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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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21 ottobre 2015

L'opposizione democratica e anti-putiniana in Russia: i Nazbol


Manifestazione Nazional Bolscevica; Nazbol Girls; Manifestazione anti-Putin con Eduard Limonov e Garri Kasparov

Erano e sono dei desperados, ma, secondo la giornalista Anna Politkovskaja, che li difendeva a spada tratta, erano giovani coraggiosi, puliti, gli unici o quasi che permettevano di guardare con fiducia all'avvenire morale del Paese. Ed allo stesso modo la pensava Elena Bonner, vedova dello scienziato dissidente Andrej Sacharov, che li stimava, pur suggerendo loro di cambiare nome. Non le piaceva, infatti, il termine nazbol.

I Nazbol, ovvero i membri del Partito Nazional Boscevico russo, guidati dal poliedrico scrittore Eduard Limonov. Perlopiù giovani provenienti dalle periferie più remote della Russia, dell'Ucraina, della Lettonia e della Moldavia. Poveri, emarginati, punk o ex punk, libertari, sbandati o ex sbandati delusi dal crollo dell'Unione Sovietica e dall'avvento degli oligarchi, ovvero dei nuovi ricchi che, ad un sistema repressivo - quello sovietico - ne hanno sostituito uno peggiore, capitalista e fascista al contempo, e a vantaggio unicamente delle classi agiate.

I Nazbol hanno rappresentato, dal 1994 ad oggi, con il loro giornale politico, ma anche e soprattutto artistico e letterario “Limonka”, l'ungerground e la controcultura della Russia autoritaria di Vladimir Putin. Che, non a caso, oltre ad aver fatto assassinare la Politkovskaja, ha per un periodo fatto arrestare Eduard Limonov con l'accusa di terrorismo ed ha messo fuori legge il Partito Nazional Bolscevico, che, oggi, ha assunto la denominazione di L'Altra Russia, ovvero Drugaja Rossija.

Drugaja Rossija, nel 2006, era la denominazione della coalizione elettorale costituita da nazbol, liberali, nazionalisti, socialisti e comunisti fondata da Limonov e Garri Kasparov per contrastare Putin e la sua deriva autoritaria. Coalizione, purtroppo, naufragata nel 2010, con le prime sconfitte elettorali.

In Russia si sa, le persone sono abituate a sostenere il partito di governo e così Putin, dal 2000 ad oggi, continua – fra una frode elettorale e l'altra, fra un'intimidazione e l'altra – ad essere rieletto.

L'unica opposizione, in Russia, a parte i comunisti del KPRF, sono le attiviste di Femen, i Nazbol di Limonov e i liberali di Kasparov.

Dopo la rottura con Kasparov, ad ogni modo, L'Altra Russia diviene la denominazione dei Nazbol di Limonov e di Zachar Prilepin, altro noto scrittore e giornalista di fama mondiale, il quale, oltre ad aver collaborato con la Politkovskaja nella redazione del giornale indipendente di opposizione “Novaja Gazeta”, ha scritto numerosi romanzi – pubblicati in Italia da Voland – nei quali racconta la vita della provincia russa post-sovietica e, con il suo “San'kja”, descrive la vita e la storia di un giovane sbandato che, attraverso il partito rosso-bruno dei Nazbol, trova finalmente una dimensione ed una famiglia fatta di amici che lottano per la rivoluzione sociale. Una sorta di romanzo autobiografico che, invero, racchiude per molti versi anche la storia di Limonov, la cui avventurosa biografia fu raccontata dallo scrittore Emmanuel Carrère nel 2012.

Quella russa è, solo apparentemente, una realtà lontana dalla nostra.

La Russia è infatti una democrazia per modo di dire, ove vige ancora la legge del più forte e che ha visto aumentare le diseguaglianze sociali e la povertà, anziché vedersi diffondere la ricchezza ed i diritti di libertà, come illusoriamente fu fatto credere al momento del crollo dell'Unione Sovietica.

Una situazione conseguenza anche di una globalizzazione imposta dall'alto. Da una realpolitik che ha visto coincidere gli interessi dei molti oligarchi economici e politici dal 1992 ad oggi in tutti i Paesi del mondo: dagli USA di Clinton e Bush, passando per l'Italia martoriata dalla falsa rivoluzione di Tangentopoli (che da tempo vede un solo uomo al comando attuare politiche antisociali e senza alcun mandato democratico), ad un'Europa austera e grigia, sino alla Russia di Eltsin e di quel Putin messo a capo del governo proprio da taluni ricchi oligarchi russi, come ben la Storia ci ha raccontato. Le politiche del Fondo Monetario Internazionale, della Federal Reserve, della Banca Centrale Europea e dell'oligarchia dell'est al potere, in sostanza. La morte della politica e del pensiero politico.

In tutto ciò, alcune eroine e alcuni eroi che, proprio perché eroi, finiscono per essere in minoranza e inevitabilmente sconfitti. Ma, proprio per questo, ammirabili: le Femen, i Nazbol, i Kasparov.

Resistono, ad una globalizzazione senz'anima, anche la gran parte dei Paesi dell'America Latina che pur sono a rischio destabilizzazione ogni giorno: il Nicaragua del sandinista Ortega, la Bolivia di Morales, il Venezuela chavista, il Brasile della Roussef, il Cile della Bachelet, l'Uruguay di Tabarè Vasquez, l'Ecuador di Correa, l'Argentina peronista.

Minoranze resistenti, nazionaliste e socialiste, oltre la destra e la sinistra. Che in quei Paesi, gli unici forse oggi davvero democratici, rimangono al governo. Ed il cui esempio, ci auguriamo, possa contagiare l'intero pianeta.


Luca Bagatin



4 agosto 2015

Le politiche nazifasciste di Cameron e Hollande. Stop allo sfruttamento del Terzo Mondo da parte dell'Occidente pseudo-democratico !

Pensano di costrastare un fenomeno che hanno creato loro.

E vogliono contrastarlo con misure barbariche, naziste. A Calais, a Ventimiglia....

Stiamo parlando delle ex grandi potenze colonialiste, Francia e Gran Bretagna, peraltro grandi esportatrici di armi nel mondo assieme anche al nostro Paese e non solo.

Paesi che hanno bombardato impunemente Stati sovrani quali la Libia, regalandoci così i criminali di Daesh, l'Isis, peraltro amico dei loro amici imperialisti statunitensi.

Paesi che oggi vogliono contrastare l'immigrazionismo, avendo però per secoli e decenni sfruttato la manodopera a basso costo e le risorse naturali del Nord Africa, dell'America Latina e non solo.

La stessa barbara uccisione del leone Cecil in Zimbabwe e di altre specie protette non è che la metafora di un Occidente barbarico, edonista, opulento e pseudo-democratico che depreda un Terzo Mondo i cui usi e costumi vogliono essere legittimamente diversi e che necessita solo di pace e prosperità e non già di sradicamento, deportazione finanche in nome di presunti “diritti umani” da esportare, di “democrazia” elettiva che non funziona nemmeno da noi.

E così Cameron e Hollande si trasformano in nuovi Hitler, ponendo steccati come fa la fascista Francia di Hollande che, anziché chiedere scusa – coprendosi il capo di cenere - ai popoli del Nord Africa e Terzo Mondo e aiutandoli ad uscire dalla deportazione, dallo sradicamento, dalla fame e dall'analfabetismo, li discrimina, li vuole fuori, pone steccati e aiuta quella Gran Bretagna che per secoli ha fatto strage di vite umane in nome di una Corona che non si è dimostrata diversa dall'Olocausto nazista e dalle barbarie sovietiche, specie se contiamo i numeri delle vite umane trucidate e calpestate nei secoli.

Occorre una visione diversa del pianeta e dell'Europa. Una visione che globalizzi i sentimenti umani e non già gli interessi dei Governi, degli Stati, delle imprese, del sistema bancario e dei ricchi.

Occorre chiedere scusa a chi ha subito i danni del colonialismo e del capitalismo, ai quali non solo va condonato ogni debito, ma non vanno più vendute armi e vanno anche offerte - a titolo gratuito e di risarcimento danni - risorse affinché questi si emancipino attraverso sistemi che riterranno loro e solo loro più consoni alla loro cultura e mentalità.

Pura utopia, allo stato dei fatti, lo sappiamo. Ma l'unica alternativa alle barbarie moderne prodotte proprio dalla nostra sedicente “civiltà”.


Luca Bagatin



16 giugno 2015

Un'alternativa latina, ellenica e terzomondista all'Unione Europea globalista

Lo abbiamo visto anche in quest'ultima occasione: l'Unione Europea semplicemente non c'è. O, meglio, c'è solo quando deve battere cassa e pretende che Stati sovrani come la Grecia o la nostra Italia, rispettino i patti di stabilità. Ma di quale stabilità stiamo parlando, visto che il debito degli Stati è comunque matematicamente impagabile ? Ma di quale stabilità stiamo parlando ? Forse di quella dei banchieri, delle grandi imprese e delle multinazionali che attraverso le misure di austerità e della flessibilità del lavoro possono continuare ad arricchirsi alle spalle del prossimo.

Così come è facile oggi per la Francia scaricare il peso dell'immigrazione sull'Italia. Proprio la Francia che decise per prima di bombardare l'ultimo baluardo contro il fondamentalismo islamico e contro gli sbarchi indisciminati, ovvero il Colonnello Gheddafi.

E' facile per le potenze globaliste d'Europa scaricare il peso sui Paesi Euromediterranei, già preda di una pesante crisi economico-finanziaria dalla quale possono uscire solo attraverso un comune sforzo di solidarietà, di abolizione del debito e di misure che vadano incontro alle esigenze dei poveri e dei diseredati.

Ecco, forse più che un'Unione Europea ci vorrebbe un'Unione dei Paesi Euromediterranei e del Sud del Mondo, in un rinnovato dialogo con il mondo ellenico, latino, latinoamericano, terzomondista, per sconfiggere fame, terrorismo, povertà, esclusione, che certo non sono risolvibili con l'accettazione supina alle regole del mercato capitalista, allo sradicamento dei popoli ed alla loro “democratica” deportazione, all'instaurazione di fantomatici grandi mercati transatlantici che di fatto impongono, ancora una volta, gli interessi di Washingon al mondo intero.

Un'Unione latina, latinoamericana, ellenica, terzomondista, alternativa tanto al blocco Nordamericano che a quello Russo-putiniano che, nei fatti, rappresentano i due nuovi blocchi di una nuova Guerra Fredda nella quale a rimetterci sono e saranno i popoli, i poveri, gli oppressi di sempre.

Utiopia o forse l'unica autentica realtà possibile ?


Luca Bagatin



2 maggio 2015

"I trafficanti di armi tolgono il cibo al Terzo Mondo con i loro sprechi...". Dal film "Diva Futura, l'Avventura dell'Amore"

"La vita non dev'essere divisa a spazi. Concentriamoci anche nel cibo. La nutrizione dev'essere assimilazione erotica.
I trafficanti di armi tolgono il cibo al Terzo Mondo con i loro sprechi. In Occidente i governi vogliono toglierci il piacere ! Noi invece abbiamo il coraggio di godere e nutrirci con amore.
Amore senza limiti, maledetti bigotti ! Senza limiti.
Hanno paura del sesso solo perché non sanno amare, allora lo censurano.
Il sesso è un atto naturale. Non può essere censurato"

(Ursula Davis Hula Hop dal film "Diva Futura, l'Avventura dell'Amore". Regia di Ilona Staller)




15 marzo 2015

Siamo tutti Chavisti ! Per un Venezuela e un'America Latina libera e sovrana ! Senza più ingerenze da parte delle pseudo-democrazie !

Si proclamano una grande democrazia, ma lo sono davvero ?

E' democratico invadere e bombardare nazioni sovrane e, spesso, cittadini inermi, per ragioni economiche spacciate per “questioni umanitarie” ?

E' democratico dettare l'agenda politico-economica dei tre quarti del mondo e destabilizzare da sempre il cosiddetto “Terzo Mondo” a fini privati ?

E' democratico violare la propria stessa Costituzione, come denunciato più volte da Ron Paul - deputato libertario del Republican Party al Parlamento USA - il quale più volte ha ricordato la massima di Thomas Jefferson nel suo discorso d'insediamento alla Presidenza: "Pace, commercio e amicizia con tutte le nazioni, nessun vincolo d'alleanze”. Ovvero: nessuna ingerenza negli affari di Paesi sovrani ?

E' democratico tutto ciò ?

Stiamo parlando degli Stati Uniti d'America ed anche del loro attuale Presidente Barack Obama, che ci pare non meritasse davvero il Premio Nobel per la Pace, per quanto, infondo, il Nobel per la Pace fu consegnato anche ad uno come Kissinger che quanto a pace e nonviolenza...ci sarebbe da discutere !

Ancora una volta gli USA si immischiano in affari che non li riguardano, sanzionando e tentando di destabilizzare il Venezuela guidato dal Presidente chavista Nicolas Maduro.

Del Venezuela chavista abbiamo più volte parlato, ricordando come – grazie alle politiche sociali di Hugo Chavez, ispirate a Simon Bolivar ed al Socialismo del Ventunesimo Secolo – la società si sia risollevata, pur in presenza di un'ancora elevato tasso di corruzione e criminalità e pur avendo investito massivamente nel petrolio e molto meno in altri settori dell'economia.

Purtuttavia il Venezuela, checché ne dica Mr. Obama, non ha mai rappresentato una minaccia per gli USA che pur dal 2002 non perdono mai occasione per tentate di fomentare golpe locali.

Già nel 2002, infatti, il governo di Chavez subì un golpe militare con l'uccisione di persone innocenti per mano dei cecchini pagati dagli oppositori dello chavismo e dell'oligarchia economica con a capo l'imprenditore Pedro Francisco Caramona Estanga, sostenuto tanto dagli USA quanto dall'allora Premier spagnolo José Maria Aznar, che riconobbero subito la legittimità del golpe (alla faccia delle “democrazie” Occidentali !). Golpe che, fortunatamente, fu sventato in pochi giorni grazie al massiccio appoggio popolare di cui godeva il Presidente eletto Chavez.

Evidentemente, anche oggi, gli USA di Obama vorrebbero tentare ciò che in precedenza altri suoi predecessori fecero con il legittimo governo cileno di Salvador Allende, sostituendolo con un loro Presidente fantoccio autoritario e non eletto da nessuno: il criminale Pinochet.

E' molto, molto triste che ciò accada e su questo l'Europa civile ed autenticamente democratica e libertaria dovrebbe riflettere.

Così come dovrebbe riflettere sul modello fallimentare della Federal Reserve statuinitense (e dunque del sistema delle Banche Centrali), già più volte denunciato dal già citato Ron Paul che, nei fatti, è all'origine della speculazione finanziaria mondiale e dunque della crisi economica che stiamo vivendo.

Il popolo venezuelano, dunque, sia padrone a casa sua, come affermato anche da tutti gli altri Stati fratelli dell'America Latina. Stati oggi quasi tutti governati da Presidentesse e da Presidenti di ispirazione bolivariana, socialista, garibaldina, libertaria e peronista e che devono al più presto – a nostro parere – trovare un'intesa e costituire finalmente gli Stati Uniti dell'America Latina, così come negli ideali di Bolivar, il Giuseppe Garibaldi venezuelano.

Contro gli imperialismi, contro l'economia degli sfruttatori. Contro le pseudo-democrazie. Per un'avvenire che veda protagonisti i popoli liberi e sovrani.


Luca Bagatin



In questo video, l'affascinante Daniella Cabello racconta la verità sul Venezuela: un Paese che, grazie al Socialismo bolivariano del XXIesimo Secolo, ha saputo spezzare le catene della schiavitù globalista:



6 novembre 2014

"La parte più sensuale di una donna": aforismi e riflessioni politico/sensoriali by Luca Bagatin

La parte più sensuale di una donna trovo sia la sua schiena.

Un amore può meglio essere dimostrato nei fatti, piuttosto che essere dichiarato.

Trovo che poche cose possano essere più erotiche e sensuali del dialetto siciliano.


Fra il socialismo libertario ispirato da Hugo Chávez ed il libertarismo di Ron Paul, nei fatti, non vi è alcuna differenza: entrambi denunciano da decenni le elite economico-finanziarie che hanno portato all'attuale crisi globale; hanno una visione antimperialista degli USA quale "poliziotto del mondo" e lavorano per una prospettiva umanitaria della società. 

In questo senso trovo che il punto di vista del regista Oliver Stone, da sempre amico di Chavez e sostenitore di Ron Paul alle ultime primarie USA, sia assolutamente condivisibile.


Come scrissi in un mio aforisma, qualche tempo fa: "La peggior destra, in Italia, è senza dubbio la sinistra".
E, recentemente, con un mio articolo per il quotidiano nazionale L'Opinione, ho rilanciato il messaggio indirizzato ai sedicenti "socialisti" europei:
"Gli unici veri leader del Socialismo mondiale, libertario ed umanitario sono altri e spesso vivono in America Latina. Sono gli eredi di Juan Domingo Peron, gli eredi di Hugo Chavez, gli Evo Morales, i José Mujica – Presidente dell'Uruguay che ha deciso di vivere in povertà - e tutti coloro i quali da decenni si oppongono ad una globalizzazione che ingloba l'individuo, anziché emanciparlo".

Mi sono sempre guardato bene dall'essere una persona tollerante. Specie di fronte all'ignoranza ed alla stupidità.

Più che scendere in piazza gli italiani dovrebbero ribellarsi alla legge, se questa è da considerarsi ingiusta.

Sono e rimarrò sempre un difensore della Prima Repubblica ed un sostenitore di quel Mazzinianesimo e di quel Socialismo Nazionale e Garibaldino di cui si fecero portatori statisti quali Randolfo Pacciardi e Bettino Craxi.
Ovvero l'esatto opposto di fascistelli e fighettini come Matteino Renzi e Angelino Alfano.

Il mio slogan è, ormai: meno Stato, meno mercato, più individuo ! Oppure: meno Stato, meno mercato, uguale a più individuo.

A 10 anni ho abbandonato la Chiesa cattolica in quanto ho compeso che essa rappresentava e rappresenta la negazione dell'insegnamento del Cristo.




24 ottobre 2014

Matteino Renzi, la legge di (in)Stabilità e altri balzelli ai danni dei cittadini

E' di queste ore la notizia di un possibile aumento dell'IVA al 25% nel corso dei prossimi anni, se la cosiddetta “spending review” prevista dal Governo con l'ultima legge di (in)Stabilità non sarà sufficiente a comprimere la spesa pubblica.

In sostanza, a pagare, saranno sempre e solo tutti i cittadini italiani: sia coloro i quali hanno avuto il bonus degli 80 euro, sia coloro i quali – magari disoccupati e/o nullatenenti, ma che pur devono mangiare – quel bonus non l'hanno mai ricevuto (e mai lo riceveranno).

Ecco, dunque, l'ennesimo proposito del Governo più antisociale ed autoritario che la storia della nostra povera Repubblica abbia mai avuto.

Certo che Matteino Renzi - l'ultimo televenditore che l'Italia ha acquisito - ha un bel coraggio nel seguitare a prendere in giro gli italiani parlando di riduzione delle imposte, visto peraltro che anche per quanto riguarda l'Irap non è affatto vero che l'imposta sarà diminuita per le aziende a conduzione famigliare o con dipendenti con contratto a tempo determinato o atipico. Oltretutto l'imposta – per le aziende che hanno dipendenti con contratti a tempo indeterminato - sarà ridotta nel 2015, mentre l'imposta del 2014 è stata aumentata retroattivamente dal 3,5% al 3,9%, come riportato dal quotidiano economico “Il Sole 24 Ore”.

E tutto ciò perché ? Per non tagliare la vera spesa pubblica improduttiva, ovvero quella dei politicanti e dei numerosi enti inutili, a cominciare dalle Province che, di fatto, non sono ancora state abolite. Oltre che per seguitare a dar credito al fallimentare progetto dell'Unione Europea che, di fatto, ha impoverito le economie di quasi tutti i Paesi, portando benefici unicamente alle elite economico-politiche (Angela Merkel ed i sigg. Van Rompuy e Mario Draghi in testa) che, di fatto, fanno il bello ed il cattivo tempo sulle spalle dei popoli.

Questa Unione Europea, nei fatti, è l'esatto opposto degli Stati Uniti d'Europa proposti da Giuseppe Mazzini e da Giuseppe Garibaldi prima e successivamente da Ernesto Rossi, Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni. Non è un'unione di popoli affratellati, bensì è un'Unione di politicanti e banchieri affamapopoli e lo stiamo sempre più osservando man mano che la crisi economica - causata anche e proprio da questo sistema economico privo di ogni logica umana – sta mietendo le sue vittime, fra lavoratori ed imprenditori. Molti dei quali hanno anche perso la vita, oltre che la speranza.

Occorre invertire la tendenza e smettere di credere ai soliti “incantatori di serpenti” ed ai soliti “pifferai di Hamelin”. E' l'ora dei popoli. Dei popoli fratelli, contro le elite e le ruberie di Stato.


Luca Bagatin



7 ottobre 2014

Eroine ed eroi ai quali dovrebbero ispirarsi l'Italia e l'Europa per costruire un'unità basata sulla sovranità e sull'emancipazione dei popoli e non già sulle ruberie dei politicanti e del sistema economico-finanziario









29 settembre 2014

"Il garibaldinismo non è certo il renzismo": aforismi e riflessioni by Luca Bagatin

  VERSUS
Matteo Renzi dichiara di non essere massone.
Infatti in Massoneria ci sono solo uomini liberi e di buoni costumi, animati da ideali quali la Fratellanza, l'Uguaglianza e la Libertà (e non già l'autoritarismo e/o la negazione dei diritti sociali).
Alla Massoneria sono stati affiliati anche grandi condottieri e rivoluzionari, quali ad esempio Simon Bolivar, Giuseppe Garibaldi e Gabriele D'Annunzio; persone dotate di grande spiritualità quali Madame Blavatsky, Annie Besant e il Mahatma Gandhi; oltre che fini menti politiche quali George Washington, il conte di Cavour, Ernesto Nathan e molti altri.
Uomini e donne, insomma, fatti d'una pasta ben diversa e distante rispetto a quella di persone come Matteo Renzi ed i tanti politicanti che da troppo tempo popolano il mondo. Al servizio della FED e della BCE e lontani anni luce dai popoli e dai principi di Fratellanza, Uguaglianza e Libertà.
Per l'Italia, l'Europa ed il mondo intero vorrei la memoria di Anita Garibaldi alla Presidenza della Repubblica, la memoria di Moana Pozzi alla Presidenza del Consiglio, l'anima di Evita Peron nel cuore di tutti.
Ed il potere al popolo, attraverso il sistema dell'autogestione.
Riflettevo sul fatto che al Commendator Licio Gelli sono state attribuite le peggiori nefandezze italiane (mai dimostrate), purtuttavia - durante la Resistenza - pur essendo sempre stato un fascista dichiarato e decorato, ha salvato dalla deportazione degli ebrei e dei partigiani.
A differenza del tanto osannato On. Palmiro Togliatti, che, quando era Ministro della Giustizia, amnistiò i gerarchi fascisti.
Corrado Passera vuole scendere in politica e diventare il nuovo Berlusconi, contrapponendosi a Matteo Renzi.
Come se non avessimo già abbastanza problemi.
Due o più persone la possono pensare diversamente, ma comunque imparare l'una dall'altra, confrontandosi.
Per questo sono assolutamente convinto che le guerre siano unicamente frutto del potere e dello sfruttamento economico-politico dell'uomo sull'uomo.
La Costituzione di una vera Repubblica (garibaldina) dovrebbe essere fondata sull'Amore e sulla Felicità.
Chi ruba le idee altrui è evidentemente privo di originalità.



3 settembre 2014

Juan Domingo Peron, il giustizialismo, il socialismo nazionale, l'umanitarismo in favore dei popoli

Juan Domingo Peron (1895 – 1974) - Presidente della Repubblica Argentina dal 1946 al 1955 - fu personaggio senza dubbio emblematico nel panorama geopolitico della Guerra Fredda ed il suo pensiero giustizialista, ovvero socialista nazionale, fu ed è tutt'ora un pensiero di scottante attualità, specie dopo l'avvento della globalizzazione e della conseguente crisi economico-sociale che attanaglia il mondo ormai da parecchi anni.

Iniziamo con il dire subito che Juan Peron non fu un populista nel senso spregiativo del termine. Egli fu uno dei pochi politici nella Storia ad essere dalla parte del popolo ed a servirlo, offrendo allo stesso una prospettiva umanitaria.

Eletto democraticamente, alla guida dei descamisados, ovvero dei più poveri dei poveri argentini, e sostenuto dalla moglie Eva Duarte (1919 - 1952), soprannominata affettuosamente dal popolo Evita - la quale si occuperà per tutta la sua pur breve vita di diritti delle donne e degli anziani - l'allora Colonnello Peron divenne Presidente della Repubblica Argentina e fondò, poco tempo dopo, il Partito Giustizialista, ovvero un partito socialista, nazionale e cristiano, ma di matrice anticlericale, come egli stesso amava definirlo.

La dottrina sulla quale Peron fondava la sua politica era una chiara ed inequivocabile terza posizione: alternativa al capitalismo borghese ed al marxismo comunista. Ovvero alternativa ai due imperialismi: quello statunitense e quello sovietico.

Il suo governo – che mai accettò aiuti, prestiti o investimenti stranieri - fu caratterizzato sin da subito da politiche in favore del popolo, dell'alfabetizzazione dello stesso e dello sviluppo del lavoro e riuscì, attraverso la nazionalizzazione delle imprese pubbliche, in pochi anni, a ripianare la totalità del debito pubblico che i governi dittatoriali precedenti avevano accumulato, ottenendo una bilancia dei pagamenti in attivo e riuscendo ad accumulare un'ampia riserva aurea. Sotto il profilo della laicità, inoltre, il governo Peron fu avanzatissimo per l'epoca, al punto che introdusse la legge sul divorzio, soppresse l'educazione religiosa nelle scuole e legalizzò la prostituzione e ciò gli costò peraltro la scomunica da parte del Papa dei cattolici Pio XII.

Nel settembre 1955, un'alleanza fra clero, militari e servizi segreti statunitensi, ad ogni modo, bloccò ogni nuova riforma peronista: un Colpo di Stato guidato dal generale Pedro Eugenio Aramburu, infatti, destituì il Presidente Juan Peron da ogni carica e lo costrinse all'esilio. Un esulio che durò sino al 1973. In Argentina, peraltro, il Partito Giustizialista fu dichiarato illegale e per quasi vent'anni l'Argentina ed il suo popolo subirono un lungo susseguirsi di dittature militari e di violenze, oltre che di pesantissime crisi economiche e di ruberie di Stato, che non permisero più al Paese di risollevarsi come aveva fatto, invece, durante il decennio peronista.

Juan Domingo Peron, ad ogni modo, nel suo esilio di Madrid, scriverà, nel 1967, una sorta di testamento politico, di documento storico e di esortazione al popolo ed ai popoli e lo intitolerà, emblematicamente, “L'ora dei popoli”. In tale testo, che anticiperà il suo ritorno trionfale in patria nel 1973, oltre a denunciare i suoi nemici in patria, denuncerà il pericolo dell'imperialismo yankee, ovvero statunitense, e l'avanzare dell'imperialismo sovietico e comunista. Inoltre, fu forse il primo a denunciare le manovre speculative dei governi USA relative al dollaro, fra cui il fenomeno dei signoraggio, e del Fondo Monetario Internazionale che, peraltro, sono tutt'oggi all'origine della crisi economica che stiamo subendo e fu il primo che, durante il suo mandato di governo, propose l'unificazione dell'America Latina, ovvero la fondazione degli Stati Uniti Latino-Americani.

Peron nel suo “L'ora dei popoli”, a proposito del giustizialismo e delle sue prospettive scrive infatti: Il giustizialismo si fonda su tre grandi premesse: 1) La necessità di promuovere una riforma che il mondo dei nostri giorni, con la sua inarrestabile evoluzione, stava segnalando come un imperativo ineludibile. 2) La necessità di una integrazione latino-americana per creare, grazie ad un mercato ampliato, senza frontiere interne, le condizioni più favorevoli al nostro sviluppo; per migliorare il tenore di vita dei nostri 200 milioni di abitanti; per creare le basi dei futuri Stati Uniti Latino-Americani, posto che spetta all'America Latina nelle questioni mondiali. 3) L'opportunità di realizzare un'integrazione storica che permetta di consolidare quella liberazione per la quale lottano oggi quasi tutti i popoli sottomessi.

La lotta in favore dei popoli sottomessi, infatti, fu la costante del pensiero e dell'azione di Juan Peron. La sua terza posizione, infatti, coincideva con quel Terzo Mondo sfruttato e depredato da Stati Uniti ed Unione Sovietica ed in tal proposito scriveva, anche riferendosi alla dittatura antiperonista che stava in quegli anni martoriando l'Argentina: I governi usurpatori di quelle dittature che pretendono di affermare la propria esistenza con la protezione straniera non possono durare. I governi militari e imposti dal Pentagono e dal Fondo Monetario Internazionale, incorreranno nella stessa sorte in Vietnam come in America Latina, in quanto nulla di stabile può essere fondato sull'infamia.

Socialismo nazionale, integrazione storica del Terzo Mondo e dell'America Latina, sovranità popolare, tutti aspetti che gli imperialismi non potevano e non possono tollerare.

Juan Domingo Peron, nonostante il ritorno trionfale in patria nel 1973 e la sua successiva rielezione, lasciando presto il governo nelle mani della seconda moglia Isabelita - che certo non aveva il piglio e l'anima sociale di Evita - non riuscì, causa anche la sua morte avvenuta nel 1974, ad impedire l'avvento di nuovi golpe militari che soffocarono ogni possibile riforma in Argentina.

Oggi, nel 2014, forse, avremmo necessità di un nuovo Juan Domingo Peron. L'avrebbe l'America Latina, ancora non unificata ed ancora attraversata da una grave crisi socio-economica. E l'avrebbe l'Europa, unita solo dall'economia e dal continuo sfruttamento monetario e tartassatorio che noi cittadini subiamo ogni giorno, peraltro soggetti alle scelte di politica internazionale dei soliti USA e del solito Fondo Monetario Internazionale.

Una terza posizione di carattere umanitario, socialista libertario e nazionale sarebbe utile all'uscita della crisi.

Ma, per ora, possiamo solo guardare agli esempi del passato. Agli esempi di personalità che, da Simon Bolivar a Giuseppe Mazzini, dai coniugi Garibaldi (Anita e Giuseppe), passando per i coniugi Peron (Evita e Juan) e per il socialismo libertario di Hugo Chavez, hanno offerto al mondo prospettive diverse e alternative. Prospettive oltre le divisioni e le ideologie di destra e/o di sinistra, bensì sempre dalla parte dei popoli e degli oppressi.


Luca Bagatin


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