fosse frocio, lo ammazzerei".
Pensate che in queste condizioni una ragazza o un ragazzo possa dire apertamente di essere gay? Rischierebbe troppo. Non si può contare su molti spontanei "coming out" il "dichiararsi" a causa del terrore di venir scherniti, allontanati dalla famiglia, dagli affetti, dagli amici, di perdere il lavoro e di venir in ogno modo ostacolato, condannato, emarginato.
Nelle grandi città i gay possono usufruire di luoghi di incontro, alcuni anche molto pericolosi come dimostrato dall'alto numero degli omicidi. Anche lì moltissimi nascondono ancora la propria naturale inclinazione agli amici, alla famiglia, sul lavoro o a scuola.
Chi è responsabile di tutte queste disgrazie?
Chiedo ufficialmente che venga aperto un'inchiesta da parte delle istituzioni. Una seria indagine da attuare in collaborazione tra Forze dell'Ordine, università, sociologi, psicologi, psichiatri, operatori sociali e organizzazioni panolebi.
Un'arma efficace contro la distruzione continua di moltissime vite è necessaria.
Non crediate che io abbia paura di denunciare per grave inadempienza civile e sociale il Capo dello Stato e per omicidio volontario plurimo attraverso l'uso della parola un Papa anticristiano.
Una denuncia che va fatta in Italia, in Europa, nel mondo.
Da troppo tempo è tempo di cambiare.


MI PERMETTO DI RISPONDERE... by Luca Bagatin


Mi permetto di aggiungere una riflessione.
Sono al 95% d'accordo con quanto scrive l'amico Peter, però forse un tantino mi pare esageri e non so se questa esagerazione possa far bene alla "causa".
Mi spiego meglio: perché sollevare un vespaio coinvolgendo forze dell'ordine, sociologi, psicologi, psichiatri e compagnia bubbola che forse di sessualità non ne sa molto di più di chi la vive di già con pienezza e profonda apertura mentale senza bisogno di alcun "titolo altisonante, blasonato e certificato dalla Legge e dall'Ordine" ?
La questione, insomma, potrebbe essere molto più semplice e pertanto potrebbe essere trattata come tale.
Se una persona ama un'altra persona del proprio sesso perché ci si scandalizza (specie se le due persone in questione sono due "lui") ?
Si provi a riflettere, ad approfondire.
Si scoprirà che ci si scandalizza perché si è nel profondo ossessionati dal sesso. Si è, insomma, maniaci del sesso in piena regola ! (Che poi questa ossessione sia diffusissima - specie nei Paesi ove la religione monotieista istituzionalizzata è preminente - è un altro discorso).
Ci si immagina prima di tutto l'atto sessuale, specie quello fra due maschi, e lo si giudica "contro natura". E già il concetto di "giudizio", in sé, è fuorviante (in quanto ogni giudizio porta inevitabilmente al pregiudizio).
Le Chiese e le religioni istituzionalizzate monotieiste, poi, hanno fatto della paura del sesso la loro verità fondante e già per esse il sesso è "contro natura" e lo si giustifica solo se "teso alla procreazione della specie" (come se non fossimo già troppi nel Mondo !). E questo perché l'orgasmo che si verifica per mezzo dell'atto sessuale è un fenomeno fisico che più ci può avvicinare all'Estesi Divina sperimentabilissima anche per mezzo delle più diffuse tecniche di meditazione orientale ed occidentale. Ovvero l'opposto di ciò che insegnano le Chiese le quali pretendono di essere l'"unico tramite fra l'individuo e Dio" (sic !).
Perché, insomma, vergognarsi del proprio orientamento sessuale e del sesso in generale, se si è una persona in grado di intendere e di volere che non vuole arrecare danno ad alcuno ma solo vicendevole piacere ed amore ?
Perché non tentare di ovviare alla "fobia del sesso" da parte di coloro i quali sono pieni di pregiudizi e riportarli, pian piano, verso una piena consapevolezza dell'altrui e quindi della propria sessualità ?
Secondo me si risolverebbero gran parte dei problemi se l'educazione sessuale diventasse finalmente materia di studio obbligatoria sin dalle scuole elementari.
Sarebbe un primo passo sicuramente obbligato.


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini