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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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26 febbraio 2015

Sì all'educazione sessuale nelle scuole ! Contro la frustrazione e la violenza dilagante

Già è assurdo che in Italia non vi sia, a differenza dei restanti Paesi dell'Unione Europea.

Parliamo dell'educazione sessuale nelle scuole che in Paesi come l'Olanda esiste da quel dì al punto che ai bambini la si insegna da quando hanno 4 anni, mentre da noi è pressoché un tabù. Oppure è oggetto di dileggio e contestazione da parte di associazioni che si proclamano “Pro-Vita” (ma quale vita ? Quella dei tanti frustrati che già si aggirano minacciosi per le nostre città ?), che addirittura hanno organizzato una petizione – con tanto di ridicolo video “promozionale” - contro l'educazione sessuale nelle scuole e contro il fatto che, a scuola, si spieghi che l'omosessualità è un orientamento sessuale del tutto normale.

Oltre ad essere assurdo è addirittura aberrante il fatto che non si comprenda che è proprio la mancanza di un'educazione sessuale e, aggiungiamo, sentimentale nelle scuole, la causa della frustrazione di molti giovani in ambito sentimentale e sessuale; dei troppi casi di stalking nel nostro Paese; di violenza domestica; di ipocrisia domestica che porta padri di famiglia ad andare a prostitute o a transessuali; di violenza verbale e fisica nei confronti di omosessuali ecc...

E nella posizione delle associazioni cosiddette “Pro-Vita” non vi è nulla di cristiano, non vi è nulla di umano, bensì vi è molto, troppo di ideologico e di contro-natura. Perché la natura ci insegna da sempre ad amare. Così come ce lo insegnava il Cristo.

E sarà la prima cosa che insegnerò anche a mio figlio o a mia figlia, così come gli/le insegnerò a rispettare il proprio prossimo, la propria compagna o il proprio compagno al punto dal fargli comprendere che l'ipocrisia, la violenza ed il tradimento sono frutto della repressione, anche sessuale.

Ed è ciò che consiglio a tutte le famiglie che amano davvero i propri figli; ai padri - come potrei essere io stesso - che amano la propria moglie al punto che non la tradirebbero mai; alle coppie etero o omosessuali, felici semplicemente di amare, pur in uno Stato clericofascista, quello italiano, che sembra voler impedire anche questo.


Luca Bagatin



Ringrazio la modella Maria José Peon Marquez per la compartecipazione
alla nostra fotocomposizione artistico-aforistica



21 dicembre 2014

Perché in questo mondo triste, violento e grigio occorre porre al centro del dibattito pubblico/politico/sociale l'Amore e l'affettività

Colgo l'occasione per riportare, qui di seguito, due articoli pubblicati oggi sul web.
Ritengo sia utile in quanto mai come in questi tempi di profonda crisi umana, sociale e politica, occorre porre al centro del dibattito pubblico/politico/sociale l'Amore e l'affettività, tematiche che già trattiamo da tempo nell'ambito del pensatoio "Amore e Libertà" per la Civiltà dell'Amore.
Il primo articolo è la risposta del sig. Luca Rampazzo - per il sito www.lacritica.org  - al mio pezzo relativo alle cosiddette "Sentinelle in Piedi", il quale mi "accusa" - direi in modo gratuito e privo di argomentazioni serie - di "magistrale banalità" oltre che di "nullismo" (sic !).
Per correttezza e completezza riportiamo per intero il suo articolo qui di seguito:

LE SENTINELLE IN PIEDI CONTRO I MILITI DEL NULLA . Storia di una lotta di libertà

Questo articolo nasce in risposta a mille articoli uguali tra loro ed ugualmente vuoti, ultimo dei quali è il magistralmente banale pezzo di Bagatin su l’Opinione.it. Sono tutti articoli che, con stupore tipico di chi non sa cosa sia la libertà, si meravigliano del fatto che noi Sentinelle non ci siamo ancora suicidate in massa. Sì, il loro problema non è cosa noi pensiamo. Siamo ad un passo precedente. Si stupiscono che noi esistiamo. Il problema va quindi affrontato partendo dalle basi, perchè la malafede dei nostri avversari va esposta senza concedere sconti:

1) Non è vero che il matrimonio, per il Diritto, si basa sull’affettività. Non è mai stato così in 25 secoli. E meno male, dico io. Ve lo vedete uno Stato che decide quanto amate davvero il vostro partner? No, il matrimonio serve a sanzionare un particolare tipo di convivenza, quella aperta alla Vita. E sì, la possibilità di procreare, per lungo tempo, ha definito la validità stessa del vincolo. Oggi abbiamo deciso di far a meno di controlli formali, ma questo non vuol certo dire che la ratio sia cambiata. Il matrimonio è quello. Fatevene una ragione.

2) Se il matrimonio fosse un diritto, cosa che non è, chi sarebbe il soggetto destinatario del dovere corrispondente? Sì, perchè non esistono diritti senza doveri corrispondenti…Anche se vogliamo essere magnanimi, c’è sempre il problema che mi si vuole forzare a riconoscere qualcosa che non voglio riconoscere. Quindi quelle unioni toccano anche me. Non è vero che non siano fatti miei, sono ESATTAMENTE fatti miei. La convivenza non lo è. Il matrimonio sì, perchè mi si impone il riconoscimento. Questo, ovviamente, si aggiunge al piccolo dettaglio che altri soggetti privi di difesa, come i minori abbandonati, potrebbero essere forzati ad un inserimento in qualcosa che famiglia non è…

3) Per chi crede nel welfare, si crea una pericolosa concorrenza tra entità molto diverse che competono per le stesse misere risorse.

4) Qualcuno sta tentando di sanzionarmi per quanto scritto sopra. E’ in discussione un Ddl per cui io rischio la prigione per istigazione a delinquere per la seguente frase: “Chiedo con forza che il mio Sindaco non includa tra le giovani coppie destinatarie di sconti sul costo dei servizi anche quelle omosessuali”. Questa volontà di sterminio intellettuale non è solo demenziale, è direttamente intollerabile.

Come è palese qui ci sono due piani: i punti da 1 a 3 riguardano ragioni sulle quali dissentire è lecito, apprezzabile e sostanzialmente democratico. Il quarto è un punto per il quale si dimostra la vera natura dei Militi del Nulla: incapaci di prevalere con la razionalità, si fanno scudo della forza e del rancore costruito in decenni di propaganda e di semina di odio contro chi non si allinea, contro il diverso, contro chi non si arrende alla loro visione della società e procedono allo sterminio delle libertà dell’avversario. A partire da quella di dissentire. Continuando con quella di esistere liberamente. Non male per i presunti difensori della libertà, vero?

Luca Rampazzo (http://www.lacritica.org/politica-2/le-sentinelle-in-piedi-contro-i-militi-del-nulla-storia-di-una-lotta-di-liberta/)


Il mio commento di risposta - al momento in cui pubblico questo post è ancora in attesa di moderazione - non si è fatto attendere ed è stato il seguente:

La ringrazio per il “magistralmente banale”. Detto da lei è certamente un complimento.
No, non mi stupisco che le Sentinelle esistano, perché il mondo è pieno di persone, ciascuna con una visione differente. Semmai mi sono chiesto a che cosa servano, in un mondo che ha seri problemi di socializzazione e che manca sempre di più d’umanità, ad esempio.
Malafede ? Ah sì ? Mi accusa di malafede ? Uhm…interessante.

Assai triste la sua visione di matrimonio, che, fortunatamente, non è quella delle persone che – pur in un mondo assai triste, violento e gretto – si amano. E magari decidono anche (per quanto purtroppo sia raro), di amarsi per tutta la vita. E decidono, liberamente, di sposarsi.

Uno Stato fatto di persone che amano non si pone nemmeno la questione del welfare o meno: il welfare è semplicemente PANE QUOTIDIANO.
Perché chi ha fame è giusto che sia sfamato.
Ma, purtroppo, viviamo in uno Stato che delle persone non ha alcuna cura. Salvo curarsi di tartassarle.

Io non la odio affatto, al massimo dissento con lei e un po’ mi intristisce pensare che c’è chi esclude l’affettività e l’amore dal dibattito pubblico/politico/sociale.
Se la visione delle Sentinelle è rappresentata da questo suo articolo mi appare assai fredda, una volta di più.

Cordialità.

Luca Bagatin


Il secondo articolo invece è mio ed è stato pubblicato dal quotidiano nazionale per il quale collaboro, ovvero L'Opinione delle Libertà, diretto da Arturo Diaconale.
Nella Roma della Grande Schifezza, della decadenza dei costumi, della perdita di ogni memoria relativa alla grande Repubblica Romana di mazziniana e garibaldina memoria, ecco una nuova ricerca della luce, ovvero un nuovo discrimine: la Roma degli onesti da una parte, ovvero quella dei radicali storici (non pannellian-mediatici, infatti !) Mario Pannunzio ed Ernesto Rossi e del Partito dell'Amore di Moana Pozzi e dall'altra parte quella dei politicanti corrotti, degli affaristi, dei cooperativisti per modo di dire, senza umanità né dignità:

La Roma degli onesti e quella dei corrotti

di Luca Bagatin

21 dicembre 2014POLITICA

 

C'è chi, ancora oggi, si stupisce della corruzione presente nella Capitale, delle infiltrazioni mafiose, della commistione malavitosa fra vip, imprenditori e politici di destra e sinistra. C'è chi, purtuttavia, in tempi non sospetti, quel malaffare lo denunciava già.

Parliamo degli “Amici de Il Mondo”, ovvero dei radicali di Mario Pannunzio – Ernesto Rossi in primis - che, sin dagli Anni '60, denunciavano la speculazione edilizia e la commistione fra politica, criminalità ed imprenditoria. La stessa cosa fece Moana Pozzi alla guida del Partito dell'Amore – unico partito totalmente autofinanziato - allorquando nel 1993 si candidò a Sindaco di Roma. Ancora oggi, su youtube, su Radio Radicale e sul sito www.partitodellamore.it è possibile ritrovare i filmati ed i documenti relativi alle conferenze stampa di quel periodo (una fra queste moderata dal direttore de L'Opinione Arturo Diaconale), ove Moana denunciava e proponeva una sistematica lotta al malaffare, alla corruzione politica ed alla criminalità organizzata infiltrata nella città, oltre che proponeva un progetto per rilanciare le attività culturali romane; proponeva – già vent'anni fa – di chiudere al traffico il centro storico ed iniziative su come rilanciare l'occupazione giovanile e risolvere il problema dei parcheggi.

Moana la pragmatica, ma anche l'inascoltata che, all'epoca, prese solamente lo 0,52% dei consensi e che morì l'anno successivo, pur indimenticata dalle persone che l'hanno seguita ed amata. Il Partito dell'Amore - che non smetteremo mai di dire che non era il partito delle pornostar, bensì il partito delle persone comuni, al punto che l'unica persona popolare in lista era Moana, mentre tutti gli altri candidati erano persone provenienti dalla cosiddetta società civile, fra cui un'insegnante di lettere ed un postino – fu la prima lista civica italiana. Una lista civica che, non avendo rendite di posizione né posti di potere da garantire e/o da auto-garantirsi, andava al cuore dei problemi.

E candidava Moana – simbolo-icona del Partito stesso - che, abbandonata definitivamente la carriera di pornodiva, pur senza rinnegarla, accettava di entrare seriamente in politica, con determinazione e lanciando lo slogan “Governare con più Amore”, ovvero stare più vicino ai problemi della gente comune, come lei stessa ricordava in una video-intervista dell'epoca. La Roma di Moana e del Partito dell'Amore, così come quella degli intellettuali del settimanale “Il Mondo” e del primo Partito Radicale guidato da Mario Pannunzio ed Ernesto Rossi, sarebbe stata certamente molto diversa.

Per uscire dal pantano occorre ripartire da lì.

http://www.opinione.it/politica/2014/12/21/bagatin_politica-21-12.aspx



16 dicembre 2014

L'inutilità clericale delle "Sentinelle in piedi" e la società dei consumi

Francamente non comprendo le cosiddette “battaglie” delle cosiddette “Sentinelle in piedi”.

Non comprendo perché ce l'abbiano con le coppie omosessuali che desiderano – legittimamente – veder riconosciuto il loro amore di fronte alla legge. Non comprendo la loro idea di “famiglia naturale”, quasi che esistessero forme di “famiglia innaturale”. Al massimo esistono famiglie snaturate, come quelle che maltrattano i propri figli (talvolta li uccidono anche...sic !), oppure sono fondate sul mero interesse economico. Ma su questo, a quanto pare, le “Sentinelle” rimangono sedute e silenti.

Non comprendo, poi, perché ad una coppia o ad un singolo individuo – indipendentemente dal sesso, perché il sesso non dovrebbe essere superiore ai sentimenti, all'amore, anche per un ipotetico figlio – dovrebbe essere negata l'adozione di un figlio.

Non comprendo nemmeno che cosa interessi a queste “Sentinelle in piedi” se una persona – preda di indicibili sofferenze fisiche e/o morali - decide di farsi praticare l'eutanasia, oppure decide di farsi praticare il suidicio assistito, come dignitosamente avviene nella civilissima Svizzera. Tutte cose, precisiamo – come per quanto concerne il matrimonio omosessuale e l'adozione a single o a omosessuali – peraltro non possibili in un Paese illiberale ed incivile come l'Italia !

Illiberale ed incivile perché lede la libertà di coscienza individuale del singolo.

Per cui, francamente, non comprendiamo queste “Sentinelle”, così come, parimenti, non comprendiamo i loro aggressori.

Tutti hanno il diritto di manifestare, anche la cosa più sciocca possibile ! Anzi, se la manifestazione è ritenuta sciocca, tanto vale ignorarla allora !

E' davvero triste pensare a quanto sia mutato il costume italiano al punto che le battaglie civili e libertarie dei nostri Anni '60 e '70 siano scomparse per lasciare spazio a ideologie clericali da una parte – quelle delle “Sentinelle” appunto - e ad ideologie commercial-consumistiche dall'altra.

In questo bailamme assistiamo a coppie che si sposano presto e presto divorziano (il famoso consumismo usa-e-getta dei prodotti viene quindi applicato anche alle persone ed ai sentimenti). Magari nel frattempo hanno anche figliato e quindi i loro bambini si trovano nella triste condizione di vedersi sballottare da un genitore all'altro !

Di questo, però, nessuno parla. Nessuno mette bocca, nessuno dice: ma prima di formarvi una famiglia sarete in grado di amarvi e onorarvi per tutta la vita, oppure lo fate solo per colmare la vostra vanagloria di persone insoddisfatte e bisognose di far credere a voi stesse che, con un matrimonio e figliando, le cose andranno meglio?

Il nocciolo della questione non è tanto il matrimonio omosessuale o meno, ma la capacità o meno di una coppia di amarsi nel lungo periodo. Ed è un problema sociologico e sentimentale, oltre che politico. E' un problema che nasce e si sviluppa anche e proprio in presenza di un sistema economico consumistico-pubblicitario, fondato sui cosiddetti “bisogni indotti” e sull'assenza di relazioni autentiche, siano esse relazioni sentimentali, amicali, famigliari...che magari vadano oltre l'utilizzo degli idioti e limitanti “social-network”.

Di questo, ad ogni modo, le cosiddette “Sentinelle in piedi”, che pur si autoproclamano paladine della “famiglia naturale composta da un uomo e una donna”, non parlano.

E non ne parlano nemmeno i cosiddetti “laici”, i cosiddetti “liberali”, i cosiddetti “socialpappisti all'italiana” venduti al renzismo imperante e dimentichi della spiritualità gandhiana, degli insegnamenti di Mario Pannunzio, di Ernesto Rossi e finanche di Moana Pozzi e di Roberta Tatafiore.

Ne scriviamo noi, per quel che può servire.


Luca Bagatin



4 novembre 2014

Il suicidio assistito di Brittany Maynard: una storia di amore e libertà

Brittany ha deciso di morire.

Ha deciso di farlo perché sapeva che sarebbe morta comunque, fra indicibili sofferenze.

Ma Brittany Maynard amava la vita. E la rispettava al punto dal voler morire con dignità.

A Brittany era stato diagnosticato un tumore incurabile al cervello e da tempo sopportava il peso degli effetti collaterali dei farmaci che le erano somministrati.

E' così che ha preso la decisione di salutare tutti i suoi cari e di realizzare, alcuni giorni prima della sua scelta, un video su Youtube – visitato da oltre dieci milioni di persone – per raccontare la sua storia e la sua decisione di morire, aiutata dall'associazione “Compassion & Choices” che si occupa - nello Stato americano dell'Oregon - di accompagnare le persone che chiedono volontariamente di togliersi la vita.

E' così che, il primo novembre, nella sua casa, dopo aver salutato tutti i suoi cari, ha ingerito i farmaci letali che l'hanno condotta alla morte.

Queste le sue ultime, toccanti parole su Facebook: “Addio a tutti i miei cari amici e alla mia famiglia, che amo. Oggi è il giorno che ho scelto per morire con dignità, davanti alla mia malattia terminale, questo terribile cancro che ha portato via così tanto da me, ma che avrebbe preso ancora di più. Il mondo è un bel posto, il viaggio è stato il mio maestro più grande, i miei amici più stretti e miei parenti sono le persone più generose e altruiste. Ho anche un cerchio di supporto intorno al mio letto, mentre scrivo... Addio mondo. Spargete buona energia. Siate generosi, pagate in anticipo per restituire ad altri il bene che ricevete”.

E queste le commoventi ed al contempo incoraggianti parole che Brittany ha scritto sul suo blog: “Sono le persone che si fermano ad apprezzare la vita e che rendono grazie, quelle più felici. Se noi cambiamo le nostre menti, cambiamo il nostro mondo. Pace e amore a voi tutti”.

La scelta consapevole di Brittany riapre e riaprirà certamente il dibattito sull'eutanasia e magari anche sul suicidio assistito. Ad ogni modo ci chiediamo perché ancora vi siano dibattiti nell'ambito di personalissime scelte individuali. Scelte dolorose, come dolorose spesso sono le scelte che la vita ci pone di fronte. Scelte che non andrebbero nemmeno, quindi, dibattute. Ma semplicemente rispettate ed accettate.

Ancora una volta pensiamo alle parole dell'attivista per i diritti civili Roberta Tatafiore, scritte nel suo diario, prima di suicidarsi: "A chi appartiene la vita ? Alla società ? A Dio ? A noi stessi ? Credo che la vita appartenga ad ogni individuo libero di affidarla a chi vuole in base a ciò che gli suggerisce la coscienza" .

La vita di Brittany Maynard apparteneva a lei ed a lei soltanto. Ed il suo esempio dovrebbe essere compreso da quelle Istituzioni – a livello internazionale - ancora insensibili di fronte alla sofferenza umana ed a quelle toccanti e personali scelte individuali che, come tali, meritano il più sacro ed umano rispetto. Oltre che il più sacro ed umano amore possibile.


Luca Bagatin




18 agosto 2014

Interviste su Ritratti di Donna: l'ultimo saggio di Luca Bagatin



Per chi se le fosse perse, ripropongo qui l'intervista che ha relizzato PNBOX, la web tv del pordenonese, nonché l'intervista che mi ha fatto Debdeashakti, autrice della prefazione al mio saggio e nota artista dell'eros, presso il Parco di Piazza Vittorio Emanuele a Roma, di fronte alla Porta Alchemica.
Come si evince dalle mie dichiarazioni, Ritratti di Donna è, oltre che un saggio sull'universo femminile, anche un pretesto per parlare di politica, (anti)politica, cultura e (contro)cultura, ovvero di diritto alla libera sessualità, diritto alla vita e diritto alla morte, nonché per ricercare una nuova dimensione spirituale ed una nuova visione del mondo.
Una dimensione che guardi alla donna come fulcro centrale di una nuova umanità ed all'erotismo, oltre che all'esoterismo, quali nuove forme di non-potere e di non-ideologia
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Per acquistare Ritratti di Donna clikka qui e segui le istruzioni:
http://www.iperedizioni.it/dettaglio.aspx?l=253&h=1




9 agosto 2014

Dieci anni di www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

Sono ormai dieci.

La vita di un ragazzino di dieci anni.

Questo blog, in effetti, è per me quasi come un ragazzino. E' il mio ragazzino, il figlio che temo non avrò mai. Ma vabè, lasciamo stare i discorsi tristi, ovvero le previsioni azzardate, per passare a quelli faceti.

Che cos'è accaduto in dieci anni ?

Prima di tutto sono passato dall'avere 25 anni ad averne 35. Sono diventato, insomma, maggiorenne e più che vaccinato.

In seconda battuta questo blog è diventato o quantomeno mi auguro che sia diventato la bandiera (rossa, con ventisei cuori attorno e l'effige di Anita Garibaldi al centro, mi raccomando !) di tutti coloro i quali amano vedere le cose da punti di vista differenti rispetto alla massa. Amano approfondire ed andare oltre le apparenze. Amano la cultura e l'intelligenza, ovvero odiano l'ipocrisia e, tutto sommato, anche la tecnologia dilagante senz'anima.

Ora, è vero, un blog necessita di tecnologia per vivere. Purtuttavia non necessita di essere connessi 24 ore su 24. Io, ad esempio, non lo sono. Non ho tablet o smartphone o come cappero si chiamano quegli aggeggi che tolgono sempre più tempo alla comunicazione verbale.

La comunicazione. E' l'aspetto che ho sempre ricercato attraverso il mondo dei blog.

La comunicazione è importante, ma non lo è la comunicaZZone. La comunicaZZone è quella degli (a)socialnetwork che, di fatto, è una non-comunicazione. E' un modo per farvi credere che avete milioni di amici - costantemente connessi – che vi seguono e che voi seguite...in una spirale di pseudo-amicizia virtuale senza alcuna virtù.

Quel fottuto Zukerberg - grande censore dei nudi femminili - ci fa i soldi con i vostri clik ! E a me fa letteralmente vomitare.

In dieci anni di blog un qualche sfogo contro uno sfigatello che si crede un re, avviluppato nel sistema di quei beoti incolti degli WASP, ci vuole no ?

Ah come sei lontano Jack (Kerouac) ! Ah come sei lontano Allen (Ginsberg) ! Ah, come ci vorrebbero i tuoi colpi di arma da fuoco, caro Bill (Burroughs) contro questi imbecilli della CocaCola ove tutto si mangia e si vende. Anima compresa.

Credo a chi l'anima non l'ha mai venduta, ovvero la possiede ancora. Che vi volete fare !

Sapete perché non prendo posizione nei conflitti internazionali ? Perché è tutta una questione di soldi. E i soldi - benché siano importanti (ma mai quanto la comunicazione !) - hanno accecato l'individuo. Lo hanno riportato allo stato barbarico (gli WASP ne hanno peraltro le origini...) e lo hanno privato di ogni forma d'amore.

Vabè, lasciamo perdere ancora una volta i discorsi pensosi e vediamo di festeggiare questi dieci anni ricordando le cose belle.

Su questo blog mi sono innamorato diverse volte. Una volta mi ci sono anche fidanzato, con una blogger del Cannocchiale. Ancora la rimpiango, ma vabè. Una volta, tempo dopo intendo, ho provato un sentimento simile, leggendo le pagine di un blog. L'amore può anche essere platonico. Fa meno male alla salute e quanto a profondità posso assicurare che, da parte mia, non è da meno. L'amore è sempre amore e l'amore è tale se è libertà.

Ho pubblicato due libri - "Universo Massonico" e "Ritratti di Donna" - avvalendomi degli articoli che ho pubblicato su questo blog, attraverso il materiale che ho raccolto in dieci anni di studi e ricerche su Massoneria e universo femminile.

Massoneria e donne sono sempre stati i due punti cardine dei miei interessi, sin da bambino.

Mi raccontavano che, da bambino, quando vedevo una bella donna – a Roma – le gridavo : “A bbonaaaa !”. Eh già, ero un bambino precoce.

Le donne le ho sempre amate, nel senso che, per me, hanno sempre rappresentato un grande mistero da scroprire. In tutti i sensi. Da amare. In tutti i sensi. Da perderci la testa. Ed anche i sensi.

In realtà sono pochissime le donne che da tempo catturano la mia attenzione. Quelle poche, però, mi piacerebbe sposarle. Mi limito invece a scriverne e, soprattutto, a pensarle, ad immaginarle, così come immagino un universo diverso. Più pulito e luminoso.

Sono un utopico utopista, questo è il mio biglietto da visita da dieci anni. Questo è il biglietto da visita di questo blog, attraverso il quale ho condotto diverse battaglie (per una sessualità libera, per il diritto alla morte, per i diritti dei disabili, per un'economia ed una politica diverse, incentrate sul cittadino, l'individuo, l'amore per gli animali, per l'arte, per la natura, per la cultura libera dai condizionamenti) anche con il contributo di personalità interessanti: parlo di Peter Boom, teorico della Pansessualità, parlo di Ilona Staller Cicciolina, parlo di Debdeashakti e di tutte le persone che hanno creduto in me quali il prof. Luigi Pruneti, il prof. Aldo A. Mola (che in una dedica ad suo saggio mi ha definito “Capitano coraggioso”) e non ultimo Francesco Serra di Cassano, al quale non posso dimenticare di fare una dedica speciale e con il quale desidero iniziare una collaborazione culturale nei mesi avvenire.

Sulle pagine di questo blog - che ho visto riconosciute anche in numerose voci e citazioni di Wikipedia - ho dato voce e scritto di aspetti che la Storia ufficiale, la controinformazione dei media e della stampa tradizionale, hanno spesso oscurato. Ho parlato di Pier Carpi, di Randolfo Pacciardi, di Edgardo Sogno, della criminale famiglia Kennedy, ho raccontato la vera storia della Loggia Propaganda nr. 2 e di Licio Gelli, ho raccontato di Riccardo Schicchi, di Mauro Biuzzi, di Moana Pozzi e della vera storia del Partito dell'Amore e, prima ancora, di Diva Futura; ho parlato di Simon Bolivar e di una nuova società fondata sull'Amore, attraverso la fondazione del non-movimento (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.altervista.org; www.amoreeliberta.blogspot.it), ovvero dell'unico vero partito italiano in stile Ottocentesco (ovvero inteso come nucleo d'azione, di progetti, di teorie e di pratica politica).

Ho scritto poesie, riflessioni, pensieri personali, raccontandovi anche la parte più crepuscolare della mia anima che, forse, non è così diversa dalla vostra.

Ho parlato molto di Massoneria e ho voluto dimostrare che essa non è altro che una grande istituzione per il miglioramento morale ed intellettuale dell'individuo alla ricerca di una libertà e di una fratellanza possibile e necessaria. Perché è la ricerca che muove il mondo. Non il danaro, non i fottuti giornalisti in cerca di scoop gossippari o fantomatici golpe o complotti mai esistiti.

Ho parlato della FED e della necessità del ritorno al sistema aureo. E a come i signori dei governi e dell'economia ci stanno fottendo alla grande. Ovvero del perché è necessario un ritorno all'Eden, ad un Paradiso Terrestre guidato da una coscienza superiore, che è la nostra potenziale Anima Divina.

Tutto il resto, cari miei, sono solo cazzate.

Vedrò di proseguire nella mia opera e di non deludervi. Proseguendo sul Cannocchiale, nonostante i tanti problemi tecnici della piattaforma non risolti e nonostante mi dicano (dalla regia) che la piattaforma è “vecchiotta”.

Amo il vintage e me ne fotto del resto.

Un abbraccio a tutti voi. E un bacio a due donne in particolare.


Luca Bagatin


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mica calzettoni !



21 luglio 2014

In difesa del matrimonio omosessuale, dell'eutanasia e del suicidio assistito. Ovvero in difesa dell'Amore

Mi lascia davvero perplesso e basito leggere che addirittura c'è chi scrive libri e fonda circoli per proibire cose che già di fatto in questo retrogrado e corrotto Paese sono proibite, ovvero il matrimonio omosessuale, il suicidio assistito e l'eutanasia. E vuole addirittura proibire ogni forma di aborto, costringendo la società, di fatto, al ritorno all'aborto clandestino, con tutto ciò che ne conseguirebbe.

Personalmente ho sempre pensato che la mentalità proibizionista sia il prodotto della mancanza d'amore, ovvero di profonde ferite psichiche e dell'anima della persona proibizionista. E' in effetti assurdo che una persona possa imporre la sua personale visione della cose ad altre persone, attraverso la promozione di leggi punizioniste/proibizioniste.

Tanto più se a proporlo sono magari persone divorziate e che in passato hanno persino ammesso di essersi innamorati di persone diverse dal proprio partner !

La fedeltà e l'impegno coniugale – indipendentemente dal sesso dei contraenti – riteniamo sia un valore umano molto profondo. E chi non lo rispetta, beh, affar suo, ma sappia che qualche problemino in ambito sentimentale e umano ce l'ha.

Vi sono coppie omosessuali che questo problema non l'hanno mai avuto e sono sentimentalmente stabili da anni. Perché negare loro l'adozione di un figlio che sono in grado di accudire ed amare ?

I politicanti pensano mai al concetto di “amore” allorquando propongono e talvolta impongono le loro leggi al popolo inconsapevole e inerme ?

Verrebbe davvero da chiederselo.

Verrebbe da chiedersi perché due persone non possono liberamente amarsi, convivere e vedere i loro diritti legalmente riconosciuti. Verrebbe da chiedersi perché una persona che soffre non può avvalersi dell'eutanasia o del suicidio medicalmente assistito con tanto di consulenti psicologici di supporto.

Verrebbe da chiedersi, in sostanza, se l'Italia sia un Paese civile e democratico e la nostra risposta è da sempre la medesima: non lo è.

E, se a ciò aggiungiamo il fatto che vi sono attivisti invasati ed ideologizzati (figli di una cattiva interpretazione del messaggio del Cristo, che non conoscono punto, in quanto non in grado di amare il prossimo) che si accaniscono contro aspetti che già nel nostro Paese non sono legali, allora c'è davvero di che preoccuparsi.

Quando fondammo “Amore e Libertà”, oltre un anno fa, pensammo anche a questo. A quanta strada il nostro Paese debba fare prima di potersi dire progredito, civile, umano. Siamo forse diversi sall'Iran o da molti altri Paesi proibizionisti e teocratici ? L'unica strada, l'unica via d'uscita dalla società proibizionista e teocratica è la diffusione di una cultura umanitaria e sentimentale. Legata al diritto di ogni singolo individuo di autogestirsi e di autodeterminarsi secondo le leggi della natura e non già secondo quelle dell'autoritarismo, della religione, dell'economia e del Potere.

La strada è ancora lunga, certamente, ma non smetteremo di batterci in ogni luogo sia possibile farlo.


Luca Bagatin
Presidente e fondatore di “Amore e Libertà” (nella foto con Debdeashakti)
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it
www.amoreeliberta.altervista.org
www.amoreeliberta.blogspot.it



30 giugno 2014

Presentazione ufficiale di RITRATTI DI DONNA (Ipertesto Edizioni) a Roma, il 4 luglio prossimo

PRESENTAZIONE DEL VOLUME


"RITRATTI DI DONNA"

(IPERTESTO EDIZIONI)

DI LUCA BAGATIN


VENERDI' 4 LUGULIO 2014

ALLE ORE 18.00

PRESSO CAFFE' MELARGO

VIA MILANO 58 A-B

(VICINO PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI

DI VIA NAZIONALE)

ROMA


INTERVERRANNO

L'AUTORE E DEBDEASHAKTI, AUTRICE

DELLA PREFAZIONE AL VOLUME



29 aprile 2014

"Ritratti di Donna" di Luca Bagatin finalmente in libreria !

E' finalmente uscito il mio nuovo saggio "Ritratti di Donna", edito dalla Ipertesto Edizioni.
Un libro che raccoglie non solo le interviste che ho realizzato in tutti questi anni di attivismo controculturale a numerose donne (con tanto di relativa foto): musiciste, artiste, studiose, attrici, modelle, femministe, attiviste dell'eros (ovvero Lucia “Rehab” Conti, Patrizia Tesselli, Ilona Staller, Ursula Davis, Valentina D’Agostino, Metis Di Meo, Damiana “Verdemare” Fiammenghi, Miss Lili Marlene, Francesca Veronica Sanzari, Crisula Stafida, Marta Pelizzi, Patricia Vezzuli, Debora De Angelis in arte Debdeashakti, Gabriella Bagnolesi, Francesca Vigni, Erica Melargo), ma anche mie poesie e ballate, oltre che riflessioni attorno al mito della Donna Selvaggia, agli archetipi junghiani, alla ricerca della libertà.
Nel saggio tocco tematiche come la disabilità, il suicidio, l'eutanasia, l'amore (che è un susseguirsi continuo di morte e rinascita), la spiritualità.
"Ritratti di Donna" è un saggio eretico, politico, a tratti erotico ed esoterico.
Ottimamente presentato dall'artista dell'eros Debdeashakti (al secolo Debora De Angelis), la cui prefazione desidero qui di seguito riportarvi.
Per acquistare direttamente il volume - senza passare per la libreria, ovvero riceverlo in pochi giorni - seguite le istruzioni al seguente link:

http://www.iperedizioni.it/dettaglio.aspx?l=253&h=1


E buona lettura !

L. B.




Prefazione a "Ritratti di Donna"
di Debdeashakti

Conosco Luca Bagatin ormai da qualche tempo, da quando i nostri universi si sono sincronicamente attratti tra gli sconfinati oceani del web. Ciò che mi colpisce di questo autore è come sia prepotentemente attratto da aspetti della femminilità che la nostra cultura da tempo immemorabile ha rinnegato, seppellendoli sotto la densa coltre delle ere. Quello che lui, rifacendosi al celeberrimo saggio di Clarissa Pinkola Estés, chiama la Donna selvaggia. Chi è questa Donna, che così inesorabilmente si sta riaffacciando sulla scena del mondo dopo un così lungo oblio ? È una scrittrice, una musicista, una portatrice dell’eros, un’attivista politica, un’attrice ? Bagatin da sempre ama le donne, tanto più se selvagge, ne percepisce in qualche modo la numinosità e probabilmente guidato da un’intuizione tutta femminile si arrischia a mettere in un unico libro donne artiste nel senso più classico e culturalmente accettato del termine, assieme ad artiste dell’eros e donne massone, custodi di un’antica o future eredi di una nuova tradizione iniziatica.
Un uomo, un maschio logico e razionale, mai avrebbe osato tanto. Ma forse, e glielo auguro di cuore, nel suo caso la Grande Madre lo ha benedetto col dono di saper vedere oltre le apparenze, i limiti e le categorie che così tanto imprigionano la logica maschile in un universo sterile e astratto, raziocinante e dogmatico.
Attraverso le sue interviste e qualche poesia che si snodano nell’arco di diversi anni e che hanno come unico filo conduttore l’avere come protagoniste donne da cui l’autore, per un qualche motivo imperscrutabile, si è sentito attratto, Bagatin ci restituisce il senso più pieno del Femminino Eterno e Sacro: tutte le donne a cui viene qui data voce sono diversi aspetti di un’unica, multiforme femminilità.

Debdeashakti



17 marzo 2014

Sull'eutanasia ed il suicidio assistito. Tolleranza al di là delle leggi

Sa femina accabadora era, nei tempi arcaici, in Sardegna, una figura femminile avvolta in uno scialle nero, chiamata dai parenti al capezzale del congiunto sofferente che stava per spirare. L'accabadora portava con sé un martello di legno, un matzolu, come si dice in gergo sardo, che, una volta al capezzale del morente, dopo averlo accarezzato, gli assestava un colpo secco alla nuca. Tutto, nei tempi antichi, accadeva nel più assoluto riserbo, nella più assoluto rispetto della vita e dunque della morte. Nella più assoluta compassione per il sofferente.

Sa femina accabadora, oggi, nei tempi ormai postmoderni, non esiste più. E, se esistesse, sarebbe perseguita per e dalla legge, mentre, nella Sardegna che fu, era tollerata sia dalle istituzioni statali che religiose. Ne comprendevano entrambe, infatti, il ruolo sociale ed umano, tramandato nei secoli.

Oggi sento Angelino Alfano, Ministro dell'Interno e leader del Nuovo Centrodestra affermare, testualmente che: “la persona viene prima dello Stato, non può essere il Parlamento a dare e a togliere la vita”.

Messa così la frase sono d'accordo con lui ed aggiungo, come soleva sempre dire Roberta Tatafiore - pasionaria dei diritti delle donne, scrittrice, militante impenitente che per lungo tempo si occupò di legalizzazione della prostituzione, di storia della pornografia e, negli ultimi anni, di eutanasia e di suicidio assistito (al punto che decise di uccidersi, consapevolmente, nell'aprile del 2009) - ritengo che, ove avanza la legge, si riducano le libertà degli individui.

Per cui è vero: non può essere il Parlamento, la legge, a decidere se una persona deve vivere o morire.

La vita – cito ancora Roberta Tatafiore – appartiene a ogni individuo libero di affidarla a chi vuole, in base a ciò che gli suggerisce la coscienza.

In questo senso, la civilissima Svizzera ha stabilito, già dal 1940, che può essere punita l'istigazione al suicidio solo se essa avviene “per motivi egoistici”. In tal senso, interpretando dunque la norma “al contrario”, sono tollerate associazioni come Dignitas ed Exit che accompagnano la persona che decide di farsi praticare il suicidio, alla morte. La accompagnano, esattamente come faceva sa femina accabadora, solamente con metodi più civili e moderni: una puntura, una pillola, in modo che l'individuo non senta alcun dolore, non provi alcuna sofferenza.

Ora, io non so che cosa davvero Angelino Alfano volesse affermare, ma, stando alla sostanza delle sue parole, la tollerenza relativamente all'esistenza di strutture private in grado di accompagnare la persona che, per qualsivoglia motivo, decida di morire, è l'unica strada davvero civile e praticabile. Lo Stato e la politica ne rimangano fuori, perché, ogni qual volta hanno tentato di legiferare (vedi il famigerato testamento biologico), hanno semplicemente ridotto le libertà degli individui.

Sarebbe ora di tornare a parlare, dunque, relativamente a tali tematiche, senza preclusioni ideologiche. Imparando a tollerare, a comprendere, ad amare davvero la coscienza di ciascuno, senza condannare nessuno ad un'incivile sofferenza fisica, morale, psichica, umana.


Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini