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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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25 febbraio 2014

Baglu come Jep Gambardella. Ovvero: destino di due personaggi di fantasia. Monologo by Baglu

 Jep Gambardella è nato a Napoli nel 1948
Dopo il successo ottenuto con L'apparato umano non ha scritto altri romanzi.
Scrive per un settimanale d'arte e si occupa di far fallire le feste




Quando, da giovane, mi chiedevano: cosa c'è di più bello nella vita ? E tutti rispondevano: “la fessa !”, io solo rispondevo: “l'odore delle case dei vecchi”. Ero condannato alla sensibilità !”.

Questa è una frase di Jep Gambardella, protagonista de “La Grande Bellezza” che vidi l'estate scorsa con Lei, la mia ex. E fu proprio Lei a farmi notare la grande somiglianza fra me e Jep.

Giornalisti e scrittori (di un solo libro !) entrambi, abbastanza delusi e disillusi dal mondo e soprattutto dalle persone; entrambi intellettuali o pseudo-tali nell'affresco della Roma di oggi; entrambi con nel cuore una ex che fingono di dimenticare circondandosi di donne bellissime e mondanità.

Entrambi condannati alla sensibilità che, purtuttavia, li ha resi cinici, tristi. Forse più tristi che cinici. “Sull'orlo della disperazione, non ci resta che farci compagnia, prenderci un po' in giro”. Sembra ciò che penso io ogni giorno che mi invento una boutade, una burla. Ed invece è una frase di Jep.

Ancora non riesco a capire perché, il fatto che Lei mi abbia lasciato, mi ha così tanto cambiato. Invecchiato persino, forse. E non perché sto perdendo copiosamente i capelli che pur sto facendo crescere. Ad oltranza.

Una delle mie muse – spiritualmente attenta – direbbe che è dovuto al fatto che ciò è necessario alla mia evoluzione interiore. Francamente non credo o, forse, non voglio credere a ciò.

Per questo sospendo il giudizio. Scrivo, ma sospendo il giudizio.

Non so nemmeno perché io sia attratto, mi senta attratto da una donna – la Donna Selvaggia – con la quale mi scrivo da anni, ma di cui non conosco nemmeno il tono di voce.

Uno psichiatra spiegherebbe la cosa parlando di “proiezioni” e altre stronzate. Sono troppo arguto (e presuntuoso, già), ma anche troppo sensibile, per non comprendere che le proiezioni non c'entrano nulla.

Penso che sia molto bello essere attratti da una donna, senza pretendere di andare oltre. E' molto bello, anche se forse è una cosa da idioti o forse da persone poco coraggiose. E, beh, il coraggio, sul piano sentimentale m'è sempre mancato. Inutile girarci intorno. Più facile sospendere il giudizio e chiudersi in una sorta di torre d'avorio cinica e bara. Bara. Che poi, a me, le bare – le casse da morto intendo – sono sempre piaciute. Mi danno un senso di pace.

“Una bella donna, alla ma età, non è abbastanza”. Jep Gambardella ha sessantacinque anni, ovvero trent'anni più di me. Purtuttavia, nemmeno alla ma età è abbastanza.

Abbastanza sarebbe una donna che mi amasse per tutta la vita. Sarebbe anche più che abbastanza, diciamo.

“Finisce tutto così, con la morte. Prima però c'era la vita, nascosta dal bla bla bla...” e a volte penso che, per non sentire più questo “bla bla bla” varrebbe la pena farla finita. Oh, non pensate che non abbia già pianificato tutto. Pianificare, a volte, dà un senso icommensurabile di potere. Di poter fregare, almeno una volta, nella vita, il destino.

"È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l'emozione e la paura… Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. E poi lo squallore disgraziato e l'uomo miserabile."

A volte mi chiedo se, al di là del chiacchiericcio, del destino, delle varie puttanate che ascolto in tv, leggo sulla stampa, sugli (a)social, se al di là della paura e della costante emozione che pervade la mia mente, troverò ancora uno sprazzo di bellezza. Al di là e al di fuori dello squallore di questo mondo.


)



20 febbraio 2014

Beppe Grillo è parte integrante del Sistema. Così come lo sono Renzi e Berlusconi

Renzi è una persona non credibile, certamente.

Come avevamo già scritto qualche giorno fa, Renzi, come il suo omologo Berlusconi, è un personaggio mediatico (e mediocre) senza alcun merito proprio. Ha alle spalle De Mita, De Benedetti e compagnìa economico-finanziaria cantante.

Purtuttavia credibile non lo è nemmeno Beppe Grillo, il quale è cresciuto a pane, Rai lottizzata dai partiti e Pippo Baudo. Oltretutto erano note anche le sue apparizioni televisive para-politiche accanto a Bruno Vespa, nelle tribune elettorali degli Anni '80 !

Non ci venga, dunque, a raccontare che lui è l'uomo nuovo, l'indipendente per eccellenza, la voce dei cittadini.

Non lo è, anche perché lui, la voce, non la concede nemmeno agli eletti del suo partito.

Beppe Grillo, è, anche e proprio in quanto fondatore di un partito – il Movimento Cinque Stelle – uno del Sistema. Segue le regole (in particolare quelle mediatico-comunicative) del Sistema e finge, a parole, di contrastarlo.

Se egli contrastasse davvero, ad esempio, i partiti, avrebbe già sciolto il suo e proposto, come facciamo noi di “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.altervista.orgwww.amoreeliberta.blogspot.it), l'estrazione a sorte fra tutti i cittadini, al posto delle elezioni. Elezioni che, nei fatti, sono solo un esercizio mediatico ove fingiamo di eleggere politici che non rappresentano nessuno, si spartiscono il finanziamento pubblico e prendono decisioni per noi ignari cittadini.

Beppe Grillo, poi, incontrando pubblicamente Matteo Renzi – pur zittendolo continuamente o fingendo di farlo – ne riconosce la leadership. Ma perché mai ? Chi ha eletto Renzi ? Da dove proviene Renzi se non da quel sistema partitocratico che esiste dal 1948 in barba alla Repubblica Romana di mazziniana e garibaldina memoria che, diversamente, voleva il Popolo al potere ?

Beppe Grillo, oltretutto, fa del Festival di Sanremo – l'evento mediatico-mediocre per eccellenza dell'incultura musicale (e non solo) italica – un trampolino per i suoi comizietti e per uscire sulla stampa e sulle televisioni di tutto il mondo. In questo senso ci ricorda il Berlusconi che va da Bruno Vespa a "Porta a Porta" per farsi incensare e il Matteo Renzi che va da Maria De Filippi a fare il “Fonzie” della situazione.

Beppe Grillo figlio dei media e del Sistema, dunque.

Beppe Grillo, se vuole essere credibile davvero, dovrebbe fare autocritica, entrare a far parte dei costruttori della Civiltà dell'Amore, aderire al nostro non-movimento “Amore e Libertà”, cedere la parola ai cittadini - che si autogovernino, finalmente - e dunque promuovere i diritti civili e sociali al di fuori dal sistema dei partiti e dei parlamenti.

Diversamente non è e non sarà diverso da Matteo Renzi e da Silvio Berlusconi. Anzi, ne è la loro fotocopia e cassa di risonanza.


Luca Bagatin



17 febbraio 2014

Aforismi bagatiniani sulla contemporaneità dell'inesistenza (ma con un occhio di riguardo al fascino di Maria Elena Boschi): by Luca Bagatin



L'unica cosa buona di Matteo Renzi è il fascino di Maria Elena Boschi

Per fortuna disconosco l'utilità degli iphone e dei socialnetwork

Sono per la qualità della vita, non certo per la quantità

La mia donna ideale è certemente una donna del passato

All'innovazione e alla crescita preferisco di gran lunga la stagionatura e la decrescita

Bisogna dare escremento all'economia !

Gay è O.K. Putin è K.O.

Si scrive "magnati" (della finanza, dell'economia, dell'editoria ecc...), ma si legge "magnaccia"




18 ottobre 2013

Al Governo Letta contrapponiamo Amore e Libertà

Al Governo Letta contrapponiamo il nongoverno letto !
Una scelta di campo...rella !




www.amoeeliberta.altervista.org
www.amoreeliberta.blogspot.it







17 ottobre 2013

"Papa Francesco, Scalfari e Pannella". Articolo di Giacomo Properzj

Pubblichiamo qui un bellissimo articolo dell'amico Giacomo Properzj scritto per www.linkiesta.it, che mette in luce tutto il soubrettismo neo-post-radicale (o, meglio, antiradicale storico) di Eugenio Scalfari e di Marco Pannella i quali plaudono alla neo-soubrette mediatica Jorga Mario Bergoglio, autoproclamatasi Papa Francesco.

Le due corna, se così posso esprimermi con tutto il rispetto, dell'esile movimento radicale in Italia, sono rappresentate da Eugenio Scalfari, giornalista, fondatore di Repubblica, da sempre autorevole espressione della sinistra e da Marco Pannella, promotore di un'infinità di referendum, non sempre fortunati e protagonista di eventi di ogni genere, come si sa, finalizzati ad iniziative politiche. Talvolta elettoralmente legato anche a Berlusconi.
Stranamente, Papa Francesco ha trovato consenso in questa sottile area politica sia stabilendo rapporti epistolari con Scalfari che si tradurranno nel giro di pochi giorni in un libro strenna per Natale sia ottenendo, senza peraltro incontrarlo, un grande e rumoroso consenso da parte di Pannella che lo definisce “quest'amore de Papa” e ha presentato per le prossime elezioni regionali in Lucania una lista dedicata anche ai credenti.
Scalfari, che ha sempre avuto di se stesso una considerazione superiore a quella che il mondo in genere gli concedeva, trova oggi in questa corrispondenza pontificia, sugli altissimi problemi della vita e della coscienza, un appagamento che non ha mai avuto e forse il rischio è che faccia come la rana di Esopo e cioè scoppi dal piacere. Quanto a Pannella non è ancora riuscito a penetrare nelle stanze vaticane e si esprime da qualche tempo come un predicatore cristiano americano quelli, per intendersi dei tea-party tanto che se non si prende la linea giusta in certi orari si confonde facilmente Radio Radicale con la contigua Radio Maria. Preso questo mood, come si è detto, Pannella si è recato in Lucania a presentare questa lista radico-cristiana la quale, per ora, non ha ancora scelto con quale presidente stare visto che, come accade, il Pd presenterà un suo presidente e gli altri uno dei loro però nelle ultime ore sembrano orientati sul candidato di destra. Non pare questo un fatto importante per il gruppo degli strettissimi collaboratori pannelliani i quali inoltre hanno presentato la lista senza dire nulla all'associazione dei radicali italiani che per i comuni mortali sembrerebbe essere il partito o il movimento dei radicali. Non è vero, è stato spiegato che “i radicali italiani” sono una delle sette organizzazioni che compongo il movimento radicale in Italia (delle altre sei si hanno informazioni saltuarie e non sono in grado di farne l'elenco), inoltre il movimento radicale fa parte del partito radicale transnazionale, disperso un po' in tutto il mondo ma di cui spesso non si hanno notizie, come del suo segretario che è un avvocato del Mali ma di cui mancano informazioni da diverso tempo.
Naturalmente le due corna, con tutto il rispetto, del movimento radicale si odiano tra di loro e si detestano ma questo rapporto con il mondo vaticano sembra trovare una sua analoga linea concettuale seppur susseguosa per quanto riguarda Scalfari e stracciaculo, sempre con tutto il rispetto, per quanto riguarda Pannella. Il risultato sarà identico perché Papa Francesco è un gesuita e sa dove mettere le mani per ridicolizzare gli ultimi rari laici italiani.

Giacomo Properzj
www.linkiesta.it



16 ottobre 2013

Il governo dei giocolieri Letta & Alfano



Già in un articolo del 30 agosto scorso parlavamo del "gioco delle tre carte" masso in piedi dal governo dell'oligarchia monolitica Letta-Alfano.

Raccontavamo di come avrebbero sì tolto l'IMU, ma avrebbero aumentato l'IVA, nonché introdotto nuove imposte.

Ed ecco infatti che, da allora, l'IVA è aumentata ed ecco arrivata anche la TRISE, a discrezione dei Comuni e delle Regioni, che di fatto triplica la tassazione immobiliare.

E Enrico Letta ha ben poco da esultare - per indorare la pillola ai lavoratori e agli italiani tutti - in quanto, come segnala peraltro Enrico Marro sul Corriere della Sera del 16 ottobre, le retribuzioni nette aumenteranno, se va bene, di appena 10-15 euro mensili e la pressione fiscale subirebbe comunque una riduzione infinitesimale. Posto che i consumi sono proprio da questo governo disincentivati e così il mercato immobiliare.

Questo governo, in sostanza, come i precedenti peraltro, ma forse più degli altri, è il governo dei giochetti, dei balzelli, del "buon viso a cattivo gioco". Del "tolgo di qui per rimettertelo lì". E' il governo della "Stabilità", ma solo quella dell'oligarchia al Potere Destro-Centro-Sinistro, come dicevamo anche in quel nostro articolo del 30 agosto.

Non sono stati fatti interventi strutturali, eppure si parla di una "crescita" (come da cinquant'anni a questa parte, oltretutto !) che, con queste (contro)misure non può certo arrivare.

In quel nostro già citato articolo, non a caso, proponevamo misure ben più efficaci, che andassero alla radice dei problemi e che restituissero sovranità al cittadino e non al politicante di turno che, oltretutto - con le leggi elettorali introdotte nll'ultimo Ventennio (neofascista) 1993/2013 - non è stato eletto da nessuno.

Occorreva ed occorre: abolire ogni imposta sulla prima casa, abbassare l'IVA attraverso l'abolizione delle Province e delle comunità montane ed attraverso l'accorpamento dei Comuni inferiori a 15.000 abitanti. Ecco già un primo forte risparmio per le casse dell'erario. Poi si potrebbe pensare ad introdurre un'unica tassa, ma a carico delle forze politiche (con l'abolizione totale del finanziamento pubblico ai partiti, con decorrenza immediata) e dei politici stessi, oltre che dei manager pubblici, attraverso la riduzione del 60% degli stipendi. Una “tassa”, per così dire, finalmente di equità e di giustizia sociale a favore del Terzo Stato, in opposizione alle oligarchie al Potere.

Il duo Letta-Alfano, con l'appoggio esterno-interno di Berlusconi e Napolitano e l'opposizione fasulla dei grillini, ovviamente, proseguirà per la sua strada. Fra un tweet ed un post su facebook, ove fingono di lasciarsi per poi, subito dopo, riprendersi e gridare all'unisono...ALL'INDULTO (vero insulto per il cittadino onesto) !

Questa è l'Italia del 2013, all'ombra degli a-socialnetwork.


Luca Bagatin



15 febbraio 2013

Il testamento massonico di Peter Boom. All'insegna della pace e dell'amore universali.



Peter Boom, carissimo amico fraterno purtroppo scomparso, nonché collaboratore di questo blog, già attivista per i diritti civili degli omosessuali ed in favore delle libertà sessuali in genere, attore olandese, scrittore, cantante, artista poliedrico e ideatore della Teoria della Pansessualità, oltre a tutto ciò, era anche un Iniziato alla Massoneria.
Lui stesso non ne faceva mistero, anche se non lo sbandierava. Era un "massone in sonno" da diversi anni, quando lo conobbi io, ma mi raccontò della sua iniziazione - negli Anni '50 - in una Loggia olandese e, successivamente della sua affiliazione, una volta giunto in Italia, al Grande Oriente d'Italia e della sua amicizia con l'eminente dignitario del GOI Elvio Sciubba.
Peter era prima di tutto un libero pensatore e la sua idea di Massoneria era essenzialmente pratica. I suoi ideali di fratellanza universale ed amore incondizionato, mal gli facevano comprendere e sopportare le varie divisioni interne ed esterne all'Istituzione, per cui aveva, da anni, scelto la strada dell'attivismo libertario.
Peter, la cui presenza mi manca davvero molto, mi aveva affidato questo suo "testamento massonico", pronunciato in Loggia quando ancora il mondo viveva in piena Guerra Fredda.
E' stato per me un piacere trascriverlo e trasmetterlo, qui, di seguito, integralmente, sia in forma cartacea che scritta (l'italiano è un po' incerto, a causa del fatto che - quando Peter lo scrisse - era da poco giunto del nostro Paese).

L.B.






Quando sono entrato per la prima volta bendato nel tempio per l'iniziazione, sono stato in grado di lasciarmi guidare con molta fiducia dal Maestro esperto, specialmente perché sapevo di essere cieco; come siamo ciechi tutti perché non sappiamo finora vedere completamente la via di portare le responsabilità dateci dal Grande Architetto.
Poi perché avevo simbolicamente lasciato dietro di me i metalli (oro, argento, danaro ecc...), che spesso fanno deboli gli uomini.
*************** cioè "conosci te stesso" c'era scritto sul tempio di Apollo a Delfi, ed è la massima che Socrate fece propria.
Anche noi dobbiamo sempre tener presente che siamo deboli ed aperti a tante influenze, buone e cattive, che non sappiamo ancora ben conoscere.
Perché un nostro grandissimo Maestro, Gesù Cristo, scacciò fuori dal tempio con la frusta quelli che facevano affari là dentro e cambiavano moneta ?
Perché sapeva bene cosa è il denaro e come dannosamente influisce su noi esseri umani.
Egli desiderava vedere nel tempio un'atmosfera di purezza umana senza nulla che potesse richiamare alla mente la corruzione.
A che cosa servirebbero nei templi i simboli significativi e le profonde parole che ci indirizzano sempre di nuovo verso un buon lavoro e verso nobili pensieri ? Questi simboli che influenzano l'uomo più spesso attraverso l'inconscio sono stati usati anche purtroppo, da tante forze religiose per soggiogare intere popolazioni, invece di far uso di questo simbolismo misterico per allargare la mente umana e indirizzarla verso il bene.
Hanno creato così fra l'altro con un regime di paura ed assolutismo un falso cristianesimo il più delle volte per il proprio interesse; non avendo compreso che il proprio interesse dev'essere allargato tanto da abbracciare l'interesse comune, l'interesse di tutti.
L'egoismo dev'essere sviluppato tanto da diventare egosimo comune; io come uomo voglio star bene, ma so di non star bene se tutti non stanno bene, per la semplice ragione che possono scoppiare dei conflitti come per esempio: guerre, scioperi, rivolte, scandali, liti ecc. ecc.
Questa è socialità nata da una visione più larga del proprio interesse, ecco perché "Conosci te stesso".
Se conoscessimo noi stessi sapremo come praticare la vita, potremo anche portare le nostre responsabilità. Non è forse un'onta per l'umanità che non sia possibile nemmeno porre termine alle guerre ?
I popoli si dividono per motivi irrazionali di nazionalismo, fanaticamente inteso, e si lasciano entusiasmare per una guerra in pochi giorni dalla propaganda.
Nemmeno noi Massoni di tutto il mondo siamo stati capaci di riunirci veramente e viviamo ancora divisi dentro la nostra organizzazione stessa. Perché non ci sappiamo riunire sotto gli auspici del Grande Architetto dell'Universo con quel senso di religiosità cosmica (come lo chiamava Einstein) ? La quale è quel profondo meravigliarci della vita e delle cose, e che renderci conto che noi siamo qui in mezzo all'Universo semplicemente per vivere, e per imparare a vivere bene, senza gettare la colpa delle nostre sfortune su qualche povero Dio per sbrigarci così delle nostre responsabilità.
Non per niente un uomo come Einstein, che fu un essere umano molto libero di pensiero, ha potuto scoprire la "relatività".
Perché per concepire l'idea della relatività bisogna essere dei veri liberi pensatori, se no è facile che ci si perda nel vuoto e che non si sappia più dov'è il posto dell'uomo e perché si vive.
Negli ultimi anni grandi uomini fra i quali, appunto, Einstein, e poi Gandhi, Russell ed altri, hanno lottato per la pace in tutto il mondo, ma i governi restavano sordi.
Si diceva: sì ! è buono questo tentativo, ma cosa può fare un solo uomo, o che cosa può fare un solo governo ?
E' così che non si è potuto fare completamente nulla, e stiamo tutti qui come bambini senza far niente.
Ci si domanda talvolta: perché vivere ancora a questo mondo se non si può cambiare nulla ?
Per quale motivo facciamo ancora quel poco lavoro che facciamo, sapendo che andando avanti così esso non ha più alcuna importanza ? Ma noi non vogliamo continuare così.
E proprio adesso è il tempo di cominciare a cambiare le cose, e di riunirci tutti per aprire quella porta chiusa, che noi stessi teniamo serrata.
Noi uomini di buona volontà di tutto il mondo abbiamo in mano la chiave di quella porta che ci apre la via della pace.
Ma, abbiamo detto, che cosa può fare un solo uomo, un solo governo, una sola metà libera del mondo ?
A guardare bene, ciascun uomo può fare molto nel proprio ambiente, dando un buon esempio nella pratica della vita (morale etc.) e portando un po' di luce nelle menti più ristrette, che sanno pensare soltanto in termini di nazionalismo fanatico ed intollerantamente.
Ciascun governo può fare molto associandosi in alleanze o, meglio, in federazioni con altri governi, scambiando liberamente punti di vista con altri Paesi e lottando contro il ristretto sentimento nazionale e contro i monopoli, dannosi per la libertà dei popoli.
Una sola metà del mondo potrebbe fare tutto, se lavorasse positivamente e onestamente all'evoluzione progressiva; perché credo che l'altra metà a poco a poco si libererebbe e seguirebbe vedendo il lavoro positivo e le buone conseguenze di una tale attività.
Tutto questo è nel nostro stesso interesse !
In ciò secondo me noi Massoni abbiamo un compiato da svolgere: aprire le porte dei pregiudizi ristretti e locali, che ci hanno tenuto finora nella terribile schiavitù delle guerre, delle miserie e delle paure non necessarie, e affratellare le nazioni con la progressiva abolizione delle frontiere e l'istituzione di governi comuni, per realizzare questo ideale di quasi tutta l'umanità: la pace.


Peter Boom



12 febbraio 2013

Ilona Staller Cicciolina: una vita sofferta alla ricerca dei propri sogni, dell'amore e della libertà. Per sè e per gli altri.



Elena Ilona Anna Staller, in arte Cicciolina.

Una fra le più celebri e più pagate pornodive al mondo. Ungherese di nascita ed italiana di adozione.
Una vita che è più di un'avventura. A tratti drammatica, a tratti emozionante, a tratti commovente.
Chi conosce bene Ilona sa che la sua è ed è stata una vita alla ricerca di sogni da vivere e realizzare. Sogni spesso infranti dalla violenza e dalla stupidità altrui.
Ilona nasce a Budapest nel 1951, in piena Guerra Fredda e con l'Ungheria sotto il controllo comunista sovietico. Ilona nasce in una famiglia poverissima, nel quartiere periferico Kobanya, in un palazzo-dormitorio umido e senza luce.
Suo padre, Laszlo Staller, è un donnaiolo infedele, mentre la madre - anche lei di nome Ilona - cresce lei e i suoi fratelli Valeria, Laszlo e Attila, nel migliore dei modi, senza far loro mancare nulla, ma con il sogno di abbandonare la miseria e la mancanza di libertà del regime comunista ungherese.
Con il secondo marito, Ignac Magyari, la madre di Ilona ed i suoi fratelli, trovano una certe stabilità e tentano tentano persino la fuga nell'Occidente democratico, ma senza successo. Vivono persino i terribili momenti della Rivoluzione d'Ungheria del 1956, con le vie di Budapest zeppe di cadaveri causate dai carri armati sovietici, i quali sopprimono ben presto i rivoltosi. Ilona aveva solo 5 anni allora, ma quei momenti di terrore - stretta fra i suoi fratellini ed alla ricerca dispetata di cibo – li ha ben impressi ancora oggi nella sua mente.
Nel '57 tentarono la fuga, passando in Jugolsavia, ma saranno presto rispediti a casa.
Crescendo, Ilona, diventerà un'avvenente ragazza bionda con gli occhi azzurri. Inizierà a lavorare come cameriera in un albergo, sfruttata e costretta a sfacchinare dalla mattina alla sera. Sarà qui, ad ogni modo, che il servizio segreto comunista ungherese la noterà e la inviterà a diventare una spia del regime. Lei non può fare altrimenti e così inizierà a riferire ai servizi segreti gli spostamenti dei vari ambasciatori americani in visita a Budapest.
Ben presto, ad ogni modo, lascierà quella vita da Mata Hari e, incoraggiata dalla madre, contatterà l'agenzia pubblicitaria M.T.I, la quale stava selezionando ragazze per una campagna pubblicitaria ed inizierà così la carriera di fotomodella.
Nel 1970 Ilona incontrerà Salvatore Mercuri, un calabrese non particolarmente avvenente ma che a lei piacque subito e così lo sposò andando a vivere con lui a Milano.
Il matrimonio si rivelò ben presto un vero disastro e Salvatore non certo il principe azzurro che Ilona aveva sognato, ma un uomo che la costringeva a cucinare tutto il giorno, senza concederle un minimo di libertà. Fu così che lasciò Salvatore e se ne andò a lavorare a Roma, per un nuovo servizio fotografico e qui iniziò – finalmente - una nuova vita.
Fu infatti alla fine degli Anni '70 che la carriera e la vita di Ilona Staller ebbero ad ogni modo una svolta luminosa e ciò grazie all'incontro con l'ancora sconosciuto Riccardo Schicchi, un curioso e stravagante fotografo, dai modi a tratti infantili, il quale, dopo averla tempestata di telefonate, si presentò di fronte a casa sua, sulla Cassia.
E si presentò ad Ilona in una buffissima posizione yoga, con le gambe per aria (come ebbe modo di raccontarmi recentemente, in un'intervista) !
Da allora, ad ogni modo, nacque un vero e proprio sodalizio fra Ilona e Riccardo. Un sodalizio fatto di amore per la natura, i tramonti, gli animali, l'erotismo e la voglia di rompere ogni tabù legato al pudore ed alla sessualità.
Riccardo Schicchi era letteralmente stregato da Ilona Staller e le coniò il simpatico nomignolo "Cicciolina", per il suo modo di fare naif, anche se Ilona - come mi confidò nella nostra recente intervista - non si innamorò mai di lui.
Fu così che, con Riccardo Schicchi, fondò "Radio Luna", la prima radio libera che parlava di sesso e sessualità ad un vasto pubblico e fu proprio in quell'occasione che inventò il nome d'arte "Cicciolina". Nel 1979, con Schicchi, fondò poi la "Lista del Sole", il primo partito ambientalista d'Italia che per simbolo aveva il Sole che sorride (oggi divenuto di proprietà dei Verdi) e, nel 1983, l'agenzia di casting "Diva Futura", alla quale iniziarono a lavorare future artiste dell'eros quali Ursula Davis, Milly D'Abbraccio, Moana Pozzi, Ramba, Baby Pozzi ed altre.



Sempre assieme a Schicchi, Ilona, animata dal sogno di cambiare il comune senso del pudore, le leggi contro la censura, migliorare l'ambiente e combattere ogni forma di violenza, intraprenderà la carriera politca candidandosi nelle liste del Partito Radicale. Schicchi non sarà eletto, ma lei, nonostante sia quasi ultima nella lista dei candidati, sarà eletta al Parlamento italiano, nel 1987, con 20.000 voti di preferenza, presentando peraltro numerose proposte di legge per la tutela dell'ambiente, degli animali, fu forse la prima a presentare proposte di legge contro la violenza sulle donne, per i diritti delle prostitute e dei detenuti.
Inoltre fu la prima a bruciare, in segno di protesta sia contro al Guerra Fredda che contro il terrorismo, le bandiere di USA ed URSS recanti entrambe la stella rossa delle Brigate Rosse. Ciò, ad ogni modo, le costò un'incriminazione per attentato alla bandiera di due Stati esteri, nonché l'impossibilità - per parecchi anni - di recarsi negli Stati Uniti d'America in quanto “ospite indesiderata”.
Oltre a ciò, Ilona Staller, partecipò - in qualità di Parlamentare italiana - ad una serata di beneficienza per la ricerca scientifica relativa alla lotta all'AIDS, a Tokyo, consegnando l'equivalente di un milione di euro al Ministro della Sanità giapponese. Parte del ricavato, peraltro, fu devoluto al campo profughi vietnamita-laotiano.
A cavallo fra la fine degli anni '80 ed i primi anni '90, Ilona Staller continuerà a "dare scandalo" con i suoi spettacoli erotici i quali le costeranno - come mi ha raccontato nell'intervista - oltre cinquanta denunce penali, ma contribuendo a far cadere così l'ipocrita reato di "offesa al comune senso del pudore".
E' triste, ad ogni modo, apprendere che pochi deputati Radicale solidarizzavano con lei. Molti la trovavano solamente "scandalosa" e nulla di più. Con Ilona, non molto tempo fa, chiacchierando come talvolta ci capita di fare, abbiamo ricordato le sole figure radicali che l'hanno sostenuta e difesa veramente. Tre donne coraggiose e combattive, che oggi purtroppo non ci sono più: Adele Faccio, Adelaide Aglietta e Roberta Tatafiore.
Peccato che, anche fra i Radicali, albergasse un certo bigottismo che poco si confaceva alle loro battaglie...



Nel 1992, a fine legislatura, tenterà ad ogni di rilanciare la sua immagine politica, proponendo il Partito dell'Amore, poi lasciato in eredità a Moana Pozzi. In quel periodo, infatti, Ilona partorirà Ludwig, il figlio che aveva concepito dall'artista statunitense Jeff Koons, suo marito dal 1991.
Un altro uomo sbagliato della sua vita. Un uomo che Ilona, nel suo libro edito da Mondadori "Per amore e per forza", descrive come iracondo, geloso, violento, il quale portò persino via Ludwig a Ilona contro il parere dei giudici italiani, accusando Ilona - nei processi per l'affidamento del piccolo – di essere una cattiva madre e persino una pedofila !
Per fortuna, nonostante il calvario passato da Ilona Staller in quegli anni, tutto andò a finire per il meglio ed oggi Ludwig Koons - che ha vent'anni - vive con la madre, la quale ne è affettuosamente orgogliosa, come è giusto che sia.
Ilona Staller, Cicciolina, è ed è stata per molti di noi un'icona fricchettona, hippie, capace di lottare in modo tenace contro una vita spesso avversa.
Posso dire per certo che di rado ho conosciuto una persona, come lei, incapace di odiare anche il suo più acerrimo nemico. Una persona che, pur avendo affrontato molte avversità ed una vita davvero piena in tutti i sensi, è ancora oggi capace di credere in un mondo migliore. Un mondo nel quale, come ama dire lei: "combattere tutti insieme per un mondo pieno di gente sorridente e felice. Un mondo che lasci intravedere un futuro con tutti i colori dell'arcobaleno".
Ora, io non so se un giorno questo sogno si realizzerà mai. Ciò che so è che Ilona Staller Cicciolina ha trovato, già da tempo, un posto nel mio cuore fra le persone più care che conosco. E che la aiuterò a lottare per i suoi sogni, che sono da sempre anche i miei. Sogni che fanno parte della nostra storia di utopici utopisti, liberali e ambientalisti fricchettoni, eroticamente qualificati, amorevolmente senza tabù ed alla ricerca di una libertà possibile. Credibile, necessaria.

Luca Bagatin



Ringrazio Ilona per avermi fornito gran parte del materiale fotografico - parte del quale inedito - che, per motivi di spazio, non ho potuto qui pubblicare per intero a corredo di questo articolo.
Non mancherà certo occasione per pubblicare ancora articoli e foto relative alla sua storia, passata e recente.



8 febbraio 2013

Lo spirito della Repubblica Romana e FARE per Fermare il Declino



Appare scontato, anche se non dovrebbe esserlo.
Che cosa appare scontato ?
Che nessuno, o quasi, sappia che cosa sia accaduto il 9 febbraio del 1849. Che questa data passi, da sempre, sotto il più totale silenzio. Che nessuno dica che il 9 febbraio 1849, per la prima volta nella Storia d'Italia, entrò in vigore una Costituzione civile, democratica e liberale, molto più liberale dell'attuale Costituzione della Repubblica dei partiti e dei loro lacchè, fondata nel 1948.
Il 9 febbraio 1849 fu proclamata, a Roma, la Repubblica Romana. Voluta da Giuseppe Mazzini e da Giuseppe Garibaldi, fondata su principi di laicità, libertà e moralità.
Principi che l'Italia post-risorgimentale, fascista e postfascista (e mai autenticamente antifascista) ha del tutto dimenticato e disconosciuto.
Oggi negli Stati Uniti d'America, in Inghilterra ed in Francia si parla di matrimonio omosessuale, così come ieri si parlava di eutanasia e di suicidio assistito; di ricerca scientifica; di opportunità di lavoro per i giovani cervelli e si garantiva ciò. Ciò che il nostro Paese incivile, partitocratico, socialista in favore dei più forti e fascista nei confronti dei più deboli, non ha mai nemmeno voluto sentir nominare.
Da noi Mario Monti incassa l'appoggio del Vaticano che, a sua volta, trova la sua sponda nel Pd di Bersani e nel PdL di Berlusconi. Ovviamente, in tutto ciò, nessuno ricorda quei giovani combattenti della Repubblica Romana, i quali si batterono contro il Vaticano (e non già contro il cristianesimo o contro il cattolicesimo, tutt'altro !) per garantire che la libertà dei singoli fosse a garanzia della libertà di tutto il popolo.
"Dio e Popolo", non a caso, era il motto di Giuseppe Mazzini. Un Dio al di sopra dei dogmi papali ed al di sopra delle beghe del Potere di ieri e di oggi.
La Repubblica Romana, pur nella sua breve esistenza, dimostrò come con la forza del popolo sovrano, civile e democratico, possano nascere leggi giuste. Ovvero l'esatto opposto di quanto accaduto con l'avvento degli autocrati e dei partitocrati senza principi.
Oggi noi ricordiamo la Repubblica Romana del 9 febbraio 1849, ma pensiamo al 24 febbraio 2013, ove nessuno più parla di diritti civili e di garanzie democratiche.
Pensiamo che varrebbe la pena disertare le urne, se non fosse che almeno una personalità, fra le tante mezze calze, ancora a quei principi crede e con quei principi si è sempre presentata. Stiamo parlando di Oscar Giannino, liberale e repubblicano della prima ora che non a caso ha voluto mettere in piedi un'operazione de-ideologizzata per FARE per fermare il declino del Paese. Ovvero non per "chiacchierare a tarallucci e vino", magari spartendosi e lottizzandosi le poltrone e/o i sottogoverni.
Ecco quindi che il ricordo della Repubblica Romana potrebbe tornare vivo ed attivo proprio grazie a Giannino ed a FARE per Fermare il Declino, ed in questo senso è necessario che ci si attivi. Che ci si attivi contro l'imperversare dei Bersani-Berlusconi-Monti, il cui ritorno è terribilmente di nuovo dietro l'angolo. Ed il Paese, che ha già purtroppo conosciuto i Pio IX, i Mussolini, i Togliatti, i Fanfani, i Berlinguer, gli Andreotti ed i De Mita, non può davvero più permetterselo.

Luca Bagatin



28 dicembre 2012

Corrado Augias parla del conte Alessandro Cagliostro. A sproposito.



Non è la prima volta che il giornalista Corrado Augias ci lascia perplessi e basiti.
Invero già il settembre scorso avemmo modo di ascoltarlo alla conferenza stampa che lo vide protagonista alla fiera del libro Pordenonelegge 2012. Anche allora ascoltammo, basiti, giudizi sommari e un tantino banali, che riportammo allora in un articolo, relativo al suo ultimo libro "I Segreti d'Italia".
Il suo libro racchiuderebbe, secondo Augias, un segreto, ovvero l'ambiguità e la cialtroneria dell'italiano medio. Una generalizzazione bella e buona, insomma.
Alcuni giorni fa, un caro amico, mi ha segnalato un'intervista rilasciata dal dott. Augias - che ho rivisto su youtube - nella trasmissione di Fabio Fazio, "Che tempo che fa", ove, fra le altre cose, il giornalista, si è messo - senza averne contezza - a parlare del conte di Cagliostro.
Anche qui raccontando cose non rispondenti alla verità storica, oltre che le solite generalizzazioni e speculazioni negative nei confronti del celebre esoterista.
Augias definisce ingiustamente Cagliostro "venditore di aria fritta" (sic !), avventuriero ed ingannatore di teste coronate. Altra grossa imprecisione dell'Augias è l'aver affermato, nell'intervista, che la Massoneria di Rito Egizio di Caglistro fu fondata a Roma, quando in realtà fu fondata anni prima del suo arrivo in Roma, ovvero nel 1779, in Curlandia (e dunque nemmeno in Italia !).
Come se non bastasse il dott. Augias ridicolizza il Rito Egizio di Cagliostro, affermando peraltro, che alla sua Obbedienza (termine corretto rispetto a "Loggia", utilizzato impropriamente da Augias) avrebbero aderito solo quattro persone (due delle quali non avrebbero pagato nemmeno la quota di adesione (sic !)) !
E' molto più che evidente la non conoscenza di Corrado Augias delle opere e delle ricerche storiche di Marc Haven, Carlo Gentile, Pier Carpi, Philippa Faulks e Robert Cooper in merito al Grande Iniziato Cagliostro.
Evidentemente, come ai non informati o ai cronisti improvvisati accade, egli confonde il conte Alessandro Cagliostro con l'imbroglione prezzolato dall'Inquisizione Giuseppe Balsamo. Che però furono due persone diverse, come dimostrato dagli autorevoli autori sopra citati.
Cagliostro, insomma, per Augias, è il classico esempio negativo dell'italianità. Ecco ritornare la sua tesi originaria !
Tralasciando ciò, ad ogni modo, bisognerebbe invece rammentare al dott. Augias che, negli anni '70, esisteva anche un premio letterario - relativo alla letteratura dell'insolito - intitolato a Cagliostro e presieduto, oltre che dallo scrittore Pier Carpi, anche dall'attrice Valentina Cortese e dal leader del Partito Repubblicano Italiano Ugo La Malfa.
C'è chi, insomma, Cagliostro lo prese sul serio in tempi non sospetti !
Peraltro, i rituali della tanto da Augias (e da Fazio...sic !) irrisa "Massoneria di Rito Egizio", sono stati recentemente ritrovati e custoditi presso la Gran Loggia di Scozia e presentano grande profondità spirituale, come affermato dagli studiosi Faluks e Cooper che ne hanno scritto un saggio ("Cagliostro il Mago Massone"), edito in Italia dalle prestigiose Edizioni Mediterranee e da noi già recensito.
Dopo questi brevi appunti, auguriamoci che sia sempre l'informazione corretta, frutto di studi ed approfondimenti a prevalere e non il solito "sentito dire".

Luca Bagatin


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