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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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1 agosto 2014

DebDeaShakti



Una delle più suggestive foto artistiche di Debdeashakti, artista dell'eros dalle profonde conoscenze esoteriche e spirituali, nonché autrice della prefazione al mio ultimo saggio Ritratti di Donna.
Va sottolineata in particolare la scelta di apporre un cuore bianco
nel luogo più Sacro del corpo femminile.
In questo modo, peraltro, la censura internettica - dal sapore zuckerbergiano - è stata (s)fottuta con simpatia.



8 luglio 2014

"La mia idea di AMOR": monologo by Baglu

Che strana città quella in cui mi sto trasferendo, più che strana direi triste.

Non che al nord le cose vadano meglio, ma da una metropoli che ha conosciuto l'Impero ti aspetteresti quantomeno qualche cosa di diverso.

Penso che con il crollo del celebre Impero sia crollata anche la sua Capitale. La qualità dei suoi abitanti, poi, lascia alquanto a desiderare nonostante io ne faccia parte a pieno titolo da quasi quarant'anni.

“La Grande Bellezza”. Chi ha visto e compreso quel film avrà compreso anche che la vera bellezza sta negli sprazzi, non nel chiacchiericcio e non certo nella Capitale o nel portafoglio o capitale – che dir si voglia - di quelli che alle feste ci vanno solo perché vogliono farsi notare e non hanno un cazzo da fare.

Alle feste ci vado anch'io, ma almeno ho la decenza di presentarmi per ciò che sono. Piacere, Baglu, professione disilluso.

Curioso il fatto che qui le cose, da almeno trent'anni, non siano mutate. L'urbanistica è rimasta quella della fine degli Anni '70, primi '80. Per un nostalgico come me fa quasi tenerezza.

Quando mi parlano di raccolta differenziata, infatti, faccio sempre notare che a cavallo fra gli Anni '70 ed '80 era un concetto che non esisteva. Che, o radi al suolo la città, come fece Nerone e magari la fai ricostruire dal Signor Ikea, oppure stai fresco.

Mi incuriosisce notare che le periferie non sono mutate, che i ragazzini portano ancora i calzoncini corti e giocano con un pallone semiusurato in improbabili parrocchie/chiesuole assolate, che esistono ancora le feste rionali e le fanno ancora lì, dove le facevano negli Anni '70/'80.

Solo le persone sono mutate, nel senso che oggi hanno gli smartphone e usano uozzapp, quella roba che non sai nemmeno che cappero voglia dire quando la pronunci (uozzapp, infatti, sospetto significhi: che cazz'è ?...ah, la mia scarsa considerazione per gli anglo-barbari fa sempre maggiori progressi).

Mi dicono che nelle università, qui, spopola un partito che non sapevo nemmeno esistesse più che si chiama Sinistra Critica. Vedo molti ragazzi che parlano di fascismo e comunismo e cercano di venderti un giornale che credevi ormai esistesse solo nei film vintge di Nanni Moretti: Lotta Comunista. Stranamente la cosa non mi rende nostalgico. Mi fa incazzare e pensare che le idee sono rimaste le stesse, che circolano, sì, ma qui le cose non si muovono affatto. Il malgoverno permane, la burocrazia disorganizzata impazza tanto quanto il traffico, la monnezza affolla le piazze ed i vicoli tanto quanto la paraculaggine, che è l'hobby più diffuso fra la ggente. L'Impero è come se non fosse mai esistito.

Mi fa anche incazzare che chi parla di comunismo non abbia mai letto Marx. Io l'ho letto a sedici anni e per questo sono diventato anticomunista, ovvero per il superamento del capitalismo, ma senza passare né per la struttura né per la sovrastruttura. Sono per l'approfondimento dell'essere umano. Per la sua valorizzazione.

Mi mettono molta inquietudine i pellegrini religiosi. Specie quelli della Scalasanta. Penso che la Scalasanta sia il trionfo dell'ipocrisia tanto quanto le chiese che sovrappopolano questa città.

Penso che siano un insulto a Cristo, a Dio, all'Amore Universale che i pellegrini fottono ogni giorno sotto forma di preghiere vuote allorquando nella vita di tutti i giorni insultano il prossimo, lo vilipendono, lo maltrattano, se ne fregano dell'ambiente, degli animali, dei propri vicini di casa, delle persone che dovrebbero – per pura umanità – rispettare.

Il trionfo dell'ipocrisia para-religiosa, ovvero para-cula mi disgusta tanto quanto il trionfo dell'ipocrisia politica, dei convegni, dei congressi ove si sprecano parole al vento.

Penso che questo popolo sia fatto per essere gestito, prima ancora che di-gestito e di-gerito.

Mi chiedo se davvero sia mai esistito un Impero oppure non sia tutto frutto della fantasia di Valerio Massimo Manfredi. Per decenza del pueblo che quell'Impero dovrebbe oggi rappresentre, mi auguro che sia stato così. Che sia tutto un immenso racconto di fantasia, come la storia dello sbarco sulla luna.

Mi auguro sia solo un grande spot pubblicitario offerto da quelli della Vodafone con il loro pinguino-cretino che ha convinto persino Elio a farsi prestare la voce. Ah, che cosa non fa il danaro e lo showbusiness ove di show non vi è proprio nulla ed il business riescono a gestirlo solo quattro bestie da prima elementare ! Magari anglo-barbare (ma l'Impero non li aveva sconfitti ?) !

Ma perché non ve ne andate tutti quanti affanculo ?

Non vi chiedo il suicidio di massa, come forse meritereste, ma solo un leggero affanculo.

Fra dieci o quindici anni, ad ogni modo, per me, sarete solo un triste ricordo. 




13 agosto 2013

Le avventure di Ilona, Hula e Baglu









30 luglio 2013

Per il ciclo CINICO BAGLU...aforismi scelti in salsa black humor

L'innamoramento è una cosa bellissima...quando capita a qualcun altro, meglio se nei film.

Vivere di ricordi è il miglior metodo per evitare di pensare al presente e, meglio ancora, al futuro.

Vivi come se dovessi morire domani, e, se dovessi morire domani, non fartene cruccio. Non te ne renderesti nemmeno conto.

La fortuna aiuta gli audaci, ma non tutti. Noi Acquario abbiamo Saturno contro da quel dì.

Non credo al matrimonio, ma ai contratti prematrimoniali.

Non fare affidamento sul prossimo, a meno che non si tratti del tuo dolcissimo animale domestico.

Francamente non comprendo perché, ancora una volta, in Italia se la prendono con chi non c'entra nulla.
Nella fattispecie il Ministro Kyenge che - a differenza di Prodi, Berlusconi, Bersani, Letta e Alfano - non ha alcuna responsabilità politica oggettiva.
Sarà forse che è più facile tirare le banane a chi non c'entra nulla piuttosto che andare al cuore del problema ?
Il cretinismo italico dilaga.




8 luglio 2013

A proposito dell'uso del corpo femminile nelle pubblicità e non solo (ovvero come una politica alla frutta non sappia proprio come farsi notare e tenti di farci mangiare la foglia...di fico !)


Una provocatoria e provocante foto di Ilona a corredo di un provocatorio e provocante articolo
Sento ancora di polemiche (politiche, sic !) a proposito dell'uso del corpo femminile nudo nelle pubblicità. Addirittura si paventano disegni di legge.
L'Italia è un Paese di tristoni e di frustrati. Oltre che di politici poco corretti e privi di buonsenso.
Il corpo nudo, sia esso femminile o maschile, andrebbe utilizzato in ogni dove. Ce lo insegnavano i Popoli antichi, con la relativa Arte (Sacra, ma non solo).
Andrebbe piuttosto vietata la presenza dei politici in tv: è offensiva per il cittadino.

Questa una boutade, ma sino ad un certo punto.

Mi chiedo sempre perché ad essere mercificato, nell'immaginario mediatico e collettivo, persino politico, debba sempre essere il corpo femminile. Perché non mercificare e/o far conoscere la realtà della mercificazione del corpo maschile, parlando anche di modelli storici quali Rodolfo Valentino ? Tutto è lecito, io credo, fra persone intelligenti e consenzienti. Per il resto, tornando a monte della mia “boutate”, vorrei citare una massima dell'ottimo Tinto Brass, coniata durante la sua campagna elettorale per i Radicali : "Meglio un culo che una faccia da culo".

Questa storia della mercificazione del corpo femminile mi sembra un falso problema. Guardo la tv, i cartelli pubblicitari, come spesso accade a chiunque. Non mi pare che la pubblicità che utilizza il nudo sia così eccessivamente diffusa. Però mediaticamente "fa notizia" dire questo. E fa notizia anche fare una legge per vietare questo o quell'aspetto, come ad esempio il gioco d'azzardo, sul quale l'amico Cesare Lanza ha scritto un ottimo saggio, il cui spirito libero e libertario condivido in toto. Il problema, tutt'al più, è che la pubbicità è spesso demenziale e sciocca. Utilizza metodi comunicativi incomprensibili e che sviliscono l'intelligenza del telespettatore (vedi il pinguino della Vodafone, ma non solo).

Personalmente sono per l'esaltazione di tutti i corpi. Questo, forse, nelle pubblicità e in ogni dove, si fa poco. Esaltiamo tutti i corpi, dico io: belli e brutti, semmai esistesse la bruttezza o la bellezza in senso assoluto. Ne ho fatta la mia bandiera contro i pregiudizi da quel dì. E l'ho iniziata allorquando mi vedevo e mi vedevano brutto, goffo, con la pancetta e le braccia magrissime (per non parlare delle gambe corte). Ma chi se ne frega ? Il corpo è bello a prescindere, altrimenti nasceremmo vestiti. Semmai è con l'imposizione dei falsi pudori che...ci vergognamo di essere nudi ! Come quella favoletta "pseudo-cristiana" che ci racconta di Dio che mostrò ad Adamo ed Eva il "peccato" (sic !) di essere nudi. Nudità è libertà e semmai sarebbe un peccato se esistesse un Dio così beota e bigotto ! Viva ora e sempre il Serpente ! E il Serpente è un simbolo gnostico e fallico. Non a caso.

Oggi si è perso il senso del Bello, nel senso assoluto. Si crede bello un corpo magro, ammiccante, ma è davvero così ?

La pubblicità demenziale e trash è accattivante e sensuale ? Ci pensino un po' su i pubblicitari e poi mi dicano.

Viviviamo da qualche decennio una certa involuzione e “americanizzazione” dei costumi. “Americanizzazione” peggiore, se pensiamo che negli USA ci sono stati i più grandi movimenti di Liberazione mondiale, ovvero i movimenti Beatnik e Hippie.

Alla fine degli Anni '70, invece, l'indistinzione l'ha fatta da padrone a dispetto anche dei timidi tentativi di controcultura Cyberpunk. Per arrivare agli Anni '90 e '00, alla caduta positiva dei Muri, ma non delle barriere mentali.

L'economia, piuttosto che i diritti sociali e civili, l'ha fatta da padrone e oggi che accade ? Oggi non si sviliscono tanto i corpi femminili, quanto piuttosto le intelligenze addormentate e annichilite da bombardamenti mediatici, pubblicitari e politici distruttivi.

Il senso del Bello (per non parlare del Buono e del Vero - e nudità è sinonimo di Verità,  se utilizzata libera da ogni condizionamento), è stato in sostanza sostituito dal nonsenso del brutto, del trash, dell'indistinto.

Da Brigitte Bardot e Ilona Staller, da Rodolfo Valentino e Marcello Mastroianni si è giunti a Belen Rodriguez e qualche sconosciuto del Grande Fratello.

Questo volendo parlare in termini meramente mediatico-mediocri di “casa nostra”.

Ma potremo allargare il discorso al cinema o alla politica.

I “grandi del passato” sostituiti dal “passato di verdure” che passa il convento dell'increatività.

Me ne rendo conto, sto andando fuori tema, per quanto sino ad un certo punto.

Mi chiedo se si placheranno le polemiche sui corpi femminili (come quelle sul gruppo di attiviste “Femen” che a me sono molto simpatiche) e se si inizierà a parlare di altro.

Di problemi concreti, di lotta alla corruzione, di sviluppo sostenibile, di diritti individuali e sociali.

Ne dubito, purtroppo. Perché la concretezza raramente fa notizia.


Luca Bagatin (fra Ilona Staller e Ursula Davis Hula Hop, donne mito non mitomani di una grande stagione artistica)



18 aprile 2013

Società inglobalizzata



Chissà se è poi vero che le dimensioni del pene maschile, per la gran parte delle donne, contano.
Uno studio sostiene che sia "la combinazione delle diverse caratteristiche fisiche a determinare quanto sia attraente un corpo" e non i singoli tratti.
C'è da augurarselo perché, altrimenti, a prevalere sarebbe una sciocca legge di "esteriorità", già sufficientemente abusata nella nostra società mediaticizzata e commercializzata da bisogni e mode indotte.
C'è da chiedersi il perché, un tempo, ad esempio negli Anni '60 e '70, andassero di moda modelli di donna burrose e formose, tipo Brigitte Bardot, mentre oggi trionfi l'efebismo e l'indistinzione di una magrezza senza contenuto né forma.
Per fortuna esistono purtuttavia le Laetitia Casta - che pur ha smesso gli abiti di modella - a smentire tale canone imposto !
Anche per i maschietti marca piuttosto male, fra esteriorità che li vogliono senza un filo di pancetta, possibilmente depilati e palestrati, senza barba e con capelli alla "faraone".
Assurdità moderne senza né capo né coda, invero, che snaturano scelte personalissime, magari autenticamente trasgressive e fuori dal tempo, oltre che dallo spazio.
E poi questo salutismo elevato a dogma: niente sigari né sigarette, niente grassi saturi, solo sushi (che fa tanto "radical chic" senza choccare più nessuno), footing e palestra. Ma che tristezza !
E fra un po' dovremo anche sorbirci la relativa "legislazione salutista", come in Francia, ove le bibite gassate e zuccherate sono ipertassate.
No, decisamente così non va.
Occorre forse ripensare e ripensarsi. Leggersi e autoanalizzarsi, anche se queste potranno sembrare parole vane.
L'interiorità - per troppo tempo - è stata relegata a ruolo marginale di una società dei consumi in continua involuzione. Telefoni, telefonini, ipad, televisione e per molti versi il web, hanno soppiantato una comunicazione fatta di scambi affettivi/introspettivi.
La crisi economica di oggi non è che uno specchio di tale involuzione, che ha sostituito ai rapporti umani una sorta di freddo paravento fatto di danaro a buon mercato da spendersi e spandersi sino a non averne più. Il vivere al di sopra delle proprie possibilità - per troppi anni - tanto propagandato dai mezzi di comunicazione di massa e dai governi, non ha fatto altro che portare alla situazione attuale.
La morte civile, sociale e politica di un'umanità schiava della pubblicità, dei media, dei modelli imposti e, quel che è ancor peggio, senza alcun futuro certo.

Luca Bagatin



13 agosto 2012

"L'ultima avventura di Dylan Dog": racconto horror d'annata di Luca Bagatin

Devo confessare che, girovagando per il mio blog, mi sono imbattuto in un vecchissimo racconto horror che scrissi anni fa, con protaginista Dylan Dog e, beh, mi sono commosso come non mi accadeva dall'anteguerra (chi mi conosce bene sa che ho un cuore di pietra o, comunque, poco incline a queste cose).
Dylan Dog, del resto, è uno dei miei tre alter ego (è puramente casuale il fatto che indossiamo entrambi camicie rosse e jeans blu, oltre che clarks o simili...non è casuale il mestiere di "indagatori" dell'incubo o del mistero, che ci siamo scelti entrambi).
Era il 4 luglio 2005 e mi sono anche accorto che allora sapevo scrivere "racconti come si deve".
Vabè, poche chiacchiere. Ve lo ripropongo, nudo e crudo e poi mi prendo una pausa di alcuni giorni, perché di scrivere - per un po' - non ne posso più (andrò, infatti, alla ricerca di cadaveri).

Luca Bagatin


L'ULTIMA AVVENTURA DI DYLAN DOG
di Luca Bagatin
(4 luglio 2005)




Salve ragazzi, sono Dylan.
Dylan Dog, sì, proprio lui.
Si scende, ragazzi. Siamo alla fine. Sono alla fine.
Groucho si è suicidato il mese scorso. Si è sparato un colpo di pistola alla tempia. Si è sparato con la mia pistola. Un colpo e gli sono saltate le cervella. Perché? Forse perché si era accorto che le sue barzellette non mi hanno mai fatto ridere.
Povero Groucho. L'ho ucciso io.
L'Ispettore Bloch è morto d'infarto un anno fa. Un anno prima di prendere la pensione. Non lascia né mogli né figli. Morto solo come un cane.
Solo come un cane. Come me, ora.
Stanno portando via i miei mobili. Mi stanno sfrattando dopo quasi sei mesi di arretrati con l'affitto. L'affitto. Questo sconosciuto. Questo maledetto. Questo maledetto sconosciuto.
Del resto sono sei mesi che non ho un cliente. Anche le mie donne non si fanno più vive. Del resto ho sempre vissuto in un mondo di morti.
Sono qui alla scrivania che sto scrivendo con la mia penna d'oca questi pensieri. Il galeone della Revell non l'ho più completato e adesso ecco...eccoti gettato nel cestino dei rifiuti. Vorrei ricominciare ad attaccarmi alla bottiglia, ma non ho più un soldo. "Uaaaaahaaaaag!". Il campanello. Una cliente. Un'avvenente cliente.
Una moracciona elegante e poco vestita. La mando via. Sì, la mando via.
Voglio restare solo. Solo nella mia solitudine. Solo nella mia indifferenza. Solo e solitario, ma senza fare solitari. Solo perché..."Uaaaaaaahaaag!". Il campanello. Solo il campanello.
Una bambina alla porta. Una tenera bambina di otto anni.
"Ciao, signor Dog, sono Alice". e mi porge la sua manina. Poi prosegue in un pianto nervoso: "Ho paura....ho paura..." proferisce nel suo pianto strozzato nel suo visino contratto...
Mi inginocchio e piango anch'io. Non riesco a proferir parola (ma perché almeno i bimbi non riescono ad essere felici?). Mi abbraccia. La prendo in braccio e mi prendo coraggio: "Che hai...piccola...?" e con lo sguardo scorgo l'ultima copia del "Times" sotto la porta del mio appartamento dal titolo: "MADRE E FIGLIA SQUOIATE DAL PADRE DOPO ESSERE STATE VIOLENTATE".
Rimango interdetto. Con Alice in braccio prendo il mano il giornale e soprattutto mi prendo coraggio (non leggo mai gli articoli di cronaca nera. La vita è già triste così.). "Londra. I corpi martoriati di Sara Parker e della figlioletta Alice sono stati ritrovati ieri notte nel loro appartamento di Baker Street. Le analisi della scientifica hanno stabilito che sui corpi vi sono evidenti segni di violenza sessuale. Il marito della vittima nonché padre della bimba, Jason O'Connor è stato arrestato in quanto colto dalla polizia nel mentre stava asportando gli organi vitali delle due."
Alice continua: "Ho paura...signor Dog..." (è la prima volta che non me ne fregava nulla di essere chiamato signor Dog).
D'improvviso la porta dell'appartamento semivuoto si apre. Un uomo dalla lama d'acciaio. Alice mi abbraccia più forte. Si tratta di suo padre Jason.
Lo guardo interdetto (come devo essere buffo e idiota). L'uomo dalla lama d'acciaio avanza verso di noi.
"Ho paura...ho paura..." prosegue Alice.
Lo sguardo lubrico di Jason avanza. Sì. Pare proprio che sia lo sguardo assassino del tizio ad avanzare. Prendo la mia pistola (scarica) dalla scrivania e gliela punto addosso. Lo zombie pare fregarsene e con un colpo cerca di affondare la sua lama nel mio petto e contemporaneamente di sottrarmi la bimba dalle braccia (confesso che nella frazione di un secondo ho pensato: "Uccidimi...voglio morire!"). Lo afferro per il braccio. Poi, d'improvviso il mio cuore inizia a pulsare forte...più forte...
Inizia ad uscire da esso un'abbagliante luce rossa e poi azzurra che acceca l'uomo dalla lama d'acciaio. Le lacrime dai miei occhi iniziano ad uscire copiose (i pensieri in quel momento mi risultano confusi: "speranzaDylansperanzaDylansperanzaDylan; vitavitavitavita; vitacontromortepaurapreoccupazionedepressione).
Jason emette un lamento e viene improvvisamente risucchiato dal mio cuore pulsante e palpitante di luce e....(Amore?). DISSOLVENZA IN NERO (un classico, ma sempre d'effetto). Mi ritrovo disteso. Disteso (a terra?).
Apro gli occhi e mi accorgo di essermi addormentato sul pavimento del mio appartamento che stranamente contiene tutti i mobili che mi erano stati portati via. "Capooooooo!!!! Chi dorme non pigli pesci. Se tu fossi un ortolano potrei dirti tranquillamente che: chi dorme non piglia pere". Groucho. E' tornato? E' uno zombie? E'...è proprio lui. Il Groucho di sempre. E lo abbraccio.
"Felice di rivederti, amico!"
"Capo, ti sei bevuto il cervello? Ci siamo visti dieci minuti fa e già sentivi la mia mancanza?".
Vado alla porta e scorgo l'ultima copia del "Times": NON E' SUCCESSO NIENTE, titola. E una serie interminabile di fogli bianchi. Il cuore mi si apre. E anche la porta. Alice. Accompagnata da una donna (la madre?).
"Ciao, signor Dog", mi sorride (i bambini sorridono, certo).
"Dylan, piccola".
"Questa è mia madre. E' una tua ammiratrice, ha seguito tutte le tue vicende orrorifiche..." ".....(vicende orribili penso io...) piacere" "Sono Sara. Sara Parker".
Una macchina della polizia si ferma davanti a noi. "Ehy, old boy! Sempre beato fra le donne vedo!". E' l'Ispettore Bloch. Vivo anche lui. Come non mai.
NON E' SUCCESSO NIENTE.

Vent'anni dopo. Laggiù il sole al tramonto. Laggiù il sole che nasce. Alice mi tiene per mano. L'uno di fianco all'altra. Io e lei. Lei ed io. Camminiamo verso il sole. Verso una nuova alba. Fondendoci in esso.
NON E' SUCCESSO NIENTE.
MA E' PROPRIO QUANDO NIENTE SUCCEDE CHE LE COSE ACCADONO.




12 agosto 2012

"Orrore bianco". Piccola riproposizione horror by Luca Bagatin

Agosto, moglie mia faccio l'arrosto !
Eh sì, per noi maritiperfetti (tuttattaccato) o aspiranti tali, questo slogan è d'obbligo.
Per quanto non sappiamo cucinare, ma, al massimo, aiutiamo o vorremmo aiutare nostra moglie nel lavare i piatti e/o nel rassettare l'appartamento.
Agosto, tempo d'estate e di vacanze e, come ogni anno, anche di incubi...da riproporre.
E quindi, ecco un paio di racconti horror scaturiti dalla mia penna elettronica schizoideica negli anni che furono.
Buona lettura ed arrivederci a data da destinarsi.


Luca Bagatin (nella foto con l'amico Dario Argento)


LA DONNA ALTA: racconto horror/grottesco di Luca Bagatin
(del 29 gennaio 2011)



Ero appena arrivato nell'appartamento affittatomi da una cara signora ultranovantenne, moglie di un defunto amico giornalista. Non voglio rivelare i loro nomi, in quanto non sarebbero rilevanti ai fini della storia che mi appresto a raccontare. E poi, su di loro, voglio mantenere il massimo riserbo.
La cara signora condivideva con il marito la passione per l'arte di Gustav Klimt. Arte che, da profano, mi aveva sempre un po' inquietato. Non so dire bene perché: forse perché rappresentava una magrezza ed una tristezza di fondo che mal riuscivo a sopportare.
Non ho mai sofferto di "Sindrome di Stendhal" o simili, però non posso assicurare che, quanto mi stava accadendo di fronte ad un quadro di Klimt, non fosse qualche cosa di molto simile.
Tachicardia, vertigine.......talvolta la riproduzione della "Sea Serpents" di Klimt, posta alla parete bianca del salotto dell'appartemento affittatomi, sembrava quasi prendere vita.
Mi sentivo come se lo sguardo della "Sea" mi penetrasse ed ella potesse uscire dal quadro da un momento all'altro.
Provavo freddo e vertigine e, per la prima settimana di permanenza a Roma, non riuscii a scrivere nemmeno una riga.
Dovevo presentare, entro due settimane, ben dieci recensioni ad altrettanti saggi sulla Storia della Magia, Ermete Trimegisto, Libera Muratoria, persino sull'argomento che più detestavo al mondo e che mi sembrava davvero idiota: l'Ufologia !
La ragazza magra del quadro mi stava osservando ! Ne ero ormai certo. Per quanto, essendo una persona totalmente razionale e per nulla incline al credere nè alla ciarlataneria, nè tantomeno ai cosiddetti "fenomeni occulti", la cosa mi si presentasse come del tutto improbabile se non impossibile.
Fatto sta che la sensazione che provavo era di totale inquietudine, al punto che, dopo la prima settimana, chiuso nell'appartamento con di fronte il mio computer ed un foglio di World compleramente bianco, decisi di uscire e di andarmene dalle parti di Via del Corso. Lì sapevo che vi avrei trovato una bella libreria sotterranea, la "Cicerone" o qualche cosa del genere. Mi sarei disteso un po' fra gli scaffali.
Quando tornai nel mio appartamento, alla Piramide, avvertii un inusuale profumo d'incenso.
La signora che me l'aveva affittato non poteva essere stata: era in vacanza dalla nipote, a Reggio Calabria.
Quel profumo penetrante ed inebriante riempiva tutto il salone e persino la camera da letto ed il bagno. Mi ero ripromesso di non guardare più la riproduzione di Klimt, ma lo feci comunque. Come attratto. Come incuriosito dallo sguardo di quella strana creatura femminile pallida.
Ella non c'era più !
Il quadro si presentava completamente bianco, come la parete.
Dietro le mie spalle avvertii un vento gelido e, successivamente, una particolare ed inconfondibile musica: "Le Danze Ungheresi" di Brahms.
Vomitai.
Il mio corpo fu avvinto dai brividi del terrore.
La Sea era dietro di me e mi sorrideva, pur con il suo sguardo sempre vago e triste, quasi piangente, assente ma presente al contempo. Era sospesa in aria e le sue estremità, bianchissime, erano indefinite e vaghe. Era nuda, ma il suo corpo non presentava rotondità femminili. Era, come dire, "spigolosa". Con un seno appena abbozzato, bianco latte, dai capezzoli rossissimi.
"Sono la Donna Alta", proferì lei con una voce cantilenante e in falsetto.
Trasalii.
Rise a squarciagola e, più la risata aumentava, più questa mi penetrava i timpani ed il cervello.
La Sea-Donna Alta, si librò in volo e iniziò a volteggiare per il salone. Continuando a ridere.
"Le Danze Ungheresi" di Brahms aumentarono d'intensità. Credetti di impazzire.
"Abito questa casa da oltre cent'anni......mi hanno uccisa qui.......qui c'era una casa....quella della mia famiglia......poi vennero loro......AHHHHHHHHHHHHHHHH".
Le sue urla squarciarono la stanza. Le pareti scomparvero. Tutto era bianco e luminoso.
Solo musica.
Quando mi ridestai, se così si può dire, mi ritrovai nel mio laboratorio di Chicago, davanti al mio computer, intento a scrivere la storia che vi ho testè raccontato.
Non so se ciò che mi è accaduto sia mai realmente accaduto.
Infondo io non sono un giornalista, non sono un recensore. Faccio il pasticcere, così come mio padre prima di me e suo padre prima di lui.
Ora scusatemi ma.......devo andare ad infornare i biscotti. Mi chiedo solo se le ossa della povera ragazza - alta, dalle ossa molto lunghe e particolarmente resistenti al mio mortaio, appassionata d'arte come poche - triturate ed aggiunte alle uova, alla farina ed al cioccolato, possano donare ad essi un tocco di succulenza in più.



"Nel buio della (mia) mente" racconto horror by Luca Bagatin
(del 23 ottobre 2010)



Era bassa, molto bassa, vecchia, con un naso sporporzionato rispetto al suo viso. Il mento sporgente, gli occhi chiari rabbiosi, i capelli crespi e grigi.
La incontravo ogni notte nei miei sogni: la Strega dal Manto Rosso.
Non so perché si chiamasse così, in quanto nei miei sogni appariva sempre vestita di nero e bianco. Metà del suo abito era nero e l'altra metà bianco.
M fissava sempre, ogni volta che ci trovavamo sull'atrio della sua casa: un'antica villa in disuso. O apparentemente in disuso.
Sapevo che il suo nome era "la Strega dal Manto Rosso". Lo percepivo dentro la mia mente, anche se lei non proferiva mai parola.
Si limitava a fissarmi e a ghignare. Cercavo di sostenere il suo sguardo, ma ogni volta non vi riuscivo: mi osservava in un misto di odio e terrore.
Allora avevo solo sei anni ed ero soggetto a violente crisi epilettiche che mi facevano spesso perdere conoscenza durante il giorno.
Crescendo, l'isolamento al quale ero costretto dai medici a causa della mia malattia, mi risultò sempre più insopportabile.
Fu allora che i miei incubi si popolarono di una nuova "creatura": la Donna Alta.
Era spaventosa nei suoi quasi tre metri di altezza e nella sua magrezza spettrale che mi permetteva di vederle le ossa, le costole, un seno appena abbozzato e cadente, con due capezzoli avvizziti e bianchissimi.
I lunghi capelli biondi e grigi, gli occhi impercettibili e trasparenti.
Cantava una dolcissima melodia. Ne avevo paura.
Una notte la Donna Alta e la Strega dal Manto Rosso mi apparvero, nel medesimo sogno.
Volevano strangolarmi.
Solo allora mi accorsi di possedere dei poteri psichici che mi permettevano, durante il sogno, di tenerle lontane, riuscendo a scaraventarle contro invisibili pareti nere. O quantomeno così apparivano al mio occhio.
Mi svegliai in preda al panico e dalla mia bocca uscirono copiosi fiotti di sangue che sporcarono il cuscino e le bianche lenzuola del mio letto.
Non riuscivo a proferire parola. I miei muscoli erano paralizzati.
La Strega dal Manto Rosso era lì con me: era mia madre.
Mi guardava dall'alto.
Lì, accanto a lei, la Donna Alta: era mio padre.
Abbozzarono un sorriso.
Poi scoppiarono a piangere: il mio letto si era trasformato nella mia tomba, con tanto di lapide.
La vista mi si annebbiò.
Dissolvenza in nero.
Nero.
Scrivo dal buio, con il solo ausilio della mia mente.
Pur consapevole che non c'è nessuno che mi possa sentire.




9 agosto 2012

Otto anni di blog.

  • Un dolore mi trafisse il cuore, come succedeva ogni volta che vedevo una ragazza che mi piaceva andarsene in direzione opposta alla mia in questo mondo troppo grande
  • (Jack Kerouac)
  • Non ti preoccupare della morte, quando ci arrivi, perché non lascia impronte (Jack Kerouac)



Quando mi feci crescere la barba e scelsi di usare occhiali dalla montatura ben visibile, mi dissero che così rischiavo di creare una sorta di barriera fra me e gli altri.
Alzai le spalle e me ne fregai altamente.
Barba e baffi me li disegnavo sin da bambino, con penne e matite e, quanto agli occhiali, non metterei le lenti a conttatto nemmeno se mi offrissero un milione di dollari in contanti (odio i corpi estranei).
Quando mi feci crescere la barba era il 2004 o forse prima. Barba e occhiali, nel corso degli anni, sono diventati due segni distintivi per me irrinunciabili. Ed anche il portare sempre con me una borsa a tracolla zeppa di libri, riviste, appunti, profilattici, sigarette, a volte anche una macchina fotografica che mi ha regalato una donna speciale.
Nel 2004 nacque questo blog, alla fine di uno dei tanti, troppi, periodi difficili della mia vita.
Era il 9 agosto ed avevo voglia di un luogo in cui raccogliere le mie esperienze, i miei racconti, le mie poesie.
Avevo venticinque anni ed avevo passato i miei anni precedenti dividendomi fra attività politica, prima in gruppi di estrema sinistra e poi libertari e liberali. Avevo letto tutto Marx a quindici anni, preferendo ad ogni modo, Engels. Poi ero passato a Tocqueville, Adam Smith, ma soprattutto Giuseppe Mazzini e non dimenticandomi delle lezioni di Ernesto Rossi e Filippo Turati (e nessuno mi chieda, per favore, con faccia ebete, "chi cazzo sono ?").
Fra i miei venti e venticinque anni avevo letto tutti gli autori della Beat Generation e praticato diverse discipline orientali: buddhismo (essendo certo che l'unico autentico buddhismo, se proprio ne esiste uno, è quello Zen); induismo, frequentando Hare Krishna, commentando la Bhagavad Gita (rimanendo letteralmente innamorato della figura di Krishna che sì, cazzo, è Dio, ma anche noi lo siamo proprio perché lo è lui, che è blu come la nostra anima); frequentando teosofi e devoti di Sai Baba.
Ho studiato un po' di Freud. Ma soprattutto Jung.
Ero animato unicamente da un'ancestrale spirito di ricerca e non certo perché qualcuno me lo aveva inculcato nel cervello o perché mi avesse spinto la mia famiglia, visto che non ho mai avuto una famiglia, nel senso più tradizionale del termine (e questo fu un bene).
A venticinque anni avevo deciso di mettere su pixel queste mie esperienze, per mezzo di racconti, barzellette, koan zen e altro. Alla fine www.lucabagatin.ilcannocchiale.it è diventato molto di più e molto altro.
Su questo foglio elettronico pixellizzato (io che di tecnologia non ci ho mai capito nulla e che mi innervosisco perché non so inviare sms con telefonini di nuova generazione che, per fortuna, non ho mai acquistato...ma mi viene l'ansia se penso che ne sarò, presto o tardi, costretto), messomi di buzzo buono ad imparare i rudimenti dei blog e dei siti web (fra le altre cose ero anche reduce da un corso di realizzazione di siti web finalizzati al marketing), ecco che ho dato vita a questo piccolo luogo.
Che oggi è visitato da 300 persone e passa al giorno e sul quale sono accadute le cose fondamentali della mia vita.
Qui mi sono innamorato, per la prima volta. Qui ho conosciuto amici fraterni, che hanno collaborato con me (o dato suggerimenti che si sono rivelati utili) a progetti culturali importanti: Bazar, Peter Boom, Nathan Gelb, Andrea G. Pinketts, per citarne alcuni.
Qui ho dato vita a storie nelle quali i miei alter ego quotidiani hanno preso vita: Dylan Dog, Frencesco Dellamorte, Michele Apicella. Racchiusi in Baglu: eroe/antieroe alla ricerca di una libertà che non trova in questa vita e che si illude di trovarla nell'altra, dalla quale, peraltro, proviene.
Qui ho scritto un sacco di articoli, che mi hanno aperto la strada alle prime collaborazioni professionali. Ho scritto sempre senza peli sulla lingua, attirandomi anche le critiche e le diffamazioni di qualche stronzo malcagato (che per sua fortuna non mi ha conosciuto personalmente, con tutta la mia impazienza e rabbia in corpo, tale da poter stendere un elefante furioso). Ma, si sa, la cacca rimane per terra. E non è il caso di schiacciarla.
Qui ho combattuto le mie battaglie contro i fighettini (specie "de sinistra", senza che sapessero che cazzo volesse dire) ed i figli di papà; contro la pubblicità e le mode, ovvero la corruzione della mente. L'ho fatto qui ed ho potuto farlo perché non ho mai avuto nulla da perdere, né nulla da guadagnare.
E non si può abbattere chi non ha mai avuto paura di morire. Perché ha compreso il sottile filo che lega la vita alla morte.
Dovrei parlare della crisi economica, forse. No, non mi va di parlare di crisi, proprio io che sono in crisi da vent'anni buoni. Alla ricerca di un significato da dare al Tutto (per fondersi e confondermi in esso ? No, per me è una cazzata !).
Bando ai discorsi seri e veniamo alla facezie.
Facciamo un bilancio di quest'anno bloggifero e scritturifero: nuove collaborazioni interessanti a riviste e realtà editoriali prestigiose quali "Officinae" e "Palazzo Vitelleschi", organi della Gran Loggia d'Italia degli ALAM (e tutto il mio ringraziamento va al Gran Maestro Luigi Pruneti, anche per avere avuto il coraggio di linkare questo blog sul suo sito web ;-)); "Le Città", nuovo e ottimo freepress romano diretto da Daniele Priori; "Lamescolanza", il sito di Cesare Lanza, che è diventato un amico e che ha dato vita ad un progetto per il ritorno al merito.
Fra le altre cose devo ringraziare Aldro Gritti, giovane sacerdote e ricercatore, che mi ha dato la possibilità - in esclusiva e solo per questo blog - di intervistarlo a proposito delle sue ricerche relative al Manoscritto Voynich.
Questo piccolo luogo, se lo vorrete, continuerà ad esistere. Continuerà ad offrire punti di vista non scontati, a volte difficili da sostenere, ma profondamente autentici.
Continuerà a promuovere idee, laboratori, talenti. Progetti, pur in questa crisi che è prima di tutto crisi di valori, di identità e di affetti.
Chi scrive lo sa bene.
Ed ora le promesse per il nuovo anno: una nuova intervista al prof. Aldo A. Mola; una all'attrice Lavinia Guglielman ed un'altra all'attrice Ilaria Drago. Nuove avventure di Baglu; nuovi aforismi di Paolo Bianchi; nuove battaglie politico/culturali per i diritti individuali e le libertà economiche, contro la partitocrazia e lo Stato criminale.
In pieno stile beatnik.



1 agosto 2012

"La mia vita è un Caos Calmo: Certe volte". Pensieri estivi by Baglu




Sono su questa mia panchina e non è una novità.
Agosto è appena cominciato ed io sono davanti ad una scuola.
Fingo di aspettare mia figlia. La Figlia che Non ho, avuta dalla Donna che Non ho.
Lei, ai vecchi tempi, mi diceva una cosa tipo: "certe volte penso che tu saresti un padre perfetto".
E, "certe volte", sosteneva persino che fossi "l'uomo perfetto". Ovviamente precisando il "certe volte".
Questo "certe volte" è sempre stato rassicurante.
Io penso, più semplicemente, di essere un uomo imperfettissimo e che sarei un padre possessivo ed autoritario. Mah, non lo so. Forse sarei solo apprensivo ed innamorato.
Della mia donna e dei miei figli.
Ma che sto dicendo ? Ma perché mi vengono in mente queste cose ?
Dovrei scrivere la sceneggiatura di un film ed invece me ne sto qui, su questa panchina, a pensare.
Eccola, arriva. Ecco, la saluto e le sorrido, come ogni giorno. E' la ragazza che porta a spasso il cane. Sì, mi sembra che sia la ragazza dell'analisi del sangue della settimana scorsa, sì, quell'infermiera alla quale devo essere sembrato un tipo strano.
Non lo so. Non ricordo. Sì, è lei. Vabè e allora ?
Preferisco lasciarmi scivolare le cose. E analizzare i miei sogni notturni, immaginando che con me ci siano Freud e Jung che discutono animatamente. Anche con me.
Squilla il cellulare.
"Sì, pronto ? Bonjour, comment allez-vous? Je vais bien, merci. Le film ? Non, je ne sais pas. Je suis assis sur un banc, regarder ma fille. Au revoir".
Da Mario fanno degli spaghetti niente male. Sì, penso che, prima che Mario chiuda per le vancanze estive, dovrei approfittarne. Sì, una porzione soltanto, va bene.



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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini