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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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2 febbraio 2016

"La vera famiglia è quella che nasce dall'amore. Ed è libera dalla fame". Riflessioni di Luca Bagatin

La più alta forma di democrazia per me è e rimarrà il populismo, ovvero la politica in favore del popolo, contro politici, imprenditori, edonisti e ricchi borghesi.


Lo spauracchio della "famiglia tradizionale" serve solo a preti, imam e rabbini per far credere ad una società di persone pensanti che il loro ruolo conti ancora qualche cosa.


Anche un uomo di colore, Andrea Aguyar, combattè e morì in difesa della Repubblica Romana del 1849, a fianco di Garibaldi.
Sarebbe bene ricordarlo a Matteo Salvini e ai politicanti mantenuti e parolai come lui, che per le loro idee non sarebbero affatto disposti a combattere, armi in pugno, e a morire.


Penso che il mio punto di forza sia l'essere un cinico sognatore.



L'unico politico che potrei sostenere oggi dovrebbe rinunciare ad ogni stipendio, ad ogni comodità ed essere disposto a combattere e morire per un ideale.
Dovrebbe essere, in sostanza, un mio pari.
Non un essere inferiore.


Un bambino necessita di vivere in una casa dignitosa e di avere di che vivere per tutta la vita, senza preoccupazioni.
Il resto del padre e della madre sono balle inventate dai ricchi per difendere il loro diritto ad essere compassionevoli e continuare così a fottere i poveri.


Alla fine la Storia riconoscerà il ruolo politico e culturale di Moana Pozzi, così come ha riconosciuto, e purtroppo ancora solo in parte, quello di Anita Garibaldi e di Evita Peron.



Penso che Jean-Claude Michéa e Eduard Limonov, intellettuali trasgressivi, il primo francese e il secondo russo, siano quanto più interessante vi possa essere nel panorama politico-culturale odierno.
Pur avendone già accennato in altri articoli, in questo periodo sto preparando diversi articoli su di loro, critici nei confronti della sinistra e del "progressismo", ovvero tendenti a spiegare il perché la sinistra europea e occidentale abbia abbracciato il capitalismo e la società di mercato, diventando, di fatto, uguale alla destra, ovvero a difesa dei ricchi e dei borghesi.
Chi ancora oggi, dunque, crede in una società libera, egualitaria, dalla parte dei poveri, ovvero in una società socialista, libertaria e anti-edonista ovvero anti-modernista, non può che ritrovarsi nelle tesi di Michéa (oltre che di Alain De Benoist) e di Limonov.

Non confondete mai il socialismo e l'anarchismo (anche nella versione comunista anarchica) con la sinistra e il progressismo.
Sinistra e progressismo sono, assieme al liberalismo classico, all'origine del capitalismo borghese.




22 gennaio 2016

Il Family Day sia la festa di tutti i conviventi !

La famiglia è un nucleo di persone che convivono nella medesima abitazione. Possono essere parenti, amici, una coppia, o anche semplicemente una persona e un animale.

Questa la definizione autentica del concetto e che andrebbe spiegata a coloro i quali pretendono – ideologicamente - che la famiglia sia composta da un padre, una madre e, eventualmente, dei figli.

Una famiglia siamo, in sostanza, anche io e il mio gatto, con buona pace di monsignor Bagnasco & Co., che della famiglia hanno un concetto tutto loro. O forse non convivono con un gatto.

Per cui al Family Day potrebbe partecipare chiunque conviva nella medesima abitazione: eterosessuali, omosessuali, bisessuali, transessuali, amici, parenti, animali domestici ecc....

Anzi, sarebbe bello vi partecipassero tutti i conviventi d'Italia, proprio per celebrare la giornata della famiglia, ovvero della convivenza. Convivenza che è alla base della tolleranza reciproca e dell'amore fraterno.

Il messaggio che gli organizzatori ufficiali del Family Day dal 2007 ad oggi vorrebbero far passare, è invece un messaggio ideologico e di divisione umana fra modi di pensare e di vivere/convivere diversi. E stupisce che una Chiesa che, a parole quantomeno, dovrebbe predicare l'amore, abbia al suo interno esponenti che fomentano contrapposizioni e divisioni, anziché promuovere la concordia ed il rispetto fra le genti.

Ed è altresì ideologico e sessuofobico ritenere che un figlio non possa essere cresciuto da un single o crescere in seno ad una coppia omosessuale, dato che ciò di cui necessita un bambino è solo l'amore. Quell'amore ucciso dalle divisioni e dalle ideologie in nome della destra, della sinistra, del cattolicesimo, dell'ebraismo, dell'islamismo e così via. Un bambino, un figlio, grazie al cielo, di tutte queste cose se ne frega e non ha certo bisogno (auguriamoci che nemmeno da adulto abbia mai bisogno di questi “ameni” aspetti della più varia umanità e sia uno spirito che pensi sempre con la sua testa !).

Non sappiamo come questo Parlamento intenda legiferare in merito, per quanto noi abbiamo le idee più che chiare nell'ambito di uno Stato che voglia garantire laicità e libertà per tutti, senza ingerenze o divisioni ideologiche. Quel che è certo è che è oltremodo ridicolo pensare che il tema delle unoni civili o del matrimonio omosessuale sia un'”arma di distrazione”, visto che in realtà è un tema centrale per milioni di persone omosessuali che pagano regolarmente le tasse.


Luca Bagatin (nella foto con suo fratello Mirtillo)



19 agosto 2015

La Venezia dell'oscurantista Brugnaro o quella libera e libertaria di Casanova ?

E' davvero triste che la Venezia godereccia e romantica, tanto cara a Giacomo Casanova, sia oggi governata da un Sindaco assai triste come Luigi Brugnaro – berlusconiano e renziano al contempo - ovvero profondamente conservatore e bigotto al punto da vietare persino i libri per ragazzi che, a suo dire, lederebbero i diritti delle famiglie composte da madre e padre (sic !).

Ricordiamo che, nel corso della Storia, i libri li vietarono i nazisti, che peraltro dei cosiddetti libri “proibiti” ne fecero un rogo.

La cultura, diversamente, merita di essere diffusa, cosa che forse il Brugnaro – degno figlio politico di leader politici autoritari – ignora.

Curioso anche che il Brugnaro attacchi il cantante Elton John dandogli del “ricco”. Il Brugnaro è imprenditore e dirigente d'azienda e povero certamente non è. E non è nemmeno una questione di danari, ma di senso civico e civile.

La civiltà vuole che le persone siano libere di leggere ciò che vogliono. E anche di amare e di andare a letto con chi vogliono, senza che un'autorità politica che rappresenta solo una parte dei cittadini si metta a sindacare e a decidere per tutti.

Invochiamo pertanto lo spirito libertario e godereccio di Giacomo Casanova, libertino, massone e libero pensatore, che proprio la Santa Inquisizione condannò per i suoi liberi costumi. E finanche quello di Tinto Brass, che alla Mostra del Cinema di Venezia sbarcava sempre con splendide fanciulle scosciatissime.

Noi amanti di Venezia e che proprio da quelle parti proveniamo, vorremmo evitare che la città dell'Amore per eccellanza si trasformi in un centro di potere governato da bigotti e oscurantisti.

Vorremmo che chiunque, a Venezia come altrove, fosse libero di amare in libertà e di leggere ciò che vuole.

Perché, se la politica odierna ha ucciso il pensiero, non vorremmo che essa distruggesse anche la libertà, l'erotismo, la voglia di amare e godere con chi vogliamo.

E vorremmo rimarcare un concetto: una famiglia è composta da un uomo e una donna, ma anche da due uomini, da due donne, oppure da un individuo e il suo animale domestico. E un Sindaco non può certo venirci ad insegnare che cos'è l'amore !


Luca Bagatin



16 dicembre 2014

L'inutilità clericale delle "Sentinelle in piedi" e la società dei consumi

Francamente non comprendo le cosiddette “battaglie” delle cosiddette “Sentinelle in piedi”.

Non comprendo perché ce l'abbiano con le coppie omosessuali che desiderano – legittimamente – veder riconosciuto il loro amore di fronte alla legge. Non comprendo la loro idea di “famiglia naturale”, quasi che esistessero forme di “famiglia innaturale”. Al massimo esistono famiglie snaturate, come quelle che maltrattano i propri figli (talvolta li uccidono anche...sic !), oppure sono fondate sul mero interesse economico. Ma su questo, a quanto pare, le “Sentinelle” rimangono sedute e silenti.

Non comprendo, poi, perché ad una coppia o ad un singolo individuo – indipendentemente dal sesso, perché il sesso non dovrebbe essere superiore ai sentimenti, all'amore, anche per un ipotetico figlio – dovrebbe essere negata l'adozione di un figlio.

Non comprendo nemmeno che cosa interessi a queste “Sentinelle in piedi” se una persona – preda di indicibili sofferenze fisiche e/o morali - decide di farsi praticare l'eutanasia, oppure decide di farsi praticare il suidicio assistito, come dignitosamente avviene nella civilissima Svizzera. Tutte cose, precisiamo – come per quanto concerne il matrimonio omosessuale e l'adozione a single o a omosessuali – peraltro non possibili in un Paese illiberale ed incivile come l'Italia !

Illiberale ed incivile perché lede la libertà di coscienza individuale del singolo.

Per cui, francamente, non comprendiamo queste “Sentinelle”, così come, parimenti, non comprendiamo i loro aggressori.

Tutti hanno il diritto di manifestare, anche la cosa più sciocca possibile ! Anzi, se la manifestazione è ritenuta sciocca, tanto vale ignorarla allora !

E' davvero triste pensare a quanto sia mutato il costume italiano al punto che le battaglie civili e libertarie dei nostri Anni '60 e '70 siano scomparse per lasciare spazio a ideologie clericali da una parte – quelle delle “Sentinelle” appunto - e ad ideologie commercial-consumistiche dall'altra.

In questo bailamme assistiamo a coppie che si sposano presto e presto divorziano (il famoso consumismo usa-e-getta dei prodotti viene quindi applicato anche alle persone ed ai sentimenti). Magari nel frattempo hanno anche figliato e quindi i loro bambini si trovano nella triste condizione di vedersi sballottare da un genitore all'altro !

Di questo, però, nessuno parla. Nessuno mette bocca, nessuno dice: ma prima di formarvi una famiglia sarete in grado di amarvi e onorarvi per tutta la vita, oppure lo fate solo per colmare la vostra vanagloria di persone insoddisfatte e bisognose di far credere a voi stesse che, con un matrimonio e figliando, le cose andranno meglio?

Il nocciolo della questione non è tanto il matrimonio omosessuale o meno, ma la capacità o meno di una coppia di amarsi nel lungo periodo. Ed è un problema sociologico e sentimentale, oltre che politico. E' un problema che nasce e si sviluppa anche e proprio in presenza di un sistema economico consumistico-pubblicitario, fondato sui cosiddetti “bisogni indotti” e sull'assenza di relazioni autentiche, siano esse relazioni sentimentali, amicali, famigliari...che magari vadano oltre l'utilizzo degli idioti e limitanti “social-network”.

Di questo, ad ogni modo, le cosiddette “Sentinelle in piedi”, che pur si autoproclamano paladine della “famiglia naturale composta da un uomo e una donna”, non parlano.

E non ne parlano nemmeno i cosiddetti “laici”, i cosiddetti “liberali”, i cosiddetti “socialpappisti all'italiana” venduti al renzismo imperante e dimentichi della spiritualità gandhiana, degli insegnamenti di Mario Pannunzio, di Ernesto Rossi e finanche di Moana Pozzi e di Roberta Tatafiore.

Ne scriviamo noi, per quel che può servire.


Luca Bagatin



11 agosto 2013

"La mia vita è un Caos Calmo: In-comprensioni". Flusso d'incoscienza by Baglu

Sì, una legge sull'omofobia serve, però serve anche comprensione.

Comprensione che non può arrivare dall'arida politica e nemmeno dai compassati "terapeuti".

Comprensione per un ragazzo di 14 anni che si getta dalla finestra (pensateci bene: quanti di voi farebbero un gesto del genere con lucida freddezza ?) dopo aver scritto un biglietto in cui afferma che nessuno comprende - appunto - il suo essere omosessuale e non sa come far capire questo alla sua famiglia.

E poi quegli stronzi compagni che sempre lo deridono.

A 14 anni è facile essere derisi.

Nemmeno io fui capito quando scrivevo e inviavo, un giorno sì e l'altro pure, biglietti d'amore ad una mia coetanea. Verusca si chiamava.

Ne ero cotto.

Anch'io, allora, pensai al suicidio perché era davvero deprimente essere deriso dai miei compagni ed anche da quella ragazza. E mi ricordo ancora quelle scritte sui muri e sulle sedie. Sarà che non sapevo come corteggiare, a 14 anni, una ragazza. Sarà che ero un rospo, come pensavo io allora. Sarà che davo troppo peso a compagni di classe che erano coglioni allora ed oggi lo sono ancora. Solo più grassi, ammogliati, con prole a carico e già divorziati o lì a tradire la moglie con il transessuale di turno o la prima puttana.

Oh, no, non esagero. Guardatevi attorno e troverete frotte di trenta-quarantenni (se non anche cinquantenni) a rappresentare questo cliché.

Ora ne rido e ne ho ben donde. Ora sono io quello che si diverte delle miserie altrui. Perché la fine di quei tizi, io, non l'ho fatta. Dimostro dieci anni in meno della mia età, porto ancora i capelli lunghi, tiro tardi la notte, mangio e bevo a volontà senza ingrassare, scrivo ancora e vivo di ciò che scrivo.

Che poi un briciolo di umanità l'ho sempre avuto e se mi vanto lo faccio ora, che ho tempo per farlo. Ma ne potrei raccontare di cose sulla spicciola umanità e mi fermo qui.

E, anche se sono diventato cinico e pessimista, riesco ancora commuovermi di fronte ad un ragazzo che si suicida perché ama i suoi simili. E mi incazzo di brutto perché non ho mai capito né riuscirò mai a capire perché la gran parte degli individui sia così idiota dall'interessarsi dagli affari altrui: sei un uomo e ti piace un uomo ? Ti danno addosso. Ti piace una donna, magari bellissima, e ti danno addosso perché "tanto non te la dà". Che poi, anche lì, ma quanta banalizzazione ! E non è che sei giustificato perché hai 14 anni, a parer mio. 

In Italia, almeno, si tende a giustificare tutto con l'età. E per me è una gran cazzata, perché l'età non ha alcun valore. Così come il titolo di studio.

A 14 anni, il sottoscritto, sarà perché aveva ricevuto un'educazione diversa, non era né così idiota né così coglione. Bellicoso lo ero, questo sì.

Menavo le mani. Brutto vizio, è vero, ma quando è utile è utile. Come quando feci a botte per difendere un mio compagno di classe, alle scuole elementari, accusato di essere...un "rom".

E allora, di fronte alla supidità umana, alla miseria umana, servono le leggi oppure serve il buonsenso ? E il buonsenso chi lo fornisce ?

L'educazione. Sì, ma se uno ci gode ad essere maleducato ? Oppure a dare fastidio al prossimo ?

Il Parlamento italiano, del resto, di rompiglioni, è sempre stato pieno zeppo.

Ah, ecco, nel frattempo ho anche smesso di credere alla politica. Ma non ho smesso per la stessa ragione della stragrande maggioranza dei beoti che incontrate per strada. Non ho smesso per "qualunquismo", come qualcuno direbbe, bensì per cognizione di causa.

Diciassette anni ad osservare processi politici privi di buonsenso.  Ad osservare e scriverne.

E' l'osservazione, io credo, che manchi. La capacità di entrare e vivere le situazioni. E persino le emozioni.

Per quel che mi riguarda ho provato emozioni fortissime, poi ho smesso del tutto. Ho lasciato spazio ad uno sconfinato cinismo frutto di un'attenta osservazione dell'umano agire.

Ho iniziato questo pezzo come un articolo per poi proseguire in una sorta di flusso di coscienza che l' ha reso, come articolo, impubblicabile.

Vabè, sciveremo poi d'altro.



11 luglio 2012

"La mia vita è un Caos Calmo": Una volta c'erano le nugatine, oggi, invece, c'è crisi di sentimenti e valori: monologo al vento by Baglu



Sì, lo so, sono un utopista.
Credo ancora nei sentimenti, nei valori, nell'amicizia, nell'amore, nel sesso fatto con chi si ama. In cose così, che, proprio perché ci credo, tengo sufficientemente distanti come la peste.
In realtà mi fido molto poco delle persone, forse perché ne conosco troppe e molte mi hanno lasciato addosso troppe ferite.
Ah già, è vero, le ferite me le sono fatte da solo.
Vabè, poco importa.
E' che io sono di quelli che vorrebbe un mondo diverso, avete presente ?
No, non quello da Mulino Bianco (odio la pubblicità, che è la peggior forma moderna di corruzione della mente). Vorrei un mondo che non ti aspetti, quello che ti stupisce perché fatto da persone che ti stupiscono.
Persone che, ad esempio, non pensano che sia giusto "usare altre persone" e/o "esserne usati".
Purtroppo è un concetto diffuso, questo. Ed è triste ed è spesso all'origine del fatto che esiste un "mercato" delle menti prima ancora che dei corpi.
Ed è anche all'origine di fenomeni come il berlusconismo (e a dirlo è uno che non ha mai votato non solo per Berlusconi, ma nemmeno per coloro i quali gli si sono (fintamente) opposti).
Intendiamoci, io non ho nulla contro la prostituzione, anzi. In passato ho collaborato con il Comitato Nazionale per i Diritti Civili delle Prostitute, figuratevi un po'. Ma il punto non è questo.
Il punto è quando ad essere corrotta è la mente, prima ancora che il corpo: quando ci si lascia soggiogare dall'altro e si soggioga, a sua volta, l'altro.
Quando si è preda di pulsioni e passioni da basso ventre e non si va in profondità. O perché se ne ha paura e/o perché è più facile fare diversamente. Lasciandosi dietro maree di sofferenze e facendo soffrire. Anche se non ci si rende conto di ciò (il che è ancora peggio).
Il mondo va avanti così. Pensiamo anche ai rapporti di lavoro, ove la creatività va a farsi benedire e la prostituzione della mente e del corpo è all'ordine del giorno, in un mercato drogato dai bisogni indotti (e a scriverlo non è certo un marxista, tutt'altro).
Sin da bambini si cresce con il concetto di "mio", di un "mio" astratto. Spesso anche incoraggiato dagli stessi genitori (a loro volta indottrinati da disvalori più o meno indotti, da generazioni passate, magari sconfitte sotto il profilo storico).
Ma perché (cazzo !), non si va in profondità ? Perché non si sviluppano concetti più concreti, fatti di sentimenti, emozioni, profondità interiore.
Io questo non l'ho mai capito, ma forse è anche facile, per me, non averlo mai capito.
A sei anni leggevo Edgar Allan Poe e me ne stavo da solo su di un banco di scuola, possibilmente isolato dagli altri. Non mi interessava giocare con loro in una sorta di gioco del "mio".
A me interessava leggere, capire, approfondire. E mi piaceva anche una bambina che si chiamava Martina e con la quale a volte, alle feste di carnevale della scuola, riuscivo anche a ballare.
Avrei voluto baciarla. Non credo che sia successo. Non lo so, non mi ricordo.
Ma soprattutto gli altri mi prendevano in giro per questo, perché pensavano fosse più importante "possedere" le figurine Panini del tal calciatore oppure, le ragazzine volevano "possedere" l'ultimo modello di Barbie e Ken.
Ecco, io non volevo "possedere" nulla. Volevo solo un bacio. Da Martina.
Poi sono cresciuto ed è andata anche peggio.
Ma vabè, capita, se poi scegli di fare della tua vita la tua professione, ovvero scrivere ed approfondire e magari anche aprire uno studio da psicanalista associato.
Ed allora comprendi meglio le persone e, infondo, capisci che sono tutte uguali (non tutte tutte, intendiamoci !) e che non hanno, invero, nulla da raccontarti che tu già non sappia.
E che ti angoscia.
Però, ribadisco, non è sempre così, anche se la corruzione della mente è dietro l'angolo. Perché ecco arrivare le mode, ecco arrivare i modelli, ecco arrivare i nuovi (pseudo)valori che hanno sostituito la beat generation, le nugatine, Dylan Dog e persino le Esportazione senza filtro, che erano le prime sigarette che fumavo perché, allora, costavano appena tremila lire.
Una volta c'era chi era capace di morire per un ideale (sarà mai questa una delle ragioni per le quali il mio corpo è disseminato di ferite di arma da taglio ed il mio primo romanzo - mai pubblicato - ho scelto di terminarlo tragicamente ?). Oggi, al massimo, c'è chi muore in un incidente stradale per eccesso di velocità o perché si è impasticcato. Ci sono, ad ogni modo, anche vecchi porci - spesso (in)felicemente sposati - zeppi di Viagra che muoiono nel corso di forsennati amplessi con anonime troiette o con transessuali sfruttati da un mondo che non li ama, perché li considera "diversi" (sic !).
Già negli anni '80 c'erano i primi morti per overdose.
Bella fine (sic !).
Ecco perché allora penso che ci siano persone che hanno fallito e non vogliano ammetterlo. Soprattutto non vogliono ammettere di avere fallito con i priopri figli, generazioni vissute nella pseudo-illusione che avranno sempre il culetto coperto.
Ed invece non è né sarà così.
E a dirlo è anche uno che il culetto non lo ha mai avuto coperto, ma ha dovuto farselo a prezzo di vivere in case fatiscenti, fredde e umide, dovendosi rimboccare le maniche un giorno sì e l'altro pure.
Ma che ne so io, che in questo momento mi trovo su una panchina, direte. E infatti non lo so.
Non so nemmeno perché siamo al mondo, anche se (cazzo !), vorrei scoprirlo.
Non necessariamente stasera.



20 aprile 2010

PADRI



Sono tornato.
Tornato dalla mia città natale: la Città Eterna.
Sono tornato, ma spero per poco. Vorrei ritornarci e per sempre, per ritrovare le mie radici.
Le radici sono tutto e non è affatto vero che il passato passa.
Il passato resta. Ci resta dentro e si compenetra nel presente.
Un presente ed un futuro dalle radici antiche, come antica è la nostra nascita.
Il padre e la madre sono le radici dell'individuo. Volenti o nolenti è da loro che riceviamo tutto. Anche chi non li ha mai conosciuti - i genitori -  sa già, dentro di sé, che ci sono stati, che li ha comunque avuti.
In questi giorni ho vissuto la perdita di un padre. Un padre che sentivo di amare già, anche se non conoscevo ancora.
Era il padre di Lei. E per me è stato straziante come se a morire fosse stata mia madre.
Ho voluto esserle vicino e non mi perdonerò mai di non esserle stato, forse, abbastanza vicino.

Una mano ne stringe un'altra.
E' la mano di un padre che sorride alla figlia.
"Ciao bella !"
"Ti voglio bene papà".

...uno (pausa) due (pausa) tre (pausa) quattro (pausa) cinque...


dissolvenza

La morte è brutta e triste solo per chi rimane in vita.


Il mio di padre forse c'era....chissà.
In Via Ravenna 11 ci sono passato. Fermata della metro di Piazza Bologna.
Stavo per salire le scale del suo palazzo. Poi sono tornato sui miei passi.
La portinaia filippina mi chiede se sto cercando qualcuno.
Le sorrido imbarazzato e mento: "No, grazie, devo aver sbagliato stabile".
Infondo, mio padre, sono trent'anni che non mi vuole conoscere.


In questi giorni ho conosciuto una bambina e le ho insegnato il "gioco dell'impiccato".
Poi, a sua volta, mi ha insegnato altri giochi con frasi e parole da costruire.
Mi ha anche ritratto: versione hip hop e con barba e occhiali. Ama disegnare, come molti bambini della sua età.
Ha detto che le ho fatto tornare l'allegria e che sono un simpaticone.
La sua situazione famigliare non è delle migliori, ma non ve ne rendereste mai conto.
Le ho voluto bene subito.


Ho sempre pensato sarei stato un pessimo padre.
Sostiene Lei che non è vero. Non Le ho creduto subito, forse.
Ho un brutto carattere, persino autoritario.
Lei dice che non è vero e probabilmente ha ragione.
Le voglio bene, sempre di più.
E mi fa sentire una persona migliore.
Sarò anche un padre migliore di quanto il mio pessimismo comico mi faccia pensare ?




25 luglio 2008

CAPPIO, COPPIE, CAPPI: Crudités ou Cruauté ?

CAPPIO



COPPIE




CAPPI (Andrea Carlo)





21 maggio 2008

FROCIE ! Crudités ou Cruauté ?




1 dicembre 2007

Da "La Voce Repubblicana" del 27 novembre 2007

NEL MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI by Candide


Sembrerà strano, ma Giuseppe Mazzini sta diventando di moda.
E' spesso citato, celebrato e qualche volta è persino studiato in ambienti e da persone che fino a ieri ne ignoravano anche il nome.
Destino beffardo. Nei centoquarantasette anni che ci separano dalla pubblicazione dei "Doveri dell'uomo", il suo "Dio, Patria e Famiglia" è stato quasi sempre irriso e relegato a credo da una piccola e fastidiosa minoranza, come sanno bene i lettori di questo giornale.
Ma le cose non vanno meglio quando quella massima diventa invece popolare e plebiscitaria. E' accaduto col fascismo che fece di "Dio, Patria e Famiglia" una tragica caricatura, fondando su di essa l'esatto contrario di ciò che Mazzini voleva e sognava. Accade oggi, in forma più tenue, ma non meno irritante, analoga mistificazione.
Confondono Dio col clericalismo, la famiglia con l'assistenzialismo e la patria con la nazionale di calcio.
E in nome di tutto questo, disinvoltamente e serenamente, citano Mazzini.


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini